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	<title>elezioni-francesi Archives - InsideOver</title>
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	<title>elezioni-francesi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Macron vittima di se stesso nella Francia sotto choc</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-vittima-di-se-stesso-nella-francia-sotto-choc.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 16:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEpcqF-TC8GJqeStwN3_ANSA-scaled-e1654357431175.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macron incontra von der Leyen (ANSA)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEpcqF-TC8GJqeStwN3_ANSA-scaled-e1654357431175.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEpcqF-TC8GJqeStwN3_ANSA-scaled-e1654357431175-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEpcqF-TC8GJqeStwN3_ANSA-scaled-e1654357431175-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEpcqF-TC8GJqeStwN3_ANSA-scaled-e1654357431175-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEpcqF-TC8GJqeStwN3_ANSA-scaled-e1654357431175-1536x720.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYEpcqF-TC8GJqeStwN3_ANSA-scaled-e1654357431175-2048x959.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ex enfant prodige della politica europea sembra ormai aver perso smalto. E il dibattito delle ultime ore, a seguito della drammatica vicenda della morte della giovane Lola Daviet, sparge sale sulle ferite di una presidenza (ri)nata male nell&#8217;aprile scorso. A bacchettarlo, ancora una volta, Le Figaro, che ne ha fatto il suo bersaglio d’eccellenza. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-vittima-di-se-stesso-nella-francia-sotto-choc.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-vittima-di-se-stesso-nella-francia-sotto-choc.html">Macron vittima di se stesso nella Francia sotto choc</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L’ex <em>enfant prodige</em> della politica europea sembra ormai aver perso smalto. E il dibattito delle ultime ore, a seguito della drammatica vicenda della morte della giovane <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/lola-morta-vendetta-limbarazzo-macron-lespulsione-mai-fatta-2076935.html">Lola Daviet</a></strong>, sparge sale sulle ferite di una presidenza (ri)nata male nell&#8217;aprile scorso. </p>



<p>A bacchettarlo, ancora una volta, <em><a href="https://www.lefigaro.fr/actualite-france/meurtre-de-lola-le-droit-des-politiques-a-poser-des-questions-20221018">Le Figaro</a></em>, che ne ha fatto il suo bersaglio d’eccellenza. Il celebre quotidiano oggi ha aperto con la &#8220;settimana ad alto rischio per Macron&#8221;, alle prese da un lato con gli <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/energia/scioperi-caos-alle-pompe-duello-politico-la-crisi-energetica-infiamma-la-francia.html">scioperi</a></strong>, dall&#8217;altro con la necessità di far passare la legge di bilancio in un&#8217;Assemblea nazionale dov&#8217;è privo di maggioranza. Da domani, evidenzia il giornale, i lavoratori delle ferrovie e dei servizi pubblici potrebbero entrare in sciopero, aggiungeranno a quelli dei lavoratori petroliferi la cui astensione dal lavoro ha lasciato le pompe di benzina a secco. Sul fronte parlamentare, il governo appare orientato a ricorrere all&#8217;articolo 49 della Costituzione, che consente di far passare una legge senza voto in aula a meno che non sia presentata una mozione di sfiducia. Una forzatura che, secondo <em>Le Figaro</em>, farà ulteriormente salire la <strong>tensione politica e sociale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Macron scivola sulla sicurezza</h2>



<p>Non appena rieletto, era stato sempre il celebre quotidiano a recitare il <em>De profundis</em> con l’editoriale a firma del direttore Alexis Brézet dal titolo “<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/quella-revolution-finita-nel-nulla-tutti-gli-errori-di-macron.html">Macron, lo spettro di un quinquennio nato morto</a>”. In quel caso si evidenziava come nulla avesse aiutato, nel secondo turno, a sfondare: né gli appelli tardivi per la “spinta repubblicana” lanciata dal Presidente della Repubblica, né la sua &#8220;scappatoia&#8221; ucraina.</p>



<p>Il barbaro omicidio di Lola Daviet incastra Macron su un tema molto caro a <em>Le president-</em> la <strong>sicurezza delle città</strong> e l’<strong>immigrazione</strong>-prestando il fianco al fuoco incrociato di neogollisti e di <strong>Marine Le Pen</strong>, da quando è emerso che la principale sospettata di Lola, Dahbia B., una 24enne algerina, è stata incriminata lunedì per omicidio e stupro aggravato. Era entrata legalmente in Francia nel 2016 con un permesso di soggiorno per studenti, ma dallo scorso agosto era soggetta all&#8217;obbligo di lasciare il territorio francese (il cosiddetto Oqtf).</p>



<p>Sebbene gli avversari politici abbiano colto l’occasione per accomodarsi sul detonatore della cronaca brutale, Macron adesso viene ammanettato alle sue responsabilità. Sono anni, infatti, che con il termine “<a href="https://insideover.ilgiornale.it/societa/il-separatismo-islamista-dilaga-in-francia.html"><strong>separatismo</strong></a>” il titolare dell’Eliseo suole indicare quel coacervo di fenomeni sociali che avrebbe creato una Francia parallela, spesso legata al degrado e all’isolamento delle <em>banlieue</em>, refrattarie ai valori secolari della <em>République française.</em> Anche la guerra all’Islam radicale era stata annunciata come strumento per il raggiungimento di un livello di legalità diffuso, affinché la legge islamica non si sostituisse a quella francese soprattutto fra i migranti nordafricani.</p>



<p>Il neo delle <em>banlieu</em>, tuttavia, costituisce solo la punta dell’iceberg di un ben più generale problema sicurezza che passa per numerosi episodi criminali che vanno dagli <strong>attentati terroristici </strong>al dilagare del <strong>narcobanditismo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le promesse sull&#8217;immigrazione</h2>



<p>Ma per un presidente in bilico, la politica sull’immigrazione può trasformarsi in un pericoloso <em>boomerang</em>. All’inizio di questo autunno, Macron ha annunciato che “una proposta di legge sull’asilo e quindi sull’immigrazione sarà presentata all’inizio del prossimo anno”, auspicando una migliore distribuzione degli stranieri accolti sul territorio, soprattutto nelle aree rurali, e promettendo di “migliorare l’efficacia delle politiche di espulsione degli immigrati illegali”. </p>



<p>La scorsa primavera, invece, in odore di elezioni aveva spinto molto l’acceleratore sul tema immigrazione, chiedendo all’Ue di adottare una <strong>politica comune in materia di asilo e immigrazione</strong>. Viste le divisioni tra i Paesi europei su questo tema, il presidente francese si era fatto promotore di un approccio graduale, che doveva partire dal sostegno finanziario ai Paesi di primo arrivo dei migranti. L’obiettivo finale era dunque quello di una limatura delle disfunzioni Trattato di Dublino, collaborando con i Paesi di partenza e di transito per “adattare la politica dei visti nei confronti dei Paesi terzi non cooperativi in ​​termini di riammissione, ma in modo europeo e coordinato”. Questo fervore sulle politiche migratorie aveva un duplice scopo: risolvere in casa il problema con uno strumento europeo e de-responsabilizzare la Francia in Europa con uno strumento comune.</p>



<p><strong>Su questo tema <em>Le Figaro</em> bacchetta ulteriormente il presidente</strong>: il quotidiano dichiara di schierarsi perché tacere &#8220;sarebbe osservare un silenzio colpevole&#8221; e liquidare il caso come &#8220;un brutto incontro&#8221; sarebbe &#8220;cedere alla codardia&#8221; poichè il dolore per la giovanissima vittima &#8220;non preclude il dibattito&#8221; in cui &#8220;indignazione non è necessariamente sinonimo di strumentalizzazione&#8221;. Dalle sue pagine, invoca, dunque, una stretta sulla gestione degli stranieri irregolari: nel 2021, ricorda, solo il 6% delle espulsioni è stato eseguito (quattro anni fa il dato era del 14%).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Macron, l&#8217;Algeria, l&#8217;Islam</h2>



<p>Sebbene, con il passare delle ore, l’omicidio di Lola assuma i “banali” tratti del male, ovvero di un delitto compiuto da una squilibrata per futili motivi (come un badge di un portone), Macron invece di condannare l’uso e l’abuso della cronaca si fa redarguire come uno scolaretto. A questo proposito, nella conferenza stampa a margine del Consiglio dei ministri, il portavoce dell&#8217;esecutivo Olivier Veran ha riconosciuto che il governo &#8220;deve fare meglio&#8221; sulle espulsioni degli irregolari sul suolo francese, pur sottolineando &#8220;il duro lavoro in corso per garantire che le procedure di espulsione siano applicate&#8221;. Veran ha poi evocato &#8220;il coraggio dei genitori&#8221; di Lola, i quali &#8220;stanno affrontando l&#8217;indicibile e ci chiedono di mostrare sostegno collettivo&#8221;.</p>



<p>Non è un caso che l’omicidio che lascia sotto choc la Francia coinvolga proprio una donna di origine algerina, che agita un vecchio spauracchio francese: quello dei rapporti malconci con Algeri segnati dalla ferita della guerra e dai rocamboleschi tentativi di risanarla. Alla fine di agosto, il viaggio di Macron nel Paese era stato saluto come una svolta epocale nonché una mossa distensiva anche sulle politiche migratorie. Ma non è stato un mistero per nessuno il fatto che la missione servisse ad assicurarsi buoni rapporti con il fornitore di gas alternativo alla Russia più vicino all’Europa. La visita, infatti, è stata accompagnata da tanti malumori circa il vulnus dei crimini di guerra francesi. In questa sequela infinita di orgogli e pregiudizi, appena 24 ore fa, nell&#8217;ambito delle <a href="https://www.elysee.fr/emmanuel-macron/2022/10/18/hommage-aux-combattants-de-la-guerre-dalgerie-du-18-octobre-2022-aux-invalides">commemorazioni del 60° anniversario della fine della guerra d&#8217;Algeria</a>, il Presidente ha presieduto una parata in onore dei reduci di questo conflitto pronunciando parole inusuali come &#8220;Riconosciamo con lucidità che in questa guerra c&#8217;è chi, incaricato dal governo di vincerla a tutti i costi, si è posto fuori dalla Repubblica.</p>



