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	<title>Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 16 Jul 2026 09:33:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Un elicottero russo Hind abbattuto nel Mali: l&#8217;avanzata della guerriglia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-elicottero-russo-hind-abbattuto-nel-mali-lavanzata-della-guerriglia-e-gli-alleati-francia-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 04:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[mali]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I successi ottenuti dai ribelli  potrebbero prefigurare il fallimento della strategia di penetrazione perseguita da Mosca nel continente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-elicottero-russo-hind-abbattuto-nel-mali-lavanzata-della-guerriglia-e-gli-alleati-francia-e-ucraina.html">Un elicottero russo Hind abbattuto nel Mali: l&#8217;avanzata della guerriglia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/wagner-russia-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane i Tuareg e le formazioni jihadiste del <strong>Mali</strong> hanno condotto una serie di attacchi coordinati contro le posizioni sostenute dalle forze armate della giunta militare guidata dal generale Assimi Goïta a Bamako e dall’Africa Corps inviato dalla Federazione Russa, ottenendo successi in tutto il territorio e <strong>abbattendo un elicottero da attacco Mi-24P “Hind”</strong> operato dall’<strong>Africa Corp</strong>s in un&#8217;azione di guerriglia di rilevante portata – per le capacità dimostrate – che ricorda le spiazzanti vittorie ottenute dai mujaheddin in <a href="https://it.insideover.com/guerra/30-anni-ritirata-armata-rossa-afghanistan.html">Afghanistan</a>.</p>



<p>L’ondata di attacchi sferrati dalle formazioni ribelli – che a quanto pare hanno anche catturato attrezzature militari appartenenti sia alla giunta che alle forze paramilitari russe – riguarda una grande parte del Mali, comprese aree a Est della capitale Bamako, <strong>assaltando un convoglio</strong> che trasportava oltre 200 combattenti russi e più di 100 soldati maliani. Le informazioni, riportate con zelo dalle fonti ucraine che potrebbero fiancheggiare queste formazioni di miliziani in una campagna di guerriglia che ricorda molto le guerre parallele delle guerre mondiali, da Lawrence d’Arabia in poi, mostrano come Mosca, dopo aver perso posizioni rilevanti in Siria, rischi di perdere terreno anche <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-le-milizie-jihadiste-assediano-bamako-lafrica-corp-russo-non-basta.html">terreno nel Mali</a> data l’incapacità di fronteggiare i jihadisti maliani e i gruppi indipendentisti che si sono uniti per rovesciare la giunta militare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">1<a href="https://x.com/hashtag/Mali?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Mali</a> Altra grande offensiva del FLA e di JNIM, simile a quella del 25/04. La città di Anèfif, nel nord, è caduta e le truppe dell&#39;Afrika Korps e delle FAMa che non sono state uccise o catturate hanno ripiegato nella base, che rimane circondata e sotto il controllo dei Tuareg.… <a href="https://t.co/K8KAhGGemn">pic.twitter.com/K8KAhGGemn</a></p>&mdash; Majakovsk (@Majakovsk73) <a href="https://x.com/Majakovsk73/status/2073499217461436775?ref_src=twsrc%5Etfw">July 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Stando a quanto riportato da fonti dirette dell’agenzia <em>Reuters</em>, il gruppo affiliato ad <strong>Al Qaeda Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin</strong> (JNIM), il ramo saheliano di Al-Qaeda, e il gruppo ribelle guidato dai Tuareg, il <strong>Fronte di Liberazione dell’Azawad </strong>(FLA), hanno sferrato attacchi contro posizioni dell’esercito in tutto il Mali a partire dalla fine di aprile, mettendo nel mirino l’aeroporto della capitale Bamako, figure apicali della giunta militare e colpendo ovunque si presenti la possibilità. L’Africa Corps russo sta supportando l’esercito del Mali nella lotta contro le insurrezioni dal 2012. Per anni, i jihadisti del JNIM e i combattenti indipendentisti del FLA hanno nutrito un “<em>odio mortale l’uno per l’altro</em>“, <a href="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2026/07/07/how-malian-jihadists-and-pro-independence-groups-joined-forces-to-overthrow-the-junta_6755235_124.html?srsltid=AfmBOoo3kczdu2PHGBxq0DL-lq1Pd8_nHyVcP7TfP-DfbsE4DA7FaA_M">riporta</a> <em>Le Monde</em>, ma a quanto pare hanno “<em>messo da parte le loro divergenze per affrontare il nemico comune: la giunta militare al potere a Bamako</em>“. A dimostrazione di questo fatto vi sono i successi ottenuti sul campo, che hanno visto <strong>tra gli ultimi obiettivi il convoglio diretto verso la città settentrionale di Anefis,</strong> dove i combattimenti persistono da una settimana, e l’abbattimento di un elicottero d’attacco con lanciarazzi spalleggiabili che dimostrano una “capacità” elevata nel fronteggiare la spedizione russa che, almeno sulla carta, dovrebbe essere meglio addestrata e meglio armata.</p>



<p>Negli ultimi due mesi e mezzo dell’ampia offensiva congiunta, <strong>la nuova formazione ribelle ha conquistato Kidal, nel Nord del Mali, e ucciso il generale Sadio Camara, ministro della Difesa e numero due del regime militare,</strong> sferrando attacchi simultanei contro posizioni nel Nord, nel Centro e nel Sud del Paese, comprese le linee di collegamento che portano alla città di Anéfis, a circa 120 chilometri a Sud di Kidal, dove gli ausiliari russi si sono trincerati in un accampamento militare. Secondo gli analisti che studiano i movimenti sul campo, la perdita di una città come Anéfis rappresenterebbe un “<em>duro colpo per la giunta di Goïta</em>“, essendo l’ultima grande base maliana nella regione di Kidal – una roccaforte dei ribelli tuareg – e un “<em>checkpoint strategico sulla strada per Gao</em>“. Secondo Reuters, sono stati segnalati attacchi coordinati in diverse città del Mali, tra cui Gao, Anefis, Aguelhok, Sévaré e Kéniéroba.</p>



<p>Le imboscate tese dai ribelli tuareg e dai qaedisti e l’abbattimento di un elicottero d’attacco corazzato “Hind” in dotazione ai governativi dimostrano le capacità maturate da queste formazioni, che vengono immortalate nei video diffusi sui social con un discreto numero di <strong>mitragliatrici medie PKM </strong>(abbreviazione di Mitragliatrice Kalašnikov Modernizzata) di fabbricazione russa, ma che dispongono anche di lanciarazzi spalleggiabili, forse armi catturate in precedenza durante l’assalto di altri convogli paramilitari russi appartenenti al Corpo d’Armata Africa russo, spesso riportato Afrika Corps, che ha sostituito il Gruppo Wagner come principale forza militare russa a supporto della giunta militare al potere in Mali dal ritiro delle truppe francesi. </p>



<p>Secondo gli osservatori militari, tuttavia, il filmato dell’abbattimento dell&#8217;Hind suggerisce l’impiego di un <strong>cannone antiaereo ZU-23 da 23 mm montato su un pick-up.</strong> La perdita dell&#8217;elicottero segue diversi incidenti precedenti che hanno coinvolto velivoli russi in Mali. Ad aprile, i ribelli hanno affermato di aver abbattuto un elicottero da trasporto Mi-8 gestito dalla Russia vicino a Gao e di aver catturato un Mi-24P dell&#8217;Aeronautica militare maliana, originariamente fornito dalla Russia. A giugno, un altro attacco ha preso di mira elicotteri Mi-24 presso la base aerea di Mopti.</p>



<p>Le dinamiche dell’azione hanno dimostrato un elevato livello di sofisticatezza dell’attacco. Infatti, le milizie tuareg hanno teso inizialmente un’imboscata al nutrito convoglio delle FAMa e dell&#8217;Africa Corps, impegnato in una duplice attività di rafforzamento degli avamposti governativi e di conquista di villaggi nella turbolenta regione di Kidal, roccaforte delle milizie tuareg maliane. Secondo le informazioni disponibili, i guerriglieri impegnati nell’attacco erano circa un migliaio, pesantemente armati e coadiuvati da droni. Oltre alle vittime, l’assalto è costato alle truppe governative e all&#8217;Africa Corps la perdita di decine di mezzi, inclusi due elicotteri.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The good news from Mali keeps coming!<br>Tuareg rebels from the FLA have shot down a Russian Mi-24 helicopter belonging to the ‘African Corps’ and successfully ambushed a convoy. Russian casualties, POWs, and chaos among the Wagner successors. <a href="https://t.co/FI5aEjj6T3">pic.twitter.com/FI5aEjj6T3</a></p>&mdash; Jürgen Nauditt 🇩🇪🇺🇦 (@jurgen_nauditt) <a href="https://x.com/jurgen_nauditt/status/2073826532980556091?ref_src=twsrc%5Etfw">July 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I continui successi ottenuti dai ribelli contro le formazioni paramilitari russe indicano il progressivo indebolimento dell&#8217;Africa Corps e potrebbero prefigurare il fallimento della strategia di penetrazione economica, politica e militare perseguita da Mosca nel continente. Di particolare interesse è stata la pubblicazione, da parte del&nbsp;<em>Kyiv Post</em>, di una fotografia che ritraeva miliziani tuareg insieme a uomini armati stranieri intenti a esibire una bandiera ucraina. Nello stesso articolo, il quotidiano riportava anche dichiarazioni del GUR, il <strong>Direttorato principale dell&#8217;intelligence del Ministero della Difesa ucraino</strong>, relative al sostegno fornito ai combattenti tuareg. Non si tratta di un episodio isolato. Già dal settembre 2023, infatti, unità delle Forze Speciali ucraine operavano in <strong>Sudan</strong>, dove sono state impegnate in azioni di disturbo e contrasto del gruppo Wagner. La presenza di un distaccamento di forze speciali e membri dell&#8217;<strong>intelligence di Kiev</strong> in Africa conferma sia la dimensione globale del confronto con la Russia, ormai esteso ben oltre il teatro dell&#8217;Europa orientale, sia le capacità del GUR di condurre operazioni in un ambiente distante e complesso come quello africano, che ricalca le strategie di &#8220;supporto della guerriglia&#8221; per colpire gli interessi di un avversario al fine di disimpegnare risorse da quello che è considerato il fronte principale, contrastare i suoi piani o semplicemente ingaggiare le sue forze per produrre un effetto psicologico.</p>



