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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 31 Oct 2026 00:27:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Polonia, la polizia al Tribunale costituzionale, braccio di ferro tra il premier Tusk e il presidente Nawrocki</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/polonia-la-polizia-al-tribunale-costituzionale-braccio-di-ferro-tra-il-premier-tusk-e-il-presidente-nawrocki.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 00:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-600x395.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Per il premier Donald Tusk non vi era altra via per ripristinare lo Stato di diritto, mentre l'opposizione grida alla svolta autoritaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-la-polizia-al-tribunale-costituzionale-braccio-di-ferro-tra-il-premier-tusk-e-il-presidente-nawrocki.html">Polonia, la polizia al Tribunale costituzionale, braccio di ferro tra il premier Tusk e il presidente Nawrocki</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/polonia-600x395.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Colpo di Stato o difesa dello Stato di diritto? La Polonia si è plasticamente e clamorosamente spaccata intorno a queste due tesi ieri notte, quando la polizia si è schierata davanti al palazzo del Tribunale costituzionale per prevenire disordini o tentativi di irruzione nel palazzo come quello orchestrato da un deputato dell&#8217;opposizione che si è fatto accompagnare da un fabbro per cercare di forzare le serrature degli ingressi posteriori.</p>



<p>Le proteste di stanotte sono in realtà l&#8217;ultimo capitolo di una crisi politica che si trascina dal 2023, cioè da quando la coalizione liberale ed europeista guidata da <strong>Donald Tusk </strong>ha messo fine al governo del partito Diritto e Giustizia, che comunque è rimasto il più votato del Parlamento. Da allora si è aperta una spaccatura al vertice delle istituzioni polacche che non si è più ricomposta. Tanto più che nell&#8217;agosto del 2025 al presidente della Repubblica Duda, esponente organico di Diritto e Giustizia, è succeduto l&#8217;indipendente <strong>Karol Nawrocki</strong>, a sua volta vicino alla vecchia maggioranza nazionalista e conservatrice, eletto con un margine ristrettissimo, il 50,89% delle preferenze. E gli scontri tra i due fronti interni si sono moltiplicati e acuiti.</p>



<p>Da allora, il Tribunale costituzionale è diventato il perno della polemica, grazie o a causa della sua potestà di decidere la rispondenza delle leggi al dettato della Costituzione. Il Tribunale è composto da 15 giudici eletti per 9 anni dalla Camera bassa del Parlamento, il Sejm, e fino a stanotte gli esponenti della maggioranza politica pre-Tusk potevano ancora contare su 8 giudici, con un margine abbastanza ampio per contrastare in profondità l&#8217;azione del governo Tusk. <strong>A congelare tale situazione ha pensato il presidente Nawrocki. </strong>Il giudice costituzionale, infatti, una volta eletto dal Sejm, deve prestare giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica con un atto che, secondo le interpretazioni, dovrebbe essere solo formale (ed è questo che sostiene, ovviamente, il fronte Tusk) oppure consentire al Presidente stesso di bloccare la nomina in presenza di difetti formali, dubbi gravi e situazioni straordinarie (come crede, invece, il fronte conservatore). </p>



<p>Comunque sia, di fronte alle sei nuove nomine nel frattempo maturate, Nawrocki ha consentito due giuramenti (e i due giudici hanno cominciato a lavorare regolarmente nel Tribunale) mentre ha respinto gli altri quattro. Questi, allora, hanno giurato nelle mani del presidente del Sejm,<strong>Włodzimierz Czarzasty</strong>, ovviamente allineato con Tusk. Ma a quel punto sono intervenuti <strong>Bogdan Święczkowski</strong> e <strong>Bartłomiej Sochański</strong>, presidente e vice-presidente del Tribunale, ovviamente seguaci del vecchio governo, che hanno impedito loro persino l&#8217;accesso agli uffici, con una decisione condannata della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo e dalla Corte di giustizia Ue. Ieri il colpo di scena finale: la giudice Anna Korwin-Piotrowska, supportata dalla polizia e dalla magistratura che ha iniziato la procedura per togliere l&#8217;immunità a <strong>Święczkowski</strong> e <strong>Sochański</strong>, ha preso la direzione dei lavori del Tribunale. Il presidente Nawrocki, che in volo per una visita di Stato in Senegal, ha fatto fare dietro front all&#8217;aereo ed è rientrato a Varsavia.</p>



<p>Il premier <strong>Donald Tusk</strong> ha laconicamente commentato che non vi era altra via per ripristinare lo Stato di diritto, mentre l&#8217;opposizione grida alla svolta autoritaria. La realtà probabilmente sta nel mezzo. E soprattutto sta nella difficoltà che tuttora vivono i Paesi che qualche decennio fa erano parte del blocco sovietico e che tuttora faticano a metabolizzare tutte le sfumature del processo democratico. Lo dimostrano le recenti vicende dell&#8217;Ungheria e della Moldavia, della Serbia e della Romania. Ora è la volta della Polonia, Paese che ormai è l&#8217;architrave del nuovo assetto geopolitico europeo.</p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per il Tribunale costituzionale polacco: https://www.costituzionalismo.it/wp-content/uploads/2-2025-1.-Medda.pdf</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-la-polizia-al-tribunale-costituzionale-braccio-di-ferro-tra-il-premier-tusk-e-il-presidente-nawrocki.html">Polonia, la polizia al Tribunale costituzionale, braccio di ferro tra il premier Tusk e il presidente Nawrocki</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oleshky, la tregua ha funzionato, i civili sono in salvo. E adesso aspettiamo i negoziati &#8220;veri&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/oleshky-la-tregua-ha-funzionato-i-civili-sono-in-salvo-e-adesso-aspettiamo-i-negoziati-veri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 17:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1536x949.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-600x371.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tregua, intitolata a Melania Trump, ha permesso l'arrivo a Oleshky l'arrivo di un convoglio umanitario e l'evacuazione dei civili. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/oleshky-la-tregua-ha-funzionato-i-civili-sono-in-salvo-e-adesso-aspettiamo-i-negoziati-veri.html">Oleshky, la tregua ha funzionato, i civili sono in salvo. E adesso aspettiamo i negoziati &#8220;veri&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1536x949.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tregua per Oleshky, scatta alle 3 del mattino del 27 ottobre, regge. Il convoglio umanitario russo ha raggiunto la città, gli aiuti sono distribuiti, i civili prima intrappolati nella città sono in corso di evacuazione. E&#8217; un segnale positivo. Ma è anche un credibile segnale di speranza, l&#8217;indizio che qualcosa nell&#8217;ormai sanguinosissima guerra tra Russia e Ucraina sta cambiando? Non v&#8217;è dubbio che il cessate il fuoco mediato da <strong>Melania Trump </strong>(ma forte è il sospetto che la spinta decisiva sia arrivata dalla telefonata di <strong>Leone XIV</strong> a <strong>Vladimir Putin</strong>) sia un buon risultato, considerata la situazione della città ucraina occupata dai russi fin dal 2022, ma tutt&#8217;intorno la guerra infuria come prima: Kiev, Khar&#8217;kiv e altre città ucraine vengono bombardate senza pietà, anche in queste ore; e gli attacchi dei droni ucraini a medio e largo raggio continuano a colpire le raffinerie russe, ultimo esempio quello di ieri, con gli incendi nel grande impianto di Novokuibyševsk, nell&#8217;oblast di Samara. Dunque?</p>



<p>La nota politicamente più interessante dell&#8217;odierna operazione sta tutta in un&#8217;immagine: quella che ha visto il difensore civico ucraino <strong>Dmitry Lubinets </strong>e la sua collega russa <strong>Yana Lantratova</strong> arrivare a Oleshky insieme, sullo stesso autobus. Il resto, da qui in avanti, è tutto da costruire, anche se il Cremlino già nei giorni scorsi diceva che il &#8220;modello Oleshky&#8221;&nbsp;potrebbe essere ripetuto altrove.</p>



<p>Si tratta di un&#8217;affermazione-proposta almeno in parte interessata. Oleshky, che come si diceva fu occupata dai russi nei primi giorni dell&#8217;invasione del 2022, si trova sullo sponda Est del fiume Dnepr, nella parte meridionale della regione di Kherson, proprio di fronte alla città di Kherson, tuttora controllata dagli ucraini. Di fatto, quindi, d<strong>a più di quattro anni si trova sulla linea del fronte, presa nel fuoco incrociato dei due eserciti </strong>che a lungo, prima che il fronte in quell&#8217;area si stabilizzasse, hanno cercato di insediarsi sulla riva &#8220;nemica&#8221;. In più nella primavera del 2023 la città è stata investita dalla distruzione della diga di Nova Kakhovka, fatta saltare con gli esplosivi. <strong>Una vicenda che ricorda molto quella dell&#8217;attentato contro il gasdotto Nord Stream del settembre 2022. </strong>Nell&#8217;uno come nell&#8217;altro caso l&#8217;indice fu subito puntato contro la Russia, salvo arrivare a conclusioni meno affrettate una volta esaminati con più calma i fatti. Il crollo della diga liberò 18 miliardi di metri cubi d&#8217;acqua del Dnepr, investendo territori allora occupati dai russi (Oleshky appunto compresa), danneggiando il canale di rifornimento idrico della Crimea occupata dai russi, mettendo a rischio i sistemi di raffreddamento della centrale nucleare di Zaporizhzhya occupata dai russi.</p>



