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	<title>jeremy corbyn Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 06 Apr 2020 10:31:45 +0000</lastBuildDate>
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	<title>jeremy corbyn Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;eredità di Jeremy Corbyn</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/leredita-di-jeremy-corbyn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 10:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[jeremy corbyn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1488" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Corbyn (Getty)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg 1488w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-1024x482.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1488px) 100vw, 1488px" /></p>
<p>Con un’elezione che ha mandato in tilt il sito ufficiale del partito, proprio al momento dell’annuncio del vincitore, il 4 Aprile il nuovo leader dei Laburisti inglesi, Sir Keir Starmer, ha fatto calare il sipario su Jeremy Corbyn e sull’era del Corbynismo. L’avvocato 57enne di Londra è stato eletto in un momento in cui, probabilmente, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-di-jeremy-corbyn.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-di-jeremy-corbyn.html">L&#8217;eredità di Jeremy Corbyn</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1488" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Corbyn (Getty)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961.jpg 1488w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-768x362.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Jeremy-Corbyn-Getty-2-e1576057187961-1024x482.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1488px) 100vw, 1488px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Con un’elezione che ha mandato in tilt il sito ufficiale del partito, proprio al momento dell’annuncio del vincitore, il 4 Aprile il nuovo leader dei Laburisti inglesi, <strong>Sir Keir Starmer</strong>, ha fatto calare il sipario su <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeremy-corbyn.html">Jeremy Corbyn</a> e sull’era del Corbynismo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">L’avvocato 57enne di Londra è stato eletto in un momento in cui, probabilmente, la notizia non interessa quasi a nessuno e se per l’opposizione è sempre difficile guadagnare la scena in tempi di relativa normalità, in momenti eccezionali come questi, l’impresa è pressoché disperata.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E Corbyn? Lui, prima di congedarsi, nelle ultime settimane, tra interviste e dichiarazioni ce l’ha messa tutta per cercare di diffondere il suo sempre più flebile verbo nel Paese, ma la pandemia ha fagocitato tutto in un <i>requiem</i> che ne ha rimbalzato<span class="Apple-converted-space">  </span>l’inefficacia. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Così, a poco sono valsi gli inascoltati sussulti di un leader che molti vorrebbero cancellato dai libri di storia mentre altri considerano il vero, grande paladino del socialismo che fu.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma cosa rimarrà veramente di Jeremy Corbyn e del <strong>Corbynismo</strong>?</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">L’eredità del leader mancato</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Eletto nel 2015, durante il suo mandato Jeremy Corbyn è riuscito a perdere due campagne elettorali e ad essere messo sotto giudizio da un voto di sfiducia senza mai rassegnare le dimissioni e consegnando al suo successore, Keir Starmer, il partito più diviso e arrabbiato di sempre.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Jeremy Corbyn non ha mai dimostrato doti di <em>leadership</em> al punto da anteporre alla ricerca del potere, il tentativo ostinato di affermare la sua agenda politica. </span><span class="s1">Questa <strong>“ossessione ideologica”</strong> lo ha portato ad essere fortemente amato dall&#8217;ala più a sinistra dei laburisti che lo ha sorretto come l&#8217;illuminata icona del socialismo anni ’70, ormai pressoché cancellato dalle mappe geopolitiche. I suoi sostenitori hanno sposato incondizionatamente la sua volontà di ridare al Labour la sua anima profonda esprimendone la vera identità.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Per contro, naturalmente, la sua lotta così determinata e antistorica gli è valsa fortissime critiche generando malcontento in un partito che non è mai stato così spaccato. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Numeri alla mano, l’epoca politica che porta la sua firma ha consegnato le ultime due, di quattro sconfitte elettorali consecutive culminate nel 2019, anno in cui i laburisti hanno incassato il peggior risultato dal 1935.