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	<title>Crisi in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<title>Crisi in Ucraina Archives - InsideOver</title>
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		<title>InsideWar #35 &#8211; Trump e Putin in Alaska &#124; Il gioco indiano sui dazi &#124; Ancora tensione tra Cina e Filippine</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/insidewar-35-trump-e-putin-in-alaska-il-gioco-indiano-sui-dazi-ancora-tensione-tra-cina-e-filippine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 04:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1063" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin e Trump sventano l&#039;escalation dei &quot;volenterosi&quot;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-600x332.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-1024x567.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-1536x850.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump e Putin in Alaska per parlare di tregua &#124; L'India non compra petrolio russo ma blocca gli armamenti USA &#124; Cina e Filippine: è escalation nel SCS</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/insidewar-35-trump-e-putin-in-alaska-il-gioco-indiano-sui-dazi-ancora-tensione-tra-cina-e-filippine.html">InsideWar #35 &#8211; Trump e Putin in Alaska | Il gioco indiano sui dazi | Ancora tensione tra Cina e Filippine</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1063" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin e Trump sventano l&#039;escalation dei &quot;volenterosi&quot;" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-600x332.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-1024x567.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/TRUMP-PUTIN-TELEFONO-1536x850.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Alaska</strong> sarà sede del prossimo incontro al vertice, il 15 agosto, tra il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> e il suo omologo russo <strong>Vladimir Putin</strong>. La discussione tra i due leader verterà sul raggiungimento di una tregua in Ucraina dopo che gli ultimi tre colloqui non sono andati a buon fine, al punto che la Casa Bianca aveva elevato un vero e proprio ultimatum a Mosca per arrivare a un cessate il fuoco, pena l&#8217;elevazione di ulteriori sanzioni, scaduto l&#8217;8 agosto, giorno in cui è stata comunicata la data del vertice. </p>



<p>L&#8217;incontro arriva dopo che l&#8217;inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha tenuto colloqui “altamente produttivi” con Putin a Mosca mercoledì scorso, secondo quanto affermato da Trump, ma il presidente statunitense nelle scorse settimane si era detto “molto deluso” dal comportamento del leader russo, per via della violenta offensiva aerea che sta colpendo l&#8217;Ucraina nelle sue infrastrutture e obiettivi militari. </p>



<p>Al vertice, per il momento, non parteciperà il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, sebbene sia stato invitato dalla Casa Bianca: secondo quanto trapelato, la Russia non intenderebbe cedere i territori occupati in tre anni di conflitto sebbene Washington abbia parlato di “scambio di territori”, e Kiev non intende sedere a un tavolo di trattativa che ha come presupposto la perdita delle regioni militarmente annesse alla Russia. Zelensky ha affermato che qualsiasi accordo senza il contributo di Kiev equivarrebbe a “decisioni inefficaci” e che “non ricompenseremo la Russia per ciò che ha perpetrato” sottolineando che “qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione senza l&#8217;Ucraina, è anche una decisione contro la pace”. </p>



<p>La Casa Bianca spera di ottenere una tregua generale dal vertice in Alaska, ma Mosca è rimasta irremovibile sulle sue posizioni per il raggiungimento di questa eventualità: nessun ritorno dei territori occupati all&#8217;Ucraina, Kiev deve essere neutrale, e sarà Mosca a stabilire le dimensioni e la consistenza dell&#8217;esercito ucraino. Non propriamente una resa senza condizioni, ma decisamente delle richieste che potrebbero essere avanzate solo in seguito a una chiara vittoria, che, come sappiamo, non c&#8217;è stata. </p>



<p>Si giungerà davvero a una tregua? <strong>Molto probabilmente no</strong>, ma è possibile che Mosca faccia alcune concessioni, come la cessazione degli attacchi alle infrastrutture ucraine. Il Cremlino non ha infatti alcuna intenzione di fermare lo scontro in un momento politico in cui gli Stati Uniti si stanno dimostrando aperti alla trattativa: le violente offensive aeree e la pressione lungo la linea del fronte sottolineano la volontà di arrivare al raggiungimento degli ultimi obiettivi strategici rimasti possibili, ovvero la demilitarizzazione dell&#8217;Ucraina, la sua neutralità e la conquista delle intere regioni orientali sino a oggi solo parzialmente occupate. Orientativamente il vertice si tradurrà in un nulla di fatto e non si giungerà a nessuna reale tregua, né tanto meno una pace: <strong>la Russia vuole prendere tempo</strong> sapendo che questo è dalla sua parte, con gli Stati Uniti che hanno fretta di chiudere la partita per concentrarsi nel contenimento della Cina e con un esercito ucraino sempre più logorato dal conflitto di attrito. Mosca però potrebbe non avere così tanto tempo come crede per raggiungere i suoi obiettivi: anch&#8217;essa è logorata dalla guerra con un&#8217;economia che resta in piedi grazie al conflitto e dipende principalmente dall&#8217;aiuto cinese, coi dazi di Trump che stanno toccando sempre più le vendite del petrolio russo. Sarebbe prudente quindi non aspettarsi nessun tipo di accordo definitivo o risolutivo dal vertice in Alaska, bensì un ennesimo atto di questa tragedia che ha la finalità di prendere tempo.</p>



<p>Parlando di dazi, l&#8217;<strong>India</strong> è stata messa nel mirino di quelli statunitensi proprio per l&#8217;acquisto da parte di Nuova Delhi di petrolio russo, ma il governo Modi non è rimasto imbelle. Sebbene alcune raffinerie statali indiane stanno per ora rinunciando agli acquisti di <strong>greggio russo</strong>, e proprio lo scorso giovedì, la Indian Oil Corp ha acquistato cinque milioni di barili di petrolio da Stati Uniti, Brasile e Libia, l&#8217;ultimo di una serie di acquisti con consegna relativamente rapida, Nuova Delhi ha preso la decisione di sospendere l&#8217;acquisto di ulteriori pattugliatori marittimi <strong>P-8 “Poseidon”</strong> di fabbricazione USA e di non proseguire nei colloqui per il possibile acquisto degli <strong>F-35</strong> come forma di ritorsione. </p>



