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	<title>Al Shaabab Archives - InsideOver</title>
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	<title>Al Shaabab Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le donne dell&#8217;esercito ruandese sbaragliano gli jihadisti in Mozambico</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/le-donne-dellesercito-ruandese-sbaragliano-gli-jihadisti-in-mozambico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 06:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shaabab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli occhi di tutto il mondo in queste ore sono puntati sull&#8217;Afghanistan dal momento che quanto sta avvenendo nel Paese asiatico è la rappresentazione iconica della vittoria dell&#8217;islamismo sunnita radicale, sia da un punto di vista militare che politico. Il ritorno al potere dei talebani, la ritirata dei contingenti internazionali, le paventate aperture al dialogo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/le-donne-dellesercito-ruandese-sbaragliano-gli-jihadisti-in-mozambico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/le-donne-dellesercito-ruandese-sbaragliano-gli-jihadisti-in-mozambico.html">Le donne dell&#8217;esercito ruandese sbaragliano gli jihadisti in Mozambico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Mozambico-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli occhi di tutto il mondo in queste ore sono puntati sull&#8217;Afghanistan dal momento che quanto sta avvenendo nel Paese asiatico è la rappresentazione iconica della vittoria dell&#8217;islamismo sunnita radicale, sia da un punto di vista militare che politico. Il ritorno al potere dei talebani, la ritirata dei contingenti internazionali, le paventate aperture al dialogo da parte di Russia, Cina e Turchia sono tutti dimostrazioni del trionfo dei guerriglieri islamici. <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-lezione-afghana-e-i-rischi-per-il-sahel.html">E la preoccupazione da parte di analisti e osservatori geopolitici</a> è che l&#8217;Afghanistan possa fungere da canto di sirene per altre ribellioni salafite nel mondo. E a preoccupare maggiormente è l&#8217;area saheliana dove, dalla Nigeria sino alla Somalia, passando da Mali, Ciad e Burkina Faso i miliziani irregolari, raccolti dietro lo stendardo dello jihadismo internazionalista, già governano in diverse aree di territorio e potrebbero dare vita ad avanzate epigone di quella condotta dagli studenti islamici in Afghanistan.<br />
Nello stesso momento in cui l&#8217;islamismo trionfa nel cuore dell&#8217;Asia, questi però subisce anche una battuta d&#8217;arresto nell&#8217;Africa australe. Per la prima volta dal 2017, in Mozambico, gli jihadisti conosciuti come Al Shabaab (lo stesso nome dei qaedisti somali ma nessun legame tra le due formazioni),o Ahlu Sunna Wal Jammah (ASWJ), <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2021/08/27/mozambiques-islamist-insurgents-are-run-integrating-ex-rebel-fighters-could-help-bring-peace/">stanno ritirandosi e perdendo posizioni sotto la spinta delle truppe ruandesi arrivate in soccorso dei soldati regolari del Mozambico.</a></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html">Nel Paese dell&#8217;Africa meridionale l&#8217;insurrezione jihadista era incominciata nel 2017 </a>e probabilmente le origini della sollevazione dei guerriglieri islamici, più che nel fanatismo salafita, vanno innanzitutto ricercate nella condizione di estrema povertà della popolazione. Un tasso di disoccupazione ciclopico, l&#8217;esclusione delle comunità locali dai proventi derivati dai ricchissimi giacimenti di risorse naturali, l&#8217;assenza di infrastrutture e la brutale repressione da parte delle forze armate di Maputo si sono rivelati ingredienti pericolosissimi se maneggiati dai predicatori radicali che, dalle moschee, hanno incitato centinaia di giovani a dar inizio alla &#8221;guerra santa&#8221; per sovvertire l&#8217;ordine delle cose e porre fino alla situazione di miseria dilagante. In breve tempo il Paese, che durante lo scontro tra i blocchi era stato il proscenio della terribile guerra civile che ha contrapposto la formazione filomarxista della Frelimo contro il gruppo conservatore della Renamo, è divenuto la nuova satrapia di Daesh in Africa.<br />
E il passaggio dal provvidenzialismo del materialismo storico a quello dell&#8217;assolutismo teologico è stato tanto imprevisto quanto in apparenza imprevedibile che le forze ribelli, a marzo, <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-56557623">sono riuscite addirittura a prendere controllo della città di Palma</a>, il principale centro estrattivo del nord est del Paese.</p>
