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	<title>La Terza guerra del Golfo - InsideOver</title>
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	<title>La Terza guerra del Golfo - InsideOver</title>
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		<title>Il Patto di La Mecca e l&#8217;Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 14:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I negoziati su Hormuz e il fallito attentato a Trump" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-1024x597.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-1536x896.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il 7 agosto&#160;abbiamo dedicato una nota al patto della Mecca, l’accordo di mutua difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia, avevamo spiegato che non si trattava di un’alleanza anti-iraniana, quanto piuttosto di un’architettura difensiva mirata a contrastare l’espansionismo israeliano. Sul punto, la conferma dell’editoriale di&#160;Dawn, il più importante giornale pakistano, che riportiamo di seguito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-patto-di-la-mecca-e-liran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-patto-di-la-mecca-e-liran.html">Il Patto di La Mecca e l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><em>Quando il 7 agosto&nbsp;<a href="https://www.piccolenote.it/mondo/turchia-arabia-saudita-paksitan-nasce-la-nato-islamica">abbiamo dedicato una nota al patto della Mecca</a>, l’accordo di mutua difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia, avevamo spiegato che non si trattava di un’alleanza anti-iraniana, quanto piuttosto di un’architettura difensiva mirata a contrastare l’espansionismo israeliano. Sul punto, la conferma dell’editoriale di&nbsp;<a href="https://www.dawn.com/news/2022312" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Dawn</a>, il più importante giornale pakistano, che riportiamo di seguito perché ci pare dissipi le tante ombre in proposito.</em></p>



<p>Negli ultimi giorni, il Pakistan si è prodigato per rassicurare l’Iran sul fatto che l’accordo di difesa congiunta della Mecca […] non rappresenta una minaccia per Teheran. In una recente telefonata, il ministro degli Esteri Ishaq Dar&nbsp;ha dichiarato&nbsp;al suo omologo iraniano Abbas Araghchi che il patto “non è uno strumento di confronto”. Inoltre, il primo ministro Shehbaz Sharif&nbsp;ha affermato&nbsp;che l’accordo è “interamente finalizzato alla difesa”.</p>



<p>Teheran sembra aver compreso il messaggio, dal momento che il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che il suo Paese non aveva motivo di credere che il patto mirasse ad accerchiarlo, piuttosto dimostrava che i Paesi della regione non possono più fare affidamento sull’ombrello di sicurezza americano.</p>



<p>Probabilmente alla base delle speculazioni sull’accordo c’era la specifica sulla difesa reciproca, che prevede che un attacco a uno dei firmatari sia un attacco a tutti. Considerando gli attacchi dell’Iran contro obiettivi militari statunitensi in Arabia Saudita e contro altri Stati del Golfo […] gli osservatori si sono chiesti se i firmatari dell’accordo potessero intervenire militarmente. Tuttavia, i chiarimenti riguardo l’Iran sono stati ben accolti. In realtà, ciò che necessita è una nuova architettura di sicurezza regionale che unisca gli arabi, gli iraniani e gli altri Stati.</p>



<p>Raggiungere questo obiettivo sembra difficile, considerando la posizione filoamericana degli stati del CCG [il Consiglio di cooperazione del Golfo di cui fanno parte le Petromonarchie ndr.]. Tuttavia, la presenza militare americana nel Golfo e in tutto il Medio Oriente potrebbe alla fine ridursi, il che significa che gli Stati della regione dovranno prima o poi elaborare un quadro di sicurezza comune. Il Patto della Mecca può essere un modello per tale cooperazione in materia di difesa. E il presidente turco ha già affermato che il patto è aperto all’adesione di altri paesi.</p>



<p>Se l’Iran venisse coinvolto, il panorama della sicurezza regionale potrebbe subire un cambiamento significativo. Affinché ciò accada, è necessario ridurre l’elevato livello di sfiducia esistente tra gli arabi, in particolare l’Arabia Saudita, e gli iraniani. Tuttavia, Stati come il Pakistan e la Turchia, che mantengono rapporti cordiali con entrambe le parti, potrebbero tentare di eliminare le divergenze. In quanto garante della sicurezza nazionale, l’Iran dovrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz, poiché la sua perdurante chiusura sta danneggiando le economie del Golfo. Gli Stati arabi dovrebbero inoltre impegnarsi a impedire a potenze esterne di organizzare aggressioni contro l’Iran dal loro territorio.</p>



<p>Anziché dipendere da potenze extraregionali, gli Stati del Golfo e del Medio Oriente devono creare autonomamente una nuova architettura di sicurezza. Ciò non solo ridurrebbe le tensioni esistenti tra di essi, ma potrebbe anche assumere la forma di un patto di difesa allargato per dissuadere Israele dall’attaccare gli Stati della regione. Tel Aviv ha attaccato l’Iran e i suoi alleati e Stati filo-americani come il Qatar; pertanto, un efficace blocco difensivo regionale potrebbe far riflettere Israele prima di intraprendere nuove aggressive avventure.</p>



<p><em>Ovviamente, nessuno dei Paesi che hanno siglato il Patto della Mecca dichiarerà mai ufficialmente quanto riportato nelle ultime righe dell’editoriale di Dawn. Sarebbe una sorta di dichiarazione di guerra… così lasciano che a descrivere lo scopo del patto siano i media più importanti dei rispettivi Paesi.</em></p>



<p><em>Così anche&nbsp;<a href="https://www.arabnews.com/node/2654245" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Arab News</a>, agenzia stampa semi-ufficiale dell’Arabia saudita, pubblica un’analisi simile a quella di Dawn, sebbene un po’ più ambigua. Un’ambiguità dettata dalla diffidenza verso l’Iran, incrementata dai recenti attacchi alle basi Usa sul proprio territorio e dal conflitto con gli Houti dello Yemen; ma anche dalla stretta alleanza con l’America, che lascia al Regno pochi spazi di manovra. Infine, la primazia di Riad sui Paesi sunniti alimenta la competizione con Teheran per quanto riguarda l’influenza sulla regione (due galli in un pollaio).</em></p>



<p><em>Ma, nonostante l’analista di Arab News spieghi che l’accordo della Mecca invia un messaggio sia a Teheran che a Tel Aviv, sottolinea quanto segue:</em>&nbsp;“La riconciliazione con l’Iran rimane una possibilità remota,&nbsp;<strong>se non un prerequisito per la stabilità regionale</strong>&nbsp;[neretto nostro ndr]. Ma dal 7 ottobre 2023, la brama di Israele di annettere territori palestinesi e arabi è aumentata senza controllo, convincendo i firmatari che un Israele intransigente – in procinto di abbandonare definitivamente la soluzione dei due Stati – debba ora essere contrastato dai principali attori regionali”.</p>



<p>“[…] Dopo l’Afghanistan, dopo l’Iraq e ora dopo l’Iran, la sete di Washington di un coinvolgimento militare a tempo indeterminato in Medio Oriente ha raggiunto il suo limite e l’opinione pubblica e un’amministrazione americana stanche della guerra cercheranno una via d’uscita non appena questo conflitto lo consentirà”.</p>



<p>“Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, tutti stretti alleati degli Stati Uniti, non stanno aspettando di scoprire quando ciò accadrà. Stanno costruendo le basi per quel giorno […] la regione non può più esternalizzare la propria sicurezza quando quella che era stata presentata come una polizza assicurativa statunitense di alto livello si è rivelata fallimentare”.</p>



<p><em>Resta da capire se l’Egitto, che ha partecipato ai negoziati che hanno portato alla firma del Patto, vi aderirà. Sembra che a opporsi sia stata l’Arabia Saudita, ma, sempre che la notizia sia vera, resta che in Medio oriente i ripensamenti sono la norma. Domani il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan si reca in Egitto per una visita di due giorni…</em></p>
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		<title>Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran resta a Islamabad, con sponde attive nella regione (Oman e Qatar) a supporto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima la firma del <strong>patto di La Mecca</strong> per una nuova architettura securitaria in Medio Oriente con Turchia e Arabia Saudita, poi una <strong>missione diplomatica a Teheran</strong> per rassicurare l&#8217;Iran del prosieguo degli sforzi diplomatici per stabilizzare la crisi del Golfo e <strong>confrontarsi sugli scenari regionali</strong>. Il <strong>Pakistan</strong> resta al centro della scena nelle dinamiche dell&#8217;Asia centrale e Sud-occidentale ed è degno di nota la visita compiuta dal <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad, <strong>Mohsin Naqvi,</strong> a Teheran per dialogare con il <strong>presidente Masoud Pezeshkian</strong> e il titolare degli Esteri, <strong>Abbas Araghchi</strong>. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Riprende la diplomazia tra Pakistan e Iran</h2>



<p><strong>La sua presenza a Teheran</strong> è servita a Pakistan e Iran per ribadire la volontà di rafforzare il dialogo sistemico tra i due Paesi, e nella giornata di martedì 11 agosto l&#8217;agenzia iraniana Tasnim ha dato un ampio resoconto della visita del politico di Islamabad nella capitale della Repubblica Islamica sottolineando <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">l&#8217;approccio costruttivo che le due parti avrebbero avuto su diversi dossier, dalla diplomazia al commercio.</a> </p>



<p>Per il Pakistan è importante fornire <strong>perimetri precisi alla sua azione regionale</strong> e, in tal senso, la possibilità di cercare subito un ponte con l&#8217;Iran subito dopo l&#8217;accordo con Ankara e Riad per un partenariato di difesa trilaterale è servito a mettere al <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">corrente il Paese limitrofo delle implicazioni del patto</a>, che in futuro potrebbero essere<a href="https://it.insideover.com/difesa/turchia-pakistan-arabia-saudita-nasce-la-nato-islamica.html" type="post" id="525777"> rilevanti sul piano diplomatico e strategico.</a></p>



