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	<title>Giampaolo Rossi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 09 May 2019 16:27:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giampaolo Rossi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;America ha congelato i fondi destinati agli Elmetti bianchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/lamerica-ha-congelato-i-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 12:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="394" height="262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg 394w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 394px) 100vw, 394px" /></p>
<p>Alla fine la Casa Bianca avrebbe congelato i finanziamenti ai White Helmets. Ne dà notizia alla CBS il leader della Ong Raed Al-Saleh, ricordando che da diverse settimane non arrivano i soldi dagli Usa che sono i principali finanziatori del gruppo (33 milioni di dollari dal 2013). Qualche settimana fa avevamo raccontato in questo articolo dello scambio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lamerica-ha-congelato-i-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lamerica-ha-congelato-i-fondi-destinati-agli-elmetti-bianchi.html">L&#8217;America ha congelato i fondi destinati agli Elmetti bianchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="394" height="262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262.jpg 394w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/ELMETTI-BIANCHI-394x262-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 394px) 100vw, 394px" /></p><p>Alla fine la Casa Bianca avrebbe congelato i finanziamenti ai White Helmets. Ne <a style="color: #0000ff;" href="https://www.cbsnews.com/news/u-s-freezes-funding-for-syrias-white-helmets/" target="_blank" rel="noopener">dà notizia alla CBS</a> il leader della Ong Raed Al-Saleh, ricordando che da diverse settimane non arrivano i soldi dagli Usa che sono i principali finanziatori del gruppo (33 milioni di dollari dal 2013).</p>
<p>Qualche settimana fa <a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo/" target="_blank" rel="noopener">avevamo raccontato in questo articolo</a> dello scambio verbale avvenuto durante un incontro con la stampa, tra Heater Nauert portavoce del Dipartimento di Stato Usa, e Kylie Atwood corrispondente della CBS molto sensibile alla questione degli White Helmets, la stessa giornalista che ha intervistato Saleh.</p>
<p>La giornalista aveva chiesto ripetutamente alla funzionaria del Governo se i fondi ai White Helmets rientravano nel blocco di finanziamenti alla Siria deciso dall’Amministrazione Trump o se ne erano esenti, vista l’attività umanitaria che i Caschi Bianchi svolgevano. La Nauert, dopo qualche indecisione, aveva risposto che i finanziamenti sarebbero rimasti. Ora pare che la situazione sia diversa.</p>
<p>Saleh ha spiegato che l’Organizzazione non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da Washington. Solo due mesi fa, lui e un gruppo di dirigenti della Ong erano stati ricevuti con tutti gli onori in America <a style="color: #0000ff;" href="https://blogs.state.gov/stories/2018/03/27/en/readout-conversation-producers-last-men-aleppo" target="_blank" rel="noopener">per la presentazione al Dipartimento di Stato</a>, del film-documentario <em><a style="color: #0000ff;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Last_Men_in_Aleppo" target="_blank" rel="noopener">Last Men in Aleppo</a> </em>già candidato ai prossimi premi Oscar. Film realizzto sulla scia del<a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/oscar-ai-caschi-bianchi-tra-attori-ci-si-capisce/" target="_blank" rel="noopener"> precedente documentario prodotto da Netflix e già vincitore lo scorso anno</a>; produzioni che s’inseriscono all’interno dell’incredibile operazione propagandistica con cui Hollywood sta cercando di costruire un immaginario simbolico attorno ad <strong>un&#8217;Organizzazione che svolge un ruolo ambiguo nella guerra siriana, di appoggio e contiguità con i gruppi terroristici e con quelli jihadisti, con un’attività di “copertura umanitaria” e di collegamento tra i governi occidentali e i gruppi di Al Qaeda in funzione anti-Assad.</strong></p>
<p>Ed è proprio durante la sua visita a Washington Saleh avrebbe ricevuto la conferma che i finanziamenti all’Organizzazione sarebbero stati garantiti fino al 2020.</p>

<h2>Douma: un colpo alla credibilità dei White Helmets</h2>
<p>E allora cosa è successo? Perché solo 15 giorni fa il Dipartimento di Stato aveva confermato i finanziamenti riconoscendo gratitudine per il <em>“grande lavoro che i White Helmets stanno facendo per il Governo degli Stati Uniti?”</em>.</p>
<p>Di sicuro la scelta Usa viene dopo che è emersa la storia della <a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=yaZRZo9FGQI" target="_blank" rel="noopener">manipolazione del video</a> sul presunto bombardamento chimico a Douma, <a style="color: #0000ff;" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/17/douma-non-fu-attacco-chimico-parola-di-robert-fisk/" target="_blank" rel="noopener">realizzata proprio dai White Helmets presenti nella città </a>ancora occupata dai ribelli di Al Qaeda.</p>
<p>Secondo la testimonianza dello staff medico dell’ospedale di Douma e di alcuni testimoni civili tra cui Hassan Diab il bimbo undicenne protagonista del video (<a style="color: #0000ff;" href="http://www.abc.net.au/news/2018-04-27/russia-presents-alleged-syrian-witnesses-to-opcw/9702128" target="_blank" rel="noopener">prove presentate dalla Russia all&#8217;Aia</a>), le scene riprese sarebbero state una clamorosa montatura realizzata proprio dagli Caschi Bianchi per far credere che ci fosse stato un attacco chimico.</p>
<p>È stato quel video, ritenuto la prova dell’avvenuto crimine del regime, a legittimare l’attacco missilistico di Usa, Gran Bretagna e Francia contro la Siria, attacco che, come abbiamo spiegato, <a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-loccidente-fuorilegge/" target="_blank" rel="noopener">è avvenuto fuori dal diritto internazionale</a>.</p>
<p>Il capo dei White Helmets ha dichiarato: il congelamento dei finanziamenti Usa <em>&#8220;avrà un grave impatto sulla nostra capacità di fornire la stessa intensità e qualità dei servizi che attualmente forniamo ai civili&#8221;. </em>Ma anche su questo ruolo umanitario dei Wihte Helmets sorgono sempre più dubbi e perplessità.</p>

<p>Un recente video realizzato da <a style="color: #0000ff;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abkhazian_Network_News_Agency" target="_blank" rel="noopener">Anna Agency</a> raccoglie testimonianze clamorose dei cittadini di Aleppo East, liberati che confermano come i White Helmets fossero solo una struttura paramedica di supporto ai ribelli jihadisti e non avrebbero quasi mai aiutato i civili.</p>
<p>https://www.youtube.com/watch?v=Qan6JmHv474&#038;feature=youtu.be</p>
<h2>Trump vs Deep State?</h2>
<p>La decisione sui White Helmets potrebbe rientrare nel braccio di ferro interno all’Amministrazione Usa tra il Presidente Trump e il Deep State.</p>
<p>Da una parte Trump punta ad un deciso disimpegno in Siria <a href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-ritiro-siria-pentagono/" target="_blank" rel="noopener">più volte ribadito anche recentemente</a>; dall’altra parte, i circoli neo-con molto attivi nel Governo e l’appartato tecno-militare spingono per un mantenimento del potere globale Usa attraverso le strategie di destabilizzazione del Medio Oriente.</p>
<p>Per i White Helmets, organizzazione creata dai servizi d’intelligence britannici, il finanziamento Usa rappresenta un terzo del finanziamento totale che essi ricevono anche da Gran Bretagna, Arabia Saudita, Unione Europea e Giappone.</p>

<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank" rel="noopener">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>
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		<title>Iran, sul regime degli ayatollah si amplia lo scontro tra Germania e Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-dazi-cosa-ce-davvero-dietro-lo-scontro-germania-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2018 07:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tra Washington e Berlino la tensione continua a salire. Non è solo una questione di dazi e guerre commerciali; riguarda una visione geopolitica che sembra ormai spaccare a metà l’Occidente. Soldi iraniani in Germania Ed ora c&#8217;è un&#8217;altra questione che sembra dividere in maniera netta i due paesi: l’Iran.  Da quando Trump ha revocato il JCPOA &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-dazi-cosa-ce-davvero-dietro-lo-scontro-germania-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-dazi-cosa-ce-davvero-dietro-lo-scontro-germania-usa.html">Iran, sul regime degli ayatollah si amplia lo scontro tra Germania e Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LAPRESSE_20180711182503_26858940-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tra Washington e Berlino la tensione continua a salire. Non è solo una questione di dazi e guerre commerciali; riguarda una visione geopolitica che sembra ormai spaccare a metà l’Occidente.</p>
<p>Soldi iraniani in Germania</p>
<p><strong>Ed ora c&#8217;è un&#8217;altra questione che sembra dividere in maniera netta i due paesi: l’Iran. </strong></p>
<p>Da quando Trump ha revocato il <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/quello-ce-sapere-sul-51-trattato-sul-nucleare-iraniano/" target="_blank">JCPOA</a> (il Piano di Azione Congiunto Globale, sul nucleare iraniano), il dossier &#8220;Teheran&#8221; è diventato elemento di ulteriore divisione con la Merkel.</p>
<p>La Germania, tra i firmatari dell&#8217;Accordo, ha sempre affermato che Teheran ha rispettato i termini del Piano e quindi la sua revoca da parte degli Stati Uniti è sbagliata. <strong>Berlino, di fatto, è il capofila della posizione europea finalizzata a non isolare l’Iran e a mantenere i rapporti commerciali ed economici con la nazione guida dell’Islam sciita</strong>.</p>
<p>Ma questa non è la prospettiva Usa;  l’America di Trump ha deciso di <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/iran-regime-change-tra-documenti-segreti-e-oscure-dimissioni/" target="_blank">individuare nel regime degli ayatollah il nemico da abbattere per ridisegnare il Medio Oriente attorno all&#8217;asse Israele/Arabia Saudita</a>, alleati storici e fidati; questo in vista di un conflitto regionale che sembra sempre più probabile tra Teheran e Ryad e che per ora si sta combattendo nella <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-la-vergogna-saudita-quella-dellonu/" target="_blank">&#8220;guerra per procura&#8221; dello Yemen</a> e in Siria che è stata la prova generale del conflitto tra Islam sciita e sunnita, dove<a style="color: #0000ff;" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/13/siria-1957-false-flag-e-la-storia-che-si-ripete/" target="_blank"> la finta guerra civile è stata solo una &#8220;False Flag&#8221;</a> per giustificare il tentativo di abbattere Assad e smembrare una nazione sovrana.</p>
<p>La decisione della Casa Bianca di imporre sanzioni economiche violentissime all&#8217;Iran è il passaggio obbligato (<a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/iran-regime-change-tra-documenti-segreti-e-oscure-dimissioni/" target="_blank">come hanno pianficato gli strateghi della Casa Bianca</a>) per generare una crisi economica conflitti conflitti sociali e rivolte anti-regime. Su questo l&#8217;Europa e sopratutto la Germania, non sembrano voler seguire Trump.</p>

