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	<title>idf Archives - InsideOver</title>
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	<title>idf Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[israel]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 aprile, il colonnello Avichay Adraee, ex capo delle comunicazioni dell’IDF, ha pubblicato un post su X in cui annunciava che l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sarebbe stato utilizzato da Hezbollah per scopi militari. A supporto dell’accusa, venivano diffusi un’immagine e alcuni video. Nel post X, Adraee scrive: “Ecco come l&#8217;ospedale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/11111-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 12 aprile, il colonnello Avichay Adraee, ex capo delle comunicazioni dell’IDF, ha pubblicato un post su X in cui annunciava che l’ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sarebbe stato utilizzato da Hezbollah per scopi militari. A supporto dell’accusa, venivano diffusi un’immagine e alcuni video. Nel post X, Adraee scrive: “Ecco come l&#8217;ospedale governativo di Bint Jbeil si è trasformato in una roccaforte terroristica di Hezbollah!!!”. A supporto dell’accusa, veniva diffusa un’immagine presentata, implicitamente, come prova visiva della militarizzazione della struttura.</p>



<p>A mettere in discussione questa ricostruzione è stato Alex Martin Astley, giornalista investigativo basato in Libano, che ha deciso di verificare direttamente la fondatezza delle affermazioni israeliane. Astley ha quindi contattato l’IDF attraverso i canali ufficiali riservati ai giornalisti- una unità stampa attiva anche su WhatsApp — chiedendo chiarimenti sull’origine della fotografia utilizzata come prova. Dal confronto è emerso un punto centrale: i luoghi presenti nell’immagine condivisa dall’IDF non corrispondono all’ospedale indicato. Nessuna fotografia o materiale video ritrae stanze riconducibili all’ospedale Bint Jbeil. Come scrive l’IDF in un messaggio a Astley: “La foto ha lo scopo di servire come prova; le armi sono state prese dall&#8217;ospedale e fotografate in una vicina posizione. Alcune delle immagini delle armi mostrate nel tweet sono state confiscate dall&#8217;ospedale e trasferite in territorio israeliano attraverso un sequestro di armi”. Questo conferma che nelle evidenze presentate dall’IDF non c’è alcuna prova che indichi “armi ritrovate nei locali dell’ospedale Bint Jbeil”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The <a href="https://twitter.com/hashtag/IDF?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IDF</a> claimed that a hospital in southern <a href="https://twitter.com/hashtag/Lebanon?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Lebanon</a> was being used by <a href="https://twitter.com/hashtag/Hezbollah?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hezbollah</a>. <br><br>Then, the IDF admitted to me that a photo they shared, ostensibly as evidence, was not taken at the hospital.<br><br>There is, as yet, no hard evidence to back these claims. <a href="https://t.co/ZtBYr3mHvO">https://t.co/ZtBYr3mHvO</a> <a href="https://t.co/U9WF3f16Yt">pic.twitter.com/U9WF3f16Yt</a></p>&mdash; Alex Martin Astley (@AlexMAstley) <a href="https://twitter.com/AlexMAstley/status/2044116838481617288?ref_src=twsrc%5Etfw">April 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Abbiamo contattato Astley per approfondire la vicenda. Il giornalista ha spiegato ad InsideOver che i primi dubbi sono emersi proprio dall’analisi visiva del materiale diffuso: l’immagine pubblicata “non corrispondeva all’aspetto reale dell’ospedale in questione”.<br><br>A seguito delle sue richieste di chiarimento, l’esercito israeliano non ha fornito prove alternative in grado di sostenere l’accusa iniziale. “Non ho ricevuto ulteriori elementi e non ho ancora visto prove conclusive a sostegno delle loro affermazioni”, ha spiegato Astley. Un elemento altrettanto significativo riguarda l’assenza di qualsiasi rettifica pubblica da parte dell’IDF: dopo la diffusione delle evidenze da parte di Astley, l’IDF non ha emesso correzioni né chiarimenti ufficiali.<br><br>Nel pomeriggio del 15 aprile, un membro dell&#8217;IDF ha pubblicato<a href="https://x.com/ltc_shoshani/status/2044419014919688474?s=46"> su X un post</a> di risposta verso Astley. Nel post è presente un video in cui si vedono alcune armi in una stanza. Come ha confermato lo stesso Astley ad InsideOver però, non ci sono evidenze nel video che dimostrino che il filmato è stato girato all&#8217;interno dell&#8217;ospedale Bint Jbeil in Libano<br><br>Il caso si inserisce in un quadro più ampio. Come sottolineato dallo stesso giornalista, negli ultimi mesi sono state avanzate più volte accuse — analogamente a quanto avvenuto a Gaza — secondo cui strutture sanitarie in Libano verrebbero utilizzate per scopi militari, senza che emergano prove verificabili a sostegno. Sempre Astely ci ha raccontato: “Tutto questo avviene mentre, parallelamente, proseguono gli attacchi contro il sistema sanitario libanese: secondo il ministero della Salute, almeno 87 operatori sanitari sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dal 2 marzo”.<br><br>Secondo i dati disponibili, dal 2 marzo, in meno di un mese, <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-gaza-israele-porta-avanti-un-medicidio-anche-in-libano.html">le forze israeliane hanno colpito circa 135 strutture</a> sanitarie in Libano — tra ospedali, centri medici e mezzi di soccorso — uccidendo almeno 87 operatori sanitari e ferendone circa 120, con una media di quasi due operatori uccisi al giorno. Più di cinque ospedali sono stati completamente evacuati e oltre 54 centri di assistenza primaria hanno chiuso.</p>



<p>Le testimonianze raccolte sul campo descrivono inoltre l’uso della pratica del <em>double-tap</em>: un primo attacco colpisce civili, seguito da un secondo bombardamento a pochi minuti di distanza, diretto contro i soccorritori intervenuti. A Nabatieh, secondo operatori della protezione civile, le squadre sono state ridotte al minimo per il timore di nuovi attacchi durante le operazioni di emergenza.<br>Il fenomeno non è recente. Tra il 7 ottobre 2023 e la fine del 2024, quasi 230 operatori sanitari sono stati uccisi in Libano e sono stati registrati almeno 187 attacchi contro il sistema sanitario. Complessivamente, si stimano oltre 285 operatori sanitari uccisi e più di 330 attacchi dall’inizio dell’escalation nel 2024. Organizzazioni internazionali come Amnesty International hanno parlato di un “modello” di attacchi contro il sistema sanitario, mentre Medici Senza Frontiere e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno lanciato ripetuti appelli per la protezione di civili e strutture mediche.<br><br>In questo contesto, il caso dell’ospedale di Bint Jbeil solleva interrogativi profondi sul ruolo delle informazioni in tempo di guerra. L’uso di immagini difficilmente verificabili, l’assenza di prove conclusive e la mancanza di rettifiche ufficiali contribuiscono a un clima in cui la distinzione tra obiettivi militari e infrastrutture civili rischia di diventare sempre più fragile, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei civili e sull’integrità del sistema sanitario.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/idf-accusa-ecco-le-foto-di-covo-armi-di-hezbollah-in-un-ospedale-libanese-il-giornalista-alex-martin-astley-dal-libano-smonta-le-prove-il-suo-racconto-a-insideover.html">Le armi di Hezbollah nell’ospedale? L’IDF ammette: la foto è stata scattata altrove</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele, i giovani che rifiutano la leva per protestare contro i massacri di Gaza </title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-i-giovani-che-rifiutano-la-leva-per-protestare-contro-i-massacri-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 14:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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<p>Molti giovani israeliani hanno rifiutato la leva obbligatoria, in segno di protesta contro il massacro dei palestinesi di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-i-giovani-che-rifiutano-la-leva-per-protestare-contro-i-massacri-di-gaza.html">Israele, i giovani che rifiutano la leva per protestare contro i massacri di Gaza </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p></p>



