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	<title>Elon musk Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Elon musk Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Guerre spaziali: la Russia schiera Rassvet e minaccia Starlink</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerre-spaziali-la-russia-schiera-rassvet-e-minaccia-starlink.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1536x794.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-600x310.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo “Starlink russo” sarà pienamente operativo entro la fine del 2027. Cresce la competizione spaziale, e la Russia lancia un monito a Musk.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerre-spaziali-la-russia-schiera-rassvet-e-minaccia-starlink.html">Guerre spaziali: la Russia schiera Rassvet e minaccia Starlink</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-1536x794.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013185036514_e7008c93acdf3182a80eceac8ebca9ee-e1791910276813-600x310.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La costellazione satellitare russa <strong>Rassvet </strong>potrebbe fornire servizi di comunicazione nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina e supportare il controllo di droni impiegati in ambito aereo, terrestre e marittimo. Sviluppata inizialmente nel 2020 come iniziativa di ricerca dell’operatore di telecomunicazioni russo MegaFonm, in seguito venne integrata nei programmi statali russi con la società Bureau 1440, diventando parte integrante del programma russo di “sovranità digitale” e di risposta a Starlink.</p>



<p>Lo schieramento dei satelliti è già iniziato, ma la piena operatività della costellazione sarà prevista per la fine del prossimo anno. Come si apprende da <a href="https://thedefender.media/en/2026/08/rassvet-tracker/">fonti OSINT ucraine</a> che tracciano lo sviluppo delle operazioni satellitari russe, <strong>alla fine di luglio 12 dei 16 satelliti lanciati nel marzo 2026 risultavano già operativi </strong>a circa 550 km di quota. Ma il programma russo prevede di arrivare a 292 satelliti dispiegati entro la fine del 2027, su un totale di 383 veicoli spaziali da lanciare, comprese le unità di riserva.</p>



<p>Il sistema di comunicazione orbitale a bassa quota può essere sfruttato per <a href="https://newsukraine.rbc.ua/analytics/russia-develops-its-own-starlink-who-s-behind-1787306421.html">potenziali applicazioni in ambito militare</a>, tra cui le comunicazioni tra i posti comando e le posizioni al fronte, il coordinamento dell’artiglieria e dell’aviazione, la condivisione di informazioni di intelligence e il controllo dei droni. Inoltre, può essere integrato anche con piattaforme sviluppate a partire dai <a href="https://militarnyi.com/en/news/rassvet-stable-coverage-window-over-ukraine/">Geran-2/3/4/5</a>, Garpiya o da altri UAV a lungo raggio, o impiegato per guidare missili da crociera e bombe plananti.</p>



<p><strong>A che punto è la guerra spaziale?</strong></p>



<p>Lo scorso 4 ottobre <a href="https://www.ibtimes.co.uk/kremlin-starlink-threat-russia-warns-full-scale-space-war-over-rival-satellite-network-plans-1824039">Dmitry Medvedev</a> ha ammonito che, in caso di guerra spaziale, i satelliti Starlink di Musk in orbita bassa “cominceranno a precipitare uno dopo l’altro, come decorazioni che cadono da un albero di Natale secco”. Una minaccia che rievoca il vecchio spettro della guerra spaziale. In effetti, l’inizio della <a href="https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-211-78923-0_9">corsa alle armi anti-satellitari (ASAT)</a> risale al test cinese del gennaio 2007, quando un’arma a impatto cinetico distrusse un satellite a 860 km di altezza. <strong>Da tempo Pechino e Mosca stanno condividendo competenze, </strong>coordinando le rispettive politiche e investendo nello sviluppo di capacità di contrasto alle attività spaziali che vanno oltre i tradizionali missili antisatellite.</p>



<p>Secondo alcune investigazioni, Cina e Russia avrebbero delineato un <a href="https://ipdefenseforum.com/2026/08/advanced-capabilities-needed-to-counter-china-russia-space-weapon-cooperation/">approccio articolato su tre livelli</a> per il contrasto ai satelliti di Musk. In primo luogo, il ricorso a iniziative diplomatiche e regolatorie volte a limitare l’espansione di Starlink; in secondo luogo, l’impiego coordinato della guerra elettronica e di tecniche di negazione dello spettro elettromagnetico, con l’obiettivo di impedire all’avversario di acquisire informazioni attraverso radar, sistemi di intelligence elettronica e altri sensori; infine, il ricorso a operazioni cibernetiche e, in ultima istanza, ad attacchi fisici contro la costellazione satellitare.</p>



<p>Non si tratta di un’iniziativa unilaterale, ma di una risposta articolata e simmetrica ad analoghe iniziative statunitensi. Nel mese di settembre il segretario dell’Air Force <a href="https://www.militarytimes.com/news/your-military/2026/09/14/us-air-force-secretary-reveals-deployment-of-on-orbit-space-control-weapons/">Troy Meink</a> ha dichiarato che gli USA avrebbero già schierato armi spaziali in orbita.</p>



<p>Nel frattempo, cresce l’apprensione ucraina per la tecnologia omologa russa di Starlink, che potrebbe fornire ai russi un supporto informativo e operativo nelle zone di conflitto.</p>



<p><a href="https://www.straitstimes.com/world/europe/ukraine-urges-us-to-sanction-entities-supporting-russias-starlink-rival">Denys Sienik</a>, chargé d’affaires ucraino a Washington, ha avvertito che <strong>Rassvet potrebbe consentire alla Russia di colpire obiettivi ucraini in tempo reale,</strong> chiedendo per questo sanzioni contro le entità coinvolte nello sviluppo della costellazione; come si apprende dal <a href="https://www.ft.com/content/5501a0c6-7d1e-4c1f-acc7-3b928e1f664a?syn-25a6b1a6=1">“Financial Times”</a>, <strong>Volodymyr Zelensky </strong>avrebbe già chiesto “molte volte” a Donald Trump di sanzionare le società russe e cinesi coinvolte, ritenendo che Rassvet possa rafforzare le capacità russe di attacco e di impiego dei droni; infine, il generale <strong><a href="https://ua.news/en/war-vs-rf/skibitskii-i-gorbulin-obgovorili-protidiiu-suputnikovii-sistemi-rf-rassvet">Vadym Skibitskyi</a>,</strong> vicecapo della GUR, ha dichiarato che, una volta completata la costellazione, Rassvet opererà in modo analogo a Starlink e che le “opzioni per contrastare il sistema di comunicazioni satellitari russo Rassvet” sarebbero già oggetto di discussione.</p>



<p>Da parte sua Mosca lavora al <a href="https://www.battlepolicy.com/nudol/">Nudol</a>. Si tratta di un intercettore russo mobile su strada, a salita diretta, destinato a missioni antisatellite e di difesa antimissile, la cui capacità è stata dimostrata con la distruzione del satellite Kosmos 1408 in orbita terrestre bassa nel novembre 2021. Ma le capacità russe di <em>counterspace </em>sono in crescente sviluppo, comprendono misure cinetiche e non cinetiche e rappresentano una potenziale minaccia per le infrastrutture satellitari di SpaceX. </p>



<p>Come riporta una scheda informativa dell’<a href="https://www.spaceforce.mil/About-Us/Fact-Sheets/Fact-Sheet-Display/Article/4297159/space-threat-fact-sheet/">United States Space Force</a>, <strong>Mosca ha ripetutamente affermato che i satelliti commerciali “quasi-civili” impiegati per scopi militari “possono diventare un obiettivo legittimo di ritorsione”</strong> e ha dimostrato, nel corso della guerra in Ucraina, la propria disponibilità a ricorrere ad attacchi informatici contro i sistemi spaziali commerciali.</p>
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		<title>Usa: da Musk a Soros, chi sono i miliardari che decidono le elezioni di metà mandato</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/usa-da-musk-a-soros-chi-sono-i-miliardari-che-decidono-le-elezioni-di-meta-mandato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Poche decine di famiglie miliardarie (con Musk in testa) hanno già speso oltre 1,7 miliardi di dollari sulle midterm 2026 tramite super PAC</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/usa-da-musk-a-soros-chi-sono-i-miliardari-che-decidono-le-elezioni-di-meta-mandato.html">Usa: da Musk a Soros, chi sono i miliardari che decidono le elezioni di metà mandato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012170202504_4a0643ce49a313eb2c56325cf0df8345-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che democrazia è quella in cui poche decine di miliardari si «comprano» &#8211; letteralmente &#8211; le elezioni a suon di donazioni? Negli Stati Uniti la situazione è ormai fuori controllo (chissà cosa scriverebbe oggi al riguardo <strong>Alexis de Tocqueville</strong>). Il quadro è drammatico e lo dicono i numeri. Nel 2010 i miliardari americani spesero <strong>32 milioni di dollari per influenzare le elezioni di metà mandato</strong>. Oggi, scrive il senatore del Vermont <strong>Bernie Sanders</strong> in un messaggio diffuso sui social, «<strong>170 famiglie</strong> di miliardari hanno speso un record di 1,7 miliardi di dollari» per le midterm del 3 novembre. «Folle», lo definisce. E aggiunge: «La democrazia deve essere una persona, un voto, non miliardari che comprano le elezioni. Dobbiamo porre fine a Citizens United, adesso».</p>



<p>Il riferimento è alla sentenza con la quale, nel 2010, la Corte Suprema aprì ai finanziamenti attraverso i cosiddetti <strong>super PAC</strong>, comitati politici capaci di raccogliere e spendere somme illimitate di denaro per sostenere (o anche opporsi) a candidati federali. Il dato diffuso da Sanders proviene da un’analisi dell’<em>Americans for Tax Fairness (ATF)</em> <em>Action Fund,</em> <a href="https://www.commondreams.org/news/billionaire-family-spending-2026" type="link" id="https://www.commondreams.org/news/billionaire-family-spending-2026">ripresa da <em><strong>Common Dreams</strong></em></a>. Si tratta di una <strong>cifra senza precedenti per un ciclo di metà mandato</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il peso dei super PAC</strong></h2>



<p>Secondo l’analisi di <em>Common Dreams</em>, la «gran parte» del denaro è <strong>confluita proprio nei super PAC</strong>, che, come già accennato, possono raccogliere e spendere somme illimitate a sostegno dei candidati prediletti. In questo ciclo <strong>meno del 20% delle donazioni dei miliardari è andato a comitati soggetti a limiti di contribuzione</strong>. Dalla sentenza del 2010 la spesa dei miliardari è cresciuta di 53 volte.</p>



<p>«A ogni elezione successiva a Citizens United, i miliardari hanno sistematicamente comprato la nostra democrazia», ha dichiarato <strong>Jodie Rubenstein</strong>, direttrice esecutiva di <em>ATF Action Fund</em>, che ha invitato i lavoratori e la classe media a reagire a novembre e a dimostrare che «la democrazia non è in vendita».</p>



<p>Al primo posto della classifica stilata da ATF ci sono le famiglie dei finanzieri tech <strong>Marc Andreessen</strong> e <strong>Ben Horowitz</strong>, cofondatori del fondo di venture capital <em><strong>Andreessen Horowitz</strong></em>, con <strong>149 milioni di dollari complessivi</strong>, destinati sia a repubblicani sia a democratici. I due hanno finanziato in modo consistente <em><strong>Leading the Future</strong></em>, un super PAC contrario a una regolamentazione stringente dell’intelligenza artificiale. Seguono i fondi di magnati come <strong>George Soros</strong>, <strong>Jeff Yass</strong> e naturalmente <strong>Elon Musk</strong>. I primi quindici in lista hanno investito insieme <strong>962 milioni di dollari</strong>.</p>



<p>Il grosso dei fondi va ai repubblicani: 113 famiglie hanno donato in prevalenza al Grand Old Party, 45 ai democratici. Il super PAC MAGA Inc., legato a Donald Trump, ha raccolto dai miliardari della lista più di <strong>222 milioni di dollari da gennaio 2025</strong>: secondo ATF, un dollaro su due che arriva al comitato proviene direttamente da uno di loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso Musk</strong></h2>



