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	<title>Tecnologia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Tecnologia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Nasce &#8220;Officina AI&#8221;: a Milano la nuova Zona di Innovazione e Sviluppo di Regione Lombardia</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/nasce-officina-ai-a-milano-la-nuova-zona-di-innovazione-e-sviluppo-di-regione-lombardia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 13:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Regione Lombardia ha approvato la candidatura della Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di ‘Officina AI’. Promossa da Assolombarda, con MADE Competence Center nel ruolo di hub e soggetto gestore, la nuova ZIS, la terza ad essere approvata, riunisce un partenariato pubblico-privato di 19 soggetti tra istituzioni, università, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nasce-officina-ai-a-milano-la-nuova-zona-di-innovazione-e-sviluppo-di-regione-lombardia.html">[...]</a></p>
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<p>Regione Lombardia ha approvato la candidatura della Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di ‘Officina AI’. Promossa da Assolombarda, con MADE Competence Center nel ruolo di hub e soggetto gestore, la nuova ZIS, la terza ad essere approvata, riunisce un partenariato pubblico-privato di 19 soggetti tra istituzioni, università, imprese e formazione, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento tecnologico e accompagnare le aziende, in particolare le PMI, nello sviluppo e nell’industrializzazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale.</p>



<p>Con l’approvazione della ZIS milanese, Regione Lombardia prosegue il percorso avviato per valorizzare le competenze e le vocazioni produttive dei territori attraverso una collaborazione strutturata tra imprese, mondo della ricerca, università e istituzioni. Un modello che punta a trasformare le eccellenze locali in opportunità concrete di innovazione, crescita e occupazione qualificata. Le Zone di Innovazione e Sviluppo rappresentano una delle novità più significative nel panorama delle politiche industriali regionali, una strategia fortemente voluta dall’assessore Guido Guidesi per sostenere la competitività del sistema produttivo lombardo.</p>



<p>La nuova iniziativa si inserisce nel solco delle ZIS già approvate di Bergamo e Lecco, confermando la volontà regionale di sostenere lo sviluppo attraverso progetti capaci di mettere a sistema le risorse e le specializzazioni dei diversi territori lombardi.</p>



<p>L’obiettivo è rafforzare la competitività del sistema economico regionale, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di innovazione e rendendo le nuove tecnologie sempre più accessibili al tessuto produttivo. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva strategica per sostenere la trasformazione industriale, aumentare la produttività e consolidare la capacità delle imprese lombarde di competere sui mercati internazionali.</p>



<p>L’annuncio è stato dato dal presidente di Assolombarda, <strong>Alvise Biffi</strong>, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, <strong>Guido Guidesi</strong>, e da <strong>Marco Taisch</strong>, presidente Competence Center Industria 4.0.</p>



<p>“Milano oggi fa un passo concreto verso l’obiettivo che abbiamo indicato all’Assemblea Generale: fare del nostro territorio la fabbrica dell’AI &#8211; ha detto <strong>Alvise Biffi</strong>. &#8211; Perché noi non vogliamo limitarci ad adottare la tecnologia: vogliamo contribuire a costruirla, a partire dalla physical AI, dove la nostra manifattura e la nostra meccatronica sono un vantaggio unico in Europa. Nel Quadrilatero di Assolombarda l’industria attiva più di 44 miliardi di valore aggiunto l’anno, ben il 45% del totale lombardo e l’11% nazionale. I numeri ci dicono che la strada è giusta: in meno di due anni le nostre imprese con progetti di AI sono passate da meno di una su cinque a una su due. Ma il divario tra grandi imprese e PMI è ancora ampio, ed è qui che la ZIS deve fare la differenza: portare l’AI nelle piccole e medie imprese, insieme alle competenze per usarla. Lo stiamo già facendo con forgIA, l’ecosistema digitale condiviso e sicuro che abbiamo promosso per mettere a valore i dati industriali e sviluppare applicazioni concrete, nel rispetto della sovranità del dato e della proprietà intellettuale delle imprese: la forgia in cui la fabbrica dell’AI prende forma. Con la ZIS, è la dimostrazione &#8211; conclude il presidente Biffi &#8211; di come la Grande Milano sappia fare sistema: istituzioni, università, grandi aziende, startup e formazione insieme, in un partenariato pubblico-privato che mette l’AI al servizio delle persone e della produttività, l’unica strada per generare benessere diffuso.”</p>



<p>“La strategia delle Zone di Innovazione e Sviluppo nasce dalla volontà di valorizzare le vocazioni e le competenze dei territori lombardi, mettendo a sistema imprese, università e centri di ricerca per rafforzare la competitività dell’intero sistema produttivo – ha dichiarato <strong>Guido Guidesi</strong> -. Con questa nuova ZIS proseguiamo un percorso che punta a creare un distretto manifatturiero di produzione dell’intelligenza artificiale, favorendo il trasferimento tecnologico e accompagnando le imprese nell’affrontare le sfide del futuro. Vogliamo creare le condizioni affinché le eccellenze dei nostri territori possano continuare a crescere, attrarre investimenti e generare nuove opportunità di sviluppo e occupazione qualificata, soprattutto per le nuove generazioni”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla sperimentazione all’industria: l’AI al servizio delle imprese</strong></h2>



<p>‘Officina AI’ nasce con l’ambizione di consolidare Milano come uno dei principali ecosistemi italiani per l’adozione, la sperimentazione e lo sviluppo industriale dell’Intelligenza Artificiale. La ZIS si propone di accompagnare le imprese lungo l’intero percorso dell’innovazione: dalla definizione dei progetti alla sperimentazione, fino all’applicazione concreta delle tecnologie nei processi produttivi.</p>



<p>Il mercato italiano dell’AI ha raggiunto nel 2025 un valore stimato di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 50% rispetto al 2024. Anche l’adozione da parte delle imprese è in accelerazione, sebbene permangano differenze significative in base alla dimensione aziendale.</p>



<p>Secondo l’indagine condotta da Assolombarda con il Politecnico di Milano su 700 aziende del Quadrilatero di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, il 49% delle imprese ha progetti di AI attivi, rispetto a meno del 20% alla fine del 2024, mentre un ulteriore 18% prevede di avviarli a breve. Il divario resta tuttavia significativo: l’adozione raggiunge il 79% tra le grandi imprese, il 48% tra le medie, il 41% tra le piccole e il 40% tra le microimprese.</p>



<p>È proprio in questo passaggio che la ZIS intende svolgere un ruolo determinante, favorendo il trasferimento delle competenze e delle tecnologie al tessuto produttivo e aiutando le PMI a superare gli ostacoli che ancora frenano l’adozione dell’AI.</p>



<p>“Per le imprese, e per le PMI in particolare, la questione non è più capire se l’AI funzioni, ma come portarla dentro i processi e farle produrre risultati misurabili – ha aggiunto <strong>Marco Taisch</strong> –. È in questo passaggio, dal progetto pilota all’industrializzazione, che MADE metterà a disposizione della Zona di Innovazione e Sviluppo neocostituita la propria esperienza, in qualità di hub e soggetto gestore. Lo faremo partendo da ciò che sappiamo fare: dalla nostra fabbrica dimostrativa, dove le aziende possono vedere in azione le tecnologie, prima ancora di investire; dagli ambienti di sperimentazione protetti, come quelli del nodo italiano di AI-MATTERS, che coordiniamo; dai percorsi di formazione costruiti sui fabbisogni delle imprese. ‘Officina AI’ si inserisce in un ecosistema che stiamo costruendo, con Assolombarda e altri prestigiosi soggetti istituzionali, per fare di Milano una delle capitali mondiali dell’AI. Un grande sistema di competenze di cui fanno parte forgIA, AI4I e Euro-FMX, uno dei due progetti flagship della Commissione europea. Tutto ciò è di estrema importanza, perché nessuna tecnologia, tanto meno l’AI, si rivela utile senza persone in grado di governarla e senza contesti in grado di abilitarla. Grazie ad Assolombarda, agli atenei coinvolti e tutti i partner, ‘Officina AI’ ha le carte in regola per diventare il luogo in cui l’innovazione smette di essere una promessa e diventa pratica quotidiana delle fabbriche del territorio.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un territorio con una forte vocazione industriale e innovativa</strong></h2>



<p>La scelta di Milano si fonda su una combinazione di competenze industriali, capacità di ricerca e presenza di imprese innovative che rende il territorio particolarmente adatto allo sviluppo e all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale.</p>



<p>Accanto al ruolo di capitale italiana dei servizi ad alta intensità di conoscenza, Milano rappresenta infatti il cuore di un grande polo manifatturiero, in cui convivono settori storici del Made in Italy e filiere ad alto potenziale strategico.</p>



<p>Nel Quadrilatero di Assolombarda operano 34 mila imprese manifatturiere, con 347 mila addetti, capaci di generare oltre 44 miliardi di euro di valore aggiunto industriale. La meccatronica conta 13,4 mila unità locali, quasi 120 mila addetti e 36 miliardi di euro di esportazioni annue. L’area concentra il 40% delle unità locali, il 25% degli addetti e il 42% delle vendite estere della meccatronica lombarda; a livello nazionale, le quote sono rispettivamente dell’11%, del 7% e del 13%.</p>



<p>A questa base industriale si affianca un ecosistema dell’innovazione di primo piano, con oltre 2.500 startup innovative, pari al 22% del totale nazionale.</p>



<p>È in questo contesto che “Officina AI” intende favorire nuove sinergie tra ricerca, imprese e formazione, rafforzando la capacità del territorio di sviluppare soluzioni tecnologiche, attrarre investimenti e generare nuove opportunità di crescita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un partenariato che integra ricerca, imprese e formazione</strong></h2>



<p>Al centro della ZIS c’è una piattaforma aperta nella quale imprese, università e startup possono progettare, testare e validare soluzioni di Intelligenza Artificiale in contesti industriali reali.</p>



<p>Il progetto integra AI generativa, agentica e fisica, con applicazioni nei diversi ambiti produttivi. Un ruolo centrale è riservato allo sviluppo delle competenze, attraverso percorsi di formazione, aggiornamento professionale e riqualificazione, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra scuola, università e industria.</p>



<p>Il partenariato copre l’intera catena del valore dell’AI: ricerca, sperimentazione, formazione, trasferimento tecnologico, incubazione di startup e supporto all’industrializzazione.</p>



<p>Oltre ad Assolombarda e MADE, ne fanno parte Città Metropolitana di Milano, Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, grandi imprese tecnologiche, PMI innovative, soggetti dell’ecosistema dell’innovazione ed enti di formazione. La partecipazione è aperta anche agli altri atenei del territorio. Il progetto nasce inoltre con la collaborazione di AI4I, l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Deepfake, social e stampa: l’IA “entra” nel codice penale. </title>
		<link>https://it.insideover.com/giudiziaria/ia-entra-nel-codice-penale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>«Chi è senza deepfake scagli la prima pietra». Si potrebbe adeguare così il precetto evangelico, ma la legge non punta il dito contro ogni contenuto artificiale: il confine penale si supera quando la diffusione non consensuale di un falso credibile provoca un danno ingiusto alla persona coinvolta. È questo il punto di partenza per leggere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/ia-entra-nel-codice-penale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2208893510-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>«Chi è senza deepfake scagli la prima pietra». Si potrebbe adeguare così il precetto evangelico, ma la legge non punta il dito contro ogni contenuto artificiale: il confine penale si supera quando la diffusione non consensuale di un falso credibile provoca un danno ingiusto alla persona coinvolta.</p>



