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	<title>Elezioni algerine Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 11 Jul 2021 17:00:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Elezioni algerine Archives - InsideOver</title>
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		<title>L’Algeria si affida al suo &#8220;Draghi&#8221; per risollevarsi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lalgeria-si-affida-al-suo-draghi-per-risollevarsi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2021 16:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L’Algeria si affida a una personalità alla &#8220;Mario Draghi&#8221; per risollevare l’economia della nazione più vasta dell’intero continente africano, grande tre volte e mezzo il Texas, ricca di petrolio e gas ma povera di servizi e di industria. Il presidente della Repubblica, Abdelmajid Tebboune, ha scelto infatti Aymen Benabderrahmane, 54 anni, ex ministro delle Finanze &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-si-affida-al-suo-draghi-per-risollevarsi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-si-affida-al-suo-draghi-per-risollevarsi.html">L’Algeria si affida al suo &#8220;Draghi&#8221; per risollevarsi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Aymen-Benabderrahmane-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L’Algeria si affida a una personalità alla &#8220;<strong>Mario Draghi</strong>&#8221; per risollevare l’economia della nazione più vasta dell’intero continente africano, grande tre volte e mezzo il Texas, ricca di petrolio e gas ma povera di servizi e di industria. Il presidente della Repubblica, <strong>Abdelmajid Tebboune</strong>, ha scelto infatti <strong>Aymen Benabderrahmane</strong>, 54 anni, ex ministro delle Finanze e governatore della Banca centrale, per guidare il nuovo governo dopo le elezioni anticipate del 12 giugno. Una decisione che segnala la volontà dei vertici del gigante africano di puntare su un “tecnico” che conosce i segreti delle finanze algerine per superare le attuali difficoltà socio-economiche. La pandemia di <strong>Covid-19</strong> ha colpito duramente il Paese arabo, come del resto le nazioni occidentali e i Paesi vicini: emblematico è il <a href="https://www.nova.news/tunisia-litalia-sostiene-sistema-sanitario-del-sud-sotto-pressione-per-covid-e-migranti/">caso della Tunisia</a>, alle prese con una quarta ondata di <b>Sars-CoV-2 </b>che ha messo in ginocchio il sistema sanitario. Le chiusure anti-coronavirus in Europa hanno causato un brusco calo dei prezzi del petrolio, andando a erodere la principale fonte di liquidità algerina: il <strong>gas naturale</strong>, esportato in grandi quantità in Spagna e soprattutto in <strong>Italia</strong>. E non è un caso che il “nostro” Mario Draghi sia stato il <strong>primo</strong> leader occidentale a <a href="https://www.agenzianova.com/a/60de0910a97982.11200535/3514273/2021-07-01/italia-algeria-draghi-si-felicita-per-nomina-a-premier-di-benabderrahmane-rafforzeremo-amicizia-e-partenariato-strategico">congratularsi</a> con il collega algerino: i due, infatti, si conoscono da almeno un decennio, dal momento hanno guidato le politiche monetarie di Algeria e Unione Europea nello stesso periodo.</p>
<h2>Una maggioranza schiacciante</h2>
<p>Il nuovo esecutivo guidato da Benabderrahmane, formato da 33 ministri (di cui solo quattro donne), deve ancora ricevere il via libera dell’Assemblea popolare nazionale, la camera bassa del parlamento rinnovata con il voto di giugno. In base alla nuova <strong>Costituzione</strong>, approvata tramite <a href="https://it.euronews.com/2020/11/01/algeria-le-opposizioni-chiedono-di-boicottare-il-referendum-sulla-costituzione">referendum popolare</a> e in vigore da gennaio, i deputati dovranno votare la fiducia non ai singoli ministri, bensì sul programma generale del governo. Non si tratta nemmeno di una vera e propria fiducia, ma di una mera formalità, dal momento che la compagine governativa può contare su una <strong>vasta maggioranza</strong> che <a href="https://www.nova.news/formazione-del-nuovo-governo-in-algeria-scelte-importanti-su-economia-e-politica-estera/">l’Agenzia Nova</a> quantifica in oltre 320 seggi su 407. Lo schieramento che appoggia il presidente Tebboune, infatti, può contare sui 98 seggi del Fronte di liberazione nazionale (Fln, il partito al potere fin dall’indipendenza), su almeno 84 deputati indipendenti, sui 58 parlamentari del Raggruppamento nazionale democratico (Rnd, storico partner-rivale dell’Fln), sui 48 deputati del movimento nazionalista El Moustakbal (Fronte per il futuro, una delle sorprese delle ultime elezioni), e perfino sui 38 seggi del movimento islamista El Binaa. Assente invece il Movimento per la società per la Pace (Msp, 65 seggi), principale partito <strong>islamico</strong> del Paese, giunto secondo alle elezioni di giugno, che ha scelto di far parte dell’opposizione.</p>
