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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Flotilla: Ben Gvir è ripugnante ma il problema vero è l&#8217;impunità totale di cui gode Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/flotilla-ben-gvir-e-ripugnante-ma-il-problema-vero-e-limpunita-totale-di-cui-gode-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 09:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1024x601.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1536x901.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-600x352.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Itamar Ben Gvir è un ben noto fanatico razzista ma il vero problema da affrontare è l'impunità totale di cui gode Israele. Servono sanzioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/flotilla-ben-gvir-e-ripugnante-ma-il-problema-vero-e-limpunita-totale-di-cui-gode-israele.html">Flotilla: Ben Gvir è ripugnante ma il problema vero è l&#8217;impunità totale di cui gode Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1024x601.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1536x901.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-600x352.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il video di Itamar Ben Gvir, quello in cui il ripugnante ministro israeliano deride, insulta e minaccia gli attivisti della Flotilla ammassati nel porto di Ashdod e costretti in ginocchio, ha fatto il giro del mondo e ha destato il giusto sdegno della politica internazionale. <strong>Tra i primi a prendere posizione il nostro presidente Sergio Mattarella,</strong> la prima ministra Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Tajani e il ministro della Difesa Crosetto. Bene così. Sarà complicato per i soliti noti ora cianciare di antisemitismo a proposito di un vertice istituzionale, quello italiano, che nei confronti di Israele si è sempre mosso con pacatezza persino eccessiva.   Tajani ha anche chiesto l&#8217;immediato rilascio di tutti gli italiani detenuti da Israele, tra i quali c&#8217;è anche <strong>Simona Losito,</strong> coraggiosa giornalista di InsideOver, molto apprezzata sia dai lettori sia dai follower dei nostri social a partire da Instagram.</p>



<p>Tutti sanno chi è <strong>Itamar Ben Gvir.</strong> Un estremista giudicato tale anche dal sistema giudiziario di Israele, che l&#8217;ha condannato per incitamento al razzismo. Un fanatico dalle pulsioni omicide che minaccio il primo ministro Yitzhak Rabin, l&#8217;artefice degli Accordi di Oslo, appena due settimane prima che un colono con le stesse sue idee lo uccidesse a colpi di pistola. Ben Gvir è il ministro della Sicurezza di Israele che ieri faceva il gradasso circondato da guardie armate tra decine di giovani ammanettati ma che il 7 ottobre del 2003, lui responsabile della &#8220;sicurezza&#8221; dei suoi concittadini, si fece sorprendere dagli assassini scatenati di Hamas. Uno scarto della politica con la P maiuscola, imbarcato nel governo solo perché <strong>Benjamin Netanyahu </strong>ha bisogno anche dei voti delle minoranze più irresponsabili.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&quot;Qui comandiamo noi&quot;: bendati, incaprettati, legati con fascette, Ben Gvir &quot;accoglie&quot; la Flotilla" width="422" height="750" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/4S34JZRpfzA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_");</script>
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<p>L&#8217;errore che non bisogna fare, però, è proprio concentrarsi su personaggi miserabili come Ben Gvir. Il problema è molto più ampio e, non per caso, il presidente Mattarella lo ha messo in evidenza nella propria dichiarazione quando ha parlato di &#8220;persone fermate illegalmente in acque internazionali&#8221;. <strong>Quello a cui abbiamo assistito negli scorsi giorni, infatti, è stato un sequestro di persona di massa</strong> (490 fermati, tra i quali 29 italiani) che peraltro Netanyahu ha subito rivendicato dicendo che “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza”. Una riga e mezza per tre menzogne. <strong>Prima menzogna:</strong> i ragazzi della Flotilla non sono sostenitori di Hamas. È la solita litania, a cui ormai non crede più nessuno, per cui chi critica o si oppone al governo di Israele è antisemita e/o complice di Hamas. <strong>Seconda</strong>: la Flotilla era a centinaia di miglia nautiche dalle acque territoriali israeliane, non c&#8217;era pericolo per nessuno, quindi l&#8217;assalto israeliano è un atto di pirateria del mare. <strong>Terza:</strong> Israele non ha &#8220;tutto il diritto&#8221;, anzi. Non ha <strong>nessun diritto</strong> di abbordare imbarcazioni che navigano in acque internazionali e non hanno commesso alcuna infrazione o reato.</p>



<p>Paradossalmente, Netanyahu ha proseguito dicendo che “il modo in cui il Ministro Ben-Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele”.&nbsp;Un cerottino che ha avuto l&#8217;unico effetto di sottolineare il buco, perché non si capisce quali siano &#8220;i valori e le norme&#8221; che dovrebbero <strong>impedire alle autorità di Israele di maltrattare i sequestrati ma consentire loro di massacrare decine di migliaia di donne e bambini a Gaza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il privilegio della violenza</h2>



<p>Il punto dell&#8217;intera questione sta proprio qui. <strong>A Israele vengono permesse, con l&#8217;appoggio o la compiacenza di una lunga serie di Paesi capitanata dagli Stati Uniti, azioni che non sono mai state permesse ad alcuno altro Stato nella storia. </strong>Per esempio bombardare otto Paesi in due anni, compreso il Qatar mentre questi conduceva una mediazione tra israeliani e rappresentanti di Hamas. Oppure occupare una parte della Siria che non aveva mosso un dito per attaccare Israele. Invadere il Libano e raderne al suolo i villaggi, preparando nello stesso tempo un&#8217;occupazione militare di lungo periodo. Smembrare la Cisgiordania dopo averla traforata con gli insediamenti illegali, per poi affidarla all&#8217;arbitrio dei coloni, ormai diventati milizia armata protetta dall&#8217;esercito. E via via per molti altri esempi, compresa la detenzione illegale, senza accuse e senza processi, per migliaia di palestinesi o la pena di morte a sfondo etnico.</p>



<p>Perché? Perché <strong>questo crudele privilegio a un Paese che, proprio per esercitarlo, non si è mai dato una Costituzione né ha mai definito i propri confini?</strong> Possibile che nessuno si renda conto di quali danni tutto questo faccia alla stabilità di una regione cruciale (e ben lo vediamo adesso, con gli occhi di tutti fissi sullo Stretto di Hormuz e sulle petroliere che non possono più percorrerlo) come il Medio Oriente? </p>



<p>Dietro la penosa performance di Itamar Ben Gvir emerge evidente il senso di impunità che anima le autorità di Israele. Ed è proprio su questo che, più che mai, occorre intervenire. Non è più tollerabile l&#8217;acquiescenza nei confronti di uno Stato ricco e potente che, unico al mondo, si sente libero di fare ciò che vuole, quando vuole e come vuole. Basta parlare di linee rosse di cui a Netanyahu e soci non frega assolutamente nulla, è ora di fare qualcosa. <strong>E questo qualcosa ha un solo nome: sanzioni. </strong>Finché il senso di impunità sarà gratuito, nulla cambierà nei comportamenti del Governo di Israele. E chi fa finta di non capirlo, a cominciare da chi governa l&#8217;Ue, o è stupido o è complice.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Ushakov, l&#8217;uomo che sussurra allo Zar</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/ushakov-luomo-che-sussurra-allo-zar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diplomatico di carriera ormai ottantenne, considerato grande conoscitore degli Usa, Ushakov è il consigliere più fidato di Putin. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/ushakov-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I tempi sono quelli che sono e la Russia è (diventata) quello che è. Non dobbiamo quindi stupirci se rinasce qualche abitudine dei vecchi tempi sovietici, quando imperavano i cosiddetti &#8220;cremlinologi&#8221;, i giornalisti specializzati nel trarre conclusioni analizzando i posti assegnati a questo o quel dirigente sul Mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa in occasione delle parate o le onorificenze distribuire in questa o quella occasione. Chi si interessa a Vladimir Putin e alla sua cerchia, comunque, avrà notato che negli ultimi tempi <strong>gode di una certa visibilità un signore di nome Jurij Ushakov, che di lavoro fa l&#8217;assistente di Putin per la politica estera.</strong> Per essere un assistente, sia pure a quel livello, Ushakov, pur non essendo un chiacchierone, dice cose che pesano. Un paio di settimane fa questa: finché gli ucraini non si ritireranno dalla porzione della regione di Donetsk che ancora controllano sarà inutile che Russia, Ucraina e Usa si incontrino ancora. Ciaone al cosiddetto negoziato. </p>



