Portare le agenzie federali che si occupano di garanzie sui mutui e sull’edilizia a comprare quote dei colossi della tecnologia? Negli Stati Uniti c’è chi ci pensa, col fine di mobilitare le risorse a disposizione nel perimetro vigilato dallo Stato federale e consolidare la sinergia tra capitale e innovazione nel Paese. Dopo che Bloomberg ha anticipato la notizia il direttore della Federal Housing Finance Agency, Bill Pulte, ne ha di recente parlato in relazione al ruolo di Fannie Mae e Freddie Mac in questo affare.
Cosa fanno Fannie Mae e Freddie Mac
Ben note agli esperti di finanza, “Fannie” e “Freddie” sono due imprese private sponsorizzate dal governo federale (Government Sponsored Enterprises, Gse) che operano nel campo ipotecario. “Freddie”, formalmente la Federal Home Loan Mortgage Corporation (FRE alla borsa di New York, da cui il nome) emette mutui ipotecari e li vende nel quadro del ciclo borsistico. Su di essi interviene poi la Federal National Mortgage Association (Fnma, “Fannie Mae”), che amplia i mercati dei debiti secondari tramite i processi di cartolarizzazione e inserimento dei mutui.
In passato al centro del ciclone per la crisi dei subprime del 2007-2008, che ebbe come sottostante il collasso del mercato immobiliare a stelle e strisce, i due gruppi hanno subito un pesante processo di risanamento che ha loro permesso di tornare sul mercato sotto la tutela della Fhfa. In particolare, con 4.300 miliardi di dollari di asset in gestione, Fannie Mae è la compagnia statunitense con più disponibilità di risorse ed è stabilmente tra le prime trenta aziende al mondo per fatturato. Ora Pulte ha avanzato l’ipotesi che i due colossi possano entrare nel capitale dei campioni dell’intelligenza artificiale e della tecnologia.
“Stiamo valutando l’acquisizione di quote azionarie in aziende disposte a cedercele, visto il potere che Fannie e Freddie hanno sull’intero ecosistema”, ha detto a ResiClub Pulte, stretto alleato del presidente Usa Donald Trump che mira a rafforzare la natura imprenditoriale dei due gruppi per poter poi pensare a una quotazione della gran massa del loro capitale. A suo modo Pulte incarna una visione strategica sempre più chiara nei decisori statunitensi: lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale e delle tecnologie imporrà un gigantesco investimento immobiliare e sarà anche una questione di housing e real estate.
Ia e real estate, connubio crescente
Cosa possono offrire “Freddie” e “Fannie” ai campioni della tecnologia? Partnership strategiche. “Il mondo finanziario sta imparando a parlare la lingua della tecnologia, mentre l’intelligenza artificiale impara, suo malgrado, quella della politica. Pulte gioca con l’idea di fondere housing finance e tech equity”, nota Rivista.Ai. Questa ibridazione è sempre più strategica ora che i big della tecnologia stanno studiando come ottimizzare la spesa infrastrutturale e in spazi per lo sviluppo dell’Ia senza gravare eccessivamente sui propri bilanci.
Ad oggi i colossi del tech utilizzano la leva dei cosiddetti “veicoli speciali” (Spv, Special Purpose Vehicles), entità legali distinte a cui assegnare la proprietà formale dei data center in cambio di un contratto di servizio per ridurre l’esposizione formale e la leva debitoria dei gruppi mantenendo però il controllo operativio dell’asset.
“Meta, Amazon, Google e Microsoft si sono impegnate quest’anno a stanziare una cifra record di 320 miliardi di dollari in spese in conto capitale, principalmente per le infrastrutture di intelligenza artificiale”, ha scritto l’analista Ernest Chiang sul suo sito, sottolineando come molto del debito sottoscritto per i data center resta formalmente fuori bilancio. Su questo versante, dunque, un’ibridazione di capitale con gli emittenti dei mutui può essere pensata a livello federale come la fonte di un’ottimizzazione di costi.
L’asse di Pulse con Trump
Pulse, in quest’ottica, opera anche sostenendo l’agenda del suo patrono, Donald Trump, a cui ha già mostrato fedeltà dando l’assist per giustificare la cacciata dalla Fed della governatrice Lisa Cook portando le prove di una presunte frode sui mutui. Trump chiede investimenti in capitale proprio e tecnologie americane, sostiene la leadership americana nell’Ia e intende abilitare investimenti a pioggia nel sistema, principalmente nel programma Stargate.
Il tycoon ha anche sdoganato una visione “nazionalista” del capitalismo americano, che chiama apparati pubblici e privati a remare assieme. Fannie Mae e Freddie Mac sono visti come utili partner per questa strategia. Resta il grande dubbio sul fatto che ibridare gli emittenti del debito privato ai cittadini con un settore in forte espansione e a rischio bolla possa perturbare la condizione finanziaria degli Usa. Ma questo è un rischio che Washington sembra pronta a correre in una partita senza fine per la leadership delle tecnologie di frontiera che sta profondamente ridisegnando il capitalismo a stelle e strisce. E crea ibridazioni difficilmente pensabili solo pochi anni fa.
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