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	<title>Tecnologia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Sep 2026 04:27:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tecnologia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La fine dell&#8217;impero: il fragile potere marittimo Usa e l&#8217;ascesa navale e portuale della Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 04:26:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[Technology]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. La portaerei Gerald Ford arriva nel Mediterraneo" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crescita della marina cinese certifica il definitivo tramonto della supremazia unilaterale americana sui mari del globo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-fine-dellimpero-il-fragile-potere-marittimo-usa-e-lascesa-navale-e-portuale-della-cina.html">La fine dell&#8217;impero: il fragile potere marittimo Usa e l&#8217;ascesa navale e portuale della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. La portaerei Gerald Ford arriva nel Mediterraneo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un sistema globale dove la stragrande maggioranza delle merci viaggia lungo le rotte oceaniche, gli Stati Uniti rappresentano ormai un evidente paradosso geopolitico e finanziario. Washington tenta di agire come l&#8217;unico garante della navigazione planetaria, mentre le fondamenta economiche della sua egemonia si sgretolano sotto il peso di insanabili contraddizioni finanziarie. Per mantenere undici gruppi da battaglia incentrati sulle portaerei e una complessa rete di basi militari a presidio dei punti di strozzatura strategici, il Pentagono sostiene costi monumentali. <strong>Solo per il Dipartimento della Marina il bilancio ha superato la cifra</strong> <strong>di 257 miliardi di dollari</strong>, una voce di spesa titanica finanziata quasi interamente attraverso un debito pubblico federale che ha oltrepassato l&#8217;astronomica soglia dei 39 mila miliardi di dollari. <strong>L&#8217;emissione di titoli di Stato con tassi prossimi al cinque per cento trasforma la proiezione di potenza navale in un carico finanziario soffocante </strong>per la stabilità interna del paese. La garanzia della sicurezza dei mari, anziché consolidare la supremazia americana, ne erode costantemente la sostenibilità fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tra flotta da guerra e commercio mercantile</strong></h2>



<p>La contraddizione stridente del modello americano emerge con forza quando si analizza la natura del traffico marittimo protetto dai cacciatorpediniere della US Navy. Le navi portacontainer che attraversano in sicurezza i bacini internazionali non battono quasi mai la bandiera a stelle e strisce, poiché <strong>la flotta mercantile degli Stati Uniti è ormai ridotta a un&#8217;ombra irrilevante del passato.</strong> Il controllo del trasporto merci globale risiede nelle mani di armatori europei, greci, giapponesi e cinesi, guidati da colossi della logistica come <strong>MSC, Maersk e COSCO</strong>. A questo profondo divario tra la capacità militare e la proprietà reale dei flussi commerciali si aggiunge la strategia infrastrutturale aggressiva ideata da Pechino. Attraverso il progetto della Nuova Via della Seta, la Cina ha acquisito il controllo diretto o partecipazioni rilevanti in <strong>oltre cento porti strategici situati nei punti chiave del pianeta,</strong> dal Pireo europeo fino ai terminal commerciali dell&#8217;Africa e del Sud America.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La conquista cinese delle banchine logistiche </strong></h2>



<p>Questa asimmetria strutturale trasforma la superiorità navale americana in <strong>un gigante dalle basi estremamente fragili. </strong>Mentre i gruppi d&#8217;attacco statunitensi pattugliano le acque internazionali, Pechino assume il controllo delle banchine, dei software gestionali, delle gru e dei terminal di arrivo e partenza. Il presidio militare delle rotte diventa sostanzialmente sterile se le infrastrutture di snodo rispondono all&#8217;influenza economica e politica della <strong>Cina.</strong> L&#8217;industria americana si trova così sottomessa a una realtà dove la produzione navale e la logistica mondiale sono state ciecamente delegate ai propri rivali sistemici. Se il dominio degli oceani non viene supportato da una solida marina mercantile nazionale e da una rete portuale sicura, le risorse finanziarie di Washington serviranno unicamente a proteggere un&#8217;architettura commerciale che deposita i suoi proventi nelle casse della superpotenza concorrente. <strong>Questo scollamento indebolisce ulteriormente la centralità del dollaro </strong>come valuta di riferimento negli scambi internazionali, accelerando la frammentazione dell&#8217;ordine globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La rivoluzione tecnologica della portaerei Fujian</strong></h2>



<p>Parallelamente al dominio delle infrastrutture terrestri, <strong>la Cina ha compiuto un salto di qualità decisivo nella capacità di proiezione bellica marittima.</strong> <a href="https://it.euronews.com/2026/08/14/trump-ordina-alla-marina-usa-di-tornare-alle-catapulte-a-vapore-sulle-portaerei">Le immagini recenti dei test condotti sulla portaerei Fujian mostrano il decollo del caccia imbarcato <strong>J-15T armato con un pesante carico di missili antinave YJ-83K</strong>.</a> Questo vettore, dal peso di circa ottocento chilogrammi e con un raggio d&#8217;azione compreso tra centottanta e duecentocinquanta chilometri, è capace di volare a un&#8217;altitudine di crociera di venti metri per poi scendere a soli cinque metri dalla superficie nella fase di attacco finale. L&#8217;impiego di questo assetto operativo dimostra l&#8217;efficacia della catapulta elettromagnetica installata sulla Fujian, in grado di lanciare velivoli ad alto peso al decollo senza le rigide limitazioni imposte dai tradizionali trampolini delle portaerei precedenti come la Liaoning. Con la tecnologia del lancio assistito, l&#8217;aviazione navale di Pechino incrementa in modo drastico il potenziale offensivo dei propri gruppi da battaglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;evoluzione dell&#8217;ingegneria navale di Pechino </strong></h2>



<p><a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/sempre-piu-pesantemente-armati-i-caccia-imbarcati-cinesi-j-15t/">Lo sviluppo del caccia J-15 evidenzia la straordinaria capacità dell&#8217;industria bellica cinese di rielaborare e superare le tecnologie straniere.</a> Il progetto originale deriva dall&#8217;ingegneria inversa condotta sul prototipo sperimentale T-10K-3 dell&#8217;era sovietica, acquistato dall&#8217;Ucraina all&#8217;inizio degli anni Duemila. La <em>Shenyang Aircraft Corporation </em>ha studiato la cellula e le alette canard, ma ha completamente sostituito la componentistica interna con tecnologia nazionale di ultima generazione. Il nuovo J-15T integra infatti motori WS-10, radar AESA e avanzati comandi di volo, risultando compatibile con i missili antiradar YJ-91 progettati per neutralizzare il sistema Aegis delle navi statunitensi. Inoltre, la variante biposto J-15D è stata sviluppata per la guerra elettronica e la soppressione delle difese aeree nemiche, equiparando le capacità dell&#8217;americano EA-18G Growler. <strong>L&#8217;integrazione tra il controllo dei nodi commerciali terrestri e la crescita di una marina militare di altissimo livello tecnologico</strong> certifica il definitivo tramonto della supremazia unilaterale americana sui mari del globo.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="4EHksoDBx5"><a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/sempre-piu-pesantemente-armati-i-caccia-imbarcati-cinesi-j-15t/">Sempre più pesantemente armati i caccia imbarcati cinesi J-15T</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Sempre più pesantemente armati i caccia imbarcati cinesi J-15T&#8221; &#8212; Analisi Difesa" src="https://www.analisidifesa.it/2026/08/sempre-piu-pesantemente-armati-i-caccia-imbarcati-cinesi-j-15t/embed/#?secret=2QQDGt4P4W#?secret=4EHksoDBx5" data-secret="4EHksoDBx5" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p><a href="https://it.euronews.com/2026/08/14/trump-ordina-alla-marina-usa-di-tornare-alle-catapulte-a-vapore-sulle-portaerei">https://it.euronews.com/2026/08/14/trump-ordina-alla-marina-usa-di-tornare-alle-catapulte-a-vapore-sulle-portaerei</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-fine-dellimpero-il-fragile-potere-marittimo-usa-e-lascesa-navale-e-portuale-della-cina.html">La fine dell&#8217;impero: il fragile potere marittimo Usa e l&#8217;ascesa navale e portuale della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>C&#8217;è un nuovo gigante nel mercato dei chip di memoria: dalla Cina arriva la sfida di Ymtc</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/ce-un-nuovo-gigante-nel-mercato-dei-chip-di-memoria-dalla-cina-arriva-la-sfida-di-ymtc.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 08:48:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chip]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cinese Ymtc sfida i colossi mondiali delle memorie Nand e punta a conquistare il mercato dei data center per l’intelligenza artificiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ce-un-nuovo-gigante-nel-mercato-dei-chip-di-memoria-dalla-cina-arriva-la-sfida-di-ymtc.html">C&#8217;è un nuovo gigante nel mercato dei chip di memoria: dalla Cina arriva la sfida di Ymtc</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a poco tempo fa era sconosciuta persino agli addetti ai lavori. Nel 2026, ad appena dieci anni dalla fondazione, la cinese <strong>Yangtze Memory Technologies Corp</strong>, abbreviata in Ymtc, è diventata una delle più importanti aziende del mondo nel settore dei <strong>chip di memoria</strong>. I numeri parlano chiaaro. Nel secondo trimestre dell&#8217;anno corrente ha raggiunto per la prima volta il terzo posto globale nelle spedizioni di <strong>memorie flash Nand</strong> utilizzate, per esempio, per archiviare i dati in smartphone e computer. Si tratta di un risultato tanto sorprendente quanto rilevante, che sottolinea in maniera esplicita il rapido sviluppo dell&#8217;industria cinese dei semiconduttori.</p>



<p>Ymtc punta ora a spostarsi dai prodotti generici a basso costo, utilizzati soprattutto nei prodotti hi-tech d&#8217;uso quotidiano, verso memorie destinate ai server e ai data center dove i margini sono più elevati. Ma come ha fatto la Cina ha far nascere un gigante del genere? </p>



<p>Decisiva l&#8217;implementazione dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> a livello nazionale. Con l&#8217;aumento degli investimenti nell&#8217;Ia e il progressivo passaggio dalla fase di addestramento a quella di inferenza, oltre la Muraglia la domanda di unità a stato solido aziendali, le cosiddette <strong>eSSD</strong>, capaci di archiviare enormi quantità di dati e recuperarli velocemente, sta letteralmente spiccando il volo. </p>



<p>Secondo <em>Counterpoint Research</em>, nel secondo trimestre le eSSD per server hanno rappresentato il 48% delle spedizioni complessive di Nand, quasi il doppio rispetto al 26% dello stesso periodo del 2025. Ecco: è proprio su questo mercato che Ymtc intende concentrare la prossima fase della propria crescita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-524927" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ascesa della cinese Ymtc</h2>



<p>La silenziosa espansione di Ymtc potrebbe esercitare pressione sulla quota di mercato globale e sui prezzi delle memorie Nand. Sta, intanto, preoccupando i due grandi produttori coreani di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-progetto-manhattan-cinese-e-la-beffa-agli-007-olandesi-cosi-pechino-lancia-alloccidente-la-sfida-sui-chip.html">chip</a>, <strong>Samsung Electronics</strong> e <strong>Sk hynix</strong>, chiamati a rafforzare la propria competitività nei prodotti ad alto valore aggiunto incentrati sugli eSSD nel mercato dei data center per <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-superchip-di-huawei-e-lascesa-di-manus-cosi-la-cina-minaccia-il-primato-usa-nellia.html">l&#8217;intelligenza artificiale</a>, se vorranno respingere al meglio l&#8217;assalto della concorrenza cinese. </p>



