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	<title>Guido Guidesi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 24 Jun 2026 06:40:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guido Guidesi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Sanare la relazione Italia-Usa dopo le uscite di Trump, Guidesi: &#8220;Costruire un nuovo rapporto economico transatlantico&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p>“La complementarietà economica è fattore decisivo per i rapporti Italia-Usa”, dice Guido Guidesi, assessore di Regione Lombardia.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/sanare-la-relazione-italia-usa-dopo-le-uscite-di-trump-guidesi-costruire-un-nuovo-rapporto-economico-transatlantico.html">Sanare la relazione Italia-Usa dopo le uscite di Trump, Guidesi: &#8220;Costruire un nuovo rapporto economico transatlantico&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le tensioni transatlantiche delle ultime settimane e l’inaudito e sgrammaticato attacco di <strong>Donald Trump </strong>alla presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni,</strong> rea agli occhi del presidente americano di aver stigmatizzato i suoi attacchi a Papa <strong>Leone XIV </strong>e aver rifiutato di sostenere la fallimentare avventura militare nel Golfo contro l’Iran, hanno portato a un livello di guardia l’attenzione sulle relazioni tra Roma e Washington.</p>



<p>Eppure, c&#8217;è un&#8217;America (e un&#8217;Italia) che continua a premiare la relazione transatlantica, ed è quella dell&#8217;economia. Per uno strano scherzo del destino, la faglia Trump-Meloni si apre proprio nei giorni in cui emerge la vitalità dell&#8217;interscambio Roma-Washington: export a quasi 70 miliardi di euro nel 2025, +7,2% nonostante i dazi, Usa secondo mercato italiano, un surplus di Roma di oltre 34 miliardi di euro, un contributo decisivo per portare il Paese al quarto posto mondiale degli esportatori. E secondo il report Istat &#8220;<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/commercio-estero-extra-ue-aprile-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commercio estero extra UE &#8211; Aprile 2026</a>&#8220;, l’anno in corso è iniziato sotto una buona stella. <strong>In tal senso, il ponte economico può essere una leva con cui Italia e Usa </strong>possono ricordare l’importanza di una storia e di valori comuni.</p>



<p>“La complementarietà economica è un fattore decisivo per i rapporti Italia-Usa”, dice a InsideOver <strong>Guido Guidesi,</strong> Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia. Guidesi ha di recente cancellato la sua presenza a una missione commerciale in America focalizzata sul ruolo dell’innovazione e sul settore pharma e, spiega, “ho voluto mandare un messaggio politico dopo che l’uscita sgrammaticata di Trump ha creato questo problema, volendo mandare un messaggio di solidarietà al presidente del Consiglio. La missione è rimasta attiva sul piano tecnico-economico”, che per Guidesi può e deve restare un ponte. “L’elemento fondamentale del rapporto economico è cruciale sul lungo periodo e non solo gli Usa e l’Italia ma anche l’America e l’Europa in generale devono rendersi conto che, a prescindere da Trump, coltivare questa <strong>relazione naturale e mutualmente benefica </strong>sarà fondamentale per restare uniti e competitivi”.</p>



<p>“Tuttora”, ragiona Guidesi, “i numeri raccontano molto di questa complementarietà e ci spiegano in particolare due fattori. Da un lato, la naturalità di un rapporto consolidato e che valorizza un orizzonte ideale e politico comune, dall’altro”, aggiunge l’assessore, “una grande complementarietà”. <strong>Gli Usa “hanno bisogno di noi per la componentistica insostituibile di diversi settori, </strong>per filiere che vanno dall’agroalimentare alla meccanica ci sono molte componenti di ogni ciclo produttivo per cui a Washington e alle sue imprese serve flessibilità, strategicità, continuità operativa”. E, ragiona Guidesi, “molto spesso a colmare queste necessità sono aziende europee, italiane e, in diversi casi, lombarde”, che contribuiscono a “tenere vivo un rapporto atlantico fondamentale per competere a livello internazionale, perché la complementarietà serve a entrambi e rinunciarvi vorrebbe dire fornire un assist al competitor cinese”.</p>



<p>Guidesi invita ad andare oltre e a “ragionare alla costruzione strategica di un nuovo rapporto economico transatlantico”: “La Commissione Europea non stia ferma. Chiedere un cambio di atteggiamento al presidente Usa è fondamentale e prioritario”, nota Guidesi, ma dobbiamo anche, a suo avviso, “fare di tutto perché anche le relazioni economiche continuino a consolidare questo rapporto”. Questo vuol dire, secondo l’assessore, ascoltare anche le <strong>preoccupazioni per le aziende americane desiderose di investire in Europa </strong>ma “preoccupate dall’asfissiante contesto regolatorio, dai freni alla competitività, dalle rigidità intrinseche del mercato unico”.</p>



