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	<title>Guerra in Sudan Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra in Sudan Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Etiopia coinvolta nella guerra civile in Sudan?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326155932617_f6a46b07618c47137e2bbca7248578fe-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È sempre più scontro diplomatico tra Sudan ed Etiopia. Il governo di Khartoum ha accusato quello di Addis Abeba di aver dato sostegno e rifugio ai ribelli delle Forze di Supporto Rapido (Rsf), ossia i miliziani guidati dal generale Dagalo in lotta contro l&#8217;esercito regolare sudanese. Una prova, sempre secondo il governo del Sudan, sarebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-etiopia-coinvolta-nella-guerra-civile-in-sudan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-etiopia-coinvolta-nella-guerra-civile-in-sudan.html">L&#8217;Etiopia coinvolta nella guerra civile in Sudan?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>È sempre più<strong> scontro diplomatico tra Sudan ed Etiopia</strong>. Il governo di Khartoum ha accusato quello di Addis Abeba di aver dato sostegno e rifugio ai ribelli delle<strong> Forze di Supporto Rapido (Rsf)</strong>, ossia i miliziani guidati dal generale <strong>Dagalo</strong> in lotta contro l&#8217;esercito regolare sudanese. Una prova, sempre secondo il governo del Sudan, sarebbe rappresentata dalla recente conquista da parte delle Rsf della cittadina di <strong>Kurmuk</strong>. Si tratta di una strategica località di confine con l&#8217;Etiopia, caduta grazie anche al presunto appoggio dell&#8217;esercito etiope ai ribelli sudanesi. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Soudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Soudan</a> 🇸🇩 : les FSR s’emparent de Kurmuk et ouvrent un nouveau front dans le Nil Bleu<br><br> Les Forces de soutien rapide (FSR), appuyées par le SPLM-N, ont pris le contrôle de la ville frontalière de Kurmuk après une offensive menée depuis le territoire éthiopien, selon des sources… <a href="https://t.co/8s05zN1fyY">pic.twitter.com/8s05zN1fyY</a></p>&mdash; Daniel Michombero /Batubenga (@michombero) <a href="https://twitter.com/michombero/status/2037180648499052941?ref_src=twsrc%5Etfw">March 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La questione legata a Kurmuk </h2>



<p><a href="https://www.agenzianova.com/news/sudan-forze-di-supporto-rapido-e-splm-n-conquistano-la-citta-di-kurmuk-al-confine-con-letiopia/">Così come sottolineato su<em> AgenziaNova</em></a>, Kurmuk è da sempre al centro delle cronache belliche sudanesi. Lo era già ai tempi del conflitto degli anni &#8217;90 tra le forze regolari guidate dall&#8217;ex presidente sudanese Al Bashir e, dall&#8217;altro lato, i ribelli dell&#8217;<strong>Splm-N</strong>. Il motivo è<strong> legato all&#8217;importanza della cittadina da un punto di vista geografico e politico</strong>: da qui è possibile controllare una vasta porzione del confine con l&#8217;Etiopia, inoltre l&#8217;area costituisce una porta di accesso anche verso le regioni meridionali. Dal 2005 e fino ai mesi scorsi, anno di un accordo di pace tra governo ed Splm-N, la situazione è rimasta tutto sommato tranquilla. </p>



<p>Il Sudan però è immerso nel vortice di una disastrosa e totale guerra civile dall&#8217;aprile del 2023. E gli echi del conflitto hanno riacceso anche da queste parti vecchie ferite mai del tutto sopite. Così, <strong>i miliziani dell&#8217;Splm-N sono tornati alla carica grazie al supporto delle Rsf.</strong> Dopo settimane di battaglie iniziate a gennaio, nei giorni scorsi la capitolazione: Kurmuk è caduta nelle mani degli antigovernativi. Ma per Khartoum, la semplice alleanza tra Rsf ed Splm-N non basta a spiegare le ragioni della sconfitta dell&#8217;esercito. Il ministero degli Esteri del governo sudanese ha ufficialmente inviato una nota in cui, tra le altre cose,<strong> ha accusato l&#8217;Etiopia di aver aiutato le fazioni rivali</strong>. Non solo donando armi e rifornimenti, ma anche consentendo ai combattenti di transitare dal territorio etiope. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un intricato quadro di alleanze che riguarda anche il medio oriente</h2>



<p>Addis Abeba ovviamente ha smentito ogni intromissione nel conflitto sudanese, ma i sospetti e le voci a livello internazionale non hanno smesso di rimbalzare. <strong>Anche perché non è la prima volta che l&#8217;Etiopia viene tirata in ballo</strong>. Al di là della questione strettamente legata a Kurmuk, la guerra in Sudan coinvolge<strong> un quadro di alleanze che abbraccia l&#8217;intero medio oriente</strong>. Fino al gennaio scorso, il conflitto sudanese sembrava soprattutto<strong> un affare tra Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita. </strong>Con i primi che hanno sempre appoggiato le Rsf e i secondi invece le forze governative. La sconfitta delle forze filo emiratine nello <strong>Yemen</strong>, ha ribaltato il quadro all&#8217;interno del mondo arabo: Abu Dhabi ha iniziato ad assumere un profilo più basso e alcuni suoi proxy hanno chiuso ogni alleanza. A partire, su tutti, dal <strong>generale</strong> <strong>Haftar</strong> in Libia. </p>



<p><strong>Gli Emirati hanno così iniziato a sondare alleanze all&#8217;interno del Corno d&#8217;Africa</strong>. Qui a entrare in ballo è la questione del <strong>Somaliland</strong>, la regione separatista della Somalia: Abu Dhabi è stretta alleata del governo secessionista, tanto da averne favorito anche<strong> il riconoscimento da parte di Israele</strong>. Da parte sua, l&#8217;Etiopia è da anni molto vicina al Somaliland nel tentativo di avere un più facile accesso sul mare tramite il porto di Barbera. Unendo i puntini del cosiddetto &#8220;<strong>arco emiratino</strong>&#8220;,appare chiaro l&#8217;interesse di Abu Dhabi di costruire un asse interno al Corno d&#8217;Africa con Somaliland ed Etiopia. Asse che potrebbe aver incluso al proprio interno anche un aiuto di Addis Abeba alle Rsf. </p>
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		<title>Le conseguenze della guerra civile nel Sud Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 17:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Sud Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scorsa settimana nella capitale del Sud Sudan, Juba, il popolo è insorto dando vita ad una serie serie di rivolte avvenute durante la notte. La causa è da attribuire alla presunta uccisione di cittadini del Sud Sudan durante l&#8217;attuale guerra civile in corso in Sudan. I video diffusi attraverso i social media mostrano l’uccisione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html">[...]</a></p>
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<p>La scorsa settimana nella capitale del Sud Sudan, <strong>Juba</strong>, il popolo è insorto dando vita ad una serie serie di <strong>rivolte</strong> avvenute durante la notte. La causa è da attribuire alla presunta uccisione di cittadini del Sud Sudan durante l&#8217;attuale <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-fame-colera-e-bombe-sui-profughi-e-intanto-allonu.html">guerra civile</a> in corso in Sudan. I video diffusi attraverso i social media mostrano l’uccisione di almeno 13 cittadini sud-sudanesi nella località sudanese di <strong>Wad Madani</strong>.</p>



<p>La risposta dei cittadini sud sudanesi a Juba è stata altrettanto aggressiva e violenta nei confronti dei sudanesi residenti in Sud Sudan. Durante i tumulti nella capitale, ci sono stati casi di vandalismo e saccheggio nei confronti di negozi appartenenti a persone sudanesi. Gli scontri hanno causato la morte di 16 persone, mentre sette sono stati i feriti. In una città vicina, situata lungo il confine con il Sudan, alcune case abitate da sudanesi sono state bruciate. </p>



<p>La portavoce della presidenza<strong> Lily Adhieu Martin Manyiel </strong>ha infatti intimato a &#8220;non permettere alla rabbia di offuscare il nostro giudizio o di rivoltarsi contro i commercianti e i rifugiati sudanesi che attualmente risiedono nel nostro Paese&#8221;.</p>



<p>Venerdì 17 gennaio, proprio a causa di questi avvenimenti, la polizia ha annunciato l’introduzione di un <a href="https://apnews.com/article/south-sudan-violence-sudan-curfew-bc982d7eba3398f01928a085c183f6b7"><strong>coprifuoco </strong></a>in tutto il Paese. Il generale <strong>Abraham Manyuat</strong> ha dichiarato che il coprifuoco entrerà in vigore dalle 18:00 fino all&#8217;alba proprio per ostacolare gli episodi di saccheggio segnalati a Juba e nelle altre città vicine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riconquista di Wad Madani</h2>



<p>Le presunte uccisioni di cittadini del Sud Sudan che hanno portato alle rivolte, sarebbero avvenute a <strong>Wad Madani</strong>, una città situata a sud-est del paese riconquistata sabato 11 gennaio dall&#8217;<strong>esercito regolare sudanese</strong> (Saf). Si tratta della città più importante dello stato di <strong>Gezira</strong>, situata a circa 130 km a sud-est della capitale sudanese Khartum e la sua conquista potrebbe rappresentare un <strong>punto di svolta </strong>per la guerra civile, che dura ormai da due anni. L&#8217;offensiva a Wad Madani rientra nelle <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-le-rsf-costrette-a-indietreggiare.html">recenti </a>iniziative dell&#8217;esercito, che sta così guadagnando terreno.</p>