<h2>Un&#8217;economia da rilanciare</h2>
<p>La recessione economica globale del 2020 ha causato un calo delle esportazioni e una conseguente perdita di almeno 11 miliardi di dollari per il Paese nordafricano. Lo scorso anno, il deficit di bilancio a raggiunto il 12,86 per cento del Pil, un risultato che ha ulteriormente eroso le riserve in valuta estera scese intorno ai 45 miliardi di dollari (cinque anni fa erano intorno ai 180 miliardi), esponendo la valuta locale al rischio di <strong>svalutazione</strong>, con conseguenze rincaro dei prezzi e possibili <strong>tensioni</strong> sociali. L&#8217;obiettivo delle autorità è di riportare il disavanzo sotto controllo almeno a una singola cifra. Per far questo, l&#8217;Algeria deve necessariamente &#8220;aprire&#8221; la sua economia agli investitori stranieri e ci sono alcuni segnali incoraggianti, come l’abolizione della regola 51/49 per cento per i settori non strategici, che abolisce la necessità della maggioranza locale (51 per cento) nel capitale delle imprese miste. Le ultime previsioni del ministero delle Finanze targato Benabderrahmane stimano per il 2021 una crescita economica del 4,2 per cento, in leggero rialzo rispetto alla previsioni di inizio anno, grazie alle previsioni positive dell&#8217;Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec), secondo cui la domanda di petrolio si manterrà stabile nel corso dell’anno. Non solo. Il Paese potrebbe anche entrare a far parte dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (Omc), circostanza che potrebbe snellire non poco le macchinose procedure burocratiche per l&#8217;importazione delle merci. Non è escluso, inoltre, un possibile ingresso delle banche straniere nel mercato algerino: una sorta di volano per amplificare gli investimenti delle aziende che, senza le banche alle spalle, difficilmente si addentrerebbero nel Paese nordafricano.</p>
<h2>Una nuova politica estera?</h2>
<p>Oltre al nome di Benabderrahmane, il quale ha scelto per il momento di mantenere l’interim del ministero delle Finanze, spicca il profilo di <strong>Ramtane Lamamra</strong> come capo della diplomazia. Ambasciatore esperto, Lamamra è un veterano della diplomazia algerina, vanta una lunga esperienza in Africa ed era in lizza per succedere a Ghassan Salamé alla guida della missione delle Nazioni Unite in <strong>Libia</strong>, ma la sua candidatura si era scontrata con il veto di alcuni Paesi della regione (sicuramente il Marocco e forse anche l&#8217;Egitto). Già ministro degli Esteri sotto l’ex presidente <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong>, Lamamra, classe 1952, guiderà un “nuovo” ministero anche nel nome. Per ordine del presidente Tebboune, infatti, il dicastero algerino è stato ribattezzato “ministero degli Esteri e della Comunità nazionale all&#8217;estero”. Una <a href="https://www.aps.dz/algerie/124757-la-nouvelle-appellation-du-mae-une-orientation-strategique-du-president-tebboune">scelta</a> che, secondo lo stesso Lamarma, costituisce un &#8220;orientamento strategico&#8221; di per sé, considerando che la comunità nazionale stabilita all&#8217;estero viene considerata come “parte integrante della madrepatria”. Ma la diplomazia algerina ha tanti dossier su cui lavorare: dallo scontro con il Marocco alla crisi in Libia, dall’instabilità del Sahel alle divergenze con la Francia (dove risiede la maggior parte della diaspora algerina), fino alla collaborazione con l’Europa, dove gli algerini possono contare oltre alla Spagna su un Paese amico come l’<strong>Italia</strong> di Mario Draghi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-si-affida-al-suo-draghi-per-risollevarsi.html">L’Algeria si affida al suo &#8220;Draghi&#8221; per risollevarsi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La situazione in Algeria a pochi giorni dall&#8217;elezione di Tebboune</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 07:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria proteste" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-768x342.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-1024x456.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I primi giorni post elettorali in Algeria stanno proseguendo sul filo della tensione ma, contestualmente, anche senza gravi episodi di violenza come si temeva alla vigilia del voto che ha portato all&#8217;elezione di Abdelmadjid Tebboune come primo presidente post Bouteflika. Le elezioni, come più volte raccontato nelle settimane scorse, si sono svolte in un contesto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">La situazione in Algeria a pochi giorni dall&#8217;elezione di Tebboune</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria proteste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-768x342.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-1024x456.