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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 15:41:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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		<title>Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Casa Bianca è stretta tra le pressioni di Israele per il Libano e quelle dell'Iran dopo la firma del Memorandum. Difficile uscirne. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html">Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se qualcuno si trovasse in mare dalle parti del Golfo Persico, alla radio di bordo potrebbe ricevere questo messaggio, inviato dalle Guardie della rivoluzione iraniane: &#8220;Poiché il ritiro delle forze israeliane dal Libano, la completa revoca del blocco marittimo e il ritiro delle forze terroristiche americane dal Golfo Persico e dalla regione sono le condizioni principali dell&#8217;accordo tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti, <strong>lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando queste condizioni non saranno soddisfatte. </strong>Al fine di garantire la sicurezza, si consiglia a tutte le navi di non avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. Qualsiasi nave o nave militare che violi questa indicazione sarà attaccata&#8221;. A stretto giro di posta i comandi dell&#8217;IDF (le forze armate di Israele) hanno risposto: &#8220;I nostri attacchi in Libano continueranno fino a quando sarà necessario. Distruggeremo l&#8217;infrastruttura di Hezbollah in Libano. <strong>Non ci sono limitazioni all&#8217;eliminazione delle minacce provenienti dal Libano&#8221;.</strong></p>



<p>Lo Stretto di Hormuz quindi torna a chiudersi e Israele, come del resto aveva annunciato nei giorni scorsi Benjamin Netanyahu, si tiene la libertà di colpire dove e quando vuole, a dispetto della banale e brutale verità annunciata da Donald Trump al capo del governo dello Stato ebraico: &#8220;Siamo l&#8217;unico alleato che avete&#8221;. E anche a dispetto dei propri annunci: gli stessi comandi dell&#8217;IDF avevano annunciato, in mattinata, un cessate il fuoco in Libano a partire dalle ore 16 locali. Così si realizza la situazione peggiore per la Casa Bianca, che <a href="https://t.me/letteradamosca/36236">nel Memorandum d&#8217;intesa firmato con l&#8217;Iran </a>aveva accettato di includere il Libano nei patti del cessate il fuoco (&#8220;Cessate il fuoco immediato e permanente tra Stati Uniti, Iran e i loro alleati su tutti i fronti, incluso il Libano, con il rifiuto di entrambe le parti di future azioni militari e la garanzia della sovranità del Libano), a quanto pare convinta di poter fermare Netanyahu. Calcolo errato, perché Netanyahu non può permettersi, in vista delle elezioni politiche, di perdere terreno nei confronti di chi lo critica &#8220;da sinistra&#8221; (in realtà una destra più presentabile, quella della coalizione <strong>Yair Lapid</strong> &#8211; <strong>Naftali Bennett</strong>) e soprattutto &#8220;da destra&#8221;, dal fronte estremista e razzista di <strong>Itamar Ben Gvir </strong>(il partito di <strong>Bezalel Smotrich</strong>, secondo gli ultimi sondaggi, non supererebbe la soglia di sbarramento), quello che oggi invita a &#8220;bruciare il Libano&#8221; e a far piangere mille madri libanesi (libanesi, si badi bene, non di Hezbollah) per ogni lacrima versata da una madre israeliana, che potrebbe &#8220;rubargli&#8221; quel tanto di voti da sottrargli la maggioranza in Parlamento. Finché spara, Netanyahu può dire che non è finita. Se smette di sparare è invece finito lui. La stessa identica condizione, a ben vedere, in cui si trova Hezbollah in Libano.</p>



<p><strong>Resta il fatto che oggi Donald Trump è esposto a un duplice ricatto.</strong> Da un lato Israele, a cui il patrocinio Usa va bene finché opera come un pozzo di San Patrizio pieno di armi, denaro e appoggio politico, ma diventa insopportabile quando cerca di porre condizioni. Dall&#8217;altro l&#8217;Iran che, accettato un Memorandum che quasi tutti (a tratti anche esagerando, a nostro parere) hanno letto come un&#8217;ammissione di sconfitta degli Usa, può pretenderne l&#8217;attuazione alla lettera, sfidando la Casa Bianca a riprendere una guerra che ha a dir poco disturbato tutti i Paesi del Medio Oriente, gran parte dei Paesi dell&#8217;Asia (solo la Cina ride sotto i baffi) e l&#8217;intera Europa. <strong>Due ricatti tra l&#8217;altro che, esercitandosi a spese di un terzo, si sostengono a vicenda: </strong>se Israele spara, l&#8217;Iran può tirare per la giacca gli Usa e accusarli di non volere o non potere mantenere i patti; se a sparare è Hezbollah, o è l&#8217;Iran a bloccare la navigazione, Israele (e la sua lobby americana) possono ripetere a Trump che il Memorandum è stato un errore clamoroso. In tutti i casi politicamente paga Pantalone, ovvero Trump, che a novembre ha lo stesso problema che ha in ottobre Netnyahu: un <em>all in</em> elettorale più che insidioso.</p>



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		<title>Russia: perché il prezzo della benzina ci parla del Cremlino e dei suoi problemi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-perche-laumento-del-prezzo-della-benzina-ci-parla-del-cremlino-e-dei-suoi-problemi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-600x395.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cinque settimane consecutive di aumento del prezzo, come non era mai successo. E i droni ucraini continuano a colpire le raffinerie... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-benzina-600x395.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra il 17 e il 18 giugno, Mosca è stata investita dal più massiccio attacco aereo ucraino dall&#8217;inizio della guerra. Le autorità cittadine hanno dichiarato che <strong>la difesa antiaerea ha abbattuto 194 velivoli nemici,</strong> ma molti altri hanno raggiunto un bersaglio. Prima di questo, l&#8217;attacco più violento era stato registrato l&#8217;11 marzo e si era parlato di 74 droni abbattuti. L&#8217;11 maggio, inoltre, l&#8217;antiaerea russa aveva intercettato 120 droni che si dirigevano verso la capitale. L&#8217;escalation è evidente. Come è chiaro che, se il centro urbano di Mosca resta relativamente protetto, altrettanto non si può dire per i grandi impianti industriali e le infrastrutture della regione circostante. <strong>L&#8217;aeroporto di Sheremetyevo, il principale del Paese, è stato precipitosamente evacuato</strong> e i passeggeri già a bordo degli aerei, come quelli in attesa nei terminal, sono stati evacuati verso i rifugi e 500 voli annullati o rinviati. Per la seconda volta in una settimana gli ucraini hanno colpito la grande raffineria di petrolio di Kapotnja, dove si sono subito sviluppati grandi incendi: <a href="https://t.me/letteradamosca/36240">le immagini dei roghi all&#8217;alba </a>sono in effetti piuttosto impressionanti.</p>



