Quanti sono i militari Usa stanziati in Corea del Sud?

La presenza degli Stati Uniti in Corea del Sud risale al termine della Seconda guerra mondiale quando, con il Giappone sconfitto e per limitare il dilagare della presenza Sovietica nell’area, gli americani sbarcarono nella parte meridionale del Paese.

La Corea cessò di essere indipendente nel 1910 quando fu annessa al Giappone a seguito della sua politica espansionistica in Estremo Oriente. Pochi anni dopo lo scoppiare del Secondo conflitto nippo-cinese, nel 1937, che comportò l’invasione della Manciuria, e all’indomani dell’attacco di Pearl Harbor, il governo coreano in esilio dichiarò guerra al Giappone – su pressione americana – e cominciò a organizzare volontari per combattere sotto le insegne della Cina Nazionalista e di quella comunista di Mao Zedong. Parallelamente l’Unione Sovietica  diede segretamente supporto ai volontari coreani che combattevano con tattiche di guerriglia i giapponesi nel Manchukuo, venendo così a formare il primo nucleo di quello che sarebbe diventato l’esercito della Corea del Nord.

L’invasione Sovietica della penisola coreana colse alla sprovvista gli Stati Uniti, che non avevano raggiunto un accordo con Mosca durante la conferenza di Yalta in merito alla gestione del Paese dopo l’occupazione giapponese. Il 15 agosto del 1945 il presidente Harry Truman propose a Josef Stalin la divisione del Paese in due sfere d’influenza lungo il 38esimo parallelo, divisione che avrebbe dovuto essere provvisoria in attesa di libere elezioni che avrebbero portato alla fondazione di una “nazione neutrale”, ma che, con il rapido degenerare dei rapporti tra le due potenze, si cristallizzò sino ai nostri giorni.

La guerra che insanguinò il Paese tra il 1950 ed il 1953 rappresentò il picco della presenza americana nell’area con più di 300mila soldati di stanza nella penisola e la conclusione del conflitto armato, segnata solo da un armistizio e non da un trattato di pace, determinò la presenza costante di forze americane in considerazione sia della particolare situazione diplomatica con il Nord comunista sia della posizione strategica della Corea del Sud, a ridosso della Cina e dell’Unione Sovietica.

La particolare posizione geografica e una guerra mai del tutto cessata hanno fatto della Corea del Sud l’unico Paese non sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale ad avere il maggior numero di basi e soldati americani.

Dopo il conflitto contro il Nord – nel periodo che va dal 1958 al 1969 – la presenza degli Stati Uniti si è aggirata tra le 46mila e le 66mila unità con i picchi maggiori che si registrano durante il conflitto in Vietnam.

La “Dottrina Nixon“, secondo la quale le nazioni asiatiche non avrebbero dovuto dipendere dagli Stati Uniti per la loro sicurezza ma affidarsi alle proprie capacità, portò alla prima drastica diminuzione del personale militare in Corea del Sud: in un solo anno, tra il 1969 ed il 1970, gli effettivi passarono da 66mila a 52mila, per poi diminuire a 40mila l’anno successivo portando così al ritiro di più di 20mila unità.

Il secondo importante taglio al numero di soldati americani in Corea del Sud avvenne con l’emendamento Nunn-Warner al Defense Appropriation Bill del 1989. In quell’occasione si stabilì la riduzione delle truppe Usa in Corea a 36mila effettivi, dai 43 mila presenti, entro la fine del 1991. Nei primi mesi del 1990 l’amministrazione Bush annunciò un ulteriore taglio di 7mila unità in due anni e mezzo. A quel tempo la presenza americana in Corea del Sud ammontava a 11600 uomini dell’Air Force a a 31600 dell’Us Army.

Nel marzo del 2002 venne siglato tra il ministero della Difesa Nazionale sudcoreano e l’Us Forces in Korea (Uskf) il Land Partnership Plan per la razionalizzazione della presenza militare americana nel Paese. La particolare natura geografica della Corea e la dispersione della basi – spesso molto piccole – ponevano delle problematiche per quanto riguarda la gestione delle risorse e la responsabilità della catena di comando. Con il Lpp le basi americane passano da 41 a 23 in un piano di tagli che dura fino al 2011.

