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	<title>Al-Jolani Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 07 Apr 2025 07:08:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Al-Jolani Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il nuovo incubo di Israele: l’alleanza militare tra Turchia e Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-incubo-di-israele-lalleanza-militare-tra-turchia-e-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 07:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo cooperazione militare]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I miliziani dell&#039;Esercito siriano libero, appoggiato dalla Turchia, innalzano la bandiera di Ankara a Manbij il 29 dicembre del 2018 Nazeer Al-Khatib/Afp via LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ankara sembra interessata a controllare la base T4 in Siria per farne un avamposto. Israele vede minacciati i suoi interessi nella regione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I miliziani dell&#039;Esercito siriano libero, appoggiato dalla Turchia, innalzano la bandiera di Ankara a Manbij il 29 dicembre del 2018 Nazeer Al-Khatib/Afp via LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Esercito-siriano-libero-e-bandiera-turca-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è un nuovo vicino che impensierisce <strong>Israele</strong> e non è l’<strong>Iran</strong>. La Turchia starebbe lavorando <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-si-prende-la-siria-nuove-basi-turche-e-cooperazione-militare.html">dietro le quinte</a> per prendere il controllo della <strong>base aerea di Tiyas</strong>, conosciuta anche come <strong>T4</strong>, per diventare il principale partner in materia di difesa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sta-accadendo-in-siria.html">Siria post-Assad</a>. L’indiscrezione è stata lanciata da <em>Middle East Eye</em>, sebbene il Governo turco non abbia confermato i suoi appetiti per la struttura militare; i sospetti, tuttavia, sono bastati per far storcere il naso in quel di Tel Aviv dove <strong>la collaborazione tra Ankara e Damasco</strong> è vista come una minaccia.</p>



<p>Dopo la cacciata di <strong>Bashar al</strong>&#8211;<strong>Assad e l’ascesa al potere dell’islamista Ahmad al-Shara, più comunemente noto al mondo intero con il suo nome di battaglia Mohammed al-Jolani</strong>, gli storici alleati della Siria laica, ovvero Mosca e Teheran, hanno fatto un passo indietro lasciando un vuoto politico che ha risvegliato una certa fame espansionistica nelle nazioni limitrofe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni della Turchia&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>La base di Tiyas si trova vicino a Palmira, nel centro del Paese, e occupa una posizione strategica per il coordinamento delle operazioni militari. Dato il contesto, pare che le autorità di Ankara vogliano installare nell’area un <strong>sistema di difesa aerea</strong> messo a punto da menti turche, ossia <strong>HISAR-O+</strong> finalizzato a intercettare e distruggere minacce provenienti dal cielo. Non è tutto, però, perché il progetto è molto più ambizioso dato che si prevede di ricostruire e ampliare la struttura schierandovi per giunta dei droni dotati di funzionalità sviluppate di attacco, facendo di questa un avamposto in una regione piuttosto disarticolata militarmente.</p>



<p>I turchi sono consapevoli che le Forze armate siriane stanno vivendo un momento di disorientamento a causa della transizione politica avvenuta dopo circa <strong>14 anni di sanguinosa guerra civile</strong>, trovandosi così tra le mani un’occasione troppo golosa per la loro industria bellica. Il Governo di <strong>Recep Tayyip Erdogan ha intrattenuto relazioni con Al-Jolani</strong> sin dal 2017 quando l’attuale Presidente <em>ad interim</em> della Siria dettava legge con la sua formazione nei territori nordoccidentali del Paese e Ankara aveva stretto una collaborazione per contenere l’afflusso di migranti da oltre confine. A dicembre 2024, con l’insediamento degli islamisti a Damasco, il presidente Erdogan ha incontrato una delegazione della nuova classe dirigente per concordare azioni mirate contro le cellule terroristiche ancora presenti in territorio siriano e, secondo diversi analisti, la mossa è parsa sin da subito un tentativo di accreditamento agli occhi dell’Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nervosismo di Israele&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>D<strong>o</strong>po la fine della dinastia degli Assad, lo Stato ebraico ha alzato il tiro dando attuazione ai suoi piani espansionistici: <strong>occupazioni territoriali</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-silenzio-del-mondo-israele-continua-a-occupare-un-pezzo-di-siria.html">della cosiddetta &#8220;zona cuscinetto</a>&#8221; e <strong>raid aerei</strong> contro obiettivi specifici come la base T4. Dietro ai <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-le-bombe-di-israele-sulle-truppe-di-al-jolani-sono-un-messaggio-a-erdogan.html">bombardamenti mirati</a>, da una parte, si cela la preoccupazione israeliana per le radici culturali dei jihadisti che ora governano il Paese, come evidenziato dal Comitato per la valutazione del bilancio dell’apparato di difesa e dell’equilibrio di potere &#8211; organo deputato alla formulazione di raccomandazioni per il ministero della Difesa in merito al coinvolgimento diretto o indiretto di Tel Aviv in aree di conflitto &#8211; secondo cui: “Questa minaccia potrebbe assumere la forma di una forza sunnita estrema che si rifiuterebbe anche di riconoscere l&#8217;esistenza stessa di Israele”.  </p>