<p>Le parole di Trump, a detta dell’assessore, sono oltre modo dannose perché “la frattura transatlantica è innaturale ed è fondamentale evitare che si trasmetta a settori decisivi per la competitività di entrambi i campi” perché “se così sarà, soccomberemo e saremo colonizzati dal gigante cinese”. L’egocentrismo di Trump da un lato, le rigidità europee dall’altro: il rischio dell’incomunicabilità c’è. Sanarlo è fondamentale per la prosperità di un continente intero.</p>
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		<title>La Cina e l&#8217;energia, le sfide per l&#8217;industria europea. Parla Guido Guidesi (Regione Lombardia)</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-lenergia-le-sfide-per-lindustria-europea-parla-guido-guidesi-regione-lombardia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 23:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E"nergia, tecnologia e industria sono strettamente legate: se restiamo indietro su uno di questi fronti, perdiamo terreno sugli altri".  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Assessore Guidesi, oggi i temi più urgenti per la competitività europea sembrano essere due: il confronto commerciale con la Cina e la crisi energetica. Da dove partire?</strong></p>



<p>&#8220;Sono due temi distinti ma profondamente interconnessi, perché incidono entrambi sulla capacità dell’Europa di rimanere competitiva sul piano industriale. Sul fronte del confronto con la Cina, è evidente che oggi subiamo una pressione molto forte in numerosi settori, non solo nell’automotive ma anche nella componentistica e in molte filiere produttive strategiche.</p>



<p>Il problema è che questo confronto non è stato finora affrontato con sufficiente determinazione: servirebbe un’azione europea più incisiva, soprattutto sul piano dell’anti-dumping, per evitare che pratiche commerciali aggressive compromettano il nostro sistema produttivo. Inoltre, alcune scelte regolatorie europee — penso ad esempio al settore automotive — rischiano di trasformarsi, come noto da tempo, in un vantaggio competitivo per i nostri concorrenti&#8221;. </p>



<p><strong>E sul fronte energetico, quanto pesa oggi la crisi?</strong></p>



<p>&#8220;Il tema energetico è probabilmente ancora più pervasivo, perché non riguarda solo le imprese ma l’intero sistema economico e sociale. L’energia oggi è uno dei principali fattori di inflazione: incide direttamente sulle bollette delle famiglie, sui costi di produzione delle imprese e, di conseguenza, sui prezzi finali. Questo significa che il problema non si limita al costo dell’energia in sé, ma si traduce in una riduzione del potere d’acquisto dei cittadini e in una pressione crescente sui consumi. Se le famiglie spendono di più per energia e carburanti, hanno meno risorse per il resto, e questo rallenta l’economia nel suo complesso&#8221;. </p>



<p><strong>C’è il rischio di una nuova fase inflattiva come quella recente?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, ed è una prospettiva che considero molto preoccupante. La differenza rispetto al passato è che oggi partiamo già da un livello di prezzi più elevato, perché abbiamo alle spalle un periodo inflattivo che si è in parte stabilizzato. Ma “stabilizzato” non significa che i prezzi siano tornati indietro: significa che l’aumento si è consolidato. Se dovessimo affrontare un nuovo ciclo simile a quello tra il 2022 e il 2023, l’impatto potrebbe essere ancora più pesante, sia per le imprese — soprattutto quelle energivore — sia per le famiglie, con un rischio concreto di contrazione dei consumi interni. Se non si prende consapevolezza di questo, si rischia di sottovalutare l’impatto economico e sociale della crisi energetica. E due anni di difficoltà in un contesto già provato possono avere effetti molto pesanti sulla tenuta del sistema economico.</p>



<p><strong>Quali strumenti dovrebbe mettere in campo l’Unione Europea?</strong></p>



<p>&#8220;L’Europa ha già dimostrato, durante la pandemia, di saper reagire con strumenti efficaci: penso alle garanzie sul credito, agli incentivi agli investimenti, agli interventi che hanno permesso alle imprese di sopravvivere durante la sospensione delle attività. Oggi servirebbe un approccio analogo. Invece alcune proposte, come quella di utilizzare i fondi di coesione contro la crisi energetica, come proposto dal commissario Fitto, non sono realistiche: si tratta di risorse già programmate, con vincoli precisi e finalità definite. Pensare di usarle per affrontare l’emergenza energetica significa, di fatto, rischiare di non voler risolvere davvero il problema&#8221;. </p>



<p><strong>Sul piano energetico, si parla molto del nuovo nucleare. Qual è la sua posizione in materia?</strong></p>



<p>&#8220;Inevitabile ragionare in termini di diversificazione delle fonti e di innovazione. La domanda di energia è destinata a crescere e dobbiamo essere pronti con soluzioni nuove. Per questo stiamo sostenendo progetti innovativi, anche attraverso startup e incubatori universitari, con l’obiettivo di sviluppare nuove tecnologie energetiche. Abbiamo importanti ritardi da colmare, e riuscire a farlo sarà decisivo&#8221;.</p>



<p><strong>Questo ritardo può compromettere la competitività industriale europea?</strong></p>



<p>&#8220;Assolutamente sì. Energia, tecnologia e industria sono strettamente legate: se restiamo indietro su uno di questi fronti, perdiamo terreno sugli altri. Il rischio è quello di entrare in un circolo vizioso: ritardi nelle scelte energetiche portano a costi più alti, che riducono la competitività industriale, che a sua volta limita la capacità di investire in innovazione. Nel frattempo, altri attori globali avanzano molto più rapidamente&#8221;. </p>



