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	<title>Isole Senkaku Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 18 Feb 2021 08:24:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Isole Senkaku Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Navi della Guardia Costiera cinese entrano nelle acque delle Senkaku</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/navi-della-guardia-costiera-cinese-entrano-nelle-acque-delle-senkaku.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 08:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Senkaku]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Navi della Guardia Costiera cinese sono entrate nelle acque territoriali giapponesi vicino alle isole Senkaku durante la giornata di martedì. L&#8217;intrusione è la prima da quando Pechino ha approvato una nuova legge che consente alla sua Guardia Costiera di sparare su navi straniere nelle acque che ritiene essere sottoposte alla sua sovranità, come quelle dell&#8217;arcipelago &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/navi-della-guardia-costiera-cinese-entrano-nelle-acque-delle-senkaku.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/navi-della-guardia-costiera-cinese-entrano-nelle-acque-delle-senkaku.html">Navi della Guardia Costiera cinese entrano nelle acque delle Senkaku</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1849612-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Navi della <strong>Guardia Costiera cinese</strong> sono entrate nelle acque territoriali giapponesi vicino alle isole <strong>Senkaku</strong> durante la giornata di martedì. L&#8217;intrusione è la prima da quando Pechino ha approvato una <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2021/02/10/national/china-coast-guard-law-japan/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova legge che consente alla sua Guardia Costiera di sparare su navi straniere</a> nelle acque che ritiene essere sottoposte alla sua sovranità, come quelle dell&#8217;arcipelago conteso.</p>
<p>Le due unità cinesi, secondo quanto riporta il <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2021/02/16/national/china-senkakus-armed-ship/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Japan Times</em></a>, sono entrate nelle acque delle Senkaku intorno alle 4:15 unendosi ad altre due che erano lì da lunedì. Le due nuove navi, inclusa una che risulta essere armata con quello che è sembrato un cannone navale, si sono successivamente avvicinate a un peschereccio giapponese che era scortato dalle navi della Guardia Costiera nipponica.</p>
<p>Dopo gli avvisi e le esortazioni ad abbandonare le acque intorno alle isole, due unità navali cinesi hanno abbandonato l&#8217;area intorno alle 10:02, secondo fonti ufficiali di Tokyo. Alle 12:30, tutte e quattro le navi cinesi si erano spostate nella cosiddetta zona contigua appena fuori dalle acque territoriali giapponesi sempre in prossimità delle isole contese.</p>
<p>Il portavoce del governo nipponico ha definito le ultime intrusioni “deplorevoli” e l&#8217;approccio intimidatorio al peschereccio “assolutamente inaccettabile”.</p>
<p>“Queste attività sono una violazione del diritto internazionale”, ha detto il segretario capo di gabinetto Katsunobu Kato in una conferenza stampa martedì, aggiungendo che il governo aveva protestato con la Cina attraverso i canali diplomatici sia a Tokyo che a Pechino.</p>
<p>La Cina ha giustificato le sue azioni vicino al Senkaku in quanto ritiene le acque del <strong>Mar Cinese Orientale</strong> il suo “territorio contiguo”.</p>
<p>Gli isolotti disabitati delle Senkaku (Diaoyu per i cinesi) si trovano in acque ricche di risorse ittiche e si ritiene che vi siano anche vasti giacimenti di minerali e gas naturale.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno si è visto un <strong>aumento dei pattugliamenti</strong> della Cina, che ha inviato sette volte navi nelle acque territoriali del Giappone vicino alle isole, e l&#8217;approvazione della nuova legge sulla Guardia Costiera ha alimentato la preoccupazione per un possibile incidente in mare.</p>
<p>La nuova legge, infatti, consente alla Guardia Costiera cinese di prendere “tutte le misure necessarie”, compreso l&#8217;uso delle armi, contro organizzazioni o individui stranieri che violano la sovranità o giurisdizione cinese.</p>
<p>Tokyo però, sembra voler <strong>smorzare i toni</strong>, più per convenienza tattica, legata soprattutto ai rapporti commerciali con Pechino ma anche per questioni prettamente militari, che per reale volontà di assecondare le rivendicazioni cinesi: risulta infatti che alla domanda se l&#8217;ultima incursione significasse un&#8217;escalation della tensione da parte cinese, un alto funzionario del governo giapponese abbia esitato, ma ha detto che la risposta di Tokyo sarebbe rimasta coerente.</p>