<p>L&#8217;Iran ha comunicato tramite <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">il portavoce della sua diplomazia, Esmail Baghaei,</a> di non ritenere l&#8217;accordo di La Mecca come ostile, e del resto i contraenti hanno insistito sulla <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">natura difensiva dell&#8217;alleanza.</a> Parimenti, è indubbio, <a href="https://it.insideover.com/politica/da-hormuz-al-patto-della-mecca-la-strategia-iraniana-alla-prova.html" type="post" id="526036">come abbiamo scritto</a>, che <strong>una saldatura di questo tipo imporrà dei cambiamenti</strong> negli equilibri del Medio Oriente che un Paese come l&#8217;Iran certamente non può ignorare ed è da sottolineare la spinta di Islamabad a affiancarlo immediatamente a un <strong>rinnovato dialogo con Teheran</strong>. Il cui fine potrebbe probabilmente comprendere l&#8217;obiettivo di riaprire la porta alla mediazione per un nuovo negoziato con gli Stati Uniti dopo che il precedente Memorandum di Islamabad di giugno è franato nelle prime giornate di luglio con la ripresa degli scontri nella regione del Golfo e dello Stretto di Hormuz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Naqvi, il facilitatore diplomatico di Islamabad</h2>



<p>Naqvi è da tempo una figura di primo piano nel processo di mediazione guidato <a href="https://it.insideover.com/politica/il-primo-ministro-e-il-generale-chi-sono-gli-uomini-forti-del-pakistan-che-hanno-mediato-il-cessate-il-fuoco.html" type="post" id="512420">principalmente dal premier Shehbaz Sharif e dal capo delle forze armate Asim Munir</a>, registi della manovra politica cui il Pakistan ha promosso un tentativo di distensione tra Usa e Iran dopo la guerra combattuta da Teheran contro Washington e Israele a partire dal 28 febbraio scorso. <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">Il quotidiano pakistano <em>Dawn</em> ha scritto</a>, citando fonti diplomatiche, che &#8220;l&#8217;obiettivo principale della visita di <strong>Naqvi era quello di dare seguito al Memorandum d&#8217;intesa di Islamabad e alla mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti</strong>, rimasta in gran parte inattiva da quando l&#8217;Oman ha assunto la guida dei negoziati sulle modalità di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz&#8221;, aggiungendo che proprio la trattativa di Mascate con Teheran e le sue evoluzioni &#8220;hanno creato un&#8217;opportunità per Islamabad di avviare un processo più ampio&#8221;.</p>



<p>La ricostruzione della testata pakistana apre scenari interessanti. Ci sono elementi che possono, in effetti, permettere di leggere la visita di Naqvi come una potenziale parte integrante del tentativo di riannodare i fili di un processo ritenuto vitale da Islamabad. Ad esempio, è da sottolineare che <strong>più volte le visite del Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad</strong> in Iran hanno avuto l&#8217;obiettivo di oliare i meccanismi della diplomazia regionale. Naqvi, ad esempio, ha visitato più volte la <a href="https://www.aa.com.tr/en/asia-pacific/pakistan-s-interior-minister-makes-2nd-visit-to-tehran-in-less-than-a-week-amid-iran-us-mediation/3943079">capitale iraniana</a> nel pieno dei colloqui che hanno prodotto il memorandum siglato il 17 giugno e che ha messo in campo l&#8217;unico tentativo di portare alla pace tra Usa e Iran su cui i contendenti abbiano speso un impegno politico chiaro. Ieri come oggi, è plausibile che le sue visite offrano le condizioni per un avvicinamento delle posizioni diplomatiche e delle manovre negoziali senza esporre le figure di punta che definiscono l&#8217;agenda internazionale del suo governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per la diplomazia</h2>



<p>Nello scenario teso alla ricostruzione quadro di rilancio della diplomazia a tutto campo può anche inserirsi il fatto che gli interlocutori del ministro, Pezeshkian e Araghchi, sono stati i due <strong>uomini dialoganti per eccellenza</strong> nel quadro del regime di Teheran, in una fase in cui gli apparati securitari vicini alla Guida Suprema <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1"><strong>Mojtaba Khamenei</strong> e potenzialmente più intransigenti sembrano stringere le fila</a>, la nomina dell&#8217;ex capo dei pasdaran <strong>Moshen Rezaei</strong> a segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale segnala l&#8217;acquisita rilevanza sistemica dei Guardiani e Washington sembra essere virata all&#8217;uso della <strong>pressione economica come strumento di condizionamento di Teheran</strong>. </p>



<p>Il Pakistan cerca stabilità e per il Paese centroasiatico tutto si tiene: la mediazione nella contesa iraniano-americana, la possibile riapertura di Hormuz, la nuova alleanza securitaria in sviluppo. Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran, che si è andato riaccendendo con una serie di fiammate alternate a momenti di calma apparente dopo la sostanziale disapplicazione del memorandum di giugno, resta a Islamabad, con sponde attive nel Golfo (Oman e Qatar) a supporto: <strong>molti Paesi della regione vogliono la fine di una situazione logorante che blocca i commerci, il traffico energetico e le prospettive di stabilizzazione regionale,</strong> pochi hanno il capitale politico per proporre soluzioni sistemiche. E il Pakistan sembra essere pienamente disposto a investirlo per concretizzare la sua capacità di trovare ascolto tra entrambi i contendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Iran holds firm on Hormuz conditions as Pakistan’s Naqvi visits Tehran, Al Jazeera &#8211; <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran</a></li>



<li><em>Iranian state media says Pakistan interior minister briefed Tehran on Makkah defense pact</em>, ArabNews.pk &#8211; <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan</a></li>



<li>Baqir Sajjad Syed, <em>Islamabad looking to breathe new life into mediation push, </em>Dawn &#8211; <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">https://www.dawn.com/news/2022296</a></li>



<li>Andrew England, Bita Ghaffari, <em>Iran’s supreme leader elevates loyalists as he tightens grip</em>, Financial Times &#8211; <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li>Ali Bakir, &#8220;<em>What Is the Mecca Joint Defense Pact—and What It Is Not?</em>&#8220;, Middle East Council on Global Affairs &#8211; <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/</a></li>



<li><em>Iran says it is not concerned by new &#8216;Mecca Joint Defence Agreemen</em>t, Middle East Eye &#8211; <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement</a></li>



<li><em>Pezeshkian Stresses Bolstering Iran-Pakistan Ties, </em>Tasnim News Agency &#8211; <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties</a><br></li>
</ul>



<p><strong><em>Questo articolo è stato aggiornato per indicare la data precisa della conclusione del memorandum di Islamabad</em>, <em>correggendo una precedente versione che indicava l&#8217;11 e 12 giugno come data dei colloqui finali per la sua conclusione</em>.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Yemen, il risveglio degli Houthi e i dilemmi dell&#8217;Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-risveglio-degli-houthi-e-i-dilemmi-dellarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 10:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1536x1019.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quanto l'attuale fase di tensione può anticipare una ripresa del conflitto civile yemenita? Le crisi di Hormuz e dello Yemen si salderanno?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-risveglio-degli-houthi-e-i-dilemmi-dellarabia-saudita.html">Yemen, il risveglio degli Houthi e i dilemmi dell&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1536x1019.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Houthi alzano l&#8217;asticella degli attacchi in Yemen e iniziano a mettere sempre più in discussione la tregua che dal 2022 ha cristallizzato una delle più gravi e neglette crisi geopolitiche dello scorso decennio, una guerra civile con annessa crisi umanitaria che ha sconvolto un Paese strategico ma estremamente martoriato, chiave di volta della connettività tra Penisola Arabica, Mar Rosso e Golfo di Aden. Il conflitto rischia di riaccendersi nel quadro di tensioni regionali che vedono un&#8217;accumularsi di <strong>conflittualità striscianti attorno all&#8217;ancora irrisolto confronto tra Iran e Stati Uniti</strong> e nel quadro di un sistema regionale in evoluzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario in Yemen</h2>



<p>La guerra in Yemen ha sostanzialmente riproposto, fino alla tregua del 2022, uno schema chiaro: il confronto tra i ribelli Houthi, che controllano la capitale Sana&#8217;a e sono vicini al fronte sciita guidato da Teheran, e il governo internazionalmente riconosciuto basato ad Aden e sostenuto principalmente dall&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. All&#8217;ombra della distensione iraniano-saudita, il conflitto si è cristallizzato a lungo e, prima delle ultime settimane, a animare lo Yemen è stata soprattutto la fallita <strong>ricerca di autonomia dell&#8217;ormai scomparso Southern Transition Council</strong> filo-emiratino a fine dicembre 2025, <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-stc-al-capolinea-finisce-lavventura-dei-filo-emiratini-trionfa-riad.html" type="post" id="501089">la cui offensiva è stata ribaltata dalla netta risposta dei sauditi e dei governativi.</a></p>



<p>Nell&#8217;ultimo mese, invece, sono successi molti avvenimenti rilevanti: il 13 luglio è andato in scena l&#8217;attacco del governo yemenita all&#8217;aeroporto di Sana&#8217;a, volto a prevenire l&#8217;atterraggio di un aereo iraniano che riportava dalla Repubblica Islamica una delegazione di leader Houthi e il cui accesso allo spazio aereo yemenita <a href="https://english.news.cn/20260713/8a58a8e07db54c64b69f296824dd39cb/c.html">non era stato approvato dalle autorità governative</a>, e un lancio di missili balistici da parte dei ribelli, seguito nei giorni successivi dalla <a href="https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/07/21/saudi-condemns-houthi-maritime-blockade-threat-group-warns-of-escalation">minaccia dell&#8217;embargo marittimo contro l&#8217;Arabia Saudita</a> da parte degli Houthi e, nei giorni scorsi, dalla ripresa dei raid dei ribelli sciiti culminati negli attacchi balistici di giovedì nello Yemen controllato dal governo internazionalmente riconosciuto, causa della morte di decine, si dice almeno 30, dei suoi soldati.</p>



<p>Gli attacchi hanno <strong>coinvolto le province di <a href="https://www.facebook.com/americangeo/posts/yemen-houthi-attacks-on-yemeni-militaryhouthi-missiles-and-drones-struck-militar/1491316789698496/">Hadrmouth e Manib</a>,</strong> una cerniera strategica vitale per lo Yemen ma ritenuta critica per la propria sicurezza nazionale anche dall&#8217;Arabia Saudita, che si trova in bilico nei suoi rapporti con le milizie regionali da un lato e l&#8217;Iran dall&#8217;altro. Il Paese centrale nella Penisola Arabica ha colpito nel <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/24/saudis-strike-yemens-houthi-held-hodeida-rebel-media">porto di Hodeidah nella giornata del 24 luglio i</a> ribelli che aveva contribuito a combattere dal 2015 sostenendo un costoso intervento militare nel Paese limitrofo e più di recente ha subito un nuovo raid Houthi giovedì in cui 11 persone sono rimaste ferite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse Houthi, i grattacapi sauditi</h2>



