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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fulvio Scaglione Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cambiare tutti per non cambiare nulla: il senso di Zelensky per gli equilibri del potere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:17:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo, profondo e discusso rimpasto di governo è servito a Zelensky per saldare il rapporto con gli uomini della sicurezza e della difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cambiare-tutti-per-non-cambiare-nulla-il-senso-di-zelensky-per-gli-equilibri-del-potere.html">Cambiare tutti per non cambiare nulla: il senso di Zelensky per gli equilibri del potere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ora che la polvere delle dichiarazioni e delle proteste si è depositata, si possono prendere misure più precise all&#8217;ennesimo ribaltone che <strong>Volodymyr Zelensky </strong>ha imposto al governo dell&#8217;Ucraina. Per cominciare sarà utile ricostruire ricostruire il numero e il &#8220;peso&#8221; degli avvicendamenti, più numerosi di quelli che sono stati discussi pubblicamente.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Primo ministro: dopo appena un anno nella carica, <strong>Julija Svyrydenko </strong>(già ministro delle Finanze)è stata sostituita da <strong>Serhij Korec&#8217;kyj</strong>, finora affermato manager dell&#8217;industria energetica di Stato. <br><br>&#8211; Vice-primo ministro: <strong>Taras Kachka</strong>, anche lui da un anno in quella carica oltre che in quella di ministro per l&#8217;Integrazione euro-atlantica,  è stato sostituito da <strong>Vsevolod Chentsov,</strong> già ambasciatore ucraino presso la Ue, posto che ora sarà assunto da Kachka. Da notare che prima di Kachka quel ministero era diretto da <strong>Ol&#8217;ha Stefanišyna</strong>, poi trasformata in ambasciatrice ucraina a Washington, carica che sta abbandonando per accuse di corruzione e che Zelensky ha offerto, invano, alla Svyrydenko. <br><br>&#8211;  Vice-primo ministro: <strong>Oleksiy Kuleba, </strong>che era anche ministro per lo Sviluppo delle comunità e dei territori, è stato rimosso (anche per lui sospetti di corruzione) e il suo ministero scorporato in un ministero delle Infrastrutture (assegnato a Mykola Kalashnik) e un ministero delle Comunità e dei Territori (Vitalii Bezghin).<br><br>&#8211; Ministro della Difesa: <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, in carica da appena sei mesi, è stato silurato e sostituito dal generale <strong>Yevheni Jmara</strong>.<br><br>&#8211; Ministro degli Interni: il generale <strong>Ihor Klymenko </strong>(già capo della polizia) che deteneva la carica è diventato segretario del Consiglio di sicurezza. Il suo successore al ministero non è ancora stato nominato.<br><br>&#8211;  Servizi segreti interni: <strong>Vasil Malyuk</strong>, capo dell&#8217;SBU, è stato sostituito dal generale <strong>Oleksandr Poklad</strong>, una lunga carriera nell&#8217;intelligence.<br><br>&#8211; Servizi segreti esteri: il nuovo capo è <strong>Rustem Umerov</strong>, già ministro della Difesa e segretario del Consiglio di sicurezza.<br><br>&#8211; Forze armate: il comandante generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong> è stato sostituito dal generale <strong>Mykhailo Drapatyi</strong>. <br><br>&#8211; Polizia: il nuovo capo della Polizia è <strong>Maksym Tsutskiridze.</strong><br><br><br>L&#8217;elenco è indubbiamente un po&#8217; noioso ma serviva per avere un quadro più completo. L&#8217;attenzione dei media internazionali si è molto concentrata sulle vicende relative a Fedorov e Syrsky, ovvero sulle faide tra il popolare ministro della Difesa Fedorov (il suo siluramento ha spinto molti ucraini a protestare in strada) e l&#8217;assai meno popolare comandante in capo Syrsky. E <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html">non era stato difficile notare</a> da un lato l&#8217;accresciuta presenza degli uomini in uniforme negli organi di governo (per esempio un generale come ministro della Difesa, carica prima occupata da civili; o un poliziotto come Klymenko a guidare il Consiglio di sicurezza) e, dall&#8217;altro, l&#8217;indubbio alleggerimento del peso dei civili, con ministeri scorporati e tecnocrati di nullo profilo politico (il nuovo premier <strong>Korec&#8217;kyj</strong>, per esempio). <br><br>C&#8217;è una logica, in questa svolta. Nonostante che dal punto di vista strettamente militare male le cose non vadano affatto bene, come <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-il-donbass-e-ormai-compromesso-odessa-isolata-lucraina-rischia-il-collasso-totale.html">confermato dall&#8217;analisi del generale Boni pubblicata in queste </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>pagine</u></span></font>, Zelensky ha incassato di recente due buone notizie. L&#8217;Unione Europea ha cominciato a versare il prestito da 90 miliardi (che sarà interamente devoluto entro il 2027), che per 60 miliardi andrà a finanziare le forze armate. E la Nato, nel summit di Ankara, ha ribadito la disponibilità a sostenere la resistenza dell&#8217;Ucraina. E la Nato è un&#8217;alleanza militare. È abbastanza naturale che Zelensky si appoggi il più possibile ai militari, che sia dall&#8217;interno (la forze armate sono da anni in tutti i sondaggi l&#8217;istituzione più stimata dagli ucraini) sia dall&#8217;esterno sono considerate in questo momento la spina dorsale del Paese.