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	<title>James comer Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 20:27:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>James comer Archives - InsideOver</title>
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		<title>Scienziati scomparsi: undici ombre sulla scienza americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/scienziati-scomparsi-undici-ombre-sulla-scienza-americana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 04:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Undici scienziati e funzionari legati a settori sensibili, scomparsi o morti in appena quattro anni. Complotto o attacco esterno?  </p>
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<p>C’è una soglia oltre la quale la coincidenza smette di essere rassicurante e comincia a diventare un problema politico. Negli Stati Uniti questa soglia sembra essere stata superata dal caso di <strong>undici scienziati e funzionari legati a settori sensibili, scomparsi o morti in un arco di appena quattro anni. </strong>Cinque deceduti, sei volatilizzati, tutti inseriti in ambiti che toccano il cuore duro della potenza americana: nucleare, ricerca spaziale, farmacia, radiofrequenza, difesa avanzata. Quando una serie del genere si accumula, il punto non è più soltanto stabilire se esista una regia occulta, ma capire perché il sistema istituzionale di una superpotenza dia l’impressione di inseguire gli eventi invece di dominarli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo dei settori sensibili</h2>



<p>Il dato che colpisce non è soltanto numerico. A inquietare è il profilo delle persone coinvolte. <strong>Non si tratta di figure marginali, ma di professionisti che, in forme diverse, avevano o potevano avere accesso a programmi delicati,</strong> dati riservati, tecnologie di frontiera. È questo elemento a trasformare una sequenza di drammi individuali in una questione strategica. Perché quando il sapere scientifico si colloca all’incrocio tra difesa, spazio e industria farmaceutica, la sicurezza del ricercatore non è più un fatto privato: diventa una componente della sicurezza nazionale.</p>



<p>Tra i casi citati emerge quello di <strong>Amy Eskridge</strong>, ricercatrice di 34 anni trovata morta in Alabama nel giugno 2022, uccisa da un colpo d’arma da fuoco alla testa. Le autorità conclusero allora per il suicidio. Ma il caso non si è chiuso davvero, perché la giovane lavorava su temi legati alla gravità e, in registrazioni realizzate prima della morte, aveva detto di sentirsi in pericolo. È il genere di dettaglio che, da solo, non prova nulla, ma che dentro una serie così fitta pesa come un macigno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Morti opache, sparizioni, sospetti</h2>



<p>Altri nomi ampliano il quadro: <strong>Monica Reza,</strong> <strong>Frank Maywall </strong>e <strong>Michael David Hicks.</strong> La prima era attiva nella fabbricazione di motori di razzi; gli altri due lavoravano nella radiofrequenza o in progetti di difesa spaziale. Monica sarebbe morta in una caduta nel 2025, mentre gli altri due risultano deceduti nel 2023 e nel 2024 senza che siano state chiarite le cause della morte. Inoltre i loro colleghi operavano nello stesso laboratorio legato alla NASA. In un ambiente già dominato dalla segretezza, dall’interesse industriale e dalla competizione strategica, questa concentrazione di eventi anomali non poteva che alimentare interrogativi.</p>



<p>Il tema, infatti, è uscito dai circuiti marginali ed è arrivato fino al vertice politico. La questione ha attirato l’attenzione dello stesso <strong>Donald Trump</strong>, mentre l’FBI ha fatto sapere di star verificando l’esistenza di eventuali connessioni tra queste sparizioni e questi decessi. È un passaggio decisivo: quando la Casa Bianca e il Bureau entrano in scena, significa che il problema non viene più percepito come folklore da rete sociale, ma come una possibile vulnerabilità del sistema americano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra minaccia esterna e caos interno</h2>