<p>Il quadro è però già superato dalle notizie più recenti. <a href="https://www.forbes.com/sites/alisondurkee/2026/10/12/musk-bankrolls-republicans-in-midterms-as-biggest-donor-while-attacking-talarico/" type="link" id="https://www.forbes.com/sites/alisondurkee/2026/10/12/musk-bankrolls-republicans-in-midterms-as-biggest-donor-while-attacking-talarico/">Come riporta <em>Forbes</em></a>, <strong>Elon Musk ha speso da solo oltre 276 milioni di dollari</strong> dallo scorso luglio e almeno <strong>366 milioni di dollari sulle midterm fino a fine settembre</strong>, secondo i numeri forniti dai suoi rappresentanti al <em>New York Times</em>. Questo lo rende il maggiore donatore del ciclo, davanti ai sopra citati Andreessen e Horowitz, che il quotidiano newyorkese aveva indicato in testa ad agosto.</p>



<p>Tra le donazioni più recenti figurano 76 milioni all’America PAC, comitato che sostiene i candidati repubblicani in tutto il Paese, e 158 milioni al <strong><em>Senate Leadership Fund</em></strong>, schierato a favore dei repubblicani al Senato. Altri fondi sono andati al <em>Congressional Leadership Fund </em>(20 milioni), al <em>Lone Star Liberty PAC</em> (10 milioni), che sostiene il candidato texano al Senato Ken Paxton, alla <em>Republican Governors Association </em>(10 milioni) e alla <em>Republican Attorneys General Association </em>(2 milioni).</p>



<p>L’America PAC ha concentrato gran parte della spesa sulla corsa al Senato in Texas, dove Musk si è fatto sempre più esplicito: negli ultimi giorni ha attaccato ripetutamente su X lo sfidante democratico <strong>James Talarico</strong>. </p>



<p>Resta difficile stabilire l’entità reale della spesa. <em>Forbes</em> ricorda che non è chiaro quanto Musk possa ancora versare nelle settimane che mancano al voto e che le dichiarazioni federali complete saranno disponibili solo settimane, se non mesi, dopo le elezioni di midterm. Inoltre, secondo il <em>New York Times</em>, il magnate avrebbe elargito somme a sette cifre anche a organizzazioni non tenute a rendere noti i propri donatori: contributi che rischiano di restare ignoti.</p>



<p>Il nodo è politico: a quindici anni dalla (controversa) sentenza della Corte Suprema, il sistema dei super PAC consente a pochissime persone ultra-miliardarie di pesare sull’esito del voto, spesso in modo decisivo. È questa la democrazia che vogliono gli americani? </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Jake Johnson, “172 Billionaire Families Have Spent Record $1.7 Billion on 2026 Midterms So Far: Analysis,” Common Dreams, 7 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://www.commondreams.org/news/billionaire-family-spending-2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.commondreams.org/news/billionaire-family-spending-2026</a>.</p>



<p><strong><em>Alison Durkee, “Musk Bankrolls Republicans in Midterms as Biggest Donor While Attacking Talarico,” Forbes, 12 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.forbes.com/sites/alisondurkee/2026/10/12/musk-bankrolls-republicans-in-midterms-as-biggest-donor-while-attacking-talarico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.forbes.com/sites/alisondurkee/2026/10/12/musk-bankrolls-republicans-in-midterms-as-biggest-donor-while-attacking-talarico/</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/usa-da-musk-a-soros-chi-sono-i-miliardari-che-decidono-le-elezioni-di-meta-mandato.html">Usa: da Musk a Soros, chi sono i miliardari che decidono le elezioni di metà mandato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Project Meridian, gli Usa danno in appalto alla Silicon Valley il futuro della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/project-meridian-gli-usa-danno-in-appalto-alla-silicon-valley-il-futuro-della-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 08:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/usa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/usa-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/usa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il contributo più radicale del Project Meridian risiede nella transizione verso la cosiddetta Prediction-Centric Warfare. </p>
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<p>Il <em>Project Meridian</em>, commissionato formalmente il 30 settembre 2026 con un memorandum del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, rappresenta <strong>l’incarico più ambizioso mai affidato a soggetti esterni al Pentagono. </strong>Il suo mandato esplicito è ridisegnare la superiorità tecnologica americana definendo, con orizzonte temporale esteso sino al 2050, i campi di battaglia del futuro e le capacità necessarie a dominarli.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>I quattro pilastri di un progetto senza precedenti</em></strong></h2>



<p>Annunciato dal Segretario alla Guerra <strong>Pete Hegseth </strong>durante il discorso <em>State of the Force</em> tenuto a Quantico, il progetto è posto sotto il coordinamento tecnico di <strong>Emil Michael</strong>, <em>Chief Technology Officer </em>del Dipartimento, e vede come codirettori <strong>Elon Musk</strong>, <strong>Palmer Luckey </strong>e <strong>Newt Gingrich</strong>, affiancati da accademici, imprenditori e responsabili delle politiche pubbliche. Il gruppo dispone di 120 giorni per produrre un rapporto pubblico corredato da un allegato classificato, da sottoporre all&#8217;Ufficio del Segretario entro il 28 gennaio 2027. La commissione rappresenta una scelta deliberata di incorporare <strong>la velocità dell&#8217;innovazione privata</strong> all&#8217;interno di un processo di pianificazione strategica tradizionalmente vincolato dai ritmi burocratici dell&#8217;apparato difensivo statale.</p>



<p>Il progetto si struttura attorno a <strong>quattro pilastri destinati a ridefinire integralmente la grammatica del conflitto armato.</strong> Il primo riguarda <strong>la militarizzazione dello spazio cislunare,</strong> l&#8217;area gravitazionalmente instabile compresa tra l&#8217;orbita terrestre e quella lunare. Entro il 2050, i <strong>Punti di Lagrange</strong> (cinque posizioni nello spazio dove le forze gravitazionali di due corpi massicci si bilanciano perfettamente con la forza centrifuga subita da un terzo corpo più piccolo) diventeranno posizioni strategiche permanenti per costellazioni di micro-satelliti deputate al monitoraggio continuo di qualsiasi movimento avversario celato oltre la faccia visibile della Luna. Il controllo di questa fascia consentirà di dispiegare sistemi d&#8217;arma a energia diretta, infrastrutture di comunicazione quantistica e reti di navigazione PNT alternative al GPS terrestre, quest&#8217;ultimo già dimostratosi tragicamente vulnerabile alla guerra elettronica nei conflitti del 2025 tra India e Pakistan e nelle campagne di logoramento condotte in Ucraina e nel Medio Oriente.</p>



<p><strong>Il secondo pilastro riguarda la guerra di sciame. </strong>Milioni di mini-droni autonomi, coordinati da un&#8217;Intelligenza Artificiale centrale operante a velocità incompatibili con i tempi di reazione umani, domineranno i teatri operativi del futuro. L&#8217;esperienza dei conflitti recenti ha dimostrato con brutale chiarezza <strong>l&#8217;insostenibilità economica del modello difensivo tradizionale</strong>: impiegare un missile Patriot del valore di quattro-sei milioni di dollari per abbattere un drone da ventimila dollari conduce la difesa aerea verso la bancarotta logistica. La risposta elaborata nell&#8217;ambito di Meridian punta <strong>sull&#8217;adozione massiva di intercettori economici</strong>, come il micro-missile Coyote di Raytheon &#8211; il cui costo unitario oscilla tra i cinquanta e i centomila dollari -, capaci di rispettare la cosiddetta regola dell&#8217;uno a dieci, secondo la quale il vettore difensivo non deve superare di un ordine di grandezza il valore del mezzo offensivo nemico. </p>



<p>Cruciale, in questo contesto, è l&#8217;integrazione della <em>Machine Vision</em> e del Riconoscimento Automatico del Bersaglio (ATR). Quando la guerra elettronica avversaria satura lo spettro elettromagnetico e neutralizza il segnale GPS, i sistemi autonomi futuri potranno continuare a navigare e colpire orientandosi mediante l&#8217;odometria visiva (una o più telecamere analizzano i fotogrammi successivi per capire come si sta muovendo il robot rispetto ai punti di riferimento nell&#8217;ambiente) &#8211; il confronto in tempo reale tra il flusso della telecamera di bordo e le mappe tridimensionali pre-caricate in memoria &#8211; e classificando i bersagli tramite <strong>reti neurali convoluzionali</strong> (conosciute come CNN, dall&#8217;inglese <em>Convolutional Neural Networks</em>, sono un tipo speciale di architettura di intelligenza artificiale progettata specificamente per analizzare ed elaborare dati visivi, come immagini e video) addestrate su milioni di immagini termiche e ottiche, sino al lock-on visuale terminale con zero emissioni radio e piena immunità al disturbo elettronico.</p>



<p><strong>Il terzo pilastro è la guerra sotterranea.</strong> Con la saturazione dei cieli da parte dei sensori orbitali e dei droni di sorveglianza, i centri di comando, le fabbriche di munizioni e le infrastrutture critiche migrano inevitabilmente nel sottosuolo, dove operano robot ipogei concepiti per ambienti privi di segnale GPS e comunicazioni radio convenzionali, capaci di mappare, esplorare e combattere in complesse reti di tunnel ultra-profondi invisibili a qualsiasi sensore di superficie. </p>



<p>Il quarto pilastro investe direttamente la dimensione biologica del combattente: <strong>le Interfacce Cervello-Computer </strong>(BCI) consentiranno ai comandanti e ai piloti di controllare sistemi d&#8217;arma e sciami di droni mediante il solo pensiero, azzerando i tempi di reazione fisica. Il potenziamento biologico attraverso biotecnologie avanzate si estenderà alla resistenza allo stress psicologico estremo, alla fatica prolungata e agli agenti chimico-biologici, trasformando il soldato in un nodo integrato e potenziato della rete di combattimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Conseguenze geopolitiche</em></strong></h2>



<p>La triplice architettura del potere spaziale emergente riflette l&#8217;assetto geopolitico multipolare che caratterizzerà il 2050. <strong>Gli Stati Uniti hanno scelto un modello privato-militare fondato sulla velocità d&#8217;innovazione della Silicon Valley, </strong>delegando a SpaceX, Anduril Industries e Starshield la funzione di co-architetti sovrani della sicurezza nazionale. Questo paradigma, denominabile <em>Defense-as-a-Service</em>, concentra un potere geopolitico senza precedenti nelle mani di pochi vertici aziendali: una singola decisione imprenditoriale relativa alla copertura satellitare può determinare la vittoria o la sconfitta di un intero esercito sul campo. </p>



<p>La risposta cinese si articola invece attorno alla megacostellazione statale <strong>Guowang</strong>, che prevede il lancio di circa tredicimila satelliti in orbita bassa per occupare fisicamente le frequenze orbitali prima che vengano saturate dalle reti americane, estendendo la propria rete di sorveglianza ai Paesi partner dell&#8217;iniziativa <em>Belt and Road</em> e creando dipendenze infrastrutturali di lungo periodo. </p>



<p>L&#8217;Unione Europea, consapevole dei rischi della subordinazione tecnologica, <strong>risponde con la costellazione sovrana IRIS²</strong>, un consorzio pubblico-privato che integra la crittografia quantistica EuroQCI e impone rigide norme di <em>Space Traffic Management</em> per mitigare la Sindrome di Kessler &#8211; la catastrofe a cascata di detriti orbitali che, qualora innescata da un attacco cinetico o da una collisione accidentale in un&#8217;orbita bassa densamente popolata, renderebbe l&#8217;accesso allo spazio impraticabile per secoli, azzerando l&#8217;intera economia satellitare globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Conseguenze strategiche</em></strong></h2>



<p>Sul piano della dottrina operativa, il contributo più radicale del Project Meridian risiede nella transizione verso la cosiddetta <em>Prediction-Centric Warfare </em>(dottrina strategica in cui il vantaggio competitivo non dipende più dalla sola potenza di fuoco o dalla velocità di reazione, ma dalla capacità di anticipare le mosse del nemico attraverso simulazioni predittive algoritmiche in tempo reale). I sistemi di Intelligenza Artificiale non si limiteranno, infatti, a elaborare informazioni in tempo reale, ma <strong>produrranno costantemente <em>Digital Twins</em> del teatro operativo: simulazioni predittive </strong>che, attraverso miliardi di iterazioni algoritmiche, anticipano con elevate percentuali di probabilità le mosse avversarie prima ancora che siano autorizzate dalla leadership nemica, analizzando anomalie impercettibili nei flussi finanziari, nei consumi energetici e nello stato d’animo popolare attraverso i social media. L&#8217;IA cessa di essere uno strumento e diventa un membro agentico dello Stato Maggiore, autonomo, dotato di iniziativa, capacità decisionale e orientamento a un obiettivo. </p>