<p>In Israele c’è chi, con estremo coraggio, si oppone fermamente a quanto sta accadendo a Gaza. Dall’inizio della guerra, alcuni giovani israeliani hanno rifiutato la leva obbligatoria, in segno di protesta contro il massacro di decine di migliaia di palestinesi. Un gesto ardito, se si considera che <strong>la pena per il mancato servizio militare è il carcere</strong>. Difatti, Iddo Elam e Soul Behar Tsalik &#8211; intervistati da +972 magazine &#8211; sono stati arrestati e trasferiti nella prigione di Neve Tzedek per iniziare il loro primo periodo di detenzione, che si prevede possa essere esteso. Pur avendo appena diciotto anni, i ragazzi hanno le idee chiare. Nella loro dichiarazione di rifiuto alla leva militare, hanno scritto: &#8220;Fino a quando continueremo ad arruolarci, seguire gli ordini e attuare i corrotti obiettivi del nostro Governo, <strong>vivremo in una<a href="https://www.972mag.com/israeli-army-refuseniks-moav-mueller-greenberg/"> realtà di guerra, annessione e odio</a></strong>”. Parole forti e chiare, che narrano un’altra Israele rispetto a quella a cui ci ha abituati la cronaca di guerra, da oltre un anno a questa parte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La durata della detenzione è arbitraria&nbsp;</h2>



<p>Va ricordato che in Israele il servizio militare è obbligatorio per tutti coloro che hanno compiuto i 18 anni: le donne sono arruolate per due anni e gli uomini per quasi tre. Gli unici ad essere esentati, sono i cittadini palestinesi&nbsp;e gli ultraortodossi, con questi ultimi da tempo al centro di&nbsp;una dura lotta politica e legale&nbsp;per eliminare tale privilegio. Sebbene la cosiddetta “obiezione di coscienza” sia estremamente rara, <strong>dal 7 ottobre sono stati otto i giovani&nbsp;refusenik</strong> &#8211;&nbsp;termine con il quale vengono etichettati tali&nbsp;obiettori &#8211;&nbsp;a finire in carcere per&nbsp;aver rifiutato&nbsp;la leva. Un&nbsp;numero, però,&nbsp;notevolmente sottostimato,&nbsp;secondo&nbsp;+972 magazine, perché l’esercito israeliano “non ha alcuna intenzione di fornire i reali numeri dei dissidenti, per timore che altri possano seguirne l’esempio”.</p>



<p>L’aspetto davvero inquietante della questione, riguarda <strong>l’arbitrarietà della&nbsp;detenzione.</strong> Se la carcerazione, come pena per la mancata leva militare, è un fatto certo e assodato, non si può dire con altrettanta chiarezza quanti siano i giorni di detenzione previsti. Non a caso, un altro refusenik, Itamar Greenberg, sta entrando “nel suo quarto periodo di reclusione della durata di 45 giorni” dopo aver rifiutato la leva ad agosto ed aver già scontato 105 giorni&nbsp;di&nbsp;carcere.</p>



<p>Le testimonianze raccolte dal quotidiano israeliano proseguono: c’è il caso di Sophia Orr, che ha rifiutato a febbraio ed è stata rilasciata dopo 85 giorni; poi c’è Yuval&nbsp; Moav, che sta ancora scontando una pena di 125 giorni, che potrebbe essere ulteriormente prolungata. E, ancora, il diciottenne Ben Arad, che ha rifiutato ad aprile ed è stato rilasciato dopo tre mesi di detenzione. Un quadro illogico e ingarbugliato:&nbsp;di fatto,&nbsp;chi si oppone al servizio di leva obbligatorio non sa a cosa andrà incontro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche i riservisti si oppongono</h2>



<p>Altri israeliani si sono opposti alla scellerata guerra&nbsp;di&nbsp;Gaza. Si tratta di alcuni soldati riservisti, che il campo di battaglia lo hanno visto con i propri occhi, e che si sono rifiutati di continuare a prestare servizio nella Striscia. Alcuni di loro sono stati&nbsp;intervistati dalla CNN&nbsp;lo scorso agosto, altri da&nbsp;Haaretz a novembre&nbsp;2024. Tra le tante testimonianze &#8211; <strong>sono oltre 130 i riservisti che si sono opposti pubblicamente alla ripresa del servizio militare</strong> &#8211; riportiamo quelle di Yuval Green: “A Gaza, le idee su come uccidere l’intera popolazione di Gaza sono diventate improvvisamente normali. Le pene che abbiamo inflitto sono qualcosa che&nbsp;va&nbsp;oltre l’immaginazione di qualsiasi persona ragionevole. Io mi sono ritirato dal servizio, non voglio essere la causa di tale sofferenza”.</p>



<p>Poi c’è Ofer Ziv, che come Green si è ritirato prima del tempo stabilito e in assenza di licenza. Il riservista ora <strong>rischia tre anni di galera per aver disobbedito agli ordini</strong>,&nbsp;pena aggravata dal fatto che il rifiuto è avvenuto&nbsp;durante una&nbsp;guerra. “Preferisco andare in prigione piuttosto che partecipare a ciò che stiamo facendo a Gaza”, ha dichiarato Ofer Ziv. E forse, la misura di ciò che l’esercito israeliano sta realmente compiendo nella Striscia, è tutta in queste parole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-i-giovani-che-rifiutano-la-leva-per-protestare-contro-i-massacri-di-gaza.html">Israele, i giovani che rifiutano la leva per protestare contro i massacri di Gaza </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele, ecco chi è davvero  il nuovo capo di stato maggiore</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-ha-un-nuovo-capo-di-stato-maggiore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 08:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Si è ufficialmente insediato nella giornata di martedì scorso a Tel Aviv, lì dove ha ancora sede il ministero della difesa, il nuovo capo di stato maggiore dell&#8217;esercito israeliano. Si tratta di Aviv Kochavi, nominato nei mesi scorsi quando alla guida del dicastero vi è Avigdor Lieberman, poi dimessosi in quanto uscito dalla maggioranza. Adesso il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-ha-un-nuovo-capo-di-stato-maggiore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115163108_28185814-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Si è ufficialmente <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.youtube.com/watch?v=XUE2WTldDVU">insediato nella giornata di martedì scorso a Tel Aviv</a>, lì dove ha ancora sede il ministero della difesa, il nuovo capo di stato maggiore dell&#8217;esercito israeliano. Si tratta di <strong>Aviv Kochavi</strong>, nominato nei mesi scorsi quando alla guida del dicastero vi è Avigdor Lieberman, poi dimessosi in quanto uscito dalla maggioranza. Adesso il ministero chiave delle forze di difesa israeliane è guidato ad interim dal primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Il passaggio di consegne è importante in un Paese, come Israele, che vive in uno stato di guerra latente: Kochavi succede a <strong>Gadi Eizenkot</strong>, quest&#8217;ultimo insediatosi nel 2015. </p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/XUE2WTldDVU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Chi è Aviv Kochavi</p>
<p>Nato a Kiryat Bialik, nel distretto di Haifa, il 23 aprile 1964, Kochavi è un veterano di lungo corso nell&#8217;esercito israeliano. La sua carriera militare parte nel 1982 all&#8217;interno dei <strong>paracadutisti</strong>, in cui si arruola come volontario. Da allora scala i ranghi all&#8217;interno della brigata dei paracadutisti, partecipando alle varie operazioni di guerra che si alternano nel corso degli anni: dalla <strong>prima intifada</strong>, all&#8217;intervento militare in Libano, fino alle azioni compiute in Cisgiordania e nella striscia di Gaza. Aviv Kochavi, oltre ad avere la fama di duro e di intransigente, viene anche riconosciuto come un militare &#8220;rivoluzionario&#8221;: come si legge in diverse descrizioni fatte del nuovo capo di stato maggiore nei quotidiani israeliani, Kochavi sarebbe infatti in grado di &#8220;smantellare e costruire&#8221; tutto in poco tempo, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-israel-s-new-army-chief-gets-to-work-this-is-what-awaits-him-1.6846467">secondo quanto scritto sul quotidiano <em>Hareetz</em></a>. La sua notorietà tra gli ambienti militari, risale comunque al 2003: in quell&#8217;anno, durante un&#8217;operazione dell&#8217;esercito israeliano inquadrata all&#8217;interno della seconda intifada, Aviv Kochavi si distingue nella presa del campo profughi palestinese di Balata. </p>
<p></p>
<p>Una mossa in realtà non proprio ben vista dall&#8217;Idf, per via dell&#8217;alta densità di popolazione della zona. Tuttavia Kochavi procede con una tecnica innovativa: abbattere le mura delle case per far avanzare dall&#8217;interno i soldati, evitando loro di essere esposti al tiro dei cecchini per strada. Una mossa poi presa come modello dagli americani in Afghanistan, ma che in quell&#8217;occasione sul piano etico presenta non poche perplessità. E dubbi sul passato di Kochavi non ne mancano: nel 2006 un suo viaggio a Londra viene cancellato in quanto le autorità britanniche risultano intenzionate ad arrestarlo per indagare su presunti crimini compiuti mentre è comandante della divisione di<strong> Gaza</strong>. Nella striscia di Gaza lui resta dal 2004 al 2006, in quel frangente è chiamato a gestire anche l&#8217;evacuazione delle colonie ordinata da Sharon nel settembre 2005. Nel 2010 arriva la nomina a generale. Di lui si dice anche che sia convintamente vegetariano. Divenuto vice di Eizenkot, adesso arriva la nomina a capo di stato maggiore. </p>