<p>I media di Seoul non hanno dubbi: “Samsung Electronics e SK hynix non possono più considerare Ymtc un concorrente di fascia bassa”. Nel primo trimestre del 2026, Yangtze Memory Technologies ha registrato un fatturato di 47,04 miliardi di yuan, circa <strong>7 miliardi di dollari</strong>, superando in soli tre mesi quanto previsto per l&#8217;intero 2024. </p>



<p>A trainare la crescita sono stati soprattutto i suoi prodotti principali, i chip di memoria flash Nand, i cui ricavi sono quasi quintuplicati rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Ancora più significativo il risultato sul fronte degli utili: il profitto netto trimestrale ha raggiunto i 33,38 miliardi di yuan, oltre il doppio di quanto realizzato dall&#8217;azienda nell&#8217;intero 2025.</p>



<p>La società con sede a Wuhan ha inoltre visto il proprio margine lordo schizzare al 77% nel trimestre, più del doppio rispetto al 35% registrato nel 2025, in primis grazie all&#8217;aumento dei prezzi medi di vendita delle memorie Nand, come detto sostenuto dalla forte domanda generata dall&#8217;espansione <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-cina-non-video-gioca-piu-porte-chiuse-alle-schede-nvidia-sfida-globale-agli-usa-su-chip-e-ia.html">dell&#8217;intelligenza artificiale</a> e dalla conseguente corsa alla capacità di archiviazione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">China is building a serious challenge to the global memory giants.<br><br>YMTC wants to become the world’s biggest NAND flash maker by 2027.<br><br>China’s YMTC is rapidly expanding its NAND production and plans to start a new Phase 3 facility by late 2026.<br><br>The company has also filed for a… <a href="https://t.co/IY4hJYggxV">pic.twitter.com/IY4hJYggxV</a></p>&mdash; Tech Ultimatum (@TechieUltimatum) <a href="https://x.com/TechieUltimatum/status/2093365543374110856?ref_src=twsrc%5Etfw">August 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">I chip della Cina spiccano il volo</h2>



<p>Nel frattempo, Ymtc ha presentato la richiesta per quotarsi alla <strong>Borsa di Shanghai</strong> attraverso un&#8217;Ipo che potrebbe raccogliere circa <strong>4,9 miliardi di dollari</strong>. L&#8217;operazione arriva a meno di due settimane dalla stima della <em>Counterpoint Research</em>, secondo cui nel secondo trimestre del 2026 l&#8217;azienda avrebbe raggiunto il 14% delle spedizioni globali di memorie Nand, portandosi allo stesso livello della giapponese Kioxia e alle spalle soltanto di Samsung e del gruppo formato da Sk hynix e Solidigm. </p>



<p>La crescita di Ymtc si inserisce nella più ampia espansione dell&#8217;<strong>industria cinese delle memorie</strong>, che negli ultimi anni ha attirato l&#8217;attenzione soprattutto grazie a <strong>Cxmt</strong>, il produttore nazionale di Dram in forte ascesa. Ymtc sta assumendo un ruolo analogo nel mercato Nand, proprio mentre la domanda si sposta sempre più dai dispositivi consumer ai server e alle infrastrutture necessarie per sostenere lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale. </p>



<p>Anche i proventi dell&#8217;Ipo riflettono questa strategia. Circa il 63% dei fondi raccolti dovrebbe essere destinato all&#8217;ammodernamento e all&#8217;espansione delle<strong> linee di produzione di massa</strong>, mentre il restante 37% finanzierà attività di <strong>ricerca e sviluppo</strong>. L&#8217;obiettivo è aumentare la capacità produttiva e, allo stesso tempo, rafforzare il posizionamento tecnologico dell&#8217;azienda in un mercato sempre più strategico. </p>



<p>Ymtc può vendere i chip Nand direttamente ai produttori di dispositivi oppure utilizzarli per realizzare eSsd completi, integrando controller, firmware e altri componenti. In condizioni normali, le unità destinate al mercato enterprise sono generalmente più redditizie. </p>



<p>L&#8217;attuale scarsità di memoria, tuttavia, ha fatto impennare il valore degli stessi chip Nand, rendendoli eccezionalmente remunerativi. I risultati del primo trimestre mostrano infatti un margine lordo dell&#8217;84,23% sui chip di archiviazione, contro il 70,29% degli eSSD. Nello stesso periodo, gli stabilimenti di Ymtc hanno operato a circa il 98% della capacità produttiva, spinti dalla forte domanda e dall&#8217;aumento dei prezzi delle memorie Nand. Una dinamica che evidenzia quanto rapidamente l&#8217;azienda stia cercando di sfruttare la fase favorevole del mercato. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-526680" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260815143303325_1d8f71fae1abf03bffa1b6d756af3b79.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ce-un-nuovo-gigante-nel-mercato-dei-chip-di-memoria-dalla-cina-arriva-la-sfida-di-ymtc.html">C&#8217;è un nuovo gigante nel mercato dei chip di memoria: dalla Cina arriva la sfida di Ymtc</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Nasa completa LEMS, il nuovo strumento per registrare i terremoti della Luna e valutare i rischi sismici</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/la-nasa-completa-lems-il-nuovo-strumento-per-registrare-i-terremoti-della-luna-e-valutare-i-rischi-sismici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 23:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="LEMS, stazione di monitoraggio dell&#039;ambiente lunare (fonte: NASA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-300x199.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-1024x679.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-768x510.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-1536x1019.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-600x398.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il sismometro ha superato i test necessari al volo e sarà portato al Polo Sud lunare per rilevare lunamoti e impatti, studiando la struttura interna della Luna anche durante la gelida notte del satellite</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="LEMS, stazione di monitoraggio dell&#039;ambiente lunare (fonte: NASA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-300x199.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-1024x679.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-768x510.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-1536x1019.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/7-lems-stationNASA-600x398.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://science.nasa.gov/missions/artemis/nasa-completes-astronaut-deployed-science-instrument-for-lunar-surface/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La <strong>Nasa</strong> ha ufficialmente terminato i test su <strong>LEMS (Lunar Environment Monitoring Station)</strong></a>, il primo carico scientifico progettato per finire direttamente nelle mani degli astronauti del programma <strong>Artemis</strong>, che avranno il compito di piazzarlo sul suolo lunare. Assemblato nei laboratori del <strong>Goddard Space Flight Center</strong>, nel Maryland, lo strumento ha incassato il via libera definitivo per il volo, anche se l&#8217;agenzia spaziale deve ancora decidere su quale navetta imbarcarlo. Il piano, in ogni caso, è già tracciato: <strong>LEMS volerà verso il Polo Sud lunare</strong> per mettersi in ascolto continuo dei movimenti sismici.</p>



<p>Sotto la scocca nasconde <strong>due sismometri ad altissima sensibilità</strong>, incaricati di registrare i tremori innescati dai &#8220;lunamoti&#8221; e dagli impatti dei meteoriti. L’obiettivo è mappare con precisione inedita la struttura interna del satellite e <strong>valutare i rischi sismici</strong> per gli equipaggi che in futuro cammineranno su quel terreno. Aver completato l&#8217;hardware rappresenta un giro di boa decisivo per la scienza targata <a href="https://it.insideover.com/spazio/artemis-ii-e-in-volo-verso-la-luna.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Artemis</a>, che punta a riportare l&#8217;uomo sulla Luna <strong>per costruirvi una presenza duratura</strong>. Per ora, in attesa di un biglietto per lo spazio, LEMS riposa nella camera bianca del centro Goddard.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Wrenches down 🔧✅ <br><br>Our first Artemis surface science payload is ready.  <br><br>Vibration detectors in the Lunar Environment Monitoring Station (LEMS) will help us better understand how impacts and seismic quakes shake the Moon—important info for explorers.  <a href="https://t.co/gfYOz5HhLe">https://t.co/gfYOz5HhLe</a> <a href="https://t.co/rOTxbfhtEU">pic.twitter.com/rOTxbfhtEU</a></p>&mdash; NASA Solar System (@NASASolarSystem) <a href="https://x.com/NASASolarSystem/status/2088337422249586752?ref_src=twsrc%5Etfw">August 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dall&#8217;eredità di Apollo ai terremoti del Polo Sud</strong></h2>



<p>Con questo progetto, la Nasa riannoda un filo interrotto oltre cinquant&#8217;anni fa: tra il 1969 e il 1972, infatti, i pionieri del programma Apollo piazzarono <strong>una rete di sismometri nella fascia equatoriale della faccia visibile della </strong><a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-lamerica-tra-luna-e-caos-artemis-ii-e-il-paradosso-della-potenza-selettiva.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Luna</strong></a>, apparecchiature che rimasero in ascolto fino al 1977, intercettando circa 13.000 vibrazioni e offrendo agli scienziati <strong>la prima vera radiografia interna del satellite tramite le onde sismiche</strong>. Il meccanismo, in fondo, è lo stesso che usiamo sulla Terra: studiando come le vibrazioni viaggiano nel sottosuolo, si intuisce cosa si nasconde nelle profondità.</p>



<p>Ma se i sensori dell&#8217;era Apollo coprivano un fazzoletto limitato di suolo, LEMS sposterà il raggio d&#8217;azione in un territorio vergine e strategico come il <strong>Polo Sud</strong>, destinato a diventare il crocevia delle future esplorazioni. Stando all&#8217;agenzia, i nuovi sensori sfidano ogni record precedente <strong>per compattezza, sensibilità e risparmio energetico</strong>; la vera novità, però, risiede <strong>nell&#8217;architettura modulare</strong>. La stazione è pensata <strong>come un sistema aperto</strong>, pronto a ospitare in futuro anche strumenti scientifici diversi e a trasformarsi in una piattaforma multiuso per obiettivi che andranno ben oltre quelli del primo volo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una stazione autonoma nel gelo della notte lunare</strong></h2>



<p>Il vero grattacapo per gli ingegneri è stato progettare una macchina capace di cavarsela da sola, sopravvivendo al deserto ostile della Luna <strong>senza la minima manutenzione</strong>. LEMS &#8211; che ha le dimensioni di un piccolo bagaglio a mano &#8211; trae energia da <strong>un pannello solare flessibile integrato</strong>; una volta posizionato sul terreno, dovrà sbrigare il lavoro in totale autonomia seguendo una rigida tabella di marcia, per poi trasmettere a Terra i pacchetti di dati. Ma la bestia nera della missione si chiama <strong>&#8220;notte lunare&#8221;</strong>: un buio profondo che dura circa due settimane terrestri, durante le quali le temperature al Polo Sud crollano a picco, minacciando di congelare l&#8217;elettronica.</p>



<p>A differenza di vecchie sonde che si affidavano a riscaldatori a radioisotopi, il nuovo sismometro gioca la carta<strong> dell&#8217;isolamento</strong>: il sistema sfrutta materiali coibentanti di ultima generazione, cablaggi a bassa conduzione e un termoregolatore <strong>per gestire il calore immagazzinato di giorno</strong>. Un bilanciamento chirurgico studiato per evitare la cottura dei circuiti sotto il sole e, al contempo, arginare la dispersione termica nel buio pesto. Un dettaglio non da poco, che permette di tagliare drasticamente il peso e i consumi di uno strumento destinato a operare a lungo e in perfetta solitudine.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un laboratorio permanente per le future missioni Artemis</strong></h2>