<p>Le vicende della guerra hanno quindi massacrato Oleshky, che <strong>dai 24 mila abitanti del 2022 si è ridotta ad averne poco più di 1.500,</strong> minacciati ogni giorno dalle armi di aria e di terra, privi ormai di rifornimenti e di assistenza sanitaria, spesso costretti a mettere in gioco la vita uscendo dalla città per un po&#8217; di pane o qualche patata. Le leggi di guerra e la Convezione di Ginevra parlano chiaro: &#8220;La Potenza occupante ha il dovere di assicurare, nella piena misura dei suoi mezzi, il vettovagliamento della popolazione con viveri e medicinali; in particolare, essa dovrà importare viveri, medicinali e altri articoli indispensabili, qualora le risorse del territorio occupato fossero insufficienti&#8221; (<strong>Convenzione di Ginevra, art.55</strong>). Ma le bombe che cadevano su Oleshki erano ucraine, come i droni che la sorvolavano e la colpivano, ovviamente per colpire le truppe dell&#8217;invasore. </p>



<p>Come sempre in questi casi a farne le spese sono stati i civili. Che ora vengono evacuati e sono chiamati a scegliere tra Ucraina e Russia. Il primo ministro ucraino <strong>Serhii Koretskyi </strong>ha comunicato che 527 abitanti di Oleshky arriveranno in Ucraina secondo il percorso concordato al momento di stipulare la tregua: prima in Russia, da lì in Bielorussia per via aerea e il resto in autobus. A quanto pare la maggioranza dei civili superstiti ha scelto la Russia ma le cifre reali potranno essere stabilite con certezza solo quando l&#8217;operazione sarà conclusa.</p>



<p>La tregua per Oleshky scade il primo novembre. Il negoziato Russia-Usa-Ucraina dovrebbe ripartire ad Abu Dhabi poco dopo, anche se non prima che il 4 novembre la Russia abbia celebrato la sua Giornata dell&#8217;Unità nazionale. <strong>Il Cremlino ha già detto no alla partecipazione dell&#8217;Unione Europea</strong>, considerata invece interlocutore indispensabile dall&#8217;Ucraina. La Ue, peraltro, che già litiga sul nome della persona che dovrebbe rappresentarla, aveva pensato di inviare negli Emirati una figura di secondo piano come <strong>Björn Seibert,</strong> capo di gabinetto della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Le premesse non sono delle migliori.</p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per la Convenzione di Ginevra: https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1951/300_302_297/it</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/oleshky-la-tregua-ha-funzionato-i-civili-sono-in-salvo-e-adesso-aspettiamo-i-negoziati-veri.html">Oleshky, la tregua ha funzionato, i civili sono in salvo. E adesso aspettiamo i negoziati &#8220;veri&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Israele: troppo pallido il cambiamento di Eisenkot, il voto premia le bombe di Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-troppo-pallido-il-cambiamento-di-eisenkot-il-voto-premia-le-bombe-di-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 05:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>In politica l'originale prevale sempre sulla copia e Israele non ha fatto eccezione. Per il cambiamento vero bisognerà ripassare più avanti.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-troppo-pallido-il-cambiamento-di-eisenkot-il-voto-premia-le-bombe-di-netanyahu.html">Israele: troppo pallido il cambiamento di Eisenkot, il voto premia le bombe di Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Con il 100% dei voti scrutinati ai seggi (e le 650 mila schede del voto a distanza da esaminare, che possono cambiare qualcosa ma non tutto), i numeri sembrano ancora da limare ma definitivi nella sostanza: né il <strong>Blocco Netahyahu</strong> con i 53 seggi attualmente attribuiti (Likud più Otzma Yehudit di Itamar Ben Gvir più Sionismo religioso di Bezalel Smotrich più i partitini ultraortodossi) né il <strong>Blocco del cambiamento </strong>(Yashar di Gadi Eisenkot più Beyachad di Naftali Bennett e Yair Lapid più i Democratici di Yair Golan) con i suoi 48 seggi sono arrivati alla fatidica soglia dei 61 seggi che alla Knesset fanno maggioranza. Contenti i cosiddetti &#8220;partiti arabi&#8221; (Ra&#8217;am di Mansour Abbas e Hadash Ta&#8217;al) che insieme raggiungono i 19 seggi. Per formare un governo ci vorrà tempo (<em><a href="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=5&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99" type="link" id="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=5&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99">Qui puoi scaricare il nostro paper che spiega bene il sistema israeliano andato al voto</a>, è gratis</em>!).</p>



<p> Detto questo per la cronaca, lasciamo agli esperti delle complicate alchimie elettorali israeliane il duro compito di immaginare che cosa possa succedere adesso, quanto possa valere l&#8217;appello del presidente Herzog a evitare a ogni costo il ritorno alle urne, quali astuzie metterà in campo <strong>Benjamin Netanyahu</strong> che, da leader del singolo partito più votato, sarà verosimilmente il primo incaricato di formare un nuovo Governo.</p>



<p>Un risultato chiaro e netto, però, queste elezioni, che hanno registrato <strong>un primato storico quanto ad affluenza (77,7%),</strong> dovrebbe pur averlo ottenuto. Non in Israele, però, ma da noi. Nell&#8217;opinione pubblica europea che stenta sempre terribilmente ad analizzare le cose per ciò che sono e non per ciò che più le piacerebbe.</p>



<p><strong>Primo punto</strong>: la proposta politica di Netanyahu e la sua stessa figura restano centrali nel quadro politico israeliano. Anche quest&#8217;ultimo voto, e vedremo tra poco perché, è stato soprattutto un referendum su di lui, il primo ministro più giovane e il più vecchio a gestire quella carica, il primo ministro più longevo nella storia del Paese. Il che deve farci riflettere sui trent&#8217;anni giusti giusti trascorsi dalla sua prima ascesa al potere (1996) sulle ceneri degli Accordi di Oslo e sulle spoglie di Ytzhak Rabin. <strong>Nei numeri Netanyahu ha perso qualcosa ma la sua centralità non è in discussione. </strong>È lui a dare le carte, è su di lui e sulle sue azioni che si misurano le ambizioni degli eventuali avversari (che si avvicendano, come vediamo, senza mai sfondare) ma anche degli amici, a partire dal più potente: <strong>Donald Trump.</strong> Il presidente Usa ora si affretta ad attribuirsi il merito della buona prova elettorale di Netanyahu citando il suo recente ed entusiasta <em>endorsement</em>, senza rendersi conto (o piuttosto senza voler ammettere) che quell&#8217;<em>endorsement</em> era più necessario a lui, che del sostegno delle organizzazioni filo-israeliane Usa ha gran bisogno, a partire dal voto di metà mandato del 3 novembre, che al premier israeliano.</p>



<p><strong>Secondo punto</strong>: quella che esce da questo voto israeliano è, in buona sostanza, <strong>una sanzione positiva per la politica di Netanyahu, Gaza compresa. </strong>Eisenkot si è offerto agli elettori, alla fin fine, come un Netanyahu più presentabile, non gravato da processi per corruzione (quelli a carico di Bibi vanno avanti da sei anni, di guerra in guerra), non sfiorato dal sospetto di aver sottovalutato gli avvertimenti sulla strage del 7 ottobre 2023. E con un&#8217;esperienza diretta del dolore della guerra a causa della morte del figlio, caduto appunto combattendo a Gaza. <strong>Nulla di tutto questo, però, lo ha portato vicino a una franca vittoria.</strong> Il che vuol dire che i bombardamenti su Gaza con i relativi massacri, l&#8217;invasione del Libano e della Siria, la guerra all&#8217;Iran, le incursioni ripetute su altri Paesi sono considerate dalla stragrande maggioranza degli elettori misure almeno necessarie. E addirittura indispensabili e meritorie se andiamo a esaminare le posizioni di molte organizzazioni ebraiche e della totalità di quelle filo-israeliane. <strong>Questo non è un giudizio morale. </strong>Non avrebbe senso mettersi a dire che gli israeliani votano così perché sono cattivi. Ma è un giudizio politico: questo pensa gran parte dell&#8217;Israele che vota. Mentre noi, forse per pigrizia mentale, abbiamo sempre ragionato come se ci fosse Netanyahu (e non stiamo nemmeno a parlare di Ben Gvir o Smotrich) da una parte e un &#8220;Paese reale&#8221; ben diverso dall&#8217;altra. Un quadro del tutto immaginario. A cosa serve rendersene conto? A non coltivare illusioni e a prendere decisioni politiche più concrete ed efficaci.</p>