<p>Il paradosso più insidioso risiede tuttavia nella velocità algoritmica: se un sistema avversario colpisce mediante un attacco informatico o un&#8217;arma a energia diretta in millisecondi, qualsiasi supervisione umana nel ciclo decisionale introduce un ritardo fatale. <strong>I comandanti vengono progressivamente ridotti al rango di custodi formali di checkpoint etici,</strong> svuotati di sostanza decisionale reale, mentre i sistemi autonomi acquisiscono deleghe sempre più ampie. L&#8217;approvazione umana tende così a ridursi a un automatismo procedurale, elevando esponenzialmente il rischio di escalation involontaria fino alle soglie del conflitto nucleare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Conclusioni</em></strong></h2>



<p>I profondi dilemmi etici e giuridici sollevati dai <em>Lethal Autonomous Weapons Systems</em> (LAWS) rappresentano la sfida intellettuale più urgente che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare prima che la logica della competizione tecnologica renda tali sistemi operativi su scala planetaria. <strong>Il vuoto di responsabilità è il primo nodo irrisolto</strong>: quando un algoritmo in isolamento radio bombarda un ospedale da campo scambiandolo per un nodo logistico nemico, nessuna norma del diritto internazionale umanitario vigente consente di imputare il crimine di guerra a una rete neurale, né con chiarezza inequivoca al generale, all&#8217;ingegnere o al CEO che ne hanno autorizzato l&#8217;impiego, generando una pericolosa zona d&#8217;ombra di impunità sistemica. Il rischio di <strong>allucinazione algoritmica </strong>&#8211; ossia l&#8217;eventualità che le reti neurali classifichino erroneamente un obiettivo civile, nonostante i modelli statistici calcolino un livello di certezza e accuratezza prossimo al totale &#8211; è ontologicamente incompatibile con il principio di proporzionalità del diritto bellico. </p>



<p>Soprattutto, nessun sistema di <em>Machine Vision</em> in isolamento radio sarà mai capace di riconoscere l&#8217;intenzione di resa, un gesto umano intrinsecamente contestuale e ambiguo che richiede empatia, giudizio morale e comprensione del contesto sociale &#8211; facoltà che nessuna architettura neurale possiede né potrà mai acquisire per definizione strutturale. La raccomandazione imprescindibile è pertanto <strong>l&#8217;avvio urgente di negoziati multilaterali vincolanti, analoghi per architettura e ambizione al Trattato di Non Proliferazione Nucleare,</strong> che stabiliscano soglie minime cogenti e verificabili di controllo umano reale e sostanziale all&#8217;interno della catena decisionale letale, prima che la posta in gioco superi irreversibilmente la capacità della governance globale di governarla.</p>



<p><strong>Roberto Domini </strong>è Ufficiale Ammiraglio della riserva. Ha comandato nave Mogano, il contingente italiano in Sinai e le basi navali di Venezia e Augusta. Ha frequentato il Naval Staff College della Royal Navy a Greenwich a Londra ed è stato Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata Italiana di Zagabria. Ha insegnato a lungo strategia marittima e storia navale all’Istituto di Guerra Marittima di Livorno e all’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia. È presidente del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima &#8211; Circolo Fratelli Bonaldi).</p>



<p><strong><em>Fonti</em></strong></p>



<p>Ufficio del Segretario alla Guerra degli Stati Uniti d&#8217;America, Memorandum&nbsp;<em>&#8220;Commissioning of Project Meridian: The Future of Warfare&#8221;</em>, Washington D.C., 30 settembre 2026,&nbsp;<a href="https://media.defense.gov/2026/Sep/30/2004009287/-1/-1/1/COMMISSIONING-OF-PROJECT-MERIDIAN.PDF">https://media.defense.gov/2026/Sep/30/2004009287/-1/-1/1/COMMISSIONING-OF-PROJECT-MERIDIAN.PDF</a></p>



<p>Francesco Acri,&nbsp;<em>&#8220;Project Meridian: Musk, Luckey e il futuro della guerra&#8221;</em>, BLISS – LACRIS GROUP, 1 ottobre 2026,&nbsp;<a href="https://blissagency.it/intelligenza-artificiale/project-meridian-futuro-guerra/">https://blissagency.it/intelligenza-artificiale/project-meridian-futuro-guerra/</a>;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Project Meridian: il Pentagono studia la guerra del futuro, Elon Musk è il suo profeta</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/project-meridian-il-pentagono-studia-la-guerra-del-futuro-elon-musk-e-il-suo-profeta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 12:24:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002135840577_6e8cef7fe2b2fc7df80dfb3bebca35ee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002135840577_6e8cef7fe2b2fc7df80dfb3bebca35ee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002135840577_6e8cef7fe2b2fc7df80dfb3bebca35ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002135840577_6e8cef7fe2b2fc7df80dfb3bebca35ee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002135840577_6e8cef7fe2b2fc7df80dfb3bebca35ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002135840577_6e8cef7fe2b2fc7df80dfb3bebca35ee-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261002135840577_6e8cef7fe2b2fc7df80dfb3bebca35ee-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'America dello strapotere materiale e tecnologico prova a capire dove dovrà consolidarsi il rinnovamento della Difesa.</p>
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<p>Si chiama <strong>Project Meridian</strong> la nuova iniziativa del Dipartimento della Difesa Usa guidato da <strong>Pete Hegseth</strong> che mira a studiare i campi di battaglia di domani e che unirà diverse competenze e prospettive per capire dove si giocherà la competizione di domani. In campo ci saranno, nel quadro del progetto commissionato dal <em>Chief Technology Officer </em>del Pentagono, Emil Michael, <strong>Elon Musk, </strong>a capo di Tesla e SpaceX e già consulente dell&#8217;amministrazione di Donald Trump nella fase iniziale della sua amministrazione, <strong>Palmer Luckey</strong>, fondatore della dinamica compagnia della Difesa Anduril specializzata in sistemi di combattimento avanzati e droni, e <strong>Newt Gingrich</strong>, veterano del Partito Repubblicano, già Speaker della Camera dei Rappresentanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari del Project Meridian</h2>



<p>Tre generazioni, tre visioni del mondo diverse, tre prospettive complementari per un obiettivo: nel quadro di quello che ufficialmente sarà &#8220;<a href="https://media.defense.gov/2026/Sep/30/2004009287/-1/-1/1/COMMISSIONING-OF-PROJECT-MERIDIAN.PDF">Project Meridian: The Future of Warfare</a>&#8220;, dice il <strong>documento del Pentagono che istituisce la commissione di studi,</strong> si dovranno studiare &#8220;i campi di battaglia del futuro, identificando quali armi e tecnologie i combattenti dovranno sfruttare per dominare in questi ambienti&#8221;, nella consapevolezza che bisognerà &#8220;mappare le traiettorie della guerra&#8221; in ogni dominio e &#8220;identificare gap di competenze&#8221; critici per la supremazia militare Usa.</p>



<p>Musk, nel progetto che in <strong>120 giorni di studi dovrà operare strategicamente</strong> per capire come evolveranno le tecnologie di combattimento, è sicuramente la figura più nota e in un certo senso con le sue industrie è un partecipante-chiave del <strong>complesso militare-tecnologico-industriale, non fosse altro che per la </strong><a href="https://it.insideover.com/spazio/spacex-marcia-su-wall-street-e-paperone-musk-sul-suo-primo-quadrilione-di-dollari.html" type="post" id="517979"><strong>presenza della sua SpaceX</strong> nell&#8217;architettura strategica che ha permesso agli Usa di riconquistare l&#8217;accesso alle orbite.</a> In un contesto di <a href="https://formiche.net/2026/09/guerre-stellari-cosi-usa-e-cina-si-accusano-a-vicenda-sulle-armi-spaziali/">rafforzata <strong>competizione spaziale</strong></a> e in cui Washington ha pubblicamente ammesso la presenza <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-armi-usa-nello-spazio-17-piccoli-satelliti-che-fanno-da-sentinelle-in-orbita.html" type="post" id="531105">di dispositivi d&#8217;arma nelle orbite</a>, l&#8217;infrastruttura che Musk può coordinare e il know-how che può portare è notevole. Del resto, il peso di Musk nel sistema di potere Usa è rimasto elevato anche dopo la fine del suo breve periodo da consulente di Trump.</p>



<p>&#8220;Geopolitica della posizione a tavola&#8221;, ha commentato <strong>un esperto di livello del settore tecnologico Usa come Andrea Venanzoni</strong> analizzando la recente disposizione dei commensali al &#8220;pranzo di lavoro&#8221; convocato da Trump alla Casa Bianca il 29 settembre scorso per discutere di Super Intelligenza e scenari strategici, economici e tecnologici. A fianco del Presidente, da un lato Jensen Huang, Ceo di Nvidia, l&#8217;azienda strategica per l&#8217;infrastruttura IA a stelle e strisce, e non solo; dall&#8217;altro, Musk. Il cui <strong>ruolo nell&#8217;economia Usa, nella costruzione delle strategie tecnologiche americane e nel dialogo tra apparati</strong> si va consolidando.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Geopolitica della posizione a tavola.<br>Trump tra Musk e Huang <a href="https://t.co/U1nPnYt1JM">https://t.co/U1nPnYt1JM</a></p>&mdash; Andrea Venanzoni (@AndreaVenanzoni) <a href="https://x.com/AndreaVenanzoni/status/2105009833585901837?ref_src=twsrc%5Etfw">September 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p> Il 55enne Musk avrà a fianco un esponente della nuova generazione di imprenditori del settore della Difesa, <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-carica-di-anduril-cosi-lindustria-della-difesa-usa-punta-sul-riarmo-dellasia.html" type="post" id="497006"><strong>Palmer Luckey, la cui Anduril</strong> </a>è una delle novità <a href="https://fortune.com/2026/08/18/palmer-luckey-oculus-founder-dropout-peter-thiel-american-dream-billionaire/">più interessanti emerse negli ultimi anni nel quadro dell&#8217;ecosistema militare-industriale Usa</a>. 34 anni, Luckey è sostenuto <a href="https://www.afr.com/world/north-america/the-peter-thiel-backed-companies-winning-big-from-trump-20250806-p5mkp8">da <strong>Peter Thiel, il cui Founders Fund ha appoggiato la nascita di Anduril</strong></a> accomunato da un&#8217;altra compagnia <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-cosa-dicono-i-conti-in-volo-di-un-trimestre-record.html" type="post" id="525630">legate al celebre capitalista di frontiera, <strong>Palantir</strong></a><strong>,</strong> dalla ricerca di proiezione strategica in settori dirompenti per la leadership tecnologica, industriale e innovativa e dal comune richiamo, nel nome, all&#8217;universo di J.R.R. Tolkien. <strong>Il mondo di Musk e quello di Luckey</strong> sono complementari e uniti dall&#8217;adattamento dei rispettivi sistemi di riferimento a nuovi spazi dove la competizione tecnologica e strategica impone nuove capacità industriali, nuove frontiere tecnologiche e nuovi spazi d&#8217;azione che toccano tanto il mondo civile quanto quello militare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Newt Gingrich</h2>



<p><strong>La loro chiamata in questo spazio d&#8217;azione che esplora frontiere del combattimento</strong> diverse da quelle tradizionalmente appannaggio dell&#8217;industria militare di stampo classico va di pari passo con un&#8217;innovazione del Pentagono, dato che come nota <a href="https://defensemirror.com/news/42109/Learning_Lessons_from_Iran_War__Pentagon_Launches_Project_Meridian">Defense Mirror &#8220;</a>Meridian esaminerà i futuri scenari operativi, dai campi di battaglia sotterranei alla regione tra la Terra e la Luna&#8221; e &#8220;il suo lavoro si sovrappone a un&#8217;altra iniziativa del Pentagono volta a istituire un Comando per la Guerra Autonoma, focalizzato sull&#8217;accelerazione dello sviluppo di droni e sistemi autonomi&#8221;. </p>