<p>È tuttavia plausibile ipotizzare che lo sviluppo di tali capacità, così come le attività condotte in Sudan e in Mali, sia stato agevolato dal supporto di servizi d&#8217;intelligence e Ministeri della Difesa di Paesi terzi. Verosimilmente, entità con una consolidata esperienza operativa nel Sahel e nell&#8217;Africa orientale, <strong>come la Francia, estremamente vicina alla causa ucraina</strong>, potrebbero aver giocato in ruolo importante in questo scenario. In questo contesto, è ragionevole attendersi un incremento delle attività ibride e non convenzionali contro gli interessi russi nel continente, con l&#8217;obiettivo di eroderne l&#8217;influenza e aumentarne i costi di permanenza. </p>



<p>Il Cremlino, infatti, ha mostrato crescenti difficoltà nel sostenere efficacemente i governi africani nella lotta contro insorgenza e terrorismo, esponendo al contempo le proprie forze a elevati livelli di attrito. Per tale ragione, il modello di penetrazione russa fondato sul sostegno militare e politico alle giunte locali in cambio dell&#8217;accesso a concessioni minerarie, inizia ad evidenziare i suoi limiti e le criticità che altre vecchie potenze coloniali hanno già riscontrato, abbandonando il campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-elicottero-russo-hind-abbattuto-nel-mali-lavanzata-della-guerriglia-e-gli-alleati-francia-e-ucraina.html">Un elicottero russo Hind abbattuto nel Mali: l&#8217;avanzata della guerriglia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prymary, il commando ucraino che ha messo nel mirino la Crimea</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/prymary-il-commando-ucraino-che-ha-messo-nel-mirino-la-crimea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 05:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Forze Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1140" height="760" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x.jpg 1140w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></p>
<p>Le installazioni militari russe in Crimea sono prese di mira dagli operatori di una delle unità d’élite dell’intelligence militare ucraina. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/prymary-il-commando-ucraino-che-ha-messo-nel-mirino-la-crimea.html">Prymary, il commando ucraino che ha messo nel mirino la Crimea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1140" height="760" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x.jpg 1140w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/2o5mkswJtr6wiSf3efGdkvAWqu4Dt9eFDKyUeZ6x-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></p>
<p>Furtivi e letalmente precisi, i droni d’attacco kamikaze carichi di esplosivo continuano violare i perimetri di aeroporti e installazioni militari russe in <strong>Crimea</strong>, colpendo asset rilevanti per i sistemi di difesa e logistica schierati da Mosca.</p>



<p>A guidarli, secondo quanto emerge dai filmati diffusi, sarebbero gli operatori del commando <strong>Prymary</strong>, una delle unità d’élite dell’intelligence militare ucraina, il <strong>GUR</strong>. Un’azione che riporta sotto i riflettori l’efficacia delle operazioni di commando, una specialità che l’Ucraina, dopo quasi quattro anni di conflitto, ha progressivamente affinato su terra e sul mare, seguendo una tradizione che affonda le radici nella dottrina delle forze speciali occidentali.</p>



<p>Il gruppo Prymary, che fa capo alla<strong> Direzione principale dell’Intelligence</strong> di Kiev, ha recentemente rivendicato una serie di attacchi condotti contro asset russi dislocati presso la base aerea di Kacha, nella penisola di Crimea. Le immagini diffuse mostrano <strong>droni FPV </strong>lanciati contro obiettivi di alto valore, ripresi durante la fase finale dell’attacco con la tipica visuale in prima persona. Tra i bersagli colpiti compaiono un aereo da trasporto Antonov An-26, nome in codice Nato &#8220;Curl&#8221;, <strong>sistemi radar e apparati di difesa aerea</strong>, tra cui componenti essenziali per una batteria di missili antiaerei S-300. Particolarmente significativa sarebbe stata la distruzione di un radar multibanda &#8220;Nebo-M&#8221;, considerato un &#8220;nodo chiave&#8221; della rete di sorveglianza russa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ukraine&#39;s Defense Intelligence “PRYMARY” special forces unit unleashed precision strikes deep into Russian-occupied Crimea.<br><br>The operation targeted:<br><br>— Russian An-26 military transport aircraft<br>— 64N6E Big Bird radar<br>— Nebo-M mobile radar complex <a href="https://t.co/Y60z9wyjOV">pic.twitter.com/Y60z9wyjOV</a></p>&mdash; STRATCOM Bureau (@stratcombureau) <a href="https://twitter.com/stratcombureau/status/1999476466174820823?ref_src=twsrc%5Etfw">December 12, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo le informazioni fornite dall’<strong>intelligence ucraina</strong>, nell’arco di due settimane l’unità Prymary avrebbe neutralizzato almeno otto obiettivi rilevanti in Crimea. L’elenco comprende, oltre a un bombardiere Su-24, antenne radar protette da cupole radiotrasparenti, una stazione “Kasta-2E2”, un drone MALE &#8220;Orion&#8221;, due radar “Podlyot” e un convoglio ferroviario carico di rifornimenti. Un <em>modus operandi</em> che richiama le classiche azioni di sabotaggio condotte dalle &#8220;<em>unità irregolari</em>&#8221; del passato, quando <strong>colpire le linee logistiche del nemico</strong> era spesso più efficace che affrontarlo frontalmente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ukrainian forces of the &quot;Prymary&quot; group struck two valuable targets in Russian-occupied Crimea. A Russian Kasta-2E2 radar system as well as 96L6 radar unit of the S-400 air defence system were struck. <a href="https://t.co/aLjzeoCrLz">pic.twitter.com/aLjzeoCrLz</a></p>&mdash; (((Tendar))) (@Tendar) <a href="https://twitter.com/Tendar/status/2000260459254178024?ref_src=twsrc%5Etfw">December 14, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La Prymary è considerata una formazione specializzata in operazioni di sabotaggio ad alto rischio, con un profilo simile a quello del <strong>Gruppo 13</strong> – noto per l’impiego di <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-continuano-la-guerra-asimmetrica-nel-mar-nero.html">droni navali nel Mar Nero</a> e specialmente lungo le coste della Crimea, dove basi navali, unità da guerra alla fonda e infrastrutture sono regolarmente messe nel mirino dei <strong>droni Usv Magura </strong>e <strong>Sea Baby </strong>usati come &#8220;<em>barchini esplosivi</em>&#8221; – e del Reggimento Kraken. Il reparto opera sotto un emblema simbolico: <a href="https://gur.gov.ua/en/content/symbols.html">un gufo che trafigge la Russia </a>con una spada, immagine che molti analisti interpretano come una risposta diretta alle Spetsnaz russe, tradizionalmente rappresentate da un pipistrello. Il gufo che compare dei video diffusi dall&#8217;intelligence ucraina che mostrano le &#8220;<em>gesta</em>&#8221; di Prymary, ha un aspetto decisamente futuristico: da videogame.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="613" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-15-alle-16.16.37-1024x613.jpg" alt="" class="wp-image-497948" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-15-alle-16.16.37-1024x613.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-15-alle-16.16.37-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-15-alle-16.16.37-768x460.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-15-alle-16.16.37-1536x919.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-15-alle-16.16.37-600x359.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-15-alle-16.16.37.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il gufo dell&#8217;unità Prymary che compare nei video diffusi dall&#8217;intelligence ucraina </em></figcaption></figure>



<p>In una <a href="https://it.insideover.com/guerra/zelensky-a-berlino-con-witkoff-e-merz-lucraina-rinuncia-alla-nato-e-lue-litiga-sugli-asset-russi.html">fase estremamente delicata</a> del conflitto, risultati di questo tipo assumono anche un valore simbolico. Le incursioni condotte dalle <strong>unità di commando</strong>, pur non incidendo in modo decisivo sull’equilibrio strategico complessivo, contribuiscono a mantenere alto il morale ucraino, soprattutto mentre Kiev rischia di perdere parte del sostegno politico e militare statunitense. Le operazioni mirate dimostrano come le forze d’élite ucraine siano ancora in grado di <strong>destabilizzare l’apparato militare russo</strong> nei territori &#8220;occupati&#8221;, anche in un contesto in cui i più ampi attacchi con droni e armi di precisione vengono dichiarati in gran parte intercettati dalla difesa di Mosca.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Footage has been released by the Security Service of Ukraine (SBU) showing a first-of-its-kind underwater drone attack against the Russian port of Novorossiysk on the Black Sea using “Sea Baby” Unmanned Surface Vehicles, with at least one striking and causing significant damage… <a href="https://t.co/OMblxDCWUc">pic.twitter.com/OMblxDCWUc</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2000598206179352910?ref_src=twsrc%5Etfw">December 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Nelle scorse ore il Servizio di sicurezza ucraino, <strong>SBU</strong>, ha diffuso un filmato che mostra un &#8220;<strong>attacco di nuovi droni sottomarini</strong>&#8221; sferrato contro il porto russo di Novorossiysk , sempre sul Mar Nero, che ha causato danni significativi a un sottomarino d&#8217;attacco diesel-elettrico di <strong>classe Kilo</strong> della flotta russa.</p>



<p>Ma sono appunto vittorie marginali, successi di contorno, mentre la pressione militare e diplomatica si intensifica. Da un lato, infatti, la Russia continua a colpire le infrastrutture energetiche ucraine nel tentativo di logorare la popolazione civile; dall’altro, i negoziatori statunitensi spingono Kiev ad <strong>accettare compromessi territoriali sul Donbass</strong> per aprire la strada a un accordo con il Cremlino.</p>



<p>In questo scenario, le <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-corsara-alla-flotta-fantasma-russa-degli-007-ucraini.html">azioni dei commando ucraini</a> continuano a dimostrare  coraggio, capacità e tenacia della Difesa ucraina, e restano uno strumento tattico efficace e una dimostrazione di resilienza, ma <strong>difficilmente possono compensare</strong>, da sole, il peso crescente delle <strong>dinamiche politiche</strong> e<strong> strategiche</strong> del conflitto.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento da parte delle unità d&#8217;élite decideranno le sorti delle guerre attuali e future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/prymary-il-commando-ucraino-che-ha-messo-nel-mirino-la-crimea.html">Prymary, il commando ucraino che ha messo nel mirino la Crimea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il tempo della memoria: Srebrenica, Gaza e Ucraina al Sarajevo Film Festival</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-tempo-della-memoria-srebrenica-gaza-e-ucraina-al-sarajevo-film-festival.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 08:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1168" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival.jpg 1168w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1168px) 100vw, 1168px" /></p>
<p>La guerra, le memoria e il ricordo, sono una lezione per il presente al Sarajevo Film Festival: Ucraina, Palestina, Srebrenica raccontano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1168" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival.jpg 1168w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1168px) 100vw, 1168px" /></p>
<p>Tra le attività culturali e artistiche più interessanti dell’estate nell’Europa centro-orientale, anche quest’anno il mese di agosto è stato animato dal <strong><a href="https://www.sff.ba/en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival del cinema di Sarajevo. </a></strong>Un festival che non solo racchiude ed elogia la cinematografia dei Paesi dell’area balcanica, ma diventa anche <strong>un luogo d’incontro tra Oriente e Occidente e un’occasione di cooperazione, unione e scoperta.</strong> Avviato a partire dal 1995, proprio quando Sarajevo era sotto assedio durante la guerra di Bosnia, dopo la dissoluzione della ex Jugoslavia, quest’anno è giunto alla sua<strong> 31esima edizione, </strong>ospitando pellicole di oltre venti Paesi europei e non.</p>