<p>Sappiamo anche che alcuni membri del partito Liberal Democratico al governo hanno spinto per <strong>rafforzare le misure di contenimento</strong> nell&#8217;area, che comprenderebbero esercitazioni militari congiunte tra le Forze Armate nipponiche e quelle statunitensi, ma altri membri del governo temono che questo possa dare a Pechino un pretesto per intensificare ulteriormente le sue attività vicino alle isole amministrate dal Giappone.</p>
<p>L&#8217;attenzione per le isole da parte cinese sembra essersi intensificata da quando il presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden</strong> ha assicurato al primo ministro Yoshihide Suga che gli Usa avrebbero mantenuto il loro impegno, in forza del trattato di sicurezza, per difendere le isole controllate dal suo alleato. Lo staff di Biden ha messo in evidenza da subito l&#8217;<strong>opposizione alle rivendicazioni territoriali</strong> cinesi in una serie di chiamate agli alleati asiatici il mese scorso: un altro indizio del fatto che la Casa Bianca, nonostante il cambio di inquilino, ha sostanzialmente <a href="https://it.insideover.com/guerra/biden-ora-pensa-alla-cina-piu-collaborazione-tra-i-paesi-del-quad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mantenuto la sua linea nei confronti della Cina</a>, che resta l&#8217;avversario principale nello scacchiere Indopacifico e uno dei maggiori su quello globale. La nuova amministrazione, infatti, aveva già fatto sapere che avrebbe spinto per aumentare la collaborazione tra i Paesi dell&#8217;accordo <strong>Quad</strong> (<em>Quadrilateral Security Dialogue</em>), di cui fa parte anche il Giappone, essendone stato il promotore nel lontano 2007.</p>
<p>La Cina a sua volta ha protestato contro quello che ritiene essere una “attività illegale” da parte delle navi giapponesi vicino alle isole, facendo accompagnare alle recriminazioni diplomatiche l&#8217;attività quasi costante del suo naviglio della Guardia Costiera in un copione ormai ben collaudato: le stesse identiche modalità di azione vengono svolte, ormai da anni, nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> dove i <em>cutter</em> cinesi effettuano “puntate” intimidatorie verso navi straniere: che siano per la ricerca petrolifera o semplici pescherecci.</p>
<p>Ad aumentare la preoccupazione, però, è proprio la legge che la Cina ha approvato il mese scorso e che consente alla sua Guardia Costiera di aprire il fuoco su navi straniere in alcune circostanze, come ad esempio se ritenute effettuare attività di pesca illegale.</p>
<p>Il Giappone ha cercato per anni di ricucire i suoi legami con il suo più grande partner commerciale e ha pianificato di accogliere in visita il presidente cinese <strong>Xi Jinping</strong> lo scorso anno. Il viaggio ufficiale, però, è stato rinviato a causa della pandemia, e sappiamo che alcuni esponenti politici nipponici legati al partito al potere ne hanno chiesto l&#8217;annullamento.</p>
<p>Il Giappone si trova spesso <a href="https://it.insideover.com/politica/le-divergenze-tra-stati-uniti-e-giappone-sulla-corea-del-nord.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intrappolato tra gli interessi degli Stati Uniti</a>, il suo unico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-presenza-militare-degli-stati-uniti-corea-del-sud.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alleato militare</a>, e il suo vicino vicino, la Cina, pertanto mantiene una linea di contrasto diplomatico verso Pechino di basso profilo, ma sappiamo che da tempo ha individuato la Cina come il suo avversario regionale principale, tanto che è stata espressamente citata nell&#8217;ultimo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-e-diventata-il-pericolo-numero-uno-del-giappone.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Libro Bianco”</a> della Difesa nipponico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/navi-della-guardia-costiera-cinese-entrano-nelle-acque-delle-senkaku.html">Navi della Guardia Costiera cinese entrano nelle acque delle Senkaku</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cina e Giappone vicini allo scontro alle Senkaku</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cina-e-giappone-vicini-allo-scontro-alle-senkaku.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2020 17:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Senkaku]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Orientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina giapponese, navi Izumo e JS Murasame (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1536x772.