<p><strong>E gli investimenti in difesa?</strong></p>



<p>&#8220;Non compenseranno mai i vuoti di altri settori industriali e poi parliamoci chiaro per esempio: le auto si facevano e si vendevano, le armi se si fanno che succede? A me la guerra spaventa, io ne ho paura e forse ci vorrebbe più forza dalla politica e meno forza dalle armi&#8221;.</p>



<p><strong>Regione Lombardia da tempo opera una propria “diplomazia” con collettività affini fuori dall’Italia che insiste molto anche sul rilancio del ruolo dei territori all’interno dell’Europa. Che scenari vede a riguardo?</strong></p>



<p>&#8220;Credo che l’Europa possa funzionare davvero solo se si costruisce a partire dai territori. Le regioni europee spesso condividono le stesse esigenze produttive, anche se appartengono a Stati diversi. Quando territori come Lombardia, Baviera o Catalogna si confrontano, emerge la possibilità di creare sinergie e complementarità nelle filiere industriali. Questo è il modo corretto di affrontare la competizione globale: non mettendoci in concorrenza tra di noi, ma rafforzando il sistema europeo nel suo complesso. Del resto, in un continente dove i giovani nascono sentendosi europei credo che l’attività dei territori mostri il vero spirito di un continente che può mantenersi innovativo, competitivo e produttivo&#8221;.</p>



<p><strong>L’Europa dovrebbe ascoltare maggiormente la voce dei suoi giovani?</strong></p>



<p>&#8220;Sicuramente. Le nuove generazioni vivono già in una dimensione europea. Per un giovane è naturale studiare o lavorare in un altro Paese, senza percepirlo come un trasferimento ma come un’opportunità. La politica, invece, spesso è ancora ancorata a logiche nazionali. Questo crea una distanza tra istituzioni e realtà sociale che, nel tempo, rischia di diventare un problema&#8221;. </p>



<p><strong>In conclusione, qual è il rischio principale per l’Europa oggi?</strong></p>



<p>&#8220;Il rischio è quello di trovarsi davanti a una combinazione di fattori estremamente critica: perdita di competitività industriale, pressione energetica persistente e crescente esposizione alla concorrenza globale, in particolare cinese. Se non si interviene subito, iniziando da una deregolamentazione che liberi le imprese e le lasci libere di agire e innovare senza strade omologate e imposizioni che diventano assist ai concorrenti, le conseguenze possono essere molto pesanti, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale&#8221;.</p>
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		<title>Lombardia, hub europeo e globale per l&#8217;Italia: la Regione spinge &#8220;Invest in Lombardy&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lombardia-hub-europeo-e-globale-per-litalia-la-regione-spinge-invest-in-lombardy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 13:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1748" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-300x256.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-1024x874.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-768x656.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-1536x1311.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-600x512.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>448 progetti di investimento su 1.158 annunciati in Italia dal 2021 al 2025, una quota tra il 35 e il 45% del totale dei volumi generati su scala nazionale, un aumento dello stock di risorse destinate al territorio e 2,8 miliardi di investimento in conto capitale programmati nel solo 2025, capaci di generare 6.200 posti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lombardia-hub-europeo-e-globale-per-litalia-la-regione-spinge-invest-in-lombardy.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lombardia-hub-europeo-e-globale-per-litalia-la-regione-spinge-invest-in-lombardy.html">Lombardia, hub europeo e globale per l&#8217;Italia: la Regione spinge &#8220;Invest in Lombardy&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1748" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-300x256.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-1024x874.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-768x656.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-1536x1311.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260512-WA0010-600x512.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>448 progetti di investimento su 1.158 annunciati in Italia dal 2021 al 2025, una quota tra il 35 e il 45% del totale dei volumi generati su scala nazionale, un aumento dello stock di risorse destinate al territorio e 2,8 miliardi di investimento in conto capitale programmati nel solo 2025, capaci di generare 6.200 posti di lavoro: la Lombardia è la locomotiva industriale e produttiva d&#8217;Italia e la Regione intende cavalcare questo trend. Oggi, nella cornice di <strong>Palazzo Grazioli a Roma, </strong>sono stati annunciati i risultati del piano &#8220;<strong>Invest in Lombardy</strong>&#8221; dal 2021 al 2025 e prospettate le progettualità per gli anni a venire, con cui la Lombardia intende mettere al centro le nuove frontiere della competitività: semiconduttori, industria tecnologica avanzata, biomedicale, farmaceutico, energie pulite nel mirino. </p>



<p>Il tutto con la regia di una nuova strategia integrata coordinata dall&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/dallauto-alla-chimica-lindustria-lombarda-e-la-sfida-delleuropa-parla-lassessore-guido-guidesi.html" type="post" id="499767">Assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi</a></strong>, focalizzata slla promozione delle opportunità e degli spazi fisici destinati alla spesa in conto capitale nel territorio regionale e all&#8217;integrazione strutturale del territorio compreso tra le Alpi e il Po nelle catene del valore europee e globali. <strong>In sostanza, &#8220;Invest in Lombardy&#8221; si proporrà come centrale unitaria di riferimento dell&#8217;accesso di mercato degli operatori stranieri</strong> all&#8217;economia regionale, così da accelerare la possibilità di garantire conoscenza del sistema di riferimento, accessibilità a bandi e incentivi, coordinamento pubblico-privato. </p>