<p>Il Comitato ha anche aggiunto che la presenza di agenti e truppe turche in Siria aumenterà <strong>le tensioni tra Ankara e Tel Aviv</strong> non escludendo di giungere a uno scontro diretto, motivo per cui “è necessario adottare una politica di eliminazione totale delle minacce e massimizzazione della risposta”. Un funzionario del Governo israeliano ha riferito al<em> Jerusalem Post</em> che l’installazione di una base militare turca, come potrebbe diventare la T4, rappresenterebbe <strong>un danno per la libertà di azione dello Stato ebraico</strong> nel Paese levantino. </p>



<p>Non è tutto, perché la matassa si fa ancora più aggrovigliata per gli israeliani. Ankara sarebbe pronta a smantellare <strong>il sistema di difesa aerea S-400</strong> brevettato dai russi e trasferirlo in una struttura al di fuori dei confini anatolici in modo da rientrare nel programma di sviluppo dei <strong>caccia F-35</strong>. Nel 2019 la Turchia era stata esclusa dal progetto perché aveva acquistato gli strumenti bellici da Mosca ma i recenti colloqui tra Erdogan e il presidente degli Usa Donald Trump sarebbero prodromici di una riammissione se il Sultano &#8211; appellativo affibbiato dai media al leader turco &#8211;   si libererà del sistema russo. A Tel Aviv, di conseguenza, temono che le attrezzature S-400 possano essere spostate nella base di Tyias rendendola <em>de facto </em>una roccaforte inespugnabile a cui si potrebbe aggiungere l’impiego degli F-35, che darebbero ad Ankara un inestimabile vantaggio militare.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-fronti-aperti-in-medio-oriente.html">Nell’intricato quadro del Medio Oriente</a>, la Siria è tornata al centro dei giochi in quanto è considerata la terra di mezzo tra due nazioni che hanno troppi interessi nella zona e di cui entrambi hanno bisogno per cementare i rispettivi equilibri interni e accrescere la propria influenza in una regione sul punto di sfaldarsi.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-incubo-di-israele-lalleanza-militare-tra-turchia-e-siria.html">Il nuovo incubo di Israele: l’alleanza militare tra Turchia e Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Per questa Europa non possiamo marciare. Ecco le nostre ragioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/per-questa-europa-non-possiamo-marciare-ecco-le-nostre-ragioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 18:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La marcia vuole essere di sostegno a un'Europa ideale che non c'è mentre finirà per dare certificato politico a quella che c'è.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Piacerebbe anche noi marciare per mostrare sostegno all&#8217;Europa. Perché ci abbiamo creduto davvero tanto, nel tempo. E ancora ci crediamo. Ma non potremo marciare, sabato 15 marzo, perché la coscienza ce lo impedisce. Una manifestazione per l&#8217;Europa, <strong>oggi</strong>, è una manifestazione per l&#8217;Europa <strong>di oggi</strong>. Quella che c&#8217;è, inevitabilmente. Non faremo a <strong>Michele Serra</strong>, che la politica e i suoi trucchetti li bazzica da decenni, un tempo anche per deriderli con somma intelligenza, il torto di credergli quando dice che si manifesta per l&#8217;Europa ma non per il riarmo. Troppo comodo. Ricorda quelli che un tempi dicevano di essere comunisti, ma non comunisti del comunismo reale, quello che c&#8217;era, bensì comunisti del comunismo ideale, che non c&#8217;era e non c&#8217;è stato mai.</p>