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-2048x1029.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le isole Senkaku (in giapponese), o Diaoyu (in cinese) che dir si voglia, costituiscono la terra di nessuno della quale si contendono la sovranità Cina, Giappone e anche Taiwan (ove le isole vengono chiamate Tiaoyutai). Otto isole principali e vari speroni di roccia nel mezzo del Mar Cinese Orientale: una superficie totale di circa 7 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-e-giappone-vicini-allo-scontro-alle-senkaku.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina giapponese, navi Izumo e JS Murasame (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1536x772.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-2048x1029.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le <strong>isole Senkaku</strong> (in giapponese), o <strong>Diaoyu</strong> (in cinese) che dir si voglia, costituiscono la terra di nessuno della quale si contendono la sovranità <a href="https://it.insideover.com/politica/le-dispute-territoriali-in-cui-e-coinvolta-la-cina.html">Cina</a>, Giappone e anche Taiwan (ove le isole vengono chiamate Tiaoyutai). Otto isole principali e vari speroni di roccia nel mezzo del Mar Cinese Orientale: una superficie totale di circa 7 kmq a nord-est di Taiwan (170km), a est della Cina continentale (330 km) e a sud-ovest della prefettura più meridionale del Giappone, Okinawa (410 km). Le isole sono attualmente controllate dal Giappone, eppure rappresentando il tipico caso di (quasi) <em>terra nullius</em>: sono importanti perché prossime a importanti rotte marittime, offrono ricche zone di pesca e si trovano vicino a potenziali riserve di petrolio e gas. Sono anche in una posizione strategicamente significativa, ora più che mai, nella corsa tra Stati Uniti e Cina per il primato militare nella <a href="https://it.insideover.com/politica/lultima-arma-cinese-per-scacciare-gli-usa-dallindo-pacifico.html">regione Asia-Pacifico</a>.</p>
<h2>La disputa sulle Senkaku</h2>
<p>Come molte dispute di questo tipo la vicenda è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il <strong>Giappone</strong> afferma di aver tenuto sott’occhio l’arcipelago per dieci anni nel corso dell’Ottocento per poi dichiararle disabitate. Il 14 gennaio 1895 il Giappone eresse qui un indicatore di sovranità e incorporò formalmente le isole nel proprio territorio. Con il trattato di San Francisco del 1951 il Giappone rinunciò alle proprie rivendicazioni su un certo numero di territori tra cui Taiwan: queste isole, tuttavia, passarono sotto amministrazione fiduciaria degli Stati Uniti e furono restituite al Giappone nel 1971 con l&#8217;accordo di Okinawa. Secondo i giapponesi la Cina non sollevò obiezioni all&#8217;accordo ed è solo a partire dagli anni &#8217;70, quando è emersa la questione delle risorse petrolifere nell&#8217;area, che le autorità delle due Cine hanno iniziato a insistere sulle loro rivendicazioni.</p>
<p>La <strong>Cina</strong>, invece, sostiene di essere stata vittima di un vero e proprio colpo di mano: Pechino afferma che le isole fanno parte del suo territorio sin dai tempi antichi, fungendo da importanti zone di pesca amministrate dalla provincia di Taiwan. Quando questa venne restituita con il Trattato di San Francisco, il leader Chiang Kai-shek non sollevò la questione, perché troppo dipendente dagli Stati Uniti.</p>
<h2>Uno sconfinamento senza precedenti</h2>
<p>Minacce, schermaglie e sconfinamenti sono all’ordine del giorno dal secolo scorso. Tuttavia, dalla scorsa domenica, è in atto <strong>un’operazione senza precedenti</strong>: da giorni, due navi della Guardia Costiera cinese hanno ignorato ripetutamente gli avvertimenti di lasciare le Isole Senkaku. Le navi cinesi sono entrate nelle acque vicino alle isole intorno alle 10:45 di domenica e hanno cercato di avvicinarsi a un peschereccio giapponese. L’episodio colpisce perché <a href="https://www.mofa.go.jp/files/000465486.pdf"><strong>si tratta di un record</strong> </a>(per il tempo di sconfinamento) prolungatosi per ben due giorni: un episodio <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2020/10/13/national/china-senkakus-record/">commentato dalle alte sfere giapponesi</a> come “deplorevole” e percepito da Tokyo come una pericolosa provocazione da quando il governo giapponese ha posto gli isolotti sotto il controllo statale nel settembre 2012, dopo averle acquistate da un proprietario privato giapponese. Nel novembre 2013, la Cina ha anche annunciato la creazione di una nuova zona di identificazione della difesa aerea, che richiederebbe a qualsiasi velivolo nella zona &#8211; che copre le isole &#8211; di rispettare le regole stabilite da Pechino. Il Giappone ha etichettato la mossa come una &#8220;escalation unilaterale&#8221;, ignorandola.</p>
