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	<title>Tecnologia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2026 00:12:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tecnologia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La grande secca del Danubio: la crisi idrica che mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/environment/la-grande-secca-del-danubio-la-crisi-idrica-che-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 00:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Without category]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi il livello idrico del Danubio ha raggiunto i minimi storici. L&#8217;ondata di calore e la prolungata siccità stanno rendendo sempre più evidente la vulnerabilità dei paesi dell&#8217;Europa centro-orientale, il cui approvvigionamento energetico dipende dal fiume. Non si tratta soltanto di un&#8217;emergenza ambientale, ma di una vera e propria crisi energetica a catena. Il grande &#8230; <a href="https://it.insideover.com/environment/la-grande-secca-del-danubio-la-crisi-idrica-che-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/environment/la-grande-secca-del-danubio-la-crisi-idrica-che-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html">La grande secca del Danubio: la crisi idrica che mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi mesi il <strong>livello idrico del Danubio</strong> ha raggiunto i minimi storici.</p>



<p><strong>L&#8217;ondata di calore e la prolungata siccità</strong> stanno rendendo sempre più evidente la vulnerabilità dei paesi dell&#8217;Europa centro-orientale, il cui approvvigionamento energetico dipende dal fiume.</p>



<p>Non si tratta soltanto di un&#8217;emergenza ambientale, ma di una vera e propria crisi energetica a catena. Il grande fiume svolge diverse funzioni: dal <strong>raffreddamento dei&nbsp;condensatori&nbsp;delle centrali nucleari all’alimentazione degli impianti idroelettrici.</strong></p>



<p>In questo scenario, le ripercussioni subite da Ungheria, Romania e Serbia sono emblematiche.</p>



<p>L&#8217;epicentro dell’ emergenza si trova a Paks, dove sorge l&#8217;unica centrale nucleare ungherese. Collocata ad una novantina di chilometri a sud di Budapest, la struttura a quattro reattori di fabbricazione sovietica garantisce quasi la&nbsp;<strong>metà dell&#8217;elettricità</strong>&nbsp;prodotta nel Paese e&nbsp;<strong>un terzo dell&#8217;intero fabbisogno nazionale</strong>.&nbsp;</p>



<p>Per funzionare in sicurezza, l&#8217;impianto necessita di un flusso ininterrotto di circa 100 metri cubi d&#8217;acqua al secondo, prelevati direttamente dal Danubio&nbsp;<strong>per il raffreddamento dei condensatori</strong>.&nbsp;</p>



<p>Con il fiume ridotto al lumicino, le bocche di aspirazione sono rimaste a secco.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/2/hungary-plans-to-shut-down-only-nuclear-power-plant-amid-drought?utm_source=telegram&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=socialPulse">Péter Magyar, il neoeletto Presidente ungherese, ha dichiarato che la produzione dell&#8217;impianto ha subito un crollo drammatico</a></strong>: dai normali 2.000 megawatt (MW) di potenza nominale, la capacità erogata è scesa prima a 965 MW per poi sprofondare nella notte del 2 agosto fino a 240 MW: poco più del 10% del totale.&nbsp;</p>



<p>Il punto critico è legato al livello del fiume.&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/2/hungary-plans-to-shut-down-only-nuclear-power-plant-amid-drought?utm_source=telegram&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=socialPulse">A Paks, una quota idrometrica pari a -134 cm impone per protocollo lo spegnimento totale dei reattor</a>i, motivo per cui raggiunta quota -144 nei&nbsp;<strong>primi giorni di agosto</strong>&nbsp;è iniziata la procedura di spegnimento.</p>



<p>Parimenti l’acqua del Danubio è essenziale per il raffreddamento della&nbsp;<strong>centrale nucleare di Cernavodă</strong>&nbsp;la quale, unica in Romania, garantisce una fetta consistente dell&#8217;energia nazionale.</p>



<p>Mutatis mutandis, le autorità romene hanno&nbsp;<strong>programmato di far cessare l’attività di uno dei&nbsp;<a href="https://oficiuldestiri.ro/anar-reluarea-furnizarii-apei-potabile-turbiditate#:~:text=Apele%20Rom%C3%A2ne%20au%20transmis%20c%C4%83%20acumularea%20Izvoarele,afluen%C8%9Bii%20r%C3%A2ului%20Teleajen%2C">reattori della centrale nucleare.&nbsp;</a></strong></p>



<p>Tale misura risulta essere l’inevitabile conseguenza della crisi registrata in seno allo<strong>&nbsp;snodo idrico di Izvoarele. In tale snodo il fiume si&nbsp;</strong>biforca nel braccio di Bala e nel braccio del &#8220;Vecchio Danubio&#8221; (<em>Dunărea Veche</em>), quest&#8217;ultimo diretto verso la centrale nucleare.&nbsp;</p>



<p>Recentemente la località di Izvoarele e il relativo impianto idrico sono stati al centro di gravi disservizi nell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua potabile. Le forti precipitazioni hanno causato esondazioni degli affluenti del fiume Teleajen, ostruendo di detriti e fango le infrastrutture di filtraggio e la presa d’acqua.</p>



<p>L&#8217;elevata torbidità dell&#8217;acqua ha reso impossibile il normale processo di potabilizzazione, lasciando temporaneamente a secco diverse migliaia di residenti nel comune e nei centri abitati limitrofi.</p>



<p><a href="https://support.theguardian.com/eu/guardian-ad-lite?returnAddress=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fworld%2Flive%2F2026%2Faug%2F03%2Feurope-heatwave-wildfires-migration-ceuta-spain-latest-news-updates">La situazione a Izvoarele si è fatta talmente disperata da richiedere l&#8217;intervento della marina militare rumena</a>: con 180 chili di esplosivo subacqueo, i genieri hanno fatto brillare le formazioni rocciose sul letto del fiume per deviare la corrente verso il braccio del &#8220;Vecchio Danubio&#8221; e garantire l&#8217;afflusso d&#8217;acqua necessario ai canali di raffreddamento della centrale. Con l&#8217;abbassamento del fiume, il livello dell&#8217;acqua nei canali di presa rischiava di scendere sotto la soglia minima di sicurezza per il funzionamento dei reattori.</p>



<p>Poco più a sud, in Serbia, anche la centrale idroelettrica di Đerdap 1 (la più grande del Paese) si è vista tagliare la produzione ad appena il 20% della capacità nominale per mancanza di portata.</p>



<p>Le difficoltà nel raffreddamento hanno&nbsp;</p>



<p>colpito, altresì, i complessi a carbone di Kostolac, spingendo il governo serbo a convocare vertici d&#8217;urgenza e a chiedere alla popolazione di moderare l&#8217;uso dei condizionatori, mentre le temperature&nbsp;</p>



<p>estive spingono alle stelle la richiesta di elettricità per il condizionamento.</p>



<p>La secca del Danubio ha portato alla luce un cortocircuito strutturale che minaccia l&#8217;intera Europa. È esattamente durante questi picchi che le centrali idroelettriche e nucleari sono costrette a tirare il freno a mano per mancanza d&#8217;acqua o per il superamento delle temperature massime consentite per la tutela degli ecosistemi fluviali, una dinamica già osservata lungo il Rodano e la Loira in Francia.&nbsp;</p>



<p>Senza piogge all&#8217;orizzonte e con il termometro stabilmente sopra i 38 °C, i Paesi dell&#8217;Europa orientale si trovano oggi costretti a importare energia a caro prezzo dai mercati vicini e a pianificare contingentamenti per le industrie, nel tentativo di proteggere la tenuta delle rispettive reti elettriche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/environment/la-grande-secca-del-danubio-la-crisi-idrica-che-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html">La grande secca del Danubio: la crisi idrica che mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 10:59:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[aerei elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[aviazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voli a zero emissioni (shutterstock)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il Regno Unito investe 7,3 milioni di sterline in otto progetti per sviluppare infrastrutture dedicate ai voli ecologici. Una scommessa tecnologica che passa dalla ricarica ultra-rapida, dalle nuove soluzioni energetiche e dalla costruzione dell'ecosistema necessario alla mobilità aerea del futuro</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html">Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voli a zero emissioni (shutterstock)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ricarica_aereielettrici_shutterstock-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;evoluzione <strong>dell&#8217;aviazione commerciale a zero emissioni</strong> sta gradualmente spostando il proprio asse di sviluppo dalla pura autonomia dei velivoli alla <strong>gestione tecnica delle infrastrutture di terra</strong>. Se la tecnologia dei motori e degli accumulatori ha raggiunto livelli tali da permettere i primi servizi di taxi volanti e voli regionali, la reale sostenibilità economica dell&#8217;intero comparto rimane condizionata <strong>dai tempi di stazionamento sulle piste per il ripristino dell&#8217;energia.</strong></p>



<p>In questo contesto strategico, <strong>il Dipartimento per i Trasporti del Regno Unito</strong> ha <a href="https://www.gov.uk/government/news/over-7-million-to-fuel-zero-emission-flight-across-the-uk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annunciato uno stanziamento di <strong>7,3 milioni di sterline</strong></a> destinato a <strong>otto progetti nazionali</strong> per lo sviluppo di infrastrutture per il volo ecologico, all&#8217;interno di un programma complessivo <strong>da 43 milioni di sterline </strong>dedicato alle tecnologie aeronautiche di nuova generazione e in linea con le discussioni del <strong>Jet Zero Taskforce</strong> tenutesi al Farnborough International Airshow il 21 luglio scorso.</p>