<p>L&#8217;insurrezione delle bandiere nere ha provocato in questi tre anni 3000 morti e le stime parlano di quasi 800&#8217;000 persone costrette a lasciare le proprie abitazioni, inoltre non sono mancate denunce di stupri e violenze efferate anche ai danni dei bambini come ha riportato <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/lultimo-orrore-dellisis-cos-decapitano-pure-i-bimbi-1931721.html">il 16 marzo l’Ong Save the Children che ha raccolto e diffuso la testimonianza di donne che hanno assistito alla decapitazione dei propri figli da parte degli affiliati all’ISIS. </a><br />
Le truppe di Maputo, in questi anni,<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/orrore-in-mozambico-soldati-mitragliano-una-donna-in-fuga-e-si-filmano.html"> come già aveva denunciato InsideOver,</a> non solo non si sono dimostrate capaci di sconfiggere i miliziani sunniti ma si sono macchiate anche di violenze e abusi ai danni della popolazione civile e questo ha portato a una situazione di stallo con i due schieramenti a fronteggiarsi e nel mezzo la popolazione in balia di rappresaglie, esecuzioni e taglieggiamenti.<br />
Da luglio però la situazione sembra essere cambiata e pochi giorni fa è arrivata la notizia della prima importante sconfitta inferta dalle forze africane ai danni del gruppo terrorista.</p>
<p>Come riporta il <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2021/aug/18/i-ran-my-heart-was-broken-inside-mozambiques-evolving-cabo-delgado-conflict">The Guardian</a>, piccoli distaccamenti militari di diversi Paesi africani sono già arrivati nella regione di Cabo Delgado. Tanzania, Botswana, Lesotho, Angola e Sud Africa stanno dando supporto militare con uomini e mezzi a Maputo ma chi più di tutti si è contraddistinto nella battaglia che ha portato alla liberazione della città portuale di Mocimboa da Praia è stato l&#8217;esercito di Kigali.</p>
<p>La scorsa settimana 1000 soldati ruandesi hanno guidato un&#8217;operazione congiunta con l&#8217;esercito mozambicano risultata un successo. I ribelli jihadisti hanno infatti abbandonato la loro roccaforte e si sono dispersi nell&#8217;entroterra in piccoli gruppi.</p>
<p>L&#8217;esercito ruandese è nato da una formazione guerrigliera, il Fronte Patriottico Ruandese , e il fatto di affondare le proprie radici in un gruppo ribelle gli ha permesso negli anni di divenire uno dei migliori eserciti africani specializzati nella guerra contro le formazioni irregolari. Inoltre, vere protagoniste della vittoria sono state alcune donne della marina militare della Rwanda Defence Force.<br />
Il tenente Yvonne Umwiza, che guida un&#8217;unità di motoscafi, ha affermato ad <a href="https://www.africanews.com/2021/08/17/female-soldiers-on-the-frontline-in-northern-mozambique/">Africanwes </a>che le donne hanno combattuto fianco a fianco con i loro colleghi uomini per il conseguimento della vittoria e che sul campo di battaglia e sul piano professionale, per quel che riguarda coraggio, abilità e addestramento, non c&#8217;è alcuna differenza tra i soldati e le soldatesse dell&#8217;esercito ruandese.</p>
<p>La vittoria inferta a Mocimboa da Praia probabilmente è l&#8217;inizio della fine per il Califfato del Mozambico ma ciò che ora è estremamente importante è portare soccorso alla popolazione locale. Secondo il<a href="https://www.hrw.org/news/2021/08/06/mozambique-civilians-prevented-fleeing-fighting"> World Food Progamme</a> oltre un milione di persone hanno urgente bisogno di assistenza alimentare e senza aiuti immediati il rischio è che la crisi militare si trasformi in una crisi umanitaria: sempre che quest&#8217;ultima non sia già incominciata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/le-donne-dellesercito-ruandese-sbaragliano-gli-jihadisti-in-mozambico.html">Le donne dell&#8217;esercito ruandese sbaragliano gli jihadisti in Mozambico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli jihadisti africani fanno del Mozambico il loro nuovo terreno di conquista</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 13:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shaabab]]></category>
