Il prossimo 11 giugno si terrà il primo turno delle elezioni legislative francesi. Il 18, poi, si svolgeranno i ballottaggi dello stesso. Marine Le Pen ha raccolto 11 milioni di voti alle presidenziali, oggi ha il problema di evolvere il partito allargando il consenso. Oltre a quello, storico, di eleggere parlamentari. Il Front National è quindi immerso in un quadro evolutivo dal quale emergerà diverso da come lo conosciamo. Il cambiamento previsto riguarda tanto il nome quanto le linee programmatiche. Da ciò che era trapelato sino a questo momento, sembrava che la linea di Philippot, numero due del partito, fosse destinata ad avere la meglio. “Les Patriotes”, l’associazione attorno alla quale l’ex enarca sta radunando uomini e finanziamenti, però, non sarà l’embrione del nuovo Front National. Alla domanda postale rispetto l’ipotesi che ” I Patrioti” fosse o no un nome appropriato per il FN, infatti, Marine Le Pen ha detto chiaramente di no. “Ma se si cresce, se stiamo modernizzando e se stiamo rinnovando la struttura, è proprio in funzione del raggiungimento del secondo turno delle elezioni presidenziali”, ha aggiunto il leader del sovranismo francese. Il Fn è superato, ma Marine non intende cedere lo scettro a Florian Philippot, il quale, accostato dalla stampa di settore ad una possibile scissione, continua a sostenere che non creerà una formazione indipendente dal Front. La scissione, dunque, resta sullo sfondo, ma non trova riscontri probatori importanti. L’associazione “Les Patriotes è stata fondata a metà maggio e sta facendo sì che attorno a Florian Philippot si stiano radunando gli esponenti che fanno della la sovranità la battaglia cruciale del futuro politico francese ed europeo, tra di essi l’ europarlamentare Sophie Montel o comico Franck Lapersonne. L’abbandono del tema dell’uscita della Francia dall’euro, però, resta lo spartiacque centrale: se Marine dovesse realmente abbandonare la Frexit, la scissione potrebbe svestirsi dell’abito di mera possibilità. Sempre in materia economica, stavolta direttamente riguardante i destini del Front, Marine Le Pen ha da poco lanciato una campagna volta a rimpinguare le casse del partito che guida. Non è notizia d’oggi, del resto, quella per cui le banche francesi ed europee abbiano molte restrizioni e perplessità sul concedere prestiti al lepenismo. ” Vi comunico che da oggi è attivo – ha scritto Marine Le Pen – il sito internet “Emprunt patriotique” (Prestito patriottico) per chiedere ai nostri elettori di contribuire al finanziamento del voto”. Dietro questa scelta ci sarebbe proprio l’enorme difficoltà dei frontisti di raccogliere dei prestiti o dei finanziamenti nelle modalità tradizionali. Come scritto qui, peraltro, Marine Le Pen ha deciso di fare una vera e propria opera di promozione pubblicitaria dell’iniziativa: chi deciderà di versare, avrà in cambio un tasso di interesse “particolarmente attrattivo al 3% su 12 mesi”. Il minimo che può essere offerto è una cifra pari a 1.500 euro. Quantitativi più alti, invece, prevedono anche dei veri e propri premi patriottici, per così dire: chi arriverà ad offrire 15mila euro, verrà invitato ad un evento organizzato ad hoc per tutti i versatori, chi, invece, arriverà a spendere 75mila euro, parteciperà ad un evento privato con Marine Le Pen.
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