<p>Le ipotesi restano contraddittorie. Da una parte, il deputato <strong>James Comer </strong>evoca la pista esterna: molti Paesi avrebbero tutto l’interesse a impadronirsi del sapere e delle capacità nucleari americane. Sullo sfondo affiorano i nomi consueti della competizione globale: Cina, Russia, Iran. <strong>Dall’altra parte, la NASA frena,</strong> sostenendo che allo stato attuale nulla indicherebbe una minaccia diretta alla sicurezza nazionale. Le famiglie, poi, in almeno due casi richiamano problemi di salute o difficoltà personali pregresse. E la moglie di un ex generale dell’aeronautica, scomparso senza lasciare tracce e passato per incarichi al Pentagono, esclude letture complottistiche, ricordando che l’uomo era già in pensione da anni.</p>



<p>È qui che l’intera vicenda assume un significato più profondo. La fragilità americana non sta soltanto nell’eventuale azione di un avversario esterno, ma nella possibilità che un Paese tecnologicamente dominante non riesca più a distinguere con chiarezza tra incidente, vulnerabilità sistemica e interferenza ostile. In un’epoca in cui la superiorità si misura anche nella protezione del capitale umano scientifico, la scomparsa di ricercatori e specialisti produce un danno che va oltre il caso giudiziario: incrina la fiducia, allarga il sospetto, alimenta la percezione che i gangli più sofisticati della potenza siano anche i più esposti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mistero come sintomo di potenza inquieta</h2>



<p>Per ora non ci sono prove definitive di una regia comune. Ma la somma dei casi basta a dire che la prima potenza mondiale si trova davanti a una contraddizione decisiva: possiede il massimo della tecnologia, ma non riesce a dissipare il dubbio sulla sorte dei propri uomini chiave. Ed è spesso da questi vuoti, più che dalle certezze, che si misura lo stato reale di una potenza. Perché il mistero, quando tocca scienza, difesa e sicurezza, non è mai soltanto mistero: è già un problema strategico.</p>
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		<title>Maxwell, scena muta al Congresso: &#8220;Nel 2006 Trump la definì &#8216;malvagia&#8217; parlando con la polizia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/maxwell-scena-muta-al-congresso-nel-2006-trump-la-defini-malvagia-parlando-con-la-polizia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:23:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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<p>Maxwell non parla al Congresso e chiede la clemenza. Nel 2006 Trump parlò di lei con la polizia: "È il diavolo".</p>
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<p><strong>Ghislaine Maxwell</strong> ha deciso di non parlare. Se lo farà, sarà solo a un prezzo altissimo: dirà tutto quello che sa sul suo ex socio-amante <strong>Jeffrey Epstein</strong> in cambio della clemenza del presidente Usa Donald Trump. In videocollegamento dal carcere dinanzi alla commissione della Camera che indaga sullo scandalo del finanziere-pedofilo morto nel 2019 e sulla sua rete di potere e traffico sessuale, Maxwell ha deciso di non rispondere alle domande, invocando il suo diritto al silenzio previsto dal <strong>Quinto Emendamento</strong> della Costituzione statunitense. </p>



<p>La deposizione, tenutasi lunedì mattina dalla prigione in Texas dove Maxwell sta scontando una pena di 20 anni per il suo ruolo nello schema di traffico sessuale di Epstein, è stata condotta dalla Commissione della Camera dei Rappresentanti. Maxwell era stata citata in giudizio mesi fa, <strong>ma ha scelto di non collaborare, motivando la sua posizione attraverso il suo avvocato</strong>. <a href="https://www.politico.com/live-updates/2026/02/09/congress/maxwell-pleads-the-fifth-00771258" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo quanto riportato da <em>Politico</em></a>, l&#8217;avvocato <strong>David Oscar Markus </strong>ha dichiarato all&#8217;apertura della sessione che la sua cliente è disposta a testimoniare liberamente <strong>solo in cambio di clemenza</strong>, un potere esclusivo del Presidente Donald Trump, che non ha ancora escluso la possibilità di concedere un perdono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maxwell chiede la clemenza tramite il suo avvocato</h2>