<p><strong>Terzo punto:</strong> è in qualche modo conseguente ai precedenti. In che senso il Blocco rappresentato da Eisenkot sarebbe stato &#8220;del cambiamento&#8221;? <strong>Da generale Eisenkot è stato il teorico della Dottrina Dahiya </strong>(varata nel 2008 durante la guerra in Libano), quella che prevede l&#8217;uso di una &#8220;forza sproporzionata&#8221; contro il nemico e l&#8217;attacco indiscriminato alle strutture civili e alla popolazione come forma suprema di deterrenza. Non è questo esattamente ciò che è successo a Gaza e succede in Libano? Proprio come Netanyahu, <strong>Eisenkot ha escluso qualunque alleanza con i &#8220;partiti arabi&#8221;,</strong> anche a costo di non poter formare una maggioranza di Governo. Come Netanyahu, anche Eisenkot considera una bestemmia l&#8217;idea dei &#8220;due popoli due Stati&#8221; e la nascita di un&#8217;entità statuale palestinese (che sarebbe prevista, almeno in prospettiva, persino negli accordi siglati da Israele con il <em>Board of Peace </em>trumpiano per Gaza). In politica l&#8217;originale prevale sempre sulla copia e Israele non ha fatto eccezione. Per il cambiamento vero bisognerà ripassare più avanti.  </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-troppo-pallido-il-cambiamento-di-eisenkot-il-voto-premia-le-bombe-di-netanyahu.html">Israele: troppo pallido il cambiamento di Eisenkot, il voto premia le bombe di Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Youssef Siher scagionato senza condizioni: smentiti i maranza del governo e dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/youssef-siher-scagionato-senza-condizioni-smentiti-i-maranza-del-governo-e-dellinformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 13:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessun complotto, nessuna rivoluzione, nessuna guerra ibrida. Siher torna libero ma ha svolto la funzione di arma di distrazione di massa. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E dunque <strong>Youssef Siher,</strong> il trentenne ricercatore italiano che per qualche giorno sui giornali era tornato improvvisamente a essere marocchino, è stato rimesso in libertà. La giudice per le indagini preliminari lo ha rimandato a casa senza alcuna misura cautelare perché non c&#8217;è pericolo di fuga. Di più, le sue condotte “non potrebbero ritenersi tali da arrecare un grave danno allo Stato nè risultano essere state compiute allo scopo di intimidire la popolazione, suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante”, e quindi via l&#8217;aggravante del terrorismo. Di più: <strong>Siher “non risulta aver caldeggiato o in qualche modo sostenuto i comportamenti violenti”.</strong> Insomma, non c&#8217;era niente. Niente di niente. L&#8217;accusa di voler preparare addirittura una rivoluzione era una scemenza. E quello che i giornali di regime avevano presentato come un &#8220;colpaccio&#8221; (abbiamo preso la mente dei disordini!) viene adesso mostrato come ciò che realmente era: la caccia a un capro espiatorio che servisse a distrarre l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica per qualche giorno e permettesse alle Tv di parlare d&#8217;altro. Elevando le stupide violenze dei maranza a questione di sicurezza nazionale e spacciando un attivista dei social per un novello Lenin.</p>



<p>Il bello della faccenda, poi, è che, <a href="https://it.insideover.com/societa/italia-la-protesta-ha-due-anime-e-la-piazza-del-17-ottobre-non-lha-organizzata-youssef-siher.html">come ha raccontato </a><strong>Alessio Mannino </strong>nelle nostre pagine, la protesta originaria, la madre di tutte le proteste come avrebbe detto Saddam Hussein, non l&#8217;aveva nemmeno organizzata Siher. Quella per cui autorevoli ministri, e i loro portaborse nell&#8217;informazione, avevano tirato in ballo nientemeno che la &#8220;guerra ibrida&#8221; e quindi in definitiva il Cremlino, di cui, a dar retta a loro e alle accuse, in definitiva Siher sarebbe stato un agente o, come dicevano gli anticomunisti del 1948 in Italia  degli intellettuali che si esponevano per il Fronte popolare, un &#8220;utile idiota&#8221;.</p>



<p>Di utili in questa faccenda ce ne sono pochi, in compenso non mancano gli idioti. Tutti quelli che, di fronte alle vetrine spaccate e al saccheggio dei negozi, che sono e restano problemi di ordine pubblico da regolare senza ridicoli pietismi con il Codice penale alla mano, hanno gridato al complotto e hanno voluto l&#8217;esercito (l&#8217;esercito!) per strada. Quelli che hanno sbrodolato analisi da quattro soldi sui giovani senza nemmeno ricordare che t<strong>ra il 2011 e il 2024 se ne sono andati dall&#8217;Italia 630 mila giovani,</strong> senza spaccare niente ma privando noi tutti di energie preziose. Quelli che in un Paese dove il salario annuo medio è sui 27 mila euro se la prendono con gli studenti che trovano giustamente scandaloso pagare 800-1.000 euro un posto letto in una città universitaria. Quelli che fanno finta di non sapere che <strong>i salari reali in Italia sono fermi da 25 anni mentre l&#8217;inflazione non si ferma e li rosicchia, </strong>facendo del nostro Paese un caso unico tra i Paese sviluppati, come testimoniato dal&#8217;Ocse (su queso tema, a cui teniamo in maniera particolare, hai letto la nostra <em><strong>InsideWeek</strong></em>? <a href="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=3&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99" type="link" id="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=3&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99"><strong>Iscriviti, è gratis, e facci sapere cosa ne pensi</strong></a>) Quelli che, di fronte ai blocchi dei trasportatori del Sud, padroncini strangolati dal caro-carburanti a sua volta generato da guerre a cui non siamo stati capaci di opporci, nemmeno a parole, hanno subito tirato in ballo la mafia, proprio come per Siher si sono tirati in ballo i palestinesi.</p>



<p>Di tutto questo dobbiamo conservare una precisa memoria. Per non lasciare che la narrazione fittizia dei maranza del governo (di qualunque governo) e dell&#8217;informazione, già pervasiva, diventi infine totalitaria.</p>



<p><strong>Riferimenti:</strong></p>



<p>Per l&#8217;emigrazione dei giovani: <a href="https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2025/12/30/tra-il-2011-e-il-2024-emigrati-dall-italia-630mila-giovani">https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2025/12/30/tra-il-2011-e-il-2024-emigrati-dall-italia-630mila-giovani</a></p>



<p>Per i salari in Italia: <a href="https://www.oecd.org/content/dam/oecd/it/publications/reports/2025/07/oecd-employment-outlook-2025-country-notes_5f33b4c5/italy_a775131b/9571f483-it.pdf">https://www.oecd.org/content/dam/oecd/it/publications/reports/2025/07/oecd-employment-outlook-2025-country-notes_5f33b4c5/italy_a775131b/9571f483-it.pdf</a></p>



<p></p>



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<p>&nbsp;<br><br>    </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/youssef-siher-scagionato-senza-condizioni-smentiti-i-maranza-del-governo-e-dellinformazione.html">Youssef Siher scagionato senza condizioni: smentiti i maranza del governo e dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I maranza e le vetrine, l&#8217;ultimo alibi di un sistema che si regge sulle balle</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/i-maranza-e-le-vetrine-lultimo-alibi-di-un-sistema-che-si-regge-sulle-balle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 12:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Basta spacciare quattro vetrine rotte come un'apocalisse e le stragi di Gaza come un evento quasi ordinario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-maranza-e-le-vetrine-lultimo-alibi-di-un-sistema-che-si-regge-sulle-balle.html">I maranza e le vetrine, l&#8217;ultimo alibi di un sistema che si regge sulle balle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/disordini-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ne ha già scritto in modo più che esauriente <strong>Roberto Vivaldelli</strong> <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/scioperi-proteste-e-manifestazioni-il-comodo-alibi-della-guerra-ibrida-che-non-ce.html">in queste </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>pagine</u></span></font> ma vale forse la pena di aggiungere qualcosa su questa che, dovendo diventare l&#8217;epoca dell&#8217;intelligenza artificiale, già si presenta come l&#8217;epoca della coglioneria naturale. Il nostro ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto,</strong> di fronte ai disordini di Milano, la butta là: colpa della guerra ibrida. Gli piace vincere facile, sa benissimo che, dopo quattro anni e mezzo di aggressione russa all&#8217;Ucraina (il che vuol anche dire: dopo quattro anni e mezzo di tentativi falliti di piegare la Russia sul campo), la frase &#8220;guerra ibrida&#8221; è diventata come i jeans, si porta su tutto e non passa mai di moda. quindi si trova sempre un giornale, uno scrittore o un&#8217;influencer che riprende, rilancia, elabora. Non può essere un caso, sottolineano gli astuti commentatori, se certi pasticci scoppiano in Italia, Francia e Spagna, tre Paesi europei che vanno (il 29 novembre la Spagna) o andranno presto al voto.</p>



<p>Bravi, bravissimi. Come se <strong>Pedro Sanchez,</strong> in Spagna, non fosse traballante da molto tempo sotto il peso delle difficoltà e degli scandali politici e familiari, non avesse avuto la crisi di Ceuta (ma non era stato il nostro governo a chiudergli le frontiere?) con relative mobilitazioni di piazza o le proteste per il problema casa. Come se <strong>Emmanuel Macron</strong>, in Francia, non fosse il presidente con il più basso indice di approvazione nella storia della République, come se il Paese non fosse retto da un governo senza maggioranza e impegnato a varare nello stesso tempo nuove portaerei e manovre lacrime e sangue, come se il &#8220;caso Francia&#8221;, dal punto di vista economico, non fosse ormai una delle grandi preoccupazioni per la stabilità finanziaria dell&#8217;Europa, come ha <a href="https://it.insideover.com/politica/la-tardiva-battaglia-di-macron-ricucire-una-francia-senza-rotta.html">perfettamente spiegato <strong>Andrea Muratore</strong></a><strong> </strong>sempre in queste pagine.</p>