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I primi giorni post elettorali in <strong>Algeria</strong> stanno proseguendo sul filo della tensione ma, contestualmente, anche senza gravi episodi di violenza come si temeva alla vigilia del voto<a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html"> che ha portato all&#8217;elezione di Abdelmadjid Tebboune</a> come primo presidente post Bouteflika. Le elezioni, <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html">come più volte raccontato nelle settimane scorse</a>, si sono svolte in un contesto surreale: le piazze erano piene non per seguire i comizi, bensì per impedirli. Secondo i manifestanti del movimento &#8220;<em>Hirak</em>&#8220;, che da febbraio protestano per chiedere un radicale cambiamento della politica algerina, le ultime presidenziali altro non hanno rappresentato che un episodio volto a legittimare &#8220;<em>le pouvoir</em>&#8221; e non a dare una vera svolta al paese. Da qui la paura che, chiuse le urne ed annunciato il nome del nuovo presidente, l&#8217;Algeria potesse essere assorbita da ulteriori spirali di <strong>tensione</strong>.</p>
<h2>La proteste degli ultimi giorni</h2>
<p>Già durante il giorno del voto, non sono mancati momenti concitati: ad Algeri alcuni seggi sono stati chiusi per sicurezza, in un caso i manifestanti hanno murato un edificio adibito a seggio, manifestazioni sono poi proseguite per tutta la giornata. Tuttavia non sono state registrate particolari violenze. Un po&#8217; più tumultuosa la situazione nella regione a maggioranza berbera della <strong>Cabilia</strong>, da sempre però &#8220;laboratorio politico&#8221; algerino ed al centro delle rimostranze della popolazione locale nei confronti del potere centrale. Trascorsa la delicata giornata elettorale, in tanti si sono chiesti in che modo i manifestanti avrebbero reagito di fronte alla pubblicazione dei risultati. Il non riconoscimento dell&#8217;esito delle presenziali, ha fatto pensare ad una più dura presa di posizione da ambo le parti in lotta nelle piazze algerine: maggiori proteste dei manifestanti e, contestualmente, una più marcata repressione da parte delle forze dell&#8217;ordine e dell&#8217;esercito.</p>
<p>Per il momento, come ha sottolineato l&#8217;inviata ad Algeri de <em>La Stampa</em> <strong>Francesca Paci</strong>, non c&#8217;è stato nulla di tutto questo: i manifestanti hanno scelto una via più pacifica, dall&#8217;altro lato i militari ed i poliziotti non hanno avuto motivo di intervenire. Ma le <strong>proteste</strong> di certo non sono mancate: la piazza non ha voluto dare l&#8217;impressione di aver digerito l&#8217;elezione di Tebboune, proseguendo dunque la propria mobilitazione. Anche nell&#8217;ultimo venerdì sono state registrati altri cortei, in tanti hanno dato l&#8217;impressione di non voler accettare l&#8217;imposizione delle elezioni, altri hanno mostrato la volontà di ascoltare prima le parole del nuovo presidente per capire in che modo si muoverà il nuovo corso algerino. Tebboune, dal canto suo, ha annunciato l&#8217;intenzione di ascoltare la piazza e tendere una mano verso i manifestanti. Ma nonostante le violenze sono rimaste confinate a pochi episodi, lo <strong>stallo</strong> algerino non può dirsi finito: l&#8217;impressione è che sia all&#8217;interno delle piazze che dei palazzi del potere, si è rimasti in attesa di capire le prossime mosse delle controparti.</p>
<h2>Le mosse dell&#8217;esercito</h2>
<p>Secondo molti analisti, sia algerini che stranieri, il vero vincitore di queste consultazioni è il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito<strong> Ahmed Gaid Salah</strong>. Tebboune è uno degli uomini a lui più vicini, ma non solo: Salah da qualche anno era entrato in rotta di collisione con <strong>Said Bouteflika</strong> e fratello dell&#8217;ex presidente<strong> Abdelaziz Bouteflika</strong>. Quest&#8217;ultimo, come si ricorderà, dal 2013 è gravemente malato e costretto in sedia a rotelle. Proprio l&#8217;eventualità di una sua ricandidatura ha fatto scattare la mobilitazione che ancora oggi prosegue in tutta l&#8217;Algeria. E che, da febbraio in poi, ha portato prima al passo indietro sulla ricandidatura e poi, successivamente, <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">alle sue definitive dimissioni</a>. Lo scontro interno al potere algerino tra Salah e Said Bouteflika (reggente <em>de facto</em> del paese), ha già portato, nell&#8217;agosto 2017, alle dimissioni da premier di Tebboune. Con l&#8217;inizio delle proteste, il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito non ha dato ordine di reprimere il dissenso. Ed è stato questo ad acuire lo scontro tra le due fazioni del potere.</p>