<p>Nel testo preparato letto dall&#8217;avvocato, Markus ha sottolineato: «Solo lei può fornire il resoconto completo. Alcuni potrebbero non gradire ciò che sentiranno, ma la verità conta». Ha aggiunto che sia il Presidente Trump sia l&#8217;ex Presidente Bill Clinton «sono innocenti di qualsiasi illecito», e che «la signora Maxwell da sola può spiegare perché, e il pubblico ha diritto a quella spiegazione». I democratici hanno accusato Maxwell di sfruttare la deposizione come parte di una campagna per ottenere clemenza da Trump. Il presidente della Commissione, il repubblicano James Comer del Kentucky, ha commentato ai giornalisti: «Purtroppo, oggi aveva l&#8217;opportunità di rispondere a domande che ogni americano si pone – domande molto importanti per questa indagine – e ha scelto di invocare il suo diritto al Quinto Emendamento». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump chiamò la polizia nel 2006: &#8220;Maxwell è malvagia&#8221;</h2>



<p>A proposito del rapporto tra il magnate-pedofilo e il presidente Usa Donald Trump, emerge dai documenti un clamoroso retroscena datato 2006. <a href="https://www.forbes.com/sites/sofiachierchio/2026/02/09/trump-reportedly-called-police-about-epstein-in-2006-said-ghislaine-maxwell-was-evil/">Come riporta <em>Forbes</em></a>, Secondo un&#8217;intervista FBI del 2019 con l&#8217;ex capo della polizia di Palm Beach, <strong>Michael Reiter</strong> – figura centrale nelle indagini iniziali su Epstein nel 2005-2006 – Trump avrebbe contattato Reiter con una telefonata nel luglio 2006, poco dopo che le accuse penali contro Epstein erano diventate di dominio pubblico. Nel corso della chiamata, Trump avrebbe espresso apprezzamento per l&#8217;operato delle forze dell&#8217;ordine, dichiarando: «Grazie al cielo lo state fermando, tutti sapevano che stava facendo queste cose». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/bennyjohnson/status/2021037941477237214?s=20
</div></figure>



<p>Il documento,<strong> un rapporto FBI noto come “302”,</strong> è stato analizzato dal <em>Miami Herald</em>, che per primo ha riportato i dettagli, confermando l&#8217;identità di Reiter e la data della telefonata grazie a una dichiarazione diretta dell&#8217;ex capo della polizia al giornale.Trump avrebbe inoltre descritto <strong>Ghislaine Maxwell</strong> come la sua «operativa» e «malvagia», suggerendo agli investigatori di concentrarsi su di lei. Secondo il resoconto, Trump avrebbe affermato di essersi allontanato da Epstein non appena si sarebbe trovato in presenza di adolescenti , e che «le persone a New York sapevano che Epstein era disgustoso». </p>



<p>Il rapporto tra Trump e Epstein risale agli anni &#8217;80, con foto e testimonianze di eventi condivisi, inclusa la partecipazione di entrambi – insieme a Ghislaine Maxwell – all&#8217;anniversario della <strong>Ford Modeling Agency</strong> nel 1997 a New York. Il rapporto di amicizia si sarebbe deteriorato nei primi anni 2000, culminando nel divieto imposto a Epstein di accedere a Mar-a-Lago nel 2007, secondo fonti del club, a causa di presunti tentativi di reclutamento di giovani donne nella spa.</p>



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<p><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a></p>



