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	<title>Carlo Calenda Archives - InsideOver</title>
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	<title>Carlo Calenda Archives - InsideOver</title>
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		<title>Pinocchio Calenda non conta niente ma quelli che lo applaudono sì e vogliono la censura</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/pinocchio-calenda-non-conta-niente-ma-quelli-che-lo-applaudono-si-e-vogliono-la-censura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 16:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo Calenda" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p> Le bugie di Calenda nel dibattito con Jeffrey Sachs vengono applaudite da un fronte compatto che ha un solo scopo: censurare il dibattito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/pinocchio-calenda-non-conta-niente-ma-quelli-che-lo-applaudono-si-e-vogliono-la-censura.html">Pinocchio Calenda non conta niente ma quelli che lo applaudono sì e vogliono la censura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo Calenda" decoding="async" /></p>
<p>Abbiamo già spiegato, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">con una certa dovizia di particolari</a>, perché nel confronto Tv tra <strong>Carlo Calenda</strong> e <strong>Jeffrey Sachs</strong>, il vero &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; sia stato Calenda, che invece ha rivolto tali epiteti a Sachs. Non vale la pena, quindi, di tornare sulle balle che il leader di Azione ha provato a raccontare. Ma ancor più interessante del dibattito (ingiusto chiamarlo così: Sachs avanzava delle opinioni, più o meno condivisibili, Calenda insultava, il conduttore lasciava fare) è il post-dibattito, ancor più indicativo dello sprofondo culturale e politico in cui ci troviamo.</p>



<p>Partiamo da Calenda. Sui suoi social si vanta molto del risultato acquisito e dice di aver avuto il plauso di nomi di prestigio internazionale. Quelli che cita sono: la premio Pulitzer <strong>Anne Applebaum</strong>, la premio Nobel per la pace nel 2022 <strong>Oleksandra Matviichuk</strong>, del viceministro degli Affari esteri ucraino, <strong>Sergyi Kyslytsya</strong>, di <strong>Gideon Rachman</strong>, capo dei commentatori esteri del Financial Times, dell&#8217;ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, <strong>Martin Selmayr</strong>, della giornalista ucraina <strong>Nona Mikhelidze</strong>. A parte Rachman, sono tutti ucraini. Pare piuttosto ovvio che se vai raccontando che gli Usa non misero mano allo svolgimento dell&#8217;Euromaidan del 2014 (falso) e che tutti gli ucraini erano compattamente pro-rivoluzione (falso), raccogli gli applausi degli ucraini che sostengono questa tesi, che in Ucraina tra l&#8217;altro è tesi di Stato. Io sono tifoso del Torino e so benissimo che se vado in curva Maratona e grido &#8220;Juve merda&#8221;, qualcuno che mi applaude lo trovo. </p>



<p>In più, Calenda ci mette una dose di furbizia da mercato del pesce. In due casi si fa scudo di importanti titoli professionali ma tace il resto. La Applebaum ha certo vinto il Pulitzer ma <strong>è la moglie del ministro degli Esteri della Polonia Radoslaw Sikorski</strong>, quello che scrisse su X &#8220;Grazie Usa!&#8221; quando fu fatto saltare in aria il gasdotto Nord Stream. E la Nobel Matviichuk, stimabilissima, è pur sempre ucraina. E si torna alla curva Maratona.</p>



<p>Infantilismo calendiano a parte, quello da tener d&#8217;occhio è il coro dei pro-Calenda, pronti a lanciarsi sui social in appassionati attestati di stima e di sostegno. Un coro così compatto da far pensare che tutto l&#8217;insieme, dalla performance Tv del nostro al seguito, fosse in qualche modo organizzato. Se uno va a rivedere il video del dibattito (<strong>qui sotto</strong>)  non può non notare che Calenda parte con gli insulti quasi a freddo, non certo in una fase concitata di scambi dialettici. E il coro di queste ore è troppo compatto per non sembrare combinato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma combinato a no che sia, il coro ha una caratteristica precisa. Non prova nemmeno a dire che Calenda ha ragione e perché, cosa che sarebbe impossibile visto che ci sono abbondanti prove che gli Usa misero mano nello svolgimento dell&#8217;Euromaidan e che non tutti gli ucraini erano d&#8217;accordo con la protesta, anzi, che il Paese era spaccato. Chiede, <em>sic et simpliciter</em>, che a quelli come Sachs sia negato il dibattito. Che non siano mai chiamati in Tv o dai giornale. Che sia tolto loro il diritto di parola. In poche parole, che siano fatti sparire. E si capisce bene perché. </p>