<p>Prima di apporre la firma finale sul progetto, i tecnici hanno torchiato LEMS sottoponendolo a <strong>cinque mesi di prove estreme</strong> per simulare l&#8217;inferno del viaggio e dell&#8217;ambiente lunare. Lo strumento ha dovuto incassare i test sulle violente vibrazioni del lancio, sugli sbalzi termici e sui bombardamenti di radiazioni, senza contare le simulazioni necessarie per assicurarsi che gli astronauti riescano a maneggiarlo e installarlo senza intoppi. L&#8217;orizzonte di questo hardware, di fatto, supera i confini di una singola spedizione: la Nasa guarda a <strong>LEMS come alla prima pietra di un vero e proprio avamposto scientifico permanente</strong>, capace di lavorare da solo e di evolversi nel tempo.</p>



<p>L&#8217;idea di poter agganciare nuovi sensori su uno scheletro già rodato permetterà di ampliare la rete di monitoraggio senza dover ripartire ogni volta dal foglio bianco. Tradotto in ottica Artemis, significa <strong>affiancare alla presenza umana un occhio robotico</strong> che continua a scrutare e registrare anche quando gli equipaggi ripartono verso la Terra.<strong> I dati raccolti aiuteranno a decifrare definitivamente i segreti sotterranei del Polo Sud</strong>; fino ad allora, però, il sismometro resterà a Goddard, aspettando la chiamata che lo porterà a bordo di una navetta diretta verso la Luna.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>NASA, NASA Completes Astronaut-Deployed Science Instrument for Lunar Surface, 2026. Disponibile su: <a href="https://science.nasa.gov/missions/artemis/nasa-completes-astronaut-deployed-science-instrument-for-lunar-surface/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://science.nasa.gov/missions/artemis/nasa-completes-astronaut-deployed-science-instrument-for-lunar-surface/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/la-nasa-completa-lems-il-nuovo-strumento-per-registrare-i-terremoti-della-luna-e-valutare-i-rischi-sismici.html">La Nasa completa LEMS, il nuovo strumento per registrare i terremoti della Luna e valutare i rischi sismici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cinque lezioni dalla World Robot Conference di Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/cinque-lezioni-dalla-world-robot-conference-di-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 04:45:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527760</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siamo molto vicini a un mondo in cui milioni di macchine svolgono compiti sempre più specifici, sempre più economici e sempre più utili. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cina-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una fotografia, <a href="https://www.theguardian.com/world/gallery/2026/aug/25/from-mixed-martial-arts-to-mechanical-dogs-the-world-robot-conference-2026-in-pictures">tra quelle pubblicate dal <em>Guardian</em> nel reportage dedicato alla World Robot Conference 2026 di Pechino</a>, che sintetizza molto bene la rivoluzione tecnologica che stiamo attraversando: due robot umanoidi impegnati in un combattimento di <em>mixed martial arts</em>, osservati da un pubblico che non guarda più alla scena con stupore, ma con la naturalezza con cui si assiste a una competizione sportiva. Poco più in là, cani meccanici avanzano con passo sicuro tra gli stand; robot umanoidi giocano a calcio con bambini; altri organizzano scaffali, danzano, servono clienti o interagiscono con i visitatori. Non sembrano più prototipi ma lavoratori in attesa di essere assunti. Passeggiare, anche solo virtualmente, tra le immagini della World Robot Conference significa entrare in <strong>una sorta di anticipazione del mondo che ci aspetta. </strong>Potrebbe essere definita come una grande prova generale del prossimo paradigma economico in cui la robotica rappresenta un’infrastruttura della futura società industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;AI non basta</h2>



<p><br>Per anni l&#8217;intelligenza artificiale ha monopolizzato il dibattito tecnologico globale ma oggi sta diventando evidente che l&#8217;AI da sola non basta. La vera rivoluzione economica del prossimo decennio nasce dalla <strong>convergenza tra software intelligente e corpo fisico:</strong> ciò che a Pechino viene definito sempre più spesso <a href="https://cset.georgetown.edu/publication/chinas-embodied-ai-a-path-to-agi/"><em>embodied intelligence</em>, l&#8217;intelligenza incarnata</a>. In altre parole, la robotica è quel passaggio dall&#8217;AI che genera contenuti all&#8217;AI che agisce nel mondo reale. La World Robot Conference 2026 ha rappresentato forse la più grande manifestazione di questa trasformazione. <strong>Oltre 3.000 prodotti robotici esposti, decine di nuove tecnologie presentate e un ecosistema industriale che appare ormai orientato alla produzione di massa più che alla sperimentazione.</strong> La Cina ha utilizzato la conferenza non soltanto come vetrina tecnologica, ma come dimostrazione di forza industriale, oltre che un segnale rivolto tanto ai mercati quanto ai concorrenti geopolitici, a partire dagli Stati Uniti. </p>



<p>Dietro le immagini spettacolari dei robot combattenti e dei cani meccanici si nasconde infatti una questione molto più profonda. Se il XX secolo è stato definito dalla competizione sull&#8217;energia e il XXI, fino ad oggi, dalla corsa ai dati e ai semiconduttori, <strong>il prossimo decennio potrebbe essere ricordato come l&#8217;era della competizione globale per la robotica <em>general purpose</em>. </strong>Una corsa nella quale la Cina sta cercando di replicare quanto già fatto nel fotovoltaico, nelle batterie e nei veicoli elettrici, cioè conquistare rapidamente scala produttiva, leadership nella supply chain e vantaggio di costo.</p>



<p>Un recente report del <em>Mercator Institute for China Studies </em>(MERICS),<em>“<a href="https://merics.org/en/report/embodied-ai-chinas-ambitious-path-transform-its-robotics-industry">Embodied AI: China&#8217;s ambitious path to transform its robotics industry</a>”</em>, suggerisce infatti che <strong>Pechino considera ormai la robotica uno dei pilastri della propria strategia di crescita economica e di competizione sistemica con gli Stati Uniti. </strong>Il Paese è oggi il più grande mercato mondiale per l&#8217;installazione di robot industriali e dispone della più ampia base manifatturiera robotizzata al mondo. Secondo il report, la leadership nella Embodied AI consentirebbe alla Cina di affrontare contemporaneamente diverse sfide strutturali: compensare l&#8217;invecchiamento della popolazione e la riduzione della forza lavoro; aumentare la produttività industriale; rafforzare la resilienza delle catene produttive; sostenere la competitività manifatturiera e sviluppare applicazioni dual-use con possibili implicazioni anche per sicurezza e difesa.</p>



<p>Uno dei principali vantaggi competitivi di Pechino in questo settore deriva dalla combinazione tra tre ecosistemi che nessun&#8217;altra economia possiede simultaneamente su questa scala: <strong>l&#8217;industria manifatturiera, la filiera dei veicoli elettrici e la leadership nella robotica industriale. </strong>Molte delle competenze necessarie ai robot umanoidi, dai motori elettrici alle batterie, dai sensori alla produzione su larga scala, sono in effetti state sviluppate proprio grazie all&#8217;espansione dell&#8217;industria EV cinese. Esiste però una vulnerabilità strategica particolarmente rilevante: la dipendenza dall&#8217;ecosistema tecnologico americano e dall&#8217;hardware NVIDIA oltre che sugli strumenti software associati per addestrare e sviluppare i propri sistemi di Embodied AI.</p>



<p>Tra le analisi più interessanti emerse dopo la World Robot Conference di Pechino c&#8217;è però <a href="https://www.baiguan.news/p/world-robot-conference-beijing-26-humanoid-motion-improvement-tien-kung-ultra-reinforcement-learning-unitree-combat-commercial-automation-tea-coffee-quadruped-data-bottleneck-tcm-pulse-exoskeleton-rehab?r=7f7s3s&amp;utm_medium=ios&amp;triedRedirect=true">quella pubblicata da Amber Zhang su <em>Baiguan</em> &#8211; <em>China Insight</em></a>, la quale ha raccolto impressioni direttamente tra gli stand, osservando dove si fermavano i visitatori, quali dimostrazioni attiravano investitori e clienti e, soprattutto, quali tecnologie sembravano davvero vicine a una diffusione commerciale. Le sue conclusioni sono particolarmente utili perché aiutano a distinguere tra ciò che oggi appare spettacolare e ciò che potrebbe effettivamente trasformare l&#8217;economia nei prossimi anni e meritano di essere riportate integralmente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I robot si muovono meglio rispetto a un anno fa<br></strong></h2>



<p>Nel corso dei World Humanoid Robot Games, organizzati parallelamente alla conferenza, il <a href="https://azertag.az/en/xeber/multiple_machines_beat_human_records_at_second_world_humanoid_robot_games-4381953">robot Tien Kung Ultra ha completato i 400 metri in 38,15 secondi</a>, migliorando drasticamente rispetto ai risultati dell&#8217;anno precedente. Ancora più interessante è il caso di Tien Kung Omni, diventato virale in Cina per il suo <a href="https://x.com/XHNews/status/2091841749111185812">modo insolito di correre con le mani vicino al volto</a>. Secondo gli sviluppatori non si trattava di una postura programmata ma il comportamento è emerso autonomamente durante il processo di <em>reinforcement learning</em>, quando il robot ha &#8220;scoperto&#8221; che oscillare le braccia come un corridore umano generava un surriscaldamento delle articolazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La commercializzazione è meno rivoluzionaria di quanto raccontino i titoli</strong></h2>



<p>Se si esce dalle aree dedicate alle dimostrazioni spettacolari e si osservano le applicazioni che generano ordini e clienti, il panorama cambia radicalmente. Le categorie che stanno trovando reale trazione commerciale sono sostanzialmente le stesse degli anni precedenti: <strong>automazione nella preparazione di bevande, robot industriali, sistemi di smistamento, quadrupedi robotici e robot-companion.</strong> Non gli umanoidi. I casi di maggior successo riguardano macchine che preparano tè, caffè e bevande con elevati livelli di standardizzazione oppure sistemi industriali già integrati nei processi produttivi. Si tratta di un’osservazione che gli investitori dovrebbero tenere presente a fronte del fatto che oggi esiste una narrativa dominante secondo cui il mercato della robotica coinciderebbe con gli umanoidi. </p>



<p>Il caso Unitree è emblematico in questa prospettiva. Il più noto produttore cinese di robot umanoidi e quadrupedi ha infatti visto <a href="https://www.reuters.com/business/finance/china-robot-maker-unitrees-post-listing-slump-sparks-bubble-fears-2026-08-25/">perdere circa il 45% del valore delle proprie azioni nei giorni successivi alla quotazione a Shanghai</a>, dopo un debutto esplosivo che aveva visto il titolo salire di oltre cinque volte rispetto al prezzo di collocamento. La capitalizzazione di mercato dell&#8217;azienda è arrivata a sfiorare 66 miliardi di dollari, per poi evaporare di circa 30 miliardi di dollari nel giro di pochi giorni. D’altronde, i robot di Unitree attirano l&#8217;attenzione globale per le loro capacità di correre, danzare o praticare arti marziali, ma l&#8217;azienda ha ottenuto solo risultati limitati nelle applicazioni commerciali su larga scala.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sta nascendo una nuova industria: quella dei dati per i robot</strong></h2>



