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	<title>Marco Tarquinio Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Sep 2024 11:57:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marco Tarquinio Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tra atlantisti stile Avengers e realisti intimiditi, il PD si divide su Russia e Ucraina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 08:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il recente voto al Parlamento europeo ha messo in rilievo le divisioni interne al Pd, tra massimalisti e moderati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-atlantisti-stile-avengers-e-realisti-intimiditi-il-pd-si-divide-su-russia-e-ucraina.html">Tra atlantisti stile Avengers e realisti intimiditi, il PD si divide su Russia e Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/site-bg-1-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un&#8217;intervista per il quotidiano <em>Il Riformista</em> di Claudio Velardi, in cui viene descritta, nel titolo, come «riformista doc che salva l&#8217;onore dell&#8217;Italia», la vicepresidente del Parlamento europeo <strong>Pina Picierno</strong> spiega: gli «scenari apocalittici» di cui parlano i pacifisti terrorizzati dalla guerra in Ucraina sono frutto della «propaganda» di Putin, la cui Russia è «un Paese in via di fallimento». Negoziazioni per mettere fine all&#8217;invasione? Nemmeno a parlarne, se prima non si parte dall&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina. La quale, aggiunge Picierno, è «vicina a entrare nell&#8217;Unione».</p>



<p>L&#8217;ex renziana doc, amatissima dalla galassia del Terzo Polo e dai più rigidi atlantisti del nostro panorama politico, ha commentato così venerdì la decisione di votare in linea con i socialisti europei e i democratici americani e in rotta con i colleghi dem, quando il 19 settembre il Parlamento europeo ha confermato come previsto il sostegno militare e finanziario a Kiev. Una risoluzione non vincolante, vale a dire che esprime solamente un indirizzo politico, ma non impone nulla. E che però contiene un punto, il numero 8, che  invita i Paesi europei ad autorizzare l’esercito ucraino a utilizzare i missili a lungo raggio in territorio russo contro obiettivi militari legittimi. </p>



<p>Su questo punto <strong>entrambe le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra italiane si sono spaccate</strong>, votando in modo indipendente rispetto ai loro gruppi europei di riferimento. Ma è il PD ad esserne uscito con la frattura più vistosa: <strong>diciannove parlamentari e quattro posizioni diverse sulle armi.</strong> Se la segretaria <a href="https://it.insideover.com/politica/pd-quellatlantismo-stile-avengers-che-se-ne-frega-degli-elettori-e-forse-anche-della-realta.html"><strong>Elly Schlein</strong> </a>avrebbe preferito un approccio cauto, dando l&#8217;indicazione chiara di votare contro il punto 8 in modo da venire incontro al crescente elettorato stanco della guerra, al momento del voto il partito si è diviso: nove hanno seguito l’indicazione di Schlein, in sei non hanno partecipato allo scrutinio, e <strong>in due (Elisabetta Gualmini e Pina Picierno, appunto) hanno votato a favore</strong>.</p>



<p>Nonostante il controverso punto 8 alla fine sia stato approvato con un’ampia maggioranza e sia stato incluso nel testo finale della risoluzione, votato dal Partito Democratico con l’eccezione di due pessimisti, <strong>l&#8217;Emergency Cecilia Strada e l&#8217;ex direttore di <em>Avvenire</em>,<a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html"> Marco Tarquinio</a></strong>, che si sono astenuti, Gualmini e Picierno hanno rilasciato diverse interviste incendiarie: vantandosi di essere opposizione interna al PD, ribadendo il sostegno alla maggioranza Ursula e all’uso delle armi per colpire le basi russe senza esitazioni, e condendole con tutta una serie di dichiarazioni in stile film Marvel sulla lotta senza quartiere tra democrazie e dittature.</p>



