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	<title>Juan Orlando Hernandez Archives - InsideOver</title>
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	<title>Juan Orlando Hernandez Archives - InsideOver</title>
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		<title>Próspera, il sogno di Thiel &#038; C è realtà: una città senza Stato per ultra-ricchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/prospera-il-sogno-di-thiel-c-e-realta-una-citta-senza-stato-per-ultra-ricchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 16:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Peter Thiel" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-1536x1072.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-600x419.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Próspera rappresenta la fine della politica in quanto tale, sostituita dal dominio diretto di un comitato di businessmen ultra-ricchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/prospera-il-sogno-di-thiel-c-e-realta-una-citta-senza-stato-per-ultra-ricchi.html">Próspera, il sogno di Thiel &amp; C è realtà: una città senza Stato per ultra-ricchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Peter Thiel" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-1536x1072.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/peter-thiel-600x419.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sull’isola honduregna di Roatán, tra le sfumature turchesi dei <strong>Caraibi </strong>e la seconda barriera corallina più grande del pianeta, sorge un esperimento che mira a ridefinire il concetto stesso di civiltà. Si chiama <strong>Próspera</strong>, ma chiamarla città è un puro esercizio di marketing. Per ora, l’Atlantide del futuro si riduce a un pugno di strutture: un lussuoso resort, con tanto di centro dedicato ai bitcoin, e un solo grattacielo residenziale di quattordici piani, collegati da un minibus privato battezzato <strong>Liberty Line.</strong> E tuttavia è qui che il bio-hacker e miliardario americano <strong>Bryan Johnson</strong> si è fatto iniettare una terapia genica sperimentale da venticinquemila dollari per inseguire il suo distopico sogno della giovinezza eterna. Un trattamento, va da sé, privo dell&#8217;approvazione di qualsiasi autorità sanitaria internazionale. Ma a Próspera questo dettaglio non rappresenta alcun ostacolo: gli enti regolatori semplicemente non esistono, rimpiazzati dal <strong>potere del denaro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Laboratorio giuridico sulle ceneri di un colpo di Stato</strong></h2>



<p>Per comprendere come un lembo di terra caraibica sia diventato il <strong>parco giochi della Silicon Valley</strong>, occorre riavvolgere il nastro al 2010. L’Honduras era destabilizzato dal golpe dell’anno precedente, afflitto da un’instabilità cronica e con un apparato statale vulnerabile alla corruzione. In questa crepa istituzionale si insinuò l&#8217;idea delle cosiddette <strong>charter cities</strong>. Teorizzate dall&#8217;economista <strong>Paul Romer, </strong>corrispondono a città-Stato autonome dislocate in Paesi poveri e normate da leggi pensate su misura per gli investitori stranieri. Una sorta di hub extraterritoriali per ricchi. Ma per realizzarne il prototipo honduregno, serviva comunque una legge ad hoc. E quella che vide la luce attraverso la cosiddetta <strong>ZEDE </strong>(“Zone di occupazione e sviluppo economico”) fu appunto una concessione senza precedenti che svuotava l’Honduras della propria giurisdizione, cedendo una fetta di territorio al controllo di <strong>entità private.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Silicon Valley alla conquista dei Caraibi</strong></h2>



<p>La svolta arrivò quando una cordata di imprenditori e fondi di investimento collegati a figure di spicco del panorama tecnologico, tra cui <strong>Peter Thiel e Marc Andreessen</strong>, intravide l&#8217;opportunità di concretizzare le loro idee tecno-futuriste, un miscuglio di <strong>anarco-liberismo e transumanesimo</strong>. Attraverso una società registrata nel Delaware, il gruppo ottenne il diritto sovrano sull’isola di Roatán, trasformato in un <strong>servizio a pacchetto</strong>. Funziona così: chi desidera avviare un’attività a Próspera è tenuto a stipulare una polizza assicurativa privata per la copertura dei rischi e selezionare il <strong>quadro normativo di proprio gradimento</strong>, importandolo come se stesse installando un software. Tassazione ridotta all&#8217;1 per cento, procedure burocratiche azzerate, tribunali arbitrali al posto dei giudici ordinari e la criptovaluta elevata a moneta d&#8217;accesso con cui pagare tasse, polizze e persino permessi di soggiorno. La fantasia realizzata dei <em>libertarians</em>: lo Stato minimo privatizzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Enclave elitaria e neocolonialismo</strong></h2>



<p>Mentre i cosiddetti <strong>e-resident</strong> celebrano l’assenza di vincoli, per la popolazione autoctona la realtà ha un volto decisamente più cupo. L&#8217;insediamento dell’enclave privata ha innescato profonde spaccature nella <strong>comunità afro-caraibica </strong>di Crawfish Rock. Se una minoranza spera di beneficiare dell&#8217;indotto turistico e immobiliare, la maggior parte degli abitanti avverte il progetto come una <strong>minaccia esistenziale: </strong>teme la contaminazione delle risorse idriche a causa dei test medici ed edilizi condotti senza controlli, l’accumulo incustodito di rifiuti speciali e il rischio di espropriazione qualora la città decidesse di allargare i propri confini. È la riproposizione di una dinamica <strong>tipicamente colonialista</strong>: una forza finanziaria esterna si appropria del territorio, frammenta il tessuto sociale nativo e impone una barriera fisica e giuridica presidiata con tanto di filo spinato da vigilanza armata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ricatto finanziario</strong></h2>



