Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

A un mese dall’annuncio del segretario della Difesa Usa Pete Hegseth, il piano dell’amministrazione Trump per il taglio e la razionalizzazione delle spese militari inizia a delinearsi con maggiore chiarezza. A far luce sulle intenzioni del Pentagono è un documento rilasciato da funzionari della Difesa statunitense definito come “informativo”, nel quale si elencano punto per punto quelli che sono le possibili scelte da mettere in campo per ottenere un risparmio di risorse dall’enorme macchina militare statunitense, che può contare su un bilancio complessivo che supera gli 800 miliardi di dollari annuali.

I dettagli della visione del capo del Pentagono

L’elemento maggiormente significativo della bozza, redatta nel corso dell’ultimo mese dai funzionari della Difesa in coordinamento con quelli del Doge presieduto da Elon Musk, è quello relativo all’accorpamento di alcuni dei principali comandi dell’esercito statunitense sparsi nei diversi continenti. I comandi militari statunitensi sono in totale undici, dipendono in maniera esclusiva dal Dipartimento della difesa e gestiscono e coordinano l’intera gamma di azioni militari e responsabilità attribuibili ai corpi armati che stanziano in un determinato continente.

Secondo i piani della nuova amministrazione visionati dalla Cnn, il Comando europeo (Eucom) e quello africano (Africom) saranno accorpati in un unico centro di funzionamento che avrà sede in Germania, precisamente a Stoccarda. Stoccarda è già oggi la sede di entrambi i comandi, quindi non ci sarà alcun effettivo trasferimento fisico ma soltanto un accentramento delle funzioni in una singola cabina di regia. La sorte di questi comandi ricalca la stessa che toccherà al Comando nordamericano (Ussnorthcom), con sede in Colorado, e quello per il Sud America (Southcom) con sede in Florida. Anche questi due comandi emisferici nelle intenzioni di Hegseth saranno accorpati in una singolo ramo operativo.

Le altre misure che saranno messe in campo per diminuire le spese di difesa della grande potenza militare Usa, oltre alla possibilità di sopprimere alcuni direttorati che si occupano di sviluppo, addestramento e formazione della forza congiunta, riguardano inaspettatamente anche il versante del Pacifico, dove Hegseth intende recuperare fondi tramite l’interruzione dell’espansione delle forze statunitensi dislocate in Giappone. Una scelta, quest’ultima, che sconfessa simbolicamente la decisione presa da Biden lo scorso anno di portare rinnovamento e modernizzazione alle forze statunitensi in Giappone in ottica anti-cinese, e che viene associata nello stesso documento ad un “rischio politico” che implicherebbe la riduzione della portata del comando locale dell’esercito di Washington.

Il documento propone inoltre anche di apportare tagli significativi allo Stato maggiore congiunto, con una particolare concentrazione sulla direzione J7 che si occupa di formazione e istruzione per i servizi, tramite il licenziamento o il trasferimento di più di 400 dipendenti civili.

La marginalità dell’intervento

Sommando i diversi tagli di spesa provenienti da ogni singolo comparto, il documento stima un risparmio di circa un miliardo di dollari ogni cinque anni. Si tratta, ad ora, di una cifra piuttosto bassa e marginale rispetto al complesso economico che si muove con il reparto della potenza statunitense in ogni bilancio dello Stato. Ma soprattutto, anche sul piano politico e geopolitico, non si nota un radicale cambiamento di quelli che sono gli equilibri che garantiscono il dominio militare globale degli Stati Uniti d’America come implicherebbe invece il ritiro di forze o lo smantellamento di interi comparti di basi dislocate nei continenti dove è maggiore la presenza militare Usa.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto