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	<title>Gianmarco Serino Archives - InsideOver</title>
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	<title>Gianmarco Serino Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Papa Francesco: la sepoltura a Santa Maria Maggiore come manifesto della &#8220;Chiesa in uscita&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-la-sepoltura-a-santa-maria-maggiore-come-manifesto-della-chiesa-in-uscita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 09:14:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Conclave]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-600x800.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>L'eredità di Francesco: la sepoltura a Santa Maria Maggiore come manifesto della "Chiesa in uscita". Ecco le novità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-la-sepoltura-a-santa-maria-maggiore-come-manifesto-della-chiesa-in-uscita.html">Papa Francesco: la sepoltura a Santa Maria Maggiore come manifesto della &#8220;Chiesa in uscita&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-600x800.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250428122948394_a3f29850c81b604989a9a37a1edece78-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Perché Papa Francesco ha scelto proprio la<strong> Basilica di Santa Maria Maggiore, la chiesa del miracolo della neve d&#8217;agosto (Santa Maria <em>ad Nives</em>) </strong>come luogo in cui essere seppellito? Forse perché la Basilica in questione è proprio il simbolo della rivoluzione necessaria alla<strong> preservazione dell’unità della Chiesa, attraversata dallo spirito del tempo</strong>. Le crisi geopolitiche e teologiche affrontate dal suo pontificato sono il sintomo di una transizione da un’epoca ad un’altra. A pensarci bene la Basilica di Santa Maria ad Nives venne ricostruita da Papa Sisto III per mandare un forte segnale ai nestoriani poco dopo il Concilio di Efeso, convocato dall’imperatore Teodosio II in un periodo di analoga instabilità per l’impero romano d’oriente e per l’unità della Chiesa. E oggi, per altro,<strong> risulta essere un’exclave del Vaticano in Roma, e quindi in Italia e nel mondo, </strong>ai sensi dei Patti Lateranensi aggiornati al 1984. Un caso? Non proprio, ma andiamo con ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Santa Maria Maggiore tra storia e teologia</h2>



<p>Nel 431 d.C. il Concilio venne convocato dall’imperatore romano di Bisanzio certamente per combattere Nestorio ed i suoi seguaci, il patriarca di Costantinopoli che proprio dal Concilio venne condannato ed esiliato per aver separato la natura divina e umana di Cristo con la sua dottrina.<strong> Papa Sisto III vi contrappose il dogma della Maria <em>Theotókos,</em> la Madonna come Madre di Dio.</strong> Ma perché gli influenti conservatori nestoriani rappresentavano una minaccia per l’unità del cattolicesimo? Perché erano il riflesso delle pressioni a Nord-Est da parte degli Unni, Goti e Vandali, che già nel 410 avevano devastato l’occidente sino a Roma.</p>



<p>Sulla frontiera persiana i Sasanidi continuavano le loro guerre contro i romani, mentre nel mediterraneo orientale l’equilibrio strategico tra potentati e patriarcati era fragile. Qualunque dissidio religioso avrebbe potuto infiammare conflitti ben più profondi tra le diverse popolazioni dell’impero, mettendo a rischio anche l’approvvigionamento di grano dall’Egitto. </p>



<p>Da qui le lotte di potere tra la moderata Antiochia, la potente Alessandria di Cirillo, e il giovane e ambizioso patriarcato di Costantinopoli, secondo solo a Roma. Allora la soluzione individuata dal Concilio fu la definizione dell’unità dogmatica sulla figura di Cristo, perché un impero unito nella preghiera lo è anche sotto lo scettro imperiale. <strong>Papa Sisto III, che governò la chiesa dal 432 al 440 d.C. fu un papa di riconciliazione e ricostruzione,</strong> che a suon di decreti imponeva la propria volontà ai vescovi dissidenti ma allo stesso tempo cercava col loro un’intesa di fondo, puntando ad una rafforzata centralità romana. Proprio nell&#8217;Urbe, ai tempi spogliata del titolo di capitale dell&#8217;Impero che portava il suo nome che era stato affibbiato a Ravenna, faceva ricostruire la <strong>Basilica di Santa Maria ad Nives, </strong>in onore della Maria <em>Theotókos,</em> così da mandare un segnale chiaro ai nestoriani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal V secolo a oggi, Francesco e il richiamo ai potenti</h2>



<p>Per quanto riguarda il pontificato di Papa Francesco, la situazione appare in qualche modo analoga, anche se rovesciata nel suo significato. <strong>Anzitutto i sinodi sulla famiglia (2014-2015), sull’Amazzonia (2019) e sulla sinodalità (2021-2024) </strong>sono stati convocati da Bergoglio e non da qualche imperatore o potente capo di Stato. Nonostante ciò la sua morte in un preciso momento storico e la scenografia dei suoi funerali, mistica e e imponente in San Pietro, in qualche modo sono state in grado di portare i potenti del mondo a riflettere sulla loro responsabilità per la preservazione dell’unità occidentale e la costruzione della pace universale.</p>