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Sotto la guida di Corbyn, nella <i>House of Commons</i> siede il più basso numero di parlamentari laburisti (202 su 650 seggi totali), così come non accadeva da 85 anni. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Solo Michael Foot era riuscito a fare tanto male, nel 1983, schiacciato dalla potenza di <strong>Margaret Thatcher</strong> che gli lasciò solo sette parlamentari in più rispetto a quelli presenti oggi tra le panche verdi di Westminster in quello che fu definito “il più lungo suicidio politico della storia”.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">La pancia del partito</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Quando Corbyn prese in mano il partito, ricorda il <em>Guardian</em>, si contavano 190.000 iscritti, dopo cinque anni si è superata quota 500.000 portando i Labour ad essere uno dei più grandi soggetti politici al mondo. Ciò dimostra la sua capacità di serrare le fila dimostrando anche di essere un abile protagonista di incredibili, quanto vane, rimonte elettorali.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">A conferma dell’effetto polarizzante delle sue posizioni, nel bene e nel male, colpisce che nel giorno del passaggio del testimone, molti simpatizzanti e sostenitori del Labour Party, quando hanno visto la sconfitta dei candidati sulla sua scia, abbiano scelto di lasciare partito. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Non stupisce invece la dichiarazione di <strong>Momentum</strong>, compagine che racchiude i giovani suoi più strenui sostenitori e protagonisti della sua spinta a sinistra. “In questa nuova era Momentum giocherà un nuovo ruolo”, ha twittato l&#8217;orfano del suo leader, promettendo di controllare che Starmer mantenga le sue promesse, con toni più simili ad un monito che ad un incoraggiamento.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Momentum, negli anni, ha progressivamente dominato la macchina del partito e sarà ancora presente in ruoli chiave, insieme ad altri Corbynisti, che l’assetto strutturato dal nuovo capo cercherà di tenere in considerazione. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Dalla sua, Starmer, che finora ha cercato di riunirle a sé tutte queste anime, può vantare un risultato che Corbyn non era mai riuscito ad ottenere, ovvero la conquista del <strong>NEC (National Executive Committee)</strong>. Tradotto, il corpo governativo del partito Laburista che controlla la direzione intrapresa dall’azione politica e il processo di formazione della linea e delle strategie attuare, cioè, la mente razionale e la mano del partito che da oggi torna in linea con il leader. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Molto era costato a Corbyn l’essere stato un personaggio così fortemente divisivo, perché se da una parte aveva rafforzato il senso di appartenenza dei suoi sostenitori, avere posizioni così estremiste aveva anche provocato numerosi addii tra i deputati, tanto scontento in quella parte della base che aveva smesso di riconoscersi in quel tratto e aveva regalato gioco facile a Boris Johnson, convinto del fatto che, sfidandolo, lo avrebbe facilmente sconfitto. E così è stato.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Prima di lui, nel 2017, ci era riuscita persino <strong>Theresa May</strong>, sulla cui mancata leadership a lungo si è discusso e prima di allora lo aveva già previsto anche David Cameron, forse in una delle poche profezie indovinate nella sua carriera, quando aveva salutato l’elezione di Corbyn come un ottimo auspicio per i Conservatori. E così è stato. </span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">Il saluto di Johnson</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Dopo averlo sfidato come un pugile, durante la campagna elettorale del Dicembre 2019, Boris Johnson nell’ultima seduta della <i>House of Commons</i> a fine Marzo ha salutato l’avversario ostentando rispetto, in un commiato che il diretto interessato, però, non ha gradito troppo. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Forse non hai capito &#8211; il senso della risposta di Corbyn &#8211; ma io resto sulla mia panca come deputato (uno dei più anziani dell’aula) e &#8220;la mia voce non verrà silenziata”. </span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Il lancio del guanto di sfida, però, si è guadagnato un sorriso quasi affettuoso da parte di BoJo, consapevole di non avere di fronte un nemico temibile, ma piuttosto una vittima delle sue stesse ideologie, ormai <strong>destinato all’irrilevanza politica</strong>. Di più, a causa del Covid-19, Johnson gli aveva anche raccomandato di chiudersi in casa per dodici settimane mentre lui si occupava di stringere mani a destra e a manca. </span><span style="font-size: 1rem;">Ma sappiamo com’è andata a finire con i due “ribelli&#8221;: Jeremy, violando l’isolamento, è andato in aula e in ufficio, mentre BoJo si è beccato il Coronavirus.