<p>La posizione di assistente o consigliere del capo, soprattutto in una struttura di potere come quella che ruota intorno a Putin, può equivalere a simil maggiordomo o a bisbiglio da ascoltare. Ushakov è senz&#8217;altro della seconda categoria e la stampa internazionale ne ha preso atto. <strong>Secondo Politico, è il guru del Cremlino per quanto riguarda gli Usa. </strong>Dietro quella mascella da mastino, infatti, si cela un diplomatico di carriera con fiocchi e controfiocchi, che dal 2012 è una delle persone che stanno quotidianamente accanto a Putin. E che abbia saputo lavorarsi bene bene anche Jared Kushner, il genero di Trump, e l&#8217;ex immobiliarista Steve Witkoff, più volte mandati dalla Casa Bianca in avanscoperta al Cremlino. Comunque sia, Ushakov è stato la &#8220;voce&#8221; anche del summit Xi-Putin di Pechino, l&#8217;unico che, bene o male, abbia detto qualcosa di politicamente spendibile. D&#8217;altra parte, e checché se ne dica, la vecchia scuola della diplomazia russa ha ancora qualcosa da dire. E Putin lo sa.</p>



<p><strong>Vuoi sapere di più di questi personaggi? Vuoi provare a &#8220;leggere&#8221; la società e la politica della Russia e dei Paesi intorno con occhi diversi? <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Diventa uno di noi, abbonati a InsideOver! </a>Ogni giovedì, puntualmente, riceverai la newsletter Inside Russia con approfondimenti originali e notizie curiose o inedite. Fallo subito, sostieni il giornalismo indipendente!</strong></p>



<p></p>
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		<title>Russia: è uscita la legge, riscrivo il mio rap</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-e-uscita-la-legge-riscrivo-il-mio-rap.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1313" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-1536x1050.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-600x410.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Resa ancor più severa la legge contro la propaganda delle droghe. Gli esiti, però, nella musica e nella letteratura, sono paradossali.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-e-uscita-la-legge-riscrivo-il-mio-rap.html">Russia: è uscita la legge, riscrivo il mio rap</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1313" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-1536x1050.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-3-600x410.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Già nel 2024 Vladimir Putin aveva controfirmato gli emendamenti agli articoli 1 e 46 della Legge federale sui narcotici e le sostanze psicotrope, per mettere fuorilegge la propaganda e la diffusione di informazioni sull&#8217;uso di sostanze illegali. In quell&#8217;occasione, si stabilì che un&#8217;eccezione poteva essere fatta per le opere letterarie, che da quel momento dovevano però esibire <strong>una dicitura di avvertimento su quel particolare contenuto. </strong>Cosa che è puntualmente avvenuta anche per capolavori immortali della letteratura russa come &#8220;Padri e figli&#8221; di Turgenev, &#8220;Il naso&#8221; di Gogol&#8217;, &#8220;Il maestro e Margherita&#8221; e (ovviamente) &#8220;Morfina&#8221; di Bulgakov e persino su una collezione di raconti per ragazzi di Tolstoj.</p>



<p>Nel marzo di quest&#8217;anno è però arrivato <strong>un ulteriore giro di vite.</strong> La definizione di &#8220;propaganda&#8221;, a proposito delle droghe, è stata allargata anche all&#8217;idea di &#8220;permissibili&#8221;, &#8220;attrattiva&#8221; o presunti aspetti positivi del consumo, come pure a tutta una serie di azioni in qualche modo collegate all&#8217;uso di droghe e a eventuali argomenti che lo giustifichino o lo dipingano come un comportamento normale.</p>



<p>Gli effetti sono in molti casi paradossali, soprattutto nel settore della musica giovanile. Il quotidiano <em>Vedomosti</em>, sulla base di alcune ricerche specializzate, ha infatti calcolato che, in base ai nuovi emendamenti, <strong>il 41% delle canzoni che circolano in Russia dovrà essere ritirato </strong>oppure gli autori dovranno cambiarne il testo. Dipende ovviamente anche dal genere. Il pop più tranquillo e melenso è investito per circa il 15% delle sue canzoni, il rock per circa il 30%. Hip hop e rap, purtroppo per loro, viaggiano ben oltre il 50%.</p>



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		<title>Ucraina, lo scandalo corruzione si allarga. Zelensky è l&#8217;unico risparmiato, per ora&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-lo-scandalo-corruzione-si-allarga-zelensky-e-lunico-risparmiato-per-ora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 04:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/zelensky-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/zelensky-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/zelensky-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/zelensky-1536x1082.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/zelensky-600x423.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Operazione Midas, che ha spazzato via il cerchio magico di Zelensky, continua ad allargarsi e sfiora il presidente. </p>
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<p>Seguito con grande attenzione dai media ucraini (ma non da quelli italiani, che devono trovarlo poco interessante) va in onda il secondo tempo dello scandalo Midas, che <strong>verso la fine del 2025 portò all&#8217;arresto di diversi &#8220;pezzi grossi&#8221; della <em>nomenklatura </em>ucraina. </strong>Breve riassunto delle puntate precedenti: dopo un&#8217;indagine durata più di un anno, l&#8217;Ufficio nazionale anticorruzione dell&#8217;Ucraina (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sap) rivelarono l&#8217;esistenza di un gruppo d&#8217;influenza che estorceva tangenti del 10-15% sul valore dei contratti agli appaltatori di Energoatom, l&#8217;azienda energetica di Stato. &#8220;Di fatto, la gestione di un&#8217;impresa strategica con un fatturato annuo di oltre 4 miliardi di euro non è stata condotta da funzionari, ma da estranei che non avevano alcuna autorità formale&#8221;, scrisse il Nabu in un comunicato. In sostanza, quei gentiluomini si facevano dare corposo bustarelle (il giro valeva sui 100 milioni di dollari) <strong>dagli appaltatori</strong> che costruivano protezioni per le infrastrutture energetiche, mentre milioni di ucraini in tutto il Paese stavano al gelo e al buio a causa degli attacchi russi.</p>



<p>Come abbiamo già raccontato in precedenti articoli (per esempio <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html#google_vignette">qui,</a> <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">qui </a>e <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-corruzione-zelensky-non-convince-piu-la-sua-gente-lo-salvano-per-ora-leuropa-e-la-guerra.html">qui</a>), i personaggi coinvolti nello scandalo sono tutti di alto livello e molto prossimi, almeno per quanto riguarda gli incarichi, al presidente Zelensky: il ministro dell&#8217;Energia (ormai ex, ovviamente) <strong>Herman Halušenko</strong>, <strong>Ihor Myroniuk</strong> (consigliere di Halušenko e già vice-presidente del Fondo per le proprietà statali), <strong>Dmytro Basov</strong> (ex capo della sicurezza di Energoatom), <strong>Oleksandr Tsukerman</strong> (uomo d&#8217;affari, il riciclatore del denaro sporco), l&#8217;ex vice-premier <strong>Oleksiy Chernyshov</strong> e, per non farsi mancar nulla, <strong>Timur Mindich,</strong> il regista dell&#8217;operazione, vecchio amico di Zelensky nonché suo socio nello studio di produzione televisiva Kvartal 95. Di questi, alcuni sono in galera e altri sotto processo, mentre Mindich e Tsukerman, guarda combinazione sono riusciti a scappare in Israele appena prima che Nabu e Sap partissero con gli arresti.</p>