<p>La direzione politica del pontificato di Francesco, dunque, ha senso inverso. <strong>Dalla periferia al centro, e mira ad un Vaticano meno romano-centrico e più “ospedale da campo”,</strong> secondo una dimensione più pastorale.  Per questo motivo Francesco ha scelto Santa Maria Maggiore, <em>exclave</em> dello Stato pontificio in territorio “straniero”. Per questo motivo Papa Francesco ha creato numerosi cardinali in Asia, America latina e <a href="https://it.insideover.com/politica/africa-e-asia-i-due-tasselli-della-chiesa-post-bergoglio.html">Africa</a> che nel prossimo conclave faranno sentire il loro peso per un cattolicesimo più vicino ai popoli che vengono dalle periferie del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nestoriani e le sirene progressiste di oggi</h2>



<p>I nestoriani di oggi, allora, chi sono? Naturalmente non ne esistono più, <strong>ma la rigidità dottrinale di alcuni cardinali odierni </strong>(al di là del bene e del male) in qualche modo ricordano proprio loro. Coloro che non hanno concordato con la strategia del pontificato di Francesco e che mirano ad una discontinuità, come il cardinale guineano Robert Sarah, il tedesco Gerhard Muller o l’americano Raymond Leo Burke, per fare solo alcuni nomi.</p>



<p>Bergoglio si è speso molto per la “democratizzazione” o decentralizzazione della Chiesa romana, ma allo stesso ha adottato il pugno di ferro contro i dissidenti e <strong>ha assunto il ruolo di “ministro degli esteri” <em>ad-interim</em> sopprimendo la Congregazione di Propaganda Fide</strong>, e con essa la potente figura del “Papa Rosso”. Un Papa diplomatico fortemente proiettato verso un cattolicesimo piuttosto universale e pastorale. Bergoglio ha, al di là delle apparenze che emergono dallo specchio deformato dei media contemporanei, ampiamente d<strong>imostrato la sua ostilità a proposte di legge progressiste come ad esempio il disegno di legge Zan</strong>, in difesa della libertà religiosa e dell’autonomia della Chiesa e anche la sua postura radicale in questo ambito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Occidente isolato riscopre la cristianità</h2>



<p>E l’impero bizantino alle prese con sasanidi e barbari ai confini, in qualche modo ricorda il nostro occidente sempre più isolato e meno credibile di fronte alle periferie del mondo in ebollizione, illuse dalle promesse dell’idealismo internazionalista di matrice dem from US. Un sistema internazionale globalizzato in declino che nella sua fase finale si è dimostrato molto aggressivo nel reprimere il nuovo che emergeva, un nuovo che sapeva e sa tutt’ora di antico e di tradizione. L’abdicazione, quasi una capitolazione, quella di<strong> Papa Benedetto XVI,</strong> avvenne forse solo simbolicamente in concomitanza all’ascesa del secondo mandato di Barack Obama alla Casa Bianca e l’inaugurazione della fase matura della globalizzazione e della rinnegazione del cattolicesimo da parte dell’Europa.&nbsp;</p>



<p>Papa Francesco, dunque è stato allo stesso tempo un tecnico della politica e un teologo del popolo, <strong>camaleonte gesuita</strong>, che ha intuito la necessità di mimetizzarsi nel laicismo di un’Europa opulenta e povera spiritualmente. Ed ecco a noi l’illusione proficua di un papa laico, magistrale giuoco delle parti.</p>



<p>La malleabilità superficiale del Soglio Petrino è giunta addirittura alla flessione estrema con la chiusura delle chiese in Italia durante il Covid. Tutti abbiamo ben impresse nella mente le immagini di Piazza San Pietro vuota sotto la pioggia alla vigilia di Natale nel 2020. Immagini ben diverse da quelle del suo funerale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Tu conosci tutto, lo sai che ti voglio bene&#8221;</h2>



