Lombardia-Catalogna: vola l’asse industriale tra due delle maggiori economie manifatturiere europee. Il 27 marzo a Milano Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, ha ospitato e incontrato Miquel Sàmper, ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, siglando un patto importante per coordinare strategie industriali e prospettive produttive su scala continentale. Per Palazzo Regione si tratta di una nuova tappa di un percorso andato finora dal varo della Cabina Economica del Nord-Ovest con Piemonte e Liguria fino agli accordi con Veneto ed Emilia-Romagna, Valencia, Baden-Württemberg e Baviera su scala italiana ed europea. Del resto, Lombardia e Catalogna sono molto simili.
Entrambe le regioni vantano una grande serie di sinergia. Sono i motori economici dei rispettivi Paesi. La Lombardia produce il 23% del Pil italiano, la Catalogna circa il 20% di quello spagnolo. Sono regioni caratterizzate dalla centralità di due hub fondamentali per servizi, finanza e proiezione europea e globale, Milano e Barcellona, a cui è complementare un territorio contraddistinto dalla base produttiva industriale, spesso di carattere sinergico. La meccanica, l’automotive, il settore dei macchinari sono solo alcuni dei fronti comuni tra le due regioni, tra i polmoni produttivi d’Europa. L’asse Lombardia-Catalogna per il coordinamento delle politiche industriali ha poi preso piede con forza per quanto riguarda la chimica.
Sono due porte sull’Europa e sul mondo per la complessa rete di infrastrutture viarie, ferroviarie e, nel caso catalano, portuali che integrano queste aree ai mercati più sviluppati. Nel contesto di un dialogo tra enti e territori appare comprensibile che Milano e Barcellona abbiano seguito una vocazione che del resto la loro storia di città pontiere avalla e asseconda di per sé.
Una matrice trasversale
La Catalogna, inoltre, condivide con la Lombardia un’attenzione all’industria chimica, tra i perni dello sviluppo, e alla necessità di difendere col lobbying istituzionale l’apertura al mercato e la spinta alla difesa della neutralità tecnologica e della competitività in seno all’Europa. La natura interessante della partnership Lombardia-Catalogna è la matrice profondamente trasversale sul piano europeo della campagna che Guidesi e Samper portano avanti. La giunta lombarda è di centro-destra, formata da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che sostengono il presidente Attilio Fontana. Quella catalana del socialista Salvador Illa è di centro-sinistra e gode del sostegno della sinistra radicale in Parlamento.
Questo serve a sottolineare che attorno alla convergenza industriale lombardo-catalana si salda una trasversalità che interessa la stragrande maggioranza dei partiti europei, indipendentemente dalle casacche politiche. Nei territori l’ideologia lascia spesso spazio alla convergenza e al pragmatismo. Per restare alla Lombardia, la Regione ha stretto in Italia accordi con enti guidati da entrambi i campi politici, in Germania con il Baden Wurttemberg governato dal 2011 a oggi dai Verdi, in Spagna con una regione a guida socialista e una a guida popolare. Il pragmatismo come forma trainante di cooperazione lancia la rotta per un’Europa industriale realista. A cui Lombardia e Catalogna intendono cooperare.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