<p><strong>Va capito in che misura il &#8220;risveglio&#8221; degli Houthi</strong> sia coordinato e concordato con un Iran che alterna risposte militari e avanzamenti diplomatici in questa fase del suo confronto nel Golfo con gli Stati Uniti. Se da un lato è vero che gli Houthi sono vicini all&#8217;Iran e identificabili come parte importante della <strong>galassia di forze sciite</strong> che guardano alla Repubblica Islamica, dall&#8217;altro la prassi delle azioni dei ribelli dello Yemen e del loro Stato nello Stato si è spesso <strong>conformata a linee d&#8217;azione autonome</strong>. E anche in quest&#8217;ottica, ad oggi, l&#8217;attuale crisi è sicuramente influenzata dall&#8217;onda lunga della guerra nel Golfo ma presenta anche caratteristiche connesse all&#8217;insoluta situazione interna di un Paese spaccato da oltre un dicennio.</p>



<p>Gli Houthi potrebbero aver scelto volutamente di alzare l&#8217;asticella degli attacchi proprio ora per <strong>rivendicare un ruolo nel futuro Yemen</strong> e consolidare le proprie posizioni, mostrare la propria capacità combattente e spuntare concessioni potenziali a un Paese, l&#8217;Arabia Saudita, che esercita un peso decisivo nello Stato limitrofo e nonostante la sua potenza economico-finanziaria ed energetica si trova indecisa su come muoversi di fronte al risveglio della crisi regionale. </p>



<p>Per Riad, quello yemenita non è l&#8217;unico fronte che nell&#8217;ambito di un Medio Oriente reso caotico dalla Terza Guerra del Golfo sta creando grattacapi: a fine luglio, lo ricordiamo, le milizie filo-iraniane dell&#8217;Iraq hanno condotto attacchi sul suolo saudita a cui il <a href="https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/how-prevent-militias-disrupting-iraqi-saudi-relations">Paese ha reagito unendosi agli Stati Uniti</a> colpendo le Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf) e venerdì il capo dell&#8217;intelligence di Riad, Khalid al-Hamaidan<a href="https://thearabweekly.com/saudi-arabia-iraq-seek-shield-strategic-ties-militia-tensions">, ha incontrato il premier iracheno Ali al-Zaidi </a>per coordinare una relazione capace di evitare il ripetersi di episodi simili in futuro. Del resto, dall&#8217;Arabia Saudita sono arrivate diverse voci favorevoli a una de-escalation tra Washington e Teheran che lasciano pensare alla volontà di Riad di prevenire un fronte più ampio esteso anche allo Yemen (o a altri teatri).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un quadro teso</h2>



<p><a href="https://edition.cnn.com/2026/08/07/middleeast/yemen-iran-war-explainer-intl">La Cnn nota che all&#8217;Arabia Saudita preoccupa principalmente</a> il fatto &#8220;la rinnovata minaccia degli Houthi sta sabotando i suoi tentativi di reindirizzare milioni di barili di petrolio dal Golfo Persico al Mar Rosso per l&#8217;esportazione, poiché lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso&#8221; e un<a href="https://ecfr.eu/article/the-saudi-dilemma-how-yemen-could-shape-the-next-phase-of-the-iran-war/"> approfondimento dell&#8217;<strong>European Council of Foreign Relations</strong></a> indica come infrastrutture da analizzare con attenzione, per capire se gli Houthi li prenderanno di mira, nell&#8217;hub portuale di Yanbu e nell&#8217;oleodotto Est-Ovest che attraversa trasversalmente il Paese. <a href="https://arabcenterdc.org/resource/saudi-arabias-yemen-dilemma/"><strong>L&#8217;Arab Center di Washington D.C.</strong> sottolineava</a> il 5 agosto che i sauditi sembrano attenti a non voler inserire nel quadro di un&#8217;escalation più ampia il rinnovato intervento scrivendo che &#8220;Riad ha esplicitamente&nbsp;<a href="https://saudigazette.com.sa/article/663235/saudi-arabia/coalition-says-it-carried-out-proportionate-strikes-on-houthi-military-targets-in-hodeidah">definito</a>&nbsp;i suoi attacchi a Hodeidah come proporzionati e limitati a obiettivi militari; il regno ha insistito affinché Hodeidah, Ras Isa e Salif rimanessero aperte al traffico commerciale e umanitario&#8221;.</p>



<p>A livello complessivo, dunque, i dilemmi da chiarire restano legati alla comprensione di quanto <strong>l&#8217;attuale fase di tensione sia prodromica a una ripresa su larga scala del conflitto civile</strong> di fatto congelato nel 2022 e quanto, al contrario, sia una <strong>scossa connessa al generale movimento tellurico del Medio Oriente</strong>; andrà capito in che misura la relazione tra Iran e Arabia Saudita sarà inficiata dal rinnovato confronto tra gli Houthi e lo Yemen internazionalmente riconosciuto sostenuto da Riad e in che prospettiva le crisi di Hormuz e dello Yemen si salderanno; bisognerà comprendere se davvero l&#8217;Iran riterrà politicamente sostenibile negoziare da un lato un accordo su Hormuz con l&#8217;Oman e assistere dall&#8217;altro a un&#8217;escalation nel Mar Rosso condotta da un gruppo che resta suo alleato; e, infine, andrà compreso come impatteranno le <strong>nuove dinamiche securitarie del Medio Oriente</strong> su queste crisi. In tal senso, la firma dell&#8217;accordo <a href="https://it.insideover.com/difesa/turchia-pakistan-arabia-saudita-nasce-la-nato-islamica.html" type="post" id="525777">di La Mecca tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia arriva in un momento</a> decisivo per capire dove porteranno questi venti di tensione e crisi. C&#8217;è una certezza: un risveglio a tutto campo della conflittualità in Yemen porrebbe degli interrogativi di natura regionale e sarebbe un&#8217;escalation di difficile gestione per un Medio Oriente sempre più privo di un baricentro di sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-risveglio-degli-houthi-e-i-dilemmi-dellarabia-saudita.html">Yemen, il risveglio degli Houthi e i dilemmi dell&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525187</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'idea sarebbe di prendere a modello la gestione del canale di Malacca. Basta a indicare che c'è la mano della Cina? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html">Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l&#8217;Iran <a href="https://www.cbsnews.com/live-updates/iran-war-donald-trump-us-denies-negotiations-begin-strikes-called-off/">nega le nuove trattative con gli Usa annunciate dal presidente Donald Trump</a>, si muove la diplomazia tra Teheran e l&#8217;<strong>Oman, storico mediatore</strong> nel Golfo per la questione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. La scorsa settimana le cronache internazionali avevano dato conto di un&#8217;iniziativa di Mascate presso Teheran per creare un <strong>meccanismo di governance</strong> della strategica via d&#8217;acqua, e nel fine settimana la <strong>Repubblica Islamica</strong> ha lasciato intendere che dei progressi sono stati fatti, perlomeno, sull&#8217;individuazione di una nuova rotta di passaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il negoziato Oman-Iran</h2>



<p>Interessante quanto detto dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, <strong>Esmail Baghaei</strong>, che ha indicato come Teheran e Mascate concorderanno su una nuova rotta di uscita dallo Stretto di Hormuz come frutto del loro accordo. &#8220;L&#8217;Iran e l&#8217;Oman si sono scambiati mappe di possibili rotte navali nell&#8217;ambito dei colloqui&#8221;, ha <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/03/world/middleeast/iran-talks-us-oman-strait-hormuz-trump.html">scritto il New York Times citando lo stesso Baghaei.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran&#39;s FM Spox. Esmail Baghaei:<br><br>The agreement between Iran and Oman on the new route has no connection to reopening the Strait of Hormuz or maintaining its closure.<br><br>The southern route through the Strait of Hormuz has been associated with making the region insecure and harming… <a href="https://t.co/QSvMdRk6sW">pic.twitter.com/QSvMdRk6sW</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2083959059049328784?ref_src=twsrc%5Etfw">August 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo scenario parla, dunque, di un&#8217;avanzata della diplomazia tra un Paese-mediatore per eccellenza, l&#8217;Oman, e Teheran. Sicuramente ciò palesa che Mascate ha un ascendente a Teheran, ma non solo. Come avevamo scritto, era da segnalare la continuità temporale tra la ripresa del dialogo Oman-Iran sul dossier della governance di Hormuz e le rotte possibili da un lato <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">e il rafforzamento dei legami tra Mascate e la Cina dall&#8217;altro</a>. </p>



<p>Una manifestazione di una possibile mano cinese dietro la spinta alla diplomazia? <strong>Presto per dirlo, anche se l&#8217;apertura di un discorso diplomatico parallelo sull&#8217;asse Oman-Iran</strong> va registrato come interessante. La proposta iniziale dell&#8217;Oman, anticipata da Reuters, parlava di un uso del modello del Canale di Malacca, ben osservato anche dalla Cina che ha in esso una giugulare economica fondamentale, che apre a un meccanismo di gestione condiviso tra più Paesi. Spiegando la proposta, <a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/-in-5-questions-how-the-strait-of-hormuz-is-managed-and-what-could-change/4017050"><em>Anadolu</em> in un approfondimento utile a capire come funziona la gestione dello Stretto di Hormuz. ha segnalato </a>che secondo la proposta di Mascate <strong>&#8220;Iran e Oman coopererebbero nella gestione della sicurezza del passaggio,</strong> anziché lasciare il controllo dei movimenti navali prevalentemente nelle mani di una sola delle due parti&#8221;. Aggiungendo che per alzare il suo potere negoziale la Repubblica Islamica non ha accettato la prima bozza omanita e nei suoi <em>desiderata</em> &#8220;Teheran vuole gestire la rotta marittima sul suo lato dello stretto, mentre l&#8217;Oman supervisionerebbe solo una parte, e non l&#8217;intera, della rotta opposta&#8221;.</p>