<p>All&#8217;interno del PD il dibattito sul sostegno all&#8217;Ucraina è acceso e diviso. <strong>Il partito resta largamente ostile alla Russia e solidale con la resistenza ucraina</strong>, ma è arrivato al culmine lo scontro tra una segretaria Schlein che ha imposto un approccio più equilibrato e a tratti ambiguo del suo predecessore Enrico Letta, enfatizzando la necessità di una soluzione diplomatica, e una minoranza molto forte sui social e nelle bolle editoriali che sceglie il massimalismo. Esponenti come Lorenzo Guerini, cattolico a disagio a sinistra, o come Debora Serracchiani o Marianna Madia continuano a sostenere fermamente il supporto militare senza esitazioni. Allo stesso tempo, figure come Andrea Orlando e Enzo Amendola chiedono una critica più incisiva contro il Governo italiano e l&#8217;Unione Europea per la mancanza di iniziative diplomatiche. Lo fanno da una posizione certo non pregiudiziale contro l&#8217;Ucraina, ma di realismo per come sta andando la guerra.</p>



<p>Recenti votazioni hanno visto il PD astenersi sia su risoluzioni del Terzo Polo (favorevoli all&#8217;invio di armi) sia su quelle del Movimento 5 stelle (contrarie), evidenziando fratture che hanno a che fare col modo di concepire la geopolitica e le alleanze fondamentai dell&#8217;Italia. <strong>Peppe Provenzano</strong>, responsabile Esteri della segreteria, è tra quelli più insofferenti col protagonismo dei ribelli ultra-atlantisti: «Accreditare un cambio di linea sul sostegno all’Ucraina, come ha fatto qualcuno nel partito per ragioni di posizionamento interno, è grave e irresponsabile», ha detto.&nbsp;Mentre Guerini è tra quelli che, insieme a Picierno, si dice convinto del fatto che «in politica la moneta cattiva scaccia quella buona, e se il PD va sul terreno della demagogia perde». Con un riferimento ovvio al M5S di Giuseppe Conte, campione dei non interventisti.</p>



<p>Se le riviste di area neocon come Linkiesta continuano a spalleggiare Picierno descrivendola come un&#8217;eroina solitaria in un paese di cordardi, ai quali &#8220;il midollo del leone continua a mancare&#8221; (copyright Mario Lavia), i sondaggi però sembrano dare ragione a Schlein. Stanchi della guerra, gli italiani si sentono lontani dalla Russia, ma anche dall&#8217;Ucraina. <strong>In un anno il supporto all&#8217;assistenza a Kiev è sceso dal 47% al 29%, dice una rilevazione di Ilvo Diamanti</strong>. Contrari in particolare gli elettori di Lega, FdI e M5S. Poco meno di un elettore PD su due è sicuro che sostenere Kyiv sia la scelta giusta, ma non viene specificato fino a che punto si estenderebbe quell&#8217;aiuto.</p>



<p>La risposta di Picierno al povero presidente del PD siciliano <strong>Antonio Ferrante</strong> in uno scambio su X andrebbe ritagliata per quanto è indifferente a questi segnali: «Non potremo mai pensarci vincenti se non ci diamo una linea, quale che sia», aveva scritto Ferrante, commentando un&#8217;intervista di Gualmini in cui il voto contro Schlein diventava motivo di vanto. «Rivendico il diritto di dire quello che penso su questioni cruciali», è intervenuta Picierno, «da cui dipende il futuro del nostro continente; rivendico il diritto di difendere la resistenza ucraina dall’invasione criminale di Putin&#8230; Le caserme si trovano altrove». Un monologo moralista, quasi in trance, per posizionarsi presso un segmento per lo più socialmediale. «Sottolineare il proprio dissenso con toni così moraleggianti dà il senso che il resto del nostro partito, a differenza sua, sia quasi pro Putin», è stata la risposta di Ferrante.</p>