<p>Nella suo controverso dialogo con l’Islam, invece, sembra mettere in campo lo stesso cerchiobottismo: oggi è infatti in quel del 5° <em>arrondissement</em> di Parigi per consegnare le insegne di Ufficiale della Legione d&#8217;Onore al rettore della grande moschea di Parigi, Chems-Eddine Hafiz, che celebra i suoi 100 anni. Macron renderà anche omaggio ai musulmani morti per la Francia durante la Prima guerra mondiale: è infatti per questi 70.000 combattenti che venne costruito questo edificio religioso.</p>



<p>Una miriade di pasticciati messaggi in codice, insomma, per un presidente in declino che cerca di inviare segnali agli amici, agli amici degli amici e ai detrattori in Parlamento. Sullo sfondo, l’abuso politico del dolore di un padre e di una madre che si sono ritrovati una figlia martoriata e sepolta in un baule.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Débâcle di Macron: che cosa accade adesso?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/debacle-di-macron-che-cosa-accade-adesso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 20:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;La disfatta del partito presidenziale&#8221; in Francia è stata &#8220;totale&#8221;: queste le parole di Jean-Luc Mèlenchon, leader della coalizione di sinistra Nupes, che ha commentato il risultato ottenuto al secondo turno delle elezioni legislative francesi. &#8220;Non sta emergendo alcuna maggioranza. La Francia si è espressa e va detto in modo insufficiente, il livello di astensione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/debacle-di-macron-che-cosa-accade-adesso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF9gEKUTC8GJqeSuDcp_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-al-secondo-turno-schiaffo-a-macron-non-ha-piu-la-maggioranza.html?fbclid=IwAR3ad8aczzJuIe1-uNBg8Hf6rGDIIs-yapcOlVjXi-xUp8EU0-nZChwpccM">La disfatta del partito presidenziale</a>&#8221; in Francia è stata &#8220;totale&#8221;: queste le parole di Jean-Luc Mèlenchon, leader della coalizione di sinistra Nupes, che ha commentato il risultato ottenuto al secondo turno delle elezioni legislative francesi. &#8220;Non sta emergendo alcuna maggioranza. La Francia si è espressa e va detto in modo insufficiente, il livello di astensione è ancora decisamente troppo alto, il che significa che gran parte della Francia non sa a chi rivolgersi tanto che i tre blocchi sono a livelli simili&#8221;. In attesa dei numeri e delle virgole, un risultato appare certo: il macronismo e la sua presunta superiorità morale ha fallito. Nel frattempo, sia Mélenchon che la Le Pen galvanizzano i loro accoliti.</p>
<h2>Un voto sanzionatorio</h2>
<p>Un voto sanzionatorio mai visto per un Presidente della Repubblica appena rieletto. Con 224 deputati, secondo le prime proiezioni di Ipsos-Sopra Steria, i macronisti sono ben al di sotto della fatidica barra dei 289 eletti necessari per ottenere la maggioranza assoluta. E non è ancora chiaro quali forze gli permetterebbero di raggiungerlo. La conferma della tripartizione della scena politica francese tra macronisti, melenconisti e lepenisti, ma anche che il sistema del voto maggioritario, che prevede di ottenere il 50% dei voti al secondo turno, non rappresenta più una barriera insormontabile per il partito di estrema destra . Così come non protegge più le forze centrali come prima. A spiegare questo risultato balcanizzato non solo l’alta astensione ma una sorta di revanchismo nei confronti dell’arroganza macroniana: secondo i sondaggi un 70% di cittadini non ne voleva proprio sapere di dare pieni poteri al presidente uscente e assistere ad una replica del primo mandato: per questa ragione gli elettori militanti hanno deciso di lanciare una sfida al macronismo camera bassa, sancta sanctorum del potere legislativo.</p>
<h2>I tallonatori Mélenchon e Le Pen</h2>
<p>Marine Le Pen, che senza fare campagna elettorale ha decuplicato il numero dei deputati all&#8217;Assemblée Nationale. Sono crollati uno dopo l&#8217;altro i ministri del governo appena nominato da Macron, a cominciare dalla responsabile della Salute, Brigitte Bourguignon. Spazzati via due uomini vicinissimi al presidente fin dall&#8217;inizio della sua avventura in politica: il presidente del Parlamento, Richard Ferrand, e il capogruppo dei deputati di En Marche!, Christophe Castaner.  I palchi di Jean-Luc Mélenchon e di Marine Le Pen fanno rumore, tanto. Così come i loro sostenitori. Macron avrà vita durissima a dialogare sulle riforme con avversari così determinati. Entrambi &#8211; Mélenchon e Le Pen &#8211; hanno fatto in questi anni dell&#8217;anti-macronismo la loro cifra principale. &#8220;Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo &#8211; ha proclamato non a caso Mélenchon -, far crollare l&#8217;uomo dell&#8217;arroganza. Il crollo di quest&#8217;uomo che dava lezioni a tutti è davanti a tutti, è senza appello&#8221;. Gli analisti sono concordi sul fatto che Macron possa rivolgersi unicamente alla destra tradizionale, gli ex neogollisti che fino a 10 anni fa sono stati sempre uno dei due poli che si alternavano al potere e sono ridotti oggi a quarta forza in parlamento (60-75 seggi), per la prima volta dietro all&#8217;estrema destra. Ma soltanto qualcuno dei dirigenti del partito, come Jean-François Copé, ha evocato stasera un &#8220;patto di governo&#8221; con i macronisti en panne. Il right shift di Macron &#8211; che sta strutturando proprio in questi giorni il suo nuovo partito con il nome di &#8216;Renaissancè non è solo un’anatra zoppa ma è tallonata da nemici giurati: la sinistra radicale e l&#8217;ultradestra.</p>
<h2>La proposta di Le Maire e il ruolo di Jacob</h2>
<p>Cerca di correre ai ripari <strong>Bruno Le Maire</strong> chiedendo un &#8220;compromesso&#8221; attorno al campo presidenziale: il ministro dell&#8217;Economia rileva uno “shock democratico che mostra le profonde preoccupazioni delle donne e degli uomini francesi”, commentando i primi risultati del secondo turno. Il ministro dell&#8217;Economia evoca una &#8220;situazione senza precedenti&#8221;, rilevando come esista &#8220;un gruppo di maggioranza attorno al Presidente della Repubblica&#8221; e insistendo sul fatto che il tema del &#8220;lavoro e della equa remunerazione del lavoro&#8221;, della “sicurezza e della lotta alla delinquenza” così come il problema della lotta al riscaldamento globale sono le priorità politiche.  Le Maire chiede un &#8220;compromesso&#8221; di deputati attorno alla coalizione macroniana, in un appello appena implicito al suo ex partito, Les Républicains, che dovrebbe costituire un gruppo di quasi 80 deputati nella prossima legislatura. Invita all&#8217;“ascolto, al dialogo” all&#8217;interno della nuova Assemblea nazionale e augura una “nuova cultura di governo” in quest&#8217;ottica.</p>
<p><strong>Christian Jacob</strong>, invece, il presidente del partito Les Républicains (LR) beneficia in questo secondo turno delle elezioni legislative di un vero colpo di scena. LR, in questa <em>drôle de élection</em>, potrebbe diventare, un perno nel funzionamento del futuro Parlamento. Secondo la stima di Ipsos Sopra-Steria per France Télévisions, Radio France, France 24/RFI/MCD e LCP, la formazione di destra e i suoi alleati raccoglierebbe 76 seggi. Non sono certo i cento deputati che LR era riuscito a mandare all&#8217;Assemblea nazionale nel 2017, ma visto il contesto la situazione è molto migliore del previsto. Cinque anni fa Emmanuel Macron aveva numeri che gli permettano di ignorare i desideri dei gruppi di opposizione.</p>
<p>La premier francese, <strong>Elisabeth Borne</strong>, che ha preso la parola questa sera ha affermato che la situazione &#8220;inedita&#8221; creata dal voto &#8220;rappresenta un rischio per il nostro Paese viste le sfide che dobbiamo affrontare, sia sul piano nazionale che internazionale&#8221;. Il voto &#8220;dovremo rispettarlo e trarne le conseguenze&#8221; ha aggiunto la Borne, lanciando un appello alle forze politiche &#8220;di buona volontà&#8221; a &#8220;unirsi&#8221; e a lavorare per &#8220;costruire una maggioranza d&#8217;azione&#8221; per il paese, costruendo dei &#8220;compromessi&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;agenda domestica a rischio</h2>
<p>Una fitta agenda interna, quella di Macron che impone azioni urgenti e delicate a proposito di emergenze nazionali. La prima è il <strong>costo della vita</strong>, poiché l&#8217;inflazione dilagante sta erodendo i salari. Macron ha promesso nuovi aumenti delle pensioni e agevolazioni fiscali, che ora deve presentare al Parlamento. Le <strong>pensioni </strong>aumenteranno di un eccezionale 4% a luglio e uno sconto sul <strong>prezzo del carburante</strong> del valore di 18 centesimi al litro sarà esteso per tutto il mese di agosto. Ma è improbabile che queste misure durino <em>sine die</em>. C’è poi la <strong>crisi ospedaliera</strong>: decine di dipartimenti di emergenza devono chiudere o limitare parzialmente i loro orari a causa di una grave carenza di personale medico e risorse. Ci sono stati scioperi negli ospedali, proteste del personale medico, petizioni e picchetti nelle ultime settimane quando i medici hanno avvertito che la situazione era pericolosa per la salute pubblica.</p>
<p>Il governo ha anche promesso una <strong>legge ambientale</strong> urgente per sviluppare le rinnovabili, e poi ancora il piano per aumentare l&#8217;età pensionabile (forse rimandato in autunno). Si tratta di provvedimenti delicatissimi sui quali la gauche ha un impatto decisivo. Quando Macron è stato eletto presidente per la prima volta nel 2017, il partito di estrema sinistra France Unbowed di Jean-Luc Mélenchon aveva solo 17 membri del Parlamento. Ma il piccolo gruppo ha avuto una presenza molto incisiva, presentando emendamenti e dominando la copertura mediatica con gesti come portare pacchetti di pasta, salsa di pomodoro e pane all&#8217;Assemblea nazionale per illustrare l&#8217;impatto dei tagli del governo.</p>
