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	<title>Thomas Brambilla Archives - InsideOver</title>
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	<title>Thomas Brambilla Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Tra gli Usa e gli alleati del Pacifico la pace economica passa per il GNL americano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 07:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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<p>Gli Stati Uniti stanno finalizzando la propria strategia energetica per esportare più GNL e dividere i costi con gli alleati del Pacifico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia era nell’aria da tempo, almeno da quando nel bilaterale fra Trump e il primo ministro giapponese Ishiba, tenutosi a Washington lo scorso febbraio, il Presidente statunitense aveva reso pubblica <strong>l’intenzione della sua amministrazione di investire politicamente ed economicamente sul progetto “Alaska LNG”</strong>, per <strong>espandere le esportazioni di gas naturale liquefatto ai principali alleati degli Stati Uniti nella regione dell’Indo-Pacifico</strong>. Ora, l’aggressiva strategia economica statunitense rappresentata dai dazi imposti e poi rimossi da Donald Trump nell’arco di poche ore dopo la turbolenta reazione dei mercati internazionali, sembra aver <strong>velocizzato </strong>un <strong>processo </strong>già in corso e fatto maturare le relative intenzioni e convinzioni politiche degli alleati coinvolti nel piano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dettagli del piano condiviso fra Washington e alleati</h2>



<p>Come annunciato dal ministero dell’Economia taiwanese, nei prossimi anni, con l’obiettivo di <strong>riequilibrare il deficit commerciale subito dagli Stati Uniti</strong>, Taipei potrebbe <strong>acquistare fino a 200 miliardi di dollari di GNL aumentando di un terzo la sua percentuale importata dagli </strong>Usa. Il piano non riguarda però esclusivamente Taiwan, ma includerebbe anche altri Stati satelliti degli Usa nel Pacifico come <strong>Giappone</strong>, <strong>Corea del Sud e Filippine</strong> che, dopo l’annuncio dei dazi, sono politicamente intimoriti e di conseguenza intenzionati a scendere a patti con gli Stati Uniti e, come dichiarato dal presidente di Taiwan <strong>Lai Ching-te</strong>, ambiscono ora a cercare di raggiungere un “regime tariffario zero” come richiesto dal loro principale alleato.</p>



<p>L’accordo economico-energetico, mediato e pensato dal segretario al Tesoro americano <strong>Scott Bessent </strong>e dal consigliere statunitense per l’energia <strong>Doug Burgum</strong>, non riguarda solamente le quote di acquisti di GNL dagli Stati Uniti ma anche gli <strong>investimenti </strong>nel settore per la realizzazione del progetto, di cui si farebbero carico le economie asiatiche. Importanti <strong>stanziamenti economici</strong> saranno infatti necessari per la realizzazione di un <strong>gasdotto </strong>che possa trasferire in primis la materia prima dai giacimenti artici situati nel Nord dell’Alaska fino ai porti del Sud e, in secondo luogo, anche saranno necessarie potenziali ulteriori risorse per la costruzione di un <strong>oleodotto lungo 800 miglia</strong> dal North Slope dell’Alaska fino ad un terminale di esportazione sulla costa del Pacifico.</p>



<p>Come confermato da Bessent, la finalizzazione di un accordo del genere “non solo creerebbe molti posti di lavoro americani, ma ridurrebbe il deficit commerciale”. Una <strong>strategia “win”</strong> in particolare per Washington, sbilanciata a favore dei propri interessi economici e di influenza globale e improntata su <strong>reindustrializzazione </strong>interna e <strong>aumento del peso geopolitico</strong> globale, con un’ottimizzazione e una <strong>razionalizzazione </strong>dei <strong>costi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa primatisti del GNL</h2>



<p>Il progetto “Alaska GNL”, accantonato per anni a causa degli <strong>esorbitanti costi logistici</strong> e delle <strong>preoccupazioni ambientali</strong> relative, è ora al centro della strategia energetica di Trump e ha un valore complessivo stimato di <strong>44 miliardi di dollari</strong>. Secondo quanto dichiarato dal governatore dell’Alaska <strong>Mike Dunleavy</strong>, le esportazioni potrebbero iniziare entro il <strong>2030</strong> e il progetto potrebbe fornire circa <strong>3,5 miliardi di piedi cubi di gas al giorno</strong>. Implementarlo significherebbe accrescere ancor di più il peso energetico degli Usa nel mondo e legare ulteriormente ad esso l’andamento alcune economie alleate sottraendole dalle importazioni di economie rivali come quelle mediorientali, cinesi o russe.</p>



<p>È importante ricordare che già oggi <strong>gli Stati Uniti sono il primo esportatore al mondo di GNL</strong>, una configurazione che si è venuta a creare anche e soprattutto a partire dal <strong>2022 </strong>a causa delle conseguenze economiche della <strong>guerra russo-ucraina</strong> che ha fratturato il precedente legame fra Russia e stati europei per la fornitura di fossili a basso prezzo. L’aumento delle quote andrebbe quindi a solidificare ulteriormente questo <strong>primato assoluto</strong>, sposandosi a pieno titolo con quella che è la <strong>strategia </strong>che <strong>Trump </strong>sembra aver presentato al mondo per il suo prossimo mandato: leva del ricatto e poi accordo favorevole agli Usa per riequilibrare i rapporti. Perché, come dichiarato dallo stesso presidente sul social Truth, “la grande protezione militare che forniamo” va in qualche modo ripagata tramite un “acquisto su larga scala di GNL statunitense e una joint venture per un oleodotto dell’Alaska”. &nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Gran Bretagna, quando l&#8217;algoritmo prevede che commetterai un reato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-quando-lalgoritmo-prevede-che-commetterai-un-reato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 06:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministero della Giustizia britannico studia un programma di algoritmi che ambisce a fare delle previsioni su chi commetterà omicidi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una serie di <strong>algoritmi che analizzano grandi quantità di dati</strong> aggregati afferenti a persone note alle autorità giudiziarie o di polizia, spesso con precedenti penali o situazioni psico-sociali particolari, con lo scopo ultimo di creare uno <strong>strumento in grado di identificare e schedare gli individui</strong> che riscuotono, sempre secondo gli algoritmi, <strong>maggiori possibilità di commettere omicidi</strong>. </p>



<p>Non si tratta di un film distopico ma della realtà che caratterizza le priorità e gli obiettivi del <strong>ministero della Giustizia del Regno Unito</strong>, che negli ultimi giorni, grazie all’attività di indagine e <a href="https://www.statewatch.org/news/2025/april/uk-ministry-of-justice-secretly-developing-murder-prediction-system/">ricerca condotta dal think tank <em>Statewatch</em></a>, è finito al centro delle cronache per la sua attività segreta di studio del programma noto come <strong>“Progetto per la previsione degli omicidi”,</strong> poi ribattezzato in “Condivisione dei dati per migliorare la valutazione del rischio”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche e il funzionamento del progetto</h2>