<p>Il record precedente è stato stabilito a luglio, quando le navi cinesi sono penetrate nelle acque per 39 ore e 23 minuti. Martedì, la <strong>guardia costiera</strong> ha affermato di aver individuato anche un&#8217;altra coppia di navi cinesi che navigano nella cosiddetta zona contigua al di fuori delle acque territoriali del Giappone. Le navi cinesi sono state viste navigare vicino alle Senkaku per il 37 ° giorno consecutivo, secondo la guardia costiera. Se le autorità giapponesi promettono una risposta ferma, Pechino continua a rivendicare il diritto al pattugliamento e allo svolgimento di attività di contrasto nelle acque interessate.</p>
<h2>Le ragioni delle provocazioni</h2>
<p>Dal 2012 la Cina ha fatto un uso costante della presenza alle Senkaku come arma politica. Il ventaglio di ragioni vanno dalle semplici esigenze pratiche (sostare in maniera permanente è più comodo che fare la spola dal territorio cinese) a quelle di <strong>deterrenza e prevenzione</strong>: fra i più grandi timori cinesi vi è infatti la possibilità che qui giungano attivisti provenienti da Taiwan e Hong Kong o perfino nazionalisti giapponesi. Quello che però emerge dall’analisi dei dati è che la Cina stia giocando al <strong>divario percettivo</strong>: quello che sta aumentando progressivamente è il perdurare delle operazioni e la permanenza delle navi cinesi nell’area delle Senkaku, non il numero di navi che bersagliano la zona. Da parte giapponese corrisponde un atteggiamento quasi impassibile, che ripetutamente implica la non diffusione via media degli sconfinamenti per non concedere alla Cina momenti di gloria: il problema, però, sono i social media che diffondono comunque le notizie. Non a caso su Twitter, per un breve periodo, si era perfino diffuso un hashtag in giapponese tradotto come &#8220;<a href="https://twitter.com/search?q=%E5%B0%96%E9%96%A3%E8%AB%B8%E5%B3%B6&amp;src=typed_query">Protesto contro le navi cinesi che si intromettono nelle Senkaku</a>&#8220;.</p>
<p>Un’altra ragione riguarda i <strong>diritti di pesca</strong>: la regolare presenza cinese in loco ha scoraggiato i pescherecci giapponesi dall&#8217;operare nell&#8217;area, soprattutto all&#8217;interno del mare territoriale. Dopo la crisi della nazionalizzazione delle isole del settembre 2012, i pescherecci giapponesi hanno avuto la tendenza ad astenersi dal pescare nelle acque territoriali delle isole contese. Del resto, il copione cinese è sempre il medesimo: individuare i pescherecci giapponesi, inseguirli, affiancarli e farli desistere dall’avvicinamento all’arcipelago.</p>
<p>I fatti di queste ore, tuttavia, costituiscono un record nella storica disputa, che potrebbe avere significati più profondi di quelli degli ultimi decenni. La Cina è cosciente dell’appoggio statunitense al Giappone e della politica di deterrenza in atto contro di sé. Per questa ragione tende a mostrare i muscoli, nelle acque più che mai. Bisogna inoltre ricordare che lo scorso 6 ottobre si è tenuto a Tokyo il secondo summit dei ministri degli Esteri del <strong>Quad</strong>, la piattaforma multilaterale informale che riunisce Stati Uniti, Giappone, Australia e India: ergo, quella cinese potrebbe essere un avvertimento legato proprio al meeting. Infine, lo sconfinamento potrebbe essere anche un <a href="https://it.insideover.com/politica/come-potrebbe-cambiare-la-politica-estera-del-giappone-dopo-abe.html">test al tornasole</a> per il neopremier giapponese <strong>Yoshihide Suga</strong>, nel tentativo di comprendere la tempra internazionale dell’erede di Shinzō Abe.</p>
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		<item>
