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Politica

Fedorov sfida Zelensky, in Ucraina è tornata la politica

L'ex ministro della Difesa non si rassegna al siluramento attacca con decisione Zelensky e il suo sistema di potere.
ucraina

Ci è capitato di scrivere in queste pagine che, in un Paese normale, Volodymyr Zelensky sarebbe già stato cacciato da tempo. Quando i tuoi amici e addirittura soci si rivelano dei lestofanti, i ministri vengono cacciati o spinti alle dimissioni, uno dopo l’alto, perché coinvolti in casi di corruzione e, soprattutto, quando gli uomini che lavorano a più stretto contatto con te (prima il capo dell’amministrazione presidenziale Andrij Jermak e stamattina la vice-capa della stessa amministrazione, Irina Mudraya, per le solite questioni di affari illeciti e speculazioni edilizie, in questo caso per circa 4 milioni di dollari) sono falciati dagli organismi anti-corruzione, la tua responsabilità personale e politica è evidente. Ma l’Ucraina, tra rivolgimenti interni, secessionismi, guerre, invasioni e crisi di ogni tipo, almeno dal 2014 non è un Paese normale. E d’altra parte nemmeno Zelensky, come ben sappiamo dalla sua irruzione sulla scena nell’inverno del 2018, è un presidente normale. E comunque, oltre che dalla propria innata capacità manovriera di, Zelensky è stato fin qui protetto da due fattori che s’intrecciano: l’appoggio incondizionato dell’Europa, che finora ha versato oltre 200 miliardi in aiuti militari, umanitari e finanziari (del cui impiego e della cui distribuzione, di fatto, Zelensky è l’unico garante) e in lui trova il perfetto interprete della linea intransigente nei confronti della Russia e di qualunque trattativa; e la conseguente convinzione degli ucraini che in tempo di guerra nessun altro saprebbe condurre il Paese con la sua stessa decisione.

Gli stessi sondaggi che, nel tempo, hanno confermato la fiducia degli ucraini in Zelensky come comandante supremo, con la stessa costanza hanno ribadito che Zelensky difficilmente sarebbe la loro prima scelta per il governo di un’Ucraina finalmente in pace. L’attuale presidente viene regolarmente superato, per esempio, da una figura come quella di Valeryj Zaluzhny,i l’ex comandante in capo delle forze armate ucraine proprio da Zelensky silurato nel febbraio del 2024. Personaggio molto stimato ma ancora tutto da misurare come politico. All’improvviso, però, la sfida si è fatta assai più complicata. Nell’ultimo giro di giostra di nomine fatte per rimediare agli scandali e conservare un certo equilibrio dei poteri il sempre accorto Zelensky ha commesso un errore. Ha sottovalutato la portata della rimozione di Mychaylo Fedorov, 35 anni, ministro della Difesa e vice-premier.

In particolare Zelensky non ha calcolato tre elementi. Uno: la determinazione di Fedorov nel difendere, anche pubblicamente, la propria dignità e i risultati del proprio lavoro, al punto da rifiutare con clamore le diverse “sistemazioni” riparatorie che gli venivano offerte. Due: la popolarità di Fedorov. Dal giorno della sua rimozione, in tutte le grandi città ucraine si sono succedute manifestazioni di protesta. E stamattina, mentre il Parlamento ratificava la nomina di Yevhen Khmara a nuovo ministro della Difesa, in piazza c’era una folla che inneggiava a Fedorov. Terzo e più importante: Zelensky non poteva immaginare che Fedorov avrebbe trasformato il proprio licenziamento in una contesa politica.

Appena uscito dal Ministero, infatti, Fedorov ha aperto un proprio canale YouTube su cui nelle scorse ore ha postato un lungo video che contiene una vera sfida. Fedorov attacca i nervi più scoperti di Zelensky, che come presidente è scaduto da oltre due anni. Dicendo chiaro e tondo che non si può andare avanti così. “Dobbiamo rispondere a una domanda fondamentale: come dovrebbe funzionare lo Stato se la guerra si protraesse per anni? E poi: se la guerra continuasse per un altro anno, due, tre, la Russia potrebbe davvero rivendicare il diritto di decidere quando gli ucraini potranno eleggere nuovamente il proprio governo? Sono convinto che non possa. La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia. Combattiamo proprio perché vogliamo rimanere uno Stato europeo libero. Pertanto, dobbiamo trovare un meccanismo legale, sicuro e realistico che permetta all’Ucraina di ripristinare un processo democratico completo anche nel contesto di una guerra prolungata”.