<p>Gli ucraini hanno così drammaticamente riproposto il dilemma militare che la Russia non riesce, e forse non può, risolvere: <strong>puoi proteggere tanto ma non tutto. Qualche bersaglio importante verrà comunque colpito, soprattutto nel perimetro di una struttura energetica amplissima e sparsa come quella russa. E infatti ormai avviene quasi tutti i giorni. </strong>Poco conta che nelle stesse ore i russi abbiano colpito per l&#8217;ennesima volta Kiev e i suoi dintorni. Le azioni ucraine hanno un impatto mediatico molto maggiore: la narrazione generale, largamente abusiva ma anche largamente seguita, è quella di Davide contro Golia, con Davide ovviamente più simpatico. E non è un caso se <strong>Volodymyr Zelensky,</strong> come sempre molto abile, definisce questi attacchi &#8220;le sanzioni ucraine&#8221; verso la Russia. Ma anche l&#8217;effetto è molto diverso. Perché gli ucraini da più di quattro anni hanno la guerra in casa, sul terreno e nei cieli, a causa dell&#8217;invasione russa, e purtroppo per loro sanno bene che cosa voglia dire. Mentre i russi, questa era la strategia politica ormai fallita del Cremlino, dovevano sentire il rombo della guerra lontano, molto lontano, quasi impercettibile. E se le bombe cadono su Mosca (Kapotnja non è regione, è un quartiere della capitale, se pure periferico) e su altri grossi centri, è chiaro che qualcosa non funziona. Se il ministero della Difesa deve diramare un comunicato in cui afferma di aver intercettato circa 1.000 droni ucraini in 24 ore, è chiaro che c&#8217;è un problema. E che questo 2026 sia l&#8217;anno più duro da quando <strong>Vladimir Putin </strong>ha deciso di invadere l&#8217;Ucraina, <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">non è scoperta di oggi, tanto meno per i lettori di InsideOver.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinque settimane consecutive di aumenti</h2>



<p>Il &#8220;problema&#8221;, per continuare a chiamarlo così, si manifesta in molti modi, molti più sotterranei ma non meno efficaci. L&#8217;aumento delle accise su una vasta gamma di prodotti di tecnologia domestica. L&#8217;aumento dell&#8217;Iva. L&#8217;aumento delle tasse. E, per venire più direttamente agli ultimi eventi a Mosca, <strong>l&#8217;aumento del prezzo della benzina. </strong>Nella settimana dal 9 al 15 giugno, secondo i dati Rosstat, i prezzi della benzina presso le stazioni di servizio russe sono aumentati in media dello 0,95%. Nelle ultime due settimane, poi, i prezzi alla pompa sono aumentati dell&#8217;1,93%, il doppio rispetto all&#8217;intero mese di maggio (0,85%). In totale, il prezzo della benzina in Russia cresce da 5 settimane consecutive, una performance negativa che non si era mai registrata dal 2022. E che ha investito in pratica tutto il Paese: il prezzo della benzina è cresciuto in 78 degli 89 soggetti (<strong>46</strong>&nbsp;regioni, <strong>24</strong>&nbsp;Repubbliche, <strong>9</strong>&nbsp;Territori, <strong>4</strong>&nbsp;Circondari autonomi, <strong>3</strong>&nbsp;Città federali come Mosca, San Pietroburgo e Sebastopoli e <strong>1</strong>&nbsp;Regione autonoma) della Federazione.</p>



<p>La spiegazione ufficiale di solito è racchiusa nella frase &#8220;interventi di manutenzione non programmati nelle raffinerie&#8221; che, tradotto dal politichese della propaganda, vuol dire: <strong>riparazioni dei danni nelle raffinerie più importanti colpite dai droni,</strong> come quelle di Tatneft a Nizhnekamsk, quella di Rosneft a Kuybishev, quella di Lukoil a Volgograd e, appunto, quella di Mosca. Oltre al danno indiretto (la diminuzione della produzione) ci sono quelli indiretti. Per esempio la necessità di trasportare i carburanti verso i punti colpiti o dove essi maggiormente scarseggiano, cosa che contribuisce all&#8217;aumento dei prezzi e alla crisi generale. Per non parlare dei problemi con il gasolio, tema che colpisce molto gli agricoltori del Sud della Russia. Oppure la difficoltà a procurare i pezzi di ricambio per gli impianti petroliferi a causa delle sanzioni occidentali.</p>



<p>Da qui a immaginare un prossimo crollo della Russia, o un improvviso calo delle intenzione belliche di Putin, ancora ce ne corre. Non è un caso, infatti, se tutti, da Zelensky a Trump agli europei, intimano al Cremlino di trattare. Se pensassero che la vittoria è vicina non lo farebbero, ovvio. Anche perché poi, sul terreno, succedono molte altre cose. Per esempio che sia in grossa crisi la difesa di Kostantyvika, la città-fortezza dove si combatte da quasi un anno. Che i russi abbiano appena occupato il villaggio di Rai-Aleksandrivka, postazione militare e snodo logistico strategico della resistenza ucraina. <strong>Che sia avvenuto un ennesimo scambio di salme di soldati caduti al fronte e che i russi ne abbiano restituite 522 e gli ucraini solo 33.</strong> E che le autorità europee stiano pensando di ridurre l&#8217;accoglienza ai rifugiati ucraini proprio perché Zelensky possa mandare più uomini al fronte. Ma non v&#8217;è dubbio che un evento apparentemente secondario come l&#8217;aumento del prezzo della benzina riveli, nella struttura del potere e della società russi, crepe insidiose che il Cremlino avrebbe preferito nascondere.</p>



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		<title>Russia, ingresso libero per gli ucraini</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-ingresso-libero-per-gli-ucraini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-1024x643.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-1536x965.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-600x377.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo quattro anni e mezzo di guerra, gli ucraini possono ancora entrare in Russia senza bisogno di visto. Il calcolo del Cremlino.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-1024x643.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-1536x965.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-sheremetyevo-600x377.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse non tutti sanno che <strong>i cittadini dell&#8217;Ucraina, a dispetto della guerra che infuria da oltre quattro anni, possono ancora oggi entrare in Russia senza visto. </strong>Mentre non può succedere il contrario: dal 1° luglio del 2022, infatti, pochi mesi dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, le autorità di Kiev decisero di reintrodurre un rigoroso regime di visti per i cittadini russi, che nel 2021 erano stati in più di 500 mila a entrare nel Paese.</p>



<p>Per entrare in Russia, gli ucraini hanno solo due porte d&#8217;ingresso: per via aerea atterrando nell&#8217;aeroporto moscovita di Sheremetyevo, via terra attraverso il punto di confine di Ludonka, nella regione di Pskov. Il direttore del Dipartimento consolare del ministero degli Esteri russo, <strong>Aleksey Klimov,</strong> commentando il fatto ha dichiarato che la libertà d&#8217;ingresso per gli ucraini è un provvedimento umanitario, per consentire alle famiglie (quelle, per esempio, in cui un coniuge è russo e l&#8217;altro ucraino, o quelle che vivevano in zone di confine e sono state disperse dai combattimenti su entrambe i lati del confine) di riunirsi o almeno di restare in contatto. È più probabile, però, che la ragione vera sia quella di offrire agli ucraini spaventati dalla guerra che investe gran parte del loro Paese, e che magari hanno relazioni o conoscenze in Russia, <strong>la tentazione di muoversi verso Mosca </strong>e una (relativamente) maggiore tranquillità.</p>