<p>Secondo Zhang, una parte crescente della conferenza non era occupata da aziende che costruiscono robot, bensì da imprese che raccolgono, organizzano e vendono dati per addestrarli.Persino i guanti utilizzati dagli operatori umani per insegnare movimenti complessi ai robot stanno diventando un segmento industriale autonomo.</p>



<p>Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente Zhang è stata <strong>la coda davanti ai robot per la diagnosi del polso nella medicina tradizionale cinese. </strong>Questi sistemi combinano riconoscimento facciale, analisi della lingua, rilevazione del polso e questionari digitali per produrre in pochi minuti una valutazione dello stato di salute dell&#8217;utente. Il dispositivo viene utilizzato come strumento di acquisizione clienti e genera ricavi attraverso servizi collegati come consulenze, integratori, tisane e programmi di benessere personalizzati. In Occidente una soluzione simile probabilmente faticherebbe a diffondersi, in Cina invece può inserirsi in un ecosistema di fiducia verso la medicina tradizionale e intercettare un mercato del wellness in forte crescita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il vero mercato consumer potrebbe essere l&#8217;esoscheletro</strong></h2>



<p>Se oggi dovesse Zhang dovesse indicare una categoria con concrete possibilità di diffusione di massa, non sceglierebbe gli umanoidi ma gli esoscheletri. Alla conferenza erano presenti grandi marchi industriali e persino aziende di elettronica di consumo a causa soprattutto delle necessità di supporto di una popolazione cinese sempre più anziana. Con circa 300 milioni di persone sopra i 60 anni, dispositivi in grado di assistere la mobilità o supportare i percorsi di riabilitazione possono in fondo rispondere a un bisogno immediato e crescente.</p>



<p>Quindi, cosa ci indica davvero la World Robot Conference di Pechino? Che probabilmente siamo ancora lontani dal momento in cui un robot umanoide busserà alla porta di casa chiedendo di essere assunto come maggiordomo, infermiere, baby-sitter e dog-sitter contemporaneamente. Ma siamo molto più vicini a un altro scenario: <strong>un mondo in cui milioni di macchine svolgono compiti sempre più specifici, sempre più economici e sempre più utili.</strong> I veri protagonisti di questa rivoluzione potrebbero quindi essere molto meno fotogenici, comei robot che preparano caffè senza sbagliare un ordine, gli esoscheletri che aiutano un anziano a camminare, i sistemi industriali che riducono i costi di una fabbrica o le aziende che raccolgono e vendono dati per addestrare l&#8217;intelligenza delle macchine. Naturalmente il percorso è tutt&#8217;altro che garantito. Restano enormi ostacoli tecnologici, economici e geopolitici. I robot umanoidi costano ancora troppo, apprendono troppo lentamente e in molti casi faticano a dimostrare un ritorno economico convincente. Inoltre, gran parte dell&#8217;ecosistema continua a dipendere da componenti e tecnologie critiche sviluppate negli Stati Uniti. Insomma, il copione di questa nuova sfida tecno-geopolitica è ancora tutto da scrivere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cinque-lezioni-dalla-world-robot-conference-di-pechino.html">Cinque lezioni dalla World Robot Conference di Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina: nasce il più grande parco per il calcolo AI</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/cina-envision-galaxy-campus-ai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 13:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina, Envision Galaxy Campus (fonte: PR Newswire)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-600x278.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il centro di Envision Group a Ulanqab ospiterà fino a un milione di acceleratori per l'intelligenza artificiale. Un'infrastruttura da oltre 2 GW alimentata per l'80% da eolico e solare, progettata per tagliare i costi di calcolo e sostenere la crescita dei grandi modelli digitali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina, Envision Galaxy Campus (fonte: PR Newswire)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-600x278.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta cambiando anche il modo in cui vengono progettati i luoghi destinati a farla funzionare. A <strong>Ulanqab</strong>, nella Mongolia Interna, <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il <strong>Galaxy Campus</strong> di <strong>Envision Group </strong>è entrato ufficialmente in funzione</a>, presentandosi come <strong>una delle più imponenti infrastrutture di calcolo AI mai realizzate in un singolo sito</strong>. Il progetto &#8211; sviluppato dalla società cinese specializzata nelle tecnologie verdi &#8211; è stato concepito per arrivare a gestire <strong>fino a un milione di acceleratori AI in parallelo</strong> e raggiungere una capacità complessiva di <strong>un milione di PFLOPS</strong>, l&#8217;unità di misura che indica la capacità di un sistema di eseguire un quadrilione di operazioni matematiche al secondo.</p>



<p>L&#8217;intero complesso occupa circa <strong>120.000 metri quadrati</strong>, una superficie paragonabile a quella di 20 campi da calcio, e nasce con un obiettivo preciso: <strong>concentrare una quantità enorme di potenza di calcolo in uno spazio relativamente contenuto</strong>, sfruttando al tempo stesso le caratteristiche energetiche della regione. Envision sostiene infatti che il Galaxy Campus possa arrivare a offrire <strong>fino a dieci volte più capacità di calcolo per metro quadrato</strong> <strong>rispetto a un data center convenzionale</strong>. La struttura, inoltre, è stata progettata per una capacità energetica complessiva <strong>superiore ai 2 GW</strong>, un fabbisogno che porta l&#8217;infrastruttura AI su una scala normalmente associata a grandi impianti industriali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Envision has commissioned a China campus designed to scale to 1M AI accelerators and more than 2GW of renewable-powered capacity.<a href="https://x.com/hashtag/xAI?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#xAI</a> <a href="https://x.com/hashtag/DataCenterPower?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#DataCenterPower</a> <a href="https://x.com/hashtag/AIInfrastructure?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#AIInfrastructure</a><a href="https://t.co/BqEmADgwlV">https://t.co/BqEmADgwlV</a></p>&mdash; Interesting Engineering (@IntEngineering) <a href="https://x.com/IntEngineering/status/2085773033810149874?ref_src=twsrc%5Etfw">August 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A Ulanqab il calcolo nasce insieme all&#8217;energia</h2>



<p>La particolarità del progetto non riguarda però soltanto le dimensioni dell&#8217;hardware. Il Galaxy Campus è stato costruito attorno al problema forse più difficile da affrontare per i grandi sistemi di intelligenza artificiale: <strong>trovare abbastanza elettricità e riuscire a renderla disponibile con continuità</strong>. Per questo Envision ha collegato direttamente il centro di calcolo alle <strong>fonti rinnovabili presenti nell&#8217;area</strong>, integrando produzione energetica, trasmissione e sistemi di accumulo in un&#8217;unica infrastruttura. Secondo i dati forniti dalla società, <strong>oltre l&#8217;80% dell&#8217;elettricità utilizzata dal campus proviene da energia verde</strong> direttamente connessa.</p>



<p>La scelta di Ulanqab non è casuale:<strong> la regione dispone di importanti risorse eoliche e solari</strong> e si è trasformata negli ultimi anni in uno dei principali poli cinesi per le infrastrutture digitali. Secondo le stime degli esperti del settore, l&#8217;area rappresenta circa un decimo della superficie effettiva occupata dai parchi eolici cinesi e <strong>conta oltre 3.200 ore di sole all&#8217;anno</strong>. La capacità complessiva di energia pulita raggiunge <strong>19,4 milioni di kilowatt</strong>. È proprio questa disponibilità a rendere particolarmente interessante il territorio per i data center:<strong> i prezzi dell&#8217;elettricità risultano inferiori di circa il 50% rispetto all&#8217;area Pechino-Tianjin-Hebei</strong>, mentre i costi della potenza di calcolo sono indicati come inferiori di oltre il 60% rispetto alle principali città cinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo un grande data center, ma un sistema integrato</h2>



<p>Il modello adottato da Envision rovescia in parte la logica tradizionale dei data center: invece di partire da una struttura già esistente e aggiungere progressivamente server e capacità energetica,<strong> il Galaxy Campus è stato concepito fin dall&#8217;inizio intorno al carico di calcolo previsto</strong>. L&#8217;azienda ha sviluppato <strong>un proprio sistema di alimentazione per l&#8217;intelligenza artificiale</strong>, pensato per coordinare la generazione rinnovabile con la rete di trasmissione e l&#8217;accumulo su larga scala. L&#8217;obiettivo è mantenere stabile l&#8217;alimentazione anche quando la domanda cresce insieme alle dimensioni dei cluster di acceleratori. È un passaggio fondamentale perché l&#8217;espansione dell&#8217;AI non dipende più soltanto dalla disponibilità di chip sempre più potenti, ma <strong>ogni aumento della capacità di elaborazione porta con sé una richiesta energetica altrettanto consistente</strong>.</p>



<p>Il campus di Ulanqab prova quindi a mettere sullo stesso piano <strong>hardware, infrastruttura elettrica e disponibilità delle </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/cina-centrale-solare-energia-notte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fonti rinnovabili</strong></a>. La struttura è quindi destinata a operatori hyperscale, aziende tecnologiche e altri soggetti che necessitano di grandi quantità di capacità computazionale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La scommessa cinese sull&#8217;AI alimentata dal vento e dal sole</h2>



<p><a href="https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Galaxy Campus rappresenta inoltre il primo progetto di punta della <strong>Mission Gobi</strong></a>, l&#8217;iniziativa con cui Envision punta a sviluppare <strong>entro il 2030 una capacità complessiva di 5 GW di data center AI alimentati da energia verde</strong> nelle regioni desertiche e aride del mondo. La strategia parte da una considerazione semplice: con l&#8217;aumento delle dimensioni dei modelli di intelligenza artificiale, la disponibilità di energia rischia di diventare uno dei principali fattori che ne limiteranno l&#8217;espansione.</p>



<p>Ulanqab offre in questo senso una combinazione considerata favorevole, mettendo insieme grandi risorse rinnovabili, infrastrutture di rete e una rete di comunicazione già sviluppata. La città dista circa 240 chilometri in linea d&#8217;aria da Pechino e i dati sarebbero in grado di percorrere la distanza <strong>in circa 4,2 millisecondi</strong>. Il territorio ha già attirato grandi aziende tecnologiche, tra cui <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-storia-segreta-e-pericolosa-di-huawei-la-societa-piu-potente-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Huawei</strong></a><strong>, Alibaba, Apple </strong>e <strong>Kuaishou</strong>, contribuendo alla formazione di un vasto polo dedicato al calcolo.</p>



<p>Il nuovo campus porta questa evoluzione a una dimensione ancora maggiore: non si tratta soltanto di costruire un luogo dove collocare migliaia di server, ma di <strong>progettare contemporaneamente la macchina computazionale e il sistema energetico che dovrà sostenerla</strong>. È questa integrazione, più ancora delle dimensioni record dichiarate, a indicare una possibile direzione per le infrastrutture AI dei prossimi anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Interesting Engineering, Envision Galaxy Campus to house million AI accelerators on renewable power, 2026. Disponibile su: <a href="https://interestingengineering.com/energy/envision-galaxy-campus-million-ai-accelerators-renewable-power" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://interestingengineering.com/energy/envision-galaxy-campus-million-ai-accelerators-renewable-power</a></p>