<p>L&#8217;importanza della città deriva dalla fertilità dell&#8217;area, dovuta alla sua posizione tra il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro. Inoltre, rappresenta un ponte che collega in modo strategico le zone del nordest controllate dall’esercito, come Port Sudan e Cassala, con le altre provincie del sud.</p>



<p>Da dicembre 2023, la città è stata controllata dalle <strong>Forze di Supporto Rapido</strong> (Rsf), la milizia ribelle parte in causa della guerra civile sudanese. Già da quel momento, la comunità è stata etichettata dall&#8217;esercito sudanese come sostenitrice delle Rsf per motivi etnici. Dunque, anche le violenze nei confronti della comunità avvenute durante la conquista della città sono stati considerate ritorsioni su base etnica. Non è la prima volta che l&#8217;esercito viene accusato di aver ucciso civili sospettati di sostenere i ribelli, accusa confermata dallo stesso esercito, che ha dichiarato la presenza di casi isolati di uccisioni di civili.</p>



<p>Il presidente della Commissione dell’Unione Africana, <strong>Moussa Faki Mahamat</strong>, domenica scorsa ha condannato le violenze e le brutali uccisioni di cittadini sud sudanesi a Wad Madani. I responsabili delle violenze contro i civili sarebbero i militari governativi,&nbsp;e secondo l&#8217;<a href="https://ishr.ch/latest-updates/sudan-ethnicity-based-attacks-in-aljazeera-where-women-were-killed-beaten-and-abducted/">International Service for Human Rights</a>&nbsp;(Ishr), le vittime sono prevalentemente donne e bambini.</p>



<p>Le vittime erano persone provenienti dal Sud Sudan, Darfur e Sudan occidentale, ma residenti nella zona da decenni. I soldati dell&#8217;esercito le hanno accusate di aver collaborato con i paramilitari delle Rsf mentre l’area era sotto il loro dominio e per questo uccise. In passato l’esercito aveva accusato le Rsf di assumere sud-sudanesi come mercenari.</p>



<p>Il ministero degli Esteri del Sud Sudan sostiene di aver ricevuto un &#8220;rapporto completo dove vengono descritti in modo dettagliato gli eventi che hanno causato la perdita di vite umane tra i nostri cittadini innocenti, che mantengono uno status di non combattenti&#8221;.</p>



<p>La guerra civile va avanti da aprile 2023 e vede le Rsf combattere contro l&#8217;esercito per il controllo del Paese. Fino ad ora, la battaglia si è concentrata nelle aree introno a Khartum e nel Darfur, quindi nelle aree controllate dalle Rsf. Solo recentemente, l&#8217;esercito ha iniziato una <strong>controffensiva</strong> vicino la capitale, prendendo il controllo di alcune zone ritenute importanti. </p>



<p>La guerra in questi due anni ha causato una gravissima <strong>crisi umanitaria</strong>, con più di 60mila morti, 12 milioni di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">sfollati </a></strong>e circa 50 milioni di abitanti del paese sono a rischio carestia. L&#8217;ONU e altri gruppi per i diritti umani, hanno denunciato la presenza di <a href="https://it.insideover.com/guerra/indagini-sudan-rivelano-massacri-etnici-darfur.html"><strong>massacri etnici</strong></a> di diversa natura da <strong>entrambe</strong> le parti implicate nel conflitto.</p>



<p>Recentemente, il governo statunitense ha annunciato <strong>sanzioni </strong>per i crimini commessi contro i civili nei confronti del capo delle Rsf, Mohammad Hamdan <strong>Dagalo</strong>, già sanzionato per presunti crimini di genocidio, e del comandante dell&#8217;esercito, il generale Abdel Fattah<strong> al Burhan</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html">Le conseguenze della guerra civile nel Sud Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sudan, l&#8217;esercito regolare guadagna terreno nella guerra infinita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-le-rsf-costrette-a-indietreggiare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 17:38:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-1536x1005.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime ore il rumore delle armi sta coinvolgendo la cittadina di Bahri, poco più a nord della capitale Khartoum. Qui alcuni gruppi dell&#8217;esercito regolare, agli ordini del generale Abdel Al Burhan (formalmente anche a capo del governo di transizione), stanno attaccando nascondigli e basi delle Rsf. Un acronimo quest&#8217;ultimo che indica le Rapid Support &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-le-rsf-costrette-a-indietreggiare.html">[...]</a></p>
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<p>Nelle ultime ore il rumore delle armi sta coinvolgendo la cittadina di <strong>Bahri</strong>, poco più a nord della capitale Khartoum. Qui alcuni gruppi dell&#8217;esercito regolare, agli ordini del generale <strong>Abdel Al Burhan </strong>(formalmente anche a capo del governo di transizione), stanno attaccando nascondigli e basi delle <strong>Rsf</strong>. Un acronimo quest&#8217;ultimo che indica le<em> Rapid Support Forces</em> (Forze di Supporto Rapido), ossia la milizia paramilitare agli ordini del generale <strong>Hemetti Dagalo</strong> creata ai tempi del presidente Bashir e oggi antagonista dell&#8217;esercito regolare nella guerra civile scoppiata nell&#8217;aprile 2023. </p>



<p>I combattimenti a Bahri rappresentano gli ultimi di una lunga serie che, nelle ultime settimane, ha dato al conflitto la conformazione di una <strong>guerra ad alta intensità</strong>. Lo scontro è adesso aperto, avviene casa per casa in alcune località e anche in improvvisate trincee al di fuori dei centri abitati. L&#8217;esercito ha riguadagnato l&#8217;iniziativa dopo mesi di stallo e adesso Al Burhan spera di presentarsi da vincitore, o quantomeno da uomo forte, in eventuali tavoli negoziali. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">🟥 فيديو يظهر استهداف القوات المسلحة السودانية لأوكار مليشيا الدعم السريع داخل مدينة بحري شمال العاصمة الخرطوم.<a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan_War_Updates?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan_War_Updates</a> <a href="https://t.co/dhLxSL9Pl3">pic.twitter.com/dhLxSL9Pl3</a></p>&mdash; Sudan War Updates (@sudan_war) <a href="https://twitter.com/sudan_war/status/1881977750841626829?ref_src=twsrc%5Etfw">January 22, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La svolta di Wad Madani</h2>



<p>Un&#8217;accelerazione al conflitto è stata data dalla battaglia, conclusasi lo scorso 11 gennaio, combattuta a <strong>Wad Madani</strong>. Si tratta di una delle città più importante della regione a sud di Khartoum, essendo un vitale snodo ferroviario e anche capoluogo della regione di <strong>Gezira</strong>. Dopo mesi di controllo da parte delle Rsf, l&#8217;esercito è riuscito a espugnare l&#8217;intera area e ad entrare nel centro cittadino. Con la presa di Wad Madani, gli uomini di Al Burhan si preparano adesso a<strong> cingere d&#8217;assedio la periferia sud di Khartum</strong>, attualmente saldamente in mano alla controparte. </p>



<p>La vittoria a Wad Madani è importante però anche a livello di <strong>morale</strong> delle truppe. Le Rsf iniziano ad avere il timore di non poter difendere a lungo il perimetro attorno alla capitale mentre, di contro, i soldati regolari credono nella possibilità di una forte avanzata a danno dei rivali. I sopra richiamati combattimenti scoppiati a Bahri ne sono una dimostrazione: la località infatti, da tempo rappresenta una roccaforte delle Rsf, ma gli ultimi scontri dimostrano la presenza di soldati infiltratisi oramai nel perimetro urbano della cittadina. Bahri peraltro si trova a nord di Khartoum, segno che <strong>l&#8217;esercito sta ora premendo lungo tutti i principali assi attorno la capitale sudanese. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione legata al Darfur</h2>



<p>Occorre però tenere in considerazione che il Sudan è un Paese molto vasto, difficile da controllare per intero anche in tempi di pace. E questo per via della fisionomia del suo territorio, ma anche per la <strong>frammentazione etnica e religiosa interna alla società</strong>. Difficilmente l&#8217;esercito riuscirà a riprendere il controllo di tutte le regioni. Molto probabilmente, Al Burhan si accontenterà della capitale, attualmente contesa. </p>



<p>Dal canto loro, le Rsf mantengono invece molto salda la presa sul <strong>Darfur</strong>. Sulla regione occidentale cioè che, da almeno venti anni a questa parte, è teatro di scontri e massacri. Qui ha avuto luogo un vero e proprio <strong>genocidio</strong> a danno delle popolazioni fur e masalit tra il 2003 e il 2009, con le atrocità andate però avanti anche oltre. Ad attuare i tentativi di pulizia etnica sono stati i cosiddetti &#8220;<strong>janjaweed</strong>&#8220;, milizie delle tribù arabe del Darfur scagliatesi contro le altre etnie. Il pericolo che nella regione, ricca di diamanti e minerali, sia in corso un altro genocidio è purtroppo molto concreto. Le Rsf sono infatti in gran parte formate da ex janjaweed a cui, nel 2013, l&#8217;ex presidente Al Bashir ha cucito loro una divisa addosso. <strong>Amnesty International</strong> nei mesi scorsi ha denunciato l&#8217;evidenza di massacri in corso in diverse aree del Darfur. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle potenze internazionali</h2>