<p>Le sfide per il nuovo capo di stato maggiore</p>
<p>Aviv Kochavi eredita un esercito che davanti a sé ha non poche sfide. Il suo predecessore lascia lanciando una serie di dichiarazioni che, a prima vista, potrebbero risultare sorprendenti. L&#8217;ultima, in ordine di tempo ed a poche ore dal passaggio di consegne, riguarda l&#8217;attività dell&#8217;esercito israeliano in Siria: &#8220;Abbiamo dato armi ai ribelli siriani &#8211; <a href="http://nena-news.it/siria-capo-esercito-israeliano-abbiamo-dato-armi-ai-ribelli-siriani/">dichiara Eizenkot al <em>Sunday Times</em> </a>&#8211; Lo abbiamo fatto per autodifesa&#8221;. Un&#8217;ammissione che a prima vista potrebbe sembrare una rivelazione frutto della volontà dell&#8217;uscente capo di stato maggiore di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ed invece, secondo i quotidiani israeliani, non è così: le dichiarazioni di Eizenkot sono figlie di una precise strategia, in cui l&#8217;esercito vuole ora dimostrare maggiore trasparenza circa le proprie attività in Siria. E proprio la guerra nel confinante Paese arabo è la prima questione sul tavolo di Aviv Kochavi. La prosecuzione o meno dei raid mirati contro obiettivi iraniani, le mosse da attuare in vista dell&#8217;oramai conclamata vittoria di Assad, sono questi temi scottati che il nuovo capo di stato maggiore in qualche modo deve adesso affrontare. Anche perchè la questione siriana apre tante altre problematiche: <strong>Hezbollah</strong>, <strong>Libano</strong> ed ovviamente l&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>
<p>Sul tavolo però ci sono anche questioni più politiche. A partire dalle influenze che sull&#8217;attività dell&#8217;esercito potrebbero avere le imminenti elezioni politiche. Attualmente la figura di primo ministro e ministro della difesa coincidono in quelle di Benjamin Netanyahu. Dal Jerusalem Post ad Hareetz, sono tanti i quotidiani israeliani che sottolineano le incognite di questa situazione a livello politico, con Netanyahu che potrebbe cavalcare &#8220;l&#8217;onda militare&#8221; per meri calcoli elettorali. E su questo, è il giudizio di molti, Kochavi deve stare molto attento. Sfide importanti dunque, che inevitabilmente non riguardano solo Israele ma l&#8217;intera regione mediorientale. </p>
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		<title>I nuovi equilibri sul confine libanese  dopo l’operazione Northern Shield</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-nuovi-equilibri-sul-confine-libanese-dopo-loperazione-northen-shield.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2018 21:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4269" height="2745" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8518011.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8518011.jpg 4269w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8518011-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8518011-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8518011-1024x658.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4269px) 100vw, 4269px" /></p>
<p>L’operazione Northern Shield, avviata lo scorso 4 dicembre dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) con l’intento di scovare e distruggere una serie di tunnel scavati dagli Hezbollah all’interno del territorio israeliano, sembra spostare il confronto militare tra Israele e il Partito di Dio dalla Siria al Libano. Secondo fonti militari israeliane, sebbene non costituisca più &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-nuovi-equilibri-sul-confine-libanese-dopo-loperazione-northen-shield.html">[...]</a></p>
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<p>Secondo fonti militari israeliane, sebbene non costituisca più una minaccia, sarebbe stato scoperto nella notte del 15 dicembre, un quarto tunnel dopo quelli individuati nei giorni scorsi. Ad oggi, i segnali confermerebbero un incremento della retorica fatta di reciproche minacce tra Israele ed Hezbollah. Questi ultimi, a fine novembre, hanno diffuso un video, riconducibile alla campagna di <strong>guerra psicologica</strong>, in cui venivano inquadrati alcuni soldati delle Idf all’interno del quartier generale di Kirya a Tel Aviv, accompagnato dal messaggio in ebraico “se osi attaccare, te ne pentirai”. La risposta israeliana non si è fatta attendere e, appunto, all’operazione Northern Shield si è aggiunta la richiesta, rivolta dal premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong> a Mike Pompeo, di imporre sanzioni al Libano e alle Forze Armate Libanesi (Laf) per l’azione condotta dagli Hezbollah.</p>
<p></p>
<p>Gli Stati Uniti, secondo quanto scritto su <em>Haaretz</em> da Yaniv Kubovich lo scorso 12 dicembre, hanno rifiutato di applicare sanzioni indistintamente al Libano e alle Laf, non riconoscendo l’equiparazione tra lo Stato libanese e gli Hezbollah, verso i quali invece verranno elaborate ulteriori sanzioni per colpire il movimento sciita sotto il profilo finanziario. La posizione statunitense è pertanto differente da quella sostenuta da alcuni esponenti del governo israeliano, quali ad esempio il ministro per l’Istruzione Bennet che sostiene che non vi sia distinzione tra Hezbollah e Libano e che quindi la milizia sciita non vada trattata “sotto il profilo militare”, come fu fatto nella guerra del 2006. Dettagli apparentemente formali, ma che in realtà confermano un differente approccio tra i principali paesi sostenitori del Libano e delle Laf libanesi, riuniti nell’International Support Group per il Libano (Isg) e di cui fanno parte Usa, Russia, Gran Bretagns, Francia, Cina, Ue, Nazioni Unite e Lega Araba, ai quali si sono poi aggiunti Italia, Germania e Banca Mondiale e la posizione d’Israele.</p>
<p style="text-align: left">La questione non è di poco conto, perché è evidente che, facendo ricadere la responsabilità delle azioni degli Hezbollah sul governo libanese, quest’ultimo sarebbe chiamato a rispondere dell’accordo siglato nel 2006 che pose fine alla guerra dei 34 giorni. Accordo, è bene ricordarlo, che, grazie al lavoro del contingente internazionale di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/italia-libano-unifil-hezbollah/" target="_blank">Unifil</a>, ha garantito più di dodici anni di relativa stabilità in una delle aree più a rischio del Medio Oriente. La missione, guidata da quattro Comandanti italiani, quali il generale Claudio Graziano, il Generale Paolo Serra, il Generale Luciano Portolano e l’attuale comandante della missione il Generale Stefano Del Col, vede dispiegati circa 10.500 soldati provenienti da 43 paesi diversi, oltre ad una componente navale che pattuglia la costa in coordinazione con le forze navali libanesi. Il contesto in cui opera la missione Unifil e il suo mandato sono definiti dalla risoluzione 1701 dell’Onu. Un mandato che può essere cambiato soltanto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con l’accordo dei 5 membri permanenti e la cui modifica può rimettere in discussione la contribuzione dei paesi partecipanti alla missione.</p>
<p>L’incontro tripartito</p>
<p>Va specificato che non esiste un confine legale tra il Libano ed Israele, ma solo una linea di demarcazione (Blue Line) tracciata nel 2000 dopo il ritiro delle forze israeliane dal Sud del Libano. Un’area che negli ultimi 13 anni ha vissuto il più lungo periodo di stabilità da oltre 30 anni. Un elemento di forza della missione è l’incontro tripartito, presieduto dal Comandante della missione Unifil, che è l’unico forum dove gli eserciti di Libano e Israele si incontrano periodicamente presso la linea di confine tra i due paesi, per discutere problematiche legate all’implementazione del mandato della missione, alle violazioni e a prevenire conflitti. Si tratta del più importante confidence building measure della missione poiché è l’unico forum, peraltro preso ad esempio anche in altre missioni internazionali, dove due paesi formalmente in guerra s’incontrano. Ciò avviene dal 2006 e vi sono stati più di 120 incontri, secondo la formula tripartito, senza che mai nessuno ne sia uscito.</p>
<p></p>