<p>Il bastone e la carota indiani si sono presentati davanti al presidente Trump, che per il momento non ha ancora determinato se negoziare o meno i dazi elevati (pari al 50%). Sappiamo che la questione legata all&#8217;F-35 è più complessa rispetto a una semplice ritorsione: gli indiani vogliono un velivolo di nuova generazione che non sia <em>off the shelf</em>, ovvero da acquistare a scatola chiusa, bensì desiderano mettere le mani su una quota importante della sua produzione per poter incrementare il livello della propria industria tecnologica, acquisendo brevetti e competenze. Anche per questo Nuova Delhi ha riaperto un canale che sembrava ormai morto con la Russia, che prontamente ha offerto una quota molto interessante di partecipazione industriale per il suo <strong>Sukhoi Su-57</strong>. Vedremo il caccia di quinta generazione russo con le coccarde indiane? Difficile, ma non impossibile. L&#8217;India è nota per le lungaggini burocratiche e decisionali, e sul mercato ci sono altri velivoli interessanti, sebbene non di pari livello, come il sudcoreano <strong>KF-21</strong>, il cui acquisto aiuterebbe l&#8217;India in un suo secondo obiettivo: sganciarsi dalla troppa dipendenza dalla Russia nel settore degli armamenti.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇨🇳🇵🇭 CCG cutter rammed PLAN destroyer in SCS while pursuing a Philippines CG vessel in Philippines EEZ. <a href="https://t.co/sG3tLvw2ch">pic.twitter.com/sG3tLvw2ch</a></p>&mdash; Paolo Mauri (@PaoloMauri78) <a href="https://twitter.com/PaoloMauri78/status/1954855555983413610?ref_src=twsrc%5Etfw">August 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Cambiando teatro, e spostandoci più a oriente, dal <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> ci giungono immagini che dimostrano come la tensione in quello specchio d&#8217;acqua non sia affatto diminuita in queste settimane in cui il mondo è concentrato altrove. Lunedì 11 agosto un cutter della <strong>Guardia Costiera cinese</strong>, mentre era intento a seguire un&#8217;unità della <strong>Guardia Costiera filippina</strong> bersagliandola con cannoni ad acqua nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) di Manila, ha violentemente speronato un cacciatorpediniere dalla PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) che, impegnata in manovre aggressive contro l&#8217;unità filippina, gli ha tagliato la rotta. L&#8217;incidente, per il momento senza feriti, ha danneggiato gravemente il cutter cinese, la cui prua è quasi del tutto distrutta, e anche la fiancata di sinistra del cacciatorpediniere, che appare profondamente tagliata. </p>



<p>Quest&#8217;azione aggressiva, l&#8217;ennesima compiuta da naviglio cinese ai danni di quello filippino nella ZEE di Manila, è stata forse determinata dalle parole del <strong>presidente Marcos</strong>, che proprio qualche giorno prima aveva dichiarato che il suo Paese sarebbe inevitabilmente trascinato “a calci e pugni” in un&#8217;eventuale guerra per Taiwan, a causa della sua vicinanza all&#8217;isola e per la presenza di un gran numero di lavoratori filippini. La Cina la scorsa settimana ha protestato e ha accusato Marcos di interferire nei suoi affari interni e di violare la sua politica One China, quando ha dichiarato ai giornalisti, a margine di una visita in India, che le Filippine non avrebbero potuto rimanere fuori da una possibile guerra a Taiwan, e il Ministero degli Esteri cinese ha affermato, tramite un portavoce, che le Filippine dovrebbero “astenersi dal giocare col fuoco su questioni che riguardano gli interessi fondamentali della Cina”. </p>



<p>Di rimando, il presidente Marcos ha affermato che “stavo solo affermando i fatti. Non vogliamo andare in guerra, ma penso che se ci sarà una guerra per Taiwan, verremo trascinati, verremo trascinati dentro, che ci piaccia o no, a calci e urla” sottolineando che “verremo trascinati in quel pasticcio. Spero che non accada, ma, se dovesse succedere, dobbiamo prepararci fin da subito”. </p>



<p>Il metro dell&#8217;aumento della tensione è chiaramente deducibile anche dall&#8217;impiego, per azioni aggressive, di una <strong>nave da guerra</strong> (in questo caso una fregata) cinese: sino a oggi, l&#8217;attività navale contro le unità filippine era stata deputata esclusivamente alla Guardia Costiera e alla flottiglia da pesca di Pechino. Come ultima nota, vi consigliamo di osservare attentamente cosa accadrà da quelle parti tra il <strong>2 e il 3 settembre</strong>, giorno in cui si celebra la fine della Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico ma che per la Cina rappresenta anche il periodo in cui avvenne l&#8217;ultimo incontro tra Mao Tse-tung e Chiang Kai-shek prima dello scoppio del conflitto intestino che portò alla nascita della Repubblica Popolare e alla ritirata sull&#8217;isola di Taiwan delle forze cinesi nazionaliste. Ci attendiamo una dimostrazione di forza cinese che potrebbe stupire il mondo. </p>
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		<title>Così la guerra in Ucraina ha spaccato il gruppo di Visegrad</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 05:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uniti sull’immigrazione, divisi sui rapporti con l’ingombrante vicino russo. La guerra in Ucraina acuisce la frattura già presente in seno al gruppo di Visegrad, da sempre spaccato tra chi considera la Russia una minaccia alla propria sicurezza e chi in questi anni ha deciso di stringere legami sempre più forti con Mosca. Una crepa che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uniti sull’immigrazione, divisi sui rapporti con l’ingombrante vicino russo. La guerra in Ucraina acuisce la frattura già presente in seno al gruppo di <strong>Visegrad</strong>, da sempre spaccato tra chi considera la Russia una minaccia alla propria sicurezza e chi in questi anni ha deciso di stringere legami sempre più forti con Mosca.</p>
<p>Una crepa che si è allargata nelle ultime settimane, tra promesse interventiste e duri botta e risposta sulle sanzioni. Da una parte c’è Varsavia, pronta a fornire aerei all’Ucraina e a lanciare una missione di &#8220;peacekeeping&#8221; nel Paese. Dall’altra Budapest, disposta a mettersi in gioco sul fronte dell’accoglienza ma non a schierarsi in un <strong>conflitto</strong> che, ha tuonato nei giorni scorsi il premier Viktor Orbán, finirebbe per danneggiare i cittadini ungheresi.</p>
<h2>La visita dei premier a Kiev</h2>
<p>Non è un caso che il premier magiaro non abbia partecipato al viaggio dei capi del governo polacco, ceco e sloveno per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. Un’iniziativa diplomatica autonoma, annunciata dal primo ministro di Varsavia <strong>Mateusz Morawiecki</strong> al summit dei leader europei di Versailles, non senza una velata critica ai Paesi dell’Europa occidentale, accusati di essere troppo tiepidi di fronte al grido d’aiuto del governo ucraino.</p>
<p>L’obiettivo dei tre premier era quello di &#8220;confermare l&#8217;inequivocabile sostegno dell&#8217;intera Ue alla sovranità e indipendenza dell&#8217;Ucraina e per presentare un vasto pacchetto di sostegni allo Stato e alla società&#8221;. Ma se in Polonia i giornali filo-governativi hanno celebrato il coraggio della delegazione dei Paesi dell’Europa centro-orientale, da Bruxelles si sono affrettati a precisare come la <strong>missione</strong> di Morawiecki, Jansa e Fiala non avesse alcun mandato da parte del Consiglio europeo. Qualcuno, poi, più a bassa voce, non ha mancato di far notare i rischi dell’operazione.</p>