<p><strong>Vuoi approfondire questo tema? Vuoi sapere quanto ucraini vivono oggi in Russia? E quanto l&#8217;invasione russa abbia influito sulla situazione? Segui Inside Russia, la newsletter dedicata alla Russia e ai Paesi a lei vicini, che arriva puntuale ogni giovedì. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Riceverla è facile: basta abbonarsi a InsideOver.</a> Riceverai notizie e punti di vista inediti e contribuirai a sostenere il giornalismo indipendente. Fallo subito, diventa uno di noi! </strong></p>



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		<item>
		<title>I missili Zirkon su Kiev, i combattimenti a Kostyantinivka: che cosa ci dicono della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-missili-zirkon-su-kiev-i-combattimenti-a-kostyantinivka-che-cosa-ci-dicono-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quale delle due guerre di logoramento avrà più fiato? Quella aerea degli ucraini o quella terrestre dei russi? Vediamo le situazioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-missili-zirkon-su-kiev-i-combattimenti-a-kostyantinivka-che-cosa-ci-dicono-della-guerra-in-ucraina.html">I missili Zirkon su Kiev, i combattimenti a Kostyantinivka: che cosa ci dicono della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Le ultime ore hanno disperso parte della cortina fumogena che circonda le più recenti fasi della guerra tra Russia e Ucraina. I colpi sempre più frequenti e accurati dei droni ucraini sulle infrastrutture energetiche della Russia e su quelle militari e sui collegamenti della Crimea (l&#8217;ultimo un attacco al porto dei traghetti sullo Stretto di Kerch) hanno spinto molti a pensare che le sorti della guerra potessero essere rovesciate. Politici, esperti e giornalisti si sono addirittura lanciati a parlare di un <strong>Vladimir Putin</strong> in crisi, chiuso nel bunker, minacciato da attentati e colpi di Stato, e di truppe russe sull&#8217;orlo dello sbando. È l&#8217;abile narrazione zelenskiana che arriva diretta sui nostri giornali, senza filtri o revisioni critiche. Allo stesso modo è arrivata pari pari da noi la versione di <strong>Robert Brovdi,</strong> comandante dei reparti dei droni ucraini, che a Reuters ha dichiarato che tra un mese l&#8217;Ucraina avrà il controllo completo dell&#8217;autostrada che collega la Crimea alla Russia e nel prossimo futuro isoleremo la Crimea&#8221;. Un po&#8217; come quando i servizi segreti ucraini riescono a uccidere un alto ufficiale russo, ultimo caso il generale <strong>Damir Davydov,</strong> capo del Dipartimento missili e artiglieria del ministero della Difesa russo, fatto saltare in aria a Balashikha, un sobborgo di Mosca. Subito nella vulgata la vittima diventa un personaggio centrale nell&#8217;apparato militare russo (in qualche caso in effetti lo era), senza che alcuno si chieda come mai, se così fosse stato, la vittima viaggiava senza scorta ed era così semplice ammazzarlo.</p>



<p>Che le autorità civili e militari ucraine sostengano il morale della popolazione e delle truppe, e mettano in risalto soprattutto i buoni risultati da loro ottenuti, è più che logico. Il problema è che la realtà sul campo è più complicata di così, come abbiamo appena visto. Ieri notte la Russia ha bombardato la città di Kiev, usando oltre ai droni anche missili Zirkon, seminando incendi e distruzioni e facendo (almeno per il momento) cinque morti. Non è certo il primo bombardamento pesante sulla capitale ucraina, in questi quattro anni e mezzo di guerra ma come quello del 24 maggio (allora quattro morti e il sospetto di un uso di missili Oreshnik) aveva un palese scopo dimostrativo: <strong>l&#8217;Ucraina può colpire raffinerie e depositi di petrolio in larga parte della Russia ma la Russia può colpire l&#8217;Ucraina al cuore</strong>, come vuole e quando vuole. Non è un caso se <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. non smette di chiedere agli europei missili Patriot per la difesa aerea. L&#8217;incendio scoppiato nella cattedrale della Dormizione del Monastero delle Grotte, poi per fortuna spento, è quasi emblematico della situazione. Da sempre una delle fonti principali della spiritualità ortodossa, il Monastero, <strong>fondato nel 1051 dal monaco Antonio sul Monte Berestov tra la Kiev propriamente detta e il fiume Dnepr,</strong> è rimasto sotto la giurisdizione della Chiesa ortodossa ucraina (cioè quella che canonicamente risponde al Patriarcato di Mosca) fino al gennaio 2023, quando il governo ucraino l&#8217;ha sostituita d&#8217;imperio con la Chiesa ortodossa dell&#8217;Ucraina (quella autocefala, fondata nel 2018, per dir così nazionalista), diretta dal metropolita Epifanio. Il simbolismo di questo colpo (quasi certamente un incidente provocato da un drone danneggiato o da un missile antiaereo finito fuori rotta) su un patrimonio storico e religioso di enorme importanza e aspramente conteso è piuttosto evidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difesa di Kostiantynivka</h2>



<p>Mentre a Kiev succedeva tutto questo, più a Ovest, nella regione di Donetsk, le truppe russe infiltrate nel tessuto urbano di <strong>Kostiantynivka </strong>riuscivano a consolidare le loro teste di ponte e, per ammissione degli stessi media ucraini, a mettere in grossa difficoltà la difesa della città. La tattica usata dai russi è quella ormai abituale per sfuggire alla copertura aerea fornita alle difesa dai droni: piccole pattuglie di al massimo dieci uomini si infiltrano nella città, trovano un riparo, resistono e poi aiutano un altro gruppo a infiltrarsi, e così via. Serve a ridurre le perdite ma, ovviamente, rallenta le operazioni. Anche i russi esagerano costantemente la portata dei risultati ottenuti. Resta però il fatto che, giorno dopo giorno, la porzione di città controllata dai russi lentamente aumenta e quella difesa dagli ucraini altrettanto lentamente diminuisce. <strong>A Kostiantynivka si combatte da un anno, il che rende l&#8217;idea della dinamica faticosissima delle operazioni russe. </strong>Ma resta il fatto che si combatte sempre più a Ovest, cioè sempre più vicini a realizzare quella che il Cremlino considera la <em>conditio sine qua non</em> per acconciarsi a una trattativa: l&#8217;uscita totale degli ucraini dalla regione di Donetsk. E intanto, sul resto del fronte, soprattutto a Nord, ogni giorno i russi occupano un altro villaggio. Poca cosa, pochi chilometri di volta in volta, ma in una sola direzione. E se lo scopo della guerra russa è impadronirsi di un territorio strategico (non solo per la posizione ma anche per i giacimenti minerari, le riserve idriche e i terreni agricoli) come il Donbass, la morale è piuttosto chiara.</p>



<p>Adesso il tema vero è vedere quale delle due guerre di logoramento avrà più fiato per procedere. <strong>Quella aerea degli ucraini </strong>(e delle intelligence occidentali), che colpisce le infrastrutture energetiche russe e che, con il petrolio che torna sugli 80 dollari a barile in seguito agli accordi Usa-Iran, acquista ulteriore peso specifico, sottraendo risorse finanziarie al bilancio russo della Difesa. <strong>O quella terrestre dei russi,</strong> che prosegue ineluttabile e obbliga gli ucraini a spendere risorse umane che diventano sempre più scarse, come testimonia la continua richiesta di Zelensky ai Paesi europei di rimandare in patria (cioè al fronte) gli uomini validi (tra i 23 e i 60 anni) che vivono come rifugiati nella Ue. Questo è quanto. Tutti i proclami trionfali, dall&#8217;una come dall&#8217;altra parte, sono quel che sono: propaganda.  </p>