<p>«Come pensa Picierno di ottenere, sul campo, il ritorno ai confini ucraini del 1991?», si chiede il blogger e analista militare <strong>Edoardo Fontana</strong>. «Puntare sull&#8217;improvviso crollo di una Russia in fallimento è piano già fallito nel 2022. E oggi i russi, lentamente, avanzano». Sembra essere una preoccupazione che si nascondeva anche dietro i copiosi fischi sopraggiunti a<strong> Riccardo Magi</strong>, leader di Più Europa, quando alla Festa dell&#8217;Unità riduceva la guerra in Ucraina a una questione di «diritto internazionale» e basta, senza sfumature. Quel pubblico «odia gli ucraini», ha commentato una mia conoscenza molto di sinistra, molto woke, perennemente a caccia del fascista sul Web, di fronte a quei fischi: del tutto radicalizzato sulla guerra, e incapace di voler leggere le tracce del malessere. Un malessere che seconda la parte del PD che continua a ragionare come un film degli Avengers o è causato dalle fake news di Putin e da nient&#8217;altro.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-atlantisti-stile-avengers-e-realisti-intimiditi-il-pd-si-divide-su-russia-e-ucraina.html">Tra atlantisti stile Avengers e realisti intimiditi, il PD si divide su Russia e Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Marco Tarquinio: &#8220;Senza la pace l&#8217;Europa salta. O i giovani, la salute e l&#8217;ambiente o le armi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 17:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p>L'ex direttore di Avvenire, ora candidato all'Europarlamento, spiega perché critica l'economia di guerra scelta dalla Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html">Marco Tarquinio: &#8220;Senza la pace l&#8217;Europa salta. O i giovani, la salute e l&#8217;ambiente o le armi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1910" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marco Tarquinio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899.jpg 1910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-600x285.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-1024x487.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240606181516705_e2d6ebefb47273b3196745a5ad2e769c-e1717750637899-1536x730.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1910px) 100vw, 1910px" /></p>
<p>Come spesso capita nel nostro buffo Paese, se vuoi sentire una cosa (morettianamente o no) di sinistra o addirittura un po&#8217; rivoluzionaria devi chiedere a un cattolico. Così è successo che <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">Marco Tarquinio</a></strong>, classe 1958, dal 2009 al 2023 direttore di <em>Avvenire</em> (da lui portato tra i primi quattro quotidiani più diffusi in Italia) e ora<strong> candidato indipendente all&#8217;Europarlamento per il Pd, </strong>è diventato il ragazzo terribile di questa campagna elettorale.<strong> Come ha fatto? Parlando di pace, pensa un po&#8217;</strong>. Dicendo (è il suo slogan) che &#8220;la pace è meglio&#8221;. Che l&#8217;Europa o è pace o non è. <strong>Facendo notare che quello che avviene a Gaza magari non è un genocidio</strong> ma una pulizia etnica sì, e che forse due paroline a Israele l&#8217;Europa potrebbe dirle. E che le teorie della nuova Nato rischiano di portarci tutti al disastro. In pratica un eretico, con qualcuno già pronto a raccogliere legnetti e fiammiferi.</p>



<p><strong>Direttore (ho collaborato a lungo con lui e mi piace chiamarlo ancora così), come ti è venuto di andare così controcorrente?</strong></p>



<ol class="wp-block-list"></ol>



<p>&#8220;Io voglio parlare di Europa, perché quello che accade in Europa orienta poi la vita dei Paesi membri, l’Italia come gli altri e forse più degli altri. Il fatto che noi in Europa non abbiamo un ruolo propulsivo purtroppo rallenta la costruzione europea e crea problemi al nostro sistema Paese. Così ho scelto delle idee forti, imperniate sulla questione della pace, perché vedo una torsione in senso militare della politica europea che procede ormai da anni, almeno dal 2022, da tutto il secondo tempo della guerra in Ucraina, e che rischia davvero di disfare l’Europa. Non so se ci saranno ancora elezioni europee tra cinque anni, con questa configurazione dell’Unione. Perché la guerra spacca l’Unione e rischia di fare a pezzi, come sta già facendo, non solo il popolo ucraino ma anche altre parti importanti della nostra umanità e dell’Europa che abbiamo costruito negli anni. Per me il punto fondamentale è questo&#8221;.</p>