<p>E come se, per venire all&#8217;Italia, non avessimo un governo che va in Europa a chiedere un po&#8217; di comprensione, non esplodessero i soliti problemi strutturali e irrisolti del Sud, non fossimo in un Paese che, a furia di esaltare liberismo e privatizzazioni, s<strong>i trova con il 50% della ricchezza nazionale in mano al 5% delle famiglie</strong>, il mercato della casa fuori controllo, le grandi città trasformate in un&#8217;alternanza di quartieri per ricchi e ghetti senza soluzione di continuità. Il ministro Crosetto vuole un bell&#8217;esempio di guerra ibrida? Vada a vedere quanto costa un posto letto a uno studente fuori sede a Milano o a Bologna, e faccia la proporzione con <strong>lo stipendio medio dei lavoratori italiani, che secondo l&#8217;Inps è di 27.649 euro l&#8217;anno. </strong>Oppure verifichi le statistiche dei giovani italiani che, al posto di sfasciare vetrine, fanno la valigia e se ne vanno all&#8217;estero, colpendo così il Paese al cuore assai più di quattro vandali di periferia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Viva il primo ministro della Lettonia!</h2>



<p>Di queste scemenze davvero non se ne può più. Di questi politici che negano la realtà nemmeno. Di questi personaggi che decidono e poi non hanno il coraggio delle proprie decisioni ne abbiamo fin sopra la testa. Evviva il premier della Lettonia, <strong>Andris Kulbergs</strong>, che parla chiaro e dice: <strong>dobbiamo sostenere l&#8217;Ucraina e quindi fare sacrifici,</strong> basterebbe bere un po&#8217; meno birra. Lui la fa facile e la metafora della birra fa sorridere, ma se non altro rende chiaro il principio: sostenere l&#8217;Ucraina costa, e costa caro. Non tanto per le armi e i quattrini che mandiamo a Kiev ma perché abbiamo scardinato il sistema economico europeo (che nelle forniture energetiche russe aveva un suo pilastro) per difendere Kiev e fermare Mosca. E&#8217; stata una scelta politica, aveva un senso. Non è da russofobi sostenerla, non è da putiniani criticarla. Quello che non ha senso e che somiglia a una gigantesca presa per i fondelli è raccontare che tutto andrebbe benissimo se non ci fosse la &#8220;guerra ibrida&#8221;, come se gli ormai famosissimi maranza prendessero di colpo ordini da Putin, come se il governo si fosse già scordato di aver fatto un apposito decreto anti-maranza in luglio scorso, come se le famiglie a fine mese si facessero dettare l&#8217;elenco delle lamentazioni dal Cremlino. Basta, basta, basta.</p>



<p>A nostra parziale consolazione, e anche come segnale che rende più evidente la truffa, registriamo che il fenomeno non è soltanto nostro. <strong>Donald Trump</strong>, interrogato sulle inquietudini europee, risponde che la colpa è dell&#8217;immigrazione. Lui, di origine tedesca in un Paese dove tutti sono in un modo o nell&#8217;altro immigrati, se la prende con l&#8217;immigrazione, come se non sapessimo tutti che è la sua politica di asservimento agli Usa delle risorse energetiche mondiali (dal Venezuela all&#8217;Iran) ad aver accentuato il rincaro globale dei prezzi; lui che, approfittando dell&#8217;interruzione delle relazioni tra Europa e Russia dei blocchi nel Golfo Persico da lui stesso creati, ci vende il 70% gas naturale liquefatto di cui abbiamo bisogno 8 volte più caro (25–28 $ per MMBtu) di quanto costi sul mercato interno degli Usa (<strong>3,00–3,60 $ per MMBtu</strong>), che sono peraltro il primo produttore mondiale di gas naturale. Persino il primo ministro della Polonia, <strong>Donald Tusk</strong>, uno che pagherebbe di suo pur di avere un po&#8217; di soldati Usa nel suo Paese, va in Parlamento e scandisce: &#8220;E&#8217; ora di dire che la colpa del rincaro globale del petrolio è di Donald Trump&#8221;. Non è, la politica di Trump, un bellissimo esempio di guerra ibrida? E che cosa c&#8217;entra l&#8217;immigrazione, con questo?</p>



<p>Non poteva mancare, a questa sommaria rassegna, un mentitore seriale come <strong>Benjamin Netanyahu.</strong> Che si fa intervistare alla Tv per dire che l&#8217;Europa è un continente finito perché &#8220;non vuole più difendersi&#8221;. La giornalista, compiacente, gli alza la palla sui musulmani e lui ridacchia. Ma è il concetto di &#8220;difendersi&#8221; da sottolineare. Israele in questi tre anni ha bombardato otto Paesi. Lasciamo perdere per un attimo la decimazione della popolazione di Gaza. Alcuni di questi portavano o rappresentavano un pericolo effettivo, Hamas a Gaza appunto o Hezbollah in Libano. <strong>Ma non il Qatar, non la Siria, non l&#8217;Iraq,</strong> non l&#8217;Iran nella misura in cui Netanyahu andava dicendo (e va dicendo da più di trent&#8217;anni). Se l&#8217;Europa si &#8220;difendesse&#8221; alla maniera dell&#8217;Israele di Netanyahu che dovrebbe fare? Certo la guerra alla Russia e all&#8217;Iran, magari per le ragioni dette sopra anche agli Stati Uniti. O forse basterebbe sparare su tutti i musulmani che si presentano alla porta. </p>



<p>Basta, basta, basta. Basta farsi prendere in giro. Basta spacciare quattro vetrine rotte come un&#8217;apocalisse e le stragi di Gaza come un evento quasi ordinario. Basta tentare di far credere che 800-1000 euro al mese per una cameretta a carico di studenti che dovrebbero essere il futuro del Paese sia colpa di Putin. E teneteveli cari, questi maranza (o gli immigrati o Putin), sono uno degli ultimi alibi che avete.</p>



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<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per gli scandali di Sanchez: https://www.corriere.it/esteri/26_luglio_05/spagna-sanchez-126-fedelissimi-indagati-condannati-921cf83b-907f-4d39-91c2-961452cdexlk.shtml</p>



<p>Per la crisi economica della Francia: https://it.insideover.com/economia/una-nuova-crisi-del-debito-europeo-lo-shock-dei-mercati-travolge-la-francia.html</p>



<p>Per lo stipendio medio degli italiani: https://www.corriere.it/economia/lavoro/26_luglio_09/piu-occupati-ma-salari-piu-bassi-come-cambia-il-lavoro-secondo-l-inps-e-lo-smart-working-fa-fare-piu-figli-da6ad7e2-f702-46ad-b53f-32a555dc0xlk.shtml</p>



<p>Per il premier lettone: https://t.me/letteradamosca/38923</p>



<p>Per il prezzo del gas Usa: https://tg24.sky.it/economia/2022/10/17/francia-gas-usa</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-maranza-e-le-vetrine-lultimo-alibi-di-un-sistema-che-si-regge-sulle-balle.html">I maranza e le vetrine, l&#8217;ultimo alibi di un sistema che si regge sulle balle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Contro il caro carburanti, Trump libera dalle sanzioni la flotta ombra della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/contro-il-caro-carburanti-trump-libera-dalle-sanzioni-la-flotta-ombra-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 09:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei calcoli di Trump in vista del voto del 3 novembre di metà mandato, il provvedimento dovrebbe abbassare i costi di gas e petrolio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla fin fine, la morale della favola è che nessuno può fare Trump al posto di Trump, o addirittura più di Trump. Si spiega così la decisione del presidente Usa di sospendere, a soli due giorni dall&#8217;entrata in vigore, alcune delle sanzioni contro la Russia <a href="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/senate-bill/5025/text#toc-id384c25fbb707414185ab3141c382982a" type="link" id="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/senate-bill/5025/text#toc-id384c25fbb707414185ab3141c382982a">previste dal Lindsey Graham Act</a>, le legge fortemente voluta dal senatore repubblicano morto improvvisamente nel luglio scorso dopo un viaggio a Kiev e poco dopo approvata dal Congresso con un voto bipartisan. Le legge prevedeva un radicale inasprimento delle sanzioni contro la Russia, affidando però al Presidente la loro applicazione. Trump aveva firmato la legge ma ora, pressato dal crollo degli indici di gradimento <strong>(solo il 36% degli americani approva il suo operato e il 55% pensa che l&#8217;inflazione sia fuori controllo)</strong> e dalla prospettiva di un&#8217;elezione di metà mandato che può sottrargli il controllo del Congresso, ha fatto una parziale (le sanzioni antirusse decise in precedenza restano attive) ma significativa marcia indietro.</p>



