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	<title>Jeremy Hunt Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 28 Jan 2020 17:00:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Jeremy Hunt Archives - InsideOver</title>
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		<title>La grande fuga dalla Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 17:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Epidemia Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Epidemia Wuhan]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="778" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768-300x122.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768-768x311.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768-1024x415.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Caso estremo, misure estreme: dopo la messa in quarantena di alcune città cinesi in seguito all&#8217;escalation del coronavirus, numerosi Paesi procedono verso l’evacuazione dei propri cittadini dalla Cina, incluso il personale diplomatico. Le nazioni in prima linea Già dalle prime notizie circa la diffusione del coronavirus, il governo francese si era messo all&#8217;opera per ideare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-grande-fuga-dalla-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="778" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768-300x122.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768-768x311.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Polizia-cinese-coronavirus-La-Presse-e1580230832768-1024x415.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Caso estremo, misure estreme: dopo la messa in quarantena di alcune città cinesi in seguito all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/societa/il-virus-passa-dallanimale-alluomo-cosi-i-patogeni-iniziano-ad-attaccarci.html">escalation del coronavirus</a>, numerosi Paesi procedono verso l’evacuazione dei propri cittadini dalla Cina, incluso il personale diplomatico.</p>
<h2>Le nazioni in prima linea</h2>
<p>Già dalle prime notizie circa la <a href="https://it.insideover.com/societa/la-drammatica-testimonianza-da-wuhan.html">diffusione del coronavirus</a>, il <a href="https://www.afp.com/fr/infos/334/coronavirus-un-mort-pekin-menace-elevee-au-niveau-mondial-doc-1ob93n28">governo francese</a> si era messo all&#8217;opera per ideare un piano di evacuazione senza scatenare il panico: Parigi prevede di rimpatriare alcune centinaia dei suoi 800 connazionali che vivono nell&#8217;area di Wuhan. Gli evacuati dovranno trascorrere 14 giorni in quarantena per evitare di diffondere il virus in Francia. Gli ospedali francesi stanno trattando tre casi confermati del nuovo virus e altri dati come probabili. I casi confermati sono tutti cittadini cinesi che sono recentemente tornati dai loro viaggi. La casa automobilistica francese Psa ha dichiarato che sabato evacuerà i suoi dipendenti espatriati e le loro famiglie da Wuhan per metterli in quarantena in un&#8217;altra città.</p>
<p>In Europa, al momento, anche la <strong>Spagna</strong> starebbe lavorando con la Cina e l&#8217;Unione europea per rimpatriare cittadini spagnoli nell&#8217;area di Wuhan. Il ministro degli Esteri spagnolo <a href="https://twitter.com/AranchaGlezLaya/status/1221708549501440000">Arancha González Laya</a> ha affermato su Twitter &#8220;Stiamo lavorando &#8230; con il nostro consolato a Pechino e funzionari in Cina e nell&#8217;Unione europea per rimpatriare una ventina di spagnoli a Wuhan, Hubei, l&#8217;epicentro del coronavirus. Continueremo ad aggiornarvi su tutti i progressi&#8221;, senza fornire ulteriori dettagli. Anche il <strong>governo olandese</strong> è all&#8217;opera, al fine di mettere in salvo circa 20 connazionali.</p>
<p>I piani di evacuazione si applicherebbero all&#8217;intera provincia di Hubei, anche se tutti i cittadini olandesi registrati presso l&#8217;ambasciata si trovano a Wuhan stessa. Secondo l&#8217;istituto di sanità pubblica Rivm, esiste una possibilità realistica che il virus possa comparire nei Paesi Bassi. &#8220;Proprio come in altri paesi, qualcuno dalla Cina può venire nei Paesi Bassi e ammalarsi qui&#8221;, hanno dichiarato dall&#8217;Istituto, ma ha aggiunto che la possibilità che il virus si diffonda rapidamente nei Paesi Bassi è ridotta. Questa settimana gli esperti incontreranno il Rivm e il Ministero della sanità pubblica per discutere se e quali misure debbano essere prese nei Paesi Bassi. Sotto pressione anche <strong>Londra</strong>, a lavoro con altri partner internazionali per trovare soluzioni per consentire a cittadini britannici e stranieri di lasciare Wuhan. Mentre altri Paesi si preparavano a trasportare in aereo i loro cittadini dalla regione della Cina più colpita, il primo ministro ha insistito sul fatto che sono stati elaborati piani per aiutare i cittadini del Regno Unito a Wuhan, la città da cui si ritiene che abbia avuto origine l&#8217;epidemia, aggiungendo che &#8220;stiamo facendo tutto per schermare le persone che arrivano dalle regioni interessate”.