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		<title>La Francia al secondo turno. Schiaffo a Macron: &#8220;Non ha più la maggioranza&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-francia-al-secondo-turno-schiaffo-a-macron-non-ha-piu-la-maggioranza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 18:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altro giro altra corsa per gli elettori francesi alle prese con il secondo turno delle elezioni legislative. Ancora astensionismo alle stelle L&#8217;affluenza si attestava a mezzogiorno al 18,99%, in lievissimo rialzo rispetto al dato della stessa ora al primo turno (18,43%). Cinque anni fa, il dato dell&#8217;affluenza a mezzogiorno del ballottaggio era del 17,75%. Lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-al-secondo-turno-schiaffo-a-macron-non-ha-piu-la-maggioranza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFyVfpvLAYtjW3cTtD7_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Altro giro altra corsa per gli elettori francesi alle prese con il secondo turno delle elezioni legislative.</p>
<h2>Ancora astensionismo alle stelle</h2>
<p>L&#8217;affluenza si attestava a mezzogiorno al 18,99%, in lievissimo rialzo rispetto al dato della stessa ora al primo turno (18,43%). Cinque anni fa, il dato dell&#8217;affluenza a mezzogiorno del ballottaggio era del 17,75%. Lo riferisce il sito di <em>Le Monde</em>. L&#8217;affluenza alle urne è uno degli elementi cruciali del voto per il rinnovo dei 577 seggi dell&#8217;Assemblea nazionale, con il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> che rischia di non ottenere la maggioranza assoluta dei deputati. <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-di-melanchon-si-allunga-su-macron-dove-va-la-francia.html">Al primo turno di domenica scorsa</a>, si è raggiunto un <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-astensionismo-alle-stelle.html">record negativo di affluenza</a>: solo il 47,5% dei 48,9 milioni di elettori si è recato alle urne. Alle ore 17.00 l’affluenza si è attestata attorno al 38,11%, leggermente in calo rispetto al primo turno. Il presidente francese rischia di non raggiungere la maggioranza parlamentare dopo che il primo turno di votazioni ha visto il suo campo centrista insidiato dalla coalizione guidata da <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong>.</p>
<p>Questa mattina, a poche ore dall&#8217;apertura dei seggi c&#8217;è già una prima vittima illustre nel campo della squadra del presidente. La nuova sottosegretaria delegata al Mare, <strong>Justine Benin</strong>, è stata battuta nella seconda circoscrizione della Guadalupa &#8211; dove gli elettori si sono pronunciati ieri come in altri territori. Secondo la regola introdotta nel 2007 e confermata anche quest&#8217;anno, Benin sarà quindi costretta a dimettersi dall&#8217;incarico di governo. Si tratta di una sorpresa, perché la sottosegretaria ha chiuso il primo turno in testa con il 31,31%, salvo poi subire il voto degli anti-macronisti al ballottaggio.</p>
<p>Potrebbe raggiungere <strong>il 54% il tasso di astensionismo</strong> al secondo turno delle elezioni legislative in Francia, in rialzo rispetto al 52,49% del primo turno. È quanto prevede un sondaggio di Ifop pubblicato da &#8216;Le Figarò.</p>
<h2>Le prime stime alla chiusura dei seggi</h2>
<p>Ci credono con tutte le loro forze i giovani militanti militanti venuti all&#8217;Elysèe Montmartre &#8211; teatro nel cuore di Parigi- che per l&#8217;occasione ospita la serata elettorale della Nuova unione popolare ecologica e sociale: molti di loro sono giovani, alcuni giovanissimi e credono che la coalizione ha permesso di creare mobilitazione nonostante il tentativo di Emmanuel Macron di addormentare il dibattito. A rincarare la dose, i primi risultati divulgati dal sito del quotidiano belga <em>Le Soir</em>, quando in Francia le urne sono ancora aperte nelle grandi città. Si tratta degli exit poll dei principali istituti di sondaggio francesi, che i media d&#8217;Oltralpe non possono ancora pubblicare, a differenza di quelli belgi. Secondo un primo sondaggio, la coalizione di <strong>Macron</strong>, <strong>Ensemble!</strong>, otterrà fra 208 e 248 seggi (ne servono 289 per aver la maggioranza assoluta). La <strong>Nupes di Jean-Luc Melenchon</strong> dovrebbe ottenerne fra 163 e 203, mentre il <strong>Rassemblement National di Marine Le Pen</strong> potrebbe avere fra 67 e 90 seggi, raggiungendo così un risultato storico. Queste previsioni sarebbero confermate da quanto emerge dalle prime proiezioni dell&#8217;Ifop diffuse dall&#8217;emittente televisiva &#8220;Lci&#8221;. La coalizione, Ensemble!, è data tra i 210 e i 250 seggi, sotto alla soglia dei 289 necessaria per ottenere la maggioranza assoluta. La Nuova unione popolare ecologica e sociale (Nupes), alleanza di sinistra guidata da Jean-Luc Mèlenchon, è invece tra i 150 e i 180, mentre il Rassemblement National di Marine Le Pen è tra gli 80 e i 100: Le Pen sarà ora in grado di formare facilmente un gruppo parlamentare di almeno 15 deputati. La leader di partito è stata rieletta nel Pas-de-Calais.</p>
<p>Macron perderebbe dunque la maggioranza assoluta con 224 seggi, il Nupes ottiene 149 seggi:  il Capo dello Stato subisce una battuta d&#8217;arresto mentre l&#8217;alleanza di sinistra diventa la seconda forza dell&#8217;Assemblea, l&#8217;estrema destra ottiene una svolta senza precedenti e LR è al quarto posto con 78 seggi, secondo la prima  proiezione Ipsos-Sopra Steria. Secondo le proiezioni dell&#8217;istituto Ifop, pubblicate da <em>Le Figaro</em>, il primo ministro francese <strong>Elisabeth Borne</strong> è stata eletta deputata nel sesto collegio elettorale del Calvados al secondo turno delle elezioni legislative. Borne avrebbe ottenuto il 52,3% delle preferenze, battendo il candidato di Nupes, Noé Gauchard, fermo al 47,7%.</p>
<h2>I fedelissimi di Macron</h2>
<p>La ministra della Salute francese, <strong>Brigitte Bourguignon</strong>, è stata battuta: era candidata nella sesta circoscrizione del Pas-de-Calais contro la rivale del Rassemblement National Christine Engrand, candidata del Rassemblement National. Bourguignon dovrà dunque lasciare il governo. Il ministro dell&#8217;Interno <strong>Gerald Darmanin </strong>ha annunciato sul suo account twitter la sua rielezione nella decima circoscrizione del Nord, con il 57,52% dei voti, contro il candidato dei Nupes Leslie Mortreux. Diversi fedelissimi del presidente Emmanuel Macron sono stati sconfitti nel secondo turno delle elezioni legislative di oggi. Sconfitti anche il presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale, <strong>Richard Ferrand</strong>, e il capogruppo di En Marche in parlamento, <strong>Christophe Castaner</strong>. Mentre continuano ad arrivare le notizie di ministri del governo e di personalità vicine a Macron che sono state battute, si profila la situazione con un parlamento difficilmente governabile. La forza più &#8220;moderata&#8221; con la quale il governo potrebbe negoziare, la destra dei Républicans, dovrebbe prendere fra 60 e 75 seggi, per la prima volta meno di quelli dell&#8217;estrema destra della Le Pen. Il ministro della Solidarietà francese <strong>Damien Abad</strong> è stato invece eletto nella quinta circoscrizione dell&#8217;Ain con il 57,86% dei voti. Abad nei giorni scorsi ha ricevuto delle accuse di stupro che tuttavia ancora non hanno portato all&#8217;apertura di un&#8217;indagine. <strong>Olivier Dussopt</strong> è stato eletto deputato nella seconda circoscrizione dell&#8217;Ardèche, con il 58,74% dei voti. Ha sconfitto il candidato dei Nupes Christophe Goulouzelle (41,26%). Il nuovo ministro del Lavoro, della Piena Occupazione e dell&#8217;Integrazione aveva già ottenuto il 30,04% dei voti al primo turno su un terreno dove è stato eletto dal 2007. Dussopt, indica <em>Le Figaro</em>, dovrebbe essere in grado di mantenere il suo posto.</p>
<p>Minimizza <strong>Olivier Véran</strong>, il ministro delegato incaricato dei rapporti con il Parlamento, parlando a <em>Lci</em>:  &#8220;Troveremo maggioranze nell&#8217;Assemblea nazionale&#8221;. Anche se la coalizione presidenziale non ha &#8220;la maggioranza assoluta stasera abbiamo la maggioranza relativa&#8221;. &#8220;Questi non sono i risultati attesi, ma rendono la nostra forza politica l&#8217;unica in grado di ottenere la maggioranza in Parlamento per poter votare sui testi&#8221;, ha detto Veran che è stato rieletto in Isère.</p>
<h2>I risultati finali</h2>
<p>E&#8217; passata la mezzanotte quando a Parigi giungono i <a href="https://www.lefigaro.fr/elections/legislatives">risultati finali</a>. Sono 245 i seggi ottenuti da Ensamble! che si attesta al 38,48%; 131 seggi per Nupes, che con il suo 31,76 darà filo da torcere al partito del Presidente. Risultato storico per RN che conquista 89 seggi con il 17,21%. Saranno fondamentali anche i 64 seggi di Les Républicains, che si assestano al 7,25%.</p>
<p>Lo scarto si allarga fra la coalizione Ensemble! e la Nupes: resta tuttavia lontana la soglia per la maggioranza assoluta di 289 seggi. Resta, e si accentua, l&#8217;impresa di Marine Le Pen, che ha portato il Rassemblement National ad un risultato storico. Diventa quindi lei la prima oppositrice di Macron se si considerano i seggi dei singoli partiti.</p>