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		<title>Caso Epstein: i Clinton non testimoniano al Congresso e rischiano un anno di carcere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caso-epstein-i-clinton-non-testimoniano-al-congresso-e-rischiano-un-anno-di-carcere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 05:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bill e Hillary Clinton potrebbero essere indagati per spergiuro dopo aver rifiutato di testimoniare al Congresso sui rapporti con Epstein.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117203131986_af14bd14f151f78746cdec76a5bd2347-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>caso Epstein</strong> continua a tenere banco in America e questa volta è il nome di una potente coppia politica a finire al centro della vicenda: i <strong>Clinton</strong>. Bill e Hillary, rispettivamente 42esimo presidente e 67esimo segretario di Stato, non si sono presentati in commissione di Vigilanza al Congresso per  rispondere dei loro rapporti con <strong>Jeffrey Epstein,</strong> il miliardario pedofilo morto in carcere nel 2019. I due coniugi avevano ricevuto due <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/i-clinton-e-gli-ex-direttori-dellfbi-chiamati-a-testimoniare-sui-segreti-di-epstein.html">mandati di comparizione</a>, ma hanno preferito aprire un braccio di ferro con il presidente repubblicano del comitato <strong>James Comer</strong>, accusandolo di persecuzione politica. La mossa degli ex inquilini della Casa Bianca, però, non è priva di conseguenze: <strong>ignorare un mandato di comparizione congressuale è un reato che può comportare persino la carcerazione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le barricate dei Clinton e la battaglia per avvocati&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Il 13 gennaio Bill Clinton era atteso in udienza a Capitol Hill, mentre il giorno successivo sarebbe stato il turno di sua moglie Hillary. James Comer, però, anziché trovarsi davanti la fu coppia presidenziale, si è trovato sulla scrivania una <strong>lettera di otto pagine </strong>firmata da entrambi , in cui spiegavano perché avrebbero ignorato le sue disposizioni. Il documento &#8211; reso pubblico dal <em>New York Times</em> &#8211; a molti è sembrato il principio di un’<em>escalation</em> politica se si legge quanto scritto nero su bianco: “Siamo certi che qualsiasi persona ragionevole, dentro o fuori dal Congresso, capirà, in base a tutto ciò che pubblicheremo, che ciò che state facendo è cercare di punire coloro che considerate vostri nemici e di proteggere coloro che ritenete vostri amici”. Un’accusa, neanche troppo velata, di <strong>politicizzazione dell’inchiesta</strong> sulle attività losche di Epstein secondo cui si vorrebbe spostare l’attenzione dai rapporti tra Donald Trump e il defunto miliardario, contro cui i democratici invece puntano il dito. Nella lettera, si può anche leggere che le citazioni firmate da Comer sarebbero invalide e inapplicabili in quanto i due coniugi avrebbero già condiviso due dichiarazioni giurate mediante cui avrebbero spiegato la natura delle frequentazioni con Epstein, e di non essere in possesso di nessun’altra informazione rilevante.    </p>



<p>In realtà, la missiva dei Clinton non è propriamente stato un fulmine nel ciel sereno sopra Capitol Hill. Tramite un loro avvocato di lunga data, David E. Kendall, si preparavano già da tempo a dare del filo da torcere alla commissione di Vigilanza inviando, nei mesi precedenti, lettere mediante cui si invitava Comer a ritrattare le citazioni in giudizio poiché finalizzate a mettere in imbarazzo un ex Presidente e un’ex first lady per pregiudizio politico. <strong>La famiglia democratica più potente d’America si prepara ad affilare le armi</strong> come lascia trasparire dalla missiva:  “Ogni persona deve decidere quando ne ha abbastanza ed è pronta a lottare per questo Paese, i suoi principi e il suo popolo, a prescindere dalle conseguenze. Per noi, quel momento è arrivato”. Attenzione, però, perché anche dall&#8217;altra parte della barricata sono sul piede di guerra.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze penali, le ragioni dei repubblicani</h2>