In quegli anni possiamo conteggiare una presenza media di circa 37mila uomini – ridotti a 32mila nel 2004 con la partenza della Seconda Brigata in Iraq – e circa 225 velivoli di tutti i tipi. Le forze di terra potevano contare anche su batterie di missili “Patriot”, stormi di elicotteri AH-64 “Apache”, una brigata di fanteria meccanizzata, una da assalto aereo, e altre di supporto comprese quelle di intelligence e da PsyOps o Guerra Psicologica.

Attualmente le truppe degli Stati Uniti in Corea ammontano a poco più di 23mila uomini con a disposizione circa 300 Mbt “Abrams”, batterie di “Patriot” ed il nuovo sistema Thaad, cosa che ne fa il secondo contingente più numeroso oltremare dopo quello presente in Germania.

Le forze americane sono distribuite in 6 grandi aree che dividono il territorio sudcoreano e che fanno capo ad una base principale.

l’Area I dipende dalla guarnigione dell’Us Army “Red Cloud/Casey”, l’Area II dalla guarnigione di Yongsan, l’Area III da quella di “Humphreys”, l’Area IV dalla guarnigione di Daegu (Camp Carroll e Camp Castle), l’Area V dalla base aerea di Osan e l’Area VI da quella di Kunsan. La Us Navy ha il suo porto principale a Busan.

La base aerea di Kunsan è sita nella parte occidentale della Corea del Sud lungo le coste del Mar Giallo e dista circa 150 miglia dalla capitale ed è sede dell’ottavo Fighter Wing operante su F-16 C/D. La base di Osan, che dista circa 6 ore da Kunsan, è posta 64 km a sud di Seul ed è sede del 51esimo Fighter Wing alle cui dipendenze ha due Gruppi (il 25esimo ed il 36esimo) operanti rispettivamente con A-10 e F-16 C/D. Entrambe le unità sono inquadrate nella 7Th Air Force.

“Camp Humphreys” si trova circa 90 chilometri a sud di Seul vicino al villaggio di Anjeong-ri e, sebbene sia di modeste dimensioni, ha subito una notevole crescita a causa della presenza di una pista di atterraggio che vanta più di 50 mila voli ogni anno ed ha un personale di circa 10mila uomini.

“Camp Red Cloud” è una delle più importanti basi dell’esercito americano in Corea del Sud a causa della sua vicinanza con la Zona Smilitarizzata che corre lungo il 38 parallelo: si trova infatti nelle vicinanze della cittadina di Uijeongbu a meno di 50 chilometri dalla frontiera con il Nord. Alle sue dipendenze ha “Camp Casey”, sito non molto lontano e sede dalla Seconda Divisione di Fanteria che vede la presenza di 8800 individui di cui 6300 militari.

La base di Yongsan è la più importante base degli Stati Uniti in Corea del Sud in quanto è il quartier generale delle forze americane nel Paese. E’ situata nella capitale, Seul, e copre una superficie di circa 2,5 chiilometri quadrati.

Tutte le forze terrestri presenti in Corea del Sud sono inquadrate nell’Ottava Armata americana che ha come scopo quello di difendere la penisola da un’eventuale aggressione nordcoreana avendo alle sue dipendenze anche le unità dell’esercito sudcoreano per un totale di circa 600mila uomini che possono essere aumentati di 3 milioni e mezzo con le riserve della repubblica della Corea del Sud e con i rinforzi provenienti dagli Stati Uniti.

Il centro delle operazioni navali americane in Corea del Sud si trova a Chinhae, non lontano da Busan la seconda città più grande del Paese dopo Seul, nell’estremità sud occidentale della penisola. Le unità presenti sono inquadrate nella Settima Flotta Usa di stanza a Yokosuka, in Giappone.

In Corea del Sud è presente anche un distaccamento di Marines a “Camp Mujuk”, ad est di Daegu vicino a Pohang nelle vicinanze della costa orientale e uno di Operazioni Speciali (Sockor) di base a “Camp Kim”, una struttura inquadrata nella base di Yongsan.