<p>Dicevamo che solo Trump può fare Trump e d&#8217;altra parte era stato chiaro già al momento della firma che il Presidente considerava l&#8217;azione di Graham più una grana che un vantaggio. La legge dello storico (23 anni consecutivi di mandato) senatore della Carolina del Sud è segnata da un&#8217;ossessione che a Trump conviene solo fino a un certo punto. <strong>Graham voleva colpire la Russia, Trump vuole avere le mani libere. </strong>Inoltre, la legge Graham prevede sanzioni anche contro i Paesi che più acquistano risorse energetiche dalla Russia, alimentando così la sua economia di guerra: presa alla lettera, avrebbe infilato gli Usa in <strong>una guerra di dazi e sanzioni contro Cina e India (che insieme acquistano l&#8217;87% delle esportazioni russe di petrolio)</strong>, cosa che l&#8217;economia americana in questa fase non può permettersi. E forse Trump non avrebbe nemmeno firmato se la legge, al punto 115, non prevedesse una scappatoia: sospendere certi provvedimenti alla luce dell&#8217;interesse nazionale, come ha fatto appunto Trump.</p>



<p>L&#8217;ossessione di Trump, adesso, è far calare i prezzi dei carburanti per soddisfare l&#8217;elettorato, tutti i cittadini ma in particolare gruppi importanti del suo elettorato come agricoltori e trasportatori. E insieme far dimenticare la folle decisione di iniziare la guerra contro l&#8217;Iran e l&#8217;incerta condotta che l&#8217;ha caratterizzata, fino al blocco dello Stretto di Hormuz con relative difficoltà nel commercio internazionale di gas e petrolio. E in base a questa specifica esigenza di politica interna regola tutte le proprie decisioni. Come ha detto qualche settimana fa <strong>Marco Rubio,</strong> segretario di Stato: <strong>&#8220;Gli Stati Uniti non metteranno mai l&#8217;ordine internazionale davanti ai propri interessi&#8221;</strong>. Ecco fatto.</p>



<p>Infatti il provvedimento odierno sospende la sezione 102(D) della legge, quella che riguarda la commercializzazione da parte della Russia di &#8220;greggio, uranio, gas naturale, gas naturale liquefatto, petrolio, prodotti petroliferi, prodotti petrolchimici, carbone o prodotti a base di carbone&#8221;, i mezzi per trasportarli, le persone coinvolte e gli eventuali porti di sosta e di approdo. Di fatto, <strong>come alcuni giornali americani avevano anticipato nei giorni scorsi</strong>, un quasi via libera alla &#8220;flotta ombra&#8221; russa. Nei calcoli di Trump questo dovrebbe abbassare i costi del trasporto di gas e petrolio (noleggio navi e assicurazione) e far affluire più risorse al mercato globale, facendo quindi calare i prezzi dei carburanti. </p>



<p>Il Cremlino esulta e l&#8217;Ucraina s&#8217;infuria. Ma Trump, che promette 5 mila dollari a chi il 3 novembre voterà repubblicano, questo importa poco. Pronto, ovviamente, a cambiare di nuovo idea il 4 novembre.</p>



<p></p>



<p>Riferimenti</p>



<p>Per il sondaggio: https://www.tvsvizzera.it/tvs/sondaggio-fox%2C-tasso-approvazione-di-trump-al-36%25%2C-minimi-storici/92222138</p>



<p>Per le dichiarazioni di Marco Rubio: https://youtube.com/shorts/qvqFgzJAhus?si=k7pIZduaRC2gGsFB</p>



<p>Per le anticipazioni sul provvedimento: https://www.reuters.com/legal/government/us-considers-easing-sanctions-shadow-fleet-vessels-cut-freight-rates-official-2026-10-15/</p>



<p>Per la &#8220;flotta ombra&#8221;: https://www.ftm.eu/files/the-shadow-fleet-secrets</p>



<p></p>
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		<title>Regno Unito: la Tassa di Putin da 2 miliardi di sterline che imbarazza il governo Burnham</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/regno-unito-la-tassa-di-putin-da-2-miliardi-di-sterline-che-imbarazza-il-governo-burnham.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 04:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-1536x959.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-600x375.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quanto costa all'economia rispondere agli attacchi della Russia? A Londra se lo chiedono e la risposta non è piacevole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/regno-unito-la-tassa-di-putin-da-2-miliardi-di-sterline-che-imbarazza-il-governo-burnham.html">Regno Unito: la Tassa di Putin da 2 miliardi di sterline che imbarazza il governo Burnham</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-1536x959.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Regno-Unito-600x375.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo della serie è stato <strong>Ken McCallum,</strong> direttore generale dell&#8217;MI5, il servizio di controspionaggio britannico. McCallum ha suonato l&#8217;allarme: negli ultimi dieci anni, ha detto, le minacce contro il Regno Unito da parte di altre entità statali sono quadruplicate, con la Russia come &#8220;aggressore numero uno&#8221;. La cosa interessante, però, è che l&#8217;alto funzionario non si è perso nelle solite geremiadi sulla democrazia in pericolo o sul nemico alle porte ma ha lamentato che tutto ciò costringa &#8220;l&#8217;MI5 a destinare al contrasto delle attività di Stati esteri più risorse oggi di quale ne impiegasse durante la guerra fredda&#8221;.</p>



<p>Negli ultimi tempi, infatti, complice la crisi economica generale e, forse, anche l&#8217;impossibilità di spingere il sostegno all&#8217;Ucraina e il confronto con la Russia oltre certi limiti, le autorità del Regno Unito si preoccupano molto&#8230; delle spese. Ovvero di quanto costi in milioni di sterline scontrarsi con un avversario non solo aggressivo e tenace ma anche militarmente e tecnologicamente preparato. Tale preoccupazione si è manifestata appieno, e si è per così dire sistematizzata, nel momento in cui <strong>Graeme Downie</strong>, parlamentare scozzese del Partito Laburista, ha presentato al governo di <strong>Andy Burnham </strong>un&#8217;interrogazione per conoscere il costo degli attacchi cyber russi e soprattutto il loro costo. Accompagnando il tutto con <strong>una ricerca intitolata, non si sa se con amarezza o con humour inglese, <em>The Putin Tax</em></strong>, che presenta una stima autonoma di quanto il governo britannico spenda per contrastare le operazioni di influenza russe. O per essere più precisi: di quanto tali operazioni costino al Regno Unito, perché dal governo a Downie non è arrivata alcuna risposta.</p>



<p>La questione è tutt&#8217;altro che peregrina e la mossa del parlamentare è stata subito appoggiata dal <strong>Royal United Services Institute (RUSI)</strong>, il più antico <em>think tank</em> del Regno Unito, che ha subito scritto: &#8220;La raccolta di prove sul costo dell&#8217;ostilità russa aiuterà il governo a giustificare le proprie scelte di spesa, a rafforzare la necessità di un&#8217;efficace resilienza del settore pubblico e privato e a individuare i settori in cui gli investimenti avrebbero il maggiore impatto economico. Questa lacuna è importante e merita attenzione. In un&#8217;epoca in cui i governi collegano la sicurezza economica e quella nazionale in ogni occasione, proteggere le imprese dalle interruzioni e ridurre al minimo il dirottamento di risorse pubbliche già limitate verso la ripresa e la protezione dovrebbe essere una priorità. Comprendere il costo inflitto dall&#8217;ostilità del Cremlino dovrebbe guidare il governo nel determinare e dare priorità alla propria risposta&#8221;. Come dire: hai pochi soldi, se non sai quanto devi spendere come puoi decidere dove spendere?</p>



<p>Il rapporto del parlamentare laburista avanza una stima per difetto: tra 2 e 2,5 miliardi di sterline l&#8217;anno, cioè tra 2,36 e 3 miliardi di euro. Così ripartiti: tra 0,4 e 0,5 miliardi di sterline per gli attacchi russi provati (droni sugli aeroporti e simili); 1,47 miliardi per le attività cyber russe; tra 250 e 500 milioni per il danneggiamento dei cavi sottomarini; il resto per l&#8217;impatto economico generale e le spese di prevenzione di future minacce. Per difetto, la stima, perché gli stessi estensori del rapporto pensano di non essere riusciti a calcolare tutto né a identificare ogni possibile conseguenza del braccio di ferro in corso. Per esempio: dal 2022 a oggi, le autorità britanniche hanno registrato 300 attacchi cyber attribuibili alla Russia. E&#8217; relativamente facile calcolare il costo dei 300 singoli interventi per rispondere a ogni singolo attacco. Ma quanto è costato il &#8220;disturbo&#8221;, il turbamento delle regolari attività economiche, per esempio? Difficile dirlo. </p>



<p>Altro esempio, assai dibattuto nel rapporto, di tassa di Putin: <strong>l&#8217;attacco cyber contro Jaguar Land Rover del 31 agosto 2025</strong>, il più grave di sempre per il Regno Unito, che portò al blocco delle attività industriali per tre settimane. Per essere precisi, dobbiamo ricordare che poco dopo l&#8217;attacco fu rivendicato su Telegram da un gruppo chiamato <em>Scattered Lapsus$ Hunters</em>, il che fece pensare a un&#8217;effrazione realizzata in collaborazione da Scattered Spider, Lapsus$ e ShinyHunters, tre gruppi di criminalità informatica di lingua inglese. Poi le autorità investigative decisero che il colpevole, invece, stava a Mosca e noi stiamo qui a questa versione. Il danno subito dall&#8217;azienda è stato calcolato in <strong>1,9 miliardi di sterline, </strong>Ma che dire, per esempio, del calo dei consumi per gli operai e gli impiegati lasciati a casa per un mese? E i danni ai fornitori e ai clienti?</p>