<p>      </p>



<p></p>
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		<title>Mondiale Usa 2026, l&#8217;importante è non partecipare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mondiale-usa-2026-limportante-e-non-partecipare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 05:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale usa 2026" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gigantismo del Mondiale di calcio americano targato Donald Trump-Gianni Infantino e i soprusi non spingono la gente ad arrendersi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale usa 2026" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E poi cominciano le partite e il fascino del gioco fa dimenticare molte cose. Ma non tutto. Il gigantismo del Mondiale di calcio americano targato <strong>Donald Trump-Gianni Infantino</strong>, con il suo finto multipolarismo (per la prima volta nella storia 48 squadre al via, in pratica chiunque riesca a mettere insieme una Nazionale) costruito per celebrare le smanie di grandezza della Casa Bianca, sembra il frutto del delirio di un pubblicitario a caccia di nuovo pubblico: la simpatia totale per Capo Verde e Curacao, debuttanti assolute a un Mondiale, non può nascondere il fatto che le due nazioni sono al 69° e 82° posto della classifica Fifa, mentre altre Nazionali assai meglio piazzate (e sì, diciamolo, l&#8217;Italia in classifica al 12° posto) sono state tagliate fuori, anche se per colpa loro.  </p>



<p>Volendo, potremmo anche tirare in ballo <strong>il calo costante, tra le partecipanti, delle squadre inquadrate nell&#8217;Uefa </strong>(<em>Union of European Football </em><i>Association</i>), la federazione europea, fenomeno che peraltro procede dal 1988, primo Mondiale a 32 squadre e primo Mondiale con le squadre europee sotto la quota del 50%. Ma alla fin fine, smaltita la delusione per la terza mancata qualificazione consecutiva, e fatto salvo il piacere di vedere la palla che rotola, <strong>la realtà è che a questo Mondiale è meglio non esserci.</strong></p>



<p>Intanto perché è impossibile capire, per esempio, perché la Uefa continui a bandire i calciatori russi dalle competizioni internazionali ma spedisce tranquillamente i suoi affiliati a esibirsi negli Stati Uniti. Siamo forse tutti d&#8217;accordo nel condannare come una porcheria politica l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ma pronti ad assolvere gli Usa per l&#8217;attacco (cominciato con un negoziato in corso) contro l&#8217;Iran? A parte la fine (speriamo che sia davvero finita) ingloriosa della spedizione americana, non raccontiamoci balle: la storia che l&#8217;Iran stava per avere la bomba atomica (che, per esser chiari, non dovrebbe mai avere) era, appunto, una storia, anzi una storiella. <strong>Come quella del 2003, quando George Bush andava mentendo sulle armi di distruzione di massa dell&#8217;Iraq,</strong> poi infatti attaccato, con centinaia di migliaia di morti civili.    </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma la gente non si arrende</h2>



<p>Già questo sarebbe bastato. Perché noi non ci badiamo e ci sentiamo furbi, ma il resto del mondo ci fa caso eccome. E il caso dell&#8217;Iran dimostra che nemmeno le bombe, ormai, bastano a fargli cambiare idea. Ma poi basta vedere quel che è già successo in questi primi giorni. L&#8217;arbitro somalo <strong>Omar</strong> <strong>Abdulkadir</strong> <strong>Artan, </strong>considerato il migliore della Confederazione africana, che peraltro viaggiava con passaporto diplomatico, fermato in aeroporto e rispedito a casa perché &#8220;ritenuto <strong>inammissibile</strong> a causa di <strong>problemi</strong> di <strong>verifica</strong> e gli è stato negato <strong>l’ingresso</strong>&#8220;, formula che di fatto significa: perché non mi va. La Somalia, peraltro, è uno dei 39 Paesi colpiti dal divieto di viaggio deciso dall&#8217;amministrazione Trump, provvedimento che fa il paio, ma in grande, con il <em>muslim man</em> che lo stesso Trump aveva deciso ai danni di Somalia, Sudan, Iran, Iraq, Siria, Yemen e Libia. Considerato che in pratica tutti quei Paesi erano stati prima o poi colpiti dagli Usa e giudicando alla luce dell&#8217;oggi il fatto che nel 2018 lo stesso Trump diede disdetta all&#8217;accoro sul nucleare iraniano firmato da Barack Obama, possiamo serenamente constatare che errare è umano ma perseverare è davvero idiota.</p>



<p>L&#8217;arbitro Artan, però, non bastava. Un giocatore iracheno, <strong>Ayman Hussein</strong>, interrogato per sette ore in aeroporto. I giocatori di Senegal e Uzbekistan perquisiti a lungo anche con i cani anti-droga. La nazionale dell&#8217;Iran costretta a entrare negli Usa, rimanerci giusto il tempo della partita e poi obbligata a tornare in Messico. Anche il Belgio ha ricevuto un trattamento non proprio di riguardo. Insomma,  <strong>sembra che l&#8217;organizzazione di questo Mondiale sia stata affidata all&#8217;ICE</strong> (<em>Immigration and Customs Enforcement</em>), il corpo di polizia anti-migranti che a suo tempo diede così buona prova di sé in Minnesota. E pensare che nel dicembre scorso Infantino, presidente della Federazione mondiale del calcio, consegnò a Trump un tronfio Premio della pace&#8230;</p>



<p>Quello che ci consola, rispetto allo scempio che la politica sta facendo di quella stupenda fabbrica di storie e di miti che chiamiamo calcio, <strong>è che la gente non si arrende.</strong> I tifosi della Bosnia-Herzegovina che sulla strada dello stadio scandiscono  in mondovisione&#8221;Palestina! Palestina!&#8221;, e poi la partita contro i padroni di casa del Canada andrà come deve andare, sono stati il vero spettacolo. <strong>Le famiglie dei <em>desaparecidos </em></strong>(135 mila!) del Messico, che hanno trasformato in un commovente memoriale lo stadio dell&#8217;esordio della loro, più che mai loro Nazionale contro il Sudafrica, una lezione per il mondo. <a href="https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html#google_vignette">InsideOver ne ha parlato qui.</a> E siamo convinti che non finirà qui, aspettiamo con una certa curiosità le tappe del Mondiale negli Usa. Come dice una stupenda canzone sul calcio: &#8220;Quando Gigi Riva tornerà/Torneremo tutti in serie A/Dopo tanti calci di rigore/Troveremo insieme l&#8217;umiltà/Per ricominciare con più cuore/Quando Gigi Riva tornerà&#8221;.</p>