<p>Il gruppo <strong>Statewatch</strong>, nato nel <strong>1991</strong>, è conosciuto nel Regno Unito per essere un’organizzazione benefica che si occupa principalmente di tutela e denuncia in ambito di <strong>rispetto dei diritti umani</strong> in territorio europeo tramite ricerche approfondite, indagini di giornalismo investigativo e analisi di tipo politico-sociale. Dopo aver visionato alcuni documenti ottenuti mediante una richiesta di accesso alle informazioni, gli attivisti di Statewatch hanno definito il programma del MOJ (Ministero della Giustizia) come “agghiacciante e distopico”. </p>



<p>La pubblicazione ha messo in luce che il progetto, commissionato dall&#8217;ufficio del primo ministro quando il conservatore <strong>Rishi Sunak</strong> era ancora al potere ma non ostacolato dalla nuova amministrazione laburista di <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-keir-starmer-baronetto-come-i-beatles-piacione-come-blair-indeciso-come-tutti.html"><strong>Starmer</strong>,</a> utilizza diversi dati sui crimini commessi provenienti da fonti ufficiali che riguardano non solo persone con precedenti penali, ma <strong>anche individui che non hanno commesso alcun reato</strong>. Oltre a dati più semplici e lineari come nome, data di nascita, sesso e provenienza etnica – denuncia Statewatch – verranno inseriti nei database utili alle previsioni anche informazioni relative a <strong>salute mentale degli individui coinvolti, fattori di dipendenza, dati sulle tendenze al suicidio e all’autolesionismo, indicatori di vulnerabilità e disabilità e informazioni su episodi di violenza domestica subiti o praticati attivamente</strong>. Il tutto per poter produrre previsioni sulle propensioni alla criminalità violenta e all’omicidio dei singoli soggetti analizzati.</p>



<p>Il programma, che nasce da una stretta collaborazione istituzionale fra tra il ministero della Giustizia (MoJ), il ministero dell&#8217;Interno, la Polizia della Greater Manchester (GMP) e la Polizia Metropolitana di Londra, secondo quanto pubblicato dall’organizzazione, ha fino ad ora lavorato su dati provenienti da un numero compreso fra <strong>100.000 e 500.000</strong> individui. In uno dei documenti tratti dall’accordo di condivisione dati fra ministeri, pubblicato da Statewatch sul proprio sito, si intravede chiaramente una lista di voci inerenti a fattori della storia personale e giudiziaria degli individui messi sotto indagine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta del ministero della Giustizia</h2>



<p>Il ministero della Giustizia del Regno Unito, interpellato dagli attivisti dell’organizzazione, ad oggi si è limitato a <strong>negare che vengano utilizzati dati di persone prive di condanne</strong>, affermando che nel database compaiono solamente informazioni relative ad individui già precedentemente interessati da almeno una condanna penale, con lo scopo di &#8220;esaminare le caratteristiche del criminale che aumentano il rischio di commettere omicidio&#8221; ed &#8220;esplorare tecniche alternative e innovative di scienza dei dati per la valutazione del rischio di omicidio” e, in ultima istanza, migliorare la sicurezza pubblica.</p>



<p>Secondo il commento del MOJ, il progetto è inoltre condotto con “lo scopo esclusivo della ricerca” e si appoggia su un <strong>sistema già collaudato e utilizzato in ambito penitenziario</strong> che si basa sempre su strumenti di valutazione del rischio e serve a verificare se l’aggiunta di nuovi dati possa condurre ad un miglioramento effettivo nella valutazione del rischio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-quando-lalgoritmo-prevede-che-commetterai-un-reato.html">Gran Bretagna, quando l&#8217;algoritmo prevede che commetterai un reato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Bombe Usa sullo Yemen, l&#8217;Iran ritira le truppe per evitare lo scontro diretto</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/bombe-usa-sullo-yemen-liran-ritira-le-truppe-per-evitare-lo-scontro-diretto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 16:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1195" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240414005352393_b09079274d2e4b17fa33f722ed3959e3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="missili iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240414005352393_b09079274d2e4b17fa33f722ed3959e3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240414005352393_b09079274d2e4b17fa33f722ed3959e3-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240414005352393_b09079274d2e4b17fa33f722ed3959e3-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240414005352393_b09079274d2e4b17fa33f722ed3959e3-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240414005352393_b09079274d2e4b17fa33f722ed3959e3-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240414005352393_b09079274d2e4b17fa33f722ed3959e3-1536x956.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre gli Stati Uniti continuano la propria operazione militare offensiva contro gli Houthi yemeniti avviata nel mese di marzo, una campagna che ad oggi secondo Washington ha permesso di eliminare una serie di obiettivi e capi militari del gruppo ribelle causando più di 70 vittime, il comando centrale dell’esercito iraniano ha ordinato alle proprie truppe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/bombe-usa-sullo-yemen-liran-ritira-le-truppe-per-evitare-lo-scontro-diretto.html">[...]</a></p>
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<p>Mentre gli <strong>Stati Uniti continuano la propria operazione militare offensiva contro gli Houthi </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-fronti-aperti-in-medio-oriente.html"><strong>yemeniti</strong> avviata</a> nel mese di marzo, una campagna che ad oggi secondo Washington ha permesso di eliminare una serie di obiettivi e capi militari del gruppo ribelle causando più di 70 vittime, il comando centrale dell’esercito iraniano ha ordinato alle proprie truppe presenti sul territorio di abbandonarlo il prima possibile. Il numero effettivo di militari iraniani presenti in Yemen non è mai stato reso pubblico, ma oltre al <strong>supporto logistico e materiale</strong>, è noto che in passato l’Iran ha anche inviato <strong>consiglieri e comandanti militari</strong> a supporto dei ribelli Houthi.  </p>



<p>L’amministrazione Trump, a differenza di quella Biden, da quando è di nuovo al potere ha adottato una postura <strong>offensiva</strong> nei confronti del gruppo militare che controlla la parte occidentale dello Yemen, cercando di consolidare a più riprese il fondamentale <strong>controllo degli stretti marittimi</strong> ed eliminare eventuali minacce che possano compromettere la supremazia degli Usa questo ambito. Un obiettivo in linea con la missione <strong>“Prosperity Guardian”</strong> avviata da Usa e Ue nel dicembre del 2023 per proteggere il traffico marittimo internazionale dalle attività militari degli Houthi in supporto della popolazione palestinese aggredita da Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pressione di Trump e le scelte dell&#8217;Iran</h2>



<p>A riferirlo è il quotidiano britannico <em>The Telegraph</em>, che ha specificato che sono due le motivazioni strutturali di fondo dietro a questa scelta. Da un lato l’esercito della Repubblica islamica dell’Iran <strong>teme che con l’operazione militare attiva degli Usa nella regione si possa generare uno scontro diretto fra le proprie forze militari presenti in Yemen e quelle Usa</strong> che attaccano, un’eventualità che Teheran intende scongiurare a tutti i costi, e dall’altro c’è una <strong>ragione più profonda</strong>, legata in particolare al corso degli eventi registratosi in Medioriente negli ultimi mesi, una serie di circostanze che hanno visto fortemente indebolirsi l’asse sciita-iraniano e starebbero ora conducendo i Pasdaran a <strong>riconsiderare le proprie priorità strategiche</strong> alla luce del nuovo approccio aggressivo di Trump che mette Teheran nel mirino.</p>