<p>Nel 2022, le autorità dell’Honduras, con un <strong>sussulto di dignità</strong>, hanno fatto marcia indietro. Sotto la presidenza di Xiomara Castro, il Parlamento e la Corte Suprema hanno decretato l’<strong>incostituzionalità</strong> e deciso l’abolizione delle ZEDE, giudicate una lesione inaccettabile della sovranità nazionale. Per la cronaca, il principale sponsor locale del progetto, l&#8217;ex presidente <strong>Juan Orlando Hernández</strong>, è stato successivamente arrestato ed estradato negli Stati Uniti con pesanti accuse di <strong>narcotraffico</strong>. Tuttavia, la società operatrice di Próspera ha risposto con un&#8217;azione legale citando lo Stato honduregno davanti ai giudici della Banca Mondiale, con la richiesta di un risarcimento di <strong>10 miliardi di dollari</strong>, cifra corrispondente a circa il quaranta per cento dell&#8217;intero Prodotto interno lordo del Paese centroamericano. Un <strong>ricatto finanziario</strong> bello e buono, che dimostra come le <em>corporations</em> pretendano ormai un rango pari, se non superiore, a quello di uno Stato sovrano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’algoritmo al posto della politica</strong></h2>



<p>Al di là dell’aspetto giuridico, Próspera è il <strong>simbolo di una deriva radicale</strong>. L’obiettivo finale di una sperimentazione di questo tipo non è il profitto immediato, ma l’affermazione di una precisa ideologia: lo <strong>smantellamento della sfera pubblica.</strong> La legislazione non nasce più dal conflitto politico, ma si automatizza in un algoritmo gestionale che filtra, ordina e sanziona in modo apparentemente neutrale. La nozione stessa di comunità, intesa come spazio per amministrare beni comuni da garantire anche a chi ha redditi bassi, <strong>si dissolve.</strong>  </p>



<p>Próspera rappresenta, né più né meno, non la cancellazione della sola democrazia, ma la <strong>fine della </strong>politica in quanto tale<strong>,</strong> sostituita dal dominio palese, diretto e senza infingimenti di un comitato di <em>businessmen</em>. E come ha scritto l’esperto di innovazione digitale Michele Kettmaier, “non è un incidente isolato”, ma “una <strong>miniatura del possibile</strong>”. Un luogo, cioè, in cui “la sovranità diventa merce, la cittadinanza una <strong>condizione contrattuale</strong> e il futuro politico un campo di battaglia tra Stati che cercano di mantenere il controllo e aziende globali che rivendicano il diritto di governare porzioni di mondo come se fossero data center o campus aziendali” (<em>Il Sole 24 Ore</em> online, 1 dicembre 2025). Il futuro è già qui. E si pagherà, letteralmente, a caro prezzo.</p>
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		<title>Nasry &#8220;Tito&#8221; Asfura, il Trump dell&#8217;Honduras consolida la svolta a destra dell&#8217;America Latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nasry-tito-asfura-il-trump-dellhonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellamerica-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 06:53:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nasry "Tito" Asfura, il Trump dell'Honduras consolida la svolta a destra dell'America Latina. Gli scenari politici.</p>
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<p>Dopo settimane di incertezza, <strong>Nasry &#8220;Tito&#8221; Asfura</strong> è stato confermato dalla <strong>Corte Suprema dell&#8217;Honduras</strong> vincitore delle elezioni presidenziali del 30 novembre. L&#8217;esito era rimasto in sospeso dopo che il candidato conservatore del Partito Nazionale, dichiaratamente ispirato a <strong>Donald Trump e Javier Milei</strong>, aveva visto la sua vittoria con poco più del 40% in un voto a turno unico contestata dalla richiesta di riconteggio di <strong>Salvador Nasralla</strong> del Partito Liberale, risultato staccato di soli 25mila voti.</p>



<p>La Corte Suprema ha dichiarato Asfura vincitore il 24 dicembre, consolidando una svolta a destra per l&#8217;America Latina e in particolar modo per un Centro America dove brilla, nel campo conservatore più ispirato a figure come Trump e Milei, la stella del salvadoregno <strong>Nayib Bukele</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Asfura, palestinese di etnia, conservatore nel cuore</h2>