<p>L’ultimo episodio che ha aperto un&#8217;ulteriore breccia tra i due alleati è stato causato da uno scoop del Bild. Martedì scorso il giornale tedesco <a style="color: #0000ff" href="https://www.bild.de/politik/ausland/iran/wants-to-fly-300-million-euros-in-cash-from-germany-to-iran-56256122.bild.html" target="_blank">ha rivelato l’esistenza di un accordo tra tedeschi e iraniani</a> per restituire a Teheran soldi depositati nelle casse di una banca iraniana con sede in Germania: la <a style="color: #0000ff" href="https://de.wikipedia.org/wiki/Europ%C3%A4isch-Iranische_Handelsbank" target="_blank">Europäisch-Iranische Handelsbank</a> il cui azionista di maggioranza è la Sanat va Madan Bank di proprietà dello Stato iraniano.</p>
<p>Le autorità tedesche stanno esaminando il caso per verificare se l’operazione viola la legge tedesca anti-riciclaggio e se dovessero dare il via libera, i soldi (in tutto 300 milioni di euro) partirebbero alla volta dell’Iran su un aereo iraniano.</p>
<p>Le minacce dell&#8217;ambasciatore Usa</p>
<p>La cosa non piace agli americani che sono intervenuti per bocca del loro ambasciatore a Berlino, Richard Grenell: <em><a style="color: #0000ff;" href="https://www.reuters.com/article/us-iran-nuclear-germany-usa/us-ambassador-urges-germany-to-block-iran-cash-withdrawal-idUSKBN1K00UY" target="_blank">&#8220;Sollecitiamo i più alti livelli del governo tedesco a fermare l&#8217;operazione&#8221;</a></em>.</p>
<p>Una vera e propria ingerenza in un affare interno della Germania che ha generato forte disappunto negli ambienti politici e diplomatici tedeschi.</p>
<p>D&#8217;altro canto Grenell, da sempre feroce oppositore di ogni accordo con l&#8217;Iran, si è presentato un mese fa come nuovo ambasciatore a Berlino <a style="color: #0000ff" href="https://www.reuters.com/article/us-iran-nuclear-germany-grenell/new-us-envoy-warns-german-firms-to-wind-down-business-in-iran-idUSKBN1I92YP" target="_blank">minacciando multe americane alle aziende tedesche</a> che avrebbero continuato a collaborare con gli iraniani dopo le sanzioni Usa; comportamento che evidentemente non si addice ad un ambasciatore di un Paese &#8220;amico e alleato&#8221;.</p>
<p><strong>Secondo il Bild, il regime di Teheran sta cercando di far rientrare i propri capitali in vista dell’applicazione delle sanzioni Usa che rischiano di chiudere i canali di liquidità internazionale all’Iran</strong>. I 300 milioni di euro sono una ben piccola cifra rispetto al volume di denaro che l&#8217;Iran ha depositato nelle banche non solo tedesche.</p>
<p>La morsa Usa</p>
<p>L&#8217;UE si è dimostrata da subito contraria alla decisione unilaterale di Trump di rompere le relazioni con l&#8217;Iran tanto da decidere di attivare  il cosiddetto <a style="color: #0000ff" href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/lue-fa-quadrato-proteggere-imprese-affari-iran-1528906.html" target="_blank">&#8220;statuto di blocco&#8221;</a> che consente alle aziende europee di non incorrere in penalizzazioni neutralizzando gli effetti extra-territoriali della sanzioni americane; procedura già attivata (ma mai applicata) nel 1996 per contrastare le sanzioni Usa a Cuba. Nonostante questo, alcune aziende francesi hanno già ceduto alle minacce Usa: Total, Peugeot e CMA-CGM (leader mondiale nel trasporto commerciale navale) stanno interrompendo progetti industriali e commerciali con l&#8217;Iran.</p>
<p>Dal punto di vista iraniano l&#8217;arrivo delle sanzioni potrebbe avere effetti devastanti. Innanzitutto sulle esportazioni di petrolio nel caso in cui gli europei seguissero le indicazioni di Trump di fermare l&#8217;acquisto di greggio iraniano. Ma ancora di più, la perdita di investimenti industriali potrebbe compromettere le capacità produttive iraniane per decenni.</p>
<p>L&#8217;uscita della francese Total ed eventualmente di altre aziende europee dal progetto South Pars, per esempio,  impedirà all&#8217;Iran di diventare leader nella produzione di LNG (Gas Naturale Liquefatto); perché né cinesi (per mancanza di capacità tecnologia), né russi (per mancanza di interessi essendo un Paese competitor nell&#8217;esportazione di Gas), potrebbero compensare questa perdita.</p>
<p>Nel frattempo però l&#8217;America continua ad esportare in Iran: secondo <a style="color: #0000ff" href="https://www.census.gov/foreign-trade/balance/c5070.html" target="_blank">i dati del Census Bureau Usa</a>, <strong>nei primi 5 mesi del 2018, le esportazioni della aziende Usa in Iran sono aumentate del 60%</strong> superando i 50 milioni di dollari (contro i 31 dello stesso periodo dell&#8217;anno precedente); è possibile che sia un&#8217;accelerazione del mercato in vista del blocco che avverrà da Novembre ma <strong>è certo che per ora l&#8217;America continua a fare affari con i &#8220;famigerati&#8221; Ayatollah</strong>. Ed in Europa sono in molti a domandarsi perché dovrebbero seguire Trump in questa guerra (per ora commerciale) che danneggerà sopratutto l&#8217;economia del Vecchio Continente.</p>
<p>Insomma, la questione iraniana rischia di aprire un solco ancora più profondo nei già complessi rapporti tra Europa e Stati Uniti.</p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-dazi-cosa-ce-davvero-dietro-lo-scontro-germania-usa.html">Iran, sul regime degli ayatollah si amplia lo scontro tra Germania e Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A Douma niente gas nervino Lo dice il report dell&#8217;Opcw</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/douma-niente-gas-nervino-lo-dice-report-dellopcw.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2018 13:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="957" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg 957w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 957px) 100vw, 957px" /></p>
<p>Per ora è solo un report preliminare in attesa di “stabilire il significato dei risultati”, ma la prima conclusione è chiara: tra i campioni prelevati a Douma dalla Fact-Finding Mission dell’OPCW e inviati ai laboratori di analisi il 22 maggio scorso “non sono stati rilevati agenti nervini organofosforici o loro prodotti di degradazione, né nei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-niente-gas-nervino-lo-dice-report-dellopcw.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-niente-gas-nervino-lo-dice-report-dellopcw.html">A Douma niente gas nervino Lo dice il report dell&#8217;Opcw</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="957" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg 957w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 957px) 100vw, 957px" /></p><p>Per ora <a style="color: #0000ff" href="https://www.opcw.org/fileadmin/OPCW/S_series/2018/en/s-1645-2018_e_.pdf" target="_blank">è solo un report preliminare</a> in attesa di <em>“stabilire il significato dei risultati”</em>, ma la prima conclusione è chiara: tra i campioni prelevati a Douma dalla Fact-Finding Mission dell’OPCW e inviati ai laboratori di analisi il 22 maggio scorso <em>“<strong>non sono stati rilevati agenti nervini</strong> organofosforici o loro prodotti di degradazione, né nei campioni ambientali né nei campioni di plasma delle presunte vittime”.</em></p>
<p>No gas nervini, solo cloro</p>
<p><strong>In altre parole, nella città siriana di Douma, non c’è stato alcun attacco chimico con gas nervini da parte dell’aviazione di Assad. </strong></p>
<p>Smentita l’accusa principale di quello che fu considerato, senza alcuna prova, un bombardamento del regime in piena violazione dei diritti umani e che portò al violento <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-non-cerano-armi-chimiche-la-verita-nascosta-dietro-gli-attacchi/" target="_blank">attacco militare occidentale su Damasco</a> pochi giorni dopo.</p>
<p>Ciò che per ora la missione OPCW ha trovato, sono <em>“varie sostanze chimiche organiche clorurate in campioni (&#8230;) insieme a residui di esplosivo”.</em></p>
<p>Queste sostanze clorurate sono elencate nell’Allegato 3 del documento e si tratta di agenti tossici spesso anche di uso civile (utilizzati per esempio nella disinfestazione delle acque). <strong>Nel rapporto non vi è specifica sulle concentrazioni di queste sostanze che quindi potrebbero essere così basse da escludere una presenza dovuta a bombardamento chimico.</strong></p>