<p>A pesare sulle dinamiche del conflitto sudanese è anche il ruolo degli attori internazionali. A partire da quelli regionali, visto che l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> appare molto più vicina all&#8217;esercito regolare mentre, dall&#8217;altro lato, gli<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> appoggiano più o meno apertamente le Rsf. C&#8217;è poi la <strong>Russia</strong>, interessata al Sudan per via della possibilità di impiantare qui una base sul Mar Rosso e di avere un hub logistico per le proprie operazioni nell&#8217;area del Sahel. Mosca è intervenuta con ex miliziani Wagner, vicini alle Rsf, a giugno tuttavi<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-flotta-di-putin-arriva-sul-mar-rosso-ce-laccordo-per-una-base-in-sudan.html">a il Cremlino ha firmato un accordo con il governo ufficiale per impiantare una base in uno dei porti sudanesi. </a></p>



<p>Si muove anche la <strong>Turchia</strong>, con Ankara che spera di avere un ruolo nelle mediazioni che prima o poi si apriranno. Erdogan si è offerto come pacificatore e vorrebbe invitare quanto prima Al Buhran e Dagalo nei suoi uffici per contribuire a un&#8217;intesa. Per il momento a parlare sono unicamente le armi. Circostanza che sta aggravando<strong> una già pesante crisi umanitaria</strong>: sono migliaia gli sfollati, milioni coloro che nel Paese non hanno accesso continuo a cibo e medicinali. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">📍<a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan</a>: In a major milestone, food and nutrition supplies for over 20,000 people have reached Wad Madani in Gezira State.<br><br>This in the first time WFP assistance has reached the city since December 2023. ⤵️<br><br>Gezira State was once the heart of Sudan&#39;s breadbasket, but areas are… <a href="https://t.co/MLFMZwdQWF">pic.twitter.com/MLFMZwdQWF</a></p>&mdash; World Food Programme (@WFP) <a href="https://twitter.com/WFP/status/1881751469893787762?ref_src=twsrc%5Etfw">January 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Sudan: fame, colera e bombe sui profughi. E intanto all&#8217;Onu&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-fame-colera-e-bombe-sui-profughi-e-intanto-allonu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2024 18:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241205173627617_e578e8215f3eada8c54eded1e0d997f0-1536x1005.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile in Sudan continua ad andare avanti. Negli ultimi giorni, le Forze di Supporto Rapido hanno intensificato gli attacchi.</p>
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<p>La <strong>guerra civile in Sudan</strong> continua da <strong>aprile 2023</strong>. Negli ultimi giorni, le Forze di Supporto Rapido (Rsf) hanno intensificato gli <strong>attacchi contro il campo profughi di Zamzam</strong>, uno dei più grandi del Darfur, e nelle aree circostanti, causando almeno 24 morti tra i civili e decine di feriti. Le Rsf hanno giustificato gli attacchi sostenendo che una milizia che combatteva a Al Fashir si era ritirata nel campo, e che stessero usando gli sfollati come scudi umani. Secondo quanto riportato dal quotidiano <a href="https://sudantribune.com/article294117/">Sudan Tribune</a>, una raffica di missili ha colpito gli sfollati, provocando morti e feriti e costringendo i sopravvissuti a fuggire. L’esercito sudanese ha <a href="https://sudantribune.com/article294262/">reagito </a>lanciando raid aerei nella regione. Gli attacchi delle Rsf contro il campo, che accoglie migliaia di sfollati proprio a causa del conflitto, sono iniziati il 1° dicembre, “per la prima volta dall’inizio degli scontri nello Stato del Darfur settentrionale, le Rfs hanno lanciato circa 10 missili verso il campo di Zamzam, uccidendo diversi sfollati e ferendone decine”, hanno dichiarato testimoni oculari.</p>



<p>Il bombardamento ha aggravato una situazione già drammatica per i residenti del campo, che soffrono la fame a causa della scarsità di aiuti umanitari e delle restrizioni imposte dalle Rsf. Ad essere colpiti sono stati luoghi come mercati e scuole e il governatore della regione, <strong>Mini Arko Minawi</strong>, ha accusato le Rsf di prendere di mira i residenti del campo di Zamzam in base all’<strong>etnia</strong>, una <a href="https://it.insideover.com/guerra/indagini-sudan-rivelano-massacri-etnici-darfur.html">prassi già consolidata</a> durante il conflitto. Le Rsf hanno attaccato anche la città di Abu Zureiga, a sud di Al-Fashir vicino il campo di Zamzam, per un totale di almeno 20 morti e 15 feriti.</p>



<p>Contemporaneamente, le Forze Armate Sudanesi hanno lanciato attacchi aerei sulle aree controllate dalle Rsf nel Darfur settentrionale, causando altre morti. Un portavoce delle Rsf ha accusato l’esercito di compiere un “<strong>genocidio sistematico</strong>” nel Darfur settentrionale, chiedendo all’Onu di indagare sugli attacchi aerei, sostenendo che abbiano ucciso più di 3mila civili tra ottobre e novembre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crisi alimentare e epidemia di colera</h2>



<p>Le Nazioni Unite hanno lanciato l’ennesimo <strong>allarme </strong>sulla gravità della crisi nel Paese, considerata la più grave al mondo in questo momento storico per numero di sfollati e fame. L’Onu ha denunciato che più della metà della popolazione sudanese è in condizione di <strong>carenza di cibo grave</strong>. Si parla di 26,5 milioni di persone. Il Programma Alimentare Mondiale (Pam) ha inviato oltre settecento camion con aiuti alimentari in grado di sfamare la popolazione a rischio di carestia per un mese. Gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">sfollati </a>hanno raggiunto i 12 milioni, dei quali 3,2 hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi.</p>



<p>Una delle conseguenze più drammatiche della condizione di crisi attuale, sono le malattie dovute a debolezza fisica e carenza di igiene. Una serie di epidemie sta infatti emergendo nel contesto di una sanità pubblica già al collasso. Il <strong>colera </strong>è la minaccia più recente, con oltre 43.000 casi e circa 1.800 decessi secondo una nota emessa dal ministero della Salute. Le aree più colpite sono <strong>Khartoum</strong>, Al Jazieah, Al Qadarif, Kassala, Gedaref e Nilo. </p>



<p>Le organizzazioni internazionali stanno facendo il possibile per contenere il contagio, ma condizioni estreme come l&#8217;accesso limitato a acqua potabile e la carenza di strutture sanitarie adeguate rendono il lavoro degli operatori più complicato. Il colera è infatti una malattia batterica che viene trasmessa prevalentemente attraverso acqua contaminata e causa diarrea grave e disidratazione e può essere fatale in poche ore se non trattata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il veto della Russia&nbsp;</h2>



<p>Il 18 novembre la Russia ha posto il <strong>veto </strong>a una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che mirava a imporre un cessate il fuoco immediato in Sudan. La risoluzione, proposta dal Regno Unito e dalla Sierra Leone, aveva ottenuto il sostegno di 14 dei 15 membri del Consiglio, inclusa la Cina, ma è stata bloccata dalla Russia. La risoluzione avrebbe facilitato l’afflusso degli aiuti umanitari, agendo concretamente contro le violazioni del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani.</p>



<p>Mosca ha giustificato il veto accusando il testo della risoluzione di avere un <strong>approccio &#8220;postcoloniale&#8221;</strong> e di non rispettare la sovranità del Sudan. La Russia sostiene che una tregua debba essere decisa dalle parti coinvolte e non imposta dall’esterno. La decisione è stata accolta con favore dalla giunta militare sudanese, che ha interpretato il veto come un gesto di sostegno alla sua indipendenza e unità nazionale. La mossa non è stata esente da critiche internazionali. Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di essere un ostacolo alla pace, sottolineando come il veto abbia negato un aiuto necessario a milioni di persone colpite dal conflitto e dalla crisi umanitaria. Alcuni hanno interpretato la posizione russa come un allineamento strategico con il governo militare sudanese.</p>



<p>Infatti, la Russia ha anche contestato la risoluzione per non aver citato “le legittime autorità del Sudan”, facendo riferimento alla giunta militare al potere capeggiata dal generale <strong>Abdel Fattah al Burhan</strong>, di cui Mosca è sostenitrice. Finora, la Russia si era astenuta nelle precedenti risoluzioni, ma le cose sono cambiate proprio in seguito al suo allineamento alle posizioni dell’esercito sudanese.</p>



<p>La risoluzione invitava inoltre la comunità internazionale a “evitare interferenze che alimentino il conflitto” e a rispettare l’embargo sulle armi. Ma mentre il mondo cercava una via d’uscita, la Russia ha contribuito a prolungare il conflitto e la conseguente escalation di violenza, probabilmente solo per tutelare i propri interessi geopolitici.</p>
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		<title>Sudan nella guerra civile: il mistero di un cargo abbattuto e le manovre della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-nella-guerra-civile-il-mistero-di-un-cargo-abbattuto-e-le-manovre-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 13:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241025225417591_f1368dee865a13d06031068e9b89f727.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241025225417591_f1368dee865a13d06031068e9b89f727.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241025225417591_f1368dee865a13d06031068e9b89f727-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241025225417591_f1368dee865a13d06031068e9b89f727-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241025225417591_f1368dee865a13d06031068e9b89f727-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241025225417591_f1368dee865a13d06031068e9b89f727-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241025225417591_f1368dee865a13d06031068e9b89f727-1536x1067.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Sudan le Forze di supporto rapido (RSF) hanno abbattuto per errore un aereo cargo russo che conteneva armi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-nella-guerra-civile-il-mistero-di-un-cargo-abbattuto-e-le-manovre-della-russia.html">Sudan nella guerra civile: il mistero di un cargo abbattuto e le manovre della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>É successo lunedì nella notte, in <strong>Sudan </strong>le Forze di supporto rapido (RSF) hanno abbattuto un aereo cargo. Tra i primi entusiasmi dei soldati che credevano di aver sventato una minaccia, ci si è però resi conto che l&#8217;aereo trasportava probabilmente armi agli stessi ribelli. Inoltre si pensa che fosse legato agli Emirati Arabi Uniti e che a bordo ci fossero <strong>cittadini russi</strong>. Quest&#8217;ultimo particolare ha segnato la gravità dell&#8217;accaduto, notificato immediatamente dall&#8217;ambasciata russa in loco al Cremlino. In base ai documenti mostrati nel filmato dell&#8217;accaduto, si pensa che l&#8217;aereo fosse affiliato a una compagnia aerea precedentemente legata agli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, che si sarebbero impegnati ad armare le Forze di supporto rapido. Gli Emirati, invece, hanno negato di essere coinvolti nel conflitto.</p>



