La tensione cresce sulla linea di confine fra Israele e Libano. Le Israel defense forces (Idf), secondo le testimonianze dei residenti, hanno iniziato a erigere colline artificiali di sabbia per migliorare la visibilità al di là del confine. E Israele continua a tenere d’occhio i movimenti di Hezbollah.

Israele blinda la frontiera

Secondo quanto affermato da Israel Hayom, i cittadini hanno detto di aver assistito a un continuo traffico di camion militari che scaricavano sabbia. Mentre su molti di queste colline artificiali, sono stati posizionati carri armati e postazioni di artiglieria pesante. Una scelta che dimostra come l’attenzione del governo israeliano non abbia mai dimenticato il Libano. In particolare Hezbollah.

“Le colline sono state costruite vicino alla barriera di cemento che l’Idf ha costruito negli ultimi mesi lungo il confine”, ha detto un israeliano al media dello Stato ebraico. “A giudicare da quello che ho visto, le stanno costruendo di fronte alle postazioni di Hezbollah in modo da permettere ai [soldati israeliani] di vedere oltre il muro di cemento, in Libano”. E in effetti, anche un funzionario del governo intervistato da Israel Hayom ha riferito che si tratta di colline costruite per aumentare la visuale delle Idf oltre la barriera di cemento che negli ultimi mesi è stata costruita dai genieri israeliani per blindare la frontiera.

La notizia, di per sé, potrebbe anche non avere un’importanza dirompente. Non è un mistero che il governo di Benjamin Netanyahu ritenga essenziale aumentare le protezione del confine trasformando Israele in una sorta di fortezza. E non è altrettanto un mistero che Hezbollah sia uno dei principali obiettivi della strategia israeliana. Ma se unita alle ultime accuse provenienti da Israele, e cioè alla presunta scoperta di un avamposto del movimento sciita libanese a ridosso del confine, la questione appare differente.

Le Idf accusano Hezbollah

La notizia, se confermata, rappresenterebbe per Israele una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo l’intelligence israeliana, Hezbollah avrebbe nascosto per lungo tempo il punto d’osservazione nel villaggio di al-Adisa utilizzando la copertura di una Ong ecologista, tale Green Without Borders. E l’annuncio è stato direttamente dall’ufficio del portavoce delle forze armate israeliane.

“Green Without Borders” would be a great name for an environmental organization. Too bad Hezbollah made it up to disguise their terror activity along the Israel-Lebanon border. @UN @UNpeacekeeping @UNIFIL_ @Greenpeace pic.twitter.com/rvZNsHW3mw

— Israel Defense Forces (@IDFSpokesperson) 22 ottobre 2018

L’Idf accusa quindi Hezbollah di aver violato la risoluzione che stabiliva i termini della tregua dopo la Seconda guerra del Libano, quella del 2006. La risoluzione vietava qualsiasi tipo di presenza militare del movimento sciita a sud del fiume Litani. “Anche se l’avamposto è disarmato, sappiamo che i suoi obiettivi non sono innocui, l’obiettivo è quello di raccogliere informazioni al confine”, ha dichiarato uno dei funzionari israeliani al Jerusalem Post. “L’organizzazione continua a schierare forze vicino al confine e pensa che Israele sia ignaro di questa attività”, ha continuato.

Il difficile ruolo dell’Onu in Libano

E la questione non riguarda soltanto Israele e Libano, ma anche la comunità internazionale. L’anno scorso, l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, aveva già lanciato accuse molto simili nei confronti dell’organizzazione guidata da Hassan Nasrallah. Il funzionario dello Stato ebraico aveva anche presentato le foto al Consiglio di sicurezza invitando l’organo dell’Onu a “chiedere che il governo del Libano smantelli immediatamente questi posti di osservazione e impedisca qualsiasi futura attività di Hezbollah e dei suoi gruppi affiliati nel Libano meridionale”.

Accuse però cadute nel vuoto. Le Nazioni Unite non hanno mai confermato quanto detto da Israele, ricordando come la missione Unifil sia attiva nell’area e opera affinché non accada quanto invece dicono i militari israeliani. Le Idf, invece, ritengono che la milizia sciita sia riuscita a beffare la missione Onu proprio attraverso la copertura della ong e altre mosse simili. 

Le accuse però continuano. E adesso il Libano è di nuovo al centro delle attenzioni israeliane, come confermato anche dalle accuse di Netanyahu su una presunta base missilistica iraniana nel centro di Beirut. Con la Siria sempre più difficile da colpire, in particolare dopo che la Russia ha posto il suo scudo protettivo su tutto il territorio controllato da Damasco, il Libano (quindi Hezbollah) appare un obiettivo molto più concreto. E ‘ascesa del movimento sciita all’interno del Paese dei cedri è considerata dallo Stato di Israele un problema molto serio per la propria sicurezza interna. E l’idea è che, con il passare degli anni, sia sempre più possibile uno scontro militare fra le forze armate israeliane e la milizia sciita.