<p>“I numeri – ha spiegato Guido Guidesi – confermano il nostro primato italiano rispetto all’attrazione investimenti esteri; non possiamo però fermarci al primato nazionale, possiamo e dobbiamo migliorarci&#8221;. L&#8217;assessore ha ricordato che &#8220;questo è l’obiettivo della nuova strategia di attrazione degli investimenti che oggi abbiamo presentato e in cui si evidenzia un ruolo più da protagonista e attivo di Regione Lombardia al fine di cogliere opportunità di nuovi investimenti presentandoci con ecosistemi completi: dalla ricerca, ai fornitori, alle competenze&#8221;. <strong>L&#8217;Europa soffre di un gap strutturale di investimenti produttivi e sistemici e l&#8217;Italia si inserisce, spesso, in questo trend</strong>, e la Lombardia presenta dati in controtendenza con questi scenari. &#8220;Proviamo a giocarci la partita dell’attrazione in un campionato più difficile e maggiormente competitivo; alziamo il livello, proviamo a migliorarci&#8221;, ha sottolineato Guidesi, aggiungendo che &#8220;vogliamo essere meta internazionale e hub europeo”.</p>



<p>Dalla solidità e resilienza del tessuto manifatturiero alla leadership nazionale nella ricerca e nell&#8217;innovazione, passando per la ricchezza della rete infrastrutturale e l&#8217;accessibilità alle rotte commerciali e di comunicazione europee la Lombardia gode di importanti possibilità e di vantaggi competitivi non secondari. Il rilancio di &#8220;Invest in Lombardy&#8221; mira a metterli a fattor comune e a farne un fattore di crescente competitività e sviluppo produttivo<strong>, anche col contributo del nuovo sistema delle &#8220;Zone di Innovazione e Sviluppo&#8221; (Zis)</strong>. Per la Lombardia questo è un nuovo passaggio di una strategia iniziata a livello europeo con l&#8217;alleanza dei &#8220;Quattro Motori&#8221; e il ruolo trainante nell&#8217;alleanza delle regioni produttrici di automobili e di prodotti chimici e declinata poi tramite gli accordi con <a href="https://it.insideover.com/economia/dai-chip-allaerospazio-lasse-industriale-lombardia-veneto-per-litalia-e-leuropa.html" type="post" id="508896">il Veneto e l&#8217;Emilia Romagna </a>da un lato e la <a href="https://it.insideover.com/economia/lombardia-catalogna-un-asse-per-lindustria-europea.html" type="post" id="510865">Catalogna</a> dall&#8217;altro per costruire un nuovo ecosistema comunitario orientato a pragmatismo e sviluppo. In un clima di competizione globale, un coordinamento ritenuto necessario per tenere agganciati ai trend del futuro territori decisivi per lo sviluppo e l&#8217;innovazione dell&#8217;Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lombardia-hub-europeo-e-globale-per-litalia-la-regione-spinge-invest-in-lombardy.html">Lombardia, hub europeo e globale per l&#8217;Italia: la Regione spinge &#8220;Invest in Lombardy&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lombardia-Catalogna, un asse per l&#8217;industria europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lombardia-catalogna-un-asse-per-lindustria-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 05:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-12.06.00.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-12.06.00.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-12.06.00-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-12.06.00-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-12.06.00-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-12.06.00-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-12.06.00-600x450.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Siglato a Milano un patto importante per coordinare strategie industriali e prospettive produttive su scala continentale.</p>
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<p><strong>Lombardia-Catalogna</strong>: vola l’asse industriale tra due delle maggiori economie manifatturiere europee. Il 27 marzo a Milano <strong>Guido Guidesi,</strong> assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, ha ospitato e incontrato <strong>Miquel Sàmper</strong>, ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, siglando <strong>un patto importante per coordinare strategie industriali e prospettive produttive su scala continentale. </strong>Per Palazzo Regione si tratta di una nuova tappa di un percorso andato finora dal varo della Cabina Economica del Nord-Ovest con Piemonte e Liguria fino agli accordi con <a href="https://it.insideover.com/economia/dai-chip-allaerospazio-lasse-industriale-lombardia-veneto-per-litalia-e-leuropa.html">Veneto</a> ed Emilia-Romagna, Valencia, Baden-Württemberg e Baviera su scala italiana ed europea. Del resto, Lombardia e Catalogna sono molto simili.</p>



<p>Entrambe le regioni vantano una grande serie di sinergia. <strong>Sono i motori economici dei rispettivi Paesi. </strong>La Lombardia produce il 23% del Pil italiano, la Catalogna circa il 20% di quello spagnolo. Sono regioni caratterizzate dalla centralità di <strong>due hub fondamentali per servizi, finanza e proiezione europea e globale, Milano e Barcellona</strong>, a cui è complementare un territorio contraddistinto dalla base produttiva industriale, spesso di carattere sinergico. La meccanica, l&#8217;automotive, il settore dei macchinari sono solo alcuni dei fronti comuni tra le due regioni, tra i polmoni produttivi d&#8217;Europa. L&#8217;asse Lombardia-Catalogna per il coordinamento delle politiche industriali ha poi preso piede con forza per quanto riguarda la chimica. </p>