<p>Tantissimi i film le premiere internazionali, così come i grandi volti del cinema, gli artisti e i cineasti ospiti nell’edizione di quest’anno. Tra gli altri, presenti nella sfilata sul red carpet ospiti dal calibro di <strong>Willem Dafoe, Ray Winstone, ma anche il regista ucraino Sergei Losnitsa, così come Paolo Sorrentino che si è aggiudicato il <em>Cuore onorario di Sarajevo</em>.</strong> Un evento unico che ogni anno anima la capitale bosniaca con decine di eventi, feste a tema, ma che soprattutto dedica molto <strong>spazio alle tematiche sociali e alla memoria </strong>visto che proprio qui, a Sarajevo, come nel resto della Bosnia Erzegovina, gli anni Novanta, non poi così distanti, sono stati segnanti da una dolorosa e sanguinaria guerra.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Willem-Dafoe-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-482909" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Willem-Dafoe-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Willem-Dafoe-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Willem-Dafoe-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Willem-Dafoe-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Willem-Dafoe-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Willem Defoe sul red carpet del Sarajevo Film Festival 2025</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Proprio quest’anno è stato infatti commemorato il <strong>trentennale del genocidio di <a href="https://it.insideover.com/tag/srebrenica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Srebrenica</a>, accaduto l’11 luglio del 1995,</strong> quando le truppe dell’esercito serbo, guidate dal generale <strong>Ratko Mladić</strong>, entrarono nella piccola cittadina di confine, tra Bosnia e Serbia, nonostante fosse stata dichiarata <em>safe area </em>dalla comunità internazionale, uccidendo oltre 8.000 persone di etnia bosniacca. Per questo, l’eredità di quel doloroso passato è stata testimoniata e raccontata anche nel corso del Festival, cercando di lanciare un messaggio di monito per il presente. Un presente che è tristemente segnato, come trent’anni fa, da due sanguinose guerre, <a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-2.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in Ucraina</a> e in Medio Oriente, dove si sta consumando un altro <a href="https://it.insideover.com/tag/genocidio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">genocidio</a>. Nonostante la difficoltà di affrontare sullo schermo un tema complesso come la guerra, i<strong>l Sarajevo Film Festival è riuscito a creare spazi di dialogo e confronto, dando un senso di consapevolezza collettiva </strong>e invitando gli ospiti e gli spettatori ad accettare l’eredità del passato, come un segnale per il presente. Noi, presenti al festival, vi raccontiamo la nostra esperienza e le nostre impressioni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Paolo-Sorrentino-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-482910" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Paolo-Sorrentino-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Paolo-Sorrentino-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Paolo-Sorrentino-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Paolo-Sorrentino-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Paolo-Sorrentino-red-carpet-Sarajevo-Film-Festival-2025-Bosnia-Herzegovina.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Paolo Sorrentino, tra i vincitori del Cuore onorario del Sarajevo Film Festival 2025</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong> </strong>“The Srebrenica Tape” di Chiara Sambuchi</h2>



<p>Numerose sono state le pellicole selezionate, dedicate proprio alla guerra in Bosnia e a Srebrenica, cercando di ricostruire la memoria collettiva attraverso un mosaico di testimonianze. Tra i film selezionati, anche <strong>il documentario della regista italiana Chiara Sambuchi: <em>The Srebrenica Tape. From Dad to Alisa</em> (2025)</strong>, presentato in anteprima, nel mese di settembre è in arrivo sugli schermi anche in Italia. Il tema, come preannunciato, è la guerra, raccontata però da una prospettiva inedita: quella dell’amore di un padre per una figlia.</p>



<p><strong>“Mia madre era serba, mio padre bosniaco. Non ce n’è mai importato nulla fino a che la Jugoslavia non è crollata”</strong>, racconta Alisa, vero nome della protagonista. Oggi 39enne, vissuta tra Italia e Stati Uniti, per un inaspettato caso del destino Alisa si ritrova ad avere tra le mani una vecchia videocassetta VHS recapitata da chissà chi al nonno, in cui <strong>il padre Sejfo, un uomo bosniaco e musulmano, si è filmato ripetutamente nei suoi ultimi mesi di vita</strong>, cercando di lasciare una traccia di sé, della casa di famiglia, dell’infanzia, dei giochi e della spensieratezza della vita a Srebrenica, fino alla consapevolezza che da quella guerra non uscirà più vivo. Non una fiction, dunque, ma una storia massimamente reale, dove la regista, attraverso i preziosi filmati e le testimonianze di alcuni sopravvissuti al 1995 che Alisa incontra, presenta un quadro inaspettatamente vivo di quei momenti terribili tra il 1992 e il 1995, che svela però anche <strong>l’umanità dei civili, che per senso d’identità e amor di patria non hanno mai voluto lasciare le proprie case a Srebrenica, andando incontro alla morte.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="891" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-891x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-482911" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-891x1024.jpeg 891w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-261x300.jpeg 261w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-768x883.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-1337x1536.jpeg 1337w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-600x690.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina.jpeg 1782w" sizes="auto, (max-width: 891px) 100vw, 891px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Locandina del documentario </em>The Srebrenica Tape <em>di Chiara Sambuchi</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Una testimonianza lacerante e malinconica, in cui appaiono anche molti dei bambini bosniaci di Srebrenica, che privati di ogni cosa, dei vestiti, ma anche dei giochi e dei dolci, si affidano ai giovani e inesperti soldati olandesi dell’Onu, i cosiddetti “caschi blu”, che chiamano “Mister Bombona” (“Mister Candy”) dato che sono gli unici a dare loro i pochi dolciumi disponibili. Il padre di Alisa, intanto, in un gesto disperato rassicura, consapevole del suo destino: <strong>“Non preoccuparti, ci vediamo presto… Non dimenticare tuo padre. Ricorda che hai un padre, che ti vuole bene. Sei forte e ce la farai da sola”</strong>. Un documentario articolato in trent’anni di vita, che riesce a ricostruire una famiglia spezzata, ma che soprattutto umanizza un evento come il genocidio di Srebrenica, che per questo non sarà mai dimenticato. In uscita ufficiale a settembre, sarà visibile in diverse sale a Milano e non solo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="573" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-From-Dad-To-Alisa-1024x573.jpeg" alt="" class="wp-image-482912" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-From-Dad-To-Alisa-1024x573.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-From-Dad-To-Alisa-300x168.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-From-Dad-To-Alisa-768x430.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-From-Dad-To-Alisa-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-From-Dad-To-Alisa-600x336.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/The-Srebrenica-Tape-film-2025-premiere-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-From-Dad-To-Alisa.jpeg 1298w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">In memoria di Fatma Hassona, uccisa a Gaza</h2>



<p>Tra le pellicole più dure, ma proprio per questo necessarie, presentate in grande anteprima al Sarajevo Film Festival, anche <em>Put Your Soul on Your Hand and Walk</em>, anche in questo caso, in uscita ufficiale a settembre 2025 in Francia e poi nel resto del mondo. <strong>Un documentario della regista iraniana Sepideh Farsi che racconta la tragica storia di vita, arte e morte di Fatma Hassona</strong>. Il nome potrebbe non essere immediatamente riconoscibile, ma vedendo i filmati, il volto sorridente di Fatma, con il suo hijab color verde menta, è diventato – tristemente – un rimando immediato. <strong>Fatma era infatti una giovane repoter, artista, fotografa, autrice di poesie, appena 25enne di Gaza,</strong> che dall’inizio dell’assedio dell’Idf dal 7 ottobre 2023, ha raccontato con coraggio la brutale quotidianità del massacro in Palestina.</p>



<p>Fatma era sempre rimasta in prima linea, con la sua fotocamera e, caricabatterie permettendo, il suo telefono, nel raccontare la vita a Gaza, con la penuria di cibo e di acqua, la mancanza di elettricità, la sensazione costante di avere bombe che esplodo sopra la testa, ma anche la forza di andare avanti, nonostante tutto, sperando in un futuro migliore, come qualsiasi altra ragazza di 25 anni:<strong> “Hanno ucciso 2-3 persone ieri. Qui è la normalità. Ci siamo abituati”, sorride in un frammento, sognando di visitare l’eterna Roma.</strong></p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="836" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-cinema-poster-836x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-482913" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-cinema-poster-836x1024.jpeg 836w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-cinema-poster-245x300.jpeg 245w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-cinema-poster-768x941.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-cinema-poster-600x735.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Put-Your-Soul-On-Your-Hand-And-Walk-film-Gaza-2025-Fatma-Hassona-Sepideh-Farsi-Sarajevo-Film-Festival-Bosnia-Herzegovina-cinema-poster.jpeg 1135w" sizes="auto, (max-width: 836px) 100vw, 836px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Locandina di </em>Put Your Sould On Your Hand And Walk<em> di Sepideh Farsi, dedicato alla storia di Fatma Hassona</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Nel progetto iniziale di Sepideh Farsi, dissidente iraniana che ha lasciato il suo Paese a causa della guerra oltre tre decenni fa, vi era la “semplice” idea di raccontare Gaza con gli occhi di Fatima, attraverso le sue video testimonianze: videochiamate, fotografie, riprese, raccolte in oltre un anno, che avevano valso al progetto una <strong>selezione al prestigioso Festival del Cinema di Cannes 2025</strong>, tanto da far sognare a Fatma di poter partecipare, assieme a suo padre, alla premiere sul red carpet. Purtroppo, il suo destino è andato diversamente: <strong>il 16 aprile scorso le forze armate israeliane hanno bombardato la casa di Fatma, uccidendola assieme ad altri dieci membri della sua famiglia, rompendo per sempre quel sogno</strong>.</p>