<p><strong>Ma secondo te, perché è diventato così difficile parlare di pace in Europa? È solo colpa di Putin o c’è qualcos’altro?</strong></p>



<p>&#8220;C’è una scelta precisa, per me pericolosissima, di fare della politica della guerra lo strumento principe dell’azione dei due Occidenti, quello anglosassone e quello euro-continentale, che hanno interessi convergenti ma anche divergenze strategiche rispetto a ciò che è avvenuto con il fallimento della globalizzazione realizzata con la fine della guerra fredda. L’Europa dovrebbe proporsi sulla scena globale come potenza plurale e non imperiale, perché questo è il suo specifico. Altri hanno ancora una vocazione imperiale, la custodiscono e cercano di imporla agli alleati nella partita per l’egemonia globale che pensano giocata solo tra Oriente e Occidente, senza tener conto del fatto che stanno emergendo altri grandi soggetti&#8221;.</p>



<p><strong>Per esempio?</strong></p>



<p>&#8220;In questi giorni stiamo vedendo il ritorno sulla scena della grande democrazia indiana. Questo già ci dice che la situazione è assai più complessa di quanto voglia chi descrive una mera contrapposizione tra due blocchi, uno occidentale a guida americana e uno orientale a guida cinese con la Russia in condizione ancillare rispetto a Pechino. L’Europa dovrebbe essere capace, con le sue caratteristiche di potenza plurale e non imperiale, di praticare una politica altra e alta che escluda la guerra dal proprio orizzonte, si dia strumenti difensivi e non aggressivi e sia capace di proporre il metodo che ha usato con se stessa: eliminare la prospettiva della guerra attraverso l&#8217;integrazione pacifica e la conciliazione delle differenze. Un procedimento forse lento e a volte contraddittorio, che però esclude lo scontro armato dall’orizzonte…&#8221;.</p>



<p><strong>E invece?</strong></p>



<p> &#8220;Vedo una classe dirigente che oggi, assommando anche pezzi dei partiti che hanno costruito l’Europa in senso democratico, gli europopolari e i socialisti democratici, prende l’altra strada, quella dello scontro bellico. Questo è il problema politico. Se io mi candido da indipendente nel Pd è perché penso che si possa partecipare al dibattito politico europeo e contribuire a correggere la rotta, anche di pochi gradi ma cambiando il punto di approdo. L’Europa, oggi, non è al centro di un sistema di composizione dei conflitti ma è ridotta a seguire i carri da guerra degli altri. Lavorerò per cambiare questo, con umiltà ma anche con la consapevolezza che non c’è tempo da perdere, perché la storia va velocissima&#8221;.</p>



<p><strong>Perché il tema della pace è così difficile, oggi, da far passare, anche in ambito cattolic</strong>o?</p>



<p>&#8220;Invece devo dire che ho sentito voci variegate e tanto consenso, sia in ambito cattolico sia nella base del Pd. Voci anche di dirigenti del Pd, persone come Gianni Cuperlo, Andrea Orlando, Arturo Scotto&#8230; Interessante che ci sia ascolto per chi dice che l’Europa deve stare alla stessa altezza degli Usa e aperta al dialogo con gli altri. Questo non vuol dire armarsi come l’America, che spende 990 miliardi di dollari l’anno. Noi europei ne spendiamo 350, tutti divisi gli uni dagli altri quando potremmo fare massa critica, spendere meno e darci uno strumento militare non aggressivo e un braccio civile non violento di corpi di pace. Credo che questo ragionamento possa avere diritto di cittadinanza nel dibattito su cosa l’Europa vuol fare nel mondo di oggi per se stessa e per gli altri&#8221;.</p>



