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Tecnologia

StMicroelectronics riparte con forza grazie a Apple (e occhio a SpaceX)

Apple oggi, SpaceX sempre di più domani. StMicroelectronics sta correndo e a un anno dal difficile momento di inizio 2025 il colosso italo-francese dei semiconduttori si trova in un contesto tonico e dinamico sulla scorta di una consistente domanda da...

Apple oggi, SpaceX sempre di più domani. StMicroelectronics sta correndo e a un anno dal difficile momento di inizio 2025 il colosso italo-francese dei semiconduttori si trova in un contesto tonico e dinamico sulla scorta di una consistente domanda da oltre Atlantico, che sta producendo oggi soprattutto l’effetto di un legame solido col gruppo di Cupertino a cun domani potrebbe aggiungersi un ruolo attivo della creatura di Elon Musk per la conquista dello spazio. Ricavi per 3,1 miliardi nel primo trimestre, nuovi investimenti e previsioni di crescita del fatturato a quasi 3,5 miliardi nel periodo aprile-giugno danno l’idea di una situazione a dir poco tonica per l’azienda italo-francese.

I chip dell’azienda con sede legale a Ginevra e stabilimenti ad Agrate Brianza (vicino Monza), Crolles (in Francia, presso Grenoble) e Catania alimentano un’attività che per il 17,7% vede il fatturato generato da Apple, il cui boom nei ricavi nel primo trimestre 2026 (+15% anno su anno) e la cui crescente attenzione alle tecnologie di intelligenza artificiale stanno trascinando con essi un’intera filiera, profonda e radicata. Al cui interno si colloca anche il gruppo partecipato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e da Bpifrance, la Cassa Depositi e Prestiti di Parigi, che da marzo in avanti ha quasi raddoppiato il valore del suo titolo per effetto del traino garantito dal rally globale dei chip e dell’industria, in borsa e a livello produttivo.

St era scesa a 27 euro ad azione il 20 marzo, nel pieno della crisi generata dalla Terza guerra del Golfo sui mercati globali, della disruption delle catene del valore, delle tensioni geopolitiche e strategiche globali, dell’incertezza sulle forniture energetiche e di elio, materiale fondamentale per produrre i moderni semiconduttori. Un mese e mezzo dopo, l’azione ha guadagnato circa l’81,5% e cresce del 139% in un anno, aprendo la strada a un decollo del titolo a livelli che non si vedevano da 25 anni, dal pieno della bolla digitale di inizio secolo.

Lo scenario, dunque, è quella di un consolidato sistema industriale che può riprendere piede e, dunque, evitare che si creino diatribe, prospettive critiche o incertezze tra i due versanti delle Alpi circa la priorità da dare agli investimenti. La torta sarà abbastanza ampia per tutti e vista la sua capacità di inserirsi in rodate filiere industriali, come successo a lungo soprattutto con l’automotive, St potrà giocare da protagonista nel contesto industriale e tecnologico dei semiconduttori. L’azienda non aveva subito i problemi che negli Usa aveva vissuto un altro colosso in rinascita come Intel ma sicuramente si era trovata in diverse ciclicità negative. Ora la presenza di clienti come Apple traina l’azienda, che in prospettiva guarda…oltre le orbite. “”Il mercato delle indirizzabili funzionali in orbita terrestre bassa è previsto che raggiungerà circa 3 miliardi di dollari entro il 2030, circa quattro volte più grande rispetto al 2025”, nota Seeking Alpha, che ricorda come Starlink e SpaceX siano stati storici clienti del gruppo, che “ha dichiarato che il recente discorso sui data center orbitali, promosso da Elon Musk e altri, sarà un ulteriore motore di crescita per l’azienda”. Un passaggio strategico che valorizza anche la “Chip Valley” italiana. Oggi al centro di rinnovati interessi per filiere strategiche globali in via di consolidamento.

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