<p>Così, il documentario di Sepideh Farsi è diventato la sua ultima traccia in vita, a onorare la sua memoria e il suo coraggioso lavoro, fatto di sacrifici continui e privazioni, ma sempre e comunque grande dedizione. “Resto a Gaza perché il mio tutto è qui. La mia casa, la mia famiglia, i miei cari, i miei amici, le mie cose. Non ho altro, non voglio andarmene. Spero che un giorno tutto questo finisca”. Una pellicola straziante, che lacera e rende inerme lo spettatore, ma che proprio per il suo profondo significato è in grado di scuotere dal generale intorpidimento collettivo, facendo realizzare quanto alcuni eventi che sembrano tanti distanti da noi, sono in realtà incredibilmente vicini.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Fatma-Hassona-reporter-Gaza-2025.jpg" alt="" class="wp-image-482914" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Fatma-Hassona-reporter-Gaza-2025.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Fatma-Hassona-reporter-Gaza-2025-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Fatma-Hassona-reporter-Gaza-2025-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Fatma-Hassona-reporter-Gaza-2025-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Fatma-Hassona-reporter-Gaza-2025-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Fatma Hassona, reporter e fotografa tra le rovine di Gaza</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Il volto quotidiano della resistenza ucraina</h2>



<p>Al centro della cornice del Sarajevo Film Festival emerge poi <strong><em>Militantropos</em> </strong>(uscito nel maggio 2025 e distribuito in Europa in questi mesi),<strong> pellicola indipendente del collettivo ucraino Tabor</strong> (Yelizaveta Smith, Alina Gorlova e Simon Mozgovyi), presentato anche a Cannes 2025. Il titolo fonde etimologicamente le radici “milit” (“militare, soldato” in latino) e “anthropos” (“umano” in greco), per evocare la figura di un essere umano profondamente segnato dalla guerra. In questo contesto, <strong>la guerra in Ucraina non viene analizzata e vista solo come un evento storico o politico, ma diventa parte dell’esistenza stessa dei protagonisti.</strong></p>



<p>Militantropos non privilegia i toni patriottici o una narrazione “convenzionale”, ma adotta piuttosto un approccio poetico e riflessivo: attraverso<strong> immagini evocative e silenzi carichi di tensione</strong>, il film ricostruisce la vita quotidiana in tempo di guerra. I bambini giocano tra i fiori e le trincee, gli agricoltori arano accanto ai campi di battaglia, i carri militari distrutti vengono trasformati in superfici artistiche. La cinepresa non narra di fantasmagorici eroismi, ma di una piccola resilienza quotidiana. Un racconto visivamente raffinato, che rompe la distanza tra tragedia e vita ordinaria, dipingendo la guerra attraverso i volti, i luoghi e i gesti che la attraversano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Militantropos-film-Ucraina-2025-guerra.jpg" alt="" class="wp-image-482915" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Militantropos-film-Ucraina-2025-guerra.jpg 819w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Militantropos-film-Ucraina-2025-guerra-240x300.jpg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Militantropos-film-Ucraina-2025-guerra-768x960.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Militantropos-film-Ucraina-2025-guerra-600x750.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Locandina di </em>Militantropos<em>, del collettivo ucraino Tabor</em></figcaption></figure>
</div>


<p>In un’epoca segnata da conflitti che si ripetono e memorie che rischiano di essere dimenticate o manipolate, il Sarajevo Film Festival si conferma non solo come vetrina di cinema d’autore, ma come <strong>un prezioso spazio di testimonianza e resistenza. </strong>Attraverso storie intime e collettive, le voci che arrivano dai Balcani, ma anche da Gaza e dall’Ucraina, ci ricordano che il cinema può ancora essere uno strumento potente di memoria, empatia e verità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-tempo-della-memoria-srebrenica-gaza-e-ucraina-al-sarajevo-film-festival.html">Il tempo della memoria: Srebrenica, Gaza e Ucraina al Sarajevo Film Festival</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Per la pace gli Usa vogliono le terre rare da Kiev e vendere più armi agli europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/per-la-pace-gli-usa-vogliono-le-terre-rare-da-kiev-e-vendere-piu-armi-agli-europei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 11:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il piano di pace per mettere fine al conflitto russo-ucraino non è ancora pronto. Intanto aumentano le richieste degli Usa agli alleati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/per-la-pace-gli-usa-vogliono-le-terre-rare-da-kiev-e-vendere-piu-armi-agli-europei.html">Per la pace gli Usa vogliono le terre rare da Kiev e vendere più armi agli europei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250211153132278_16c78ce90efb6b89c3f83216d95e3ede-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia dell’amministrazione Trump sul conflitto russo-ucraino inizia a delinearsi, fra l’<strong>apertura di colloqui con la Russia, richieste esplicite avanzate agli alleati e l’abbandono integrale della logica con cui le scelte di Biden hanno sostenuto Kiev</strong> per un costo complessivo stimato a più di 65 miliardi di dollari per le casse statunitensi. Un piano che assume tratti per lo più transitori, ma non per questo meno incisivi, dal momento che la promessa di Trump di far terminare la guerra in Ucraina “in meno di 24 ore” una volta eletto, sembra incontrare più ostacoli del previsto soprattutto nei negoziati intavolati con Mosca.</p>



<p>E per questo, mentre il piano di pace ideato da Trump potrebbe richiedere alcuni mesi prima della sua eventuale attuazione, <strong>gli Stati Uniti cercano in diversi modi una massimizzazione dei propri interessi, per lo più economico-militari, dall’attuale situazione conflittuale sul territorio ucraino</strong>. Già nell’era Biden il conflitto produceva un contraccolpo economico positivo per l’industria e l’economia statunitensi. A causa della forte attenuazione dei rapporti economici ed energetici degli Stati europei con la Russia infatti, gli Stati Uniti hanno potuto alzare la propria quota di esportazioni di Gnl verso l’Europa fino a coprire il 70% del suo fabbisogno e diventare così il primo esportatore di Gnl al mondo nel 2024. Allo stesso modo, come dimostrato da un’inchiesta del <em>Wall Street Journal</em> del febbraio 2024, il 64% degli stanziamenti economici messi in campo da Washington per la sicurezza dell’Ucraina tornavano successivamente nell’indotto industriale della difesa statunitense.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La politica del dare-avere</h2>



<p>Il nuovo approccio di Trump ha però la priorità di <strong>sconfessare la gestione Biden della difesa di Kiev</strong> e, per farlo, la sua amministrazione ha già avanzato delle precise istanze agli alleati sull&#8217;onda di una dinamica politica di dare-avere. Rientra in questa nuova visione, ad esempio, <strong>la richiesta di accesso per le aziende statunitensi a “500 miliardi” di ricchezza sotto forma di terre rare e minerali dispersi sul suolo ucraino in cambio della continuità del sostegno militare</strong>, un’ipotesi che non è affatto disdegnata dal presidente ucraino Zelensky, che aveva già previsto un’apertura del genere verso il suo principale alleato quando alla Casa Bianca c&#8217;era ancora Joe Biden.</p>



<p>La <strong>Conferenza di Monaco sulla sicurezza</strong>, il 13 febbraio sarà l’occasione per un primo incontro fra i nuovi membri degli apparati di sicurezza statunitensi ed europei in cui gli Stati Uniti potrebbero “svelare” maggiori dettagli sul proprio piano di pace, diversi funzionari del governo Usa hanno avanzato <strong>una nuova strategia per rendere meno iniquo e squilibrato in sfavore di Washington il fardello del sostegno a Kiev: sostenere la difesa ucraina con armi statunitensi comprate dagli stati europei della Nato</strong>. Un’eventualità ancora non confermata ma nemmeno smentita da Keith Kellogg, inviato speciale Usa per l’Ucraina che sarà a Kiev il 20 febbraio, che ha affermato che nel piano di pace, ancora evidentemente non pronto, “tutto è ancora in gioco”, ma “gli Stati Uniti hanno sempre gradito vendere armi prodotte in America perché rafforzano la nostra economia”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contrasto con la Ue</h2>



<p>I tempi sono ancora poco maturi per trarre delle conclusioni attendibili sul futuro dell&#8217;Ucraina, ed è presumibile che nelle stanze del potere di Bruxelles e Washington si stiano svolgendo diversi colloqui di peso nel merito. Se le intenzioni statunitensi dovessero andare in porto però, <strong>sarebbe impossibile non constatare come una simile dinamica contraddica quanto avanzato a più riprese dalla presidente della Commissione europea Von der Leyen sull&#8217;obiettivo di istituire un’industria della difesa europea</strong> di “dimensioni continentali” in grado di rendere l’Unione più autonoma nelle future scelte strategiche. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/per-la-pace-gli-usa-vogliono-le-terre-rare-da-kiev-e-vendere-piu-armi-agli-europei.html">Per la pace gli Usa vogliono le terre rare da Kiev e vendere più armi agli europei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;incubo dei droni russi? Un aereo ucraino di cinquant&#8217;anni fa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lincubo-dei-droni-russi-un-aereo-ucraino-di-cinquantanni-fa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 07:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="696" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-600x348.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-1024x594.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-768x445.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un vecchio Yak-52 da addestramento si rivela particolarmente adatto per dar la caccia ai droni russi. Ecco perché.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lincubo-dei-droni-russi-un-aereo-ucraino-di-cinquantanni-fa.html">L&#8217;incubo dei droni russi? Un aereo ucraino di cinquant&#8217;anni fa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="696" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-600x348.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-1024x594.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/GPjRLLyXkAEeh74-e1719497285857-768x445.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Negli sterminati cieli dell&#8217;<strong>Ucraina</strong>, un piccolo aereo a elica con la classica configurazione ad ala bassa, che rimanda immediatamente il pensiero ai vecchi caccia della seconda guerra mondiale, è diventato un perfetto <strong>cacciatore di droni</strong> russi. Sulla carlinga di questo<strong> Yak-52</strong>, velivolo per l&#8217;addestramento primario dei piloti militari che risale all&#8217;era sovietica, progettato dallo Yakovlev Design Bureau e operativo dal 1976, sono comparse una sequenza di &#8220;<em><a href="https://www.difesaonline.it/mondo-militare/nellaeronautica-militare-si-torna-parlare-di-kill-scores-un-f-22-fotografato-con-15">kill scores</a></em>&#8220;, che, per chi non lo sapesse, sono il metodo preferito dai <strong>piloti da caccia</strong> per mostrare le vittorie confermate che hanno ottenuto in battaglia.</p>