<p>È questo il punto di partenza per leggere il nuovo art. 612-quater c.p., introdotto dall’art. 26 della legge 23 settembre 2025, n. 132. La norma si inserisce in una realtà nella quale immagini, video e voci possono essere alterati con l’intelligenza artificiale e passare, in pochi minuti, da una chat privata a una platea molto più ampia. Proprio per questo, la responsabilità non può essere ricavata automaticamente né dalla sola esistenza del deepfake né dal semplice fatto che qualcuno lo abbia condiviso.</p>



<p>Ma cosa si intende per deepfake? Stiamo parlando di un’immagine, un contenuto audio o un video generato o manipolato mediante intelligenza artificiale che riproduce persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e che può apparire, a chi lo osserva, falsamente autentico o veritiero. In pratica, la tecnologia può ricreare realisticamente il volto, i movimenti o la voce di una persona, facendo sembrare che abbia detto o fatto qualcosa che non è mai avvenuto; esempi tipici sono il face swapping e il voice cloning.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>La nuova regola</strong></h1>



<p>L’art. 612-quater c.p. prende in considerazione la condotta di chi, senza il consenso della persona rappresentata, cede, pubblica o altrimenti diffonde immagini, video o voci falsificati o alterati mediante sistemi di intelligenza artificiale, idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, cagionando un danno ingiusto.</p>



<p>La fattispecie richiede dunque una valutazione complessiva. Devono venire in rilievo l’impiego dell’intelligenza artificiale, l’idoneità del contenuto a sembrare genuino, l’assenza di un consenso rilevante nel contesto e la produzione di un danno ingiusto alla persona rappresentata. La mera circolazione di un contenuto manipolato, senza la verifica degli altri elementi e della concreta condotta del diffusore, non consente di concludere automaticamente per la responsabilità penale.</p>



<p>L’espressione «idoneo a indurre in inganno sulla loro genuinità» è quella utilizzata dalla legge. In pratica, per comprendere se il contenuto abbia questa caratteristica, si potrà considerare anche quanto appaia plausibile a un osservatore medio: non è però una formula testuale della disposizione, ma un possibile criterio di lettura. Anche il danno ingiusto deve essere valutato in concreto, tenendo conto della persona coinvolta, del contenuto e delle conseguenze della diffusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando l’IA rende il fatto più grave</strong></h2>



<p>La legge n. 132/2025 non si è limitata a introdurre il reato sui deepfake. Ha previsto anche un’aggravante comune, all’art. 61, primo comma, n. 11-undecies, c.p., per i fatti commessi mediante sistemi di intelligenza artificiale. Il semplice ricorso alla tecnologia, tuttavia, non basta: l’aggravante può rilevare quando il sistema, per la sua natura o per le modalità di utilizzo, costituisca un mezzo insidioso, ostacoli la pubblica o privata difesa oppure aggravi le conseguenze del reato.</p>



<p>Nel caso dell’art. 612-quater, l’impiego dell’IA è già un elemento costitutivo della fattispecie. L’aggravante non va quindi presentata come automatica conseguenza del deepfake: occorre verificare, caso per caso, un’ulteriore e concreta maggiore offensività nelle modalità del fatto.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Social, chat e repost</strong></h1>



<p>Post, reel, storie, thread, messaggi con allegati manipolati, audio clonati e condivisioni su WhatsApp o Telegram sono alcune delle forme nelle quali un deepfake può circolare. Anche l’inoltro o la ripubblicazione possono assumere rilievo, ma non per il solo fatto di aver rilanciato un contenuto: bisogna verificare se, nella concreta condotta del diffusore, ricorrano tutti gli elementi della fattispecie.</p>



<p>Lo stesso vale per chat e gruppi chiusi. La diffusione in un ambiente non aperto al pubblico può essere valutata alla luce delle modalità dell’invio, dell’ampiezza della cerchia dei destinatari, del contenuto e delle conseguenze prodotte. Non è dunque corretto considerare ogni condivisione privata automaticamente irrilevante, ma neppure ogni inoltro automaticamente punibile.</p>



<p>Per utenti, creator e gestori di pagine, la cautela consiste nel fermarsi prima del rilancio, soprattutto quando il materiale riguarda persone riconoscibili, dichiarazioni apparentemente autentiche o voci ottenute mediante clonazione. A seconda dei fatti, possono venire in rilievo anche la diffamazione, la disciplina sulla protezione dei dati personali, le norme sul cyberbullismo o altre tutele civili e penali. La loro applicazione, però, deve essere verificata caso per caso e non discende automaticamente dalla sola presenza di un deepfake.</p>



<p>La procedibilità è, in via ordinaria, a querela della persona offesa. La legge prevede tuttavia alcuni casi di procedibilità d’ufficio: quando il fatto è connesso con un delitto per il quale si deve procedere d’ufficio, quando la persona offesa è incapace per età o per infermità e quando il fatto è commesso nei confronti di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate.</p>



<p>Quest’ultima ipotesi richiede particolare attenzione. Non basta che il contenuto riguardi genericamente un politico, un magistrato o un appartenente alle forze dell’ordine. Occorre verificare se la condotta sia stata realizzata nei confronti di una pubblica autorità e proprio a causa delle funzioni esercitate, secondo la condizione indicata dalla norma.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Il tema delle testate online</strong></h1>



<p>La logica della norma non si arresta ai confini dei social personali. Poiché l’art. 612-quater c.p. menziona la pubblicazione e la diffusione e si rivolge a «chiunque», il tema riguarda anche chi opera professionalmente nell’informazione. Per una testata online, incorporare, embeddare o ripubblicare un video, una fotografia o un audio proveniente da una fonte terza può porre un problema se il materiale è stato alterato con IA, appare idoneo a ingannare, manca il consenso e produce un danno ingiusto.</p>



<p>Questo non significa che ogni errore editoriale si trasformi in reato, né che la responsabilità del direttore, dell’editore o del responsabile digitale sia automatica. Eventuali profili penali devono essere accertati in concreto, considerando la condotta individuale, il contributo effettivamente prestato, le informazioni disponibili e l’elemento soggettivo richiesto dalla fattispecie. Dall’art. 612-quater non discende una generale posizione di garanzia riferibile indistintamente a tutti i ruoli della redazione.</p>



<p>Anche l’interesse pubblico della notizia e il diritto di cronaca non costituiscono un’esenzione automatica. La pubblicazione richiede di esaminare il quadro complessivo del caso: la natura del contenuto, le modalità di acquisizione e presentazione, la sua attendibilità, il consenso, il danno prospettato e tutti gli altri elementi giuridicamente rilevanti. In questa prospettiva, il dovere giornalistico di verificare le fonti assume un peso particolare quando il materiale è virale, sorprendente o destinato a incidere sulla reputazione di una persona.</p>



<p>La velocità della pubblicazione può rendere più difficile questo controllo, ma non sostituisce la verifica dei presupposti del reato. Una redazione che utilizza materiale prodotto da terzi si trova quindi davanti a un problema di metodo prima ancora che di tecnologia: capire da dove proviene il contenuto, quanto è verificabile e quale significato assume nel contesto in cui viene pubblicato.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Verifiche, tracciabilità e trasparenza</strong></h1>



<p>Controllare la fonte originaria, chiedere il file originale, confrontare versioni e metadati quando disponibili, conservare la documentazione delle verifiche e predisporre una procedura rapida per gestire contestazioni o richieste di rettifica sono buone pratiche di compliance editoriale. Possono ridurre il rischio di errori e aiutare a ricostruire il percorso seguito dal contenuto, ma non sono obblighi imposti direttamente dall’art. 612-quater e non eliminano da soli eventuali responsabilità.</p>



<p>È utile distinguere questo piano organizzativo dagli obblighi di trasparenza previsti dal regolamento (UE) 2024/1689, l’AI Act. L’art. 50, paragrafo 4, richiede al deployer che genera o manipola un deepfake di rendere noto che il contenuto è stato artificialmente generato o manipolato, secondo le modalità previste dal regolamento.</p>



<p>La stessa disposizione disciplina separatamente i testi generati o manipolati e pubblicati con lo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Per questi contenuti, l’obbligo di disclosure non si applica quando il testo è stato sottoposto a revisione umana o controllo editoriale e una persona fisica o giuridica detiene la responsabilità editoriale della pubblicazione. Questa previsione non costituisce, invece, un’esenzione generale per i deepfake audiovisivi diffusi dalle testate.</p>



<p>Anche quando il regolamento modula gli obblighi informativi per opere manifestamente artistiche, creative, satiriche o fittizie, ciò non equivale a un’immunità penale. Restano da valutare la condotta concreta, il contenuto, il consenso, il danno e le altre regole applicabili al caso.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>La verifica prima della viralità</strong></h1>



<p>L’art. 612-quater c.p. non considera illecito ogni contenuto sintetico e non trasforma ogni condivisione in una responsabilità già definita. Chiede piuttosto di misurarsi con una combinazione di fattori — IA, ingannevolezza, assenza di consenso, danno ingiusto e condotta di diffusione — che può cambiare a seconda delle circostanze.</p>



<p>Per gli utenti, la cautela riguarda il momento del repost. Per le testate, riguarda anche la qualità della verifica prima della pubblicazione e la capacità di documentare le scelte compiute. La velocità e l’interesse della notizia possono spiegare la corsa alla condivisione, ma non sostituiscono l’accertamento dei presupposti: prima della viralità, resta decisivo capire che cosa si sta diffondendo, con quale consenso e con quali possibili conseguenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/ia-entra-nel-codice-penale.html">Deepfake, social e stampa: l’IA “entra” nel codice penale. </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tusk denuncia: Pegasus usato per spionaggio in Polonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/tusk-denuncia-pegasus-usato-per-spionaggio-in-polonia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pegasus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1049" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TUSK-F16-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;Occidente e la pericolosa isteria della minaccia russa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TUSK-F16-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TUSK-F16-FOTO-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TUSK-F16-FOTO-1024x559.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TUSK-F16-FOTO-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TUSK-F16-FOTO-1536x839.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TUSK-F16-FOTO-600x328.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il precedente governo di destra polacco ha comprato lo spyware Pegasus con i soldi destinati alle vittime di reato, e lo ha usato per spiare oppositori e magistrati. I dati raccolti sui cittadini polacchi finivano all’azienda israeliana che produce il programma, senza che Varsavia potesse controllarli. È l’accusa lanciata il 12 ottobre dal primo ministro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/tusk-denuncia-pegasus-usato-per-spionaggio-in-polonia">[...]</a></p>
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<p>Il precedente governo di destra polacco ha comprato lo spyware Pegasus con i soldi destinati alle vittime di reato, e lo ha usato per spiare oppositori e magistrati. I dati raccolti sui cittadini polacchi finivano all’azienda israeliana che produce il programma, senza che Varsavia potesse controllarli. È l’accusa lanciata il 12 ottobre dal primo ministro Donald Tusk, dopo due anni di lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta. </p>



<p>L’acquisto risale all’esecutivo guidato da Diritto e Giustizia (PiS), il partito nazional-conservatore al potere dal 2015 al 2023. Secondo Tusk sono stati spesi oltre 60 milioni di zloty, 25 dei quali prelevati dal Fondo di Giustizia, il fondo pubblico che finanzia l’assistenza alle vittime di reati. Solo per il sistema sono andati più di 30 milioni di zloty, circa 7,65 milioni di dollari, a NSO Group, società israeliana di sorveglianza informatica. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/spionaggio-di-massa-il-caso-pegasus-si-estende-al-messico.html" type="post" id="477203">Pegasus</a> infetta uno smartphone senza che il proprietario se ne accorga: legge i messaggi, traccia la posizione, può attivare microfono e fotocamera. “Cioè hanno pagato i soldi che spettavano alle vittime in Polonia, alle vittime di reati, per un sistema che di fatto trasferiva tutti i possibili dati riguardanti i cittadini polacchi, i leader dell’opposizione polacca. Questi dati finivano dalla parte israeliana”, ha detto Tusk, che ha definito la vicenda uno dei più grandi scandali del Paese dalla caduta del comunismo. Il controllo del programma, ha aggiunto, “rimaneva nelle mani di Israele e della società israeliana”.</p>