<p>Effettivamente l’omelia recitata dal decano della Congregazione dei cardinali Giovanni Battista Re, cita un passo del vangelo di Giovanni, quello in cui Pietro rimane addolorato perché per la terza volta Gesù gli domanda se questi gli vuole bene. “<strong>Tu conosci tutto, lo sai che ti voglio bene”</strong>. E Gesù in risposta “Pasci le mie pecore. In verità in verità io ti dico che quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non volevi”. Questo per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse “seguimi”. La debole Europa cristiana, forse senza saperlo, ha seguito la via indicata da Papa Francesco Jorge Maria Bergoglio.</p>
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		<title>Dubai chiama New York: chi è Ziad El Chaar, l’uomo di Trump nel mercato immobiliare mediorientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dubai-chiama-new-york-chi-e-ziad-el-chaar-luomo-di-trump-nel-mercato-immobiliare-mediorientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 15:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_-768x528.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Anche voi siete incappati in questa instagram story sponsorizzata da Dar Global in collaborazione con Trump Hotels? Se cliccate il link si parla di un progetto edilizio a Dubai, insomma, un hotel-grattacielo di lusso. L’annuncio propone, per gli interessati, un investimento nel progetto di almeno 20 milioni di dollari. Lettori di InsideOver, non vi scoraggiate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dubai-chiama-new-york-chi-e-ziad-el-chaar-luomo-di-trump-nel-mercato-immobiliare-mediorientale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GnsP_5MXUAEgGh_-768x528.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Anche voi siete incappati in questa <em>instagram story</em> sponsorizzata da Dar Global in collaborazione con Trump Hotels? Se cliccate il link si parla di un progetto edilizio a <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/mahra-al-maktoum-da-dubai-da-al-medio-oriente-principesche-lezioni-di-femminismo.html">Dubai, </a></strong>insomma, un hotel-grattacielo di lusso. L’annuncio propone, per gli interessati, un investimento nel progetto di almeno 20 milioni di dollari. </p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="202" height="449" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Immagine1.jpg" alt="" class="wp-image-463566" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Immagine1.jpg 202w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Immagine1-135x300.jpg 135w" sizes="auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px" /></figure>
</div>


<p></p>



<p>Lettori di InsideOver, non vi scoraggiate se non potete permettervelo, non siete i soli. E non è il solo, né il primo, progetto di extra lusso che la famiglia del Tycoon sviluppa in Medioriente, in sprezzo agli evidenti conflitti d’interesse che ne derivano, nonostante l’attuale presidente degli Stati Uniti <strong>abbia rassegnato le proprie dimissioni</strong> da tutti i ruoli dirigenziali della società che porta il suo nome. La collaborazione professionale della <strong>Trump Organization con Ziad El Chaar, attuale Ceo di Dar Global, </strong>non è nata ieri, tant’è vero che il signore in questione ha avuto modo addirittura, tempo addietro, di ammirare i piedi nudi della secondogenita di Trump, Ivanka. Non ci credete? Beh adesso vi raccontiamo tutto.</p>



<p>Con ordine, l’annuncio che avete visto su Instagram riguarda il Trump International Hotel &amp; Tower di Dubai. Il progetto riprende quello che già nell’ottobre di vent’anni fa era stato lanciato insieme all’emiratina Damac Properties (2005) e poi annullato al sopraggiungere della crisi finanziaria del 2011. La Trump Organization, infatti, posò la prima pietra del suo impero immobiliare in Medioriente solo nel 2013, quando con l’inaugurazione dell’International Golf Club di Dubai, si avviava alla fruttuosa e duratura collaborazione con Ziad El Chaar, allora managing director della stessa società.</p>



<p>Per altro, il suo attuale presidente, Hussain Sajwani, a gennaio di quest’anno ha <a href="https://www.cnbc.com/2025/01/07/trump-investment-hussain-sajwani-damac-data-centers.html">annunciato</a> congiuntamente al Tycoon un investimento da quasi 20 miliardi di dollari per la costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti. Occorre qui, allora, aprire una piccola parentesi. Ad oggi, nonostante <strong>Donald Trump si sia formalmente ritirato dagli affari nel 2016</strong>, la sua famiglia ha mantenuto un ruolo attivo nella loro gestione. <a href="https://www.dw.com/en/gaza-donald-trump-real-estate-trump-organization/a-71564349">Oltre</a> ai progetti con Dar Global, la Trump Organization ha stretto una collaborazione strategica anche con Liv Golf, partecipata della Corona saudita al centro delle polemiche ai tempi dell’omicidio Kashoggi. Un’alleanza redditizia che si affianca agli affari del genero Jared Kushner, il cui fondo Affinity Partners, ha attirato investimenti per 2 miliardi di dollari dal fondo d’investimento pubblico saudita, oltre a supportare parallelamente la Qatar Investment Authority e la società di gestione patrimoniale di Abu Dhabi, Lunate.</p>



<p>Ma tornando a Ziad El Chaar, il suo <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7287590077663244289/?updateEntityUrn=urn%3Ali%3Afs_feedUpdate%3A%28V2%2Curn%3Ali%3Aactivity%3A7287590077663244289%29"><em>curriculum</em></a> vanta un Mba conseguito all’Università americana di Beirut e progetti immobiliari realizzati in collaborazione con i più importanti marchi del lusso mondiale tra cui Versace, Dolce &amp; Gabbana, Lamborghini. Sulla sua pagina LinkedIn, poi, tra gli elementi in primo piano, spiccano il render di un’abitazione futuristica targata SpaceX e la sua <a href="https://www.linkedin.com/in/ziad-el-chaar-bb985229/">passione</a> per l’hockey su ghiaccio (al quanto insolita per un uomo nato e cresciuto in Libano).</p>



