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	<title>Coalizione internazionale anti Isis Archives - InsideOver</title>
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	<title>Coalizione internazionale anti Isis Archives - InsideOver</title>
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		<title>Nella guerra al califfato un&#8217;unità Usa avrebbe fatto strage di civili in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nella-guerra-al-califfato-un-unita-usa-avrebbe-fatto-strage-di-civili-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 06:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione internazionale anti Isis]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Raid Usa contro lo Stato islamico (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa-1024x706.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 9 marzo 2017 la città di Raqqa era sotto pesante bombardamento. Lì aveva sede il califfato islamico proclamato tre anni prima da Abu Bakr Al Baghdadi e per la coalizione a guida Usa è molto importante aiutare dal cielo l&#8217;avanzata delle milizie curde Sdf, le quali hanno già preso in mano buona parte dell&#8217;est &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-guerra-al-califfato-un-unita-usa-avrebbe-fatto-strage-di-civili-in-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-guerra-al-califfato-un-unita-usa-avrebbe-fatto-strage-di-civili-in-siria.html">Nella guerra al califfato un&#8217;unità Usa avrebbe fatto strage di civili in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Raid Usa contro lo Stato islamico (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Raid-Usa-1024x706.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 9 marzo 2017 la città di <strong>Raqqa</strong> era sotto pesante bombardamento. Lì aveva sede il califfato islamico proclamato tre anni prima da <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-era.html">Abu Bakr Al Baghdadi</a> e per la coalizione a guida Usa è molto importante aiutare dal cielo l&#8217;avanzata delle <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">milizie curde Sdf</a>, le quali hanno già preso in mano buona parte dell&#8217;est della Siria. Quel giorno gli attacchi si erano fatti sempre più incessanti. Molti civili hanno quindi provato a scappare. Una fonte militare pochi giorni fa al <em><a href="https://www.nytimes.com/2021/12/12/us/civilian-deaths-war-isis.html">New York Times</a> </em>ha svelato alcuni retroscena proprio di quella giornata. A un certo punto infatti sarebbero partiti dei colpi verso le imbarcazioni di profughi che cercavano la via di uscita da Raqqa navigando sull&#8217;Eufrate. A sparare non sono stati miliziani dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a>, bensì membri di uno specifico gruppo speciale statunitense. Si tratta dei <strong>Talon Anvil</strong>. Anche da questa testimonianza è partita un&#8217;inchiesta giornalistica capace di portare a galla una verità che sta facendo discutere e non poco negli Usa: durante la campagna anti Isis in Siria, i Talon Anvil avrebbero ucciso decine di civili.</p>
<h2>L&#8217;inchiesta del New York Times</h2>
<p>Da quei mesi in cui la coalizione Usa è stata impegnata con i raid anti Isis sono passati più di tre anni. Il califfato è definitivamente caduto nel marzo del 2019 dopo che curdi da un lato e siriani, supportati dai russi, dall&#8217;altro hanno stretto in una morsa il territorio conquistato nel 2014 dallo Stato Islamico in Siria. Tre anni non sono tanti, ma nemmeno pochi. E molti retroscena stanno via via emergendo dagli archivi del Pentagono e della Difesa statunitense. Proprio al Pentagono ha lavorato fino a non molto tempo fa<strong> Larry Lewis</strong>. In un rapporto del 2018 ha messo in evidenza un numero di vittime civili in Siria sproporzionato rispetto ad altre guerre condotte dagli Usa. Si parla addirittura di una cifra mediamente superiore di dieci volte a quella riportata dalle operazioni condotte in <strong>Afghanistan</strong>. Intervistato dal New York Times, Lewis non ha avuto dubbi: l&#8217;aumento di vittime civili durante la guerra al califfato è riconducibile alla presenza in Siria dei Talon Anvil. Da qui parte l&#8217;inchiesta che ha coinvolto anche numerose fonti militari in quel tempo impegnate nel Paese arabo. Una di queste ha appunto raccontato l&#8217;episodio di Raqqa del 9 marzo 2017. Una squadra di Talon Anvil ha aperto il fuoco contro civili stipati nelle imbarcazioni. Si trattava di gente disarmata che sperava quanto prima di mettersi in salvo dai bombardamenti sulla capitale del califfato. E invece quel giorno almeno in 30 sarebbero morti.</p>
