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	<title>Cristiani in Siria Archives - InsideOver</title>
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	<title>Cristiani in Siria Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>I genocidi di cristiani dell&#8217;Impero Ottomano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 15:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio degli armeni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Ucciderò ogni uomo, donna e bambino cristiano&#8221;, affermò il 19 aprile 1915 il governatore di Van di fronte alla prospettiva di ribellione della città abitata dagli armeni; in Mesopotamia la tenace ribellione di numerose comunità cristiane, guidate dall&#8217;imprendibile generale Agha Petros, andò di pari passo con la campagna di sterminio operata dai turchi, che arrivarono a sconfinare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-genocidi-di-cristiani-dellimpero-ottomano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Commemorazione-genocidio-armeno-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Ucciderò ogni uomo, donna e bambino cristiano&#8221;, affermò il 19 aprile 1915 il governatore di Van di fronte alla prospettiva di ribellione della città abitata dagli armeni; in Mesopotamia la tenace ribellione di numerose comunità cristiane, guidate dall&#8217;imprendibile generale <strong>Agha Petros</strong>, andò di pari passo con la campagna di sterminio operata dai turchi, che arrivarono a sconfinare nel territorio della neutrale Persia per distruggere i villaggi di un&#8217;etnia ritenuta nemica; i pogrom anti-greci in Anatolia proseguirono anche dopo la fine della guerra, sulla scia di nuovi e ripetuti scontri greco-turchi.</p>
<p>Per lunghi secoli la dominazione turco-ottomana di vaste regioni del <strong>Medio Oriente </strong>e <strong>dell&#8217;Europa orientale </strong>portò sotto l&#8217;autorità dei sultani di Istanbul numerose popolazioni cristiane. Nonostante una narrazione da &#8220;scontro di civiltà&#8221; ed effettivi momenti in cui la battaglia tra l&#8217;Impero turco e le principali potenze europee assunse connotati da scontro tra cristianità ed Islam (come dimostrato dalla battaglia di Lepanto del 1571) per lunghi secoli le popolazioni cristiane furono parte integrante della società imperiale. Tanto che nella &#8220;leva&#8221; compiuta dalle autorità ottomane nelle terre abitate da cristiani, il <em>devishirme, </em>i sultani di Istanbul più volte trovarono l&#8217;occasione di creare corpi militari come quello dei giannizzeri e burocrazie capaci di controbilanciare la tradizionale nobiltà turca.</p>
<p>La fase conclusiva della storia dell&#8217;impero fu però caratterizzata da un tragico strascico, essendo caratterizzata da ben diversi episodi di <strong>stermini di massa di popolazioni cristiane </strong>che per secoli erano state fedeli all&#8217;Impero: l&#8217;ultimo mezzo secolo che precedette la disfatta nella prima guerra mondiale fu un climax ascendente di tensioni e violenze che esplosero nei tre grandi genocidi dell&#8217;era della Grande Guerra. Al <strong>genocidio armeno, </strong>in cui furono uccisi oltre <a href="http://www.genocide-museum.am/eng/Description_and_history.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">1,5 milioni di cristiani appartenente alla nazione armena,</a> si aggiunsero due massacri sistemici meno noti nel contesto della drammatica storia del Novecento, ma nel cui contesto perì un numero di persone superiore a quello del massacro degli armeni: il <a href="https://books.google.com/books?id=ZtcyAgAAQBAJ&amp;pg=PA177&amp;dq=assyrian+genocide+in+urmia&amp;hl=nl&amp;sa=X&amp;ei=bQ9IVd6vGcLYU9CxgaAO&amp;ved=0CE8Q6AEwBw#v=onepage&amp;q=assyrian%20genocide%20in%20urmia&amp;f=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>genocidio dei cristiani assiri </strong>che vivevano nell&#8217;attuale Iraq (di rito <strong>nestoriano, siriaco e caldeo</strong>), che provocò 900mila vittime, </a>e quello delle popolazioni di etnia e cultura greca e religione cristiane viventi in Anatolia, proseguito fino al 1922, in cui furono uccise 700mila persone.</p>
<p>Il bagno di sangue in cui l&#8217;Impero Ottomano, nella fase conclusiva della sua storia, trascinò popolazioni che erano state parti integrante della sua storia ha le sue radici in tre fattori avviatisi a inizio XIX secolo: il progressivo ridimensionamento territoriale del dominio della<strong> Sublime Porta, </strong>l&#8217;ascesa di crescenti appetiti coloniali stranieri sui suoi territori strategici e lo sdoganamento del <strong>nazionalismo turco </strong>da parte di numerose èlite di potere alternatesi nel controllo decisionale delle strategie dell&#8217;Impero.</p>
<p>Nei primi due casi, l&#8217;Impero ottomano subì numerose amputazioni territoriali, molte delle quali legate a proclamazioni d&#8217;indipendenza in cui l&#8217;elemento religioso cristiano assunse a fattore determinante (come quella della Bulgaria) o agli appetiti delle potenze europee (pensiamo all&#8217;annessione della Bosnia da parte dell&#8217;Austria-Ungheria e all&#8217;invasione italiana della Libia); l&#8217;orgoglio nazionale ferito fu utilizzato come elemento catalizzatore della svolta politica imposta da gruppi come quello dei <strong>Giovani Turchi </strong>per evolvere le dottrine politiche dominanti nell&#8217;Impero. I Giovani Turchi guidarono dal 1908 in avanti un&#8217;agenda politica fatta di graduale incentivazione del <strong>nazionalismo turco </strong>in cui venivano considerati come esterni al ceppo &#8220;puro&#8221; della nazione quegli elementi ritenuti di importazione straniera, come il cristianesimo. La complessa ideologia fatta di nazionalismo esasperato e di un tentativo di conciliazione tra Islam e positivismo portò i Giovani Turchi a indicare nei <strong>cristiani dell&#8217;Impero </strong>un potenziale nemico alla sua unità, che solo nella progressiva assimilazione alla nazione dominante avrebbe potuto trovare coesione.</p>
<p>Questa ideologia incendiaria provò a trovare giustificazione nel fatto che, tra XVIII e XIX secolo, nei territori mediorientali dell&#8217;Impero potenze europee come <strong>Russia e Francia </strong>si erano fatte garanti delle comunità locali cristiane, utilizzando questa possibilità come strumento di <em>soft power </em>per rendere il regime delle &#8220;capitolazioni&#8221; una proiezione di influenza regionale. Più volte questo fatto era stato strumentalizzato per far ricadere sui cristiani la colpa per il regresso politico dell&#8217;Impero, la sua debolezza di fronte alle potenze stranieri, la sua fragilità interna. L&#8217;autorità imperiale di Istanbul, a fine XIX secolo, trovò a sua volta nell&#8217;ostilità contro i cristiani un pretesto per riaffermare un&#8217;agenda di ordine opposto, quella della sempre più farinosa volontà di garantire l&#8217;unità panislamica. In questo contesto mautrarono i &#8220;massacri hamidiani&#8221;, in cui tra il 1894 e il 1896 da 80 a 300mila cristiani armeni e assiri furono uccisi in una sequela di pogrom.</p>