<p>Perché le balle di Calenda sono il pensiero unico, poco pensiero e molto unico: nel senso che <strong>non deve esistere alcun&#8217;altra versione di quella che viene agitata e che serve, tra l&#8217;altro, a tenere in piedi l&#8217;attuale strategia europea</strong>, in cui il riarmo è chiamato a porre rimedio a una crisi industriale ed economica profondissima (<a href="https://it.insideover.com/economia/germania-10-mila-disoccupati-in-piu-al-mese-crollo-della-produzione-export-in-crisi-altro-che-effetto-merz.html">Andrea Muratore racconta proprio oggi</a> lo sprofondo della Germania, con produzione industriale al ribasso, export in crisi e 10 mila disoccupati al mese in più) nata dalle scelte fatte all&#8217;inizio dell&#8217;invasione (criminale) russa dell&#8217;Ucraina, quando invece di spegnere il fuoco e regolare poi i conti si pensò di regolare facilmente i conti con Mosca e semmai spegnere il fuoco dopo. Quando (settembre 2022) la Von der Leyen, applaudita freneticamente dai Calenda di mezza Europa, spiegava che i russi erano allo sbando, che la loro industria militare era a pezzi e che per far volare i missili usavano i microchip delle lavatrici. <a href="https://youtu.be/ELYlJQRPuU8?si=w2nuUAszr4P2PIeI">Ci sono i video su Youtube a ricordarci quei meravigliosi momenti.</a> Chi non rispetta la linea, poco o tanto che sia, deve essere annullato. Per questo chiunque sgarri, da Sachs in sù o in giù, è uniformemente putiniano. O pensi quel che si vuole obbligatorio pensare o sei complice del nemico. Le posizioni terze, quelle cui quasi sempre arrivano le persone intelligenti in questioni così compelsse, non esistono. Non devono esistere. </p>



<p>Quindi il problema non è Sachs, non sono le sue opinioni più o meno condivisibili. Il vero tema è: <strong>non deve parlare nessuno che non sostenga quella versione</strong>, che alla prova dei fatti si è rivelata penosamente fallimentare. Non è un caso, quindi, che molti Paesi dell&#8217;Unione Europea, e da parte della Ue stessa, in maniera più o meno aperta si attuino o si mettano allo studio provvedimenti giustificati con le migliori intenzioni (combattere la pedofilia, limitare le fake news&#8230;) ma che ottimamente si prestano a limitare drasticamente la libertà d&#8217;espressione. Oggi <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/germania-allarme-autoritarismo-il-costituzionalista-murswiek-denuncia-la-censura-di-stato.html">Roberto Vivaldelli ci parla di quanto sta avvenendo in Germania</a>, con quelli che a illustri giuristi tedeschi paiono progetti di censura di Stato. <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-con-la-scusa-della-pedofilia-lue-si-prepara-a-spiare-la-corrispondenza-di-tutti.html">Ma c&#8217;è il famoso Chat control </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>comunitario</u></span></font>, le <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/quando-i-brogli-li-fa-leuropa-laccusa-di-durov-alla-francia-sulla-censura-in-moldavia.html">azioni censorie nei dibattiti elettorali altrui,</a> i <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lue-e-i-soldi-ai-media-il-caso-degli-investigatori-di-occrp-svelato-dal-berliner-zeitung.html">soldi distribuiti ai media compiacenti</a> o da compiacere, le <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/le-accuse-contro-la-russia-si-sgretolano-anche-politico-smonta-il-caso-del-gps-di-von-der-leyen.html">balle di Stato</a> e quant&#8217;altro. La lista è lunga ma punta in un&#8217;unica direzione. La stessa dei sostenitori di Carlo Calenda.</p>