<h2>Il no di Budapest alla fornitura di armi a Kiev</h2>
<p>Anche l’Ungheria, quarto componente dell’alleanza nata all’inizio degli anni ’90 nel castello di Visegrad, si è dissociata dalla strategia portata avanti dai &#8220;falchi&#8221; guidati dal governo polacco, che promettono all’Ucraina armi e sostegno politico per l’accelerazione delle pratiche per l’ingresso nell’Ue. La posizione di Budapest viene chiarita dal premier Orbán a margine del vertice straordinario della Nato dei giorni scorsi. &#8220;L&#8217;Ungheria non manderà soldati in Ucraina&#8221;, oltre a &#8220;non mandare <strong>armi</strong> e a non far transitare le armi dirette in Ucraina attraverso il territorio ungherese&#8221;.</p>
<p>La priorità, spiega il primo ministro magiaro, è che &#8220;la guerra non si allarghi in alcun modo oltre i confini dell&#8217;Ucraina&#8221;. &#8220;Per questo – ha aggiunto &#8211; abbiamo anche respinto l&#8217;idea di una no-fly zone che equivarrebbe a una guerra aerea&#8221;. Sì, dunque, al dispiegamento delle forze della Nato per &#8220;motivi difensivi&#8221; e per garantire la sicurezza degli ungheresi, ma di armare l&#8217;<strong>esercito</strong> ucraino, chiariscono da Budapest, non se ne parla.</p>
<h2>La battaglia sul gas russo</h2>
<p>Un capitolo altrettanto importante è quello delle <strong>sanzioni</strong>, una delle armi principali dell’altra guerra, quella che si combatte sui mercati internazionali e che punta ad indebolire l’economia russa per costringere il Cremlino a venire a più miti consigli. La Polonia chiede di seguire la strada tracciata da Londra e Washington bloccando le forniture di gas, petrolio e carbone e punta il dito contro i Paesi più &#8220;moderati&#8221;. Tra questi, oltre ad Austria e Germania, c’è anche l’alleato ungherese.</p>
<p>Incalzato dal presidente ucraino, che ha chiesto a Budapest di schierarsi apertamente contro Mosca e prendere posizione a favore dell’estensione delle sanzioni al <strong>settore energetico</strong>, Orbán ha ribadito che continuerà ad &#8220;opporsi all’estensione delle sanzioni ai vettori energetici russi in tutti i forum europei&#8221;. Il motivo è semplice: &#8220;L&#8217;85 per cento del gas e più del 60 per cento del petrolio in Ungheria provengono dalla Russia&#8221;. Le sanzioni, quindi, sottolineano da Budapest, avrebbero un effetto devastante sull’economia nazionale. &#8220;Non possiamo permettere che il prezzo della guerra sia pagato dalle famiglie ungheresi&#8221;, mette in chiaro il capo del governo magiaro.</p>
<p>&#8220;Non siamo gli unici a pensarla così”, assicura. Il riferimento è in primis alla Germania, che guida il fronte dei Paesi scettici sulla chiusura dei rubinetti del <strong>gas</strong> in arrivo dalla Russia.</p>
<h2>Il futuro dell&#8217;Ucraina nell&#8217;Ue</h2>
<p>Polonia e Ungheria sono divise anche sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Il premier polacco Morawiecki ha promesso a Zelenski di impegnarsi per convincere gli altri Stati membri a conferire il prima possibile a Kiev lo status di candidato all&#8217;<strong>adesione</strong>. Sono d’accordo gli omologhi ceco e sloveno, mentre da Budapest restano più cauti. La ragione va ricercata anche nelle tensioni tra il governo ucraino e quello ungherese sui diritti della minoranza magiara della <strong>Transcarpazia</strong>, regione ucraina di circa 1,2 milioni di abitanti al confine con l’Ungheria.</p>
<p>Gli attriti tra Budapest e Kiev si erano acuiti qualche anno fa, quando l’Ucraina approvò una legge che imponeva l’insegnamento della <strong>lingua</strong> ucraina su tutto il territorio nazionale e la sospensione di quello degli idiomi delle minoranze etniche nelle scuole secondarie. Una mossa principalmente anti-russa, vista però dal governo di Orbán come un attacco ai 150mila ungheresi residenti nel territorio amministrato dal governo ucraino. Tanto che, all’epoca, l’esecutivo magiaro usò proprio la minaccia di una possibile opposizione al percorso di integrazione europea dell’Ucraina come leva nelle trattative.</p>
<h2>Il nodo dei migranti</h2>
<p>L’unico collante rimasto a tenere insieme il gruppo di Visegrad nei giorni concitati del conflitto in Ucraina, quindi, sembra essere quello della critica alle politiche migratorie dell’Ue. Sia Budapest che Varsavia, infatti, accusano l’Ue di averle lasciate sole nel sostenere l’accoglienza dei <strong>profughi</strong> ucraini.</p>
<p>&#8220;Abbiamo ricevuto dai paesi dell&#8217;Europa occidentale tante promosse ma poche sono state realizzate&#8221;, ha detto nei giorni scorsi ai microfoni di Tv2000 il sottosegretario per i rapporti con le Chiese e le minoranze del governo ungherese, Miklòs Soltész, sottolineando gli sforzi messi in campo per fronteggiare l’esodo dalle città bombardate e dare <strong>accoglienza</strong> ai rifugiati. Una posizione condivisa anche dai colleghi polacchi, che spronano Bruxelles a fare di più per gestire l’emergenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html">Così la guerra in Ucraina ha spaccato il gruppo di Visegrad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Kiev sta lavorando ad una bomba atomica?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kiev-sta-lavorando-ad-una-bomba-atomica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 06:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[arricchimento uranio]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti russi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le guerre di disinformazione assumono caratteri senza precedenti. Il conflitto russo-ucraino, che sta rimescolando le norme consuetudinarie di pacifica convivenza delle nazioni, vede esasperare le dialettiche da entrambe le fazioni coinvolte nelle ostilità. Le reciproche accuse sembrano puntare il dito sullo sviluppo ed utilizzo di armi chimiche e nucleari. E le preoccupazioni generali stanno innescando una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-sta-lavorando-ad-una-bomba-atomica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320142430952_3d501e4b66696aed8d4b10845dd36bae-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le guerre di <strong>disinformazione</strong> assumono caratteri senza precedenti. Il conflitto russo-ucraino, che sta rimescolando le norme consuetudinarie di pacifica convivenza delle nazioni, vede esasperare le dialettiche da entrambe le fazioni coinvolte nelle ostilità. Le <span style="font-size: 1rem;">reciproche accuse sembrano puntare il dito sullo sviluppo ed utilizzo di armi chimiche e nucleari. E le preoccupazioni generali stanno innescando una miriade di ipotesi e timori sullo scenario internazionale, tanto da togliere il sonno agli analisti, che ora s’interrogano su quale possibile sviluppo dovranno confrontarsi Europa ed Usa.</span></p>
<h2>Le accuse di proliferazione a Kiev</h2>