		<title>Il Giappone schiera i missili a Ishigaki  e si prepara allo scontro con la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/giappone-missili-ishigaki.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Senkaku]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1029" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543-1024x702.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Se deve scoppiare una guerra fra Cina e Giappone per il controllo degli arcipelaghi contesi, allora l&#8217;isola di Ishigaki potrebbe essere la prima linea del fronte. Questa è l&#8217;isola in cui il Giappone si sente più minacciato dalla Cina e il posto dove presto dispiegherà missili e truppe allo scopo di dissuadere la Cina da ogni azione che considera &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/giappone-missili-ishigaki.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1029" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170824085654_24086543-1024x702.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Se deve scoppiare una guerra fra<strong> Cina</strong> e<strong> Giappone</strong> per il controllo degli arcipelaghi contesi, allora l&#8217;isola di <strong>Ishigaki</strong> potrebbe essere la prima linea del fronte. Questa è l&#8217;isola in cui il Giappone si sente più minacciato dalla Cina e il posto dove presto dispiegherà missili e truppe allo scopo di dissuadere la Cina da ogni azione che considera provocatoria. Secondo quanto ha potuto conoscere il quotidiano britannico <a style="color: #0000ff" href="http://www.independent.co.uk/news/world/asia/china-military-aggression-island-missiles-troops-south-china-sea-ishigaki-japan-winter-olympics-a8208586.html"><em>The Independent</em></a>, il governo giapponese sta finalizzando lo spiegamento di <strong>batterie missilistiche</strong>, anti-aerei e anti-nave, la costruzione di nuove installazioni radar e sta per far arrivare circa <strong>600 soldati</strong>. Tutto questo nell&#8217;isola di Ishigaki. Secondo quanto sostenuto dalla testata, i missili terra-aria probabilmente includono anche i Mim-104 Patriot fabbricati negli Stati Uniti, mentre per i missili anti-nave, dovrebbe trattarsi degli Ssm-1 della Mitsubishi. </p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;840&#8243; gal_title=&#8221;ESERCITAZIONE GIAPPONE&#8221;]</p>

<p>Lo schieramento missilistico e delle forze terrestri giunge in un momento di molto delicato nel dibattito politico del Giappone, perché <strong>Shinzo Abe</strong>, da poco rieletto alla guida del governo, sta cercando di rivedere in maniera minima ma sensibile la costituzione estremamente pacifista del Giappone scaturita dalla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, per tentare di renderla più ancorata alla realtà delle sfide alla geopolitica giapponese. Un tentativo che, intanto, sta avendo i suoi frutti sul piano dei fondi per la Difesa che il governo ha aumentato dell&#8217;1,3% portandolo alla cifra record di <strong>45,8 miliardi di dollari</strong> annuali. Un aumento significativo che una parte della popolazione giapponese approva ma che deve comunque fare i conti anche con una forte opposizione interna.</p>
<p>La scelta della militarizzazione di Ishigaki, tuttavia, appare più una scelta necessaria del governo giapponese che una semplice questione politica. E la popolazione locale sembra essere d&#8217;accordo. Ishigaki si trova molto (troppo) vicina a <strong>Taiwan</strong> e alle <strong>Senkaku</strong> per non avere una forte barriera difensiva. Negli ultimi anni, la Cina ha mostrato apertamente di considerare le <strong>Diaoyu</strong> (per il Giappone le isole Senkaku) come parte del proprio territorio. E i venti di tensione su Taiwan non fanno dormire sonni tranquilli al governo del Giappone. Il governo cinese considera il consolidamento della propria sovranità sulle acque contese come un problema prioritario nell&#8217;agenda dei prossimi anni e il Giappone, inevitabilmente, deve fare i conti con questo desiderio di Pechino di estendere la propria influenza sul Pacifico. Gli strateghi cinesi considerano le<strong> isole del Pacifico come la &#8220;prima catena di difesa&#8221; che si estende dal  mar Cinese meridionale alle coste della Russia</strong>. Ishigaki rientra in questi arcipelaghi, dal momento che è la sua città ad amministrare le Senkaku, rivendicate dalla Cina.</p>

<p>La sfida fra Cina e Giappone si fa ogni anno più tesa. Tutto è iniziato per la pesca, con le <strong>flotte di pescherecci cinesi</strong> scortate dalle navi militari di Pechino e le tensioni con le motovedette giapponesi a difesa delle acque territoriali di Tokyo. Poi sono arrivate le <strong>incursioni dei sottomarini</strong> e negli ultimi mesi anche quelle<strong> degli aerei da guerra</strong> che, secondo il Giappone, hanno più volte penetrato lo spazio aereo nipponico. Una disputa che ha assunto immediatamente i connotati di una questione mondiale prima ancora che regionale. Il segretario generale della Difesa statunitense, <strong>James Mattis</strong>, ha sottolineato durante una visita a Tokyo che Washington è pienamente impegnata a sostenere il Giappone sulle Senkaku e stanno costruendo le basi per una più ampia alleanza militare sulla falsariga della Nato che includa Usa, Giappone, Australia e India con l&#8217;aiuto del Regno Unito. E la sfida non sembra destinata a concludersi nel breve termine. Le rivendicazioni infatti poggiano su solidissime basi economiche. Il mare è uno dei più pescosi della regione e, negli ultimi 40 anni, è diventato sempre più evidente il <strong>potenziale energetico dei fondali marini</strong> dell&#8217;area, dove si nascondo giacimenti inesplorati di petrolio e gas. Gli interessi aumentano e così anche le tensioni fra le due potenze asiatiche. Un&#8217;escalation che preoccupa la popolazione locale che, in questi ultimi anni, ha visto una forte crescita anche del turismo e che adesso potrebbe subire un contraccolpo durissimo.