<p></p>



<p>El Chaar, ad ogni modo, ha avuto una lunga e stretta collaborazione con la Trump Organization, in particolare per quanto riguarda il progetto dell’International Golf Club nella capitale degli Emirati Arabi, come già accennato in precedenza. Nel 2013, durante il Cityscape Dubai, l’allora Ceo di Damac fece una chiamata in vivavoce direttamente dal piano dell&#8217;esposizione per mettersi in contatto con l’Organizzazione Trump. Così venne annunciata al pubblico la realizzazione di un campo da golf del Tycoon da quasi trenta buche, un club e un lussuoso complesso di ville. Ivanka ed Eric Trump (attualmente vice direttore esecutivo della Trump Organization) furono <a href="https://www.arabianbusiness.com/interviews/property/ivanka-trump-designs-interiors-for-damac-mansions-538740">coinvolti</a> in prima persona, partecipando alla definizione dell&#8217;architettura e al design degli interni.</p>



<p>Un episodio che Ziad El Chaar ricorda con un certo orgoglio sul suo <a href="https://ziadelchaar.com/blog/why-trump">sito</a> personale, riguarda una <strong>visita di Ivanka Trump sul sito del progetto</strong>. Nonostante le bollenti temperature Ivanka parrebbe aver camminato a piedi nudi sulla sabbia per verificare di persona i progressi del cantiere.</p>



<p>Una carriera di grande successo, dunque, presso Damac dal 2005 al 2017. In seguito Ziad El Chaar è divenuto Ceo della società immobiliare saudita Dar Al Arkan e nel settembre del 2019 è stato nominato Ceo di Dar Global, il ramo internazionale con sede a Londra della stessa impresa, seguendo passo passo i progetti in collaborazione con la Trump Organization ed in particolare con Eric Trump e Donald Trump Junior sui progetti di lusso immobiliare in Oman e Arabia Saudita tutt’ora in corso.</p>