<p>Sulla particolare livrea che è stata applicata all&#8217;aeroplano, un mix tra un vecchio schema mimetico con particolari della tipologia <em>MarPat</em>, sono apparsi i piccoli profili di <strong>dieci droni russi</strong> tra i quali possiamo <a href="https://www.twz.com/air/yak-52-kill-marks-hint-at-success-in-ukraines-drone-war">distinguere</a> almeno 7 droni da ricognizione del tipo Orlan-10, una coppia di droni Zala 421-16 e un drone di fabbricazione iraniana Mohajer-6. A dirla tutta compaio anche le sagome di un <strong>temporale</strong> e di un <strong>uccello</strong> che sembrerebbe un airone. Ma non possono essere considerati degli avversari da <em>dog-fight</em>. Si pensa più missioni complicate che hanno assistito ad un <em>bird-strike</em> e a una forte tempesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come nella guerra del passato</h2>



<p>Secondo diverse fonti, riportate da siti specializzati come <em>The War Zone </em>e <em>The Avionist</em>, l&#8217;addestratore dell&#8217;Aviazione Ucraina sarebbe stato dotato di <strong>mitragliatrici </strong>montate sopra le ali o sulla fusoliera &#8211; come si usava fare un tempo sui primi aerei da combattimento &#8211; per andare a &#8220;caccia&#8221; di droni russi grazie alle sua <strong>estrema manovrabilità</strong> e per merito della ridotta velocità che può mantenere a differenza di un jet, che non può sempre ingaggiare con facilità un oggetto volante di piccole dimensioni che, a causa della sua andatura, condurrebbe l&#8217;inseguitore verso manovre complesse al rischio di <strong>stallare</strong>.</p>



<p>Il video registrato da un UAV di sorveglianza russo che si è imbattuto nel &#8220;cacciatore di droni&#8221; mostra il membro dell&#8217;equipaggio che siede nell&#8217;alloggiamento posteriore mentre era intento ad &#8220;<strong>estrarre qualcosa</strong>&#8220;. Aprendo all&#8217;ipotesi che, proprio come agli <a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-caccia-ai-droni-cosi-cambia-la-guerra-nei-cieli.html">albori delle guerra aerea</a>, lo Yak-52 basi le sue reali capacità offensive sulle sole armi automatiche che vengono portate a bordo e impiegate dall&#8217;aviere che non è impegnato a pilotare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli aerei a turboelica come risorsa attuale</h2>



<p>In <a href="https://it.topwar.ru/175467-legkie-turbovintovye-shturmoviki-opyt-vetnama.html">passato</a>, aerei a turboelica come l&#8217;<strong>OV-10A </strong><em>Bronco</em> durante la Guerra del Vietnam, o più recentemente<strong> Embraer A-29</strong> <em>Super Tucano</em>, hanno dimostrato come determinate quanto antiquate caratteristiche possono rivelarsi estremamente utili nello svolgimento di compiti come il<strong> supporto alle truppe</strong> a terra o le <strong>missioni di controinsurrezione</strong>.</p>



<p>Quello degli Yak-52 ucraini, che sono stati utilizzati in passato anche per missioni di attacco leggero al suolo grazie alla capacità di trasportare su pod alari razzi e mitragliatrici, è decisamente un impiego nuovo e inatteso: missioni &#8220;<em>Slow Movers Intercept</em>&#8220;che al pari di altri adattamenti a una vasta gamma di sistemi d&#8217;arma stanno mostrando agli osservatori militari come <strong>vecchie tecnologie</strong> possano ovviare a <strong>problemi estremamente nuovi </strong>negli scenari attuali e futuri dei conflitti dei tre dominii tradizionali: Terra, Mare, Aria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lincubo-dei-droni-russi-un-aereo-ucraino-di-cinquantanni-fa.html">L&#8217;incubo dei droni russi? Un aereo ucraino di cinquant&#8217;anni fa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Odessa, l&#8217;ultimo baluardo dell&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/odessa-lultimo-baluardo-dellucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="863" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-600x432.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-768x552.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Odessa, il grande porto sul Mar Nero, è riuscita a respingere la flotta russa. Ma il Cremlino insiste, sa che senza conquistare la città non potrà vincere la guerra. </p>
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<p>Qual è il punto in cui, una volta piantata la bandiera, l’Ucraina o la Russia potrà dire di aver vinto la guerra? Per l’Ucraina è molto difficile dirlo, perché il presidente <strong>Zelensky</strong> e i suoi, nel periodo in cui la Russia sembrava in grossa difficoltà, hanno alzato di molto l’asticella: l’obiettivo dichiarato è tornare ai confini del 1991 (cioè riconquistare tutti i territori perduti, Crimea compresa), tanto da aver firmato, nell’ottobre del 2022, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/10/04/zelensky-firma-decreto-impossibile-negoziare-con-russia_9afaf20b-d15f-460a-a9c4-b964de098b2b.html">un decreto che di fatto vieta qualunque negoziato</a> finché alla presidenza della Russia ci sarà <strong>Vladimir Putin</strong>. Un obiettivo che, onestamente, pare irraggiungibile.</p>



<p>Un po’ più facile cercare quel punto per quanto riguarda la Russia. Noi non abbiamo mai creduto alla sciocchezza, pur molto ripetuta, secondo cui la Russia voleva/vuole prendersi l’Ucraina intera, e siamo sempre stati convinti che l’obiettivo vero dell’invasione fosse e sia <strong>prendersi tutta la fascia Est dell’Ucraina (Crimea ovviamente compresa), da Nord a Sud</strong>, privando così l’Ucraina di qualunque sbocco al mare, raggiungendo via terra la Transnistria, gettando un’ombra pesantissima sulla Moldavia e, di fatto, trasformando il Mar Nero in un comodo condominio con la Turchia, dopo aver ridotto il Mare di Azov a una specie di lago interno. In altre parole, ricreare quella <strong>Novorossija (Nuova Russia)</strong> che alla fine del Settecento scrisse un capitolo fondamentale dell’espansionismo russo verso i mari caldi, guidato dalle ambizioni di una grande imperatrice</p>



<p>Basta osservare una cartina per capire quale impatto geopolitico avrebbe la riuscita di un simile piano. Ma è altrettanto facile capire che, dopo oltre due anni di guerra, alla riuscita manca tuttora uno snodo di decisiva importanza: <strong>Odessa</strong>, fino a prima della guerra la quarta città dell&#8217;Ucraina con il suo milione di abitanti. Fondata nel 1794 dall’imperatrice di cui sopra, <strong>Caterina la Grande</strong>, la città ha una caratteristica impronta mediterranea dovuta, anche, al contributo offerto da numerosi italiani. Dal napoletano <strong>Giuseppe de Ribas</strong>, considerato uno dei veri artefici della nascita della città (sul luogo ove prima sorgeva un villaggio tataro) agli architetti <strong>Francesco Boffo</strong> (che realizzò la Scalinata Potjomkin, quella resa famosa del film di Ejzenstein) e <strong>Francesco Frapolli</strong> (il Teatro dell’Opera, Chiesa Troickaja). Qui si esibirono <strong>Ernesto Rossi ed Eleonora Duse</strong>, qui&nbsp;&nbsp;il musicista <strong>Eduardo di Capua</strong> e il poeta <strong>Giovanni Capurro</strong> composero&nbsp;<em>‘O sole mio</em>.&nbsp;</p>



<p>Proprio le vicende della statua di Caterina, che campeggiava nel centro della città, raccontano l’evoluzione contemporanea della città meglio di tanti trattati. Eretto nel 1900 a ricordo della sovrana fondatrice, il monumento fu smantellato nel 1920 dai bolscevichi, per essere ricostruito nel 2007. In quell’epoca, in Ucraina, fu considerato quasi un affronto: <strong>Viktor Jushchenko</strong> era diventato presidente nel 2004 sull’onda della Rivoluzione Arancione e con una piattaforma politica pro-Occidente e la ricomparsa della sovrana russa pareva addirittura una scelta di campo filorussa. Persino dopo il 2014, cioè dopo l’Euromaidan, la ribellione delle Repubbliche filo-russe del Donbass e la riannessione della Crimea alla Russia, i monumenti e la toponomastica associati alla Russia zarista non furono toccati. Cosa che invece è avvenuta nel maggio del 2023, <a href="https://www.rainews.it/video/2022/12/ucraina-rimossa-la-statua-di-caterina-la-grande-a-odessa-70326b78-a327-42e7-959d-3dc03803f7ad.html#:~:text=La%20statua%20di%20Caterina%20II,simboleggiano%20il%20passato%20imperiale%20russo.">quando il monumento fu rimosso</a> e i nomi di piazze e strade cambiati, a testimonianza di quanto brutalmente l’invasione russa abbia spezzato il legame che da sempre resisteva tra la città e la sua lontana origine russa.</p>



<p>Quel che più conta oggi, però, è quel che si diceva prima: <strong>senza prendere Odessa, la Russia non potrà mai dire di aver vinto.</strong> La chiave della resistenza della città, finora, è stato l’uso sapiente dei droni marini e aerei e dei missili da parte degli ucraini. Non si può prendere un porto senza disporre liberamente di una flotta. E la Flotta russa del Mar Nero è stata letteralmente decimata dai colpi sparati dall’Ucraina. Su 80 mezzi navali russi dispiegati in queste acque, gli ucraini ne avrebbero (le cifre esatte non si conoscono) affondati 25 e altri 15 avrebbero subito danni tali da costringerli a rientrare in porto per le riparazioni. <strong>Il caso più clamoroso è stato quello dell’incrociatore “Moskva”</strong>, 500 uomini di equipaggio, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/missile-o-incendio-perdita-dell-incrociatore-moskva-e-pesante-la-russia-AELe46RB">colpito e affondato da tre missili ucraini</a> il 13 aprile del 2022. Se si pensa che ancora nel 2016 il presidente turco Erdogan invitava la Nato, di cui la Turchia è Paese membro, a interessarsi di più del Mar Nero, a suo dire diventato “un lago russo”…</p>