<p>Dalle sedie della prestigiosa Harvard Kennedy School, una raffinata letteratura geopolitica sulla questione, <a href="https://www.belfercenter.org/publication/ukraine-building-nuclear-bomb-dangerous-nonsense">esplica</a> come una certa informazione accusi l’Ucraina di sviluppare testate nucleari. Tali ipotesi, al momento però, sembrerebbero non solo orfane di dati concreti, ma per lo più alimentati da esasperate necessità di un casus-belli o di un nesso che giustifichi recenti manovre ormai sotto la lente dei Tribunali Internazionali.</p>
<p>Proprio a conferma di questa teoria la <em><a href="https://www.reuters.com/world/russias-lavrov-says-there-is-danger-ukraine-acquiring-nuclear-weapons-2022-03-01/">Reuters</a> </em>riferisce che, nella Conferenza sul Disarmo Nucleare del primo Marzo, tenutasi a Ginevra, il ministro degli Esteri russo dichiarava che l&#8217;Ucraina stesse cercando di acquisire armi nucleari. Secondo le logiche del Cremlino queste convinzioni avrebbero legittimato un certo tipo di risposta con il fine di scongiurare un “vero pericolo&#8221;. Il discorso, infatti, individuava nel “Regime del Presidente Zelensky” una preoccupazione per i paesi confinanti e la sicurezza <span style="font-size: 1rem;">internazionale. Tali motivazioni avrebbero quindi reso necessaria “un&#8217;operazione speciale” da parte di Mosca per smilitarizzare e “denazificare&#8221; il paese.</span></p>
<p>Le risorse aperte <a href="https://nuke.fas.org/guide/ukraine/">riferiscono</a> testualmente che con la fine dell’Unione Sovietica l&#8217;Ucraina era in possesso “<strong>del terzo arsenale nucleare più grande del mondo”.</strong> I dati dell’epoca riportavano, in effetti, un armamento comprensivo di circa 1.240 testate e 176 lanciatori di missili balistici intercontinentali. La spaventosa capacità di Kiev contava inoltre 14 missili SS-24 e 46 SS-26 ognuno dotato di armamento nucleare. Unità di bombardieri muniti di armi di gravità e circa seicento missili-aria con alte capacità strategiche. Inoltre, tremila testate nucleari-tattiche e missili di classe 130 SS-19 per quasi un totale di cinquemila unità tattico-strategiche.</p>
<h2>Ecco perché l’Ucraina non può costruire una bomba nucleare</h2>
<p>L’analisi evidenzia che, proprio in virtù di questi dati, le paure di Putin si sono focalizzate, in special modo, sugli ex-apparati industriali sovietici in Ucraina, pienamente capaci di sviluppare sistemi di consegna di armi. Altre <a href="https://thebulletin.org/2022/03/ukraine-building-a-nuclear-bomb-dangerous-nonsense/amp/">fonti</a> riportano, invece, che particolari preoccupazioni del Cremlino verterebbero sull’ufficio di progettazione Antonov e sulle capacità di produzione di aeromobili cargo di Kiev, la quale conterebbe tra le proprie potenzialità anche la produzione del più grande aeroplano mai realizzato, ovvero, l&#8217;AN-225 Mriya. Ulteriori timori russi, infine, punterebbero anche sul Pivdenne Design Bureau, un tempo la più grande fabbrica di missili balistici al mondo, sebbene il vero focus, potrebbe in realtà soffermarsi sulla “capacità tecnica dell’elaborazione del ciclo” del combustibile, che più di un pericolo, sembrerebbe, per gli analisti, un prezioso obbiettivo di cui impossessarsi.</p>
<p>In concomitanza con tutto ciò, le strategie della disinformazione procedono senza tregua, in quanto le parole dello stesso presidente ucraino, nel suo discorso alla Conferenza sulla Sicurezza del 19 Febbraio scorso, a Monaco, hanno fatto trapelare riflessioni sulla necessità o meno di mantenere lo status di potenza non-nucleare. Sebbene queste fossero state dettate dal timore di un’invasione proprio da parte di Mosca, una certa propaganda non ha perso tempo per additare tali esternazioni, come una vera e propria violazione al patto del Memorandum di Budapest, il quale garantiva l’eliminazione del nucleare dal crollo dell’Unione Sovietica.</p>
<p>Questo non ha fatto altro se non lanciare ulteriori sospetti su una probabile costruzione di un ordigno atomico, oltre al possibile utilizzo di armi chimiche da parte di Kiev. L’analisi delle risorse, però, <a href="https://www.reuters.com/world/europe/russia-without-evidence-says-ukraine-making-nuclear-dirty-bomb-2022-03-06/">smentisce</a> tale teoria in quanto nel 1996 l’Ucraina è diventata una nazione “<a href="https://it.insideover.com/guerra/larsenale-tattico-russo-che-preoccupa-loccidente.html?fbclid=IwAR0y3r1Nf3Y4WRWMmGheh7AdRvmYe1GaRvYti8SkCXdWy93-vK8V4UotuSw">nuclear weapon free</a>”. Nel 1997, la stessa, ha utilizzato ben 47 milioni di dollari attraverso il programma del fondo cooperativo di riduzione delle minacce Nn-Lugar, che ha visto la distruzione totale di gran parte di missili, silos e siti di lancio. Ulteriori tesi <a href="https://www.nti.org/countries/ukraine/">spiegano, </a>in aggiunta che, sebbene l’Ucraina abbia depositi di uranio, attualmente non esistono laboratori di conversione atti alla trasformazione in gas di esafluoruro di uranio, i quali sarebbero necessari all’interno degli impianti di arricchimento. Infine, ciò che tecnicamente andrebbe a fugare qualsiasi dubbio è che al momento, Kiev,<strong> non avrebbe</strong> strutture atte a separare l’uranio-235 nell’uranio naturale, il che renderebbe “impossibile” la costruzione di una bomba  atomica da parte dell’Ucraina.</p>
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		<title>&#8220;Ecco il grande esodo: cosa succede lungo la frontiera tra Polonia e Ucraina&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/ecco-il-grande-esodo-cosa-succede-lungo-la-frontiera-tra-polonia-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 14:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parto con un volo all’alba per Cracovia, in Polonia, e all’arrivo sento che l’aria è subito cambiata. A partire dalla mia: la compagnia aerea ha perso i miei bagagli e mi ritrovo con uno zainetto con all’interno un carica batterie, un computer, una tavoletta di cioccolato e scontrini di cose acquistate chissà dove e mai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/ecco-il-grande-esodo-cosa-succede-lungo-la-frontiera-tra-polonia-e-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/ecco-il-grande-esodo-cosa-succede-lungo-la-frontiera-tra-polonia-e-ucraina.html">&#8220;Ecco il grande esodo: cosa succede lungo la frontiera tra Polonia e Ucraina&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305151416321_d6cea2c0437bf893c2e934bc322cecce-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Parto con un volo all’alba per Cracovia, in <strong>Polonia</strong>, e all’arrivo sento che l’aria è subito cambiata. A partire dalla mia: la compagnia aerea ha perso i miei bagagli e mi ritrovo con uno zainetto con all’interno un carica batterie, un computer, una tavoletta di cioccolato e scontrini di cose acquistate chissà dove e mai buttati via. Ma arrivato qui mi rendo conto di non essere l’unico con i coglioni girati.