<p>Si è scoperto infatti che Said Bouteflika ha provato a far destituire dal suo ruolo Salah, il quale però ha prima fatto in modo che le manifestazioni continuassero fino alle dimissioni di Bouteflika e, in un secondo momento, ha fatto arrestare lo stesso Said. Quest&#8217;ultimo adesso è in carcere con l&#8217;accusa di cospirazione. In galera sono finiti anche molti oligarchi arricchitisi con le prime liberalizzazioni dell&#8217;economia algerina, all&#8217;ombra di Said Bouteflika. L&#8217;elezione di Tebboune, in questo contesto, altro non sarebbe che la definitiva vittoria di Salah nel braccio di ferro con i Bouteflika. Ed ora che l&#8217;esercito è più forte, le preoccupazioni principali sarebbero rivolte al contrasto al terrorismo.</p>
<p>A causa della guerra civile durata per più di 10 anni ed innescata, tra le altre cose, dall&#8217;avanzata delle ideologie più radicali, l&#8217;Algeria continua a convivere con lo spauracchio <strong>jihadista</strong>. Una Libia instabile ed un paese in stallo per via della complicata transizione post Bouteflika, appaiono agli occhi dei militari come elementi in grado di creare ulteriori grattacapi all&#8217;Algeria sul profilo della sicurezza. Sarà questa consapevolezza, nelle prossime settimane, a determinare le prossime mosse dell&#8217;esercito e del nuovo governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">La situazione in Algeria a pochi giorni dall&#8217;elezione di Tebboune</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Algeria, Abdelmadjid Tebboune è il nuovo presidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 08:12:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria presidenziali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;impressione è che l&#8217;epilogo sia lo stesso ampiamente pronosticato alla viglia: in Algeria infatti, dove nella giornata di giovedì si è votato per le prime presidenziali post Bouteflika, ha vinto Abdelmadjid Tebboune, ex primo ministro ma soprattutto uomo ritenuto molto vicino al capo di stato maggiore dell&#8217;esercito, Ahmed Gaid Salah. A Tebboune è andato il 58% dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria presidenziali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Abdelmadjid-Tebboune-La-Presse-e1576311119740-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;impressione è che l&#8217;epilogo sia lo stesso ampiamente pronosticato alla viglia: in Algeria infatti, dove nella giornata di giovedì si è votato per le prime presidenziali post Bouteflika, ha vinto <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong>, ex primo ministro ma soprattutto uomo ritenuto molto vicino al capo di stato maggiore dell&#8217;esercito, <strong>Ahmed Gaid Salah</strong>. <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/12/13/algeria-elezioni-ha-vinto-tebboune_69af2638-696b-4c57-ac51-1c0fcd7105fb.html">A Tebboune è andato il 58% dei consensi</a>, riuscendo quindi a diventare presidente già al primo turno. Ma sul voto pesano non poche incognite: l&#8217;<strong>affluenza</strong> si è fermata al 40%, non tanto alta da dare ampia legittimazione popolare al nuovo presidente ma nemmeno tanto bassa da rendere invalide le consultazioni, i manifestanti in piazza da febbraio <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2734185/2019-12-13/algeria-manifestazioni-anti-elezioni-43-arresti-in-tre-province">sono già sul piede di guerra</a> in quanto non hanno alcuna volontà di riconoscere le consultazioni appena concluse. E l&#8217;Algeria dunque, a poche ore da quella che dovrebbe rappresentare l&#8217;inizio di una nuova era, si interroga ancora sul suo futuro.</p>
<h2>Chi è Abdelmadjid Tebboune</h2>
<p>Molti passaggi della sua carriera politica non hanno contribuito a dare credibilità al nuovo capo di Stato agli occhi dei manifestanti. Tebboune, 74 anni, ha infatti fatto il suo ingresso nel mondo delle istituzioni con l&#8217;avvento al potere di Abdelziz Bouteflika, il presidente costretto a dimettersi il 2 aprile scorso proprio sull&#8217;onda delle proteste popolari esplose in tutto il paese contro l&#8217;ipotesi di una sua ricandidatura. Tebboune viene quindi visto come un uomo del &#8220;<em>pouvoir</em>&#8221; che si vorrebbe abbattere e contro cui da febbraio molti cittadini scendono in piazza.</p>
<p>Nel 1999, anno dell&#8217;inizio del primo mandato di Bouteflika, Tebboune è stato nominato ministro delle comunicazioni. Ha fatto seguito una scalata all&#8217;interno dell&#8217;entourage dell&#8217;ex presidente, che lo ha portato nel maggio del 2017 a diventare <strong>primo ministro</strong>. Ma si è trattato, in quel caso, di un&#8217;esperienza molto breve: il 15 agosto di quell&#8217;anno è costretto alle dimissioni ed il suo è stato il governo meno longevo della storia recente algerina. A dire la verità però, il suo arrivo sulla poltrona di premier è stato accompagnato da un&#8217;ondata di speranze rivolte alla sua azione politica. Tebboune infatti ha promesso, una volta insediatosi, una lotta senza quartiere agli <strong>oligarchi</strong> ed agli sprechi. Durante i pochi giorni del suo governo, è entrato in contrasto con<strong> Ali Haddad</strong>, uno dei più importanti uomini d&#8217;affari del paese. E questo ha comportato l&#8217;inizio delle dinamiche che possono spiegare in parte quanto avvenuto negli ultimi mesi.</p>