<p><strong>Quindi bisognerà ancora aspettare per avere i risultati definitivi anche sull’ipotesi dell’uso del cloro.</strong></p>
<p>Le analisi sono state condotte utilizzando <em>“i protocolli più rigorosi previsti”</em> e assicurando la <em>“catena di conservazione completa in conformità con le procedure operative standard”</em>. La raccolta dei campioni è avvenuta alla presenza di un rappresentante del Governo siriano ed ogni operazione di prelievo di sangue umano dai presunti feriti e le interviste a testimoni sono state supervisionate dagli esperti del team OPCW.</p>
<p>Per i media mainstream, questo rapporto (ripetiamo preliminare e non conclusivo) confermerebbe che <em>“il cloro è stato utilizzato da Assad”</em>, <strong>come ha scritto il <a style="color: #0000ff" href="https://www.thedailybeast.com/watchdog-chlorine-was-used-in-syrias-chemical-attack" target="_blank">Daily Beast</a> e confermato da <a style="color: #0000ff" href="http://www.abc.net.au/news/2018-07-07/opcw-report-finds-chlorine-used-in-syria-douma/9952312" target="_blank">Abc</a> </strong>, <a style="color: #0000ff" href="https://www.aljazeera.com/news/2018/07/interim-opcw-report-finds-proof-chlorine-syria-douma-180706191015007.html" target="_blank">Al Jazeera</a><strong> ed altri </strong>(Washington Post e Bbc hanno per lo meno in seguito modificato i loro articoli). <strong>Ma è falso. Il rapporto non dice assolutamente questo; rimanda le conclusioni al completamento del lavoro di ricerca</strong>. Tanto più che il team OPCW non ha ancora pubblicato tutte le prove raccolte, comprese le interviste video e audio dei testimoni, né l’analisi delle &#8220;fonti aperte&#8221;, cioè immagini e video presi dalla rete.</p>
<p>A questo va aggiunta un&#8217;altra considerazione: l&#8217;uso di armi chimiche al cloro è stato in passato prerogativa proprio dei ribelli anti-Assad, <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-ribelli-possiedono-armi-chimiche/" target="_blank">come Occhi della Guerra ha documentato in questo articolo</a>; <strong>quindi se venisse confermata la presenza di armi al cloro a Douma, bisognerebbe essere certi dell&#8217;attribuzione ad una delle parti.</strong></p>
<p>La strana storia dell&#8217;attacco a Douma</p>
<p>Siamo nell’aprile scorso e Douma, città della regione della Goutha orientale, è da mesi sotto assedio siriano. Roccaforte delle formazioni jihadiste anti-Assad, in primis di Jaish al-Islam, organizzazione integralista salafita finanziata dall’Arabia Saudita, la città sta capitolando; da lì a pochi giorni sarà liberata dall’esercito siriano. <strong>In questo contesto, chi aveva reale interesse ad un attacco chimico affinché Assad venisse accusato di violazione dei diritti umani permettendo all’Occidente un intervento militare diretto? Forse i ribelli sconfitti.</strong></p>

<p>E infatti l’8 aprile vengono caricati sul web due video terribili ( <a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=0K9H8dh12uE" target="_blank">questo</a> e <a style="color: #0000ff" href="https://www.youtube.com/watch?v=m4lkf1SNcJI&amp;bpctr=1523547422" target="_blank">questo</a>) messi in rete proprio dai ribelli di Jaish al-Islam. Sono immagini di circa una trentina di civili morti dentro locali chiusi (forse una casa o un rifugio), tra cui donne e bambini. Si tratta di immagini terrificanti di cadaveri con sintomi chiari di soffocamento chimico; <strong>dai video non è possibile identificare né il luogo, né la cronologia</strong>.</p>
<p>A farlo ci pensa <a href="https://twitter.com/SyriaCivilDef/status/983768284133806080?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E983768284133806080&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2F2018%2F04%2F12%2Fattacco-chimico-douma-siria-russia-prove%2F" target="_blank">questo altro video pubblicato su Twitter il giorno dopo dagli Elmetti Bianchi</a>, la Ong fondata dai Servizi britannici e finanziata da Arabia Saudita e Usa, composta per lo più da miliziani delle formazioni jihadiste e che opera esclusivamente (e non a caso) nei territori occupati dai ribelli anti-Assad (una sorta di struttura logistica e propagandistica dei ribelli che opera sotto copertura di organizzazione umanitaria in modo da poter ricevere finanziamenti dall’Occidente). Il video mostra un contenitore giallo simile a quello utilizzato per bombe al cloro che sarebbe entrato dal tetto di un palazzo di Douma.</p>
<p>Ma è sopratutto <a style="color: #0000ff" href="https://video.repubblica.it/mondo/siria-decine-di-morti-per-sospetto-attacco-chimico-a-douma-bambini-soccorsi-e-lavati/301701/302329" target="_blank">il più famoso video girato nell’ospedale di Douma</a> a decretare per il mainstream e per i governi occidentali la colpevolezza di Assad davanti all&#8217;opinione pubblica internazionale.</p>
<p>Le immagini concitate dei soccorsi a bambini con maschere di ossigeno e lavati con acqua per disinfettarli dagli agenti chimici, fecero il giro del mondo e procurarono la reazione violenta di tutti <strong>i leader occidentali particolarmente inclini alle suggestioni del mainstream</strong>; tanto che il 14 Aprile i bombardieri di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna attaccarono (illegalmente) la Siria colpendo obiettivi ritenuti e sopratutto concentrando i missili sul un Centro Ricerche a Damasco, considerato dalla Cia uno dei laboratori di armi chimiche del regime;<a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-non-cerano-armi-chimiche-la-verita-nascosta-dietro-gli-attacchi/" target="_blank"> ma che abbiamo dimostrato in questo articolo</a> essere stato ispezionato dall’OPCW un mese prima senza risultato (uno strano e mai chiarito bombardamento contro un obiettivo inutile).</p>
<p><strong>Il video dell’ospedale di Douma <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/13/siria-1957-false-flag-e-la-storia-che-si-ripete/" target="_blank">si dimostrerà un clamoroso falso</a></strong>. Robert Fisk, primo giornalista occidentale ad entrare nella città liberata si recherà all’ospedale, intervisterà medici e pazienti e scoprirà la verità in un reportage che farà il giro del mondo:  quelle immagini erano vere, ma quei bambini non avevano subìto un attacco chimico ma un principio di soffocamento a causa della polvere del crollo del rifugio dove erano rifugiati. E le immagini dei lavaggi furono costruite dai ribelli e dagli Elmetti Bianchi per inscenare un attacco chimico che non c’era mai stato.</p>
<p>La stessa storia di un anno prima a Khan Shaykhun; anche in quel caso l&#8217;attacco avvenne puntualmente a ridosso della vittoria di Assad e dopo le dichiarazioni di Trump di un disimpegno Usa verso la Siria (per chi volesse approfondire, sulla storia delle False Flag e del loro uso in Siria <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/13/siria-1957-false-flag-e-la-storia-che-si-ripete/" target="_blank">ne abbiamo parlato qui</a>).</p>

<p><strong>A distanza di 4 mesi, la verità su ciò che è successo a Douma, non è stata chiarita</strong>. Nonostante tre mesi di attività del team investigativo dell’OPCW, bisognerà aspettare ancora. <strong>L’unica certezza è che gas nervini non sono stati usati. </strong>Qualsiasi altra conclusione <strong>è pura manipolazione della verità da parte di un mainstream occidentale abituato ormai a mettere presunti colpevoli sul banco degli imputati addirittura prima ancora che l’accusa sia formulata.</strong></p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>
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		<title>Dove va la Turchia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/va-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2018 07:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180515143141_26398859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180515143141_26398859.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180515143141_26398859-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180515143141_26398859-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180515143141_26398859-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Turchia si allontana sempre di più dall’Occidente. Almeno questa è la convinzione della Casa Bianca e di molte Cancellerie europee dopo la vittoria di Erdogan alle elezioni di domenica scorsa. Erdogan ha vinto come previsto ma non ha stravinto; la sua vittoria non è stata un plebiscito eppure, grazie alla riforma Costituzionale dello scorso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/va-la-turchia.html">[...]</a></p>
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<p>Erdogan <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/alle-radici-del-trionfo-di-erdogan-le-roccaforti-della-turchia-profonda/" target="_blank">ha vinto come previsto ma non ha stravinto</a>; la sua vittoria non è stata un plebiscito eppure, grazie alla riforma Costituzionale dello scorso anno, i suoi poteri sono ora quasi assoluti a partire dall’abolizione del premierato e dalla concentrazione dei poteri legislativi ed esecutivi nelle sue mani, fino alla riduzione del ruolo di controllo del Parlamento, oltre all’endemica attività repressiva contro opposizioni e, più o meno finti, golpisti.</p>
<p>Per la prima volta dopo 16 anni, il partito del Presidente (l’AKP) non avrà la maggioranza assoluta. Erdogan quindi governerà con l’appoggio fondamentale dell’altro partito della colazione, il MHP, formazione della destra nazionalista pan-turca e anti-occidentale e braccio politico dei Lupi Grigi l’organizzazione paramilitare famosa per il suo coinvolgimento nell’attentato a Papa Giovanni Paolo II.</p>
<p><strong>Questo potrebbe spingere la Turchia ad una maggiore integrazione con l’Eurasia allontanandola dall’Occidente con cui oggi Erdogan va sempre meno d’accordo</strong>.</p>
<p>L’ultimo episodio qualche giorno fa ad Ankara quando, durante la riunione con i membri dell’Associazione Europea del Libero Scambio (<a style="color: #0000ff" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_europea_di_libero_scambio" target="_blank">EFTA</a>), il ministro dell’economia turco <a style="color: #0000ff" href="https://www.reuters.com/article/turkey-trade-idAFL8N1TT2II" target="_blank">Nihat Zeybekci, ha dichiarato che</a> la Turchia non <em>“si ritiene vincolata”</em> dalla sollecitazione americana ai paesi alleati di interrompere le importazioni di petrolio dall’Iran; ma solo se la decisione sarà presa dalle Nazioni Unite. Di per sé la questione non è sconvolgente; anche l’Europa non ha seguito Washington nella sua contrapposizione con Teheran.</p>
<p>Il vero problema è che il ministro turco ha aggiunto che <strong>Ankara <em>“farà attenzione affinché l’Iran, paese amico e fratello, non subisca ingiustizie o torti in questo ambito”; </em></strong>che un membro della Nato definisca &#8220;amico e fratello&#8221; un Paese che l’America ritiene sponsor del terrorismo, mostra la distanza ormai abissale tra i due mondi.</p>
<p>Qualche settimana prima era scoppiata <strong>una crisi senza precedenti tra Turchia e Austria</strong>, quando il governo sovranista del giovane cancelliere Sebastian Kurz aveva deciso di chiudere sette moschee sunnite (tra cui quella turca di Vienna) ed espellere una quarantina di imam finanziati dalla Turchia, rei di aver violato la legge che vieta di riceve finanziamenti dall’estero.</p>