<p>Come quest&#8217;ultimo, anche il neo-eletto presidente è di sangue mediorientale: il 68enne Asfura è, come Bukele, figlio di una famiglia palestinese cristiana emigrata ai tempi della Nakba verso l&#8217;America centrale, e ha compiuto l&#8217;intera carriera politica nel cuore della destra honduregna, <strong>guidando come sindaco la capitale Tegucigalpa dal 2014 al 2022</strong> e provando a candidarsi nel 2021 alle presidenziali contro la vincitrice Xiomara Castro, arrivando secondo.</p>



<p><strong>Ora, Asfura si è candidato con un programma basato su sicurezza, lotta alla criminalità e sostegno a riforme liberali</strong> in economia, che risuona con quelli di molti leader della regione.<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jose-antonio-kast-lavvocato-che-sosteneva-pinochet-e-il-nuovo-presidente-del-cile.html"> A poche settimane dalla <strong>vittoria di José Antonio Kast in Cile</strong></a>, la sua è una nuova svolta a destra che, come per Bukele, è vista con <strong>attenzione tanto a Washington<a href="https://www.ynetnews.com/article/ryuliksmwg"> quanto a Tel Aviv</a></strong>, dato che Israele si trova ad avere, per uno strano gioco del destino, come solidi alleati regionali e sostenitori della sua causa il figlio di un ex ufficiale nazista (Kast) e un palestinese figlio di esuli dall&#8217;occupazione israeliana della Palestina (Asfura), dopo che un altro latinoamericano di stirpe palestinese, Bukele, ha schierato San Salvador al suo fianco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Donald Trump esulta</h2>



<p>Chi può gioire è sicuramente Donald Trump, che ha irritualmente dato l&#8217;endorsement ufficiale ad Asfura, minacciando la fine degli aiuti all&#8217;Honduras in <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/12/5/honduran-presidential-candidate-says-trump-interfered-in-election-report">caso di vittoria di Nasralla, definito &#8220;<strong>comunista</strong>&#8221; e attaccato</a> mentre The Donald concedeva la grazia a <strong>Juan Orlando Hernandez, ex presidente del Paese centroamericano</strong> condannato a 45 anni di carcere e estradato negli Usa per narcotraffico. </p>



<p>Hernandez, durante il suo mandato, approvò la costruzione di <a href="https://www.rts.ch/info/societe/2025/article/prospera-paradis-fiscal-et-technologique-controverse-au-honduras-29072280.html"><strong>Prospera,</strong> la città &#8220;libertaria&#8221; per gli investimenti dei tecno-oligarchi</a> e dei <a href="https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html">magnati dei bitcoin che oggi vede operare</a> nel suo capitale diversi investitori di venture capital e finanza vicini al presidente Usa, come Balaji Srinivasan, Peter Thiel e Marc Andreessen. C&#8217;è da scommettere che Asfura terrà ben conto di questi precedenti, nel quadro di un governo che interseca interessi nazionali e una <strong>forte tutela Usa per tornare a giocare un ruolo da protagonisti</strong> nel &#8220;cortile di casa&#8221; a lungo insediato da potenze esterne.</p>



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		<title>Il progetto Destiny e l&#8217;utopia della Tortuga caraibica dei bitcoin</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 12:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Honduras ieri, Saint Kitts e Nevis domani. I tecno-oligarchi e i guru dei bitcoin puntano i Caraibi per le loro Tortuga.</p>
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<p>Una comunità sostanzialmente autonoma, con proprie leggi e propri regolamenti, e ovviamente autoregolata sul fronte del business: questo è il sogno del progetto <strong>Destiny</strong> in sviluppo nel piccolo Stato caraibico di <strong>Saint Kitts e Nevis</strong> e riguardante la possibilità di creare una vera e propria &#8220;zona economica speciale&#8221; per i <strong>bitcoin.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Destiny, Tortuga futura dei bitcoin?</h2>



<p>Non è fantasia, ma è la volontà di trasformare in realtà di frontiera un&#8217;ambizione su cui <strong>puntano molti investitori libertari e diversi tecno-oligarchi americani e non solo</strong>: fare delle criptovalute non solo un fattore di emancipazione per finanza e business ma anche l&#8217;abilitatore strategico di un nuovo sistema sociale. Forse addirittura politico. I Caraibi, ieri roccaforte di pirati e bucanieri, come nuovo rifugio per le navi corsare della finanza cripto e tokenizzata. Le zone autonome come novelle isole di <strong>Tortuga con le proprie leggi</strong>. I piccoli Stati della regione offrono ciò che hanno: terra e norme favorevoli.</p>



<p>E così il magnate belga delle cripto <strong>Oliver Janssens</strong> ha ben pensato di impiantare questo progetto a Nevis, una delle isole del piccolo Stato, sfruttando la favorevole normativa locale promossa dal governo centrale di Basseterre, sito sull&#8217;isola di Saint Kitts, e rafforzata dall&#8217;autorità federale di Charlestown, capoluogo di Nevis. </p>