</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-nostri-reporter-raccontano-violenze-sui-cristiani-nel-1493669.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42557 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/bannerino-occhi.jpg" alt="bannerino-occhi" width="745" height="100" /></a></p>

<p>Cristiani nel mirino: è questo il tema dell&#8217;incontro del<strong> 20 febbraio</strong> durante il quale Fausto Biloslavo e Gian Micalessin racconteranno la realtà drammatica di chi è perseguitato per la propria fede. L&#8217;incontro si terrà martedì 20 febbraio alle ore 17 in via Gaetano Negri 4. <strong>I posti sono limitati. Per partecipare potete scrivere a info@gliocchidellaguerra.it o chiamare il numero 028566445/028566308</strong></p>
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		<title>Il vero potere della Cina sotto il mare  Avanzata dei sottomarini del dragone</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-potere-della-cina-sotto-il-mare-lavanzata-dei-sottomarini-del-dragone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 07:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra sottomarina]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Senkaku]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Indiano]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1026" height="619" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Chinese_Kilo_in_service.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Chinese_Kilo_in_service.jpg 1026w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Chinese_Kilo_in_service-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Chinese_Kilo_in_service-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Chinese_Kilo_in_service-1024x618.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1026px) 100vw, 1026px" /></p>
<p>La Cina estende il suo potere sugli oceani. Non solo in superficie, ma anche in profondità. La dottrina navale di Pechino in questo secondo decennio del XXI secolo è stata improntata a un sensibile cambio di passo rispetto a quella precedente. Abbandonata l’attenzione quasi esclusiva verso le acque contigue, adesso l’obiettivo cinese è espandere la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-potere-della-cina-sotto-il-mare-lavanzata-dei-sottomarini-del-dragone.html">[...]</a></p>
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<p>Dal punto di vista regionale, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/5a5d254ea7ac77.27760141/1776699/2018-01-15/speciale-difesa-la-cina-fornisce-sottomarini-a-basso-costo-ai-paesi-dell-oceano-indiano">come ricorda <em>Agenzia Nova</em></a>, la Cina ha lanciato una grande “offensiva commerciale per la fornitura di sottomarini d’attacco ai paesi litoranei dell’Oceano indiano”. Oggi, <strong>Bangladesh, Pakistan e Thailandia sono da considerare a tutti gli effetti clienti dell’industria navale di Pechino</strong> che esporta i propri mezzi alle marine militari di questi Paesi costruendo una sorta di cintura fisica all’India che vede in quest’azione un’inevitabile compressione della propria capacità di esportare prodotti militari ma anche di estendere la propria influenza. L’industria militare è infatti anch’essa un’incredibile forza propulsiva nei rapporti internazionali. E <strong>un Paese che compra mezzi militari da un altro Stato per forza di cose aumenta il livello di relazioni con il contraente</strong>.</p>