<p>Erdogan aveva risposto in piena campagna elettorale con toni da guerra, ammonendo circa il possibile scontro tra <a style="color: #0000ff" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/erdogan-minaccia-mosse-austria-porteranno-guerra-religione-1538976.html" target="_blank">“Crociati e Mezzaluna”</a>e aprendo una grande discussione circa la lealtà e l&#8217;integrazione dei 300 mila turchi che vivono in Austria nella stragrande maggioranza suoi fedelissimi (alle ultime elezioni il 72% di loro ha votato per l’AKP).</p>
<p><strong>Due sono le questioni più urgenti su cui la Turchia di Erdogan giocherà in futuro un ruolo preminente di tensione con l&#8217;Occidente: immigrazione (UE)  e Siria (USA).</strong></p>
<p>Immigrazione e UE</p>
<p>L’Europa ha bisogno della Turchia perché <a style="color: #0000ff" href="http://www.europarl.europa.eu/legislative-train/theme-towards-a-new-policy-on-migration/file-eu-turkey-statement-action-plan" target="_blank">i 6 miliardi che l’UE ha accordato di versare ad Ankara entro il 2018</a> per contenere e arginare il flusso migratorio che preme sui Balcani da Oriente, potrebbero non essere sufficienti nel caso di un aumento di tensione con Erdogan. Fino ad oggi Ankara ha mantenuto i patti bloccando nei suoi campi di accoglienza gli oltre 3 milioni di profughi siriani, afghani, iracheni che fuggono dal Medio Oriente incendiato dalle guerre umanitarie dell’Occidente e dal terrorismo sunnita (Isis, Al Qaeda) armato e finanziato da Arabia Saudita e dalla stessa Turchia.</p>
<p>Un allarme in questo senso <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/erdogan-avverte-la-merkel-la-germania-si-sta-suicidando/" target="_blank">suonò un anno fa</a> quando, una crisi generata dal divieto di Germania e Olanda di consentire ai ministri di Erdogan di recarsi a fare propaganda in quei paesi ai cittadini turchi (1,5 milioni in Germania e 250 mila in Olanda) in vista del Referendum costituzionale, portò il Presidente turco a minacciare l’apertura delle frontiere e la rottura dell’accordo.</p>
<p>Non è un caso che tra le conclusioni dell’ultimo vertice europeo di Bruxelles, è specificato che l’Europa s’impegna compiere gli sforzi necessari <em><a style="color: #0000ff" href="http://www.consilium.europa.eu//media/35936/28-euco-final-conclusions-en.pdf" target="_blank">“per attuare pienamente la dichiarazione UE-Turchia”</a></em>, prevenire nuovi attraversamenti dalla Turchia e arrestare i flussi.</p>
<p>Siria/USA</p>
<p>All’inizio del conflitto siriano la Turchia si è schierata apertamente con la coalizione a guida Usa formalmente creata per combattere l’avanzata del Califfato Islamico ma che in Siria ha operato e tuttora opera (<a href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-loccidente-fuorilegge/" target="_blank">fuori dal diritto internazionale)</a> per generare il regime change del governo di Assad.</p>
<p>Poi la svolta: l’avvicinamento a Putin una volta capito che Assad non sarebbe stato sconfitto e un accordo di partecipazione al processo di pace di Astana con la possibilità di ottenere il controllo dei territori settentrionali strappati ai curdi con la vittoriosa campagna militare di Afrin condotta con l&#8217;indifferente complicità dell&#8217;Occidente che sempre consente ai suoi &#8220;alleati&#8221; di violare ogni legge internazionale e diritto umanitario; e infine costringendo gli Usa a “tradire” i curdo-siriani del SDF cedendo anche Manbij e creando una zona cuscinetto a ovest dell’Eufrate.</p>
<p>L&#8217;ossessione anti-curda di Erdogan si è accentuata negli ultimi anni mettendo in difficoltà l&#8217;Occidente per il quale i curdi sono stati alleati e combattenti eroici contro Daesh. Due mesi fa <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/erodgan-vs-macron-la-turchia-si-sfilera-dalla-nato/" target="_blank">la Turchia ha rischiato la rottura dei rapporti diplomatici con Parigi</a> le cui mire espansionistiche in Siria si appoggiano proprio sull&#8217;alleanza con i curdi</p>
<p>Conclusione</p>
<p><strong>L’Europa ha bisogno della Turchia ma la Turchia sta diventando una minaccia per l’Europa</strong>; Se il nuovo governo Erdogan scivolerà sempre più verso un’autocrazia islamista le tensioni con l’Occidente prevarranno. Questa può essere una condizione ideale per sviluppare nuove politiche di integrazione e far giocare ad Ankara un ruolo regionale di cerniera con l’Eurasia, oppure lo sbocco di una crisi irreversibile.</p>
<p>Nel frattempo la Turchia sta avvicinandosi sempre più a Mosca e a Pechino con accordi commerciali, energetici e militari. La possibilità che Ankara entri nel <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2016/07/02/leuropa-fallisce-leurasia-cresce/" target="_blank">Gruppo di Shangai (ormai Organizzazione globale)</a> non è lontana e conviene di più che rimanere l&#8217;eterno invitato non desiderato al tavolo dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Certo è che nel caso di uno scontro tra Occidente ed Eurasia, oggi probabilmente la Turchia, membro della Nato e con quasi 3 milioni di cittadini residenti in Europa (molti con doppia cittadinanza), guarderebbe più ad Est. <strong>L&#8217;Europa è avvertita</strong>.</p>

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		<title>Come l&#8217;Ucraina reprime le minoranze nazionali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lucraina-reprime-le-minoranze-nazionali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 11:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’11 Giugno scorso a Černivci (la Cernovizza conosciuta dagli italiani) nell’Ucraina occidentale, agenti del Sbu il Servizio di Sicurezza di Kiev, hanno fatto irruzione all’interno del Centro Culturale romeno “Eudoxia Gurmuzaki”; hanno sequestrato libri, giornali, computer e denunciato 7 persone. Un mese prima, in occasione della celebrazione per i 100 anni dell’unità della moderna Romania, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lucraina-reprime-le-minoranze-nazionali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’11 Giugno scorso a Černivci (la Cernovizza conosciuta dagli italiani) nell’Ucraina occidentale, agenti del Sbu il Servizio di Sicurezza di Kiev, <a style="color: #0000ff" href="https://ru.tsn.ua/svit/v-chernovcah-sbu-obyskivaet-obschestvennuyu-organizaciyu-za-prizyvy-k-separatizmu-1169466.html" target="_blank">hanno fatto irruzione</a> all’interno del Centro Culturale romeno <em>“</em>Eudoxia Gurmuzaki”; hanno sequestrato libri, giornali, computer e denunciato 7 persone. Un mese prima, in occasione della celebrazione per i 100 anni dell’unità della moderna Romania, gli iscritti del Centro avevano esposto una mappa geografica relativa al 1918-1940 in cui la regione di Černivci (compresa nella Bessarabia) era parte dello Stato romeno. Quanto è bastato per indurre la Corte penale a denunciare i responsabili del Centro culturale (cittadini ucraini della minoranza romena) per “incitamento a commettere azioni volte a modificare i confini del territorio dell&#8217;Ucraina in violazione della Costituzione&#8221;.</p>
<p>Il caso ha creato un grave incidente diplomatico tanto che il ministro degli Esteri di Bucarest ha convocato l’ambasciatore di Kiev per protestare ufficialmente sul trattamento riservato ai cittadini della minoranza romena.</p>
<p>L’episodio è solo l’ultimo di una serie di <strong>intimidazioni</strong> che il governo di Kiev sta compiendo contro le minoranze nazionali residenti in Ucraina.</p>
<p>Nel febbraio scorso il premier ungherese <strong>Orbán</strong> ha bloccato l’incontro dei ministri Nato con il rappresentante ucraino, per protestare ufficialmente contro la nuova legge sull’istruzione promulgata da Kiev che di fatto impedisce l’insegnamento della lingua originaria ai bambini delle minoranze linguistiche. Budapest ha presentato un memorandum contro quella che ritiene una legge discriminatoria non in linea con i dettami dell’Ue.</p>
<p>Gli ucraini hanno risposto affermando che la legge serve a ridurre l’influenza di Mosca nella regione essendo il russo la seconda lingua parlata in Ucraina; ma di fatto colpisce tutte le minoranze linguistiche compresi i 150.000 ungheresi che vivono nell’Oblast occidentale della Transcarpazia dove rappresentano la minoranza più numerosa.</p>