<p>Global Times, World&#8217;s largest single AI computing facility enters operation in China&#8217;s Ulanqab, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-envision-galaxy-campus-ai.html">Cina: nasce il più grande parco per il calcolo AI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa, un microscopio 200 volte più preciso accelera la corsa a batterie e chip del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/microscopio-elettronico-usa-batterie-chip.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 13:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[Chip]]></category>
		<category><![CDATA[microscopio]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Microscopio (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nuovo strumento sviluppato al Brookhaven National Laboratory permette di osservare la materia su scala atomica con un livello di precisione mai raggiunto prima. Una capacità che potrebbe rivoluzionare la progettazione di materiali avanzati per energia, semiconduttori e tecnologie quantistiche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Microscopio (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/44734-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Comprendere <strong>come un materiale si trasforma</strong> mentre conduce elettricità, accumula energia o reagisce chimicamente è una delle grandi sfide della ricerca contemporanea. Molti dei processi che determinano l&#8217;efficienza di una batteria, la velocità di un semiconduttore o il comportamento di un materiale quantistico si sviluppano infatti <strong>su scala atomica</strong>, dove osservare senza alterare ciò che si sta studiando rappresenta un limite tecnologico tutt&#8217;altro che banale. <a href="https://www.bnl.gov/newsroom/news.php?a=223066" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il nuovo microscopio elettronico installato presso il <strong>Center for Functional Nanomaterials del Brookhaven National</strong> <strong>Laboratory</strong></a>, negli Stati Uniti, punta a superare definitivamente questo ostacolo.</p>



<p>Lo strumento &#8211; progettato appositamente per il laboratorio del <strong>Dipartimento dell&#8217;Energia americano</strong> &#8211; è stato sviluppato per riunire in un&#8217;unica piattaforma analisi che fino a oggi richiedevano apparecchiature differenti. I ricercatori potranno così studiare contemporaneamente <strong>la struttura atomica di un materiale, la sua composizione chimica e il suo comportamento elettronico</strong>, ottenendo una fotografia molto più completa dei fenomeni che ne determinano le prestazioni. Secondo il fisico <strong>Yimei Zhu</strong> &#8211; responsabile del progetto &#8211; l&#8217;obiettivo è superare gli attuali limiti della microscopia elettronica e avvicinare le sue capacità a quelle dei grandi impianti di luce di sincrotrone, ma con una flessibilità molto maggiore per la ricerca quotidiana.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Watch as scientists and technicians install a state-of-the-art scanning transmission electron microscope at <a href="https://x.com/hashtag/CFNatBrookhaven?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#CFNatBrookhaven</a>.<br><br>This microscope enables researchers to connect a material&#39;s atomic structure, chemistry, and electronic properties: <a href="https://t.co/REeK9lc0RQ">https://t.co/REeK9lc0RQ</a> <a href="https://t.co/dl9YecKsRy">pic.twitter.com/dl9YecKsRy</a></p>&mdash; Brookhaven Lab (@BrookhavenLab) <a href="https://x.com/BrookhavenLab/status/2086968739233182180?ref_src=twsrc%5Etfw">August 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un salto tecnologico per batterie, catalizzatori e semiconduttori</strong></h2>



<p>La principale innovazione riguarda <strong>il sistema di filtraggio energetico</strong>, capace di raggiungere una risoluzione fino a <strong>200 volte superiore</strong> rispetto ai microscopi elettronici convenzionali. Questo permette di analizzare con estrema precisione <strong>come gli elettroni interagiscono con un materiale</strong> e di ricavare informazioni fondamentali sugli stati di ossidazione, sui legami chimici e sulle modifiche che avvengono durante il funzionamento di dispositivi come <strong>batterie e celle a combustibile</strong>.</p>



<p>Tra le novità più importanti figurano anche <strong>due rivelatori di elettroni secondari</strong> che consentono di osservare contemporaneamente entrambe le superfici di un campione con risoluzione atomica. Una caratteristica particolarmente utile <strong>nello studio dei catalizzatori</strong>, materiali essenziali per numerosi processi energetici e industriali. Analizzando come la loro struttura cambia prima e dopo una reazione chimica, gli scienziati potranno comprendere con maggiore precisione <strong>le cause della perdita di efficienza</strong> e sviluppare materiali più performanti.</p>



<p>Il microscopio, inoltre, <strong>amplia la gamma di fenomeni osservabili</strong>, permettendo di studiare eccitazioni elettroniche e quasiparticelle che regolano il trasporto del calore, le proprietà magnetiche e le interazioni tra materia e luce, aspetti sempre più importanti nello sviluppo dei <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/prima-fabbrica-semiconduttori-spazio-space-forge.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">semiconduttori</a> e dei futuri dispositivi quantistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Materiali quantistici e batterie più efficienti: perché questo strumento può fare la differenza</strong></h2>



<p>Un&#8217;altra caratteristica rende il nuovo microscopio particolarmente interessante <strong>per</strong> <strong>la ricerca sui materiali avanzati</strong>: la possibilità di operare <strong>a tensioni molto più basse</strong> rispetto agli strumenti tradizionali, arrivando fino a <strong>20 kiloelectronvolt (keV)</strong> senza rinunciare alla risoluzione atomica. Riducendo l&#8217;energia del fascio di elettroni <strong>diminuisce il rischio di danneggiare campioni estremamente delicati</strong>, come i materiali bidimensionali composti da uno o pochi strati atomici, considerati tra i candidati più promettenti per il calcolo quantistico e la microelettronica del futuro.</p>



<p>Le applicazioni si estendono anche <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/la-nuova-tecnica-elettrochimica-per-recuperare-il-litio-dalle-batterie-esauste.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al settore delle batterie</a>, dove osservare ciò che accade durante i cicli di carica e scarica è fondamentale <strong>per aumentarne durata, capacità e sicurezza</strong>. Negli ultimi anni, diversi gruppi di ricerca statunitensi hanno sviluppato <strong>nuove tecniche di imaging</strong> per seguire l&#8217;evoluzione delle batterie al litio-metallo durante il funzionamento, riuscendo a <strong>visualizzare la formazione dello strato di corrosione </strong>che ne limita la vita operativa. <a href="https://newsroom.ucla.edu/stories/next-generation-of-batteries-may-get-lifespan-boost-with-help-from-new-ucla-imaging-techniques" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il nuovo microscopio di Brookhaven</a> rappresenta un ulteriore passo in questa direzione: mettere in relazione struttura atomica, composizione chimica e comportamento elettronico potrebbe accelerare <strong>l&#8217;individuazione dei materiali più adatti</strong> per accumulatori ad alta densità energetica e dispositivi elettronici sempre più miniaturizzati.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una piattaforma pensata per la ricerca dei prossimi anni</strong></h2>



<p>Oltre alle prestazioni hardware, il progetto introduce <strong>un nuovo modo di utilizzare la microscopia elettronica</strong>: il sistema è stato sviluppato con un software basato su <strong>Python</strong>, predisposto per il controllo remoto e per future applicazioni supportate dall&#8217;AI. In prospettiva, algoritmi di apprendimento automatico <strong>potranno assistere i ricercatori nell&#8217;acquisizione e nell&#8217;analisi dei dati</strong>, rendendo gli esperimenti più rapidi e consentendo di individuare automaticamente le caratteristiche più importanti di un campione.</p>



<p>Per gli scienziati del Brookhaven National Laboratory il valore dello strumento non risiede soltanto nella qualità delle immagini, ma nella possibilità di ottenere, in un&#8217;unica analisi, informazioni che finora richiedevano tecniche differenti e tempi molto più lunghi. <strong>Una capacità destinata ad accelerare la ricerca in settori strategici </strong>come energia, materiali quantistici, microelettronica e conversione dell&#8217;energia.</p>



<p>L&#8217;arrivo di un secondo microscopio elettronico &#8211; già previsto dal laboratorio americano &#8211; completerà questa infrastruttura di ricerca. L&#8217;obiettivo è costruire una piattaforma capace di osservare la materia con un livello di precisione senza precedenti, trasformando la microscopia da semplice strumento di osservazione a motore <strong>per la progettazione delle tecnologie che alimenteranno la prossima generazione di batterie, chip e dispositivi quantistici</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Brookhaven National Laboratory, New Electron Microscope Provides 200x Sharper Atomic View to Transform Batteries and Chips, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.bnl.gov/newsroom/news.php?a=223066" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bnl.gov/newsroom/news.php?a=223066</a></p>



<p>Interesting Engineering, US&#8217; new 200x sharper electron microscope could transform batteries and chips, 2026. Disponibile su: <a href="https://interestingengineering.com/innovation/us-new-200x-sharper-electron-microscope-could-transform-batteries-and-chips" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://interestingengineering.com/innovation/us-new-200x-sharper-electron-microscope-could-transform-batteries-and-chips</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/microscopio-elettronico-usa-batterie-chip.html">Usa, un microscopio 200 volte più preciso accelera la corsa a batterie e chip del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Liang Wenfeng, il cervellone che ha reso l&#8217;IA cinese mainstream</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/cinesi-che-cambiano-il-mondo-liang-wenfeng-il-cervellone-che-ha-reso-lia-cinese-mainstream.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 23:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1546" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846.jpg 1546w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-600x745.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-242x300.jpg 242w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-825x1024.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-768x954.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-1237x1536.jpg 1237w" sizes="auto, (max-width: 1546px) 100vw, 1546px" /></p>
<p>Liang Wenfeng, il fondatore di DeepSeek, ha mostrato al mondo che la Cina può sfidare i giganti americani dell'intelligenza artificiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cinesi-che-cambiano-il-mondo-liang-wenfeng-il-cervellone-che-ha-reso-lia-cinese-mainstream.html">Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Liang Wenfeng, il cervellone che ha reso l&#8217;IA cinese mainstream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1546" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846.jpg 1546w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-600x745.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-242x300.jpg 242w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-825x1024.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-768x954.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308111136575_47616d9a2df7458f95ca8e023f76d846-1237x1536.jpg 1237w" sizes="auto, (max-width: 1546px) 100vw, 1546px" /></p>
<p>Profilo bassissimo, interviste concesse con il contagocce, apparizioni internazionali limitate se non nulle. <strong>Liang Wenfeng</strong> è un fantasma. Tutti hanno imparato a conoscere il suo nome, pochi sono però quelli che saprebbero individuare se fosse seduto al loro stesso tavolo. Eppure questo anonimo 40enne cinese con la faccia un po&#8217; da nerd e dai modi schivi è l&#8217;uomo che ha sdoganato la potenza del suo Paese sul fronte dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> a livello globale. </p>



<p>Prima di lui, infatti, si faceva un gran parlare dei progressi hi-tech di Pechino, senza però approfondire nel dettaglio cosa diavolo significasse né cosa stesse facendo concretamente il Dragone. È servito <strong>DeepSeek</strong>, il modello di IA sviluppato dalla startup cinese fondata proprio da Liang, a squarciare il velo di mistero. In sostanza, la Cina ha dimostrato di essere in grado di creare <a href="https://it.insideover.com/economia/alessandro-aresu-deepseek-la-sorpresa-cinese-che-fa-il-botto-sullia.html">campioni nazionali dell&#8217;intelligenza artificiale</a> validi quanto i ricchi concorrenti statunitensi, ma a costi nettamente inferiori. E la &#8220;<strong>balenottera blu</strong>&#8221; di Wenfeng <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tsunami-cinese-sullia-i-big-usa-bruciano-1-000-miliardi-di-dollari.html">è presto diventata l&#8217;emblema</a> di questa rivoluzione silenziosa.</p>