<p><strong><em>Pur nel suo provincialismo, il dibattito politico italiano rimanda, a volte senza volerlo, a grandi questioni internazionali che stanno definendo il nostro mondo di domani. Occorre grande attenzione, e un po&#8217; di forza per non farsi travolgere dalla marea di luoghi comuni e false verità. Noi ci proviamo, ogni giorno. </em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Diventa uno di noi, abbonati a InsideOver!</a></strong></p>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/quando-i-brogli-li-fa-leuropa-laccusa-di-durov-alla-francia-sulla-censura-in-moldavia.html"> </a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/pinocchio-calenda-non-conta-niente-ma-quelli-che-lo-applaudono-si-e-vogliono-la-censura.html">Pinocchio Calenda non conta niente ma quelli che lo applaudono sì e vogliono la censura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è molto discusso del dibattito (chiamiamolo così) tra Carlo Calenda e Jeffrey Sachs. Vediamo qualche fatto concreto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbondantemente commentato, circola molto sui social lo spezzone di trasmissione in cui <strong>Carlo Calenda</strong> si confronta con l&#8217;economista e professore della Columbia University Jeffrey Sachs al quale, a un certo punto della discussione, dà del &#8220;bugiardo&#8221; e del &#8220;propagandista putiniano&#8221;. Circola, il video, anche perché Calenda lo promuove, essendone a quanto pare orgoglioso. Non ci sarebbe alcuna ragione per occuparsi di una cianfrusaglia politica come Calenda, e ancor meno dei suoi show televisivi, se non fosse che tutto in quello pseudodibattito (dove peraltro si è permesso a uno degli interlocutori di insultare l&#8217;altro, non bello) è <strong>perfettamente esemplare della distorsione ideologica che subiamo da anni</strong> e che ha portato l&#8217;Europa nel vicolo cieco in cui ora si trova.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Intanto, vale la pena di sottolineare lo squilibrio di competenze. Sachs, 70 anni, ha un importante passato come consulente di Governi e capi di Stato: lo è stato per il Governo polacco nel 1989, per&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbaciov">Mikhail Gorbaciov</a>&nbsp;nel 1990-1991, per il team economico del presidente russo&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Eltsin">Boris Eltsin</a>&nbsp;nel 1991-1993 e per quello del presidente ucraino&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonid_Kuchma">Leonid Kuchma</a>&nbsp;nel 1993-1994. Poi dal 2001 al 2018 è stato consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, prima con <strong>Kofi Annan</strong> e poi con <strong>Antonio Guterres</strong>. Altrimenti detto, e con rispetto parlando, Sachs si occupava ad altissimo livello di Russia e Paesi circostanti quando Calenda, nato nel 1973, faceva con risultati altalenanti il liceo e aveva appena messo incinta la segretaria del patrigno. </p>



<p>Ma non importa. Calenda, in seguito, è stato vice-ministro dello Sviluppo economico (2013-2016) e poi ministro dello stesso dicastero (2016-2018) con due premier ora superatlantisti come <strong>Paolo Gentiloni </strong>e <strong>Matteo Renzi</strong>. Qualche competenza dovrebbe averla anche lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le umiliazioni cinesi della Ue</h2>



<p>E questo ci riporta al dibattito di cui sopra. Sachs esprime le sue opinioni, che possono essere condivise o meno. I lettori di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-a-jeffrey-sachs-sanzioni-contro-mosca-inutili-e-dannose-per-la-pace-gaza-laccordo-non-reggera.html">ne hanno appena avuto un saggio</a> e, da persone adulte, possono serenamente giudicare. A chi scrive, per esempio, del suo intervento televisivo è parsa molto convincente la parte in cui <strong>ha criticato l&#8217;assenza di una diplomazia europea</strong>, che si è schiacciata su quella americana e ha rinunciato a ogni forma di comunicazione con quelli che considera rivali sistemici, la Russia e la Cina. Ma se non parli con gli avversari, con quelli che ti preoccupano, con chi parli? <strong>A che serve una diplomazia?</strong> E i risultati si vedono. In luglio la delegazione europea formata da Ursula von der Leyen, la responsabile della politica Estera Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivata a Pechino per trattare sulle politiche commerciali, è stata a dir poco umiliata. E in questi giorni, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html">come ha raccontato Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>, il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Johann Wadephul</strong>, ha dovuto annullare una visita in Cina, programmata da tempo, perché nessuno dei dirigenti cinesi era disponibile a riceverlo. Quanto alla Russia non serve parlarne.</p>