<p>Fine del riassunto, con una breve appendice. Arresta qui, intercetta là, le indagini hanno portato alle dimissioni e alla messa sotto indagine anche di <strong>Andrij Jermak</strong>, potentissimo capo dell&#8217;amministrazione presidenziale di Zelensky, a lungo considerato il &#8220;presidente ombra&#8221; dell&#8217;Ucraina. E se si tiene conto che qualche mese prima, senza spiegazioni ufficiali, era stato rimosso anche <strong>Serhiy Shefir</strong>, altro vecchio amico e socio di Zelensky che dal 2019 aveva lavorato come primo assistente del presidente, si capisce bene che terremoto sia stata per Kiev l&#8217;Operazione Midas.  </p>



<p>Il fatto è che Nabu e Sam non si sono accontentati di fare strage della cerchia zelenskiana. Hanno continuato a indagare. Un po&#8217; perché continuavano a saltar fuori nuovi elementi. Un po&#8217; perché nell&#8217;indagine si agita uno spettro inconfessato e inconfessabile ma assai preciso: <strong>il sospetto che nel gran giro dei corrotti possa essere coinvolto anche Zelensky.</strong> E anche qui occorre andare con ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le intercettazioni telefoniche</h2>



<p>Primo aspetto: le nuove rivelazioni. Il <a href="https://www.pravda.com.ua/eng/">quotidiano Ukrainska Pravda</a> è venuto in possesso (crediamo allo stesso modo in cui di recente <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-gli-attentati-il-colpo-di-stato-e-le-bufale-chiamiamola-guerra-ibrida-alloccidentale.html">la Cnn è &#8220;venuta a conoscenza&#8221; </a>di un rapporto segreto su Putin) di una serie di nastri di intercettazioni telefoniche relative all&#8217;Operazione Midas. I più interessanti riguardano i rapporti tra il solito Mindich e i dirigenti di Fire Point, azienda di recente fondazione, produttrice di droni e missili, subito esaltata dai media occidentali (per esempio <a href="https://www.ilpost.it/2025/12/22/fire-point-ucraina/">qui </a>e<a href="https://it.euronews.com/next/2025/08/22/come-una-startup-di-droni-e-missili-sta-aiutando-lucraina-a-diventare-la-silicon-valley-de"> qui</a>) e dotata di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-falco-mike-pompeo-ex-capo-della-cia-consulente-di-unazienda-di-droni-ucraina-indagata-per-corruzione.html#google_vignette">un consigliere d&#8217;amministrazione assai noto alle cronache politiche</a>: <strong>Mike Pompeo</strong>, già direttore della Cia e segretario di Stato Usa durante la prima presidenza Trump. Nei nastri si sente Mindich parlare di Fire Point come se l&#8217;azienda fosse sua (&#8220;Non faremo profitti se&#8230;&#8221;, &#8220;Possiamo produrre&#8221;, &#8220;Siamo un&#8217;azienda vera&#8221;) al punto da discutere dei dettagli di un investimento degli Emirati Arabi Uniti. Se non uno cointeressato ai destini dell&#8217;azienda, almeno un lobbista pienamente autorizzato a rappresentarla. </p>



<p>Ancor più interessante l&#8217;interlocutore di quelle conversazioni di Mindich: l&#8217;allora ministro della Difesa (e ora segretario del Consiglio di sicurezza) <strong>Rustem Umerov.</strong> Mindich lamenta la scarsità di fondi che affligge Fire Point, che vorrebbe investire 150 milioni di dollari nello sviluppo di nuovi missili, e chiede a Umerov nuovi finanziamenti, prestiti o almeno il pagamento anticipato di ordini ancora da completare. Umerov non dice né sì né no e invita Mindich ad attendere &#8220;il 17 luglio&#8221;, ovvero la data in cui il Parlamento (dominato da Servo del popolo, il partito di Zelensky) avrebbe apportato modifiche al bilancio statale e, in particolare, votato un cospicuo un aumento della spesa per la difesa. Una tacita promessa.</p>



<p>Per chiudere questo primo aspetto va detto anche che le pattuizioni occulte emerse dai nastri hanno portato il Consiglio pubblico anticorruzione del Ministero della Difesa (organo consultivo del Ministero della Difesa, che include rappresentanti della società civil) a sollevare <strong>la questione della necessità di nazionalizzare Fire Point. </strong>Anche perché sono emersi dubbi anche sull&#8217;efficacia dei prodotti Fire Point. Durante le audizioni parlamentari, uno dei comandanti dei reparti di droni delle delle Forze Armate Ucraine, <strong>Yuri Kasyanov,</strong> ha dichiarato che dei 3.000 droni ucraini lanciati su Mosca nell&#8217;arco di un anno, solo uno è riuscito a colpire la città. E quell&#8217;unico drone, peraltro, è precipitato su un condominio sulla Via Mosfilmovskaya. Non è comunque il primo scandalo in un ministero, quello della Difesa, che ha visto avvicendarsi i ministri proprio a causa di spese gonfiate o forniture deficitarie.</p>



<p>Secondo aspetto: l&#8217;inconfessabile sospetto. Nelle conversazioni <strong>tra i protagonisti dello scandalo Midas ricorrono spesso riferimenti a un certo Vova.</strong> È il diminutivo di Volodymyr (in russo di Vladimir, e infatti viene usato anche per Putin) e a chiunque viene naturale pensare che vecchi amici e uomini che incontravano Zelensky tutti i giorni ed erano in confidenza con lui difficilmente avessero in mente altri, soprattutto dovendo discutere di questioni delicate all&#8217;incrocio tra l&#8217;interesse personale occulto e l&#8217;interesse di Stato. Ma tra sospettare e sapere la differenza è grande e al momento prove provate a carico del presidente non ce ne sono.</p>



<p>Non ce ne sono o non sono ancora state rese pubbliche. Perché il realismo impone di considerare anche un&#8217;altra ipotesi. E cioè che Zelensky, che ancora <a href="https://it.insideover.com/politica/per-gli-ucraini-zelensky-e-ancora-il-comandante-non-si-vota-finche-lui-non-firma-la-pace.html#google_vignette">gode da parte degli ucraini di un alto tasso di fiducia</a> e che è tuttora considerato il miglior leader per condurre la guerra e negoziare la pace, venga in questa fase &#8220;graziato&#8221; da NABU e SAP da rivelazioni troppo imbarazzanti, in nome di una ragion di Stato che si accontenta di avergli fatto il deserto intorno. Se la guerra continua, Zelensky è di fatto intoccabile. Poi si vedrà.</p>



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		<title>Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Giornata dell'Europa si celebra il 9 maggio per ricordare la Dichiarazione Schuman. Vediamo quanto siamo lontani da quegli ideali. </p>
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<p>Oggi noi europeisti di vecchia data staremmo festeggiando. Perché oggi, 9 maggio, è la Giornata dell&#8217;Europa. Staremmo, condizionale, perché essere europeisti sul serio impone di riconoscere che da festeggiare purtroppo c&#8217;è poco. Lontani sono i tempi in cui bastava l&#8217;Erasmus a farci credere che la strada del futuro fosse stata ormai imboccata. Dimenticati gli entusiasmi che solo un po&#8217; di mesi fa portava, in Italia, la gente piazza per esaltare l&#8217;Europa così com&#8217;è, e non come dovrebbe essere.</p>