<p>Creata nel maggio <strong>2023 </strong>come startup, DeepSeek è stata fin da subito concepita come un&#8217;organizzazione focalizzata sulla ricerca, e non come un&#8217;impresa commerciale orientata al profitto. &#8220;Il nostro principio non è quello di perdere denaro, né di realizzare enormi profitti. Il nostro punto di partenza non è quello di sfruttare l&#8217;opportunità per arricchirci, ma di essere all&#8217;avanguardia della tecnologia e promuovere lo sviluppo dell&#8217;intero ecosistema&#8221;, ha dichiarato Liang in una rara intervista rilasciata nel 2024 ai media cinesi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129143616990_08c8b86508bdf45830551d4e6cf4650e-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-454337" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129143616990_08c8b86508bdf45830551d4e6cf4650e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129143616990_08c8b86508bdf45830551d4e6cf4650e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129143616990_08c8b86508bdf45830551d4e6cf4650e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129143616990_08c8b86508bdf45830551d4e6cf4650e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129143616990_08c8b86508bdf45830551d4e6cf4650e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129143616990_08c8b86508bdf45830551d4e6cf4650e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il cervellone cinese dell&#8217;intelligenza artificiale</h2>



<p>Cosa sappiamo di Wenfeng? È cresciuto nella provincia meridionale del <strong>Guangdong </strong>raccontando di essere stato circondato da persone che all&#8217;epoca, tra gli anni Ottanta e Novanta, davano più importanza all&#8217;avvio di un&#8217;attività imprenditoriale che allo studio. Lui, invece, era molto più portato all&#8217;<strong>analisi accademica</strong>. E infatti, ancora giovanissimo, si è iscritto alla prestigiosa Università di Zhejiang specializzandosi in Ingegneria Elettronica e delle Comunicazioni, prima di conseguire un master in Ingegneria dell&#8217;Informazione e delle Comunicazioni.</p>



<p>Nel 2015 Mr. Liang ha co-fondato un hedge fund, <strong>High-Flyer Capital</strong>, che utilizzava complessi algoritmi matematici per effettuare operazioni di trading. Accumulata una discreta fortuna, nel 2023 il giovane ha scelto di concentrare parte integrante delle risorse nell&#8217;esplorazione dell&#8217;essenza dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale generale (Agi)</strong>. </p>



<p>DeepSeek è nata proprio in quel periodo. Nel 2025 avrebbe suscitato scalpore in tutto il mondo per &#8220;colpa&#8221; di uno dei suoi successi: un <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-alla-prova-di-deepseek-le-sfide-su-denaro-tecnologia-e-soprattutto-energia.html">modello di intelligenza artificiale</a> estremamente potente creato con un budget di gran lunga inferiore a quanto molti esperti di IA ritenessero necessario. &#8220;Come ha fatto una start-up cinese poco conosciuta a far tremare i <strong>mercati </strong>e i <strong>giganti tecnologici statunitensi</strong>?&#8221;, si chiedeva il <em>New York Times</em> in quei giorni concitati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="642" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308110648721_2a1870ca87d6ef6ec3b6659e115d0e42-1024x642.jpg" alt="" class="wp-image-459980" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308110648721_2a1870ca87d6ef6ec3b6659e115d0e42-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308110648721_2a1870ca87d6ef6ec3b6659e115d0e42-600x376.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308110648721_2a1870ca87d6ef6ec3b6659e115d0e42-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308110648721_2a1870ca87d6ef6ec3b6659e115d0e42-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308110648721_2a1870ca87d6ef6ec3b6659e115d0e42-1536x962.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308110648721_2a1870ca87d6ef6ec3b6659e115d0e42.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ascesa di Liang Wenfeng</h2>



<p>L&#8217;obiettivo dichiarato da DeepSeek è quello di sviluppare tecnologie di intelligenza artificiale simili al chatbot ChatGPT di OpenAI o a Gemini di Google. In Cina, questa startup è nota per reclutare giovani e talentuosi ricercatori di Ia provenienti dalle migliori università del Paese, promettendo loro stipendi elevati e l&#8217;opportunità di lavorare su progetti di ricerca all&#8217;avanguardia. Negli ultimi anni ha rilasciato diversi <strong>modelli linguistici di grandi dimensioni</strong>. </p>



<p>Lo scorso 10 gennaio ha invece lanciato la sua prima app chatbot gratuita basata su un nuovo modello chiamato DeepSeek-V3: apriti cielo. Gli ingegneri di Liang hanno dimostrato un metodo più efficiente per analizzare i dati utilizzando i chip mettendo in imbarazzo l&#8217;intero settore statunitense. </p>



<p>Secondo il <em>Bloomberg Billionaires Index</em>, il patrimonio netto di Wenfeng si aggirerebbe intorno ai <strong>38 miliardi di dollari</strong>, una fortuna derivante principalmente dalla partecipazione di controllo in DeepSeek e dal suo impero di hedge fund. &#8220;La nostra sfida più grande non è mai stata il denaro, bensì l&#8217;embargo sui chip di fascia alta&#8221;, ha affermato Liang, ben consapevole che la strada da fare per rendere la Cina una potenza dell&#8217;IA è ancora lunghissima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127144620120_3540547d095a7dc9c6d55cd50352f84a-1024x644.jpg" alt="" class="wp-image-454029" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127144620120_3540547d095a7dc9c6d55cd50352f84a-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127144620120_3540547d095a7dc9c6d55cd50352f84a-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127144620120_3540547d095a7dc9c6d55cd50352f84a-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127144620120_3540547d095a7dc9c6d55cd50352f84a-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127144620120_3540547d095a7dc9c6d55cd50352f84a-1536x966.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127144620120_3540547d095a7dc9c6d55cd50352f84a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cinesi-che-cambiano-il-mondo-liang-wenfeng-il-cervellone-che-ha-reso-lia-cinese-mainstream.html">Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Liang Wenfeng, il cervellone che ha reso l&#8217;IA cinese mainstream</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La rivolta delle comunità: data center, la nuova battaglia politica dell’America profonda</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/la-rivolta-delle-comunita-data-center-la-nuova-battaglia-politica-dellamerica-profonda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 22:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=526478</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>La rivolta americana contro l’AI: Data center, bollette e territorio: nasce un nuovo fronte populista contro la Silicon Valley.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-rivolta-delle-comunita-data-center-la-nuova-battaglia-politica-dellamerica-profonda.html">La rivolta delle comunità: data center, la nuova battaglia politica dell’America profonda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Per anni i <strong>data center</strong> sono stati l&#8217;infrastruttura invisibile dell&#8217;economia digitale americana: enormi edifici pieni di server, lontani dall&#8217;immaginario politico quanto i cavi sottomarini o le centrali elettriche. Poi è arrivata l&#8217;intelligenza artificiale. E improvvisamente quei capannoni industriali sono diventati il luogo fisico nel quale si concentra una delle più grandi trasformazioni economiche e tecnologiche del nostro tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.maps.com/app/uploads/2025/12/article-data-centers-full-map-nr-2048x1325.webp" alt=""/></figure>



<p>Il problema è che, per costruire l&#8217;America dell&#8217;AI, servono terra, energia, acqua e nuove infrastrutture. E quando la corsa alla potenza di calcolo arriva nei quartieri, nelle contee rurali e nelle periferie, la promessa astratta dell&#8217;innovazione si trasforma in una domanda molto concreta: <strong>chi paga il prezzo della rivoluzione tecnologica?</strong> È qui che nasce uno dei fenomeni politici più interessanti del 2026 americano: <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-cannabis-allia-perche-gli-usa-vogliono-trasformare-le-serre-di-marijuana-in-data-center.html">il populismo anti-data center</a></strong>. Un movimento ancora frammentato, ma capace di mettere nello stesso spazio politico ambientalisti progressisti, conservatori anti-establishment, comunità rurali, attivisti anti-AI e cittadini semplicemente preoccupati per le proprie bollette.</p>



<p>Il primo elemento da capire è che la protesta non nasce necessariamente da un rifiuto ideologico dell&#8217;intelligenza artificiale. In molti casi nasce da qualcosa di molto più semplice: la percezione che un&#8217;azienda privata stia arrivando in una comunità e chiedendo <strong>accesso a risorse</strong> che fino a quel momento appartenevano alla collettività. L&#8217;espansione dell&#8217;AI ha moltiplicato la domanda di infrastrutture informatiche. I grandi modelli richiedono enormi capacità di calcolo e, di conseguenza, grandi quantità di energia. I data center hanno inoltre bisogno di sistemi di raffreddamento, collegamenti alla rete elettrica, terreni e infrastrutture di supporto. Il risultato è una <strong>nuova geografia dell&#8217;AI americana</strong>. Non più soltanto Silicon Valley, Seattle o i grandi hub tecnologici, ma Georgia, Texas, Virginia, Michigan, Utah, Florida e decine di altre aree nelle quali <strong>l&#8217;arrivo di un gigantesco complesso industriale può modificare il rapporto tra una comunità e il proprio territorio.</strong></p>



<p>In <strong>Georgia</strong>, per esempio, gli attivisti locali hanno iniziato a studiare l&#8217;impatto dei progetti sulla rete elettrica, sulle falde acquifere e sull&#8217;utilizzo del territorio. In alcuni casi la protesta è partita da gruppi ambientalisti; successivamente sono arrivati conservatori, cittadini indipendenti e organizzazioni nazionali. È un passaggio politicamente significativo. Perché il vecchio conflitto industriale americano aveva una struttura relativamente semplice: ambientalisti contro industria, sindacati contro imprese, comunità contro grandi aziende. <strong>Il conflitto sui data center è invece molto più fluido</strong>. In <strong>Utah</strong>, ad esempio, la contestazione di un grande progetto di data center è esplosa in uno Stato particolarmente sensibile alla questione delle risorse idriche. La pressione degli abitanti ha contribuito a ridimensionare il progetto, trasformando una questione apparentemente tecnica in un caso politico nazionale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRKfIeMm4Yo_3sCjPTkdZIAXVa_m_mSkP4L9Df0U-j2oAkuLVwN1jGxQuE&amp;s=10" alt=""/></figure>
</div>


<p>Un cittadino conservatore può contestare un data center perché teme che aumenterà la bolletta elettrica. Un ambientalista può farlo perché teme il consumo di acqua. Un proprietario terriero perché non vuole una gigantesca struttura vicino casa. Un populista di destra perché vede nell&#8217;AI l&#8217;ennesimo progetto imposto dalle élite tecnologiche. Un progressista perché considera i data center il simbolo della concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di poche corporation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Motivazioni diverse, conclusione politica uguale</h2>



<p>Secondo un&#8217;analisi di <em><a href="https://www.carbon-direct.com/press/carbon-direct-releases-new-analysis-of-community-opposition-to-ai-data-center-development">Carbon Direct</a></em>, tra gennaio 2024 e maggio 2026 almeno 46 progetti di data center legati all&#8217;AI sono stati pubblicamente ritardati, ritirati o cancellati dopo opposizioni locali, per un valore annunciato complessivo di circa 170 miliardi di dollari distribuiti in 20 Stati. <strong>Nel primo trimestre del 2026 ben 75 progetti, per circa 130 miliardi di dollari, hanno incontrato opposizione.</strong> E le banche hanno iniziato a considerare il consenso locale, le autorizzazioni e il rischio di cancellazione come elementi rilevanti nella valutazione finanziaria dei progetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La parola alle comunità</h2>