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		<title>L&#8217;ombra di Melenchon si allunga su Macron: dove va la Francia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lombra-di-melanchon-si-allunga-su-macron-dove-va-la-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 21:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-1024x760.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-1536x1141.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-2048x1521.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il primo turno delle elezioni politiche francesi riflette l’incertezza dei tempi: percentuali ballerine e maggioranze sul filo del rasoio che stonano decisamente con il clima da conquistatore che aveva inaugurato la rielezione di Emmanuel Macron. Tuttavia, a quasi due mesi dalla sua riconferma all&#8217;Eliseo, le elezioni del 12 e 19 giugno presentano una sfida decisiva: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-di-melanchon-si-allunga-su-macron-dove-va-la-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-di-melanchon-si-allunga-su-macron-dove-va-la-francia.html">L&#8217;ombra di Melenchon si allunga su Macron: dove va la Francia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-1024x760.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-1536x1141.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYFX_GKNLAYtjW3cTmdR_ANSA-2048x1521.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-astensionismo-alle-stelle.html?fbclid=IwAR3ej6Zs6nU8c2CF-2HbCk-DrS-c_HF9jg0BUyPpQ97EXgjK3JeXfUiHd0g">Il primo turno delle elezioni politiche francesi</a> riflette l’incertezza dei tempi</strong>: percentuali ballerine e maggioranze sul filo del rasoio che stonano decisamente con il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=19vlu_wvFQg">clima da conquistatore</a> che aveva inaugurato la <a href="https://it.insideover.com/politica/i-simbolismi-di-macron-e-la-francia-che-verra.html">rielezione di <strong>Emmanuel Macron</strong></a>. Tuttavia, a quasi due mesi dalla sua riconferma all&#8217;Eliseo, le elezioni del 12 e 19 giugno presentano una sfida decisiva: si tratta, scegliendo 577 deputati tra quasi 6.300 candidati, di dare al Presidente della Repubblica i mezzi per attuare il suo programma o per imporgli una convivenza con un Primo Ministro dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Arrivando prima con il 25,75% dei voti, la coalizione presidenziale si classifica al primo posto nel primo round di legislative 2022, ma seguita dal Nupes (25,66%), celebra &#8220;<a href="https://twitter.com/France24_fr/status/1536279712259006465">una vittoria senza cuore</a>&#8220;.</p>
<h2>Una strana campagna elettorale</h2>
<p>Il tutto aggravato da una <strong>campagna elettorale inconsistente</strong>, annacquata dalla debole partecipazione e un tasso di astenuti oltre il 50%. Alle 17 il tasso di partecipazione era solo del 39,42%. Si tratta di 1,3 punti in meno rispetto al 2017, quando l&#8217;astensione è diventata la maggioranza quell&#8217;anno per la prima volta (con il 51,3%) durante le elezioni legislative. Una progressione ininterrotta per trent&#8217;anni: era solo il 31,09% nel 1993. Risultati che riflettono anche un elettorato anagraficamente <em>agée</em>, con una età media di 50 anni.</p>
<p><strong>Un coacervo di temi pare aver influito sul voto</strong>: le stime danno il <strong>caro vita</strong> come ragione principale del comportamento di voto per il 53% degli elettori, seguito da salute, ambiente, crimine, pensioni e immigrazione. Accanto a ciò anche la politica estera, dominata dal futuro dell’Unione e il conflitto in Ucraina.</p>
<p>Ma la distonia maggiore è l’atteggiamento degli elettori verso l’establishment: la sensazione è che Emmanuel Macron, ex <em>enfant prodige</em> di Francia, sia ormai concepito come <em>ancien régime</em> tanto da trasformare il settantenne Mélenchon nel vero interprete del voto progressista, nuovo e in qualche modo “giovane”. Il leader gauchista promette di ribaltare la maggior parte delle riforme di Macron, di ridurre l&#8217;età pensionabile a 60 anni, di annullare le riforme liberalizzatrici del mercato del lavoro, di ripristinare la tassa sul patrimonio e di aumentare il salario minimo netto del 15%, portandolo a 1.500 euro al mese. Oltre ad abbassare l&#8217;età pensionabile, Nupes giura di congelare i prezzi di 100 prodotti essenziali e creare un milione di posti di lavoro. Su queste opzioni lancia l’allarme <a href="https://plus.lefigaro.fr/tag/nupes"><em>Le Figaro</em></a>: il rischio è che  si verifichi una &#8220;esplosione del debito, della pressione fiscale e del deficit che provocheranno un rallentamento dell&#8217;economia e colpiranno i francesi più fragili&#8221;.</p>
<p>Era abbastanza scontato che l&#8217;affluenza alle urne fosse la più bassa nella storia francese moderna. Molti elettori hanno chiaramente deciso di sfruttare il clima soleggiato in tutta la Francia. Ma soprattutto, finora, la campagna elettorale non è in gran parte riuscita a prendere vigore. Mélenchon si è dimostrato l&#8217;eccezione, conducendo una poderosa campagna elettorale, galvanizzato dal terzo posto alle elezioni presidenziali. Ha costruito un&#8217;alleanza astuta, nonostante il borioso slogan &#8220;Mélenchon primo ministro&#8221;.</p>
<p>Macron, invece, ha trascorso le ultime settimane nella costruzione di un nuovo governo sotto Elisabeth Borne, mentre la Francia è alle prese con l&#8217;aumento dell&#8217;inflazione e la crisi del costo della vita. Il primo ministro ha detto che il governo ha avuto una settimana per convincere gli elettori e ottenere la maggioranza, senza trascurare le urgenze della politica estera.</p>
<h2>Lo spauracchio della coabitazione</h2>
<p>Il fatto che un elettore francese su due sia rimasto lontano dalle urne è preoccupante, sostiene il noto politologo Olivier Rouquan. &#8220;La gente sentiva di aver già espresso le proprie opinioni alle elezioni presidenziali, o almeno credeva&#8221;.</p>
<p>Fino al 2002, le due elezioni sono state tenute separate, il che significava che il governo, talvolta, è stato guidato da un partito diverso dal presidente, in quella che divenne nota come <strong>coabitazione</strong> (o convivenza). Se Macron perdesse la maggioranza potrebbe dunque essere costretto a convivere con la sinistra.</p>
<p>Sotto la V Repubblica, la Francia ha vissuto <strong>tre casi di “coabitazione”</strong> a seguito delle elezioni legislative vinte dall&#8217;opposizione al partito del presidente. Il primo è stato dal 1986 al 1988, quando François Mitterrand ha avuto Jacques Chirac come primo ministro; il secondo durante il secondo mandato del presidente Mitterrand con Edouard Balladur dal 1993 al 1995; infine, uno più lungo con Chirac come presidente e Lionel Jospin come primo ministro, dal 1997 al 2002.</p>
<p>Dal 2000, il passaggio al quinquennio e il cambio del calendario elettorale – in modo che le elezioni legislative seguano subito dopo le presidenziali – ha reso abbastanza difficile questa opzione. Ma non impossibile. Numerosi osservatori vedono nella coabitazione il rischio di una <strong>paralisi politica</strong>, sebbene non sia disdegnata dall&#8217;opinione pubblica, che la vede come una forma di utile cooperazione.</p>
<p>In questa ipotesi la Costituzione prevede che il fulcro del potere sia nel rapporto tra il presidente del Consiglio e l&#8217;Assemblée Nationale. In queste situazioni di condivisione del potere, <strong>il presidente ha un ruolo decisamente più defilato</strong>. Nomina il primo ministro di sua scelta (che deve però avere la fiducia dell&#8217;Assemblea); presiede il consiglio dei ministri (ma su di esso perde la sua influenza), firma decreti e ordinanze e ha il potere di nominare funzionari civili e militari dello Stato; può sciogliere l&#8217;Assemblée Nationale (non più di una volta all&#8217;anno); può rivendicare poteri eccezionali in caso di minaccia &#8220;grave e immediata&#8221; alle istituzioni, all&#8217;indipendenza della nazione, all&#8217;integrità del territorio o all&#8217;esecuzione di impegni internazionali.</p>
<p>Una formula che si fa ambigua a proposito della politica estera e della Difesa. Per questo è consuetudine, durante le coabitazioni, scegliere ministri della Difesa e degli Affari Esteri che piacciano a entrambi gli uomini al potere, per evitare attriti.</p>
<h2>La geografia del voto</h2>
<p><strong>Il secondo turno delle elezioni presidenziali</strong> aveva detto molto sulla Francia che cambia. Negli ultimi cinque anni c&#8217;è stato soprattutto uno spostamento geografico nel voto, con un calo del sostegno a Macron in Bretagna. Queste elezioni hanno mostrato anche un&#8217;altra tendenza geografica: il <strong>divario est-ovest</strong>, evidente anche nel 2017. Il divario tra est e ovest è in realtà una combinazione di diversi fattori, tra cui la &#8220;<em>rust belt</em>&#8221; nel nord-est del paese, che ha votato principalmente Le Pen sia al primo che al secondo turno delle elezioni. Sede delle ex aree industriali e minerarie del Paese, negli ultimi anni ha registrato alti livelli di disoccupazione.</p>
<p>Ma non è solo la geografia a influenzare il modo in cui le persone votano: l&#8217;<strong>età</strong> è un altro fattore importante. I gruppi elettorali più giovani e più anziani (rispettivamente di età compresa tra 18-24 e over 70) preferiscono di gran lunga Emmanuel Macron, mentre quelli di età compresa tra 50 e 59 anni preferiscono di poco Le Pen. Reddito e il livello di istruzione si riflettono anch’essi nei modelli di voto, con Marine Le Pen che attira più elettori della classe operaia di Emmanuel Macron.</p>
<p><strong><a href="https://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2022/06/12/carte-des-resultats-des-legislatives-les-qualifies-circonscription-par-circonscription_6129935_4355770.html">L’analisi delle circoscrizioni</a> al primo turno delle legislative</strong>, invece, restituisce un panorama ancor più balcanizzato. Un puzzle di dinamiche e risultati che possono essere solo vagamente riassunti con delle tendenze: una certa preminenza di Ensemble nel nord-ovest del Paese; una certa dominanza di Nupes nel centro-sud assieme a Lr/Udi; una certa predominanza di RN nel nord-est e nel sud-est.</p>
<h2>Next stop: il 19 giugno</h2>
<p>I dati sembrerebbero confermare, inoltre, il fatto che Ensemble vira verso il centrodestra, almeno dal punto di vista degli elettori. Il bacino elettorale del presidente ora trae la maggior parte del suo sostegno da un corpo elettorale anziano e di centrodestra che precedentemente ha votato per il partito conservatore mainstream, Les Républicains. Come sostiene Mathieu Doiret della Ipsos &#8220;Gli anziani detengono l&#8217;equilibrio di potere, perché votano il doppio dei giovani. Ecco perché Angela Merkel è rimasta al potere così a lungo in Germania e perché Boris Johnson vince nel Regno Unito&#8221;.</p>