<p>La coscienza di ognuno è insindacabile ma l&#8217;effetto politico di una presa di posizione pubblica no. Fare proclami pro-Europa adesso significa schierarsi per l&#8217;Europa di adesso. Appoggiare le sue scelte. Rafforzare la sua leadership. E questo proprio non lo possiamo fare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa di Gaza e della Siria</h2>



<p>Non possiamo sostenere un&#8217;Europa che non solo non ha saputo spendere una parola (con la lodevole eccezione di<strong> Josep Borrell,</strong> l&#8217;ex Alto commissario per la politica estera) per almeno frenare il massacro genocidale dei palestinesi della Striscia di Gaza, ormai <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">certificato come tale anche dalle maggiori riviste scientifiche</a>, trincerandosi dietro l&#8217;ormai patetica motivazione del &#8220;diritto di Israele a difendersi&#8221;, ma addirittura <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-sempre-piu-schierata-con-israele-e-pronta-a-coprire-crimini-e-deportazioni.html">abbraccia gli esponenti del Governo israeliano</a> che più si battono per la totale e definitiva deportazione dei palestinesi di Gaza.</p>



<p>Non possiamo sostenere un&#8217;Europa che per un decennio ha massacrato di sanzioni il popolo siriano sapendo bene di non riuscire a ottenere lo scopo virtuale delle sanzioni stesse, ovvero l&#8217;allontanamento del presidente Assad, cacciato poi dalle truppe turche e dalle milizie di Hayat Tahrir al-Shams. Europa che poi è corsa ad abbracciare il terrorista qaedista <strong>Al-Jolani</strong>, riciclatosi come uomo politico di nome Mohammed al-Sharaa, a quel punto eliminando parte delle sanzioni. Europa che infine, per completare l&#8217;opera, non ha speso una parola <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">sui massacri che i jihadisti fedeli ad Al-Jolani</a> hanno compiuto sui civili della minoranza alawita, <strong>nello stesso tempo tacendo sull&#8217;occupazione di parte del territorio siriano da parte di Israele</strong>, che ha compiuto decine di bombardamenti sulle installazioni di un Paese, appunto la &#8220;nuova Siria&#8221;, che non ha rivolto allo Stato ebraico alcuna minaccia. Europa che riesce a essere pro-Al-Jolani quando questi massacra i suoi connazionali di diversa fede e contro Al-Jolani quando viene invece attaccato da Israele.</p>



<p>Non possiamo sostenere un&#8217;Europa che accetta senza batter ciglio, e nei suoi confini, le più lampanti discriminazioni etniche come quella appena realizzata dl Governo dell&#8217;Estonia, che<a href="https://it.insideover.com/politica/lestonia-elimina-dalle-scuole-il-russo-lo-parlano-solo-400-mila-estoni-su-un-milione.html"> ha eliminato dalla scuole pubbliche l&#8217;insegnamento della lingua russa</a>, in un Paese di 1,3 milioni di abitanti in cui i lingua madre russi sono 400 mila.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa delle elezioni annullate</h2>



<p>Non possiamo sostenere un&#8217;Europa in cui un ex commissario come <strong>Thierry Breton</strong> può sostenere, senza alcun contraddittorio, che sia giusto fare come in Romania, dove il candidato sgradito a Bruxelles, ancorché gradito ai rumeni, debba essere eliminato dalla corsa alla presidenza, cosa poi puntualmente avvenuta. E che lo stesso Breton possa teorizzare che, in caso, analogo metodo debba essere usato anche in Germania. Il tutto sulla base di un ridicolo teorema, e cioè che poche settimane di campagna su TikTok possano far passare un qualunque partito dal 5% al 30% delle preferenze.  </p>



<p>Non possiamo sostenere un&#8217;Europa che tre anni fa, di fronte all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina decisa dal Cremlino in spregio a tutti i trattati e al diritto internazionale, tra lavorare per una &#8220;pace subito&#8221; e una &#8220;pace giusta&#8221; da costruire subito dopo, ha scelto di inseguire il mito della vittoria sul campo, condannando l&#8217;Ucraina alla distruzione e il suo popolo ad anni di sofferenze e di lutti. Il tutto rifilando ai suoi cittadini, con la complicità di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dalla-ue-132-milioni-ai-media-anche-italiani-gentile-omaggio-di-metsola-e-von-der-leyen.html">media forse non sempre disinteressati</a>, una vergognosa propaganda di cui <a href="https://youtube.com/shorts/R-g6jY8DI3c?si=4v3LcusvIkM4SoAV">certe dichiarazioni di <strong>Ursula von der Leyen</strong></a> sono state esempio insuperabile. Ricordate (era il 2022) quel &#8220;i russi prendono i chip delle lavatrici e dei frigoriferi per far volare i loro missili&#8230; la loro industria militare è a pezzi&#8221;? Ecco, tre anni così.</p>