<p>Lo schianto è avvenuto nella regione settentrionale di&nbsp;<strong>Malha</strong>, nel Darfur, vicino al confine con il&nbsp;<strong>Ciad</strong>. Secondo Sudan War Monitor, l&#8217;aereo è stato abbattuto per errore dai separatisti della RSF, uno dei gruppi separatisti ribelli al centro degli scontri che stanno devastando il Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra civile sudanese e gli alleati delle due fazioni</h2>



<p>In Sudan la guerra civile è scoppiata nell&#8217;aprile 2023 e vede l&#8217;RSF scontrarsi con l&#8217;esercito sudanese (SAF). Il conflitto ha lentamente lacerato il Paese, innescando <strong>la più grande <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-sulla-guerra-civile-anche-lincubo-della-carestia.html">crisi di fame</a> e di <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">sfollati </a></strong>nel mondo. La regione del Darfur non ha praticamente mai visto pace dal 2003, quando il <strong>Movimento popolare di liberazione</strong> del Sudan attaccò le forze militari sudanesi distruggendo aerei governativi all’aeroporto di Al-Fashir. Alla base del conflitto c&#8217;erano tensioni tra le comunità arabe e non arabe. Anche nella guerra civile in corso entrambe le parti in guerra sono state accusate di crimini di guerra e <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/indagini-sudan-rivelano-massacri-etnici-darfur.html">massacri etnici</a></strong>. Si parla di un conflitto che ha causato la morte di<strong> 150mila persone</strong> e costretto circa <strong>10milioni di persone </strong>ad abbandonare le proprie abitazioni.</p>



<p>Nel contesto della guerra civile, l&#8217;esercito sudanese ha ottenuto il sostegno di&nbsp;<strong>Iran, Egitto e Ucraina</strong>, mentre le Forze di supporto rapido sono sostenute da&nbsp;<strong>Emirati Arabi Uniti</strong>&nbsp;e <strong>Russia</strong>. Il coinvolgimento di queste specifiche parti ha reso il Sudan un altro campo di scontro tra le forze ucraine e russe.</p>



<p>Sempre secondo Sudan War Monitor, all&#8217;interno dell&#8217;aereo c&#8217;era un carico di armi destinato al rifornimento delle stesse RSF. Successivamente, sul luogo sono stati trovati un passaporto russo e un certificato dell&#8217;ingegnere capo della Airlines Transport Incorporation FZC, società con sede negli Emirati Arabi Uniti e che ha legami saldi con Kirghizistan e Russia. A bordo si trovavano due russi, Viktor Granov e Anton Selivanets.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;errore dell&#8217;RSF</h2>



<p>Il video della scena immediatamente successiva all&#8217;abbattimento dell&#8217;aereo, ritrae i combattenti che esultano ignari della gravità delle loro azioni. Nello specifico, uno dei comandanti delle RSF nel Darfur, <strong>Ali Rizkallah &#8220;Savannah&#8221;</strong>, prende parola per mostrare l&#8217;orgoglio di aver utilizzato &#8220;missili guidati&#8221; con lo scopo di abbattere &#8220;Antonov egiziano&#8221;.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Sudan rebels ‘shoot down own plane with Russians onboard’" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/YS6Hs8-JVK4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_YS6Hs8-JVK4");</script>
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<p>Infatti, qualche giorno prima il comandante capo delle RSF <strong>Mohamed Hamdan Dagalo </strong>aveva accusato l&#8217;<strong>aviazione egiziana</strong> di aver bombardato le sue truppe. Perciò, convinti si trattasse di un aereo egiziano di supporto al regime sudanese contro cui combattono, i ribelli delle RSF hanno finito col bombardare un aereo amico. </p>



<p>I dettagli dell&#8217;avvenimento sono però confusi. Alcuni rapporti parlano di un guasto tecnico, ma sia l&#8217;esercito che l&#8217;RSF affermano di aver abbattuto l&#8217;aereo. Qualcuno sostiene che potrebbe essere stato preso di mira per errore, ma l&#8217;alone di mistero ha insospettito la Russia.</p>



<p>Al momento il corpo diplomatico russo <strong>sta indagando</strong> sulle affermazioni delle RSF. Le forze paramilitari hanno dichiarato in un comunicato di aver abbattuto un &#8220;<strong>aereo da guerra straniero</strong>&#8221; che supportava l&#8217;esercito sudanese. L&#8217;RSF <a href="https://www.bbc.com/news/articles/ckg9gk9zv5vo">sostiene </a>che fosse pilotato dall&#8217;esercito egiziano, accusato di aver bombardato civili, sebbene l&#8217;aereo fosse stato identificato come un Antonov, quindi di produzione sovietica. L&#8217;Egitto ha negato le accuse secondo cui avrebbe fornito supporto militare all&#8217;esercito sudanese durante il conflitto.</p>



<p>La carta di sicurezza rinvenuta identificava il mezzo come un <strong>Ilyushin Il-76 </strong>di fabbricazione russa operato dalla New Way Cargo del Kirghizistan. Il Jet sembra fosse in missione per consegnare equipaggiamenti e medicinali alla città di el-Fasher. Nonostante la mancata risposta tempestiva dell&#8217;aviazione civile del Kirghistan, il sito web Osint aviation safety network ha confermato quanto mostrato nelle immagini dei paramilitari.</p>



<p>É stato poi confermato dall&#8217;Ong Conflict observatory, che monitora la guerra in Sudan, il collegamnento degli Ilyushin Il-76 di New Way Cargo all&#8217;armamento dell&#8217;RSF. Nel rapporto si legge che la compagnia aerea ha <strong>facilitato il trasferimento di armi </strong>degli Emirati Arabi Uniti con voli verso l&#8217;aeroporto di Amdjarass in Ciad. D&#8217;altra parte, gli Emirati Arabi Uniti non hanno negato l&#8217;esistenza dei voli, ma hanno affermato che il loro scopo è quello di fornire supporto a un ospedale locale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della Russia</h2>



<p>Benchè storicamente la Russia sostenga le RSF sin da quando era al potere Omar al-Bashir, con il quale aveva stipulato accordi per lo sfruttamento delle risorse aurifere in Darfur in cambio di supporto militare e protezione politica, c&#8217;è la possibilità che la strategia russa preveda il <strong>doppio gioco</strong>. La Russia stava infatti tentando di avvicinarsi al governo di transizione, guidato per l&#8217;appunto dall&#8217;esercito sudanese. Lo scopo è quello di non perdere terreno nella conquista delle<strong> risorse africane</strong> e di realizzare il progetto di una base militare sul Mar Rosso.</p>



<p>In passato il supporto alle RSF ha permesso alla Russia di mantenere un flusso costante di oro, commercializzato attraverso gli Emirati Arabi Uniti, riuscendo così a finanziare le operazioni militari russe nonostante le sanzioni occidentali. L&#8217;inizio del conflitto interno in Sudan ha però portato la Russia a bilanciare il suo sostegno alle RSF e a riavvicinarsi quindi al Governo di transizione.</p>



<p>Dunque, le informazioni confuse sulle dinamiche dell&#8217;incidente, il doppio gioco della Russia e le dichiarazioni delle RSF potrebbero indurre a pensare che potrebbe non essersi trattato di un errore.</p>
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		<title>Sudan: nella nebbia della guerra infinita un faro puntato sui massacri etnici</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/indagini-sudan-rivelano-massacri-etnici-darfur.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella guerra civile in corso in Sudan entrambe le parti in guerra sono state accusate di crimini di guerra e massacri etnici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024092616560859_c395bf6edab58d601303913e9d8d64f8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto in Sudan continua a intensificarsi, con le forze armate sudanesi che proprio in questi giorni hanno lanciato la più vasta <strong>controffensiva </strong>degli ultimi mesi contro le aree controllate dalle Forze di Supporto Rapido (RSF). Gli scontri si concentrano principalmente nella capitale Khartum e nelle città limitrofe.</p>



<p>Nella mattinata del 26 settembre l’esercito sudanese ha colpito diverse postazioni delle RSF a Khartum e Bahri, una città situata a Nord della capitale. In risposta, le RSF hanno attaccato alcune basi militari a Omdurman, provocando almeno due morti e quattordici feriti.</p>



<p>Entrambe le parti in guerra sono state accusate di crimini di guerra e <strong>massacri etnici</strong>, accusa che entrambe respingono. I fatti sono complessi da osservare e documentare, poiché in questa guerra è difficile o impossibile accedere alle linee del fronte per i giornalisti e Internet è inaccessibile in quasi tutta l’area. A costituire una prova indiscutibile sono stati i video ottenuti e verificati da<strong> <a href="https://www.lighthousereports.com/">Lighthouse Reports</a></strong>, organizzazione giornalistica indipendente e senza scopo di lucro, specializzata nel giornalismo investigativo, che dimostrano che le forze RSF sono coinvolte nelle esecuzioni extragiudiziali di civili disarmati. Le <a href="https://www.lighthousereports.com/investigation/the-kutum-massacre/">indagini </a>hanno previsto analisi visive, indagini OSINT e interviste con oltre 25 testimoni e insider di entrambe le parti del conflitto. </p>