<p>Il motivo di quella scellerata incursione non è noto. Ma la fonte militare ha fatto presente che spesso i membri della Talon Anvil sparavano senza sapere se realmente davanti a loro c&#8217;erano obiettivi militari. Si apriva il fuoco non appena qualcosa dinnanzi agli obiettivi si muoveva. Come ad esempio è accaduto nel 2016 a <strong>Manbij</strong>, città del nord della Siria occupata nell&#8217;estate di quell&#8217;anno dalle milizie Sdf dopo averla strappata all&#8217;Isis. Durante un&#8217;incursione dei Talon Anvil, tre agricoltori intenti a lavorare nella loro terra, sempre secondo le fonti sentite dal New York Times, sarebbero morti. Poco dopo l&#8217;episodio di Raqqa del marzo 2017 invece, è stato registrato un altro attacco sospetto nella località di <strong>Al Karama</strong>. A parlarne al quotidiano newyorkese è stato un ufficiale, il quale aveva accesso a una chat riservata ai militari impegnati nella campagna siriana anti Isis. Un membro della Talon Anvil ha scritto di aver verificato l&#8217;evacuazione di tutti i civili della zona: &#8220;Chiunque sia rimasto è un combattente nemico &#8211; ha specificato nella chat &#8211; Trova molti obiettivi per noi oggi perché vogliamo andare a <em>Winchester</em>&#8220;. Quest&#8217;ultima espressione in gergo sta ad indicare la volontà di usare tutti gli armamenti in quel momento in dotazione. Non appena lo stesso operatore della Talon Anvil ha colto alcuni movimenti, ha iniziato a gettare bombe su un edificio. L&#8217;ufficiale al New York Times ha raccontato la scena drammatica emersa poco dopo: da quell&#8217;edificio è stato possibile notare diversi civili, tra cui donne e bambini, feriti e mutilati dall&#8217;esplosione. Secondo <em>Airwars</em>, un gruppo di giornalisti indipendenti che ha seguito gli eventi bellici in Siria, a causa di quell&#8217;incursione sono morti 14 civili.</p>
<h2>Chi sono i Talon Anvil</h2>
<p>I dati raccolti dal New York Times testimonierebbero quindi la mano dei Talon Anvil dietro il numero elevato di vittime civili in Siria. Ma da chi è costituito il gruppo? E come mai è stato inviato nella guerra contro il califfato? Larry Lawis ha spiegato come dietro al nome Talon Anvil si celi una forza speciale impiegata in alcuni dei contesti più difficili. Il loro numero è però limitato. In Siria sarebbero state impiegate non più di venti unità. Le fonti militari interpellate dal quotidiano hanno specificato come l&#8217;obiettivo dei Talon Anvil era quello di <strong>velocizzare</strong> la caduta dell&#8217;Isis. Dunque ogni mezzo e soprattutto ogni metodo impiegato era lecito. Anche quello di sparare senza aver la sicurezza prima di non coinvolgere civili. Ma la forza speciale non ha preso ordini dal Pentagono. Il loro operato era sotto la diretta dipendenza della <em>Delta Force</em>, il gruppo quindi ha agito rispondendo a ufficiali di secondo rango.</p>
<p>Il generale <strong>Stephen J. Townsend</strong>, comandante dell&#8217;offensiva anti Isis, ha parlato di vittime figlie degli effetti collaterali della guerra. In poche parole, se in Siria sono stati registrati più morti civili che altrove è per la delicatezza delle operazioni militari contro il califfato. Ma in tanti negli Usa non sono d&#8217;accordo con questa ricostruzione: &#8220;Le perdite civili sono state molto più alto di quanto mi sarei aspettato da un&#8217;unità statunitense &#8211; ha detto Lewis &#8211; Il fatto che sia aumentato drammaticamente e costantemente per un periodo di anni mi ha scioccato&#8221;. Il New York Times ha sentito anche un membro dei Talon Anvil. Secondo lui nessuno