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Diari ucraini - Giorno 1" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Dbu23LCG6d8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Mi lascio dietro i sorrisi distesi di un’Italia convinta di essere finalmente uscita vittoriosa dalla <strong>pandemia</strong>, e arrivo qui dove invece la paura sembra non essersene mai andata. La prepotenza di Putin spaventa anche i polacchi. D’altronde come biasimarli, la loro è una storia sciagurata, vittime e carnefici il secolo scorso, contesa ad ogni conflitto e sempre in bilico tra il nostro mondo, l’occidente, e quello del Patto di Varsavia. Certo, la Polonia ha scelto, ha espresso il proprio desiderio di voltare le spalle alla Russia e di incamminarsi verso un futuro diverso, ma sa perfettamente che l’equilibrio è sottile e che le certezze, in fondo, non esistono. “Certo che ho paura della Russia” &#8211; mi dice un tassista – “questo paese ne ha viste troppe. Non possiamo fingere che vada tutto bene. Oggi è l’Ucraina, e domani?”. Gli chiedo di farmi scendere alla stazione MDA di Cracovia, lui mi chiede dove sia diretto e io gli rispondo che sto andando in Ucraina. Lui sgrana gli occhi, guarda i soldi che gli ho appena passato, si blocca e decide di farmi lo sconto sul resto. Io protesto, ma niente, insiste che è giusto così. Avrà pensato che fossi un soldato italiano disposto a combattere in Ucraina mi dico. Ma come? Peso 65 kg, porto gli occhiali e ho troppe occhiaie per essere uno in forma. Non resisto: “Guardi che non sono un soldato, sono un giornalista &#8211; “Ahhh…” – risponde.</p>
<p>Si è palesemente pentito di avermi fatto lo sconto. Lo saluto e corro dentro la stazione. Il mio primo autobus è stato cancellato, troppo traffico al confine, il mezzo non riesce a passare. Compro un secondo biglietto, partenza prevista per le 17:30. Ma anche questo, dice la signora alla biglietteria, verrà probabilmente cancellato. E così è. Alle 18:00 mi viene detto che l’unico mezzo disponibile già in stazione parte alle 19:30. Benissimo! Compro il mio terzo biglietto e alle 20:30 circa partiamo da Cracovia. Una volta a bordo cerco di dimenticare la mia valigia e le meraviglie al suo interno: felpe di pile, maglie termiche, calzamaglie, calzini in pile, piumino 100gr. Nulla, non ho più niente. Me ne dimentico grazie alla mia vicina di posto. Si chiama Nina: “Lavoro come badante da tanti anni, ho anche lavorato in Italia”, racconta, “appena è successo tutto questo ho chiesto ai miei datori di lavoro polacchi di potere correre qui. Non voglio lasciare la mia famiglia e la mia gente da sole. Questo è il mio paese”. Una frase penso tanto semplice e ovvia quanto forte e vera. Perché torni a casa? Perché questo è il mio paese. Che razza di domanda ho fatto, penso subito.</p>
<hr />
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CAUSALE: Reportage Ucraina<br />
<a href="https://it.insideover.com/project/ucraina-in-fiamme.html?_ga=2.60162158.2144288465.1645442780-1430708240.1599038771"><strong>SOSTIENI IL REPORTAGE</strong></a></p></blockquote>
<hr />
<p>La corsa del nostro autobus si interrompe di continuo, lungo la strada infatti incontriamo volontari polacchi con scatole piene di viveri, medicine e vestiti. Il conducente e qualche viaggiatore scendono a recuperare i preziosi pacchi, ringraziano e si scambiano abbracci. “Questa guerra ci tocca da vicino. Entra anche nelle nostre vite e dare una mano alle nostre sorelle e ai nostri fratelli ucraini è un dovere” mi dice una delle volontarie salite a bordo con una busta piena di dolci. Il viaggio riparte e tutti tornano chini sul proprio smartphone, tutti a guardare e ad ascoltare gli ultimi aggiornamenti. Si sentono le sparatorie, la voce di <strong>Zelensky</strong>, quella di Putin, e quelle dei tanti militari che raccontano le missioni portate a termine a fine giornata. Non c’è spazio per altro e le uniche battute che qualcuno si scambia per strappare un sorriso riguardano per lo più Putin e Lukaschenko, soprannominato qui “Chikchirik”, ovvero uccellino, l’uccellino del Presidente russo.</p>
<p>Una volta raggiunto il confine due guardie salgono a bordo, chiedono il passaporto, fanno domande, poche per la verità, e solo dopo una lunghissima attesa di quasi 3 ore, ci permettono di passare dall’altra parte ed entrare ufficialmente in Ucraina. Ma il nostro autobus fatica a farsi strada: macchine, camion, ambulanze e auto della polizia bloccano completamente la via. E poi ci sono loro, quelli in fuga da <strong>Kiev</strong> e da <strong>Kharkiv</strong>: le donne e i bambini avvolti in coperte più pesanti dei loro corpicini. I civili penso. Quelli tirati in ballo ad ogni occasione, da una parte e dall’altra, messi in mezzo senza che nessuno abbia mai chiesto loro il permesso. Da sempre l’ingrediente speciale su cui costruire una narrazione di comodo. Questa volta però no, questa volta la linea che separa le vittime dai carnefici è chiara a tutti. Almeno per questa volta i civili sono solo le vittime, nessun dubbio. L’autobus si muove. Ci guardano, li guardiamo.</p>
<p>La carreggiata sinistra, in direzione opposta, è un coda infinita di auto. Per decine di chilometri la lunga linea di macchine fa da sfondo al nostro viaggio. Mi addormento su un braccio, mi risveglio, e le auto sono ancora lì, immobili come un guard rail. Un check point, un altro check point. Fuori si gela, i soldati salgono a bordo, controllano tutti piano piano, forse anche per godersi qualche istante di tepore in più. “Cosa fai? – Perché sei qui? Chi ti aspetta?”.</p>
<p>Arriviamo a Leopoli alle 4 del mattino, in ritardo di 7 ore. Le strade in città sono deserte, ma di fronte all’ingresso della stazione centrale è un brulicare di persone. Le tende improvvisate dai tanti volontari e dalla protezione civile riempiono la piazza, così come le decine di chioschi che preparano bibite calde e cibo per i civili in fuga dalle città sotto assedio. Finalmente nonostante la confusione riesco a intercettare Alex, il mio interprete. Gli hotel sono pieni, così come i bed and breakfast che fino a qualche settimana fa accoglievano i turisti che lentamente stavano tornando a fare visita alla città. Alex si propone di ospitarmi. Ringrazio e accetto. Anche perché non ho alternative. Se le avessi avute vorrei un bagno e un letto tutto per me. Ma di alternative proprio non ne ho.</p>