<p>Ma nella visione di Calenda va bene così, è giusto così. <strong>Anche se poi dice che la trattativa Ue sui dazi con Trump è stata un disastro.</strong> Sarebbe interessante capire come sarebbe potuta andare diversamente, se ci siamo amputati di ogni spazio di manovra politica e se abbiamo affidato tre dei dicasteri più importanti della Commissione europea a esponenti dei piccoli Paesi baltici, che sono più filoamericni di molti americani: la Kallas, già citata, già premier dell&#8217;Estonia, alla Politica estera; <strong>Andrius Kubilius</strong>, già premier della Lituania, al commissariato per la Difesa e lo spazio; e <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, ex premier della Lettonia, alla politica economica e finanziaria.    </p>



<p>Ma dove Calenda rivela tutta la propria pochezza è quando ricicla l&#8217;armamentario tipico della politica europea di quest&#8217;ultimo decennio, lo stupidario ideologico che ci ha portati nell&#8217;attuale situazione. Primo capitolo: la famosa dipendenza energetica dalla Russia. Calenda ricorda di essere andato, da ministro, a trattare coi russi sul gas, anche se c&#8217;era già stata l&#8217;occupazione della Crimea e anche se, allora, spendeva parole al miele per la Russia (<strong>si veda qua sotto</strong>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Era solo il 2016 quando il putiniano Calenda voleva trasferire, addirittura, il Colosseo in Russia. <a href="https://t.co/Q4G0SX2tZ1">pic.twitter.com/Q4G0SX2tZ1</a></p>&mdash; Danilo Della Valle (@Dani_DellaValle) <a href="https://twitter.com/Dani_DellaValle/status/1909520219619344541?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Calenda dice di essersene pentito</strong> ma non dice perché lui e il Governo di cui faceva parte si comportavano in quel modo. La risposta la diamo noi per lui: <strong>perché ci conveniva.</strong> Perché la famosa &#8220;dipendenza&#8221; l&#8217;Europa l&#8217;ha cancellata con un tratto di penna (quindi non era questa gran schiavitù) ma con quel tratto ha rinunciato anche ad avere energia sicura (abbiamo importato petrolio e gas russo dai primissimi anni Sessanta) a prezzi accettabili, mandando a catafascio il proprio modello economico. E cacciandosi nella situazione per cui <strong>Mario Draghi</strong>, che da premier trattava gli italiani come dei <em>minus habens</em> rimproverando loro di preferire i condizionatori alla libertà, oggi piange i costi eccessivi dell&#8217;energia che penalizzano la competitività europea. E propone di lasciar perdere la Ue ma di affidarsi di volta in volta, problema per problema, a &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221;. Un bel risultato, no?</p>



<p>Ma Calenda rivela tutta la pochezza intellettuale di questo modo di affrontare i problemi quando Sachs dice che nel 2014, lui presente a Kiev, i maneggi degli Usa contribuirono a far andare le cose come andarono. <strong>È lì che Calenda gli dà del bugiardo e del propagandista putiniano.</strong> Ma non solo: dice che nel 2014 gli ucraini (attenzione: gli ucraini) si ribellarono per non finire sotto l&#8217;influenza russa. </p>



<p>Non c&#8217;è una sola parola di Calenda, in questi passaggi, che contenga una minima percentuale di verità. Sui maneggi degli americani non ci sono più dubbi. Vale come primo esempio la famosa affermazione con cui la vicesegretaria di Stato <strong>Victoria Nuland</strong> rivendicava i 5,1 miliardi di dollari spesi per &#8220;promuovere la partecipazione civica e il buon governo&#8221;; o la telefonata in cui la Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev, Geoffrey Pyatt, prima della fuga del presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e del ribaltone, discettavano su chi sarebbe stato il prossimo primo ministro dell&#8217;Ucraina, che poi, guarda caso, fu proprio il loro preferito, Arsenij Jaceniuk. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come andò nel 2014</h2>