<p><strong>Forse non tutti sanno perché la Giornata dell&#8217;Europa si celebra proprio il 9 maggio. </strong>La decisione fu presa a Milano nel 1985  in occasione di un vertice della Comunità europea (e confermata dal Parlamento europeo nel 2008) per celebrare la <strong>Dichiarazione Schuman</strong>, il politico francese (peraltro dichiarato Venerabile da papa Francesco nel 2021) che fu anche primo ministro e che pronunciò il suo più famoso discorso in qualità di ministro degli Esteri. Schuman, che con <strong>Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Jean Monnet è considerato uno dei &#8220;padri&#8221; della comunità europea</strong>, in quell&#8217;occasione (<a href="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_it">il testo completo qui</a>) proponeva di avviare la costruzione della casa comune europea partendo da un punto forse limitato ma preciso: &#8220;Mettere l&#8217;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un&#8217;organizzazione alla quale possono aderire gli altri Paesi europei&#8221;. </p>



<p>Rispetto ai discorsi anche pomposi che si sono fatti da allora, quel punto di partenza può sembrare un po&#8217; prosaico. Lo sapeva anche Schuman, che però aveva un&#8217;idea precisa in testa: &#8220;La solidarietà di produzione in tal modo realizzata farà sì che una <strong>qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile&#8221;</strong>. E se altri Paesi avessero aderito, quella condizione di reciproco vantaggio si sarebbe ulteriormente allargata, facendo da premessa alla pace permanente in Europa.</p>



<p>&#8220;Materialmente impossibile&#8221;, non teoricamente. Interesse economico e pace. Interesse comune uguale pace. Pace come prodotto e garanzia dell&#8217;interesse collettivo. Sono questi i capisaldi della Dichiarazione Schuman. Piatti piatti. Banali banali. Però c&#8217;è una ragione se Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet sono passati alla storia come dei grandi uomini politici. <strong>Perché vedevano lontano e sapevano andare dritti all&#8217;essenza delle cose. </strong>Guardiamoci intorno. L&#8217;Unione Europea, che di certo Schuman e gli altri avrebbero accolto come un grande risultato, ha vissuto in questo decennio due gravi crisi. La prima è stata la pandemia del COVID (2020-2023), con preoccupanti scricchiolii iniziali quando i Paesi europei presero a contendersi mascherine e respiratori in una reazione che sapeva di panico. Poi si arrivò all&#8217;acquisto collettivo dei vaccini, con <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-pfizer-il-metodo-ursula-nelleuropa-che-cancella-ogni-dibattito.html">una gestione che ha peraltro lasciato zone d&#8217;ombra mai disperse.</a>   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere la guerra invece della pace</h2>



<p>Poi, nel 2022, è arrivata l&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina e lì è saltato quasi tutto. Per cominciare, l&#8217;Unione Europea ha scelto la guerra. Di fronte all&#8217;invasione decisa dal Cremlino, Bruxelles poteva prendere due strade: <strong>gettare tutto il proprio peso politico ed economico nel tentativo di fermare il prima possibile la guerra,</strong> cercando ovviamente di salvaguardare le ragioni dell&#8217;Ucraina; <strong>oppure alimentare la guerra,</strong> con l&#8217;obiettivo di sconfiggere sul campo la Russia facendo combattere gli ucraini e fornendo loro tutte le risorse possibili per farlo. Sappiamo com&#8217;è andata: per un calcolo sbagliato, un&#8217;insipienza di fondo o un&#8217;eccesso di sudditanza nei confronti degli Usa, la Ue ha scelto la seconda strada. La prima ipotesi non è mai stata considerata. Dimenticando la semplice ma essenziale lezione dei padri fondatori, sul legame strettissimo tra l&#8217;interesse collettivo e la pace.</p>



<p>Quattro anni e un pezzo dopo, l&#8217;Ucraina non ha avuto la sua &#8220;pace giusta&#8221; (e non v&#8217;è prospettiva concreto su quando potrà averla), la Russia non è stata sconfitta sul campo (e non si sa quando potrà esserlo), la difficoltà economica morde l&#8217;intero continente (e per primo il Paese che secondo Schuman doveva beneficiare del nuovo atteggiamento, la Germania), <strong>la conflittualità interna cresce </strong>(chiedere alla Francia della Le Pen, alla Gran Bretagna di Farage, alla Germania del&#8217;AfD, alla Romania del golpe bianco per non far vincere Georgescu), non abbiamo la gratitudine degli Usa e non facciamo altro che parlare di armamenti mentre l&#8217;architettura di difesa di marca americana, la Nato, su cui abbiamo sempre contato, scricchiola e noi europei non ne abbiamo uno nostro di scorta. </p>



<p>In più, ed è forse l&#8217;aspetto più preoccupante, la solidarietà europea, tanto importante nella visione dei padri fondatori, è presto andata in pezzi su tutto ciò che non è armare l&#8217;Ucraina. Due giorni fa, a dimostrazione della grande fiducia nella costruzione europea, il ministro della Difesa polacco <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong> ha dichiarato che &#8220;l&#8217;alleanza polacco-americana è il fondamento della nostra sicurezza. La Polonia è pronta ad accogliere un maggior numero di soldati americani per rafforzare il fianco orientale della NATO e garantire una protezione ancora migliore all&#8217;Europa&#8221;. La stessa cosa ha già fatto la Finlandia. Prima ancora, e <strong>sempre proposito del binomio interesse collettivo e pace</strong>, abbiamo visto diversi Paesi della Ue collaborare alla latitanza dei terroristi ucraini che avevano fatto saltare un asset importantissimo per l&#8217;economia del continente, ovvero il gasdotto Nord Stream. Per danneggiare l&#8217;aggressore russo, si diceva, e forse è anche vero. Ma per danneggiare il Cremlino bastava non comprare più gas russo, cosa che non avviene nemmeno ora (<a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html">anzi, gli acquisti sono tornati a crescere</a>), e guarda combinazione i Paesi che a voce più alta giustificavano quegli eventi sono anche quelli che ci guadagnano di più, in termini sia di influenza politica sia di puro e semplice denaro.</p>



<p>Insomma, non ci pare che siano molte le ragioni per festeggiare. E se siamo ancora attaccati alla versione consolatoria dell&#8217;Europa &#8220;giardino circondato da giungle&#8221;, rendiamoci conto che di solito le giungle i giardini se li mangiano. Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet l&#8217;Europa la volevano più forte, non più debole e vagamente disperata come oggi.</p>