<p>Haddad è infatti molto vicino a <strong>Said Bouteflika</strong>, fratello dell&#8217;ex presidente e di fatto &#8220;reggente&#8221; del paese negli anni della malattia dell&#8217;ex capo dello Stato. Said ha quindi contribuito alla repentina caduta di Tebboune, facendo iniziare di fatto una <strong>lotta</strong> tutta interna all&#8217;establishment algerino. Da un lato Said Bouteflika e gli uomini d&#8217;affari emersi dopo le prime liberalizzazioni, dall&#8217;altro gli uomini vicini al capo di stato maggiore Salah. Quest&#8217;ultimo non a caso non ha represso le manifestazioni anti governative a febbraio e si è scoperto che, per tal motivo, Said Bouteflika (<a href="https://www.repubblica.it/esteri/2019/09/25/news/algeri_15_anni_di_carcere_a_said_bouteflika-236872475/">oggi in galera con l&#8217;accusa di cospirazione</a>) aveva intenzione di far rimuovere lo stesso Salah. Ecco perché, nel successo elettorale di Tebboune, i manifestanti non vedono nient&#8217;altro che la vittoria dell&#8217;ala vicina al capo di stato maggiore all&#8217;interno della lotta di potere che è andata avanti negli ultimi due anni.</p>
<h2>Le reazioni della piazza</h2>
<p>Sarà adesso importante capire quali saranno le mosse dei movimenti dei manifestanti che vorrebbero l&#8217;intera governance dell&#8217;ex presidente Bouteflika fuori dai palazzi del potere. Durante le fasi di voto, sono stati registrati scontri e manifestazioni. In alcuni casi, sia ad <strong>Algeri</strong> che in altre località del paese, i seggi sono stati chiusi per ragioni di sicurezza. Nella regione a maggioranza berbera della <strong>Cabilia</strong>, l&#8217;affluenza alle urne è stata molto bassa, in pochi casi ha superato il 15%. Dunque, di problemi nella gestione della giornata elettorale non ne sono certo mancati. Ciò che più si temeva alla vigilia,<a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html"> era la fase post elettorale</a>. I manifestanti, che anche nelle ultime ore hanno continuato a bollare come &#8220;farsa&#8221; le elezioni, hanno già annunciato di volere proseguire con le proteste di piazza. E lo spettro di <strong>scontri</strong> ancora più violenti è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Intanto a livello internazionale è da registrare il complessivo riconoscimento della vittoria di Tebboune. Da Parigi, il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> ha fatto sapere di &#8220;aver preso atto&#8221; dei risultati elettorali, da Il Cairo invece <strong>Al Sisi</strong> ha dichiarato di congratularsi con il popolo algerino &#8220;per il successo delle elezioni presidenziali&#8221;: &#8220;Ci congratuliamo anche con il presidente eletto Abdelmajid Tebboune &#8211; ha affermato Al Sisi &#8211; per la fiducia del popolo algerino&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Algeria verso un voto surreale che rischia di far sorgere nuove tensioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 18:42:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si va verso le elezioni più surreali del recente passato: da un lato infatti c&#8217;è una macchina organizzativa statale attiva da giorni per organizzarle, dall&#8217;altro c&#8217;è però una popolazione che non vuol sentir parlare di urne aperte e di file ai seggi. Il riferimento è all&#8217;Algeria ed a quelle elezioni presidenziali previste per il prossimo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si va verso le elezioni più surreali del recente passato: da un lato infatti c&#8217;è una macchina organizzativa statale attiva da giorni per organizzarle, dall&#8217;altro c&#8217;è però una popolazione che non vuol sentir parlare di urne aperte e di file ai seggi. Il riferimento è all&#8217;Algeria ed a quelle <strong>elezioni</strong> <strong>presidenziali</strong> previste per il prossimo 12 dicembre, concepite per far superare l&#8217;attuale fase di stallo post Bouteflika ma che si potrebbero trasformare in un elemento di maggior <strong>tensione</strong> per il paese.</p>
<h2>Il pericolo durante la fase elettorale</h2>