<p>Ma è solo quando alla miscela tossica di nazionalismo esasperato e fanatismo etnico del governo dei Giovani Turchi (dal 1913 al potere in un regime monopartitico guidato dal triumvirato dei &#8220;tre Pasha&#8221;, <strong>Talat, Enver, Ahmed</strong>) si aggiunse lo scoppio della Grande Guerra che i progetti di annientamento trovarono <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-battaglia-degli-storici-contro-il-negazionismo-sul-genocidio-armeno.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un&#8217;applicazione su larga scala.</a> I cristiani di varie fedi, abitanti millenari di terre in cui avevano convissuto con grande capacità di adattamento con diversi dominatori alternatisi tra l&#8217;Anatolia e il Medio Oriente, iniziarono a essere visti come agenti di <strong>potenze straniere nemiche della Turchia, </strong>potenziali focolai di rivolta nel decadente impero, a esser ritenuti nemici in quanto tali. Distruzioni di villaggi, marce della morte nel deserto, esecuzioni di massa: i tre genocidi presentano una sequela continua di episodi di questo tipo, in una drammatica riproposizione di quello che si è sviluppato come un processo in grado di autoalimentarsi, in una spirale di violenza crescente.</p>
<p>Questi genocidi, a cui si associarono centinaia di migliaia di morti per le carestie e i disastri naturali collegati alla guerra, furono un campanello d&#8217;allarme per quello che il Novecento sarebbe stato e il più grande caso di persecuzione anti-cristiana della storia umana. <strong>Larga parte </strong>di questa storia è ancora sottaciuta, tenuta nascosta per non urtare la sensibilità politica di quella Turchia divenuta oggi attore chiave sull&#8217;asse euro-atlantico e mediterraneo. A oltre un secolo di distanza, mentre i cristiani nelle terre che furono in passato ottomani vivono ancora una grande tribolazione, il ricordo di queste sofferenze e delle capacità di comunità antiche di proseguire la loro storia nonostante la sistematica campagna di annientamento ottomana e un susseguirsi di crisi politiche e sociali nei decenni successivi ci è di lezione e di monito. Di lezione, per insegnarci a capire al meglio quanti drammi abbiano contraddistinto il XX secolo. Di monito, perché ricordiamo l&#8217;importanza di aiutare comunità che sono fratelli della civiltà europea e testimoni di un <a href="https://insideover.ilgiornale.it/reportage/religioni/egitto/ecco-come-acs-restaura-le-chiese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">passato di incontro e dialogo </a>che neanche la marea della storia ha potuto sommergere.</p>
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		<title>I cristiani di Idlib che resistono ai jihadisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-di-idlib-che-resistono-ai-jihadisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 06:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-2048x1364.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La regione di Idlib, nel nord-ovest della Siria, continua ad essere uno dei territori contesi tra le forze governative &#8211; supportate dalla Russia &#8211; e le milizie jihadiste affiliate per la maggior parte ad Ankara. L’area è spesso soggetta a bombardamenti e ad attacchi da parte di Damasco, che mira a riprenderne il controllo per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-di-idlib-che-resistono-ai-jihadisti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Combattenti-siriani-cristiani-La-Presse-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div>
<p>La regione di Idlib, nel nord-ovest della Siria, continua ad essere uno dei territori contesi tra le forze governative &#8211; supportate dalla Russia &#8211; e le milizie jihadiste affiliate per la maggior parte ad Ankara. L’area è spesso soggetta a bombardamenti e ad attacchi da parte di Damasco, che mira a riprenderne il controllo per annettere nuovamente anche il nord-ovest del Paese ed eliminare le ultime sacche di <strong>resistenza jihadista</strong> ancora attive in Siria. La <a href="https://www.insideover.com/indepths/war/everything-you-need-to-know-about-the-idlib-tangle.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regione di Idlib</a> è considerata l’ultima roccaforte delle milizie islamiste ed è ufficialmente sotto il controllo di Tharir al Sham, gruppo estremista con forti legami con la Turchia noto per la sua brutalità e per la costante violazione dei diritti umani portata avanti dai suoi membri.</p>
<p>Diversi <a href="https://undocs.org/A/HRC/45/31" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report</a> stilati da Ong ed organismi internazionali hanno più volte evidenziato le difficoltà che la popolazione civile di Idlib è costretta ad affrontare da quando Hts e altre fazioni jihadiste hanno iniziato a governare la regione. Si parla spesso di omicidi, rapimenti, arresti arbitrari, violenze sessuali (principalmente contro le donne) e confisca o distruzione di proprietà private. La stessa Onu ha sottolineato come a Idlib vengano perpetrati veri e propri <strong>crimini di guerra</strong> contro i civili, prima vittima di un conflitto che va avanti già da nove anni. La guerra, si legge nel report di ottobre dell’Onu, ha anche costretto un milione di persone a lasciare l’area di Idlib ed Aleppo: le loro proprietà sono poi state sequestrate da Hts o distrutte, privando gli sfollati anche della possibilità di fare un giorno ritorno alle proprie case.</p>
<blockquote><p>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: </em>ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <strong><a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></strong></p></blockquote>
<p>Le violenze delle milizie jihadiste colpiscono tutta la popolazione di Idlib, ma a temere particolarmente per la propria vita sono i <strong>cristiani</strong> della Valle dell’Oronte.</p>
<h2>I cristiani di Idlib</h2>
<p>Nei villaggi di Yacoubie, Gidaideh e Knaye vivono tre importati comunità cristiane, guidate da due frati francescani: il quasi settantenne Hanna Jallouf e il quarantenne Luai Bsharat. Entrambi, allo scoppio della guerra, hanno deciso di restare al fianco delle 300 famiglie cristiane del nord-ovest della Siria.</p>