<p></p>



<p> </p>
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		<title>Maledetti turisti russi!</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/maledetti-turisti-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 19:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-1536x995.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>29 deputati tedeschi del Parlamento europeo hanno lanciato una campagna per negare il visto turistico Schengen a tutti i cittadini russi.  </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-1536x995.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia_mosca-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al Parlamento europeo c&#8217;è qualcuno che decisamente non li ama. I 29 deputati del Parlamento europeo espressi dal partito di Governo della Germania, l&#8217;Unione democratica cristiana (CDU) e l&#8217;Unione sociale cristiana (CSU), che aderiscono al Partito popolare europeo, hanno lanciato <strong>una campagna per instaurare un blocco totale alla concessione di visti turistici Schengen ai cittadini russi.</strong> All&#8217;insegna dello slogan &#8220;Una vacanza in Europa è un privilegio e non un diritto&#8221;, i deputati tedeschi si sono detti assolutamente indignati del fatto che circa 500 mila cittadini russi l&#8217;anno scorso abbiano ottenuto il visto per visitare l&#8217;Europa. A parer loro, nessun russo deve più entrare.</p>



<p>L&#8217;iniziativa dei 29 esponenti CDU/CSU, anche al di là delle questioni di principio e di coerenza (nessuno ha mai pensato di bloccare americani e britannici dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq&#8230;) ci pare una vera fesseria anche per altre e più concrete ragioni. Nel 2022, nei primi mesi dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, circa un milione e mezzo di russi lasciò il Paese. Molti verso Georgia e Armenia, ma molti anche verso l&#8217;Europa comunitaria. <strong>Si trattava in gran parte di giovani qualificati (informatici, ingegneri, quadri…) che non volevano andare in guerra o, comunque, non volevano essere coinvolti nelle politiche di Vladimir Putin. </strong>Poco dopo, proprio all&#8217;insegna del motto che tutti i russi sono comunque colpevoli, cominciò il giro di vite: visti più difficili, compressione per gli studenti russi della possibilità di accedere a università europee, controlli assai più stringenti sugli accessi al territorio Ue per ragioni di lavoro, cacciata degli atleti dalle competizioni internazionali e così via.</p>



<p>Quale fu il risultato di questa brillante politica? In altri pochi mesi almeno metà degli emigrati tornò in Russia. Al posto di continuare a togliere capitale umano a Putin, cominciammo a restituirglielo. C&#8217;è da stupirsi che l&#8217;Europa abbia dei problemi? </p>



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		<item>
		<title>Russia e Ucraina, la guerra assurda che uccide sempre più civili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-la-guerra-assurda-che-uccide-sempre-piu-civili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 04:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519811</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2025 e nel 2026, secondo i rapporti dell'Onu, il numero dei civili ucraini e russi uccisi è aumentato in misura esponenziale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-la-guerra-assurda-che-uccide-sempre-piu-civili.html">Russia e Ucraina, la guerra assurda che uccide sempre più civili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Come abbiamo scritto tante volte, nel marzo-aprile 2022, quando Volodymyr Zelensky rifiutò di abbandonare l&#8217;Ucraina, la Russia vide sfumare la speranza di risolvere la guerra con una sola spallata e ci furono i primi accenni di trattativa, l&#8217;Europa avrebbe dovuto impiegare tutto il proprio peso per cercare di bloccare la guerra e, in seguito, trattare per la cosiddetta &#8220;pace giusta&#8221; per l&#8217;Ucraina. Scelse invece la via della guerra, convinta di poter sconfiggere la Russia sul campo e capitalizzare sull&#8217;umiliazione del Cremlino. Checché se ne dica, sono passati quasi quattro anni e mezzo e quell&#8217;esito è ancora molto lontano. Non solo. Gli stessi che quattro anni fa propagandavano la soluzione militare, ora fanno le acrobazie per negare che furono proprio americani ed europei a intervenire per impedire che si proseguisse sulla via negoziale. Che tutte le testimonianze concrete confermano allora possibile. <strong>Iuliia Mendel</strong>, già <strong>portavoce di Volodymyr Zelensky </strong>dal giugno 2019 al luglio 2021, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Pkz2-cWHPbg">rilascia un&#8217;intervista a Tucker Carlson</a> e lo ribadisce. Naturalmente viene coperta d&#8217;insulti anche se, nel 2022, ha pubblicato un libro (<em>The Fight of Our Lives &#8211; My Time With Zelenskyy, Ukraine&#8217;s Battle for Democracy, and What it Means to the World</em>) in cui i sentimenti per il presidente ucraino sfiorano l&#8217;adorazione. Negli Usa, esce il libro di Richard Sakwa (<em>The Russo-Ukrainian War: Follies of Empire</em>; <a href="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html">ne ha parlato in queste pagine Davide Malacaria</a> che scrive: &#8220;Sette degli otto membri della delegazione [ucraina] confermano che a Istanbul era stato raggiunto un accordo di pace dettagliato&#8221;. </p>



<p>Con i casi specifici: &#8220;<strong>David Arakhamia</strong>, leader del partito Servo del Popolo di Zelensky al parlamento ucraino, era uno dei due capi della delegazione negoziale ucraina. Arakhamia ha confermato l’esistenza di una sorta di accordo, che a suo dire avrebbe firmato personalmente. Ha <a href="https://www.yahoo.com/news/head-ukraines-leading-party-claims-205150773.html">aggiunto</a> che la Russia era ‘disposta a porre fine alla guerra se avessimo accettato la neutralità e ci fossimo impegnati a non aderire alla NATO’. Secondo Arakhamia i colloqui furono un successo, <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2023/11/24/7430282/">attribuendo loro</a> un punteggio di ‘8 su 10’ riguardo la soddisfazione degli obiettivi prefissati&#8221;. Altro caso: <strong>Alexey Arestovych</strong>, all’epoca consigliere dell’ufficio del presidente dell’Ucraina e membro della squadra negoziale ucraina a Istanbul, secondo il quale sulla via di casa i delegati ucraini addirittura stapparono bottiglie per festeggiare i risultati. Ancora: <strong>Oleksandr Chalyi,</strong> ex viceministro degli Esteri e membro del team negoziale ucraino: &#8220;Eravamo molto vicini, tra metà e fine aprile, a far finire la guerra con una soluzione pacifica&#8221;. Quel che non si capisce è perché coloro che vollero nel 2022 la prosecuzione della guerra oggi lo neghino, continuando peraltro a sostenere che l&#8217;unica via è continuare a combattere. Si continua a combattere come volo loro, non dovrebbero essere soddisfatti? E magari anche assumersi qualche responsabilità?</p>



<p>Ma tant&#8217;è. Chi, come chi scrive, pensava allora e pensa tuttora che la via del negoziato avrebbe dovuto essere perseguita, ha sempre anche previsto che la guerra avrebbe potuto solo degenerare col tempo, come infatti sta avvenendo. L&#8217;ufficio dell&#8217;Alto Commissario per i diritti umani dell&#8217;Onu ha da poco <a href="https://reliefweb.int/report/ukraine/four-years-full-scale-invasion-ukraine-key-facts-and-findings-february-2026">pubblicato un rapporto</a> che spiega molto chiaramente come nel 2025 e nel 2026 le sofferenze per il popolo ucraino siano aumentate, in questa misura: &#8220;Nel 2025, la violenza legata al conflitto ha causato la morte di almeno 2.526 civili e il ferimento di 12.162. <strong>Il numero totale di civili ucraini uccisi e feriti nel 2025 è stato superiore del 31% rispetto al 2024 (2.088 morti; 9.138 feriti) e del 70% rispetto al 2023 (1.974 morti; 6.651 feriti)</strong>&#8220;. A produrre questo drammatico risultato non ci sono solo il più intenso uso di armi a lunga gittata e il bombardamento a tappeto sulle infrastrutture civili realizzato dai russi durante l&#8217;inverno. È anche cambiato il modo di combattere, sempre meno rispettoso della vita dei civili disarmati. Ancora il rapporto Onu: &#8220;Nel 2025, le vittime civili causate dai droni a corto raggio nelle zone di prima linea sono aumentate del 121%, con 580 civili uccisi e 3.295 feriti, rispetto ai 226 morti e 1.528 feriti del 2024&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Vince solo la barbarie</h2>