<p>A meno di 24 ore dalla pubblicazione della missiva, James Comer ha reso noto ai media che la commissione da lui presieduta sta già valutando l’<strong>ipotesi di indagine per oltraggio al Congresso </strong>a carico dei Clinton. Chiunque disobbedisca a una citazione in giudizio del Congresso è <strong>sanzionabile con una multa fino a 100 mila dollari e un anno di carcere;</strong> tutto ciò, però, non è un semplice automatismo. L’avvio dell’inchiesta dovrà essere votato dalla commissione di Vigilanza prima, dalla Camera dei Rappresentanti dopo, per poi passare al vaglio del dipartimento di Giustizia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Comer, in conferenza stampa, ha voluto puntualizzare perché Bill e Hillary Clinton fossero stati convocati: “Jeffrey Epstein ha visitato la Casa Bianca 17 volte durante la presidenza di Bill Clinton. Nessuno accusa Bill Clinton di alcun illecito. Abbiamo solo delle domande”.<strong> I repubblicani del comitato vogliono mettere sotto la lente d’ingrandimento le frequentazioni tra l’ex presidente e il finanziere</strong> che, come dimostrato da alcuni reperti documentali pubblicati sia in passato che <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/oltre-1-200-vittime-e-nomi-eccellenti-cosa-rivelano-i-primi-documenti-su-epstein.html">più di recente</a>, sarebbero proseguite anche dopo la fine degli anni alla Casa Bianca. Stando alle pubblicazioni dei registri di volo del Boeing 727 di proprietà del magnate &#8211; soprannominato “Lolita Express” in quanto dotato di un letto su cui i passeggeri avrebebro potuto fare sesso con ragazze minorenni &#8211; <strong><a href="https://www.the-independent.com/news/world/americas/us-politics/bill-clinton-jeffrey-epstein-timeline-b2802828.html">Bill Clinton sarebbe salito a bordo del mezzo svariate volte</a></strong>. </p>



<p>La portavoce dell’ex Presidente, Angel Urena, ha dichiarato che Clinton ha usufruito del jet per promuovere gli interessi della sua fondazione, sempre in compagnia di agenti dei servizi segreti. Il<a href="https://eu.palmbeachpost.com/story/news/trump/2025/08/05/bill-clinton-jeffrey-epstein-jet-flight-logs-hillary/85526247007/"> <em>Palm Beach Post</em></a>, invece, sottolinea che nel 2002 e nel 2003 il 42esimo Presidente&nbsp; si sarebbe recato più volte all’estero senza che dai registri si evinca il motivo o sia indicata la presenza di uomini dell’intelligence.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://abcnews.go.com/Politics/jeffrey-epstein-donated-democrats-1990s-early-2000s/story?id=64255485">Epstein avrebbe anche finanziato</a>, negli anni Novanta, la campagna elettorale di Bill per la Casa Bianca e quella di Hillary per il Senato</strong>. <a href="https://it.insideover.com/politica/maxwell-non-solo-epstein-dal-mossad-alla-silicon-valley-ai-clinton-linfluenza-di-un-clan-globale.html">L’ex first&nbsp; lady ha anche assunto al dipartimento di Stato</a>, negli anni da segretario, Alex Djerassi, ovvero il nipote di <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/ghislaine-maxwell-parla-scagiona-trump-e-ribadisce-jeffrey-epstein-non-si-e-suicidato.html">Ghislaine Maxwell</a>, compagna del defunto pedofilo, oggi condannata a 20 anni di carcere per adescamento di minori.</p>