<p>Per far capire al meglio le incognite in Algeria nei prossimi giorni, occorre fare un piccolo passo indietro. Nello scorso mese di febbraio sono iniziate le manifestazioni contro la ricandidatura di <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong>, presidente in procinto di correre per un quinto mandato consecutivo nonostante l&#8217;età e nonostante una condizione di salute che dal 2013 non gli consente di dedicarsi a pieno al delicato incarico. Le manifestazioni di piazza, pacifiche e non represse dall&#8217;esercito, hanno ottenuto come risultato <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/algeria-passo-indietro-bouteflika-niente-elezioni-nel-2019-1660874.html">prima quello del ritiro della candidatura di Bouteflika</a>, successivamente quello delle<a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html"> dimissioni del presidente</a> arrivate il 2 aprile scorso. Da quel momento l&#8217;Algeria è retta ad interim dal presidente del parlamento, <strong>Abdelkader Bensala<span style="font-size: 1rem;">h</span></strong><span style="font-size: 1rem;">. Quest&#8217;ultimo ha avuto da subito come mandato quello di organizzare nuove elezioni.</span></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-annullate-anche-le-presidenziali-del-4-luglio.html">Dopo aver annullato le consultazioni fissate a luglio</a> per mancanza di candidati, si è proceduto ad organizzare le presidenziali per questo 12 dicembre. Ma la <strong>piazza</strong> non crede in queste elezioni. I manifestanti temono infatti che queste consultazioni servono semplicemente a dare legittimità al sistema politico al potere con Bouteflika. Dopo le dimissioni di quest&#8217;ultimo, la gente ha continuato a rimanere in piazza chiedendo una gestione della transizione non affidata agli stessi uomini al governo durante l&#8217;era Bouteflika. Anche negli ultimi giorni, in diverse proteste si è gridato a gran voce contro Bensalah e contro tutti i rappresentanti dell&#8217;attuale &#8220;<em>pouvoir</em>&#8220;.</p>
<p>Ne è nata un&#8217;insolita campagna elettorale, con le persone sì in piazza ma non per ascoltare i comizi bensì per evitarli. In pochi hanno avuto voglia di sentire<a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html"> i cinque candidati</a>, quattro dei quali ex ministri durante l&#8217;era Bouteflika. Nessun duello tv, nessuna massiccia complessiva partecipazione agli incontri elettorali, la campagna per le presidenziali è andata avanti in questo mese in un clima piuttosto insolito. E adesso il rischio è che, durante il voto, nascano scontri e proteste per non far disputare le consultazioni. C&#8217;è chi ha chiamato ad un semplice pacifico boicottaggio, ma l&#8217;impressione è che giorno 12 dicembre i seggi saranno vere e proprie zone militarizzate con all&#8217;interno più soldati che elettori.</p>
<h2>Le incognite post voto</h2>
<p>Lo spauracchio maggiore riguarda lo scenario post elettorale. L&#8217;Algeria a quel punto sarà ad un <strong>bivio</strong>: accettare il responso delle urne, a prescindere dalla partecipazione popolare, oppure dare seguito alle istanze della piazza. Chiaro che l&#8217;attuale leadership, che ha voluto le elezioni, proverà in tutti i modi a far digerire al paese la legittimità delle elezioni ed i risultati che ne usciranno. Anche a costo, ed è questo il timore principale, di mandare nelle piazze più agenti e più soldati.</p>
<p>Dal 12 dicembre dunque l&#8217;Algeria potrebbe entrare in una fase ancora più turbolenta, con incognite sempre più marcate per il suo futuro. Il presente intanto parla di una <strong>paralisi</strong> economica acuita dalle proteste e dalle incertezze, paralisi su cui le forze politiche vorrebbero far leva per convincere la gente a votare ed a far ripartire il paese. Perché l&#8217;aspetto più surreale di queste elezioni è proprio questo: la vera corsa non è quella volta a conseguire più voti possibili, bensì quella avente come obiettivo il portare più gente possibile al voto.</p>
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		<title>Algeria, i candidati alla presidenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 13:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nemmeno l&#8217;anniversario dell&#8217;inizio della guerra di indipendenza con la Francia è stato esente da proteste, le stesse che in questi mesi stanno coinvolgendo l&#8217;Algeria. Anzi, la giornata della commemorazione più sentita dagli algerini, che cade il 1 novembre, si è trasformata in un pretesto per organizzare la più imponente manifestazione da febbraio, da quando cioè &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html">Algeria, i candidati alla presidenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nemmeno l&#8217;anniversario dell&#8217;inizio della guerra di indipendenza con la Francia è stato esente da proteste, le stesse che in questi mesi stanno coinvolgendo l&#8217;<strong>Algeria</strong>. Anzi, la giornata della commemorazione più sentita dagli algerini, che cade il 1 novembre, si è trasformata in un pretesto<a href="https://www.ilpost.it/2019/11/02/manifestazioni-algeria-nuova-rivoluzione/"> per organizzare la più imponente manifestazione da febbraio</a>, da quando cioè sono iniziate le proteste contro <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong> prima e contro l&#8217;intera classe dirigente poi. Intanto ad Algeri, <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/11/03/algeria-5-candidati-alle-presidenziali_5a5e7c4e-3aef-4ae0-821a-cd655c3fbdb2.html">la commissione elettorale ha reso noti i nomi dei cinque candidati</a> per le prossime presidenziali previste il 12 dicembre. E il governo sta provando dunque, con le nuove consultazioni, a dare una parvenza di normalità ad un sistema politico che, al contrario, è ancora ben lontano dall&#8217;essere esente da ulteriori scossoni dopo le dimissioni ad aprile del presidente Bouteflika.</p>