<p>Secondo fonti anonime del regime iraniano, gli Houthi, che facevano parte di una “catena” composta dalle solide alleanze fra Iran e l&#8217;Hezbollah di Nasrallah in Libano e Assad in Siria, “non saranno in grado di sopravvivere a lungo” e non è strategicamente utile e sensato continuare a “sostenere una parte” di quella catena senza una prospettiva di medio-lungo periodo. Le preoccupazioni dell’Iran non si limitano però solamente sulla campagna anti-Houthi degli Usa, ma si concentrano piuttosto sulle <strong>esplicite minacce che Trump ha diretto a Teheran</strong> quando a fine marzo ha paventato l’ipotesi di scontro diretto con <strong>bombardamenti ai siti nucleari iraniani </strong>in caso di mancata disponibilità a sedersi al tavolo degli accordi sul nucleare.</p>



<p>Accanto a queste minacce verbali, negli ultimi giorni sono andate ad aggiungersi anche atti pratici sotto il piano della <strong>logistica militare statunitense nel mar Rosso</strong>, una serie di mosse che l’Iran non può che interpretare come delle minacce nei propri confronti. La scorsa settimana infatti, l’esercito statunitense ha spostato <strong>bombardieri Stealth B-2 presso la base militare Usa-Regno Unito Diego Garcia nelle isole Chagos</strong>, un territorio britannico su cui gli Stati Uniti hanno diritto di utilizzo esclusivo per scopi militari e già utilizzato in passato per condurre operazioni su vasta scala in Medioriente. Oltre a questo, l’aumento della pressione sull’Iran da parte di Trump si sta concretizzando anche tramite lo <strong>spostamento della portaerei USS Carl Vinson</strong>, in precedenza collocata in Asia, e ora in viaggio verso il <strong>Medioriente </strong>per disporsi in supporto alla Truman, sotto attacco da parte dei missili Houthi nei giorni scorsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;indebolimento dell&#8217;asse sciita-iraniana e il futuro della regione</h2>



<p>L’<strong>offensiva israeliana su Libano e Gaza</strong>, che ha contribuito alla decimazione di Hezbollah e Hamas, oltre che alla morte di Nasrallah, unita a quella statunitense sugli Houthi e alla <strong>caduta del regime di Bashar Al-Assad</strong> lo scorso dicembre, storico alleato di Teheran, grazie al supporto turco, stanno creando enormi difficoltà all’asse dei <em>proxies </em>che l’Iran aveva costruito negli anni nel contesto Mediorientale come alternativa al dominio politico e geopolitico sunnita, <strong>ridimensionando fortemente l’influenza di Teheran e conducendolo verso una dimensione di isolamento politico</strong> che sta così portando i suoi vertici politici a riconsiderare i propri sforzi militari diffusi nella regione e concentrarsi maggiormente verso le <strong>minacce concrete</strong> poste dal ritorno di <strong>Trump </strong>alla Casa Bianca. In questo contento, il frettoloso viaggio di Netanyahu a Washington potrebbe avere al centro anche i prossimi passi concordati per il contrasto all&#8217;Iran a livello regionale.</p>
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		<title>Usa e Turchia di nuovo amici in nome degli F-35: lo Stato di diritto può attendere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-e-turchia-di-nuovo-amici-in-nome-degli-f-35-lo-stato-di-diritto-puo-attendere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 15:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Recep Tayyip Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250327105409897_fcff90e6c701cc4f4d6f119488f424f4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250327105409897_fcff90e6c701cc4f4d6f119488f424f4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250327105409897_fcff90e6c701cc4f4d6f119488f424f4-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250327105409897_fcff90e6c701cc4f4d6f119488f424f4-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250327105409897_fcff90e6c701cc4f4d6f119488f424f4-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250327105409897_fcff90e6c701cc4f4d6f119488f424f4-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250327105409897_fcff90e6c701cc4f4d6f119488f424f4-1536x1081.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro degli esteri turco Fidan si è recato a Washington per riaprire il dialogo con gli Usa sul tema della cooperazione militare.</p>
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<p>Mentre per le strade delle principali città turche imperversano le <strong>proteste</strong> dovute all’<strong>arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu</strong> del Partito Popolare repubblicano (Chp), con accuse apparentemente strumentali che vanno dai reati di corruzione al sostegno al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), ritenuto organizzazione terroristica da Ankara, il <strong>ministro degli Esteri turco Hakan Fidan è volato a Washington per un incontro con il segretario di Stato Usa Marco Rubio</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La distensione dei rapporti Usa-Turchia e il nodo degli F-35</h2>



<p>Al centro dell’incontro programmato fra gli esponenti dei due Governi c’è stata una conversazione mirata a <strong>risolvere gli ostacoli alla cooperazione industriale del settore della difesa</strong>, dopo che nei giorni precedenti una <strong>telefonata fra Trump e Erdogan</strong>, definita come “trasformativa”, aveva lasciato trapelare una distensione dei rapporti fra Ankara e Washington, divenuti complessi durante l’era Biden a causa delle politiche dei Dem americani, che cercavano di <strong>isolare la Turchia dal mercato industriale degli armamenti per l’ambiguità strategica che Ankara coltiva con Mosca</strong>, pur rimanendo saldamente uno dei principali e più potenti membri dell’Alleanza atlantica.</p>



<p>Le intenzioni di Ankara sono piuttosto chiare: approfittare della distensione Usa-Russia e del periodo storico favorevole per <strong>ricucire i rapporti con Washington perseguendo un obiettivo, quello di rientrare nel programma jet F-35</strong> da cui era stata esclusa pur essendone produttore e acquirente. Dal 2020, ancora sotto l’era Trump, la Turchia è sottoposta alle sanzioni Usa dovute al <strong>Countering America&#8217;s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA)</strong>, una legge che prevede l’utilizzo di strumenti come le <strong>sanzioni </strong>per punire i nemici degli Stati Uniti d’America. La Turchia era stata colpita da questo provvedimento dopo che nel 2019 aveva acquistato da Mosca dei <strong>sistemi missilistici di difesa aerea russi S-400</strong>, resi poi non operativi per non peggiorare ulteriormente i rapporti con Washington.</p>



<p>È quindi chiaro che, con l’entrata in carica di Trump e il capovolgimento di politica estera promosso dal neopresidente, Erdogan tenta di <strong>massimizzare questi nuovi equilibri per i propri interessi industriali e di difesa</strong>. Secondo una fonte citata da <em>Reuters</em>, nell’ambito dell’incontro Fidan-Rubio entrambe le parti “hanno chiaramente espresso la loro volontà politica di rimuovere gli ostacoli alla cooperazione nel campo dell&#8217;industria della difesa”, aggiungendo che prossimamente si terranno “colloqui tecnici per risolvere i problemi esistenti”. Fonti turche hanno fatto inoltre trapelare un dettaglio significativo dell’accordo, secondo cui Ankara punterebbe a raggiungere un’<strong>intesa</strong> mantenendo sempre gli <strong>S-400 non operativi</strong> ma non rinunciando definitivamente a quel programma di armamenti acquistato dalla Russia. L’eventuale rimozione delle sanzioni alla Russia ricadrebbe quindi anche su Paesi terzi coinvolti dalle conseguenze di tali ostacoli politico-diplomatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo strategico della Turchia</h2>