<p>Sono due porte sull’Europa e sul mondo per la complessa rete di infrastrutture viarie, ferroviarie e, nel caso catalano, portuali che integrano queste aree ai mercati più sviluppati. Nel contesto di un dialogo tra enti e territori appare comprensibile che Milano e Barcellona abbiano <strong>seguito una vocazione che del resto la loro storia di città pontiere avalla e asseconda di per sé.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una matrice trasversale</h2>



<p>La Catalogna, inoltre, condivide con la Lombardia un’attenzione all’industria chimica, tra i perni dello sviluppo, e alla necessità di difendere col lobbying istituzionale l’apertura al mercato e la spinta alla difesa della neutralità tecnologica e della competitività in seno all’Europa. La natura interessante della partnership Lombardia-Catalogna è <strong>la matrice profondamente trasversale sul piano europeo della campagna che Guidesi e Samper portano avanti.</strong> La giunta lombarda è di centro-destra, formata da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che sostengono il presidente <strong>Attilio Fontana</strong>. Quella catalana del socialista <strong>Salvador Illa</strong> è di centro-sinistra e gode del sostegno della sinistra radicale in Parlamento. </p>



<p>Questo serve a sottolineare che attorno alla convergenza industriale lombardo-catalana si salda una trasversalità che interessa la stragrande maggioranza dei partiti europei, indipendentemente dalle casacche politiche. <strong>Nei territori l&#8217;ideologia lascia spesso spazio alla convergenza e al pragmatismo.</strong> Per restare alla Lombardia, la Regione ha stretto in Italia accordi con enti guidati da entrambi i campi politici, in Germania con il Baden Wurttemberg governato dal 2011 a oggi dai Verdi, in Spagna con una regione a guida socialista e una a guida popolare. Il pragmatismo come forma trainante di cooperazione lancia la rotta per un&#8217;Europa industriale realista. A cui Lombardia e Catalogna intendono cooperare.</p>
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		<title>Italia, la sfida della politica industriale e quella casella da colmare al Mimit</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/italia-la-sfida-della-politica-industriale-e-quella-casella-da-colmare-al-mimit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nostro Paese vive d&#8217;industria e i dati legati al settore secondario e della trasformazione presentano, in questi anni, dati contrastanti: da un lato, un record di export che ha reso l&#8217;Italia la quarta potenza mondiale del commercio; dall&#8217;altro, dati in sofferenza per quanto concerne la produzione industriale, in ribasso per buona parte dei 40 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/italia-la-sfida-della-politica-industriale-e-quella-casella-da-colmare-al-mimit.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260212091951824_cb7815f00599c7c96d49f83b86911cbc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>nostro Paese vive d&#8217;industria</strong> e i dati legati al settore secondario e della trasformazione presentano, in questi anni, dati contrastanti: da un lato, un record di <strong>export</strong> che ha reso l&#8217;Italia <a href="https://it.insideover.com/economia/export-la-spinta-dellindustria-per-litalia-quarta-potenza-mondiale.html"><strong>la quarta potenza mondiale</strong> </a>del commercio; dall&#8217;altro, dati in sofferenza per quanto concerne la produzione industriale, in ribasso per buona parte dei 40 mesi del governo di Giorgia Meloni, che dunque si trova in questo campo a metà del guado.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati dell&#8217;industria</h2>



<p>In chiaroscuro anche i dati riportati di recente dall&#8217;Istat sulla produzione industriale per il 2025: terzo anno consecutivo di calo su base annua (-0,2% sul 2024), dato reso meno amaro dallo scatto <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/istat-2025-produzione-industriale-calo-02percento-AIzlQYMB">positivo di dicembre (+3,2%) che ha dato speranze per l&#8217;avvenire. </a><strong>Dovendo specificare tre priorità per l&#8217;economia italiana</strong> per il 2026 non avremmo dubbi: industria, industria e ancora industria.</p>



<p>La <strong>partita della competitività europea,</strong> lo sviluppo di nuove regolamentazioni in settore come l&#8217;automotive, crisi annose come quella dell&#8217;ex Ilva, scenari connessi all&#8217;uso dei <strong>poteri speciali (golden power)</strong> per difendere le imprese strategiche da scalate straniere e il tema, dirimente, del rafforzamento delle <strong>filiere di approvvigionamento</strong> di materie prime e metalli critici porranno nel 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) guidato da<a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-adolfo-urso-il-nuovo-presidente-del-copasir.html"> <strong>Adolfo Urso di Fratelli d&#8217;Italia</strong></a> in un ruolo decisivo per lo sviluppo nazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo Bitonci quale nuovo sottosegretario al Mimit?</h2>



<p>In tal senso, per l&#8217;interlocuzione con le imprese, la risoluzione dei tavoli di crisi e la gestione degli investimenti, specie in questo ultimo anno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sarà importante capire <strong>come verrà colmata la casella vacante del sottosegretario al Mimit</strong> lasciata libera dal ritorno in Veneto dell&#8217;ex titolare, Massimo Bitonci della Lega. L&#8217;ex sindaco di Cittadella e Padova, in carica dal 2022, deteneva le deleghe su incentivi di natura fiscale, fondo di garanzia per le Pmi e professioni a Palazzo Piacentini e ha scelto di tornare in Veneto come Assessore alle Imprese e al Commercio nella nuova giunta del compagno di partito Alberto Stefani. La partita per la sua successione è aperta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ipotesi Guidesi è remota</h2>