		<category><![CDATA[Al Sunnah Wal Jammah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mozambico isis" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1024x641.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-768x481.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1536x962.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-2048x1283.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime ore il Mozambico, Paese dell&#8217;Africa australe bagnato dall&#8217;Oceano Indiano, è salito alla ribalta delle cronache di tutto il mondo per l&#8217;attacco condotto dalla formazione islamista conosciuta come Al Shabaab (lo stesso nome dei qaedisti somali ma nessun legame tra le due formazioni),o Ahlu Sunna Wal Jammah (ASWJ), alla città di Palma, nella provincia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html">Gli jihadisti africani fanno del Mozambico il loro nuovo terreno di conquista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mozambico isis" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1024x641.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-768x481.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1536x962.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-2048x1283.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle ultime ore il Mozambico, Paese dell&#8217;Africa australe bagnato dall&#8217;Oceano Indiano, è salito alla ribalta delle cronache di tutto il mondo per l&#8217;<a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-56557623">attacco condotto dalla formazione islamista</a> conosciuta come Al Shabaab (lo stesso nome dei qaedisti somali ma nessun legame tra le due formazioni),o Ahlu Sunna Wal Jammah (ASWJ), alla città di Palma, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado. Un&#8217;azione eclatante iniziata il 24 marzo e durata per giorni e che ha provocato decine di vittime, ancora non ci sono stime ufficiali da parte del governo, mentre i terroristi <a href="https://ent.siteintelgroup.com/Multimedia/amaq-video-shows-iscap-fighters-congregating-resting-in-palma-after-taking-control-over-city.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dicono di aver ucciso</a> almeno &#8221;55 persone tra membri delle forze armate, cristiani e occidentali&#8221;.</p>
<p>In molti dei cittadini locali si sono dati alla fuga a bordo di piccole imbarcazioni, gli stranieri presenti in città, in quanto impiegati nel settore estrattivo, si sono barricati invece all&#8217;interno dell&#8217;Aamarula Hotel. Gli islamisti ora dicono di aver preso il controllo di Palma, città di 75.000 abitanti e importante sito di estrazione di gas.</p>
<p>Non è stata la sola notizia shockante proveniente dal Mozambico e ad essere riportata dai media di tutto il mondo negli ultimi giorni. Il 16 marzo infatti l&#8217;Ong Save the Children, aveva raccolto e diffuso la testimonianza di donne residenti nel nord del paese che avevano assistito alla <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/lultimo-orrore-dellisis-cos-decapitano-pure-i-bimbi-1931721.html">decapitazione dei propri bambini da parte degli affiliati all&#8217;ISIS</a>.  Due episodi terribili che hanno messo sotto i riflettori un&#8217;insurrezione armata islamista per troppo tempo poco coperta dalla stampa globale ma che dal suo inizio, nel 2017, ad oggi ha provocato la morte di oltre 2mila persone e costretto alla fuga più di 600mila abitanti della zona.</p>
<h2>La sfida jihadista ai francesi di Total</h2>
<p>Secondo analisti ed esperti, all&#8217;origine della sollevazione jihadista nell&#8217;ex colonia portoghese ci sarebbe la condizione di estrema povertà della popolazione, l&#8217;enorme tasso di disoccupazione e soprattutto l&#8217;esclusione delle comunità locali dai proventi derivati dai ricchissimi giacimenti di risorse naturali. A Palma, la città dove si è registrato l&#8217;attacco delle ultime ore c&#8217;è infatti un impianto di gas gestito dalla multinazionale francese Total e secondo le stime, nel nord del Mozambico, è stato scoperto nel 2010 un giacimento di gas naturale che, una volta sfruttato, farebbe del Paese africano<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cosa-ce-dietro-lattacco-mozambico-29848"> il secondo produttore mondiale di gas dopo il Qatar</a>. Il progetto estrattivo capitanato dai francesi, ma che vede anche la partecipazione dell&#8217;Eni e dell&#8217;americana ExxonMobil, è un investimento da 150 miliardi di euro e il tutto in uno dei paesi più poveri dell’Africa orientale e dell’intero continente.</p>
<p>L&#8217;estrema povertà della popolazione, la miseria assoluta, il radicalismo delle predicazioni islamiste unito al rancore covato per anni da intere generazioni private di qualsiasi futuro sono i fattori che spiegano il perchè la ribellione degli estremisti islamici sia stata in grado di ottenere consensi tra la popolazione e svilupparsi molto rapidamente. C&#8217;è un altro fattore importante da prendere in considerazione per capire come mai la provincia di Cabo Delgado sia diventata ora una satrapia di Daesh in africa australe: la brutalità e la repressione incontrollata da parte delle forze armate mozambicane.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-TyzNx" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="La ferocia islamista in Mozambico" src="https://datawrapper.dwcdn.net/TyzNx/2/" height="624" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();