<p>Negli ultimi mesi la Turchia sta assumendo un ruolo caratterizzato sempre più da una <strong>maggiore rilevanza sul versante industriale e politico</strong>. Oltre alla possibile distensione con gli Usa, occorre non dimenticare l’<a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-baykar-arriva-lintesa-sui-droni-si-apre-un-mercato-da-100-miliardi.html"><strong>accordo Leonardo-Baykar</strong> per la produzione di droni militari di ultima generazione</a>, un <em>joint venture</em> italo-turca tramite la quale ad Ankara sarà concesso di <strong>penetrare significativamente nell’enorme mercato europeo dei velivoli senza pilota che vanta una prospettiva di crescita fino a 100 miliardi di euro nei prossimi dieci anni</strong>.</p>



<p>Il ruolo di stato trascinatore di cui la Turchia si è autoinvestita nello scenario siriano post-Assad, senza la contrarietà di Usa e Stati europei, rende inoltre Ankara un <strong>attore </strong>ancora più <strong>cruciale</strong> nello <strong>scacchiere mediorientale</strong>, sia nel determinare il futuro della Siria a cui Erdogan è fortemente interessato per i propri tornaconti regionali e sia nel contrastare l’asse iraniano sempre più indebolita dalle operazioni militari israeliane e dalla caduta di Assad.</p>



<p>Poco importa quindi se la Turchia è alle prese con una delle <strong>ondate di proteste antigovernative popolari più intense degli ultimi dieci anni</strong> che ha condotto fino ad ora a quasi 1900 arresti fra cui nove giornalisti dopo la conferma dell’arresto del sindaco di Istanbul Imamoglu, una mossa che rischia di far regredire ulteriormente i già deboli <strong>parametri di democrazia e stato di diritto turchi e di rinforzare ancor di più Erdogan</strong> nella sua posizione di potere occupata dal 2003, gli interessi industriali statunitensi ed europei sono oggi prioritari, la democrazia può sempre attendere.</p>
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		<title>OpenAI fa pressioni su Trump per superare la legge sulla proprietà intellettuale. E la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/openai-fa-pressioni-su-trump-per-superare-la-legge-sulla-proprieta-intellettuale-e-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 14:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
		<category><![CDATA[Trump administration]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esiste un elemento che, a detta dei giganti statunitensi dell’intelligenza artificiale come il Ceo di OpenAI Sam Altman, sta mettendo il bastone fra le ruote allo sviluppo “democratico” dell’IA generativa di matrice statunitense. Questo elemento si chiama diritto d’autore (copyright) o, più precisamente, dottrina del “fair use”, ovvero quell’insieme di leggi e regolamenti che limitano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/openai-fa-pressioni-su-trump-per-superare-la-legge-sulla-proprieta-intellettuale-e-la-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/openai-fa-pressioni-su-trump-per-superare-la-legge-sulla-proprieta-intellettuale-e-la-cina.html">OpenAI fa pressioni su Trump per superare la legge sulla proprietà intellettuale. E la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105909788_5f842b3720702621aa77003cd98a2bb5-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esiste un elemento che, a detta dei giganti statunitensi dell’intelligenza artificiale come il <strong>Ceo di OpenAI Sam Altman</strong>, sta mettendo il bastone fra le ruote allo sviluppo “democratico” dell’IA generativa di matrice statunitense. Questo elemento si chiama <strong>diritto d’autore (copyright)</strong> o, più precisamente, <strong>dottrina del “fair use”</strong>, ovvero quell’insieme di leggi e regolamenti che <strong>limitano l’accesso ad opere e materiali protetti da copyright senza una previa autorizzazione</strong> rilasciata al soggetto che intende farne uso. OpenAI e tutte le altre aziende che operano nel gigantesco e iper finanziato settore dell’IA si nutrono di materiale prodotto da autori privati per istruire i propri chatbot come ChatGPT, ma per fare questo potrebbe essere necessario violare una legge che ora, con l’avvento di Trump alla Casa Bianca e il suo approccio di ampia deregolamentazione nei confronti dell’IA, potrebbe trovare terreno fertile per essere superata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interessi societari e la sfida con la Cina</h2>



<p>Ed è proprio Altman il protagonista di queste <strong>pressioni </strong>rappresentate da una <strong>proposta politica</strong> presentata presso l’<strong>Office of Science and Technology della Casa Bianca</strong>, un ufficio di supporto all’esecutivo federale che offre consulenza su aspetti scientifici, ingegneristici, tecnologici e di sicurezza della politica nazionale intrapresa dal presidente. D’altronde, le intenzioni dell’amministrazione Trump sul tema dell’IA sono state chiare fin dall’inizio, <strong>deregolamentazione </strong>e <strong>corposi investimenti</strong> che hanno portato a pochi giorni dall’insediamento ad annunciare il <strong>piano di investimenti privati da 500 miliardi di dollari nel settore denominato “Stargate”</strong>, con il supporto esterno del governo federale degli Usa. Perché? Perché mai prima d’ora la corsa all’IA rappresenta uno dei maggiori, se non il maggiore, terreno di <strong>scontro geopolitico con la Repubblica popolare cinese</strong>, che negli ultimi mesi ha comunicato al mondo di essere sostanzialmente al passo con il rivale americano anche tramite l’immissione nel mercato del noto chatbot <strong>“Deepseek” </strong>che ha momentaneamente superato ChatGPT negli Usa. </p>



<p>Anche lo stesso Altman lega la necessità di superamento della regolamentazione sul copyright alla <strong>competizione geopolitica con la Cina</strong>. Le sue affermazioni in questo senso sono piuttosto chiare: “Se gli sviluppatori della RPC hanno accesso illimitato ai dati e le aziende americane vengono lasciate senza accesso al fair use, la corsa all&#8217;IA è effettivamente finita&#8221;, ha scritto l&#8217;azienda nella sua proposta politica. &#8220;L&#8217;America perde, così come il successo dell&#8217;IA democratica” si legge nella conclusione della proposta. Non è ancora chiaro quale possa essere l’orientamento in merito della Casa Bianca, ma con Trump è facile aspettarsi un possibile avallo legislativo e governativo che segnerebbero il raggiungimento di un punto di non ritorno in materia. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105956835_a60ed5cab9f572764e43afc618f7855a-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-462108" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105956835_a60ed5cab9f572764e43afc618f7855a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105956835_a60ed5cab9f572764e43afc618f7855a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105956835_a60ed5cab9f572764e43afc618f7855a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105956835_a60ed5cab9f572764e43afc618f7855a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105956835_a60ed5cab9f572764e43afc618f7855a-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250323105956835_a60ed5cab9f572764e43afc618f7855a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I procedimenti giudiziari in cui è coinvolta OpenAI</h2>



<p>L’approvazione governativa risolverebbe anche delle spinose <strong>questioni giudiziarie in cui OpenAI si trova coinvolta</strong>. L’azienda è infatti attualmente sotto inchiesta dopo la denuncia da parte di alcune aziende dell’informazione e dell’editoria, fra cui anche il <em>New York Times</em>, che hanno ingaggiato una <strong>battaglia contro le pratiche con cui OpenAI addestra i propri strumenti di IA commettendo una potenziale violazione di proprietà intellettuale</strong> e sottraendo illegalmente materiale prodotto da autori, scrittori, giornalisti per i propri scopi senza una previa autorizzazione o un previo accordo.</p>