<p>E poi la questione &#8220;degli ucraini&#8221; che non volevano sottostare all&#8217;influenza russa. Calenda fa finta di non sapere (e se non lo sa, peggio ancora) che non era affatto così. C&#8217;è un&#8217;infinità di ricerche sul campo, incontestabili, che raccontano una realtà ben diversa. Nel 2013, con l&#8217;Euromaidan in pieno corso, <strong>USAID (l&#8217;agenzia Usa per lo sviluppo, quella detestata da Trump) pubblicò uno studio</strong> da cui risultava che il 37% degli ucraini desiderava l&#8217;adesione alla Ue mentre il 33% preferiva l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia. Stesso studio: il 35 chiedeva di intensificare le relazioni con la Ue, il 34% quelle con la Russia.</p>



<p><strong>Ricerca dell&#8217;istituto americano Gallup (pubblicata nel marzo 2014)</strong>: il 17% degli ucraini considerava la Nato &#8220;una protezione&#8221; mentre il 29% la considerava una minaccia (e il 44% non sapeva giudicare). Adesione alla Ue: 52% di sì nell&#8217;Ucraina occidentale, 55% in quella centrale, 19% in quella orientale. Fedeltà alla Russia: 25% di consensi nell&#8217;Ucraina occidentale, 42% in quella centrale, 60% in quella orientale. </p>



<p><strong>Ricerca del Razumkov Center di Kiev (maggio 2013):</strong> il 41,7% si pronuncia per l&#8217;integrazione nella Ue, il 31% per l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia, il 13,5% per il non allineamento rispetto a entrambe.</p>



<p><strong>Ricerca del Kiev International Institute of Sociology (febbraio 2014)</strong>: il 23% supportava il presidente in carica Janukovich, il 40% la protesta e un 32% si diceva neutrale.</p>



<p>Ricerche Usa e Ucraine, come si vede, nessun filoputiniano di mezzo. <strong>Quindi dire, come fa Calenda, che &#8220;gli ucraini&#8221; erano tutti schierati contro la Russia è una bugia (se Calenda è preparato) o una mistificazione</strong>, in ogni caso un&#8217;affermazione, questa sì, di propaganda non suffragata dai fatti. Furono proprio i maneggi degli Usa, della Ue e degli oligarchi ucraini a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall&#8217;altro. E per finire con il famoso dibattito Tv: da un lato c&#8217;era uno studioso come Sachs, con decenni di esperienza sui temi trattati, che esprimeva opinioni personali, giuste o sbagliate che possiamo ritenerle; dall&#8217;altra un politicante come Calenda che, per sua stessa ammissione, di opinioni su quel tema ne ha già cambiate diverse, ora sostiene tesi ideologiche e non rispondenti ai fatti e dà del bugiardo e del propagandista agli altri. Fate voi.</p>



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		<title>Quando i liberali hanno un problema con la democrazia. Calenda, per esempio&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quando-i-liberali-hanno-un-problema-con-la-democrazia-calenda-per-esempio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 07:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-1536x1003.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Spiazzati dal generale riassetto geopolitico, cercano di inventarsi nuovi dispositivi per conservare le proprie posizioni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/calenda-1536x1003.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Sono i liberali i più traumatizzati dal<a href="https://it.insideover.com/politica/trumpology-qualche-considerazione-per-e-sui-i-nuovi-antiamericani-da-salotto.html"> riassetto geopolitico</a></strong>: vedono il treno occidentale a guida statunitense preso in ostaggio dal conducente, gli Stati Uniti, gettando l&#8217;ordine mondiale che conoscevano nello sconquasso. Incapaci di creare vasto consenso in patria, assediati da quello che percepiscono come un doppio populismo di destra e di sinistra, cercano di inventarsi dispositivi per far funzionare la macchina, o perlomeno non dover scendere.</p>



<p>Uno dei più agguerriti cantori della &#8220;competenza&#8221; contro i &#8220;demagoghi&#8221;, <strong>Carlo Calenda</strong>, leader di Azione, ha presentato dunque una proposta di legge chiamata “Scudo democratico”, con l’obiettivo di contrastare la disinformazione e le ingerenze straniere nel dibattito pubblico italiano. Nel testo si possono leggere un paio di idee non da poco: come quella di<strong> istituire comitati di analisi, composti da un pool di tecnici qualificati, per va</strong>lutare se in una elezione c&#8217;è stata manipolazione del consenso oppure no, e in caso di parere positivo anche dell’Agcom e dell’intelligence bloccare gli utenti responsabili.</p>