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		<title>Israele blinda il confine col Libano  E lancia nuove accuse a Hezbollah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-confine-libano-hezbollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2018 07:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="993" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La tensione cresce sulla linea di confine fra Israele e Libano. Le Israel defense forces (Idf), secondo le testimonianze dei residenti, hanno iniziato a erigere colline artificiali di sabbia per migliorare la visibilità al di là del confine. E Israele continua a tenere d&#8217;occhio i movimenti di Hezbollah. Israele blinda la frontiera Secondo quanto affermato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-confine-libano-hezbollah.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="993" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154950_26584140-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La tensione cresce sulla linea di confine fra <strong>Israele</strong> e <strong>Libano</strong>. Le Israel defense forces (Idf), secondo le testimonianze dei residenti, hanno iniziato a erigere <strong>colline artificiali</strong> di sabbia per migliorare la visibilità al di là del confine. E Israele continua a tenere d&#8217;occhio i movimenti di <strong>Hezbollah</strong>.</p>
<p>Israele blinda la frontiera</p>
<p>Secondo quanto affermato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.israelhayom.com/2018/10/21/anticipating-hezbollah-clash-israel-builds-barriers-deploys-tanks-on-lebanon-border/"><em>Israel Hayom</em></a>, i cittadini hanno detto di aver assistito a un continuo traffico di camion militari che scaricavano sabbia. Mentre su molti di queste colline artificiali, sono stati posizionati<strong> carri armati</strong> e postazioni di artiglieria pesante. Una scelta che dimostra come l&#8217;attenzione del governo israeliano non abbia mai dimenticato il Libano. In particolare Hezbollah.</p>
<p>&#8220;Le colline sono state costruite vicino alla barriera di cemento che l&#8217;Idf ha costruito negli ultimi mesi lungo il confine&#8221;, ha detto un israeliano al media dello Stato ebraico. &#8220;A giudicare da quello che ho visto, le stanno costruendo di fronte alle postazioni di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah/">Hezbollah</a> in modo da permettere ai [soldati israeliani] di vedere<strong> oltre il muro di cemento</strong>, in Libano&#8221;. E in effetti, anche un funzionario del governo intervistato da <em>Israel Hayom</em> ha riferito che si tratta di colline costruite per aumentare la visuale delle Idf oltre la barriera di cemento che negli ultimi mesi è stata costruita dai genieri israeliani per blindare la frontiera.</p>
<p>La notizia, di per sé, potrebbe anche non avere un&#8217;importanza dirompente. Non è un mistero che il governo di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ritenga essenziale aumentare le protezione del confine trasformando Israele in una sorta di fortezza. E non è altrettanto un mistero che Hezbollah sia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-hamas-hezbollah/">uno dei principali obiettivi della strategia israeliana</a>. Ma se unita alle ultime accuse provenienti da Israele, e cioè alla presunta scoperta di un avamposto del movimento sciita libanese a ridosso del confine, la questione appare differente.</p>
<p>Le Idf accusano Hezbollah</p>
<p>La notizia, se confermata, rappresenterebbe per Israele una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo l&#8217;intelligence israeliana, Hezbollah avrebbe nascosto per lungo tempo il punto d&#8217;osservazione nel villaggio di al-Adisa utilizzando la copertura di una Ong ecologista, tale <strong>Green Without Borders</strong>. E l&#8217;annuncio è stato direttamente dall&#8217;ufficio del portavoce delle forze armate israeliane.</p>
<p dir="ltr" lang="en">“Green Without Borders” would be a great name for an environmental organization. Too bad Hezbollah made it up to disguise their terror activity along the Israel-Lebanon border. <a href="https://twitter.com/UN?ref_src=twsrc%5Etfw">@UN</a> <a href="https://twitter.com/UNPeacekeeping?ref_src=twsrc%5Etfw">@UNpeacekeeping</a> <a href="https://twitter.com/UNIFIL_?ref_src=twsrc%5Etfw">@UNIFIL_</a> <a href="https://twitter.com/Greenpeace?ref_src=twsrc%5Etfw">@Greenpeace</a> <a href="https://t.co/rvZNsHW3mw">pic.twitter.com/rvZNsHW3mw</a></p>
<p>— Israel Defense Forces (@IDFSpokesperson) <a href="https://twitter.com/IDFSpokesperson/status/1054343339523350528?ref_src=twsrc%5Etfw">22 ottobre 2018</a></p>
<p>L&#8217;Idf accusa quindi Hezbollah di aver violato la risoluzione che stabiliva i termini della tregua dopo la Seconda guerra del Libano, quella del 2006. La risoluzione vietava qualsiasi tipo di presenza militare del movimento sciita a sud del <strong>fiume Litani</strong>. &#8220;Anche se l&#8217;avamposto è disarmato, sappiamo che i suoi obiettivi non sono innocui, l&#8217;obiettivo è quello di raccogliere informazioni al confine&#8221;, ha dichiarato uno dei funzionari israeliani al <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/IDF-uncovers-Hezbollah-observation-post-one-km-from-border-569986?fbclid=IwAR1Cg2imiWIRT6ODWHjLIhXbajvNztta7qvIVzuuXnbzzpkg16USOomv1No"><em>Jerusalem Post</em></a>. &#8220;L&#8217;organizzazione continua a schierare forze vicino al confine e pensa che Israele sia ignaro di questa attività&#8221;, ha continuato.</p>
<p>Il difficile ruolo dell&#8217;Onu in Libano</p>
<p>E la questione non riguarda soltanto Israele e Libano, ma anche la comunità internazionale. L&#8217;anno scorso, l&#8217;ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite,<strong> Danny Danon</strong>, aveva già lanciato accuse molto simili nei confronti dell&#8217;organizzazione guidata da Hassan Nasrallah. Il funzionario dello Stato ebraico aveva anche presentato le foto al Consiglio di sicurezza invitando l&#8217;organo dell&#8217;Onu a &#8220;chiedere che il governo del Libano <strong>smantelli immediatamente questi posti di osservazione</strong> e impedisca qualsiasi futura attività di Hezbollah e dei suoi gruppi affiliati nel Libano meridionale&#8221;.</p>
<p>Accuse però cadute nel vuoto. Le Nazioni Unite non hanno mai confermato quanto detto da Israele, ricordando come la missione Unifil sia attiva nell&#8217;area e opera affinché non accada quanto invece dicono i militari israeliani. Le Idf, invece, ritengono che la milizia sciita sia riuscita a beffare la missione Onu proprio attraverso la copertura della ong e altre mosse simili. </p>
<p>Le accuse però continuano. E adesso il Libano è di nuovo al centro delle attenzioni israeliane, come confermato anche dalle accuse di Netanyahu su una <a href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-iran-beirut/">presunta base missilistica iraniana nel centro di Beirut</a>. Con la Siria sempre più difficile da colpire, in particolare dopo che la <strong>Russia</strong> ha posto il suo scudo protettivo su tutto il territorio controllato da Damasco, il Libano (quindi Hezbollah) appare un obiettivo molto più concreto. E &#8216;ascesa del movimento sciita all&#8217;interno del Paese dei cedri è considerata dallo Stato di Israele un problema molto serio per la propria sicurezza interna. E l&#8217;idea è che, con il passare degli anni, sia sempre più possibile <a href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-e-i-possibili-scenari-di-guerra-contro-gli-hezbollah/">uno scontro militare</a> fra le forze armate israeliane e la milizia sciita. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
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		<title>I droni anti esplosivo di Israele per salvare la vita ai militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-droni-ied.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 06:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un robot capace di localizzare ed eliminare le trappole esplosive più note con l&#8217;acronimo di Ied, ovvero  improvised explosive device. È l&#8217;ultimo progetto dell&#8217;Israel Aerospace Industries che, secondo quanto riportato al Jerusalem Post, ha completato lo sviluppo di un sistema autonomo in grado di identificare, localizzare e distruggere dispositivi esplosivi per proteggere i soldati della Forza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-droni-ied.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_3169157-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un robot capace di localizzare ed eliminare le trappole esplosive più note con l&#8217;acronimo di Ied, ovvero  <em>improvised explosive device</em>. È l&#8217;ultimo progetto dell&#8217;Israel Aerospace Industries che, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.jpost.com/Israel-News/IAI-creates-autonomous-IED-detection-and-neutralization-system-568903" target="_blank" rel="noopener">secondo quanto riportato al <em>Jerusalem Post</em></a>, ha completato lo sviluppo di un sistema autonomo in grado di identificare, localizzare e distruggere<strong> dispositivi esplosivi</strong> per proteggere i soldati della Forza di Difesa Israeliana e permettere di eseguire in sicurezza le missioni che si svolgono sul campo di battaglia o in territorio urbano.</p>