<p>Sarà dunque utile capire se, quando sarà formalizzata, l&#8217;intesa Oman-Iran troverà una quadra tra le varie visioni. <strong>In attesa di un accordo ufficiale, però</strong>, è ancora presto per dire che forma potrebbe trovare questo compromesso. Ma si possono fare almeno due considerazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due temi da osservare</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/ffdeacf0-91b8-48fd-9ff8-d8d134ef5f11?syn-25a6b1a6=1">La prima è che si conferma il ruolo diplomatico dell&#8217;Oman,  storicamente un&#8217;avanguardia negoziale per tutto il Medio Oriente</a>: in genere, Mascate è <strong>ritenuta una buona ambasciatrice a Teheran</strong> e anche in questa fase il dialogo può sondare la buona volontà del regime di Teheran a cercare un nuovo accomodamento con gli attori dell&#8217;area dopo la ripresa sostanziale della guerra con gli Stati Uniti. La geografia del potere in Iran dopo la guerra resta tutta da decifrare, ma è possibile che al Ministero degli Esteri siano presenti orecchie ben recettive a spiragli di mediazione. La diplomazia è in movimento e lo confermano i colloqui riferiti dai media iraniani che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto nel fine settimana mostrano che i canali diplomatici restano aperti: <a href="https://www.arabnews.com/node/2653191/pakistan">Araghchi ha parlato</a> con il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, che fu centrale nella prima mediazione per il cessate il fuoco, e con gli omologhi di Turchia, Hakan Fidan, e Arabia Saudita, Faisal bin Farhan. Treinterlocuzioni di peso: Riad, Ankara e Islamabad sono capitali che hanno la capacità di trovare ottimo ascolto a Washington.</p>



<p>La seconda è che la <strong>riapertura di Hormuz appare un obiettivo strategico di molti Paesi,</strong> e che in tal senso il confronto tra Oman e Iran può anticipare possibili futuri meccanismi di gestione di uno stretto strategico per i traffici energetici e commerciali. Ma non risolve il vero dilemma, che riguarda la strategia di Teheran: <strong>in che misura e fino a che punto intende sfruttare la leva del controllo di Hormuz</strong> e in che prospettive, invece, la Repubblica Islamica possa fare concessioni a riguardo è difficile dirlo. E contribuisce a rendere incerta la possibilità di capire se in prospettiva l&#8217;Iran sia pronto a dialogare, nuovamente, con gli Usa su questo dossier. <strong>Rendendo nebulose le prospettive per la fine della guerra. </strong>In tal senso, la proposta omanita potrebbe avere un valore per capire fin dove Teheran ritiene possibile spingersi con un Paese che non è visto come un avversario e in che misura riuscirebbe a gestire e mantenere il frutto di una trattativa avulsa da quella con il suo rivale militare, ma non priva di conseguenze a lungo raggio.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://apnews.com/article/aipac-israel-democratic-party-spending-dark-money-illinois-new-jersey-564cfdd46e0119501939452018be846a" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html">Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pochi Patriot e arsenali sotto pressione: il vero motivo per cui Trump ha sospeso gli attacchi all’Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pochi-patriot-e-arsenali-sotto-pressione-il-vero-motivo-per-cui-trump-ha-sospeso-gli-attacchi-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Patriot Usa Iran Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> il dietrofront di Trump sugli attacchi all'Iran è dovuto principalmente alla critica carenza di missili intercettori Patriot</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/pochi-patriot-e-arsenali-sotto-pressione-il-vero-motivo-per-cui-trump-ha-sospeso-gli-attacchi-alliran.html">Pochi Patriot e arsenali sotto pressione: il vero motivo per cui Trump ha sospeso gli attacchi all’Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Patriot Usa Iran Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dove la diplomazia fatica ad arrivare, a volte deve supplire la matematica. Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, ha sospeso i pesanti attacchi pianificati contro l&#8217;Iran per il weekend, dopo che i vertici del Pentagono <a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html" type="link" id="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html">lo hanno avvertito che una nuova escalation</a> avrebbe potuto prosciugare in modo pericoloso le già ridotte scorte di missili intercettori Patriot necessari a difendere le basi americane in Medio Oriente<a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="http://fr.jpost.com/middle-east/iran-news/article-903628" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Ufficialmente, la decisione dell&#8217;amministrazione Usa è maturata al termine di <a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/trump-approves-landmark-nuclear-deal-with-saudi-arabia-in-big-win-for-kingdom-2ed77584" type="link" id="https://www.wsj.com/world/middle-east/trump-approves-landmark-nuclear-deal-with-saudi-arabia-in-big-win-for-kingdom-2ed77584">conversazioni con gli alleati della regione: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar</a> oltre che lo stesso Iran, come ha ricostruito lo stesso Trump parlando con i giornalisti a bordo dell&#8217;Air Force One, di rientro dal suo campo da golf in New Jersey. Il presidente ha annunciato la sospensione degli attacchi, subordinando un accordo definitivo alla «Immediata, Completa e Totale APERTURA DELLO STRETTO DI HORMUZ e alla fine della minaccia nucleare iraniana».</p>



<p>Secondo fonti diplomatiche citate dalla televisione israeliana <em>Channel 12</em>, il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> avrebbe accettato una proposta di compromesso dei mediatori qatarioti per la ripresa delle operazioni nello Stretto. L&#8217;Iran ha tuttavia immediatamente smentito tale ricostruzione. Uno schema che si è ripetuto decine di volte, ormai, dall&#8217;inizio del conflitto: Trump annuncia un accordo ancora prima che venga effettivamente raggiunto. Tempo qualche giorno &#8211; o settimana &#8211; e gli attacchi riprendono. Gli americani, però, non gli credono più: <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/jul/30/trump-approval-rating-poll-midterm-elections" type="link" id="https://www.theguardian.com/us-news/2026/jul/30/trump-approval-rating-poll-midterm-elections">secondo un recente sondaggio</a>, <strong>solo il 28% approva le azioni di Trump in Iran</strong>, e una percentuale ancora inferiore, il 25%, ritiene che il conflitto sia valso la pena in termini di costi e vite americane perse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c&#8217;è (davvero) dietro la presunta svolta diplomatica</h2>



<p>Ma dietro la presunta svolta diplomatica si nasconde, soprattutto, oltre agli ottimi rapporti con Riad, la grave carenza di missili. Il generale <strong>Dan Caine</strong>, capo di Stato Maggiore congiunto, aveva avvertito privatamente Trump che riprendere le operazioni di combattimento su larga scala contro l&#8217;Iran era fattibile, ma avrebbe ridotto pericolosamente gli intercettori disponibili per il Comando Centrale americano in Medio Oriente<a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="http://fr.jpost.com/middle-east/iran-news/article-903628" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Il&nbsp;<em>New York Times</em>&nbsp;riporta che i funzionari del Pentagono e i comandanti militari americani avevano indicato all&#8217;inizio della settimana come Trump sembrasse orientato ad approvare una prima fase di una campagna di bombardamenti in più fasi. L&#8217;operazione avrebbe dovuto colpire radar costieri, lanciamissili anti-nave, una flotta di piccole imbarcazioni d&#8217;attacco iraniane e altri siti che, secondo il Pentagono, hanno contribuito agli attacchi contro le navi commerciali in transito nello Stretto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">“Do the leakers think this public admission of weakness will make the Iranians more likely to open the Strait? Do they think it’s wise to tell enemies trying to kill U.S. soldiers not to worry about a sustained American response?” <a href="https://t.co/VNQ4PfZICr">https://t.co/VNQ4PfZICr</a></p>&mdash; Mark Dubowitz (@mdubowitz) <a href="https://x.com/mdubowitz/status/2082027529896886575?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il <strong>Dipartimento della Difesa</strong> aveva frettolosamente rafforzato le sue capacità in Medio Oriente nei giorni precedenti, preparandosi a una possibile escalation. Erano stati presi in considerazione anche attacchi mirati contro ponti ferroviari utilizzati sia dai civili che dai comandanti iraniani per rifornire la regione costiera meridionale, nonché contro impianti energetici e siti nucleari. Lo stesso Trump, in un&#8217;intervista ad Axios di giovedì, aveva anticipato: «Sto valutando un attacco massiccio. Più grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti».</p>



<p>Poi, il dietrofront. A frenare il presidente, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato anche il <strong>timore di una rappresaglia iraniana più pesante che avrebbe messo ulteriormente sotto pressione le difese aeree americane,</strong> già messe a dura prova.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ridotte di due terzi le scorte di Patriot</h2>



<p>I numeri parlano chiaro. <a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories" type="link" id="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">Un&#8217;analisi del <em>Center for Strategic and International Studies (CSIS)</em></a> rivela che il conflitto con l&#8217;Iran ha <strong>ridotto di circa due terzi le scorte pre-belliche di missili intercettori Patriot</strong>. <a href="https://abcnews.com/Politics/us-patriot-interceptor-stockpile-diminished-65-iran-war/story?id=135198306" type="link" id="https://abcnews.com/Politics/us-patriot-interceptor-stockpile-diminished-65-iran-war/story?id=135198306">Secondo stime</a>, il numero di missili Patriot sarebbe sceso da circa 2.230 prima della guerra a una cifra compresa tra <strong>759 e 827 al momento del cessate il fuoco di aprile</strong>. I missili THAAD sarebbero passati da 452 a una disponibilità stimata tra 234 e 278 nello stesso periodo. Complessivamente, le scorte di missili Patriot, THAAD e PrSM sarebbero state dimezzate, mentre gli arsenali di JASSM, SM-2/3/6 e Tomahawk si sarebbero ridotti di circa un terzo.</p>



<p>Il Pentagono, nel frattempo, ha richiesto al Congresso <strong>18,2 miliardi di dollari per ricostituire le scorte di missili intercettori e armi di precisione</strong>, mentre il budget di emergenza complessivo proposto per l&#8217;anno fiscale 2026 ammonta a 67 miliardi di dollari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intaccate anche le scorte di Tomahawk</h2>