<p>E sul fronte russo? Qui gli appoggi statistici sono più scarsi. Le autorità russe in genere tacciono, ostinate nel tentativo di nascondere ai concittadini la realtà della guerra. Quando parlano, producono cifre che non possiamo verificare: l&#8217;ultima, da parte del ministero degli Esteri, citava 13 mila civili russi uccisi dagli ucraini. Cosa che, per essere onesti, accade anche sul fronte ucraino: ora le stime convergono <a href="https://www.statista.com/statistics/1293492/ukraine-war-casualties/">su 15-16 mila civili uccisi</a> ma la Procura generale ucraina è arrivata anche a parlare di 100 mila. L&#8217;Onu non si occupa delle cifre relative alla Russia, o comunque non produce documenti approfonditi come fa con l&#8217;Ucraina. E la stampa e gli &#8220;esperti&#8221; occidentali sono troppo di parte: o diffondono valutazioni completamente discordanti o, nel giochino della partigianeria, raccontano una guerra in cui i russi colpiscono solo obiettivi civili e gli ucraini solo obiettivi militari.</p>



<p>La realtà, invece, è molto semplice: questa guerra già crudele si sta imbarbarendo ogni giorno di più. E non servono strateghi militari per capirlo. Dopo il raid dei droni ucraini sul collegio dell&#8217;Università di Starobilsk (21 morti), nella parte della regione di Donetsk occupata dai russi, è arrivato il bombardamento russo su Kiev e regione, con 22 morti. Entrambe le parti, ovviamente, dicono di aver colpito solo obiettivi militari ma tutti sanno che mentono. O che, almeno, poco si curano del fatto che possano esserci vittime civili. <strong>Per tutto l&#8217;inverno la Russia ha bombardato infrastrutture civili come centrali elettriche e stazioni.</strong> E appena nel 2026 ne ha avuto la possibilità (droni più potenti, maggiori appoggi dalle intelligence occidentali, esclusione della Russia dai collegamenti Starlink), l&#8217;Ucraina non è stata da meno. <strong>Dopo Starobilsk ha colpito un autobus di linea pieno di civili </strong>(8 morti), ha spedito un drone contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia (occupata dai russi e attiva) e <strong>ieri in Crimea ha bombardato un treno passeggeri</strong>, per miracolo uccidendo &#8220;solo&#8221; un macchinista. Azioni che Volodymyr Zelensky, come per la sua parte Vladimir Putin prima di lui, ha rivendicato come perfettamente legittime, definendole &#8220;le nostre sanzioni&#8221;.</p>



<p>Questo gioco perverso di botte e risposte, di azioni e rappresaglie, è destinato solo a intensificarsi. E il grande entusiasmo che la nuova troika Macron-Starmer-Merz sembra mostrare, oggi risulta francamente orribile.</p>



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		<title>Il college, la centrale, l&#8217;autobus: anche la guerra dei buoni fa schifo</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/il-college-la-centrale-lautobus-anche-la-guerra-dei-buoni-fa-schifo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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<p>Perché l'establishment occidentale cerca di "sbiancare" le azioni crudeli dell'Ucraina, mentre ripete che l'Ucraina ha diritto a difendersi? </p>
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<p>Tre episodi recenti in quella tragedia, che pare purtroppo senza fine, chiamata guerra tra Russia e Ucraina. Starobilsk, regione di Luhansk, territorio occupato dai russi: 16 droni ucraini colpiscono il college dell&#8217;Università pedagogica e uccidono 22 studenti. Enerhodar: un drone ucraino colpisce la centrale nucleare di Zaporizhzhia (la più grande d&#8217;Europa, occupata dai russi), in un punto assai prossimo ai reattori. L&#8217;allarme è internazionale e mobilita anche <strong>Rafael Grossi,</strong> il direttore dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica. Terzo episodio: nella regione di Donetsk (occupata dai russi) un drone ucraino colpisce un autobus russo di linea diretto verso la Crimea: 8 morti, tutti civili ovviamente.</p>



<p>Se uno andasse a controllare come i tre episodi sono stati raccontati da noi, scoprirebbe che: la strage di Strobilsk prima è stata venduta dagli ucraini come un attacco a un comando dei servizi segreti russi, versione immediatamente ripresa dai media occidentali che poi, di fronte alla realtà, hanno semplicemente smesso di occuparsene, lasciando scivolare i fatti fuori dalle pagine e dalle cronache; il drone ucraino sulla centrale nucleare è diventato &#8220;un drone&#8221;, anonimo, senza identità; e dell&#8217;autobus, colpito a sangue freddo, quattro righe dai più volenterosi.</p>



<p>Prima di generare equivoci: sappiamo benissimo che anche i russi provocano ogni giorni vittime civili e che i russi non sono certo meno crudeli dei loro nemici. <strong>Ma perché la stampa europea, con quella italiana in prima fila, è così impegnata a mettere la sordina alle &#8220;cattive&#8221; (ma comprensibili) azioni dell&#8217;Ucraina?</strong> Perché far finta che gli ucraini combattano in guanti bianchi, contro la realtà di una guerra che di giorno in giorno non fa che incancrenirsi? Perché un civile russo morto in un autobus colpito da un drone ucraino dovrebbe essere &#8220;meno morto&#8221; di un cittadino di Kiev ucciso da un missile russo?<br>A me pare che questa sorta di censura soffice riveli soprattutto un nostro problema, un problema di relazione tra l&#8217;establishment politico e culturale europeo e le masse. </p>



<p><strong>Se vuoi approfondire questo argomento, e affrontare i temi della relazione della Russia con l&#8217;Europa nel tempo della guerra in Ucraina, abbonati a InsideOver: riceverai ogni giovedì Inside Russia, la newsletter dedicata, che cerca di aggirare i luoghi comuni e di tradurre la passione in un modo diverso di guardare alle cose. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Diventa uno di noi, abbonati subito!</a></strong></p>
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		<title>Russia e Ucraina, quando i cittadini si ribellano alla censura</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-quando-i-cittadini-si-ribellano-alla-censura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/russia-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Ucraina la mobilitazione forzata, in Russia i droni sulle strutture energetiche. I cittadini si ribellano e mostrano ciò che è vietato. </p>
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<p>Tre cose, oggi, accomunano Russia e Ucraina. <strong>La guerra, ovviamente. Poi la corruzione. </strong>Degli scandali ucraini legati all&#8217;Operazione Midas abbiamo parlato diffusamente (<a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-lo-scandalo-corruzione-si-allarga-zelensky-e-lunico-risparmiato-per-ora.html">qui</a>, e in relazione alla Russia <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-russia-unite-dalla-corruzione.html">anche qui</a>), tra quelli russi c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Il ministero della Difesa nella gestione di <strong>Sergej Shoigu </strong>è stato un sacco senza fondo, con conseguenze non ancora esaurite: due giorni fa è stato arrestato il colonnello Viktor Tarazeevich, capo del Dipartimento rifornimenti dell&#8217;esercito, che rubava sulle razioni per i soldati. Curiosamente, uno scandalo simile era scoppiato nelle forze armate ucraine ai tempi del ministro Reznikov.</p>