<p>“Tutti i preti e i sacerdoti che c’erano sono fuggiti dopo che molte chiese e luoghi di culto sono stati distrutti o bruciati”, ha raccontato padre Jallouf in un’intervista all’<a href="https://www.agensir.it/mondo/2020/03/05/combattimenti-a-idlib-padre-jallouf-knaye-sfollati-in-fuga-dormono-anche-nei-pollai-e-sotto-gli-alberi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agensir</a>. “Temono per la loro vita, si chiedono se dovranno fuggire e abbandonare tutto. Io ripeto loro di non avere timore, che Dio è con noi e ci aiuterà come ha sempre fatto in questi anni di guerra”. Ma continuare a vivere a Idlib non è facile. “La gente è stremata da tanti anni di guerra. È ancora più povera, perché qui ci manca tutto. Manca l’elettricità, manca l&#8217;acqua, il costo della vita è molto alto, qualche pezzo di pane riusciamo a prenderlo quasi a un dollaro, poi ci sono da acquistare il gasolio, la benzina. E non c’è lavoro”, aveva poi spiegato il francescano in un’ultima intervista a <em>Vatican news</em>.</p>
<p>Parole, quella di Hanna, confermate anche da padre Firas Lutfi &#8211; Custode della Provincia di San Paolo per i Francescani di Siria, Libano e Giordania &#8211; all’associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Secondo quanto raccontato dal sacerdote, i gruppi jihadisti attivi a Idlib hanno confiscato le proprietà della Chiesa, imposto la <em>sharia</em> e distrutto tutto ciò che potesse ricordare la religione cristiana, come le croci sulle tombe o nei luoghi di culto.</p>
<p>Nonostante le violenze, per padre Lufti la presenza dei suoi confratelli nei villaggi dell’Oronte è fondamentale affinché la religione cristiana possa continuare a sopravvivere anche in tempi di guerra e persecuzione. Dopo nove anni, il numero dei fedeli è notevolmente diminuito: prima del conflitto i cristiani siriani erano circa 2 milioni, ma secondo diverse stime la metà dei fedeli avrebbe già lasciato il Paese.</p>
</div>
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		<title>Sanzioni, miseria e Covid: il nuovo inferno dei cristiani siriani</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/sanzioni-miseria-e-covid-il-nuovo-inferno-dei-cristiani-siriani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 14:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="700" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700-768x525.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una cicatrice per la Siria e per i suoi abitanti. La guerra, che dal 2011 ha squarciato il tessuto politico, economico e sociale del Paese, non può essere soltanto un lontano ricordo. Nonostante la cacciata dell&#8217;Isis dalla maggior parte del territorio siriano e la riconquista di Aleppo da parte dell&#8217;esercito di Assad, avvenuta nell&#8217;estate 2016, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/sanzioni-miseria-e-covid-il-nuovo-inferno-dei-cristiani-siriani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/sanzioni-miseria-e-covid-il-nuovo-inferno-dei-cristiani-siriani.html">Sanzioni, miseria e Covid: il nuovo inferno dei cristiani siriani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="700" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1467275532-cristiani-siria-1024x700-768x525.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Una cicatrice per la <strong>Siria</strong> e per i suoi abitanti. <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">La guerra</a>, che dal 2011 ha squarciato il tessuto politico, economico e sociale del Paese, non può essere soltanto un lontano ricordo. Nonostante la cacciata dell&#8217;Isis dalla maggior parte del territorio siriano e la riconquista di Aleppo da parte dell&#8217;esercito di Assad, avvenuta nell&#8217;estate 2016, venti carichi di tensioni continuano a soffiare nelle desolate lande di una nazione in fase di ricostruzione. Non solo: anche se le fasi più dure degli scontri appartengono al passato, migliaia di cittadini devono fare i conti con una miseria mai vista.</p>
<p>È il caso, ad esempio, della <strong>minoranza cristiana</strong>, prima vessata dalle bombe, adesso dalle recenti sanzioni economiche <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-supplica-dei-cristiani-toglieteci-le-sanzioni.html">imposte dagli americani per punire Damasco</a>. &#8220;Viviamo peggio di quando cadevano le bombe&#8221;, ripetono i vescovi siriani, alle prese con un <strong>Natale</strong> che di magico non ha più neppure il nome. Manca il gasolio per riscaldare le fredde abitazioni, non c&#8217;è elettricità per illuminare le case e il costo del cibo è schizzato alle stelle a causa dell&#8217;<strong>inflazione</strong>. Considerando che un impiegato prende mediamente 50mila lire siriane, un chilo di carne è arrivato a costare 20mila lire e un chilo di formaggio 10mila. Cifre esorbitanti per una popolazione inerme.</p>
<h2>L&#8217;inferno dei cristiani siriani</h2>
<p>Come se non bastassero <strong>sanzioni economiche</strong> e miseria a vessare i poveri siriani, in alcune aree del Paese i cristiani sono <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-siria-piange-il-vescovo-che-denuncio-il-massacro-dei-cristiani.html">costretti a vivere da galeotti</a>. Nelle parrocchie di Kneie, sul fiume Oronte, i ribelli alqaedisti e di Jabat Al Nusra continuano a dettare legge. E questo, per i cristiani, coincide con un vero e proprio inferno. I più vivono letteralmente segregati nelle proprie case, guardandosi bene dall&#8217;esporre croci, dismesse perfino dalle facciate delle chiese che hanno smesso di suonare le campane. La messa non può essere recitata, se non rigorosamente a porte chiuse e lontana da occhi indiscreti. Spostandosi in città, la situazione è migliore soltanto all&#8217;apparenza.</p>
<hr />
<p>In occasione della festa di S. Stefano, primo Martire cristiano, mons. <strong>Joseph Tobji</strong>, arcivescovo maronita di Aleppo si collegherà con Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) e ilGiornale.it per parlare dei “fratelli cristiani di Siria, ancora oppressi da dure prove”. “È un modo – afferma Alessandro Monteduro, direttore Acs-Italia – per rinsaldare i legami fra le comunità cristiane italiana e siriana, legami che nessun virus potrà aggredire o indebolire”. L&#8217;incontro si terrà alle ore 17.00 sulla pagina Facebook de <a href="https://www.facebook.com/ilGiornale">ilGiornale.it</a>.</p>
<hr />