<p>Come dicevamo, il governo Burham ha mostrato un certo imbarazzo nell&#8217;affrontare l&#8217;argomento tassa di Putin. Perché non ha le risposte, o perché è meglio che le risposte restino riservate, non è dato sapere. <strong>Il pur compassato RUSI ha molto criticato questo atteggiamento</strong>, coniando uno slogan efficace: &#8220;What gets measured, gets done&#8221;, ciò che si misura vien poi fatto. E di conseguenza ha proposto l&#8217;istituzione di una speciale commissione incaricata, appunto, di prendere le misure alla tassa di Putin per offrire una base concreta e una direzione agli interventi dell&#8217;esecutivo. Si farà? Basterà? Certo è che la discussione dei britannici può aprire una strada a tanti altri Paesi, all&#8217;insegna della realtà più tipica di questi anni: il legame sempre più stretto tra economia e sicurezza.</p>



<p> </p>



<p>Riferimenti</p>



<p>Per le dichiarazioni di McCallum: https://t.me/letteradamosca/38871</p>



<p>Per la ricerca The Putin Tax: https://graemedownie.com/wp-content/uploads/2026/10/PUTIN-TAX-FINAL-COMPLETED.pdf</p>



<p>Per l&#8217;attacco a Jaguar Land Rover: https://www.wired.it/article/jaguar-land-rover-cyberattacco-filiera-conseguenze-perdite-licenziamenti/</p>



<p>Per la presa di posizione del RUSI: https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/putin-tax-and-cost-russian-hostility-britain</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/regno-unito-la-tassa-di-putin-da-2-miliardi-di-sterline-che-imbarazza-il-governo-burnham.html">Regno Unito: la Tassa di Putin da 2 miliardi di sterline che imbarazza il governo Burnham</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Per l&#8217;Ucraina l&#8217;incubo Star Link: se Trump e Musk girano l&#8217;interruttore&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/per-lucraina-lincubo-star-link-se-trump-e-musk-girano-linterruttore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532418</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La minaccia americana di spegnere Star Link si unisce allo sviluppo dell'analogo sistema russo Rassvet, in parte già operativo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/per-lucraina-lincubo-star-link-se-trump-e-musk-girano-linterruttore.html">Per l&#8217;Ucraina l&#8217;incubo Star Link: se Trump e Musk girano l&#8217;interruttore&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/ucraina-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Occhio alla successione delle dichiarazioni: prima il presidente <strong>Zelensky </strong>lamenta che gli americani non hanno passato le solite informazioni di intelligence e non hanno avvertito Kiev del bombardamento dell&#8217;altra sera (per la cronaca: è stato il singolo attacco russo a base di missili ipersonici Zirkon più massiccio di sempre: 25 ordigni su Kiev e altri parti del Paese); poi interviene il ministro degli Esteri <strong>Andrij Sybiha</strong> per dire che no, è tutto normale; infine arriva <strong>Sergiy Beskrestnov,</strong> consigliere di Zelensky per i temi della Difesa, per annunciare che SpaceX, l&#8217;azienda di Elon Musk, ha introdotto delle limitazioni al funzionamento del &#8220;pacchetto militare&#8221; dei servizi Starlink (StarShield) per l&#8217;Ucraina. L&#8217;altalena delle dichiarazioni testimonia del fatto che a Kiev c&#8217;è un&#8217;oggettiva difficoltà a leggere le mosse della Casa Bianca. </p>



<p>Dopo la pugnalata alle spalle di Donald Trump, con l&#8217;annuncio dell&#8217;accordo sul gasolio con Vladimir Putin, che implica la sospensione delle sanzioni contro la Russia fino all&#8217;aprile del 2027, e la conseguente brusca interruzione dei colloqui tra gli emissari di Zelensky e quelli di Trump a Miami, la questione dei satelliti e della connessione messi a disposizione da Musk non era stata apertamente sollevata da nessuno tranne che da&#8230; Musk. Il quale, peraltro, <strong>si era limitato a un sibillino &#8220;Zelensky è andato troppo oltre&#8221;</strong>.Concetto di difficile interpretazione, se applicato a un Paese invaso e quotidianamente sottoposto a bombardamenti sempre più intensi. Ma tant&#8217;è. I<strong>n vista delle elezioni di metà mandato Trump deve recuperare consenso</strong>: gli è indispensabile far calare il prezzo dei carburanti per trasportatori e agricoltori, due fasce della popolazione tipica del suo elettorato, e dunque vale tutto. Con la relativa chiamata a raccolta di fedeli e fedelissimi, come Musk.</p>



<p>Nessuno, sul lato americano della questione, ha mai minacciato apertamente l&#8217;Ucraina di ritirare la condivisione di informazioni di intelligence e di limitare (o addirittura annullare) i servizi di Star Link. Però di voci ne corrono tante. Secondo autorevoli media Usa, sarebbero stati proprio <strong>Steve Witkoff </strong>e <strong>Jared Kushner,</strong> gli inviati prediletti di Trump, a minacciare il provvedimento nell&#8217;infelice incontro di Miami, con un tono quasi da ricatto: o smettete di colpire le raffinerie russe oppure noi&#8230; E poi, soprattutto, ci sono le lamentele dei comandanti ucraini al fronte che, guarda combinazione, proprio in questi ultimi giorni, hanno cominciato a registrare problemi nelle comunicazioni e, ancor più, nella gestione dei droni. Sia quelli &#8216;attacco, indispensabili per colpire le infrastrutture russe e tenere a bada le truppe russe al fronte, sia quelli intercettori, non meno preziosi quando si tratta di respingere i missili russi, <strong>ora perdono il segnale quando raggiungono una certa velocità</strong>, ovvero nel momento decisivo, e non possono quindi essere diretti sul bersaglio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione di Zelensky</h2>



<p>Quando Trump ha fatto il famoso annuncio sul gasolio, a cui nei giorni successivi ha aggiunto le famose invettive su Putin che vuole un accordo più di Zelensky, sul fatto che in Ucraina bisogna tenere elezioni e <strong>sull&#8217;Ucraina che dovrebbe avere un nuovo presidente</strong>, Zelensky non ha perso tempo: ha avuto colloqui telefonici con i leader di mezza Europa e poi è volato a Londra, dove sa di avere in <strong>Andy Burnham</strong> un fedele alleato. Gli europei, però, possono fornire armi e denaro, magari sforzarsi di fare di più. Ma non sono in grado di sostituire un&#8217;architrave della resistenza ucraina come Star Link, indispensabile per le forze armate ma anche per <strong>una vasta gamma di usi civili, dalla gestione degli ospedali e dei pazienti al traffico ferroviario.</strong> E, cosa di fondamentale importanza, impenetrabile ai russi.</p>



<p>Anche la storia dello sbarco di Star Link in Ucraina lo dimostra. Il 24 febbraio 2022, primo giorno dell&#8217;invasione, la Russia sferrò un attacco informatico contro la rete satellitare KA-SAT GEO di ViaSat, utilizzata dalle forze armate ucraine, oltre a colpire con mezzi più convenzionali le infrastrutture delle comunicazioni del Paese. Quell&#8217;evento, oltre a dimostrare fin da subito che la guerra portava con sé un carattere tecnologico molto accentuato, accelerò l&#8217;arrivo di Starlink in Ucraina. Pochi giorni dopo, il 26 febbraio il Vice Primo Ministro ucraino e Ministro della Trasformazione Digitale <strong>Mykhailo Fedorov</strong> (poi, dal gennaio 2026 e per soli sei mesi, Ministro della Difesa), chiese a Elon Musk (molto tipicamente, con un post su X) di attivare il servizio Starlink in Ucraina. Musk reagì immediatamente: il 27 febbraio l&#8217;Ucraina già otteneva l&#8217;accesso alla rete e il giorno dopo riceveva il primo lotto di terminali.</p>



<p>Da allora Star Link è diventato non UN mezzo di comunicazione dell&#8217;Ucraina ma <strong>IL mezzo che permette non solo di comunicare, combattere e far funzionare gli impianti civili ma di tenere insieme il Paese. </strong>Le disfunzioni registrate in questi giorni (anche se, a quanto pare, solo nel settore militare) vanno dunque interpretate come un ammonimento degli americani. Se non vuole conseguenze peggiori, Zelensky deve allinearsi e consentire a Trump di abbassare i prezzi dei carburanti (la Russia, prima della guerra, era titolare del 10% del gasolio commercializzato nel mondo) prima delle elezioni di metà mandato.</p>