<p></p>



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		<title>Putin e la Parata: il 9 maggio più cupo di sempre e la conferma che la guerra continua</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-e-la-parata-il-9-maggio-piu-cupo-di-sempre-e-la-conferma-che-la-guerra-continua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 10:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un'atmosfera plumbea, Putin ha paragonato la Germania nazista alla Nato per confermare che la guerra deve continuare. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sarebbe un eufemismo definire &#8220;in tono minore&#8221; la Parata che, sulla Piazza Rossa deserta di folla e disertata della componente militare più spettacolare, quella dei mezzi corazzati, si è svolta per celebrare l&#8217;81° anniversario della vittoria sul nazismo e, insieme, l&#8217;85° dell&#8217;invasione nazi-fascista dell&#8217;Unione Sovietica. Come ho già scritto in queste pagine (per esempio <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html#google_vignette">qui </a>e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-la-grande-sfida-tra-max-e-telegram-sorveglianza-statale-vs-liberta-totale.html">qui</a>) l&#8217;anniversario è arrivato in quello che è, da quando è partita l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, il primo momento di vera difficoltà per la Russia (Pil giù, spese su, quadro internazionale sempre più complicato) e per il suo leader, <strong>Vladimir Putin</strong>, <strong>in netto calo nell&#8217;approvazione dei russi.</strong> In più, i vari provvedimenti che vengono discussi per mettere definitivamente sotto controllo la Rete e gli strumenti per usufruirne testimoniano della ribellione silenziosa di una parte della popolazione, soprattutto quella under 40, che rifiuta le versioni di comodo e l&#8217;indottrinamento proposto dai media tradizionali (radio, Tv e giornali) e, non potendo esprimersi in altro modo, certifica l&#8217;autonomia di giudizio cercando di attingere a fonti di informazione alternative. </p>



<p><strong>Sono i maturi e gli anziani, oggi, la vera base del consenso di Putin.</strong> Ed è a loro che il presidente si soprattutto rivolto nel suo discorso sulla Piazza Rossa, tutto fondato sull&#8217;analogia tra l&#8217;attacco nazista all&#8217;Unione Sovietica (ha più di una volta sottolineato che la Germania hitleriana raccolse molte altre forze in Europa) e <strong>il pericolo costituito per la Russia odierna dall&#8217;Ucraina appoggiata da tutta la Nato. </strong>Il sottinteso è chiaro: i nostri padri e i nostri nonni lottarono allora per impedire lo smembramento dell&#8217;Urss e &#8220;il saccheggio delle sue enormi risorse naturali&#8221;, noi oggi rileviamo la loro bandiera per impedire che protagonisti diversi raggiungano l&#8217;obiettivo mancato da Hitler e i suoi. Un discorso cupo, concepito più per preparare i russi a un prolungamento della guerra che a una prossima vittoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma i conti con la Russia non sono certo chiusi</h2>



<p>Chi scrive ha assistito più o meno direttamente a questa parata fin dagli anni Novanta. Da quelle subito successive al crollo dell&#8217;Urss, quando il sentimento era di speranza in un futuro di pace e il 9 maggio era soprattutto una bella giornata di sole tra gelati e palloncini, via via fino alla sfiducia totale nell&#8217;Occidente, alla rinascita di un sentimento di orgoglio nazionale sempre più spinto e alla potenza militare riscoperta non più come eventuale necessità ma come tratto indispensabile della Russia contemporanea. Dunque a colpire di questa parata 2026 non è stata l&#8217;assenza di questo o quell&#8217;elemento (o, per dire, la scarna lista degli ospiti d&#8217;onore) ma, al contrario, <strong>la presenza di una cappa opprimente e inedita</strong>, questa volta sì di stampo sovietico, a partire dall&#8217;immagine funerea del ministro della Difesa <strong>Andrej Belousov</strong>, ritto sulla berlina di rappresentanza targata 001, un civile vestito di nero a ricordare agli uomini in divisa che a comandare, oggi come un tempo, è il Cremlino. Ai tempi dell&#8217;Urss il partito, oggi la verticale del potere putiniana.</p>



<p>Di tutto questo l&#8217;Occidente si compiace, fino a lasciar correre la fantasia. Tutto fa brodo, soprattutto per tenere sotto controllo un&#8217;opinione pubblica che ovunque, appena trova uno spiraglio, dimostra il proprio scetticismo in modo anche disperato e selvaggio, dalla Gran Bretagna dei trionfi di <strong>Nigel Farage </strong>alla Germania di AfD primo partito. Perché per il resto è chiaro che i conti con la Russia sono ben lungi dall&#8217;esser chiusi. Solo tre giorni fa <strong>Jurij Ushakov,</strong> assistente di Putin per la politica estera, ha dichiarato che la Russia non vede lo scopo di proseguire il negoziato con Usa e Ucraina, che potrà semmai riprendere quando gli ucraini avranno abbandonato quel circa 20% della regione di Donetsk che ancora controllano e che impedisce ai russi di impadronirsi dell&#8217;intero Donbass. A meno che non arrivi il famoso golpe orchestrato da <strong>Sergej Shoigu</strong>, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-gli-attentati-il-colpo-di-stato-e-le-bufale-chiamiamola-guerra-ibrida-alloccidentale.html">come da ennesimo rapporto segreto ovviamente arrivato alla stampa</a>, dunque, la guerra continua. E continuerà non solo a mettere in difficoltà la Russia, ma anche a devastare l&#8217;Ucraina. Dove il presidente Zelensky, peraltro, appoggiato dall&#8217;Unione Europea, mostra la stessa scarsissima voglia di arrivare alla pace. </p>



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		<title>Russia, se sei donna 25% di salario in meno</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-se-sei-donna-25-di-salario-in-meno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 14:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gender gap salariale è un problema storico in Russia, fin dai tempi dell'Unione Sovietica. E oggi parla anche di guerra. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo una ricerca della società britannica FinExpertise, <strong>il salario delle donne in Russia, nel 2025, è risultato in media del 25% inferiore a quello degli uomini. Il divario più ampio degli ultimi quindici anni. </strong>Il gender gap salariale non è certo un problema solo russo. Per fare un esempio: negli Usa, sempre nel 2025, è stato calcolato nel 18,5%. Ma per quanto riguarda la Russia, è interessante notare due aspetti. Il primo è che la sperequazione ai danni delle donne è stata perennemente in vigore anche ai tempi dell&#8217;Urss. I salari nel 1958 erano inferiori del 39% a quelli degli uomini (e prima, nel periodo bellico, addirittura del 50%). A metà degli anni Sessanta la differenza era ancora oltre il 30%, come pure verso la fine degli anni Settanta. Il tutto anche se, o forse proprio a causa, la percentuale di donne al lavoro fuori casa nell&#8217;Urss era molto più elevata che nell&#8217;Europa occidentale, arrivando fino al 90%.</p>



<p>Poi, come sappiamo, l&#8217;Urss è finita a gambe all&#8217;aria, cambiando alcune cose e lasciandone altre inalterate. Cambiamento: <strong>la percentuale di donne al lavoro fuori casa è drasticamente calata, scendendo al 52% verso la fine degli anni Novanta. </strong>Conservazione: il gender gap salariale è rimasto tale, ancora fisso oltre il 30% all&#8217;inizio degli anni duemila. E oggi il problema, pur avendo radici storiche, ci dice molto delle distorsioni introdotte dallo stato di guerra con l&#8217;Ucraina.</p>