<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-30/hegseth-to-unveil-new-pentagon-drone-group-senator-says">Il Pentagono esplora una nuova frontiera</a> e a fianco di Musk e Luckey a rappresentare la parte politica ci sarà l&#8217;83enne <strong>Gingrich</strong>, già protagonista del Grand Old Party negli Anni Novanta, noto per esser stato un volto di punta della &#8220;Rivoluzione Repubblicana&#8221; che portò nel 1994 per la prima volta i conservatori a scalzare i Democratici alla Camera dei Rappresentanti dopo quattro decenni. Gingrich, che nel 2012 tentò senza fortuna una candidatura alla nomination presidenziale e negli ultimi anni si è avvicinato a Trump, è figura attenta al sistema della Difesa. Nel 1998 fu nominato da William Cohen, Segretario alla Difesa di Bill Clinton, nella<a href="https://web.archive.org/web/20060718124353/http://www.cfr.org/publication/4049/national_security_in_the_21st_century.html"> United States Commission on National Security pensata per studiare le minacce e le sfide strategiche degli Usa verso il Duemila</a> e ha insegnato a lungo alla National Defense University.</p>



<p>Nel 2007 <a href="https://www.airuniversity.af.edu/Portals/10/SSQ/documents/Volume-01_Issue-2/gingrich.pdf">un suo documento dall&#8217;emblematico titolo &#8220;Adapt or Die&#8221;, co-firmato con<strong> Ronald E. Weisbrook, capitano della United States Navy,</strong></a> collegava il futuro del potere americano alla capacità di mantenere dominante la frontiera dell&#8217;innovazione, notando inoltre, non senza capacità previsionale, che &#8220;occorre compiere ogni sforzo per evitare di essere colti di sorpresa come nazione, tutelando i nostri progressi scientifici e tecnologici&#8221;, evidenziando che &#8220;un problema derivante da questa economia globale è che i sistemi negli Stati Uniti dipendono sempre più da componenti e software di produzione estera&#8221;. <strong>In tal senso, la commissione arriva a toccare <a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2026/10/01/news/musk_e_luckey_la_strana_coppia_in_120_giorni_deve_immaginare_le_armi_e_la_guerra_del_futuro-22825807/">tre generazioni,</a> con chi ha immaginato il cambiamento di ieri</strong> a fianco dei <strong>protagonisti degli sviluppi strategici di oggi</strong> e delle proiezioni future viste in arrivo per il domani per <strong>provare a immaginare i nuovi campi di battaglia e le nuove prospettive</strong>. La guerra di domani vivrà di tecnologia, capacità industriale, ragionamenti strategici innovativi. Un&#8217;America che spesso ha mirato a fare dello strapotere materiale e tecnologico un fattore di supremazia sul campo di battaglia e tante volte si è trovata presa d&#8217;infilata da sfide asimmetriche o capacità non previste dagli avversari prova a capire dove dovrà consolidarsi il rinnovamento della Difesa. Nella consapevolezza che ogni esercizio di futurologia dovrà poi essere mediato dall&#8217;inevitabile impatto con la realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://media.defense.gov/2026/Sep/30/2004009287/-1/-1/1/COMMISSIONING-OF-PROJECT-MERIDIAN.PDF">https://media.defense.gov/2026/Sep/30/2004009287/-1/-1/1/COMMISSIONING-OF-PROJECT-MERIDIAN.PDF</a></li>



<li><a href="https://formiche.net/2026/09/guerre-stellari-cosi-usa-e-cina-si-accusano-a-vicenda-sulle-armi-spaziali/">https://formiche.net/2026/09/guerre-stellari-cosi-usa-e-cina-si-accusano-a-vicenda-sulle-armi-spaziali/</a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/difesa/le-armi-usa-nello-spazio-17-piccoli-satelliti-che-fanno-da-sentinelle-in-orbita.html">https://it.insideover.com/difesa/le-armi-usa-nello-spazio-17-piccoli-satelliti-che-fanno-da-sentinelle-in-orbita.html</a></li>



<li><a href="https://www.cnbc.com/2026/09/30/musk-luckey-gingrich-pentagon-hegseth-.html">https://www.cnbc.com/2026/09/30/musk-luckey-gingrich-pentagon-hegseth-.html</a></li>



<li><a href="https://www.afr.com/world/north-america/the-peter-thiel-backed-companies-winning-big-from-trump-20250806-p5mkp8">https://www.afr.com/world/north-america/the-peter-thiel-backed-companies-winning-big-from-trump-20250806-p5mkp8</a></li>



<li><a href="https://defensemirror.com/news/42109/Learning_Lessons_from_Iran_War__Pentagon_Launches_Project_Meridian">https://defensemirror.com/news/42109/Learning_Lessons_from_Iran_War__Pentagon_Launches_Project_Meridian</a></li>



<li><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-30/hegseth-to-unveil-new-pentagon-drone-group-senator-says">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-30/hegseth-to-unveil-new-pentagon-drone-group-senator-says</a></li>



<li><a href="https://web.archive.org/web/20060718124353/http://www.cfr.org/publication/4049/national_security_in_the_21st_century.html">https://web.archive.org/web/20060718124353/http://www.cfr.org/publication/4049/national_security_in_the_21st_century.html</a></li>



<li><a href="https://www.airuniversity.af.edu/Portals/10/SSQ/documents/Volume-01_Issue-2/gingrich.pdf">https://www.airuniversity.af.edu/Portals/10/SSQ/documents/Volume-01_Issue-2/gingrich.pdf</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/project-meridian-il-pentagono-studia-la-guerra-del-futuro-elon-musk-e-il-suo-profeta.html">Project Meridian: il Pentagono studia la guerra del futuro, Elon Musk è il suo profeta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tesla accelera sul solare: acquista tutta l&#8217;energia di un impianto da 140 MW che sorgerà nel 2029</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/tesla-parco-solare-texas-zelestra-energia-rinnovabile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528177</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="parco solare (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siglato un accordo con Zelestra per assorbire l'intera produzione della Lumen Farm, il nuovo parco solare texano da 140 MW in avvio nel 2029. Una partnership di lungo termine che trasforma l'approvvigionamento di energia rinnovabile in un asset strutturale per i prossimi anni</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/tesla-parco-solare-texas-zelestra-energia-rinnovabile.html">Tesla accelera sul solare: acquista tutta l&#8217;energia di un impianto da 140 MW che sorgerà nel 2029</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="parco solare (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>L&#8217;elettricità</strong> è ormai diventata una risorsa talmente strategica per le grandi aziende tecnologiche da spingerle a prenotare, con anni di anticipo, <strong>l&#8217;intera produzione di nuovi impianti rinnovabili</strong>. Una necessità che spiega <a href="http://L'elettricità%20è%20diventata%20una%20risorsa%20sempre%20più%20strategica%20per%20le%20grandi%20aziende%20tecnologiche,%20al%20punto%20da%20spingerle%20a%20garantirsi%20in%20anticipo%20la%20produzione%20di%20interi%20impianti%20rinnovabili.%20È%20in%20questo%20contesto%20che%20si%20inserisce%20l'accordo%20siglato%20da%20Tesla%20con%20la%20società%20energetica%20Zelestra," target="_blank" rel="noreferrer noopener">il recente accordo siglato da <strong>Tesla</strong> con la società energetica <strong>Zelestra</strong></a>, un&#8217;intesa che prevede <strong>l&#8217;acquisto del 100% dell&#8217;energia generata dalla futura Lumen Farm</strong>, un parco solare da <strong>140 MW</strong> destinato a sorgere nel Nord-Est del <strong>Texas</strong> e la cui entrata in funzione è in calendario per il <strong>2029</strong>. Si tratta della seconda collaborazione tra le due realtà, dopo un primo progetto sviluppato in Spagna, configurandosi come un nuovo passo avanti <a href="https://it.insideover.com/energia/bozza-automaticatesla-batterie-europa-accordo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel piano di sviluppo energetico del gruppo Tesla.</a></p>



<p>Sebbene i dettagli economici dell&#8217;operazione rimangano riservati e non sia ancora chiara la destinazione d&#8217;uso esatta dell&#8217;energia, la mossa riflette un&#8217;esigenza ormai ineludibile: <strong>blindare forniture elettriche affidabili a fronte di un fabbisogno in costante ascesa</strong>. Proprio in Texas, del resto, Tesla gestisce già la sua <strong>Gigafactory di Austin</strong> e sta accelerando sulle attività legate ai sistemi di calcolo e all&#8217;intelligenza artificiale, settori noti per i loro consumi elettrici intensivi. Prenotare oggi i megawatt di un impianto che accenderà i motori tra qualche anno significa, quindi, mettere al sicuro una fetta del proprio approvvigionamento futuro, muovendosi in un mercato dove l&#8217;accesso all&#8217;energia pulita è diventato <strong>un vantaggio competitivo vitale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">TESLA: Today Tesla secured two Power Purchase Agreements (PPA)! One with Zelestra and another with ContourGlobal.<br><br>Zelestra signed a long-term PPA under which Tesla will buy the full output of Zelestra’s 140 MWac Lumen Farm solar plant in the town of Neches in Anderson County… <a href="https://t.co/r9MqZaelHL">https://t.co/r9MqZaelHL</a> <a href="https://t.co/pRa3YJKIZ7">pic.twitter.com/pRa3YJKIZ7</a></p>&mdash; S.E. Robinson, Jr. (@SERobinsonJr) <a href="https://x.com/SERobinsonJr/status/2082228392657625365?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Texas diventa il centro della nuova geografia dell&#8217;energia</strong></h2>



<p><a href="https://www.businesswire.com/news/home/20260728411207/en/Tesla-and-Zelestra-Agree-to-a-Long-term-Solar-PPA-in-Texas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;operazione</a> ribadisce <strong>il ruolo di primo piano assunto dal Texas nello sviluppo delle energie rinnovabili </strong>al servizio dei grandi consumatori industriali; grazie all&#8217;espansione del fotovoltaico e a una rete elettrica spiccatamente dinamica, lo Stato americano si è infatti trasformato in uno dei bacini più ambiti dalle aziende a caccia di grandi volumi di elettricità. In questo scenario, <strong>Zelestra sta allargando il proprio raggio d&#8217;azione</strong> puntando su progetti su larga scala e su contratti di fornitura a lungo termine con i pesi massimi dell&#8217;industria e della tecnologia.</p>



<p>Tesla, peraltro, non è l&#8217;unica ad aver imboccato questa strada. La stessa Zelestra ha già stretto accordi simili con <a href="https://it.insideover.com/economia/ora-la-cina-fa-lamericana-lo-stop-a-meta-e-la-sfida-dellia-di-deepseek.html"><strong>Meta</strong></a> per alimentare altre strutture all&#8217;interno dello Stato, a testimonianza di una competizione sempre più accesa per garantirsi fonti rinnovabili in grado di reggere il peso di infrastrutture digitali altamente energivore. Con un portafoglio globale che supera i <strong>16 GW</strong> <strong>tra impianti operativi, in costruzione e in fase di sviluppo</strong>, l&#8217;azienda continua così a consolidare la propria posizione di fornitore privilegiato di energia pulita per i grandi clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un contratto che guarda ai consumi dei prossimi anni</strong></h2>



<p>La decisione di opzionare l&#8217;intera produzione di un sito che vedrà la luce soltanto nel 2029 <strong>dimostra</strong> <strong>quanto la pianificazione energetica pesi oggi sulle agende delle multinazionali</strong>. Trainato dall&#8217;aumento della capacità produttiva, dall&#8217;espansione <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-rivolta-delle-comunita-data-center-la-nuova-battaglia-politica-dellamerica-profonda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dei data center </a>e dallo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale, il bisogno di assicurarsi forniture di lungo periodo è diventato <strong>un requisito essenziale per sostenere la crescita</strong>, mettendosi al riparo dalla volatilità e dalle oscillazioni dei mercati.</p>



<p>L’accordo evidenzia inoltre un cambio di prospettiva, <strong>con le rinnovabili sempre più integrate nel cuore delle strategie industriali del comparto tech</strong>; l&#8217;elettricità smette di essere un semplice costo operativo e si trasforma in una risorsa da programmare con anni di anticipo attraverso contratti dedicati. In quest&#8217;ottica, il progetto texano non si limita a rafforzare l&#8217;asse tra Tesla e Zelestra, ma fotografa un&#8217;evoluzione molto più articolata dell&#8217;intero settore, dove la corsa all&#8217;innovazione passa inevitabilmente <strong>dalla capacità di garantirsi un&#8217;energia pulita, stabile e duratura</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;energia rinnovabile come leva strategica per l&#8217;industria tecnologica</strong></h2>