<p>Tra i due turni delle recenti elezioni presidenziali, il terzo uomo Mélenchon è stato criticato per essersi rifiutato di appoggiare Macron (ha invece invitato gli elettori a non dare a Le Pen &#8220;un solo voto&#8221;). Con il secondo turno della prossima settimana che probabilmente assisterà a duelli tra candidati di sinistra e estrema destra, è probabile che l’elettorato di Macron dovrà affrontare un dilemma simile. Finora, i funzionari del partito hanno detto all&#8217;AFP che decideranno &#8220;caso per caso&#8221;. La chiave di cosa accadrà in Parlamento è tutta lì.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-di-melanchon-si-allunga-su-macron-dove-va-la-francia.html">L&#8217;ombra di Melenchon si allunga su Macron: dove va la Francia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Francia al voto: Macron in bilico. Astensionismo alle stelle</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-astensionismo-alle-stelle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 18:34:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ritorno alle urne per i francesi alle prese, nella giornata di oggi, con il primo turno delle elezioni politiche. Una corsa elettorale tutta a vetriolo e cardiopalma: troppe le variabili da prendere in considerazione: il neo rieletto Emmanuel Macron affronta il rischio di perdere la maggioranza parlamentare di Ensemble!, insidiata dalla sinistra di Nupes, la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-astensionismo-alle-stelle.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYErFe7zTC8GJqeStwya_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ritorno alle urne per i francesi alle prese, nella giornata di oggi, con il primo turno delle elezioni politiche. Una corsa elettorale tutta a vetriolo e cardiopalma: troppe le variabili da prendere in considerazione: il neo rieletto <strong>Emmanuel Macron</strong> affronta il rischio di perdere la maggioranza parlamentare di Ensemble!, insidiata dalla sinistra di Nupes, la formazione di <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong>: per la prima volta in cinque lustri principali partiti di sinistra hanno deciso di presentarsi in un fronte unito.</p>
<h2>Una campagna elettorale scialba, divisioni, astensionismo</h2>
<p>Sulle elezioni politiche anche l’ombra dell’<strong>astensionismo</strong>: la partecipazione al primo turno è del 39,42% alle 17.00, in calo di 1,3 punti rispetto al 2017. L&#8217;astensione alle elezioni legislative è aumentata dalle elezioni del 1993, passando dal 31% di quell&#8217;anno al 51,3% nel 2017. È la più alta tra i giovani e le classi lavoratrici. A mezzogiorno era del 18,4%, secondo il ministero dell&#8217;Interno. Un dato in calo di 0,8 punti rispetto al 2017, quando si attestava al 19,2%. Tra i dipartimenti in cui la partecipazione è stata più bassa quello di Seine-Saint-Denis, 27,72%. Complessivamente il tasso di astensione nel Paese si aggira intorno al 51,30%.</p>
<p>L&#8217;affluenza a mezzogiorno è stata del 18,43%, leggermente peggio di cinque anni fa, quando ci fu un&#8217;astensione record: nel 2017 l&#8217;affluenza alle urne quattro ore dopo l&#8217;apertura delle urne era stata del 19,24%. I dati sono del Ministero dell&#8217;Interno.</p>
<p><strong>Il Paese è giunto al voto più diviso che mai</strong>: questo sembra essere l’anno della conferma del tripolarismo: la maggioranza presidenziale riunita sotto l&#8217;etichetta Ensemble!composta dal suo partito Renaissance, il MoDem di François Bayrou e Horizons dell’ex premier Edouard Philippe; la sinistra della Nuova unione popolare ecologica e sociale; l&#8217;estrema destra divisa ma con il Rassemblement national di Marine Le Pen a fare da ponte.</p>
<p><strong>È stata una campagna elettorale scialba</strong>, che ha preso poco al cuore i francesi: Marine Le Pen, non pervenuta e poco agguerrita; Macron costretto a scendere in campo solo nella volata finale, per via dei sondaggi poco esaltanti; l’unico a mettere pepe nella dinamica elettorale è stato Mélenchon al grido di «sarò primo ministro».</p>
<p>Diverse le strategie messe in campo dai partiti a livello territoriale: LFI (La France Insoumise), ad esempio, ha cercato di consolidare il suo insediamento nelle circoscrizioni che alle presidenziali hanno votato in massa per Melenchon, presentando candidati nella maggior parte delle circoscrizioni del Nord e a Parigi.</p>
<p>I Verdi hanno cercato invece di mettere a frutto i risultati delle elezioni municipali del 2020, investendo nelle grandi metropoli dove hanno un elettorato importante, come a Parigi, nel Rodano, in Isère e in Gironda. Più omogeneità, invece, per Ensemble nella divisione delle candidature, ad eccezione dell&#8217;Ile de France, dove il partito presidenziale si è accaparrato la maggior parte delle investiture. In particolare, a Parigi 16 dei 18 deputati in corsa per Ensemble appartengono a La Republique en marche.</p>
<p>Chi non risulterà eletto direttamente stasera con la maggioranza assoluta nel proprio seggio, per accedere al ballottaggio dovrà essere arrivato al secondo posto o aver superato il 12,5% dei voti degli elettori iscritti.</p>
<h2>Primi commenti a caldo</h2>
<p>La Nupes (25,2%) e la coalizione presidenziale (25,2%) pareggiano, secondo le prime stime. Secondo le valutazioni di Ipsos-Sopra Steria per France Télévisions, Radio France, France 24-RFI-MCD e LCP-National Assembly, la RN arriverebbe terza (18,9%), LR-UDI-DVD quarta (13,7%) e Reconquest! quinto (3,9%).</p>
<p>A pochi minuti dalla chiusura definitiva dei seggi la coalizione presidenziale sarebbe in testa secondo le prime proiezioni di seggi in Assemblea. La coalizione presidenziale (LRM, MoDem e Horizons) otterrebbe tra i 255 e i 295 seggi nell&#8217;emiciclo, secondo le prime stime di Ipsos-Sopra Steria per France Télévisions, Radio France, France24-RFI-MCD e LCP-Assemblea Nazionale. I Nupes otterrebbero tra 150 e 190 seggi.</p>
<p>Marine Le Pen sembra aver trovato rivali proprio nel suo collegio elettorale settentrionale di Henin-Beaumont, con il 54% dei voti al primo turno, anche se la bassa affluenza alle urne significa che dovrà confermare quella vittoria al secondo turno domenica prossima. Parlando poco dopo la chiusura delle urne, ha invitato gli elettori a garantire che &#8220;a Macron sia negata la maggioranza in parlamento&#8221;. Ha anche esortato i suoi sostenitori ad astenersi nel caso in cui i candidati di Macron affrontino l&#8217;alleanza di sinistra Nupes: &#8220;Domenica prossima è importante non lasciare a disposizione di Emmanuel Macron una maggioranza assoluta di cui abuserà&#8221;.</p>
<p>Jean-Luc Mélenchon afferma che &#8220;il partito presidenziale è battuto e sconfitto&#8221; e invita gli elettori di sinistra a &#8220;impegnarsi&#8221; al secondo turno: &#8220;Questa sera lancio un appello al popolo, saremo presenti in oltre 500 circoscrizioni nel secondo turno, riversatevi sulle urne domenica prossima con le vostre schede in mano&#8221;.</p>
<p>Clémentine Autain, invece, deputata del blocco di sinistra Nupes, ha rivendicato un enorme successo per il suo campo. &#8220;Alcuni mesi fa, la sinistra doveva essere morta e l&#8217;estrema destra sembrava essere alle porte del potere. Ora abbiamo ribaltato la situazione e superato il primo round&#8221;, ha detto quando sono arrivate le prime proiezioni. Ha aggiunto: &#8220;La vittoria è possibile&#8221;. Autain ha stimato che i Nupes avrebbero contestato circa 480 dei 577 seggi in palio domenica prossima.</p>
<p>Lapidario il risultato per Jean-Michel Blanquer ed Eric Zemmour, già fuori dai giochi al primo turno. Eric Zemmour, presidente del partito di estrema destra Reconquête!, è stato eliminato al primo turno delle elezioni legislative nel 4° distretto del Var. È arrivato terzo, con il 23,19% dei voti espressi, dietro alla deputata uscente (LRM), Sereine Mauborgne (28,51%) e al candidato del Raduno Nazionale, Philippe Lottiaux (24,74%). Secondo i dati completi della prefettura del Var, l&#8217;ex giornalista, quarto alle elezioni presidenziali con circa il 7% dei voti, è stato battuto per 801 voti dal candidato di RN.</p>
<h2>Le prime proiezioni</h2>
<p>Le prime proiezioni disponibili su <em>Le Monde</em> danno il <a href="https://twitter.com/France24_en/status/1536049448215883776/photo/1">testa a testa</a> tra i raggruppamenti di Macron e Melanchon al 25,2%; RN al 18,9%, LR/UDI al 13,7% e R! al 4,1%. Per le tv francesi, invece, ci sarebbe già stato il <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/06/12/news/elezioni_francia_exit_poll_risultati-353602311/?ref=RHUO">sorpasso</a>: la <em>gauche</em> unita Nupes avrebbe ottenuto il 26,20% dei voti contro il 25,80% della coalizione Ensemble! Diventerebbe così più difficile per il presidente conquistare la maggioranza assoluta di 289 seggi all&#8217;Assemblée Nationale.</p>
<p>Le prime proiezioni tradotte in seggi danno ancora a Macron la possibilità di mantenere la maggioranza assoluta, assegnando alla coalizione Ensemble! Un numero di seggi fra 270 e 310. Al gruppo di Nupes andrebbero 170-220 seggi. Tutto dipenderà dal numero di circoscrizioni in cui ci saranno duelli o triangolazioni con il Rassemblement National di Marine Le Pen (fra 15 e 30 seggi).</p>
<p>&#8220;Siamo di fronte a una confusione agli estremi senza precedenti&#8221;, dichiara a caldo Elisabeth Borne, Primo Ministro e capo della maggioranza presidenziale, prendendo di mira Nupes. “Mando i miei ringraziamenti repubblicani a tutti i candidati e a tutti gli attivisti che si sono impegnati durante questa campagna. Difendere i propri valori e le proprie idee, accettare il dibattito, confrontarsi con gli elettori, è mantenere viva la nostra democrazia”. Intervenendo poi sull’stensione: “Oggi più di un francese su due non è andato alle urne e nessuno può negarlo. Il nostro primo dovere collettivo è ridurre l&#8217;astensione”.</p>