<p>Nei prossimi mesi si saprà se il Congresso approverà un’indagine a carico dell’ex coppia presidenziale e se il dipartimento di Giustizia li riterrà dei sorvegliati speciali per il reato di oltraggio. Indubbiamente, l’affaire Epstein &#8211; rispetto al quale si attende ancora <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-epstein-la-camera-usa-vota-per-la-pubblicazione-dei-documenti-ma-ce-la-clausola-sicurezza-nazionale.html">l’intera pubblicazione dei file</a> &#8211; rimane una materia incandescente nel dibattito americano e da cui tutti i personaggi pubblici vogliono dissociarsi, ove mai fossero accostati al circolo di clienti del criminale newyorchese.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-epstein-i-clinton-non-testimoniano-al-congresso-e-rischiano-un-anno-di-carcere.html">Caso Epstein: i Clinton non testimoniano al Congresso e rischiano un anno di carcere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Più di 4.000 grazie a rischio: l’‘Autopen-gate’ travolge Biden e la sua amministrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piu-di-4-000-grazie-a-rischio-lautopen-gate-travolge-biden-e-la-sua-amministrazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 12:22:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1536x758.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un rapporto del Congresso spiega che non ci sarebbero prove del consenso di Biden sull'uso dell'autopen e potrebbe partire un'indagine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/piu-di-4-000-grazie-a-rischio-lautopen-gate-travolge-biden-e-la-sua-amministrazione.html">Più di 4.000 grazie a rischio: l’‘Autopen-gate’ travolge Biden e la sua amministrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1536x758.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Joe Biden</strong> è di nuovo al centro del dibattito politico americano a quasi <a href="https://it.insideover.com/politica/le-contraddizioni-di-biden-nel-suo-discorso-daddio.html">un anno dall’addio</a> alla Casa Bianca.&nbsp; La Commissione di vigilanza del Congresso guidata dal repubblicano <strong>James Comer</strong> ha recentemente pubblicato una<a href="https://oversight.house.gov/wp-content/uploads/2025/10/The-Biden-Autopen-Presidency-Decline-Delusion-and-Deception-in-the-White-House-2025.10.24.pdf-UPDATED-Oct.-28.pdf"> relazione</a> che getta ombre sulla legittimità di numerosi atti esecutivi firmati dal 46esimo presidente degli Stati Uniti, tra cui diverse <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-contro-la-pena-di-morte-federale-grazia-37-condannati-ma-non-i-terroristi.html">migliaia di grazie.</a> I repubblicani puntano il dito contro il<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-malattia-di-joe-biden-e-una-questione-politica.html"> <strong>declino fisico e cognitivo di Biden</strong></a><strong>, </strong>manifestatosi palesemente negli ultimi anni del suo mandato, duranti i quali <strong>numerosissimi provvedimenti sarebbero stati sottoscritti tramite autopen</strong>, strumento in grado di riprodurre automaticamente la firma del presidente senza necessità di compiere un movimento con la mano.</p>



<p>Il rapporto è già arrivato sulla scrivania della procuratrice generale <strong>Pam Bondi</strong>, a cui James Comer chiede di <strong>avviare un’inchiesta</strong> volta ad accertare che le firme con autopen siano state autorizzate consciamente da Biden e che questi abbia realmente compreso il contenuto di tali atti senza che qualcuno ne abbia approfittato per prendere decisioni al posto suo. Il teorema sottoposto al dipartimento di Giustizia è che, data la scarsa lucidità mentale dell’ex presidente, <strong>molti di quegli atti sarebbero da considerarsi nulli se approvati senza un consenso consapevole.&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è l’autopen e com’è usata dai Presidenti</h2>



<p>L’autopen è un dispositivo meccanico che consiste nella fissazione di una penna a un braccio meccanico in grado di riprodurre un campione di scrittura autentico. <strong>Lo strumento è ormai in uso agli inquilini della Casa Bianca da qualche decennio</strong> per firmare documenti come lettere di cortesia o di corrispondenza, ove dovessero assentarsi dallo Studio Ovale.&nbsp;</p>



<p>Scavando nella storia più recente, il primo presidente ad aver autorizzato l’autopen per un atto dal valore politico, è stato <strong>Barack Obama</strong> nel 2011 per estendere l’ambito di efficacia nel <em>Patriot Act</em> &#8211; provvedimento disciplinante la lotta al terorismo &#8211; mentre si trovava in Francia. <strong>Il dipartimento di Giustizia, all’epoca, affermò che tale pratica era pienamente legittima</strong>, in quanto la Costituzione e le leggi federali non definiscono alcuna modalità di firma da parte del Governo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’utilizzo dell’autopen è tornato a tenere banco nel dibattito pubblico dopo che la Heritage Foundation, think tank conservatore, ha svolto un&#8217;indagine politica sulla mole di documenti prodotti sotto l’amministrazione Biden, rivelando che vastissima parte era stata validata con il dispositivo meccanico di firma. Fermo restando che tale strumento è ampiamente accettato per sbrigare gli affari di governo, <strong>un uso così eccessivo ha alimentato sospetti spingendo a credere che Biden non fosse in grado di firmare per conto suo, non comprendendo i contenuti documentali</strong>. Donald Trump ha colto la palla al balzo per accusare il suo predecessore di non sapere cosa stesse firmando, sebbene abbia anche ammesso di avere ricorso all’autenticazione meccanica della firma in passato, ma per atti privi della veste esecutiva.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il<em> j’accuse</em> del rapporto</h2>