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://www.theguardian.com/science/2020/jan/27/coronovirus-britain-under-pressure-to-evacuate-uk-nationals">annuncio è arrivato lunedì</a> dopo che l&#8217;ex Segretario di Stato per gli affari esteri, Jeremy Hunt, ha dichiarato di appoggiare l&#8217;idea di ponti aerei per i cittadini britannici in Cina. Continuano gli sforzi per rintracciare le 2.000 persone che sono entrate nel Regno Unito dalla Cina con voli internazionali. Circa 73 persone sono state testate per il coronavirus nel Regno Unito e tutti i test sono risultati negativi, ha affermato il Dipartimento della sanità e dell&#8217;assistenza sociale. <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2020/01/26/national/japan-ldp-full-scale-border-control-measures-wuhan-china-virus/#.Xi9EYFVKjIU">Già operativo il governo giapponese</a><span style="font-size: 1rem;"> che già da martedì organizzerà voli charter per tutti i suoi cittadini che desiderano rientrare da Wuhan. “Abbiamo deciso di rispedire tutti in Giappone, se lo desiderano, con ogni mezzo, incluso un volo charter&#8221;, ha dichiarato il primo ministro Shinzo  Abe alla stampa. Il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha affermato che circa 430 cittadini giapponesi sono stati confermati nella provincia di Hubei. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Domenica, il ministero della Salute ha confermato il quarto caso di infezione del Giappone, un uomo di 40 anni proveniente da Wuhan in visita in Giappone per viaggiare, aggiungendo che si trova in condizioni stabili. L&#8217;uomo è arrivato in Giappone mercoledì scorso e ha avuto la febbre il giorno seguente. La sua infezione è stata confermata domenica pomeriggio dopo aver visitato un&#8217;istituzione medica nella prefettura di Aichi per cure. Fanno un passo indietro le autorità del </span><strong style="font-size: 1rem;">Myanmar</strong><span style="font-size: 1rem;">: annullata l&#8217;evacuazione programmata di 60 studenti di Mandalay che studiano a Wuhan. Kyaw Yin Myint, portavoce del governo municipale di Mandalay, ha dichiarato che verranno rimandati indietro tra 14 giorni, una volta trascorso il periodo di incubazione del virus. Da </span><strong style="font-size: 1rem;">Washington</strong><span style="font-size: 1rem;">, invece, il Dipartimento di Stato ha dichiarato che evacuerà il personale dal suo consolato di Wuhan negli Stati Uniti e offrirà un numero limitato di posti a comuni cittadini su un volo in partenza da Wuhan il 28 gennaio in direzione di San Francisco. Anche l’</span><strong style="font-size: 1rem;">ambasciata russa</strong><span style="font-size: 1rem;"> in Cina starebbe discutendo con Pechino l’evacuazione dei propri cittadini da Wuhan.</span></p>
<h2>E l’Italia?</h2>
<p>L’Ambasciata d’Italia a Pechino si sta attivando per assistere i connazionali a Wuhan. Lo riferiscono fonti della Farnesina, spiegando che si sta valutando la possibilità di trasferimenti via terra in bus fuori dalla regione, non prima di un periodo di osservazione di 14 giorni in ospedale, pari a quelli necessari all&#8217;incubazione del virus. Nulla però è dato sapere come e dove si svolgerebbe l’eventuale quarantena e se i pazienti potranno essere condotti in isolamento singolo o collettivo. L’Ambasciata d’Italia a Pechino, in collaborazione con l’Unità di Crisi della Farnesina, è in contatto con i cittadini italiani presenti a Wuhan e nella regione dell’Hubei. Coloro che invece sceglieranno di restare avranno un filo diretto con l’Ambasciata per ricevere i consigli e le indicazioni del caso.</p>
<p>Nel frattempo, il governo cinese dichiara di preferire di non rompere la quarantena per non intaccare il cordone sanitario creato: il rischio è favorire l’esportazione dell&#8217;epidemia da parte di cittadini rimpatriati che potrebbero non essere consci di stare incubando il virus. Farà eccezione il volo americano, l’unico al momento confermato.</p>