<p><a href="https://twitter.com/i/status/1536070067892396032">Con il procedere delle ore</a>, le proiezioni di range sui seggi diventano 255-295 per Ensemble!, 150-190 per Nupes e 20-45 per il Rassemblement National cone Nupes al 25,6% e l&#8217;astensionismo al 52,8%.</p>
<h2>I dati definitivi</h2>
<p>Nella lunga notte elettorale francese, le percentuali stentano a diventare definitive. Tra <em>Le Monde</em> e il Ministero dell&#8217;Interno è gara all&#8217;ultimo decimale. Secondo i calcoli degli esperti del quotidiano francese, il Nupes va molto in vantaggio con il 26,10% contro il 25,81% di Insieme, mentre il sito del ministero dell&#8217;Interno dà Ensemble! leggermente in vantaggio con il 25,75% contro il 25,66% di Nupes. Perché questa differenza?</p>
<p>Ciò è dovuto all&#8217;etichettatura dei candidati, che potrebbe differire leggermente da quella del ministero. Le Monde, infatti, pone sotto l&#8217;etichetta Nupes alcuni candidati di sinistra provenienti dall&#8217;estero o dalla Corsica, il che non è il caso del ministero. Le Monde, ritenendo problematiche le scelte di Place Beauvau, ha proceduto alla propria classificazione. Infine, il Consiglio di Stato, ha ordinato al Ministero dell&#8217;Interno di &#8220;riconoscere il Nupes come unica sfumatura politica nella presentazione dei risultati che si faranno” durante i due turni delle elezioni legislative. Il ministero ha quindi dovuto ribattezzare urgentemente i candidati. Per la redazione di <em>Le Monde</em> era importante fornire ai lettori informazioni il più possibile dettagliate, <a href="https://assets-decodeurs.lemonde.fr/decodeurs/elections_2022/legislatives/tour1/candidats_legislatives_lemonde.csv">aggiornate costantemente</a>.</p>
<p>Nelle prime ore del mattino di lunedì 13, la quota di voti della coalizione Ensemble di Macron (25,75%) è stata quasi eguagliata da Nupes (25,66%), <strong>con appena 21.000 schede che separano i due</strong>: una forbice infinitesima foriera di caos e tensioni. Il raggruppamento politico del Presidente si conferma al 25,75% solo nella tarda mattinata .</p>
<p><strong>Adesso in bilico c’è anche il destino dei 15 ministri candidati</strong>. Tutti hanno superato il primo turno, ma c&#8217;è chi è in grande difficoltà, a cominciare dal ministro per la Transizione ecologica e la coesione territoriale Amélie Montchalin, fulcro del governo. In bilico anche il ministro per gli Affari europei Clément Beaune a Parigi, dove Nupes ha ottenuto tre eletti al primo turno ed è primo in dodici delle diciotto circoscrizioni. Altri come Elisabeth Borne oi ministri Gabriel Attal e Olivier Véran, invece, sono sulla buona strada per vincere e mantenere così la loro posizione al governo.</p>
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		<title>Zemmour imita de Gaulle e lancia la sfida per l&#8217;Eliseo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zemmour-imita-de-gaulle-e-lancia-la-sfida-per-leliseo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 06:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1349" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-300x211.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-1024x719.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-768x539.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-1536x1079.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-2048x1438.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mai nelle tribolate elezioni presidenziali francesi della V Repubblica si era vista una simile entrata in scena. Segno dei tempi. Martedì 30 novembre alle 12 precise Eric Zemmour si è candidato ufficialmente all’Eliseo. A suo modo e con il suo stile. Un video di dieci minuti in pure stile Charles de Gaulle (versione simil appello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/zemmour-imita-de-gaulle-e-lancia-la-sfida-per-leliseo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zemmour-imita-de-gaulle-e-lancia-la-sfida-per-leliseo.html">Zemmour imita de Gaulle e lancia la sfida per l&#8217;Eliseo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1349" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-300x211.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-1024x719.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-768x539.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-1536x1079.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14012808_large-2048x1438.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mai nelle tribolate elezioni presidenziali francesi della V Repubblica si era vista una simile entrata in scena. Segno dei tempi. Martedì 30 novembre alle 12 precise <strong>Eric Zemmour</strong> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-zemmour-annuncia-candidatura-salvare-paese-1992849.html" target="_blank" rel="noopener">si è candidato ufficialmente all’Eliseo</a>. A suo modo e con il suo stile. Un video di dieci minuti in pure stile <strong>Charles de Gaulle</strong> (versione simil appello da Londra 18 giugno 1940): sulla scrivania un evocativo microfono d’anteguerra, alle spalle una massiccia libreria, in sottofondo il 2° movimento della Settima sinfonia di Beethoven. Poi un breve appello. Parole inequivocabili, durissime, potenti: &#8220;A lungo mi sono accontentato d’essere un giornalista, uno scrittore, una Cassandra, un segnalatore. Credevo allora che un politico avrebbe prima o poi ripreso la mia fiaccola. Mi ripetevo “ad ognuno il proprio mestiere, ad ognuno il proprio combattimento”. Mi era illuso. Non è più tempo di riformare la Francia ma di salvarla. Ecco perché ho deciso di presentarmi alle elezioni presidenziali&#8221;.</p>
<p>https://www.youtube.com/watch?v=k8IGBDK1BH8&#038;ab_channel=%C3%89ricZemmour</p>
<p>Proseguendo con aria grave e severa si è scagliato contro i governi (sia di destra che di sinistra) degli ultimi quarant’anni accusandoli tutti d’aver mentito ai francesi &#8220;dissimulando la gravità della nostra profonda decadenza&#8221; e di aver aperto le porte &#8220;all’immigrazione. Un fenomeno che non è la causa di tutti i nostri mali, ma di certo li aggrava tutti&#8221;.</p>
<p>Mentre  scivolavano sullo schermo immagini di <strong>banlieu</strong> incendiate e tumulti razziali alternate ai volti di Giovanna d&#8217;Arco, Napoleone, de Gaulle (ovviamente), Alain Delon e Brigitte Bardot, Zemmour ha scandito &#8220;è arrivato il tempo di ridare voce a tutti quei francesi stranieri nel loro paese, esiliati in patria, umiliati dai potenti, dalle élite, dai benpensanti, dai giornalisti, dai politici, dai sociologi, dai sindacalisti, dalle autorità religiose, dai tecnocrati dell’Unione europea&#8221;. Unica strada possibile la riconquista della piena sovranità nazionale. &#8220;Non ci faremo dominare, vassallizzare, conquistare, colonizzare, sostituire&#8221;.</p>
<h2>Un tumulto anche a destra</h2>
<p>In poche ore il video ha terremotato i social (in poche ore oltre un milione di click) e, soprattutto, il mondo politico francese. Il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha subito paragonato Zemmour a Donald Trump e il neogollista Eric Ciotti, possibile candidato della destra moderata, ha ridotto l’annuncio a &#8220;un non avvenimento&#8221; per poi riconoscere di condividere alcuni punti del programma zemmouriano. Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte. La più preoccupata è, ovviamente, <strong>Marine Le Pen</strong> che ha nuovamente preso le distanze dallo scomodo concorrente (ed ex amico). &#8220;Una parte del suo programma è completamente opposto al mio: donne, economia, immigrazione. La fermezza non può essere confusa con la brutalità. Eric è un polemista non un candidato alle presidenziali. Lui divide, lui separa. Non porta nulla, non aggiunge nulla&#8221;.</p>
<p>A netto delle inevitabili polemiche, Zemmour ora deve trovare le 500 firme di sindaci e di eletti locali necessarie per validare la candidatura. Un compito non facile visto l’affollamento a destra di candidati “patrioti” (Le Pen, Dupont Aignan, Asselineau, Lassale, Philippot). <strong>Sarah Knafo</strong>, la sua dinamica manager-fidanzata, sostiene d’averne già trecento ma la missione resta complicata. Bisogna poi trasformare l’associazione “Les amis de Eric Zemmour” in qualcosa che assomigli a un partito e manca ancora il programma, compito affidato a Jonathan Nadler, un ex dirigente di banca Rothshild. Un personaggio certamente capace ma forse poco indicato per costruire quella «nuova sintesi gollista tra borghesia patriottica e classi popolari» auspicata dall’editorialista. Vedremo. Intanto la corsa è iniziata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zemmour-imita-de-gaulle-e-lancia-la-sfida-per-leliseo.html">Zemmour imita de Gaulle e lancia la sfida per l&#8217;Eliseo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Francia, Macron sta riflettendo: dimissioni ed elezioni?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-macron-sta-riflettendo-dimissioni-ed-elezioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 12:54:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Sars-CoV-2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Emmanuel Macron non è più il brillante enfant prodige in grado di sbaragliare ogni avversario: la pandemia da Sars-Cov2 sembra essere stata l&#8217;ultima tappa di una crisi che parte da lontano. Dai gilet gialli alla sconfitta subita alle elezioni europee contro Marine Le Pen, passando per la stessa sorte subita alle amministrative: il ridimensionamento del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-macron-sta-riflettendo-dimissioni-ed-elezioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Emmanuel-Macron-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Emmanuel Macron</strong> non è più il brillante <em>enfant prodige</em> in grado di sbaragliare ogni avversario: la pandemia da Sars-Cov2 sembra essere stata l&#8217;ultima tappa di una crisi che parte da lontano. Dai <a href="https://it.insideover.com/politica/gilet-gialli-chi-sono-da-dove-vengono-e-quali-sono-le-loro-rivendicazioni.html">gilet gialli</a> alla sconfitta subita alle elezioni europee contro Marine Le Pen, passando per la stessa sorte subita alle amministrative: il ridimensionamento del macronismo è iniziato poco dopo l&#8217;insediamento all&#8217;Eliseo, ma il cigno nero degli ultimi mesi ha accelerato un processo che sta costringendo alla riflessione il leader di <em>En Marche!</em></p>