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Il dato politico, a chiudere la relazione tra i due avversari, è invece rappresentato dal fatto che, nelle ultime settimane, alcuni esponenti della maggioranza avevano invitato i laburisti ad entrare in un <strong>governo di unità nazionale</strong>, per prendere parte alle scelte difficili quanto necessarie per affrontare questa situazione assolutamente inedita nella storia, dal secondo dopoguerra. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">L’ormai ex leader laburista, nell’unica intervista concessa al <i>Telegraph</i> prima di uscire di scena, aveva sconsigliato ai suoi successori di accogliere questo invito, ma come detto, le sue ultime parole sono finite nel vento.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nel giorno stesso dell’avvicendamento in casa Labour, a rivolgere un invito ufficiale al capo dell’opposizione, (quello appena eletto, sia ben inteso), è stato il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Primo Ministro Boris Johnson</a>, dal suo isolamento a <strong>Downing Street</strong>. </span><span class="s1">“Come capi di partito abbiamo il dovere di lavorare insieme in questo momento di emergenza nazionale&#8221;, ha scritto. </span><span style="font-size: 1rem;">Non appena Starmer ha ricevuto la lettera ha accettato e dal primo giorno utile sarà presente al briefing del governo con il comitato che gestisce la crisi. </span><span class="s1">Di più, nel suo discorso di insediamento, il nuovo leader laburista, dopo aver salutato Corbyn, aveva già teso la mano. “Nel mio mandato avremo un ruolo costruttivo anche nei confronti del governo” ha scandito. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il tempo dirà se l’ingresso nella stanza dei bottoni sarà un’opportunità o una trappola per l’opposizione che così dovrà condividere responsabilità ed eventuali colpe.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Quel che è già certo è che le cose cambieranno, così come promesso e anticipato nel video che questo leader, dallo sguardo corrucciato e il piglio decisamente sbiadito su uno sfondo bianco e neutro, ha pre registrato in solitudine, così come il <i>social distancing</i> da pandemia ha imposto anche alle primarie inglesi. Senza pubblico, senza brindisi, senza applausi.</span></p>
<h2 class="p2"><span class="s1">Che ne sarà del Corbynismo?</span></h2>
<p class="p2"><span class="s1">Jeremy Corbyn, prima di cedere il passo, si è lanciato nell’estremo tentativo di rivendicare la vittoria finale del Corbynismo: la sua <i>Weltanschauung</i>, la sua visione del mondo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">“Lo scorso novembre sono stato condannato per aver dichiarato di voler investire sulle <strong>paghe più basse</strong> affinché fossero rese decenti, ma solo adesso il governo ha capito che l’unico modo per uscire da questa crisi è investire su tutti i livelli della società”. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Spiegando che il libero mercato e il capitalismo non sarebbero la risposta alla crisi generata dal Covid-19, Jeremy Corbyn sulle frequenze di <i>Sky News</i> ha insistito nella battaglia contro i dieci anni di austerità firmati dagli ultimi governi e ha tentato di rivendicare il valore assoluto della sua ricetta sulla spesa pubblica aggiungendo che “finalmente anche i Conservatori lo hanno capito”.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">“L’azione del governo non è una rivendicazione delle politiche di Corbyn &#8211; ha tagliato corto il professor <strong>Iain Begg</strong> della London School of Economics, aggiungendo che &#8211; si tratta invece di una risposta eccezionale ad una situazione senza precedenti”. Questi sono provvedimenti, conclude il ragionamento, che nessun governo prenderebbe in circostanze di normalità. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il Corbynismo, spiega meglio Begg, se mai ha avuto qualche coerenza, sarà ricordato per aver perseguito una irrealistica forma di capitalismo Venezuelano che non ha mai avuto la minima possibilità di essere compiuto. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">“Dubito che Boris Johnson e i Conservatori abbiamo il forte desiderio di controllare molte imprese statali come accadeva negli anni ’70” chiarisce il professore Steven McCabe della Birmingham City University. La verità è che l’impatto della <strong>pandemia</strong> sull’economia, secondo McCabe, non darà troppa scelta al governo rispetto alla necessità di ampliare la presenza dello stato e si andrà sicuramente oltre a quanto ritenuto necessario fino ad ora. “Forse, messa così, la situazione potrebbe dare ragione a Corbyn &#8211; aggiunge McCabe &#8211; ma è servita una crisi straordinaria per dimostrare che l’aumento della spesa pubblica possa considerarsi così virtuoso”. In conclusione, “una gran parte dei soldi investiti sono stati dedicati ad evitare una recessione a breve termine che potrebbe diventare una depressione a lungo termine<span class="Apple-converted-space"> </span>che,<span class="Apple-converted-space"> </span>a sua volta, genererebbe <strong>conseguenze economiche inimmaginabili</strong>”. Ma dopo, in qualche modo e con chiare variazioni al sistema capitalistico che abbiamo conosciuto ad oggi, si tenderà a tornare ad un nuovo modello che però, il senso del ragionamento di McCabe, non sarà mai il socialismo anni ’70 propugnato da Corbyn.</span></p>