<p>Ad Aleppo non ci sono integralisti islamici, ma non mancano altre minacce. La fame, come detto, fa paura. Da un anno a questa parte ci si è messo pure il Covid-19 a peggiorare una situazione di per sé drammatica. Le <strong>strutture sanitarie</strong> della Siria, per le ragioni appena descritte, non sono in grado di gestire la pandemia di coronavirus. Mancano i respiratori e ci sono poche decine di posti in terapia intensiva. Detto altrimenti, chi finisce in ospedale spesso muore. Tutti gli altri pregano di evitare il contagio, anche se, stipati in interminabili file per ottenere i generi di prima necessità, è facile commettere qualche passo falso. Soprattutto se mancano perfino mascherine e protezioni individuali.</p>
<h2>L&#8217;ombra del Covid</h2>
<p>Dicevamo del <strong>Covid</strong>. Ebbene sì: dopo le bombe, i siriani sono vessati da questo microscopico virus che ha già messo in ginocchio il mondo intero. Per limitare la diffusione del <a href="https://it.insideover.com/politica/come-funziona-e-perche-e-pericoloso-il-coronavirus.html">Sars-CoV-2</a>, le autorità hanno paventato l&#8217;idea di chiudere le chiese onde evitare assembranti. Monsignor <strong>Samir Nassar</strong>, arcivescovo maronita della capitale siriana Damasco, ha però raccontato all&#8217;agenzia <a href="http://www.fides.org/it/news/69109-ASIA_SIRIA_L_Arcivescovo_Nassar_anche_a_Damasco_cristiani_rifiutano_la_serrata_delle_chiese_per_la_pandemia"><em>Fides</em></a> che &#8220;i fedeli si sono ribellati alla chiusura delle <strong>chiese</strong> e hanno insistito a partecipare in gran numero alla messa quotidiana. Inoltre durante le celebrazioni eucaristiche, invece di seguire le indicazioni dei vescovi e prendere in mano l’ostia consacrata, hanno continuato a prenderla sulla lingua, quasi a voler sfidare la pandemia&#8221;.</p>
<p>A proposito di pandemia, l&#8217;emergenza sanitaria, ha proseguito monsignor Nassar, &#8220;aumenta paura e solitudine per le famiglie, già rimaste senza lavoro e senza risorse, facendo sentire i suoi effetti devastanti soprattutto nel settore medico-sanitario, dove si registra una paralizzante carenza di <strong>farmaci</strong> e di personale sanitario, con tanti medici e infermieri che hanno lasciato il Paese durante gli anni del conflitto&#8221;. Il Covid-19 ha aggravato una situazione di per sé insostenibile.</p>
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		<title>Gian Micalessin per i cristiani che soffrono</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/gian-micalessin-per-i-cristiani-che-soffrono</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 10:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani discriminati]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="812" height="455" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936.png 812w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936-300x168.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936-768x430.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /></p>
<p>Sarà un Natale difficile per i cristiani di Siria, sempre più colpiti dal Caesar Act, le sanzioni imposte dal governo Usa che stanno mettendo in ginocchio un Paese già stremato dalla guerra. Quest'anno possiamo fare qualcosa per i cristiani di Aleppo e Siria. E lo possiamo fare tramite Aiuto alla Chiesa che Soffre che da anni sostiene i cristiani che soffrono in tutto il mondo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="812" height="455" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936.png 812w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936-300x168.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936-768x430.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Immagine-2020-12-22-113936-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /></p><p>Sarà un Natale difficile per i cristiani di Siria, sempre più colpiti dal Caesar Act, le sanzioni imposte dal governo Usa che stanno mettendo in ginocchio un Paese già stremato dalla guerra. Quest&#8217;anno possiamo fare qualcosa per i cristiani di Aleppo e Siria. E lo possiamo fare tramite Aiuto alla Chiesa che Soffre che da anni sostiene i cristiani che soffrono in tutto il mondo.</p>
<p>Ecco come possiamo aiutarli. Beneficiario:<br />
Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS<br />
Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO<br />
IBAN: IT23H0306909606100000077352<br />
BIC/SWIFT: BCITITMM</p>
<p>Oppure tramite pagamento online a questo link: <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale">https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale</a></p>
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		<title>La &#8220;morte vivente&#8221; delle donne cristiane perseguitate</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-morte-vivente-delle-donne-cristiane-perseguitate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 07:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1348" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1536x1078.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-2048x1438.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In quelle zone del mondo dove i cristiani sono perseguitati la prima vittima è la donna. E questo non solo perché è vista come l’obiettivo più facile da colpire, ma anche perché, in quanto appartenente al genere femminile, è il simbolo pulsante di una determinata comunità. Quindi colpirla vuol dire affondare l’intera comunità. Le varie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-morte-vivente-delle-donne-cristiane-perseguitate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1348" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1536x1078.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-2048x1438.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In quelle zone del mondo dove i cristiani sono perseguitati la prima vittima è la <strong>donna</strong>. E questo non solo perché è vista come l’obiettivo più facile da colpire, ma anche perché, in quanto appartenente al genere femminile, è il simbolo pulsante di una determinata comunità. Quindi colpirla vuol dire affondare l’intera <strong>comunità</strong>. Le varie vicende degli ultimi anni emerse da Paesi dove i cristiani appaiono come una minoranza perseguitata, l&#8217;hanno tragicamente confermato.</p>
<h2>Le sofferenze inflitte alle donne cristiane</h2>