<p>La procura di Parigi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/gestione-virus-parigi-apre-uninchiesta-macron-immune-1869183.html">ha aperto un&#8217;inchiesta</a> sugli eventuali errori di gestione delle istituzioni transalpine. C&#8217;è persino l&#8217;ipotesi di &#8220;omicidio volontario&#8221;. Si indaga anche sulla possibilità che le autorità sapessero dell&#8217;avvento del virus in largo anticipo rispetto all&#8217;ufficialità delle contromisure. Mentre il <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Sars-Cov2</a> imperversava in Nord Italia, a Parigi si votava per il primo turno delle elezioni municipali, con tutti gli assembramenti del caso.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Emmanuel Macron è immune per legge, ma l&#8217;esecutivo guidato da <strong>Edouard Philippe</strong> può essere citato in giudizio presso la Corte di Giustizia, che ha ricevuto quasi cento denunce da quando il nuovo coronavirus è comparso Oltralpe. Anche seicento operatori sanitari <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/covid-19-ora-600-medici-francesi-denunciano-primo-ministro-1844168.html">hanno sporto una denuncia</a>. Un&#8217;altra grana per una maggioranza progressista che sembra aver smarrito la fiducia di buona parte dei cittadini.</p>
<p>Per tutti questi motivi, Emmanuel Macron sta ragionando sul da farsi. <a href="https://www.lefigaro.fr/politique/emmanuel-macron-la-tentation-d-une-demission-reelection-20200611">Un retroscena</a> di <em>Le Figaro</em> racconta di come il presidente transalpino abbia ammesso nel corso di un summit di essere disposto a &#8220;correre il rischio&#8221;. Dove per &#8220;rischio&#8221; bisogna intendere uno scenario drastico. Il leader di En Marche! è persino pronto a dimettersi, per poi confrontarsi in anticipo con le elezioni presidenziali, che naturalmente si svolgerebbero invece nel 2022.</p>
<p>La strategia può avere una ratio: misurarsi ora con il consenso degli elettori, prima che sia troppo tardi. In anticipo, insomma, rispetto ad un&#8217;ineluttabile discesa verso un baratro elettorale. Dimettersi e provare a farsi rieleggere sarebbe una mossa azzardata, ma un rimescolamento generale delle carte sul tavolo potrebbe rivelarsi salvifico. Soprattutto per via dei numeri presenti nell&#8217;assemblea legislativa. Numeri che raccontano una storia molto diversa da quella condita dall&#8217;entusiasmo iniziale. In termini tattici, sarebbe un &#8220;tutto per tutto&#8221;. Ma c&#8217;è anche una mossa meno drastica: la sostituzione di <strong>Edouard Philippe</strong> con un altro primo ministro.</p>
<p>Dalla ricerca di un capro espiatorio alla necessità di immettere nuovo ossigeno per poter gestire la riforma delle pensioni con meno criticità sociali: la sostituzione di Edouard Philippe consentirebbe ad <a href="http://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> quantomeno di prendere tempo. La Republique En Marche! &#8211; come accennato &#8211; non è più il partito maggioritario dell&#8217;Assemblea Nazionale: <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-perde-il-sostegno-del-suo-partito.html">la scissione</a> che ha dato vita ad un partito ecologista non ha messo in discussione la tenuta del governo di centrosinistra, ma ha comunque fatto sì che Philippe debba avere a che fare con un nuovo interlocutore, che potrebbe alzare la posta o riservare sorprese inaspettate in aula.</p>
<p>L&#8217;opposizione è pronta? <strong>Marine Le Pen</strong> ha già dichiarato di volersi ricandidare per l&#8217;Eliseo. Dovrà vedersela con le velleità di Marion Maréchal e di Eric Zemmour, che nel frattempo hanno dato vita ad una scuola di formazione che ha assunto un ruolo considerevole nel dibattito pubblico francese. A Parigi, dove si vota a fine mese, dovrebbe vincere l&#8217;uscente Anne Hidalgo, con la riconferma di un Partito Socialista, che vive una crisi irreversibile ma che sta tentando a fatica un colpo di coda.</p>
<p>Il sistema partitico è in movimento. All&#8217;elenco manca Jean Luch Mélenchon, che dopo l&#8217;ottima performance delle presidenziali del 2016 si è rafforzato. A sinistra di Macron c&#8217;è un bel traffico. E l&#8217;erosione dei consensi potrebbe favorire il centrodestra, che potrebbe assecondare una scenografia cui nessuno tra gli attori politici ha mai voluto dare credito: un&#8217;alleanza tra le forze sovraniste e populiste ed il Partito Repubblicano, che è ancora impegnato nella ricostruzione dopo la sconfitta patita da Fillon.</p>
<p>Mentre scriviamo, però, non esistono le condizioni affinché <em>Rassemblement National</em> e Partito Repubblicano si alleino contro Macron.</p>
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		<title>Macron perde pezzi ed è sconfitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-perde-pezzi-sconfitta-alle-suppletive.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 07:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Front National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Macron ha subito una battuta d&#8217;arresto nelle elezioni suppletive per il senato. Oggi, infatti, si votava per le senatoriali, una competizione elettorale finalizzata al rinnovo della metà dei senatori. En Marche!, dopo aver trionfato sia alle presidenziali sia alle legislative, ha raccolto molto meno di quanto ci si aspettava. Se molte previsioni, infatti, assegnavano al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-perde-pezzi-sconfitta-alle-suppletive.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170831232317_24151155-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Macron</strong> ha subito una battuta d&#8217;arresto nelle elezioni suppletive per il senato. Oggi, infatti, si votava per le senatoriali, una competizione elettorale finalizzata al rinnovo della metà dei senatori.</p>
<p><em>En Marche!</em>, dopo aver trionfato sia alle presidenziali sia alle legislative, ha raccolto molto meno di quanto ci si aspettava. Se molte previsioni, infatti, assegnavano al movimento guidato da Macron una settantina di seggi, quelli reali sono risultati essere meno di trenta.  </p>
<p></p>
<p>Nello specifico, dei 171 seggi da rinnovare, a Macron ne sono spettati<strong> solo 24</strong>. Il sistema elettorale francese, sarà bene specificare, prevede che per il senato votino dei &#8220;grandi elettori&#8221;, eletti durante le amministrative, che in Francia si sono tenute nel 2014, cioè quando la formazione di Macron non era ancora comparsa sulla scheda elettorale. Ma il dato fuoriuscito dalla competizione rimane di gran lunga significativo: con un numero così risicato di senatori, per Macron diviene praticamente impossibile far approvare la riforma costituzionale annunciata. O almeno molto complicato.</p>
<p>La maggioranza prevista dei 3/5 del totale dei membri riuniti in seduta comune dovrà, in caso, poggiarsi su alleanze trasversali o sul sostegno di parlamentari indipendenti, ma restano entrambe soluzioni complesse da declinare sul piano pratico. Un&#8217;elezione a suffragio indiretto, insomma, mina seriamente le possibilità di manovra del presidente della Repubblica francese.</p>
<p></p>
<p>Come si spiega il mancato sostegno da parte dei &#8220;grandi elettori&#8221;? Uno dei fattori per cui Macron è <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/macron-picchiata-nei-sondaggi-e-suo-crollo-fa-storia-francia-1434525.html">molto calato </a>nei sondaggi nell&#8217;ultimo periodo, è il taglio lineare ai finanziamenti per gli enti locali. Provenendo i &#8220;grandi elettori&#8221; da questi stessi enti, diviene più semplice comprendere alcune ragioni dell&#8217;esito del voto. Le altre sono rintracciabili nel fatto che le elezioni amministrative del 2014 vennero vinte dai <strong>Repubblicani</strong>, la forza politica uscita meglio da queste senatoriali, avendo raggiunto la quota di 148 seggi totali. Quindi molti &#8220;grandi elettori&#8221; sono membri di un partito all&#8217;opposizione di Macron.</p>
<p>La tenuta del governo, però, non è in discussione: il senato non partecipa al voto di fiducia sull&#8217;esecutivo. <strong>Edouard Philippe</strong> può dunque dormire sonni tranquilli. L&#8217;unico effetto considerevole di queste elezioni è il possibile blocco al riformismo di Macron. Gli altri dati emersi, come prevedibile, dicono politicamente poco: il Front National conquista due seggi, il Partito socialista, dopo le due ultime debacles, riesce ad evitare di sprofondare, arrivando ad una quota totale di senatori pari a 72. La partita, quindi, si è drasticamente complicata e la strada per le riforme costituzionali che <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/numero-macron-finisce-rete-e-presidente-ricoperto-dinsulti-1443471.html">Macron</a> ha decantato in campagna elettorale è diventata tutta in salita.</p>
<p></p>
<p>Resta in auge l&#8217;ipotesi per cui, dopo una doppia lettura e seguente approvazione delle Camere, la riforma costituzionale venga approvata mediante un referendum popolare. A questo intoppo si aggiunga che i sondaggi denotano l&#8217;esistenza di una delusione sempre maggiore dei francesi rispetto all&#8217;operato di quello che sarebbe dovuto essere un vero e proprio enfant prodige della politica d&#8217;oltralpe, specie in funzione della propagandata rivoluzione legislativa. Rivoluzione che, almeno in parte, non dovrebbe più poter avvenire. </p>
