<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bolivia Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/bolivia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/bolivia</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 May 2026 12:52:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Bolivia Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/bolivia</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>I voli dall’Argentina alla Bolivia: armi per la polizia spacciate per aiuti umanitari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/aiuti-umanitari-o-repressione-aerei-argentini-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518334</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli aerei militari argentini decollati verso la Bolivia con "aiuti umanitari" nascondono equipaggiamento antisommossa? Mentre Rodrigo Paz reprime le proteste con morti e arresti, crescono i dubbi sul ruolo di Milei e le ombre del 2019 si allungano sul presente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/aiuti-umanitari-o-repressione-aerei-argentini-bolivia.html">I voli dall’Argentina alla Bolivia: armi per la polizia spacciate per aiuti umanitari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525220212208_0287395d8f60f026601c3cad9d70eaf3-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre le strade boliviane sono teatro delle <strong>proteste di piazza </strong>contro le politiche di stampo neoliberista del<strong>presidente Rodrigo Paz</strong>, nel Paese andino, appena qualche giorno fa, sono atterrati <strong>aerei decollati da basi argentine</strong> per portare “aiuti umanitari” alla popolazione, provata da <strong>una delle più gravi crisi economiche e politiche degli ultimi decenni</strong>. A distanza di alcune ore, il deputato boliviano <strong>Rolando Pacheco e l’ex presidente Evo Morales</strong> hanno denunciato che i mezzi in realtà trasportavano materiale per reprimere le mobilitazioni.&nbsp;</p>



<p>Un’accusa che ha avuto riverberi anche nella stessa Argentina, dove alcuni deputati del blocco peronista <em>Unión por la Patria</em> hanno presentato una <strong>richiesta di informazioni al governo Milei.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Washington a Buenos Aires: chi sostiene Paz</strong></h2>



<p>Nel quadro delle tensioni sociali che attraversano il Paese, il governo Paz ha fatto <strong>ricorso a misure repressive</strong>, mobilitando la polizia e l&#8217;esercito e alimentando ulteriormente le tensioni. Lo scorso sabato, le operazioni di polizia militare hanno provocato scontri violenti, numerosi arresti e <strong>la morte di un uomo di 24 anni, Víctor Cruz Quispe</strong>,per una ferita da arma da fuoco.</p>



<p>A supportare Paz ci sono sia Washington che Tel Aviv —&nbsp;che hanno più volte espresso la loro vicinanza al presidente boliviano attraverso gli account ufficiali del Dipartimento di Stato e del Ministero degli Esteri —&nbsp;e tutti i governi regionali allineati con la politica statunitense, in particolare quello di Javier Milei, il quale non si è limitato a un mero appoggio di facciata.</p>



<p>Lo scorso 16 maggio <a href="https://www.cancilleria.gob.ar/es/actualidad/noticias/mision-humanitaria-de-la-republica-argentina-en-bolivia">il Ministero degli Esteri e il Ministero della Difesa argentini hanno emesso un comunicato congiunto</a> per annunciare <strong>una prima missione con un C-130 Hercules dell&#8217;Aeronautica Militare del Paese</strong> che avrebbe trasportato beni di prima necessità in Bolivia «nel contesto delle proteste e dei blocchi stradali che hanno causato difficoltà nell&#8217;approvvigionamento di cibo e beni essenziali per la popolazione». <strong>Il ponte aereo umanitario sarebbe proseguito nei giorni seguenti</strong>, attraverso il trasferimento progressivo di maggiori quantità di cibo e altri beni di prima necessità. Un gesto che è valso a Milei un ringraziamento pubblico da parte di Paz, mentre l’argentino, in risposta, <a href="https://x.com/JMilei/status/2055503013175791638">ha sottolineato come Buenos Aires intenda così sostenere</a> «le autorità democraticamente elette di fronte a coloro che cercano di destabilizzare e ostacolare il cammino della libertà e del progresso», dipingendo di fatto le mobilitazioni popolari come una sorta di tentativo di colpo di stato.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I dubbi sul ponte aereo argentino</strong></h2>