voleva deliberatamente uccidere civili. L&#8217;ordine di avanzare in fretta e i pochi uomini a disposizione del gruppo sarebbe la causa di tutto: &#8220;Incursione dopo incursione &#8211; si legge &#8211; lo <strong>stress</strong> dei membri del gruppo è aumentato e questo ha logorato la loro umanità&#8221;. I dati ufficiali del Pentagono parlano di 1.417 civili uccisi dai bombardamenti Usa in Siria. Airwars invece stima una cifra che potrebbe sforare le diecimila vittime. Di certo, quanto accaduto in quegli anni sarà oggetto di discussione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-guerra-al-califfato-un-unita-usa-avrebbe-fatto-strage-di-civili-in-siria.html">Nella guerra al califfato un&#8217;unità Usa avrebbe fatto strage di civili in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il coronavirus ha fermato la missione internazionale anti Isis in Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-ha-fermato-la-missione-internazionale-anti-isis-in-iraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 08:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione internazionale anti Isis]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Militari Usa in Iraq (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;emergenza coronavirus ha bloccato anche la missione internazionale anti Isis in Iraq. La coalizione a guida Usa infatti, nei giorni scorsi ha comunicato la sospensione di ogni attività nel Paese arabo, la quale ha tra i suoi compiti quella di addestrare ed aiutare le forze di sicurezza locali per permettere alle autorità di Baghdad il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-ha-fermato-la-missione-internazionale-anti-isis-in-iraq.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-ha-fermato-la-missione-internazionale-anti-isis-in-iraq.html">Il coronavirus ha fermato la missione internazionale anti Isis in Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Militari Usa in Iraq (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Soldati-Stati-Uniti-in-Iraq-durante-tensioni-con-lIran-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;emergenza <strong>coronavirus</strong> ha bloccato anche la missione internazionale <strong>anti Isis</strong> in Iraq. La coalizione a guida Usa infatti, nei giorni scorsi ha comunicato la sospensione di ogni attività nel Paese arabo, la quale ha tra i suoi compiti quella di addestrare ed aiutare le forze di sicurezza locali per permettere alle autorità di Baghdad il controllo del territorio. L&#8217;epidemia, che coinvolge anche in medio oriente e che ha toccato anche l&#8217;Iraq, ha quindi per adesso messo fuori gioco le truppe della <strong>coalizione</strong>. Una sospensione momentanea, è stato precisato, ma che si prevede comunque lunga: la <strong>Francia</strong> infatti, dal canto suo, ha annunciato di aver ritirato le proprie truppe.</p>
<h2>Il ritiro francese e la sospensione delle attività</h2>
<p>Per adesso Parigi sembra aver preso la decisione più drastica tra i vari Paesi impegni in Iraq. La stessa coalizione infatti, ha annunciato il provvisorio ritiro dei soldati francesi dal campo di battaglia per prevenire eventuali contagi ed attuare le rigide misure di sicurezza anti Covid-19: &#8220;A partire da questo 26 marzo &#8211; <a href="https://www.agenzianova.com/a/5e7e1f144f0a32.02001360/2867893/2020-03-26/iraq-coronavirus-la-coalizione-sospende-attivita-di-addestramento-e-la-francia-ritira-gli-uomini/linked">si legge in un comunicato della coalizione anti Isis</a> &#8211; la Francia ha ritirato le sue truppe dispiegate in Iraq fino avviso&#8221;. Nella stessa nota, si è appreso che già da giovedì sono iniziate le procedure di rimpatrio dei soldati transalpini. A partire sono i soldati che, sia a Baghdad che in altre aree del Paese, fino alle scorse ore erano impegnati insieme ai propri alleati nell&#8217;addestramento delle truppe irachene.</p>