<p>Il terzo tratto comune, però, è forse quello che più merita di essere osservato, soprattutto nel suo fallimento. Ed è <strong>la censura di regime</strong>. Di quella vigente in Russia, più pervasiva ed evidente, si è parlato molto: le liste degli &#8220;estremisti&#8221; e degli &#8220;agenti stranieri&#8221; che mettono all&#8217;indice persone e organizzazioni, le nuove leggi che puniscono &#8220;la diffusione di informazioni false&#8221; e il &#8220;discredito delle forze armate&#8221;, la revisione dei libri di testo scolastici per allinearli alla narrazione nazionalista ora dominante, il bando ai social occidentali, le limitazioni alla navigazione Internet&#8230; Di quella organizzata in Ucraina si parla meno perché è meno clamorosa, anche se non è poco intrusiva: bandita una dozzina di partiti politici di opposizione, un canale televisivo unico dello Stato, limitazione dei diritti delle minoranze (a partire da quella russa, ma anche di quella ungherese), persecuzione della Chiesa ortodossa russa, gli esempi non mancano. Entrambi i Paesi, poi, hanno varato provvedimenti che vietano la pubblicazione di fotografie e video con le conseguenze degli attacchi nemici. <strong>La Russia, poche settimane fa, ha introdotto un&#8217;apposita legge in proposito, che prevede multe pesantissime per i trasgressori.</strong> <strong>In Ucraina la pubblicazione di immagini &#8220;sensibili&#8221; prevede anche lunghi anni di carcere</strong>, e infatti le immagini che arrivano da noi sono quasi esclusivamente riferite a bersagli civili (quelli che, ovviamente, più destano indignazione in chi osserva), come se i russi non colpissero mai obiettivi militari.</p>



<p>Perché parlavamo di fallimento, quando è evidente che la censura comunque ottiene risultati importanti, sia nel controllo dell&#8217;opinione pubblica interna sia nella costruzione di una narrativa utile alle relazioni con l&#8217;esterno? Perché <strong>manca quasi completamente il bersaglio nei due settori per l&#8217;uno e per l&#8217;altro più sensibili. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli uomini di Kiev, gli impianti di Mosca</h2>



<p>Nonostante negli ultimi mesi vanti, con la collaborazione dei media occidentali, grandi risultati sul fronte, l&#8217;Ucraina continua a perdere terreno (di ieri la notizia che le autorità militari hanno ordinato l&#8217;evacuazione di sette centri abitati a Nord-Ovest di Khar&#8217;kiv, la seconda città del Paese) ma soprattutto deve affrontare una quasi drammatica carenza di uomini. <strong>Sarebbero necessari, secondo le diverse stime, tra 150 e 200 mila soldati in più.</strong> Non è un caso se <strong>Volodymyr Zelensky</strong> gira l&#8217;Europa chiedendo chiedendo ai diversi Paesi (ultimi esempi, Irlanda e Norvegia) di rimandare in Ucraina gli uomini atti al servizio militare che vivono nella UE come rifugiati. E <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-kiev-servono-soldati-la-ue-valuta-di-escludere-gli-ucraini-idonei-alla-leva-dalla-protezione-temporanea.html">come ha raccontato nelle nostre pagine Roberto Vivaldelli,</a> l&#8217;Unione Europea si sta mostrando sensibile alle richieste del presidente ucraino, tanto da avere allo studio provvedimenti appositi.</p>



<p><strong>La risposta delle autorità ucraine alla sempre più pressante carenza di uomini è la mobilitazione forzata.</strong> Anonimi minivan, scortati da automobili civili piene di soldati, girano per le città portando via gli uomini da arruolare, afferrandoli per strada, andandoli a cercare nelle case o sul posto di lavoro, trascinandoli via a forza, spesso tra le urla disperate dei familiari. Una pratica violenta, cui spesso gli ucraini si ribellano, mettendo in atto piccole rivolte contro le pattuglie che a volte sono costrette a &#8220;liberare&#8221; la preda. Le autorità ucraine, ovviamente, non tengono molto a pubblicizzare certe condotte. Ma ci pensano <strong>gli ucraini, che riempiono la Rete di video girati coi telefonini per stigmatizzare l&#8217;operato delle pattuglie</strong>, pur sapendo che i filmati vengono ripresi dalla propaganda russa che vuole ovviamente esaltare le difficoltà della resistenza militare ucraina.</p>



<p>Lo stesso, però, avviene sull&#8217;altro fronte. La Russia sperimenta in questa fase le maggiori difficoltà non tanto sul fronte propriamente detto (l&#8217;ultimo scambio di corpi di soldati caduti ha visto 560 salme di ucraini restituite dai russi e zero restituite dagli ucraini) ma sul fronte interno, dove <strong>i droni ucraini, in collaborazione con le <em>intelligence </em>occidentali, riescono a colpire con regolarità le infrastrutture energetiche russe.</strong> Come e perché <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-notte-in-cui-lucraina-ha-portato-la-guerra-nel-cuore-della-russia.html">l&#8217;ha spiegato benissimo in queste pagine Giuseppe Gagliano.</a> L&#8217;ultimo caso ieri, con i droni ucraini piombati sul terminale petrolifero di San Pietroburgo (<em>foto sotto</em>). Danni non gravissimi ma un&#8217;azione indicativa delle difficoltà russe, perché il bombardamento è avvenuto proprio in coincidenza con l&#8217;apertura del Forum economico internazionale della città, un appuntamento cui <strong>Vladimir Putin</strong> tiene tantissimo. Ed è inimmaginabile che i russi non avessero previsto che gli ucraini avrebbero cercato di cogliere l&#8217;occasione, né che non abbiano provato a prendere contromisure. A quanto pare invano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="900" height="503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo.webp" alt="" class="wp-image-519301" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-768x429.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanpietroburgo-600x335.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<p>Oltre a produrre un danno economico, queste azioni ucraine toccano nel vivo la sensibilità del Cremlino, che ha a lungo accarezzato l&#8217;idea di &#8220;nascondere&#8221; la guerra ai russi. Da qui la morsa crescente della censura, di cui parlavamo prima, ma <strong>anche la ribellione crescente alla censura.</strong> Indifferenti alla minaccia delle sanzioni e delle multe, i russi continuano a pubblicare immagini e video degli impianti colpiti, che ovviamente finiscono per essere usati anche dalla propaganda ucraina. E non solo: anche i giornali ucraini usano i video dei russi per documentare articoli che altrimenti soffrirebbero per la stretta delle autorità sulle informazioni. La <em>Ukrainska Pravda</em>, per esempio, illustrava le notizie sull&#8217;attacco a San Pietroburgo proprio con foto scattate da russi, denunciandole peraltro come tali.</p>