<p>Lo scontro tra Ungheria e Ucraina è stato così forte che <a style="color: #0000ff" href="https://www.rferl.org/a/us-nato-urge-hungary-ukraine-settle-language-law-dispute-blocking-nato-meeting-ministerial/29038565.html" target="_blank">sono dovuti intervenire il Segretario Generale della Nato Soltenberg e Washington</a>, per invitare le parti a trovare una soluzione di fronte alla decisione degli ungheresi di ostacolare qualsiasi integrazione dell’Ucraina con la Nato e con l’Ue se la legge non sarà cancellata.</p>
<p>Anche la <strong>Moldavia</strong> è sul piede di guerra contro Kiev; il Presidente <a style="color: #0000ff" href="https://korrespondent.net/world/worldabus/3885259-dodon-raskrytykoval-zakon-ukrayny-ob-obrazovanyy" target="_blank">Igor Dodon ha dichiarato</a> che il comportamento ucraino <em>“rischia di emarginare l’ampia comunità di moldavi”</em>; e ha ammonito che <em>&#8220;in Moldavia i diritti della comunità ucraina sono rispettati”</em> e che l’insegnamento dell’ucraino nelle scuole è consentito.</p>
<p>Il problema non sono solo le leggi del governo ma anche le crescente intimidazioni delle organizzazioni di estrema destra ucraine (tollerate dal governo) contro i rappresentanti delle minoranze.</p>
<p>Nel novembre scorso a Kiev, un gruppo di attivisti appartenenti a Svoboda, il partito ucraino dichiaratamente neo-nazista e anti-semita,<a style="color: #0000ff" href="http://bucpress.eu/politica/fostul-partid-na%C5%A3ional-socialist-al-5429" target="_blank"> hanno interrotto con la forza il Forum delle Minoranze nazionali</a> che ogni anno si svolge nella capitale ucraina alla presenza di diversi parlamentari europei provenienti da Moldavia, Ungheria, Polonia e Romania, accusandoli di essere separatisti al soldo di nazioni straniere. Un atto senza precedenti che dimostra la crescente tensione in Ucraina.</p>
<p>Il pericolo di una &#8220;ucrainizzazione&#8221; forzata</p>
<p>Sempre più osservatori temono che una sorta di “ucrainizzazione” del Paese sia in atto, cavalcata dai movimenti più estremisti ma legittimata dalla copertura che questi hanno da parte del governo filo-occidentale di Kiev.</p>
<p>Dopo la rivoluzione di Piazza Maidan del 2011<a style="color: #0000ff" href="https://www.youtube.com/watch?v=-_FIAF2h4XA" target="_blank"> finanziata da Washington e dai circoli dell’élite mondiale </a>(<a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2015/07/02/le-lettere-di-soros-e-il-manovratore-della-crisi-ucraina/" target="_blank">George Soros ha rivendicato pubblicamente il suo ruolo</a> nella deposizione del governo filo-russo di Yanukovich) l’ingresso dell’Ucraina nell’orbita occidentale si è accompagnata ad un crescente sospetto circa la reale democraticità del governo di Kiev.</p>
<p>La <a style="color: #0000ff;" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/01/11/donbass-la-guerra-fantasma/?repeat=w3tc" target="_blank">guerra civile in Donbass</a> con cui la popolazione russa di quella regione rivendica la propria indipendenza, è letta in Occidente secondo lo schema classico e russofobico dell’aggressione di Mosca verso un vicino un tempo suo alleato.</p>
<p>In realtà lo scenario è più complesso: sembra esserci in atto un vero e proprio processo di “ucrainizzazione” da parte di Kiev contro tutte le minoranze nazionali presenti nel Paese e che in <strong>Donbass</strong> è sfociato in guerra civile perché in quella regione i russi sono maggioranza.</p>
<p>Ucrainizzazione che spiega le forti preoccupazioni di Ungheria, Polonia, Romania e Moldavia contro le politiche discriminatorie del governo Poroshenko.</p>

<p><strong>Certo è che il dossier Ucraina è uno dei più caldi per l’Europa</strong>; l’ipotesi di ingresso di Kiev nell’Ue e nella Nato non può non fare i conti con un Paese economicamente dipendente dagli aiuti occidentali (Europa in primis), con una fortissima corruzione interna degli apparati dello Stato (il recente caso Babchenko, <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/06/04/caso-babchenko-i-russi-non-centrano/" target="_blank">come abbiamo spiegato qui</a>, lo dimostra), e con un governo fortemente infiltrato e condizionato da elementi ed organizzazioni para-mlitiari neonaziste utilizzate senza scrupoli contro gli indipendentisti russi in Donbass e tollerate politicamente nel resto del Paese.</p>
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		<title>Caso Skripal sempre più complicato:  anche la Nato possiede il Novichok</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caso-skripal-anche-la-nato-possiede-il-novichok.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 07:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-1024x700.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Novichok, la micidiale sostanza chimica di fabbricazione sovietica utilizzata per avvelenare l’ex spia russa Sergej Skripal, è stata prodotta anche in alcuni Paesi Nato negli anni successivi alla caduta del Muro di Berlino. Lo rivela un’inchiesta giornalistica tedesca condotta congiuntamente dal settimanale Die Zeit e dal quotidiano bavarese Süddeutsche Zeitung. Secondo le rivelazioni, il Novichok &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-skripal-anche-la-nato-possiede-il-novichok.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1520940666-getty-20180311174508-259310181-1024x700.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Novichok</strong>, la micidiale sostanza chimica di fabbricazione sovietica utilizzata per avvelenare l’ex spia russa <strong>Sergej Skripal</strong>, è stata prodotta anche in alcuni Paesi Nato negli anni successivi alla caduta del Muro di Berlino. Lo rivela <a style="color: #0000ff" href="https://www.zeit.de/politik/ausland/2018-05/geheimdienst-nowitschok-bnd-nervengift-russland" target="_blank">un’inchiesta giornalistica tedesca</a> condotta congiuntamente dal settimanale <em>Die Zeit</em> e dal quotidiano bavarese <em>Süddeutsche Zeitung</em>.</p>
<p>Secondo le rivelazioni, <strong>il Novichok arrivò in Germania agli inizi degli anni &#8217;90 grazie ad un’operazione segreta del Bnd, il Servizio d’Intelligence tedesco</strong>.</p>
<p>Uno degli scienziati russi che aveva partecipato alla creazione della formula, la cedette insieme ad alcuni campioni del veleno agli 007 di Berlino in cambio di una fuga in Occidente e di una protezione per lui e la sua famiglia.</p>
<p>Erano gli anni dell’implosione dell’Unione Sovietica, ma anche quelli in cui sembrava che la Guerra fredda fosse realmente finita; proprio per questo la Germania era stata tra i paesi più attivi nella messa a bando delle armi chimiche tanto da imporre agli americani di portare fuori dal Paese quelle in dotazione alla Nato. Per questo motivo il campione di Novichock non fu testato in Germania ma in <strong>Svezia</strong>.</p>

<p>L’operazione fu autorizzata direttamente dall’allora Cancelliere Helmut Kohl il quale decise poi di condividere le informazioni prese con i governi di Usa e Gran Bretagna.</p>
<p><strong>Successivamente 5 paesi Nato iniziarono a produrre, seppure in piccola quantità, il Novichok</strong>, ufficiosamente per testare gli strumenti di difesa al veleno in caso di attacco.</p>
<p>Novichok e smoking gun</p>
<p>La rivelazione è importante perché potrebbe rimettere in discussione la ricostruzione fatta dalla Gran Bretagna sul tentato avvelenamento di Sergej Skripal, l’ex spia russa passata agli inglesi e già graziata dal Cremlino anni fa; ricostruzione secondo cui, l’uso del Novichock sarebbe la &#8220;pistola fumante&#8221; del coinvolgimento di Mosca nell’avvelenamento (su questo strano attentato e sulle anomalie che esso presenta, <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/03/17/colpire-putin-per-educarne-100/" target="_blank">abbiamo già scritto qui</a>).  </p>