<p>La minaccia americana, vera o presunta che sia, tra l&#8217;altro, è particolarmente pesante pesante in questa fase. Non solo perché la superiorità russa nel settore missilistico viene contrastata con sempre maggior fatica dalle difese ucraine, che hanno bisogno di tutti i mezzi possibili per resistere. Ma anche perché, per uno Star Link che rischia di spegnersi, <strong>c&#8217;è un Rassvet che sta per accendersi.</strong> Il sistema satellitare cui i russi lavorano da diversi anni è ormai una prospettiva concreta.  16 satelliti russi sono già in orbita e operativi, <strong>Roskosmos e il ministero della Difesa progettano di aver circa 300 entro la fine il&#8217;anno prossimo. </strong>Quote molto lontane dalle migliaia di satelliti del sistema Star Link ma più che sufficienti per coprire l&#8217;Ucraina e dirigere i colpi contro i bersagli più delicati. L&#8217;Ucraina e il suo leader Zelensky hanno vissuto molti momenti difficili ma questo, oggettivamente, li supera tutti.</p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per la dichiarazione di Musk: https://youtu.be/ByzIcT6yK5g?si=Fqk4KZUDU3GOOIOK</p>



<p>Per le dichiarazioni di Trump: https://tg24.sky.it/mondo/video/2026/10/12/ucraina-trump-accordo-putin-zelensky-1131277</p>



<p>Per l&#8217;uso di Star Link: https://www.google.com/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=why+star+link+is+so+important+to+ukraine&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8#fpstate=ive&amp;vld=cid:6845186a,vid:rwxz19Wn2s8,st:0</p>



<p>Per il sistema Rassvet: https://it.insideover.com/guerra/guerre-spaziali-la-russia-schiera-rassvet-e-minaccia-starlink.html</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/per-lucraina-lincubo-star-link-se-trump-e-musk-girano-linterruttore.html">Per l&#8217;Ucraina l&#8217;incubo Star Link: se Trump e Musk girano l&#8217;interruttore&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump e Putin, l&#8217;intesa sul gasolio che rallegra gli agricoltori Usa, umilia l&#8217;Ucraina e prende in giro l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/trump-e-putin-lintesa-sul-gasolio-che-rallegra-gli-agricoltori-usa-umilia-lucraina-e-prende-in-giro-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 21:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'accordo tra la Casa Bianca e il Cremlino aiuta Trump per le elezioni di metà mandato ma umilia l'Ucraina e l'Europa.</p>
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<p>Qualcuno diceva che tutte le guerre, alla fin fine, sono guerre per l&#8217;energia. Figuriamoci quel che può accadere, quindi, quando alla guerra si mescola la politica del tempo di pace, con i suoi trucchi e le sue esigenze. Accade, per esempio, che Donald Trump, che solo tre settimane fa proclamava che <strong>&#8220;la Russia ha perso il controllo dell&#8217;industria del </strong><b>diesel</b> non solo: darà l&#8217;idea che &#8220;, qualche ora fa abbia diffuso su Truth Social &#8220;un grande accordo sull&#8217;energia russa&#8221; appena siglato con Vladimir Putin. In concreto: la Russia fornirà da subito 300 mila tonnellate di gasolio &#8220;al mercato americano e mondiale&#8221; (e vedremo che cosa significhi), per aggiungerne altre 500 mila in novembre e 1 milione in seguito. Con tanti saluti a una serie di cose. </p>



<p>Per cominciare, all&#8217;isolamento internazionale della Russia e allo stigma occidentale sulle sue forniture energetiche visto che, per permettere le suddette forniture, il ministero del Tesoro Usa ha sospeso fino al 7 aprile 2027 sulla vendita, consegna e importazione del carburante russo, che almeno fino ad allora tutti, volendo, potranno comprare liberamente. <strong>E resta da vedere quale sarà il ritorno politico per Putin</strong>, che mollando il gasolio offre a Trump un aiuto non da poco sul fronte dei prezzi interni, e al suo tentativo, che fino a ieri pareva disperato, di recuperare consenso.</p>



<p>Per proseguire, alla strategia ucraina di attacco alle raffinerie russe nella speranza di tagliare i fondi alla macchina da guerra del Cremlino. <strong>Questo accordo porterà soldi freschi nelle casse russe</strong>, perché molti proveranno ad approfittare dell&#8217;improvvisa abbondanza nella speranza che il prezzo del gasolio, cresciuto del 70% da febbraio, cioè da quando Trump ha lanciato la disgraziatissima guerra contro l&#8217;Iran, torni a livelli più umani. L&#8217;accordo, inoltre, ridimensiona (a torto o a ragione) la sensazione di efficacia che la campagna dei droni che l&#8217;ex ministro della Difesa ucraino <strong>Mychaylo Fedorov </strong>aveva varato in primavera. Non è difficile immaginare la &#8220;soddisfazione&#8221; degli inviati del presidente Zelensky, che oggi si incontravano a Miami con <strong>Steve Witkoff </strong>e Jared Kushner, i gemelli diversi della diplomazia trumpiana. Come non è difficile immaginare che l&#8217;accordo ora ora annunciato sia stato in realtà siglato proprio dai due quando, qualche settimana fa, hanno incontrato a New York <strong>Kirill Dmitriev, </strong>l&#8217;inviato di Putin.</p>



<p>E per finire, <strong>tanti saluti alle ambizioni dell&#8217;Europa di affrancarsi dalla sudditanza agli Usa.</strong> Almeno per questo inverno. L&#8217;Europa approccia la stagione fredda con i depositi di gas al livello più basso degli ultimi quindici anni. La media è del 72% (un anno fa, di questi tempi, era l&#8217;83%) ma in Germania e nei Paesi Bassi siamo sotto il 60%. In più, a gennaio scatterà il divieto totale europeo all&#8217;importazione di gas liquefatto russo dopo che per tutto l&#8217;anno, in previsione dei mesi difficili e a maggior ragione dopo i pasticci di Trump nel Golfo Persico e il blocco di Hormuz, <strong>l&#8217;Europa intera è corsa ad acquistare gas liquefatto russo,</strong> con una media di spesa di quasi un miliardo al mese. E il GNL, che dal Golfo Persico arriva da mesi in quantità ridotte, vale il 40% del fabbisogno energetico europeo.</p>



<p>In conclusione: mentre l&#8217;Europa taglia l&#8217;ultimo ormeggio ai giacimenti russi, Trump stringe un patto per far affluire carburante russo all&#8217;America e, chissà come, chissà quando, al mondo. Lo stesso Trump che, in virtù della recente <strong>legge bipartisan approvata dal Congresso dopo le lunghe battaglia del senatore Lindsey Graham</strong>, dispone di un potere sanzionatorio senza precedenti e potrebbe, prima di gennaio, far calare la mannaia sulle aziende russe, prima fra tutte la Novatek, che ancora forniscono il GNL agli importatori europei. Il tutto mentre Putin esporta e incassa.</p>



<p>In tutto questo, c&#8217;è di buono che Trump non mostra falsi pudori. La guerra in Ucraina? Lo Stretto di Hormuz? Le raffinerie dell&#8217;Arabia Saudita bombardate dagli Houthi? Quisquilie e pinzillacchere di fronte al possibile disastro delle elezioni di metà mandato. &#8220;Prezzi più bassi per gli americani, in particolare per i nostri grandi agricoltori, allevatori e camionisti, sono la mia massima priorità&#8221;. Gli stenti dell&#8217;industria tedesca? L&#8217;Ucraina martoriata? Il Medio Oriente in pezzi? Poca cosa al confronto del granturco dello Iowa. <strong>Marco Rubio, il segretario di Stato, l&#8217;ha detto chiaro:</strong> &#8220;Gli Stati Uniti non metteranno mai l&#8217;ordine mondiale davanti agli interessi nazionali&#8221;.  </p>



<p></p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per le dichiarazioni di Trump: https://www.ilsole24ore.com/art/trump-la-russia-ha-perso-controllo-dell-industria-diesel-AJlNbBKB</p>



<p>Per la legge Graham: https://ilmanifesto.it/trump-ha-unaltra-arma-contro-putin-approvate-le-sanzioni-infernali</p>



<p>Per la dichiarazione di Rubio: https://youtube.com/shorts/XgsygLJYogE?si=JD_UKmsJhC3qTuu1</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/trump-e-putin-lintesa-sul-gasolio-che-rallegra-gli-agricoltori-usa-umilia-lucraina-e-prende-in-giro-leuropa.html">Trump e Putin, l&#8217;intesa sul gasolio che rallegra gli agricoltori Usa, umilia l&#8217;Ucraina e prende in giro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>7 ottobre 2023: tre anni di stragi ma un altro Israele e un&#8217;altra Palestina sono possibili</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-tre-anni-di-stragi-ma-un-altro-israele-e-unaltra-palestina-sono-possibili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 21:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="7 ottobre" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel ricordo perenne delle vittime innocenti israeliane e palestinesi di questi anni, un'altra Palestina e un altro Israele sono possibili. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-tre-anni-di-stragi-ma-un-altro-israele-e-unaltra-palestina-sono-possibili.html">7 ottobre 2023: tre anni di stragi ma un altro Israele e un&#8217;altra Palestina sono possibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="7 ottobre" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli eventi del 7 ottobre 2023, a ricordarli con animo sgombro, possono dividere solo coloro nei quali già alberga lo spirito della divisione. Perché al netto delle propagande e delle speculazioni politiche, ciò che successe quel giorno è inequivocabile. Hamas, dal 2017 guidato nella Striscia di Gaza da <strong>Yahya Sinwar,</strong> organizzò e realizzò una strage di stampo genocida ai danni di 1.200 israeliani (274 militari e 859 civili) e il rapimento di altri 251, dei quali solo 168 infine tornati alle proprie case. Su un altro aspetto occorre essere molto chiari: Hamas non è un movimento di resistenza dei palestinesi bensì un dramma dei palestinesi. Per i palestinesi di Gaza il problema per eccellenza, il movimento politico che ha loro imposto un regime all&#8217;incrocio tra l&#8217;Isis e l&#8217;Urss e il movimento militare che non ha mai esitato a sacrificare le vite della propria gente pur di recare danno al nemico israeliano. </p>