<p> Il presidente della commissione d’inchiesta ha confermato che NSO aveva la capacità tecnica di accedere alle informazioni raccolte dai servizi polacchi: alcuni componenti restavano sotto il controllo dell’azienda e le autorità di Varsavia non avevano i permessi per entrare in alcune parti del sistema. Magdalena Sroka, membro della commissione, ha aggiunto che i tribunali chiamati ad autorizzare la sorveglianza non erano stati informati di tutte le funzioni dello strumento, compresa la possibilità di accedere al contenuto dei telefoni.</p>
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		<title>L’illusione dell’autonomia strategica: perché il riarmo dell&#8217;Europa non produce vera deterrenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lillusione-dellautonomia-strategica-perche-il-riarmo-delleuropa-non-produce-vera-deterrenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 00:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="601" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="long range standoff" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-600x451.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L'autonomia strategica dell'Europa rimane un miraggio fino a quando Bruxelles scambierà l'aumento dei bilanci  per indipendenza politica.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lillusione-dellautonomia-strategica-perche-il-riarmo-delleuropa-non-produce-vera-deterrenza.html">L’illusione dell’autonomia strategica: perché il riarmo dell&#8217;Europa non produce vera deterrenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="601" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="long range standoff" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff.avif 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/long-range-standoff-600x451.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Le cancellerie dell&#8217;Europa occidentale continuano a cullarsi in una narrazione rassicurante quanto priva di consistenza reale: l&#8217;idea che l&#8217;accumulo progressivo di spese militari, unito a una semplice giustapposizione di accordi difensivi, si traduca automaticamente in <strong>autonomia strategica</strong>. L&#8217;illusione di una difesa comunitaria autosufficiente si infrange quotidianamente di fronte alla dura realtà delle architetture di sicurezza europee, caratterizzate da un&#8217;estrema frammentazione decisionale e da una dipendenza strutturale nei confronti di Washington che i vertici di Bruxelles si ostinano a ignorare. Mentre l&#8217;Unione Europea celebra la propria presunta svolta militare con toni trionfalistici, <strong>la realtà operativa dell&#8217;Alto Nord e del Mar Baltico dimostra quanto sia fragile l&#8217;intera impalcatura politica dell&#8217;Anfiteatro Atlantico.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rompicapo finlandese</strong></h2>



<p>Il caso della <strong>Finlandia</strong> rappresenta il laboratorio perfetto per analizzare le contraddizioni dell&#8217;architettura di sicurezza continentale. Dopo aver fatto il suo ingresso nella <strong>NATO</strong> e integrato il <strong>Nuclear Planning Group</strong>, Helsinki ha continuato ad accumulare garanzie sovrapposte, partecipando alla <strong>Joint Expeditionary Force (JEF)</strong> a guida britannica e aderendo alla <strong>Forward Deterrence</strong> proposta da Parigi. L&#8217;idea che questa somma di trattati costituisca un unico ombrello protettivo è una fallacia strategica. La <strong>JEF</strong>, pur disponendo di uno <strong>Standing Joint Force Headquarters</strong> operativo, rimane un coordinamento di forze nazionali la cui attivazione richiede un consenso politico puntuale, mentre la <strong>Forward Deterrence</strong> francese offre cooperazione addestrativa e gestionale dell&#8217;escalation senza tuttavia concedere alcuna condivisione del pulsante nucleare, che rimane saldamente custodito all&#8217;Élysée. </p>



<p>L&#8217;avversario strategico non si trova di fronte a una catena di comando monolitica, ma a un puzzle di sovranità concorrenti. Nelle fasi critiche di una crisi, la pluralità di attori non genera una risposta coordinata, bensì una paralisi decisionale in cui ciascuna capitale applica una propria interpretazione dell&#8217;intensità della minaccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il mito dell&#8217;autonomia britannica</strong></h2>



<p>Sul fronte occidentale, il <strong>Regno Unito</strong> promuove la propria <strong>Continuous At-Sea Deterrence</strong> basata sui sottomarini classe <strong>Vanguard</strong> come presidio di sicurezza indipendente per l&#8217;Europa. Sebbene l&#8217;autorizzazione all&#8217;impiego operativo competa esclusivamente al Primo Ministro di Londra, la sostenibilità nel lungo termine del sistema <strong>Trident II D5</strong> dimostra il contrario. La progettazione dei vettori, la componentistica critica, il know-how tecnologico e la manutenzione periodica effettuata presso le infrastrutture di <strong>Kings Bay</strong> in Georgia mantengono la capacità nucleare britannica inserita all&#8217;interno di un perimetro industriale interamente statunitense. Parlare di autonomia operativa senza autonomia industriale è un esercizio di pura cosmesi diplomatica: se l&#8217;ecosistema tecnico americano dovesse ritirare il proprio supporto, il deterrente britannico perderebbe la propria continuità strategica nel giro di pochi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ipertrofia contabile a Bruxelles</strong></h2>



<p>Di fronte a queste fragilità, l&#8217;Unione Europea risponde nell&#8217;unico modo che conosce: accumulando cifre da capogiro nei propri bilanci senza costruire una vera vision geostrategica. I dati diffusi <a href="https://geopolitica.info/finlandia-deterrenza-avanzata-francese-implicazioni-sicurezzaeuropea/">dall&#8217;<strong>Agenzia Europea per la Difesa (EDA)</strong> tracciano il quadro di un riarmo imponente quanto disordinato. Nel 2025 la spesa complessiva per la Difesa degli Stati membri ha raggiunto i 418 miliardi di euro, pari al 2,2% del PIL comunitario, con stime che prevedono una crescita a 454 miliardi nel 2026 e l&#8217;incredibile</a> cifra di 547 miliardi entro il 2029. Attraverso strumenti come il fondo <strong>SAFE</strong> e l&#8217;attivazione di clausole di salvaguardia per sganciare gli investimenti militari dai vincoli del Patto di Stabilità, la <strong>Commissione europea</strong> punta a mobilitare centinaia di miliardi nei prossimi quattro anni. </p>



<p>Tuttavia, questo flusso enorme di denaro pubblico non risolve il deficit industriale di fondo. Le catene di fornitura europee rimangono vulnerabili, frammentate lungo confini nazionali e prive delle economie di scala indispensabili per sostenere un conflitto ad alta intensità. L&#8217;aumento dei budget non equivale a una maggiore capacità di combattimento se le risorse vengono disperse in rivoli contabili privi di standardizzazione bellica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La gestione della guerra ibrida</strong></h2>



<p>Il vero punto debole della postura europea si colloca nella zona grigia che precede la soglia del conflitto convenzionale. Un impianto difensivo sbilanciato sui grandi deterrenti strategici si rivela del tutto inefficace di fronte ad azioni ostili sotto soglia, come interferenze informatiche, sabotaggi marittimi alle infrastrutture critiche, disturbi elettronici <strong>GNSS</strong> e incursioni di droni non identificati. In questo spazio d&#8217;ombra, la reazione di alcuni governi dell&#8217;Europa orientale scivola frequentemente nella provocazione incontrollata. </p>



<p>L&#8217;atteggiamento aggressivo della <strong>Lituania</strong>, concretizzatosi nella proposta parlamentare di rimuovere dalla Costituzione il divieto di stazionare armi di distruzione di massa e basi straniere sul proprio suolo, rischia di esporre l&#8217;intero continente a un&#8217;escalation catastrofica. Mentre le Repubbliche baltiche sollecitano centinaia di milioni di euro per realizzare scudi anti-drone e paventano allarmi spesso non supportati da evidenze oggettive, <strong>le risposte operative reali difettano di coordinamento,</strong> capacità di intelligence e rapidità nell&#8217;attribuzione delle minacce. La disconnessione tra gli annunci d&#8217;allarme sbandierati dai vertici politici e l&#8217;effettiva prontezza industriale ed elettronica evidenzia la profonda fragilità della sicurezza europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le sfide concrete della sicurezza continentale</strong></h2>



<p>Per uscire da questa logica d&#8217;impasse e costruire una postura geostrategica credibile, l&#8217;Europa deve affrontare snodi critici inderogabili. In primo luogo <strong>occorre superare la frammentazione industriale,</strong> concentrando la spesa militare sulla creazione di consorzi integrati ed eliminando i duplicati nazionali nella produzione di munizionamento pesante e sistemi di difesa aerea. Allo stesso tempo diventa prioritario stabilire protocolli condivisi di intelligence per contrastare le minacce sotto soglia senza dipendere costantemente dai canali informativi d&#8217;oltreoceano, razionalizzando le catene di comando tra i piani <strong>NATO</strong>, le iniziative della <strong>JEF</strong> e le dottrine nazionali per evitare la paralisi in fase di gestione dell&#8217;escalation. </p>



<p>L&#8217;autonomia strategica dell&#8217;Europa rimane un miraggio fino a quando Bruxelles e le principali capitali comunitarie continueranno a scambiare l&#8217;aumento dei bilanci della Difesa per reale indipendenza politica. <strong>Senza una catena di comando unitaria</strong>, senza un&#8217;industria militare davvero integrata e senza una visione geopolitica autonoma dalle direttive americane, l&#8217;Europa continuerà a essere un gigante finanziario e un nano strategico, esposto alle tempeste della politica globale e incapace di proteggere i propri confini con le sole proprie forze.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-geopolitica-info wp-block-embed-geopolitica-info"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="fNhzqimj8h"><a href="https://geopolitica.info/finlandia-deterrenza-avanzata-francese-implicazioni-sicurezzaeuropea/">La Finlandia si unisce alla deterrenza avanzata francese: quali implicazioni per la sicurezza europea?</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La Finlandia si unisce alla deterrenza avanzata francese: quali implicazioni per la sicurezza europea?&#8221; &#8212; Geopolitica.info" src="https://geopolitica.info/finlandia-deterrenza-avanzata-francese-implicazioni-sicurezzaeuropea/embed/#?secret=SqJZrlkZos#?secret=fNhzqimj8h" data-secret="fNhzqimj8h" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="tzdGHe7SlU"><a href="https://pagineesteri.it/2026/09/28/europa/le-atomiche-francesi-arrivano-in-lettonia/">Le atomiche francesi arrivano in Lettonia</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Le atomiche francesi arrivano in Lettonia&#8221; &#8212; Pagine Esteri" src="https://pagineesteri.it/2026/09/28/europa/le-atomiche-francesi-arrivano-in-lettonia/embed/#?secret=0aLZONOfFC#?secret=tzdGHe7SlU" data-secret="tzdGHe7SlU" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Terre rare, la Francia sfida il dominio cinese sui magneti ad alte prestazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/terre-rare-la-francia-sfida-il-dominio-cinese-sui-magneti-ad-alte-prestazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 05:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terre rare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Orano e CEA hanno prodotto a Grenoble un magnete permanente NdFeB di grado N45UH, un componente essenziale per motori elettrici, generatori e sistemi industriali. Un risultato che porta in Europa una capacità oggi concentrata soprattutto in Cina e interviene su uno dei punti più critici della dipendenza industriale europea</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/terre-rare-la-francia-sfida-il-dominio-cinese-sui-magneti-ad-alte-prestazioni.html">Terre rare, la Francia sfida il dominio cinese sui magneti ad alte prestazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terre rare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/terre-rare-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A <strong>Grenoble</strong> la Francia ha compiuto un passo concreto nella costruzione di una filiera europea delle terre rare. <a href="https://www.orano.group/en/news/news-group/2026/september/orano-and-the-cea-validate-high-performance-magnet-production-on-their-pilot-line" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La multinazionale energetica <strong>Orano</strong></a> e il <strong>Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives (CEA)</strong> hanno prodotto con successo <strong>magneti permanenti al neodimio-ferro-boro (NdFeB) di grado N45UH</strong>, una tipologia ad alte prestazioni destinata a diverse applicazioni industriali. <a href="http://A%20Grenoble%20la%20Francia%20ha%20compiuto%20un%20passo%20concreto%20nella%20costruzione%20di%20una%20filiera%20europea%20delle%20terre%20rare.%20La%20multinazionale%20energetica%20Orano%20e%20il%20Commissariat%20à%20l’énergie%20atomique%20et%20aux%20énergies%20alternatives%20(CEA)%20hanno%20prodotto%20con%20successo%20magneti%20permanenti%20al%20neodimio-ferro-boro%20(NdFeB)%20di%20grado%20N45UH,%20una%20tipologia%20ad%20alte%20prestazioni%20destinata%20a%20diverse%20applicazioni%20industriali." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il risultato è arrivato sulla linea pilota gestita congiuntamente dai due partner</a>, inaugurata nel settembre 2025 presso il sito del CEA nell’Isère.</p>