<p>Chiaramente, sarà la Lega a dover indicare il nome di chi prenderà il posto di Bitonci. Molte sono le opzioni in campo. Si è parlato dell&#8217;<strong>Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi,</strong> noto per la sua attenzione ai territori e all&#8217;industria e per un&#8217;interlocuzione costruttiva con le categorie produttive. </p>



<p>Per Guidesi, già sottosegretario nel governo Conte I, l&#8217;ipotesi di un ritorno a Roma appare però remota: il politico lodigiano ha già ampie responsabilità e partite aperte come assessore regionale e, federalista convinto, spiega spesso ai suoi fedelissimi di interpretare l&#8217;incarico a Milano sia con proiezione regionale che con articolazione europea. Le stesse iniziative lombarde sono in piena attività: Palazzo Regione ha <strong>spinto con molte altre regioni d&#8217;Europa</strong> per nuove regole europee sull&#8217;automotive,<a href="https://www.giornaledibrescia.it/economia/industria-chimica-lombardia-cresce-network-europeo-ecrn-xz8bhqhy"> ha da poco concluso la presidenza di turno della</a> alleanza dei produttori chimici e guarda anche ad altri fronti, come l&#8217;accompagnamento <a href="https://www.economymagazine.it/borsa-nel-2026-in-arrivo-14-nuove-ipo-grazie-ai-fondi-della-regione-lombardia/">alla quotazione in borsa di molte aziende sostenute proprio dai suoi fondi.</a> Un&#8217;altra partita è quella del percorso delle Zone di Innovazione e di Sviluppo (Zis). Insomma, c&#8217;è molta carne al fuoco prevista per i due anni finali della legislatura lombarda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La via del Nord per la Lega</h2>



<p>Altre piste, del resto, sono indagate dal Carroccio. Tre nomi caldi sono quelli di altri esponenti nordici del partito di Matteo Salvini.   <strong>Tra questi c&#8217;è una pista veneta che da Padova</strong>, città natale di Bitonci, porta alla vicina <strong>Bassano del Grappa, centro d&#8217;origine di Mara Bizzotto,</strong> senatrice leghista, con alle spalle una lunga carriera da Europarlamentare (2009-2022) che le garantiscono una consolidata esperienza con le dinamiche continentali. Altri papabili sono <strong>Alberto Gusmeroli, varesotto di nascita ed ex sindaco di Arona, in provincia di Novara,</strong> soprattutto attento conoscitore delle dinamiche industriali come Presidente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati, e il lombardo Giulio Centemero, eletto deputato nel 2018 e riconfermato nel 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Marti, un nome di compromesso per il Sud?</h2>



<p>Infine, va sottolineata la possibilità che Salvini decida per proporre a Meloni e Urso un nome più funzionale alla sua attuale priorità politica, fermare l&#8217;emorragia di consensi e lo scivolamento di alcuni esponenti verso <strong>Futuro Nazionale,</strong> la neo-formazione del generale e eurodeputato secessionista <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/vannacci-scheggia-impazzita-o-furbo-paracadutista-politico.html">Roberto Vannacc</a>i</strong>. Questi sta guardando con attenzione ai leghisti del Sud. E per rispondere a tale sfida, la Lega pondera anche il nome del senatore leccese <strong>Roberto Marti,</strong> precursore del passaggio dal centrodestra conservatore e liberale al progetto nazionale di Salvini nel 2017, la cui scelta risponderebbe a esigenze di stabilizzazione interna del partito. </p>



<p>Insomma, i travagli della Lega e quelli della politica industriale nazionale vanno di pari passo. E dalla sintesi tra le istanze del secondo partito della coalizione e quelle del Mimit emergerà la figura che dovrà succedere a Bitonci e sarà chiamata a affiancare Urso, il viceministro Valentino Valentini (Forza Italia) e Fausta Bergamotto, sottosegretaria in quota Fdi, nel delinerare le strategie critiche per l&#8217;industria nazionale in un anno decisivo, l&#8217;ultimo del Pnrr, dalle cui dinamiche si capirà molto delle prospettive future del sistema-Paese.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/italia-la-sfida-della-politica-industriale-e-quella-casella-da-colmare-al-mimit.html">Italia, la sfida della politica industriale e quella casella da colmare al Mimit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dall&#8217;auto alla chimica, l&#8217;industria lombarda e la sfida dell&#8217;Europa. Parla l&#8217;assessore Guido Guidesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dallauto-alla-chimica-lindustria-lombarda-e-la-sfida-delleuropa-parla-lassessore-guido-guidesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 06:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-600x395.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>L’Europa deve tornare ad essere un luogo dove fare impresa è conveniente, dice l'assessore allo sviluppo economico Guidesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dallauto-alla-chimica-lindustria-lombarda-e-la-sfida-delleuropa-parla-lassessore-guido-guidesi.html">Dall&#8217;auto alla chimica, l&#8217;industria lombarda e la sfida dell&#8217;Europa. Parla l&#8217;assessore Guido Guidesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-600x395.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>L&#8217;Europa si trova di fronte a bivi importanti per il futuro del suo sviluppo economico e la partita dell&#8217;<strong>industria, ben manifesta nella recente revisione del <a href="https://it.insideover.com/economia/auto-leuropa-annacqua-la-svolta-del-2035-ma-il-problema-e-capire-se-ci-sara-ancora-unindustria.html">piano sull&#8217;automotive</a>, è centrale</strong>. Come sono lette queste dinamiche dai decisori che guidano i territori capofila dello sviluppo europeo? Del tema <em>InsideOver</em> discute oggi con <strong>Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia</strong> nelle giunte guidate da Attilio Fontana dal gennaio 2021.</p>