<p>Violenze, mutilazioni, stupri e tanto altro. Porre in essere azioni che possano causare un dolore fisico permanente con ripercussioni tangibili anche a livello psicologico, è l’obiettivo dei gruppi <strong>islamisti</strong> che perseguitano le donne cristiane. Spinti dall’obiettivo di affermare la loro religione quale unica fede da professare, gli estremisti sono mossi anche da un profondo odio verso i cristiani. Con queste azioni cruente umiliano, torturano e “puniscono” gli infedeli e le donne, in questo caso, rappresentano la mira maggiormente simbolica. Lo stupro e la conversione forzata delle donne è un “dovere” per i miliziani. Sono gli stessi leader dei gruppi che incitano alle violenze e agli stupri verso le donne cristiane. Diventa facile colpire il sesso femminile e questo perché le donne in alcuni Paesi, come il <strong>Pakistan</strong>, rischiano di essere addirittura condannate per adulterio.</p>
<p><em>Anche tu puoi aiutare i cristiani (<a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html">Qui tutti i dettagli</a>).</em></p>
<p><em>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</em></p>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<p><em>Oppure tramite pagamento online <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale">a questo link</a></em></p>
<p>Quindi cosa succede? Chi è vittima di stupro preferisce la via del silenzio e tenere il dolore dentro perché sa che raccontare quanto subito vuol dire rischiare di andare incontro a condanna sicura. Dal momento che provare di aver subito una violenza in alcuni paesi è pressoché impossibile, è quasi scontato che la donna venga arrestata, fustigata o condannata a morte per lapidazione. Solamente in Pakistan, l’88% delle donne in carcere sono quelle che hanno denunciato uno stupro che non hanno potuto provare.</p>
<h2>Una vita in sottomissione</h2>
<p>Se la fortuna è quella di non essere vittime di abusi e violenze fisiche, non mancano però le torture psicologiche per le donne professanti il credo cristiano. Dall’obbligo di indossare un certo tipo di abbigliamento ai <strong>matrimoni forzati</strong>, fino alla rinuncia dell’affidamento dei figli. Sono questi gli scenari che fanno parte della quotidianità delle donne per rimarcare il loro ruolo di inferiorità “causato” dal fatto di appartenere al sesso femminile e di essere cristiane. Impossibile in alcuni Paesi pensare di andare in giro senza indossare il velo che copra il volto, mettere dei pantaloni o più semplicemente, poter cospargere il corpo di profumi. Il “mancato rispetto” del “codice di abbigliamento” è causa certa di violenze o stupri. E che dire allora dei matrimoni forzati dove le donne vengono rapite dalla loro famiglia cristiana per essere convertite all’Islam? Ci sono poi anche i paradossi: le donne convertite al cristianesimo vengono date in spose agli islamisti per ricondurle sulla “retta via”. Se una donna si converte al cristianesimo già da sposata e, nelle migliori delle ipotesi, il marito chiede il “divorzio forzato”, lei perderà l’affidamento dei figli. Una vita di sottomissione in tutti i sensi.</p>
<p>A raccontare su <em>InsideOver</em> quello che accade in questi Paesi è <strong>Cristina Merola</strong>, specialista sulla persecuzione di genere di “<a href="https://www.porteaperteitalia.org/">Porte Aperte Onlus</a>”: “La violenza sessuale &#8211; afferma la specialista &#8211; e il matrimonio coatto, sono i principali strumenti per perseguitare le donne cristiane che hanno una vita da noi definita “<em>morte vivente</em>” perché sono donne invisibili e isolate dal momento che queste violenze si consumano dentro la loro famiglia&#8221;.</p>
<p>&#8220;La condizione di donne cristiane ha forti ripercussioni nella vita giornaliera &#8211; prosegue Cristina Merola &#8211; basti pensare che nei loro confronti viene applicato il divieto di attingere l’acqua da sorgenti che si trovano nel raggio di pochi chilometri dal villaggio perché si pensa che possano contaminare ciò che toccano proprio perché cristiane. <a href="https://insideover.ilgiornale.it/religioni/quella-lezione-di-asia-bibi-sulle-persecuzioni-mai-imparata-dalleuropa.html">Il caso di Asia Bibi ne è un esempio</a>, ma ci sono tante Asia Bibi in Pakistan. Le donne sono quindi obbligate a ricorrere a sorgenti più lontane con tutti i rischi di violenza che ne derivano durante il tragitto. E i casi di persecuzione delle donne ma anche dei cristiani in genere è notevolmente aumentata nel corso di questo 2020”.</p>
<h2>Il caso di Boko Haram in Nigeria</h2>
<p>Aprile 2014: il mondo sta conoscendo gli orrori dell&#8217;<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> in medio oriente, si è infatti alla vigilia della proclamazione dello Stato Islamico tra <strong>Siria</strong> e <strong>Iraq</strong>. Ma i riflettori vengono poi puntati improvvisamente sulla <strong>Nigeria</strong>. Qui, nella città settentrionale di <strong>Chibok</strong>, 276 studentesse vengono rapite all&#8217;interno di un college. L&#8217;azione è stata prontamente rivendicata da<a href="https://insideover.ilgiornale.it/video/in-fuga-da-boko-haram"> Boko Haram</a>, il gruppo islamista attivo nel nord del Paese africano e che l&#8217;anno dopo giurerà fedeltà all&#8217;Isis. Il video mostrato pochi giorni dopo il rapimento ha fatto il giro del mondo: nelle immagini, tutte le ragazze indossavano il velo e vistosi copricapi. Per molte di loro quei vestiti hanno rappresentato una forzatura: almeno 165 erano infatti cristiane. Il rapimento non è stato a scopo estorsivo, bensì intimidatorio.<strong> Daniel Agbiboa</strong>, professore nigeriano dell&#8217;università di Harvard, <a href="https://journals.co.za/content/accordc/2014/3/EJC159674">in un volume del 2014</a> dedicato a questo fenomeno ha spiegato come la strategia di rapire le donne viene usata da Boko Haram per intimidire governo e popolazione. E, in particolare, costringere i cristiani ad abbandonare il nord della Nigeria.</p>
<p>Delle 276 studentesse rapite a Chibok, alcune sono state rilasciate. Tra queste soprattutto le ragazze musulmane. Altre invece sono riuscite a scappare, mentre di 100 di loro non si è saputo più nulla. A confermare la barbarie perpetuata da Boko Haram contro le ragazze cristiane, è la testimonianza di una studentessa fuggita nel 2017 dal sequestro: “Mi hanno picchiata e violentata fin quando non mi sono convertita forzatamente all&#8217;Islam – si legge nel racconto riportato da <strong>Cornelia Toelgyes</strong> su <em><a href="https://www.africa-express.info/2020/04/15/nigeria-sparite-nel-nulla-oltre-100-delle-ragazze-rapite-dai-boko-haram-nel-2014/">AfricanExpress</a></em> – Mi sono dovuta sposare e sono rimasta incinta. Oggi il rientro in società è molto difficile”. Il caso di Chibok è solo uno dei tanti che ha preso di mira le ragazze cristiane in Nigeria. Sono diversi gli episodi di rapimenti, uccisioni, sequestri e violenze attuati da Boko Haram contro le donne a scopo intimidatorio. Nelle zone settentrionali del Paese africano anche questo <strong>Natale</strong> sarà all&#8217;insegna dell&#8217;insicurezza: celebrare la festività potrebbe infatti esporre molte comunità cristiane alle persecuzioni del gruppo islamista.</p>