<p>E già che ci siamo, chi ha dimenticato il tonante &#8220;il prezzo del gas può valere la pace? Preferiamo la pace o l&#8217;aria condizionata?&#8221; di <strong>Mario Draghi</strong>, che ora nel suo <a href="https://www.eunews.it/2024/09/09/il-rapporto-draghi-in-italiano/">Rapporto sul futuro della competitività in Europa </a>indica proprio nel rincaro dei prezzi del gas una delle ragioni del nostro declino. Fermo restando che, seguendo i suoi teoremi di allora, ci ritroviamo senza pace e con il prezzo del gas alle stelle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa del cosacco alle porte</h2>



<p>E non possiamo sostenere un&#8217;Europa in cui, preso atto dell&#8217;improvviso (ma non inatteso, siamo seri) allargamento dell&#8217;Oceano Atlantico dopo il ritorno di <strong>Donald Trump</strong> alla Casa Bianca, si improvvisa in due settimane <strong>un piano di riarmo da 800 miliardi</strong> di cui non si capisce il senso, che forse costerà caro ai cittadini (e infatti in Italia il Governo già spiega che cercherà di non toccare il Welfare,  perché adesso sì che siamo al bivio di Draghi, ma non &#8220;o i condizionatori o la pace&#8221; bensì &#8220;o i condizionatori o le armi&#8221;, bel guadagno!) e che in ogni caso andrà affidato a personaggi come la Von der Leyen, che ai tempi suoi fu forse <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-scheletri-nellarmadio-di-ursula-von-der-leyen.html">il peggior ministro della Difesa della storia della Germania</a>, e a un&#8217;inetta come Kaja Kallas, l&#8217;Alto commissario alla politica estera.</p>



<p>Non possiamo sostenere un&#8217;Europa che ci vende la favola che non spendiamo abbastanza in armi, quando <a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-facciamo-chiarezza-nel-2024-la-spesa-militare-europea-eccedeva-quella-russa-del-58">anche le cifre analizzate da un economista come <strong>Carlo Cottarelli</strong></a> dimostrano che nel 2024 la spesa militare europea è stata del 58% superiore a quella russa (non parliamo poi degli Usa e della Nato) ed è così da decenni. Ci dicono: sì ma abbiamo speso male. E allora perché buttare altri 800 miliardi nella vecchia fornace? Non sarebbe più utile, prima, completare l&#8217;architettura istituzionale della Ue e dotarsi di una vera politica estera, l&#8217;unico riferimento possibile per l&#8217;impiego di un apparato di difesa? <strong>L&#8217;emergenza del cosacco alle porte, peraltro, è solo l&#8217;ultima in ordine di tempo</strong>: ci fu quella ambientale (e vai con il Green Deal, un fallimento) e poi quella sanitaria (Covid-19), ora quella bellica. Perché si sa, con la paura finisce per governare anche chi non lo sa fare.</p>



<p>E non possiamo sostenere un&#8217;Europa che fino all&#8217;altroieri è stata prona di fronte agli Stati Uniti, al punto (ed è solo un esempio) da <strong>farsi distruggere un&#8217;arteria energetica fondamentale come il gasdotto Nord Stream</strong>, e ritrovarsi a comprare gas dagli Usa al triplo del prezzo con cui lo stesso gas viene venduto sul mercato americano, senza neanche accennare una minima protesta, e adesso si riscopre anti-americana, avendo peraltro all&#8217;interno Paesi come la Polonia o i Baltici o quelli del Nord che ogni giorno ci intimano a non pensare nemmeno per un attimo che la Nato (finanziata al 66% dagli Usa) possa essere insidiata da un progetto di esercito europeo.</p>



<p>Questa è l&#8217;Europa che c&#8217;è, quella reale. E, qualunque sia la posizione in coscienza di chi scende in piazza, la marcia convocata da Serra le fornirà appoggio politico.</p>



<p></p>
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