<p>Il caso Skripal ha portato ad una crisi diplomatica gravissima tra Londra e Mosca dopo che il Primo Ministro britannico Theresa May, ha dichiarato “altamente probabile” che ci fosse proprio il Cremlino dietro il tentativo di omicidio; cosa che ha aperto la strada all&#8217;accusa di Terrorismo di Stato contro Mosca e ad una crisi diplomatica senza precedenti tra Occidente e Russia.</p>
<p>L’accusa si è basata proprio sul fatto che il Novichok era “un agente nervino di tipo militare prodotto in Russia”, come ha ricordato l’agguerrito ministro degli Esteri britannico <strong>Boris Johnson</strong>. Accusa peraltro smentita dagli stessi scienziati inglesi che hanno specificato di non poter accertare l’origine di provenienza del veleno usato <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/05/skipral-e-il-tweet-sparito-loccidente-delle-fake-news/?repeat=w3tc" target="_blank">costringendo il Ministro ad un clamoroso dietrofront</a>.</p>
<p><strong>Ora la notizia che il Novichock è stato prodotto anche in alcuni paesi della Nato</strong> (oltre che in altri dell’allora Patto di Varsavia e oggi membri di Nato e Ue, come la Repubblica Ceca) <strong>e che potrebbe essere in possesso dei loro Servizi d’Intelligence, rende più intricata la spy story</strong>.</p>
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		<title>Documenti segreti e strane dimissioni  preparano il cambio di regime in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-regime-change-tra-documenti-segreti-e-oscure-dimissioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 18:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tero Varjoranta è un fisico finlandese con una grandissima esperienza nel campo della sicurezza nucleare. Dal 2013 è stato Direttore dell’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Due giorni fa si è improvvisamente dimesso per ragioni che non sono state chiarite e che, nel comunicato ufficiale, sono “personali e riservate”. Le sue dimissioni sono arrivate pochi giorni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-regime-change-tra-documenti-segreti-e-oscure-dimissioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-regime-change-tra-documenti-segreti-e-oscure-dimissioni.html">Documenti segreti e strane dimissioni  preparano il cambio di regime in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180511183031_26366029-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tero Varjoranta è un fisico finlandese con una grandissima esperienza nel campo della sicurezza nucleare. Dal 2013 è stato Direttore dell’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.</p>
<p>Due giorni fa <a style="color: #0000ff" href="https://www.reuters.com/article/us-un-nuclear-official/un-nuclear-watchdogs-inspections-chief-quits-suddenly-idUSKBN1IC21P" target="_blank">si è improvvisamente dimesso</a> per ragioni che non sono state chiarite e che, nel comunicato ufficiale, sono <em>“personali e riservate”</em>. Le sue dimissioni sono arrivate pochi giorni dopo le <a style="color: #0000ff" href="https://apnews.com/f4755c425bc5419eb36915029f2f64dd/The-Latest:-UN-found-no-traces-of-Iran-nuclear-arms-program" target="_blank">dichiarazioni del Premier israeliano Netanyahu</a> sul fatto che Teheran in questi anni avrebbe mentito sulle proprie attività nucleari e dopo la decisione di Donald Trump di uscire dall’accordo JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action) riaccendendo il conflitto con la Repubblica islamica.</p>
<p>Varjoranta è stato in questi anni uno dei principali mediatori con Teheran sulla questione del nucleare; il tecnico e diplomatico che ha fatto ispezionare i siti iraniani e verificato che il programma di armamento non convenzionale si fosse interrotto. All’indomani delle accuse di Netanyahu che hanno portato alla svolta americana, l’Aiea da lui diretta ha ribadito che da dopo il 2009 <a style="color: #0000ff" href="https://apnews.com/f4755c425bc5419eb36915029f2f64dd/The-Latest:-UN-found-no-traces-of-Iran-nuclear-arms-program" target="_blank">&#8220;non esistono indizi credibili che l’Iran persegua un programma coordinato di armamento nucleare&#8221;</a>.</p>
<p>Un giorno dopo le dimissioni di Varjoranta, <a style="color: #0000ff" href="http://foreignpolicy.com/2018/05/11/top-state-department-nuclear-expert-announces-resignation-in-wake-of-trump-iran-deal-exit/" target="_blank">un’altra figura centrale dell’accordo ha lasciato il proprio posto</a>: l’americano Richard Johnson, uno dei massimi esperti al mondo di proliferazione nucleare e uomo cardine del Office of Iran Nuclear Implementation del Dipartimento di Stato Usa. Anche lui non ha chiarito le ragioni delle dimissioni.</p>
<p>Strane minacce</p>
<p>Il motivo del perché due dei tecnici più apprezzati che hanno lavorato al JCPOA abbiano deciso di lasciare i loro rispettivi incarichi si avvolge di mistero; la loro decisione appare inspiegabile considerando oltretutto che l’accordo rimane in vigore con gli altri Paesi che lo hanno sottoscritto: e cioè i membri del Consiglio permanente dell’Onu (Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna), la Germania e poi in aggiunta l’Unione Europea.</p>
<p>Subito dopo le due dimissioni, negli ambienti neo-con Usa (in prima linea per spingere Trump al conflitto con l’Iran) e negli ambienti dell’opposizione iraniana sono state fatte circolare voci di ragioni legate ad un presunto giro di tangenti iraniane che coinvolgerebbero tecnici e politici occidentali.</p>

<p>Raman Ghavami, analista curdo-iraniano legato ai circoli occidentali ed editorialista del Jerusalem Post, <a style="color: #0000ff" href="https://twitter.com/Raman_Ghavami/status/993932711315329025" target="_blank">in un twitter ha rivelato che</a> il primo consigliere del ministro degli Esteri iraniano Ansari Zarif, avrebbe minacciato gli europei che se non si fossero opposti alla decisione Usa e si fossero piegati alle richieste di Trump di interrompere gli accordi commerciali “l’Iran avrebbe rivelato i nomi dei politici europei pagati durante gli accordi sul nucleare”.</p>
<p dir="ltr" lang="en">H.J.Ansari Zarif’s senior advisor: “If Europeans stop trading with Iran and don’t put pressure on US then we will reveal which western politicians and how much money they had received during nuclear negotiations to make <a href="https://twitter.com/hashtag/IranDeal?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IranDeal</a> happen.”<br />That would be interesting.<a href="https://twitter.com/hashtag/JCPOA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#JCPOA</a></p>
<p>— Raman Ghavami (@Raman_Ghavami) <a href="https://twitter.com/Raman_Ghavami/status/993932711315329025?ref_src=twsrc%5Etfw">8 maggio 2018</a></p>
<p>La notizia, non comprovata da alcun elemento, è immediatamente rimbalzata <a style="color: #0000ff" href="http://www.thegatewaypundit.com/2018/05/oh-boy-iranian-regime-threatens-to-release-names-of-western-officials-who-took-bribes-to-pass-nuke-deal/" target="_blank">sui siti più estremi della destra neo-con Usa </a>come prova che la decisione di Trump starebbe scoperchiando le complicità dei deboli europei.</p>
<p>Documento segreto</p>
<p>La realtà è forse più semplice: <strong>in Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno un nemico storico la cui capitolazione è l’obiettivo da sempre dei disegni di egemonia americana: l’Islam sciita</strong>. Non solo per ragioni geopolitiche ma anche perché Iran e Siria rappresentano i fondamentali avversari dei due alleati storici di Washington: Israele e Arabia Saudita.</p>
<p>Fallito il regime change in Siria attraverso l’induzione di una guerra di aggressione travestita da guerra civile, Washington e i suoi alleati mediorientali hanno deciso di indirizzare il conflitto direttamente contro l’Iran.</p>

<p><strong>Lo schema sembra essere lo stesso del 2002 contro l’Iraq: diffondere un falso pericolo di minaccia per la sicurezza mondiale in capo ad un regime ostile e determinare il suo abbattimento</strong>.</p>
<p>Il pericolo di ieri erano le armi chimiche di Saddam (inesistenti); il pericolo di oggi è la presunta bomba atomica degli ayatollah (anch’essa inesistente almeno per quanto affermano l&#8217;Aiea e gli europei). Cambia però la strategia sul come attuare il regime change; <strong>all’invasione militare in Iraq, oggi Washington sostituisce lo “strozzamento economico” dell’Iran con l’appoggio all’opposizione anti-ayatollah che s’intensificherà con la crisi economica indotta artificialmente</strong>.</p>
<p>Il <a href="http://freebeacon.com/national-security/white-house-examining-plan-spark-regime-change-iran/#" target="_blank">Washington Free Bacon, giornale d’inchiesta di area conservatrice, ha svelato il piano studiato dal SSG</a> (Security Studies Group), il think tank di analisti e consiglieri della Casa Bianca vicini al falco neo-con John Bolton, oggi Consigliere alla Sicurezza Nazionale di Trump e principale sponsor di un intervento contro l’Iran.</p>
<p>Come ha spiegato il Presidente del SSG, Jim Hanson: &#8220;l’&#8217;amministrazione Trump non intende inviare carri armati per rovesciare direttamente il regime iraniano. Ma auspica di poter trattare con un governo post-mullah a capo di un Iran privo di armi nucleari e meno pericoloso&#8221;. Da qui il sostegno &#8220;alle minoranze etniche e religiose oppresse dal regime per creare le condizioni per una campagna efficace volta a spaccare lo Stato iraniano&#8221;.</p>
<p><strong>Ed è questa la vera ed unica ragione della decisione di abbandonare il JCPOA: non prove di armi nucleari ma necessità di non avere vincoli o accordi con Teheran per poter generare il regime change in Iran</strong>.</p>
<p>E questo è anche il motivo per cui  Washington vuole che il sistema della sanzioni contro l’Iran sia il più totale possibile da parte dell’Occidente, per mettere in ginocchio quell&#8217;economia.</p>
<p>Da qui il contrasto con gli europei (Germania, Francia e Italia in primis) che non intendono annullare le decine e decine di miliardi di euro di accordi commerciali e industriali con l’Iran; sopratutto dopo la perdita di fatturato che le imprese europee sono state costrette a subire a causa delle sanzioni alla Russia imposte da Washington e Londra.</p>