<p>La fabbricazione di questi componenti è uno dei passaggi più complessi da ricostruire fuori dall’Asia: secondo la Commissione europea, <strong>il 98% della domanda dell’Unione di magneti permanenti a base di terre rare è ancora coperto da fornitori cinesi</strong>. Ridurre questa dipendenza richiede quindi qualcosa di più dell’accesso alle materie prime: servono tecnologie e competenze in grado di trasformare i metalli delle terre rare in componenti destinati a motori, generatori, attuatori e sistemi ad alta tecnologia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">FRANCE&#39;S NUCLEAR FUEL CYCLE GIANT CAN NOW MAKE TOP-TIER RARE EARTH MAGNETS<br><br>PILOT LINE MILESTONE<br>· Orano and the CEA reliably produced N45UH-grade NdFeB magnets on their Grenoble pilot line, a year after launch.<br><br>· The grade serves EV motors, generators, robotics, and defense. <a href="https://t.co/771lWk3Z8B">pic.twitter.com/771lWk3Z8B</a></p>&mdash; Odelia Energy (@odeliaenergy) <a href="https://x.com/odeliaenergy/status/2103561396482883965?ref_src=twsrc%5Etfw">September 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A Grenoble nasce il magnete N45UH</h2>



<p><strong>Il grado N45UH</strong> ottenuto sulla linea pilota appartiene <strong>alla fascia dei magneti NdFeB ad alte prestazioni</strong>. Questi materiali offrono <strong>una delle più elevate densità di energia magnetica</strong> oggi disponibili su scala industriale e trovano impiego in settori nei quali dimensioni, efficienza e resistenza alla demagnetizzazione sono determinanti. Il N45UH, inoltre, combina <strong>un’elevata forza magnetica con una particolare resistenza alle alte temperature</strong>; per questo può essere utilizzato in componenti destinati alla mobilità elettrica, alla produzione di energia, alla robotica e all’industria high-tech, oltre che in applicazioni legate alla difesa.</p>



<p>Per Orano e CEA il dato più importante non è soltanto il livello di prestazione raggiunto dal magnete, in quanto la linea di Grenoble ha permesso di <strong>mettere a punto e qualificare l’intero processo produttivo</strong>, dalla preparazione dei materiali fino alla realizzazione del prodotto finito. I due partner sostengono di aver acquisito la padronanza delle diverse fasi necessarie alla produzione di magneti permanenti NdFeB e di poter ora lavorare anche su altri gradi concepiti per differenti applicazioni. È questo il passaggio che può incidere <strong>sulla futura capacità industriale europea</strong>: portare la tecnologia fuori dal laboratorio e dimostrarne la riproducibilità attraverso una linea pilota.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il punto debole della filiera europea</h2>



<p><strong>La concentrazione della produzione in Cina</strong> riguarda più anelli della catena. L’Europa dispone di aziende energetiche e produttori di sistemi industriali che impiegano grandi quantità di magneti permanenti, ma <strong>resta comunque dipendente dall’estero per una componente essenziale di queste tecnologie</strong>. La Commissione europea indica Pechino come principale fornitore dei magneti a base di terre rare importati nell’Ue, mentre la capacità di recuperare queste materie prime dai prodotti a fine vita rimane ancora limitata: <strong>meno dell’1% viene riciclato nell’Unione</strong>. Costruire una filiera più completa significa quindi intervenire anche sulla fase successiva all’utilizzo, trasformando ciò che oggi viene scartato <strong>in una fonte di materie prime</strong>.</p>



<p>È su questo passaggio che Orano e CEA intendono concentrare la fase successiva del lavoro. Dopo aver dimostrato la capacità di produrre il magnete N45UH, i due partner stanno studiando <strong>l’impiego di materiali recuperati </strong><a href="https://it.insideover.com/economia-circolare/terre-rare-regno-unito-riciclo-magneti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>dal riciclo</strong></a><strong> nella fabbricazione di nuovi componenti</strong>, collegando così il recupero dei prodotti a fine vita alla produzione industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una soluzione per più settori industriali</strong></h2>



<p>La questione riguarda una gamma di tecnologie molto più ampia dell’automobile: i magneti NdFeB sono utilizzati <strong>nei motori elettrici e nei generatori</strong>, compresi quelli impiegati in sistemi energetici, ma trovano spazio anche nella robotica, negli attuatori e nei sensori. Le loro proprietà li rendono inoltre importanti per diverse applicazioni nel settore della <strong>difesa</strong>. Disporre di una capacità produttiva interna significa quindi intervenire su un segmento che si trova a valle dell’estrazione e della raffinazione delle <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/terre-rare-rifiuti-carbone-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terre rare</a>.</p>



<p>Anche qualora l’Europa riuscisse a procurarsi quantità maggiori di neodimio, praseodimio e degli altri elementi necessari, resterebbe il problema di trasformarli in magneti con caratteristiche precise e costanti. <strong>Il progetto riunisce competenze differenti proprio per affrontare questo passaggio</strong>: Orano porta l’esperienza nell’industrializzazione e nella gestione di processi complessi, mentre il CEA contribuisce con la propria attività di ricerca sui magneti e sui materiali avanzati. La linea pilota consente così di concentrare <strong>all’interno della stessa filiera</strong> conoscenze che normalmente possono essere distribuite tra soggetti e Paesi diversi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il prossimo obiettivo è il riciclo</h2>



<p>Il progetto si collega inoltre a due iniziative complementari: la prima è <strong>Magellan</strong>, consorzio europeo nato nel 2024 e coordinato da Orano, che riunisce <strong>14 organizzazioni di 8 Paesi</strong> con l’obiettivo di sviluppare <strong>una filiera europea per il riciclo e la produzione di magneti permanenti</strong>. La seconda è <strong>Magnolia</strong>, iniziativa francese creata nel 2022 alla quale partecipano Orano, CEA Liten, Valeo, Paprec e Daimantel, impegnata nello sviluppo di <strong>una filiera nazionale per il recupero dei magneti sinterizzati</strong> e la produzione di nuovi componenti.</p>



<p>Il risultato ottenuto a Grenoble porta quindi l’attenzione su un passaggio decisivo della filiera delle terre rare: non basta avere accesso alle materie prime, occorre anche saperle trasformare in magneti ad alte prestazioni. La linea pilota dimostra che questa capacità può essere sviluppata in Europa; il passaggio successivo sarà verificare <strong>se il modello può essere trasferito a una scala industriale</strong>, riducendo la dipendenza dalle importazioni e collegando produzione, utilizzo e riciclo all’interno della stessa filiera.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Business Wire, <em>Orano and the CEA Validate High-Performance Magnet Production on Their Pilot Line</em>, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.businesswire.com/news/home/20260924771444/en/Orano-and-the-CEA-Validate-High-Performance-Magnet-Production-on-Their-Pilot-Line" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.businesswire.com/news/home/20260924771444/en/Orano-and-the-CEA-Validate-High-Performance-Magnet-Production-on-Their-Pilot-Line</a></p>



<p>Orano Group, <em>Orano and the CEA validate high-performance magnet production on their pilot line</em>, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.orano.group/en/news/news-group/2026/september/orano-and-the-cea-validate-high-performance-magnet-production-on-their-pilot-line" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.orano.group/en/news/news-group/2026/september/orano-and-the-cea-validate-high-performance-magnet-production-on-their-pilot-line</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/terre-rare-la-francia-sfida-il-dominio-cinese-sui-magneti-ad-alte-prestazioni.html">Terre rare, la Francia sfida il dominio cinese sui magneti ad alte prestazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il test del Teseo Mk2/E e la nuova proiezione strategica per la Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-test-del-teseo-mk2-e-e-la-nuova-proiezione-strategica-per-la-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 04:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530629</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p> La Flotta Navale italiana distribuirà una letale capacità deterrentiva su una vasta aliquota di unità di superficie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-test-del-teseo-mk2-e-e-la-nuova-proiezione-strategica-per-la-marina-militare.html">Il test del Teseo Mk2/E e la nuova proiezione strategica per la Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/MBDA-to-supply-new-Teseo-Mk2E-anti-ship-missile-to-Italian-Navy-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il 16 settembre 2026, nei cieli soprastanti il poligono interforze di Salto di Quirra in Sardegna, si è consumato un passaggio campale per l&#8217;architettura di difesa della Repubblica Italiana. Il consorzio europeo <strong>MBDA</strong> ha completato con successo un fondamentale lancio di validazione del sistema missilistico <strong>TESEO MK2/E</strong> (evoluzione dello storico programma <strong>OTOMAT</strong>), mantenendo il vettore in un volo di crociera pilotato per circa venti minuti e confermando appieno l&#8217;estensione di portata teorizzata in sede di progettazione. La narrazione mediatica istintiva ha tradotto l&#8217;evento nell&#8217;ennesimo annuncio di &#8220;via libera alla produzione&#8221;. Tuttavia, una disamina rigorosa dei dati industriali e contrattuali impone di correggere questa lettura semplificata: il contratto per la produzione seriale con la <strong>Direzione Nazionale degli Armamenti Navali (NAVARM)</strong> era già stato formalizzato nel settembre 2025, a seguito del primo lancio tecnologico dell&#8217;ottobre 2024. Il test sardo del 2026 non inaugura quindi l&#8217;iter manifatturiero, ma ne abbatte drasticamente il fattore di rischio tecnico (<em>de-risking</em>), garantendo il rispetto della tabella di marcia che fissa al <strong>2028</strong> le prime consegne operative alla <strong>Marina Militare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal <em>sea denial</em> al <em>deep strike</em> convenzionale</strong></h2>