<p>È ovvio che ai risultati ottenuti dagli artiglieri ucraini molto hanno contribuito le informazioni fornite dall’<em>intelligence</em>&nbsp;occidentale, in particolare con gli aerei e i droni (soprattutto l’MQ-9 Reaper degli Usa, uno dei quali è stato abbattuto da una caccia russo nel marzo del 2023) che sorvolano quasi senza sosta il Mar Nero. Resta però il fatto che gli ammiragli russi non sono riusciti a risolvere il rebus posto dalla combinazione di ricognitori e armi a lungo raggio impiegati dagli ucraini e dai loro alleati occidentali e <strong>hanno dovuto ritirarsi verso Est, allentando così la minaccia su Odessa</strong>. A testimonianza delle difficoltà, gli ormai numerosi avvicendamenti nei posti di comando. L’ultimo di pochi giorni fa, quando&nbsp;il vice ammiraglio <strong>Sergej Pinchuk</strong> è diventato il nuovo comandante della Flotta del Mar Nero.</p>



<p>Per stroncare la resistenza della città i russi hanno tentato diverse tattiche. Prima hanno bombardato le infrastrutture deputate allo stivaggio e alla spedizione della produzione cerealicola, una delle poche risorse rimaste all’export ucraino. Poi, però, con la collaborazione degli altri Paesi d’Europa e della Turchia (grande consumatrice di grano ucraino), Kiev è riuscita a trovare nuove rotte, lungo il Danubio ma anche nel Mar Nero, di nuovo grazie al fatto che le navi russe non potevano avvicinarsi più di tanto.</p>



<p>Ma i russi sanno benissimo che senza Odessa non sarà vera vittoria. In più, sono guerrieri pazienti, grandi incassatori, disposti a imparare dalle sconfitte. Così negli ultimi mesi hanno ricominciato a martellare Odessa ma con sistemi diversi: sciami di droni impegnano la contraerea ucraina, poi arrivano i missili <strong>lanciati da lunga distanza dai cacciabombardieri oppure dai due sottomarini </strong>che hanno cominciato a incrociare nelle acque davanti alla città. È stato uno di questi missili a esplodere, il 7 marzo, a breve distanza dal corteo di auto del presidente Zelensky, in visita alla città insieme con <strong>il premier greco Mitsotakis.</strong>&nbsp;</p>



<p>Il fatto che la cattura di Odessa sia indispensabile ai progetti russi e che la città continui a resistere, tra l’altro, contribuiscono a renderci pessimisti sulle prospettive di un negoziato. Il Cremlino non rinuncerà facilmente. Non fino a quando penserà di potercela fare. O, più difficilmente, quando ammetterà di essere stato sconfitto.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>
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		<title>Budanov, la volpe ucraina che fa infuriare l&#8217;orso russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/budanov-la-volpe-ucraina-che-fa-infuriare-lorso-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 11:19:10 +0000</pubDate>
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<p>Kyrylo Budanov, capo dell'intelligence militare, è il nuovo uomo forte nella cerchia di Zelensky. Le operazioni segrete contro la Russia e il dominio dei servizi segreti. </p>
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<p>Per rispondere alla crescenti difficoltà della guerra, e anche per placare le proprie personali ossessioni, il presidente ucraino <strong>Zelensky</strong> ha man mano <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-scioglie-il-cerchio-magico-via-anche-lultimo-amico.html">eliminato tutti coloro che erano con lui dalla prima ora</a>. Al suo fianco, dei vecchi amici e colleghi dell&#8217;epoca della televisione grazie a lui diventati alti funzionari e ministri, resta solo <strong>Andrej Jermak</strong>, l&#8217;ex avvocato specializzato in diritto d&#8217;autore e produttore di B movies che dal 2020 è il capo dell&#8217;amministrazione presidenziale, vera eminenza grigia del potere zelenskiano. Le voci da Kiev dicono che è stato proprio Jermak uno dei principali fautori del siluramento del generale <strong>Valerij Zaluzhny</strong>, già comandante in capo delle truppe ucraine, l&#8217;eroe nazionale colpevole di eccesso di popolarità, mandato a fare la muffa come ambasciatore a Londra.</p>



<p>ll continuo movimento ai vertici (solo alla difesa sono cambiati due ministri e una decina di vice-ministri) ha portato alla ribalta uomini nuovi. E il primo tra loro è indubbiamente <strong>Kyrylo Budanov</strong>, 38 anni, dal 5 agosto del 2020 capo dell&#8217;<em>intelligence</em> militare ucraina. Nato a Kiev e laureato presso l&#8217;Accademia militare di Odessa, Budanov, che oggi ha il grado di tenente generale, è da sempre nei ranghi delle forze speciali dei servizi segreti militari e, secondo il <em>New York Times</em>, faceva parte dell&#8217;Unità 2245, un reparto segreto particolarmente addestrato della Cia. Dopo la rivoluzione di Maidan nel 2014 e la secessione delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, Budanov ha combattuto a lungo nel Donbass ove sarebbe stato ripetutamente ferito. Nel 2016, avrebbe guidato un commando incaricato di  far saltare un aeroporto nella Crimea occupata dai russi. La pattuglia sarebbe stata intercettata e, dopo uno scontro a fuoco, costretta a ritirarsi in territorio ucraino. Budanov, ferito, sarebbe poi stato trasferito per le cure negli Usa al <em>Walter Reed Military Medical Centre, </em>più noto come Ospedale militare navale di Bethesda, nel Maryland, quello dove spesso vengono curati anche gli stessi presidenti Usa.</p>



<p>Come si vede, la vita dell&#8217;agente segreto Budanov è già avvolta nel mistero e nel mito, tanto che gli aedi gli attribuiscono il merito di aver schivato almeno dieci tentativi di ucciderlo. E a renderla ancor più misteriosa sono due episodi più recenti. Nel 2019 la sua auto fu oggetto di un attentato da parte di un kirghizo con passaporto russo che cercò di piazzarvi un ordigno esplosivo. La mina però scoppiò in anticipo e Budanov riuscì a scamparla. E nel novembre scorso sua moglie <strong>Marianna</strong> subì un tentativo di avvelenamento, ovviamente attribuito ai russi, da cui si riprese solo dopo lunghe cure in ospedale.</p>



<p>A portare ancora più in alto Budanov, però, oltre al coraggio personale, è stato lo svolgimento della guerra. Mentre le operazioni militari ucraine al fronte prendevano una china negativa, l&#8217;<em>intelligence</em> guidata da Budanov si distingueva per una lunga serie di operazioni che mettevano in imbarazzo i russi e galvanizzavano gli ucraini. Gli omicidi mirati di Daria Dugina e del blogger militare Vladen Tatarskij. Le bombe contro il Ponte di Crimea. I droni marini contro le navi russe nel Mar Nero. I droni aerei lanciati contro le raffinerie in territorio russo, anche a molte centinaia di chilometri dal confine. Le incursioni dei &#8220;partigiani&#8221; russi contro i piccoli centri vicini al confine con l&#8217;Ucraina. In tutte queste operazioni c&#8217;è, o si vuol vedere, la mano di Budanov.</p>



<p>La stessa mano cui i russi ora attribuiscono il massacro del Crocus City Hall di Mosca, con i suoi 143 morti. Non a caso <strong>Aleksandr Bortnikov, </strong>capo del controspionaggio russo (FSB), ha fatto proprio il nome di Budanov dopo l&#8217;attentato, allargando così il bersaglio che Budanov da tempo porta sulla schiena. Per parte sua, il giovane tenente generale ucraino risponde vivendo in una specie di perenne fuga, per non agevolare il compito dei servizi segreti russi che lo eliminerebbero più che volentieri.</p>



<p>L&#8217;ascesa della sua influenza presso Zelensky è piuttosto evidente e ha trovato conferma nell&#8217;ultimo giro di nomine. Uno dei suoi vice, <strong>Oleh Ivashenko</strong>, è stato scelto per diventare il nuovo capo dei servizi segreti esteri dell&#8217;Ucraina (SZRU), il che fa di Budanov il gran maestro dell&#8217;intera rete dello spionaggio ucraino, essendo l&#8217;SBU diretta dal generale <strong>Vasyl&#8217; Maljuk </strong>(anche lui sulla lista russa dei ricercati) soprattutto impegnata sul fronte interno, tra casi di corruzione e ipotesi di tradimento. Nell&#8217;eterno e micidiale gioco a rimpiattino delle spie, vedremo chi durerà più a lungo: se la volpe ucraina o l&#8217;orso russo.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione </strong></p>



<p>  </p>
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		<title>Zelensky scioglie il cerchio magico, via anche l&#8217;ultimo amico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-scioglie-il-cerchio-magico-via-anche-lultimo-amico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Mar 2024 18:23:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Licenziando anche Sergej Shefir, suo primo assistente, Zelensky ha eliminato tutti gli uomini che erano con lui dalla prima ora. Effetto della guerra o del dissenso politico?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-scioglie-il-cerchio-magico-via-anche-lultimo-amico.html">Zelensky scioglie il cerchio magico, via anche l&#8217;ultimo amico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240331201919113_f0f462969ac1b92933428b3c07f5b902-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Molto è a causa della guerra scatenata dalla Russia. E un po&#8217; a causa della particolare situazione istituzionale dell&#8217;Ucraina, in cui non si è votato per rinnovare il Parlamento e non si voterà per scegliere il Presidente, che quindi costringe le lotte di potere a svolgersi dietro le quinte e non nell&#8217;agone pubblico. Comunque sia, il presidente Zelensky continua con le epurazioni. Molti si sono concentrati sul licenziamento del segretario del Consiglio di sicurezza <strong>Oleksy Danilov</strong> (personaggio del tutto secondario nel panorama del vertice ucraino), sostituito con <strong>Aleksandr Litvinenko</strong>, già direttore dei servizi segreti esteri (SZRU). Che a sua volta viene rimpiazzato da <strong>Oleh Ivashenko</strong>, già vice di <strong>Kyrylo Budanov</strong>, il capo dell&#8217;intelligence militare ucraina. Un gran movimento di spie e militari, niente di stupefacente in un Paese che deve difendersi da un&#8217;invasione e in cui vige la legge marziale. Curioso, semmai, che Zelensky sembri ripetere le mosse che fece, più di vent&#8217;anni fa, l&#8217;arcinemico Vladimir Putin che, appena diventato primo ministro e poco dopo presidente, alle prese con il terrorismo ceceno e il secessionismo del Caucaso, si circondò di <em>siloviki</em>, la versione russa degli uomini dei servizi segreti che ora stanno occupando tutti i ruoli più importanti in Ucraina.</p>