<p>Guardando oltre il singolo progetto, l&#8217;intesa racconta le dinamiche di un settore tecnologico in profonda trasformazione: il boom dell&#8217;AI, dei data center, della produzione di batterie e delle infrastrutture digitali sta assorbendo quantità sempre maggiori di elettricità, costringendo i colossi tech <strong>a pianificare i propri approvvigionamenti guardando lontano</strong>. È in un contesto simile che contratti di lungo termine, come quello firmato per la Lumen Farm, permettono di <strong>mitigare l&#8217;esposizione alle fluttuazioni dei prezzi</strong> e di assicurarsi <strong>una base stabile di energia </strong>verde su cui poggiare lo sviluppo industriale dei prossimi anni.<strong></strong></p>



<p>E sebbene Tesla mantenga ancora il riserbo sull&#8217;utilizzo effettivo dei megawatt texani, l&#8217;accordo certifica una tendenza inequivocabile: <strong>avere accesso a un&#8217;elettricità pulita</strong> è diventato <strong>un fattore di competitività determinante</strong>, al pari della spinta all&#8217;innovazione o dell&#8217;aumento della produzione. Per chi opera nella mobilità elettrica, nello stoccaggio energetico e nell&#8217;intelligenza artificiale, garantirsi già oggi la resa di un impianto operativo nel 2029 vuol dire investire non solo in chilowattora, ma <strong>nella continuità stessa delle proprie attività future</strong>. Una strategia che, con ogni probabilità, vedremo diffondersi sempre di più man mano che la domanda elettrica continuerà a salire e le fonti rinnovabili si radicheranno al centro delle catene industriali globali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Electrek, Tesla buys Texas solar farm output from Zelestra, 2026. Disponibile su: <a href="https://electrek.co/2026/07/28/tesla-buys-texas-solar-farm-output-zelestra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://electrek.co/2026/07/28/tesla-buys-texas-solar-farm-output-zelestra/</a></p>



<p>Business Wire, Tesla and Zelestra Agree to a Long-term Solar PPA in Texas, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.businesswire.com/news/home/20260728411207/en/Tesla-and-Zelestra-Agree-to-a-Long-term-Solar-PPA-in-Texas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.businesswire.com/news/home/20260728411207/en/Tesla-and-Zelestra-Agree-to-a-Long-term-Solar-PPA-in-Texas</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/tesla-parco-solare-texas-zelestra-energia-rinnovabile.html">Tesla accelera sul solare: acquista tutta l&#8217;energia di un impianto da 140 MW che sorgerà nel 2029</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fedorov sfida Zelensky, in Ucraina è tornata la politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fedorov-sfida-zelensky-in-ucraina-e-tornata-la-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 14:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527075</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ex ministro della Difesa non si rassegna al siluramento attacca con decisione Zelensky e il suo sistema di potere. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fedorov-sfida-zelensky-in-ucraina-e-tornata-la-politica.html">Fedorov sfida Zelensky, in Ucraina è tornata la politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-4-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci è capitato di scrivere in queste pagine che, in un Paese normale, <strong>Volodymyr Zelensky </strong>sarebbe già stato cacciato da tempo. Quando i tuoi amici e addirittura soci si rivelano dei lestofanti, i ministri vengono cacciati o spinti alle dimissioni, uno dopo l&#8217;alto, perché coinvolti in casi di corruzione e, soprattutto, quando gli uomini che lavorano a più stretto contatto con te (prima il capo dell&#8217;amministrazione presidenziale <strong>Andrij Jermak</strong> e stamattina la vice-capa della stessa amministrazione, <strong>Irina Mudraya</strong>, per le solite questioni di affari illeciti e speculazioni edilizie, in questo caso per circa 4 milioni di dollari) sono falciati dagli organismi anti-corruzione, la tua responsabilità personale e politica è evidente. Ma l&#8217;Ucraina, tra rivolgimenti interni, secessionismi, guerre, invasioni e crisi di ogni tipo, almeno dal 2014 non è un Paese normale. E d&#8217;altra parte nemmeno Zelensky, <strong>come ben sappiamo dalla sua irruzione sulla scena nell&#8217;inverno del 2018</strong>, è un presidente normale. E comunque, <strong>oltre che dalla propria innata capacità manovriera</strong> di, Zelensky è stato fin qui protetto da due fattori che s&#8217;intrecciano: l&#8217;appoggio incondizionato dell&#8217;Europa, che finora ha versato oltre 200 miliardi in aiuti militari, umanitari e finanziari (del cui impiego e della cui distribuzione, di fatto, Zelensky è l&#8217;unico garante) e in lui trova il perfetto interprete della linea intransigente nei confronti della Russia e di qualunque trattativa; e la conseguente convinzione degli ucraini che in tempo di guerra <strong>nessun altro saprebbe condurre il Paese con la sua stessa decisione.</strong></p>



<p>Gli stessi sondaggi che, nel tempo, hanno confermato la fiducia degli ucraini in Zelensky come comandante supremo, con la stessa costanza hanno ribadito che Zelensky difficilmente sarebbe la loro prima scelta per il governo di un&#8217;Ucraina finalmente in pace. L&#8217;attuale presidente viene regolarmente superato, per esempio, da una figura come quella di <strong>Valeryj Zaluzhny,</strong>i  l&#8217;ex comandante in capo delle forze armate ucraine proprio da Zelensky silurato nel febbraio del 2024. Personaggio molto stimato ma ancora tutto da misurare come politico. All&#8217;improvviso, però, la sfida si è fatta assai più complicata. <strong>Nell&#8217;ultimo giro di giostra di nomine </strong>fatte per rimediare agli scandali e conservare un certo equilibrio dei poteri il sempre accorto Zelensky ha commesso un errore. Ha sottovalutato la portata della rimozione di <strong>Mychaylo Fedorov,</strong> 35 anni, ministro della Difesa e vice-premier.</p>



<p>In particolare Zelensky non ha calcolato tre elementi. Uno: la determinazione di Fedorov nel difendere, anche pubblicamente, la propria dignità e i risultati del proprio lavoro, al punto da rifiutare con clamore le diverse &#8220;sistemazioni&#8221; riparatorie che gli venivano offerte. Due: la popolarità di Fedorov. Dal giorno della sua rimozione, in tutte le grandi città ucraine si sono succedute manifestazioni di protesta. E stamattina, mentre il Parlamento ratificava la nomina di <strong>Yevhen Khmara</strong> a nuovo ministro della Difesa, <strong>in piazza c&#8217;era una folla che inneggiava a Fedorov.</strong> Terzo e più importante: Zelensky non poteva immaginare che Fedorov avrebbe trasformato il proprio licenziamento in una contesa politica.</p>



<p>Appena uscito dal Ministero, infatti, Fedorov ha aperto un proprio canale YouTube su cui nelle scorse ore <strong>ha postato un lungo video</strong> che contiene una vera sfida. Fedorov attacca i nervi più scoperti di Zelensky, che come presidente è scaduto da oltre due anni. Dicendo chiaro e tondo che non si può andare avanti così. &#8220;Dobbiamo rispondere a una domanda fondamentale: come dovrebbe funzionare lo Stato se la guerra si protraesse per anni? E poi: se la guerra continuasse per un altro anno, due, tre, la Russia potrebbe davvero rivendicare il diritto di decidere quando gli ucraini potranno eleggere nuovamente il proprio governo? Sono convinto che non possa. <strong>La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia.</strong> Combattiamo proprio perché vogliamo rimanere uno Stato europeo libero. Pertanto, dobbiamo trovare un meccanismo legale, sicuro e realistico che permetta all&#8217;Ucraina di ripristinare un processo democratico completo anche nel contesto di una guerra prolungata&#8221;.</p>



<p>Fedorov ha inoltre sollevato la questione delle nomine governative, della corruzione e dell&#8217;accentramento in circoli ristretti di tutte le decisioni fondamentali: &#8220;Le persone non possono vivere indefinitamente in uno Stato in cui non capiscono perché vengono prese certe decisioni, perché alcune riforme vanno avanti mentre altre vengono bloccate. Perché le decisioni necessarie oggi in prima linea impiegano mesi a passare da un gabinetto all&#8217;altro. Ed è particolarmente pericoloso quando la società percepisce che il criterio principale per la nomina di una persona non è la sua professionalità, non i suoi risultati e non la sua capacità di cambiare il Paese, ma la sua lealtà personale al sistema. Uno Stato moderno non può funzionare in questo modo. E soprattutto non un Paese che sta combattendo una guerra per la propria sopravvivenza. <strong>Dobbiamo parlare anche di corruzione. </strong>Non perché sia ​​una parola popolare, ma perché in tempo di guerra la corruzione assume un significato completamente diverso. In tempo di pace, il denaro rubato significa strade, ospedali o scuole peggiori. <strong>In tempo di guerra, il denaro rubato può significare un drone non acquistato, munizioni mai arrivate,</strong> un sistema di guerra elettronica inesistente, un veicolo non utilizzato per evacuare i feriti, tecnologia che avrebbe potuto essere messa in produzione ma non lo è stata. Pertanto, la corruzione in tempo di guerra non è solo un problema finanziario; è una questione di capacità di sopravvivenza e di vittoria&#8221;.</p>



<p>Più diretto di così l&#8217;attacco a Zelensky personalmente e al suo sistema di potere (compreso un Parlamento che non fa altro che mettere il timbro ai desideri di Zelensky) non poteva essere. Anche perché Fedorov parla di un sistema &#8220;vecchio&#8221; che &#8220;teme il cambiamento&#8221;. Mentre invece occorre ristabilire &#8220;la fiducia tra i cittadini e lo Stato&#8221;. Infine: <strong>&#8220;L&#8217;Ucraina ha bisogno di un principio molto semplice: il potere deve significare responsabilità. Se hai ricevuto l&#8217;autorità, sii responsabile dei risultati. </strong>Se hai ricevuto un bilancio, dimostra cosa hai realizzato. Se hai ottenuto una posizione, spiega quali risultati hai conseguito. Le persone possono sopravvivere a momenti estremamente difficili; gli ucraini lo hanno già dimostrato. Ma c&#8217;è una cosa che è molto difficile da sopportare indefinitamente: il senso di ingiustizia&#8221;. </p>



<p>Scarsa trasparenza, corruzione che danneggia la resistenza alla Russia, nomine dettate dalla sola fedeltà al capo e non dalla competenza, attaccamento al potere, inefficienza. Più che una critica, di fatto un manifesto. La sortita di Fedorov è per Zelensky particolarmente insidiosa per diverse ragioni. Gli ucraini attribuiscono all&#8217;ex ministro, forse con un eccesso di stima visto che è rimasto in carica meno di un anno, tutto il merito per la svolta degli attacchi con i droni, che hanno portato l&#8217;impatto della guerra in profondità dentro la Russia. <strong>E soprattutto gli riconoscono di aver provato ad applicare idee nuove,</strong> tali da alleggerire almeno in parte il peso che grava sulla popolazione: riforma del reclutamento (la brutalità delle pattuglie è uno dei temi più forti), maggiore impiego delle tecnologie per risparmiare umani, arruolamento più ampio di mercenari, esercito di professionisti. Ma queste sono anche le doti che gli vengono riconosciute all&#8217;estero, in particolare negli Usa. Fedorov è l&#8217;uomo dei contatti con le <em>big tech </em>a stelle e strisce, quello che parla direttamente con <strong>Elon Musk</strong> e che da lui ha ottenuto per l&#8217;Ucraina l&#8217;uso della rete satellitare Star Link e la sua chiusura ai russi. </p>



<p>Fedorov potrebbe quindi diventare il nuovo Zelensky, l&#8217;uomo di cui si fidano i Paesi che sostengono lo sforzo bellico dell&#8217;Ucraina e che gli ucraini considerano pari alla sfida di guidare il Paese in guerra? È ancora presto per dirlo. Una cosa però è certa: per merito suo la politica è tornata in Ucraina. </p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per la biografia di Zelensky: https://it.insideover.com/politica/fulvio-scaglione-tutto-cio-che-avreste-voluto-sapere-su-zelenskyj-e-non-avete-mai-osato-chiedere.html</p>