<p>L&#8217;iniziativa rientra a pieno titolo nella strategia britannica per tutelare un settore aerospaziale dal valore stimato di circa <strong>20 miliardi di sterline</strong> e orientare la filiera verso l&#8217;obiettivo delle <strong>zero emissioni nette entro il 2050</strong>, attraverso la sperimentazione di sistemi capaci di abbreviare i tempi di fermo degli aeromobili negli scali commerciali e <strong>accelerare la diffusione di velivoli elettrici e a idrogeno</strong> in tutto il Paese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The UK government has awarded £7.3m to eight projects supporting zero-emission flight. The funding will develop hydrogen and electric aircraft infrastructure, including flying taxis, to cut emissions and boost high-skilled aviation jobs.<a href="https://t.co/T2yPGenTqy">https://t.co/T2yPGenTqy</a></p>&mdash; CLondoner92 (@CLondoner92) <a href="https://x.com/CLondoner92/status/2080397540751474935?ref_src=twsrc%5Etfw">July 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto ECLiPSE e la sfida del raffreddamento a liquido</h2>



<p>Un elemento centrale di questo programma di ammodernamento tecnologico è rappresentato <a href="https://onestopesg.com/esg-news/vertical-aerospace-eclipse-charging-programme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal progetto <strong>ECLiPSE</strong></a> &#8211; acronimo di Electrified Charging &amp; Liquid-cooling Provision for Support of E-flights &#8211; guidato dall&#8217;azienda britannica <strong>Vertical Aerospace</strong> in collaborazione con <strong>l&#8217;Università di Bath</strong> e la società di ingegneria <strong>InnCat</strong>.</p>



<p>L&#8217;iniziativa &#8211; che beneficia di un finanziamento pubblico <strong>fino a 1,75 milioni di sterline</strong> all&#8217;interno del programma <em><strong>Zero Emission Flight Demonstrator</strong></em> su un investimento totale di circa 3,4 milioni di sterline &#8211; affronta la sfida termica legata <strong>all&#8217;erogazione di altissima potenza durante la ricarica rapida degli accumulatori</strong>. Si tratta di un processo che genera elevati volumi di calore e che, in assenza di un adeguato raffreddamento a liquido capace di dissipare immediatamente la temperatura, costringerebbe gli operatori a limitare la velocità di carica per prevenire il deterioramento prematuro delle celle.</p>



<p><strong>L&#8217;integrazione tra ricarica ultra-rapida e raffreddamento a liquido</strong> potrebbe permettere di realizzare infrastrutture più compatte nei futuri vertiporti, riducendo i costi operativi e aumentando la frequenza di utilizzo delle stazioni energetiche per più <a href="https://it.insideover.com/economia/il-mondo-ha-sete-di-benzina-avio-offerta-ai-minimi-voli-a-terra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voli </a>giornalieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia tra idrogeno, fondi pubblici e filiera industriale</h2>



<p>L&#8217;approccio adottato dalle autorità britanniche punta a integrare differenti soluzioni tecnologiche, affiancando ai sistemi ad accumulo elettrico <strong>l&#8217;impiego dell&#8217;idrogeno e <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dei carburanti </a>a basse emissioni di carbonio</strong> per rispondere alle diverse esigenze dell&#8217;aviazione commerciale e regionale. Una strategia confermata anche dalle dichiarazioni del Segretario di Stato per i Trasporti <strong>Heidi Alexander</strong>, che ha evidenziato il ruolo degli investimenti nel sostenere la creazione di posti di lavoro qualificati e la crescita della filiera industriale nazionale.</p>



<p>Parallelamente, il Regno Unito continua a sostenere la ricerca aerospaziale attraverso il programma <strong>Aerospace Technology Institute</strong>, finanziato con 2,3 miliardi di sterline nell&#8217;arco di dieci anni per lo sviluppo di tecnologie avanzate e l&#8217;ottimizzazione dei voli attraverso l&#8217;intelligenza artificiale. <strong>Sul fronte dell&#8217;idrogeno</strong>, invece, l&#8217;Autorità per l&#8217;aviazione civile britannica ha pubblicato i risultati della <strong>Hydrogen Challenge</strong>, un&#8217;iniziativa da 1,9 milioni di sterline realizzata insieme a realtà industriali e operatori del settore come <strong>Rolls-Royce, easyJet ed Exeter Airport</strong>, con l&#8217;obiettivo di definire gli standard di sicurezza e operatività per il futuro impiego di questo vettore energetico nel trasporto aereo. Il programma sarà ulteriormente rafforzato con altri <strong>2,5 milioni di sterline entro marzo 2027</strong>, destinati ai test su motori a reazione commerciali e alla decarbonizzazione dei veicoli aeroportuali di servizio.</p>



<p>Sul fronte produttivo, il governo britannico è inoltre in fase avanzata di trattativa con <strong>Vertical Aerospace</strong> per un finanziamento aggiuntivo fino a 10 milioni di sterline destinato alla costruzione del <strong>primo impianto produttivo su scala globale</strong> dell&#8217;azienda nel Paese. L&#8217;operazione porterebbe il sostegno pubblico complessivo alla società a circa 48 milioni di sterline e rafforzerebbe l&#8217;obiettivo di consolidare sul territorio le infrastrutture industriali legate alla nuova mobilità aerea.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La priorità operativa dei vertiporti</h2>



<p>L&#8217;analisi della <a href="https://it.insideover.com/energia/flessibilita-resilienza-sicurezza-le-infrastrutture-intelligenti-possono-far-correre-la-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">transizione energetica</a> nell&#8217;aviazione evidenzia come l&#8217;introduzione dei velivoli a zero emissioni sia strettamente dipendente <strong>dalla maturazione dell&#8217;intero ecosistema logistico ed energetico a terra</strong>, superando la sola fase di progettazione e certificazione degli aeromobili per concentrarsi sulla sostenibilità economica delle operazioni di scalo.</p>



<p>La capacità di gestire carichi elettrici elevati, raffreddare rapidamente i componenti sensibili e integrare vettori complessi come l&#8217;idrogeno negli ambienti aeroportuali esistenti costituisce l&#8217;elemento determinante per la redditività delle compagnie aeree e per la fruibilità reale di mercati emergenti, a partire dalla mobilità aerea urbana.</p>



<p>Di conseguenza, il posizionamento strategico dei Paesi e delle aziende nel settore aerospaziale nei prossimi anni non risiederà unicamente nelle prestazioni in volo dei singoli mezzi, bensì <strong>nella standardizzazione di infrastrutture di ricarica ed erogazione</strong> capaci di ridurre i tempi di inattività, minimizzare l&#8217;impatto sulla rete elettrica e garantire la sostenibilità economica dei flussi di traffico aereo ad alta frequenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aerei-elettrici-regno-unito-ricarica-rapida.html">Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla cannabis all&#8217;IA: perché gli Usa vogliono trasformare le serre di marijuana in data center</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-cannabis-allia-perche-gli-usa-vogliono-trasformare-le-serre-di-marijuana-in-data-center.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525641</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="331" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1-600x325.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>La crisi del settore della cannabis e il boom dell'intelligenza artificiale stanno dando vita a una trasformazione inattesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-cannabis-allia-perche-gli-usa-vogliono-trasformare-le-serre-di-marijuana-in-data-center.html">Dalla cannabis all&#8217;IA: perché gli Usa vogliono trasformare le serre di marijuana in data center</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="331" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/istockphoto-2227509993-612x612-1-600x325.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Per anni le serre dedicate alla <strong>cannabis</strong> hanno rappresentato uno dei simboli della nuova economia nata dalle legalizzazioni statali. Oggi, però, alcune di queste strutture potrebbero cambiare completamente funzione e diventare infrastrutture per l&#8217;intelligenza artificiale. Non si tratta di una provocazione, ma di uno scenario che negli Stati Uniti viene preso sempre più seriamente da investitori, sviluppatori immobiliari e amministrazioni locali.</p>



<p>Il motivo è semplice: le grandi coltivazioni indoor di cannabis sono già dotate di ciò che oggi rappresenta il principale collo di bottiglia per la costruzione di un <strong>data center</strong>. Dispongono di <strong>connessioni elettriche ad alta capacità</strong>, <strong>impianti di raffreddamento</strong>, sistemi di ventilazione industriale, sicurezza e grandi superfici già predisposte per consumi energetici elevati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/7487c3a8c1ce3e04080db3f644342c8d03f0a1c9/0_0_7993_5995/master/7993.jpg?width=620&amp;dpr=2&amp;s=none&amp;crop=none" alt=""/></figure>



<p>Il fenomeno nasce dall&#8217;incrocio di due dinamiche opposte. Da una parte, l&#8217;industria americana della cannabis sta attraversando una fase difficile, caratterizzata da eccesso di offerta, prezzi in calo, margini ridotti e numerose strutture finite sul mercato. Dall&#8217;altra, la corsa all&#8217;intelligenza artificiale ha innescato <strong>una domanda senza precedenti di data center</strong>, facendo diventare l&#8217;accesso immediato all&#8217;energia una risorsa ancora più preziosa del terreno stesso. È questa convergenza, evidenziata dalla stampa americana, a spiegare perché alcune serre possano trasformarsi nei nuovi nodi dell&#8217;economia digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero tesoro è la connessione elettrica</h2>



<p>La riconversione delle serre non dipende dalla struttura edilizia in sé, ma dall&#8217;infrastruttura energetica che queste possiedono.</p>



<p>Le coltivazioni indoor di cannabis sono state progettate per alimentare migliaia di lampade, <strong>sistemi HVAC </strong>(Heating, Ventilation and Air Conditioning), deumidificatori e impianti di filtraggio dell&#8217;aria in funzione ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro. Tutto questo richiede una disponibilità di elettricità molto elevata, spesso già garantita da sottostazioni e collegamenti ad alta tensione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://d2uo11xsaedulq.cloudfront.net/wp-content/uploads/2020/08/06155910/word-image-1.png" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">sistema HVAC</figcaption></figure>
</div>