<h2>Le violenze contro le donne in guerra</h2>
<p>Il Natale potrà festeggiarsi dopo diversi anni anche ad <strong>Aleppo</strong> e in molte altre parti della <strong>Siria</strong>. Seppur in tono minore e con addosso le cicatrici di una guerra non ancora finita. Il ritorno di vaste zone del Paese sotto il controllo del governo di <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Assad</a> ha permesso alla locale comunità cristiana di tornare a vivere. Ma quanto accaduto soprattutto contro le donne<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html"> negli anni più bui del conflitto</a>, non è facilmente cancellabile. E ha dimostrato come anche nelle persecuzioni attuate durante le guerre, la donna si conferma come il soggetto più vulnerabile. <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/la-guerra-in-siria-per-le-donne-9-anni-dopo-non-terminata">Secondo un rapporto della <em>Caritas</em> dello scorso marzo</a>, dall&#8217;inizio del conflitto avvenuto nel marzo del 2011 sono 28.076 le donne uccise, 10.363 quelle scomparse nel nulla. Tra di esse, molte sono cristiane. Quando i gruppi islamisti hanno preso il sopravvento in alcune aree di Aleppo, di <strong>Idlib</strong> o della stessa <strong>Damasco</strong> dove erano presenti le comunità cristiane, lo stupro è stato usato come arma di persecuzione.</p>
<p>In tutta la Siria, si legge sempre nel rapporto Caritas, “gli stupri di guerra sono spesso stati intesi come forme di ritorsione verso esperimenti sociali di emancipazione e governo al femminile”. In quelle zone controllate per anni dalle fazioni jihadiste,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/comandamento-choc-dellisis-giusto-rapire-donne-e-farle-1059236.html"> in alcuni casi le donne cristiane sono state imprigionate e vendute come schiave</a>. Molte di loro non hanno fatto ritorno a casa. E molte famiglie, come nelle intenzioni degli estremisti, si sono viste private del principale simbolo dell&#8217;integrità della comunità. Per questo, anche se oggi in buona parte del Paese le armi tacciono, il Natale per i cristiani sarà comunque triste. Con ferite difficilmente rimarginabili.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-morte-vivente-delle-donne-cristiane-perseguitate.html">La &#8220;morte vivente&#8221; delle donne cristiane perseguitate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Siria piange il vescovo che denunciò il massacro dei cristiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-siria-piange-il-vescovo-che-denuncio-il-massacro-dei-cristiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 06:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I combattenti cristiani in Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Portare fede e speranza in una terra devastata dall’odio e dal fondamentalismo. È stata questa la missione di monsignor Selwanos Boutros Alnemeh, Arcivescovo siro-ortodosso di Homs. Anche grazie a lui gli orrori del conflitto siriano e le persecuzioni nei confronti della comunità cristiana sono arrivate sotto gli occhi dei politici occidentali, a Bruxelles e a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-siria-piange-il-vescovo-che-denuncio-il-massacro-dei-cristiani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-siria-piange-il-vescovo-che-denuncio-il-massacro-dei-cristiani.html">La Siria piange il vescovo che denunciò il massacro dei cristiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I combattenti cristiani in Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Siria-La-Presse-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Portare fede e speranza in una terra devastata dall’odio e dal fondamentalismo. È stata questa la missione di monsignor <strong>Selwanos Boutros Alnemeh</strong>, Arcivescovo siro-ortodosso di Homs. Anche grazie a lui gli orrori del conflitto siriano e le persecuzioni nei confronti della comunità cristiana sono arrivate sotto gli occhi dei politici occidentali, a Bruxelles e a Ginevra.</p>
<p>La guerra lo ha segnato nel corpo e nell’anima. Ha visto suo fratello morire per le ferite riportate durante l’esplosione che nel 2014 ha devastato la cattedrale di Homs. E ha assistito al massacro di 45 cristiani a <strong>Sadad</strong>, la sua città natale. Decine di donne e bambini uccisi e buttati nelle fosse comuni dalle milizie ribelli che volevano rovesciare il presidente siriano Bashar al Assad.</p>
<p>“Per una settimana, 1.500 famiglie sono state tenute come <strong>ostaggi</strong> e scudi umani”, denunciava monsignor Alnemeh <a href="https://piccolenote.ilgiornale.it/15123/sadad-la-piu-grande-strage-di-cristiani-della-guerra-siriana">nell&#8217;ottobre del 2013</a>. “Abbiamo gridato soccorso al mondo ma nessuno ci ha ascoltati. Dov’è la coscienza cristiana? Dov’è la coscienza umana? Dove sono i miei fratelli? Penso a tutte le persone sofferenti, oggi nel lutto e nel disagio: ho un nodo alla gola e mi piange il cuore per quanto è successo nella mia arcidiocesi”, gridava contro quell’Occidente che allora sembrava ancora sordo e cieco di fronte alle atrocità del conflitto.</p>
<p><em>Anche tu puoi aiutare i cristiani (<a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html">Qui tutti i dettagli</a>).</em></p>
<p><em>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</em></p>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<p><em>Oppure tramite pagamento online <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale">a questo link</a></em></p>
<p>Oggi è la Siria a piangere per lui, nel giorno in cui viene seppellito nella stessa Sadad. Monsignor Selwanos è morto lunedì scorso a Damasco, stroncato a soli 52 anni da una grave malattia. “Grazie al suo zelo abbiamo potuto realizzare quasi 40 progetti, in tempi di terribili sofferenze e di guerra”, spiega Regina Lynch, responsabile dei progetti della fondazione pontificia <strong>Aiuto alla Chiesa che Soffre</strong>, che lo ricorda come “un baluardo di resistenza contro la disperazione, un combattente per la salvezza della comunità cristiana e un esempio di ecumenismo”.</p>