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		<title>La sfida di Boris Johnson e Jeremy Hunt per Downing Street</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sfida-di-boris-johnson-e-jeremy-hunt-per-downing-street.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 04:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2400" height="1600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p>
<p>La sfida per succedere a Theresa May vede due protagonisti contendersi il ruolo di leader dei Tory e di futuro primo ministro britannico: Boris Johnson e Jeremy Hunt. Il primo, 55 anni, già Sindaco di Londra ed ex Ministro degli Esteri, è considerato un personaggio molto controverso della politica inglese, apprezzato da molti e disprezzato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-di-boris-johnson-e-jeremy-hunt-per-downing-street.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2400" height="1600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9918206-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p><p>La sfida per succedere a <strong>Theresa May</strong> vede due protagonisti contendersi il ruolo di leader dei Tory e di futuro primo ministro britannico: <strong>Boris Johnson</strong> e <strong>Jeremy Hunt</strong>.</p>
<p>Il primo, 55 anni, già Sindaco di Londra ed ex Ministro degli Esteri, è considerato un personaggio molto controverso della politica inglese, apprezzato da molti e disprezzato da tanti altri, è inoltre ritenuto il favorito l&#8217;atteggiamento euroscettico e per la linea dura adottata riguardo la B<strong>rexit</strong>, che galvanizza buona parte del partito conservatore e che gli ha permesso di ottenere l&#8217;appoggio pubblico della maggioranza dei parlamentari; il secondo, 52 anni, è l&#8217;attuale Ministro degli Esteri, cioè colui che ha sostituito proprio Johnson dopo le sue dimissioni.</p>
<p>La carriera politica di Boris Johnson iniziata nel 2001, culmina con la nomina a Sindaco della capitale inglese nel 2008 e poi a Ministro degli Esteri nel 2016, carica mantenuta fino al 2018 anno in cui si dimette.</p>
<p>Il percorso politico di Jeremy Hunt ha il suo esordio nel 2005, diventando prima il ministro ombra per la disabilità, poi ministro della cultura, dello sport e dei media nel 2011, infine nel 2012 diventa Ministro della Sanità, carica che ricopre fino al 2018.</p>
<p>Considerato più moderato rispetto a Johnson, Hunt mantiene un profilo più istituzionale, preferendo il dialogo con l&#8217;Unione Europea contrariamente al rivale, che si dice pronto a mettere in atto il cosiddetto no-deal entro il 31 ottobre.</p>
<p>Boris Johnson infatti è stato uno dei principali sostenitori del referendum che ha sancito l&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Ue, al contrario Jeremy Hunt ha avuto un atteggiamento ambiguo, dapprima sostenendo il “remain” e poi allineandosi con la volontà popolare appoggiando il processo di uscita dall&#8217;Unione.</p>
<p>Proprio la Brexit mette ulteriormente in difficoltà gli sfidanti aprendo la questione del confine irlandese. Mentre Theresa May si è sempre dichiarata contraria a ricreare un confine tra <strong>Irlanda del Nord</strong> e Repubblica d&#8217;Irlanda, stato membro dell&#8217;Unione Europea, Johnson e Hunt hanno proposto soluzioni tecnologiche che permetterebbero di lasciare aperto il confine ed, allo stesso tempo, di rispettare gli Accordi del Venerdi Santo, anche se l&#8217;Irlanda del Nord uscirà dal mercato unico e dall&#8217;Unione doganale.</p>
<p>In materia di fisco ed economia entrambi condividono la volontà di procedere ad un importante taglio delle tasse, con l&#8217;obiettivo di ridare slancio alle imprese. Il risultato potrebbe però provocare effetti opposti pesando sui conti pubblici. Boris Johnson, proprio in materia fiscale, propone due alternative: la prima prevede un incremento della soglia minima di entrate che permette di attivare l&#8217;obbligo di versare i cosiddetti “National insurance contributes”, cioè i contributi destinati allo Stato per finanziare svariati benefit sociali; la seconda alternativa prevede un aumento da cinquanta mila a ottanta mila sterline all&#8217;anno, ossia la soglia minima del reddito per rientrare nella fascia di tassazione più elevata.</p>