<p><a href="https://www.theamericanconservative.com/the-real-munitions-shortage-transcends-the-iran-war/" type="link" id="https://www.theamericanconservative.com/the-real-munitions-shortage-transcends-the-iran-war/">La rivista <em>the</em> <em>American Conservative</em> sottolinea</a> conferma come la cautela di Trump di queste ore abbia a che fare con le scorte in esaurimento. In particolare, il giornale conservatore osserva che, sebbene gli Stati Uniti dispongano ancora di decine di migliaia di JDAM e altre munizioni &#8220;stand-in&#8221; relativamente economiche e facili da produrre, <strong>le scorte di armi più sofisticate come i missili da crociera Tomahawk e i nuovi PrSM</strong> sono state seriamente intaccate. L&#8217;operazione &#8220;Epic Fury&#8221; avrebbe bruciato quasi tutte le scorte di PrSM disponibili e circa un terzo dei Tomahawk.</p>



<p>Il giornalista <strong>Ken Klippenstein</strong>, <a href="https://www.kenklippenstein.com/p/the-pentagons-new-missile-gap" type="link" id="https://www.kenklippenstein.com/p/the-pentagons-new-missile-gap">in un&#8217;analisi pubblicata su <em>Substack</em></a>, aggiunge un ulteriore elemento di riflessione: da un lato, funzionari di Washington vogliono più fondi per i militari; dall&#8217;altro, devono rassicurare che nessuna carenza di armi sta limitando gli Stati Uniti nella lotta contro l&#8217;Iran. Un paradosso che ha raggiunto livelli quasi (tragi)comici quando l&#8217;ambasciatore americano all&#8217;Onu, <strong>Mike Waltz</strong>, ha prima incolpato Biden per la carenza di missili, per poi affermare immediatamente che non esiste alcuna carenza e che chi diffonde tali informazioni dovrebbe essere perseguito, quando sono gli stessi funzionari del Pentagono, o perlomeno alcuni, ad ammettere le difficoltà degli Stati Uniti. </p>



<p>Il fallimento della guerra contro Teheran ha portato Washington ad essere più debole anche nei confronti dell&#8217;avversario strategico principale degli Usa: Pechino. La <strong>Cina possiede oltre 3.000 missili balistici</strong>, <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://media.defense.gov/2025/Dec/23/2003849070/-1/-1/1/ANNUAL-REPORT-TO-CONGRESS-MILITARY-AND-SECURITY-DEVELOPMENTS-INVOLVING-THE-PEOPLES-REPUBLIC-OF-CHINA-2025.PDF" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://media.defense.gov/2025/Dec/23/2003849070/-1/-1/1/ANNUAL-REPORT-TO-CONGRESS-MILITARY-AND-SECURITY-DEVELOPMENTS-INVOLVING-THE-PEOPLES-REPUBLIC-OF-CHINA-2025.PDF">più di quattro volte il numero di intercettori Patriot</a> rimasti agli Stati Uniti. In un eventuale conflitto contro Pechino, l&#8217;esercito americano non potrebbe contare sui JDAM, data la schiacciante potenza delle difese aeree e missilistiche cinesi. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://apnews.com/article/aipac-israel-democratic-party-spending-dark-money-illinois-new-jersey-564cfdd46e0119501939452018be846a" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><br><br></p>
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		<title>58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[patriot]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524886</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-600x460.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-768x589.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html">58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-600x460.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-768x589.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>58,6 miliardi di dollari</strong>: è questo il costo che gli Usa si sobbarcheranno per <strong>ricostruire le scorte di missili intercettori Patriot</strong> e mantenere elevata la produzione così da non sguarnire nessun teatro strategico, dopo che il conflitto in Medio Oriente ha <strong>svuotato le scorte del primo esercito del pianeta</strong> per quanto riguarda un asset tanto critico. Lockheed Martin, spiega <em>Defense News,</em> sarà l&#8217;azienda appaltatrice che sarà ricoperta di fondi per gestire il potenziamento dell&#8217;arsenale antiaereo Usa. L&#8217;accordo, <a href="https://www.defensenews.com/industry/techwatch/2026/07/30/us-strikes-586-billion-patriot-missile-deal-amid-rising-stockpile-concerns/">nota Defense News</a>, &#8220;trasforma un precedente contratto annuale del valore di 4,7 miliardi di dollari, stipulato ad aprile, in un progetto di accordo settennale, creando un piano di approvvigionamento pluriennale per gli intercettori dal 2026 al 2032&#8221;. Le risorse annue mediamente stanziate, dunque, aumentano di oltre il 75% a 8,3 miliardi di dollari l&#8217;anno.</p>



<p>Questa mossa mostra sicuramente la volontà americana di trasformare in consolidamento strategico <strong>la politica di aggressivo aumento della spesa militare</strong> decisa dal presidente Donald Trump ma manifesta anche le enormi voragini aperte dal conflitto contro l&#8217;Iran nel quadro della difesa aerea americana. <a href="https://it.insideover.com/difesa/trump-il-militarista-propone-un-budget-da-1-500-miliardi-al-pentagono-e-chiede-allindustria-di-accelerare.html" type="post" id="500887"><strong>Un budget oltre i 1.000 miliardi di dollari nel 2026 (per il 2027 Trump ne chiede 1.500)</strong> </a>non basta per ora a coprire le carenze industriali e di rifornimento delle forze armate Usa. E appare palese che la <strong>guerra con l&#8217;Iran</strong>, nelle sue varie manifestazioni e nelle sue fasi di diversa intensità, unitamente alla necessità di difendere un perimetro ampissimo contro la rappresaglia di Teheran per i colpi subiti sul suo territorio, stanno <strong>consumando l&#8217;arsenale di intercettori antimissile e antiaerei</strong> delle forze armate statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio del Csis: così gli Usa hanno bruciato le scorte di Patriot e Thaad</h2>



<p>L&#8217;accordo per la ricostruzione delle scorte di Patriot, che il bilancio 2027 del Pentagono anticipava stanziando fondi per quasi 2.800 intercettori dal valore di 12,2 miliardi di dollari (<a href="https://defence-industry.eu/pentagon-plans-major-thaad-and-patriot-pac-3-mse-interceptor-purchases-to-strengthen-indo-pacific-missile-defence/">qui un&#8217;analisi di <em>Defence Industry Eu</em> </a>per approfondire le strategie di procurement americane) arriva proprio mentre il tema delle scorte teneva banco. Nei giorni scorsi, una ricerca del <em>Center for Strategic and International Studies</em> ha stimato come dal 28 febbraio, giorno dei primi raid contro l&#8217;Iran assieme a Israele, gli Usa abbiano <strong>esaurito circa due terzi delle scorte di intercettori Patriot</strong> e metà di quelle del sistema <strong>esoatmosferico Thaad</strong>,<a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">di cui oggi resterebbero rispettivamente solo tra le 759 e le 827 unità nel primo caso e tra i 234 e i 278 nel secondo.</a></p>



<p>La metodologia elaborata dai ricercatori <strong>Chris H. Park e Mark F. Cancian,</strong> che hanno elaborato la stima, è stata sviluppata in un&#8217;analisi di aprile sempre per il Csis in cui già si poneva in essere il tema della scarsità di scorte di munizioni antiaeree (e di altri asset) in una fase in cui poche settimane di guerra ad alta intensità fino al cessate il fuoco dell&#8217;8 aprile avevano creato problemi agli arsenali Usa. <a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">Gli autori notavano allora</a> che un nuovo conflitto con Teheran avrebbe contribuito a elidere le scorte, e la recente analisi di aggiornamento sembra confermare le loro aspettative. </p>



<p><a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/pentagon-widens-patriot-missile-order-to-nearly-59-billion-b3da2e01">Nel contesto di un aumento vertiginoso della spesa per il <strong>procurement militare</strong></a>, Lockheed Martin <a href="https://thehill.com/policy/defense/5940861-lockheed-martin-thaad-contract/">era stata già beneficiaria di un accordo da 35 miliardi di dollari per i sistemi Thaad</a>, la cui carenza era risultata palese ben prima dell&#8217;<strong>attacco israelo-americano all&#8217;Iran di febbraio</strong>. A giugno 2025, per sostenere l&#8217;offensiva israeliana nella Guerra dei Dodici Giorni blindando i cieli di Tel Aviv, Washington bruciò <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-allarme-difesa-aerea-laiuto-a-israele-ha-lasciato-un-buco-negli-arsenali-e-un-conto-miliardario-da-saldare.html">in poche settimane <strong>un quinto delle scorte di Thaad</strong></a>. Si spiega, dunque, l&#8217;urgenza sul rafforzamento degli arsenali e si capisce perché l&#8217;America sembra essere oggi più aperta a fornire all&#8217;Ucraina la possibilità di costruire su licenza gli intercettori Patriot dopo <a href="https://observatorioglobal.udlap.mx/european-license-for-patriot-missile-production-signals-strategic-defense-boost/">aver aperto al fatto che anche diversi Paesi europei </a>aprissero alla loro industrializzazione per le esigenze di difesa del Vecchio Continente. Così come si capisce l&#8217;urgenza industriale della Difesa Usa: oltre che con Lockheed Martin, il Pentagono ha stretto una partnership con L3Harris<a href="https://aviationweek.com/defense/missile-defense-weapons/pentagon-unveils-new-agreements-patriot-thaad-production"> per ampliare la capacità produttiva, come nota Aviation Week.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria, difesa, sicurezza</h2>



<p><strong>Le scorte servono per diverse esigenze militari, in primo luogo con la prospettiva di un futuro confronto in Asia</strong> e con un occhio di riguardo alla Cina, e in tal senso un conflitto in cui, sulla carta, i rapporti di forza erano squilibrati come quello iraniano ha lanciato un campanello d&#8217;allarme: <strong>gli Usa, dovendo difendere le proprie basi e molti Paesi partner</strong>, rinforzando le scorte nel teatro del Golfo, hanno bruciato risorse a un ritmo inaccettabile e si sono trovati in difficoltà. Non a caso si può spiegare anche con la carenza di difesa aerea americana il fatto che in questa fase Israele <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html" type="post" id="524836">non si sia unita ai nuovi raid contro l&#8217;Iran, che amplierebbero il <strong>perimetro di difesa di Washington</strong> contro le rappresaglie iraniane.</a> per le quali l&#8217;attuale sistema fondato su Iron Dome e i missili complementari non offre <strong>garanzia di copertura totale,</strong> a causa del rischio di attacchi di saturazione o di ingaggi prolungati su più giorni o settimane. </p>