<h2 class="p8"><span class="s1">L&#8217;eredità nelle mani di Starmer</span></h2>
<p class="p2"><span class="s1">Nelle sue prime dichiarazioni, il nuovo leader dei Laburisti ha voluto chiedere scusa per le<strong> accuse di antisemitismo</strong> che hanno segnato profondamente il partito sotto la guida di Corbyn. &#8220;Una macchia” ha ammesso Starmer. Le accuse di antisemitismo e misoginia sono davvero ombre pesanti sulla storia dell’ex leader e hanno contribuito a generare rabbia e malcontento. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Corbyn ha concluso il suo mandato con i livelli di gradimento personale più bassi mai toccati prima. </span><span style="font-size: 1rem;">La sua “purezza ideologica” è stata la sua ossessione più grande, più della volontà di costruirsi un profilo in grado di vincere e un partito in grado di governare.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">La conseguenza della sua azione ha significato la perdita delle roccaforti del Nord, delle aree post-industriali sedotte dal facile linguaggio di Johnson che furbescamente ha rubacchiato qua e là slogan e promesse dal sapore simil-laburista risultate alla fine più credibili quando pronunciate da lui, il leader dei Conservatori. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ma sopratutto, a differenza dell’avversario &#8211; nato <strong>euroscettico</strong>, poi alla guida di un partito molto europeista &#8211; BoJo ha saputo dire una parola chiara sulla Brexit: “Get Brexit done”.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">L’eredità di Corbyn, conclude il professor Begg sarà solo quella di avere reso il partito più debole di quanto non sia mai stato prima e la sfida di Keir Starmer sarà quella di riportare i laburisti alla realtà, soprattutto qualora Johnson si dimostrasse incapace di dare risposte all’emergenza<span class="Apple-converted-space"> </span><a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Covid-19</a>, aprendo così ad una vera competizione alle politiche del 2024, con una sfida aperta.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Contro un’eredità fatta di divisioni, a Starmer il compito di ricucire su tutti i livelli: risvegliare lo spirito di unità in un Paese che dalla Brexit in poi ha sofferto lacerazioni profonde; riconnettersi con i delusi e con l’elettorato storico smarritosi tra le braccia dell’eterno avversario; recuperare la fiducia all’interno del suo stesso partito. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Keir Starmer, poi, è chiamato a dare tante risposte perché si trova davanti ad un’emergenza sanitaria, economica e sociale inedita che chiede strategie diverse da giocare su tavoli nuovi.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ma prima di tutto, ad essere tornata protagonista assoluta, in questo momento, è la politica che darà anche all’opposizione un ruolo fondamentale e metterà a confronto due avversari: il carisma di BoJo che ha vinto e convinto finora e la competenza, la serietà senza guizzi e tutta da verificare, del nuovo leader dei nuovi Labour. </span></p>
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		<title>Elezioni nel Regno Unito, ecco tutti gli scenari possibili</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-nel-regno-unito-ecco-tutti-gli-scenari-possibili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 19:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni politiche]]></category>
		<category><![CDATA[jeremy corbyn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="633" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868-1024x432.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tra qualche ora conosceremo il responso delle elezioni nel Regno Unito. I protagonisti indiscussi, a ben vedere, sono tre: Boris Johnson, Jeremy Corbyn, ma soprattutto la Brexit. L&#8217;uscita dall&#8217;Unione europea non fa da sottofondo: è il vero punto focale della partita che si sta giocando. Si tratta, del resto, di una sorta di referendum mascherato. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-nel-regno-unito-ecco-tutti-gli-scenari-possibili.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-nel-regno-unito-ecco-tutti-gli-scenari-possibili.html">Elezioni nel Regno Unito, ecco tutti gli scenari possibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="633" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LAPRESSE_20191212102120_31376751-e1576178728868-1024x432.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tra qualche ora conosceremo il responso delle elezioni nel Regno Unito. I protagonisti indiscussi, a ben vedere, sono tre: <strong>Boris Johnson</strong>, <strong>Jeremy Corbyn</strong>, ma soprattutto la <strong>Brexit</strong>. L&#8217;uscita dall&#8217;Unione europea non fa da sottofondo: è il vero punto focale della partita che si sta giocando. Si tratta, del resto, di <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-in-gran-bretagna-va-ancora-al-voto.html">una sorta di referendum mascherato</a>.</p>
