Una condanna netta, che mette in chiaro chi è l’aggressore chi l’aggredito. Parliamo della presa di posizione del segretario di Stato Usa Marco Rubio rispetto al massacro di centinaia civili alawiti, tra cui donne e bambini, ad opera degli islamisti fedeli al presidente ad interim siriano, Ahmed al-Sharaa, noto anche come Abu Mohammed al-Jolani, leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), evoluzione di Jabhat al-Nusrah, o Fronte al-Nusra, l’ex ramo di al-Qaida in Siria.
Rubio condanna gli islamisti e umilia l’Ue
“Gli Stati Uniti condannano i terroristi islamisti radicali, inclusi i jihadisti stranieri, che hanno ucciso persone nella Siria occidentale negli ultimi giorni. Gli Stati Uniti sono solidali con le minoranze religiose ed etniche della Siria, comprese le comunità cristiane, druse, alawite e curde, e porgono le loro condoglianze alle vittime e alle loro famiglie. Le autorità provvisorie della Siria devono ritenere responsabili i perpetratori di questi massacri contro le comunità minoritarie della Siria” ha affermato Rubio in un comunicato stampa, dando una lezione di diplomazia alla pavida Unione europea che non ha speso una parola contro la violenza settaria degli islamisti filo-governativi.
A dirla tutta, la stessa Ue che invoca crociate democratiche contro i regimi autoritari ha fatto di peggio, diffondendo una nota stampa nella quale “condanna fermamente i recenti attacchi, presumibilmente compiuti da elementi pro-Assad, contro le forze del Governo ad interim nelle aree costiere della Siria e ogni forma di violenza contro i civili”. Un rovesciamento della realtà nella quale l’Ue condanna le vittime e non i carnefici, a proposito di “valori democratici” sbandierati a fasi alterne. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani – non certo filo-Assad – negli ultimi giorni 745 civili alawiti sono stati uccisi nelle regioni costiere della Siria e nelle montagne di Latakia da forze di sicurezza governative fedeli ad Al-Jolani e da gruppi alleati, in vere e proprie esecuzioni accompagnate dal saccheggio di case e altre barbarie. In totale, da giovedì il bilancio delle vittime è salito a 1.018, tra cui 125 membri delle forze di sicurezza e 148 combattenti fedeli ad Assad.
L’Ue rovescia la realtà
I residenti dei villaggi e delle città alawite hanno riferito all’Associated Press di uccisioni durante le quali uomini armati hanno sparato agli alawiti, per lo più uomini, nelle strade o davanti alle loro case. Molte abitazioni alawite sono state saccheggiate e poi incendiate in diverse aree, secondo due testimoni della regione costiera siriana. La violenza di sabato lungo la costa siriana ha spinto il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) a richiedere accesso sicuro per operatori sanitari e umanitari nelle zone colpite, in particolare nei governatorati di Latakia e Tartus.
Anziché prendere atto di aver preso un abbaglio nel plaudire all’ascesa dell’ex terrorista Al-Jolani, l’Ue preferisce, come abbiamo già sottolineato su InsideOver, rovesciare la realtà e ignorare ciò che sta accadendo in Siria. Un vero e proprio insulto alle vittime di queste ore e alle loro famiglie.
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