<p>Non ci sono taxi, né mezzi. C’è il <strong>coprifuoco</strong> e ogni cittadino trovato a non rispettarlo deve fornire alle autorità prove che giustifichino l’uscita e durante il nostro tragitto a piedi di circa mezz’ora veniamo fermati tre volte. La polizia e i civili incaricati controllano i documenti: passaporto e biglietto dell’autobus. “In città ci sono sabotatori russi” mi dice una guardia armata “Fanno foto a luoghi sensibili. Siamo costretti a controllare ogni singolo cittadino che vediamo per strada la notte”, anche se ormai, penso, è quasi l’alba e forse Leopoli potrà godersi ancora un altro giorno senza troppi sabotatori in città.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/ecco-il-grande-esodo-cosa-succede-lungo-la-frontiera-tra-polonia-e-ucraina.html">&#8220;Ecco il grande esodo: cosa succede lungo la frontiera tra Polonia e Ucraina&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anche l’Ucraina ha la sua guerra fra oligarchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/anche-lucraina-ha-la-sua-guerra-fra-oligarchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 09:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[oligarchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1403" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-300x219.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-1024x748.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-768x561.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-1536x1123.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-2048x1497.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In America li chiamano robber barons, nelle ex Repubbliche sovietiche sia chiamano oligarchi. Hanno accumulato grandi ricchezze dopo il crollo dell’Urss, e questo ha permesso loro di divenire un luogo decentrato della politica in Russia e nelle ex nazioni satelliti. La crisi ucraina li ha riportati alla ribalta, poiché target di parte delle sanzioni emanate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-lucraina-ha-la-sua-guerra-fra-oligarchi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1403" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-300x219.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-1024x748.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-768x561.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-1536x1123.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220305100952642_3abb65ed033dc8f9e9b56fcb875dd40c-2048x1497.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In America li chiamano <em>robber barons</em>, nelle ex Repubbliche sovietiche sia chiamano <strong>oligarchi</strong>. Hanno accumulato grandi ricchezze dopo il crollo dell’Urss, e questo ha permesso loro di divenire un luogo decentrato della politica in Russia e nelle ex nazioni satelliti. La <strong>crisi ucraina</strong> li ha riportati alla ribalta, poiché target di parte delle sanzioni emanate dai Paesi occidentali, ma anche perché in molti sperano in un loro ruolo occulto nella eventuale destituzione di <strong>Vladimir Putin</strong>. Ma gli oligarchi non sono solo russi, e la stessa Ucraina ne conosce bene l’importanza e il cerchio magico di potere attorno a loro.</p>
<h2>Dal 1991 al 2013: gli oligarchi in ascesa</h2>
<p>Gli oligarchi sono comparsi sulla scena economica e politica di Kiev dopo il referendum sull&#8217;indipendenza del 1991. Il Paese stava transitando dal sistema sovietico verso l&#8217;economia di mercato con la rapida privatizzazione dei beni statali.</p>
<p>Il loro peso politico-economico ha vissuto una parabola felice sino al 2008, quando si stimò che la ricchezza complessiva dei 50 oligarchi più ricchi dell&#8217;Ucraina era pari all&#8217;85% del PIL. Quell’anno la principale rivista ucraina <em>Korrespondent</em> pubblicò la sua lista annuale dei ricchi ucraini. La scoperta più sorprendente fu la stima della ricchezza dell&#8217;oligarca di Donetsk <strong>Renat Akhmetov</strong>. Akhmetov, il capo di <strong>Systems Capital Management</strong>, all’epoca possedeva un capitale stimato di 31,1 miliardi di dollari, il che lo rendeva la persona più ricca non solo nella CSI ma anche in Europa. Gli anni di instabilità politica sembravano non aver danneggiato la capacità degli oligarchi ucraini di aumentare la propria capitalizzazione durante l&#8217;amministrazione del presidente <strong>Viktor Yushchenko</strong>. La buona stella di Akhmetov sembrava essere legata alla sua personalità: fu il primo, infatti, a rivelare pubblicamente l&#8217;intera portata della sua ricchezza. La terra di Akhmetov nella sola Donetsk nel 2008 aveva un valore di 1 miliardo di dollari. Gli oligarchi ucraini con attività metallurgiche, nel frattempo, negli ultimi anni hanno registrato una rapida crescita a causa dell&#8217;elevata domanda mondiale.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/perche-si-parla-di-una-crisi-tra-ucraina-e-russia.html">Prima dell’aggressione russa del 2014</a>, la presenza importante di oligarchi tra le fila della politica ucraina aveva creato non pochi imbarazzi. La maggiore concentrazione di ricchezza risiedeva all&#8217;interno del <strong>Partito delle Regioni</strong>, la frangia politica dell’ex presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> che, imbarazzato per una così folta presenza seraficamente commentò: &#8220;Se Dio ha dato ad alcuni individui talenti negli affari, allora la cosa più importante è che questo talento vada verso il bene più grande del paese e delle persone che ci vivono&#8221;. Si stima che, alla fine degli anni Duemila, dei 112 miliardi di dollari di patrimonio totale dei 50 più ricchi dell&#8217;Ucraina, 35,4 miliardi di dollari o un terzo del totale erano detenuti da membri del Partito delle Regioni. (<a href="https://forbes.ua/ratings/100-bogateyshikh-ukraintsev-2021-06052021-1536">Dati Eurasia Daily Monitor 2008</a>)</p>
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CAUSALE: Reportage Ucraina<br />
<a href="https://it.insideover.com/project/ucraina-in-fiamme.html?_ga=2.60162158.2144288465.1645442780-1430708240.1599038771"><strong>SOSTIENI IL REPORTAGE</strong></a></p></blockquote>
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<h2>La parabola discendente dopo il 2014</h2>
<p>Nel novembre 2013 la ricchezza degli oligarchi scendeva al 45% (del PIL). Nel 2015, il patrimonio netto totale dei cinque ucraini più ricchi e influenti dell&#8217;epoca (Rinat Akhmetov, Viktor Pinchuk, Ihor Kolomoyskyi, Henadiy Boholyubov e Yuriy Kosiuk) era sceso da $ 21,6 miliardi nel 2014 a 11,85 miliardi di dollari nel giugno 2015.</p>
<p>L’Ucraina è stata definita per questa ragione una <strong>democrazia imperfetta</strong>, poiché gli oligarchi per lungo tempo hanno continuato a fare il bello e il cattivo tempo della politica. Secondo un sondaggio condotto dallo <a href="https://ecfr.eu/archive/page/-/ECFR_160_SURVIVAL_OF_THE_RICHEST-_HOW_OLIGARC1_BLOCK_REFORM_IN_UKRAINE.pdf"><em>European council of foreign relations</em></a> nel 2015 gli Ucraini vedevano negli oligarchi la causa principale della <strong>corruzione dilagante</strong> nel Paese. Sono stati numerosi i tentativi <strong>de-oligarchizzazione</strong>, neologismo molto in voga soprattutto in seguito a <strong>Euromaidan</strong>, ma sul campo poco è stato fatto. Di conseguenza, i nuovi leader ucraini sono stati accusati non solo di tollerare il sistema oligarchico, ma di parteciparvi. In realtà, al 2014 molto era stato fatto, ma il <em>deep state</em> restava un problema endemico. Con la progressiva privatizzazione economica, aggiunta a quella dei beni demaniali, numerosi uomini d&#8217;affari ucraini hanno assunto il controllo dei partiti politici o ne hanno avviati di nuovi per ottenere seggi e influenza presso la <em>Verkhovna Rada</em>.</p>