<p>Ed è proprio questo il punto. Oggi ottenere una nuova connessione elettrica da decine di megawatt può richiedere anni, mentre acquistare una struttura già servita dalla rete consente di ridurre drasticamente tempi e costi di realizzazione di un data center. In molti casi il valore dell&#8217;immobile è ormai inferiore al valore della sua connessione alla rete. Gli investitori guardano meno alla destinazione originaria dell&#8217;edificio e molto di più ai megawatt immediatamente disponibili. La conseguenza è che capannoni industriali, stabilimenti dismessi e persino serre della cannabis stanno assumendo un nuovo valore strategico.</p>



<p>Emblematico è il dibattito emerso in <strong>Michigan</strong>, dove l&#8217;ipotesi di trasformare un impianto della cannabis in un data center ha suscitato attenzione pubblica. Le autorità locali hanno precisato che non esiste alcun progetto formalmente approvato, ma il solo fatto che un&#8217;ipotesi del genere venga presa in considerazione dimostra quanto rapidamente sia cambiata la valutazione economica di queste infrastrutture.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Michigan: da serra per la cannabis a possibile hub dell&#8217;IA</h2>



<p>A <strong>Kalamazoo</strong>, la società <strong>Harbor Farmz</strong> ha proposto di vendere il proprio impianto di coltivazione e lavorazione della marijuana affinché venga riconvertito in un data center destinato ai carichi di lavoro dell&#8217;AI.</p>



<p>L&#8217;edificio, realizzato nel 2020 all&#8217;interno del <strong>Davis Creek Business Park</strong>, misura circa <strong>32.850 piedi quadrati</strong> (poco più di 3.000 metri quadrati) ed è stato progettato fin dall&#8217;origine per sostenere operazioni ad altissimo consumo energetico. La struttura dispone già di una connessione elettrica da circa <strong>1 megawatt</strong>, con la possibilità di espanderla fino a <strong>15 megawatt</strong> in tempi relativamente brevi, oltre a sistemi industriali di climatizzazione, ventilazione, filtraggio dell&#8217;aria e un generatore di emergenza da <strong>600 kW</strong>. Secondo il proprietario Michael Ward, sono proprio queste caratteristiche a renderla un candidato ideale per ospitare un data center, evitando anni di attesa per ottenere nuovi allacciamenti alla rete elettrica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://assets.newsweek.com/wp-content/uploads/2026/08/Copy-of-32-image-2026-08-05T070632-237.png?w=1000&amp;quality=80&amp;webp=1" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Impianto di Kalamazoo</figcaption></figure>



<p>La proposta nasce anche dalle difficoltà attraversate dal mercato della cannabis nel Michigan. Dopo il boom seguito alla legalizzazione, l&#8217;aumento del numero di produttori ha determinato un forte eccesso di offerta e un crollo dei prezzi all&#8217;ingrosso, mettendo sotto pressione molte aziende del settore. In questo contesto, impianti costati milioni di dollari rischiano di perdere valore come serre, ma possono acquisirne uno nuovo come infrastrutture energetiche già pronte per l&#8217;economia dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p>Il progetto, tuttavia, ha aperto un acceso dibattito locale. I residenti del quartiere <strong>Milwood</strong> hanno espresso preoccupazione per il possibile aumento dei consumi di elettricità e acqua, l&#8217;inquinamento acustico prodotto dagli impianti di raffreddamento e dai generatori di emergenza, oltre al limitato numero di posti di lavoro che un data center potrebbe garantire rispetto all&#8217;impatto sul territorio. Nelle ultime settimane sono stati organizzati incontri pubblici, assemblee e gruppi di cittadini contrari all&#8217;iniziativa.</p>



<p>L&#8217;amministrazione comunale di Kalamazoo ha però chiarito che <strong>non esiste ancora alcuna domanda formale né alcun progetto approvato</strong>. Gli uffici tecnici hanno confermato soltanto che, dal punto di vista urbanistico, un data center sarebbe compatibile con la classificazione industriale dell&#8217;area. Proprio questa precisazione dimostra quanto il dibattito sia ancora in una fase preliminare, ma anche quanto rapidamente l&#8217;intelligenza artificiale stia modificando il valore economico delle infrastrutture costruite per un settore completamente diverso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Energia, politica industriale e resistenze locali</h2>



<p>L&#8217;espansione dei data center sta però aprendo anche un nuovo fronte politico.</p>



<p>L&#8217;enorme fabbisogno energetico delle infrastrutture AI sta mettendo sotto pressione reti elettriche, sistemi di distribuzione e amministrazioni locali. Secondo un monitoraggio di <em>MultiState</em>, nelle prime settimane del 2026 sono stati presentati oltre <strong>300 progetti di legge</strong> in più di trenta Stati riguardanti data center, grandi consumatori di energia, incentivi fiscali e nuove regole sulle connessioni alla rete. Alcuni Stati stanno perfino valutando moratorie temporanee per studiare l&#8217;impatto di questi impianti su bollette, ambiente e disponibilità di acqua.</p>



<p>Parallelamente cresce anche l&#8217;opposizione delle comunità locali. Secondo <em>Newsweek</em>, soltanto nel primo trimestre del 2026 almeno venti grandi progetti di data center sono stati bloccati o cancellati in seguito alle proteste dei residenti, preoccupati per i consumi energetici, il rumore e l&#8217;impatto sul territorio. In questo scenario, la possibile riconversione delle serre della cannabis rappresenta una soluzione pragmatica: recuperare infrastrutture già esistenti anziché costruirne di nuove, sfruttando connessioni elettriche che sarebbero difficili da ottenere oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-cannabis-allia-perche-gli-usa-vogliono-trasformare-le-serre-di-marijuana-in-data-center.html">Dalla cannabis all&#8217;IA: perché gli Usa vogliono trasformare le serre di marijuana in data center</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Palantir, cosa dicono i conti in volo di un trimestre-record</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-cosa-dicono-i-conti-in-volo-di-un-trimestre-record.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 14:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-600x325.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oltre 1,9 miliardi di dollari di fatturato, una crescita del 93% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 19% rispetto al trimestre precedente: Palantir ha presentato di recente i suoi conti per il secondo trimestre e i dati notevoli possono far sorridere il Ceo Alex Karp. L&#8217;azienda specializzata in analisi dati d&#8217;alto profilo, spesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-cosa-dicono-i-conti-in-volo-di-un-trimestre-record.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-cosa-dicono-i-conti-in-volo-di-un-trimestre-record.html">Palantir, cosa dicono i conti in volo di un trimestre-record</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-600x325.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oltre 1,9 miliardi di dollari di fatturato, una crescita del 93% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 19% rispetto al trimestre precedente: <strong>Palantir</strong> ha presentato di recente i suoi conti per il secondo trimestre e i dati notevoli possono far sorridere il Ceo Alex Karp.  L&#8217;azienda specializzata in analisi dati d&#8217;alto profilo, spesso utilizzata in tecnologie critiche per la sicurezza nazionale, titolare di algoritmi operativi in diverse aree di business, vede ancora un ruolo importante nei ricavi del governo statunitense, che toccano 809 milioni di dollari crescendo del <strong>90% anno su anno</strong>, ma ormai vede l&#8217;intera quota del settore commerciale a stelle e strisce avvicinarsi come peso complessivo di fronte a un aumento del 149% nello stesso periodo. </p>



<p>Negli ultimi tempi Palantir ha fatto parlare di sé per molti motivi: <strong>i suoi algoritmi sono risultati centrali nel Project Maven</strong> del Pentagono, utilizzato operativamente in Venezuela e Iran per la ricerca obiettivi e il targeting; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-nuovo-piano-nato-per-il-fianco-orientale.html">l&#8217;acquisizione della tecnologia di Maven Smart System da parte della Nato</a> si è trasformata <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-occhi-di-palantir-per-scrutare-la-russia-nella-deterrenza-nato-scende-in-campo-lia.html">in operatività</a> in Europa a giugno, <a href="https://shape.nato.int/news-releases/Maven-System-achieves-full-capability">come comunicato dal Comando supremo delle potenze alleate in Europa (Shape)</a>. In Europa il ruolo delle tecnologie Palantir si è scontrato con i desideri di autonomia strategica da parte di vari Paesi: la Francia ha visto l&#8217;intelligence interna,<a href="https://www.lemonde.fr/en/france/article/2026/06/17/french-security-replaces-palantir-with-domestic-firm-chapsvision-a-complicated-choice_6754592_7.html?srsltid=AfmBOorNvZsNq-mrzv3MlTcsySk9brtpvFxrAMIPqVL4Mkh_4HELaiFn">la Dgsi, sostituirla con ChapsVision</a>, in Regno Unito si è aperto il <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-e-giganti-del-cloud-londra-inizia-a-temere-la-dipendenza-dai-colossi-usa.html" type="post" id="519863">dibattito sull&#8217;affidamento a Palantir</a> di molti dati del sistema sanitario. Il fronte dell&#8217;uso delle tecnologie Palantir nel sistema di <a href="https://www.theguardian.com/us-news/ng-interactive/2025/sep/22/ice-palantir-data">monitoraggio</a> delle controverse politiche dell&#8217;immigrazione negli Usa, poi, ha suscitato dibattito.</p>



<p>Insomma, tutti parlano dell&#8217;azienda guidata da Karp che, a suo modo, è un componente centrale nell&#8217;attuale rivoluzione tecnologica, anche nelle sue sfaccettature più controverse. <strong>L&#8217;integrazione strategica del gruppo con gli apparati federali Usa</strong> ha spesso fatto molto discutere (anche se, va detto, è ormai tendenza organica per tutti i grandi player tecnologici) mentre, dati alla mano, in un periodo di crescita impetuosa le tecnologie dell&#8217;azienda fanno sempre più gola anche a attori del settore privato.</p>