<p>Un tema noto e che stava particolarmente a cuore a <strong>Suchir Balaji</strong>, <strong>ex ricercatore</strong> di OpenAI trovato morto a 26 anni nella sua abitazione di Los Angeles il 26 novembre 2024. Tre mesi prima Balaji si era <strong>dimesso </strong>da OpenAI perché in disaccordo con le pratiche con cui la società per la quale lavorava traeva profitti e addestrava i propri chatbot. Pochi giorni prima della sua morte, classificata dalla polizia di San Francisco come un caso di <strong>suicidio</strong>, Balaji aveva rilasciato alcune interviste a grandi giornali e aperto un blog nel quale denunciava il sistema contro il quale si stava in una certa misura rivoltando, cercando di sottolineare <strong>l’importanza della proprietà intellettuale per il futuro di internet e dell’intera umanità</strong>. La sua famiglia oggi non crede all’ipotesi del suicidio ma propende verso quella di un omicidio mirato dovuto alle posizioni da lui assunte, cercando disperatamente le prove per dimostrarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/openai-fa-pressioni-su-trump-per-superare-la-legge-sulla-proprieta-intellettuale-e-la-cina.html">OpenAI fa pressioni su Trump per superare la legge sulla proprietà intellettuale. E la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Difesa Usa: Hegseth e Musk tagliano (poco) le spese ma non cambiano la sostanza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/difesa-usa-hegseth-e-musk-tagliano-poco-le-spese-ma-non-cambiano-la-sostanza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 13:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio USA]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un documento informativo della Difesa Usa ha svelato maggiori dettagli sul piano del Pentagono per ridurre le spese militari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-usa-hegseth-e-musk-tagliano-poco-le-spese-ma-non-cambiano-la-sostanza.html">Difesa Usa: Hegseth e Musk tagliano (poco) le spese ma non cambiano la sostanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250320153044624_7101729eae2847646416d20c5055b90e-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un mese dall’annuncio del <strong>segretario della Difesa Usa Pete Hegseth</strong>, il <strong>piano dell’amministrazione Trump per il taglio e la razionalizzazione delle spese militari </strong>inizia a delinearsi con maggiore chiarezza. A far luce sulle intenzioni del Pentagono è un documento rilasciato da funzionari della Difesa statunitense definito come “informativo”, nel quale si elencano punto per punto quelli che sono le possibili scelte da mettere in campo per ottenere un risparmio di risorse dall’enorme macchina militare statunitense, che può contare su un bilancio complessivo che supera gli <strong>800 miliardi</strong> di <strong>dollari</strong> annuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dettagli della visione del capo del Pentagono</h2>



<p>L’elemento maggiormente significativo della bozza, redatta nel corso dell’ultimo mese dai funzionari della <strong>Difesa</strong> in coordinamento con quelli del <strong>Doge</strong> presieduto da <strong>Elon Musk</strong>, è quello relativo all’<strong>accorpamento</strong> di alcuni dei principali <strong>comandi </strong>dell’esercito statunitense sparsi nei diversi continenti. I comandi militari statunitensi sono in totale <strong>undici</strong>, dipendono in maniera esclusiva dal Dipartimento della difesa e gestiscono e coordinano l’intera gamma di azioni militari e responsabilità attribuibili ai corpi armati che stanziano in un determinato continente.</p>



<p>Secondo i piani della nuova amministrazione visionati dalla <em>Cnn</em>, il <strong>Comando europeo (Eucom)</strong> e quello <strong>africano (Africom)</strong> saranno <strong>accorpati </strong>in un unico centro di funzionamento che avrà sede in <strong>Germania</strong>, precisamente a <strong>Stoccarda</strong>. Stoccarda è già oggi la sede di entrambi i comandi, quindi non ci sarà alcun effettivo trasferimento fisico ma soltanto un <strong>accentramento delle funzioni in una singola cabina di regia</strong>. La sorte di questi comandi ricalca la stessa che toccherà al <strong>Comando nordamericano (Ussnorthcom)</strong>, con sede in Colorado, e quello per il Sud America <strong>(Southcom)</strong> con sede in Florida. Anche questi due comandi emisferici nelle intenzioni di Hegseth saranno accorpati in una singolo ramo operativo.  </p>



<p>Le altre misure che saranno messe in campo per diminuire le spese di difesa della grande potenza militare Usa, oltre alla possibilità di <strong>sopprimere </strong>alcuni <strong>direttorati </strong>che si occupano di sviluppo, addestramento e formazione della forza congiunta, riguardano inaspettatamente anche il versante del <strong>Pacifico</strong>, dove Hegseth intende recuperare fondi tramite <strong>l&#8217;interruzione dell’espansione delle forze statunitensi dislocate in Giappone</strong>. Una scelta, quest’ultima, che sconfessa simbolicamente la decisione presa da Biden lo scorso anno di portare rinnovamento e modernizzazione alle forze statunitensi in Giappone in ottica anti-cinese, e che viene associata nello stesso documento ad un “rischio politico” che implicherebbe la riduzione della portata del comando locale dell’esercito di Washington.</p>



<p>Il documento propone inoltre anche di apportare <strong>tagli significativi allo Stato maggiore congiunto</strong>, con una particolare concentrazione sulla direzione J7 che si occupa di formazione e istruzione per i servizi, tramite il licenziamento o il trasferimento di più di 400 dipendenti civili. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La marginalità dell&#8217;intervento</h2>



<p>Sommando i diversi tagli di spesa provenienti da ogni singolo comparto, il documento stima un risparmio di circa <strong>un miliardo di dollari ogni cinque anni</strong>. Si tratta, ad ora, di una cifra piuttosto bassa e marginale rispetto al complesso economico che si muove con il reparto della potenza statunitense in ogni bilancio dello Stato. Ma soprattutto, anche sul piano politico e geopolitico, non si nota un radicale cambiamento di quelli che sono gli equilibri che garantiscono il dominio militare globale degli Stati Uniti d’America come implicherebbe invece il ritiro di forze o lo smantellamento di interi comparti di basi dislocate nei continenti dove è maggiore la presenza militare Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-usa-hegseth-e-musk-tagliano-poco-le-spese-ma-non-cambiano-la-sostanza.html">Difesa Usa: Hegseth e Musk tagliano (poco) le spese ma non cambiano la sostanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 13:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="774" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-600x242.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1024x413.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-768x310.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1536x619.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In occasione della conferenza sulla Siria, Damasco incasserà 5,8 miliardi di euro di aiuti economici, di cui 2,5 dall'Unione europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html">Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="774" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-600x242.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1024x413.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-768x310.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1536x619.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In occasione della <strong>conferenza annuale sulla Siria</strong> organizzata dall’Unione europea a partire dal 2017, lunedì 17 marzo è stato ricevuto a <strong>Bruxelles </strong>il ministro degli esteri siriano <strong>Asaad al-Shibani</strong>, membro del Governo di transizione capeggiato da Al-Sharaa/Al-Jolani che governa il Paese dalla caduta di Bashar Al-Assad nel dicembre scorso. Al suo ritorno in Siria, Al-Shibani ha potuto contare su solide garanzie che attireranno nelle casse di Damasco complessivamente<strong> 5,8 miliardi di euro di nuovi aiuti economici per il sostegno alla ripresa del Paese</strong>.</p>