<p>Se non altro perché se i Tory dovessero ottenere la maggioranza piena degli scranni, la Brexit diventerebbe una formalità. Ma i sondaggi raccontano di come gli scenari possano mutare per via di pochi seggi. Sono almeno 8 i collegi in cui, in relazione alla situazione di partenza, è stato segnalato un pareggio.</p>
<p>Il distacco tra i due principali attori politici &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-si-gioca-tutto.html">lo abbiamo riportato</a> poche ore fa &#8211; è di circa 10 punti percentuali. Johnson è quello in vantaggio. Questo dicono le rilevazioni statistiche. Ma il margine d&#8217;errore deve considerare pure la territorialità della contesa: saranno i collegi &#8211; 650 in totale &#8211; a decidere le sorti dei sudditi di Sua Maestà. E ogni collegio ha le sue logiche. Il 43% su base nazionale dei conservatori può non bastare, mentre il 33% dei laburisti può comunque offrire delle opportunità inaspettate. Jeremy Corbyn, nel caso in cui a Boris Johnson non riuscisse il cappotto, potrebbe comunque essere incaricato come primo ministro, per quanto questa scenografia resti la più improbabile. Il premier uscente, in maniera diversa da Theresa May, non può contare sul sostegno esterno di altre formazioni politiche. Almeno non in seguito alle trattative che ha portato avanti con Bruxelles. L&#8217;ex sindaco di Londra deve poter contare su <strong>326 parlamentari,</strong> che è il numero minimo per una maggioranza. E tutti quei parlamentari devono provenire dal partito che guida.</p>
<p>Jeremy Corbyn, dal canto suo, può solo sperare che Boris Johnson stecchi. A quel punto, si aprirebbe una fase diversa. E un altro referendum &#8211; questa volta palese &#8211; sarebbe quasi inevitabile. Ma l&#8217;ipotesi appena ventilata rimane difficile. Tutto lascia supporre, infatti, che Boris Johnson riesca nell&#8217;impresa. La polarizzazione della campagna elettorale e la resa quasi incondizionata di Nigel Farage rappresentano elementi favorevoli. Il Brexit Party &#8211; vale la pena sottolinearlo &#8211; non dovrebbe ottenere parlamentari. E questo &#8220;grazie&#8221; ad una mossa tattica di Farage. Nel caso in cui il numero delle palline sul pallottoliere sorridesse al leader sovranista dei conservatori, allora l&#8217;accordo già raggiunto con Bruxelles verrebbe ratificato in breve tempo. Il 31 gennaio è la meta predisposta. Ma c&#8217;è pure una terzo e più caotico pronostico da prendere in considerazione.</p>
<p>Boris Johnson deve essere sostenuto da una maggioranza in grado di non cedere sotto i colpi delle pressioni. Se il margine dei parlamentari conservatori fosse troppo ristretto, si ripresenterebbe un timore che <strong>Theresa May</strong> conosce bene: quello dipendente da un esecutivo che non ha la forza numerica per rimanere in piedi. Una maggioranza amplia, insomma, è davvero preferibile. E 326 è un numero troppo basso per viaggiare in serenità. Pure perché, tra i Tory, c&#8217;è una frangia liberale per nulla incline ad assecondare una versione accelerata della Brexit. Una frangia che ha già messo i bastoni tra le ruote a Johnson nel corso del suo primo mandato.</p>
<p>Occhio, infine, agli scozzesi: la richiesta per un secondo referendum teso all&#8217;indipendenza della Scozia può declinarsi sul pratico. E i parlamentari del Partito nazionalista scozzese &#8220;eletti&#8221; secondo i sondaggi più recenti saranno almeno quaranta. Una variabile indipendente che può far comodo ai progressisti di Corbyn. Più c&#8217;è confusione, per la sinistra, meglio è. La Brexit può essere ad un passo oppure lontanissima. La decisione, comunque sia, spetta solo ai cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-nel-regno-unito-ecco-tutti-gli-scenari-possibili.html">Elezioni nel Regno Unito, ecco tutti gli scenari possibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché in Gran Bretagna si va (ancora) al voto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-in-gran-bretagna-va-ancora-al-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 08:41:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[jeremy corbyn]]></category>