<p>Sempre nel comunicato della coalizione, è stato specificato che la scelta compiuta dall&#8217;Eliseo è stata preventivamente concordata con il governo di Baghdad: in particolare, l&#8217;esecutivo francese ha avvisato i vertici ed i responsabili militari iracheni della decisione, avviando quindi di comune accordo tutte le procedure volte a garantire i rimpatri. La Francia però, è stato specificato sia da Parigi che dalla coalizione internazionale, dovrebbe limitarsi all&#8217;evacuazione dei soldati soltanto nell&#8217;ambito iracheno: &#8220;Il governo francese &#8211; si legge ancora nel comunicato &#8211; resta in ogni caso impegnato in medio oriente, perché la lotta allo Stato Islamico va avanti&#8221;. Le truppe francesi, in particolare, dovrebbero rimanere in <strong>Kuwait</strong> ed in <strong>Qatar</strong>.</p>
<h2>Il coronavirus in Iraq</h2>
<p>Intanto in tutto il Paese arabo si fanno i conti con l&#8217;emergenza legata al Covid-19. <a href="https://it.insideover.com/politica/l-iraq-stretto-nella-morsa-della-crisi-politica-e-del-coronavirus.html">Qui l&#8217;epidemia ha iniziato a far paura già a metà febbraio</a>, quando dal vicino <strong>Iran</strong> iniziavano a giungere notizie sui primi casi di contagio. La situazione ha destato da subito preoccupazione, in quanto il sistema sanitario locali appare gravemente deficitario: le guerre degli ultimi anni, ma anche i problemi relativi alla corruzione ed ai pochi investimenti in materia, hanno fatto sì che il sistema iracheno fosse tra i meno sviluppati della regione e tra i meno affidabili. Per questo da subito il governo di Baghdad ha provato ad arginare la situazione, attuando la chiusura delle frontiere e creando aree di stretto controllo lì dove si sono verificati i primi contagi.</p>
<p><a href="https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6">Attualmente in Iraq si contano 458 casi di Covid-19 confermati</a>, con almeno 40 vittime accertate. Ma i numeri potrebbero essere nettamente più alti: per il momento l&#8217;emergenza appare attenuata, ma il picco anche nel Paese arabo potrebbe non essere ancora sopraggiunto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-ha-fermato-la-missione-internazionale-anti-isis-in-iraq.html">Il coronavirus ha fermato la missione internazionale anti Isis in Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tensione in Iraq dopo l&#8217;attacco contro la base di Taji</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tensione-in-iraq-dopo-lattacco-contro-la-base-di-taji.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 10:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione internazionale anti Isis]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una serie di esplosioni, dei razzi che piovono all&#8217;interno di una delle basi più importanti a nord di Baghdad e tante domande sulle responsabilità dell&#8217;attacco e sul futuro dell&#8217;Iraq. Si può sintetizzare in questa maniera quanto avvenuto nella serata di lunedì a Taji, un campo militare ad appena 27 km a nord dalla capitale. In &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tensione-in-iraq-dopo-lattacco-contro-la-base-di-taji.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tensione-in-iraq-dopo-lattacco-contro-la-base-di-taji.html">Tensione in Iraq dopo l&#8217;attacco contro la base di Taji</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9740015-e1561113254874-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una serie di esplosioni, dei razzi che piovono all&#8217;interno di una delle basi più importanti a nord di Baghdad e tante domande sulle responsabilità dell&#8217;attacco e sul futuro dell&#8217;Iraq. Si può sintetizzare in questa maniera<a href="https://www.reuters.com/article/us-iraq-security/rockets-hit-iraqi-base-hosting-us-forces-near-baghdad-military-idUSKCN1TI2L2"> quanto avvenuto nella serata di lunedì</a> a <strong>Taji</strong>, un campo militare ad appena 27 km a nord dalla capitale. In questa base, un tempo principale riferimento logistico della Guardia Repubblicana di Saddam Hussein, non solo si trovano reparti d&#8217;élite dell&#8217;esercito iracheno ma sono ospitati anche diversi soldati Usa. Ecco perchè l&#8217;episodio di lunedì sera appare molto grave.</p>
<h2>I razzi piovuti su Taji</h2>