<p>Il conflitto è scoppiato il 15 aprile 2023. Il 3 giugno la RSF prese il controllo di <strong>Kutum</strong>, città situata nel Darfur settentrionale. La conquista è stata piuttosto semplice, dal momento che le forze armate sudanesi si erano ritirate prima dell’offensiva. I testimoni hanno però affermato che la RSF e le milizie arabe alleate hanno attaccato violentemente le aree non arabe, saccheggiando e uccidendo più di 70 civili.</p>



<p>Fu colpito allora anche il<strong> campo per sfollati</strong> di Kassab, poco lontano dalla città conquistata, dove si trovavano 22mila persone, tra le quali molti sopravvissuti al genocidio del Darfur. Tra questi c’erano cinque fratelli, il più piccolo aveva 14 anni. La loro madre avrebbe persino barattato la sua vita, secondo le testimonianze locali, pur di salvare quella dei suoi figli, ma i militari hanno portato via i cinque fratelli per poi giustiziarli. Alcune fonti sostengono che siano stati torturati prima dell&#8217;esecuzione.</p>



<p>Nei video ottenuti e verificati da Lighthouse Reports si vedono <strong>i fratelli Suleiman</strong> a terra, sanguinanti e con le mani legate, mentre i soldati accanto a loro alzavano le armi al cielo. In un altro video si vedono altre vittime e un uomo armato che grida &#8220;vittoria per gli arabi&#8221;. Accanto a lui un altro uomo armato indossa un&#8217;uniforme delle RSF. Questo, insieme alle altre testimonianze, conferma che l’assalto è stato coordinato dalla RSF e non da un gruppo di ribelli.</p>



<p>Durante le indagini sono state intervistate anche persone del posto, che hanno confermato che i fratelli e le altre vittime civili non coinvolti nei combattimenti e presi di mira solo a causa della loro etnia. Il campo era abitato per la maggior parte da persone <strong>Zaghawa</strong>, di cui erano originari anche i cinque fratelli assassinati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra del Darfur continua</h2>



<p>Questo è solo uno dei tanti attacchi basati sull’etnia dall’inizio della guerra civile. Le tensioni tra le comunità arabe e non arabe erano alla base anche del<a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html"> conflitto del Darfur</a>, di cui la guerra civile attuale sembra essere un prolungamento. Circa il 70% della popolazione in Sudan si identifica come araba, mentre il 30% restante include gruppi come i Fur, gli Zaghawa e i Nubiani, ovvero gruppi africani prevalentemente composti da pastori. L&#8217;élite araba nella capitale Khartoum ha dominato la politica e il potere, assicurandosi di tenere in povertà le altre regioni e utilizzando le divisioni etniche tra i diversi gruppi per governare. Infatti, il Sudan è sempre stato caratterizzato da una trascuratezza delle periferie del Paese e da una discrepanza di risorse con le zone più ricche. La propaganda del Governo sudanese era piuttosto chiara, con la sua retorica antisemita in particolare contro gli Zaghawa, che venivano definiti gli &#8220;ebrei d&#8217;Africa&#8221;.&nbsp; Il governo di Khartoum sotto il comando del generale <strong>Omar al-Bashir</strong> mirava a creare un Governo più islamico, che è ciò che ha causato la guerra civile.</p>



<p>Il coinvolgimento attestato di attori tribali ha confermato il timore che anche in questa guerra ci fossero uccisioni di massa su base etnica. Nel mese di aprile nel Darfur settentrionale si sono scontrate le RSF e le milizie nomadi alleate, definite arabe, con l’esercito sudanese e i movimenti armati tribali sedentari alleati, ovvero i “non arabi”. &nbsp;Diversi sono stati gli episodi che hanno visto le RSF bruciare i villaggi “non arabi” nell’est del Darfur settentrionale.</p>



<p>Nel 2004, il governo degli Stati Uniti aveva riconosciuto le azioni perpetrate contro i gruppi etnici minori in Sudan come <strong>genocidio </strong>ai sensi della Convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite (ONU). Nel 2009, la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto per il presidente per aver diretto una campagna di uccisioni di massa, stupri e saccheggi contro i civili nel Darfur, oltre ai mandati di cattura pendenti per l&#8217;ex ministro di Stato e il leader della milizia. Le violenze razziali, però, non sono mai cessate.</p>



<p>Le condizioni in Sudan dall’inizio del conflitto continuano a peggiorare. Gli sfollati interni sono più di 10 milioni. Donne e bambini vivono in condizioni di estrema carenza dei bisogni primari, i bambini sono malnutriti e le donne sono costrette a subire violenze sessuali all’ordine del giorno. Mancano cibo, acqua e cure mediche e in alcuni casi anche lo spazio necessario in cui vivere.</p>
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		<title>Nel mondo 1 rifugiato su 8 è sudanese e 3 milioni sono bambini sotto i 5 anni. Importa a qualcuno?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2024 08:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Sudan la guerra civile ha causato una crisi di sfollati. Molti sono i fattori aggravanti, tra cui 20 anni di conflitto nel Darfur.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">Nel mondo 1 rifugiato su 8 è sudanese e 3 milioni sono bambini sotto i 5 anni. Importa a qualcuno?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sudan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240619012137317_7031812c2bbddca02d9dcaeb830b7030-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Sudan, dove la <strong>guerra civile</strong> imperversa da più di un anno, è in atto la più grande <strong>crisi di sfollati </strong>nel globo. La situazione umanitaria è tragica: un rifugiato su otto nel mondo è sudanese. Il conflitto armato in corso continua a mettere alle strette il popolo sudanese, che non può far altro che fuggire, alimentando così la crisi umanitaria e peggiorando in particolar modo l’insicurezza alimentare.</p>



<p>Si parla di<strong> <a href="https://www.iom.int/news/sudan-internal-displacement-set-top-10-million-famine-looms-iom">10 milioni</a> </strong>di sfollati interni, come riporta l’<strong>Organizzazione internazionale per le migrazioni</strong>. Di questi, più della metà sono donne e più di un quarto sono bambini di età inferiore ai cinque anni. In un quadro totale, circa 12 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case in Sudan, mentre oltre 2 milioni hanno attraversato le frontiere verso i paesi vicini, in particolare in Ciad, Sud Sudan e Egitto. A questi numeri bisogna sommare gli oltre 2 milioni di sfollati dovuti alle guerre precedenti che hanno contraddistinto l’area per anni.</p>



<p>L’<a href="https://www.unicef.ch/it/attualita/notizie/2024-02-09/la-guerra-sudan-porta-alla-peggiore-crisi-di-sfollamento-al-mondo">Unicef</a> parla di 3 milioni di bambini sfollati interni, il numero più alto a livello globale, che comporterebbe un rischio per la loro vita, soprattutto per le condizioni insalubri dei siti di sfollamento al momento sovraffollati che favoriscono la diffusione di malattie, come colera e morbillo, letali per i bambini colpiti da malnutrizione acuta. Mancano operatori e strutture sanitarie funzionanti. Come se non bastasse, è sempre più vicina la stagione delle piogge a complicare una situazione al limite, aggiungendo disastri climatici e diffusione di ulteriori malattie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove si rifugiano gli sfollati interni</h2>



<p>Le zone a maggior rischio e in cui si trovano i campi per gli sfollati interni sono Khartoum, Kordofan, gli Stati di Gedaref, Nilo e Kassala e gli stati di Gezira e del <strong>Darfur</strong>. Quest’ultima è l’area che ospita <strong>un terzo degli sfollati</strong> e la zona dalle condizioni più critiche. </p>



<p>Le strade principali sono bloccate e impediscono ai civili di raggiungere zone più sicure, limitando anche la quantità di cibo e aiuti umanitari che riescono ad arrivare in città. In queste aree i civili speravano di trovare sicurezza, ma si sono imbattuti in carenza di alloggi, cibo, acqua e cure mediche a causa di una guerra che sta attraversando tutto il Paese. Si tratta, però, di ostacoli deliberati e sistematici mirati a impedire l’accesso all’assistenza umanitaria e che lasciano la popolazione civile senza beni essenziali per la sopravvivenza, violando il diritto umanitario internazionale.</p>



<p>La crisi che contraddistingueva il Sudan da anni è sfociata in una <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-sulla-guerra-civile-anche-lincubo-della-carestia.html">guerra civile</a> a metà aprile 2023 nella capitale <strong>Khartoum</strong>, con violenti scontri tra le Forze Armate del Sudan (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), espandendosi poi in tutto il Paese. Perciò, la gran parte degli sfollati interni cerca di trovare rifugio e sopravvivere in luoghi ad alto rischio di <strong>carestia </strong>in un contesto in cui l’accesso umanitario è pressoché inesistente. Le origini di questa condizione partono da guerre che hanno visto luce molto prima di questo conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>20 anni di conflitto nel Darfur</strong></h2>