<p>Palantir, nel pieno del boom dell&#8217;intelligenza artificiale e della domanda di tecnologie all&#8217;avanguardia per la <strong>sicurezza nazionale e lo sviluppo tecnologico dei Paesi più avanzati, in campo civile e securitario</strong>, sta crescendo a ritmo serrato. L&#8217;azienda fondata da Karp e dal magnate Peter Thiel, per fare un paragone, fattura oggi in un trimestre ben più di quanto faceva, cinque anni fa, in un intero esercizio: per l&#8217;anno fiscale 2021 <a href="https://investors.palantir.com/news-details/2022/Palantir-Reports-Revenue-Growth-of-41-for-FY-2021-US-Commercial-Revenue-up-102-YY-in-FY-2021/">Palantir riportò ricavi complessivi per 1,54 miliardi di dollari, il 58% dei quali da contratti federali</a>. Oggigiorno, l&#8217;azienda sembra aver espanso ampiamente il peso del <strong>settore privato nel cuore della sua clientela, come dimostrano i progetti presentati in passato con varie aziende</strong> e i dati concreti dell&#8217;ultima trimestrale, che<a href="https://investors.palantir.com/news-details/2026/Palantir-Reports-Q2-2026-U-S--Comm-Revenue-Growth-of-149-YY-and-Revenue-Growth-of-93-YY-Raises-FY-2026-Revenue-Guidance-to-82-YY-Growth-and-U-S--Comm-Revenue-Guidance-to-134-YY-Crushing-Consensus-Expectations/"> vedono la quota attestarsi poco sotto il 42%</a>. </p>



<p>Ciò si spiega con <strong>l&#8217;ampia e crescente diffusione di necessità di analisi dati complesse e ad alto profilo</strong> che impieghino algoritmi personalizzati per le esigenze di molte realtà. E non è un caso che Palantir, prevedendo per l&#8217;intero 2026 un fatturato complessivo oltre gli 8,1 miliardi di dollari, sottolinei la netta crescita della componente non governativa generata dai clienti statunitensi. </p>



<p>Forza e strategia di un&#8217;azienda al confine critico tra <strong>sicurezza nazionale, frontiera dell&#8217;innovazione strategica </strong>e nuovi paradigmi operativi dell&#8217;Ia si testano nel mercato e nei margini di crescita, ma anche nella discesa in campo per plasmare una visione a tutto campo: dalla promozione della visione della &#8220;Repubblica Tecnologica&#8221;, capace di unire innovazione e sicurezza per mantenere l&#8217;Occidente competitivo dagli avversari esterni, alla recente apertura, assieme a altri big, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/usa-per-i-grandi-dellia-lora-della-verita-di-fronte-allascesa-della-cina.html">a una promozione dei modelli aperti di Ia anche negli Usa</a>, Palantir dichiara di farsi alfiere di una &#8220;intelligenza artificiale sovrana&#8221;. Un concetto di sovranità, quello <em>à la Palantir,</em> che può essere espresso in vario modo. Come invito alla sovranità delle aziende sui propri dati e le capacità di gestirli o come sovranità degli Usa e dei Paesi alleati di fronte alle sfide esterne: per Karp e i suoi, il minimo comune denominatore è che l&#8217;azienda può contribuire a rispondere a ogni evenienza. <strong>A suo modo il bilancio in crescita di Palantir </strong>è un simbolo, anche, dello spirito di tempi in cui il governo dell&#8217;incertezza e l&#8217;analisi di scenario sui dati e la costruzione di modelli e previsioni complesse diventano asset critici e ricercati. Ovvero ciò che alimenta, passo dopo passo, il business in continua espansione di Palantir. Azienda cui si applica, del resto, la stessa domanda fondamentale che coinvolge molti big dell&#8217;intelligenza artificiale: quanto a lungo durerà ancora la crescita di ricavi e margini di profitto? E quanto la corsa di alcuni Paesi a cercare alternative finirá per creare potenziali competitor al gruppo? Queste sfide andranno valutate con attenzione negli anni a venire per capire i margini prospettici di crescita che Palantir nel prossimo futuro.</p>



<p></p>
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		<title>Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Chi è Robin Zeng, il re delle batterie</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/cinesi-che-cambiano-il-mondo-chi-e-robin-zeng-il-re-delle-batterie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Robin Zeng ha trasformato Catl nel leader mondiale delle batterie, facendo della Cina una potenza strategica nella transizione energetica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cinesi-che-cambiano-il-mondo-chi-e-robin-zeng-il-re-delle-batterie.html">Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Chi è Robin Zeng, il re delle batterie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101535987_4f5d96a481ef1732211df1028c8401ee-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con un patrimonio netto di <strong>53,2 miliardi di dollari</strong> è il quarto uomo più ricco della <strong>Cina </strong>e occupa il 34esimo posto nella classifica dei miliardari del 2026 stilata da <em>Forbes</em>. Zeng Yuqun, meglio conosciuto con il nome di <strong>Robin Zeng</strong>, ha fatto una valanga di soldi sviluppando e vendendo <strong>batterie</strong>. Prima per l&#8217;elettronica mobile, come smartphone, lettori Mp3, fotocamere e laptop, poi per le <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/prezzi-bassi-tecnologia-alta-lindustria-cinese-dellauto-elettrica-alla-conquista-del-mondo.html">auto elettriche</a>. </p>



<p>La sua <strong>Contemporary Amperex Technology (CATL)</strong>, nata nel 2011 come spin-off di <strong>Amperex Technology Limited (ATL)</strong>, la prima azienda fondata da Mr. Zeng nel 1999, oggi controlla quasi il 49% del mercato globale delle batterie per veicoli elettrici e rifornisce colossi occidentali del calibro di Tesla, Volkswagen e Bmw, così come gran parte delle case automobilistiche cinesi. </p>



<p>Il futuro è ancora più ambizioso. Già, perché CATL non sta soltanto progettando batterie sempre più avveniristiche per consentire ai possessori di EV (<em>Electric Vehicle</em>) elevata autonomia di guida e ricariche rapidissime. Zeng intende puntare sempre di più anche su un&#8217;altra tipologia di batterie: quelle per l&#8217;<strong>accumulo di energia stazionaria</strong> destinate ai <strong>data center per l&#8217;intelligenza artificiale</strong>, alla <strong>rete elettrica</strong> e alle <strong>aziende</strong>. Le stesse che, da qui a qualche anno, dovrebbero arrivare a rappresentare la metà del fatturato di CATL.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101606769_dfc1010bc480b8ae8e4d43910d9482d9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522228" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101606769_dfc1010bc480b8ae8e4d43910d9482d9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101606769_dfc1010bc480b8ae8e4d43910d9482d9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101606769_dfc1010bc480b8ae8e4d43910d9482d9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101606769_dfc1010bc480b8ae8e4d43910d9482d9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101606769_dfc1010bc480b8ae8e4d43910d9482d9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101606769_dfc1010bc480b8ae8e4d43910d9482d9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Mr. Zeng, il re cinese delle batterie</h2>



<p>Zeng incarna alla perfezione la <strong>potenza tecnologica</strong> della Cina. &#8220;La scienza non è una moda passeggera&#8221;, ha dichiarato il re cinese delle batterie durante un recente evento andato in scena a Pechino. A differenza dei rivali, che a suo dire perdono tempo a cercare &#8220;soluzioni magiche a tutti i problemi&#8221;, la sua azienda preferisce rispettare &#8220;le leggi della natura&#8221; e verificare &#8220;i risultati in modo rigoroso&#8221;. </p>



<p>Mr. Zeng può permettersi una simile spavalderia perché lui e CATL rappresentano per le batterie quello che <strong>Jensen Huang</strong> e <strong>Nvidia </strong>sono per i <strong>chip </strong>di intelligenza artificiale. Basta mettere in fila un paio di dati per rendersene conto. Catl produce circa poco meno della metà delle batterie agli ioni di litio a livello mondiale, le stesse che alimentano veicoli elettrici, droni, robot, sistemi di rete e data center (incluso il gigantesco complesso Colossus di xAI a Memphis). </p>



<p>Non solo: CATL detiene anche partecipazioni in gran parte della catena di fornitura di <strong>metalli </strong>e componenti utilizzati nella realizzazione delle batterie. E ancora: mentre gli altri produttori di batterie sono in perdita o non riescono a fare utili, Zeng continua a generare enormi ritorni economici. Nel 2025, per esempio, l&#8217;azienda ha registrato un aumento del fatturati pari al 42% su base annua raggiungendo i <strong>10,5 miliardi di dollari</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101652917_923e357faf39d21cfdd40f5bcd58656c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522230" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101652917_923e357faf39d21cfdd40f5bcd58656c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101652917_923e357faf39d21cfdd40f5bcd58656c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101652917_923e357faf39d21cfdd40f5bcd58656c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101652917_923e357faf39d21cfdd40f5bcd58656c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101652917_923e357faf39d21cfdd40f5bcd58656c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101652917_923e357faf39d21cfdd40f5bcd58656c.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una posizione dominante (e strategica)</h2>



<p>Considerando che gli <strong>Stati Uniti</strong> e l&#8217;<strong>Europa</strong> (così come il resto del pianeta) sempre più orientati verso la transizione energetica e le tecnologie pulite, il predominio di CATL nel settore delle batterie ha conferito all&#8217;azienda cinese – e, di riflesso al suo fondatore Zeng – un&#8217;importanza che va ben oltre il piano industriale <a href="https://it.insideover.com/auto/da-ford-a-bmw-perche-le-case-automobilistiche-non-possono-fare-a-meno-delle-batterie-elettriche-cinesi.html">fino ad assumere connotati geostrategici</a> al punto da tenere in scacco i giganti della Silicon Valley e dell&#8217;automotive. </p>