<p>Tutto inizia nella tarda serata irachena: sono alcune esplosioni a scuotere la base ed a mettere in allerta sia l&#8217;esercito di Baghdad che le truppe Usa stanziate in questa base importante soprattutto perchè tra le più vicine a Baghdad. Così come descritto da molti media locali, inizialmente le forze irachene sembrano colte di sorpresa dall&#8217;attacco: la situazione nel paese è sempre di grave tensione, ma le sacche dell&#8217;<strong>Isis</strong> più attive si trovano nella provincia di Al Anbar ed in quella di Ninive, non risultano presenti gruppi terroristici attrezzati con armi pesanti nei dintorni della capitale.</p>
<p>I razzi piovono proprio all&#8217;interno del perimetro della base di Taji, una circostanza questa che fa temere la presenza di soldati feriti o deceduti. Al contrario delle voci circolate nelle prime ore successive all&#8217;attacco, non risultano per fortuna soldati coinvolti. Sia le truppe irachene che quelle americane, al pari di quelle di altri alleati della coalizione anti Isis, non subiscono perdite. A preoccupare però è la relativa facilità con la quale una base poco più a nord di Baghdad, considerata tra le più importanti, diventa preda di un non meglio specificato attacco che rischia di creare seri guai al personale ed alle infrastrutture.</p>
<h2>Le indagini delle autorità irachene</h2>
<p>E adesso Baghdad ha una bella gatta da pelare: gli inquirenti delle forze di sicurezza devono stabilire chi ha condotto l&#8217;attacco contro Taji. Un episodio quest&#8217;ultimo grave anche perchè potrebbe dare vita ad un pericoloso precedente. Gli occhi, in un paese come l&#8217;Iraq, sono ovviamente indirizzati verso l&#8217;Isis: il <strong>califfato</strong>, pur se sconfitto militarmente, mantiene nel paese diverse cellule attive forti del radicamento dovuto a quattro anni di dominio territoriale nelle regioni nord occidentali. Attorno <strong>Mosul</strong>, così come in diverse località dell&#8217;Al Anbar, si registrano numerosi attacchi da parte di miliziani ancora non completamente sconfitti anche dopo la caduta delle ultime roccaforti sia in Iraq che in Siria. Ma, come detto in precedenza, l&#8217;Isis non ha cellule attive per di più equipaggiate con mezzi pesanti attorno a Baghdad. Il califfato potrebbe essere riuscito a piazzare alcuni gruppi jihadisti alle porte della capitale, cogliendo dunque di sorpresa le forze irachene, oppure potrebbe anche non essere implicato nell&#8217;attacco a Taji.</p>
<p>E gli occhi a questo punto si spostano su un fronte non proprio ben voluto dal governo iracheno, quello cioè dello scontro tra <strong>Iran</strong> ed <strong>Usa</strong>. In Iraq, in funzione anti Isis, operano diverse milizie sciite od a maggioranza sciite, appoggiate da Teheran. Dei razzi che piovono alle porte di Baghdad su una base che ospita anche americani,<a href="https://www.militarytimes.com/news/your-military/2019/06/17/rockets-land-in-iraqs-camp-taji-home-to-us-military-personnel/"> non sono certo un bel segnale</a> specie in giorni in cui nel Golfo si assiste ad un&#8217;escalation delle tensioni tra Stati Uniti ed Iran a seguito degli incidenti con le petroliere. Dunque, improvvisa provocazione di gruppi vicini all&#8217;Iran od azione compiuta da forze che hanno tutto l&#8217;interesse a veder ulteriormente deteriorati i rapporti tra Teheran e Washington?</p>
<p>Gli inquirenti iracheni devono dare risposte proprio a pochi giorni dalle dichiarazioni dei principali esponenti del governo di Baghdad, i quali più di una volta affermano di non voler entrare nelle attuali tensioni tra Iran ed Usa visti i buoni rapporti intrattenuti con entrambi i paesi. C&#8217;è però da dire che sia sulla stampa statunitense che su quella iraniana, l&#8217;attacco alla base di Taji passa quasi sottogamba e non ha molto rilievo. Da entrambe le parti forse si aspettano questa volta gli esiti delle indagini da parte irachena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tensione-in-iraq-dopo-lattacco-contro-la-base-di-taji.html">Tensione in Iraq dopo l&#8217;attacco contro la base di Taji</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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