<p>E se vi è apparso strano, o vi ha fatto storcere il naso, ritrovare in una Instagram story sponsorizzata il cognome dell’attuale presidente statunitense come marchio di un hotel grattacielo per miliardari in un paradiso esotico, beh il vostro stato d’animo è più che comprensibile. Sono gli effetti collaterali che genera il neo-patrimonialismo applicato alla più grande e potente democrazia del mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dubai-chiama-new-york-chi-e-ziad-el-chaar-luomo-di-trump-nel-mercato-immobiliare-mediorientale.html">Dubai chiama New York: chi è Ziad El Chaar, l’uomo di Trump nel mercato immobiliare mediorientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Italia-Francia: &#8220;guerra&#8221; dell&#8217;industria della Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dellindustria-della-difesa-tra-italia-e-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 14:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Boeing 737]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Peugeot]]></category>
		<category><![CDATA[Stellantis]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1768" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg 1768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-600x652.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-276x300.jpg 276w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-943x1024.jpg 943w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-768x834.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-1414x1536.jpg 1414w" sizes="auto, (max-width: 1768px) 100vw, 1768px" /></p>
<p>C&#8217;è una &#8220;guerra&#8221; sotterranea, strisciante esplosa negli ultimi mesi sul piano industriale a cavallo tra Italia e Francia. Il 20 novembre 2023, Roma (d’intesa con Berlino) ha esercitato i dorati poteri speciali, sì da impedire la vendita di Microtecnica Srl – attualmente controllata da una delle filiali britanniche (Keeney Hill Ltd) della casa madre statunitense &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dellindustria-della-difesa-tra-italia-e-francia.html">[...]</a></p>
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<p>C&#8217;è una &#8220;guerra&#8221; sotterranea, strisciante esplosa negli ultimi mesi sul piano industriale a cavallo tra Italia e Francia. Il 20 novembre 2023,<strong><a href="http://Il 20 novembre 2023, Roma (d’intesa con Berlino) ha esercitato i dorati poteri speciali, sì da impedire la vendita di Microtecnica Srl – attualmente controllata da una delle filiali britanniche (Keeney Hill Ltd) della casa madre statunitense Ratheon RTX – alla società di aeronautica e difesa francese Safran Sa. Microtecnica – importante fornitore di componentistica per Airbus e Leonardo – sotto il nome di Euromicro Microtecnica Bv, e con sede legale nei Paesi Bassi, il primo dicembre 2000 fu venduta a Carrier SPA (oggi Cypress Holdings). Da quel momento passerà da una holding all’altra, ciascuna riconducibile alle stesse persone, afferenti al settore dell’aeronautica e della difesa anglo-americana. De facto, sino al 25 luglio 2023, Microtecnica è rimasta saldamente sotto il controllo degli Stati Uniti e del Regno Unito attraverso le varie holdings di cui si è detto. Sorge dunque il dubbio: perché mai Ratheon RTX avrebbe autorizzato la vendita alla francese Safran dello stabilimento torinese? Dare una risposta certa è decisamente complesso. Vi sono però alcune vicende, Stellantis inclusa, che perlomeno andrebbero messe a sistema, senza la pretesa di svelare alcun esoterismo. A proposito di francesi, si sa che vadano matti per le lumache, ma a differenza nostra, ingollano il mollusco e gettano via la conchiglia. Da questo versante delle Alpi, invece, si è usi a conservare meravigliose conchiglie, quale il Parlamento Subalpino, ad opera del Guarini, rimane sino ai giorni nostri. Ma il 31 ottobre dell’anno passato si è voluti andare oltre, nel tentativo, addirittura, di restituire la vita all’antico Parlamento del Regno di Sardegna, con la primissima riunione del Comitato di cooperazione italo-francese, organismo intergovernativo istituito dal Trattato del Quirinale, entrato in vigore (1° febbraio 2023) a un anno e mezzo dalla sua firma, asciugata con cenere nel 26 novembre del 2021. Ad ogni modo il diritto internazionale ci insegna che un trattato cessa di avere efficacia quando non serve più, o più non funge. Il primo febbraio, a proposito, è passato un anno esatto dall’entrata in vigore (a più di un anno dalla sua firma, sottolineiamo) del Trattato evidentemente “da modificare”, oltre che del Quirinale.  Non-ostante il vàlzer di fine ottobre in Palazzo Carignano abbia voluto fungere da vigilia inghirlandata alla ricorrenza in questione, tre settimane dopo il governo italiano, come si accennava all’inizio, ha esercitato il famoso golden power sulla compravendita della sabaudo-americana Microtecnica. Un mese dopo l’esercizio del veto in questione, il 19 dicembre, la società francese F&amp;P, che sino a quel giorno aveva svolto il ruolo di amministratore in Safran – oltre ad essere composta dai due azionisti paritari, ovvero Fonds Stratégique de Partecipazions e (udite-udite) Peugeot Invest Assets (controllata di Peugeot Invest SA) –– si è dimessa dall’incarico, sostituita dalla persona di Robert Peugeot, che ha assunto il ruolo di amministratore indipendente e membro del comitato di audit &amp; risk management. Al riguardo è opportuno aprire una breve parentesi, perché Robert II Peugeot, figlio di Bertrand, è il punto d’intersezione tra Safran, Peugeot SA e, di conseguenza, Stellantis, ricoprendo al medesimo tempo le seguenti cariche: presidente del Cda di Peugeot Invest SA, rappresentante permanente di F&amp;P presso Stellantis Auto SAS (filiale francese), vice chairman presso Automobiles Peugeot, vice presidente (board of directors) presso Stellantis Nv (casa madre) e Stellantis LLP (filiale USA), director di Peugeot Invest UK Ltd, amministratore e direttore indipendente del board di Safran come già spiegato in precedenza, oltre ad essere membro del direttivo di Peugeot 1810, filiale diretta di Peugeot Invest. Come è noto la casa madre Stellantis Nv, presieduta da John Elkann (cui a.d. è Carlos Tavares) vede come principali azionisti: Exor Nv (14,35%); Stabilimenti Fratelli Peugeot, ovvero la casa madre Peugeot (7,16%); BPIFrance Participations ed Epic BPIFrance (11,40%), entrambe indirettamente controllate dall’Agenzia di partecipazioni di Stato francese tramite la relativa Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta partecipa in Stellantis per un 5,66%. Alla luce di quanto evidenziato sin’ora, e di quanto è noto sin dal 2020 quando il Copasir presieduto da Adolfo Urso (l’attuale Ministro dell’Impresa e del Made in Italy) sollevò la questione, Stellantis è evidentemente franco-cefala. La F&amp;P di cui si è parlato in precedenza aveva già fortemente contribuito nel 2018 alla fusione di Zodiac Aerospace con Safran, i cui due principali cavalli di battaglia erano e sono i motori CFM56 e LEAP, realizzati per Airbus, Boeing (USA) e Comac (Cina). Si dà il caso che la fornitura di CFM56 e modelli successivi da parte di Safran  a Boeing per il modello 737 max abbia rappresentato negli anni un caso emblematico. Safran ha dovuto fronteggiare, sia prima che dopo la crisi del settore del trasporto aereo innescata dal Covid, una eccessiva domanda da parte di Boeing di tali motori, che ha a sua volta riscontrato significativi ritardi nelle consegne. Una delle tesi più accreditate riguardo la motivazione per cui Safran abbia tentato di acquisire Microtecnica riguarda proprio la questione di necessità della società francese di accrescere la propria capacità produttiva, in un periodo, per altro, immediatamente precedente a quello attuale. Ad oggi, infatti, le autorità statunitensi hanno costretto Boeing a ridurre la propria offerta al fine di garantire standard di qualità e sicurezza più elevati di quelli che erano già emersi prima del tragico incidente di gennaio del Boeing 737 targato Alaska Airlines. Nell’ambiente, già prima dell’incidente in questione si discuteva di un tema preciso, ovvero la dispendiosa manutenzione della componentistica realizzata con i cosiddetti materiali compositi, molto più efficienti ed economici, ma evidentemente più problematici sotto altri punti di vista. Tornando a Safran, con l’avvento del novello 2024, invece di celebrare un primo bon anniversaire per il Trattato del Quirinale, sono volati stracci, quando Carlos Tavares, proprio il primo febbraio è uscito allo scoperto con la dichiarazione sui mancati sussidi italiani a Stellantis contenuta in un’intervista rilasciata a Bloomberg in quello che è riecheggiato come un vero e proprio ricatto alle orecchie di Roma. Immemore forse dell’interminabile linea di credito che lo Stato Italiano ha sempre aperto nei confronti della Fiat prima, e di Stellantis poi. Il 6 febbraio, dunque, John Elkann si è recato al Quirinale dove ha incontrato appunto il Presidente della Repubblica Mattarella, l’ambasciatore USA in Italia Jake Markell, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e il Governatore di Bankitalia Fabio Panetta, non certo Giorgia Meloni. Di che avranno chiacchierato? Difficile tirare a indovinare. Degli stabilimenti italiani Stellantis, certamente, ma di che altro? Non ci è dato sapere, anche se lo stesso John Elkann, nel dicembre scorso, mediante Exor Ventures investiva 138 milioni di dollari in Ursa Major, società americana fornititrice di razzi a propulsione e colonna portante dell’industria della difesa statunitense. In questo round d’investimento Exor Ventures, collocandosi in ordine di importanza dopo Explorer 1 ed Eclipes (fondi specializzati nella space economy), ha sorpassato BlackRock, Ratheon RTX (la stessa che voleva vendere Microtecnica a Safran), Mack &amp; Co e Xn. Ursa Major, per inciso, attualmente sta sviluppando Lynx, programma di motori a razzo a propellente solido, oltre a collaborare con l’US Air Force Research Laboratory per contribuire al progresso dei programmi di difesa ipersonica USA. Con maggiore probabilità, però, si sarà parlato dell’acquisizione del 21% di Leapmotor, la società di auto elettriche cinese che nonostante le promesse non è bastata per rilanciare lo stabilimento di Mirafiori e che ha preferito spostare la produzione in Polonia.  Come già si era premesso, difficile immaginare con certezza di cosa si sia parlato nell’ufficio del Presidente della Repubblica. Difficile per altro svelare le ragioni per cui RTX abbia deciso di vendere Microtecnica ai francesi di Safran e i relativi collegamenti con Stellantis. E’ certamente, però, un buon esercizio allargare lo sguardo alla foresta e non focalizzarsi sul singolo albero e tenere a mente il bilanciamento tra diverse partite, che evidentemente offre a determinate alleanze di attori transnazionali una libertà di manovra superiore rispetto ad altri in determinati ambienti ed aree geografiche, data la propria notevole influenza in settori di importanza strategica in nazioni di estrema rilevanza sul piano internazionale nel settore della difesa e dell’aeronautica."> Roma (d’intesa con Berlino)</a></strong> ha esercitato i dorati poteri speciali, sì da impedire la vendita di Microtecnica Srl – attualmente controllata da una delle filiali britanniche (Keeney Hill Ltd) della casa madre statunitense <strong>Ratheon RTX </strong>– alla società di aeronautica e difesa francese Safran Sa. Microtecnica – importante fornitore di componentistica per Airbus e Leonardo – sotto il nome di Euromicro Microtecnica Bv, e con sede legale nei Paesi Bassi, il primo dicembre 2000 fu venduta a <strong>Carrier SPA (oggi Cypress Holdings)</strong>. Da quel momento passerà da una <em>holding</em> all’altra, ciascuna riconducibile alle stesse persone, afferenti al settore dell’aeronautica e della difesa anglo-americana. <em>De facto</em>, sino al 25 luglio 2023, Microtecnica è rimasta saldamente <strong>sotto il controllo degli Stati Uniti e del Regno Unito</strong> attraverso le varie <em>holdings</em> di cui si è detto. Sorge dunque il dubbio: perché mai Ratheon RTX avrebbe autorizzato la vendita alla francese Safran dello stabilimento torinese? Dare una risposta certa è decisamente complesso. Vi sono però alcune vicende, Stellantis inclusa, che perlomeno andrebbero messe a sistema, senza la pretesa di svelare alcun esoterismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Competizione e affari all&#8217;ombra del Trattato del Quirinale</h2>