<p><strong><em>Vuoi approfondire la notizia? Vuoi dare uno sguardo più profondo alle questioni fondamentali per la società russa? Per farlo hai un sistema molto semplice: <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">diventa uno di noi, abbonati a InsideOver!</a> Riceverai puntualmente, ogni giovedì, la newsletter Inside Russia. Noi possiamo garantire di mantenere la promessa fondamentale: un&#8217;informazione onesta, libera e senza condizionamenti di sorta</em></strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Putin, gli attentati, il colpo di Stato e le bufale. Chiamiamola guerra ibrida all&#8217;occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/putin-gli-attentati-il-colpo-di-stato-e-le-bufale-chiamiamola-guerra-ibrida-alloccidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 04:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chiamano "notizia" un'altra "notizia" della Cnn, da un non precisato rapporto di una non precisata intelligence europea. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È davvero curioso come, dopo anni passati a parlare e straparlare di <strong>&#8220;guerra ibrida&#8221; </strong>e a vederla dappertutto (qualcuno l&#8217;ha scorta anche nel caso della grazia concessa dal presidente Mattarella a Nicole Minetti&#8230;), non si riesca a notarla quando si presenta con le dimensioni di un elefante. Mi riferisco alla &#8220;notizia&#8221;, <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/04/news/paura_putin_intelligence_occidentali_bunker_supercontrolli_cuochi_bodyguard-425322130/">ampiamente strillata dai giornali,</a> di <strong>Vladimir Putin </strong>chiuso nel bunker, timoroso di essere colpito da un attentato o rimosso da un colpo di Stato, impegnato a rafforzare le misure per proteggersi, diffidente di tutto e di tutti. Con l&#8217;inevitabile paragone con Stalin, come da prammatica. La &#8220;notizia&#8221; arriva da noi sulla base di un&#8217;altra &#8220;notizia&#8221; offerta dalla Cnn, che dice di essere &#8220;venuta a conoscenza&#8221; di un non precisato rapporto di una non precisata intelligence europea.</p>



<p>Potremmo anche chiuderla qui. Non certo per dire che Putin ride tutto il giorno e la situazione per la Russia è rosea. Al contrario. <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">Ne ho parlato qui </a>quando è stato il momento (non come <strong>Ursula Von der Leyen</strong>, che <a href="https://youtube.com/shorts/R-g6jY8DI3c?si=kV-v7wMIpZS8sgq1">nel settembre del 2022 dava la Russia per finita, a pezzi, </a>con i suoi soldati costretti a usare i microchip delle lavatrici per far volare i missili, e con lei la pletora dei corifei), senza &#8220;venire a conoscenza&#8221; di alcun rapporto pseudo-segreto. E il titolo dell&#8217;articolo era: &#8220;Dopo quattro anni di guerra Putin fa i conti: per cominciare più censura e più tasse&#8221;. Però uno degli obiettivi della guerra ibrida, di tutte le guerre ibride, è rincoglionire la gente, cosa che non mi va a genio. Ripeto: da qualunque parte arrivi.</p>



<p>Avrete forse fatto caso ad alcune ricorrenze. Per esempio, argomento usato anche in questo caso. Le cose al fronte vanno male per i russi, che non avanzano più e, anzi, in qualche caso arretrano. Ne siamo sicuri? Detta così l&#8217;affermazione è falsa. Nel mese di aprile i russi hanno occupato altri 212 chilometri quadrati di territorio ucraino, il che ha portato il totale del 2026 a circa 1.260 chilometri quadrati. Siamo ai primi di maggio, giusto? <strong>Nel 2025, in tutto l&#8217;anno, la Russia aveva occupato 5.600 chilometri quadrati di Ucraina (più del 2023 e del 2024 messi insieme)</strong>, dunque i 1.260 chilometri quadrati occupati nei primi quattro mesi del 2026 potrebbero non essere così male. Ma il punto è un altro: i russi stanno occupando aree strategicamente poco importanti mentre non riescono a fondare le difese più importanti, per esempio a Kostiantynivka, da dove devono passare per arrivare a conquistare l&#8217;intera regione di Donetsk e affacciarsi su Kramatorsk e la pianura di Poltava.</p>



<p>Altra ricorrenza: la conta dei caduti. Mentre su tutti i media abbondano le stime (sempre di fonte occidentale) sulle vittime russe (la più gettonata negli ultimi tempi parla di 30 mila uomini morti o feriti al mese), non se ne trova una, nemmeno a pagarla, sulle vittime ucraine. E questo nonostante che il web abbondi di video relativi alla mobilitazione forzata in Ucraina, <strong>nonostante che Zelensky abbia di recente emesso un decreto per consentire l&#8217;arruolamento degli over 60</strong>, nonostante che Zelensky rivolga continui appelli ai Paesi europei affinché trovino il modo di rimandare in patria gli uomini ucraini che vivono da rifugiati all&#8217;interno della Ue e che, evidentemente, non hanno voglia di andare a combattere. Secondo voi perché? Non è questo un modo per nascondere le perdite di una parte, enfatizzando nel contempo quelle dell&#8217;altra, con il risultato di dare un quadro alternato dell&#8217;andamento della guerra, in sostanza un&#8217;informazione inaffidabile <strong>E non è questa una tecnica da guerra ibrida?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo incredibile di Sergej Shoigu</h2>



<p><strong>La questione di Putin recluso nel bunker e del presunto colpo di Stato in preparazione ai suoi danni rientra nello stesso filone. </strong>Se Putin sia diventato più o meno paranoico per paura dei droni ucraini non lo sappiamo, e dubitiamo che lo sappia la Cnn. Che stia riducendo le apparizioni pubbliche è sicuramente vero. Se poi pensasse di doversi proteggere meglio, a noi non parrebbe così strano. È di certo uno dei leader al mondo che più persone e Paesi vorrebbero vedere morto. Gli ucraini, certo, e con le loro ragioni. Ma abbiamo visto com&#8217;è andata con il Nord Stream, con quella sfilza di Paesi pronti a darsi da fare perché gli attentatori  la facessero franca. Qualcuno pensa che, se spuntasse l&#8217;occasione di far fuori Putin, tutti quei servizi segreti occidentali che aiutano gli ucraini a difendere la propria causa e a offendere la Russia, si tirerebbero indietro? Dopo tutto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-la-strage-dei-generali-a-mosca-o-al-fronte-la-vita-pericolosa-degli-alti-gradi.html">la sfilata di omicidi illustri, nelle strade di Mosca, tra i generali russi </a>e gli alti papaveri del ministero della Difesa qualche lezione l&#8217;avrà pur data, al Cremlino. Ed è una lezione che invita alla cautela.</p>



<p>Veniamo ora al capitolo colpo di Stato, con relativo ruolo di <strong>Sergej Shoigu</strong>, attuale segretario del Consiglio di sicurezza e prima ministro della Difesa. Chiunque abbia seguito la politica russa degli ultimi decenni sorriderà all&#8217;idea di Shoigu potenziale uomo forte della Russia. <strong>Sergej Kužugetovič Šojgu</strong> (è originario di Tuva) è in giro ai piani alti della nomenklatura russa fin dai tempi di Boris Eltsin, per il quale fu un efficiente ministro delle Situazioni di emergenza. In quegli ambienti non si sopravvive a lungo se sospettati di eccesso di ambizione. In più, Shoigu ha conservato un buon posto ma non è esattamente sulla cresta dell&#8217;onda: appena ha lasciato il ministero, tutti i suoi vice-ministri e i suoi più stretti collaboratori sono finiti in galera per accuse di corruzione, uno show di ladrocini a man salva che il Cremlino ha ovviamente pubblicizzato bene bene agli occhi di un&#8217;opinione pubblica già shoccata dalla guerra. Chi è che punterebbe su Shoigu, una delle figure più sputtanate della politica russa, come guida di un ribaltone al vertice del potere russo? </p>