<p><strong>E nel mondo cattolico propriamente detto?</strong></p>



<p>&#8220;Credo che nel mondo cattolico molti la pensino così. Non mi piace citare gli esponenti di Santa Madre Chiesa nella campagna elettorale, però quando il cardinale <strong>Pietro Parolin</strong>, segretario di Stato di papa Francesco, esamina la &#8220;dottrina Stoltenberg&#8221; e ammonisce a fare attenzione ai passi che si intraprendono, che potrebbero farci affacciare sull&#8217;abisso, non mi pare dica cose lontane dalle preoccupazioni mie e di altri. La &#8220;dottrina Stoltenberg&#8221; prevede che l’attacco con armi atlantiche contro il territorio della Russia sia lecito e possa essere deciso anche da un singolo Stato dell’Alleanza. Questo, ovviamente, mette a rischio di ritorsione quel singolo Stato e rende anche possibile l’applicazione dell’articolo 5 del Patto Atlantico, quello che prevede la reciproca assistenza militare. Così l’iniziativa di un singolo Stato porterebbe tutta l&#8217;Alleanza alla guerra con la Russia. Sono scenari da incubo, purtroppo concreti nella crisi che stiamo vivendo in Europa&#8221;.</p>



<p><strong>Da quello che dici si può dedurre che la sensibilità dei cittadini sia molto diversa da quella che sia la politica nazionale ia quella europea oggi esprimono&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;C’è un deficit impressionante di rappresentanza politica ma anche di rappresentazione mediatica, soprattutto da parte dei media tradizionali, la stampa e le grandi Tv controllate dai partiti e dai gruppi di potere. A fronte, poi, di popoli interi indignati dagli orrori della guerra, che hanno assoluta determinazione a non collaborare agli arruolamenti dei propri figli e delle proprie figlie, perché è questa la parità che abbiamo oggi, nella guerra in Ucraina come in quella in Terra Santa. È chiaro che la gente sta da un’altra parte, dalla parte delle vittime, perché nelle guerre sono tutti vittime. Lo sono gli israeliani massacrati il 7 ottobre in una caccia all’uomo di stampo nazista come i palestinesi uccisi dalla rappresaglia  di un incredibile orrore che ha fatto finora 35 mila morti per mano degli israeliani. Sono vittime gli ucraini che fanno la guerra con le armi dell’Occidente come sono vittime i ragazzi russi sbattuti al fronte. Quelli che possono scappano, sia in Russia sia in Ucraina. Quando non possono scappare, gli uni e gli altri sono costretti a massacrarsi a vicenda. E molti cominciano a vedere e a capire&#8221;.</p>



<p><strong>Anche il tema del lavoro ti sta a cuore. C&#8217;è chi dice che la guerra crea lavoro&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;Vorrei portare in Europa il tema del lavoro proprio collegandolo al tema della pace. Se si riesce a scongiurare l’economia di guerra si possono fare le politiche per la transizione verde, per la salute (fondamentali in un continente dove l’età media è la più alta del mondo, Giappone a parte) e per il futuro dei giovani. Mentre orientare le risorse alla produzione di armi e all’economia di guerra vuol dire orientarsi alla distrazione e alla distruzione delle risorse stesse. Economisti acuti e profondi ci hanno spiegato che imprimere una svolta ecologista alle nostre economie, cambiare paradigma, vuol dire offrire nuove possibilità sia a chi è già formato sia a uomini e donne che si stanno ancora formando. L’Europa, inoltre, indica una direzione, quella del salario minimo garantito, anche a Paesi come il nostro che non ce l’hanno. Poiché molti dei contratti in vigore non danno garanzie di quadro ma congelano dentro la precarietà, molti dei nostri giovani hanno la valigia pronta per andarsene in Paesi magari ancora più precari del nostro ma più generosi nelle retribuzioni. Ed è un vero misfatto rispetto al futuro, che un Paese in crisi demografica come il nostro si permetta di perdere altre energie, altre professionalità, altre braccia. Questo è un tema su cui l’Europa deve tenere alta l’asticella e, a cascata, produrre cambiamenti nei Paesi membri. E poi ci vuole l’unione fiscale, che è nel programma dei socialisti democratici: non puoi realizzare il reddito in un Paese e poi trasferirlo in un Paese dove si paga di meno. Se non cadiamo nell&#8217;economia di guerra possiamo fare tutto questo. Altrimenti no&#8221;. </p>