<p>Stanno alla classifica di <a href="https://forbes.ua/ratings/100-bogateyshikh-ukraintsev-2021-06052021-1536">Forbes</a> del maggio 2021, al primo posto della <em>top ten</em> dei magnati ucraini resta <strong>Rinat Akhmetov</strong>, con il gruppo Metinvest legato al settore metallurgico; lo segue a ruota <strong>Victor Pinchuk </strong>con la Intertubo nello stesso settore, assieme a quello immobiliare; terzo posto per <strong>Costantino Zhevago </strong>e la sua Ferrexpo, sempre legata al settore metallurgia; al quarto posto troviamo invece <strong>Ihor Kolomoisky </strong>con la Ukrnafta nel settore investimenti; nel medesimo settore, al quinto posto <strong>Gennady Bogolyubov</strong>; sesto posto per <strong>Alessandro e Galina Geregi  </strong>con Epicentro K, leader nel commercio al dettaglio e nel settore agroindustriale; seguono <strong>Petro Porošenko </strong>nell’industria alimentare con ROSHEN; <strong>Vadim Novinsky </strong>con Metinvest; <strong>Aleksandr Yaroslavskij </strong>con il gruppo DCH leader nel settore  immobiliare e metallurgico; chiude la decina <strong>Yuriy Kosyuk</strong> con MHP, nel settore agricoltura.</p>
<h2>Ihor Kolomoisky e Viktor Medvedchuk</h2>
<p>Dopo l’elezione di <strong>Zelensky</strong>, numerosi commentatori europei e occidentali, avevano guardato con diffidenza al <em>cursus honorum</em> del nuovo presidente dell’Ucraina. Nessuno, nel 2019, poteva immaginare che quell’uomo sarebbe diventato il simbolo della resistenza all’aggressione russa nonché il comandante in capo di una nazione sotto i bombardamenti. Nonostante si proponesse come un outsider intento a spezzare il potere dell&#8217;élite oligarchica corrotta del Paese, la campagna di Zelenskyy dipendeva fortemente dal sostegno di <strong>Ihor Kolomoisky</strong>, probabilmente l&#8217;oligarca più controverso di tutti. Durante la campagna elettorale, Zelensky nominò l&#8217;avvocato personale di Kolomoisky come consulente chiave, viaggiò all&#8217;estero spesso e volentieri per conferire con l&#8217;allora esiliato Kolomoisky in più occasioni e trasse vantaggio dall&#8217;imprimatur fornitogli dell&#8217;impero dei media dell’oligarca. Giovane, europeo, <em>à la page</em>, pro-UE e pro-NATO, Zelenesky ha poi costruito la sua nuova immagine cercando di trovare un posto nelle dinamiche europee, tentando l’affrancamento dal passato proprio tramite la de-oligarchizzazione, termine diventato molto di moda nei salotti buoni di Kiev.</p>
<p>All’inizio del 2021 Kolomoisky è stato inserito nell&#8217;elenco delle sanzioni statunitensi con l’accusa di corruzione. Nel frattempo, i funzionari del governo ritenuti una minaccia per gli interessi di Kolomoisky sono stati rimossi dai loro incarichi, tra cui il procuratore generale, Ruslan Ryaboshapka, che stava conducendo un&#8217;indagine sull&#8217;oligarca, e il governatore della Banca nazionale ucraina (NBU), Yakiv Smolii. Il primo ministro di Zelenskyy, Oleksiy Honcharuk, è diventato un&#8217;altra vittima dopo aver tentato di allentare il controllo di Kolomoisky su una compagnia elettrica statale. Tutto questo aveva messo in grave difficoltà Zelensky nell’ultimo anno: parallelamente, il disegno di legge che costituisce il fulcro della sua politica di de-oligarchia ha introdotto una precisa definizione di &#8220;oligarca&#8221; che sancisce precisi criteri legati a ricchezza, influenza e proprietà dei beni. Sono stati in molti a sospettare con malizia che i parametri così puntuali fossero individuati specificamente per escludere Kolomoisky dai suoi termini di applicazione.</p>
<p>Più che altro, i paletti così stringenti della de-oligarchizzazione sembravano prendere di mira, invece, gli oligarchi russi, i veri sospettati di tramare contro l’indipendenza e l’autodeterminazione di Kiev. Tra questi <strong>Viktor Medvedchuk</strong>, ritenuto un <em>proxy</em> di Putin in Ucraina. Nel maggio 2021 il procuratore generale dell&#8217;Ucraina ha accusato Medvedchuk di <strong>tradimento e tentato saccheggio di risorse nazionali nella Crimea</strong>, ponendolo agli arresti domiciliari. <a href="https://www.politico.eu/article/the-dirty-dozen-12-people-who-ruined-ukraine/"><em>Politico</em></a> lo ha definito uno dei dodici uomini che ha rovinato l’Ucraina. Medvedchuk, uno dei più stretti collaboratori di Putin e capo di stato maggiore dell&#8217;ex presidente ucraino Viktor Kuchma, quest&#8217;anno si è trovato in una posizione curiosa, in qualità dei principali negoziatori dell&#8217;Ucraina nella sua guerra contro la Russia. Putin è il padrino di uno dei figli di Medvedchuk e gli Stati Uniti lo hanno ritenuto uno dei pochi russi &#8220;che usano le loro risorse o influenza per sostenere o agire per conto di alti funzionari del governo russo&#8221; quando lo hanno sanzionato in seguito all&#8217;invasione russa della Crimea. Medvedchuk, da allora, ha servito come staffetta tra Putin e il presidente ucraino Petro Poroshenko. Nel 2013 ha fondato un gruppo filorusso con l&#8217;obiettivo di allontanare l&#8217;Ucraina dall&#8217;Unione Europea. Quest&#8217;anno, tuttavia, ha rappresentato l&#8217;Ucraina nei colloqui informali con i separatisti filorussi e nei negoziati con i ribelli sugli scambi di prigionieri. Difendendo chi?</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Irpin, sulla linea del fronte</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/irpin-sulla-linea-del-fronte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Irpen (Kiev). La fila di prigionieri con le mani legate dietro la schiena spunta dall'ultima barricata, con i tronchi d'albero appena tagliati e messi di traverso in mezzo alla strada prima di Irpen, la cittadina alle porte di Kiev minacciata dalle truppe russe.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-5-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Irpen (Kiev). La fila di prigionieri con le mani legate dietro la schiena spunta dall&#8217;ultima barricata, con i tronchi d&#8217;albero appena tagliati e messi di traverso in mezzo alla strada prima di Irpen, la cittadina alle porte di Kiev minacciata dalle truppe russe. Un militare col dito sul grilletto scorta i cinque «russi», secondo lui, nelle retrovie dove verranno interrogati come sospetti sabotatori. Il primo segnale che il fronte a nord della capitale è duro. Il secondo sono i colpi di artiglieria in partenza a cominciare da una batteria multipla ucraina nascosta da qualche parte. Si sentono distintamente i sibili continui e micidiali dei razzi che partono verso le postazioni nemiche. E i russi rispondono sempre con l&#8217;artiglieria. «Giornalista, mettiti l&#8217;elmetto e stai al coperto. Oggi arrivano meno granate, ma non si sa mai. Stiamo evacuando i civili», spiega un militare ucraino in perfetto inglese. Un autobus giallo è zeppo di sfollati. Dietro i finestrini appannati i volti sono tristi e tesi. Quasi tutte donne e bambini perché gli uomini li hanno portati in salvo e sono tornati a combattere per difendere la propria casa.