<p>Il Bangladesh comprò già nel 2013 due sottomarini diesel-elettrici usati Tipo 035 (denominazione Nato: classe Ming), iniziando le operazioni soltanto a marzo del 2017. Il costo basso, 100 milioni di dollari, e l’importanza di avere la Cina come parte del contratto, hanno poi avuto un ruolo fondamentale nella scelta di questo mezzo rispetto alle oltre offerte internazionali, europee in particolare. Ad aprile 2017 è stata la volta della Thailandia, che comprato due nuovi sottomarini Tipo 039A (denominazione Nato: classe Yuan) e che sta valutando l’acquisto di altri due sottomarini della stessa classe I mezzi, considerati tra i più silenziosi dell’industria della Difesa cinese, possono cambiare sensibilmente l’assetto strategico dei Paesi del sud-est asiatico. Infine il Pakistan, ormai alleato della Cina, che nel 2016, su sollecitazione dello stesso Xi Jinping, ha concluso con il governo di Pechino un contratto per la fornitura di otto sottomarini Tipo 039A, di cui quattro da assemblare in Pakistan. Non c’è solo il miglioramento delle relazioni in questa politica, né soltanto l’aumento degli introiti nell’industria bellica, poiché le vendite sono a prezzi molto bassi. La compravendita di sottomarini permette, infatti, alla Cina di esportare non solo i mezzi ma anche infrastrutture e stabilimenti per la manutenzione che potrebbero servire, in futuro per la stessa marina cinese. <strong>Un porto, costruito con infrastrutture adeguate ai mezzi venduti, significa che può ospitare già sottomarini del dragone</strong>. Inoltre, la vendita di sottomarini permette a Pechino di accumulare informazioni sempre maggiori sulle loro capacità operative. Non solo dei propri mezzi ma anche dei partner regionali.</p>

<p>Un episodio, in questi ultimi giorni, può far comprendere la crescente importanza dei sottomarini nella geopolitica cinese. <strong>Un sottomarino navale cinese è stato individuato nelle acque vicino alle isole controllate dal Giappone nel Mar Cinese Orientale</strong>. Il ministro della Difesa del Giappone, Itsunori Onodera, ha confermato lunedì che si trattava di un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare. Secondo il <a href="http://www.scmp.com/news/asia/east-asia/article/2128284/chinese-nuclear-attack-submarine-spotted-near-disputed-diaoyu"><em>South China Morning Post</em></a>, il sottomarino, appartenente alla <strong>classe Shang</strong>, lungo 110 metri, ed equipaggiato con missili nave-nave con un raggio di 40 chilometri, è stato rilevato giovedì mentre era in navigazione subacquea appena fuori dalle acque territoriali giapponesi, vicino alle <strong>isole Senkaku</strong>. &#8220;Siamo seriamente preoccupati per gli atti che sollevano unilateralmente le tensioni. Manterremo la guardia per rispondere rapidamente se accadesse di nuovo un incidente simile &#8220;, ha detto Onodera ai giornalisti. Onodera ha poi confermato un altro atto che per il Giappone ha rappresentato una vera sfida: il sottomarino è <strong>emerso in acque internazionali battendo una bandiera cinese sul suo albero</strong>. Una provocazione? Secondo gli analisti del quotidiano di Hong Kong potrebbe essere stato un gesto molto più pragmatico, e cioè volto a <strong>testare la velocità e le modalità di risposta della Difesa giapponese</strong>. Sta di fatto che l’utilizzo di un sottomarino di ultima generazione è un altro segnale del fatto che per la Cina, il controllo dei mari passa adesso anche per il controllo delle sue profondità.</p>
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		<title>Quelle isole del Pacifico  dove può scoppiare una guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 15:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Senkaku]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Concentrato sulla crisi della penisola coreana, il mondo sembra quasi disinteressarsi di un problema, più a sud, che potrebbe invece essere davvero dirimente per far scatenare una guerra. Una guerra che già esiste, pur non formalmente, ma che è latente e non sembra intenzionata, almeno a livello diplomatico, a cedere il passo a un accordo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quelle-isole-del-pacifico-scoppiare-puo-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171118211902_25027601-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Concentrato sulla crisi della penisola coreana, il mondo sembra quasi disinteressarsi di un problema, più a sud, che potrebbe invece essere davvero dirimente per far scatenare una guerra. Una guerra che già esiste, pur non formalmente, ma che è latente e non sembra intenzionata, almeno a livello diplomatico, a cedere il passo a un accordo risolutivo. Parliamo della contesa, tra Giappone e Cina, delle isole Senkaku (conosciute in cinese come isole Diaoyu). Questo gruppo di isolotti disabitati nel mar Cinese orientale rappresenta uno dei grandi problemi delle relazioni sino-giapponesi e continua ad essere una questione non solo di ordine politico, ma anche, e soprattutto, di ordine militare. Perché la rivendicazione non è soltanto dettata da antiche diatribe in ordine all’appartenenza storica dell’arcipelago, ma dal fatto che, negli ultimi