<p>Intanto in Bolivia hanno iniziato a circolare segnalazioni da parte di organizzazioni sociali, leader sindacali e figure politiche —&nbsp;tra cui Evo Morales —&nbsp;che mettevano in guardia sul <strong>trasferimento di equipaggiamento antisommossa nell&#8217;ambito dell’operazione argentina</strong>. Secondo quanto riportato dall&#8217;ex presidente, sarebbero stati alcuni militari boliviani a riferire che l&#8217;aereo era stato utilizzato per trasportare attrezzature di questo tipo, e ha inoltre precisato che si trattava di due aerei Hercules, come confermato da Rodrigo Paz, e non di uno solo, come riportato dalle autorità argentine (la Casa Rosada non ha fornito chiarimenti in merito).</p>



<p>Nel paese guidato da Milei, lo scorso 18 maggio, i deputati German Martinez, Cecilia Moreau e Juan Marino —&nbsp; insieme ad altri colleghi di <em>Unión por la Patria</em> — hanno presentato <strong>una richiesta di chiarimento al governo, </strong>chiedendo dettagli su carico dei due aerei, personale a bordo, accordi militari con la Bolivia e collegamenti con l’operazione <em>Escudo de las Américas</em>, l’iniziativa di cooperazione militare e di sicurezza, annunciata lo scorso marzo da Donald Trump durante un vertice a Miami con vari leader dell’emisfero occidentale.</p>



<p>Marino, in un suo post su X, ha evocato inoltre vicende risalenti al 2019, molto affini a quanto starebbe avvenendo in questi giorni. Il deputato ha infatti ricordato come, in quell’anno, il governo dell’allora presidente Macri avesse inviato in Bolivia un C‑130 con il Gruppo Alacrán, accompagnato da <strong>decine di migliaia di munizioni antisommossa e granate lacrimogene</strong> non dichiarate nei registri, poi <strong>consegnate al governo golpista di Áñez</strong> alla vigilia dei massacri di Sacaba e Senkata. Quella spedizione fu autorizzata da una risoluzione firmata da Patricia Bullrich, oggi senatrice e capogruppo del blocco di governo al Senato.</p>



<p>«Per questo, la sola parola del governo argentino non basta. Serve documentazione, manifesti di carico verificati, lista del personale imbarcato, quadro giuridico dell&#8217;operazione. È questo che chiediamo», ha ribadito Marino. Il quale ha peraltro sottolineato l&#8217;indifferenza del governo argentino di fronte ad altre emergenze umanitarie —&nbsp;come quella in atto a Cuba —&nbsp;e concluso: «È falso che le manifestazioni siano destabilizzanti, come hanno sostenuto Milei e il governo statunitense. Rompere lo Stato di Diritto significa massacrare le mobilitazioni e impedire l&#8217;esercizio del diritto alla protesta».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🚨 Presentamos un pedido de informes al gobierno de Milei por el envío de dos aviones militares Hércules C-130 a Bolivia, en pleno proceso de represión a la rebelión popular masiva contra el gobierno de Paz Pereira. El diputado opositor boliviano Rolando Pacheco (Alianza Popular)…</p>&mdash; Juan Marino (@JuanMarinoTPR) <a href="https://twitter.com/JuanMarinoTPR/status/2056365152887250955?ref_src=twsrc%5Etfw">May 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“Capitalismo per tutti&#8221;: lo slogan ingannevole che ha acceso la rivolta</strong></h2>