<p>Il 25 aprile 2003 il <strong>Movimento popolare di liberazione</strong> del Sudan attaccò le forze militari sudanesi distruggendo aerei governativi all’aeroporto di Al-Fashir, la capitale del Darfur Settentrionale. Alla base di questi avvenimenti le tensioni tra le comunità arabe e non arabe. Gli attacchi furono intesi come un’umiliazione dal governo di Khartoum, che risposte attaccando le comunità non arabe del Darfur. La guerra è scoppiata allora e non ha mai visto la fine.</p>



<p>Sin dalla sua indipendenza, il Sudan è sempre stato caratterizzato da una da una trascuratezza delle periferie del grande Paese e da una discrepanza di risorse con le zone più ricche. I ribelli, che diedero via al conflitto nel 2003, intendevano far sentire la propria voce e mettere fine all’emarginazione della regione. L’allora presidente <strong>Omar al-Bashir</strong> additò i ribelli come terroristi e razzisti, reclutando milizie arabe, soprannominate “<strong>Janjaweed</strong>”, al fine di combatterli e causando la morte e lo sfollamento di migliaia di persone.</p>



<p>Il conflitto non cessò così come non cessarono gli attacchi nei confronti dei civili. Nel 2009 e nel 2012, la Corte Internazionale dell’Aia ha emesso <strong>mandati d’arresto</strong> nei confronti del presidente al-Bashir per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.</p>



<p>Le forze governative sudanesi, infatti, hanno sempre attaccato non solo l’esercito e i militari, ma anche le popolazioni civili di alcuni gruppi considerati sostenitori degli insorti. <strong>Amnesty International </strong>ha indagato e certificato molte delle violazioni del diritto internazionale come l’uccisione illegale di civili, lo stupro, lo spostamento forzato di civili e l’uso di <a href="https://www.amnesty.ch/it/news/2016/sudan-usate-armi-chimiche-in-darfur">armi chimiche</a>. Purtroppo, il Sudan non ha mai collaborato abbastanza perché fosse fatta giustizia e il capo del governo non è mai stato consegnato neanche dopo la sua deposizione.</p>



<p>Khartoum nel 2013 formò un corpo paramilitare potenziato tra gli arabi del Darfur, <strong>Rapid Support Forces</strong> (RSF), capeggiate dal generale Mohamed Hamdan Daglo, detto &#8220;<strong>Hemedti</strong>&#8220;. Quest’ultimo riuscì, alleandosi con altri generali, a sconfiggere al-Bashir nel 2019, stabilendosi al potere. La condivisione del potere tra diversi leader militari ha formato un <strong>governo di transizione</strong>, firmando un accordo di pace sudanese solo nel 2020. Ma le violenze nella regione non cessarono, continuando con uccisioni, violenze, saccheggi e distruzione di interi villaggi.</p>



<p>Alla fine del 2022 è stato firmato un “<strong>accordo quadro</strong>” tra leader civili e militari per una nuova autorità civile transitoria con un mandato di due anni, stabilendo anche l’accertamento delle responsabilità per i crimini secondo il diritto internazionale. Il conflitto scoppiato nel 2023 ha complicato ulteriormente la condizione del Darfur, che non è stato esente da attacchi e che attualmente è in conflitto da 20 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">Nel mondo 1 rifugiato su 8 è sudanese e 3 milioni sono bambini sotto i 5 anni. Importa a qualcuno?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guerra e sabotaggio economico: l&#8217;incubo del Sudan continua</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-sulla-guerra-civile-anche-lincubo-della-carestia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 14:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 15 aprile 2023 in Sudan è in corso una guerra civile che sta lacerando il Paese e dimenticata da buona parte delle cancellerie internazionali. In dieci mesi sono state distrutte infrastrutture, il cibo scarseggia e i cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. L’ong Armed conflict location and event data project (Acled) &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-sulla-guerra-civile-anche-lincubo-della-carestia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 15 aprile 2023 in <strong>Sudan </strong>è in corso una guerra civile che sta lacerando il Paese e dimenticata da buona parte delle cancellerie internazionali. In dieci mesi sono state distrutte infrastrutture, il cibo scarseggia e i cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. L’ong <a href="https://acleddata.com/2024/02/16/sudan-situation-update-february-2024-sudan-the-saf-breaks-the-siege/">Armed conflict location and event data project (Acled)</a> ha segnalato <strong>14.600 vittime</strong> in Sudan dall’inizio del conflitto.</p>



<p>A combattere sono le forze armate sudanesi capeggiate dal generale <strong>Abdel Fattah al Burhan</strong> e le <strong>Forze di supporto rapido</strong> (Rsf), paramilitari guidati dal generale Mohammed Hamdan Dagalo, ex vice di Al Burhan.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sabotaggio economico</strong></h2>



<p>Due settimane fa le parti in conflitto hanno preso di mira le <strong>attività economiche</strong>, attaccando le sedi delle grandi aziende di telecomunicazioni del Paese, che è rimasto in gran parte isolato. Il boicottaggio economico mira a distruggere alcuni servizi di base, come le antenne per le telecomunicazioni e le strade, per impedire che arrivino alle comunità. Si tratta di una strategia già impiegata, solitamente utilizzata dai gruppi d’insorti per promuovere le loro ideologie. È già successo anche in Somalia e in Kenya dove i combattenti di Al Shabaab hanno compromesso i tralicci per le telecomunicazioni.</p>



<p>I servizi colpiti sono quelli di tre aziende, la sudanese <strong>Sudani</strong>, <strong>Mtn </strong>del Sudafrica e <strong>Zaint </strong>del Kuwait, che “sono inaccessibili in gran parte delle regioni del paese, e questo sta causando una paralisi quasi completa delle operazioni bancarie e dei servizi doganali nei porti sudanesi”, recita il comunicato delle autorità per le telecomunicazioni, sotto il controllo della giunta guidata dal generale Abdel Fattah al Burhan. L’ente infatti accusa le Rsf di aver bloccato i <em>data center</em> della Sudani e della Mtn e ripristinato le comunicazioni di alcune città del Darfur, che sono sotto il loro controllo e che erano isolate a causa di incendi dei tralicci, rete in fibra ottica vandalizzata e mancanza di corrente e carburante.</p>



<p>Le interruzioni, durate un’intera settimana prima del ripristino parziale iniziato il 12 febbraio, hanno riguardato in particolar modo <strong>Port Sudan</strong>, la città sul mar Rosso utilizzata dall’esercito come capitale alternativa in seguito alla distruzione dell’aeroporto principale di Khartoum. La maggior parte delle banche era fuori servizio in tutto il Paese, insieme ai servizi digitali per il trasferimento di denaro su cui le famiglie sudanesi contano per avere aiuto dai parenti all’estero.</p>



<p>La mancanza di connessione ha avuto ripercussioni negative anche sulle cliniche che, come comunicato da <a href="https://www.emergency.it/blog/dai-progetti/emergency-in-sudan-gli-aggiornamenti-su-cosa-sta-succedendo-a-khartoum-e-nel-paese/">Emergency</a>, sono rimaste completamente isolate per giorni mettendo a rischio la vita di numerosi pazienti. Azioni simili, infatti, sembrano piuttosto punire i civili, a cui poco importa delle ideologie se a mancare è anche il cibo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pericolo carestia</strong></h2>



<p>Da quasi undici mesi di guerra, i <strong>48 milioni </strong>di abitanti del Sudan vivono tra bombardamenti, trasferimenti forzati, stupri, con l&#8217;aggiunta di un&#8217;epidemia di colera denunciata nel mese di dicembre. Secondo il <strong>Programma alimentare mondiale</strong> (Pam), potrebbe scoppiare “la più grave carestia del mondo”. Secondo il Pam, meno del 5% degli abitanti del Paese può permettersi un pasto completo. La consegna degli aiuti alimentari è inoltre ostacolata dalle violenze, dagli attacchi alle infrastrutture e dalla mancanza di finanziamenti. Più di 25 milioni di persone in Sudan, Sud Sudan e Ciad sono in una sempre peggiore condizione di insicurezza alimentare. </p>



<p>Infatti, le persone fuggite sono oltre 6.792.000, tra queste 1,3 milioni sono rifugiate nei Paesi limitrofi come Sud Sudan e soprattutto in Ciad. Molte di loro sono bloccate negli affollati campi di transito dove gli aiuti umanitari non garantiscono l’apporto necessario di cibo. <strong>Jan Egeland</strong>, segretario generale del<strong> Norwegian refugee council</strong>, aveva affermato circa un mese fa che la condizione <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strano-silenzio-della-francia-sulle-violenze-in-ciad.html">in cui versa il Ciad </a>ricorda quella vissuta in Darfur vent’anni fa, con la differenza che ora nessuno protesta. “Oggi in Ciad abbiamo il triplo dei rifugiati rispetto a quelli che arrivarono nel 2003 e nel 2004. Però non vediamo né indignazione né solidarietà al livello internazionale. Nessuna operazione umanitaria o iniziativa di pace ha avuto un effetto concreto sulle sofferenze dei civili in Sudan o nei campi profughi vicini”, ha dichiarato. “Le testimonianze dei rifugiati in Ciad raccontano di dolori e violenze inimmaginabili. La guerra sta sconvolgendo un’intera regione nel cuore dell’Africa”.</p>