<p>Pochi mesi fa è stato approvato lo Special Sustainability Zones Authorisation Act, volto a attrarre investimenti come quello previsto da Janssens, che mira a piazzare un progetto da 50 milioni di dollari sull&#8217;iniziativa, garantendo anche delle prerogative legali autonome per la risoluzione delle controversie tra privati. Janssens ha promesso di attrarre miliardi di dollari di capitali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo &#8220;Stato di rete&#8221; e il precedente dell&#8217;Honduras</h2>



<p>&#8220;Il progetto Destiny includerà ville, ospedali, spazi verdi e piscine ed è dello studio di architettura e ingegneria statunitense Skidmore, Owings &amp; Merrill, noto per progetti come il Burj Khalifa&#8221;, <a href="https://www.belganewsagency.eu/belgian-crypto-billionaire-wants-to-set-up-libertarian-community-in-the-caribbean">nota la <em>Belgian News Agency</em>.</a>  Tutto questo per portare <strong>in un&#8217;isola di 93 chilometri quadrati</strong> e meno di 15mila abitanti la tendenza con cui, <a href="https://www.ft.com/content/cd171921-a0f5-49d9-a383-41a37e34dbb4">scrive il Financial Times</a>, &#8220;personaggi facoltosi del mondo della tecnologia e delle criptovalute cercano di <a href="https://www.ft.com/content/b127ee7a-5ac4-4730-a395-c9f9619615c7">stabilire i propri territori, più libertari</a> , noti come movimento dello Stato di rete&#8221;. Premessa, per i critici, di un vero e proprio &#8220;Stato nello Stato&#8221;. </p>



<p><strong>Emancipazione estrema e garanzia della libertà nella sua forma più pura</strong> per i teorici libertari ispirati da <em>La rivolta di Atlante,</em> la &#8220;Bibbia&#8221; dell&#8217;individualismo dell&#8217;uomo economico firmata quasi settant&#8217;anni fa da Ayn Rand.</p>



<p>Il caso più noto e anticipatore di Destiny è Prospera, la città delle criptovalute <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2025-02-13/a-honduras-dream-city-now-faces-11-billion-political-dispute">sviluppata dal <strong>governo dell&#8217;Honduras</strong> di </a><strong>Juan Orlando Hernandez, al potere dal 2014 al 2022</strong>, tramite una serie di leggi capaci di istituire le zone economiche esclusive favorevoli ai magnati del tech. </p>



<p><strong>Prospera, in cui vivono e lavorano circa 2mila persone</strong>, è sostenuta da aziende del mondo cripto come Coinbase e da venture capitalist uniti nella società Pronomos Capital, tra cui spiccano Balaji Srinivasan, Peter Thiel e Marc Andreessen. <strong>Questi ultimi due sono nomi noti nella tecno-oligarchia americana</strong> vicina a <strong>Donald Trump</strong>, il primo è ex Cto di Coinbase e ha lavorato per lo stesso Andreessen. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Hernandez, Trump e i cripto-oligarchi</h2>



<p>Trump, auto-definitosi <em>crypto-president</em>, ha <strong>un ruolo in questa vicenda perché l&#8217;1 dicembre scorso</strong> ha offerto la grazia a Hernandez, &#8220;padrino&#8221; di Prospera, condannato e estradato negli Usa dopo la fine del suo mandato per reati legati al narcotraffico e chiamato a scontare 45 anni di carcere.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/venezuela-il-cortile-di-casa-che-trump-vuole-riconquistare.html">Mentre gli Usa pressano i cartelli di narcotrafficanti </a>e minacciano il Venezuela per il presunto ruolo di sostegno di Nicolas Maduro ai cartelli, Trump sceglie di <strong>scarcerare un ex capo di Stato condannato proprio per questa fattispecie.</strong> Una contraddizione, a prima vista. Un atto politico chiaro di sostegno alla tendenza libertaria di espansione delle tecno-oligarchie e del mondo cripto come estrema proiezione del modello capitalista Usa, guardando più in profondità. Le cripto, soprattutto le stablecoin, servono a <strong>Washington come frontiera di copertura del debito e come nuova &#8220;</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/lottovolante-del-bitcoin-nella-grande-giostra-della-finanza-usa.html"><strong>grande scommessa&#8221; per aumentare il ciclo del credito</strong>. </a></p>