<p>Entrambe le ricette proposte hanno in comune lo stesso problema: le coperture. Se quanto proposto da Boris Johnson viene considerato a dir poco azzardato, Jeremy Hunt va addirittura oltre. In particolare quest&#8217;ultimo auspica un taglio notevole della tassa sul reddito d&#8217;impresa (<strong>corporate tax</strong>), passando dall&#8217;odierno 19% al 12%, mossa che sta provocando non poche preoccupazioni agli analisti.</p>
<p>Il giro di boa della sfida è avvenuto il 9 luglio scorso quando Hunt e Johnson hanno messo in scena un duello televisivo senza esclusioni di colpi, andato in onda su ITV e che potrebbe aver rappresentato per Hunt l&#8217;ultima vera occasione per cercare di risalire nei sondaggi nettamente a favore del rivale.</p>
<p>Molti sono stati gli argomenti trattati durante il dibattito ma, come era facilmente prevedibile, l&#8217;argomento “Brexit” ha catturato maggiormente la scena. E&#8217; stata inoltre affrontata la spinosa questione che ha tenuto banco in questi ultimi giorni: le critiche rivolte all&#8217;amministrazione di <strong>Trump</strong> da parte dell&#8217;ambasciatore britannico negli Stati Uniti Kim Darroch.</p>
<p>Le note informative dell&#8217;ambasciatore rese pubbliche dal quotidiano britannico “Daily Mail”, poco eleganti nei confronti del Presidente Donald Trump, additato come un “inetto”, hanno aperto una vera e propria crisi diplomatica con Londra, portando nelle ultime ore alle dimissioni dello stesso Darroch.</p>
<p>Hunt proprio durante il dibattito aveva dichiarato che, nel caso fosse diventato Primo Ministro, l&#8217;ambasciatore sarebbe rimasto al suo posto, mentre Johnson ha evitato di rispondere e di esprime un giudizio con chiarezza. Intanto centosessanta mila membri del Partito Conservatore hanno votato tramite posta per scegliere il futuro leader dei Tory e Primo Ministro Britannico e solo il 23 luglio scopriremo chi sarà il vincitore: il dirompente e carismatico Boris Johnson o il moderato Jeremy Hunt?</p>
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		<title>Lo scontro Hunt-Johnson si avvicina: ecco perché Boris può vincere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lo-scontro-hunt-johnson-si-avvicina-ecco-perche-boris-puo-vincere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 08:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 23 luglio è vicino, e a pochi dal testa a testa televisivo tra Boris Johnson e Jeremy Hunt, i bookmaker britannici puntano sul primo come futuro premier e leader dei Tory. In quella data, infatti, si scoprirà se la maggioranza dei circa 160mila iscritti al Partito Conservatore avrà eletto l’ex sindaco di Londra candidato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scontro-hunt-johnson-si-avvicina-ecco-perche-boris-puo-vincere.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scontro-hunt-johnson-si-avvicina-ecco-perche-boris-puo-vincere.html">Lo scontro Hunt-Johnson si avvicina: ecco perché Boris può vincere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9991936-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 23 luglio è vicino, e a pochi dal testa a testa televisivo tra <strong>Boris Johnson</strong> e <strong>Jeremy Hunt</strong>, i bookmaker britannici puntano sul primo come futuro premier e leader dei <strong>Tory</strong>.</p>
<p>In quella data, infatti, si scoprirà se la maggioranza dei circa 160mila iscritti al Partito Conservatore avrà eletto l’ex sindaco di Londra candidato ideale a reggere le sorti del Paese.</p>
<p>Una campagna elettorale tutta in discesa quella del controverso e carismatico Boris Johnson, figlio dell’<em>upper-class</em> britannica con studi ad Eton ed Oxford, amato per il suo anticonformismo ed il suo impegno per i diritti civili, ma noto per l’inclinazione alla gaffe ed all&#8217;uso di un linguaggio non sempre <em>politically correct</em> . Una campagna elettorale iniziata con le dimissioni di <strong>Theresa May</strong> in uno dei momenti più delicati nella storia dei Tory, partito lacerato da dissidi e dissensi.</p>
<p>Johnson, oggetto di una vera e propria sovraesposizione mediatica per le ultime vicende della sua vita privata, nel tentativo di guadagnare maggiori consensi ha promesso ai sudditi di Sua Maestà di tutto, a cominciare dall&#8217;abbandono dell’impopolare politica dell’austerity, gravata sinora in larga misura sulla classe media britannica. Il suo è un programma di governo fondato sull&#8217;ottimismo, inteso a rassicurare un elettorato timoroso di nuove elezioni politiche; elezioni che potrebbero risolversi con il trionfo dell’avversario laburista <strong>Jeremy Corbyn</strong>, se non addirittura con una vittoria a sorpresa del partito di Nigel Farage.</p>