<p>La relazione della Commissione di vigilanza non si limita a contestare l’impiego smodato dell’autopen, ma specifica che Biden potrebbe non aver preso delle decisioni in autonomia riguardo agli oltre quattromila indulti e commutazioni di pena  &#8211; il più alto numero mai autorizzato nella storia &#8211; in quanto mancherebbe della documentazione a supporto.</p>



<p>A sostegno della tesi, è divenuta cruciale <a href="https://www.zerohedge.com/political/top-biden-aide-releases-kraken-autopen-hunters-role-pardongate-and-joes-malfunctioning">l’audizione al Congresso di <strong>Jeff Zients</strong></a>, ex capo di gabinetto del 46esimo presidente. Esaminando il rapporto, si legge che <strong>una collaboratrice di Zients, tramite la posta elettronica di quest’ultimo, avrebbe dato il nullaosta a una sfilza di grazie firmate</strong> il 19 gennaio di quest’anno,<strong>  </strong>tra le quali alcune che hanno suscitato un certo clamore in quanto riguardavano i familiari del presidente. Ciononostante, <strong>non sarebbero presenti dei verbali o atti di riunioni in cui Biden avrebbe dato il proprio assenso</strong>. Nel corso dell’audizione, l’ex capo staff ha aggiunto che Joe Biden aveva sempre più <a href="https://nypost.com/2025/09/18/us-news/ex-biden-chief-of-staff-jeff-zients-called-for-post-debate-cognitive-test-said-46th-prezs-memory-grew-worse-in-office-source/">difficoltà di memoria e di articolazione del linguaggio</a>, tanto che il suo entourage negli ultimi tempi era impegnato a calendarizzare briefing extra e a ridurre gli orari di lavoro dell’ex numero uno della Casa Bianca.           </p>



<p>Tutt’al più, Zients avrebbe affermato che l’ex first lady <strong>Jill Biden</strong> si era detta preoccupata per la salute mentale del marito al punto da chiedere allo staff di contingentare i suoi impegni in modo da non procurargli troppo stress. Tali dichiarazioni hanno portato i membri della Commissione a domandarsi se il presidente democratico fosse stato coinvolto nella concessione delle grazie ai beneficiari più illustri come l’ex direttore del NIAID Anthony Fauci, i membri del comitato investigativo sull&#8217;assalto a Capitol Hill e <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-grazia-il-figlio-hunter-ma-lo-scandalo-rimane.html">suo figlio Hunter</a>. L’ex first son è stato destinatario di un indulto &#8220;totale e incondizionato” per i reati federali di cui era accusato a meno di un mese dalla fine del mandato del padre.&nbsp;</p>



<p>Dal rapporto parrebbe che il secondogenito dell’allora comandante in capo abbia partecipato alle riunioni relative all’emissione dei provvedimenti di grazia, senza però ricoprire un ruolo ufficiale nel gabinetto del padre.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le potenziali conseguenze&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Pam Bondi ha già reso noto che il dipartimento di Giustizia sta valutando gli elementi per l’apertura di un’indagine sull’uso dell’autopen da parte dell&#8217;amministrazione precedente. Se le tesi repubblicane dovessero trovare conferma, le conseguenze sarebbero dirompenti: <strong>migliaia di indulti potrebbero risultare nulli e i loro beneficiari divenire penalmente perseguibili</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>I Biden si sono fatti sentire parlando di illazioni infondate e specificando che durante gli anni alla Casa Bianca ogni decisione è stata assunta in totale coscienza, mentre i democratici accusano il Partito Repubblicano di avere fabbricato un castello di carte senza nessuna prova concreta e tangibile come fondamenta. Tuttavia, questa vicenda ha ridato vigore a un interrogativo che per troppo tempo è stato ignorato e a cui oggi è doveroso dare una risposta: <strong>fino a che punto è legittimo l’uso di una macchina per esprimere la volontà del presidente degli Stati Uniti?</strong></p>



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