<p>A proposito di francesi, si sa che vadano matti per le lumache, ma a differenza nostra, ingollano il mollusco e gettano via la conchiglia. Da questo versante delle Alpi, invece, si è usi a conservare meravigliose conchiglie, quale il <strong>Parlamento Subalpino</strong>, ad opera del Guarini, rimane sino ai giorni nostri. Ma il 31 ottobre dell’anno passato si è voluti andare oltre, nel tentativo, addirittura, di restituire la vita all’antico Parlamento del Regno di Sardegna, con la <a href="https://lospiffero.com/ls_article.php?id=74414">primissima riunione</a> del Comitato di cooperazione italo-francese, organismo intergovernativo istituito dal <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-trattato-del-quirinale.html">Trattato del Quirinale,</a></strong> entrato in vigore (1° febbraio 2023) a un anno e mezzo dalla sua firma, asciugata con cenere nel 26 novembre del 2021. Ad ogni modo il diritto internazionale ci insegna che un trattato cessa di avere efficacia quando non serve più, o più non funge. Il primo febbraio, a proposito, è passato un anno esatto dall’entrata in vigore (a più di un anno dalla sua firma, sottolineiamo) del Trattato evidentemente “da modificare”, oltre che del Quirinale.</p>



<p>Non-ostante il vàlzer di fine ottobre in Palazzo Carignano abbia voluto fungere da vigilia inghirlandata alla ricorrenza in questione, tre settimane dopo il governo italiano, come si accennava all’inizio, ha esercitato il famoso <a href="https://www.capital.fr/entreprises-marches/safran-litalie-soppose-au-rachat-de-certaines-activites-de-collins-aerospace-1485975"><em>golden</em> <em>power</em></a> sulla compravendita della sabaudo-americana Microtecnica. Un mese dopo l’esercizio del veto in questione, il 19 dicembre, <strong>la società francese F&amp;P, che sino a quel giorno aveva svolto il ruolo di amministratore in Safran</strong> – oltre ad essere composta dai due azionisti paritari, ovvero Fonds Stratégique de Partecipazions e (udite-udite) Peugeot Invest Assets (controllata di Peugeot Invest SA) –– si è dimessa dall’incarico, sostituita dalla persona di Robert Peugeot, che ha assunto il <a href="https://www.morningstar.fr/fr/news/231371/le-fonds-strat%C3%A9gique-de-participations-se-s%C3%A9pare-de-safran.aspx">ruolo</a> di amministratore indipendente e membro del comitato di audit &amp; risk management.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Peugeot unisce Safran e Stellantis</h2>



<p> Al riguardo è opportuno aprire una breve parentesi, perché Robert II Peugeot, figlio di Bertrand, è <strong>il punto d’intersezione tra Safran, Peugeot SA e, di conseguenza, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-svolta-globale-di-exor-e-il-declino-dellauto-italiana.html">Stellantis</a></strong>, ricoprendo al medesimo tempo le seguenti cariche: presidente del Cda di Peugeot Invest SA, rappresentante permanente di F&amp;P presso Stellantis Auto SAS (filiale francese), vice <em>chairman</em> presso Automobiles Peugeot, vice presidente (board of directors) presso Stellantis Nv (casa madre) e Stellantis LLP (filiale USA), <em>director</em> di Peugeot Invest UK Ltd, amministratore e direttore indipendente del <em>board</em> di Safran come già spiegato in precedenza, oltre ad essere membro del direttivo di Peugeot 1810, filiale diretta di Peugeot Invest. </p>



<p>Come è noto la casa madre Stellantis Nv, presieduta da <strong>John Elkann (cui a.d. è Carlos Tavares) vede come principali azionisti: Exor Nv (14,35%); Stabilimenti Fratelli Peugeot, ovvero la casa madre Peugeot (7,16%); </strong>BPIFrance Participations ed Epic BPIFrance (11,40%), entrambe indirettamente controllate dall’Agenzia di partecipazioni di Stato francese tramite la relativa <strong>Cassa Depositi e Prestiti </strong>che a sua volta partecipa in Stellantis per un 5,66%. </p>



<p>Alla luce di quanto evidenziato sin’ora, e di quanto è noto sin dal 2020 quando il Copasir presieduto da Adolfo Urso (l’attuale Ministro dell’Impresa e del Made in Italy) sollevò la questione, Stellantis è evidentemente franco-cefala. La F&amp;P di cui si è parlato in precedenza aveva già fortemente contribuito nel 2018 alla <a href="https://www.morningstar.fr/fr/news/231371/le-fonds-strat%C3%A9gique-de-participations-se-s%C3%A9pare-de-safran.aspx">fusione</a> di Zodiac Aerospace con Safran, i cui due principali <a href="https://www.morningstar.fr/fr/news/246292/apr%c3%a8s-ses-r%c3%a9sultats-2023-que-faire-de-ses-titres-safran-.aspx">cavalli di battaglia</a> erano e sono i motori CFM56 e LEAP, realizzati per<strong> Airbus, Boeing (USA) e Comac (Cina)</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo delle forniture a Boeing</h2>