<p>In un panorama politico così composito c’è da chiedersi che tipo di interlocutore rappresenterebbe Boris Johnson per l’Europa in caso di vittoria. Probabilmente si presenterebbe come un leader a capo di un paese alla ricerca di una nuova identità e di un nuovo ruolo nello scacchiere diplomatico internazionale.</p>
<p>Difficile immaginare che con Johnson, euroscettico convinto, la<strong> Brexit</strong> venga portata a termine entro il 31 ottobre in modo indolore. Più realistico appare invece attendersi una serie di stalli e di accordi mancati con l’Unione Europea, soprattutto sul problematico nodo del confine irlandese, che segnerebbe la linea di demarcazione tra Ue e Regno Unito, un confine che, se concepito in modo rigido, potrebbe rinfocolare i mai sopiti desideri di riunificazione con la Repubblica da parte della riottosa Irlanda del Nord ed incoraggiare il nazionalismo scozzese, innescando una reazione a catena perversa dai potenziali effetti disastrosi per l’unità del paese.</p>
<p>Altro tema con cui il politico neoeletto dovrà fare i conti sarà quello dell’immigrazione. Ciò che è difficile da accettare per una Gran Bretagna dalla lunga e consolidata tradizione democratica è scoprirsi invece un paese chiuso e diffidente.</p>
<p>Provate a chiedere a chi ha votato per la Brexit la motivazione del voto e vedrete che le risposte saranno sempre le stesse: la necessità di porre un limite al flusso incontrollato dell’immigrazione europea ed extra-europea ed il desiderio di non essere più soffocati da una burocrazia comunitaria percepita come egemonizzata “dall’asse Parigi-Berlino”.</p>
<p>Lo scenario che ne consegue è quello di un <strong>Regno Unito</strong> complesso e contraddittorio che, se per un verso presenta crescenti insofferenze e tensioni sociali nei grandi centri, risulta tuttavia vitale a livello commerciale, scientifico e tecnologico. Un paese che ambisce a nuovi sbocchi nell&#8217;economia globale tanto da stipulare accordi bilaterali con paesi extra-europei (ultimo quello con la Corea del Sud), al fine di assicurarsi mercati alternativi in vista dell’uscita dall&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Un paese nostalgico di un prestigio che sembra ormai irrimediabilmente compromesso nello scacchiere diplomatico. Non ci sorprende, allora, a dispetto delle accuse di ambizione personale e di inconsistenza del programma politico, una leadership come quella di Boris Johnson che, almeno agli occhi dei suoi elettori, irradia sicurezza e fiducia nel futuro e promette di rilanciare l’economia, consentendo al paese di superare il rischioso isolamento a cui gli incerti rapporti con l’Unione Europea sembrerebbero condannarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scontro-hunt-johnson-si-avvicina-ecco-perche-boris-puo-vincere.html">Lo scontro Hunt-Johnson si avvicina: ecco perché Boris può vincere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così Johnson e Trump possono cambiare le sorti dell&#8217;Unione europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-johnson-e-trump-possono-cambiare-le-sorti-dellunione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jul 2019 13:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ancora dieci giorni e conosceremo l&#8217;esito delle primarie dei Conservatori britannici: Boris Johnson ha il favore dei pronostici. Il 22 luglio non scopriremo soltanto chi sarà il prossimo leader dei Tories, quindi, stando al mos maiorum del Regno Unito e ai numeri del Parlamento, il premier in pectore che succederà a Theresa May, ma anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-johnson-e-trump-possono-cambiare-le-sorti-dellunione-europea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9919343-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ancora dieci giorni e conosceremo l&#8217;esito delle primarie dei Conservatori britannici: <strong>Boris Johnson</strong> ha il favore dei pronostici. Il 22 luglio non scopriremo soltanto chi sarà il prossimo leader dei<i> Tories</i>, quindi, stando al <em>mos maiorum </em>del Regno Unito e ai numeri del Parlamento, il premier <em>in pectore</em> che succederà a Theresa May, ma anche una parte consistente dell&#8217;avvenire europeo. L&#8217;inglese, che ha ereditato la funzione del latino, è la &#8220;lingua veicolare&#8221; tramite cui, ancora oggi, si tengono le riunioni nelle sedi di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, ma il francese, il linguaggio della diplomazia per antonomasia, potrebbe tornare a riecheggiare nei corridoi che contano. Non si tratta solo di attendere un dato politologico: anche la visione d&#8217;insieme dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>, quella a cui tutti noi abbiamo guardato per anni, potrebbe variare.</p>