<p><strong>Ti preoccupano le prospettive sovraniste e il rischio dell’astensione?</strong></p>



<p>&#8220;Accanto alla torsione militare in Europa c’è la torsione a destra. Entrambe sono l’esatto contrario della politica pacifica, inclusiva e non imperiale che ha fondato e fatto crescere l’Europa. È paradossale che si pensi di dare spazio alle rivendicazioni dei singoli Stati e agli egoismi nazionali proprio mentre tutti i Paesi si riarmano ognuno per sé. Si rischia di andare ben oltre il folklore dei Paesi frugali e Paesi cicala, di quelli oculati e quelli sciuponi. Si rischia di andare a fratture vere. Qui abbiamo di fronte due destre che agiscono separatamente per colpire unite. Sappiamo che la Von Der leyen è disposta a contemplare anche una maggioranza che includa il partito della signora Meloni. Se ci fosse questa deriva l’Europa verrebbe disfatta, non cambiata. Avremmo un’Europa che forse protegge i confini ma certo non protegge i cittadini&#8221;.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarquinio-senza-la-pace-leuropa-salta-o-i-giovani-la-salute-e-lambiente-o-le-armi.html">Marco Tarquinio: &#8220;Senza la pace l&#8217;Europa salta. O i giovani, la salute e l&#8217;ambiente o le armi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 11:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Marco Tarquinio e la parola &#8220;pace&#8221; spaccano il Partito Democratico. Le posizioni dell&#8217;ex direttore di Avvenire sulla guerra in Ucraina, per la cui soluzione pacifica il giornalista umbro classe 1958 si è più volte speso, hanno agitato il Nazareno dopo che è circolata la voce che Tarquinio potesse essere candidato alle Europee col Pd su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/Taquinio.Marco_-768x524.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Marco Tarquinio</strong> e la parola &#8220;pace&#8221; spaccano il <strong>Partito Democratico</strong>. Le posizioni dell&#8217;ex direttore di <em>Avvenire</em> sulla <strong>guerra in Ucraina,</strong> per la cui soluzione pacifica il giornalista umbro classe 1958 si è più volte speso, hanno agitato il Nazareno dopo che è circolata la voce che Tarquinio potesse essere candidato alle Europee col Pd su volontà della segretaria <strong>Elly Schlein</strong>. Di cui, a ben guardare, rappresenta il complemento. Schlein è di sinistra radicale, nettamente progressista, aperta su ogni tema civile. Tarquinio un cattolico democratico, conservatore su diritti Lgbt e temi etici, apertamente vicino alla <strong>dottrina sociale della Chiesa e alla visione economica di</strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/la-terza-guerra-mondiale-a-pezzi-si-puo-fermare-la-lezione-di-papa-francesco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> Papa Francesco</strong> su temi economici e sociali. Ad accomunarli, la <strong>pulsione per la pace</strong></a>. Parola che sembra divenuta, per molte aree del Pd, tabù.</p>



<p>&#8220;La disciplina di partito non può annullare la libertà di coscienza”, diceva a <strong>gennaio<a href="https://it.insideover.com/politica/la-linea-guerini-niente-difesa-europea-senza-asse-con-gli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Lorenzo Guerini, </a>presidente del Copasir,</strong> già sindaco di Lodi e Ministro della Difesa, quando in Veneto una defezione in casa Pd della <strong>consigliera Anna Maria Bigon</strong> fece saltare il passaggio del disegno di legge sul fine vita di fronte al centrodestra spaccato. Guerini, esponente di punta dell&#8217;area cattolica, esprimeva il disagio dei progressisti più orientati in campo cristiano di fronte all&#8217;accelerazione di Schlein sui temi civili. Risulta curioso che Guerini, da tempo tra i più strenui sostenitori dell&#8217;appoggio all&#8217;Ucraina da ministro con <strong>Mario Draghi</strong> e da capo dell&#8217;autorità di vigilanza sui servizi segreti poi, oggi in riferimento all&#8217;ipotesi-Tarquinio dica al <em>Corriere della Sera</em>: &#8220;La nostra linea sull’Ucraina è stata ed è chiara. Vogliamo forse aprire su un punto su cui siamo uniti in campagna elettorale?&#8221;</p>