anni, la Cina ha posto le isole sotto l’ombrello della proprio Air defense identification zone (Adiz) nonostante la formale appartenenza delle isole Senkaku alla prefettura di Okinawa, in particolare della municipalità di Ishigaki. Questa municipalità, come ricorda Stefano Carrer per <em>Il Sole 24 Ore</em>, si accinge ad andare alle elezioni. E quello che interessa è che, in questa tornata elettorale, non si tratterà solo di rinnovare il potere politico locale, ma sarà anche quello di votare (indirettamente) a favore e contro le scelte del governo giapponese di inviare nella municipalità di Ishigaki, e quindi anche sulle isole disabitate i irraggiungibili delle Senkaku, centinaia di soldati insieme a un nuovo sistema missilistico antinavi. Insomma, se le Senkaku sono irraggiungibili per chiunque, come concordato tacitamente fra Cina e Giappone, dall’altro lato Tokyo considera questa parte meridionale del proprio territorio come un nervo scoperto della propria sicurezza nazionale. Ed è pronto a rafforzare il numero di uomini e mezzi rendendolo, di fatto, un arcipelago militarizzato.</p>

<p>Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, la municipalità è divisa fra coloro che ritengono le misure adeguate alla crescente volontà di espandersi della Cina, e fra chi, al contrario, ritiene che questa militarizzazione danneggi gravemente la vita su tutto il territorio di riferimento e anche l’ecosistema. Un problema non secondario da un punto di vista locale, giacché le isole sono delle vere perle del Pacifico che potrebbero attrarre tantissimi turisti oltre che alimentare l’economia del comune. Ma la scelta di non far avvicinare nessuno a quegli isolotti non permette né il rispetto della natura né lo sfruttamento economico. Un problema che si ripercuote su tutta la prefettura di Okinawa, che è da anni sul piede di guerra contro l’ingombrante presenza americana sul territorio. Qui dove gli Alleati misero in atto una delle più grandi operazioni anfibie della storia della Seconda Guerra Mondiale, ha sede il III Marine Expeditionary Force; e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://english.ryukyushimpo.jp/2017/11/15/28043/">Takeshi Onaga</a>, al governo della prefettura dal 20145, ha portato fino alla Corte suprema il proprio ricorso contro l’aumento delle strutture militari Usa nel territorio di Okinawa. Un ricorso che s’inseriva anche nella difficile convivenza fra i soldati americani e la popolazione locale, spesso contrassegnata di episodi di violenza e microcriminalità.</p>
<p>Ma a questi problemi di ordine pubblico, si aggiungono adesso i problemi di ordine internazionale, che per il governo di Shinzo Abe e per il dirimpettaio Xi Jinping sono tutt’altro che secondari. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.thetimes.co.uk/article/britain-and-japan-to-build-aircraft-missiles-to-defend-senkaku-islands-zsqsq0h57">Il <em>Times</em> ha confermato</a> nelle scorse ore che Londra e Tokyo hanno raggiunto un accordo di partnership per la costruzione e il dispiegamento di un nuovo sistema missilistico anti-aereo per la sicurezza delle isole contese. Mentre <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/19/national/china-sends-bombers-intelligence-gathering-planes-international-airspace-near-okinawa/#.WhrcHlXiaUk">la Cina ha di nuovo inviato bombardieri e aerei-spia</a> attraverso lo spazio aereo internazionale tra le isole di Okinawa e Miyako nel Mar Cinese orientale, come parte di quelle che Pechino ha definito “regolari esercitazioni”. Quello che preoccupa, in generale, oltre alla continua militarizzazione della zona è che la disputa non sembra assolutamente in via di risoluzione. Trump e con lui il Pentagono non sono interessati affatto alla regolarizzazione dei rapporti fra Cina e Giappone, anzi, semmai sperano di soffiare sulla brace che cova da anni con la speranza che Tokyo si schieri ancora di più con gli Usa e abbandoni il tavolo dei negoziati con Pechino. D’altro canto, la politica di Washington sembra ormai sempre più orientata verso la possibilità di incrementare la vendita di armi ai suoi partner del Pacifico e di spingere verso l’isolamento cinese rispetto agli altri Stati asiatici. Con rischi paradossalmente anche più inquietanti della crisi coreana. Perché se per quanto riguarda la Corea del Nord, c’è la possibilità di trovare un accordo con la Cina, sul fronte delle Senkaku, Pechino è la diretta interessata. E la Cina di Xi Jinping non appare disponibile a cedere di un millimetro sulle aree contese del suo oceano. Così come il Giappone del conservatore Abe.</p>

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