Fedorov ha inoltre sollevato la questione delle nomine governative, della corruzione e dell’accentramento in circoli ristretti di tutte le decisioni fondamentali: “Le persone non possono vivere indefinitamente in uno Stato in cui non capiscono perché vengono prese certe decisioni, perché alcune riforme vanno avanti mentre altre vengono bloccate. Perché le decisioni necessarie oggi in prima linea impiegano mesi a passare da un gabinetto all’altro. Ed è particolarmente pericoloso quando la società percepisce che il criterio principale per la nomina di una persona non è la sua professionalità, non i suoi risultati e non la sua capacità di cambiare il Paese, ma la sua lealtà personale al sistema. Uno Stato moderno non può funzionare in questo modo. E soprattutto non un Paese che sta combattendo una guerra per la propria sopravvivenza. Dobbiamo parlare anche di corruzione. Non perché sia ​​una parola popolare, ma perché in tempo di guerra la corruzione assume un significato completamente diverso. In tempo di pace, il denaro rubato significa strade, ospedali o scuole peggiori. In tempo di guerra, il denaro rubato può significare un drone non acquistato, munizioni mai arrivate, un sistema di guerra elettronica inesistente, un veicolo non utilizzato per evacuare i feriti, tecnologia che avrebbe potuto essere messa in produzione ma non lo è stata. Pertanto, la corruzione in tempo di guerra non è solo un problema finanziario; è una questione di capacità di sopravvivenza e di vittoria”.

Più diretto di così l’attacco a Zelensky personalmente e al suo sistema di potere (compreso un Parlamento che non fa altro che mettere il timbro ai desideri di Zelensky) non poteva essere. Anche perché Fedorov parla di un sistema “vecchio” che “teme il cambiamento”. Mentre invece occorre ristabilire “la fiducia tra i cittadini e lo Stato”. Infine: “L’Ucraina ha bisogno di un principio molto semplice: il potere deve significare responsabilità. Se hai ricevuto l’autorità, sii responsabile dei risultati. Se hai ricevuto un bilancio, dimostra cosa hai realizzato. Se hai ottenuto una posizione, spiega quali risultati hai conseguito. Le persone possono sopravvivere a momenti estremamente difficili; gli ucraini lo hanno già dimostrato. Ma c’è una cosa che è molto difficile da sopportare indefinitamente: il senso di ingiustizia”.

Scarsa trasparenza, corruzione che danneggia la resistenza alla Russia, nomine dettate dalla sola fedeltà al capo e non dalla competenza, attaccamento al potere, inefficienza. Più che una critica, di fatto un manifesto. La sortita di Fedorov è per Zelensky particolarmente insidiosa per diverse ragioni. Gli ucraini attribuiscono all’ex ministro, forse con un eccesso di stima visto che è rimasto in carica meno di un anno, tutto il merito per la svolta degli attacchi con i droni, che hanno portato l’impatto della guerra in profondità dentro la Russia. E soprattutto gli riconoscono di aver provato ad applicare idee nuove, tali da alleggerire almeno in parte il peso che grava sulla popolazione: riforma del reclutamento (la brutalità delle pattuglie è uno dei temi più forti), maggiore impiego delle tecnologie per risparmiare umani, arruolamento più ampio di mercenari, esercito di professionisti. Ma queste sono anche le doti che gli vengono riconosciute all’estero, in particolare negli Usa. Fedorov è l’uomo dei contatti con le big tech a stelle e strisce, quello che parla direttamente con Elon Musk e che da lui ha ottenuto per l’Ucraina l’uso della rete satellitare Star Link e la sua chiusura ai russi.

Fedorov potrebbe quindi diventare il nuovo Zelensky, l’uomo di cui si fidano i Paesi che sostengono lo sforzo bellico dell’Ucraina e che gli ucraini considerano pari alla sfida di guidare il Paese in guerra? È ancora presto per dirlo. Una cosa però è certa: per merito suo la politica è tornata in Ucraina.

Riferimenti

Per la biografia di Zelensky: https://it.insideover.com/politica/fulvio-scaglione-tutto-cio-che-avreste-voluto-sapere-su-zelenskyj-e-non-avete-mai-osato-chiedere.html

Per le manovre di Zelensky: https://it.insideover.com/politica/cambiare-tutti-per-non-cambiare-nulla-il-senso-di-zelensky-per-gli-equilibri-del-potere.html

Per il messaggio su You Tube di Fedorov: https://youtu.be/QGFTuUxZB54?si=2CiEtQgfnE1hV_SF

Per Zelensky leader bellico: https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2026-zelensky-il-presidente-della-guerra.html

Per le ultime nomine di Zelensky: https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html

Per il sostegno a Fedorov: https://t.me/letteradamosca/37703

Per il video di Fedorov: https://youtu.be/QGFTuUxZB54?si=UcEAG5Vvwpa9U1u9

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