<p>Se l&#8217;Europa dovesse mantenere le sue posizioni sul JCPOA e sull&#8217;Iran, Washington sarà costretta a scegliere tra le pressioni di Israele e Arabia Saudita affinché il regime iraniano venga abbattuto o la tenuta dell&#8217;unità dell&#8217;Occidente. È evidente che nella decisione di Trump giocherà un ruolo il desiderio americano di riprendere, dopo i disastri compiuti in Libia e Siria, quel ruolo guida in Medio Oriente oggi offuscato dalla Russia di Putin.</p>
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		<title>Dipartimento di Stato Usa ammette:  &#8220;Gli elmetti bianchi lavorano per noi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 11:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Caschi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Stato Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Qualche giorno fa Heater Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, nel consueto briefing con la stampa ha affermato: “Riconosciamo, apprezziamo e siamo molto grati ai White Helmets per tutto il lavoro che stanno facendo per la gente del proprio paese e per conto del Governo degli Stati Uniti e delle forze della coalizione”. [Best_Wordpress_Gallery &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dipartimento-usa-white-helmets-lavorano-conto-del-governo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180410103532_26139609-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Qualche giorno fa Heater Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, <a style="color: #0000ff" href="https://www.state.gov/r/pa/prs/dpb/2018/04/280609.htm" target="_blank">nel consueto briefing con la stampa ha affermato</a>: “Riconosciamo, apprezziamo e siamo molto grati ai White Helmets per tutto il lavoro che stanno facendo per la gente del proprio paese e <strong>per conto del Governo degli Stati Uniti e delle forze della coalizione</strong>”.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;895&#8243; gal_title=&#8221;IDLIB NEL CAOS&#8221;]</p>
<p>Alla domanda della giornalista della CBS Kylie Atwood se, dopo la decisione di Trump di congelare 200 milioni di dollari di aiuti alla Siria, i finanziamenti stessero ancora affluendo nella casse dei White Helmets, la Nauert ha risposto: &#8220;Per quello che ne so è ancora tutto in gioco&#8221;<em>.</em></p>
<p>I finanziamenti alla Siria bloccati dalla Casa Bianca nel Marzo scorso, erano finalizzati ad opere infrastrutturali nelle aree liberate dalla coalizione anti-Isis guidata da Washington. Si trattava di soldi per la ricostruzione di strade, reti elettriche e idriche, edilizia pubblica (scuole e ospedali) e per le attività di sminamento.</p>
<p>La decisione è venuta dopo che il Presidente Trump aveva annunciato il disimpegno dalla Siria; in un comizio nell’Ohio <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cbsnews.com/news/president-donald-trump-freezes-200-million-in-funds-earmarked-for-syria-recovery/" target="_blank">era stato chiaro</a>: “È arrivato il momento di ricostruire il nostro di paese, di prendersi cura della nostra gente e di lottare per i nostri lavoratori americani”.</p>
<p><strong>Ma la dichiarazione della Nauert sposta l&#8217;attenzione su un&#8217;altra questione:  i Caschi Bianchi operano “per conto del Governo americano”? A che titolo? E sopratutto, quale attività svolgerebbero per gli Usa?</strong></p>
<p>Chi sono? Un breve riepilogo</p>
<p>I White Helmets sono saliti più volte alla ribalta della cronaca della guerra siriana e non solo per la loro attività umanitaria.</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-sono-davvero-gli-elmetti-bianchi/" target="_blank">Fondati da un ex agente dei Servizi segreti britannici</a> e finanziati con centinaia di milioni di dollari da Usa, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Qatar (ma anche da UE e Giappone), hanno svolto un ruolo fondamentale nella propaganda anti-Assad e anti-russa; <strong>a tal punto che la loro attività umanitaria di soccorso alle vittime dei bombardamenti si è spesso confusa con l’attività di informazione per il mainstream occidentale</strong>.</p>
<p>Persino Hollywood <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/oscar-ai-caschi-bianchi-tra-attori-ci-si-capisce/" target="_blank">li ha glorificati con un premio Oscar </a>per un documentario prodotto da Netflix e realizzato solo con immagini autoprodotte e con una chiave dichiaratamente propagandistica contro Assad e la Russia (nei 40 minuti che descrivono il conflitto siriano sembra quasi che Isis e Al Qaeda non esistano).</p>
<p>Il fatto inoltre che <strong>i White Helmets operino solo nei territori sotto il controllo dei gruppi ribelli più integralisti e dei terroristi delle fazioni di Al Qaeda,</strong> ha spinto diversi giornalisti indipendenti ad indagare una controversa Organizzazione umanitaria che, secondo molti analisti, sarebbe una sorta di copertura dei gruppi jihadisti anti-Assad.</p>
<p>Questo ha fatto emergere non solo lo stretto legame, ma anche il fatto che <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2016/11/24/elmetti-bianchi-un-altro-video-che-imbarazza/" target="_blank">molti dei video dei loro salvataggi, sarebbero costruzioni manipolate o vere e proprie messe in scena ad uso del mainstream occidentale</a>.</p>
<p>Qui troverte una carrellata impressionate di immagini che testimoniano come molti dei volontari dei White Hlemets <a style="color: #0000ff" href="https://clarityofsignal.com/2017/02/27/massive-white-helmets-photo-cache-proves-hollywood-gave-oscar-to-terrorist-group/" target="_blank">siano anche militanti dei gruppi jihadisti più crudeli e spietati</a>.</p>
<p>Il caso Douma</p>
<p>Robert Fisk, il giornalista britannico entrato per primo a Douma, <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/17/douma-non-fu-attacco-chimico-parola-di-robert-fisk/" target="_blank">ha raccolto le testimonianze che affermano</a> come siano stati gli Elmetti Bianchi ad inscenare il video del presunto attacco chimico circolato su tutti i media mainstream e che ha portato Usa, Gran Bretagna e Francia ad attaccare la Siria il 14 Aprile scorso.</p>
<p>Ed in effetti sono stati loro, presenti nella città occupata dagli islamisti, a postare anche le prime immagini (che ad oggi non hanno riscontro) delle vittime del presunto attacco chimico.</p>
<p>Toccherà agli ispettori dell&#8217;Opac verificare ciò che è realmente successo a Douma.</p>
<p dir="ltr" lang="en">More families were found suffocated in their houses and shelters in <a href="https://twitter.com/hashtag/Douma?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Douma</a>. The number of victıms is increasing dramatically, and the ambulance teams and the Civil Defense volunteers continue their search and rescue operations. <a href="https://twitter.com/hashtag/Doumasuffocating?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Doumasuffocating</a> <a href="https://t.co/R2Wa3JzZWg">pic.twitter.com/R2Wa3JzZWg</a></p>
<p>— The White Helmets (@SyriaCivilDef) <a href="https://twitter.com/SyriaCivilDef/status/982750331393204225?ref_src=twsrc%5Etfw">7 aprile 2018</a></p>
<p><strong> Nel frattempo rimangono due quesiti irrisolti sulla frase forse sfuggita alla signora Nauter:</strong></p>
<p><strong>gli Stati Uniti hanno bloccato i finanziamenti per la ricostruzione della Siria ma continuano a finanziare i White Helmets?</strong><strong>Quale lavoro farebbero i White Helmets, <em>“per conto del governo degli Stati Uniti”</em>?</strong></p>
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		<title>&#8220;Siria, non c’erano armi chimiche&#8221; La verità nascosta dietro gli attacchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-non-cerano-armi-chimiche-la-verita-nascosta-dietro-gli-attacchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 16:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>76 dei 105 missili da crociera lanciati da Usa, Gran Bretagna e Francia contro la Siria nella notte del 14 Aprile, hanno colpito il Centro di Ricerca di Barzah a Damasco. Sono stati “precisi, travolgenti ed efficaci” come ha affermato Kenneth Mc Kenzie, Direttore del Joint Chief Staff dello Stato Maggiore americano nella dettagliatissima conferenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-non-cerano-armi-chimiche-la-verita-nascosta-dietro-gli-attacchi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/FOTOGRAMMA_20180414194052_26177958-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>76 dei 105 missili da crociera lanciati da Usa, Gran Bretagna e Francia contro la Siria nella notte del 14 Aprile, hanno colpito il Centro di Ricerca di Barzah a Damasco.</p>
<p>Sono stati <em>“precisi, travolgenti ed efficaci”</em> come ha affermato Kenneth Mc Kenzie, Direttore del Joint Chief Staff dello Stato Maggiore americano nella <a style="color: #0000ff" href="http://www.thedrive.com/the-war-zone/20120/heres-all-the-details-the-pentagon-just-released-regarding-its-missile-attack-on-syria" target="_blank">dettagliatissima conferenza stampa</a>.</p>
<p>Il Centro Ricerche di Barzah</p>
<p>Dei 76 missili su Barzah, 57 erano Tomahawk e 19 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/AGM-158_JASSM" target="_blank">JASSM</a>; questi ultimi lanciati da aerei.</p>
<p>La versione ufficiale è che qui, nella sede del Centro di Studi e Ricerche Scientifiche Siriane <a style="color: #0000ff" href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-mattis/u-s-fires-one-time-shot-at-syria-after-chlorine-attack-idUSKBN1HL04K" target="_blank">si realizzasse lo sviluppo, la produzione e il collaudo di armi chimiche e biologiche</a>.</p>
<p>L’importanza dell’obiettivo era tale che <strong>gli occidentali c&#8217;hanno scaricato sopra oltre il 70% del volume di fuoco utilizzato</strong> per punire Assad dei suoi “presunti” crimini.</p>

<p>Le immagini satellitari <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barzah_scientific_research_centre#/media/File:US_DoD_Barzah_Research_and_Development_Center_April_2018.JPG" target="_blank">del sito di Barzah raso al suolo </a>hanno fatto il giro del mondo a dimostrazione dell’efficacia dell’operazione occidentale.</p>
<p>L&#8217;OPAC sapeva&#8230;</p>
<p>Eppure di questa storia, qualcosa non torna. <strong>Il Centro di Barzah è stato ispezionato dall’OPAC (l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche – OPCW in inglese) ben due volte</strong>.</p>
<p>L’OPAC ha poi redatto tre documenti che dimostrano lo sviluppo delle analisi sul sito siriano.</p>
<p>Nel primo documento datato <strong>24 Aprile 2017</strong> (<a style="color: #0000ff" href="https://www.opcw.org/fileadmin/OPCW/EC/85/en/ec85dg05_e_.pdf" target="_blank">codice EC-85/DG.5</a>) il Team di esperti scrive: <em>“ le prime ispezioni presso le strutture del Centro Ricerche e Studi Scientifici Siriani (SSSRC) di Barzah e Jamrayah si sono svolte dal 26 febbraio al 5 marzo 2017. Il Team d’ispezione ha prelevato campioni che sono stati inviati ai laboratori designati dall&#8217;OPCW per l&#8217;analisi. Il Segretariato è in attesa dei risultati dell&#8217;analisi prima di completare il rapporto finale dell’ispezione”</em> (pag.2 capo 9).</p>
<p>Poi a Novembre scorso l’OPAC ha effettuato una seconda ispezione descritta nel rapporto del <strong>23 Febbraio 2018</strong> (<a style="color: #0000ff" href="https://www.opcw.org/fileadmin/OPCW/EC/87/en/ec87dg16_e_.pdf" target="_blank">codice EC-87/DG.16</a>) in cui si dice: <em>“i campioni prelevati durante la missione sono stati sigillati, imballati e spediti al laboratorio OPAC che li ha ricevuti alla presenza di rappresentanti della Repubblica Araba Siriana il 15 gennaio 2018. I campioni sono stati separati il 9 Febbraio 2018 in presenza dei rappresentanti della Repubblica Araba Siriana e inviati a due laboratori scelti dall’OPAC, per le analisi”</em> (pag. 3 capo 11).</p>