<p>Si tratta della prima conferenza di questo genere da quando è avvenuto lo storico cambio di potere a Damasco, una riflessione sugli aiuti esteri e la situazione economica della Siria <strong>a pochi giorni dagli<a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html"> scontri che hanno visto morire più di un migliaio di civili alawiti per mano delle forze di sicurezza di Damasco</a></strong>, che hanno dichiarato di aver agito in risposta a una serie di imboscate tese da alcune cellule appartenenti a truppe pro-Assad rimaste attive nella zona costiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta di campo dell&#8217;Unione europea </h2>



<p>I violenti eventi delle ultime settimane avevano fatto sviluppare il diffuso timore, sia in Siria che in Europa, che l’Unione europea avrebbe di conseguenza potuto <strong>congelare il proprio sostegno ad Al-Sharaa in assenza di solide garanzie</strong> di giustizia e non ricorrenza della repressione interna della minoranza alawita che sosteneva Assad. La decisione dell’Ue, <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-rubio-condanna-i-massacri-in-siria-e-da-una-lezione-alla-malafede-ue.html">che non si era spesa in manifeste condanne delle azioni delle forze di Al-Sharaa</a>, però non lascia indugi e, come dichiarato dall’Alto rappresentante per la politica estera <strong>Kaja Kallas</strong>, quei 5,8 miliardi di euro raccolti “sosterranno la Siria in un momento cruciale di transizione” per “affrontare le terribili necessità sul campo”.</p>



<p>Nonostante alla conferenza non abbiano partecipato solamente membri dell’Unione europea ma anche <strong>ministri di Stati arabi e rappresentanti di organizzazioni internazionali</strong>, il ruolo dell’Ue è stato <strong>fondamentale </strong>perché ha assicurato da sola <strong>2,5 miliardi di euro di aiuti con un piano biennale presentato dalla presidente di Commissione Von der Leyen</strong>. Una cifra in aumento rispetto al contributo europeo dell’anno precedente, e soprattutto in controtendenza rispetto all’alleggerimento degli aiuti registrato quest’anno (l’anno scorso il totale complessivo degli aiuti era stato di 7,5 miliardi di euro). Ad essi si andranno poi ad aggiungere anche i contributi offerti dai singoli Stati su base volontaria. La Germania, ad esempio, ha già annunciato che contribuirà ulteriormente con 300 milioni di euro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-461507" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nonostante questo, la decisione europea di <strong>schierarsi senza se e senza ma al fianco del nuovo Governo siriano</strong>, garantendo così corposi aiuti, ha registrato fra i ministri competenti un’insolita rapidità e una <strong>totale fiducia riposta nelle garanzie</strong>, per ora solo formali, date dal capo del governo Al-Sharaa sull’esigenza di fare giustizia per quanto accaduto nelle scorse settimane perseguendo direttamente i responsabili del massacro di civili e lavorando per l’unità del paese e affinché non si verifichino più episodi dello stesso genere. Si tratta quindi di un ulteriore passo tramite il quale l’Ue compie una netta scelta di campo a sostegno del nuovo sistema di potere che si è affermato a Damasco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le altre incognite per il futuro siriano</h2>



<p>Oltre al tema degli aiuti, le altre incognite sul futuro della dipendono da due ulteriori temi. Da un lato ci sono le <strong>sanzioni</strong>, perché se è vero che l’Ue, con una decisione risalente allo scorso gennaio, ha allentato una parte delle sanzioni per favorire la ripresa dell’economia siriana, rimane il nodo del <strong>settore finanziario che è ancora congelato</strong> e impedisce le transazioni private dall’estero verso la Siria, un grosso freno alla crescita di Damasco. Nella stessa sede della conferenza Al-Shibani ha insistito chiedendo un ulteriore allentamento, sottolineando che le misure intraprese finora dall’Ue “non sono state all’altezza delle aspettative” del Governo siriano.</p>



<p>La seconda grande incognita è invece rappresentata dal <strong>ruolo degli Stati Uniti</strong>, che ad oggi stanno ancora mantenendo intatte tutte le sanzioni applicate contro la Siria in passato, nonostante abbiano <strong>riconosciuto</strong> a pieno titolo il nuovo governo di Al-Sharaa, togliendo addirittura la taglia che pendeva su di lui in quanto riconosciuto come capo di un’organizzazione terroristica di tipo islamista. Un completo disinteresse dell’amministrazione Trump verso la Siria è altamente improbabile, ma ad oggi il nodo siriano non sembra rientrare nelle priorità più scottanti della nuova presidenza, che ha piuttosto assunto un <strong>atteggiamento di lasciapassare</strong> nei confronti di due alleati chiave molto attivi di recente nella regione, come <strong>Israele </strong>e <strong>Turchia</strong>, con cui può controllare e influenzare indirettamente gli esiti e i destini del caos siriano.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html">Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Galeotto fu il petrolio: il Niger espelle i dirigenti cinesi per &#8220;negligenza verso i lavoratori&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/galeotto-fu-il-petrolio-il-niger-espelle-i-dirigenti-cinesi-per-negligenza-verso-i-lavoratori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 13:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In maniera del tutto inaspettata, la giunta militare che governa il Niger ha deciso di espellere i principali dirigenti cinesi che operano nel settore petrolifero nigerino. A questa scelta drastica, si va ad aggiungere anche la revoca della licenza dell’Hotel Soluxe International, un edificio che sorge nella capitale nigerina e che nel corso del tempo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/galeotto-fu-il-petrolio-il-niger-espelle-i-dirigenti-cinesi-per-negligenza-verso-i-lavoratori.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316125045181_1f6eaa2b3a51f129b59ef578494e3439-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In maniera del tutto inaspettata, la giunta militare che governa il Niger ha deciso di <strong>espellere i principali dirigenti cinesi che operano nel settore petrolifero nigerin</strong>o. A questa scelta drastica, si va ad aggiungere anche la revoca della licenza dell’<strong>Hotel Soluxe International</strong>, un edificio che sorge nella capitale nigerina e che nel corso del tempo è diventato <strong>emblema </strong>della vasta <strong>cooperazione </strong>di lunga data instauratasi fra Pechino e Niamey.</p>



<p>Al centro delle motivazioni che hanno condotto il leader nigerino in carica <strong>Abdourahamane Tchiani</strong> a prendere tale decisione, c’è il <strong>mancato rispetto di alcune norme sui rapporti di lavoro con la manovalanza locale</strong>, nonché “il rifiuto di applicare una <strong>giusta scala salariale</strong>” agli impiegati nel settore petrolifero su cui la Cina sta investendo da anni. Il Governo nigerino ha inoltre lamentato il mancato rispetto delle <strong>quote di fornitori locali nei contratti</strong>, <strong>la mancanza di priorità data ai servizi locali, la mancanza di formazione e promozione del personale nigerino e il rifiuto del trasferimento di tecnologia per rafforzare le competenze nazionali</strong>.</p>