<p>Per finire. È vero che il rating di Putin è sensibilmente inferiore a quello del recente passato. Ma è piuttosto indicativo <a href="https://www.levada.ru/2026/05/05/elektoralnye-prezidentskie-rejtingi-v-aprele-2026-goda-po-dannym-otkrytogo-voprosa/?utm_source=mailpoet&amp;utm_medium=email&amp;utm_source_platform=mailpoet&amp;utm_campaign=newsletter-post-title_81">il più recente studio del Levada Center</a> (l&#8217;istituto di ricerca sociologica che da tempo le autorità russe hanno messo nella lista degli &#8220;agenti stranieri&#8221; e non è certo compiacente con il Cremlino), che ha sondato i potenziali elettori chiedendo per chi avrebbero votato se le elezioni presidenziali fossero in programma per domenica. <strong>Il 49% ha indicato il nome di Putin</strong>, che nel febbraio del 2024 alla stessa domanda raccoglieva il 68% dei favori. Ma anche oggi i &#8220;candidati&#8221; che gli arrivano più vicini, cioè il leader del Partito comunista di Russia Zjuganov e il primo ministro Misushstin, arrivano appena all&#8217;1%. Sarebbe comodo se la realtà fosse così chiara, il nero di qua e il bianco di là. Ma non lo è. E spingerla a forza nelle nostre categorie preferite non fa bene a nessuno.  </p>



<p> </p>



<p><strong>  </strong></p>
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		<title>Buttafuoco e la Biennale: come dare addosso a uno che pensa ancora con la propria testa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/buttafuoco-e-la-biennale-come-dare-addosso-a-uno-che-pensa-ancora-con-la-propria-testa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 10:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Biennale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Polemiche contro Buttafuoco, che alla Biennale di Venezia accoglie anche Russia e Israele. La colpa di pensare con la propria testa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/buttafuoco-e-la-biennale-come-dare-addosso-a-uno-che-pensa-ancora-con-la-propria-testa.html">Buttafuoco e la Biennale: come dare addosso a uno che pensa ancora con la propria testa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Biennale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/buttafuoco1-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Non è vero che la nostra epoca confusa non offra più punti di riferimento. Uno, superaffidabile, c&#8217;è: Repubblica. Quando l&#8217;ex giornale della ex sinistra si butta di qua, tu sai con assoluta certezza che bisogna andare di là. Succede anche con le polemiche intorno a <strong>Pietrangelo Buttafuoco,</strong> dal 26 ottobre del 2023 presidente della Fondazione La Biennale di Venezia per nomina ministeriale. Dalla suddetta Repubblica, Buttafuoco viene coperto di critiche e ironie di bassa lega per aver invitato la Russia nel novero delle &#8220;partecipazioni nazionali&#8221; alla Biennale Arte. Scontentando, pensa un po&#8217;, &#8220;Commissione europea, Europarlamento, lo stesso governo italiano che lo ha insediato&#8221;. Perché l&#8217;intellettuale, a quanto pare pensa Repubblica, deve fare non ciò che gli suggerisce la sua preparazione e la sua sensibilità ma ciò che gli detta la politica.</p>



<p>Nell&#8217;articolo di Repubblica si citano anche, a prova delle malefatte di Buttafuoco, le dimissioni della giuria internazionale, composta da cinque donne (la presidente <strong>Solange Farkas con&nbsp;Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;Giovanna Zapperi</strong>, tutti grandi nomi del mondo dell&#8217;arte), che ha lasciato perché Buttafuoco ha riammesso alla partecipazione (e quindi anche a un&#8217;eventuale premiazione) sia la Russia sia Israele che a giudizio delle giurate, invece, dovevano essere escluse perché «Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale».&nbsp;Le due righe o poco più dedicate alle dimissioni della giuria sono anche l&#8217;unico luogo in cui l&#8217;articolo anti-Buttafuoco di Repubblica usa la parola Israele.</p>



<p>Tutti questi fatti, e altri ancora che sarebbe noioso qui elencare, spingono inevitabilmente a stare dalla parte di Buttafuoco. Che non conosciamo di persona ma con il quale, a occhio, non abbiamo filosoficamente ed esistenzialmente nulla in comune visto il suo solido curriculum di destra (Fronte della Gioventù, Movimento Sociale e Alleanza Nazionale), la fama di romanziere, gli incarichi prestigiosi e, ultimo ma non ultimo, la recente conversione all&#8217;Islam. <strong>Perché il punto sta in ciò che si dice ma anche in ciò che non si dice. </strong>Noi qui a InsideOver siamo sempre stati chiari nel merito: l&#8217;arte, la cultura e lo sport, e quindi gli intellettuali, gli artisti. gli sportivi, non possono scontare le colpe della politica. L&#8217;abbiamo scritto più volte, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-ballerina-russa-il-calciatore-israeliano-basta-buffonate-e-vigliaccherie-lasciamoli-esibire.html">l&#8217;ultima parlando della ballerina russa e del calciatore israeliano</a> (lei in passato parlamentare del partito putiniano Russia Unita, lui esaltatore sui social delle azioni delle forze armate israeliane) al centro di polemiche a Firenze. Basta buffonate, dicevamo, lasciateli esibire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la differenza tra le guerre in Iraq, Ucraina e Iran?</h2>



<p>E lo ripetiamo anche in questo caso, come in tutti gli altri numerosi casi. Nessuno, dopo l&#8217;invasione anglo-americana dell&#8217;Iraq che causò centinaia di migliaia di morti tra i civili iracheni innocenti dopo una vasta campagna di menzogne e false notizie sulle armi di distruzione di massa, propose di escludere gli artisti americani o britannici dalle rassegne d&#8217;arte o dalle competizioni internazionali. Perché? Forse perché a morire erano uomini, donne e bambini dalla pelle più scura di quella degli ucraini? Le giurate della Biennale, forse per tirarsi fuori da una polemica che rischiava di travolgerle, si sono appellate alla Corte penale internazionale che he emesso mandati di cattura per <strong>Vladimir Putin </strong>e <strong>Benjamin Netanyahu</strong> per &#8220;crimini contro l&#8217;umanità&#8221;. Bel tentativo, ma inefficace e forse anche meno nobile di quanto appaia. Perché le cose accadono anche se la Corte non interviene. Per dire: qualcun ha dubbi sul fatto che la guerra degli Usa contro l&#8217;Iran sia una guerra di aggressione motivata dagli interessi americani? O davvero qualcuno crede che a <strong>Donald Trump </strong>stiano tanto a cuore gli studenti iraniani bastonati o ammazzati in strada, o che l&#8217;Iran, come dice Netanyahu d trent&#8217;anni, fosse a un passo dalla bomba atomica? O, di nuovo, le bambine di Minab sepolte da un missile Usa contano meno dei civili di Bucha? </p>



<p>Tra le nazioni partecipanti alla Biennale ci sono, per fare solo qualche caso, oltre ai citati Usa, Russia e Israele, anche la Turchia (e i curdi?), l&#8217;Ungheria (che fino a ieri era il Paese-canaglia di Viktor Orban, punito dalla Ue per la mordicchia al sistema giudiziario),  l&#8217;Arabia Saudita (e Kashoggi? E la pena di morte, 300 esecuzioni nel 2025?), la Siria (e i civili alawiti massacrati? E i drusi attaccati? E l&#8217;ex capo di Al Qaeda presidente?), l&#8217;Azerbaigian (e la democrazia? E il Nagorno-Karabakh?), la Cina (e gli uiguri? E i tibetani? E molte altre cose?), la Repubblica democratica del Congo (<a href="https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-2026/africa-subsahariana/repubblica-democratica-del-congo/">e i diritti umani e civili?</a>), Cuba (e i diritti civili? <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2025/11/18/onu-cuba-e-il-primo-paese-al-mondo-per-detenzioni-arbitrarie_1acd9bd2-af33-4cb6-b231-6084b6225ad8.html">E le detenzioni arbitrarie?</a>), El Salvador (<a href="https://www.ilpost.it/2026/04/16/el-salvador-ergastolo-minorenni/">e l&#8217;ergastolo anche per i dodicenni?</a>), e l&#8217;Iran (e la pena di morte? E la repressione delle proteste?)&#8230; Che facciamo? Li cacciamo tutti? Perché la questione è semplice: se sono valori, quelli che invochiamo, devono valere per tutti e allora ci facciamo la Biennale (o le Olimpiadi) con Lussemburgo, Svizzera, Svezia e pochi altri, visto che <a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2023/02/25/quanti-paesi-al-mondo-hanno-la-democrazia-e-quanti-vivono-in-regimi-autoritari/">solo l&#8217;8% della popolazione mondiale vive nei 24 Paesi (sui 193 dell&#8217;Onu) che sono senza ombra di dubbio democratici. </a>Oppure, e non c&#8217;è santo che tenga, arte, sport e cultura devono essere liberi. Liberi dalle colpe dei regimi come dai moralismi d&#8217;accatto. Quelli che nascondono la solita vecchia morale: è un puzzone ma è il nostro puzzone, quindi&#8230;</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><br><br></p>