<p>Il vero salto quantico per la flotta nazionale non risiede nella pura e semplice riuscita dell&#8217;esperimento aerodinamico, bensì nella radicale mutazione della dottrina d&#8217;impiego. <a href="https://www.primanotizia24.it/articoli/difesa-la-mbda-effettua-test-sul-teseo-561419">Il TESEO MK2/E abbandona la veste classica di mero effettore antinave per ergersi a sistema <strong>dual-role</strong> ad altissima precisione, capace di colpire bersagli sia marittimi sia terrestri con un raggio d&#8217;azione superiore ai <strong>350 km</strong> a profilo <strong>sea-skimming</strong> e <em>fly-over-land</em>. Con una massa al lancio di circa 700</a> kg in crociera e una lunghezza contenuto sotto i 5 metri, il vettore integra un&#8217;architettura di guida rivoluzionaria: la testa di ricerca adotta un sensore RF con <strong>antenna a scansione elettronica attiva (AESA)</strong>, sviluppato in sinergia con un sensore elettro-ottico (EO) per l&#8217;ingaggio terminale e sistemi <strong>ECCM</strong> contro la guerra elettronica avversaria. L&#8217;elemento dirimente sotto il profilo operativo è rappresentato dalla catena di comando dinamicamente aperta. Grazie a un <strong>datalink satellitare bidirezionale</strong> integrato con la navigazione INS/GPS e il radioaltimetro, la centrale di tiro non è più vincolata a una stima statica al momento del lancio. Il missile rimane un effettore interconnesso entro una catena di <em>targeting</em> fluida: durante la crociera ad alta velocità subsonica, gli operatori possono inviare aggiornamenti sulla posizione del target, riassegnare l&#8217;obiettivo o eseguire l&#8217;annullamento controllato della missione (<em>abort</em>). Ciò dota l&#8217;Italia di una reale capacità di <strong>deep strike</strong> navale e costiero, ampliando la bolla di <em>stand-off</em> e garantendo un&#8217;efficace proiezione di potenza nelle aree nevralgiche del Mediterraneo allargato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il distretto ligure e l&#8217;architettura industriale distribuita</strong></h2>



<p>Sotto la lente della finanza pubblica e delle politiche industriali per la difesa, il programma consolida un <strong>ecosistema nazionale</strong> altamente specializzato. Il sito <strong>MBDA </strong><a href="https://www.cittadellaspezia.com/2026/09/21/il-missile-antinave-teseo-mk2-e-supera-tutti-i-test-ora-la-produzione-nel-sito-della-spezia-672735/"><strong>della Spezia</strong> viene da sempre identificato come la &#8220;casa dell&#8217;antinave&#8221;, costituendo il centro nevralgico per lo sviluppo, la progettazione di sistema, l&#8217;integrazione strutturale e il collaudo della famiglia Teseo</a>. Tuttavia, l&#8217;analisi della filiera evidenzia una distribuzione geografica delle competenze che travalica il polo ligure. Le componenti ad altissimo valore tecnologico in radiofrequenza e le matrici AESA fanno capo all&#8217;impianto di <strong>Fusaro</strong> (Napoli), polo d&#8217;eccellenza per le tecnologie radaristiche, mentre le fasi d&#8217;integrazione pirica e caricamento delle componenti esplosive ruotano attorno al comprensorio di <strong>Aulla</strong>. La Spezia opera dunque non come una fabbrica isolata o una mera linea di montaggio, ma come un nodo sistemico che integra subforniture di rilevanza strategica. Il valore generato dall&#8217;investimento pubblico sul TESEO MK2/E risiede nella capacità di trattenere sul territorio nazionale il <em>know-how</em> relativo ai sistemi di guida complessi e alle tecnologie di propulsione, creando un indotto ad alta intensità di capitale umano che coinvolge colossi quali <strong>Leonardo</strong> (proprietaria del 25% di MBDA, a fianco di Airbus col 37,5% e BAE Systems col 37,5%) e una fitta rete di piccole e medie imprese della subfornitura meccanica ed elettronica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I ritorni strategico-finanziari</strong></h2>



<p>La scelta di pianificare l&#8217;adozione del TESEO MK2/E in maniera trasversale su quasi tutte le unità di prima linea della Marina Militare rappresenta un modello d&#8217;efficienza logistica ed economica. Il sistema è destinato a equipaggiare i <strong>Pattugliatori Polivalenti d&#8217;Altura (PPA / MPCS)</strong>, con la conferma giunta a giugno 2026 per l&#8217;integrazione sulla sesta unità in configurazione Full, le fregate <strong>FREMM</strong>, i cacciatorpediniere classe <strong>Orizzonte</strong>, i futuri cacciatorpediniere <strong>DDX</strong> e le imminenti <strong>FREMM EVO</strong>. La convergenza su un unico effettore <em>dual-role</em> azzera la frammentazione degli assetti missilistici, ottimizza i costi per le scorte di magazzino e razionalizza la pianificazione addestrativa dei quadri ufficiali. Inoltre, l&#8217;adozione di un&#8217;architettura software e hardware modulare assicura continuità negli aggiornamenti di metà vita (<em>mid-life update</em>). Tra la fine del decennio corrente e l&#8217;inizio degli anni Trenta, la Flotta Navale italiana non disporrà soltanto di poche navi adibite all&#8217;attacco di precisione, ma distribuirà una letale capacità deterrentiva su una vasta aliquota di unità di superficie. Tale versatilità e l&#8217;elevata flessibilità operativa pongono il TESEO MK2/E al vertice del mercato internazionale dei missili antinave di nuova generazione, aprendo concreti margini d&#8217;esportazione verso Paesi alleati e rafforzando la posizione dell&#8217;industria militare italiana nello scenario geopolitico globale.</p>



<p><a href="https://www.cittadellaspezia.com/2026/09/21/il-missile-antinave-teseo-mk2-e-supera-tutti-i-test-ora-la-produzione-nel-sito-della-spezia-672735">https://www.cittadellaspezia.com/2026/09/21/il-missile-antinave-teseo-mk2-e-supera-tutti-i-test-ora-la-produzione-nel-sito-della-spezia-672735</a></p>



<p><a href="https://www.primanotizia24.it/articoli/difesa-la-mbda-effettua-test-sul-teseo-561419">https://www.primanotizia24.it/articoli/difesa-la-mbda-effettua-test-sul-teseo-561419</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-insideover wp-block-embed-insideover"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="4URZZO62YR"><a href="https://it.insideover.com/difesa/buona-la-prima-un-successo-il-test-di-validazione-del-missile-teseo-mk2e-per-la-marina-militare.html">Buona la prima: un successo il test di validazione del missile Teseo Mk2E per la Marina Militare</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Buona la prima: un successo il test di validazione del missile Teseo Mk2E per la Marina Militare&#8221; &#8212; InsideOver" src="https://it.insideover.com/difesa/buona-la-prima-un-successo-il-test-di-validazione-del-missile-teseo-mk2e-per-la-marina-militare.html/embed#?secret=bPPD96BhWr#?secret=4URZZO62YR" data-secret="4URZZO62YR" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-iari wp-block-embed-iari"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="G0DbAHfX3H"><a href="https://iari.site/2026/09/22/teseo-mk2-e-dal-test-alla-produzione/">TESEO MK2/E: dal test alla produzione</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;TESEO MK2/E: dal test alla produzione&#8221; &#8212; IARI" src="https://iari.site/2026/09/22/teseo-mk2-e-dal-test-alla-produzione/embed/#?secret=Ho5BThSnoh#?secret=G0DbAHfX3H" data-secret="G0DbAHfX3H" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-test-del-teseo-mk2-e-e-la-nuova-proiezione-strategica-per-la-marina-militare.html">Il test del Teseo Mk2/E e la nuova proiezione strategica per la Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Greater Bay Area spicca il volo: viaggio nel cuore cinese della rivoluzione hi-tech</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-greater-bay-area-spicca-il-volo-viaggio-nel-cuore-cinese-della-rivoluzione-hi-tech.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 04:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Greater Bay Area è diventata il cuore dell’innovazione cinese: ecco come funziona la “Silicon Valley” di Pechino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-greater-bay-area-spicca-il-volo-viaggio-nel-cuore-cinese-della-rivoluzione-hi-tech.html">La Greater Bay Area spicca il volo: viaggio nel cuore cinese della rivoluzione hi-tech</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260921153433913_8776122086630ca9aeb9208c373b2ba8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In principio c&#8217;era soltanto <strong>Shenzhen</strong>, la città che a partire dagli anni Settanta è passata dall&#8217;essere un anonimo villaggio abitato da poche decine di migliaia di pescatori a un polo hi-tech di circa 18 milioni di abitanti. Oggi, nel Sud della <strong>Cina</strong>, ha preso forma qualcosa di molto più grande, ambizioso e avveniristico: la <strong>Greater Bay Area (Gba)</strong>.</p>



<p>Si tratta di un progetto lanciato nel 2015 dal governo di <strong>Xi Jinping</strong> (ma ancora <em>work in progress</em>) che comprende nove città della provincia del Guangdong &#8211; compresa la richiamata Shenzhen &#8211; e le regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao. L&#8217;hanno definita la <strong>Silicon Valley cinese</strong>, e non potrebbe esserci etichetta migliore per far capire a cosa serva questo vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Un laboratorio che, almeno nelle intenzioni del Partito Comunista Cinese e nel lungo periodo, dovrà aiutare Pechino a raggiungere l&#8217;<strong>autosufficienza tecnologica</strong> smarcandosi dall&#8217;Occidente. Perché ha senso tornare a parlare della Gba? Semplice: questo hub è ormai diventato, a pieno regime, il motore principale dell&#8217;innovazione cinese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072114192024_3738441f3c86739c2beca4cd674b82f0-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-523863" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072114192024_3738441f3c86739c2beca4cd674b82f0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072114192024_3738441f3c86739c2beca4cd674b82f0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072114192024_3738441f3c86739c2beca4cd674b82f0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072114192024_3738441f3c86739c2beca4cd674b82f0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072114192024_3738441f3c86739c2beca4cd674b82f0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072114192024_3738441f3c86739c2beca4cd674b82f0.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La culla dell&#8217;hi-tech cinese</h2>



<p>Smartphone, veicoli elettrici, software di vario tipo, e-commerce, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/shenzen-uno-smartphone-una-app-un-drone-e-arriva-il-pranzo-chissa-se-conviene.html">droni</a>, biotecnologie e robot umanoidi. Qualsiasi settore tecnologico cinese, a maggior ragione quelli strategici per il governo, ha la sua culla incastonata proprio nella Greater Bay Area. </p>



<p>I numeri della regione sono del resto emblematici: ospita circa <strong>70 milioni di persone</strong>, produce quasi il <strong>37% delle esportazioni cinesi </strong>e il <strong>12% del Pil nazionale</strong>. Il grande obiettivo? Competere, se non superare del tutto, con la Silicon Valley di San Francisco entro il <strong>2035</strong>.</p>



<p>Soltanto analizzando il modello alla base della Gba è possibile comprendere come diavolo abbia fatto Pechino a eccellere nell&#8217;hi-tech. Ci sono tre aspetti da attenzionare. Il primo: la massima <strong>connettività</strong>. Ciascun punto chiave della Gba può essere raggiunto in un&#8217;ora al massimo grazie a infrastrutture efficienti e funzionali. Il secondo: le <strong>caratteristiche strutturali</strong> della regione, che può contare su una popolazione paragonabile a quella della Germania e un Pil vicino a quello del Canada, nonché su costi di produzione ridotti. Il terzo e più importante: una totale <strong>complementarità </strong>tra le <strong>nove città</strong> e le <strong>due regioni amministrative speciali</strong> del progetto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is known as the The Greater Bay Area, it is a mega-region consisting of 11 cities that are being closely integrated to create a global technology, financial, and manufacturing powerhouse. <br><br>It connects 11 cities and roughly 86 million people into a single 1-Hour Living… <a href="https://t.co/yeRviGREWB">https://t.co/yeRviGREWB</a> <a href="https://t.co/l2hXuDtKUS">pic.twitter.com/l2hXuDtKUS</a></p>&mdash; David (TalkingCents) (@talkcentss) <a href="https://x.com/talkcentss/status/2100580616056320366?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La mappa tecnologica della Cina</h2>