<p>Pochi hanno notato che l&#8217;ultima purga (oltre a Danilov, via anche i due vice-capi dell&#8217;amministrazione presidenziale, Andrej Smirnov e Aleksej Dneprov, e cinque alti funzionari della Presidenza) ha falciato <strong>Sergej Shefir</strong>, che fin dalle prime ore dall&#8217;elezione di Zelensky ricopriva la carica di primo assistente del presidente. Shefir, ex sceneggiatore e regista, era molto di più di un assistente: era l&#8217;ombra di Zelensky fin dai tempi della giovinezza a Kryvyi Rih (la città natale di Zelensky), il compagno di scuola, il collega delle prime avventure nel mondo dello spettacolo, l&#8217;uomo che aveva con lui fondato lo studio di produzione cinematografica e televisiva Kvartal 95, il fiduciario che con Ivan Bakanov (<em>vedi sotto</em>) aveva curato i cospicui investimenti off-shore di Zelensky in Belize, Isole Vergini Britanniche e Cipro, nonché il confidente personale e politico che il 22 settembre del 2021 era sfuggito a un attentato. Proprio alla vigilia dell&#8217;approvazione in Parlamento delle due leggi anti-oligarchi, l&#8217;auto di servizio di Shefir era stata colpita da diverse raffiche di mitra: l&#8217;autista era rimasto ferito, lui miracolosamente illeso. In apparenza di un personaggio come Shefir, abituato a lavorare nell&#8217;ombra senza mai cercare la luce dei riflettori, Zelensky non poteva fare a mano. E invece&#8230;</p>



<p>Con l&#8217;uscita di scena di Shefir di tutta la vecchia guardia zelenskiana resta solo <strong>Andrij Jermak</strong>, ex avvocato specializzato in diritto d&#8217;autore e produttore cinematografico, amico di Zelensky dai tempi degli sceneggiati per la Tv ucraina. Tutti gli altri sono stati liquidati. Il primo a cadere, già nel 2021, fu <strong>Dmytro Razumkov</strong>, allora considerato l&#8217;astro nascente della politica ucraina. Razumkov era stato lo stratega politico della campagna presidenziale di Zelensky e poi del trionfo del partito Servo del Popolo alle successive elezioni parlamentari. Divenne rapidamente segretario dello stesso Servo del Popolo, membro del Consiglio di Sicurezza e presidente del Parlamento. Poi la caduta, in circostanze mai ben chiarite. Zelensky, che non ama coloro che possono dargli ombra, il 3 ottobre dichiarò che &#8220;Razumkov non è più parte della nostra squadra&#8221;. Obbediente, il Parlamento votò per la sua rimozione dalla presidenza e in breve Razumkov fu emarginato dalla scena politica.</p>



<p>Poi è toccato a <strong>Ivan Bakanov</strong>, economista, con Shefir protagonista del ZelenskyGate degli investimenti off-shore (<em>vedi sopra</em>). Amico d&#8217;infanzia di Zelensky e direttore amministrativo dello studio Kvartal 95, Bakanov aveva lavorato nella squadra che portò Zelensky alla presidenza nel 2019 e nello stesso anno fu compensato con il posto di direttore dell&#8217;SBU, il controspionaggio ucraino. Da lì venne rimosso nel luglio 2022, colpevole secondo Zelensky di aver permesso eccessive infiltrazioni di spie russe nel suo servizio. Anche quella fu una vicenda dai contorni fumosi: vennero aperte oltre 700 imputazioni per tradimento, e altre centinaia seguirono nei mesi successivi. Il che rendeva piuttosto inspiegabile l&#8217;esistenza di un simile network di spie in un Paese che stava resistendo con efficacia, e mentre tutti deridevano la Russia per aver lanciato un&#8217;invasione in apparenza mal preparata e mal gestita.</p>



<p>Di lì a pochissimo sorte analoga toccò a <strong>Iryna Venediktova</strong>, prima donna nella storia dell&#8217;Ucraina a ricoprire la carica di procuratore generale. Consigliera legale di Zelensky dal 2018, fu cacciata dalla Procura nel luglio del 2022, con le stesse motivazioni (troppi traditori) e le stesse modalità (decreto di Zelensky subito controfirmato dal Parlamento) usate per Bakanov. Infine <strong>Oleksii Reznikov</strong>, entrato fin da subito nel primo Governo zelenskiano, con la carica di ministro per la Reintegrazione dei territori temporaneamente occupati e vice primo-ministro. Da lì, lui avvocato, diventa ministro della Difesa nel novembre del 2021, già prima dell&#8217;invasione russa, fino a sembrare inseparabile da Zelensky. Invece no: nel settembre del 2023, dopo mesi di scandali relativi alla corruzione nel suo ministero, viene costretto a lasciare. Zelensky, in precedenza, aveva cercato di salvarlo facendo dimettere i vice. Questa volta lo abbandona, e costringe alle dimissioni anche i suoi sei vice-ministri.</p>



<p>Sono le dure esigenze della guerra, i problemi che una situazione tanto drammatica non può generare. Ma c&#8217;è proprio solo questo? Non è, forse, anche il modo con cui il politico Zelensky, forte dei poteri offertigli dalla legge marziale, regola dissensi, contestazioni, rivalità? Un giorno lo sapremo. Speriamo presto, perché vorrà dire che questa guerra atroce in un modo o nell&#8217;altro sarà terminata.</p>
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		<title>Il Cremlino usa la strage per aprire la caccia a Zelensky</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-cremlino-usa-la-strage-per-aprire-la-caccia-a-zelensky.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 15:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[bortnikov]]></category>
		<category><![CDATA[Crocus city hall]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
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		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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<p>Il Cremlino ha deciso: prove o no, la strage viene da Kiev. Ora anche i massimi dirigenti ucraini diventano bersagli possibili. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-2048x1387.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E così il Cremlino ha deciso: la strage del <strong>Crocus City Hall</strong> di Mosca (139 morti) è opera di terroristi islamisti ispirati, addestrati e guidati dll&#8217;Ucraina con l&#8217;aiuto di Regno Unito e Stati Uniti. Tanto che l&#8217;Ucraina, parole di <strong>Aleksandr Bortnikov</strong>, capo dell&#8217;FSB (il controspionaggio russo), si apprestava ad accoglierli come eroi. Non importa che nelle stesse ore il presidente bielorusso Lukashenko abbia detto che i terroristi volevano fuggire in Bielorussia (non in Ucraina). E ancor meno importa che un po&#8217; da tutte le parti occidentali, Italia compresa, ci si affanni a ripetere che non ci sono prove. Intanto perché, se anche ci fossero, le famose prove non verrebbero divulgate, per ovvie ragioni, dai Paesi occidentali che appoggiano l&#8217;Ucraina. <strong>Il nostro ministro degli Esteri Tajani</strong>, per dire, se avesse le prove le consegnerebbe alla stampa e all&#8217;opinione pubblica? Difficile crederlo. Allo stesso modo, se i russi hanno prove provate (o anche solo indiziarie) della partecipazione ucraina, britannica e americana alla strage, certo non si affannano a raccontarlo in giro. L&#8217;informazione è potere (detto altrimenti: se hai buone fonti te le tieni) e nessuno regala il potere, soprattutto durante una guerra.</p>



<p>Ma ancor più è chiaro che, in un modo o nell&#8217;altro, prove o non prove, il Cremlino ha deciso che, se anche non è così, dev&#8217;essere così. Questa è, da oggi, la linea ufficiale. E che si tratti di una decisione lo dimostra la dinamica delle dichiarazioni ufficiali. La strage del Crocus City Hall risale al 22 marzo, ovvero quattro giorni fa. Putin ha taciuto a lungo (19 ore, dice chi ha tenuto il conto) prima di pronunciarsi. Poi ha fatto un discorso di circostanza in cui l&#8217;unico elemento di rilievo era la considerazione che i terroristi in fuga puntavano verso il confine ucraino (vero, ma nella zona di Bryansk si può anche raggiungere quello con la Bielorussia, vedi Lukashenko) dove sarebbe stata aperta per loro una &#8220;finestra&#8221; (<em>okno</em> in russo, questa la parola usata da Putin) per passare il confine. Anche <strong>Dmitrij Medvedev</strong>, il falco di corte, parlava di Ucraina (&#8220;Se scopriamo che dietro c&#8217;è l&#8217;Ucraina ammazzeremo tutti i loro dirigenti&#8221;) ma a lui nessuno dà retta. La cosa più importante era il silenzio degli altri, i capi dei servizi di sicurezza, i <em>siloviki</em>  (i responsabili di dicasteri che dispongono di forze armate) che costituiscono l&#8217;ossatura del sistema di potere putiniano.</p>



<p>Altri due giorni e tutto cambia, si apre una specie di gara ad accusare l&#8217;Ucraina. Lo fa il già citato Bortnikov. Lo fa <strong>Nikolaj Patrushev</strong>, segretario del Consiglio di sicurezza della russia, la vera ombra di Putin. Lo fa <strong>Sergey Naryshkin</strong>, capo dei servizi di spionaggio estero. E lo fa, naturalmente, Putin. Che cosa significa tutto questo? I russi lo hanno detto: &#8220;Ci sarà una risposta&#8221;. Quale? L&#8217;ipotesi più probabile (nonché la peggiore immaginabile) è che il Cremlino abbia deciso di revocare il tacito patto che vige dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione, e cioè: non mirare ai capi politici. Lo disse anche l&#8217;ex premier israeliano <strong>Naftali Bennett</strong>, che nel marzo del 2022 si era recato a Mosca per un ultimo disperato tentativo di mediazione. In una lunga intervista, Bennett ha raccontato quanto segue: &#8220;Sapevo che Zelensky era in grande pericolo, chiuso in un bunker in una località ignota&#8221;, così chiese a Putin la parola d&#8217;onore che non avrebbe fatto ammazzare il presidente ucraino. La ottenne, quindi mentre lasciava Mosca per tornare in Israele &#8220;contattai Zelensky con Whatsapp o con Telegram e gli dissi: Lui non ti ucciderà&#8221;. Zelensky&nbsp;quindi chiese al premier israeliano se ne fosse certo. La risposta fu: &#8220;Al cento per cento. Due o tre ore dopo Zelensky raggiunse il suo ufficio, filmò un selfie e proclamò: Io non ho paura&#8221;.</p>