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		<title>Il cammino di Marine verso le legislative</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cammino-marine-verso-le-legislative.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jun 2017 14:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Front National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il prossimo 11 giugno si terrà il primo turno delle elezioni legislative francesi. Il 18, poi, si svolgeranno i ballottaggi dello stesso. Marine Le Pen ha raccolto 11 milioni di voti alle presidenziali, oggi ha il problema di evolvere il partito allargando il consenso. Oltre a quello, storico, di eleggere parlamentari. Il Front National è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cammino-marine-verso-le-legislative.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170508011803_23020587-2-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il prossimo 11 giugno si terrà il primo turno delle elezioni legislative francesi. Il 18, poi, si svolgeranno i ballottaggi dello stesso. <strong>Marine Le Pen</strong> ha raccolto 11 milioni di voti alle presidenziali, oggi ha il problema di evolvere il partito allargando il consenso. Oltre a quello, storico, di eleggere parlamentari. Il Front National è quindi immerso in un quadro evolutivo dal quale emergerà diverso da come lo conosciamo. Il cambiamento previsto riguarda tanto il nome quanto le linee programmatiche. Da ciò che era trapelato sino a questo momento, sembrava che la linea di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/florian-philippot-numero-due-del-front-national/">Philippot</a>, numero due del partito, fosse destinata ad avere la meglio. <strong>&#8220;Les Patriotes&#8221;</strong>, l&#8217;associazione attorno alla quale l&#8217;ex enarca sta radunando uomini e finanziamenti, però, non sarà l&#8217;embrione del nuovo Front National. Alla domanda postale rispetto l&#8217;ipotesi che &#8221; I Patrioti&#8221; fosse o no un nome appropriato per il FN, infatti, Marine Le Pen <a href="http://www.huffingtonpost.fr/2017/05/29/si-le-front-national-doit-changer-de-nom-ce-ne-sera-pas-les-patriotes_a_22114466/">ha detto</a> chiaramente di no.  &#8220;Ma se si cresce, se stiamo modernizzando e se stiamo rinnovando la struttura, è proprio in funzione del raggiungimento del secondo turno delle elezioni presidenziali&#8221;, ha aggiunto il leader del sovranismo francese. Il Fn è superato, ma Marine non intende cedere lo scettro a <strong>Florian Philippot</strong>, il quale, accostato dalla stampa di settore ad una possibile scissione, continua a sostenere che non creerà una formazione indipendente dal Front. La scissione, dunque, resta <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-fn-ad-un-bivio-la-resa-dei-conti-in-corso/">sullo sfondo</a>, ma non trova riscontri probatori importanti. L&#8217;associazione &#8220;Les Patriotes è stata fondata a metà maggio e sta facendo sì che attorno a Florian Philippot si stiano radunando gli esponenti che fanno della la sovranità la battaglia cruciale del futuro politico francese ed europeo, tra di essi l&#8217; europarlamentare <strong>Sophie Montel</strong> o comico<strong> Franck Lapersonne</strong>. <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/marine-pen-procede-dritta-verso-gollismo-1401104.html">L&#8217;abbandono</a> del tema dell&#8217;uscita della Francia dall&#8217;euro, però, resta lo spartiacque centrale: se Marine dovesse realmente abbandonare la <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/si-allontana-frexit-borse-festeggiano-e-spread-torna-gi-1389456.html">Frexit</a></strong>, la scissione potrebbe svestirsi dell&#8217;abito di mera possibilità. Sempre in materia economica, stavolta direttamente riguardante i destini del Front, Marine Le Pen ha da poco lanciato <a href="http://www.lastampa.it/2017/06/02/esteri/marine-le-pen-diventa-una-banca-cbIeEwQGZS2EEnwl9ELPfP/premium.html">una campagna</a> volta a rimpinguare le casse del partito che guida. Non è <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/banche-francesi-sbattono-porta-marine-pen-1350094.html">notizia d&#8217;oggi</a>, del resto, quella per cui le banche francesi ed europee abbiano  molte restrizioni e perplessità sul concedere prestiti al lepenismo. &#8221; Vi comunico che da oggi è attivo – ha scritto Marine Le Pen – il sito internet “Emprunt patriotique” (<strong>Prestito patriottico</strong>) per chiedere ai nostri elettori di contribuire al finanziamento del voto&#8221;. Dietro questa scelta ci sarebbe proprio l&#8217;enorme difficoltà dei frontisti di raccogliere dei prestiti o dei finanziamenti nelle modalità tradizionali. Come scritto <a href="http://www.barbadillo.it/66205-il-casofrancia-arriva-il-crowfounding-patriottico-per-finanziare-il-fn-alle-politiche/">qui</a>, peraltro, Marine Le Pen ha deciso di fare una vera e propria opera di promozione pubblicitaria dell&#8217;iniziativa: chi deciderà di versare, avrà in  cambio  un tasso di interesse &#8220;particolarmente attrattivo al 3% su 12 mesi&#8221;. Il minimo che può essere offerto è una cifra pari a 1.500 euro. Quantitativi più alti, invece, prevedono anche dei veri e propri premi patriottici, per così dire: chi arriverà ad offrire 15mila euro, verrà invitato ad un evento organizzato ad hoc per tutti i versatori, chi, invece, arriverà a spendere 75mila euro, parteciperà ad un evento privato con Marine Le Pen.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cammino-marine-verso-le-legislative.html">Il cammino di Marine verso le legislative</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Genio matematico con Macron</title>
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		<pubDate>Mon, 15 May 2017 08:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-francesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Cédric Villani è un matematico francese di 43 anni. Esperto di equazioni differenziali e di fisica matematica, ha un look estroverso, &#8220;fatto di cravatte dandy- come si legge qui&#8211; e di panciotti con orologio nel taschino&#8221;. In più, &#8220;indossa sempre una spilla a forma di ragno sul bavero della giacca&#8221;.Cédric, del resto, è un appassionato di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/genio-matematico-candidato-con-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170514225110_23097641-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Cédric Villani</strong> è un matematico francese di 43 anni. Esperto di equazioni differenziali e di fisica matematica, ha un look estroverso, &#8220;fatto di cravatte dandy- <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_12/cedric-villani-matematica-candidato-lista-macron-legislative-e91a3d78-3721-11e7-91e3-ae024e503e5d.shtml">come si legge qui</a>&#8211; e di panciotti con orologio nel taschino&#8221;. In più, &#8220;indossa sempre una spilla a forma di ragno sul bavero della giacca&#8221;.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.linkiesta.it/it/article/2013/06/12/cedric-villani-cronaca-di-una-vita-normalmente-assurda/14330/">Cédric</a>, del resto, è un appassionato di aracnidi. Sembrerebbe il personaggio di un romanzo di Daniel Pennac e invece, Cédric Villani,  è uno dei nomi che <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/siamo-i-volti-nuovi-europa-rifondare-1389466.html">Emmanuel Macron</a> ha deciso di inserire nelle liste di  <strong>‘Republique En Marche!</strong>’ per le legislative dell&#8217;11 e 18 giugno prossimi. Sugli scranni dell&#8217;Assemblea Nazionale, insomma, potrebbe presto sedere un profilo del tutto particolare. Almeno insolito, tecnicamente un genio.Cédric Villani, infatti, ha studiato all&#8217; École Normale Supérieure dal 1992 al 1996, ente per il quale poi divenne ricercatore. Ottenne, poi, il dottorato all&#8217;Università di Parigi Dauphine, nel 1998, sotto la guida di Pierre-Louis Lions, altro eminente studioso d&#8217;oltralpe. Diventato professore alla Normale Superiore di Lione nel 2000,  dal 2009 è il direttore dell&#8217;istituto Henri-Poincaré. Villani ha fatto un vero e proprio endorsement per Macron durante la campagna elettorale. La sua candidatura, dunque, era fortemente attesa, oltre che annunciata durante questi mesi.Il matematico, il genio, sarà candidato, quindi, nella quinta circoscrizione nell&#8217;Essonne, nella regione dell&#8217;Ile-de-France, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.huffingtonpost.it/2017/05/11/la-torera-il-genio-matematico-il-compagno-di-scuola-chi-sono_a_22081996/">così come scrive l&#8217;<em>Huffington Post</em></a>. La sua conquista più importante, però, non è certo attinente al campo della politica: nel 2010 vinse la medaglia Field, una sorta di <strong>Nobel per la matematica</strong>, premio assegnatogli per lo svolgimento dell&#8217; equazione di Boltzmann e per la dimostrazione dello smorzamento non lineare di Landau . Da quel momento, com&#8217;è naturale che sia, si porta dietro la definizione di &#8220;genio&#8221;. Villani, come molti francesi, non è un macronista di vecchia data. Si è esposto nelle cose pubbliche solo un paio di volte: quando dichiarò di votare  per il centrista <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/macron-prepara-squadra-governo-tutti-i-nomi-papabili-1394424.html"><strong>François Bayrou</strong></a>, anch&#8217;egli adesso macroniano di ferro e quando sostenne la candidatura della socialista Anne Hidalgo nel 2014, come sindaco di Parigi.L&#8217;endorsment ad Emmanuel Macron, invece, arrivò solo lo scorso marzo, quando il genio matematico dichiarò ad una radio francese, <em>Rtl</em>, che Macron &#8220;riesce ad attirare molti talenti che non si riconoscono nei partiti tradizionali&#8221;. Quelli come lui, in fin dei conti. Nel suo &#8220;Teorema vivente&#8221;, il libro in cui spiega i procedimenti mediante i quali è riuscito nell&#8217;impresa che poi gli è valsa la medaglia Field, viene fuori l&#8217;immagine di un uomo in grado di spiegare questioni apparentemente riservate a pochissimi, in modo talmente chiaro da consentire l&#8217;accesso a quei teoremi, più o meno, a tutti. Cédric è una delle ultime novità della politica francese, una delle tante che potremmo analizzare nei giorni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/genio-matematico-candidato-con-macron.html">Genio matematico con Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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