<p>Insomma, se la Cina teme il monopolio statunitense sui semiconduttori più avanzati, gli Usa farebbero bene a preoccuparsi del dominio del Dragone sulle migliori batterie in circolazione. Anche perché in poco più di un decennio CATL ha conquistato una prateria irta di trappole trasformandola nel proprio giardino confortevole. Come ci è riuscita? Tre sono i fattori che hanno favorito l&#8217;ascesa di Zeng. </p>



<p>Il primo chiama in causa la supremazia di Pechino nel controllo delle <strong>Terre Rare</strong> e di tutti quegli elementi fondamentali nella costruzione delle batterie. Il secondo elemento coincide con i <strong>sussidi statali</strong> derivanti dal piano <em><strong>Made in China 2025</strong></em> varato dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">governo di Xi Jinping</a> per promuovere i settori hi-tech nazionali, tra cui quello dei veicoli elettrici. </p>



<p>Il terzo comprende la ricerca autoctona e lo smarcamento dalla tecnologia occidentale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: grazie a Zeng la Cina ha adesso il totale controllo delle batterie, e cioè degli strumenti in grado di innescare la rivoluzione green.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101626824_c23efaeaf4247fca53062d1a32bea1e2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522229" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101626824_c23efaeaf4247fca53062d1a32bea1e2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101626824_c23efaeaf4247fca53062d1a32bea1e2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101626824_c23efaeaf4247fca53062d1a32bea1e2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101626824_c23efaeaf4247fca53062d1a32bea1e2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101626824_c23efaeaf4247fca53062d1a32bea1e2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704101626824_c23efaeaf4247fca53062d1a32bea1e2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cinesi-che-cambiano-il-mondo-chi-e-robin-zeng-il-re-delle-batterie.html">Cinesi che cambiano il mondo &#8211; Chi è Robin Zeng, il re delle batterie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Phantom Twist, il drone progettato dall&#8217;IA per sfuggire all&#8217;occhio (e al cervello) dell&#8217;uomo</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/phantom-twist-drone-bassa-osservabilita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Drone (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo prototipo sviluppato negli Stati Uniti non punta a diventare invisibile attraverso materiali innovativi, ma sfrutta i limiti della percezione visiva umana: un approccio che apre una nuova prospettiva nello sviluppo dei sistemi autonomi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/phantom-twist-drone-bassa-osservabilita.html">Phantom Twist, il drone progettato dall&#8217;IA per sfuggire all&#8217;occhio (e al cervello) dell&#8217;uomo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Drone (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/dronefreepik-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per diverso tempo la ricerca sui droni ha inseguito un obiettivo preciso: <strong>renderli invisibili</strong>. Materiali trasparenti, rivestimenti mimetici, sistemi ottici sofisticati e tecnologie di occultamento hanno rappresentato le strade più battute nei laboratori di ricerca e nei programmi militari. <a href="https://news.northwestern.edu/stories/2026/07/new-spinning-drone-hides-in-plain-sight?fj=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Alla Northwestern University</strong></a>, però, il punto di partenza è stato completamente diverso: più che nascondere il velivolo, gli ingegneri hanno deciso di sfruttare <strong>un limite della percezione umana</strong>, quello che impedisce all&#8217;occhio di distinguere con precisione un oggetto quando ruota a velocità molto elevata.</p>



<p>Da questa intuizione è nato <a href="https://www.thesun.co.uk/tech/39785329/phantom-twist-drone-invisible-warfare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Phantom Twist</a>, un drone sperimentale che non diventa realmente invisibile, ma si trasforma in una sagoma sfocata, tanto da confondersi con lo sfondo e risultare <strong>molto più difficile da individuare</strong> rispetto ai velivoli tradizionali. Il progetto &#8211; presentato alla conferenza internazionale <em><strong>Robotics: Science and Systems 2026</strong></em> di Sydney &#8211; introduce <strong>un approccio inedito</strong> alla progettazione dei sistemi a pilotaggio remoto: invece di modificare l&#8217;ambiente circostante o il materiale del drone, <strong>modifica il modo in cui il cervello umano lo percepisce</strong>. È una differenza sostanziale, perché apre una nuova linea di ricerca nella <strong>cosiddetta bassa osservabilità</strong>, destinata a interessare non soltanto il mondo della robotica ma anche quello della sicurezza, della sorveglianza e, inevitabilmente, delle applicazioni militari.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="New drone nearly disappears in flight" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/1mUgyV3A1O0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_1mUgyV3A1O0");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come nasce Phantom Twist: quando è l&#8217;AI a progettare il velivolo</strong></h2>



<p>Il cuore dell&#8217;innovazione è il progetto stesso del drone: nei comuni quadricotteri il corpo centrale resta fermo mentre ruotano soltanto le quattro eliche, lasciando sempre visibile la struttura principale. Phantom Twist adotta invece una soluzione completamente diversa: <strong>dispone di un solo motore e di un&#8217;unica elica</strong>, mentre l&#8217;intero corpo del velivolo ruota in senso opposto fino a circa <strong>25 volte al secondo</strong>. A questa velocità il sistema visivo umano non riesce più a ricostruire nitidamente la forma dell&#8217;oggetto, che appare come <strong>una leggera foschia sospesa nell&#8217;aria</strong>.</p>



<p>Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno affidato un ruolo decisivo <strong>all&#8217;intelligenza artificiale</strong>: gli algoritmi hanno generato <strong>circa 20 mila possibili configurazioni del drone</strong>, valutandone stabilità aerodinamica, distribuzione delle masse e livello di visibilità. Successivamente hanno riorganizzato migliaia di volte la posizione di batteria, circuito elettronico, contrappesi ed elica fino a individuare la disposizione più efficace. <strong>Ogni configurazione è stata poi simulata su oltre cento scenari reali </strong>e analizzata attraverso un modello capace di riprodurre il funzionamento della percezione visiva umana. Secondo i test del gruppo di ricerca, il risultato finale è <strong>un drone circa dieci volte meno visibile </strong>rispetto a un quadricottero convenzionale, senza compromettere la stabilità del volo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla ricerca ambientale alla sicurezza: le applicazioni di una tecnologia a doppio uso</strong></h2>



<p>Le possibili applicazioni vanno ben oltre l&#8217;esercizio di laboratorio. I ricercatori immaginano innanzitutto un impiego <strong>in ambito civile</strong>, dove <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/mgi-e-vigilar-il-progetto-anglo-italiano-per-produrre-droni-dattacco-nella-motor-valley.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un drone</a> meno evidente potrebbe monitorare colonie di uccelli, osservare ecosistemi fragili, ispezionare ponti, dighe, linee elettriche o impianti industriali riducendo al minimo l&#8217;impatto della propria presenza. In molti casi, infatti, animali e persone modificano il proprio comportamento non appena notano un velivolo in volo, alterando la qualità delle osservazioni. <strong>Ridurre questa interferenza significa ottenere dati più affidabili</strong> senza ricorrere a tecnologie particolarmente invasive.</p>



<p>Allo stesso tempo è difficile ignorare <strong>le implicazioni strategiche</strong> di un sistema concepito per essere meno percepibile, in quanto un drone di questo tipo potrebbe trovare spazio nelle missioni di ricognizione, nella sorveglianza discreta di infrastrutture critiche o nelle operazioni di raccolta informazioni. Il prototipo, tuttavia, è ancora lontano da una maturità operativa: il rumore dell&#8217;elica rimane facilmente udibile, alcune barre di supporto e i cavi sono ancora visibili e la particolare configurazione rotante limita la manovrabilità rispetto ai quadricotteri tradizionali, soprattutto quando si tratta di effettuare cambi di direzione rapidi o trasportare sensori aggiuntivi. Sono limiti che i ricercatori riconoscono apertamente e sui quali stanno già lavorando.</p>



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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova frontiera della competizione tecnologica passa anche dalla percezione umana</strong></h2>



<p>Più che un prodotto destinato ad arrivare presto sul mercato, Phantom Twist rappresenta un&#8217;indicazione della direzione che potrebbe prendere <strong>la prossima generazione di sistemi autonomi</strong>. Negli ultimi anni la competizione internazionale si è concentrata <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/ma-lia-e-davvero-meno-costosa-del-lavoro-umano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sull&#8217;intelligenza artificiale</a>, sulla miniaturizzazione dell&#8217;elettronica e sull&#8217;autonomia decisionale dei droni. Ora si aggiunge un&#8217;altra variabile: <strong>la progettazione della percezione</strong>. Rendere una macchina meno riconoscibile senza ricorrere a sofisticati sistemi di occultamento significa sfruttare direttamente il funzionamento dell&#8217;occhio umano, trasformando un limite biologico in un <strong>vantaggio tecnologico</strong>.</p>



<p>È una prospettiva che interessa tanto <strong>la ricerca scientifica quanto le industrie della difesa</strong>, sempre più orientate verso piattaforme autonome difficili da individuare e capaci di operare in ambienti complessi. Il gruppo della Northwestern University sta già sviluppando versioni future con materiali ancora più trasparenti e sistemi di propulsione meno rumorosi. Se questi ostacoli verranno definitivamente superati, il valore di Phantom Twist non risiederà soltanto nella sua forma o nella sua meccanica, ma nell&#8217;aver dimostrato che la prossima evoluzione dei droni potrebbe non passare dall&#8217;invisibilità assoluta, bensì <strong>dalla capacità di rendersi quasi impercettibili agli occhi di chi li osserva.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/phantom-twist-drone-bassa-osservabilita.html">Phantom Twist, il drone progettato dall&#8217;IA per sfuggire all&#8217;occhio (e al cervello) dell&#8217;uomo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra dei nodi: Mosca punta sulla logistica per trasformare il vantaggio militare in leva strategica</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dei-nodi-mosca-punta-sulla-logistica-per-trasformare-il-vantaggio-militare-in-leva-strategica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1085" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mosca inizia a perdere la pazienza con Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia è avanti sul piano operativo. Ma il passaggio dalla superiorità militare alla vittoria politica resta incerto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dei-nodi-mosca-punta-sulla-logistica-per-trasformare-il-vantaggio-militare-in-leva-strategica.html">La guerra dei nodi: Mosca punta sulla logistica per trasformare il vantaggio militare in leva strategica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nel luglio 2026 la guerra russo-ucraina mostra una trasformazione significativa: il centro della competizione non è soltanto il controllo del territorio, ma la capacità di governare i <strong>nodi strategici</strong> che permettono a uno Stato di combattere. La Russia dispone oggi di un <strong>vantaggio operativo crescente</strong>, costruito attraverso tre elementi convergenti: <strong>iniziativa sul fronte terrestre, pressione sulle infrastrutture logistiche e capacità di colpire la profondità economica ucraina.</strong> Definire Mosca “vincente” richiede però una distinzione fondamentale. Il vantaggio operativo indica la capacità di imporre il ritmo dello scontro, scegliere gli obiettivi e costringere l’avversario a reagire. La vittoria strategica implica invece la trasformazione di questo vantaggio in un risultato politico stabile. È il passaggio più difficile e ancora aperto. <strong>La Russia sembra oggi più efficace nell’imporre problemi all’Ucraina;</strong> resta da capire se riuscirà a convertirli in una modifica definitiva degli equilibri negoziali.</p>