<p>Per le manovre di Zelensky: https://it.insideover.com/politica/cambiare-tutti-per-non-cambiare-nulla-il-senso-di-zelensky-per-gli-equilibri-del-potere.html</p>



<p>Per il messaggio su You Tube di Fedorov: https://youtu.be/QGFTuUxZB54?si=2CiEtQgfnE1hV_SF</p>



<p>Per Zelensky leader bellico: https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2026-zelensky-il-presidente-della-guerra.html</p>



<p>Per le ultime nomine di Zelensky: https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html</p>



<p>Per il sostegno a Fedorov: https://t.me/letteradamosca/37703</p>



<p>Per il video di Fedorov: https://youtu.be/QGFTuUxZB54?si=UcEAG5Vvwpa9U1u9</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fedorov-sfida-zelensky-in-ucraina-e-tornata-la-politica.html">Fedorov sfida Zelensky, in Ucraina è tornata la politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il cervello è il nuovo campo di battaglia, collegare mente e macchina è l&#8217;obiettivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-cervello-e-il-nuovo-campo-di-battaglia-collegare-mente-e-macchina-e-lobiettivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:32:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-600x323.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Stati Uniti, Cina e Silicon Valley investono miliardi nella conquista dell’ultima frontiera: collegare mente e macchina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2207060489-612x612-1-600x323.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Per secoli il potere si è misurato attraverso il controllo delle risorse fisiche: terre, energia, rotte commerciali, materie prime. Nel XXI secolo la competizione strategica si è spostata prima sui dati, poi sugli algoritmi e infine sull’intelligenza artificiale. Ora il nuovo terreno della rivalità globale potrebbe essere ancora più delicato: il <strong>cervello umano</strong>. Le neuroscienze sono entrate nella partita geopolitica. Interfacce cervello-computer (<em>Brain-Computer Interface</em>, BCI), stimolazione neurale, neuroprotesi e sistemi di intelligenza artificiale capaci di interpretare segnali cerebrali stanno trasformando quello che fino a pochi anni fa sembrava un territorio confinato alla fantascienza in un settore industriale e scientifico strategico.</p>



<p>La posta in gioco non è soltanto medica. Le applicazioni più immediate riguardano pazienti con paralisi, malattie neurodegenerative o lesioni neurologiche. Ma attorno a queste tecnologie si sta sviluppando una competizione molto più ampia: chi controllerà le infrastrutture, i brevetti e <strong>soprattutto i dati generati dal cervello</strong> potrà ottenere un vantaggio economico e strategico paragonabile a quello conquistato dai leader dell’intelligenza artificiale. È la nuova corsa allo spazio, ma con un confine molto più vicino: la mente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa, 3 miliardi di dollari per capire e collegare il cervello</h2>



<p>Washington ha iniziato a considerare la neurotecnologia un settore strategico già più di un decennio fa. Nel 2013 l’amministrazione Obama lanciò la <strong><em>BRAIN Initiative (Brain Research Through Advancing Innovative Neurotechnologies)</em></strong>, un gigantesco programma federale destinato ad accelerare lo studio del cervello attraverso strumenti avanzati di imaging, intelligenza artificiale, neuroscienze computazionali e tecnologie di interfaccia neurale. Dal 2014 il programma ha investito <strong>oltre 3 miliardi di dollari</strong> finanziando più di <strong>1.300 progetti di ricerca</strong>.</p>



<p>Il finanziamento annuale resta imponente: il budget della <em>BRAIN Initiative</em> del <em>National Institutes of Health</em> è stato di <strong>402 milioni di dollari nel 2024</strong> e di <strong>321 milioni nel 2025</strong>, con fondi distribuiti attraverso diversi istituti NIH e il programma <em>21st Century Cures Act</em>. Ma la ricerca americana non si limita alla medicina.</p>



<p>La DARPA, l’agenzia del Pentagono responsabile dei programmi tecnologici avanzati, da anni finanzia progetti sulle interfacce neurali con un interesse evidente anche per le applicazioni militari: migliorare la comunicazione uomo-macchina, sviluppare sistemi di assistenza cognitiva e studiare nuove modalità di interazione con dispositivi complessi. Tra i programmi più noti figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>NESD (<em>Neural Engineering System Design)</em></strong>, dedicato allo sviluppo di interfacce ad alta risoluzione tra cervello e computer;</li>



<li><strong>N3 (<em>Next-Generation Nonsurgical Neurotechnology</em>)</strong>, orientato verso sistemi neurali meno invasivi;</li>



<li>programmi sulla memoria e sulla riabilitazione neurologica.</li>
</ul>



<p>Il punto centrale è che il cervello sta diventando una nuova infrastruttura tecnologica. Come Internet ha trasformato la comunicazione e l’intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro, le neurotecnologie potrebbero cambiare il rapporto tra essere umano e macchina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk, Bezos, Gates e la nuova industria neurale</h2>



<p>Se la ricerca pubblica ha aperto la strada, il capitale privato sta accelerando la corsa. Il nome più famoso è naturalmente quello di <strong>Elon Musk</strong>. Con <strong>Neuralink</strong>, fondata nel 2016, il fondatore di Tesla e SpaceX ha portato il tema delle interfacce neurali al centro dell’attenzione globale. L’obiettivo dichiarato dell’azienda è sviluppare un impianto cerebrale capace di permettere al cervello umano di comunicare direttamente con computer e dispositivi digitali. La prima applicazione riguarda pazienti con gravi disabilità motorie. Nel 2025 Neuralink ha raccolto <strong>650 milioni di dollari</strong> in un nuovo round di finanziamento, con una valutazione indicata intorno ai <strong>9 miliardi di dollari</strong> prima dell’operazione. </p>



<p>Il dispositivo dell’azienda utilizza un piccolo impianto inserito nel cervello attraverso una procedura chirurgica robotizzata. L’obiettivo iniziale è consentire ai pazienti di controllare cursori, computer e dispositivi digitali attraverso l’attività neurale. Ma Musk guarda oltre la medicina. La sua visione strategica è legata al <strong>rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale</strong>: secondo il miliardario americano, una connessione più diretta tra cervello e macchina potrebbe diventare una risposta alla crescita dei sistemi di IA avanzata.</p>



<p>Neuralink però non è sola. Uno dei principali concorrenti è <strong>Synchron</strong>, società nata in Australia e poi sviluppatasi negli Stati Uniti, che ha scelto una strada tecnologica diversa: il suo dispositivo, chiamato Stentrode, viene inserito attraverso i vasi sanguigni, evitando un intervento diretto sul tessuto cerebrale. Synchron ha attirato investimenti da alcuni dei più importanti nomi della tecnologia mondiale. Tra i finanziatori figurano fondi collegati a <strong>Jeff Bezos</strong> e <strong>Bill Gates</strong>, oltre a società di venture capital specializzate nel settore biotech. </p>



<p>Anche altri investitori della Silicon Valley hanno puntato sul settore. Il caso delle neurotecnologie segue lo stesso schema già visto con l’intelligenza artificiale: grandi capitali privati, università d’eccellenza e startup che cercano di trasformare una scoperta scientifica in una piattaforma commerciale globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina prepara la controffensiva</h2>



<p>La vera sfida geopolitica, però, è quella tra Washington e Pechino. La Cina ha inserito le interfacce cervello-computer tra le tecnologie emergenti considerate strategiche, con un approccio fortemente coordinato tra governo, università e industria. Pechino punta a costruire una filiera autonoma che comprenda chip neurali, materiali avanzati, algoritmi di decodifica e applicazioni cliniche.</p>



<p><strong>Un piano nazionale cinese sulle BCI punta a sviluppare una filiera competitiva</strong> e a raggiungere una maggiore maturità industriale entro il 2030. Secondo una recente analisi del panorama clinico cinese delle BCI, il Paese ha registrato una rapida crescita degli studi clinici: sono stati analizzati <strong>134 trial clinici</strong>, con una forte concentrazione nei poli tecnologici di Guangdong, Shanghai e Jiangsu. La strategia cinese segue un modello già sperimentato in altri settori: batterie, veicoli elettrici, pannelli solari e telecomunicazioni. Lo Stato identifica un settore chiave, finanzia la ricerca, coordina università e aziende e punta a conquistare quote del mercato globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo petrolio saranno i dati cerebrali</h2>



<p>La questione più delicata riguarda forse il patrimonio più prezioso prodotto dalle neurotecnologie: i <strong>dati</strong>. Un’interfaccia cervello-computer non raccoglie semplicemente informazioni personali come uno smartphone. Registra segnali direttamente collegati all’attività neuronale.</p>



<p>Oggi queste informazioni vengono utilizzate soprattutto per controllare dispositivi o ricostruire funzioni perse. Ma il loro potenziale futuro apre interrogativi enormi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chi possiede i dati neurali?</li>



<li>chi può conservarli?</li>



<li>possono essere utilizzati commercialmente?</li>



<li>quali protezioni servono contro violazioni informatiche?</li>
</ul>



<p>La comunità scientifica internazionale ha iniziato a parlare di <strong>neurodiritti</strong>, cioè nuovi principi giuridici destinati a proteggere autonomia mentale, privacy cognitiva e libertà individuale. Il rischio è che il cervello diventi la prossima grande frontiera dello sfruttamento dei dati. Dopo aver trasformato i comportamenti digitali in una risorsa economica, il capitalismo tecnologico potrebbe entrare in una fase ancora più profonda: l’analisi e l’elaborazione dei segnali biologici.</p>



<p>La rivoluzione delle neuroscienze non implica che domani sarà possibile leggere liberamente i pensieri o controllare la mente umana a distanza. Molte delle promesse più radicali restano ancora lontane e richiedono risultati scientifici che non sono stati raggiunti. <strong>Ma la competizione industriale è già iniziata. </strong>Gli Stati Uniti hanno una leadership consolidata nella ricerca e nel capitale privato. La Cina sta costruendo una strategia nazionale per colmare il divario. La Silicon Valley vede nelle neurotecnologie il possibile prossimo mercato da centinaia di miliardi di dollari.</p>



<p>Il cervello umano potrebbe diventare ciò che furono il petrolio nel Novecento e i dati nel primo ventennio del Duemila: una risorsa strategica attorno alla quale si costruiscono potere, ricchezza e influenza.</p>
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		<title>Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Lei Jun, il game changer dell&#8217;automotive cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/auto/cinesi-che-cambiano-il-mondo-lei-jun-il-game-changer-dellautomotive-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Auto elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lei Jun, fondatore di Xiaomi, è uno dei principali protagonisti della rivoluzione globale delle auto elettriche cinesi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727135138905_73c346ba9c4849b057dcb767599724b1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È difficile etichettare <strong>Lei Jun</strong>. Fino a qualche anno fa era noto per essere soprannominato lo “<strong>Steve Jobs della Cina</strong>”, perché parlavi di lui e subito venivano in mente gli <strong>smartphone </strong>realizzati dalla sua azienda <strong>Xiaomi</strong>, degli alter ego di Apple molto più economici degli iPhone ma dotati di caratteristiche hi-tech pregevoli. </p>



<p>Oggi sarebbe riduttivo associare Mr. Lei soltanto ai telefoni. Già, perché nel 2021 questo cervellone cinese dotato di un eccellente fiuto imprenditoriale ha deciso di fare un passo avanti senza precedenti entrando nel mercato delle <strong>auto elettriche</strong>. Non con una nuova start-up ma sempre con Xiaomi, integrando il <strong><em>know how</em> tecnologico</strong> maneggiato dalla stessa con l&#8217;economia di scala della Cina, e intercettando il boom degli <em>Electric Vehicle</em> gestito dal governo.</p>



<p>L&#8217;uomo degli smartphone che tanto assomigliava a Steve Jobs si è dunque trasformato in una specie di <strong>Elon Musk cinese</strong>. Mentre Xiaomi, con un fatturato di quasi <strong>60 miliardi di dollari</strong> nel 2025 (+ 25% su base annua), è diventato un vero e proprio colosso globale. </p>