<p><strong><a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/21/us-bears-brunt-israels-missile-defense-pentagon-assessments-show/">Già a maggio il Washington Post</a></strong> citava report del Pentagono che spiegavano come gli Usa si fossero presi carico di ampia parte della difesa aerea israeliana, e di <a href="https://www.ynetnews.com/article/s1iusjnhfg">recente la testata israeliana Ynet ha dedicato al tema</a> un ampio e dettagliato approfondimento che analizza come &#8220;attualmente non esiste un&#8217;alternativa paragonabile al sistema Patriot per contrastare i missili balistici, in particolare il gran numero di missili balistici a corto raggio utilizzati nel Golfo&#8221;. <strong>La carenza di questi asset è di valore strategico per Washington </strong>ed è una priorità assoluta per il rilancio della manifattura militare americana. Parimenti, le statistiche sul confronto contro l&#8217;Iran mostrano il peso della <strong>strategia di logoramento di Teheran,</strong> che ha saputo incassare duri colpi e infliggerne ovunque nel Golfo, mirando all&#8217;attrito e puntando soprattutto a logorare arsenali Usa che per molti generali dovrebbero innanzitutto essere tenuti ben rabboccati con un occhio al Pacifico. Ora che la guerra sembra ripresa con intensità crescente, è alla possibile tendenza all&#8217;aggravio di queste carenze che Washington deve guardare, di fronte al forte rischio di finire letteralmente i colpi a disposizione.</p>



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<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html">58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guerra in espansione nel Golfo: pesanti attacchi Usa in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 05:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1485" height="764" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-600x309.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>La guerra d&#8217;Iran si espande nella sua nuova fase estiva e sembra essere sempre più lontana ogni possibilità di ricomposizione del franato memorandum di Islamabad: il Comando Centrale degli Usa rivendica l&#8217;effettuazione nella notte di pesanti attacchi contro la Repubblica Islamica proclamando che essi sono una risposta ai tentativi di Teheran di colpire a sorpresa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1485" height="764" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-600x309.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>La <strong>guerra d&#8217;Iran si espande</strong> nella sua nuova fase estiva e sembra essere sempre più lontana ogni possibilità di ricomposizione del franato <strong>memorandum di Islamabad</strong>: il Comando Centrale degli Usa rivendica l&#8217;effettuazione nella notte di pesanti attacchi contro la Repubblica Islamica proclamando che essi sono una risposta ai tentativi di Teheran di colpire a sorpresa le postazione di Washington in Medio Oriente nella giornata di ieri. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/kk3XPDc73G">https://t.co/kk3XPDc73G</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://x.com/CENTCOM/status/2082651747869147214?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">I pesanti raid Usa contro l&#8217;Iran</h2>



<p>L&#8217;operazione, stando alle ricostruzioni, sembra essere stata la più imponente dalla fine della fase più calda della guerra, l&#8217;8 aprile scorso, e sicuramente da quando il memorandum è franato l&#8217;8 luglio scorso: aerei, missili e droni americani hanno colpito lungo l&#8217;intera catena costiera del Paese che blinda gli accessi allo Stretto di Hormuz e preserva le capacità d&#8217;interdizione marittima e i commerci della Repubblica Islamica. DropSite, riprendendo fonti Osint, cita almeno 8 bersagli, tra cui i porti di Bandar Abbas e Abadan</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">💢 Iranian state-affiliated media report that US strikes launched roughly one hour ago have hit sites across southern and southwestern Iran, including:<br><br>▪️ Khorramshahr and Abadan, neighboring cities in Khuzestan province near the Iraqi border and northern Persian Gulf<br>▪️ Bandar… <a href="https://t.co/UNUJEaffjv">https://t.co/UNUJEaffjv</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2082634022895690145?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><a href="https://x.com/AJENews/status/2082687501521559784?s=20">Ancora incerto il conto delle vittime</a>, anche se Al Jazeera cita almeno tre morti, una coppia e il figlio di due anni, in un raid a Queshm. I bersagli sono gli <strong>snodi critici dell&#8217;Iran: porti, basi logistiche, impianti energetici</strong> e tutto ciò, dunque, che fornisce l&#8217;ossatura e le risorse alla Repubblica Islamica per competere come potenza e connettersi alle rotte globali. Un segnale, questo, della <strong>rinnovata portata dell&#8217;azione americana</strong> che non sembra fermarsi al tentativo di ribaltare l&#8217;esito negativo e fallimentare della prima parte del conflitto ma ha anche un ruolo a tutto campo nel cercare di disarticolare lo spazio di proiezione dell&#8217;Iran stesso e l&#8217;architettura strategica ove è inserito. E qui, ovviamente, il pensiero va <strong>direttamente alla Cina e alle sue rotte di interconnessione,</strong> messe nel mirino durante la rilanciata campagna americana e su cui è piovuto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-colpisce-una-nave-iraniana-nel-mar-caspio-per-kiev-le-due-guerre-sono-una-sola.html" type="post" id="524389">domenica scorsa, anche il raid ucraino contro una nave iraniana nel Mar Caspio diretta in Russia.</a> </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🇮🇷 🇺🇸 BREAKING: Footage reportedly shows American missiles striking Abadan, Iran&#39;s oil refining heartland in the southwest.<br><br>-The unconfirmed video appears to capture strikes on Abadan in Khuzestan province, part of the wave CENTCOM launched at 8 p.m. ET<br><br>-Abadan holds one of…</p>&mdash; Mario Nawfal (@MarioNawfal) <a href="https://x.com/MarioNawfal/status/2082629544704446776?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Perché gli Usa attaccano e Israele no</h2>



<p>Non è un caso che in tal senso <strong>attualmente siano gli Stati Uniti a prendersi sulle spalle l&#8217;onere degli attacchi a tutto campo contro l&#8217;Iran</strong> e non si abbia ancora notizia di un possibile intervento di <strong>Israele</strong> a fianco di Washington. La guerra scoppiata il 28 febbraio era israelo-americana a tutti gli effetti: Tel Aviv mirava al rovesciamento o all&#8217;implosione del regime iraniano sotto i colpi degli attacchi, Washington ha cercato il <strong>colpo decisivo per dimidiare la potenziale capacità di proiezione della Repubblica Islamica</strong> e disarticolare le forniture energetiche alla Cina. </p>



<p>Ora, complice il calo degli stock di intercettori antiaerei e antimissile americani, lo spalleggiamento a un possibile intervento israeliano dopo il cessate il fuoco appare più complesso da immaginare e, parimenti, a Tel Aviv va benissimo una situazione in cui è l&#8217;America a assumersi costi, oneri e rischi della guerra, anche considerato il fatto che ad oggi la priorità strategica è quella statunitense: <strong>ribaltare l&#8217;onta di Hormuz e della perdita del controllo dello Stretto,</strong> evitando una territorializzazione del mare e che <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">Pechino potesse ottenere spazio in Medio Oriente</a>, come sta già di fatto facendo, alla luce dell&#8217;onta americana. E non a caso ieri emergeva l&#8217;ipotesi che Washington intende chiedere come condizione di pace futura la rimozione di ogni pedaggio dal transito da Hormuz, come riportato da Al Arabiya. Un obiettivo decisamente più americano che israeliano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🔴 There are going to be no tolls and no fees for passage through the Strait of Hormuz in a deal being discussed in relation to the waterway restricted by the Iran war, a US official said<br><br>🔴 The US official said Iran was making unreasonable demands that were rejected by Oman and… <a href="https://t.co/mcjAjmgBEz">pic.twitter.com/mcjAjmgBEz</a></p>&mdash; Al Arabiya English (@AlArabiya_Eng) <a href="https://x.com/AlArabiya_Eng/status/2082221201607323903?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-903898">Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz,</a> parlando a Channel 14, ha del resto di recente segnalato che Tel Aviv è comunque coinvolta in questa fase della guerra, annunciando (senza essere smentito) che gli aerei Usa che di recente hanno ripreso a colpire l&#8217;Iran hanno usato anche le basi israeliane e definendo le regole d&#8217;ingaggio dello Stato Ebraico: colpirà se la Repubblica Islamica la attaccherà per prima. In Israele, peraltro, tra pochi mesi si vota e sarebbe sconveniente per la destra di governo già in difficoltà <strong>affrontare una campagna elettorale sotto lo scacco delle sirene antiaeree</strong> e dei missili iraniani. I segnali di una guerra in espansione, però, nel frattempo ci sono tutti anche se l&#8217;Israel Air Force resta nelle sue basi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra si espande</h2>



<p><strong>Lo conferma la discesa in campo dell&#8217;Arabia Saudita</strong> nell&#8217;attacco in Iraq contro un&#8217;unità filo-iraniana, le Forze di Mobilitazione Popolare: si tratta della prima operazione aerea congiunta americano-saudita di cui si abbia memoria e, soprattutto, si indicano nei partner dell&#8217;asse sciita un bersaglio strategico. Riad non è in guerra con Teheran, ma la sua risolutezza impone di guardare anche allo Yemen, dove gli <strong>Houthi </strong><a href="https://geopolitica.info/gli-houthi-rischio-di-un-nuovo-fronte-nella-guerra-in-medio-oriente/"><strong>stanno risvegliandosi</strong> e dopo aver colpito infrastrutture energetiche in Arabia Saudita </a>iniziano a pensare di imporre un pedaggio per i traffici nel Mar Rosso. En passant, c&#8217;è chi come il Kuwait si tutela alzando l&#8217;asticella della <a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-kuwait-pakistan-sulla-difesa-il-peso-di-islamabad-nel-golfo-cresce.html" type="post" id="524417">garanzia di sicurezza con un Paese chiave della regione, il Pakistan.</a> </p>