<p>La direttrice esecutiva del Pam, <strong>Cindy McCain</strong> ha ribadito che “vent’anni fa, quando la regione sudanese del Darfur fu colpita da una grave carestia, la comunità internazionale reagì prontamente, mentre oggi nessuno s’interessa al Sudan”. Ha poi aggiunto: &#8220;Oggi lancio un appello urgente per la fine dei combattimenti e affinché a tutte le agenzie umanitarie venga consentito di svolgere il proprio lavoro salvavita”. Da cui dipende il futuro di centinaia di migliaia di persone.</p>
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		<title>Le forze speciali di Kiev in Sudan: così lo contro con Mosca diventa globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-forze-speciali-di-kiev-in-sudan-cosi-lo-contro-con-mosca-diventa-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ilgiornale2_20231016230700702_382b03686dc7eace01a8c1ef1ef3f428-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sin dal 24 febbraio 2022 il conflitto russo ucraino è rimasto per lo più confinato al territorio dei due contendenti. Alcune recenti testimonianze hanno dimostrato la presenza di forze speciali ucraine in Sudan, nazione interessate dalle attività del gruppo Wagner. Tale evento può potenzialmente rappresentare il primo passo verso un’internazionalizzazione del conflitto, volta a negare a Mosca l’accesso a risorse atte a finanziare i suoi sforzi bellici. </p>
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<p>Diversi video emersi nell’ultimo periodo testimoniano la presenza di forze speciali ucraine in <strong>Sudan</strong>, le quali stanno spalleggiando il governo locale nella sua lotta contro i ribelli appoggiati dalla compagnia militare privata russa <strong>Wagner</strong>” Tale manovra segna l’avvio da parte ucraina di una vera e propria lotta a livello internazionale contro i proxy di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La caccia alla Wagner</h2>



<p>A settembre la <em>Cnn</em> ha&nbsp;<a href="https://edition.cnn.com/2023/09/19/africa/ukraine-military-sudan-wagner-cmd-intl/index.html">pubblicato</a>&nbsp;un articolo nel quale ha indicato come le forze speciali ucraine abbiano condotto attacchi mediante droni kamikaze contro le&nbsp;<em>Rapid Support Forces&nbsp;</em>(Rsf) in Sudan. La lista di operazioni sinora portate a termine include anche alcuni assalti di terra. Tale informazione è stata successivamente&nbsp;<a href="https://babel.ua/news/99274-dzherela-babel-ukrajinski-specpriznachinci-provodili-operaciji-v-sudani-proti-pvk-vagnera">confermata</a>&nbsp;da alcune fonti dell’intelligence ucraina. Kyrylo Budanov, capo del Direttorato Principale dell’Intelligence Ucraina, non ha confermato né smentito la presenza di unità ucraine in loco, limitandosi a&nbsp;<a href="https://kyivindependent.com/budanov-responds-to-cnn-reports-about-ukrainian-drone-strikes-in-sudan/">commentare</a>: “Un anno fa, ho apertamente detto che tutti i criminali di guerra russi che hanno combattuto, combattono, o pianificano di combattere contro l’Ucraina, verranno puniti ovunque nel mondo”. L’intervento ucraino in Sudan, potrebbe a prima vista apparire come una manovra poco lungimirante, la quale comporta l’impegno di personale che potrebbe essere invece impiegato nella controffensiva attualmente in corso nel sud sud del Paese, ma si tratta in realtà di una manovra volta a&nbsp;<strong>negare&nbsp;</strong>alla Russia importanti risorse volte a finanziare la sua invasione.</p>



<p>Negli ultimi anni la compagnia militare privata&nbsp;Wagner<em>&nbsp;</em>è risultata uno dei principali strumenti di proiezione della potenza militare russa. L’impiego di mercenari giuridicamente non inquadrati nelle forze armate russe, ha consentito a Mosca di&nbsp;<a href="https://www.brookings.edu/articles/russias-wagner-group-in-africa-influence-commercial-concessions-rights-violations-and-counterinsurgency-failure/">estendere</a>&nbsp;la propria influenza su vaste aree del continente africano senza formali responsabilità. I governi del continente sono risultati i più attratti dai servizi della Wagner, la quale al netto di prestazioni militari non sempre eccellenti, svolge un importante ruolo nella&nbsp;<strong>controinsurrezione</strong>&nbsp;dei movimenti ribelli locali, non curandosi (a differenza delle nazioni occidentali) del trattamento dei&nbsp;<strong>diritti umani&nbsp;</strong>operato dai governi che richiedono i suoi servigi. In cambio del supporto nella repressione delle insurrezioni locali, la Wagner ottiene contratti per lo sfruttamento delle risorse naturali locali. Grazie a tali lucrosi contratti, la Wagner è riuscita a generare un business dal valore di&nbsp;<a href="https://www.forbes.com/sites/anafaguy/2023/06/25/where-does-wagner-get-its-money-how-russias-mercenaries-turned-rebels-earned-millions-from-contracts-and-mining-deals/?sh=63c1ea58cf9e">miliardi</a>&nbsp;di dollari, il quale sta attualmente&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2022/oct/06/russian-mercenaries-exploiting-africa-to-fund-war-in-ukraine">contribuendo</a>&nbsp;a finanziare l’invasione russa dell’Ucraina.</p>



<p>Nel caso del Sudan, il gruppo Wagner risulta attivo sin dal 2017 e ha svolto un ruolo molto importante nell’addestramento delle forze sudanesi, ottenendo in cambio contratti per sfruttare le risorse minerarie ed energetiche del paese. La compagnia a seguito del rovesciamento del Presidente Omar Al Bashir ha mantenuto un ruolo rilevante nel paese, il quale tuttavia è stato esercitato con tono più dimesso, collaborando prevalentemente con le&nbsp;<em>Rsf,&nbsp;</em>eredi delle milizie&nbsp;<em>Janjaweed</em>&nbsp;attive durante il brutale conflitto del Darfur. A seguito del golpe del 2021, il ruolo della Wagner nel paese è ulteriormente cresciuto, tramite la concessione di nuovi contratti nel settore della difesa, dell’energia e dell’estrazione di minerali. Nel 2023 le rivalità tra l’esercito regolare sudanese e le Rsf sono esplose in un nuovo devastante conflitto, il quale&nbsp;<a href="https://amp.cnn.com/cnn/2023/04/20/africa/wagner-sudan-russia-libya-intl/index.html">coinvolge</a>&nbsp;anche la Wagner, schierata dalla parte delle Rapid Support Forces, a dispetto del fatto che l’allora leader della compagnia Yevgheny Prigozhin avesse&nbsp;<a href="https://www.bbc.com/news/live/world-africa-64393826">negato</a>&nbsp;il coinvolgimento dei suoi uomini. L’intervento delle forze speciali ucraine in Sudan risulta quindi finalizzato a negare alla Federazione Russa l’accesso alle ricche risorse del paese, nonché ad indebolire un utile strumento di proiezione della potenza di Mosca.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="715" height="402" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/wagner-Paraskoveevka.jpg" alt="Il simbolo della brigata Wagner" class="wp-image-399002" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/wagner-Paraskoveevka.jpg 715w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/wagner-Paraskoveevka-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/wagner-Paraskoveevka-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/wagner-Paraskoveevka-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 715px) 100vw, 715px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I possibili impatti dell’intervento ucraino</h2>



<p>L’intervento delle forze speciali ucraine risulta potenzialmente in grado di generare una forte ricaduta sul conflitto, in particolar modo sotto il profilo&nbsp;<strong>tattico</strong>. Le precedenti guerre civili che avevano interessato il Sudan erano state in buona parte combattute&nbsp;<a href="https://jamestown.org/program/sudans-fratricidal-conflict-an-assessment-of-saf-and-rsf-strategies-and-tactics/">nei deserti</a>, lontane dai centri urbani, salvo alcuni casi quali la Battaglia di Omdurman del 2008. Durante tali conflitti l’esercito sudanese ha fatto un ampio uso della propria aviazione per distruggere le linee di rifornimento e le concentrazioni di armi e truppe dei ribelli, mentre questi ultimi hanno fatto largamente ricorso a tattiche di guerriglia per tenere in scacco le forze armate, superiori in termini di uomini e mezzi. Le milizie Janjaweed nascevano proprio come strumento impiegato dal governo sudanese per combattere “il fuoco con il fuoco”, data la loro maggiore mobilità, flessibilità e attitudine a combattere nel deserto. </p>



<p>A seguito dello scoppio del conflitto le Rsf hanno sfruttato la loro superiore mobilità per scatenare devastanti battaglie urbane nelle quali l’esercito regolare non ha potuto impiegare al meglio la propria superiorità in termini di mezzi corazzati. Le forze armate sudanesi hanno pertanto cercato di&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/news/sudan-crisis-warring-sides-tactics-deployed-air-strikes-guerrilla-fighting">sfruttare</a>&nbsp;al massimo la propria superiorità aerea, ma anche in questo caso i ribelli sono riusciti a districarsi abilmente tramite l’utilizzo di sistemi anti aerei spalleggiabili (Manpads) e tramite il sistematico danneggiamento delle basi aeree nel paese. La guerra è pertanto entrata in una fase di&nbsp;stallo&nbsp;apparente, con le forze regolari che pur avendo impedito la presa del potere da parte dei ribelli, non riescono a distruggerne la <strong>forza combattente</strong>.</p>



<p>L’intervento ucraino può pertanto rivelarsi molto utile per le forze armate sudanesi. Le Forze Speciali di Kiev hanno infatti svolto un&nbsp;<a>importante ruolo</a>&nbsp;nel respingere l’invasione russa, dimostrando grande abilità nell’impiego dei droni e nella guerra urbana. Tali competenze saranno certamente funzionali allo sforzo dei regolari sudanesi. Gli attacchi mirati tramite l’impiego dei <strong>droni kamikaze</strong> possono infatti intercettare i pick up dell’Rsf in ambiente urbano con estrema precisione, evitando contestualmente l’impiego della potenza aerea dell’esercito, il quale potrà essere utilizzato su altri fronti. Le forze speciali ucraine sono inoltre altamente mobili e pertanto molto funzionali nelle battaglie urbane, dove risulta essenziale la capacità di disperdere le proprie forze in piccoli gruppi e sbaragliare il nemico in combattimenti casa per casa.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’internazionalizzazione del conflitto russo ucraino   </h2>