<br><br>Oltre che un politico nato, però, Zelensky a questo punto è anche un politico ultranavigato e alle sue decisioni non è mai estraneo un ragionamento relativo alla gestione e alla conservazione del potere. Emasculato da tempo il vertice del Governo (con la sua presidenza si sono avvicendati solo tecnocrati senza base politica, da Oleksij Honcharuk a Denis Shmyhal, dalla Svyrydenko a Korec&#8217;kyj), anche nel caso dell&#8217;ultimo ribaltone Zelensky si è preoccupato di neutralizzare le personalità più spiccate, quelle portatrici di un&#8217;idea. Il caso del giovane ministro Fedorov, che si batteva per la professionalizzazione delle forze armate (la mobilitazione forzata e spesso violenta è una delle pratiche più detestate dagli ucraini), l&#8217;arruolamento di mercenari e in generale per una riforma della gestione degli appalti militari, è stato il più emblematico.<br><br>Ma non va sottovalutata, per portata politica, la rimozione del vice-premier e ministro per l&#8217;Integrazione euroatlantica Kachka, che nel gennaio del 2025 aveva concordato con la commissaria europea all&#8217;Allargamento <strong>Marta Kos </strong>un piano in dieci punti per affrontare e risolvere entro un anno il problema della corruzione, che è un massiccio ostacolo sulla via dell&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Ue. <strong>L&#8217;arrivo alla guida del ministero di un ambasciatore dimostra che Zelensky non intende delegare a nessuno la pratica europea,</strong> e nemmeno vuole prendere impegni troppo stringenti sul tema corruzione che, di nuovo, riguarda da vicino la Difesa e le forze armate. Le Ong di monitoring ucraine hanno già fatto notare che gli obiettivi fissati dai dieci punti del piano Kos-Kachka sono realizzati solo al 15% e sono già passati 7 dei 12 mesi disponibili.<br><br>Anche per questo la società civile ucraina guarda con forte sospetto alle nomine ai vertici dei servizi di sicurezza e della polizia. Poklad (nuovo capo Sbu) è considerato uno dei principali ispiratori della legge che, nel luglio 2025, cercò di neutralizzare i poteri degli organismi anticorruzione e che Zelensky dovette poi ritirare per le proteste di piazza. E il nuovo capo della polizia, Tsutskiridze, è considerato un uomo di <strong>Oleh Tatarov,</strong> vice-capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. E l&#8217;uno e l&#8217;altro sono due sopravvissuti del regime di <strong>Viktor Yanukovich</strong>, il presidente cacciato dall&#8217;Euromaidan, e sono stati entrambi coinvolti in sospetti di corruzione e abuso di potere. Molti quindi pensano che il loro arrivo al vertice possa incidere con un nuovo tentativo di sterilizzare le inchieste sulla corruzione, che sono arrivate così in alto da spazzar via persino <strong>Andrij Jermak</strong>, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale, braccio destro di Zelensky,  ed eminenza grigia del suo potere.<br><br><br><br>In poche parole: con queste ultime nomine Zelensky si è circondato di pallidi esecutori o di uomini con le stellette. Per definizione suoi fedelissimi, almeno finché sarà lui (e se la guerra continua nulla cambierà in questo senso) l&#8217;unico possibile tramite tra gli aiuti (finanziari e militari) esterni e gli uomini che si sacrificano al fronte per proteggere il Paese. <br><br></li>
</ul>
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		<title>Wildberries Strategy: perché gli ucraini colpiscono l&#8217;Amazon russo (e che cosa sperano di ottenere)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/wildberries-strategy-perche-gli-ucraini-colpiscono-lamazon-russo-e-che-cosa-sperano-di-ottenere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia è nota: portare la guerra nelle case dei russi e minare l'economia russa. Ma di quanto tempo ha bisogno per funzionare?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Wildberries, comunemente ribattezzata l&#8217;Amazon russo, è stata fondata nel 2004 in un piccolo appartamento della periferia di Mosca da <strong>Tatyana Kim</strong>, oggi la donna più ricca di Russia, quando aveva solo 28 anni ed era in congedo di maternità. Oggi l&#8217;azienda ha 50 mila dipendenti, 200 magazzini, processa circa 20 milioni di ordini al giorno e mette in contatto con i clienti circa 200 mila esercizi commerciali. Insieme con l&#8217;altra piattaforma Ozon, intermedia beni e servizi per un valore equivalente a circa l’8,5% del Prodotto interno lordo russo e danno lavoro, direttamente o indirettamente, a 4 milioni di posti di lavoro, oltre il 5% degli occupati russi.<br><br>Un&#8217;ascesa impetuosa che ha beneficiato, a suo tempo, della clausura da Covid ma ha anche fasi difficili. Tuttora presente negli Emirati Arabi Uniti e in Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Kirgizystan, Uzbekistan e Tagikistan, ha scontato l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina con il ritiro da Francia, Germania, Israele, Italia, Polonia, Moldavia, Slovacchia, Spagna, Turchia e Usa. <strong>Non è mancata la saga familiare,</strong> con un&#8217;aspra e a tratti violenta separazione (con causa ovviamente milionaria) della Kim dal marito, sontuosamente liquidato.</p>