<p><strong>Assessore, la Lombardia&nbsp;è da sempre un motore manifatturiero europeo, ma oggi l’Europa si trova a un bivio: tra la necessità di rilanciare la competitività industriale e la pressione di transizione ecologica e digitale. Secondo lei, quali sono le priorità assolute per un’Europa che voglia restare leader globale nell’industria avanzata, senza perdere di vista la coesione tra i suoi territori?</strong></p>



<p>&#8220;Crescere economicamente deve essere un obiettivo prioritario. L’Europa può tenere insieme gli obiettivi di transizione ambientale e digitale con la competitività e la stabilità del manifatturiero. Questa è anche la sfida lombarda: essere produttivi e sostenibili continuando a crescere economicamente. Per fare questo però la Commissione Europea deve cancellare le restrizioni e le regolamentazioni che hanno obiettivi univoci e omologati. Le attuale regole limitano l’innovazione e la ricerca. O questa Commissione, cambiando ciò che ha fatto la precedente, rimette al centro urgentemente aziende e cittadini oppure l’impostazione ideologica ci farà raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso la desertificazione industriale. Ma senza produttori non ci può essere né sviluppo né crescita economica&#8221;.</p>



<p><strong>Che ruolo può avere un dialogo tra i territori-guida dell&#8217;Europa per una vera strategia continentale?</strong></p>



<p>&#8220;È fondamentale, i territori sono molto più maturi rispetto agli Stati centrali nel processo di integrazione europea. La Lombardia e altre regioni europee, di stati diversi, che, come noi, contribuiscono positivamente all’economia di tutto il continente, hanno le stesse priorità e la maturità di complementarsi con visioni a lungo termine. Ricerca, formazione, filiere settoriali, servizi; anche su queste tematiche le regioni sono in grado di costruire una strategia europea. Gli stati invece hanno e continueranno ad avere priorità diverse, viste le differenze territoriali al loro interno e visti anche i diversi obiettivi: bilancio in Italia, pensioni in Francia, riarmo in Germania ecc ecc&#8221;.<br> </p>



<p><strong>Quali settori potrebbero beneficiare di una maggiore integrazione tra questi territori, e quali ostacoli (normativi, logistici, culturali) vanno superati per renderla efficace?</strong></p>



<p>&#8220;L’alleanza delle regioni dell’automotive è formata da 40 regioni che rappresentano più stati europei; abbiamo trovato una sintesi tra punti di partenza diversi perché noi ci confrontiamo con la realtà e quindi con stabilimenti a rischio chiusura causa una impostazione (del &#8216;solo elettrico&#8217;) sbagliata che ha avvantaggiato i cinesi. Abbiamo lavorato e messo sul tavolo una serie di proposte alla Commissione condivise anche con componentisti e costruttori. Ecco, noi siamo consapevoli che in futuro non potranno più esserci così tanti costruttori in Europa ma per salvare il settore e rilanciare siamo disponibili ad integrare i nostri &#8216;valori aggiunti&#8217;.La Baviera fa una cosa, la Lombardia un’altra, la Catalunya e via dicendo, così da integrarci e valorizzare le singole peculiarità, per eccellere insieme a livello globale. Questo potrebbe valere in tanti altri settori e questo potrebbe portare un posizionamento europeo più forte sul mercato globale&#8221;.</p>



<p><strong>Oltre all&#8217;automotive ci sono altri settori su cui questo schema è applicato?</strong></p>



<p>&#8220;Un altro esempio sono gli accordi della Lombardia con Baviera e Catalunya nel settore della chimica che vanno esattamente nella direzione di creare una filiera europea integrata e innovativa in tutte le sue componenti per competere a livello globale. Ma ora serve libertà d’azione e la cancellazione di imposizioni rigide che il mercato ha considerato sbagliate. Aggiungiamoci un altro positivo elemento: le nuove generazioni si sentono ampiamente appartenenti al contesto europeo, basta vedere come si muovono, per loro non ci sono più i confini statali&#8221;.<br> </p>



<p><strong>La Cina rimane un competitor formidabile, ma anche un partner commerciale cruciale. I recenti dazi europei su veicoli elettrici e altri prodotti hanno riacceso il dibattito: protezionismo sì o no? Secondo lei, quali sono le misure più efficaci per difendere la manifattura europea senza isolarsi, e come la Lombardia può giocare un ruolo chiave in questa partita?</strong></p>