<p></p>
<p>Il sistema è installato su un piattaforme robotizzate &#8211; cingolate o ruotare &#8211; realizzato da Iai integra la combinazione di più sensori capaci di individuare ordigni esplosivi che potrebbero essere nascosti in &#8220;aree complesse&#8221;, con <strong>sistemi ottici ad alta risoluzioni</strong> e braccia meccaniche governabili tramite il joy-stick dell&#8217;operatore che conduce il drone in remoto. Pilotato a distanza sull&#8217;obiettivo, il mezzo non espone le truppe al pericolo, rilevando e rimuovendo gli Ied e aprendogli la strada.</p>
<p></p>
<p>Tutti i droni pronti ed essere schierati appartengono alla famiglia Sahar Ied, che comprende diverse piattaforme robotiche in grado di localizzare esplosivi nascosti o sepolti prima di eliminarli. A questo va affiancato il sistema  Cims &#8211;<strong><a href="http://www.iai.co.il/2013/36782-46126-en/MediaRoom.aspx">Counter Improvised Explosive Device and Mine Suite </a></strong>&#8211; un apparato integrabile sui veicoli terresti capace di setacciare il terreno e individuare gli esplosivi improvvisati. Destinato principalmente alle pattuglie impegnate nel controllo dei confini di Israele, il Cims si basa su ampio sistema multi-sensore rettangolare che viene montato davanti ai veicoli corazzati; quando viene identificata una mina o uno ied, il sistema avvisa l&#8217;equipaggio del veicolo con degli appositi indicatori per poi procede alla bonifica.</p>
<p></p>
<p>La capo della divisione robotica dello Iai, Meir Shabtai, ha dichiarato al <em>Jerusalem Post</em> che &#8220;il completamento dello sviluppo del sistema di rilevamento autonomo dello Ied e la sua consegna sia un altro significativo salto di qualità nel settore dei veicoli senza pilota&#8221; e che tale sistema offre &#8220;una soluzione completa per la bonifica di strade e strutture&#8221;. I nuovi sistemi robotizzati consentiranno infatti un&#8217;esecuzione più rapida delle missioni, garantendone l&#8217;efficacia senza rischi per la vita umana. Combinando la capacità di trovare esplosivi sulla superficie a quella di neutralizzarli.</p>
<p>Come è noto, mentre le mine terrestri sono diventate una minaccia marginale appartenente nella guerra &#8220;convenzionale&#8221;, gli Ied sono estremamente diffusi nella <strong>guerra asimmettrica</strong>, diventando la prima preoccupazione degli eserciti moderni impiegati in battaglia. Questa tipo di tecnologia è sviluppata principalmente per servire le unità dispiegate lungo la striscia di Gaza, dove si contano continui incidenti che vedono trappole esplosive o ordigni improvvisati utilizzati contro le truppe dell&#8217;Idf che sorvegliano la barriera di sicurezza.</p>
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		<title>Adesso la Russia sfida Israele  La guerra in Siria diventa elettronica</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-guerra-elettronica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 06:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-300]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="875" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La scelta della Russia di inviare il nuovo sistema S-300 in Siria non è solo un segnale rivolto a Israele e a tutti i Paesi coinvolti nei raid nel Paese. È soprattutto un messaggio che indica come la guerra in Siria si stia trasformando in una guerra elettronica.  L&#8217;annuncio sugli S-300 è infatti importante non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-guerra-elettronica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="875" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7624860-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p class="introtext">La scelta della <strong>Russia</strong> di inviare il nuovo sistema <strong>S-300</strong> in <strong>Siria</strong> non è solo un segnale rivolto a Israele e a tutti i Paesi coinvolti nei raid nel Paese. È soprattutto un messaggio che indica come la guerra in Siria si stia trasformando in una <strong>guerra elettronica</strong>. </p>
<p class="introtext"><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/russia-siria-s-300-israele/">L&#8217;annuncio sugli S-300</a> è infatti importante non tanto per il sistema missilistico in sé, ma per quanto dichiarato dalla Difesa russa: cioè la decisione di Mosca di rendere possibile<strong> bloccare i radar</strong> e i sistemi di comunicazione satellitare nemici ponendo fine alla libertà di navigazione .</p>
<p class="introtext">È questo che è particolarmente importante: molto più del tipo di sistemi missilistici di cui viene rifornita Damasco. Ed è su questo punto che si concentrano gli obiettivi russi e le attenzioni di Israele e Stati Uniti. Il primo per mantenere la superiorità aerea sulla Siria, il secondo per capire fino a che punto si possa spingere la Russia nella guerra elettronica.</p>
<p>I nuovi sistemi russi</p>
<p class="introtext">Secondo le prime informazioni giunte dal quotidiano russo <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://iz.ru/792635/ilia-kramnik/zontik-dlia-bashara-asada-chem-pomogut-s-300-sirii">Izvestia</a></em>, Mosca avrebbe già inviato nella base aerea di <strong>Khmeimim</strong> un aereo Ilyushin Il-76 con un carico di primi strumenti per aumentare il livello di deterrenza dei sistemi di comunicazione dei radar nemici. Un ombrello protettivo che sembra sia destinato a coprire non solo lo spazio aereo siriano ma anche le acque del Mediterraneo orientale davanti alle coste della Siria: lì da dove sono partiti i più recenti attacchi da parte dell&#8217;aeronautica israeliana. </p>
<p class="introtext">Un segnale che i vertici militari di Israele non intendono sottovalutare. Entro due settimane, la Russia armerà la Siria con questi sistemi rendendo molto più difficile alle forze aree delle Israel defense forces (Idf)<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/syria/.premium-downing-of-russian-jet-israel-fears-putin-will-clip-its-wings-in-syria-1.6492314">la possibilità di operare nei cieli siriani</a> e quindi di colpire gli obiettivi iraniani e di Hezbollah.</p>
<p></p>
<p class="introtext">Secondo il sito israeliano <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.debka.com/russias-first-krasukha-4-electronic-warfare-unit-lands-in-syria-it-can-jam-spy-satellites-enemy-radar/">Debka</a></em>, il sistema giunto nella base di Khmeimim sarebbe il <strong>Krasukha-4</strong>, &#8220;che può neutralizzare satelliti spia e radar terrestri e aerei e danneggiare l&#8217;EW nemico&#8221;. A detta degli esperti, il Krasukha-4 è molto avanzato, anche se non è considerato il sistema di <em>electronic warfare</em> più sofisticato a disposizione dell&#8217;arsenale russo. &#8220;Il sistema può bloccare i sistemi di comunicazione, <strong>disabilitare i missili e gli aerei</strong> guidati e neutralizzare i satelliti e i radar di orbita della Low-Earth Orbit (Awacs) a distanze di <strong>150-300 km</strong>, che coprono il nord e il centro di Israele&#8221;.</p>
<p>Israele rivedrà i suoi piani?</p>
<p class="introtext">Il guanto di sfida del Cremlino potrebbe quindi costringere la Fionda di Davide a rivedere i suoi piani operativi in Siria, perché adesso non sarà impossibile, ma certamente molto più difficile colpire i target che da sempre sono stati oggetti dei bombardamenti israeliani.</p>
<p class="introtext">Ma il guanto di sfida potrebbe essere stato comunque raccolto da <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e dai comandanti delle Idf. Perché dalle ultime informazioni che giungono da Israele, non sembra che lo Stato ebraico abbia intenzione di rinunciare alle sue operazioni in territorio siriano.</p>