<p>“La misura – si legge nella nota con cui il governo ha intimato ai funzionari delle compagnie Soraz, Cnpc (China National Petroleum Corporation) e Wapco (West Africa Petroleum Company) di lasciare il Paese “entro 48 ore” per “mancato rispetto degli impegni” &#8211; segue l’inosservanza dell’Ordinanza n. 2024-34 dell’agosto 2024 che mirava a garantire che <strong>la ricchezza nazionale andasse principalmente a </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-punta-sulla-nigeria-e-sullafrica.html"><strong>beneficio dei nigerini</strong>”.</a> Una scelta politica che segue quello che è l’orientamento ricercato dalla giunta militare al potere dall’estate del 2023, che mira ad un maggiore rispetto delle ricchezze e dello sviluppo delle comunità locali dopo anni di neocolonialismo e depauperamento marcato dall’interferenza di potenze esterne nei settori delle materie prime di cui il Paese è molto ricco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rapporti fra Pechino e Niamey</h2>



<p>I legami economici e politici fra Cina e Niger hanno radici piuttosto lontane nel tempo e vanno collocati attorno alla fine del primo decennio degli anni 2000. Prima del colpo di Stato militare del 2023, che ha portato al potere la giunta di Tchiani e ha preoccupato la leadership cinese per il futuro dei propri investimenti, e della conseguente ritirata francese dal territorio, la Cina era già <strong>il secondo investitore straniero in Niger</strong>. In quegli stessi anni, tramite il colosso <strong>PetroChina</strong>, Pechino si interessò alle potenzialità estrattive e produttive tramite lo sviluppo di una joint venture basata su un accordo della condivisione della produzione fra i due governi iniziata ufficialmente nel 2011 presso il giacimento di Agadem.</p>



<p>Nel corso degli anni poi, questa partnership si è ulteriormente consolidata nell’ambito della strategia cinese per espandere la propria influenza e il proprio dominio economico sull’Africa, in quella che il Partito comunista cinese considera essere una vasta operazione <em>win-win</em>, dove sia Pechino che gli stati locali traggono reciproci vantaggi. In presenza del nuovo corso politico, dopo un periodo di iniziale riassestamento, <strong>Pechino si è confermata come il principale partner del Niger insieme alla Russia, complice anche la volontà politica e ideologica della nuova giunta al potere di distaccarsi dalle potenze occidentali fra cui Francia e Stati Uniti in primis</strong>. A suggellare questa rinnovata intesa è stato il Memorandum of understanding da 400 milioni di dollari firmato nell’aprile del 2024 fra il colosso cinese del petrolio <em>CNPC </em>e il Governo nigerino legato alla vendita e commercializzazione del greggio proveniente dal giacimento di&nbsp;Agadem. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incertezza sul futuro delle relazioni </h2>



<p>Dopo questo esito sorprendente, non resta che interrogarsi sull’impatto di tale decisione e su come questa scelta possa intaccare in primo luogo rapporti futuri fra Cina e Niger, ma più in generale quelli fra la Cina e tutti gli Stati dell’alleanza del Sahel (Aes). <strong>La presa di posizione sembra infatti essere stata condivisa con anche gli altri Stati che compongono l’alleanza</strong>, ovvero Mali e Burkina Faso, che hanno partecipato alla nota nella quale si sottolineava che la decisione richiama una &#8220;verità fondamentale&#8221;, cioè che “le risorse del Niger appartengono prima di tutto ai nigerini. Gli investitori stranieri sono benvenuti, a condizione che rispettino scrupolosamente le regole stabilite dallo Stato”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/galeotto-fu-il-petrolio-il-niger-espelle-i-dirigenti-cinesi-per-negligenza-verso-i-lavoratori.html">Galeotto fu il petrolio: il Niger espelle i dirigenti cinesi per &#8220;negligenza verso i lavoratori&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Non solo l&#8217;attacco al treno: il Pakistan, le relazioni con la Cina e l&#8217;incubo del separatismo beluci</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-lattacco-al-treno-il-pakistan-le-relazioni-con-la-cina-e-lincubo-del-separatismo-beluci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 16:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo Pakistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="777" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pakistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-600x243.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-1024x414.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-768x311.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-1536x622.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo attacco terroristico dei separatisti beluci mette a rischio ls stabilità del Pakistan e le sue relazioni con la Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-lattacco-al-treno-il-pakistan-le-relazioni-con-la-cina-e-lincubo-del-separatismo-beluci.html">Non solo l&#8217;attacco al treno: il Pakistan, le relazioni con la Cina e l&#8217;incubo del separatismo beluci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="777" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pakistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-600x243.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-1024x414.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-768x311.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/pakistan-e1741865325749-1536x622.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È durato più di un giorno l’<strong>attacco terroristico</strong> che ha colpito la regione del <strong>Belucistan</strong>, nel Pakistan sudoccidentale, e che ha impegnato per diverse ore le forze di sicurezza nel tentativo di mettere in salvo gli oltre <strong>400 passeggeri</strong> di un treno dirottato e preso in ostaggio, e neutralizzare la rete di 33 combattenti dell’<strong>Esercito di liberazione del Belucistan (ELB, un&#8217;organizzazione militare che ha come obiettivo la secessione del Belucistan da Pakistan)</strong> responsabili del sequestro. La rivendicazione è giunta immediatamente e ha specificato che attorno alle ore 13:00 dell’11 marzo un gruppo di combattenti ELB ha preso il controllo di un convoglio civile, partito da Quetta e diretto a Peshawar, mentre attraversava una zona remota e montuosa del Belucistan, facendo saltare in aria un pezzo di ferrovia per bloccare il transito del treno all’interno di una galleria.</p>



<p>Un atto ben pianificato, tipico delle tecniche di combattimento terroristiche degli insorti nazionalisti beluci, che <strong>negli ultimi mesi stanno mettendo a ferro e fuoco la regione</strong>. Sul treno, come si apprende da fonti locali, viaggiavano, oltre ai civili, una serie di <strong>membri delle forze di sicurezza pachistane</strong> che, a detta dell’organizzazione dell’ELB, sarebbero stati i veri obiettivi dell’attacco che chiedeva ufficialmente alle autorità il rilascio dei prigionieri politici, degli attivisti e più in generale di tutti i beluci che secondo l&#8217;organizzazione sono stati rapiti dall&#8217;esercito. Il bilancio finale, secondo le stime fornite dal direttore generale del servizio di pubbliche relazioni dell’esercito, generale Ahmed Sharif Chaudhry, è di 33 terroristi neutralizzati e 21 passeggeri del treno “caduti vittime” dell’attacco (50 secondo il comunicato dell’ELB), mentre tutti gli altri passeggeri del convoglio sono stati tratti in salvo.</p>



<p>In Pakistan, le origini storiche dello scontro fra il nazionalismo beluci e il potere centrale di Islamabad hanno radici molto lontane. I beluci, un <strong>gruppo etnico di lingua iranica e di religione musulmana sunnita che vive al confine fra Iran, Afghanistan e Pakistan</strong>, popolano una delle regioni più estese del Paese e allo stesso tempo una delle più povere.<strong> Le rivendicazioni indipendentiste hanno assunto nel tempo anche una natura socio-economica, legata allo scarso sviluppo e all’accusa di depauperamento locale lanciata contro il Governo centrale</strong> ma non solo: negli ultimi mesi, uno degli obiettivi principali dell’Esercito di liberazione del Belucistan è stata la robusta <strong>penetrazione economica cinese nel territorio</strong>.</p>