<p>Le atrocità vissute durante gli anni più duri della guerra siriana non hanno scalfito la sua fede. Quando, dopo il cessate il fuoco, le famiglie cristiane hanno iniziato a fare ritorno ad Homs, è stato uno dei primi a rimboccarsi le maniche per riedificare una città e un&#8217;intera comunità dalle <strong>macerie</strong>. Alla “speranza”, che evidentemente non ha mai perso, ha intitolato l’asilo aperto ad Hama, e un’iniziativa che ha coinvolto i bambini della città vecchia di Homs, che hanno colorato con i graffiti i muri delle case distrutte. Un messaggio forte per chi avrebbe voluto cancellare la comunità cristiana da quella terra.</p>
<p>E poi l’impegno per garantire borse di studio ai giovani studenti per proseguire la loro formazione nonostante le difficoltà. La devozione agli orfani, ai <strong>poveri</strong> e a quei sacerdoti che si sono ritrovati al fronte, a dover curare le ferite del corpo oltre a quelle dell’anima. “È un uomo che ha sofferto con il suo popolo e per il suo popolo”, prosegue Regina Lynch.</p>
<p>“Sono stato cresciuto da orfano, la Chiesa era mia madre. Ora tutti in Siria si sentono orfani”, diceva monsignor Selwanos durante la fase più dura degli scontri, quando tutto sembrava perduto. Oggi è la Siria ad essere rimasta orfana di un grande sacerdote. Ma è anche grazie alla sua eredità che può sperare in futuro di <strong>pace</strong>.</p>
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		<title>Toni Capuozzo per i cristiani che soffrono</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/toni-capuozzo-per-i-cristiani-che-soffrono</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 13:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani discriminati]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="963" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15.png 963w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15-300x168.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15-768x431.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 963px) 100vw, 963px" /></p>
<p>Il noto inviato di guerra, Toni Capuozzo, sostiene la nostra campagna per regalare un Natale di pace a cristiani che soffrono nel mondo. In particolare i progetti sono a sostegno dei cristiani di Siria, Pakistan e Nigeria. Qui tutte le informazioni della campagna: http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html</p>
<p>Sostieni i cristiani perseguitati, uccisi, violentati. Difendi chi soffre regalando loro una speranza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/toni-capuozzo-per-i-cristiani-che-soffrono">Toni Capuozzo per i cristiani che soffrono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="963" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15.png 963w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15-300x168.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15-768x431.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot-15-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 963px) 100vw, 963px" /></p><p>Il noto inviato di guerra, <strong>Toni Capuozzo</strong>, sostiene la nostra campagna per regalare un Natale di pace a cristiani che soffrono nel mondo. In particolare i progetti sono a sostegno dei cristiani di Siria, Pakistan e Nigeria. Qui tutte le informazioni della campagna: <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html">http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html</a></p>
<p>Sostieni i cristiani perseguitati, uccisi, violentati. Difendi chi soffre regalando loro una speranza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/toni-capuozzo-per-i-cristiani-che-soffrono">Toni Capuozzo per i cristiani che soffrono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Toni Capuozzo per i cristiani che soffrono</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/toni-capuozzo-per-i-cristiani-che-soffrono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 06:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani discriminati]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Estremismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1426" height="615" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286.jpg 1426w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286-1024x442.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286-768x331.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1426px) 100vw, 1426px" /></p>
<p>Si avvicina il Natale sono i giorni in cui tutti ci invitano a essere più buoni, a sostenere qualunque buona causa al mondo. Ma io dico che non dovremmo vergognarci di aiutare la causa di alcune comunità che ci assomigliano. Conosco, per esserci stato, i cristiani di Siria, a Maalula, a Damasco&#8230; Conosco la situazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/toni-capuozzo-per-i-cristiani-che-soffrono.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1426" height="615" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286.jpg 1426w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286-1024x442.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/1464330026-capuozzo-e1606978363286-768x331.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1426px) 100vw, 1426px" /></p><p>Si avvicina il <strong>Natale</strong> sono i giorni in cui tutti ci invitano a essere più buoni, a sostenere qualunque buona causa al mondo. Ma io dico che non dovremmo vergognarci di aiutare la causa di alcune comunità che ci assomigliano.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Toni Capuozzo per i cristiani che soffrono" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/sVRKoLlMmaY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_sVRKoLlMmaY");</script></p>
<p>Conosco, per esserci stato, i <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-1.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cristiani</strong> di <strong>Siria</strong></a>, a Maalula, a Damasco&#8230; <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-2.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Conosco la situazione in <strong>Pakistan</strong>.</a> È tragica quella in Siria e drammatica quella in Pakistan. Non conosco da vicino quella della <strong>Nigeria</strong>, ma tutti ne sappiamo abbastanza delle <a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/campagna-3.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stragi di Boko Haram</a> per considerarla sicuramente tragica.</p>
<p>Io dico, in questo profluvio di bontà istituzionale imposta nel calendario, non dovremmo vergognarci di fare qualcosa per quelli che ci assomigliano, quelli per cui il Natale non è solo auguri, non è solo un uomo con la barba bianca e la slitta, non è solo una tavola imbandita, non è solo un giorno in cui dare e ricevere regali.</p>
<p>Aiutare i Cristiani di Siria, Pakistan e Nigeria forse è qualcosa di più.</p>