<p class="introtext">Lo ha ribadito anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/avigdor-lieberman-israele-palestinesi/">il ministro della Difesa Avigdor Lieberman</a> interrogato proprio su questo punto. Ai microfoni di Radio Kan, il titolare della Difesa israeliana <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.almasdarnews.com/article/israel-will-continue-strikes-in-syria-despite-il-20-incident-mod/">ha detto</a>: &#8220;Abbiamo operato con prudenza e responsabilità e solo nei casi in cui non abbiamo avuto altra scelta. <strong>Quindi nulla è cambiato o cambierà</strong>. Questa è la nostra politica&#8221;. </p>
<p class="introtext">Ma qualcosa sembra destinato a cambiare per forza, visto che l&#8217;intelligence israeliana è all&#8217;opera per capire come potrebbe muoversi l&#8217;aviazione senza essere costretta a rinunciare alle sue strategia siriane.  Sicuramente le Idf andranno <strong>molto più caute</strong> nei prossimi <em>strike</em>: che ci saranno, perché adesso Israele non può pubblicamente dichiarare di aver perso la propria libertà di manovra interrompendo i suoi raid. Ma la questione è capire se questo avverrà con il <em>placet</em> russo, come avvenuto in questi anni, o se questo vorrà dire sfidare Mosca in <strong>un duello elettronico</strong> dai risvolti molto complessi. </p>
<p>Il possibile aiuto degli Stati Uniti</p>
<p class="introtext">Un duello che già è stato realizzato altre volte in passato, ma che adesso costringe Israele a un passaggio ulteriore: chiedere <strong>l&#8217;assistenza degli Stati Uniti</strong>. Fino ad ora, Netanyahu ha avuto le spalle coperte da Donald Trump, ma si è saputo destreggiare in Siria anche autonomamente: la potenzialità, anche <em>cyber</em>, della propria aviazione suppliva perfettamente anche in assenza di un supporto concreto da parte americana.</p>
<p class="introtext">Ma adesso, con un&#8217;area che potrebbe estendersi per centinaia di chilometri e non più per piccole porzioni di territorio, la guerra elettronica si fa estremamente più complessa. Come suggerito da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.debka.com/russia-declares-electronic-war-on-israel-ranging-over-syria-e-mediterranean/"><em>Debkafile</em></a>, un conto sono operazioni chirurgiche contro obiettivi specifici del campo di battaglia elettronico: un altro conto è un intero Paese coperto dai sistemi russi. Ed è possibile che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-netanyahu-to-meet-trump-sissi-at-un-general-assembly-in-new-york-1.6495144">nel vertice fra Netanyahu e Trump</a> a New York si discuta anche di questo.</p>
<p class="introtext">Del resto Israele non è l&#8217;unico Paese interessato a queste evoluzione delle dinamiche siriane. Il Pentagono è perfettamente consapevole dei rischi per le proprie forze aree e lo ha dimostrato anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-f-22-raptor-inquadrato-su-35s-1580537.html">l&#8217;ultimo episodio</a>, in cui sembra che un <strong>Su-35</strong> russo abbia intercettato un<strong> F-22</strong> americano mentre volava all&#8217;interno dello spazio aereo siriano.</p>
<p class="introtext">Proprio per questo motivo, oltre che per il legame esistente fra l&#8217;amministrazione Trump e il governo Netanyahu, il presidente Usa avrà sicuramente un occhio di riguardo alle richieste israeliane. Anche perché le forze Usa potrebbero essere molto interessate a capire i sistemi di difesa russi, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/attacco-siria-test/">testandoli direttamente in Siria</a>.</p>
<p class="introtext">Ma anche <strong>le altre potenze</strong> coinvolte nella guerra in Siria non possono rimanere indifferenti alla scelta del Cremlino. Questa decisione russa di fatto pone Mosca a un livello operativo molto più avanzato di quanto ci si potesse attendere. E Francia e Regno Unito, che operano costantemente al largo della Siria (e con la prima <a href="http://www.occhidellaguerra.it/cosa-non-torna-attacco-siria/">probabilmente coinvolta nel raid su Latakia</a>), non possono che essere interessate a un sistema che di fatto blocca anche le loro forze aeree e navali.</p>
<p></p>
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		<title>La Russia schiera gli S-300  Pronta no fly-zone sulla Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-siria-s-300-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 13:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-300]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/russia-siria-s-300-israele-168607.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La Russia ha deciso di inviare un moderno sistema anti-aereo S-300 alla Siria e di renderlo immediatamente operativo. L&#8217;annuncio è arrivato dal ministero della Difesa e si inserisce nel quadro delle risposte di Mosca al raid israeliano su Latakia della scorsa settimana. Il presidente Vladimir Putin aveva parlato da subito della necessità di rafforzare la protezione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-siria-s-300-israele.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_6012810-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>La <strong>Russia</strong> ha deciso di inviare un moderno sistema anti-aereo <strong>S-300</strong> alla <strong>Siria</strong> e di renderlo immediatamente operativo. L&#8217;annuncio è arrivato dal ministero della Difesa e si inserisce nel quadro delle <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-russia-raid-israele/">risposte di Mosca</a> al raid israeliano su Latakia della scorsa settimana. Il presidente Vladimir Putin aveva parlato da subito della necessità di rafforzare la protezione delle forze russe in Siria. E la decisione di fornire a Damasco questo nuovo sistema è uno dei primi segnali. </p>
<p>L&#8217;annuncio di Shoigu sugli S-300</p>
<p>Il ministro della Difesa <strong>Sergei Shoigu</strong> <a style="color: #0000ff" href="http://tass.com/defense/1022844">ha annunciato</a> che &#8220;nel corso delle prossime due settimane&#8221;, il sistema missilistico arriverà in territorio siriano. &#8220;Nel 2013, su richiesta israeliana, abbiamo fermato la fornitura alla Siria del sistema S-300, pronto alla spedizione e per il quale erano già state addestrate le truppe siriane. <strong>Oggi la situazione è cambiata e non per colpa nostra</strong>&#8220;, ha detto il ministro.</p>
<p>La decisione, eminentemente politica, di bloccare la fornitura per non alzare il livello dello scontro con Israele, è stata quindi travolta dal corso degli eventi. Il tragico errore che ha portato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-siria-latakia/">all&#8217;abbattimento dell&#8217;Ilyushin-20</a> da parte degli <strong>S-200</strong> siriani, ha cambiato la posizione dei militari russi rispetto alle loro controparti israeliane.</p>
<p>Shoigu ha spiegato che il sistema S-300 può &#8220;intercettare attacchi aerei a una distanza di oltre 250 chilometri, colpire simultaneamente diversi bersagli e potrà identificare gli aerei russi in volo&#8221;. Uno strumento che servirà al comando russo in Siria per evitare tragici incidenti come quello che è avvenuto lunedì scorso, in caso di assenza di sistemi di rilevamento Iff (<strong>Indetification Friend or Foe</strong>).</p>
<p>No-fly zone sul Mediterraneo orientale</p>
<p>Allo stesso tempo, e questo è un dato estremamente importante, il ministro ha sottolineato che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tutte-le-armi-usate-dalla-russia-la-campagna-siria/">l&#8217;S-300</a> sarà in grado di <strong>&#8220;bloccare&#8221; i segnali radar</strong> e satellitari degli aerei militari nella aree del Mediterraneo orientale davanti la costa siriana. &#8220;Nelle regioni vicine alla Siria, sul Mar Mediterraneo, ci sarà la soppressione radio-elettronica di navigazione satellitare, sistemi di radar di bordo e sistemi di comunicazione dell&#8217;aviazione militare che attacca obiettivi in territorio siriano&#8221;. Così si è espresso Shoigu.</p>
<p>Una notizia che, come ribadito dal generale in pensione Leonid Ivashov, di fatto significa la nascita di una <em><strong>no-fly zone</strong></em> sulla parte occidentale della Siria. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/russia-no-fly-zone/">Un blocco già previsto</a>, almeno temporaneamente, in questi giorni per alcune imponenti <strong>manovre</strong> militari segnalate dal governo russo.</p>
<p>E che adesso pone degli interrogativi particolarmente importanti sulle capacità operative di Israele in Siria, da anni impegnato in raid contro le postazioni ritenute basi operative delle forze iraniane. </p>