<p>Che cosa sappiamo di Lei June? Classe 1969, originario della provincia dello Hubei, Cina centrale, ha conseguito una laurea in informatica a Wuhan per poi trasferirsi a Pechino nei primi anni &#8217;90. Qui ha iniziato la sua carriera professionale entrando in Kingsoft, una società di software con sede nel quartiere di Zhongguancun, definito “la <strong>Silicon Valley cinese</strong>”, fino a diventarne amministratore delegato. Il genio era libero di operare nel suo habitat naturale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_2025040118241124_96185c5550031a00a754df648416a97e-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-463242" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_2025040118241124_96185c5550031a00a754df648416a97e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_2025040118241124_96185c5550031a00a754df648416a97e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_2025040118241124_96185c5550031a00a754df648416a97e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_2025040118241124_96185c5550031a00a754df648416a97e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_2025040118241124_96185c5550031a00a754df648416a97e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_2025040118241124_96185c5550031a00a754df648416a97e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Steve Jobs + Elon Musk: il genio di Lei Jun</h2>



<p>All&#8217;alba del nuovo millennio Lei Jun ha co-fondato <strong>Joyo.com</strong>, una piattaforma di commercio elettronico che nel 2004 sarebbe stata acquisita da Amazon. La svolta decisiva sarebbe però arrivata nel <strong>2010 </strong>con la fondazione di Xiaomi, azienda destinata a stravolgere il mercato degli smartphone. </p>



<p><strong>Nel 2013 ha distribuito 18,7 milioni di dispositivi, triplicati nel giro di un anno e aumentati di nove volte in un decennio.</strong> Il risultato? La creatura di Jun è adesso la terza produttrice mondiale di cellulari dietro ai mostri sacri Apple e Samsung. &#8220;Il mio obiettivo è trasformare Xiaomi in un marchio nazionale in Cina, influenzare l&#8217;intero settore industriale cinese e portare benefici a tutti nel mondo&#8221;, dichiarava qualche anno fa il dirigente a <em>Forbes</em>.</p>



<p>Missione più che riuscita, visto che Xiaomi è riuscita a consolidare una dinamica fanbase sul fronte della telefonia mobile, ma anche a espandersi nel settore delle <strong>smart Tv,</strong> dei <strong>tablet</strong>, degli apparecchi<strong> per la casa</strong> e per la <strong>salute</strong>, e, soprattutto, delle automobili. </p>



<p>Agli occhi del governo cinese, Xiaomi <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/smartphone-supercar-e-chip-la-cinese-xiaomi-sogna-in-grande.html">ha assunto i connotati</a> di una <strong>piattaforma industriale strategica</strong>, in linea con le ambizioni a lungo termine del Paese di ridurre la dipendenza dalla tecnologia occidentale e dominare settori emergenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521183103285_e518fbeac04eb9546ed317c8b5fff8e7-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-470861" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521183103285_e518fbeac04eb9546ed317c8b5fff8e7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521183103285_e518fbeac04eb9546ed317c8b5fff8e7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521183103285_e518fbeac04eb9546ed317c8b5fff8e7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521183103285_e518fbeac04eb9546ed317c8b5fff8e7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521183103285_e518fbeac04eb9546ed317c8b5fff8e7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250521183103285_e518fbeac04eb9546ed317c8b5fff8e7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione delle auto elettriche</h2>



<p>Nel 2021, come detto, Lei ha annunciato l&#8217;ingresso nel mercato delle auto elettriche e Xiaomi sarebbe presto diventata una regina del settore. Ma come ha fatto un&#8217;azienda nata per realizzare smartphone e tablet a non esser schiacciata dalla concorrenza di competitor ben più <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/prezzi-bassi-tecnologia-alta-lindustria-cinese-dellauto-elettrica-alla-conquista-del-mondo.html">rodati come BYD e Geely</a>? </p>



<p>Per capire la rivoluzione automobilistica di Jun bisogna partire dalla sua particolare concezione nei confronti delle auto, considerate di fatto dei &#8220;<strong>terminali intelligenti mobili</strong>&#8220;, ovvero estensioni dei sistemi operativi di consumo più che semplici mezzi di trasporto. </p>



<p>Quando, nel 2023, Xiaomi ha presentato la <strong>berlina elettrica SU7</strong>, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/xiaomi-su7-lussuosa-come-una-porsche-elettrica-come-la-tesla-ma-a-30mila-euro.html">gli esperti sono rimasti sorpresi </a>sia dal prezzo sia dalla sofisticatezza dell&#8217;ecosistema software che circondava il veicolo. L&#8217;auto, infatti, si integrava alla perfezione con l&#8217;hardware più ampio di Xiaomi, consentendo un&#8217;interazione totale tra telefoni, dispositivi domestici e sistemi automobilistici. </p>



<p>Interessante, inoltre, notare il modus operandi adottato dall&#8217;azienda: per quanto riguarda la SU7, Xiaomi ha sfruttato la sua esperienza in <strong>software</strong>, <strong>hardware </strong>e <strong>intelligenza artificiale</strong> per sviluppare il motore e l&#8217;architettura interna dell&#8217;auto, affidando invece la produzione delle vetture <strong>BAIC (Beijing Automotive Industry Holding ) </strong>e la tecnologia delle <strong>batterie </strong>ad altri fornitori nazionali. La prova del nove per Jun? Rendere le auto di Xiaomi un fenomeno globale come i suoi smartphone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="638" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504205210456_0304a184c444d6becd994ebfa5697db8-1024x638.jpg" alt="" class="wp-image-468194" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504205210456_0304a184c444d6becd994ebfa5697db8-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504205210456_0304a184c444d6becd994ebfa5697db8-600x374.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504205210456_0304a184c444d6becd994ebfa5697db8-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504205210456_0304a184c444d6becd994ebfa5697db8-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504205210456_0304a184c444d6becd994ebfa5697db8-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250504205210456_0304a184c444d6becd994ebfa5697db8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/auto/cinesi-che-cambiano-il-mondo-lei-jun-il-game-changer-dellautomotive-cinese.html">Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Lei Jun, il game changer dell&#8217;automotive cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-perche-zelensky-ha-scelto-il-vecchio-generale-syrsky-e-silurato-il-giovane-ministro-fedorov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 04:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia dei droni va bene. Ma a che cosa servirebbe se i russi dovessero conquistare il Donbass, dove ancora avanzano? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-perche-zelensky-ha-scelto-il-vecchio-generale-syrsky-e-silurato-il-giovane-ministro-fedorov.html">Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina, e non certo per causa sua, ha poche certezze. Una è il metodo di <strong>Volodymyr Zelensky </strong>per gestire il potere e mantenersi al centro di tutti i giochi, costi quel che costi. Adesso tutti commentano l&#8217;ultimo giro di giostra al governo: via dopo solo un anno la prima ministra <strong>Julija Svyrydenko</strong>, ottima tecnocrate (come ministra dello Sviluppo economico e del commercio trattò la questione delle terre rare con il ministro Usa del Tesoro, <strong>Scott Bessent,</strong> che la colmò di complimenti) ma figura politicamente inesistente; al suo posto <strong>Serhiy Koretskyi</strong>, 48 anni, un manager con una lunga carriera nelle aziende statali dell&#8217;energia (l&#8217;ultima Naftogaz, prima Ukrnafta e Ukrtatnafta); e per chiudere con il botto via il ministro della Difesa <strong>Mychajlo Fedorov,</strong> l&#8217;enfant prodige della politica ucraina, a 35 anni già due volte ministro e vice-premier. Con risvolti collaterali non proprio leggeri: il ministro degli Interni <strong>Ihor Klymenko</strong> che rifiuta di passare alla Difesa (non sono mica scemo, deve aver pensato) e Fedorov che non si rassegna a uscire di scena in silenzio e lancia messaggi alle migliaia di ucraini che sono scesi in piazza per protestare contro la sua rimozione. </p>



<p>Come dicevamo, è il metodo Zelensky. Quelli che adesso fanno gli occhioni stupiti dimenticano che nel 2019, appena eletto presidente, Zelensky nominò un governo di giovani tecnocrati guidato da da Oleksij Hončaruk, 35 anni, il più giovane premier nella storia del Paese, per licenziali tutti pochi mesi dopo, mettendo al posto di Hončaruk <strong>Denis Šmyhal</strong>, anche lui un manager del settore energetico, rimasto poi in carica fino al 2025. Dimenticano che, prima dell&#8217;invasione russa, Zelensky cambiò quattro ministri della Difesa e cinque ministri della Sanità (c&#8217;era il Covid), che di ministri della Difesa ne ha cambiati quattro in questi ultimi quattro anni (c&#8217;è la guerra), che i siluramenti illustri non si contano: da quello di <strong>Dmytro Razumkov, </strong>capo della sua campagna elettorale del 2019, poi presidente del Parlamento e infine spregevole paria, ai capi dell&#8217;SBU (servizio di sicurezza) <strong>Ivan Bakanov</strong> (suo amico d&#8217;infanzia, nominato a sorpresa dopo l&#8217;elezione) e <strong>Vasil Maljuk</strong>, fino al generale Valerij Zalužnyj, comandante in capo delle forze armate ucraine, nel 2024 dimissionato e mandato a svernare come finto ambasciatore a Londra.</p>



<p>La lista potrebbe essere molto più lunga e passare per procuratori generali, giudici della Corte costituzionale e pezzi grossi assortiti. Ma ci siamo capiti. Mentre invece bisogna intendersi un po&#8217; meglio su quest&#8217;ultima serie di cambi al vertice, che peraltro arriva poco dopo il repulisti realizzato dalle agenzie anti-corruzione che hanno spazzato via, con l&#8217;Operazione Midas, il folto gruppo di corrotti che estorcevano denaro agli appaltatori dell&#8217;agenzia statale Energoatom e che comprendevano amici cari di Zelensky, due ministri in carica, un ex vice-premier, diversi alti burocrati e soprattutto quell&#8217;<strong>Andrij Jermak</strong> che era il braccio destro (capo dell&#8217;amministrazione presidenziale) di Zelensky e l&#8217;uomo dei contatti con Washington, tanto da essere da molti considerato il &#8220;presidente ombra&#8221; dell&#8217;Ucraina. </p>



<p><strong>Questi ultimi cambi, si diceva, hanno una logica. </strong>Che non sta certo in una presunta paura di Zelensky di perdere il potere. Oggi Zelensky è intoccabile: per gli ucraini, che lo considerano l&#8217;unico possibile leader della resistenza (finita quella, probabilmente lo spareranno sulla Luna); e per i Paesi che appoggiano l&#8217;Ucraina in chiave anti-russa. L&#8217;Unione Europea, poi, gli mangia in mano: un prestito di 90 miliardi euro pronta cassa, progetti comuni per costruire missili, la riduzione del diritto alla protezione per i rifugiati ucraini, bene accolti da noi se dicono di scappare davanti ai russi ma respinti e consegnati ai distretti militari se dicono che nn vogliono andare in guerra. I dieci punti sulla lotta alla corruzione, concordati nel gennaio 2025 con Marta Los, commissario Ue all&#8217;Allargamento? Di fatto dimenticati.</p>



<p>Il punto non sta qui. Sta, invece, nella situazione militare, che da noi viene raccontata come se fosse una telenovela di quarant&#8217;anni fa, tipo <em>La schiava Isaura</em> con il buono-buono, il cattivo-cattivissimo e la fanciulla innocente in mezzo. <strong>Ora è di moda dire che il giovane Fedorov ha rovesciato le sorti della guerra con la strategia dei droni e dei missili. </strong>È evidente che la nuova postura ucraina ha colpito duro sulle infrastrutture della Russia, che oggi raffina il 20% della benzina e il 40% del diesel in meno di prima. Ma Fedorov ha studiato management, non è uno stratega militare. La sua vera dote strategica sono i contatti con le aziende tecnologiche americane, a cominciare da Star Link di <strong>Elon Musk </strong>per finire con Palantir di <strong>Peter Thiel,</strong> che nell&#8217;offensiva dei droni sono decisive perché forniscono l&#8217;intelligence, la localizzazione dei bersagli, le rotte per i voli, la disposizione delle difese antiaeree russe, insomma tutto ciò che porta un missile o un drone sul bersaglio. Il resto è quasi solo meccanica.</p>