<blockquote><p>Fai come Capuozzo. Sostieni i cristiani tramite Iban:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI NIGERIA</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></p></blockquote>
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		<title>I cristiani di Aleppo ora credono nella rinascita della Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/i-cristiani-di-aleppo-ora-credono-nella-rinascita-della-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 08:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aleppo]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani mediorientali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778-768x288.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778-1024x384.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Siria la comunità cristiana è stata una delle prime vittime della guerra che da anni sconvolge il Paese. I fedeli sperano nella ricostruzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/i-cristiani-di-aleppo-ora-credono-nella-rinascita-della-siria.html">I cristiani di Aleppo ora credono nella rinascita della Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778-300x113.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778-768x288.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/impalcature-aleppo3-1-e1568106781778-1024x384.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/i-cristiani-di-aleppo-ora-credono-nella-rinascita-della-siria.html">I cristiani di Aleppo ora credono nella rinascita della Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siria, a nord di Hama gli islamisti fanno strage di cristiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-hama-islamisti-cristiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 05:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=204749</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cristiani siriani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle zone in cui in queste ore si concentrano i principali combattimenti in Siria, sorgono alcuni villaggi cristiani che adesso appaiono come i primi destinatari delle ritorsioni dei gruppi islamisti che indietreggiano per via delle avanzate dell&#8217;esercito siriano. E domenica alcuni razzi fanno strage di ragazzini intenti a seguire messa. Il tutto mentre in occidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-hama-islamisti-cristiani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-hama-islamisti-cristiani.html">Siria, a nord di Hama gli islamisti fanno strage di cristiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cristiani siriani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9686752-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle zone in cui in queste ore si concentrano i principali combattimenti in Siria, sorgono alcuni<strong> villaggi cristiani</strong> che adesso appaiono come i primi destinatari delle ritorsioni dei gruppi islamisti che indietreggiano per via delle avanzate dell&#8217;esercito siriano. <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-missili-su-villaggio-cristiano-uccisi-4-bimbi-af310f30-e06b-44d9-9de2-bebe9b110e6a.html">E domenica alcuni razzi fanno strage di ragazzini</a> intenti a seguire messa. Il tutto mentre in occidente la notizia sembra passare quasi inosservata.</p>
<h2>la strage a nord di hama</h2>
<p>Teatro di questo macabro episodio è un villaggio che si trova nella parte settentrionale della provincia di <strong>Hama</strong>, il cui capoluogo è sempre rimasto in mano governativa durante gli anni del conflitto e che rappresenta la quarta città del paese. Il fronte non è così lontano: a circa 100 km a nord di Hama, inizia la provincia di <strong>Idlib</strong>. Si tratta dell&#8217;unico territorio in mano islamista rimasto in Siria, dominato dai gruppi di <em>Tahrir Al Sham</em> ossia gli ex del <strong>Fronte Al Nusra</strong>. A dispetto dei nomi cambiati in questi anni, si tratta si miliziani ben addestrati che si rifanno alla filiale siriana di <em>Al Qaeda</em> anche se tanti combattenti risultano stranieri.</p>
<p>Proprio a ridosso del confine tra le provincia di Hama ed Idlib, sorgono per l&#8217;appunto alcuni villaggi a maggioranza cristiana mai toccati dal conflitto in quanto controllati dall&#8217;esercito siriano. Dopo mesi di silenzio, il rumore delle armi nelle scorse settimane torna pesantemente a risuonare: al termine della scorsa estate, la provincia di Idlib viene considerata tra i territori di &#8220;<em>de escalation</em>&#8221; gestiti dalla mediazione di Russia e Turchia, ma dopo gli attacchi islamisti di inizio anno alla base russa di Latakia per mezzo di alcuni droni, da Mosca prima e da Damasco poi si decide di reagire. Da qui la ripresa dei <strong>bombardamenti</strong>, a cui fa seguito una prima azione di terra volta a sfondare le difese islamiste proprio a nord  di Hama.</p>
<p>Per tutta risposta, i terroristi prendono di mira i villaggi cristiani. Non è un caso che un pesante raggio di lanci venga effettuato da Idlib verso Hama proprio nel giorno di domenica. I miliziani di Tahrir Al Sham sanno che in queste località la domenica le piazze ed i luoghi di ritrovo sono pieni di gente per via delle messe. Alcuni razzi raggiungono il villaggio di <strong>Al-Sekelbiya</strong>. Ed è qui che si consuma la strage: muoiono quattro bambini tra i 6 ed i 10 anni, assieme alla loro catechista. A confermare la notizia è l&#8217;agenzia siriana Sana, che a sua volta riprende le testimonianze raccolte dal gruppo Acs, Aiuto alla Chiesa che Soffre. I razzi piovuti su questo villaggio cristiano, feriscono anche sei bimbi. Un incubo che trasforma una normale domenica in un vero e proprio inferno.</p>
<h2>ritorsione contro le avanzate governative</h2>
<p>Si tratta di un brutale atto terroristico: nella zona non sono presenti obiettivi militari, né basi di battaglioni e reparti in queste settimane impegnati contro Tahrir Al Sham tra Hama ed Idlib. Chi lancia i razzi contro Al-Sekelbiya, lo fa unicamente per intimorire i cristiani presenti nella zona ed attuare la più ignobile delle ritorsioni, che fa strage di bambini. L&#8217;esercito di Damasco intanto avanza, dopo aver conquistato alcune località strategiche che lo spingono verso i confini della provincia di Idlib.</p>
<p>Ciò che si teme adesso è un&#8217;escalation da parte dei terroristi di pari passo con le avanzate governative. Le associazioni locali cristiane lanciano appelli affinché si prendano iniziative volte a tutelare le comunità. Appelli però che, almeno per il momento, non sembrano sortire la sperata solidarietà in occidente.</p>
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