<p><strong>Oggi, però, Wildberries è nota soprattutto per essere diventata uno dei bersagli preferiti dei droni ucraini.</strong> Nel giro di nemmeno tre settimane gli ordigni hanno colpito una dozzina dei magazzini e centri logistici più grandi dell&#8217;azienda: l&#8217;ultimo poche ore fa a Novosemeykino, nella regione di Samara, in linea d&#8217;aria a circa 900 chilometri dal confine ucraino. La &#8220;Wildberries strategy&#8221; degli ucraini ha provocato danni ingenti: circa 2 miliardi in perdite dirette di materiali e vendite, con il più il timore che si scateni un&#8217;ondata di chiusure e fallimenti tra i piccoli esercizi che usano Wildberries come intermediario per le vendite.</p>



<p>Tutto questo ha ovviamente destato un grande clamore. Prima di tutto in Russia, dove Wildberries è un&#8217;istituzione. Ma anche all&#8217;estero, soprattutto nelle frange più filo-ucraine, che vedono svolte decisive a ogni angolo e già parlano di &#8220;crollo&#8221; di Wildberries e possibile crisi finale dell&#8217;economia russa. La realtà, come sempre, è assai più sfumata. <strong>I colpi ucraini, per quanto importanti e ben diretti, hanno ridotto le attività di Wildberries del 10%</strong>: un po&#8217; presto per parlare di crollo, anche se ovviamente gli ucraini non smetteranno di colpire e la Kim dovrà prendere provvedimenti complicati e costosi (anche nel rapporto con i clienti) come, a quanto pare, cercare nuovi magazzini in Kazakstan o, come già annunciato, cercare di rifondere produttori e negozianti che hanno perso le loro merci.</p>



<p>I problemi del retail? Reali, e infatti gli esponenti dei piccoli negozianti chiedono a gran voce agevolazioni fiscali. Ma in media i negozianti realizzano 7.500 dollari l&#8217;anno tramite Wildberries, che non è un&#8217;enormità. Altro argomento: la <em>Vneshtorgbank</em>, una delle più grandi banche di Russia, il cui capitale è detenuto al 60,9% dal Governo russo, <strong>ha rilevato una quota del 5% di Wildberries. </strong>L&#8217;idea era di portare un&#8217;azienda tanto importante più vicina al potere, ovviamente. In cambio, la banca avrebbe messo a disposizione di Wildberries le strutture (sportelli, bancomat&#8230;) con cui interagiscono 80 milioni di clienti. Colpire Wildberries significa minacciare la Vneshtorgbank? Sì, l&#8217;investimento è stato importante ma non così tanto da incrinare la solidità della banca.</p>