		<category><![CDATA[Theresa May]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voto in Gran Bretagna (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dalla Brexit dipende la tenuta dell&#8217;Unione europea per come l&#8217;abbiamo conosciuta. Ma la Brexit dipende dalla nottata elettorale di oggi. Il Regno Unito sta per decidere, probabilmente una volta per tutte. Perché la tornata del 12 dicembre è davvero un secondo referendum mascherato. Boris Johnson contro Jeremy Corbyn: non è una sfida personalistica, ma la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-in-gran-bretagna-va-ancora-al-voto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voto in Gran Bretagna (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Voto-in-Gran-Bretagna-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dalla <strong>Brexit</strong> dipende la tenuta dell&#8217;Unione europea per come l&#8217;abbiamo conosciuta. Ma la Brexit dipende dalla nottata elettorale di oggi. Il Regno Unito sta per decidere, probabilmente una volta per tutte. Perché la tornata del 12 dicembre è davvero un secondo referendum mascherato. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Boris Johnson</strong></a> contro <strong>Jeremy Corbyn</strong>: non è una sfida personalistica, ma la fotografia di una polarizzazione politica derivante da anni di incertezze. Il 23 giugno del 2016, mentre si votava per la permanenza o meno nelle strutture istituzionali europee, conservatori e labouristi erano molto diversi da come sono adesso. Il <strong>populismo sovranista</strong> non era ancora così chiacchierato, mentre la sinistra progressista non si era ancora riposizionata dalle parti del massimalismo. In questi tre anni e mezzo sono cambiati molti paradigmi della politica britannica. Quello che prima si studiava in potenza, adesso è negli atti.</p>
<p>La storia della Brexit ha ormai origini datate: nasce nella campagna elettorale del 2015, quando il giovane conservatore David Cameron promise agli elettori un <strong>referendum</strong> sulla permanenza nella Ue. Non sembrava qualcosa di serio. Eppure quella promessa venne mantenuta. Il resto è abbastanza noto. Il fatto che la maggioranza dei cittadini del Regno Unito sarebbe stata a favore del leave non era stato previsto. Lo scossone provocato durante quella serata è paragonabile solo a quello dipendente dalla vittoria di Donald Trump, che avrebbe avuto luogo qualche mese dopo.</p>
<p>La protagonista indiscussa delle fasi post-referendum è stata <strong>Theresa May</strong>. Qualcuno pensava fosse arrivata la nuova Margaret Thatcher. La gestione di quei processi &#8211; tutti tesi alla trattativa infinita &#8211; ha raccontato di una sconfitta dietro l&#8217;altra, sino alla resa. Ma i numeri prescindono da chi deve farci i conti: Boris Johnson, che dopo aver vinto le primarie interne si è insediato come primo ministro in quanto leader dei conservatori, è finito nel medesimo ginepraio. Una triangolazione senza via d&#8217;uscita con Bruxelles e con una maggioranza che, nel frattempo, diveniva sempre più frangibile.</p>
<p>Sullo sfondo, sin da principio, c&#8217;è stato il dibattito sul &#8220;come&#8221;: compiere una &#8220;soft Brexit&#8221;, ossia un&#8217;uscita mediata da un accordo con l&#8217;Europa; mettere in moto i meccanismi tesi ad una &#8220;hard Brexit&#8221;, ossia un&#8217;uscita non mediata da un accordo con l&#8217;Europa. Se ne è parlato fino a qualche settimana fa, quando Boris Johnson <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ora-caos-sulla-brexit-c-lok-nuovo-accordo-ora-slitta-1773450.html">è riuscito a contrarre un patto contenente</a> le disposizioni sullo stato dell&#8217;unione doganale dell&#8217;Irlanda del Nord, che di fatto resterebbe nella Ue. Una via di mezzo, quindi, che il Parlamento ha comunque deciso in qualche modo di ricusare. Con tutto quello che ne è conseguito attorno alla dialettica del &#8220;blocco&#8221; dei lavori parlamentari e di ostruzionismo da parte dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Per questo, in fin dei conti, Boris Johnson ha chiesto ed ottenuto nuove elezioni. Ma serve che gli elettori britannici gli servano su un piatto d&#8217;argento la possibilità di fare scacco matto. Altrimenti, con ogni eventualità, assisteremo ad un secondo referendum sulla Brexit. Quella è la strategia del Partito Labourista guidato da Jeremy Corbyn, che nel frattempo sta cercando di recuperare terreno prezioso a sinistra, ponendo l&#8217;accento sui temi sociali. Gli ultimi sondaggi lasciano intendere come la partita si giochi sul filo del singolo scranno. L&#8217;<strong>Unione europea</strong>, comunque vada a finire, può solo stare a guardare. I sudditi di Sua Maestà, ancora una volta, hanno optato per essere gli unici artefici del loro destino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-in-gran-bretagna-va-ancora-al-voto.html">Perché in Gran Bretagna si va (ancora) al voto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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