<p>Da oltre tre settimane la Bolivia è attraversata da un’ondata di proteste e blocchi stradali, tesi a <strong>ottenere le dimissioni di Paz</strong>, in carica da appena sei mesi. Membro della casta tradizionale boliviana — figlio dell&#8217;ex presidente Jaime Paz e pronipote dell&#8217;ex presidente Victor Paz —&nbsp;, l’attuale capo di Stato boliviano è riuscito a presentarsi, durante la campagna elettorale, come un&#8217;opzione moderata rispetto agli altri due candidati di destra —&nbsp;Tuto Quiroga e Samuel Doria Medina —&nbsp;e come risposta al malcontento delle classi popolari dovuto alla disputa interna al partito MAS tra Luis Arce ed Evo Morales. Paz ha promesso di attuare politiche nel segno dell’<strong>accattivante quanto ingannevole slogan “capitalismo per tutti”.</strong> Le dichiarazioni di intenti hanno presto lasciato spazio a una serie di misure, effettivamente coerenti con l’ordine capitalista e, dunque, volte ad avvantaggiare una ristretta élite, deludendo le aspettative del blocco popolare, che ha infatti accolto tali politiche con crescente malcontento. Tra le misure ci sono l’<strong>aumento drastico dei prezzi dei carburanti</strong>; la <strong>vendita delle risorse naturali</strong> —&nbsp;su cui il governo è stato costretto a fare marcia indietro; l&#8217;<strong>eliminazione delle tasse sui grandi patrimoni; episodi di corruzione; la distribuzione di benzina adulterata</strong>, che ha danneggiato veicoli e macchinari agricoli in un paese già in recessione. La misura più dirompente è stata però<strong> la promulgazione della Legge 1720</strong>, che ha introdotto la possibilità di trasformare le piccole proprietà contadine — storicamente protette — in proprietà aggredibili da creditori e sequestri, colpendo al cuore una società a maggioranza indigena che vive della propria terra. L&#8217;insieme di questi provvedimenti ha dato avvio a <strong>un nuovo ciclo di mobilitazioni popolari</strong> che proseguono ancora oggi e che sono sostenute dall’ex presidente Morales.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/aiuti-umanitari-o-repressione-aerei-argentini-bolivia.html">I voli dall’Argentina alla Bolivia: armi per la polizia spacciate per aiuti umanitari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bolivia, alle origini della crisi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bolivia-alle-origini-della-crisi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 06:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=241733</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1485" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi Bolivia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366-1024x522.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>La parabola di Evo Morales sembra volgere definitivamente al termine. L&#8217;ex presidente boliviano si è rifugiato in Messico, dal quale ha ricevuto asilo politico, mentre la senatrice dell&#8217;opposizione Jeanine Añez ha assunto l&#8217;ufficio ad interim e sta iniziando ad ottenere il  graduale riconoscimento da parte dei governi della regione. Con la destituzione di Morales, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-alle-origini-della-crisi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-alle-origini-della-crisi.html">Bolivia, alle origini della crisi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1485" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi Bolivia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/proteste-in-Bolivia-La-Presse-e1573841405366-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p><p>La parabola di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> sembra volgere definitivamente al termine. L&#8217;ex presidente boliviano si è rifugiato<a href="https://it.insideover.com/politica/morales-vola-in-messico-e-la-bolivia-brucia.html"> in Messico</a>, dal quale ha ricevuto <strong>asilo politico</strong>, mentre la senatrice dell&#8217;opposizione <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Añez</a> ha assunto l&#8217;ufficio ad interim e sta iniziando ad ottenere il  graduale riconoscimento da parte dei governi della regione.</p>
<p>Con la destituzione di Morales, che è stato ed è uno dei<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html"> punti di riferimento</a><span style="font-size: 1rem;"> della nuova sinistra latinoamericana, viene indebolito </span><strong style="font-size: 1rem;">significativamente</strong><span style="font-size: 1rem;"> il triangolo Cuba-Nicaragua-Venezuela, </span><span style="font-size: 1rem;">la cui caduta è uno degli obiettivi dell&#8217;agenda estera dell&#8217;amministrazione Trump ed </span><span style="font-size: 1rem;">è stato ribattezzato la</span><a style="font-size: 1rem; background-color: #ffffff;" href="https://it.insideover.com/politica/la-caduta-annunciata-di-morales.html"> troika della tirannia</a><span style="font-size: 1rem;"> dall&#8217;ex consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton.</span></p>