<p>L&#8217;analista <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2082329823653818602">dell&#8217;Institute for National Security Studies della Tel Aviv University Danny Citrinowicz </a>parla del rischio &#8220;di un&#8217;escalation incontrollata&#8221; in Medio Oriente in cui al cuore del conflitto c&#8217;è la rivalita americano-iraniana, che si autoalimenta in &#8220;un ciclo sempre più instabile in cui ciascuna parte ritiene che una ritirata minerebbe la propria credibilità&#8221; attorno a cui si agglomerano e addensano le crisi regionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa e Iran, guerra senza limiti?</h2>



<p><strong>L&#8217;amministrazione Usa del presidente Donald Trump e il rinnovato regime della Repubblica Islamica</strong> hanno deciso per imboccare, di fatto, nuovamente il sentiero della guerra. Per l&#8217;Iran la sfida rimane la stessa: la battaglia esistenziale per difendere il regime e la struttura statuale dal rischio di rovesciamento, ad oggi tutelabile secondo l&#8217;élite di Teheran più con un ritorno alle armi che tramite un cessate il fuoco visto come mal applicato dagli Usa e non in grado di presuppore una vera pace. Per Washington c&#8217;è nel mirino la proiezione della Repubblica Islamica come partner di un sistema euroasiatico potenzialmente rivale di quello statunitense e c&#8217;è in ballo la supremazia marittima sugli stretti che garantisce una fetta importante del potere navale, marittimo e economico a stelle e strisce e a cui a Washington si è ritenuto impossibile recedere. Obiettivi ambiziosi e massimalisti che riducono al lumicino ogni prospettiva di un rinnovato confronto diplomatico come quello, ambizioso e coraggioso, dei mesi scorsi, che sembra un lontano ricordo.</p>



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<p></p>
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		<title>L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa-Iran. Incendio domato, le ardue trattative riprendono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La proposta omanita a Teheran su Hormuz offrirebbe una sponda non secondaria. Resta da capirne la fattibilità tra Iran e Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html">L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa-Iran. Incendio domato, le ardue trattative riprendono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Oman torna in campo</strong> con una proposta di apertura alla navigazione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> volta a frenare la conflittualità tra Usa e Iran in un contesto di grande stallo, ove <strong>il memorandum di pace di Islamabad è collassato</strong> ma sono fermi anche i raid che per circa due settimane sono imperversati tra Repubblica Islamica e Paesi del Golfo. E si può intravedere nella filigrana del tentativo di risolvere la crisi scoppiata il 28 febbraio scorso con l&#8217;assalto israelo-americano a Teheran la dinamica plasmata da una rinnovata relazione tra l&#8217;Oman e un attore irrinunciabile del sistema-mondo: la <strong>Cina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La proposta dell&#8217;Oman</h2>



<p>Andiamo con ordine. Oggi <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/oman-presented-regional-mechanism-hormuz-iran-source-says-2026-07-28/">Reuters riporta</a> che l&#8217;Oman si è fatto <a href="https://www.azernews.az/region/261643.html">latore all&#8217;Iran </a>di una proposta appoggiata dalle petromonarchie arabe che aprirebbe alla ripresa della navigazione presso lo Stretto di Hormuz senza concedere a Teheran la potestà esclusiva sulle sue acque. &#8220;La proposta si basa sullo Stretto di Malacca, dove coloro che utilizzano lo stretto contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio&#8221;, scrive la Reuters citando fonti del Golfo (non specificato il Paese). Il fatto si presa a interessanti considerazioni.</p>



<p>Il primo è <strong>il rilancio del ruolo di mediatore dell&#8217;Oman</strong> che, affacciandosi sul Golfo a cui da il nome, contribuisce assieme all&#8217;Iran a custodire una delle porte d&#8217;accesso dello stretto che porta al Golfo Persico. L&#8217;Oman è stato il pivot diplomatico che ha contribuito a facilitare i colloqui nucleari del 2013-2015 e il primo, esplicito mediatore tra Usa e Iran <strong>prima delle due guerre del 2025 e del 2026.</strong> Il Paese, che si mantiene da sempre osservante di una stretta neutralità, si somma a <strong>Qatar e Pakistan</strong> nel folto novero di Paesi che hanno interesse a una de-escalation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida degli stretti e dei canali marittimi</h2>



<p>Il secondo dato è il richiamo a uno schema che potrebbe esser ben conosciuto dalla Cina. Pechino ha <strong>un occhio di riguardo per Malacca,</strong> stretto che abilita una quota fondamentale della sua prosperità <a href="https://commoditieshub.ch/en/2026/07/06/the-strait-of-malacca-asias-trade-superhighway/">e da cui passano ogni anno merci e prodotti per 3.500 miliardi di dollari di valore</a>, inclusa la stragrande maggioranza delle importazioni di petrolio e materie prime della Repubblica Popolare. Il &#8220;<a href="https://thediplomat.com/2026/06/beyond-the-malacca-dilemma-chinas-emerging-corridor-hedging-logic/">dilemma di Malacca&#8221;</a>, la dipendenza della Cina dai corridoi marittimi stretti degli oceani contesi del mondo globalizzato, è un annoso problema strategico che fa di Pechino una primaria sostenitrice di qualsiasi logica di gestione multilaterale delle vie d&#8217;acqua più critiche, oggi sempre più decisive su <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-da-hormuz-a-bab-el-mandeb-la-crisi-mediorientale-soffia-su-un-fuoco-che-infiamma-i-choke-point.html">scala mondiale.</a> Va dunque letta con prospettiva strategica l&#8217;ampia analisi realizzata da <em>Responsible Statecraft</em> <strong>sull&#8217;avvicinamento sistemico tra Oman e Cina</strong>, ricca di spunti su un rapporto da non sottovalutare nel Medio Oriente contemporaneo.</p>



<p><a href="https://responsiblestatecraft.org/china-oman/">La testata del Quincy Institute</a> ha dato la notizia dell&#8217;incontro avvenuto a Pechino il 16 luglio tra il viceministro degli Esteri cinese Miao Deyu e il segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale dell&#8217;Oman, Idris Abdulrahman Al Kindi. Un bilaterale importante per le rispettive proiezioni suilla questione di Hormuz che viene letto come un tentativo dell&#8217;Oman di variare le proprie direttrici di politica estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cina e Oman sempre più vicini</h2>



<p>Responsible Statecraft riporta che anche se &#8220;non mira a un radicale allontanamento dall&#8217;Occidente, ma spera di preservare la propria autonomia strategica e rafforzare la propria resilienza in un mondo sempre più multipolare&#8221;, l&#8217;Oman sta costruendo una diplomazia su più vettori e &#8220;il suo rapporto in espansione con la Cina è un elemento cruciale di questo programma, poiché Mascate cerca di ottenere maggiore flessibilità senza <strong>abbandonare i suoi consolidati legami di sicurezza con gli Stati Uniti</strong>&#8220;. Per l&#8217;Oman, la centralità diplomatica consente di preservare questo delicato equilibrio che lo rende, di fatto, una <strong>Svizzera del Golfo</strong>; per la Cina, l&#8217;imperativo strategico è quello della <strong>fine del conflitto e della volontà di evitare che la guerra nel Golfo crei precedenti destinati a durare</strong>.</p>



<p>Pechino ha condannato l&#8217;attacco all&#8217;Iran e ritiene la Repubblica Islamica un Paese amico, ma quella tra i due non è un&#8217;alleanza sistemica e, del resto, in Cina si preoccuperebbero se l&#8217;Iran cercasse di imporre con la forza la trasformazione di Hormuz in un hub sotto il proprio controllo forzando ogni convenzione internazionale: il fatto aprirebbe la possibilità per qualsiasi altra nazione di fare lo stesso, e <a href="https://it.insideover.com/economia/pedaggio-per-il-canale-di-malacca-lindonesia-studia-le-mosse-delliran-a-hormuz.html" type="post" id="514575">certi discorsi circolati a mo&#8217; di boutade in Indonesia su Malacca sulla possibile imposizione di un pedaggio avranno posto Pechino sul chi vive</a>, anche se non si sono concretizzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari diplomatici</h2>



<p>A tal proposito, la Cina <strong>intende anche valorizzare i rapporti con i Paesi del Golfo, fornitori energetici e partner economici,</strong> e mai li sacrificherebbe in nome della sola relazione, per quanto strategica e sistemica, con l&#8217;Iran. La ricerca di una mediazione è nel suo interesse, e non è da escludere che dietro il nuovo ruolo omanita ci sia anche l&#8217;endorsement di Pechino, fatto che non stupirebbe.</p>



<p> <a href="https://www.scmp.com/week-asia/opinion/article/3359347/oman-and-china-real-winners-trumps-iran-deal">Il South China Morning Post definiva Cina e Oman i veri vincitori dell&#8217;accordo di Islamabad</a>, ed è possibile che i due Paesi preferiscano si torni presto a un contesto di pacificazione. <strong>Così come anche il partner regionale più stretto della Cina, il </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-kuwait-pakistan-sulla-difesa-il-peso-di-islamabad-nel-golfo-cresce.html" type="post" id="524417"><strong>Pakistan, si cura delle preoccupazioni del mondo arabo</strong> nella guerra,</a> così la Cina deve guardare a un approccio a tutto campo. </p>



<p>La proposta omanita a Teheran su Hormuz, se confermata, offrirebbe una sponda non secondaria. Resta da capirne la fattibilità in una fase che vede l&#8217;Iran alla ricerca di una quadra tra sicurezza nazionale e tentazioni massimaliste, gli Usa incerti tra la sostanziale sconfitta incassata nei mesi scorsi e la prospettiva di spuntare posizioni politiche più favorevoli e il dilemma della condotta di Israele sulla <strong>scala che questo conflitto a intermittenza avrà</strong> nel prossimo futuro.</p>