<p>E ancora, <strong>Lia Quartapelle</strong>. L&#8217;onorevole milanese ha attaccato a tutto campo l&#8217;ipotesi della candidatura con un lungo post sui suoi social dichiarando di rispettare Tarquinio ma di ritenere problematico pensare alla presenza di Tarquinio nelle liste dem: &#8220;Condivide il programma di lavoro che ci siamo dati per i prossimi anni?&#8221;, si chiede retoricamente Quartapelle, addebitando a Tarquinio una &#8220;linea contraria all&#8217;autodifesa dell&#8217;Ucraina&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La deputata del Pd Lia Quartapelle sulla possibile candidatura di Marco Tarquinio alle Europee <a href="https://t.co/nmv4GRWqIF">pic.twitter.com/nmv4GRWqIF</a></p>&mdash; David Allegranti (@davidallegranti) <a href="https://twitter.com/davidallegranti/status/1773443121021415601?ref_src=twsrc%5Etfw">March 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>V&#8217;è da dire che l&#8217;accusa a Tarquinio di un pacifismo &#8220;sottomesso&#8221; è quantomeno ingenerosa. E prosegue da due anni. <strong>Federico Rampini</strong> del <em>Corriere della Sera</em> due anni fa <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/30/sei-uno-dei-tanti-che-lavorano-per-putin-ora-per-rampini-perfino-il-direttore-di-avvenire-tarquinio-e-filo-cremlino-lo-scontro-su-la7/6542928/">lo apostrofò come &#8220;uno dei tanti che lavorano per Putin&#8221;</a> durante un confronto televisivo in cui il direttore di <em>Avvenire</em> indicava come non necessariamente fonte di sicurezza l&#8217;aumento delle spese militari perché &#8220;spendere meglio non significa necessariamente spendere di più&#8221; (e il budget della Difesa italiano è divorato soprattutto da <a href="https://www.true-news.it/politics/geopolitics/spesa-militare-italia-regina-nato-costi-personale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stipendi</a> e retribuzioni&#8230;). <a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2022/08/05/news/marco-d-assisi-il-pacifista-una-critica-al-direttore-di-avvenire-4301183/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Il Foglio</em>, al contempo, ha più volte punto sul vivo</a> il pacifismo di &#8220;<strong>Marco d&#8217;Assisi</strong>&#8220;, arrivando a dire che &#8220;per Tarquinio non c’è differenza tra l’autocrazia imperialistica di Putin e le scassate ma libere democrazie&#8221; in virtù del <strong>convinto antimilitarismo del giornalista</strong> umbro.</p>



<p>La realtà racconta fatti diversi: <strong>quella di Tarquinio è una voce come altre </strong>in un dibattito democratico che deve essere pluralista e inclusivo. Stupisce come, in due anni di guerra in Ucraina, questo principio &#8211; che poi è quello che ci distingue delle autocrazie come la Russia di Putin &#8211; spesso sia traballato di fronte alle prospettive di <strong>emersione di voci dissonanti</strong> contro una linea politica e, soprattutto, mediatico in cui il legittimo e doveroso sostegno all&#8217;Ucraina si è mischiato a <strong>retoriche, <em>wishful thinking</em> e previsioni di vario tipo</strong>. Dall&#8217;idea della <strong>vittoria militare</strong> come sola soluzione possibile favorevole all&#8217;Ucraina per il conflitto a quella che alla <strong>dinamica geopolitica dominante</strong> metteva davanti un nuovo scontro di civiltà nel narrare il conflitto in Ucraina, molte di queste opinioni sono state <strong>egemonizzate in particolar modo</strong> dal mondo dei centristi, liberaldemocratici, apertamente occidentalisti oggi dominanti nel commento pubblico: televisioni, stampa e, caso più emblematico, <strong>piazze social come X </strong>sono un proliferare di questi commenti.  A cui una fetta importante del Pd, partito che rappresenta una fetta importante dell&#8217;establishment italiano anche ora che è all&#8217;opposizione, non è mai stato sordo.</p>