<p>&#8220;Gli accordi commerciali aiutano la stabilità e la pace perché se c’è interesse comune economico ci sono meno rischi di conflitti. Detto questo il &#8216;protezionismo&#8217; ed i dazi sono conseguenze di regole commerciali globali saltate e che nessuno più rispetta. Allora anche in funzione della stabilità e della sicurezza globale quelle regole commerciali vanno riviste e ricondivise. Di certo noi oggi, dopo aver fatto la transizione ambientale, ci troviamo un distretto siderurgico in Lombardia &#8216;carbon zero&#8217; che è fuori dalla competitività globale causa costi energetici altissimi ed una spietata concorrenza cinese drogata da ingenti sostegni pubblici, priva delle giuste tutele ai lavoratori e senza nessun criterio di sostenibilità ambientale. Per cui fino a quando i leader mondiali non avranno la forza di risedersi intorno al tavolo delle &#8216;regole commerciali&#8217;, noi dobbiamo difenderci dalla concorrenza ma anche imparare dai clamorosi errori per cui rivedere, come dicevo prima, le regole interne europee. Così ci facciamo male da soli e la politica in Europa deve riprendere le redini che ha lasciato per troppi anni in mano a tecnocrati e burocrati lontani dalla realtà&#8221;.</p>



<p><strong>Sul piano della geopolitica, resta attivo il nodo della guerra in Ucraina: se la guerra dovesse concludersi nei prossimi 12-18 mesi, quali sarebbero i primi segni di ‘normalizzazione’ per l’industria lombarda? E quali cambiamenti strutturali (ad esempio nella logistica o negli approvvigionamenti) ritiene irreversibili?&#8221;</strong>.</p>



<p>&#8220;E chi può rispondere a questa domanda? Io mi auguro solo che finisca la guerra quanto prima. Viviamo da troppo tempo in una tempesta di cronaca mediatica che parla solo di guerra, di scontri e di lotte commerciali. Sembra una preparazione a qualcosa di ulteriormente più negativo e grande. C’è differenza tra essere organizzati nella difesa anche tecnologica e raccontare attraverso tutti i media a tutti i cittadini quotidianamente quanto sia importante riarmarsi con il risultato di diffondere paura e insicurezza&#8221;.</p>



<p><strong>In uno scenario geopolitico sempre più frammentato, l’Europa deve scegliere tra autonomia strategica e alleanze (ad esempio con gli USA). Quale modello ritiene più sostenibile per la manifattura lombarda ed europea, e come prepararsi a possibili shock futuri, come nuove crisi energetiche o tensioni commerciali?</strong></p>



<p>&#8220;L’Europa deve tornare ad essere un luogo dove fare impresa è conveniente.<br>Iniziando dall’autonomia energetica, dal riciclo dei prodotti usati e dalle produzioni più strategiche. È fondamentale attraverso la ricerca provare a raggiungere un’autonomia europea strategica che ci consenta di dipendere meno dall’extra Europa. Io sono un atlantista convinto per cui auspico un mercato regolato tra Ue e Usa, un nuovo patto. In Europa troppa inutile burocrazia, troppe regole dirigiste. Va rivisto l’assetto istituzionale, così non può funzionare e non funziona. C’è bisogno di velocità per essere protagonisti con Cina e Usa, bisogna prendere decisioni tempestive e concrete. Un maggior coinvolgimento delle regioni e dei territori aiuterebbe la concretizzazione del sogno europeo, invece mi pare che con la centralizzazione statale dei fondi di coesione si stia andando nella direzione opposta. Però ora davvero non c’è tempo, pensavo che le azioni e le dichiarazioni di Trump potessero essere da incentivo al cambiamento europeo invece mi pare che a Bruxelles si stia immobili e si rimandi qualsiasi decisione. Ma oggi rimandare vuol dire perdere. Solo la politica può sistemare questa situazione e per cui mi aspetto dai leader europei, degli stati europei, singoli passi indietro per farne tanti avanti tutti insieme&#8221;.<br> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-499770" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-30-at-12.35.30-1.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Guido Guidesi</figcaption></figure>



<p><strong>In un clima di competizione crescente, ritiene che la scelta della Germania di puntare sul riarmo come leva per affrontare la propria crisi industriale sia funzionale al rilancio dell’economia europea nel suo complesso o che i rischi superino le prospettive di sviluppo?</strong></p>



<p>&#8220;Non sarà funzionale all’economia europea e nemmeno a quella tedesca. Non si può sostituire un&#8217;industria come quella dell’automotive con l’industria della difesa. Numeri diversi, competenze, formazione, certificazioni ma il tema non è quello.<br>Se prima si facevano auto ovviamente per dare continuità alle produzioni bisognava anche venderle. Se ora fanno armi per dare continuità all’industria della difesa cosa si fa? La risposta fa paura. Per questo io credo nell’organizzazione di una difesa comune europea, che non vuol dire un unico esercito; se ogni singolo Paese fa da sé poi la voce del &#8216;più forte&#8217;, chiunque esso sia, metterà a rischio anche la stabilità interna europea&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dallauto-alla-chimica-lindustria-lombarda-e-la-sfida-delleuropa-parla-lassessore-guido-guidesi.html">Dall&#8217;auto alla chimica, l&#8217;industria lombarda e la sfida dell&#8217;Europa. Parla l&#8217;assessore Guido Guidesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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