<p>La sfida tra l&#8217;ex sindaco di Londra e l&#8217;attuale ministro degli Esteri del governo May è appassionante perché antitetica. <strong>Jeremy Hunt</strong> sta provando ad attrarre gli elettori, limitando il suo spiccato europeismo. Ma il vento, come il 33% fatto registrare dal Brexit Party alla tornata del 26 maggio ha certificato, non spira dalla parte di coloro a cui sta bene il rapporto di dipendenza dagli organi sovranazionali. Lo stratagemma comunicativo di Hunt non risulta persuasivo. Boris Johnson, nonostante<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/uk-annullata-lincriminazione-contro-boris-johnson-1707866.html"> tutto quello che gli sta capitando</a>, mantiene saldo il timone. L&#8217;esponente sovranista non ha bisogno di ripeterlo più di tanto: gli elettori già sanno che nel caso dovesse vincere l&#8217;assetto geopolitico cambierà entro il prossimo 31 ottobre, che è la data limite per contrarre un accordo. Altrimenti sarà comunque <strong>Hard Brexit</strong>. Jeremy Hunt, dal canto suo, continua a porre la questione degli effetti economici di uno strappo, che a Boris Johnson sembra interessare il giusto.</p>
<p>Le primarie dei<em> Tories</em> divengono così utili a decodificare cosa potrebbe accadere se altre parti importanti dell&#8217;Unione europea venissero meno. Circa un mese fa,<a href="http://www.lefigaro.fr/vox/monde/boris-johnson-et-matteo-salvini-seront-ils-bientot-le-pire-cauchemar-de-bruxelles-20190619"><em> Le Figaro</em></a> ha pubblicato un articolo che mette a confronto pure la figura di Boris Johnson e quella di Matteo Salvini. <strong>Donald Trump</strong>, che è un sostenitore del bilateralismo commerciale, avrà notato come Italia e Regno Unito costituiscano i due estremi, anche geografici, del Vecchio continente. La fonte sopracitata ha ben sintetizzato e argomentato così questo concetto: &#8220;Poi c&#8217;è una tradizione di ostilità verso l&#8217;Europa carolingia, troppo centrata sul Reno e non abbastanza interessata alle aree periferiche&#8221;. Esiste una letteratura convinta di come gli <strong>Stati Uniti</strong> stiano lavorando alla destrutturazione dell&#8217;organizzazione internazionale europeista, cioè l&#8217;Ue, facendo leva sull&#8217;uno e sull&#8217;altro Stato nazionale. Ma stiamo parlando di una congettura. Di sicuro c&#8217;è l&#8217;appiattimento dell&#8217;ex primo cittadino londinese su The Donald.</p>
<p>La vicenda di Kim Durroch può servire a tastare il polso della situazione. L&#8217;ambasciatore Uk negli Stati Uniti, dimessosi qualche giorno fa, è l&#8217;autore di una serie di virgolettati, balzati sui media, tra cui colpisce quel &#8220;Trump inetto&#8221;, che non ha lasciato indifferente il presidente degli Usa. Bene, Boris Johnson aveva ipotizzato, sempre in caso di vittoria, di mandare Durroch a casa prima del tempo. Inutile aggiungere come Hunt abbia tutta un&#8217;altra visione della faccenda.</p>
<p>Questa storia, insomma, si quasi racconta da sola. La concatenazione con gli States però porta con sé una domanda: cosa succederebbe al Regno Unito se, dopo un rilancio economico strutturato con il benestare e la complicità di Trump, quest&#8217;ultimo dovesse perdere le presidenziali del 2020? Joe Biden e gli altri sono sostenitori di un mondo commerciale sconfinato, che è l&#8217;esatto contrario della dottrina sovranista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-johnson-e-trump-possono-cambiare-le-sorti-dellunione-europea.html">Così Johnson e Trump possono cambiare le sorti dell&#8217;Unione europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Johnson contro Hunt: arriva la battaglia finale per il dopo May</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/johnson-contro-hunt-arriva-la-battaglia-finale-per-il-dopo-may.