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<h2>Gli effetti della repressione governativa</h2>
<p>I soldati dell&#8217;esercito di Maputo stanno commettendo lo stesso errore compiuto dai propri colleghi nigeriani nella lotta contro Boko Haram, ovvero fare della paura e delle barbarie l&#8217;antidoto al terrore. La popolazione è vittima di violenze e <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/orrore-in-mozambico-soldati-mitragliano-una-donna-in-fuga-e-si-filmano.html">InsideOver a settembre aveva già denunciato i soprusi commessi dai regolari</a> che in più occasioni si sono abbandonati a omicidi ai danni di civili, esecuzioni sommarie, stupri e razzie. Fenomeni che hanno aiutato la ribellione islamista ad allargare le proprie fila facendo leva anche sull&#8217;esasperazione e la frustrazione dei cittadini vessati dalle forze governative.</p>
<p>Nelle ultime ore diverse agenzie di contractors, come la Dyck Advisory Group (DAG) e Paramount Group si sono dichiarate pronte a inviare i propri uomini e il Portogallo manderà sessanta militari in supporto alle truppe di Maputo. Una prospettiva, quella della militarizzazione della provincia di Cabo Delgado, che però spaventa perché il rischio è che non porti a una soluzione del problema ma a una sua cronicizzazione come si è registrato in altre zone del continente africano: Somalia, Lago Ciad e Sahel.</p>
<p>Ma se questa è la situazione che si sta vivendo nel nord del Mozambico per comprendere chi sono nel dettaglio gli jihadisti dell&#8217;ASWJ occorre far riferimento al report pubblicato a metà marzo dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti riguardante le nuove formazioni terroristiche operanti in Africa. Il dossier si concentra sulle formazioni presenti in Congo e nel Paese dell&#8217;Africa australe.</p>
<h2>Il processo di radicalizzazione</h2>
<p>&#8221;In Mozambico, l&#8217;ASWJ si è formato quando giovani frustrati, compresi piccoli commercianti locali e pescatori, hanno iniziato a costruire le proprie moschee e case di preghiera nella provincia di Cabo Delgado e hanno iniziato così a sfidare leader religiosi che consideravano troppo vicini alle autorità statali. La polizia da subito ha attuato la repressione e i giovani allora, sempre più radicalizzati, hanno preso le armi, lanciando il loro primo attacco nel 2017&#8221;. È con queste parole che si apre il lavoro di analisi delle nuove formazioni islamiste e riportato dall&#8217;organizzazione <a href="https://www.crisisgroup.org/africa/understanding-new-us-terrorism-designations-africa">Crisis Group </a>e proseguendo nella lettura si scopre che il gruppo si è rafforzato e sofisticato enormemente sotto un punto di vista militare negli ultimi anni ed è passato da attacchi, anche all&#8217;arma bianca, a una vera e propria strategia di guerriglia che ad agosto l&#8217;ha portato a condurre un&#8217;azione eclatante a Mocimba do Praia quando ha preso controllo del porto della città costiera.</p>
<p>Un altro aspetto interessante che emerge dall&#8217;analisi è che il gruppo, sebbene sia legato al franchising dello Stato Islamico, è una realtà però totalmente africana dal momento che secondo funzionari governativi e fonti di sicurezza regionali la maggior parte dei foreign fighters che militano tra le fila degli jihadisti mozambicani proviene dalla Tanzania e Abu Yasir Hassan, che gli Stati Uniti hanno identificato come leader di ASWJ, è anche lui tanzaniano. Un aspetto non secondario perché rivela come il fondamentalismo islamico stia allargandosi in sempre più nei Paesi dell&#8217;Africa infettando i gangli di ampi strati della società civile e religiosa.</p>