<p>Ci sono però delle grandi manovre in atto e la sensazione è che il Golfo, rappresentato dall&#8217;Oman, non voglia questa guerra, e non mancano segnali che un esito imminente capace di non scontentare nessuno nella regione sia desiderato anche a Pechino. Resta da capire come i belligeranti leggeranno queste dinamiche in una fase dove tutto sembra cambiare giorno dopo giorno e non c&#8217;è più la pace senza che sia ri-esplosa una guerra a tutto campo.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html">L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio: per Kiev le due guerre sono una sola</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-colpisce-una-nave-iraniana-nel-mar-caspio-per-kiev-le-due-guerre-sono-una-sola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio: per Kiev le due guerre sono una sola, Zelensky alla Casa Bianca martedì.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina alza ulteriormente l&#8217;asticella dei suoi attacchi e li estende fino al Mar Caspio e contro l&#8217;Iran, Paese accusato di sostenere l&#8217;aggressione militare russa. Nella strategia dei colpi in profondità, la notte tra il 25 e il 26 luglio ha segnato un ulteriore salto di qualità: il Servizio di Sicurezza Ucraino (Sbu), l&#8217;intelligence interna del Paese specializzatasi in questi anni in operazioni clamorose e ad alto rischio, <strong>ha annunciato l&#8217;attacco contro una nave iraniana nel Mar Caspio accusata di eludere le sanzioni internazionali e di trasportare strumentazione militare destinata a Mosca.</strong></p>



<p><a href="https://t.me/SBUkr/18190">L&#8217;Sbu ha comunicato </a>su Telegram che l&#8217;offensiva, condotta con droni, si inseriva in una più vasta operazione di martellamento che ha contribuito a mettere nel mirino anche una motovedetta russa e un impianto petrolifero. Di queste ultime mosse mancano conferme Osint, mentre sul fronte della nave iraniana colpita è da registrare la <strong>veemente reazione iraniana</strong>, con il Ministero degli Esteri di Teheran che ha denunciato l&#8217;uccisione di un marinaio nel raid.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un salto di qualità dei raid</h2>



<p>La mossa segna un salto di qualità notevole nel conflitto e lascia pensare che da parte dell&#8217;Ucraina il messaggio sia chiaro: si intende ammiccare agli Stati Uniti, impegnati nel rinnovato confronto con Teheran, mostrando le capacità combattive di Kiev, mettendo nel mirino il loro avversario e provando a presentare le due guerre, quella calda in Ucraina e quella nuovamente in riscaldamento nel Golfo, come &#8230; lo stesso conflitto.</p>



<p>L&#8217;azione in un teatro inedito da parte dell&#8217;Ucraina parla da sé e segna un precedente. Fino ad oggi, infatti, non si avevano notizie di precedenti operazioni di larga scala dell&#8217;Ucraina nel Mar Caspio né di <strong>ingaggi diretti tra il Paese guidato da Volodymyr Zelensky</strong> e l&#8217;Iran, che negli ultimi anni è stato un partner importante per la Russia aprendo alla fornitura e alla produzione su licenza dei suoi droni. Ed è da sottolineare che la mossa sembra sostenere la strategia Usa, dato che col rinnovato blocco dello Stretto di Hormuz e la ripresa della conflittualità ora nel mirino di Washington ci sono soprattutto le <strong>infrastrutture ferroviarie, portuali e di collegamento della Repubblica Islamica</strong>. </p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/a352cb9c-8b29-4d3c-b672-1b6c65fd4a1d?syn-25a6b1a6=1">Il Financial Times ricorda</a> che per l&#8217;Iran il Mar Caspio è sempre più importante perché &#8220;il corridoio settentrionale consente all&#8217;Iran di importare merci dagli Stati che vi si affacciano&#8221; e consente &#8220;di ricevere merci cinesi trasportate via terra su rotaia attraverso l&#8217;Asia centrale, prima di raggiungere i porti sulla costa del Mar Caspio&#8221;. La frequenza dell&#8217;utilizzo della rotta marittima del Caspio per i traffici militari russo-iraniani era stata confermata da tempo da analisi di <a href="https://www.lloydslistintelligence.com/resources/blog/vessel-ais-gaps-linked-to-suspected-russia-iran-arms-trade">Lloyd&#8217;s List Intelligence </a>e del <a href="https://www.caspianpolicy.org/research/security-and-politics-program-spp/dark-deals-on-the-caspian-how-iran-ships-drones-to-russia">Caspian Policy Center</a>. <strong>Appare chiaro che la percezione di sicurezza giocasse un ruolo nella sua scelta</strong> come linea di congiunzione prioritaria per scambi di questo tipo. Oggigiorno l&#8217;Sbu, con i suoi attacchi a lungo raggio, mostra la precarietà di questa linea in caso di conflittualità avanzata e complementa gli attacchi compiuti in precedenza dagli Usa sulle reti infrastrutturali dell&#8217;Iran, a loro volta strategiche per la connettività euroasiatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Zelensky alla Casa Bianca sull&#8217;onda lunga dei raid</h2>



<p>Il raid, solo l&#8217;ultimo di una lunga serie a cui l&#8217;Sbu ha abituato dal 2022 a oggi (<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-operazione-spider-web-americani-e-inglesi-non-potevano-non-sapere.html">con picchi come l&#8217;Operazione Spiderweb contro i bombardieri nucleari russi del giugno 2025</a>), avviene pochi giorni dopo che Yevhen Khmara, alla guida del servizio interno dall&#8217;uscita di scena di Vasyl Malyuk a gennaio, era stato spostato alla carica di Ministro della Difesa ad interim dopo l&#8217;uscita dal governo di <strong>Mykhailo Fedorov,</strong> venendo sostituito la scorsa settimana dal generale Oleksandr Poklad. L&#8217;avvicendamento ai vertici non sembra però aver influito sulle capacità operative della struttura dell&#8217;Sbu, che resta capace di azioni notevoli ed è una spina nel fianco per Mosca. </p>



<p>L&#8217;attacco arriva poi poche ore dopo che Zelensky aveva denunciato la presenza <a href="https://www.cbsnews.com/news/zelenskyy-russia-iran-satellite-imagery-us-bases/">di una mano spionistica russa dietro <strong>i colpi iraniani contro gli Usa nel Golfo</strong></a>, e lascia pensare che per Kiev, oggi, mostrarsi robusta e capace di infliggere danni ai suoi avversari possa essere ritenuto da Zelensky politicamente utile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I will instruct our intelligence to share with our partners the information we have regarding Russia’s new assistance to the Iranian regime. Since the beginning of July, we have recorded active Russian satellite surveillance of the Gulf states and U.S. military facilities located…</p>&mdash; Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) <a href="https://x.com/ZelenskyyUa/status/2081074329115078813?ref_src=twsrc%5Etfw">July 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Come interpreterà la Casa Bianca del presidente Donald Trump questa manovra,</strong> in una fase in cui sembra esserci stallo nel possibile negoziato russo-ucraino e in cui la guerra Usa-Iran riprende, per quanto a minore intensità rispetto a febbraio-aprile? <strong>Se ne parlerà, con ogni probabilità, nel meeting Zelensky-Trump</strong> alla Casa Bianca il prossimo 28 luglio. Il presidente ucraino giungerà da Trump dopo essere andato ai funerali del Senatore Lindsey Graham e il giorno dopo che da The Donald sarà passato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, leader che sull&#8217;indebolimento dell&#8217;Iran ha, come noto, costruito ben più di una strategia. E potrebbe dunque guardare con attenzione alle mosse di un&#8217;Ucraina divenuta strategica su più teatri.</p>



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		<title>I guai per la penisola arabica</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/i-guai-per-la-penisola-arabica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 00:28:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1133" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720184856578_4a1eb979f29c907d99e41efedf1b9ce8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720184856578_4a1eb979f29c907d99e41efedf1b9ce8.jpg 1133w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720184856578_4a1eb979f29c907d99e41efedf1b9ce8-177x300.jpg 177w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720184856578_4a1eb979f29c907d99e41efedf1b9ce8-604x1024.jpg 604w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720184856578_4a1eb979f29c907d99e41efedf1b9ce8-768x1301.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720184856578_4a1eb979f29c907d99e41efedf1b9ce8-906x1536.jpg 906w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260720184856578_4a1eb979f29c907d99e41efedf1b9ce8-600x1017.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1133px) 100vw, 1133px" /></p>
<p>Il cessate il fuoco aveva convinto anche i &#8220;falchi&#8221; dei Paesi della penisola arabica che premevano per una decisa risposta contro l&#8217;Iran dopo i raid di Teheran nella prima parte della guerra. La ripresa del conflitto ha adesso generato un certo nervosismo e c&#8217;è chi vuole tornare a premere per una partecipazione diretta ai raid &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/i-guai-per-la-penisola-arabica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/i-guai-per-la-penisola-arabica.html">I guai per la penisola arabica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il cessate il fuoco aveva convinto anche i &#8220;falchi&#8221; dei Paesi della penisola arabica che premevano per una decisa risposta contro l&#8217;Iran dopo i raid di Teheran nella prima parte della guerra. <a href="https://it.insideover.com/guerra/sesta-notte-di-fuoco-gli-stati-uniti-bombardano-liran-colpite-infrastrutture-civili-teheran-attacca-le-basi-usa.html">La ripresa del conflitto</a> ha adesso generato un certo <strong>nervosismo</strong> e c&#8217;è chi vuole tornare a premere per una partecipazione diretta ai raid contro l&#8217;Iran, ma non sono pochi coloro che nel segreto dei palazzi reali manifestano irritazione per il nuovo coinvolgimento nel conflitto.  <strong>Il nervosismo è sia verso Teheran che verso Washington</strong> ed è motivato dal fatto che nessuno riesce a trovare una soluzione e una via d&#8217;uscita. </p>



<p><strong>Kuwait</strong> e <strong>Bahrein</strong> sono i Paesi con i danni più significativi alle infrastrutture civili: lo scalo aereo internazionale di Kuwait City è stato gravemente danneggiato nei mesi scorsi, adesso il problema è garantire sicurezza agli impianti di erogazione idrica ed evitare nuovi guai con i dissalatori; a Manama invece, nella prima parte della guerra i droni iraniani hanno preso di mira diversi grattacieli, nelle ultime ore gli allarmi riguardano anche in questo caso dissalatori e opere civili strategiche. L&#8217;allerta è anche per <strong>Dubai, Abu Dhabi, Doha</strong>, mentre in <strong>Arabia Saudita </strong>si temono ritorsioni non solo da parte iraniana ma anche dagli <strong>Houthi </strong>dallo Yemen. La sensazione è che non è soltanto l&#8217;Iran a essere assediato, al contrario è l&#8217;intera regione a ritrovarsi nel bel mezzo di una bufera.</p>



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