<p>L&#8217;elezione di Schlein alla segreteria ha, in un certo senso, <strong>scompigliato le carte a questa narrazione</strong>. E ora con candidature come quella di Tarquinio il Pd avrebbe, sostanzialmente, la possibilità di riscoprire il pluralismo interno che è alla base della sua tenuta, al mutare dei cicli politici, come forza stabile nel panorama nazionale. Il Pd è rimasto l&#8217;unica formazione capace di mantenere una forma-partito vera sul territorio nazionale, a poter mobilitare centinaia di migliaia di persone a ogni elezione primaria e a difendere una zolla elettorale non secondaria anche in fasi complicate proprio perché <strong>la commistione, e in certi casi la competizione, tra le anime interne</strong> alza la posta in palio. <strong>La candidatura di Tarquinio nel Pd sarebbe, in un certo senso, di tregua</strong> per casi come quello del Veneto e avrebbe la sua ratio politica nella ricerca di una <strong>postura &#8220;inclusiva&#8221;</strong> da parte di Schlein.</p>



<p>Nel Pd convive, del resto, l&#8217;eredità della <strong>componente di sinistra della Democrazia Cristiana</strong> con quella del <strong>vecchio Partito Comunista Italiano</strong>. Tra molte componenti ideologiche interne, è indubbio sottolineare come il <strong>pacifismo</strong> rappresenti una voce tutt&#8217;altro che distonica con tali eredità. In campo della sinistra Dc si può citare un duo di figure come <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html">Giorgio La Pira </a>e Giuseppe Dossetti</strong>, per i quali la ricerca della Pace non era frutto di puro irenismo ma obiettivo politico volto a rompere le gabbie della competizione globale e rafforzare la sicurezza dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa e del mondo consolidando la <em>Res publica christianorum</em>, l&#8217;ecumene cristiano. In campo comunista molti ricordano le <strong>marce di Pio La Torre, alto esponente del Pci siciliano a inizio Anni Ottanta</strong> poi ucciso da Cosa Nostra, contro gli euromissili di Comiso.</p>



<p>Un partito con ambizioni nazionali, che vuole essere tra i perni della seconda famiglia europea e <strong>mira a costruire la strada per il ritorno al governo</strong> deve, del resto, ascoltare la sua base prima ancora che le sirene del circo mediatico e le sue lusinghe. Bene ha compreso la partita l&#8217;ex parlamentare <strong>Pier Luigi Castagnetti</strong>: &#8220;Io che non ho avuto e non ho dubbi a sostenere l’Ucraina nell’aggressione di Putin, penso che la presenza in lista di un pacifista rappresenti il legittimo pluralismo presente nell’elettorato Pd&#8221;, ha scritto Castagnetti sul suo profilo X. &#8220;Pace&#8221; non è una parola tabù. Renderla tale <strong>amplifica le coltri di nebbia che si spandono sul domani</strong>. Specie se certi riflessi condizionati scattano su un fatto politico secondario come la candidatura di un indipendente nelle liste di un grande partito italiano. Inscenando una dialettica, purtroppo, già nota legata al timore di certe opinioni che appaiono scomode e non allineate. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lipotesi-tarquinio-spacca-il-pd-parlare-di-pace-e-un-tabu.html">L&#8217;ipotesi Tarquinio spacca il Pd: parlare di pace è un tabù?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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