<p>In un&#8217;ultima analisi ciò su cui si interrogano analisti ed esperti di sicurezza è come sconfiggere la minaccia jihadista e la risposta è che, così come per Nigeria, Sahel e Corno d&#8217;Africa, l&#8217;intervento militare non è sufficiente se non accompagnato da investimenti mirati a combattere la miseria endemica della regione e l&#8217;assenza dei più basilari servizi statali. Fattori, quest&#8217;ultimi, che sono il carburante con il quale si nutrono in Africa tutte le forze ribelli legate all&#8217;internazionalismo salafita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html">Gli jihadisti africani fanno del Mozambico il loro nuovo terreno di conquista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cos&#8217;è Al Shaabab</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 07:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shaabab]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Al Shabaab somalia La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La milizia di Al Shabaab è uno dei più grandi gruppi terroristici che opera in Africa. La sua storia nasce da quell&#8217;anarchia che regna da decenni in Somalia. Ed è solo dalla storia recente del Corno d&#8217;Africa che si può comprendere come questa milizia, fra saccheggi, sangue e affiliazione ad Al Qaeda, sia riuscita a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="898" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Al Shabaab somalia La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Al-Shabaab-Somalia-La-Presse-e1589182696392-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La milizia di Al Shabaab è uno dei più grandi gruppi terroristici che opera in Africa. La sua storia nasce da quell&#8217;anarchia che regna da decenni in Somalia. Ed è solo dalla storia recente del Corno d&#8217;Africa che si può comprendere come questa milizia, fra saccheggi, sangue e affiliazione ad Al Qaeda, sia riuscita a costituire un vero e proprio regno del terrore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html">Cos&#8217;è Al Shaabab</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Silvia Romano è in Somalia: lo ha rivelato un condannato a morte</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/silvia-romano-e-in-somalia-lo-ha-rivelato-un-condannato-a-morte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 17:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shaabab]]></category>
		<category><![CDATA[ostaggi]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="987" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mogadiscio, Somalia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640-1024x526.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Silvia Romano, la cooperante italiana sequestrata in Kenya lo scorso novembre, è ormai da un anno preciso nelle mani di gruppi islamisti che, come sospettato già in passato dagli inquirenti, l&#8217;hanno portata oltre frontiera per segregarla in Somalia. Così, dopo 365 giorni di prigionia, si torna a parlare di un &#8220;sequestro&#8221; noto, ma non abbastanza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/silvia-romano-e-in-somalia-lo-ha-rivelato-un-condannato-a-morte.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="987" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mogadiscio, Somalia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Somalia-attacco-a-Mogadiscio-La-Presse-e1574271795640-1024x526.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Silvia Romano</strong>, la cooperante italiana sequestrata in Kenya lo scorso novembre, è ormai da un anno preciso nelle mani di gruppi islamisti che, come sospettato già in passato dagli inquirenti, l&#8217;hanno portata oltre frontiera per segregarla in Somalia. Così, dopo 365 giorni di prigionia, si torna a parlare di un &#8220;sequestro&#8221; noto, ma non abbastanza per riempire a lungo le prime pagine dei giornali. Un <strong>sequestro</strong> per cui ancora si cercando mediatori adeguati e informatori fidati &#8211; non fonti che troppo spesso si rivelano inattendibili e solo in cerca di danaro facile &#8211; per cercare di negoziarne la liberazione.</p>
<p>Da come viene descritta, <strong>Baidoa</strong> è una città primitiva che sembra essere rimasta ferma nel tempo. Un tempo che precede, e di molto, i giorni in cui i nostri soldati si battevano per la Somalia. Ma è questa tuttavia una delle città chiave della Somalia; il punto di partenza dal quale i nostri funzionari degli Esteri devono muovere le prime pedine per addentrarsi nelle complesse dinamiche di un paese affogato nelle lotte intestine tra signori della guerra, negli interventi di potenze straniere che non ottengono e non hanno ottenuto i risultati sperati, nel terrorismo islamista di<strong> Al Shabaab</strong> e una sorta di straziante povertà endemica che pare quasi inestirpabile. Fu proprio un commando di Shabaab infatti, &#8220;ex pirati specializzati in sequestri&#8221; che spesso operano in stati oltre frontiera per poi ritornare nelle loro roccaforti sulla costa, ha fare irruzione nella notte tra il 19 e il 20 novembre nella stanza della cooperante &#8211; accusata di proselitismo poiché insegnava preghiere cristiane ai bambini &#8211; che si era stabilita nel villaggio di Chakama, nella contea di Kilifi, per trascinarla nel bosco e usarla un giorno come &#8220;risorsa&#8221; per ottenere altro denaro con cui foraggiare la &#8220;rivoluzione&#8221;, o per chissà quale altro spregevole piano criminoso.</p>