<p>Morales, infatti, aveva legato la Bolivia ai tre paesi tramite vincoli di collaborazione diplomatica, energetica ed economica e, adesso, con il palesarsi all&#8217;orizzonte di una nuova era dominata da attori filoamericani, quel rapporto verrà meno, rendendo <strong>più semplice</strong> a Washington la riconquista dello storico cortile di casa, egemonizzato quasi ininterrottamente sin dai tempi della dottrina Monroe del 1823.</p>
<p>Il nuovo scenario, tuttavia, non porterà con sé ripercussioni negative esclusivamente per gli altri paesi della regione non allineati ai dettami della Casa Bianca, ma anche per l&#8217;<strong>asse Mosca-Pechino</strong>, che a La Paz è presente capillarmente sin dagli albori dell&#8217;epoca Morales e ha interessi vitali da difendere in settori strategici come l&#8217;energetico ed il <strong>minerario</strong>.</p>
<h2>Gli interessi della Russia</h2>
<p>Il Cremlino ha <a href="https://www.reuters.com/article/us-bolivia-election-russia/russia-accuses-bolivian-opposition-of-unleashing-violence-idUSKBN1XL11D">rapidamente espresso</a> il proprio supporto all&#8217;ex presidente, criticando duramente le forze dell&#8217;opposizione, accusate di alimentare le violenze, e qualificando gli eventi dei giorni scorsi come un<strong> colpo di stato</strong>. Le ragioni di tale posizione sono chiare: allo stesso modo del Venezuela, la Bolivia ha funto da testa di ponte per l&#8217;insediamento russo nel subcontinente.</p>
<p>In giugno Morales si era recato a Mosca <a href="http://en.kremlin.ru/events/president/news/60982">per un incontro</a> con l&#8217;omologo russo Vladimir Putin; si era discusso soprattutto di energia, poiché la Rosatom sta costruendo una centrale nucleare ed un centro di ricerca nel paese, e di estendere la collaborazione bilaterale allo sfruttamento dei giacimenti di <strong style="font-size: 1rem;">litio, </strong><span style="font-size: 1rem;">di </span><strong style="font-size: 1rem;">terre rare</strong>, <span style="font-size: 1rem;">gas naturale e idrocarburi.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Infatti, il sottosuolo boliviano è<a href="https://www.asiatimes.com/2019/11/opinion/chinas-links-with-morales-figure-in-bolivia-coup/"> ricco di risorse naturali</a> dal valore strategico, come l&#8217;indio ed il tungsteno, ma anche di oro ed argento, contiene circa il <strong>70%</strong> delle riserve mondiali di litio, e dal 2006 era stato chiuso alle grandi corporazioni occidentali. </span>Ma negli ultimi anni, Morales aveva iniziato a cercare partner esterni ai quali affidare lo sviluppo dell&#8217;industria del litio e delle terre rare &#8211; <span style="font-size: 1rem;">trovandoli nella Russia e nella Cina &#8211; </span><span style="font-size: 1rem;">perché le compagnie nazionali non disponevano delle competenze e dell&#8217;esperienza necessarie. </span>La Rosatom ha colto l&#8217;opportunità, siglando lo scorso luglio un <a href="https://www.neimagazine.com/news/newsrussia-and-bolivia-strengthen-co-operation-7313226">memorandum di cooperazione</a> con il ministero dell&#8217;energia inerente progetti congiunti nell&#8217;estrazione e sfruttamento del litio.</p>
<p>La Russia è anche coinvolta nello sviluppo delle infrastrutture strategiche boliviane, avendo ottenuto di partecipare all&#8217;espansione dell&#8217;aeroporto internazionale di Santa Cruz e al<a href="https://tass.com/economy/1068247"> corridoio oceanico</a>. La realizzazione di quest&#8217;ultimo rappresenta uno dei principali interessi nazionali di La Paz; si tratta di una rete ferroviaria lunga circa 3mila 360 chilometri che taglia il cono sud in due, connettendo Santos (Brasile) a Ilo (Perù), passando per la Bolivia.</p>
<p>L&#8217;importanza del corridoio è dovuta al fatto che esso garantirà a La Paz uno<strong> sbocco sull&#8217;oceano </strong>attraverso il Perù, aggirando le coste del Cile &#8211; al quale fu ceduto il territorio prospiciente al Pacifico al termine di un conflitto nel 19esimo secolo. Alle imprese russe spetterà la responsabilità di trasformare in realtà le ambizioni oceaniche boliviane, fornendo il supporto materiale, logistico ed umano necessario.</p>
<h2>Il recente arrivo della Cina</h2>