<p>Si dà il caso che la fornitura di CFM56 e modelli successivi da parte di Safran  a Boeing per il modello 737 max abbia rappresentato negli anni un caso emblematico. Safran ha dovuto fronteggiare, sia prima che dopo la crisi del settore del trasporto aereo innescata dal Covid, una eccessiva domanda da parte di Boeing di tali motori, che ha a sua volta riscontrato significativi ritardi nelle consegne. Una delle tesi più accreditate riguardo la motivazione per cui Safran abbia tentato di acquisire Microtecnica riguarda proprio la questione di necessità della società francese di<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/macron-sdogana-leconomia-di-guerra-a-cosa-punta-la-francia.html"> accrescere la propria capacità produttiva</a></strong>, in un periodo, per altro, immediatamente precedente a quello attuale. Ad oggi, infatti, le autorità statunitensi hanno costretto Boeing a <a href="https://www.cnbc.com/2024/01/24/boeing-737-max-faa-halts-production-expansion-oks-inspection-instructions.html">ridurre</a> la propria offerta al fine di garantire standard di qualità e sicurezza più elevati di quelli che erano già emersi prima del <strong>tragico incidente di gennaio del <a href="https://it.insideover.com/societa/mistero-boeing-trovato-morto-lex-dipendente-preoccupato-dagli-standard-di-sicurezza.html">Boeing 737 </a>targato Alaska Airlines</strong>. Nell’ambiente, già prima dell’incidente in questione si discuteva di un tema preciso, ovvero la dispendiosa manutenzione della componentistica realizzata con i cosiddetti materiali compositi, molto più efficienti ed economici, ma evidentemente più problematici sotto altri punti di vista.</p>



<p>Tornando a Safran, con l’avvento del novello 2024, invece di celebrare un primo <strong><em>bon anniversaire</em> per il Trattato del Quirinale, sono volati stracci,</strong> quando Carlos Tavares, proprio il primo febbraio è uscito allo scoperto con la <a href="https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/industria_analisi/2024/02/01/tavares-senza-sussidi-a-rischio-gli-impianti-in-italia_92e7fa02-9acf-425e-a893-ee636b7b95fc.html">dichiarazione</a> sui mancati sussidi italiani a Stellantis contenuta in un’intervista rilasciata a Bloomberg in quello che è riecheggiato come un vero e proprio ricatto alle orecchie di Roma. Immemore forse dell’interminabile linea di credito che lo Stato Italiano ha sempre aperto nei confronti della Fiat prima, e di Stellantis poi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive incerte</h2>



<p>Il 6 febbraio, dunque, <strong>John Elkann si è recato al Quirinale dove ha <a href="https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=76243">incontrato</a> appunto il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-pressione-internazionale-il-peso-del-mondo-sui-nomi-per-il-quirinale.html">Presidente della Repubblica</a> </strong>Mattarella, l’ambasciatore USA in Italia Jake Markell, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e il Governatore di Bankitalia Fabio Panetta, non certo Giorgia Meloni. Di che avranno chiacchierato? Difficile tirare a indovinare. Degli stabilimenti italiani Stellantis, certamente, ma di che altro? Non ci è dato sapere, anche se lo stesso John Elkann, nel dicembre scorso, mediante Exor Ventures investiva <a href="https://www.calcioefinanza.it/2023/12/06/exor-missili-usa-138-milioni-di-dollari/">138 milioni di dollari</a> in Ursa Major, società americana fornititrice di razzi a propulsione e colonna portante dell’industria della difesa statunitense. In questo round d’investimento Exor Ventures, collocandosi in ordine di importanza dopo Explorer 1 ed Eclipes (fondi specializzati nella space economy), ha sorpassato BlackRock, Ratheon RTX (la stessa che voleva vendere Microtecnica a Safran), Mack &amp; Co e Xn. Ursa Major, per inciso, attualmente sta sviluppando Lynx, programma di motori a razzo a propellente solido, oltre a collaborare con l’US Air Force Research Laboratory per contribuire al progresso dei programmi di difesa ipersonica USA. Con maggiore probabilità, però, si sarà parlato dell’acquisizione del 21% di <a href="https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=77285">Leapmotor</a>, la società di auto elettriche cinese che nonostante le promesse non è bastata per rilanciare lo stabilimento di Mirafiori e che ha preferito spostare la produzione in Polonia.</p>



<p>Come già si era premesso, difficile immaginare con certezza di cosa si sia parlato nell’ufficio del Presidente della Repubblica. <strong>Difficile per altro svelare le ragioni per cui RTX abbia deciso di vendere Microtecnica ai francesi di Safran e i relativi collegamenti con Stellantis</strong>. E’ certamente, però, un buon esercizio allargare lo sguardo alla foresta e non focalizzarsi sul singolo albero e tenere a mente il bilanciamento tra diverse partite, che evidentemente offre a determinate alleanze di attori transnazionali una libertà di manovra superiore rispetto ad altri in determinati ambienti ed aree geografiche, data la propria notevole influenza in settori di importanza strategica in nazioni di estrema rilevanza sul piano internazionale nel settore della difesa e dell’aeronautica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dellindustria-della-difesa-tra-italia-e-francia.html">Italia-Francia: &#8220;guerra&#8221; dell&#8217;industria della Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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