<p>Se Zelensky, a un certo punto della rissa tra Fedorov e il generale <strong>Aleksandr Syrsky,</strong> comandante delle forze armate ucraine dal siluramento di Zalushny, ha scelto Syrsky, militare cresciuto alla vecchia scuola sovietica, la ragione sta nel Donbass. Perché lì, a dispetto di quel che si legge da noi, i russi continuano ad avanzare e Zelensky ha bisogno che Syrsky continui a resistere, anche a costo di sacrificare molti uomini (vedi provvedimento sui rifugiati della Ue): a che ti serve far salire il prezzo della benzina in Russia se poi perdi la regione di Donetsk? E questa non è l&#8217;unica ragione se, dovendo proprio scegliere, Zelensky ha scelto il vecchio generale e non il giovane tecnocrate. Anche perché proprio questo gli chiede l&#8217;Europa: rallentare il più possibile i russi mentre Germania, Francia, Polonia e compagnia provvedono a rifornire i loro arsenali.</p>



<p>Seconda ragione: Syrsky è il perfetto rappresentante del mondo che gravita intorno al ministero della Difesa e che è fatto non solo dell&#8217;eroismo al fronte ma <strong>anche di ruberie, complicità, privilegi, cricche e camarille. </strong>Perché, altrimenti, diversi ministri della Difesa (per non parlare di grappoli di vice-ministri) si sarebbero avvicendati, sempre inseguiti dallo sgradevole profumo dello scandalo? È un mondo opaco su cui si sono riversati quasi di colpo centinaia di miliardi di aiuti finanziari e militari, una manna dal cielo che ha ovviamente scatenato fin troppi appetiti. Gli stessi americani, nel tempo, hanno inviato diverse missioni di controllo, dovendo alla fine concludere che non poche armi né pochi soldi erano spariti verso tasche sconosciute. <strong>Ma è anche il mondo che deve garantire la resistenza dell&#8217;Ucraina e con cui Zelensky non può permettersi di entrare in urto.</strong></p>



<p>Questo per Fedorov. Ma una ragione analoga, ovvero la situazione militare, ha regolato anche l&#8217;elevazione del manager dell&#8217;energia Koretskyj al rango di primo ministro. Della difficoltà della Russia abbiamo detto. Ma qualche settimana fa Vladimir Putin ha detto che la risposta della Russia ai colpi ucraini &#8220;sarà speculare&#8221;. E infatti i russi hanno cominciato a colpire, oltre a tutto ciò che già colpivano prima, le infrastrutture portuali e le navi mercantili ucraine (e guarda un po&#8217;, il prezzo del grano è su livelli record perché <a href="https://www.corriere.it/off-the-record-giuseppe-sarcina/26_luglio_17/cereali-russia-ucraina-italia-8d682f25-01a0-4f2f-86f0-dd43a48f1xlk.shtml">le forniture russe e ucraine scarseggiano)</a> e soprattutto <strong>stanno radendo al suolo decine e decine di stazioni di servizio in tutta l&#8217;Ucraina,</strong> per rendere almeno in parte la pariglia rispetto alle incursioni contro le loro raffinerie. Se a questo aggiungiamo gli ormai tradizionali bombardamenti sulle centrali elettriche, capiamo subito che o la Russia va al tappeto entro l&#8217;estate (ipotesi suggestiva ma non molto credibile) o per l&#8217;Ucraina quello 2026-2027 sarà un altro inverno di buio e freddo. E Korestskyj, che come top manager di Naftogaz ha gestito l&#8217;inverno scorso), può essere l&#8217;uomo giusto al posto giusto.</p>



<p>Ma le riflessioni su Fedorov e Korestkyj, se corrette, ci fanno capire un&#8217;altra cosa. Zelensky è troppo informato e intelligente per credere alla propaganda dei suoi spin doctor. Sa che le cose non vanno così bene come riesce a far scrivere ai media occidentali. che è durissima. E si premunisce.</p>



<p>P.S.: ultimo scambio  tra Russia e Ucraina di corpi dei soldati caduti, il 16 luglio. All&#8217;Ucraina sono stati restituiti 501 corpi, alla Russia 31. </p>



<p></p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-perche-zelensky-ha-scelto-il-vecchio-generale-syrsky-e-silurato-il-giovane-ministro-fedorov.html">Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il grande giorno di SpaceX a Wall Street, aspettando OpenAI e Anthropic: le mega-Ipo cambiano la finanza</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-grande-giorno-di-spacex-a-wall-street-aspettando-openai-e-anthropic-le-mega-ipo-cambiano-la-finanza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 04:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
		<category><![CDATA[SpaceX]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1298" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-1536x1038.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>SpaceX mira a raccogliere oltre 80 miliardi di dollari, complessivamente le tre Ipo potrebbero garantirne almeno 200.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-grande-giorno-di-spacex-a-wall-street-aspettando-openai-e-anthropic-le-mega-ipo-cambiano-la-finanza.html">Il grande giorno di SpaceX a Wall Street, aspettando OpenAI e Anthropic: le mega-Ipo cambiano la finanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1298" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905153445439_e434e474c0bb836820e089b2b7dc4b04-1536x1038.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;inizio della <strong>quotazione a Wall Street di <a href="https://it.insideover.com/spazio/spacex-marcia-su-wall-street-e-paperone-musk-sul-suo-primo-quadrilione-di-dollari.html" type="post" id="517979">SpaceX</a></strong>, l&#8217;azienda di servizi spaziali e intelligenza artificiale di <strong>Elon Musk</strong> oggi classificata come maggiore compagnia non presente in Borsa al mondo, apre oggi la stagione delle mega-Ipo (<em>Initial public offering,</em> offerte pubbliche iniziali, ndr) con cui <strong>i giganti della tecnologia Usa</strong> sbarcheranno nella Borsa per antonomasia. A Musk faranno seguito i dioscuri dell&#8217;IA, <strong>Sam Altman e Dario Amodei, </strong>pronti a quotare OpenAI e Anthropic. Si prevede una rivoluzione copernicana nella Borsa americana: complessivamente, SpaceX aggiungerà quasi <strong>1.800 miliardi di dollari di capitalizzazione alla Borsa Usa</strong> e altrettanto faranno, sommate, le due compagnie sulla breccia nella corsa all&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto pronto per le mega-Ipo</h2>



<p><strong>SpaceX mira a raccogliere oltre 80 miliardi di dollari,</strong> complessivamente le tre Ipo potrebbero <strong>garantirne almeno 200</strong>. Facendo dei paragoni, è come se a Wall Street Musk e in futuro Altman e Amodei mirino a far entrare l&#8217;<strong>equivalente di tre listini di Piazza Affari</strong> (solo SpaceX la sopravanzerebbe del 50%) raccogliendo dagli investitori <a href="https://companiesmarketcap.com/italy/largest-companies-in-italy-by-market-cap/">l&#8217;equivalente del valore, sommato, di <strong>Unicredit e Eni</strong></a>. Il giorno più lungo è quello di oggi. Musk contro tutti, ma con molti alle sue spalle: nella finanza internazionale, nonostante molti scetticismi di facciata, il dilemma non è stato <strong>se entrare o meno nell&#8217;Ipo di SpaceX</strong> ma <strong>con che forza e con quante risorse</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;euforia di Wall Street</h2>



<p>&#8220;Questi debutti rappresentano la più concentrata ondata di capitali dai tempi della bolla delle dot-com&#8221; a fine Anni Novanta, e la potenza di fuoco dei tre gruppi potrebbe far sì che &#8220;gli investitori impazziscano&#8221;, <a href="https://fortune.com/2026/06/07/ai-ipo-short-case-openai-anthropic-spacex-chakravorti-tufts/">nota Fortune.</a> <strong>Musk dà il calcio d&#8217;inizio: SpaceX</strong> vuole presentarsi come la compagnia egemone nel settore dei lanci spaziali e della strutturazione dell&#8217;accesso americano alle orbite, da Starlink ai data center orbitanti vende <strong>al tempo stesso un&#8217;infrastruttura tecnologica, un sogno di esplorazione e un progetto di sicurezza nazionale</strong>, mentre al contempo avendo incluso xAI i prospetti ricordano che secondo gli scenari sarà proprio l&#8217;intelligenza artificiale a <strong>trainare il suo business. Ad oggi, valutata 1.250 miliardi</strong> da compagnia privata, SpaceX capitalizza <strong>92 volte i suoi ricavi</strong> e la sua quotazione si baserà su una scommessa chiara: vedere se l&#8217;<strong>IA farà realizzare i prospetti di una crescita esponenziale da qui a dieci anni,</strong> ciò che Musk usa come base per giustificare uno sbarco in borsa anomalo. </p>



<p>L&#8217;uomo più ricco del mondo mira a portare SpaceX in Borsa pur mantenendo l&#8217;80% dei diritti di voto e a saldare il suo controllo con il piano di remunerazione miliardario di <strong>Tesla</strong> per ampliare la filiera delle aziende da lui controllate e diventare il primo personaggio nella storia a <strong>sfondare quota 1.000 miliardi di dollari di patrimonio</strong>. Chi comprerà SpaceX farà un atto finanziario ma anche un voto: accetterà che siano veri i prospetti di Goldman Sachs, secondo cui l&#8217;IA darà a SpaceX ricavi centuplicati, a 322 miliardi di dollari, entro il 2030. Oppure guarderà ancora più in la con in mente un dato: 3.400 miliardi di dollari. A tanto Morgan Stanley, che assieme alla concorrente è tra le istituzioni attive per sottoscrivere l&#8217;Ipo, nota il Financial Times, prevede ammonteranno i ricavi nel 2040. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Euforia e incertezza</h2>



<p>Dei risultati concreti, <a href="https://www.ft.com/content/70fa49e3-1014-4412-890f-c7fe91497db9?syn-25a6b1a6=1">nota il Ft, sono incoraggianti in tal senso:</a> &#8220;I recenti accordi per il noleggio di capacità di calcolo ad Anthropic e Google per un totale di 24 miliardi di dollari all&#8217;anno sottolineano il valore dell&#8217;infrastruttura terrestre esistente di SpaceX&#8221;. Chi ha fatto comunque un affare è proprio Google: comprò per 1 miliardo di dollari l&#8217;8% di SpaceX nel 2015 e ora ne detiene il 6,11%: anche se l&#8217;Ipo dovesse diluirne la quota, stime di valutazioni della partecipazione capace di arrivare a 100-105 <a href="https://www.bitget.com/news/detail/12560605453830">miliardi di dollari sono tutto fuorché esagerate.</a> Questo dà l&#8217;idea dell&#8217;euforia che attende lo sbarco dell&#8217;astronave-madre di Starlink e Starship a Wall Street. <strong>Seguiranno le boutique dell&#8217;IA</strong> per trasformare radicalmente i rapporti di forza in borsa. E anche le prospettive con cui il mercato agirà.</p>



<p>Finora la Borsa ha premiato i vincitori della corsa all&#8217;IA, i costruttori di hardware, valorizzandone il boom di attività nel breve periodo per la costruzione di data center e potenza di calcolo. Ora si prevede arrivino i signori degli algoritmi, dei linguaggi di IA e delle tecnologie di frontiera, per i quali la valutazione è prospettica, calcolata sul fatto che si prevede l&#8217;IA trasformerà l&#8217;economia globale e la produttività in forma radicale. Da un <strong>rally che cavalca il presente a aspettative lunghe</strong> per una borsa che vuole crescere senza limiti. Da dove arriverà il denaro per le mega-IPO? Nuovi investitori si affacceranno o i capitali ruoteranno seguendo il nuovo <strong>paradigma finanziario? E se così farà, chi &#8220;perderà&#8221;</strong> capitalizzazione in un mercato per molti sopravvalutato? Su che parametri saranno valutati i campioni dell&#8217;IA oltre che sui fatturati e i flussi di cassa per sostenere queste capitalizzazioni? Sarà euforia o bolla? C&#8217;è addirittura chi teme che <a href="https://www.useluminix.com/reports/industry-analysis/are-concerns-that-the-space-x-openai-and-anthropic-ipos-will-create-selling">SpaceX, OpenAI e Anthropic possano <strong>prosciugare i mercati</strong></a> esaurendone le disponibilità. Viviamo un momento trasformativo della finanza mondiale. La sensazione è che il 12 giugno 2026 sarà una data spartiacque. Il decollo di SpaceX verso Wall Street sarà quello della borsa verso una nuova era? Lo capiremo presto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-grande-giorno-di-spacex-a-wall-street-aspettando-openai-e-anthropic-le-mega-ipo-cambiano-la-finanza.html">Il grande giorno di SpaceX a Wall Street, aspettando OpenAI e Anthropic: le mega-Ipo cambiano la finanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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