<p>Uno degli esempi più evidenti è <strong>Amy Kremer</strong>, attivista conservatrice legata al movimento <strong>Tea Party</strong> e già tra le figure coinvolte nell&#8217;organizzazione del raduno di Washington del 6 gennaio 2021. Nel 2026 Kremer è diventata presidente di <strong>Humans First</strong>, organizzazione impegnata contro l&#8217;espansione incontrollata dei data center e dell&#8217;AI. <strong>La sua posizione è interessante proprio perché non coincide con quella di molti oppositori progressisti. </strong>Kremer non chiede necessariamente un divieto nazionale dei data center. La sua impostazione è quella del controllo locale: le comunità devono avere il diritto di decidere se vogliono o meno ospitare queste strutture.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.insider.com/6a41709e360acd489560ca82?width=700" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Amy Kremer</figcaption></figure>
</div>


<p>È una posizione profondamente populista perché sposta il centro del problema dalla domanda &#8220;l&#8217;AI è buona o cattiva?&#8221; alla domanda &#8220;chi decide?&#8221;. Ed è esattamente questo il punto nel quale destra e sinistra possono incontrarsi. Da una parte ci sono esponenti progressisti come <strong>Bernie Sanders</strong> e <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>, che hanno sostenuto l&#8217;idea di una <strong>moratoria federale sui nuovi data center</strong>. Dall&#8217;altra ci sono esponenti della destra populista che accusano la Silicon Valley di voler utilizzare il peso economico e politico delle proprie corporation per imporre le proprie priorità alle comunità locali.</p>



<p>Non significa che esista una nuova alleanza strutturata tra destra e sinistra. Significa qualcosa di più interessante: <strong>esiste un terreno comune di sfiducia verso Big Tech</strong>. E questo terreno rischia di diventare elettoralmente rilevante.</p>



<p>Le proteste nazionali del 18 luglio hanno rappresentato un salto di scala. Secondo <em>Reuters</em>, gli oppositori dei data center hanno organizzato <strong>142 manifestazioni in 42 Stati,</strong> trasformando per la prima volta la protesta contro l&#8217;espansione delle infrastrutture AI in una mobilitazione nazionale coordinata. Perché il populismo ha bisogno di un racconto semplice, di un avversario riconoscibile e di una comunità che si percepisca esclusa dai processi decisionali.</p>



<p>Per comprendere quanto sia cambiata la politica americana bisogna guardare anche all&#8217;evoluzione della destra. Per anni il <strong>Partito Repubblicano</strong> ha avuto un <strong>rapporto ambivalente con Big Tech</strong>. La destra populista ha spesso accusato Google, Meta, Apple e altre grandi società tecnologiche di censura, progressismo culturale e abuso del potere monopolistico. Ma contemporaneamente l&#8217;industria tecnologica rappresentava uno dei motori dell&#8217;economia americana e dell&#8217;innovazione nazionale. L&#8217;AI sta rendendo questa contraddizione molto più difficile da gestire.</p>



<p>In questo senso è significativo il percorso di figure come <strong>Joe Allen</strong>, commentatore anti-tecnologico diventato vicino all&#8217;area di <strong>Steve Bannon</strong>. La sua critica all&#8217;AI si inserisce in una corrente di pensiero nella quale la tecnologia viene letta come uno strumento attraverso cui un&#8217;élite economica può aumentare il proprio controllo sulla società. <em>WIRED</em> ha raccontato questo ambiente politico descrivendo il movimento contro i data center come uno dei più insoliti punti d&#8217;incontro tra populismo di destra e ambientalismo progressista.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.wired.com/photos/6a6a26026e7818d8fecc99a1/master/w_1920,c_limit/20260719-MattEich-0260-toned.jpg" alt="" style="width:654px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Joe Allen</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Quando il problema tocca le bollette</h2>



<p>Se c&#8217;è un elemento capace di trasformare l&#8217;AI da questione tecnologica a questione elettorale, è probabilmente l&#8217;<strong>energia</strong>. Gli americani possono avere opinioni molto diverse su ChatGPT, robot umanoidi o automazione del lavoro. Ma se una nuova infrastruttura viene percepita come responsabile dell&#8217;aumento delle bollette, il discorso cambia immediatamente. La costruzione di grandi data center richiede nuova capacità elettrica e nuove infrastrutture. Questo significa investimenti nella rete, nuove connessioni, generazione aggiuntiva e, in alcuni casi, discussioni sulla ripartizione dei costi tra aziende e consumatori. Il rischio politico è evidente: se gli investimenti necessari per sostenere il boom dell&#8217;AI vengono trasferiti, direttamente o indirettamente, sulle famiglie, il beneficio dell&#8217;innovazione rischia di essere percepito come privato mentre il costo diventa pubblico. <a href="https://arxiv.org/abs/2608.09882">Un&#8217;analisi pubblicata recentemente</a> evidenzia proprio come gli impatti economici e ambientali dei data center dipendano non soltanto dalla tecnologia utilizzata all&#8217;interno delle strutture, ma dal sistema energetico, idrico e territoriale nel quale vengono inseriti.</p>



<p>La questione diventa ancora più delicata per l&#8217;amministrazione Trump. Il progetto politico dell&#8217;<strong>America First</strong> può entrare in collisione con la corsa all&#8217;AI se quest&#8217;ultima viene percepita come un processo che privilegia le corporation globali rispetto alle comunità americane. La Casa Bianca considera la leadership tecnologica americana una componente fondamentale della competizione con la Cina. Ma la mobilitazione anti-data center introduce una domanda difficile: <strong>leadership per chi?</strong></p>



<p>Uno degli aspetti più importanti della nuova protesta è che non nasce principalmente a Washington. Nasce nei consigli comunali, nelle assemblee di contea, nelle commissioni urbanistiche, nelle riunioni pubbliche e nelle campagne per i referendum locali. È esattamente ciò che accadde con il Tea Party, con l&#8217;ambientalismo locale, con le battaglie contro l&#8217;immigrazione e con molte delle mobilitazioni che hanno trasformato questioni territoriali in identità politiche nazionali. L&#8217;AI sta diventando rapidamente <strong>una questione elettorale nazionale</strong>. Il <em>New Yorker</em> ha recentemente osservato che l&#8217;espansione dei data center è ormai entrata nel dibattito politico in vista delle <strong>elezioni di midterm</strong>, con una maggioranza significativa degli americani contraria alla presenza di queste infrastrutture nelle proprie comunità.</p>



<p>Milioni di americani stanno iniziando a chiedersi se la rivoluzione tecnologica venga costruita <strong>con loro o sopra di loro</strong>. Ed è questa domanda, molto più del destino di un singolo data center, a poter rimodellare la politica americana.</p>
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		<title>La grande secca del Danubio: la crisi idrica che mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/environment/la-grande-secca-del-danubio-la-crisi-idrica-che-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 00:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Without category]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi il livello idrico del Danubio ha raggiunto i minimi storici. L&#8217;ondata di calore e la prolungata siccità stanno rendendo sempre più evidente la vulnerabilità dei paesi dell&#8217;Europa centro-orientale, il cui approvvigionamento energetico dipende dal fiume. Non si tratta soltanto di un&#8217;emergenza ambientale, ma di una vera e propria crisi energetica a catena. Il grande &#8230; <a href="https://it.insideover.com/environment/la-grande-secca-del-danubio-la-crisi-idrica-che-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi mesi il <strong>livello idrico del Danubio</strong> ha raggiunto i minimi storici.</p>



<p><strong>L&#8217;ondata di calore e la prolungata siccità</strong> stanno rendendo sempre più evidente la vulnerabilità dei paesi dell&#8217;Europa centro-orientale, il cui approvvigionamento energetico dipende dal fiume.</p>



<p>Non si tratta soltanto di un&#8217;emergenza ambientale, ma di una vera e propria crisi energetica a catena. Il grande fiume svolge diverse funzioni: dal <strong>raffreddamento dei&nbsp;condensatori&nbsp;delle centrali nucleari all’alimentazione degli impianti idroelettrici.</strong></p>



<p>In questo scenario, le ripercussioni subite da Ungheria, Romania e Serbia sono emblematiche.</p>



<p>L&#8217;epicentro dell’ emergenza si trova a Paks, dove sorge l&#8217;unica centrale nucleare ungherese. Collocata ad una novantina di chilometri a sud di Budapest, la struttura a quattro reattori di fabbricazione sovietica garantisce quasi la&nbsp;<strong>metà dell&#8217;elettricità</strong>&nbsp;prodotta nel Paese e&nbsp;<strong>un terzo dell&#8217;intero fabbisogno nazionale</strong>.&nbsp;</p>



<p>Per funzionare in sicurezza, l&#8217;impianto necessita di un flusso ininterrotto di circa 100 metri cubi d&#8217;acqua al secondo, prelevati direttamente dal Danubio&nbsp;<strong>per il raffreddamento dei condensatori</strong>.&nbsp;</p>



<p>Con il fiume ridotto al lumicino, le bocche di aspirazione sono rimaste a secco.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/2/hungary-plans-to-shut-down-only-nuclear-power-plant-amid-drought?utm_source=telegram&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=socialPulse">Péter Magyar, il neoeletto Presidente ungherese, ha dichiarato che la produzione dell&#8217;impianto ha subito un crollo drammatico</a></strong>: dai normali 2.000 megawatt (MW) di potenza nominale, la capacità erogata è scesa prima a 965 MW per poi sprofondare nella notte del 2 agosto fino a 240 MW: poco più del 10% del totale.&nbsp;</p>



<p>Il punto critico è legato al livello del fiume.&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/2/hungary-plans-to-shut-down-only-nuclear-power-plant-amid-drought?utm_source=telegram&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=socialPulse">A Paks, una quota idrometrica pari a -134 cm impone per protocollo lo spegnimento totale dei reattor</a>i, motivo per cui raggiunta quota -144 nei&nbsp;<strong>primi giorni di agosto</strong>&nbsp;è iniziata la procedura di spegnimento.</p>



<p>Parimenti l’acqua del Danubio è essenziale per il raffreddamento della&nbsp;<strong>centrale nucleare di Cernavodă</strong>&nbsp;la quale, unica in Romania, garantisce una fetta consistente dell&#8217;energia nazionale.</p>



<p>Mutatis mutandis, le autorità romene hanno&nbsp;<strong>programmato di far cessare l’attività di uno dei&nbsp;<a href="https://oficiuldestiri.ro/anar-reluarea-furnizarii-apei-potabile-turbiditate#:~:text=Apele%20Rom%C3%A2ne%20au%20transmis%20c%C4%83%20acumularea%20Izvoarele,afluen%C8%9Bii%20r%C3%A2ului%20Teleajen%2C">reattori della centrale nucleare.&nbsp;</a></strong></p>



<p>Tale misura risulta essere l’inevitabile conseguenza della crisi registrata in seno allo<strong>&nbsp;snodo idrico di Izvoarele. In tale snodo il fiume si&nbsp;</strong>biforca nel braccio di Bala e nel braccio del &#8220;Vecchio Danubio&#8221; (<em>Dunărea Veche</em>), quest&#8217;ultimo diretto verso la centrale nucleare.&nbsp;</p>