<p>Per <strong>Mario Scaramella</strong>, &#8220;consulente ufficiale, giuridico e operativo, presso la Corte del South West&#8221;, impegnato da tempo per conto del nostro governo nel recupero dell&#8217;ostaggio, le tracce di Silvia Romano rischiavano e rischiano tuttora di svanire, se viene lasciato passare troppo tempo. Per questo bisogna darsi da fare, e allo stesso tempo non essere troppo rumorosi forse, troppo evidenti. Mantenere riserbo e agire nell&#8217;ombra. Per non entrare in contrasto con la &#8220;strategia del silenzio&#8221; che la Farnesina sembra aver voluto adottare per non sottoporre allo stesso rischio altri cittadini italiani che potrebbero subire lo stesso destino.</p>
<p>Una delle principali fonti per arrivare alla Romano è un detenuto in attesa della corte marziale, spiega Domenico Quirico, inviato per <a href="https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/11/20/news/silvia-spostata-di-prigione-in-prigione-e-usata-come-scudo-umano-in-somalia-1.37922094"><em>La Stampa</em></a>: il suo nome di battaglia è <strong>Sufayan</strong>, ed è un membro di Al-Shabaab tra i responsabili del sequestro. È stato catturato dalle autorità somale e può rivelare, e in parte lo ha già fatto, tutti gli spostamenti della ragazza; che secondo quanto riportato partono da Chakama, per giungere nel primo luogo di prigionia, il villaggio di <strong>Saleban</strong>. Qui, infettata dalla colera o dalla malaria, la Romano sarebbe stata curata da un medico di Al-Qaeda, prima di essere trascinata dai suoi aguzzini per diversi villaggi del Jubaland e dello Shebeli. Poi a Jilib. Poi a Janale.</p>
<p>Ora, secondo le dichiarazioni del condannato a morte somalo e le informazioni acquisite sul campo dal nostro funzionario incaricato, sarebbe nelle mani di capo somalo che risponde al nome di battaglia di Awowe. Una sorta di &#8220;notabile&#8221; che spesso si recherebbe a Doha, in Qatar. Secondo gli inquirenti, Silvia Romano oltre ad essere un&#8217;ostaggio, sarebbe stata resa uno &#8220;scudo umano contro i bombardamenti della coalizione antiterrorismo&#8221;. Un volto da mostrare bene agli occhi elettronici dei droni armati a caccia di &#8220;bersagli&#8221; high-value, capace di bloccare automaticamente ogni ordine di fare fuoco per evitare di provocare la sua morte: e con essa il peso insostenibile di una simile vittima collaterale. Questa disonorevole tattica sarebbe una vecchia abitudine degli shebab, dicono &#8211; viene citato infatti il capo Joaad Godane che usava come scudo un ostaggio francese, agente della Dsge (il servizio segreto estero di Parigi). Mentre <em>35mila dollari</em> sono già stati inviati a tre diversi sequestratori in anticipi da 15mila euro, e sono 23 gli arresti collegati al caso, una domanda sorge spontanea: se Silvia Romano viene davvero usata come &#8220;scudo&#8221; forse almeno una dell&#8217;intelligence della coalizione antiterrorismo deve averla inquadrata con i propri droni di sorveglianza &#8211; ciò vorrebbe dire che non è un segreto dove si trovi, su quali mezzi si muova o venga mossa, e dove potrebbe essere liberata se i negoziati per la sua liberazione non giungessero ad un compromesso?</p>
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		<title>L&#8217;acqua del Kenya è il nuovo petrolio dell&#8217;Arabia Saudita?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lacqua-del-kenya-e-il-nuovo-petrolio-dellarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 06:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shaabab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un uomo raccoglie l&#039;acqua a Laikipia, in Kenya (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya-1024x672.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo le ultime indiscrezioni le autorità del Turkana (regione settentrionale del Kenya, la più secca del Paese)  sarebbero vicine ad un accordo da 160 milioni di dollari per un investimento saudita in impianti di desalinizzazione dell&#8217;acqua locale. Sebbene l&#8217;azienda investitrice stia ancora ultimando le pratiche, l&#8217;accordo dovrebbe essere chiuso ormai in pochi mesi. In cambio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lacqua-del-kenya-e-il-nuovo-petrolio-dellarabia-saudita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un uomo raccoglie l&#039;acqua a Laikipia, in Kenya (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Un-uomo-raccoglie-lacqua-a-Laikipia-in-Kenya-1024x672.