<h2>Chi sono i cinque candidati alle presidenziali</h2>
<p>Il governo attualmente in carica guidato da <strong>Noureddine Bedoui</strong> è stato nominato nel bel mezzo delle tensioni di aprile proprio per guidare un periodo di transizione verso nuove elezioni. Tuttavia, l&#8217;esecutivo non è mai stato visto con simpatia dai manifestanti, i quali anzi lo hanno sempre ritenuto come diretta emanazione del sistema di potere di Bouteflika. Quest&#8217;ultimo, è bene ricordarlo, <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">si è dimesso</a> dopo che i manifestanti hanno iniziato a protestare contro l&#8217;eventualità di un suo quinto mandato. Un&#8217;eventualità, quest&#8217;ultima, che era stata resa concreta dopo l&#8217;annuncio della sua candidatura per le elezioni che avrebbero dovuto tenersi il 18 aprile scorso. Per cercare di andare incontro alle richieste della piazza, il governo di Bedoui ha fissato rigidi paletti per l&#8217;ammissione delle candidature per le prossime presidenziali, quelle fissate fra un mese. Uno di questi, ha riguardato ad esempio l&#8217;obbligo di essere in possesso di un titolo di laurea.</p>
<p>Dopo le domande pervenute nelle settimane passate, la commissione elettorale indipendente<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2681990/2019-11-07/algeria-presidenziali-governo-pienamente-soddisfatto-da-lista-candidati"> ha reso nota la lista dei cinque candidati ammessi alle consultazioni</a>. Si tratta, in particolare, di<strong> Azzedine Mihoubi</strong>, segretario del Raggruppamento Nazionale Democratico (storico partito dell&#8217;opposizione islamista), di <strong>Abdelkader Bengrina</strong>, anch&#8217;egli islamista, dell&#8217;ex primo ministro <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong>, ritenuto vicino al capo di stato maggiore dell&#8217;esercito Ahmed Gaid Salah, di <strong>Ali Benflis</strong>, anch&#8217;egli ex primo ministro, ed infine di <strong>Abdelaziz Belaid</strong>, del Fronte Mustakbal.</p>
<h2>Ma la piazza non vuole elezioni</h2>
<p>I manifestanti però, anche giorno 1, hanno chiesto di rinviare le presidenziali. Quello che attualmente la piazza vuole, non è poter votare subito ma organizzare piuttosto un periodo di transizione con figure politiche lontane dall&#8217;attuale sistema politico. E solo dopo dunque andare al voto. Questo perché i vari gruppi in piazza da febbraio, in più di un&#8217;occasione hanno dichiarato di non fidarsi di elezioni organizzate dagli stessi che hanno governato negli ultimi anni. Anzi, secondo molti manifestanti le presidenziali altro non sono che un appuntamento con la quale &#8220;<em>le povoir</em>&#8221;  sta provando ancora una volta a legittimarsi.</p>
<p>Intanto, formalmente la<strong> campagna elettorale</strong> è partita. Tuttavia, il clima potrebbe essere nei prossimi giorni ancora più surreale, con un&#8217;opinione pubblica più attenta alle dinamiche della piazza che ai comizi. E, a lungo termine, le presidenziali potrebbero finire per acuire le distanze tra classe politica e manifestanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html">Algeria, i candidati alla presidenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I nuovi (vecchi) volti dell&#8217;Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-nuovi-vecchi-volti-dellalgeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 14:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=239386</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria, i manifestanti continuano a scendere in piazza (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prossimo 12 dicembre il popolo algerino sarà chiamato alle urne per votare il candidato presidente del Paese. Dalla rosa iniziale di 23 possibili candidati sono cinque i nomi che sono riusciti a formare le liste, dovendo sottostare ai stringenti termini affinché la candidatura sia considerata valida: almeno 50mila firme provenienti da 50 circoscrizioni elettorali. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/i-nuovi-vecchi-volti-dellalgeria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-nuovi-vecchi-volti-dellalgeria.html">I nuovi (vecchi) volti dell&#8217;Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria, i manifestanti continuano a scendere in piazza (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Algeria-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il prossimo 12 dicembre il popolo algerino sarà chiamato alle urne per votare il candidato presidente del Paese. Dalla rosa iniziale di 23 possibili candidati sono cinque i nomi che sono riusciti a formare le liste, dovendo sottostare ai stringenti termini affinché la candidatura sia considerata valida: almeno 50mila firme provenienti da 50 circoscrizioni elettorali. Bisogna ricordare che l&#8217;attuale Governo è guidato da<strong> Abdelkader Bensalah</strong>, Presidente <em>ad interim</em> fino alle prossime elezioni, succeduto a <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong>, che ha guidato il paese ininterrottamente dal 1999.</p>