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		<title>L&#8217;Ungheria e la UE: Magyar torna a Bruxelles ma non si presenta disarmato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lungheria-e-la-ue-magyar-torna-a-bruxelles-ma-non-si-presenta-disarmato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 11:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1197" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo leader dell'Ungheria ha ripreso il dialogo con i vertici Ue interrotto da Orban, ma ha richieste da fare e mezzi per difenderle. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1197" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Pagare moneta, vedere cammello. Chi si aspettava che l&#8217;Ungheria polemica e ribelle verso la Ue diventasse, con <strong>Peter Magyar,</strong> un agnellino docile e fedele, deve evidentemente ricredersi. Non ancora insediato ma forte di un successo elettorale che gli ha consegnato una super-maggioranza di oltre i due terzi del Parlamento in coda a un voto che ha visto la maggiore partecipazione popolare dalla caduta del comunismo nel 1989, Magyar è sì corso a Bruxelles ma con le idee piuttosto chiare. Prima ha incontrato <strong>Ursula von der Leyen</strong> con la quale, al di là degli inevitabili discorsi sui &#8220;valori condivisi&#8221; e la &#8220;casa comune europea&#8221;, si è parlato soprattutto di soldi. A Magyar interessa sbloccare i 10 miliardi di fondi post-pandemia che l&#8217;Unione Europea aveva congelato come reazione alle contro-riforme di Viktor Orban in tema di Stato di diritto e come preoccupazione rispetto alla corruzione in Ungheria. </p>



<p>Nei vent&#8217;anni dall&#8217;adesione alla Ue, l&#8217;Ungheria ha ricevuto 50 miliardi solo dai fondi di coesione, risultando uno dei maggiori beneficiari netti dei fondi strutturali, peraltro superando spesso la media europea per utilizzo. È tutto interesse di Magyar, quindi, che questo flusso di quattrini non si interrompa, visto che il combinato disposto &#8220;soldi Ue + accorto impiego&#8221; ha dato i suoi risultati: come ha sottolineato di recente la commissaria alla Coesione <strong>Elisa Ferreira</strong>, in questi venti anni &#8220;<strong>il Pil pro capite dell’Ungheria è cresciuto</strong>, passando dal 63% della media Ue al 78%, e il tasso di occupazione è cresciuto passando dal 57% all’80%&#8221;.</p>



<p>Magyar, però, non è andato a Bruxelles disarmato, e la leva negoziale l&#8217;ha ereditata proprio dall&#8217;arci-rivale Orban che, come reazione al blocco dell&#8217;oleodotto Druzhba, che porta all&#8217;Ungheria il petrolio russo, da parte degli ucraini, aveva posto <strong>il veto al prestito da 90 miliardi deciso dall&#8217;Ue a favore dell&#8217;Ucraina. </strong>Caduto Orban, l&#8217;oleodotto nel tratto ucraino è stato riparato in una notte, a conferma della teoria orbaniana che si trattasse di una manovra concordata contro di lui, alla vigilia delle elezioni, tra Ucraina e Ue. <strong>Tutto bene ma il veto ungherese è ancora lì</strong>, e Magyar ha tempo almeno fino all&#8217;insediamento (previsto per il 9 o 10 maggio) prima di decidere che farne, mentre ha tempo fino ad agosto per avviare le riforme che scioglierebbero le preoccupazioni Ue e libererebbero i famosi miliardi bloccati con Orban. Una tempistica che, certamente, alla Von der Leyen non sfugge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar porta a Bruxelles anche il dossier Ucraina</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-tutti-esultano-per-magyar-tranne-gli-ucraini-ecco-perche.html">Avevamo già sottolineato, in queste pagine,</a> che Magyar non sembra incline a fare particolari sconti all&#8217;Ucraina, anche in questo forte di <a href="https://www.policysolutions.hu/userfiles/elemzes/378/policy_solutions_the_world_through_hungarian_eyes_2025.pdf">un sentimento popolare di vecchia data</a> per cui il 50% degli ungheresi giudica l’Ucraina pericolosa per l’Ungheria, il 64% è contrario all’ingresso dell’Ucraina nella Ue e il 74% pensa che l’Ungheria dovrebbe smettere di aiutare l’Ucraina. tutto questo è stato puntualmente ribadito, pur nelle dovute forme della diplomazia, durante l&#8217;incontro con <strong>Antonio Costa</strong>, presidente del Consiglio europeo e, come tale, rappresentante dei 27 Paesi che concorrono a determinare le politiche comunitarie. A lui <strong>Magyar ha ribadito la richiesta di maggiori diritti  per la minoranza ungherese in Ucraina</strong>, in particolare in Transcarpatia, regione cui il censimento del 2001 attribuiva una corposissima minoranza ungherese (circa il 20% della popolazione) e dove comunque, anche oggi, vivono almeno 100 mila ungheresi, poco meno del 10% del totale.</p>



<p>Per sottolineare quanto sia delicata la questione, basterà ricordare che <strong>la Transcarpatia fu parte del regno di Ungheria per più di mille anni,</strong> per diventare parte dell&#8217;Urss nel 1945 e dell&#8217;Ucraina indipendente nel 1991. In questi anni la regione ha vissuto una campagna di ucrainizzazione che ha previsto l&#8217;abolizione dell&#8217;ungherese nei cicli scolastici e una limitazione della sfera d&#8217;influenza delle associazioni &#8220;ungheresi&#8221; attive tra la popolazione, anche con raid della polizia nelle associazioni culturali. Su questo tema Orban aveva polemizzato senza sosta, avanzando <strong>le famose 11 richieste </strong>che comprendevano il ripristino del pieno diritto all&#8217;uso della lingua ungherese nelle scuole, nell&#8217;amministrazione pubblica e nei media, una più ampia rappresentanza della minoranza ungherese sia nelle istituzioni locali sia nel Parlamento nazionale, l&#8217;istituzione della doppia cittadinanza, una maggiore tutela della libertà di associazione e così via. Richieste molto impegnative. Nel 2024 l&#8217;Ucraina si era anche detta disposta ad accoglierle ma poi non se n&#8217;era fatto nulla.</p>



<p>Magyar con Costa ha ritirato fuori tutto, con una mossa che certamente lo rafforza davanti all&#8217;opinione pubblica ungherese e, in ogni caso, mette sul piatto dei rapporti con la Ue un altro contrappeso di non poco conto, vista anche la strettissima relazione tra Ucraina e istituzioni comunitarie.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-e-la-ue-magyar-torna-a-bruxelles-ma-non-si-presenta-disarmato.html">L&#8217;Ungheria e la UE: Magyar torna a Bruxelles ma non si presenta disarmato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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