<p>L&#8217;assenza degli S-300 è stata finora una sorta di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-russia/russia-after-netanyahu-visit-backs-off-syria-s-300-missile-supplies-idUSKBN1IC0SW">garanzia data dai russi a Benjamin Netanyahu</a> che i suoi aerei sarebbero stati sostanzialmente liberi di operare in Siria fin quando non sarebbe stato messo in pericolo l&#8217;esercito di Mosca. Cosa che è invece avvenuta lunedì con la morte di 15 membri dell&#8217;equipaggio dell&#8217;aereo russo caduto nelle acque del Mediterraneo.</p>
<p></p>
<p>È chiaro che, a questo punto, l&#8217;aeronautica israeliana avrà delle difficoltà a operare in Siria. Del resto lo hanno da detto anche gli stessi alti ufficiali delle <strong>Israel defense forces</strong> al quotidiano israeliano <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/.premium-with-russian-presence-in-syria-israel-air-force-has-to-be-very-precise-1.6492321">Haaretz</a></em>. Israele vuole avere la superiorità aerea: ma per farlo, deve essere sempre più preciso. Ora sarà anche pèiù difficile: non dovrà essere solo preciso ma anche colpire al di fuori dell&#8217;ombrello protettivo posto da Mosca.</p>
<p>Volevano proprio questo?</p>
<p>C&#8217;è però <strong>un&#8217;altra chiave di lettura</strong>. L&#8217;attacco di lunedì ha mostrato le lacune della contraerea siriana co-gestita dal comando russo. E molto spesso questi attacchi, più che essere realizzati per colpire obiettivi fisici, servono anche per <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/attacco-siria-test/">testare capacità di reazione e modalità di risposta</a> delle forze nemiche. Israele, con questo attacco, ha di fatto manifestato i problemi tecnici del sistema russo-siriano e ha &#8220;costretto&#8221; il Cremlino a schierare gli S-300, rifornendo Damasco di una nova linea di sistemi. Che adesso, potrebbero essere di nuovo &#8220;testati&#8221; con un nuovo raid.</p>
<p>Da un punto di vista strategico, questa mossa può non aiutare Israele. Ma può aiutare gli Stati Uniti e il blocco di cui fa parte la stessa aviazione israeliana. Ma un eventuale prossimo raid potrebbe anche testare ulteriori lacune di questo sistema. E di fatto avvantaggiare le vendite di altri sistemi missilistici<strong> realizzati da altre industrie belliche</strong>. Come ad esempio quella americana.</p>
<p>Israele ha già &#8220;provato&#8221; gli S-300</p>
<p>Non va dimenticato un ulteriore dato: che Israele sembra che abbia già &#8220;provato&#8221; gli S-300. Nel 2015, <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-israel-greece/israel-trained-against-russian-made-air-defense-system-in-greece-sources-idUSKBN0TN10G20151205">Reuters</a></em> riportò la notizia di <strong>un&#8217;esercitazione congiunta</strong> greco-israeliana in cui fu attivato un sistema antiaereo russo S-300, venduto a Cipro 18 anni prima. Ora, è chiaro che i nuovi sistemi S-300 hanno subito aggiornamenti rispetto a quelli degli ani Novanta. Ma &#8220;l&#8217;attivazione ha consentito agli aerei militari israeliani di testare come funziona il sistema di lock-on dell&#8217;S-300, raccogliendo dati sul suo potente radar di tracciamento e su come potrebbe essere accecato o bluffato&#8221;.</p>
<p>Da quanto si evince, <strong>la Grecia sarebbe stata &#8220;caldamente&#8221; invitata dagli Stati Uniti</strong> a schierare questo sistema sull&#8217;isola di Creta proprio per capire i metodi di reazione degli S-300. E questo fa comprendere anche quanto Washington potrebbe ora essere interessata a testare nuovamente il sistema. E la Siria, purtroppo per il suo popolo, è da tempo un laboratorio delle armi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-siria-s-300-israele.html">La Russia schiera gli S-300  Pronta no fly-zone sulla Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;esercito israeliano ha un problema, E lo ha svelato un rapporto delle Idf</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esercito-israele-problema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2018 20:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129-1024x724.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;esercito dello Stato di Israele ha un problema: le sue forze di terra sono del tutto impreparate in caso di guerra. A rivelarlo è un rapporto del difensore civico dell&#8217;esercito israeliano, il generale Yitzhak Brick, che ha scritto un dossier dettagliato sulla stato delle forze di terra delle Israel defense forces (Idf). A dare la notizia del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/esercito-israele-problema.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180608154915_26584129-1024x724.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;esercito dello Stato di Israele ha un problema: le sue forze di terra sono del tutto impreparate in caso di guerra. A rivelarlo è un rapporto del difensore civico dell&#8217;esercito israeliano, il generale <strong>Yitzhak Brick</strong>, che ha scritto un dossier dettagliato sulla stato delle forze di terra delle <strong>Israel defense forces</strong> (Idf). A dare la notizia del rapporto, il quotidiano israeliano <em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-secret-idf-dossier-warns-that-the-army-is-unprepared-for-war-1.6469841">Haaretz</a></em>, che ricorda come la posizione di Brick &#8220;contraddica completamente un rapporto pubblicato all&#8217;inizio di settembre dal capo di stato maggiore dell&#8217;esercito israeliano <strong>Gadi Eisenkot</strong>, che affermava che le Forze di difesa israeliane fossero ad un alto livello di preparazione per la guerra&#8221;.</p>
<p>L&#8217;allarme del generale Brick non è una novità assoluta nei vertici delle Idf. Da tempo analisti militari e vertici delle forze armate hanno lanciato l&#8217;allarme sulle precarie condizioni delle truppe di terra. E adesso la questione è arrivata direttamente all&#8217;attenzione del ministro della Difesa, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/avigdor-lieberman-israele-palestinesi/">Avigdor Lieberman</a>.</p>
<p></p>
<p>La settimana scorsa, Brick ha inviato il suo dossier al ministro, allo stesso Eisenkot, ai membri dello stato maggiore delle Idf e ai membri del comitato per gli affari esteri e la Difesa della Knesset. È il terzo rapporto inviato da Brick sulla questione. E, per la prima volta, oltre alle critiche sull&#8217;addestramento e le esercitazioni, è inserita anche la <strong>scarsa prontezza</strong> in caso di scontro bellico.</p>
<p>Una critica molto aspra, che ha trovato un muro da parte dei massimi vertici delle Idf. Lo stesso capo di stato maggiore ha inviato un a lettera dettagliata al governo e alle commissione Esteri e Difesa della Knesset per dire che era totalmente impegnato a rendere le forze di terra perfettamente in grado di combattere. E del resto sarebbe stato difficile credere che il capo delle forze armate di Israele potesse dire qualcosa di diverso visto che sarebbe l&#8217;ammissione delle lacune del suo operato.</p>
<p></p>
<p>Ma il muro di Eisenkot e dei suoi più stretti collaboratori presenta alcune crepe, illustrate perfettamente dal <strong>dossier di 200 pagine</strong> redatto da Brick e cui è riuscito a prendere visione il giornalista di <em>Haaretz</em>. Il difensore civico delle Idf ha infatti potuto contare sulle testimonianze di decine di ufficiali delle forze di terra, soldati, analisti e supervisori. Un campionario di dati e di prove che sembra sia iniziato a circolare nei piani alti delle Idf. E che può essere messo in parallelo con alcune dichiarazioni di numerosi ufficiali dell&#8217;esercito dello Stato ebraico che sono da sempre preoccupati di un&#8217;eventuale escalation militare con i vicini.</p>
<p>Il problema è stato affrontato più volte dai militari israeliani. Ed è per questo che in molti ritengono pericolose le dichiarazioni eccessivamente bellicose di Benjamin Netanyahu e del suo governo riguardo a possibili guerre con i tradizionali nemici di Israele, da Gaza a <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah/">Hezbollah</a> passando per la Siria. Perché, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-gaza-guerra/">come già spiegato su questa testata</a>, attualmente solo l&#8217;aviazione militare di Israele può dirsi operativa e addestrata a un conflitto reale. I raid in Siria e nella Striscia di Gaza sono stati utili non solo a colpire le postazioni nemiche, ma anche a testare le capacità della Fionda di Davide.</p>
<p></p>