<p>Ecco. Temiamo che questa specie di fair play tra presidenti sia finito. I russi sentono tutta la difficoltà dell&#8217;Ucraina (oggi, comunque, altra rimozione illustra al vertice del potere ucraino: licenziato <strong>Oleksy Danilov</strong>, segretario del Consiglio di sicurezza) e sono tentati di dare una spallata. Non al fronte dove, come la fallita controffensiva ucraina dimostra, attaccare un nemico trincerato comporta perdite troppo gravose. Ma al vertice: colpire in alto, se non Zelensky qualcuno del suo cerchio magico. Non a caso il capo dell&#8217;Fsb, Bortnikov, ha già dichiarato che il capo dell&#8217;intelligence militare ucraino, <strong>Budanov</strong>, è da oggi un &#8220;obiettivo legittimo&#8221;. E non a caso due settimane fa, a Odessa, un missile russo ha colpito a poche centinaia di metri dal corteo del presidente Zelensky. Certo non un errore di mira (e poi perché un solo missile, quando di solito gli attacchi vengono portati da sciami di droni che &#8220;coprono&#8221; i missili) ma un avvertimento.</p>



<p>Con le dichiarazioni di oggi, con il coro del vertice russo, si apre la caccia alla guida politica della resistenza ucraina. E le accuse parallele a Usa e Regno Unito sono un monito: statene fuori.</p>
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		<title>Bombe sul Nord Stream: c&#8217;è un ingegnere, in Svezia, che sa la verità. Ecco chi è</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/bombe-sul-nord-stream-ce-un-ingegnere-in-svezia-che-sa-la-verita-ecco-chi-e.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 09:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[bombe]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[nord stream]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-600x267.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-1024x455.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-768x341.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Erik Andersson ha condotto un'indagine indipendente sull'esplosione del gasdotto Nord Stream. E le sue conclusioni sono sorprendenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/bombe-sul-nord-stream-ce-un-ingegnere-in-svezia-che-sa-la-verita-ecco-chi-e.html">Bombe sul Nord Stream: c&#8217;è un ingegnere, in Svezia, che sa la verità. Ecco chi è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-600x267.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-1024x455.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-768x341.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Erik Andersson</strong> è un ingegnere svedese in pensione con un curriculum di tutto rispetto. Dopo aver lavorato per Volvo, è riuscito ad attirare l’attenzione delle più blasonate compagnie di volo per via di un programma che aveva sviluppato. Da allora, in qualità di <strong>Chief Technology Officer</strong>, ha avviato un&#8217;azienda che sviluppava software per le principali compagnie aree e che è poi stata acquisita da Jeppesen (società che offre informazioni sulla navigazione, strumenti di pianificazione delle operazioni, prodotti e software per la pianificazione del volo di proprietà di Boeing) per 100 milioni di dollari. Rimasto a lavorare come ingegnere presso Boeing, <strong>Andersson </strong>è andato in pensione nel 2016. Il bagaglio di conoscenze che ha acquisito nel corso dei decenni gli è servito per indagare su uno dei “gialli” che hanno segnato la politica mondiale negli ultimi anni: le <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/2/7/sweden-ends-nord-stream-probe-citing-lack-of-jurisdiction">esplosioni del settembre 2022</a> che hanno gravemente danneggiato il gasdotto <strong>Nord Stream</strong>. </p>



<p>Lo ha fatto tramite un’indagine forense che ha condotto autonomamente, recandosi sul luogo delle esplosioni dal 22 al 25 maggio 2023 e arrivando a delle conclusioni scioccanti su quello che è stato un gravissimo atto di sabotaggio nei confronti di un’infrastruttura realizzata per trasportare il gas proveniente dalla&nbsp;Russia&nbsp;in&nbsp;Europa&nbsp;occidentale, attraverso il&nbsp;Mar Baltico. Lo abbiamo raggiunto per conoscere i risultati della sua indagine. “Ho deciso di andare oltre la ricerca su Google con attività come le richiesta FOIA (il&nbsp;<strong>Freedom of Information Act</strong>, diffuso in oltre 100 Paesi, ovvero la normativa che garantisce a chiunque il diritto di accesso alle informazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni, <em>ndr</em>) o le visite in loco che ho effettuato nel maggio 2023. Prima di allora avevo solo seguito le notizie e fatto alcune cose basilari come tracciare il traffico navale con un software gratuito. Sono stato ispirato da altri investigatori che ho seguito per diversi anni online, che hanno lavorato su vicende come il Russiagate o la teoria della fuga di laboratorio del Covid-19.&nbsp;Quando ho chiesto loro perché non ci fossero indagini private simili su Nord Stream, sono stato incoraggiato ad assumermi l&#8217;onere di farlo” racconta a <em>InsideOver</em> <strong>Erik Andersson</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spedizione</h2>



<p>Successivamente, spiega, “sono stato contattato da <strong>Jeremy Scahill</strong> (<a href="https://theintercept.com/2023/06/28/nord-stream-pipeline-bomb-investigation/">giornalista di <em>The Intercept</em></a>) e gli ho proposto di unirsi a me in una spedizione. Inizialmente aveva accettato, ma non era in grado di partire in una fascia oraria compatibile con l&#8217;equipaggio e il tempo. Io ero pronto a partire e così l’ho fatto&#8221;. Parlando della sua esperienza come ingegnere, Andersson spiega di essersi occupato nella sua carriera di “ottimizzazione combinatoria” e di aver “avviato un&#8217;azienda che si occupava di programmazione per le compagnie aeree”. Questa società, racconta l’ingegnere svedese, “è stata acquisita da Boeing e dopo l&#8217;acquisizione ho lavorato alla modellazione delle prestazioni degli aerei e allo sviluppo di un nuovo software di pianificazione dei voli. In quel periodo ho imparato molto sulla fisica del volo, e questo mi ha fornito le basi per comprendere la dinamica di cosa è accaduto quando il gas pressurizzato è stato rilasciato dopo le esplosioni del 3° Stream. Dopo essermi ritirato dalla Boeing nel 2016, ho parlato con <strong>mio figlio Aron</strong>, che è un ingegnere computazionale per l&#8217;industria petrolifera e ha lavorato alla simulazione del flusso delle condutture”. Inoltre,&nbsp; aggiunge, “conoscevo un subacqueo semi-professionista che effettua regolarmente immersioni di oltre 100 metri e che poteva aiutarmi, quindi mi sentivo in una buona posizione per <a href="https://anderssonerik.substack.com/p/a-trip-to-the-nord-stream-blast-sites">affrontare l’indagine</a>”. Da lì è partita la spedizione, iniziata alle 17:00 di lunedì 22 maggio 2023 e terminata a mezzogiorno del 25 maggio. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’indagine di Andersson ignorata dal governo di Stoccolma</strong></h2>



<p>Erik Andersson e il figlio Aron hanno documentato la loro indagine sul campo in un filmato e in un post pubblicati su <em>Substack</em>. “Oltre a mappare i siti delle esplosioni&#8221;, racconta a <em>InsideOver</em> l’ex ingegnere della Boeing, &#8220;abbiamo prelevato campioni di sedimenti sperando di trovare residui di esplosivo, ma i test non hanno dato alcun risultato. I modelli 3D di come gli esplosivi hanno impattato sulla struttura del gasdotto nel sito NS2AS sono stati fondamentali per determinare le dimensioni delle bombe e il loro posizionamento”. </p>



<p>Secondo l’indagine di Andersson, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le esplosioni </a>non furono causate esclusivamente dalla detonazione delle bombe ma furono il risultato del rilascio improvviso e del gas </strong>pressurizzato dall&#8217;interno delle condutture. Se i loro calcoli fossero corretti, varie&nbsp;ipotesi&nbsp;secondo cui le esplosioni avrebbero&nbsp;richiesto&nbsp;500-900 chilogrammi di esplosivo potrebbero essere errate. L’ingegnere ritiene inoltre che era prevista una sola bomba per ciascuna linea del gasdotto. Un’operazione che ha richiesto dunque una quantità di esplosivo minima e una squadra di sommozzatori dotati anche di una piccola imbarcazione. “Sì, le bombe erano piccole. Forse <strong>solo 25 kg di HMX</strong>” spiega l’ingegnere svedese. “Hanno installato due bombe sulla NS2A e nessuna bomba su NS2B. Penso che sia stato perché hanno usato bussole magnetiche che puntavano nella direzione sbagliata”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Le impronte dei servizi occidentali sono ovunque&#8221;</h2>



<p>Sulla responsabilità del sabotaggio, alla domanda se dietro le esplosioni ci sia l’Ucraina, come hanno ipotizzato <em>Der Spiegel</em> e il <em><a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2023/11/11/nordstream-bombing-ukraine-chervinsky/">Washington Post</a></em>, oppure gli Stati Uniti, come invece <a href="https://seymourhersh.substack.com/p/how-america-took-out-the-nord-stream">sostenuto dal Premio Pulitzer Seymour Hersh</a>, Andersson afferma:&nbsp; “Non posso dire con certezza se sia vero o meno. La storia dei sei commando su una barca a vela o è vera o è una storia di copertura. Non so quale delle due, ma le impronte digitali dei <strong>servizi segreti occidentali</strong> sono ovunque, quindi, indipendentemente dal fatto che sia vera o di copertura, sono convinto che i responsabili abbiano organizzato il viaggio”. </p>



<p>La mia ipotesi, riferisce l’ingegnere, “è che gli Stati Uniti siano il principale istigatore e che il piano di cui ha scritto Hersh sia un piano iniziale”.&nbsp; Il 7 febbraio scorso la <strong>Svezia</strong>&nbsp;ha chiuso&nbsp;l&#8217;indagine&nbsp;sul sabotaggio del gasdotto&nbsp;Nord Stream. I funzionari svedesi hanno infatti dichiarato di non avere giurisdizione in materia. <strong>Erik Andersson non è mai stato interpellato dalle autorità</strong>: il suo prezioso lavoro, è stato completamente ignorato. Eppure contiene elementi di estremo interesse. “Il silenzio generale, e il fatto che alcuni funzionari (come l&#8217;investigatore svedese) dicano che &#8220;non è stata la <strong>Russia</strong>&#8220;, e la maggior parte dei Governi che minimizzano l&#8217;evento, concludendo che è stato un errore costruire gli oleodotti, è quasi un&#8217;ammissione di responsabilità dell’Occidente”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/bombe-sul-nord-stream-ce-un-ingegnere-in-svezia-che-sa-la-verita-ecco-chi-e.html">Bombe sul Nord Stream: c&#8217;è un ingegnere, in Svezia, che sa la verità. Ecco chi è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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