<p>Lasciate perdere Pechino e Shanghai. Guardate invece al Delta del Fiume delle Perle se volete decifrare il successo tecnologico cinese e capire la strategia del Dragone. La Gba è infatti un <strong>ecosistema</strong>, una specie di corpo umano formato da un cuore (Shenzhen), organi (le altre città) e arti (le infrastrutture che le collegano). </p>



<p>Ogni metropoli, più o meno grande che sia, ha un compito preciso. Alcuni esempi? <strong>Guangzhou </strong>è la capitale politica e pilastro dell&#8217;innovazione nei <strong>settori medico e tessile</strong>. <strong>Dongguan </strong>è il centro di punta per la <strong>robotica</strong>. <strong>Foshan </strong>e <strong>Zhuhai </strong>si occupano della <strong>manifattura avanzata</strong>. <strong>Hong Kong</strong> attira gli <strong>investimenti stranieri</strong> mentre <strong>Macao </strong>è l&#8217;hub del <strong>turismo </strong>e dei <strong>servizi</strong>. </p>



<p>Shenzhen è invece il grande polo tecnologico, sede di numerosi colossi: <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-storia-di-dji-lazienda-cinese-che-ha-cannibalizzato-il-mercato-mondiale-dei-droni.html">dal produttore di droni Dji</a> ai produttori di apparecchiature per le telecomunicazioni <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-storia-segreta-e-pericolosa-di-huawei-la-societa-piu-potente-della-cina.html">Huawei</a>, Zte e Tencent. L&#8217;innovazione cinese nasce insomma dalla Gba, la regione che l&#8217;Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale ha da poco definito “la più innovativa del pianeta”. A proposito: terminata la febbre delle auto elettriche da queste parti è appena iniziata la stagione dei robot umanoidi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="729" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251229134910956_f50467f91463d0eb76a7ccc19a49c028-1024x729.jpg" alt="" class="wp-image-499595" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251229134910956_f50467f91463d0eb76a7ccc19a49c028-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251229134910956_f50467f91463d0eb76a7ccc19a49c028-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251229134910956_f50467f91463d0eb76a7ccc19a49c028-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251229134910956_f50467f91463d0eb76a7ccc19a49c028-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251229134910956_f50467f91463d0eb76a7ccc19a49c028-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251229134910956_f50467f91463d0eb76a7ccc19a49c028.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>&#8220;Il vero motivo non è etico&#8221;, sul freno all&#8217;Ia parla Giuliano Noci: &#8220;le quotazioni sono estremamente fragili&#8221;.</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/il-vero-motivo-non-e-etico-sul-freno-allia-parla-giuliano-noci-le-quotazioni-sono-estremamente-fragili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 09:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Intelligenza artificiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’appello dei big dell’intelligenza artificiale Usa, guidati dal Ceo di Anthropic Dario Amodei, a rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per governarlo maggiormente ha suscitato vasto dibattito. Il dibattito sulla presunta “svolta etica” dei colossi dell’intelligenza artificiale ha suscitato ampie discussioni. Per Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e attento studioso delle dinamiche geopolitiche ed &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-vero-motivo-non-e-etico-sul-freno-allia-parla-giuliano-noci-le-quotazioni-sono-estremamente-fragili.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Intelligenza artificiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/intelligenza-artificiale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’appello dei big dell’intelligenza artificiale Usa, guidati dal <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-grande-frenata-dellai-ma-quale-etica-e-solo-strategia-di-mercato-geopolitica-e-ideologica.html" type="post" id="529701">Ceo di Anthropic Dario Amodei</a>, a rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per governarlo maggiormente ha suscitato vasto dibattito. Il dibattito sulla presunta “<strong>svolta etica” </strong>dei colossi dell’intelligenza artificiale ha suscitato ampie discussioni. Per <strong>Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano </strong>e attento studioso delle dinamiche geopolitiche ed economiche internazionali connesse anche alla corsa alla supremazia tecnologica e sull’IA, “il vero motivo di questa svolta non è etico”. <strong>Parlando con <em>InsideOver, </em>il professor Noci </strong>invita a riflettere a ampio raggio su un contesto che vede, oggigiorno, “l’intelligenza artificiale essere molto più di una tecnologia: l’Ia”, spiega Noci, “è una infrastruttura di cambiamento di portata enorme, è davvero un cambio di paradigma del funzionamento dei sistemi sociali, educativi, economici e geopolitici”.</p>



<p><strong>L’IA è un settore che ha suscitato attenzione, interesse, investimenti. Come siamo arrivati fino al dibattito di questi giorni?</strong></p>



<p>L’IA è un’infrastruttura di cambiamento e anche un’infrastruttura di potere, economico, e tecnologico, estremamente contesa. A mio avviso, il punto fondamentale su cui noi dobbiamo riflettere è che in questi due anni si sono creati delle insensate aspettative che hanno alimentato valutazioni oggettivamente senza senso delle big tech e di Nvidia, ed è questo un primo problema che oggi si ripercuote sulle dinamiche concrete della corsa all’IA.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="694" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/noci-giuliano.jpg-1-694x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-529992" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/noci-giuliano.jpg-1-694x1024.jpeg 694w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/noci-giuliano.jpg-1-203x300.jpeg 203w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/noci-giuliano.jpg-1-768x1133.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/noci-giuliano.jpg-1-1041x1536.jpeg 1041w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/noci-giuliano.jpg-1-600x885.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/noci-giuliano.jpg-1.jpeg 1301w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giuliano Noci</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>A suo avviso, perché questo è successo?</strong></p>



<p>Perché prima si è raccontato che l&#8217;intelligenza artificiale avrebbe molto rapidamente cambiato tutto. Ma proprio perché l&#8217;intelligenza artificiale non è una tecnologia ma è molto di più, un sistema complesso e in evoluzione, la sua penetrazione richiederà parecchio tempo prima che venga correttamente digerita dai sistemi economici. In un certo senso, è come avvenne con le ferrovie nel XIX secolo: allora moltissimi operatori investirono su binari e fallirono praticamente tutti. Questo non significa che la tecnologia fosse sbagliata. Come sappiamo, poi le ferrovie sono state infrastrutture che hanno avuto un impatto enorme: il problema è la scala dei tempi con cui un nuovo sistema arriva a maturazione. Sottolineerei, inoltre, il fatto che la stessa cosa avvenne con l&#8217;arrivo dell&#8217;energia elettrica, gli operatori hanno impiegato 30 anni per capire come usarla.</p>



<p><strong>Questo, per quanto riguarda l’IA, come si è concretizzato?</strong></p>



<p>Si è verificata un&#8217;alimentazione di aspettative che non ha riscontro reale nell&#8217;economia e che di fatto rende certe quotazioni estremamente fragili. Secondo me tutta questa narrativa è stata assolutamente alimentata dal fondatore di Nvidia, che è l&#8217;azienda con la maggior capitalizzazione di borsa al mondo e vale due volte il PIL italiano. Negli anni Jensen Huang sostanzialmente ha fatto di tutto pur di massimizzare entrate e capitalizzazione di borsa. In primo luogo ha fatto operazioni di finanza circolare, in secondo luogo ha fatto anche da “assicurazione”, garantendo ai committenti che compravano le sue GPU che Nvidia avrebbe coperto il mancato fatturato degli operatori se i data center non avessero avuto sufficientemente domanda e, infine, si è accordato con le grandi banche internazionali perché prestassero soldi ai suoi clienti. Quel che è andato in scena, a mio avviso, è stato un meccanismo di totale distorsione delle normali dinamiche di business, e questo ci porta a &nbsp;renderci conto del fatto che sotto il profilo delle quotazioni l’intero costrutto dell’IA vive un momento di grandissima fragilità e di elevato rischio.</p>



<p><strong>Quali novità principali degli ultimi mesi, a suo avviso, hanno contribuito a tale scenario?</strong></p>



<p>Negli ultimi mesi il quadro si è complicato perché progressivamente è emersa la consapevolezza che i cinesi avessero applicazioni efficienti, sistemi di intelligenza artificiale meno potenti di quelli americani ma operanti a costi infinitamente più bassi. Questo ha reso palese che non era necessariamente vero ciò che affermavano gli americani, e cioè che la via maestra dell’IA passasse per lo sviluppo di Large Language Models sviluppati con un’enorme e costosa potenza di calcolo. Personalmente, credo che gli LLM rischino di fare la fine di molti operatori di telecomunicazioni, titolari di un’infrastruttura indispensabile ma che non genera flussi di cassa positivi e guadagno.</p>



<p><strong>Insomma, le aziende dell’IA che hanno guidato l’inizio della corsa vivono una sfida importante per difendere il vantaggio acquisito…</strong></p>



<p>Il tema della difesa della posizione da parte degli operatori dell’IA è fondamentale. Questi cantori delle intelligenze artificiali che adesso diventano tutto a un tratto cantori dell&#8217;etica sulle IA mirano principalmente a erigere delle barriere difensive per cercare di congelare il vantaggio acquisito e evitare che i cinesi si inseriscano per sottrarre loro parte delle risorse disponibili nel mercato dell’IA. Manovre difensive, queste, operate da soggetti che io ritengo ormai privi di qualsiasi credibilità: mi riferisco a Sam Altman, Dario Amodei, Jensen Huang.</p>



<p><strong>Per che motivo, a suo avviso?</strong></p>



<p>Purtroppo, queste figure di punta dell’IA hanno la responsabilità di aver fatto salire talmente tanto questo mercato e di averlo portato a rappresentare una parte talmente rilevante del valore complessivo della borsa americana che qualora un granello di sabbia arrivasse a inceppare questo infernale meccanismo si corre il rischio che tutto il costrutto possa venire giù. Insomma, hanno creato una situazione di rischio significativo.</p>



<p><strong>OpenAI e Anthropic hanno annunciato a lungo la loro intenzione di sbarcare a Wall Street. Lo ritiene possibile?</strong></p>



<p>Non si quoteranno, almeno non entrambe: c&#8217;è spazio forse per una quotazione, ma secondo me in particolar modo Dario Amodei sarà molto prudente a farla perché questo meccanismo di aspettative esagerate che hanno creato comincia a ritorcersi contro. Tenga peraltro conto che un altro fattore di incertezza è rappresentata dal fatto che questi cantori dell&#8217;IA &nbsp;adesso hanno interessi che dovrebbero divergere da quelli di Trump.</p>



<p><strong>In che modo, a suo avviso?</strong></p>



<p>Trump ha bisogno che l&#8217;IA e gli investimenti in data center pompino e corrano per sostenere l&#8217;economia, la cui crescita è il suo unico interesse. Trump sa che se le big taglieranno la corsa ai data center, già rallentata, i dati di crescita del Pil Usa saranno molto diversi e minori.</p>



<p>Spingendo per rallentare la corsa dell’IA loro sostanzialmente si mettono di traverso rispetto agli interessi di Trump, e questo è un altro fattore di complessità di tutta questa vicenda. Io credo che loro saranno molto prudenti a quotarsi, e secondo me in particolare Altman sa benissimo che OpenAI non può quotarsi, perché il suo è un modello business to consumer che alla luce delle promesse che ha fatto non sta in piedi.</p>



<p><strong>E gli investimenti già annunciati in data center?</strong></p>



<p>Affrontano una forza maggiore che si chiama materia. Di recente, ad esempio, Jensen Huang per tenersi sui mercati ha dichiarato che raddoppierà la capacità produttiva l&#8217;anno prossimo.</p>



