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Affari d’oro tra la seconda potenza economica del mondo e il Paese più popoloso dell’Africa. Cina e Nigeria hanno deciso di approfondire la cooperazione in settori strategici che comprendono l’energia pulita, la difesa e la finanza. Pechino si è inoltre impegnata a sostenere l’emissione da parte di Abuja di Panda Bond per finanziare le infrastrutture.

La doppia fumata bianca è arrivata in seguito alla trasferta nel continente africano del ministro cinese Wang Yi, che ha visitato Namibia, Repubblica del Congo, Ciad e, appunto, Nigeria. Qui Mr. Wang ha incontrato, tra gli altri, il suo omologo nigeriano, Yusuf Tuggar, delineando gli sforzi congiunti per affrontare le sfide alla sicurezza regionale. Anche perché, ricordiamolo, Cina e Nigeria hanno elevato le loro relazioni bilaterali ad una “partnership strategica globale” e partorito un accordo di swap valutario dal valore di 2 miliardi di dollari.

Al termine di un vis a vis con il presidente nigeriano Bola Ahmed Tinubu, Wang ha promesso un miliardo di yuan (136 milioni di dollari) in aiuti militari all’Africa, e ribadito che la Cina contribuirà ad addestrare 6.000 soldati e 1.000 agenti di polizia in tutto il continente (in primis per contrastare i gruppi terroristici come il movimento islamista Boko Haram). “La Cina sosterrà fermamente gli africani nell’affrontare le questioni africane nel modo africano. Gli africani sono i veri padroni di questo continente”, ha spiegato l’emissario di Xi Jinping.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi

L’importanza della Nigeria

Nigeria e Cina vantano già solidi legami economici. Il Paese africano, per esempio, esporta gas e petrolio a Pechino e, allo stesso tempo, importa dal Dragone prodotti manifatturieri e tecnologici. Numeri alla mano, il commercio tra le due nazioni ammontava a 22,6 miliardi di dollari nel 2023, scesi a poco più di 17 miliardi nell’ottobre 2024. Pechino resta tuttavia il principale partner commerciale dell’Africa, con 167,8 miliardi di dollari di scambi nel primo trimestre del 2024.

Ma cosa bolle in pentola lungo l’asse sino-nigeriano? Tra le tante infrastrutture spicca un progetto ferroviario che, in seno alla Belt and Road Initiative, collegherà i due Stati settentrionali della Nigeria di Kano e Kaduna. Costo stimato: 973 milioni di dollari, in parte (poco più di 250 milioni) coperti dalla China Development Bank. “Una volta completato, il progetto garantirà un collegamento ferroviario diretto tra Kano, un’importante città del nord della Nigeria, e la capitale del paese, Abuja, offrendo ai residenti locali un mezzo di trasporto sicuro, efficiente e conveniente”, ha spiegato la banca.

Uno spaccato del traffico nigeriano

La Nigeria ha registrato un tasso di crescita economica del 3,6% nel 2021, del 3,3% nel 2022 e del 2,9% nel 2023. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto che la crescita continuerà nel 2025, anche se a un tasso moderato di circa il 3%, inferiore al 4% previsto per i Paesi dell’Africa subsahariana. Le cause? In parte la produzione petrolifera inferiore alle aspettative, la scarsità di valuta estera e l’insicurezza in molte parti del Paese.

L’influenza cinese in Africa

L’Africa, in generale, continua ad essere un partner fondamentale per la Cina, dal canto suo ben felice di inviare nel continente le sue aziende per costruire progetti infrastrutturali, ed esportare veicoli elettrici e pannelli solari. Dal punto di vista diplomatico, poi, gli oltre 50 voti dell’Africa alle Nazioni Unite possono contribuire a far progredire gli sforzi di Pechino volti a rimodellare le istituzioni multilaterali e reinterpretare le norme globali in modo che siano maggiormente in linea con i legittimi interessi del Dragone.

Il presidente cinese Xi Jinping

Il think tank Africa Center for Strategic Studies ha poi scritto che il continente è sempre più importante per gli sforzi della Cina volti a controllare le catene di fornitura globali di energia pulita. Le aziende cinesi rappresentano inoltre l’8% della produzione mineraria totale dell’Africa. Nel 2024, le aziende di Pechino hanno effettuato importanti acquisizioni minerarie per il rame in Botswana e Zambia, il rame e il cobalto nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il litio in Zimbabwe e Mali.

Last but not least, il portafoglio dei progetti portuali del Dragone in loco è fondamentale per queste catene di fornitura. Le aziende cinesi, non a caso, sono coinvolte in 62 dossier di questo tipo. Alcune delle iniziative significative delle imprese statali cinesi in Africa nel 2025 includono la ristrutturazione della ferrovia Tanzania-Zambia (TAZARA) lunga 1.860 chilometri e che termina al porto di Dar es Salaam; la gestione del nuovo terminal container nel porto egiziano di El Dekheila, la gestione del porto Lekki Deep Sea in Nigeria e la gestione di un terminal nel porto egiziano di Abu Qir (tramite un accordo con la Marina egiziana).

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