<p>L&#8217;espansione dei magnati libertari nel Mar dei Caraibi ha una chiara matrice finanziaria e tecnologica americana. Vale per Prospera. Vale per Destiny. E vale anche per quei Paesi che in nome di qualche investimento concedono frammenti di sovranità all&#8217;euforia finanziaria.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html">Il progetto Destiny e l&#8217;utopia della Tortuga caraibica dei bitcoin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le cinque elezioni chiave in America Latina a novembre</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-cinque-elezioni-chiave-in-america-latina-a-novembre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 07:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-1024x746.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un mese “elettorale” questo novembre già trascorso per metà, che mette in fermento il panorama politico latino-americano con esiti tutti da discutere e metabolizzare. Cinque i Paesi del subcontinente coinvolti – Argentina, Cile, Honduras, Nicaragua e Venezuela. Argentina La coalizione Together for Change, la principale forza di opposizione argentina, esce vincitrice dalla tornata elettorale di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-cinque-elezioni-chiave-in-america-latina-a-novembre.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-1024x746.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un mese “elettorale” questo novembre già trascorso per metà, che mette in fermento il panorama politico latino-americano con esiti tutti da discutere e metabolizzare. Cinque i Paesi del subcontinente coinvolti – <strong>Argentina</strong>, <strong>Cile</strong>, <strong>Honduras</strong>, <strong>Nicaragua</strong> e <strong>Venezuela</strong>.</p>
<h2>Argentina</h2>
<p>La coalizione <a href="https://www.batimes.com.ar/news/argentina/initial-results-in-argentinas-election-show-opposition-winning-key-races.phtml"><em>Together for Change</em></a>, la principale forza di opposizione argentina, esce vincitrice dalla tornata elettorale di domenica <strong>14 novembre</strong>, diventando la formazione più votata in gran parte dei distretti del Paese. Oltre 34 milioni di persone sono state chiamate alle urne per rinnovare la metà dei seggi al Congresso e un terzo dei seggi al Senato. L’appuntamento democratico passa anche dal successo di <strong>Maria Eugenia Vidal</strong>: con il 99,4% dei voti scrutinati, la lista capitanata da Vidal ha sbaragliato gli avversari nella Capitale ottenendo il 47% per cento dei voti, un punto in meno rispetto alle primarie di settembre, quando le tre liste presentate dalla coalizione di opposizione superavano appena il 48%. Buenos Aires resta, ovviamente, epicentro delle analisi per il futuro, nonché fulcro dei cambiamenti in moto: principale roccaforte dell&#8217;opposizione al movimento peronista, è governata dal 2015 da <strong>Horacio Rodriguez Larreta</strong>, uno dei massimi leader di <em>Insieme per il cambiamento</em>, papabile alle elezioni presidenziali del 2023.</p>
<p><strong>Il clima in cui la tornata si è svolta non è di certo dei migliori</strong>: gli elettori sono stremati dalle restrizioni della pandemia e dai problemi economici. L&#8217;inflazione annuale è salita oltre il 50% cento da quando il presidente è entrato in carica e il 42% della popolazione vive ben al di sotto della soglia di povertà (anche per questo, con le elezioni in arrivo, il governo ha congelato i prezzi dei beni per la casa). Le elezioni di medio termine in Argentina vengono comunemente considerate un referendum informale sul governo in carica, quello di <strong>Alberto Fernández</strong>, con risultati che potenzialmente danno un&#8217;idea di ciò che è in serbo per 2023.</p>
<h2>Cile</h2>
<p>Le elezioni generali, quelle del prossimo <strong>21 novembre,</strong> arrivano dopo due anni di disordini sociali e nel pieno della riscrittura della Costituzione dell&#8217;era Pinochet da parte di un&#8217;Assemblea costituente composta prevalentemente da candidati indipendenti e progressisti. Appena una mese fa, la “riscossa” dei conservatori che hanno trovato un nuovo aggregante in <strong>José Antonio Kast</strong> del Partito Repubblicano, che ha galvanizzato quella fetta di opinione pubblica animata dalla crescente preoccupazione su pensioni, immigrazione e criminalità.</p>
<p>Il candidato ultraconservatore, spesso considerato un epigono del leader brasiliano Jair Bolsonaro, si attesta nei <a href="https://www.as-coa.org/articles/poll-tracker-chiles-2021-presidential-race">sondaggi</a> al 26,5%, staccando leggermente l&#8217;ex leader studentesco di centrosinistra Gabriel Boric, al 25%. Al terzo posto l&#8217;ex ministro di centrosinistra e candidata democristiana Yasna Provoste, con il 12,1%. Se nessun candidato otterrà la maggioranza assoluta, ci sarà un ballottaggio a dicembre. In un ipotetico secondo turno tra Kast e Boric, i sondaggi suggeriscono che la sinistra guadagnerebbe il 42,9% dei voti contro il 36,8% di Kast.</p>
<h2>Honduras</h2>