<p>La proposta prevede anche sanzioni per chi diffonde informazioni false, e in <em>extrema ratio</em> la possibilità di sospendere o annullare elezioni in caso di gravi minacce all’integrità del processo democratico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso rumeno e i dubbi sulle interferenze</strong></h2>



<p>La proposta arriva in un momento delicato, dopo l’esclusione del candidato filorusso, antisemita e cospirazionista <strong>Călin Georgescu</strong> dalle <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-scandalo-finale-calin-georgescu-eliminato-dal-voto.html">elezioni in Romania</a>. La Corte Costituzionale di Bucarest ha annullato sua vittoria al primo turno sostenendo che fosse il risultato di una campagna di disinformazione russa. Tuttavia, le accuse sono vaghe e basate su presupposti discutibili, come l’aumento improvviso dei consensi su TikTok. Il sito <em>Politico</em> ha definito la situazione “fumosa”, mentre molti osservatori si chiedono <strong>come sia possibile che una campagna social abbia potuto influenzare milioni di voti in poche settimane</strong>.</p>



<p>Questo caso ha riacceso il dibattito su come contrastare la disinformazione senza cadere nella censura. La proposta di Calenda, infatti, prevede la rimozione di contenuti “ingannevoli” e il blocco di utenti che diffondono informazioni false, ma il rischio è che queste misure possano essere usate per limitare la libertà di espressione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La posizione dell’Europa e il rischio di censura</strong></h2>



<p>La proposta di Calenda non è isolata. In Europa, la presidente della Commissione Europea, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, ha parlato di creare uno “Scudo democratico” per proteggere i cittadini dalla disinformazione online. Von der Leyen ha paragonato la disinformazione a un virus, sostenendo che sia meglio “vaccinare” la società con il “pre-bunking” (prevenire la disinformazione) piuttosto che debunkare (smentire) dopo che il danno è fatto. Tuttavia, molti vedono in questa retorica un tentativo di giustificare la censura.</p>



<p>Ci aveva pensato anche il vicepresidente degli Stati Uniti, <strong>JD Vance</strong>, a castigare l’approccio paternalistico di molti leader europei, che secondo lui rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Peccato che poi la Casa Bianca si sia resa responsabile di un&#8217;opera repressiva contro gli studenti della Columbia che hanno occupato aule per protestare contro un probabile genocidio, e dell&#8217;adozione di<strong> un codice per definire ciò che è accettabile e cosa non lo è nel discorso pubblico che farebbe rabbrividire persino Calenda</strong>. La domanda però resta: chi decide cosa è disinformazione e cosa non lo è? E come si può garantire che queste decisioni non siano influenzate da interessi politici? Come scrisse il poeta romano <strong>Giovenale</strong>: “Chi controllerà i controllori?”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Libertà contro sicurezza</strong></h2>



<p>La proposta di Azione non ci fa sapere in quali modi concetti come “disinformazione” e “ingerenza straniera” saranno definiti in modo oggettivo. Anche con l’aiuto di esperti, <strong>il rischio è che le valutazioni siano soggettive e influenzate da pregiudizi politici</strong>. Inoltre, in caso di errori (ad esempio, se un’elezione venisse annullata per sbaglio), non è chiaro come si possa porre rimedio.</p>



<p>Un altro problema è l’effetto che queste misure potrebbero avere sulla fiducia dei cittadini. In un’epoca di crescente astensionismo, introdurre leggi che limitano la libertà di espressione potrebbe peggiorare la situazione, creando un paradosso: <strong>invece di proteggere la democrazia, si rischia di minarla ulteriormente.</strong></p>



<p>Il dibattito su come contrastare la disinformazione e le ingerenze straniere è complesso e delicato. Da un lato, è necessario proteggere l’integrità dei processi democratici; dall’altro, bisogna evitare di dare l&#8217;impressione ai cittadini che il loro voto non verrà accettato finché non sarà quello &#8220;giusto&#8221;: che piace cioé alla gente che piace. Il rischio è che lo “Scudo democratico” si trasformi in un boomerang, alimentando sfiducia e guerre civili invece di risolverle.</p>
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