<p>Recentemente la località di Izvoarele e il relativo impianto idrico sono stati al centro di gravi disservizi nell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua potabile. Le forti precipitazioni hanno causato esondazioni degli affluenti del fiume Teleajen, ostruendo di detriti e fango le infrastrutture di filtraggio e la presa d’acqua.</p>



<p>L&#8217;elevata torbidità dell&#8217;acqua ha reso impossibile il normale processo di potabilizzazione, lasciando temporaneamente a secco diverse migliaia di residenti nel comune e nei centri abitati limitrofi.</p>



<p><a href="https://support.theguardian.com/eu/guardian-ad-lite?returnAddress=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fworld%2Flive%2F2026%2Faug%2F03%2Feurope-heatwave-wildfires-migration-ceuta-spain-latest-news-updates">La situazione a Izvoarele si è fatta talmente disperata da richiedere l&#8217;intervento della marina militare rumena</a>: con 180 chili di esplosivo subacqueo, i genieri hanno fatto brillare le formazioni rocciose sul letto del fiume per deviare la corrente verso il braccio del &#8220;Vecchio Danubio&#8221; e garantire l&#8217;afflusso d&#8217;acqua necessario ai canali di raffreddamento della centrale. Con l&#8217;abbassamento del fiume, il livello dell&#8217;acqua nei canali di presa rischiava di scendere sotto la soglia minima di sicurezza per il funzionamento dei reattori.</p>



<p>Poco più a sud, in Serbia, anche la centrale idroelettrica di Đerdap 1 (la più grande del Paese) si è vista tagliare la produzione ad appena il 20% della capacità nominale per mancanza di portata.</p>



<p>Le difficoltà nel raffreddamento hanno&nbsp;</p>



<p>colpito, altresì, i complessi a carbone di Kostolac, spingendo il governo serbo a convocare vertici d&#8217;urgenza e a chiedere alla popolazione di moderare l&#8217;uso dei condizionatori, mentre le temperature&nbsp;</p>



<p>estive spingono alle stelle la richiesta di elettricità per il condizionamento.</p>



<p>La secca del Danubio ha portato alla luce un cortocircuito strutturale che minaccia l&#8217;intera Europa. È esattamente durante questi picchi che le centrali idroelettriche e nucleari sono costrette a tirare il freno a mano per mancanza d&#8217;acqua o per il superamento delle temperature massime consentite per la tutela degli ecosistemi fluviali, una dinamica già osservata lungo il Rodano e la Loira in Francia.&nbsp;</p>



<p>Senza piogge all&#8217;orizzonte e con il termometro stabilmente sopra i 38 °C, i Paesi dell&#8217;Europa orientale si trovano oggi costretti a importare energia a caro prezzo dai mercati vicini e a pianificare contingentamenti per le industrie, nel tentativo di proteggere la tenuta delle rispettive reti elettriche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/environment/la-grande-secca-del-danubio-la-crisi-idrica-che-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html">La grande secca del Danubio: la crisi idrica che mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 10:59:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[aerei elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[aviazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voli a zero emissioni (shutterstock)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il Regno Unito investe 7,3 milioni di sterline in otto progetti per sviluppare infrastrutture dedicate ai voli ecologici. Una scommessa tecnologica che passa dalla ricarica ultra-rapida, dalle nuove soluzioni energetiche e dalla costruzione dell'ecosistema necessario alla mobilità aerea del futuro</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html">Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voli a zero emissioni (shutterstock)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;evoluzione <strong>dell&#8217;aviazione commerciale a zero emissioni</strong> sta gradualmente spostando il proprio asse di sviluppo dalla pura autonomia dei velivoli alla <strong>gestione tecnica delle infrastrutture di terra</strong>. Se la tecnologia dei motori e degli accumulatori ha raggiunto livelli tali da permettere i primi servizi di taxi volanti e voli regionali, la reale sostenibilità economica dell&#8217;intero comparto rimane condizionata <strong>dai tempi di stazionamento sulle piste per il ripristino dell&#8217;energia.</strong></p>



<p>In questo contesto strategico, <strong>il Dipartimento per i Trasporti del Regno Unito</strong> ha <a href="https://www.gov.uk/government/news/over-7-million-to-fuel-zero-emission-flight-across-the-uk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annunciato uno stanziamento di <strong>7,3 milioni di sterline</strong></a> destinato a <strong>otto progetti nazionali</strong> per lo sviluppo di infrastrutture per il volo ecologico, all&#8217;interno di un programma complessivo <strong>da 43 milioni di sterline </strong>dedicato alle tecnologie aeronautiche di nuova generazione e in linea con le discussioni del <strong>Jet Zero Taskforce</strong> tenutesi al Farnborough International Airshow il 21 luglio scorso.</p>



<p>L&#8217;iniziativa rientra a pieno titolo nella strategia britannica per tutelare un settore aerospaziale dal valore stimato di circa <strong>20 miliardi di sterline</strong> e orientare la filiera verso l&#8217;obiettivo delle <strong>zero emissioni nette entro il 2050</strong>, attraverso la sperimentazione di sistemi capaci di abbreviare i tempi di fermo degli aeromobili negli scali commerciali e <strong>accelerare la diffusione di velivoli elettrici e a idrogeno</strong> in tutto il Paese.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The UK government has awarded £7.3m to eight projects supporting zero-emission flight. The funding will develop hydrogen and electric aircraft infrastructure, including flying taxis, to cut emissions and boost high-skilled aviation jobs.<a href="https://t.co/T2yPGenTqy">https://t.co/T2yPGenTqy</a></p>&mdash; CLondoner92 (@CLondoner92) <a href="https://x.com/CLondoner92/status/2080397540751474935?ref_src=twsrc%5Etfw">July 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il progetto ECLiPSE e la sfida del raffreddamento a liquido</h2>



<p>Un elemento centrale di questo programma di ammodernamento tecnologico è rappresentato <a href="https://onestopesg.com/esg-news/vertical-aerospace-eclipse-charging-programme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal progetto <strong>ECLiPSE</strong></a> &#8211; acronimo di Electrified Charging &amp; Liquid-cooling Provision for Support of E-flights &#8211; guidato dall&#8217;azienda britannica <strong>Vertical Aerospace</strong> in collaborazione con <strong>l&#8217;Università di Bath</strong> e la società di ingegneria <strong>InnCat</strong>.</p>



<p>L&#8217;iniziativa &#8211; che beneficia di un finanziamento pubblico <strong>fino a 1,75 milioni di sterline</strong> all&#8217;interno del programma <em><strong>Zero Emission Flight Demonstrator</strong></em> su un investimento totale di circa 3,4 milioni di sterline &#8211; affronta la sfida termica legata <strong>all&#8217;erogazione di altissima potenza durante la ricarica rapida degli accumulatori</strong>. Si tratta di un processo che genera elevati volumi di calore e che, in assenza di un adeguato raffreddamento a liquido capace di dissipare immediatamente la temperatura, costringerebbe gli operatori a limitare la velocità di carica per prevenire il deterioramento prematuro delle celle.</p>



<p><strong>L&#8217;integrazione tra ricarica ultra-rapida e raffreddamento a liquido</strong> potrebbe permettere di realizzare infrastrutture più compatte nei futuri vertiporti, riducendo i costi operativi e aumentando la frequenza di utilizzo delle stazioni energetiche per più <a href="https://it.insideover.com/economia/il-mondo-ha-sete-di-benzina-avio-offerta-ai-minimi-voli-a-terra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voli </a>giornalieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia tra idrogeno, fondi pubblici e filiera industriale</h2>



<p>L&#8217;approccio adottato dalle autorità britanniche punta a integrare differenti soluzioni tecnologiche, affiancando ai sistemi ad accumulo elettrico <strong>l&#8217;impiego dell&#8217;idrogeno e <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dei carburanti </a>a basse emissioni di carbonio</strong> per rispondere alle diverse esigenze dell&#8217;aviazione commerciale e regionale. Una strategia confermata anche dalle dichiarazioni del Segretario di Stato per i Trasporti <strong>Heidi Alexander</strong>, che ha evidenziato il ruolo degli investimenti nel sostenere la creazione di posti di lavoro qualificati e la crescita della filiera industriale nazionale.</p>



<p>Parallelamente, il Regno Unito continua a sostenere la ricerca aerospaziale attraverso il programma <strong>Aerospace Technology Institute</strong>, finanziato con 2,3 miliardi di sterline nell&#8217;arco di dieci anni per lo sviluppo di tecnologie avanzate e l&#8217;ottimizzazione dei voli attraverso l&#8217;intelligenza artificiale. <strong>Sul fronte dell&#8217;idrogeno</strong>, invece, l&#8217;Autorità per l&#8217;aviazione civile britannica ha pubblicato i risultati della <strong>Hydrogen Challenge</strong>, un&#8217;iniziativa da 1,9 milioni di sterline realizzata insieme a realtà industriali e operatori del settore come <strong>Rolls-Royce, easyJet ed Exeter Airport</strong>, con l&#8217;obiettivo di definire gli standard di sicurezza e operatività per il futuro impiego di questo vettore energetico nel trasporto aereo. Il programma sarà ulteriormente rafforzato con altri <strong>2,5 milioni di sterline entro marzo 2027</strong>, destinati ai test su motori a reazione commerciali e alla decarbonizzazione dei veicoli aeroportuali di servizio.</p>



<p>Sul fronte produttivo, il governo britannico è inoltre in fase avanzata di trattativa con <strong>Vertical Aerospace</strong> per un finanziamento aggiuntivo fino a 10 milioni di sterline destinato alla costruzione del <strong>primo impianto produttivo su scala globale</strong> dell&#8217;azienda nel Paese. L&#8217;operazione porterebbe il sostegno pubblico complessivo alla società a circa 48 milioni di sterline e rafforzerebbe l&#8217;obiettivo di consolidare sul territorio le infrastrutture industriali legate alla nuova mobilità aerea.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">La priorità operativa dei vertiporti</h2>



<p>L&#8217;analisi della <a href="https://it.insideover.com/energia/flessibilita-resilienza-sicurezza-le-infrastrutture-intelligenti-possono-far-correre-la-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">transizione energetica</a> nell&#8217;aviazione evidenzia come l&#8217;introduzione dei velivoli a zero emissioni sia strettamente dipendente <strong>dalla maturazione dell&#8217;intero ecosistema logistico ed energetico a terra</strong>, superando la sola fase di progettazione e certificazione degli aeromobili per concentrarsi sulla sostenibilità economica delle operazioni di scalo.</p>



<p>La capacità di gestire carichi elettrici elevati, raffreddare rapidamente i componenti sensibili e integrare vettori complessi come l&#8217;idrogeno negli ambienti aeroportuali esistenti costituisce l&#8217;elemento determinante per la redditività delle compagnie aeree e per la fruibilità reale di mercati emergenti, a partire dalla mobilità aerea urbana.</p>



<p>Di conseguenza, il posizionamento strategico dei Paesi e delle aziende nel settore aerospaziale nei prossimi anni non risiederà unicamente nelle prestazioni in volo dei singoli mezzi, bensì <strong>nella standardizzazione di infrastrutture di ricarica ed erogazione</strong> capaci di ridurre i tempi di inattività, minimizzare l&#8217;impatto sulla rete elettrica e garantire la sostenibilità economica dei flussi di traffico aereo ad alta frequenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html">Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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