<p>Ed infine il mese successivo nel report del 23 Marzo del 2018 (<a style="color: #0000ff" href="https://www.opcw.org/fileadmin/OPCW/EC/88/en/ec88dg01_e_.pdf" target="_blank">codice EC-88/DG.1</a>), l’OPAC pubblica il risultato delle analisi: <em>“ L&#8217;analisi dei campioni prelevati durante <strong>le ispezioni non hanno indicato la presenza di sostanze chimiche schedulate nei campioni</strong> e il Team d’ispezione non ha osservato <strong>alcuna attività incompatibile con gli obblighi derivanti dalla Convenzione</strong> durante la seconda ispezione presso le strutture di Barzah e Jamrayah”</em> (pag 3 capo 11).</p>
<p><strong>Quindi un mese prima del bombardamento l’OPAC sapeva che nel Centro Ricerche di Barzah non si svolgeva alcuna attività legata alla fabbricazione o utilizzo di armi chimiche o biologiche. Ma allora perché è stato distrutto?</strong></p>
<p>Allora, cosa c&#8217;era a Barzah?</p>
<p>È possibile che i governi occidentali non fossero a conoscenza dei rapporti OPAC? Ovviamente no.</p>
<p>E allora <strong>perché hanno deciso di bombardare un Centro Ricerche che con le armi chimiche non c’entrava più nulla</strong>, con un’operazione <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-loccidente-fuorilegge/" target="_blank">apertamente illegale e violando il Diritto internazionale</a>? Perché quasi tutti i missili sono stati lanciati lì con l&#8217;obiettivo di raderlo letteralmente al suolo? <strong>Hanno forse voluto distruggere qualcos&#8217;altro che non è possibile dire per non trasformare una rappresaglia per motivi umanitari, in un atto di guerra contro uno Stato sovrano? </strong>A questo serviva la storia dell&#8217;attacco chimico a Douma? A legittimare questo attacco?</p>
<p><strong>L&#8217;unica cosa certa è che americani, inglesi e francesi hanno mentito: a Barzah non c&#8217;erano armi chimiche. E l&#8217;Opac ne era a conoscenza poiché l&#8217;ha scritto nei suoi documenti. La guerra siriana è innanzitutto una guerra contro la verità.</strong></p>

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		<title>Siria: l&#8217;Occidente è fuorilegge</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-loccidente-fuorilegge.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 07:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="841" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414170453_26176278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414170453_26176278.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414170453_26176278-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414170453_26176278-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414170453_26176278-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180414170453_26176278-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Belli, nuovi e intelligenti Alla fine sono arrivati; i missili di Trump, di Macron e della signora May hanno colpito la Siria. Forse non sono stati “belli, nuovi e intelligenti” come quelli che aveva preannunciato il Presidente Usa in un tweet qualche giorno fa; ma sempre missili sono: fanno boom, distruggono e, per quanto intelligenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-loccidente-fuorilegge.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-loccidente-fuorilegge.html">Siria: l&#8217;Occidente è fuorilegge</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Alla fine sono arrivati; i missili di Trump, di Macron e della signora May hanno colpito la Siria. Forse non sono stati <em>“belli, nuovi e intelligenti”</em> come quelli che <a style="color: #0000ff" href="https://twitter.com/realdonaldtrump/status/984022625440747520" target="_blank">aveva preannunciato il Presidente Usa in un tweet qualche giorno fa</a>; ma sempre missili sono: fanno boom, distruggono e, per quanto intelligenti siano, spesso uccidono anche.</p>
<p>Ufficialmente sono stati colpiti un laboratorio di ricerca a Damasco e due presunti impianti di fabbricazione di armi chimiche ad Homs. Poca roba, più che altro un’azione dimostrativa che non ha alcun valore negli assetti del conflitto siriano.</p>
<p>Subito dopo il bombardamento, James Mattis, il Segretario alla Difesa Usa, ha dichiarato in sala stampa: <em>“per ora l’attacco è finito; abbiamo mandato un messaggio forte per dissuadere Assad dall’usare nuovamente le armi chimiche”</em>. Una frase di circostanza che aiuta a capire il carattere simbolico dell’operazione.</p>
<p><strong>Mattis, in questi giorni, è stato l’uomo dell’Amministrazione Trump che <a style="color: #0000ff" href="https://edition.cnn.com/2018/04/13/politics/trump-mattis-syria-policy/index.html" target="_blank">ha maggiormente spinto per un approccio prudente</a> sulla questione siriana; il più realista del re</strong>.</p>

<p>È lui ad aver mantenuto forti dubbi sulla veridicità dell’attacco chimico ed è lui che ha spiegato a Trump i rischi di una escalation militare in Siria e di un conflitto con russi e iraniani.</p>
<p>Al di fuori del Diritto internazionale</p>
<p>Ma c’è un aspetto dirimente della questione “Siria”, che si fa finta di non vedere; un aspetto che gli interventisti umanitari dimenticano per quieto vivere. E cioè che <strong>l’operazione militare di Usa, Gran Bretagna e Francia è avvenuta al di fuori del Diritto internazionale</strong>; nessuna risoluzione Onu l’ha autorizzata, né l’intervento è stato richiesto da alleati nell’ambito di accordi internazionali.</p>
<p><strong>In realtà l’intera presenza occidentale in Siria è illegale</strong>. La stessa coalizione anti-Isis messa in piedi da Obama (composta tra gli altri da Arabia Saudita, Turchia, Giordania, Canada, più la Nato) non ha alcun fondamento di liceità.</p>
<p>Mentre russi e iraniani agiscono su precisa richiesta d’intervento del legittimo Governo siriano (e quindi non violano alcuna sovranità nazionale), i Paesi occidentali ed i loro alleati agiscono al di fuori di ogni norma di ammissibilità.</p>

<p>Il bombardamento di ieri, così come quello di un anno fa alla base aerea di Al Shayrat, non sono motivati neppure da questioni umanitarie visto che nel momento in cui sono avvenuti non c’era alcuna prova reale dell’utilizzo delle armi chimiche da parte del regime di Assad (né a Douma né a Khan Shaykhun).</p>
<p>Nel caso dell&#8217;incidente di un anno fa, l’Onu redasse solo mesi dopo un documento che confermava la responsabilità siriana nell&#8217;attacco chimico;  un rapporto così sgangherato e contraddittorio da far pensare che sia stato redatto con l’unico motivo di giustificare a posteriori il bombardamento illegale americano (sulle incongruenze del report Onu <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/13/siria-1957-false-flag-e-la-storia-che-si-ripete/" target="_blank" rel="noopener">ne abbiamo parlato qui</a>).</p>
<p>L’invasione dell’Iraq del 2003 (basata sulla menzogna delle armi chimiche di Saddam) e la guerra in Libia del 2011 (basata sulla menzogna delle violazioni umanitarie compiute da Gheddafi) avvennero con la complicità delle risoluzioni Onu che perlomeno salvarono l&#8217;aspetto formale di quelle guerre. Nel caso della Siria, americani, britannici e francesi non hanno sentito neppure il bisogno di agire con appigli giuridici. <strong>Il principio è: siamo noi la Legge.</strong></p>
<p>Nella Conferenza sulla Sicurezza Internazionale tenutasi a Mosca il 5 Aprile scorso, <a style="color: #0000ff" href="http://www.mid.ru/en/press_service/minister_speeches/-/asset_publisher/7OvQR5KJWVmR/content/id/3153953" target="_blank">il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha denunciato</a><em> &#8220;le continue azioni unilaterali dei paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti (&#8230;) che possono squilibrare pericolosamente i meccanismi di governance globale&#8221;</em>; sospettando che <em>&#8220;il crescente disprezzo per il diritto internazionale e le organizzazioni multilaterali come l&#8217;ONU&#8221;</em> da parte di Washington,  nasconda il tentativo di liquidare le Nazioni Unite <em>&#8220;per minare la parità tra le nazioni e assicurare la superiorità militare statunitense&#8221;. </em>In questa logica, l&#8217;obiettivo Usa sarebbe <em>&#8220;mantenere una situazione di caos in Medio Oriente per giustificare la presenza militare&#8221;</em>.</p>
<p>Rimane il fatto che<strong> l’Occidente in Siria è fuorilegge, violando apertamente il Diritto internazionale come quegli Stati Canaglia che pretende di combattere</strong>. Le leadership di Washington, Londra e Parigi sembrano ormai prigioniere di se stesse, del proprio senso di sfacciata onnipotenza.</p>

<p>Tre delle maggiori potenze nucleari del mondo che bombardano illegalmente una nazione stremata da sette anni di guerra, per distruggere due magazzini e un laboratorio, <strong>non danno una prova di forza ma di un&#8217;arroganza da bulli</strong>.  L&#8217;immagine dell&#8217;Occidente nel mondo, oggi più debole, Forse è da qui che bisogna ripartire per ripensare un vero ordine multipolare garante della sovranità delle nazioni.</p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-loccidente-fuorilegge.html">Siria: l&#8217;Occidente è fuorilegge</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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