<p><strong>La nuova guerra dell’attrito: colpire la rete prima del fronte</strong></p>



<p>Le guerre contemporanee non si vincono soltanto distruggendo forze nemiche, ma riducendo la capacità dell’avversario di alimentarle. Per questo la logistica è diventata il principale terreno della competizione. La strategia russa punta sempre più sulla <strong>interdizione sistemica</strong>: porti, ferrovie, depositi energetici e infrastrutture industriali vengono trattati come nodi di una rete unica. L’obiettivo non è necessariamente paralizzare completamente l’Ucraina, ma <strong>aumentare il costo della sua resistenza.</strong> Questa impostazione riflette una logica tipica delle guerre di attrito: non serve ottenere un collasso immediato, ma creare una situazione nella quale ogni operazione militare richiede più risorse, più tempo e maggiore dipendenza dagli alleati. Il vantaggio russo nasce proprio da questa capacità di trasformare la pressione militare in <strong>vincolo economico e strategico</strong>.</p>



<p><strong>Il Mar Nero come leva economica e militare</strong></p>



<p>Uno dei principali teatri della nuova fase del conflitto è il <strong>Mar Nero</strong>, dove il controllo dei flussi commerciali assume un valore militare. I porti di Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi rappresentano il collegamento dell’Ucraina con i mercati globali. La loro vulnerabilità non riguarda soltanto le esportazioni agricole, ma l’intero sistema economico nazionale: entrate fiscali, capacità valutaria, relazioni commerciali e sostenibilità finanziaria dello Stato. <strong>La pressione russa sugli scali marittimi mira a produrre un effetto cumulativo. </strong>Anche senza un blocco navale permanente, il semplice aumento del rischio può modificare le decisioni degli operatori privati. Assicurazioni più costose, sospensione degli scali e deviazione dei traffici verso altri porti riducono l’efficienza del sistema. La logica è quindi quella della <strong>coercizione economica indiretta</strong>: non eliminare completamente il commercio ucraino, ma renderlo più lento, costoso e dipendente da infrastrutture alternative.</p>



<p><strong>La ferrovia ucraina sotto pressione: il bersaglio invisibile della guerra</strong></p>



<p>Se il mare rappresenta la connessione con l’economia globale, la ferrovia costituisce la spina dorsale della guerra terrestre. La rete ferroviaria ucraina trasporta uomini, mezzi, carburante, munizioni e merci civili. Per questo <strong>gli attacchi russi contro locomotive, nodi di smistamento, sottostazioni elettriche e infrastrutture di supporto hanno un valore superiore al semplice danno materiale. </strong>Il punto centrale non è soltanto quante locomotive vengono distrutte, ma il rapporto tra capacità di riparazione e ritmo degli attacchi. Una rete può continuare formalmente a funzionare, ma perdere progressivamente <strong>elasticità operativa</strong>. Questo significa meno velocità negli spostamenti, maggiore difficoltà nel sostenere il fronte e aumento dei costi logistici. L’Ucraina ha dimostrato una notevole capacità di adattamento attraverso riparazioni rapide, dispersione delle strutture e sostegno occidentale. Tuttavia, ogni soluzione alternativa richiede capitale, tempo e risorse.</p>



<p><strong>Mosca e Kyiv: due strategie asimmetriche</strong></p>



<p>La Russia dispone di una maggiore capacità di esercitare pressione convenzionale grazie a superiorità nella massa di fuoco, produzione industriale e profondità territoriale. L’Ucraina, invece, compensa attraverso innovazione tecnologica, attacchi a distanza, droni e capacità di colpire infrastrutture russe. La sua strategia mira a rendere più costoso lo sforzo bellico di Mosca, soprattutto nel settore energetico e logistico. Il confronto resta quindi asimmetrico. <strong>La Russia cerca di imporre un costo crescente alla capacità ucraina di combattere. L’Ucraina cerca di dimostrare che anche il sistema russo può essere vulnerabile. </strong>La domanda decisiva non è chi riesca a colpire l’altro, ma quale sistema riesca a sostenere più a lungo la pressione.</p>



<p><strong>Le rotte alternative impediscono il collasso ma aumentano la dipendenza</strong></p>



<p>Uno degli elementi che impedisce di parlare di isolamento totale dell’Ucraina è la presenza di corridoi alternativi verso l’Europa. I porti danubiani, la Romania, la Polonia e le reti ferroviarie occidentali garantiscono continuità commerciale e militare. Tuttavia, queste infrastrutture non hanno la stessa capacità del sistema marittimo originario. <strong>Il trasferimento dei flussi verso percorsi alternativi aumenta costi, tempi e complessità amministrative. </strong>L’Ucraina continua quindi a ricevere sostegno, ma attraverso una rete più fragile. È questo il risultato più importante della strategia russa: non necessariamente interrompere ogni collegamento, ma rendere ogni collegamento più oneroso.</p>



<p><strong>La variabile decisiva resta politica</strong></p>



<p>Il quadro del luglio 2026 mostra una Russia avanti sul piano operativo. Mosca mantiene l’iniziativa terrestre, esercita pressione sulle infrastrutture e riesce a imporre una guerra sempre più centrata sulla capacità industriale e logistica. Ma il passaggio dalla superiorità militare alla vittoria politica resta incerto. Tre fattori determineranno l’evoluzione del conflitto: la capacità russa di mantenere nel tempo la pressione, la resilienza ucraina sostenuta dagli alleati e la volontà politica occidentale di continuare il supporto. <strong>La guerra dei nodi </strong>dimostra una realtà fondamentale dei conflitti moderni: non sempre vince chi conquista più rapidamente territorio, ma chi riesce a controllare le reti che permettono all’avversario di continuare a combattere. Nel luglio 2026 Mosca sembra avere il vantaggio in questa battaglia invisibile. La questione aperta è se quel vantaggio resterà operativo o diventerà finalmente strategico.</p>
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		<title>La guerra invisibile dei fondali: cavi, gasdotti, condotte e il Mediterraneo come nuova frontiera della sfida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 05:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-600x384.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1536x982.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Nel silenzio degli abissi si gioca una parte della futura sicurezza economica, digitale e militare dell’Europa. Il ruolo dell'Italia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-600x384.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Agenzia_Fotogramma_IPA24820892-1536x982.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per decenni il fondale oceanico è stato considerato uno spazio marginale, lontano dai principali teatri di conflitto. Oggi è diventato una delle aree più sensibili della competizione internazionale. Sotto la superficie marina si incontrano <strong>sicurezza militare</strong>, <strong>infrastrutture digitali</strong>, <strong>energia</strong> e <strong>risorse strategiche</strong>, trasformando il dominio subacqueo in una nuova frontiera della geopolitica. La ragione è semplice: la società globale dipende da reti invisibili che corrono sul fondo degli oceani. I <strong>cavi sottomarini</strong> trasportano la quasi totalità delle comunicazioni intercontinentali e sostengono un sistema finanziario globale che muove ogni giorno enormi quantità di capitale. <a href="https://www.coeldistribution.it/prysmian-ecco-linvisibile-importanza-dei-cavi-sottomarini-2/">A queste infrastrutture si aggiungono collegamenti elettrici, impianti offshore, gasdotti e condotte energetiche, elementi essenziali per la stabilità economica degli Stati. La profondità marina non è più soltanto un ambiente operativo per le marine militari, ma un’infrastruttura critica della globalizzazione.</a></p>



<p><strong>La vulnerabilità della rete invisibile</strong></p>



<p>Il problema principale della dimensione subacquea è l’asimmetria tra capacità di attacco e capacità di protezione. La rete mondiale dei cavi si estende per milioni di chilometri, spesso a migliaia di metri di profondità, dove il controllo permanente è estremamente complesso. <strong>Ogni anno centinaia di incidenti danneggiano queste infrastrutture,</strong> nella maggior parte dei casi per cause accidentali come pesca e ancoraggi. Proprio questa normalità rappresenta una vulnerabilità strategica: quando gli incidenti sono frequenti, distinguere un guasto casuale da un’azione deliberata diventa estremamente difficile. Questa <strong>zona grigia</strong>, sospesa tra pace e conflitto aperto, offre vantaggi a chi vuole colpire senza provocare una risposta militare immediata. Un sabotaggio sotto il mare può produrre conseguenze economiche e militari rilevanti mantenendo elevata l’incertezza sull’identità del responsabile. Anche il diritto internazionale presenta limiti evidenti. La <strong>Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS)</strong> attribuisce agli Stati diversi livelli di controllo in base alle aree marittime, ma molte infrastrutture strategiche si trovano in zone dove l’attribuzione della responsabilità è complessa. Una normativa nata in un’epoca in cui il problema principale erano gli incidenti tecnici oggi fatica a rispondere alle nuove forme di competizione.</p>