<p>Vorrei proprio capire come farà, le fabbriche sono tutte a saturazione, non sono sue e per costruire fabbriche nuove di questo tipo servono 5 anni. L’IA ha un collo di bottiglia fisico, che è la catena di fornitura che non regge. Parliamo di &nbsp;materie prime, semiconduttori, macchinari, ma anche, se non soprattutto, di maestranze addestrate e profili tecnici estremamente specializzati. Non è qualcosa che sia disponibile dall’oggi al domani. Per ora i mercati si stanno bevendo tutto ma alla prima difficoltà l’intera situazione potrebbe complicarsi.</p>



<p><strong>Ci sono paragoni possibili col passato?</strong></p>



<p>La perdita del senso della misura ricorda molto la bolla del “Dot.com” di oltre un quarto di secolo fa. Anche allora emergeva un cambio di paradigma dirompente destinato a cambiare tutto, Internet, ma nonostante l’importanza del nuovo sistema ciò che hanno fatto gli operatori in quel momento non aveva senso per le logiche di mercato. Temo che qui siamo nella stessa situazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="845" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/1-due-dottrine-orizzontale-1200x990-1-1024x845.png" alt="" class="wp-image-530026" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/1-due-dottrine-orizzontale-1200x990-1-1024x845.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/1-due-dottrine-orizzontale-1200x990-1-300x248.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/1-due-dottrine-orizzontale-1200x990-1-768x634.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/1-due-dottrine-orizzontale-1200x990-1-600x495.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/1-due-dottrine-orizzontale-1200x990-1.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>In relazione a questi sviluppi il mondo cinese ha delle prospettive diverse dai colossi americani?</strong></p>



<p>La Cina si è mossa in modo chiara e diverso dagli statunitensi. Parliamo di una competizione in cui gli americani hanno fatto una scelta molto chiara: avendo le big tech e i semiconduttori più avanzati del mondo, hanno puntato su un&#8217;intelligenza artificiale di potenza, quindi Large Language Models e data center. La Cina, che è la più grande manifattura del pianeta e non ha i semiconduttori più avanzati, ha fatto una scelta di funzione obiettivo, che è la massimizzazione della diffusione di applicazioni di intelligenza artificiale per la manifattura. Quindi la scelta di Pechino è stata una scelta applicativa, orientata alla massimizzazione della diffusione delle applicazioni, da qui il fatto anche di avere i modelli a pesi aperti.</p>



<p><strong>Due filosofie diverse per due sistemi produttivi diversi….</strong></p>



<p>Questa è stata una scelta ortogonale rispetto alla mossa americana. Una scelta che in qualche modo, a mio avviso, ha presupposti di coerenza con il sistema economico, è più sincrona alle esigenze del modello cinese di oggi e ha come obiettivo ulteriore la volontà di innervare con propri algoritmi altri sistemi, altri Paesi, principalmente nel Sud Globale. Quale dei due modelli prevarrà è presto per dirlo. Diciamo che io ritengo che tutta la potenza americana, allo stato attuale farà fatica a valorizzarla e a trovare un riscontro di business. Quindi credo che le strade per valorizzare al meglio l&#8217;intelligenza artificiale siano altre e tra le altre secondo me c&#8217;è quella della physical AI, dove, peraltro, anche l&#8217;Europa potrebbe trovare un&#8217;opportunità significativa e diventerà sempre più una nuova frontiera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-vero-motivo-non-e-etico-sul-freno-allia-parla-giuliano-noci-le-quotazioni-sono-estremamente-fragili.html">&#8220;Il vero motivo non è etico&#8221;, sul freno all&#8217;Ia parla Giuliano Noci: &#8220;le quotazioni sono estremamente fragili&#8221;.</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Se vuoi capire come gira il mondo studia il prezzo del rame</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/se-vuoi-capire-come-gira-il-mondo-studia-il-prezzo-del-rame.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Besana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 05:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Rame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="rame" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la sua presenza capillare nell'economia reale, il rame offre una fotografia più autentica di ciò che sta accadendo sotto la superficie. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/se-vuoi-capire-come-gira-il-mondo-studia-il-prezzo-del-rame.html">Se vuoi capire come gira il mondo studia il prezzo del rame</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="rame" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/rame-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre i mercati inseguono le ultime dichiarazioni delle banche centrali, tra <em>Bank of Japan </em>e <em>Federal Reserve,</em> c&#8217;è un indicatore molto più silenzioso che continua a raccontare lo stato di salute dell&#8217;economia globale. È il rame, un metallo che raramente conquista le prime pagine ma che, <strong>proprio per la sua presenza capillare nell&#8217;economia reale,</strong> spesso offre una fotografia più autentica di ciò che sta accadendo sotto la superficie. Non è un caso che il rame venga talvolta soprannominato &#8220;<a href="https://au.finance.yahoo.com/news/why-copper-tells-bigger-economic-104500460.html">Dr. Copper&#8221;, il dottore dei mercati</a>. A differenza di altri asset finanziari, il suo valore non dipende soltanto dalle aspettative degli investitori, ma soprattutto dalla domanda proveniente da settori concreti: edilizia, infrastrutture, manifattura, trasporti, elettronica e reti elettriche. <strong>Se si costruiscono case, si ampliano le reti energetiche o si producono più macchinari e veicoli, il rame serve. </strong>Proprio questa diffusione rende il metallo rosso un interessante termometro economico. Osservarne la domanda significa quindi seguire il filo che collega attività economiche spesso analizzate separatamente, ma che finiscono per convergere nello stesso materiale.<br>Oggi questo ruolo assume un significato ancora maggiore.</p>



<p>La transizione energetica e quella tecnologica stanno infatti ampliando il peso strategico del rame nelle reti di trasmissione, nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie che alimentano il mondo digitale. I nuovi data center dedicati all&#8217;AI richiedono ad esempio tra 27 e 33 tonnellate di rame per ogni megawatt di capacità installata. Per questo, mentre l&#8217;attenzione generale è puntata altrove, vale la pena fermarsi a guardare cosa sta succedendo al metallo che, più di molti altri indicatori, continua a raccontare dove stanno andando investimenti, industria e crescita globale.</p>



<p><br>Partiamo dai dati. Il <a href="https://x.com/kurtsaltrichter/status/2100158003529867687/photo/1">grafico seguente mostra le fasi del prezzo del rame</a>, che ha tra l’altro raggiunto nuovi massimi storici, sfiorando i 14.000 dollari per tonnellata nel 2026.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="484" height="341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-1.jpg" alt="" class="wp-image-529996" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-1.jpg 484w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-1-300x211.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px" /></figure>



<p>Dal 2019 al 2020 il prezzo oscillava tra i 5.000 e i 6.000 dollari per tonnellata. Poi, con la ripresa post-pandemica e gli enormi programmi di stimolo varati in tutto il mondo, il rame ha iniziato una prima fase rialzista che lo ha portato oltre i 10.000 dollari nel 2021. La vera svolta è arrivata però tra la fine del 2025 e il 2026, quando il grafico del prezzo assume una forma quasi &#8220;parabolica&#8221;: nel giro di pochi mesi il prezzo ha infatti iniziato ad accelerare violentemente fino a nuovi massimi, segnalando che dietro il rally probabilmente non c’è stata soltanto la domanda fisica. A spiegare il movimento potrebbero infatti aver concorso soprattutto aspettative, flussi finanziari e scommesse sul futuro.</p>



<p>E proprio il futuro del rame oggi è legato a una convinzione ormai molto diffusa tra investitori e governi e cioè che il mondo avrà bisogno di quantità sempre maggiori di elettricità. La corsa degli ultimi mesi potrebbe quindi essere una sorta di scommessa sulla crescita futura più che come una fotografia dell&#8217;economia presente. Ma quando un prezzo corre troppo velocemente, inevitabilmente emerge una domanda: la crescita della domanda reale sarà davvero sufficiente a giustificare valutazioni così elevate?<br>Se quindi il prezzo del rame racconta molto delle aspettative (o speranze) dei mercati sulle promesse dell’Intelligenza Artificiale, il <a href="https://x.com/minenergybiz/status/2098727128241942571/photo/1">costo di trovarne di nuovo</a> racconta invece la storia di un&#8217;offerta sempre più difficile da espandere. Un altro grafico ci corre in soccorso per mettere a fuoco il tema.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="377" height="377" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-2.png" alt="" class="wp-image-529995" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-2.png 377w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-2-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-2-150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/RAME-2-100x100.png 100w" sizes="auto, (max-width: 377px) 100vw, 377px" /></figure>



<p>Negli anni Novanta, secondo i dati di S&amp;P Global Market Intelligence, bastavano mediamente 8 dollari di budget esplorativo per individuare una tonnellata di rame. Nel periodo 2020-2025, la cifra è salita a 1.889 dollari. In poco più di trent&#8217;anni il costo di scoperta è quindi sostanzialmente aumentato di oltre 230 volte. <strong>Il mondo sta perciò progressivamente esaurendo i giacimenti facili da trovare e convenienti da sfruttare </strong>facendo sì che ogni nuovo progetto richiede investimenti, infrastrutture e tempi autorizzativi sempre più lunghi. È una dinamica che inizia a pesare proprio mentre la domanda globale continua a crescere. Secondo l&#8217;International Energy Agency (IEA), <a href="https://www.iea.org/reports/global-critical-minerals-outlook-2026">la domanda globale potrebbe passare da 26,7 milioni di tonnellate nel 2024 a 31,3 milioni entro il 2030</a>, anche mantenendo gli attuali indirizzi politici e industriali. Se, però, per costruire un nuovo sito estrattivo occorre spesso oltre un decennio tra scoperta, permessi, infrastrutture e avvio della produzione i tempi risultano incompatibili con la velocità con cui stanno crescendo i consumi legati all&#8217;elettrificazione.</p>



<p>Per questo motivo, secondo il <em>World Economic Forum</em>, il problema non riguarda soltanto quanto rame esiste nel sottosuolo, ma <a href="https://www.weforum.org/stories/energy-transition/copper-we-need-already-mined-global-supply-chains/">quanto rame riusciamo effettivamente a recuperare</a>. Una parte significativa del metallo contenuto nelle rocce estratte non arriva infatti sul mercato. Rimane intrappolato in materiali a basso tenore o in minerali che le tecniche tradizionali non riescono a trattare in modo economicamente sostenibile. Il WEF parla apertamente di &#8220;stranded inventory&#8221;, inventario bloccato: rame già pagato, già movimentato e già presente nei bilanci delle compagnie, ma privo di una via economicamente conveniente per essere recuperato. Da qui l&#8217;interesse crescente per tecnologie innovative come il <em>bioleaching</em>, una tecnica che sfrutta microrganismi capaci di facilitare il rilascio del metallo dalle rocce. La grande partita del rame, dunque, non si gioca soltanto nelle borse merci o a livello geopolitico ma anche nella capacità di aumentare il recupero del metallo già estratto e di espandere il riciclo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della Cina</h2>



