Skip to content
Terrorismo

Non solo l’attacco al treno: il Pakistan, le relazioni con la Cina e l’incubo del separatismo beluci

L'ultimo attacco terroristico dei separatisti beluci mette a rischio ls stabilità del Pakistan e le sue relazioni con la Cina.
pakistan

È durato più di un giorno l’attacco terroristico che ha colpito la regione del Belucistan, nel Pakistan sudoccidentale, e che ha impegnato per diverse ore le forze di sicurezza nel tentativo di mettere in salvo gli oltre 400 passeggeri di un treno dirottato e preso in ostaggio, e neutralizzare la rete di 33 combattenti dell’Esercito di liberazione del Belucistan (ELB, un’organizzazione militare che ha come obiettivo la secessione del Belucistan da Pakistan) responsabili del sequestro. La rivendicazione è giunta immediatamente e ha specificato che attorno alle ore 13:00 dell’11 marzo un gruppo di combattenti ELB ha preso il controllo di un convoglio civile, partito da Quetta e diretto a Peshawar, mentre attraversava una zona remota e montuosa del Belucistan, facendo saltare in aria un pezzo di ferrovia per bloccare il transito del treno all’interno di una galleria.

Un atto ben pianificato, tipico delle tecniche di combattimento terroristiche degli insorti nazionalisti beluci, che negli ultimi mesi stanno mettendo a ferro e fuoco la regione. Sul treno, come si apprende da fonti locali, viaggiavano, oltre ai civili, una serie di membri delle forze di sicurezza pachistane che, a detta dell’organizzazione dell’ELB, sarebbero stati i veri obiettivi dell’attacco che chiedeva ufficialmente alle autorità il rilascio dei prigionieri politici, degli attivisti e più in generale di tutti i beluci che secondo l’organizzazione sono stati rapiti dall’esercito. Il bilancio finale, secondo le stime fornite dal direttore generale del servizio di pubbliche relazioni dell’esercito, generale Ahmed Sharif Chaudhry, è di 33 terroristi neutralizzati e 21 passeggeri del treno “caduti vittime” dell’attacco (50 secondo il comunicato dell’ELB), mentre tutti gli altri passeggeri del convoglio sono stati tratti in salvo.

In Pakistan, le origini storiche dello scontro fra il nazionalismo beluci e il potere centrale di Islamabad hanno radici molto lontane. I beluci, un gruppo etnico di lingua iranica e di religione musulmana sunnita che vive al confine fra Iran, Afghanistan e Pakistan, popolano una delle regioni più estese del Paese e allo stesso tempo una delle più povere. Le rivendicazioni indipendentiste hanno assunto nel tempo anche una natura socio-economica, legata allo scarso sviluppo e all’accusa di depauperamento locale lanciata contro il Governo centrale ma non solo: negli ultimi mesi, uno degli obiettivi principali dell’Esercito di liberazione del Belucistan è stata la robusta penetrazione economica cinese nel territorio.

A partire dal 2015 infatti, il progetto di corridoio economico Cina-Pakistan (Cecp) è diventato l’elemento essenziale degli investimenti esteri in Pakistan, che ha rafforzato la storica alleanza che vige fra Pechino e Islamabad. Si tratta, complessivamente, di una cifra di 50 miliardi di dollari immessi nel Cecp da parte della Cina, che vede nel Pakistan un tassello di collegamento fondamentale per raggiungere i mercati mediorientali e mediterranei. In questo senso, è di fondamentale importanza per il tragitto delle merci cinesi il porto della città di Gwadar, a causa della sua posizione strategica che permette alle merci cinesi di raggiungere diversi mercati con maggiore velocità.

Parallelamente a questo avvicinamento fra Pakistan e Cina, si è però sviluppata un’offensiva sempre più intensa contro lavoratori o istituzioni cinesi presenti in Pakistan, simbolo, secondo l’ELB, della svendita di risorse ad agenti stranieri favorita dal Governo centrale. Per Pechino la situazione è diventata talmente pericolosa per i cittadini cinesi presenti nella regione e in tutto il Paese, che il 19 novembre scorso il ministero della Difesa cinese ha annunciato l’invio di truppe regolari per lo svolgimento di esercitazioni e addestramento in ottica di cooperazione anti-terroristica, e per la protezione dei propri interessi commerciali.

La marginalizzazione e l’esclusione economica di cui soffre il Belucistan porta molti autoctoni a considerare il Cpec come un progetto calato dall’alto che non ha alcun tipo di riverbero positivo per lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale, mai adeguatamente consultata in questo senso. Mentre la situazione sociale diventa sempre più tesa e la militarizzazione del Belucistan raggiunge livelli mai visti, il Governo di Islamabad lancia un’accusa ai mandanti dell’attacco, provenienti dal vicino Afghanistan con il preciso intento di destabilizzare il Pakistan e in “costante contatto” con i terroristi del treno tramite “telefoni satellitari”.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.