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2019 06:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Boris Johnson, all&#8217;inizio di questa partita, non poteva immaginare uno scenario migliore di quello che lo vedrà contrapposto a Jeremy Hunt nell&#8217;ultimo turno valevole per eleggere il leader del Partito conservatore, quindi il premier dell&#8217;esecutivo che traghetterà il Regno Unito fuori dall&#8217;Unione europea entro il prossimo 31 ottobre. È una sceneggiatura favorevole all&#8217;ex sindaco londinese, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/johnson-contro-hunt-arriva-la-battaglia-finale-per-il-dopo-may.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/johnson-contro-hunt-arriva-la-battaglia-finale-per-il-dopo-may.html">Johnson contro Hunt: arriva la battaglia finale per il dopo May</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9918687-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Boris Johnson</strong>, all&#8217;inizio di questa partita, non poteva immaginare uno scenario migliore <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/londra-sfida-johnson-hunt-governo-segreto-boris-privato-1714397.html">di quello che lo vedrà contrapposto a <strong>Jeremy Hunt</strong> </a>nell&#8217;ultimo turno valevole per eleggere il leader del Partito conservatore, quindi il premier dell&#8217;esecutivo che traghetterà il Regno Unito fuori dall&#8217;<b>Unione europea</b> entro il prossimo 31 ottobre.</p>
<p>È una sceneggiatura favorevole all&#8217;ex sindaco londinese, tanto che in Gran Bretagna si domandando se Boris Johnson abbia influito o no sul corso degli eventi, deviando sul segretario di Stato un quantitativo di preferenze in grado di far uscire di scena quel <strong>Michael Gove</strong> che, prima dell&#8217;ultimo giro di primarie interne tra i parlamentari conservatori, aveva raggiunto la seconda piazza del podio, quella buona per l&#8217;uno contro uno finale. Non sarebbe una nota stonata sullo spartito di una storia iniziata almeno tre anni fa.</p>
<p>Era l&#8217;estate del 2016, i risultati sul referendum avevano appena terminato di circolare sui media e Boris Johnson e Michael Gove marciavano uniti, in maniera sincronica, nel nome dell&#8217;antieuropeismo e della <strong>Brexit</strong>. Poi qualcosa tra i due si è rotto: il secondo si è andato a schiantare, in solitaria, contro <strong>Theresa May,</strong> venendo meno alle ambizioni e, soprattutto, alla candidatura dell&#8217;ex ministro del Lavoro. Il resto è cronaca dei tempi recenti. Una volta lasciati andare il passato e le dinamiche correntizie, Boris Johnson può concentrarsi solo sulla base militante. Saranno loro, gli iscritti dei Tories, a scegliere se affidarsi alle sue mani o a quelle di Jeremy Hunt.</p>
<p>Il match può apparire scontato, ma non lo è affatto. Intanto perché uno è davvero la nemesi dell&#8217;altro, per stile, posizioni e modo di concepire la politica. Boris Johnson sarebbe lo studente modello di un corso sul trumpismo: è un leader conservator-populista che può far comodo agli Stati Uniti. Nel caso l&#8217;ex primo cittadino di Londra trionfasse, gli States avrebbero la strada spianata per stipulare accordi commerciali bilaterali. Tralasciando le somiglianze fisiche, non è un caso che <strong>The Donald</strong> abbia già battezzato Johnson come premier capace di fare un ottimo lavoro.</p>
<p>Jeremy Hunt, invece, è un conservatore aperto alla globalizzazione e ai sui effetti. Conosce il giapponese (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=-lzPSkvEie0">vedi qui</a>) perché sua moglie è giapponese e non sembra avere alcune intenzione di rinchiudere il Regno unito dentro il recinto dei confini nazionali. La differenza sostanziale risiede nel valore che Boris Johnson e Jeremy Hunt attribuiscono all&#8217;accordo con Bruxelles: per il primo è importante, ma non vincolante rispetto all&#8217;uscita; il secondo ritiene che sia essenziale onde evitare l&#8217;avvento di un futuro economico quantomeno complesso da gestire. Era la linea di <strong>Rory Stewart</strong>, ma l&#8217;ultimo passaggio delle votazioni si è rivelato fatale pure per il quarantaseienne.</p>
<p>Il 22 luglio conosceremo l&#8217;esisto di questa sfida.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/johnson-contro-hunt-arriva-la-battaglia-finale-per-il-dopo-may.html">Johnson contro Hunt: arriva la battaglia finale per il dopo May</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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