<p><strong>Russia e Cina, due strategie diverse sul fondale</strong></p>



<p>La crescente importanza del dominio subacqueo ha spinto le grandi potenze a sviluppare strategie differenti. La <strong>Russia</strong> ha investito soprattutto sulla dimensione militare e sulle capacità clandestine. Attraverso strutture specializzate nella ricerca e nelle operazioni profonde, Mosca avrebbe sviluppato strumenti capaci di monitorare, mappare e potenzialmente compromettere infrastrutture occidentali. L’obiettivo non sarebbe soltanto il sabotaggio, ma anche la capacità di dimostrare una vulnerabilità permanente delle reti avversarie. A questo si collega il fenomeno della cosiddetta <strong>flotta ombra</strong>, composta da navi spesso difficili da ricondurre direttamente agli apparati statali russi. La sua presenza aumenta l’opacità delle operazioni marittime e rende più difficile stabilire responsabilità certe. La strategia cinese segue invece una logica diversa. Pechino punta soprattutto al controllo della <strong>filiera tecnologica dei cavi sottomarini</strong>, utilizzando aziende nazionali come strumenti di influenza economica e strategica. Attraverso investimenti nella connettività globale legata alla <strong>Digital Silk Road</strong>, la Cina mira ad aumentare il proprio peso nella gestione delle infrastrutture digitali mondiali. La differenza è significativa: Mosca utilizza soprattutto la leva della vulnerabilità, Pechino quella della dipendenza.</p>



<p><strong>Il Mediterraneo entra nella competizione globale</strong></p>



<p><strong>La pressione strategica nata nel Nord Europa rischia di estendersi verso il Mediterraneo,</strong> una regione dove convergono rotte energetiche, collegamenti digitali e interessi militari. Per la NATO la risposta è ancora caratterizzata da una certa frammentazione. L’Alleanza Atlantica ha rafforzato il controllo delle infrastrutture settentrionali con nuove iniziative operative, mentre l’Unione Europea ha privilegiato strumenti normativi e finanziari per aumentare la resilienza delle reti. Il problema è il coordinamento tra livelli diversi: quello militare della NATO, quello economico-regolatorio dell’Unione e quello nazionale degli Stati membri. In questo scenario l’Italia possiede un elemento strategico particolare. Il polo subacqueo della <strong>Spezia</strong> rappresenta un ecosistema che integra ricerca, industria, sperimentazione militare e cooperazione internazionale. La presenza di strutture dedicate allo studio della dimensione underwater offre a Roma la possibilità di trasformarsi in un punto di riferimento mediterraneo per la sicurezza dei fondali.</p>



<p><strong>La sfida italiana: da eccellenza nazionale a nodo europeo</strong></p>



<p>Il futuro della sicurezza subacquea dipenderà dalla capacità occidentale di superare la frammentazione. <strong>L’Italia potrebbe giocare un ruolo centrale</strong>, ma soltanto se riuscirà a trasformare il proprio vantaggio tecnologico e geografico in una capacità condivisa. Gli scenari possibili sono tre. Il primo è quello di un consolidamento, con una presenza NATO stabile nel Mediterraneo e un rafforzamento del polo italiano. Il secondo è quello di una frammentazione persistente, dove il Nord Europa rimane prioritario e il Mediterraneo resta meno protetto. Il terzo, probabilmente il più realistico, è un modello a mosaico: una rete di collaborazioni regionali e bilaterali senza una vera architettura comune. <strong>La questione decisiva sarà capire se l’Occidente riuscirà a trasformare la consapevolezza della minaccia in una strategia integrata. </strong>La guerra dei fondali non è ancora una guerra dichiarata, ma rappresenta già una competizione permanente. Nel silenzio degli abissi si sta giocando una parte della futura sicurezza economica, digitale e militare dell’Europa. Il Mediterraneo, e con esso l’Italia, potrebbe diventare uno dei luoghi decisivi dove questa nuova partita verrà definita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-invisibile-dei-fondali-cavi-gasdotti-condotte-e-il-mediterraneo-come-nuova-frontiera-della-sfida.html">La guerra invisibile dei fondali: cavi, gasdotti, condotte e il Mediterraneo come nuova frontiera della sfida</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Germania accelera sui chip: a Dresda nasce la fabbrica più grande al mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-germania-accelera-sui-chip-a-dresda-nasce-la-fabbrica-piu-grande-al-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chip]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="851" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chip (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con un investimento record da 5 miliardi di euro, Infineon inaugura a Dresda il più grande impianto al mondo dedicato ai semiconduttori di potenza. Un progetto destinato a rafforzare la strategia europea per l'autonomia industriale, l'intelligenza artificiale e la transizione energetica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="851" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Chip (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/chip-pixabay-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La competizione globale sui <strong>semiconduttori</strong> non si gioca più soltanto tra Stati Uniti e Cina, ma anche l&#8217;Europa prova a ritagliarsi uno spazio in un settore considerato ormai decisivo per l&#8217;economia, la sicurezza e la transizione digitale. È qui che si colloca <a href="https://www.rfi.fr/en/international-news/20260702-germany-s-infineon-opens-major-chip-plant-as-eu-seeks-tech-autonomy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;apertura dello Smart Power Fab di Infineon a <strong>Dresda</strong></a>, <strong>il più grande stabilimento al mondo dedicato alla produzione di semiconduttori di potenza</strong>, realizzato con un investimento di <strong>5 miliardi di euro</strong>, il più consistente nella storia del gruppo tedesco.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione arriva con tre mesi di anticipo rispetto ai tempi previsti e rappresenta uno dei progetti industriali più importanti sostenuti <strong>dall&#8217;European Chips Act</strong>, il piano con cui Bruxelles punta a rafforzare la produzione continentale di componenti elettronici strategici e a ridurre la dipendenza dalle forniture asiatiche. Il nuovo impianto &#8211; sostenuto anche da un miliardo di euro di fondi pubblici europei &#8211; consentirà a Infineon di raddoppiare la capacità produttiva del sito sassone e di creare circa mille posti di lavoro diretti.</p>



<p>Per il cancelliere tedesco <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lettera-di-sachs-a-merz-lei-puo-fermare-la-catastrofe-il-tempo-della-diplomazia-e-adesso.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Friedrich Merz</strong></a> il progetto ha un valore che va oltre l&#8217;investimento industriale: rafforzare la capacità europea di produrre semiconduttori significa <strong>aumentare la resilienza economica del continente</strong> in un settore sempre più esposto alle tensioni geopolitiche e alle interruzioni delle catene di approvvigionamento.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">ICYMI: Germany opens world’s largest power semiconductor fab with massive $5.7B investment<br>The new Dresden <a href="https://x.com/Infineon?ref_src=twsrc%5Etfw">@Infineon</a> facility introduces digital manufacturing tools while expanding production of advanced power <a href="https://x.com/hashtag/semiconductors?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#semiconductors</a> <a href="https://t.co/20UxCNZYTe">https://t.co/20UxCNZYTe</a> via <a href="https://x.com/IntEngineering?ref_src=twsrc%5Etfw">@IntEngineering</a></p>&mdash; Patrick Wilson 🇺🇸 (@DUhockeyFan) <a href="https://x.com/DUhockeyFan/status/2073537478871384241?ref_src=twsrc%5Etfw">July 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I semiconduttori che alimentano l&#8217;AI e la transizione energetica</strong></h2>



<p>La nuova fabbrica non produrrà processori destinati a smartphone o computer, ma una categoria di componenti destinata ad assumere un peso sempre maggiore negli anni a venire. I semiconduttori di potenza servono infatti a <strong>gestire e convertire l&#8217;energia elettrica in modo più efficiente</strong> e sono indispensabili per il funzionamento dei data center dedicati all&#8217;AI, delle reti elettriche intelligenti, degli impianti eolici e fotovoltaici e dei veicoli elettrici di nuova generazione.</p>



<p>La domanda di questi dispositivi sta aumentando rapidamente proprio perché cresce il fabbisogno energetico delle infrastrutture digitali. L&#8217;espansione dell&#8217;AI, insieme all&#8217;elettrificazione dei trasporti e dell&#8217;industria, richiede infatti <strong>sistemi capaci di controllare flussi di energia sempre più complessi</strong>, riducendo consumi e dispersioni. Per Infineon questo mercato rappresenta oggi uno dei principali motori di sviluppo, tanto da spingere l&#8217;azienda ad ampliare in modo consistente la propria capacità produttiva proprio mentre governi e imprese cercano di mettere al sicuro le filiere delle tecnologie considerate strategiche per il prossimo decennio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una fabbrica digitale per riportare i chip al centro dell&#8217;industria europea</strong></h2>



<p>Lo stabilimento di Dresda nasce anche con l&#8217;obiettivo di <strong>accorciare i tempi di produzione</strong> in un settore dove la velocità è ormai un fattore competitivo. Prima ancora che iniziassero i lavori, Infineon ha realizzato <strong>un gemello digitale dell&#8217;intera fabbrica</strong> per simulare processi, organizzazione degli spazi e flussi produttivi, mentre l&#8217;intelligenza artificiale viene già impiegata per qualificare nuovi prodotti e pianificare la produzione. Il sito entrerà inoltre nella rete <strong>&#8220;One Virtual Fab&#8221;</strong>, che collega gli impianti di Dresda e <strong>Villach</strong>, in Austria, permettendo di condividere dati, sviluppo tecnologico e processi produttivi.</p>