<p>C&#8217;è infine un ultimo elemento che aiuta a capire perché il rame continui a muoversi su livelli storicamente elevati: la Cina. Se per anni il gigante asiatico è stato considerato semplicemente il principale consumatore mondiale del metallo, oggi continua a rappresentare il vero ago della bilancia dell&#8217;intero mercato. Proprio per questo gli operatori seguono con attenzione alcuni indicatori apparentemente tecnici, ma estremamente rivelatori. Uno di questi è il cosiddetto <em>Yangshan premium</em>, cioè il sovrapprezzo che gli importatori cinesi sono disposti a pagare rispetto ai prezzi futures per ottenere consegne fisiche immediate di rame. Quando questo premio sale significa che qualcuno vuole il metallo subito, non sulla carta. Secondo <a href="https://financialpost.com/commodities/copper-rallies-china-buying-lends-support">le analisi riportate dal <em>Financial Post</em></a>, nelle ultime settimane proprio questi segnali hanno iniziato a rafforzarsi. I<strong> compratori cinesi sono tornati sul mercato dopo la correzione dei prezzi registrata a settembre </strong>e i premi sulle importazioni sono aumentati sensibilmente, suggerendo un rafforzamento della domanda fisica. La notizia è importante anche per un&#8217;altra ragione. Negli ultimi mesi il mercato del rame è stato sostenuto da fattori straordinari, come le attese di possibili dazi statunitensi sul metallo raffinato e il conseguente accumulo di scorte negli Stati Uniti. Molti analisti si chiedevano se, una volta venuta meno questa spinta speculativa, il prezzo sarebbe riuscito a mantenersi su livelli elevati. Il ritorno degli acquisti cinesi sembra offrire una risposta positiva: al di là delle scommesse finanziarie, la domanda industriale continua a essere presente.</p>



<p><br>Guardare il rame oggi significa osservare un indicatore che va ben oltre il semplice prezzo di una commodity. Nel suo andamento si intrecciano la salute dell&#8217;industria cinese, la corsa globale all&#8217;elettrificazione, il boom dell&#8217;intelligenza artificiale, le difficoltà del settore minerario e perfino le tensioni commerciali tra le grandi potenze. Per questo il &#8220;Dr. Copper&#8221; continua a essere uno dei migliori strumenti per leggere l&#8217;economia mondiale.</p>
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		<title>Così la pressione industriale di Mosca stritola la difesa e le finanze di Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosi-la-pressione-industriale-di-mosca-stritola-la-difesa-e-le-finanze-di-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 04:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529708</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Finché le dinamiche sul campo garantiranno a Mosca un margine di vantaggio, ogni mediazione rischia di rivelarsi un mero esercizio tattico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/droni-ucraini-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le guerre d’attrito non si decidono esclusivamente sui metri quadri di terreno conquistati, ma sul calcolo spietato della sostenibilità: imporre costi devastanti al nemico più velocemente di quanto quest&#8217;ultimo riesca ad assorbirli. La vasta campagna aerea e missilistica della Russia risponde esattamente a questa logica. Il lancio quotidiano di oltre <strong>200-300 droni Geran</strong>, abbinato all&#8217;impiego massiccio di centinaia di bombe plananti a guida di precisione <strong>FAB</strong> (con una media stimata superiore a 8.000 ordigni al mese), ha creato un ciclo ininterrotto di saturazione. L&#8217;Ucraina si trova costretta a reagire a ogni singola traccia radar, laddove a Mosca basta semplicemente saturare lo spazio aereo per garantire una percentuale costante di penetrazione. Non ci troviamo più di fronte a una classica offensiva tattica, bensì a un <strong>sistema industriale di logoramento</strong> concepito per prosciugare le difese antiaeree e smantellare i pilastri economico-strutturali dell&#8217;avversario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il collasso delle vie di rifornimento</strong></h2>



<p>I raid russi hanno esteso il proprio raggio d&#8217;azione ben oltre i centri urbani come Kiev o Mykolaiv, puntando con decisione alle <strong>infrastrutture marittime ed energetiche</strong> e, soprattutto, alla rete dei trasporti. Come evidenziato dall&#8217;analisi dell&#8217;esperto militare Maurizio Boni, la strategia di Mosca mira all&#8217;isolamento sistematico del Paese. Il porto di <strong>Odessa è praticamente bloccato</strong>, rendendo quasi impossibile il commercio marittimo e costringendo il flusso delle merci a spostarsi sulla via terrestre. Ma anche qui la situazione è drammatica. La rete ferroviaria, pur con binari rapidamente riparabili, soffre l&#8217;attacco mirato condotto dai droni russi contro le <strong>locomotive</strong>, la cui distruzione ha azzerato la capacita di trasporto su rotaia. Il trasporto su gomma, che assorbe solo una frazione residuale del traffico, è sotto costante bombardamento: la Russia ha distrutto i centri logistici, i depositi di carburante e le stazioni di servizio lungo le arterie stradali per una profondità di 300-400 km dal fronte. </p>



<p>L&#8217;attacco sferrato di recente contro una stazione di rifornimento a ridosso del <strong>confine con la Polonia</strong> si inserisce precisamente in questo quadro: colpire gli <strong>hub logistici occidentali</strong> dove avviene lo scambio merci necessario a superare l&#8217;incompatibilità dello scartamento ferroviario tra Ucraina ed Europa. Quando le vie di comunicazione diventano impercorribili, una fortezza militare può rimanere intatta sulla carta ma risultare <strong>operativamente isolata</strong> e priva di munizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il baratro fiscale di Kiev</strong></h2>



<p>L&#8217;equazione difensiva impone uno scambio finanziario e materiale profondamente asimmetrico. Neutralizzare un vettore economico dal valore di poche migliaia di dollari richiede spesso l&#8217;impiego di <strong>costosi missili intercettori</strong>, attivando radar complessi che finiscono per esporre le proprie posizioni. Il consumo incessante di munizionamento pregiatissimo sta spingendo Kiev in un baratro contabile. L&#8217;Ucraina ha recentemente palesato la necessità di ulteriori <strong>27 miliardi di dollari</strong> solo per coprire un deficit di bilancio della difesa schizzato alle stelle, scatenando il forte imbarazzo delle cancellerie europee. </p>



<p><a href="https://www.key4biz.it/ucraina-e-la-guerra-dei-droni-ogni-tre-mesi-cambiamo-tecnologie-per-sfuggire-ai-russi/581926/">L&#8217;aumento dei costi dei sistemi d&#8217;arma, le retribuzioni del personale militare, i risarcimenti e il drastico calo del gettito fiscale provocato dalla distruzione del commercio e dell&#8217;industria hanno generato una voragine finanziaria incontrollabile</a>. L&#8217;Europa si trova di fronte a un dilemma di difficile soluzione: è in grado di finanziare a fondo perduto una guerra di logoramento i cui <strong>costi ricorrenti aumentano</strong> a ritmi decisamente superiori rispetto alle capacità di entrate interne dell&#8217;Ucraina? Nel frattempo, la produzione industriale russa, sostenuta dal continuo sviluppo dei sistemi missilistici come l&#8217;<strong>Oreshnik</strong>, dimostra che il Cremlino non sta affatto strutturando il proprio sforzo bellico in vista di un congelamento del conflitto, bensì per sostenere un attrito prolungato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crepe diplomatiche a Washington e l&#8217;illusione europea</strong></h2>



<p>Mentre il quadro militare ed economico precipita, le tensioni interne alla diplomazia americana riflettono una profonda divergenza strategica. I contrasti riportati sulle modalità di ingaggio nei confronti di Mosca – da una parte le linee d&#8217;azione e i messaggi del direttore della CIA <strong>John Ratcliffe</strong>, dall&#8217;altra i tentativi di apertura economica e rimodulazione delle sanzioni promossi da figure come <strong>Steve Witkoff</strong> e Jared Kushner – dimostrano come Washington stia spesso dibattendo sulla forma piuttosto che sulla sostanza della leva negoziale. Le minacce non producono deterrenza se non supportate da una credibile opzione di escalation, così come gli incentivi economici risultano inefficaci se la Russia ritiene di poter ottenere vantaggi territoriali e politici superiori proseguendo le operazioni sul campo. </p>



<p>In questo scenario, la posizione dei Paesi europei appare priva di una reale visione prospettica. Continuando a rifiutare l&#8217;apertura di un tavolo strutturato che metta al centro la definizione di un <strong>nuovo architettura di sicurezza europea</strong>, l&#8217;Europa rischia di condannare Kiev a un logoramento senza via d&#8217;uscita. Le lamentele di alcuni alleati, come la Germania, verso la mancata acquisizione di sistemi d&#8217;arma convenzionali da parte di Kiev, stridono con la realtà di un conflitto dominato dalla tecnologia dei droni e della saturazione aerea. La narrativa ucraina, volta a offrire in cambio del sostegno l&#8217;esperienza tattica maturata sul campo, serve a indorare la pillola per i contribuenti occidentali, ma non risolve l&#8217;asimmetria strutturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Profondità difensiva in bilico e prospettive negoziali</strong></h2>



<p>La pressione combinata della logistica paralizzata e dei bombardamenti continui sta rimodellando la linea del fronte. Le indiscrezioni sul progressivo ripiegamento delle forze ucraine da nodi cruciali come <strong>Orikhiv</strong> – perno difensivo nella regione di Zaporizhia – e l&#8217;avanzata russa verso l&#8217;agglomerato di <strong>Sloviansk-Kramatorsk</strong> evidenziano la medesima metodologia applicata sul campo: condurre all&#8217;isolamento le posizioni fortificate prima ancora di tentare l&#8217;assalto frontale. Se da un lato il presidente Zelensky continua a dichiararsi disposto a incontrare Vladimir Putin – pur incontrando il totale scetticismo di Mosca che lo considera un interlocutore privo di legittimità istituzionale – gli appuntamenti diplomatici decisivi sembrano spostarsi sui vertici internazionali e sui formati trilaterali tra <strong>Stati Uniti, Russia e Cina</strong>. </p>



<p>Tuttavia, finché le dinamiche sul campo di battaglia garantiranno a Mosca un margine di vantaggio costante, qualsiasi tentativo di mediazione rischia di rivelarsi un mero esercizio tattico. La resistenza strategica si fonda sull&#8217;equilibrio perfetto tra produzione industriale, capacità logistica e tenuta finanziaria: la Russia sta dimostrando di poter <strong>trasformare l&#8217;emergenza in routine</strong>, mentre l&#8217;Ucraina e i suoi alleati faticano a sostenere il ritmo di una guerra di logoramento permanente.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="SMUaXumnYJ"><a href="https://www.key4biz.it/ucraina-e-la-guerra-dei-droni-ogni-tre-mesi-cambiamo-tecnologie-per-sfuggire-ai-russi/581926/">Ucraina e la guerra dei droni: &#8220;Ogni tre mesi cambiamo tecnologie per sfuggire ai russi&#8221;</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ucraina e la guerra dei droni: &#8220;Ogni tre mesi cambiamo tecnologie per sfuggire ai russi&#8221;&#8221; &#8212; Key4biz" src="https://www.key4biz.it/ucraina-e-la-guerra-dei-droni-ogni-tre-mesi-cambiamo-tecnologie-per-sfuggire-ai-russi/581926/embed/#?secret=rY0xHr0QKP#?secret=SMUaXumnYJ" data-secret="SMUaXumnYJ" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p><a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/16/russia-lancia-quasi-300-droni-contro-lucraina-restituiti-528-soldati-caduti">https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/16/russia-lancia-quasi-300-droni-contro-lucraina-restituiti-528-soldati-caduti</a></p>



<p><a href="https://www.vietnam.vn/it/video-uav-ukraine-tap-kich-he-thong-s-300-va-buk-cua-nga-o-tien-tuyen">https://www.vietnam.vn/it/video-uav-ukraine-tap-kich-he-thong-s-300-va-buk-cua-nga-o-tien-tuyen</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-la-pressione-industriale-di-mosca-stritola-la-difesa-e-le-finanze-di-kiev.html">Così la pressione industriale di Mosca stritola la difesa e le finanze di Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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