<p>L’invasione russa dell’Ucraina rappresenta uno dei conflitti maggiormente rilevanti di sempre, in virtù della grande potenza militare dei contendenti e della loro rilevanza nell’economia mondiale. Se a livello diplomatico numerose nazioni presentano un grado di coinvolgimento piuttosto <strong>elevato</strong> nel conflitto, fornendo armi ed assistenza economica alle due nazioni coinvolte, lo scontro a livello cinetico è sinora rimasto <strong>confinato</strong> al territorio di queste ultime. I primi segnali di una possibile internazionalizzazione della guerra si sono avuti già nell’aprile 2022, quando il Consigliere Presidenziale ucraino <strong>Oleksii Arestovych</strong> ha asserito che Kiev potrebbe prendere il controllo della regione laddove il governo moldavo lo richiedesse. L’arrivo delle forze ucraine in Sudan segnala la volontà da parte di Kiev di contrastare la proiezione della potenza russa anche in altri teatri, al fine di negare a Mosca l’accesso a risorse atte a finanziare le sue attività militari. Tale operazione potrebbe rappresentare solo il primo passo verso una più ampia lotta a livello internazionale alle attività della Federazione Russa, nella quale il rilevante know how acquisito dalle forze di Kiev potrebbe rappresentare un prezioso bene nelle mani delle forze ostili a Mosca.</p>
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		<title>Gli aiuti a Kiev, i migranti premono in Egitto, l&#8217;accusato dell&#8217;11 settembre non processabile: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-aiuti-a-kiev-i-migranti-premono-in-egitto-laccusato-dell11-settembre-non-processabile-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 16:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea generale dell&#039;Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere di Guantanamo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYq8dDV_EhBTRHBRfDVO_FOTOGRAMMA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Zelensky, in visita al Congresso Usa, riesce a portare a casa 325 milioni di dollari ma non tutto il Congresso lo sostiene ancora. Con lo scoppio della guerra in Sudan gli immigrati verso l&#8217;Egitto hanno raggiunto numeri enormi, e ora Il Cairo chiede aiuto all&#8217;Ue. Netanyahu mostra una mappa senza la Palestina durante l&#8217;Assemblea generale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-aiuti-a-kiev-i-migranti-premono-in-egitto-laccusato-dell11-settembre-non-processabile-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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<p>Zelensky, in visita al Congresso Usa, riesce a portare a casa 325 milioni di dollari ma non tutto il Congresso lo sostiene ancora. Con lo scoppio della guerra in Sudan gli immigrati verso l&#8217;Egitto hanno raggiunto numeri enormi, e ora Il Cairo chiede aiuto all&#8217;Ue. Netanyahu mostra una mappa senza la Palestina durante l&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu. L&#8217;India fa un passo avanti verso l&#8217;uguaglianza di genere introducendo le quote rosa in seno al Parlamento. Gli orrori di Guantanamo tornano a galla dopo che una delle menti dell&#8217;11 settembre è stato dichiarato non idoneo a testimoniare a causa delle torture subite durante la prigionia. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Aiuto indiscusso a Kiev ma Congresso diviso</h2>



<p>L’incontro di <strong>Biden</strong> e <strong>Zelensky</strong> ha portato i suoi frutti. Gli Stati Uniti sbloccheranno <strong>325 milioni </strong>di dollari in aiuti a Kiev. &#8220;È esattamente ciò di cui i nostri soldati hanno bisogno”, ha dichiarato Zelensky. Biden ha ribadito la posizione di Washington senza equivoci, &#8220;Siamo con voi e restiamo con voi”. Gli aiuti comprendono missili di difesa aerea, munizioni per lanciarazzi multipli Himars, armi anticarro, munizioni di artiglieria, tra queste quelle a grappolo e i carri armati Abrams. Se gli aiuti sono arrivati e il sostegno è rimasto immutato, la visita di Zelensky ha avuto connotati diversi. Durante il primo incontro era stato accolto da eroe, adesso gli incontri sono avvenuti a porte chiuse. La ragione è semplice: la spaccatura in seno al <strong>Congresso</strong>. A Capitol Hill non tutti sono in accordo con la linea presidenziale. La stanchezza nei confronti della guerra è palpabile, soprattutto tra i <strong>repubblicani</strong>. Inoltre la crisi che sta colpendo Biden mette in cattiva luce anche la vicinanza a Kiev, con l’avversario Trump che continua a ritenere la guerra in Ucraina inutile e a mantenere una posizione positiva nei confronti del presidente russo <strong>Putin</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Egitto chiede soldi all’Europa per contenere i flussi migratori dopo lo scoppio della guerra in Sudan</h2>



<p>A margine della sessione dell&#8217;<strong>Assemblea generale delle Nazioni Unite</strong>, il ministro degli esteri egiziano <strong>Sameh Shoukry,</strong> ha presentato una richiesta di aiuti finanziari alla commissaria europea per gli Affari migratori, <strong>Ylva Johansson</strong>. Shoukry &#8220;ha chiesto di aumentare il volume degli aiuti finanziari all&#8217;Egitto per far fronte agli oneri aggiuntivi derivanti dai crescenti afflussi di <strong>migranti</strong> nel Paese e migliorare la capacità di accoglienza dell&#8217;Egitto al fine di ridurre significativamente il flusso di immigrazione irregolare attraverso il Paese”, dice una nota del ministero degli esteri egiziano. La richiesta non arriva a caso. Il conflitto che si sta inasprendo in <strong>Sudan</strong>, Paese di confine con l’Egitto, sta portando inevitabilmente a un ingente flusso migratorio. Infatti secondo i dati forniti da Il Cairo, l’Egitto è passato da ospitare 9 milioni di rifugiati a quasi <strong>310mila</strong>, per la maggior parte sudanesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un futuro mediorientale senza la Palestina? Sì, secondo una mappa mostrata da Netanyahu</h2>



<p>Durante l’Assemblea generale dell’Onu ha preso parola il premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> che ha lodato il piano di Biden di creare un “<strong>Nuovo Medio Oriente</strong>”, omettendo però la Palestina. &#8220;Costruiremo un nuovo corridoio di pace e prosperità che colleghi l&#8217;Asia attraverso gli Emirati Arabi Uniti, l&#8217;Arabia Saudita, la Giordania, Israele all’Europa”, ha dichiarato. Bibi fa riferimento proprio a quel corridoio economico e infrastrutturale che intende collegare India, Medio Oriente e Europa presentato da Biden in occasione del G20 in India. La mappa presentata però esclude i Territori palestinesi, ovvero <strong>Gaza</strong> e <strong>Cisgiordania</strong>, inglobandole direttamente dentro allo stato ebraico.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo un iter di 27 anni, l’India dà il via alle quote rosa</h2>



<p>Malgrado l’<strong>India</strong> abbia avuto leader politiche conosciute e apprezzate a livello internazionale, a partire da <strong>Indira Gandhi</strong>, che fu la seconda donna a diventare premier nel mondo, la presenza femminile nelle istituzioni è molto bassa. Nel parlamento si contano solo 104 donne su 788 eletti. Adesso però il Paese si avvia verso una decisione storica. La Camera alta del Parlamento ha deciso di assegnare il <strong>33% dei seggi </strong>della Camera bassa e dei diversi Parlamenti nazionali alle <strong>donne</strong>. &#8220;Un passo storico, un momento cruciale nel viaggio democratico del nostro paese”, ha dichiarato entusiasta il presidente Modi sul suo account Twitter. Una simile proposta era stata presentata nel 1996 e respinta per ben sei volte negli ultimi 27 anni. L’India si avvia quindi verso un futuro che prospetta la volontà di una maggiore inclusione di genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si riaccendono i riflettori sulle torture di Guantanamo: uno delle menti dell’11 settembre non può essere processato perché distrutto dalle torture</h2>



<p>Era il 2006 e una delle menti dell’attacco terroristico dell’11 settembre, lo yemenita <strong>Ramzi bin al-Shibh</strong>, veniva trasferito nella prigione di <strong>Guantanamo</strong>, a Cuba. Adesso al-Shibh è stato riconosciuto non in grado di sostenere un processo. È il colonnello <strong>Matthew McCall</strong>, giudice militare di Guantanamo, ad averlo deciso. Al-Shabib sarebbe stato &#8220;<strong>torturato</strong> dagli agenti della Cia e per questo soffre di stress post traumatico, di psicosi e di un disturbo delirante”, riferisce il suo avvocato <strong>David Bruck</strong>, &#8220;non è psicologicamente in grado di difendersi, di affrontare un processo, né di dichiararsi colpevole” nel procedimento preliminare che avrebbe dovuto prendere il via oggi. Sempre secondo i suoi avvocati, le torture inflitte e chiamate tecniche di interrogatorio potenziate, prevedevano la privazione del sonno, il waterboarding e le percosse. Il caso di al-Shabib riaccende i riflettori su una delle pagine più oscure della lotta al terrorismo americano, quello della prigione di Guantanamo. La prigione venne aperta l’11 gennaio del 2002 in seguito all’attacco alle Torri gemelle.&nbsp;</p>
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