<p>In Honduras l’appuntamento elettorale è previsto per il prossimo <strong>28 novembre</strong>: più di cinque milioni di honduregni andranno alle urne per eleggere un nuovo presidente, 128 membri del Congresso e 20 deputati al Parlamento. Le ultime elezioni presidenziali si sono svolte all’insegna della farsa, dei brogli e delle violenze. Il presidente <strong>Juan Orlando Hernández</strong> è stato al centro di uno scandalo a base di tangenti e narcotraffico in concorso con il fratello, Tony, condannato da una corte degli Stati Uniti. A questo, giro Hernández è fuori dai giochi, nonostante la sua rielezione rocambolesca nel 2017. <strong>Nasry Asfura</strong>, sindaco di Tegucigalpa, del partito di governo, è stato a lungo il favorito, ma il candidato ricorrente Nasralla ha cambiato le carte in tavola quando, il gioco il 13 ottobre, si è ritirato per sostenere <strong>Xiomara Castro de Zelaya</strong>, la moglie del presidente deposto in un colpo di Stato nel 2009 che ha polarizzato la società honduregna. Il sondaggio condotto dal <a href="https://www.devdiscourse.com/article/politics/1785077-honduran-leftist-holds-big-lead-ahead-of-vote-poised-to-make-history"><em>Center for Democratic Studies</em></a> e pubblicato alla fine di ottobre pone Castro in testa alle preferenze degli elettori. Il sondaggio colloca la quota prevista dei voti di Castro al 38%, rispetto al 21% di Asfura.</p>
<p>Circa un mese fa il Paese è stato scosso dall’arresto del candidato presidenziale <strong>Santos Rodriguez</strong> per riciclaggio di denaro relativo al traffico di droga e omicidio. Rodriguez, un capitano dell&#8217;esercito in pensione, non era di certo tra i favoriti, tantomeno l’unico candidato a fronteggiare simili accuse nel panorama politico locale. Secondo i testimoni sarebbe stato coinvolto nella morte di molte persone, tra cui un informatore della <em>Drug Enforcement Agency</em> degli Stati Uniti.</p>
<h2>Nicaragua</h2>
<p>Poco più di 4 milioni di elettori erano attesi alle urne lo scorso <strong>7 novembre</strong>. Nonostante siano trascorsi giorni dalla vittoria di <strong>Daniel Ortega</strong>, il risultato ha scatenato l’ira dell’organizzazione degli Stati Americani, costretta ad adottare una risoluzione, bollando la vittoria elettorale di Ortega come “ingiusta”. La risoluzione, che afferma che le elezioni del 7 novembre &#8220;non sono state libere, eque o trasparenti e mancano di legittimità democratica&#8221;, è stata votata da 25 nazioni mentre 7 si sono astenute, tra cui Messico, Honduras e Bolivia. Ortega ha impedito a giornalisti e osservatori internazionali dell&#8217;Organizzazione degli Stati americani di entrare nel Paese per verificare il processo elettorale, come avviene nel resto dei Paesi del continente. Naturalmente, il governo ha accolto almeno una dozzina di gruppi politici e giornalisti che sostengono il partito di governo, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, tra cui il costaricano Roberto Zelaya, candidato legislativo per il <em>Pueblo Unido</em>.</p>
<p>Nei mesi precedenti le elezioni, Ortega ha incarcerato sette principali contendenti alla presidenza dell&#8217;opposizione, insieme a politici, attivisti e giornalisti, al fine di garantirsi un quinto mandato. Senza grandi candidati o partiti di opposizione in corsa, la vittoria di Ortega, di sua moglie e vicepresidente Rosario Murillo e del suo partito sandinista <em>National Liberation Front</em> sembrava ben più che predeterminata. E nonostante il Nicaragua non abbia mai avuto blocchi legati al Covid, come per magia in campagna elettorale sono comparse <a href="https://www.vozdeamerica.com/a/un-dia-mitin-politico-candidato-presidencial-nicaragua/6262521.html%C2%A0%C2%A0">rigide restrizioni elettorali</a> legate alla pandemia, supervisionate dal Consiglio Elettorale Supremo-allineato a Ortega- e dalla Polizia Nazionale. Secondo le informazioni del Consiglio, il Paese ha registrato una partecipazione del 65% della popolazione residente nel territorio nazionale (il Nicaragua non accetta voti da cittadini residenti all&#8217;estero) dichiarando vincitori Ortega e Murillo con il 76% dei voti.  Tuttavia, i delegati indipendenti dell&#8217;Osservatorio cittadino <em>Urnas Abiertas</em> hanno registrato che meno del 20% della popolazione votante ha partecipato a queste elezioni. Sui social media, membri della società civile hanno denunciato che i leader dei partiti comunitari li avrebbero costretti a votare sotto intimidazioni e minacce di perdere pensioni, lavoro o benefici statali come i buoni pasto per le famiglie a basso reddito.</p>
<h2> Venezuela</h2>
<p><strong>In Venezuela gli osservatori internazionali già parlano di farsa</strong>: le elezioni regionali e locali del <strong>21 novembre</strong>, che richiameranno alle urne circa 21 milioni di elettori, presumibilmente confermeranno la vittoria schiacciante della <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-narco-militari-hanno-trasformato-il-venezuela-in-una-prigione.html">dittatura venezuelana</a>. Il dubbio residuo alberga a proposito delle missioni elettorali internazionali che qui giungeranno nelle prossime ore: Unione Europea, Nazioni Unite e il Carter Center, ratificheranno lo <em>status quo</em> o daranno battaglia?</p>