<p>A partire dal 2015 infatti, il <strong>progetto di corridoio economico Cina-Pakistan (Cecp) è diventato l’elemento essenziale degli investimenti esteri in Pakistan, che ha rafforzato la storica alleanza che vige fra Pechino e Islamabad</strong>. Si tratta, complessivamente, di una cifra di <strong>50 miliardi</strong> di dollari immessi nel Cecp da parte della Cina, che vede nel Pakistan un tassello di <strong>collegamento fondamentale per raggiungere i mercati mediorientali e mediterranei</strong>. In questo senso, è di fondamentale importanza per il tragitto delle merci cinesi il <strong>porto </strong>della città di <strong>Gwadar, </strong>a causa della sua posizione strategica che permette alle merci cinesi di raggiungere diversi mercati con maggiore velocità.</p>



<p>Parallelamente a questo avvicinamento fra Pakistan e Cina, si è però sviluppata un&#8217;offensiva<strong> sempre più intensa contro lavoratori o istituzioni cinesi presenti in Pakistan</strong>, simbolo, secondo l&#8217;ELB, della <strong>svendita di risorse ad agenti stranieri favorita dal Governo centrale</strong>. Per Pechino la situazione è diventata talmente pericolosa per i cittadini cinesi presenti nella regione e in tutto il Paese, che il 19 novembre scorso <strong>il ministero della Difesa cinese ha annunciato l’invio di truppe regolari per lo svolgimento di esercitazioni e addestramento in ottica di cooperazione anti-terroristica</strong>, <strong>e per la protezione dei propri interessi commerciali</strong>.</p>



<p>La marginalizzazione e l’esclusione economica di cui soffre il Belucistan porta molti autoctoni a considerare il Cpec come un <strong>progetto calato dall’alto che non ha alcun tipo di riverbero positivo per lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale, mai adeguatamente consultata in questo senso</strong>. Mentre la situazione sociale diventa sempre più tesa e la militarizzazione del Belucistan raggiunge livelli mai visti, il Governo di Islamabad lancia un&#8217;accusa ai mandanti dell’attacco, provenienti dal vicino <strong>Afghanistan </strong>con il preciso intento di destabilizzare il Pakistan e in “costante contatto&#8221; con i terroristi del treno tramite &#8220;telefoni satellitari”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-lattacco-al-treno-il-pakistan-le-relazioni-con-la-cina-e-lincubo-del-separatismo-beluci.html">Non solo l&#8217;attacco al treno: il Pakistan, le relazioni con la Cina e l&#8217;incubo del separatismo beluci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, gli Usa rispondono a Putin e Haftar e fanno volare un B-52 sulla Sirte</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/libia-gli-usa-rispondono-a-putin-e-haftar-e-fanno-volare-un-b-52-sulla-sirte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 16:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il comando Africom degli Usa ha svolto esercitazioni militari in Libia nei pressi di Sirte per rispondere alle "ambizioni" russe.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/libia-gli-usa-rispondono-a-putin-e-haftar-e-fanno-volare-un-b-52-sulla-sirte.html">Libia, gli Usa rispondono a Putin e Haftar e fanno volare un B-52 sulla Sirte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il contesto libico sta silenziosamente assumendo la forma di un terreno di <strong>scontro geopolitico</strong> fra potenze, che sul suo territorio esercitano pressioni e influenze di diverso genere con l’obiettivo di allargare la propria presenza militare e mandare un messaggio ai rivali. Gli Stati Uniti, insieme alla Turchia, appoggiano il Governo di unità nazionale di Tripoli presieduto da Abdulhamid Dabaiba, a differenza di Mosca che è allineata al generale Haftar, e la loro risposta alle ultime iniziative diplomatiche russe, non si è fatta attendere.</p>



<p>Come abbiamo raccontato su <em>InsideOver</em>, <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-bielorussia-sempre-piu-presenti-in-libia-i-nuovi-accordi-con-il-generale-haftar.html">gli importanti accordi</a> sottoscritti a metà febbraio fra la <strong>Bielorussia </strong>e il generale dell’esercito nazionale libico (ENL) <strong>Haftar</strong>, che controlla militarmente la regione più orientale della Libia nota come Cirenaica, hanno sancito un <strong>innalzamento delle relazioni Minsk-Tobruk volte ad incrementare la cooperazione militare russa e bielorussa con la Libia e la loro presenza nel Paese</strong> con l’apertura di una nuova base presso Maaten Al Sarra, al confine con Ciad e Sudan, e la costituzione di un avamposto militare nella città di Tobruk. In questo senso, l’iniziativa politica delegata da Mosca all’alleato bielorusso, che svolge funzione di intermediario, permette alla Russia, impegnata sul fronte ucraino, di gestire una partita importante con maggiore distacco e senza un coinvolgimento diretto che costerebbe molto di più in termini materiali, garantendosi allo stesso modo un efficace tutela degli interessi nazionali da parte di uno storico alleato.  </p>



<p>Circa una settimana dopo il viaggio del 17 febbraio di Haftar in Bielorussia, <strong>il comando militare statunitense in Africa, noto come Africom, ha condotto delle importanti esercitazioni aeree nella città di Sirte con le forze militari libiche orientali e occidentali, con l’utilizzo di un bombardiere strategico B-52</strong> e di altre forze provenienti dal Regno Unito, per un insieme di operazioni militari che si sono estese dalla costa libica fino ai pressi della striscia di Gaza, coinvolgendo anche Israele. L’obiettivo statunitense, secondo diversi analisti, è stato quello di <strong>mandare un messaggio forte e dare una dimostrazione di forza alla Russia di Putin, mettendola in guardia dal compiere azioni che superino un determinato confine nel dossier libico</strong>. Altrimenti detto: tutelare le infrastrutture petrolifere situate nell’Ovest del Paese dall’influenza e dalle mire di una Russia che negli ultimi anni, nella regione, sta portando avanti una politica fortemente espansionistica.</p>



<p>Sebbene la competizione USA-Russia in Libia sia maggiormente evidente nelle regioni costiere, un ulteriore terreno di scontro, come fa ben notare un’analisi di <em>Agenzia Nova</em>, ruota attorno al <strong>Fezzan</strong>, regione del Sud ricca di risorse e particolarmente strategica per l’accesso al Sahel. Qui gli Stati Uniti hanno attivato, tramite il Congresso, un piano denominato “Lybia stabilization project”, che mira a <strong>stabilizzare la regione limitando la penetrazione e l’influenza di attori ostili</strong>. La lentezza della sua implementazione, unita all’acquisizione di una base strategica nel Sud della Libia da parte della Russia, potrebbe essere stato l’elemento alla base della decisione di Africom di svolgere  esercitazioni che funzionassero da deterrente e da dimostrazione di concreta presenza e reattività atlantista nel dossier libico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/libia-gli-usa-rispondono-a-putin-e-haftar-e-fanno-volare-un-b-52-sulla-sirte.html">Libia, gli Usa rispondono a Putin e Haftar e fanno volare un B-52 sulla Sirte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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