<p>Hamas non è un&#8217;organizzazione di partigiani ma, <strong>come ben testimonia il suo Statuto</strong> (redatto nel 1988 e rivisto nel 2017, senza peraltro rinnegare la versione primaria) un&#8217;organizzazione islamista che persegue la distruzione di Israele per &#8220;restituire&#8221; la totalità della Palestina <strong>non ai palestinesi oppressi ma alla <em>umma</em>, la comunità universale dei credenti nell&#8217;Islam.</strong> Caratteristica, questa, che tra l&#8217;altro ha permesso ai sunniti di Hamas di ricevere concretissimi appoggi anche da Stati (l&#8217;Iran) e movimenti (gli Houthi, i Fratelli Musulmani) di convinzioni sciite. Solo chi non si è occupato seriamente di questi temi o non è mai stato a Gaza (chi scrive tre volte, compresa <strong>l&#8217;Operazione Margine Protettivo del 2014, con 2.200 palestinesi uccisi)</strong> o non ha mai parlato con i gazawi può dubitarne.</p>



<p>Tutto questo non andrà mai dimenticato e qualunque tentativo di ridimensionare la motivazione, l&#8217;intenzione e la portata di quell&#8217;attacco, organizzato e condotto a sangue freddo, andrà respinto senza esitazioni. Allo stesso modo, però, andrà respinto qualunque tentativo di farci credere che la storia di Israele, della Palestina e di Gaza sia cominciata proprio il 7 ottobre del 2023 e che l&#8217;Israele uscito da quel giorno infernale sia l&#8217;unico Israele possibile. La reazione del Governo israeliano all&#8217;attacco non è stata meno genocida dell&#8217;attacco che l&#8217;ha provocata, anzi: la maggiore disponibilità di mezzi economici e militari e la complicità degli Usa (che ancora adesso si affannano a fornire <strong>bombe per un potenziale distruttivo tre volte superiore a quello di Hiroshima</strong>)  e di molti Paesi europei hanno reso più facili i propositi di Benjamin Netanyahu e dei suoi, che hanno agito non tanto per neutralizzare Hamas o liberare gli ostaggi ma per annientare i gazawi tutti. La popolazione di Gaza è stata decimata, e non è un modo di dire: <strong>sui 2,2 milioni di abitanti di prima del 7 ottobre, le stime più affidabili </strong>come quella della rivista scientifica Lancet o dei 99 medici Usa parlano di almeno 200 mila morti. Almeno 21 mila bambini uccisi, decine di migliaia di donne e di anziani. Ogni struttura sanitaria o scolastica, ogni impianto idrico, tutte le attività economiche annientati. Gli operatori sanitari e i giornalisti falcidiati. Esattamente come ha detto l&#8217;Onu: un &#8220;intento genocidiario&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Oslo a Gaza</h2>



<p>Che questo non sia l&#8217;unico Israele possibile (e che, dunque, vada respinto qualunque ricatto all&#8217;insegna di &#8220;o così o niente Israele&#8221;) è dimostrato dalla parabola politica dello stesso Netanyahu, assurto per la prima volta al rango di primo ministro nel 1996 sul cadavere di <strong>Yitzhak Rabin</strong>, il primo ministro firmatario degli Accordi di Oslo e per questo nel 1995 assassinato da <strong>Yigal Amir</strong>, compare politico degli attuali ministri <strong>Bezalel Smotrich </strong>e <strong>Itamar Ben Gvir</strong>. E forse qualcosa di più, visto che Ben Gvir, poco prima dell&#8217;assassinio, mostrò in televisione lo stemma della Cadillac staccato dall&#8217;auto del primo ministro Rabin, dicendo: &#8220;Siamo arrivati alla sua macchina e arriveremo anche a lui&#8221;. Non è certo un caso se oggi questi personaggi rifiutano persino di commemorare la morte del loro tanto più illustre predecessore.</p>



<p>Netanyahu, dopo la firma degli Accordi di Oslo nel 1993, da capo della frazione parlamentare del Likud si era impegnato nel killeraggio politico di Rabin. E in trentatré anni di una carriera politica che l&#8217;ha fatto diventare il più giovane primo ministro di Israele e il più longevo nella carica, ha finalmente portato il Paese laddove voleva portarlo: fuori dalla soluzione &#8220;due popoli due Stati&#8221;, pronto a offrire ai palestinesi di Gaza la soluzione &#8220;estinzione o esilio&#8221;, impegnato a preparare <strong>l&#8217;esproprio della Cisgiordania</strong> attraverso le violenze dei coloni (gli abitanti degli insediamenti illegali), vera milizia armata in abiti civili protetta dall&#8217;esercito israeliano.</p>



<p>E&#8217; un mistero umano e politico come possano i dirigenti di Paesi che si dicono civili credere che questa condotta porti da qualche parte e appoggiare un figuro come Netanyahu, mentitore (dal 1996 sostiene che l&#8217;Iran è in procinto di avere la bomba atomica), guerrafondaio (basta dare un&#8217;occhiata al Medio Oriente), <strong>processato per corruzione</strong>, stragista e capo di un Governo che, quando non si tratta di sparare (cosa che peraltro fanno i militari), si è rivelato un prodigio di ambiguità e inefficienza: sono i giornali israeliani a sostenere che Netanyahu era stato avvisato dell&#8217;imminente attacco di Hamas ma non fece nulla; sono <strong>i politici israeliani a mettere sotto accusa il Governo</strong> che, secondo le norme di sicurezza, sapeva del fanatico co-pilota del volo FlyDubai e non prese alcun provvedimento; sono i familiari delle vittime del 7 ottobre ad accusarlo di non aver saputo (voluto?) pensare soprattutto alle vite dei loro figli.</p>



<p>A tre anni dal 7 ottobre, nel ricordo perenne delle vittime innocenti israeliane e palestinesi di quel giorno e di questi anni, non solo speriamo ma crediamo che un&#8217;altra Palestina e un altro Israele siano possibili. E che respingere qualunque giustificazione, spiegazione di comodo e speculazione politica (sì, pensiamo anche al <strong>DDL 1004 sull&#8217;antisemitismo in via di approvazione</strong>) sia il primo ma indispensabile passo peer tramutarli in realtà.</p>



<p><a href="https://www.google.com/goto?url=CAESZQHrOzAV4V3kP2DOMQXgg62OtqcBFPOX2WRratOcVE7rJwPhJthuCZBtavqKoavWZogqpmu4jY-8h6UMS0dE04ZgIZKhD7ebUjTp8nK1YQXYaJ8SLlPMrDdAHtVc6mQ5MvkyDjHG" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per lo Statuto di Hamas: https://www.cesnur.org/2004/statuto_hamas.htm</p>



<p>Per il concetto di umma: https://www.studocu.com/it/document/universita-degli-studi-di-trento/pensiero-islamico/il-concetto-di-umma-e-nazione-nel-mondo-islamico-contemporaneo-analisi-e/127841703?sid=99167ae2-7c0b-476f-bdd8-2faaded40f971791310860</p>



<p>Per l&#8217;Operazione Margine Protettivo: https://www.amnesty.it/operazione-margine-protettivo-urgente-indagare-sugli-attacchi-deliberati-agli-operatori-sanitari-di-gaza/</p>



<p>Per le forniture Usa a Israele: https://it.insideover.com/guerra/tre-volte-hiroshima-trump-prepara-40-000-bombe-per-netanyahu-maxi-vendita-da-28-miliardi-di-dollari.html</p>



<p>Sulla situazione in Cisgiordania: https://it.insideover.com/reportage/guerra/reportage-cisgiordania-insideover.html</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-insideover wp-block-embed-insideover"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="iJVncgieh7"><a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html">Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali&#8221; &#8212; InsideOver" src="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html/embed#?secret=UNZDMlMtVZ#?secret=iJVncgieh7" data-secret="iJVncgieh7" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p>Per i 99 medici Usa: https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html</p>



<p>Per le accuse a Netanyahu: https://comunicazioneitaliana.it/news/49e70ea0460857c370ec4ea998e63d5f</p>



<p>Per le polemiche sul volo FlyDubai: https://www.aljazeera.com/news/2026/10/1/flydubai-attack-gives-netanyahu-new-security-message-ahead-of-israel-vote</p>



<p>Sul DDL sull&#8217;antisemitismo: https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-tre-anni-di-stragi-ma-un-altro-israele-e-unaltra-palestina-sono-possibili.html">7 ottobre 2023: tre anni di stragi ma un altro Israele e un&#8217;altra Palestina sono possibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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