<p><strong>Nicolàs Maduro</strong>, nel frattempo, sta costruendo una narrazione angelicata del momento elettorale che rischia di abbagliare le missioni di cui sopra, troppo concentrate sulla conta dei voti e poco sul lungo processo che ha portato alle elezioni. Il sostegno interno a <strong>Juan Guaidó</strong>, il leader dell&#8217;opposizione riconosciuto dagli Stati Uniti e da diverse nazioni come legittimo leader <em>ad interim</em> all&#8217;inizio del 2019, si sta sgretolando mentre tre dei quattro maggiori partiti di opposizione, ora si oppongono agli sforzi degli Stati Uniti per sostenere Guaidó per un altro anno. La Russia, che dal canto suo ha prestato miliardi di dollari al Venezuela, fornito armi e ha investito nel suo settore petrolifero sta a guardare. Adesso, però, c’è un terzo giocatore, l’Europa, che vede-non si sa quanto chiaramente- una terza via: <strong>Josep Borrell</strong> ha, infatti, descritto la <a href="https://www.europarl.europa.eu/delegations/en/eeas-statement-of-29-september-2021-eu-s/product-details/20210930DPU31242">missione in Venezuela</a> come “un percorso verso elezioni credibili, inclusive e trasparenti”, i cui osservatori aiuterebbero a dare una possibilità ai candidati dell&#8217;opposizione che si candidano alle loro prime elezioni in tre anni. Tuttavia, sarà facile per Maduro e i suoi accoliti ripulirsi di fronte agli occhi europei nelle ore sacre del voto, ma la schiena dell’Europa sarà talmente dritta da non farsi gettare fumo negli occhi?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La crisi politica in Honduras è fuori controllo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-in-honduras-e-fuori-controllo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 05:11:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Honduras" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203-1024x473.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Violenti scontri tra polizia e dimostranti hanno macchiato, in Honduras, le celebrazioni del 198esimo anniversario dell&#8217;indipendenza dell&#8217;America centrale. Le forze di sicurezza hanno lanciato gas lacrimogeni su circa mille contestatori, vicino al partito di sinistra Libertà e Rifondazione (Libre), che marciavano parallelamente al corteo ufficiale governativo. La dimostrazione di protesta era capeggiata dall&#8217;ex presidente progressista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-in-honduras-e-fuori-controllo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Honduras" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4-1-e1569262978203-1024x473.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://ticotimes.net/2019/09/16/police-repress-independence-day-demonstrations-in-honduras">Violenti scontri</a> tra polizia e dimostranti hanno macchiato, in <strong>Honduras</strong>, le celebrazioni del 198esimo anniversario dell&#8217;indipendenza dell&#8217;America centrale. Le forze di sicurezza hanno lanciato gas lacrimogeni su circa mille contestatori, vicino al partito di sinistra Libertà e Rifondazione (Libre), che marciavano parallelamente al corteo ufficiale governativo. La dimostrazione di protesta era capeggiata dall&#8217;ex presidente progressista <strong>Manuel Zelaya</strong>, <a href="https://it.reuters.com/article/idITMIE60R01C20100128">estromesso dal potere nel 2009</a> in seguito ad un golpe e e da allora spina nel fianco dei diversi esecutivi che gli sono succeduti. L&#8217;ex capo di Stato era stato rimosso in seguito alla decisione di indire un referendum per riscrivere la Costituzione, un tentativo, secondo alcuni, di imporre un governo di tipo chavista a Tegucigalpa. Il presidente aveva inoltre già reso l&#8217;Honduras membro <a href="https://albainfo.org/what-is-the-alba/">dell&#8217;Alba</a> e <a href="https://www.as-coa.org/articles/explainer-what-petrocaribe">del Petrocaribe</a>, due organizzazioni regionali controllate dal Venezuela.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">La Corte Suprema aveva ordinato a <strong>Zelaya</strong> di cancellare il referendum ed al suo rifiuto erano intervenuti i militari. Da allora l&#8217;Honduras è precipitato in una spirale di instabilità e caos politico: le successive consultazioni tenutesi nel 2009, 2013 e<a href="https://it.insideover.com/politica/giorni-dalle-elezioni-lhonduras-sprofonda-nel-caos.html"> 2017</a> e vinte dal Partito Nazionale, di centrodestra, sono state considerate, da alcuni osservatori, illegittime. L&#8217;attuale presidente, Juan Orlando Hernandez, è considerato vicino a Washington ed è giunto ormai al secondo mandato. Gli scrutini del 2017, però, hanno determinato una </span><span style="font-size: 1rem;">rottura del sistema politico: nel conteggio dei risultati era sembrato inizialmente prevalere il candidato progressista Salvador Nasralla, appoggiato anche da <strong>Zelaya</strong>. </span><a style="font-size: 1rem;" href="https://www.reuters.com/article/us-honduras-election/honduran-president-sworn-in-amid-protests-after-election-chaos-idUSKBN1FG0NL">Un&#8217;improvvisa interruzione dello spoglio</a><span style="font-size: 1rem;"> aveva determinato, alla ripresa, un sospetto recupero di Hernandez, conclusosi poi con una vittoria di misura. Ne erano seguiti scontri, con almeno trenta morti tra i dimostranti progressisti e la polizia. E anche in seguito, periodiche dimostrazioni hanno mantenuto alta la tensione nel Paese.</span></p>