<h3>Sollevazioni popolari del 2019</h3>
<p>La profonda crisi in cui versa l&#8217;economia dell&#8217;Algeria ha origini molto più lontane nel tempo rispetto al primo mandato di Bouteflika, fondando le basi sui difficili anni di <strong>guerra civile</strong> del paese. Le principali accuse rivolte al vecchio Presidente sono le medesime che interessano in questo momento storico molti altri paesi arabi, quali Libano ed Iraq. Tra tutte spiccano due temi particolari: <strong>corruzione</strong> ed incapacità di modernizzare l&#8217;apparato statale, rendendolo distante soprattutto dalla popolazione giovanile. L&#8217;alto tasso di disoccupazione e la povertà in cui versano le fasce meno agiate della popolazione hanno fatto tutto il resto, portando alle dimissioni di Buoteflika il 2 aprile 2019, a pochi giorni dalla conclusione del <strong>21° anno consecutivo di potere</strong>.</p>
<h3>Cinque candidati per cinque visioni del Paese</h3>
<p>Nonostante le proteste popolari dell&#8217;ultimo anno fossero indirizzate alla totalità dell&#8217;apparato politico, tutti i candidati appartengono, in un modo o nell&#8217;altro, dallo stesso mondo che i manifestanti hanno combattuto per tutto il 2019: <strong><span style="font-size: 1rem;">Abdelaziz Belaid, </span><span style="font-size: 1rem;">Ali Benflis, </span><span style="font-size: 1rem;">Abdelkader Bengrine,</span><span style="font-size: 1rem;"> Azzedine Mihoubi</span></strong><span style="font-size: 1rem;"> e </span><span style="font-size: 1rem;"><strong>Abdelmadjid Tebboune</strong>. Tutti nomi che negli anni scorsi hanno ricoperto il ruolo di ministri all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo di Buoteflika e questo sarà, a detta degli osservatori, motivo di scarsa affluenza alle urne alla chiamata del 12 dicembre. Il candidato favorito dalle prime rilevazioni sembra essere <a href="https://belaidabdelaziz.com/agenda/">Abdelaziz Belaid</a>, esponente di spicco del <strong>Fronte di El Moustakbal </strong>(Fronte della Verità), già uscito dall&#8217;esecutivo del&#8217;ex Presidente nel 2012. Con lo slogan &#8220;Dialogo, stabilità e sviluppo&#8221; e per le sue implicazioni nelle manifestazioni dello scorso febbraio, le sue ambizioni sono quelle di compiere una vera e propria <strong>rivoluzione</strong> nei palazzi di Algeri, svecchiando il ceto dirigente ed avvicinare lo Stato alla popolazione. Sebbene il suo nome rimanga comunque legato in passato a Bouteflika, il suo lavoro di opposizione degli ultimi anni lo ha reso l&#8217;uomo da battere di questa tornata elettorale.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Per quanto riguarda le figure di Benflis e Tebboune, si tratta di membri storici degli esecutivi di Bouteflika, al quale non era stata rinnovata la fiducia da parte del Presidente.<br />
Candidato invece che può giocarsi la maggioranza relativa dei consensi è <strong>Azzedine Mihoubi</strong>, membro del governo uscente dal 2015 e fedelissimo di Bouteflika. Uomo di cultura rappresentante le élite dell&#8217;Algeria, la sua campagna elettorale è giocata sul mantenimento dell&#8217;ordine costituito e sulla condanna delle manifestazioni che hanno avuto luogo nel paese per tutto il 2019. Una sua rielezione significherebbe tornare sui propri passi e riprendere le politiche interne da dove erano state lasciate.</span></p>
<h3>Il nuovo volto dell&#8217;Algeria</h3>
<p>Questa tornata elettorale può significare davvero un punto di svolta per il paese del Nord Africa. Mentre da un lato le politiche di Stato sono sempre state in grado di <strong>arginare gli estremismi religiosi</strong>, dall&#8217;altro non sono state in grado di rilanciare adeguatamente l&#8217;economia del paese, nonostante la transizione da economia socialista ad economia di mercato iniziata l&#8217;ultimo decennio del secolo scorso. Su queste basi si gioca la partita della <strong>credibilità a livello internazionale</strong>. Avendo infatti un&#8217;economia fondata principalmente sull&#8217;esportazione di petrolio e di gas naturale, cui durata nel tempo è limitata, un piano di sviluppo per i decenni a venire in grado di<strong> diversificare gli investimenti del paese</strong> è il pilastro fondante che accomuna ogni candidato. Sarà forse soprattutto la loro credibilità verso il resto del mondo e soprattutto dei paesi aderenti alla <strong>Lega Araba</strong> la chiave di volta per vincere le elezioni del prossimo 12 dicembre.</p>
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