<p>In un quadro drammatico di guerra e repressione, quindi, si realizza almeno in parte quel <em>citizen journalism </em>che molti avevano sognato all&#8217;apparire dei nuovi media. Solo in parte ma comunque abbastanza da da far crescere in misura esponenziale i già notevoli dubbi sull&#8217;altro <em>journalism</em>, quello ufficiale. </p>



<p></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-ucraina-quando-i-cittadini-si-ribellano-alla-censura.html">Russia e Ucraina, quando i cittadini si ribellano alla censura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Flotilla: Ben Gvir è ripugnante ma il problema vero è l&#8217;impunità totale di cui gode Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/flotilla-ben-gvir-e-ripugnante-ma-il-problema-vero-e-limpunita-totale-di-cui-gode-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 09:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1024x601.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1536x901.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-600x352.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Itamar Ben Gvir è un ben noto fanatico razzista ma il vero problema da affrontare è l'impunità totale di cui gode Israele. Servono sanzioni. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1024x601.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1536x901.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-600x352.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il video di Itamar Ben Gvir, quello in cui il ripugnante ministro israeliano deride, insulta e minaccia gli attivisti della Flotilla ammassati nel porto di Ashdod e costretti in ginocchio, ha fatto il giro del mondo e ha destato il giusto sdegno della politica internazionale. <strong>Tra i primi a prendere posizione il nostro presidente Sergio Mattarella,</strong> la prima ministra Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Tajani e il ministro della Difesa Crosetto. Bene così. Sarà complicato per i soliti noti ora cianciare di antisemitismo a proposito di un vertice istituzionale, quello italiano, che nei confronti di Israele si è sempre mosso con pacatezza persino eccessiva.   Tajani ha anche chiesto l&#8217;immediato rilascio di tutti gli italiani detenuti da Israele, tra i quali c&#8217;è anche <strong>Simona Losito,</strong> coraggiosa giornalista di InsideOver, molto apprezzata sia dai lettori sia dai follower dei nostri social a partire da Instagram.</p>



<p>Tutti sanno chi è <strong>Itamar Ben Gvir.</strong> Un estremista giudicato tale anche dal sistema giudiziario di Israele, che l&#8217;ha condannato per incitamento al razzismo. Un fanatico dalle pulsioni omicide che minaccio il primo ministro Yitzhak Rabin, l&#8217;artefice degli Accordi di Oslo, appena due settimane prima che un colono con le stesse sue idee lo uccidesse a colpi di pistola. Ben Gvir è il ministro della Sicurezza di Israele che ieri faceva il gradasso circondato da guardie armate tra decine di giovani ammanettati ma che il 7 ottobre del 2003, lui responsabile della &#8220;sicurezza&#8221; dei suoi concittadini, si fece sorprendere dagli assassini scatenati di Hamas. Uno scarto della politica con la P maiuscola, imbarcato nel governo solo perché <strong>Benjamin Netanyahu </strong>ha bisogno anche dei voti delle minoranze più irresponsabili.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&quot;Qui comandiamo noi&quot;: bendati, incaprettati, legati con fascette, Ben Gvir &quot;accoglie&quot; la Flotilla" width="422" height="750" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/4S34JZRpfzA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_");</script>
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<p>L&#8217;errore che non bisogna fare, però, è proprio concentrarsi su personaggi miserabili come Ben Gvir. Il problema è molto più ampio e, non per caso, il presidente Mattarella lo ha messo in evidenza nella propria dichiarazione quando ha parlato di &#8220;persone fermate illegalmente in acque internazionali&#8221;. <strong>Quello a cui abbiamo assistito negli scorsi giorni, infatti, è stato un sequestro di persona di massa</strong> (490 fermati, tra i quali 29 italiani) che peraltro Netanyahu ha subito rivendicato dicendo che “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza”. Una riga e mezza per tre menzogne. <strong>Prima menzogna:</strong> i ragazzi della Flotilla non sono sostenitori di Hamas. È la solita litania, a cui ormai non crede più nessuno, per cui chi critica o si oppone al governo di Israele è antisemita e/o complice di Hamas. <strong>Seconda</strong>: la Flotilla era a centinaia di miglia nautiche dalle acque territoriali israeliane, non c&#8217;era pericolo per nessuno, quindi l&#8217;assalto israeliano è un atto di pirateria del mare. <strong>Terza:</strong> Israele non ha &#8220;tutto il diritto&#8221;, anzi. Non ha <strong>nessun diritto</strong> di abbordare imbarcazioni che navigano in acque internazionali e non hanno commesso alcuna infrazione o reato.</p>



<p>Paradossalmente, Netanyahu ha proseguito dicendo che “il modo in cui il Ministro Ben-Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele”.&nbsp;Un cerottino che ha avuto l&#8217;unico effetto di sottolineare il buco, perché non si capisce quali siano &#8220;i valori e le norme&#8221; che dovrebbero <strong>impedire alle autorità di Israele di maltrattare i sequestrati ma consentire loro di massacrare decine di migliaia di donne e bambini a Gaza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il privilegio della violenza</h2>



<p>Il punto dell&#8217;intera questione sta proprio qui. <strong>A Israele vengono permesse, con l&#8217;appoggio o la compiacenza di una lunga serie di Paesi capitanata dagli Stati Uniti, azioni che non sono mai state permesse ad alcuno altro Stato nella storia. </strong>Per esempio bombardare otto Paesi in due anni, compreso il Qatar mentre questi conduceva una mediazione tra israeliani e rappresentanti di Hamas. Oppure occupare una parte della Siria che non aveva mosso un dito per attaccare Israele. Invadere il Libano e raderne al suolo i villaggi, preparando nello stesso tempo un&#8217;occupazione militare di lungo periodo. Smembrare la Cisgiordania dopo averla traforata con gli insediamenti illegali, per poi affidarla all&#8217;arbitrio dei coloni, ormai diventati milizia armata protetta dall&#8217;esercito. E via via per molti altri esempi, compresa la detenzione illegale, senza accuse e senza processi, per migliaia di palestinesi o la pena di morte a sfondo etnico.</p>



<p>Perché? Perché <strong>questo crudele privilegio a un Paese che, proprio per esercitarlo, non si è mai dato una Costituzione né ha mai definito i propri confini?</strong> Possibile che nessuno si renda conto di quali danni tutto questo faccia alla stabilità di una regione cruciale (e ben lo vediamo adesso, con gli occhi di tutti fissi sullo Stretto di Hormuz e sulle petroliere che non possono più percorrerlo) come il Medio Oriente? </p>



<p>Dietro la penosa performance di Itamar Ben Gvir emerge evidente il senso di impunità che anima le autorità di Israele. Ed è proprio su questo che, più che mai, occorre intervenire. Non è più tollerabile l&#8217;acquiescenza nei confronti di uno Stato ricco e potente che, unico al mondo, si sente libero di fare ciò che vuole, quando vuole e come vuole. Basta parlare di linee rosse di cui a Netanyahu e soci non frega assolutamente nulla, è ora di fare qualcosa. <strong>E questo qualcosa ha un solo nome: sanzioni. </strong>Finché il senso di impunità sarà gratuito, nulla cambierà nei comportamenti del Governo di Israele. E chi fa finta di non capirlo, a cominciare da chi governa l&#8217;Ue, o è stupido o è complice.</p>



<p></p>
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