<h2>Il contesto locale e regionale</h2>
<p>L&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (Oas) non aveva riconosciuto i risultati delle elezioni del 2017 ordinando una ripetizione del voto. Gli esiti erano stati invece accettati da Washington e Città del Messico, due delle principali potenze nella regione centroamericana. L&#8217;attuale esecutivo è appoggiato dagli Stati Uniti, mentre l&#8217;opposizione progressista è più vicina a Caracas. Lo scontro per la supremazia ideologica sta però provocando gravi danni al Paese che è afflitto da significativi problemi socio-economici. <a href="https://borgenproject.org/10-facts-about-violence-in-honduras/">Il 64 per cento degli honduregni</a> vive in uno stato di<strong> povertà</strong>, la nazione ha la seconda classe media più esigua dell&#8217;America Latina (circa il 10.9 per cento degli abitanti) ed è profondamente segnata da alti tassi di <strong>violenza</strong>, dovuti all&#8217;imperversare di gang criminali e di narcotrafficanti. Il tasso di omicidi è stato, per un certo periodo di tempo, tra i più alti al mondo per poi decrescere significativamente agli attuali 43.6 delitti per 100.000 abitanti.</p>
<p><div id="gallery_230696" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_230696 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-2.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-3-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-4.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-5.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-5-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-6.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-6-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-7.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-7.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Crisi-in-Honduras-La-Presse-1.jpg","subHtml":""}];</script></p>
<p>Un livello comunque estremamente elevato che contribuisce ad alimentare un costante fenomeno migratorio verso gli Stati Uniti. Manuel Zelaya <a href="https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-honduras_intervista_allex_presidente_zelaya_come_non_hanno_potuto_vincere_contro_cuba_non_potranno_neanche_col_venezuela/5694_28679/">non si è comunque rassegnato</a> alla perdita del potere e spera di riottenerlo con una vittoria del suo movimento Libre, uno sviluppo che appare al momento improbabile in un&#8217;America Latina che sta guardando sempre più a destra e dove l&#8217;influenza di Caracas, a causa della precaria situazione politica interna, è sempre meno forte. Le cose non vanno meglio al presidente Hernandez, la cui posizione è sempre più precaria.</p>
<h2>Un presidente sotto inchiesta</h2>
<p>Negli ultimi mesi è stato reso noto che il capo di Stato è, da alcuni anni, sotto la lente della Drug Enforcement Administration (DEA), l&#8217;agenzia federale antidroga americana. <a href="https://www.worldpoliticsreview.com/trend-lines/28155/will-drug-trafficking-charges-shift-u-s-support-for-honduras-hernandez">Tony Hernandez</a>, fratello del presidente, è stato infatti arrestato negli Stati Uniti nel 2018 per traffico di armi e di droga. <strong>Juan Orlando Hernandez</strong> è stato oggetto di un&#8217;indagine ( non è chiaro se ancora in corso) della DEA  per alcuni anni e per il momento non è stato rinviato a giudizio negli Stati Uniti. La legittimità politica dell&#8217;establishment honduregno, già colpito dalle accuse di illegittimità in seguito alle contestate elezioni del 2017, potrebbe essere così sul punto di crollare definitivamente. Determinante si rivelerà la posizione assunta da Washington nella vicenda, vista la stretta alleanza tra l&#8217;attuale esecutivo e la Casa Bianca.</p>
<p>Sembra però poco probabile che Donald Trump possa rinunciare ad un alleato politico così importante, anche in funzione di contenimento del fenomeno migratorio che attraversa l&#8217;America Centrale verso gli Stati Uniti. Una delegazione honduregna si è recentemente recata a Washington per negoziare la firma di tre accordi su questo tema, uno dei quali renderebbe l&#8217;Honduras un <a href="https://www.univision.com/univision-news/immigration/honduras-and-the-united-states-close-to-signing-new-immigration-agreement">Third Safe Country</a>. L&#8217;orbita americana continua così ad attrarre, inesorabilmente, Tegucigalpa in uno stretto abbraccio che impedisce a quest&#8217;ultima un salutare ricambio della sua classe politica. Il problema, però, è che proprio la classe politica honduregna, spesso coinvolta in casi di corruzione, non sembra essere riuscita a migliorare le prospettive di vita degli abitanti del Paese. L&#8217;attuale instabilità politica, che rischia di degenerare nello scoppio di una guerra civile, impedisce un dialogo tra maggioranza ed opposizione e rende sempre più lontana la stipula di un compromesso. Povertà, marginalità e violenza sembrano dunque destinare ad essere inesorabilmente legate al prossimo futuro dell&#8217;Honduras.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-in-honduras-e-fuori-controllo.html">La crisi politica in Honduras è fuori controllo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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