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Secondo le ultime indiscrezioni le autorità del Turkana (regione settentrionale del Kenya, la più secca del Paese)  sarebbero vicine ad un accordo da 160 milioni di dollari per un investimento saudita in <strong>impianti di desalinizzazione </strong>dell&#8217;acqua locale. Sebbene l&#8217;azienda investitrice stia ancora ultimando le pratiche, l&#8217;accordo dovrebbe essere chiuso ormai in pochi mesi. In cambio dunque del libero utilizzo delle falde acquifere locali, cui salinità elevata non ha reso possibile il suo utilizzo sin dalla sua scoperta nel 2013, la cordata saudita si impegna ad attivare gli impianti di depurazione per la riserva idrica.</p>
<p>Secondo le ricerche effettuate, il pozzo naturale di Lotikipi sarà in grado di soddisfare il fabbisogno idrico della popolazione di tutto lo Stato del <strong>Kenya </strong>per oltre 70 anni, permettendo un migliore tenore di vita alla popolazione locale.</p>
<h3>Perché l&#8217;Arabia Saudita investe in Kenya?</h3>
<p>Che cosa ha spinto però una cordata composta da imprenditori dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> ad investire in uno dei Paesi più poveri del mondo, per giunta nella sua regione più problematica? Innanzitutto, bisogna considerare l&#8217;<strong>economia saudita</strong> nel suo complesso. Essa si fonda principalmente sull&#8217;estrazione del <strong>petrolio</strong>, grazie all&#8217;enorme quantità di prodotto del suo sottosuolo. Tuttavia, col crescere dei consumi degli ultimi 70 anni, tali riserve sono in<strong> rapido consumo</strong> e presto o tardi saranno esaurite, lasciando il reame della penisola arabica privo della sua potenza economica. Nasce da questo contesto la necessità di allargare i campi di investimento: garantire il prospero futuro della propria economia.</p>
<p>Nel caso del Kenya, inoltre, si tratta di un modello di business speculare a quello dei <strong>combustibili fossili</strong>: una riserva destinata a scomparire col suo utilizzo, ma abbastanza capiente per essere sfruttata abbastanza a lungo per garantire un tornaconto, in condizioni simili a quelle già sperimentate in Arabia Saudita per le locali falde acquifere.</p>
<p>In secondo luogo essa nelle regioni africane è molto importante anche da un punto di vista di pressioni internazionali. Detenere il controllo dell&#8217;acqua in Africa significa avere in pugno il <strong>bisogno primario</strong> della popolazione, essendo gli approvvigionamenti alternativi di difficile recupero, ed occupare di conseguenza una posizione di primo piano nelle contrattazioni internazionali.</p>
<p>In ultima battuta, non vanno sottovalutate le difficili condizioni politiche del Corno d&#8217;Africa, che vedono l&#8217;operatività terroristica di Al-Shaabab prevalentemente nella vicina Somalia. Tale organizzazione, legata ad <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener">Al Qaeda</a>, è sospettata di aver ricevuto e di continuare a ricevere <strong>finanziamenti illegali</strong> proprio dall&#8217;Arabia Saudita, sebbene conferme e smentite ufficiali non siano mai giunte. Appropriarsi delle riserve di acqua dell&#8217;area sarebbe la chiave di volta per consolidare il proprio dominio nella regione, considerando anche l&#8217;appoggio della cellula terroristica in Kenya.</p>
<h3>Kenya: una scelta imposta?</h3>
<p>Per il Paese africano, uno dei più vessati dalla poca presenza di acqua nel territorio, la scelta di affidarsi ad investitori esterni è obbligata, non essendo dotati di mezzi per svolgere il lavoro in autonomia. Questa collaborazione pone comunque il Kenya nella difficile condizione di far dipendere la propria sopravvivenza dalle larghe spalle dell&#8217;Arabia Saudita, con il rischio in futuro di dover cedere alle possibili richieste di Riad di estensione del potere commerciale sul suo territorio, potendo facilmente contare sull&#8217;appoggio dei gruppi paramilitari islamisti del Corno d&#8217;Africa. Una situazione non facile, che dovrebbe far riflettere l&#8217;<strong>Unione europea</strong> e gli <strong>Stati Uniti</strong> sulla loro pessima gestione del continente africano, terra di maestose ricchezze che rischiano, poco a poco, di cadere nelle mani altrui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lacqua-del-kenya-e-il-nuovo-petrolio-dellarabia-saudita.html">L&#8217;acqua del Kenya è il nuovo petrolio dell&#8217;Arabia Saudita?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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