<p>Lo<a href="https://dialogo-americas.com/chinese-companies-to-exploit-bolivian-lithium/"> scorso settembre</a> si concludeva l&#8217;ultimo, importante, atto del nascente partenariato boliviano-cinese: un accordo da <strong>2 miliardi e 400 milioni di dollari</strong> fra la compagnia statale Yacimientos de Litio (YdL) e la cinese Xinjiang TBEA Group Baocheng per la costruzione di cinque impianti per il processamento del litio. Se il nuovo governo dovesse rispettare i termini pattuiti, gli impianti potrebbero essere operativi già dal 2021 e sono progettati per una capacità annuale di 146mila tonnellate di litio.</p>
<p>La Cina è fortemente interessata a questo elemento, che fra i vari utilizzi trova impiego nell&#8217;elettronica, nella telefonia e nell&#8217;automobilistica, e prevede di importarne almeno<strong> 800mila tonnellate l&#8217;anno</strong> nel contesto del cosiddetto <a href="https://www.insideover.com/economy/will-made-in-china-2025-create-a-new-economic-boost.html">made in China 2025</a> &#8211; un progetto svelato da Xi Jinping all&#8217;indomani dell&#8217;insediamento alla presidenza per rendere il Paese autosufficiente in una serie di settori strategici e dominante nella produzione di alta tecnologia.</p>
<p>Altre compagnie di Pechino, come la China Machinery Engineering and la Tianqi Lithium Group, avevano stabilito contatti con il governo ed <a href="https://www.newsclick.in/Evo-Morales-Bolivia-Coup-Lithium-Mining-Electric-Cars">aperto tavoli negoziali</a> con la Ydl per portare avanti progetti congiunti sempre inerenti il litio.</p>
<p>Ma il minerario non è l&#8217;unico settore in cui i due paesi hanno inaugurato una collaborazione intensa e proficua. In aprile è stato siglato un importante accordo per l&#8217;<a href="https://dialogo-americas.com/the-dangers-of-beef-exports-for-the-bolivian-amazon/">esportazione di carne bovina</a> nel mercato cinese, che occupa la<strong> prima posizione al mondo</strong> nel consumo di tale alimento, concretizzatosi il 28 agosto con la spedizione del primo carico da 96 tonnellate. Il piano di La Paz è di diventare uno dei principali rifornitori di Pechino entro il 2030, sopperendo ad<strong> un quinto</strong> della sua domanda annuale.</p>
<p>Infine, sempre ad agosto, è stato lanciato il <strong>Sistema Integrato per la Sicurezza del Cittadino BOL-110</strong> a La Paz ed El Alto. Si tratta di un <a href="https://it.insideover.com/politica/i-sistemi-di-videosorveglianza-della-cina-stanno-conquistando-la-germania.html">sistema di videosorveglianza</a> basato sull&#8217;impiego congiunto di telecamere e droni, implementato per scopi anticrimine attraverso il monitoraggio delle strade ed il riconoscimento facciale della popolazione. L&#8217;installazione del sistema è frutto di un accordo da 105 milioni di dollari con la compagnia cinese China National Electronics Service Company Ltd che, nei piani dell&#8217;ex governo, avrebbe dovuto rendere la Bolivia &#8220;il paese più sicuro del continente&#8221;.</p>
<h2>Il futuro dell&#8217;elettronica si gioca in Bolivia</h2>
<p>Come suscritto, il paese sudamericano possiede i più grandi giacimenti al mondo di litio, ma anche riserve estremamente cospicue di altri beni strategici, dall&#8217;oro agli idrocarburi, passando per terre rare e alluminio. Il litio riveste già oggi un ruolo di primo piano ed <strong>insostituibile</strong> nella catena di produzione mondiale, trovando impiego &#8211; ad esempio &#8211; nella componentistica elettronica. Tale ruolo è legato all&#8217;elevato potenziale di elettrodo del litio, che lo rende l&#8217;elemento preferito dalla grande industria per lo sviluppo di batterie ricaricabili ad uso telefonico e, più recentemente, automobilistico.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo punto spiega l&#8217;accresciuto interesse internazionale per le riserve boliviane: l&#8217;industria delle automobili elettriche, per svilupparsi, ha bisogno di avere a disposizione le quote di litio necessarie. Nei mesi scorsi i giganti occidentali dell&#8217;automobilistica elettrica, come l&#8217;americana <strong>Tesla</strong>, avevano tentato inutilmente di raggiungere accordi con La Paz, ma il governo aveva declinato ogni offerta, preferendo la collaborazione con russi e cinesi.</p>
<p>La caduta di Morales, però, rimescola le carte in tavola, rompendo lo status quo creatosi negli ultimi 13 anni: gli Stati Uniti rientrano nella partita per la conquista delle risorse che scriveranno il destino del mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-alle-origini-della-crisi.html">Bolivia, alle origini della crisi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 56/169 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-29 01:28:48 by W3 Total Cache
-->