<p>L&#8217;obiettivo è <strong>rendere più flessibile l&#8217;intera filiera</strong>, così da rispondere più rapidamente alle richieste del mercato. Una scelta che riflette l&#8217;evoluzione dell&#8217;industria dei semiconduttori, sempre meno legata alla sola capacità manifatturiera e <strong>sempre più dipendente dall&#8217;integrazione tra automazione, software e analisi dei dati</strong>. Anche il profilo ambientale è stato inserito nella progettazione della struttura: lo Smart Power Fab funzionerà senza ricorrere al gas naturale, <strong>recupererà fino al 45% dell&#8217;energia impiegata nei processi produttivi e riciclerà circa il 90% dell&#8217;acqua utilizzata</strong>. Misure che rispondono sia agli obiettivi climatici europei che alla necessità di contenere i costi energetici di una delle produzioni industriali più energivore al mondo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il vero obiettivo è la sovranità industriale in un mercato sempre più conteso</strong></h2>



<p>Negli ultimi anni i <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/prima-fabbrica-semiconduttori-spazio-space-forge.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">semiconduttori</a> sono diventati uno degli strumenti attraverso cui si misura il peso economico e strategico delle grandi potenze. Le tensioni commerciali tra Washington e Pechino, le restrizioni all&#8217;export di tecnologie avanzate e le difficoltà emerse durante la pandemia hanno convinto Bruxelles che affidare all&#8217;estero una parte così rilevante della produzione rappresenti un rischio industriale prima ancora che politico.</p>



<p>Non è un caso che l&#8217;<em>European Chips Act </em>punti a rafforzare la capacità produttiva del continente, con l&#8217;obiettivo di <strong>aumentare il peso dell&#8217;Europa nella manifattura globale dei semiconduttori</strong> entro il 2030. In questo scenario Dresda, già considerata il principale polo europeo del settore, consolida ulteriormente il proprio ruolo: nella cosiddetta <strong>Silicon Saxony</strong> operano migliaia di imprese e centri di ricerca e, secondo il governo tedesco, un chip europeo su tre viene già prodotto in Sassonia.</p>



<p>La nuova fabbrica di Infineon non cambierà da sola gli equilibri mondiali di un mercato ancora dominato dall&#8217;Asia, ma conferma una tendenza ormai evidente: l&#8217;Europa non vuole più limitarsi a essere un grande consumatore di tecnologie strategiche. <strong>L&#8217;obiettivo è costruire una filiera più autonoma</strong>, capace di sostenere la crescita dell&#8217;intelligenza artificiale, della mobilità elettrica e della transizione energetica senza dipendere esclusivamente da fornitori esterni. In una competizione che si gioca sempre più sulla capacità di produrre componenti critici, <strong>ogni nuovo impianto rappresenta molto più di una fabbrica</strong>: è un investimento sulla resilienza industriale del continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-germania-accelera-sui-chip-a-dresda-nasce-la-fabbrica-piu-grande-al-mondo.html">La Germania accelera sui chip: a Dresda nasce la fabbrica più grande al mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lo scacco matto della Cina sui chip: Pechino si lancia nella produzione di macchine litografiche Duv</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/lo-scacco-matto-della-cina-sui-chip-pechino-si-lancia-nella-produzione-di-macchine-litografiche-duv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chip]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-600x391.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-1536x1002.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina avvia la produzione delle prime macchine DUV a immersione sviluppate in casa puntando all’autosufficienza nei chip.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lo-scacco-matto-della-cina-sui-chip-pechino-si-lancia-nella-produzione-di-macchine-litografiche-duv.html">Lo scacco matto della Cina sui chip: Pechino si lancia nella produzione di macchine litografiche Duv</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-600x391.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250301132609100_f173c5c62811db9bc4e99a9a167b055c-1536x1002.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se non è uno scacco matto <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-progetto-manhattan-cinese-e-la-beffa-agli-007-olandesi-cosi-pechino-lancia-alloccidente-la-sfida-sui-chip.html">poco ci manca</a>. La <strong>Cina </strong>ha avviato la produzione di massa delle cosiddette <strong>macchine per la litografia a immersione nell&#8217;ultravioletto profondo (Duv, Deep Ultraviolet)</strong> segnando un importante passo in avanti nella riduzione della dipendenza dalle tecnologie straniere. Pare che un&#8217;azienda statale di Shanghai, lo <strong><em>Shanghai Aishengna Electronic Technology Group</em></strong>, abbia trovato il modo di realizzare gli strumenti necessari per sviluppare una tecnologia nazionale per l&#8217;<strong>incisione dei chip</strong>. </p>



<p>Per Pechino si tratta di un doppio successo. Così facendo, non solo il Dragone ha effettuato una prima, timida, irruzione in un settore fin qui dominato in lungo e in largo dalla olandese <strong>Asml</strong>, ma ha anche gettato le basi per rafforzare la spinta all&#8217;<strong>autosufficienza hi-tech</strong>, una delle massime priorità del leader cinese <strong>Xi Jinping</strong>. </p>



<p>Certo, siamo ancora nelle fasi embrionali. Come ha spiegato <em>Reuters</em>, la macchina Duv di Aishengna necessita di ulteriori test e resta al momento ben lontana dal raggiungere le prestazioni dei modelli della concorrente europea. Ci sarebbe però già una road map: <strong>5 macchine da sfornare entro la fine dell&#8217;anno corrente, 20 nel 2027.</strong> Cosa significa per l&#8217;industria globale dei chip?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-524927" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094626592_98f3394bfbba3c202d5dc1308154d7dc.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta della Cina sui chip</h2>



<p>Partiamo da un presupposto. La Cina vuole da tempo raggiungere una maggiore autosufficienza nella produzione di <strong>semiconduttori </strong>e <strong>apparecchiature per la fabbricazione di chip</strong>, così da bypassare i sempre più rigidi controlli sulle esportazioni imposti dagli Stati Uniti e dai loro alleati. </p>



<p>Il balzo in avanti offerto da <em>Shanghai Aishengna Electronic Technology Group </em>dovrebbe consentire al gigante asiatico di ridurre il gap con i rivali occidentali e, cosa ancora più importante, di iniziare a camminare con le proprie gambe. Secondo quanto riportato dal sito <em>The Information</em> le prime macchine Duv di fabbricazione cinese dovrebbero essere consegnate nei prossimi mesi ai principali produttori di chip del Dragone, tra cui <strong>Semiconductor Manufacturing International Corp (Smic)</strong> e <strong>Hua Hong Semiconductor</strong>, oltre che al <a href="https://it.insideover.com/economia/cmxt-vola-in-borsa-la-sfida-coi-big-di-corea-del-sud-e-usa-per-il-mercato-delle-memorie-ia.html">produttore di chip di memoria ChangXin Memory Technologies (Cxmt)</a>.</p>



<p>Ma come funzionano le macchine Duv a immersione? Sfruttano un sottile strato d&#8217;acqua posto tra la lente di proiezione e il wafer di silicio, consentendo di stampare circuiti con dimensioni più ridotte rispetto ai tradizionali sistemi a secco. Questa tecnologia viene impiegata per produrre un&#8217;ampia gamma di chip e può essere sfruttata per realizzare semiconduttori più avanzati grazie alle tecniche di multiple patterning che prevedono esposizioni ripetute dello stesso strato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-524926" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094536205_a9ea76916680821af0817577a64883c0.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sprint del Dragone, i timori di Asml</h2>



<p>Cosa sappiamo dello <em>Shanghai Aishengna Electronic Technology Group</em>? Poco o nulla. È stato fondato nel 2023 con un capitale sociale di 7 miliardi di yuan (1 miliardo di dollari) ed è sostenuto da due azionisti statali: <strong>Shanghai Electric Holding</strong> e una filiale di <strong>Shanghai International Trust</strong>. Non ha un sito web e non ha mai diffuso informazioni pubbliche sulle sue attività. Aishengna avrebbe inoltre incorporato team provenienti dalla startup di litografia <strong>Yuliangsheng</strong>, affiliata al produttore di apparecchiature <strong>SiCarrier</strong>, sostenuto da <strong>Huawei</strong>, e da <strong>Shanghai Micro Electronics Equipment</strong>.</p>



<p>Potrebbe dunque essere questa azienda anonima a rompere il <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/asml-al-centro-del-mondo-tech-produce-ricavi-da-record-ma-taglia-il-personale.html">quasi monopolio di Asml</a>, offrendo alla Cina la possibilità di centrare un fondamentale obiettivo tecnologico. Attenzione però, perché potrebbero volerci ancora dai sette ai dieci anni prima che Pechino riesca a colmare completamente il divario tecnologico con l&#8217;azienda olandese nel settore delle macchine per la litografia, mentre la sostituzione delle apparecchiature straniere potrebbe richiedere tempi ancora più lunghi. </p>



<p>E ancora: se le macchine Duv costituiscono la spina dorsale della moderna produzione di semiconduttori, i sistemi di litografia più all&#8217;avanguardia sono le <strong>macchine a ultravioletti estremi (Euv)</strong>, fondamentali per la produzione dei chip ancora più avanzati, come gli acceleratori per l&#8217;intelligenza artificiale di Nvidia e i processori per smartphone di Apple. </p>



<p>Ebbene, le macchine Euv, grandi quanto un autobus, sono al momento disponibili solo presso Asml. Il loro costo? Oltre 200 milioni di dollari l&#8217;una, mentre le macchine Duv a immersione si aggirano sui 90 milioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094450104_9eac616dce3884b3111ad9bb2dbc5fe4-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-524925" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094450104_9eac616dce3884b3111ad9bb2dbc5fe4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094450104_9eac616dce3884b3111ad9bb2dbc5fe4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094450104_9eac616dce3884b3111ad9bb2dbc5fe4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094450104_9eac616dce3884b3111ad9bb2dbc5fe4-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094450104_9eac616dce3884b3111ad9bb2dbc5fe4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731094450104_9eac616dce3884b3111ad9bb2dbc5fe4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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