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Dai chip all’aerospazio, l’asse industriale Lombardia-Veneto per l’Italia e l’Europa

Un asse industriale per l’Italia e l’Europa: l’accordo siglato da Regione Lombardia e Regione Veneto nella giornata di martedì 10 marzo rappresenta un tassello ulteriore del percorso verso una cooperazione territoriale in materia d’industria a cavallo tra Italia e Europa....

Un asse industriale per l’Italia e l’Europa: l’accordo siglato da Regione Lombardia e Regione Veneto nella giornata di martedì 10 marzo rappresenta un tassello ulteriore del percorso verso una cooperazione territoriale in materia d’industria a cavallo tra Italia e Europa. L’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, e l’omologo di Regione Veneto, Massimo Bitonci, hanno formalizzato nella sede del comune di Desenzano del Garda l’impegno comune per politiche territoriali a sostegno dell’industria in grado di rafforzare il motore territoriale.

Lombardia e Veneto, del resto, rappresentano sostanzialmente un ecosistema osmotico sul piano produttivo. La “via dell’A4” collega territori accomunati dalla capacità manifatturiera, dall’inserimento in grandi catene del valore transnazionali, dall’eccellenza produttiva in materia di componentistica auto, macchinari industriali, beni strumentali, prodotti di punta in nicchie che vanno dai semiconduttori all’aerospazio.

La storia detta da tempo la comune marcia, nel tessuto economico-industriale europeo di due territori che hanno vissuto un percorso comune che precede, addirittura, l’unità nazionale: la ragione della convergenza richiama allo storico legame della provincia lombarda con la Repubblica di Venezia o al comune spazio del Regno Lombardo-Veneto dell’epoca austriaca, che rappresentava il polmone economico dell’Impero degli Asburgo.

Da questo vissuto storico si arriva al ruolo dell’asse Milano-Venezia come grande incubatore economico europeo: con un Pil congiunto di quasi 700 miliardi di euro, un terzo del totale italiano, e con un contributo sul totale delle esportazioni che arriva a circa il 40% l’area lombardo-veneta è profondamente integrata, fattispecie che si può apprezzare su più fronti. Si pensi alla convergenza tra i territori produttivi di Bergamo, Brescia e Verona a cavallo tra le due regioni o alla comune presenza di settori strategici quali l’acciaio che chiamano sfide comuni.

Guidesi e Bitonci a Desenzano, centro tra i più importanti del Lago di Garda che è polmone e cerniera tra le due regioni, hanno sancito una collaborazione istituzionale che ha ramificazioni: il Veneto sostiene la Lombardia nelle partite europee dell’automotive e della chimica, dove le regioni si muovono con le proprie ramificazioni istituzionali, e si cercheranno convergenze su settori quali la microelettronica e l’aerospaziale per concentrare sul rafforzamento delle filiere le future scelte politiche.

In sostanza, l’intesa conclusa da Guidesi e Bitonci mira a dare copertura politica e istituzionale a una tendenza già chiara nell’industria: per molti anni il tessuto produttivo del motore economico del Nord-Est è stato fortemente contraddistinto da una grande attenzione alla qualità dei prodotti e alla conquista di mercati esteri con la ricerca dell’eccellenza. Quel che serve, ora, è una spinta affinché le imprese facciano scala, beneficino del consolidamento delle politiche territoriali per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, mettano a fattor comune e non in concorrenza risorse e possibilità d’azione, mobilitino risorse finanziarie.

C’è molta industria e anche molta Europa in questa convergenza che segue la partnership siglata a maggio da Lombardia ed Emilia-Romagna con l’obiettivo di coordinare strategie economiche e sinergie operative. Milano fa da “regista” a una triangolazione tra i territori che hanno portato a Nord-Est l’asse produttivo del Paese, includendo in un triangolo che ha tra Brescia e Bergamo il vertice orizzontale, tra Padova e Vicenza quello orientale e a Bologna quello meridionale il cuore pulsante della manifattura di frontiera e dell’export.

Nord-Est vuol dire apertura all’Europa e vuol dire attenzione comune a quegli sbocchi delle merci che seguono direttrici comuni, con asset quali l’Autostrada Modena-Brennero e l’interporto di Verona di comune interesse per tute le economie manifatturiere, in un coordinamento che vede la Lombardia fare da pivot e estendere anche al versante occidentale, con la Cabina Economica del Nord Ovest estesa a Piemonte e Liguria, una rete di alleanze territoriali in nome dell’industria e della crescita economica. La questione delle “economie di scala” vale per le imprese e anche per i territori, che forti delle loro rappresentanze a Bruxelles si pensano sempre di più come soggetti al contempo italiani ed europei sul piano del confronto istituzionale e delle politiche per lo sviluppo.

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