<p>Ma via terra, la questione è diversa. Sono anni che le truppe dell&#8217;esercito israeliano non combattono una guerra. E questo incide sul rischio che il prossimo conflitto possa rivelarsi un pericoloso fiasco. Del resto, le ultime campagne dopo l&#8217;invasione del Libano (tra l&#8217;altro terminata con un nulla di fatto) sono state tutte realizzate in larga parte attraverso attacchi aerei. <strong>L&#8217;utilizzo delle forze di terra</strong> è stato ridotto e molto prossimo alla frontiera, proprio per il timore che l&#8217;impreparazione sul campo portasse a un numero di morti superiore alle aspettative, creando pericoli anche per le tenute dei governi, costretti a giustificare di fronte l&#8217;opinione pubblica la morte di soldati impiegati nel conflitto con Gaza.</p>
<p>La questione non è di secondaria importanza. La parte più interventista delle Idf sostiene di poter combattere, immediatamente, una guerra contro tutti i nemici del Paese. E le mosse di Netanyahu stanno contribuendo a creare <a href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-prepara-nuova-guerra-libano-siria-saranno-un-fronte-unico/">un fronte unico</a> che va da Gaza al Libano passando anche per la Siria. Il problema è che, nel caso di una guerra di questo tipo, lo Stato ebraico non potrebbe certo affrontare il pericolo soltanto attraverso l&#8217;aeronautica. E le forze di Hezbollah così come quelle di <strong>Hamas</strong> contano anche su questa impreparazione israeliana: sanno che Israele non è sicura di vincere via terra. E infatti, in questi ultimi anni, la strategia di Netanyahu è stata quella di trincerarsi via terra e via mare.</p>
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		<title>Israele riprende i raid in Siria&#8221;200 obiettivi nell&#8217;ultimo anno&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-siria-raid-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2018 07:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Raid israeliano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2100" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3.jpg 2100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2100px) 100vw, 2100px" /></p>
<p>La guerra in Siria ha da sempre un attore fondamentale, le cui operazioni servono a capire in mantiene molto chiara le dinamiche del conflitto: Israele. Lo Stato ebraico è coinvolto in Siria dall&#8217;inizio della guerra. Gli &#8220;obiettivi iraniani&#8221;, come definito dai vertici delle Israel defense forces (Idf), sono il nucleo fondamentale della sua strategia. Ma gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-siria-raid-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2100" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3.jpg 2100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Israeli_F-16s_at_Red_Flag3-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2100px) 100vw, 2100px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">La guerra in Siria</a> ha da sempre un attore fondamentale, le cui operazioni servono a capire in mantiene molto chiara le dinamiche del conflitto: Israele. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-in-siria/">Lo Stato ebraico è coinvolto in Siria dall&#8217;inizio della guerra</a>. Gli &#8220;obiettivi iraniani&#8221;, come definito dai vertici delle Israel defense forces (Idf), sono il nucleo fondamentale della sua strategia. Ma gli obiettivi sono stati diversi e, negli anni, non è stato disdegnato il supporto alle milizie ribelli del Sud sia per colpire Bashar al Assad sia per avere un valido alleato nel fase post-bellica.</p>
<p><strong>Ma la guerra non è andata come previsto</strong>: Assad resiste e non sembra intenzionato a cedere il potere. E in ogni caso, Israele, e con esso la coalizione internazionale a guida statunitense, si trovano a dover assistere a una pesante sconfitta strategica. Una sconfitta che, nei loro piani, può essere limitata soltanto facendo ritirare l&#8217;Iran e le forze alleate dal territorio siriano. È Teheran il vero obiettivo di Israele e degli Stati Uniti. E ogni raid in Siria (e forse anche in Iraq come confermato di recente dalla Difesa israeliana) aveva questo scopo.</p>
<p>L&#8217;ultimo raid è avvenuto in questi giorni, proprio mentre <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/idlib-russia-raid-turchia/">la Russia riprendeva i suoi bombardamenti</a> sulle postazioni jihadiste di Idlib. Come scrive <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lastampa.it/2018/09/04/esteri/siria-raid-israeliano-contro-sospette-basi-iraniane-9UvNv9P6ca7kHtZISMuTRM/pagina.html">La Stampa</a></em>, &#8220;l&#8217;aviazione israeliana ha compiuto questo pomeriggio un massiccio raid sul Wadi Ayoun, vicino a Masyaf, e nell&#8217;area di Harf Bnamra, fra le provincia siriane di Hama e Tartus. L’obiettivo sembrano essere <strong>installazioni militari iraniane</strong> individuate dell&#8217;intelligence nelle scorse settimane&#8221;. </p>
<p></p>
<p>Secondo gli analisti israeliani, l&#8217;obiettivo dei raid erano delle costruzioni che, in base alle immagini satellitari, erano da considerare delle basi per nuovi missili terra-terra. La società israeliana di immagini satellitari, la <strong>ImageSat International</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/syria/israeli-satellite-images-reveal-damage-at-site-of-air-strike-in-syria-1.6455780">ha rilasciato proprio in queste ore</a> le foto scattate dal satellite di un sito distrutto in Siria, a sud della città di Masyaf. Una base che sembra essere quella oggetto dell&#8217;ultimo raid ad Hama.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://sana.sy/en/?p=146169">I media statali siriani</a> hanno riferito il raid c&#8217;è stato, ma che la contraerea ha <strong>intercettato diversi missili</strong> nei pressi di Wadi Al Uyun. Secondo l&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani, gli aerei da guerra sono entrati nello spazio aereo libanese. Mentre altri attacchi, probabilmente sempre israeliani, sono stati segnalati nella città di Banias. Secondo i media, si tratterebbe anche in questo caso di obiettivi militari, in particolare di un centro di ricerca.</p>
<p>Non una novità in questo conflitto. Israele ha sempre colpito qualsiasi sito militare considerato parte della cosiddetta <strong>&#8220;infrastruttura iraniana&#8221;</strong>. Come confermato di recente da un alto ufficiale delle Idf, le forze armate dello Stato ebraico, soltanto nell&#8217;ultimo anno e mezzo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Israel-struck-over-200-Iranian-targets-in-Syria-over-past-year-566487">hanno colpito più di 200 obiettivi in Siria</a>, utilizzando circa 800 tra missili e colpi di mortaio. Un numero considerevole, visto che, formalmente, Israele non ha dichiarato guerra. Ma la sostanza ormai supera di gran lunga la forma, in questo difficile conflitto.</p>
<p></p>
<p>Ma <strong>perché Israele ha colpito proprio ora?</strong> La tregua, cercata e voluta da <strong>Vladimir Putin</strong> dopo gli incontri con Benjamin Netanyahu e i funzionari iraniani, è finita? Probabilmente, e questo rientra da sempre nella strategia del governo israeliano, Netanyahu ha voluto inviare un segnale. Proprio mentre le forze russe e siriane possono scatenare l&#8217;offensiva su Idlib, spazzando via il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-russia-pronta-eliminare-santuario-al-qaeda-siria/">&#8220;santuario di Al Qaeda&#8221;</a> in Siria, Israele riporta alla luce il suo vero problema : l&#8217;Iran. </p>
<p>Netanyahu vuole garanzie da Putin <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/iran-fuori-siria/">sul ritiro dell&#8217;Iran e delle forze ad esso collegate</a>. Ma il Cremlino ha già detto che, pur avendo fatto il possibile, <strong>non può costringere la Repubblica islamica</strong> a ritirare le proprie forze dal territorio siriano. Per Putin non è essenziale avere l&#8217;Iran in Siria. Anzi, per certi versi ora può anche essere controproducente per Mosca, visto che la presenza iraniana di fatto sostiene il gioco di Israele e Stati Uniti per colpire o rimanere in Siria mentre le forze russe e di Damasco sono intente a sconfiggere la sacca jihadista di Idlib.</p>
<p>Ma la Russia non può fare tutto. E adesso, il rischio della ripresa dei raid israeliani getta una nuova ombra sull&#8217;ultima offensiva per far finire la guerra al fianco di Assad. L&#8217;Iran non sembra affatto interessato a ritirarsi dalla Siria. E con il possibile allargamento dei bombardamenti israeliani <a href="http://www.occhidellaguerra.it/iraq-siria-guerra/">anche in Iraq</a>, la situazione appare molto meno limpida.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-siria-raid-guerra.html">Israele riprende i raid in Siria&#8221;200 obiettivi nell&#8217;ultimo anno&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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