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/dietro-le-barricate-della-citta-fantasma-siamo-tagliati-fuori-leuropa-ci-salvi.html">QUI</a> per il reportage completo</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Il battaglione O</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-battaglione-o</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:20:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Sono i combattenti duri e puri che vogliono resistere contro l'avanzata dei russi. E promettono battaglia: "Combatteremo casa per casa. Putin? Il nuovo Mussolini"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-battaglione-o">REPORTAGE | Il battaglione O</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-5-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Sono i combattenti duri e puri che vogliono resistere contro l&#8217;avanzata dei russi. E promettono battaglia: &#8220;Combatteremo casa per casa. Putin? Il nuovo Mussolini&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>REPORTAGE &#124; Danni collaterali</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/danni-collaterali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Continuano i bombardamenti russi su Kiev. L'artiglieria di Mosca non colpisce solamente obiettivi militari, ma anche civili. E i risultati, spesso, sono devastanti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-4-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Continuano i bombardamenti russi su Kiev. L&#8217;artiglieria di Mosca non colpisce solamente obiettivi militari, ma anche civili. E i risultati, spesso, sono devastanti.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/i-missili-russi-su-kiev-le-stazioni-come-rifugi.html">QUI</a> per il reportage completo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>REPORTAGE &#124; In fuga da Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/in-fuga-da-kiev</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il panico sta travolgendo la popolazione. La stazione centrale, nei pressi della quale in serata è caduto un frammento di un missile russo abbattuto dalla contraerea, è invasa da una valanga umana, che cerca disperatamente di salire su un treno verso ovest, il più lontano possibile dalle truppe russe.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-3-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Il panico sta travolgendo la popolazione. La stazione centrale, nei pressi della quale in serata è caduto un frammento di un missile russo abbattuto dalla contraerea, è invasa da una valanga umana, che cerca disperatamente di salire su un treno verso ovest, il più lontano possibile dalle truppe russe. Molte partenze sono cancellate e la gente ha il volto scuro o disperato. Un anziano con una gamba sola avanza sulle stampelle. Giovani famiglie con i figli piccoli in braccio si accalcano per raggiungere i binari. Nel caos generale tutti chiedono informazioni: «Il biglietto è gratis?», «Quando possiamo partire?», «La ferrovia è sicura? Non bombardano?». Sì, bombardano. C&#8217;è stata una nuova potente esplosione vicino alla stazione ferroviaria a Kiev, hanno colpito la centrale per il riscaldamento. Il gelo come alleato di guerra. Ma gli ucraini in fuga si accalcano sui binari per prendere d&#8217;assalto i treni. I vagoni che partono per Leopoli sono strapieni, ma un popolo disperato preme per salire ad ogni costo. Qualcuno prega, altri si arrabbiano e alla fine arriva l&#8217;ordine da stato di guerra: «Salgono solo donne e bambini». Un gigantesco controllore deve chiudere le porte del treno in faccia a padri, fidanzati e fratelli. C&#8217;è chi piange, urla e si dispera, ma bisogna salvare i più deboli. Anche per chi vi scrive sono scene strazianti, peggio della guerra vera di bombe e proiettili. I bambini sono atterriti e stringono i peluche, le coppie non riescono a staccarsi dall&#8217;ultimo abbraccio. «Voglio solo andarmene. Qualsiasi posto lontano dalla guerra va bene», dice Marina che non trattiene le lacrime.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/i-missili-russi-su-kiev-le-stazioni-come-rifugi.html">QUI</a> per il reportage completo</p>
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		<item>
		<title>REPORTAGE &#124; L&#8217;ospedale pediatrico</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/lospedale-pediatrico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 16:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La sirena dell'allarme aereo comincia ad ululare quando ci avviciniamo al più importante ospedale di Kiev. I 300 pazienti rimasti sono stati tutti sposati nei rifugi. In gran parte bambini in attesa di trapianti di midollo o con patologie importanti, che non possono tornare a casa. Il sotterraneo è basso con i letti sistemati per terra. La luce fioca rende l'atmosfera simile a un girone dantesco dove i più piccoli, per di più malati, sopravvivono dall'inizio della guerra. «Guardate in che condizioni siamo costretti in questo rifugio. Molti bambini hanno la temperatura alta. Ho dei figli a casa, ma non posso abbandonare queste donne ed i loro piccoli» spiega Victoria, una coraggiosa infermiera bionda con i guanti blu. Una mamma spinge il neonato in carrozzina, un'altra imbocca la figlia piccola attaccata a una flebo. Sembra il secondo conflitto mondiale, ma siamo nel 2022. «Come faremo? Non ci sono abbastanza medicine, non riusciamo ad accudire i nostri figli al meglio. Maledetta guerra», sbotta Roxana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/maxresdefault-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>La sirena dell&#8217;allarme aereo comincia ad ululare quando ci avviciniamo al più importante ospedale di Kiev. I 300 pazienti rimasti sono stati tutti sposati nei rifugi. In gran parte bambini in attesa di trapianti di midollo o con patologie importanti, che non possono tornare a casa. Il sotterraneo è basso con i letti sistemati per terra. La luce fioca rende l&#8217;atmosfera simile a un girone dantesco dove i più piccoli, per di più malati, sopravvivono dall&#8217;inizio della guerra. «Guardate in che condizioni siamo costretti in questo rifugio. Molti bambini hanno la temperatura alta. Ho dei figli a casa, ma non posso abbandonare queste donne ed i loro piccoli» spiega Victoria, una coraggiosa infermiera bionda con i guanti blu. Una mamma spinge il neonato in carrozzina, un&#8217;altra imbocca la figlia piccola attaccata a una flebo. Sembra il secondo conflitto mondiale, ma siamo nel 2022. «Come faremo? Non ci sono abbastanza medicine, non riusciamo ad accudire i nostri figli al meglio. Maledetta guerra», sbotta Roxana.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/i-missili-russi-su-kiev-le-stazioni-come-rifugi.html">QUI</a> per il reportage completo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/lospedale-pediatrico">REPORTAGE | L&#8217;ospedale pediatrico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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