<p>Come sempre, l&#8217;eccesso di tifo e l&#8217;indubbia spettacolarità delle incursioni ucraine portano a distorcere la realtà. Anche se, altrettanto naturalmente, la &#8220;Wildberries strategy&#8221; ha un suo razionale. La &#8220;scusa&#8221; ufficiale per colpire quella che i russi definiscono una struttura civile è che Wildberries contribuiva allo sforzo bellico russo con la sezione <strong>&#8220;Tutto per l&#8217;Operazione militare speciale&#8221;</strong>, circa 200 mila prodotti (dalle torce elettriche ai giubbotti antiproiettile) spesso acquistati da individui o organizzazioni per i soldati al fronte. Dopo i primi attacchi la sezione è stata chiusa ma, comunque, pensare che la Russia sostenga la sua guerra comprando su Wildberries è una stupidaggine assoluta.</p>



<p>Lo scopo degli ucraini è sempre quello indicato da <strong>Volodymyr Zelensky:</strong> portare la guerra nella case dei russi, distruggere (cosa ormai avvenuta) <strong>la finzione putiniana che si possa fare una guerra senza che la popolazione ne sia affetta.</strong> All&#8217;effetto psicologico generale si aggiunge, come nel caso dei bombardamenti su raffinerie e depositi di petrolio, la pressione esercitata sull&#8217;economia che, nel caso della Russia, in questo 2026 è sottoposta a tensioni (in estrema sintesi: calo degli introiti e aumento delle spese) che negli anni precedenti erano state assorbite dallo sviluppo dell&#8217;industria bellica, <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">come avevamo già raccontato qui.</a> I depositi di Wildberries, come le già citate raffinerie, sono un bersaglio ideale: sono tanti (come dicevamo, 200 in Russia), ed è quindi impossibile proteggerli tutti; sono grossi, ed è quindi impossibile mancarli; e sono immobili. </p>



<p>La strategia ucraina produce indubbi risultati. Dal punto di vista psicologico come da quello economico. Però c&#8217;è un problema: di quanto tempo ha bisogno per ottenere il proprio scopo, quello di una sollevazione dei russi contro il Cremlino o di un crollo dell&#8217;economia russa? Un mese? Un anno? Cinque anni? <strong>Poche settimane fa la grande stampa occidentale parlava di paralisi dei carburanti in Russia e di crisi irreversibile. Adesso non se ne parla più. </strong>Mentre invece è l&#8217;Ucraina, ora, a razionare il diesel. Poche settimane fa la &#8220;flotta ombra&#8221; russa sembrava allo sbando per i bombardamenti ucraini sul Mare di Azov. Ora non se ne parla più, anche perché i russi hanno cominciato a picchiare duro sulle navi diretta in Ucraina e sui porti ucraini del Mar Nero, tanto che il ministro degli Esteri ucraino <strong>Andrij Sybiha </strong>ha chiesto una riunione d&#8217;urgenza del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. </p>



<p>E mentre Kiev aspetta che la sua strategia produca il vero risultato sperato, ovvero portare Putin a sedere seriamente al tavolo delle trattative di pace, <strong>Mosca prosegue imperterrita nella sua strategia di occupazione territoriale,</strong> che invece i risultati li produce subito, giorno per giorno. Di questo la grande stampa occidentale non parla ma gli analisti militari più seri sì, tanto da scrivere (come fa AMK Mapping suX) che &#8220;negli ultimi giorni, la situazione per l&#8217;Ucraina al fronte si è rapidamente deteriorata in modo senza precedenti, non visto dall&#8217;inizio del 2025&#8221;. Il che, tra l&#8217;altro, contribuisce a spiegare anche i recenti e clamorosi avvicendamenti al vertice del ministero della Difesa (via il ragazzo prodigio <strong>Mychajlo Fedorov </strong>e dentro il generale <strong>Jevheni Jmara)</strong> e delle forze armate (via il comandante <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, dentro il nuovo comandante <strong>Mychajlo Drapatyj</strong>). </p>



<p>In questa situazione servirebbe come il pane un mediatore vero e autorevole. Ma&#8230; Trump? Sarebbe il ruolo dell&#8217;Europa, che però ha deciso che la guerra deve proseguire fino alla vittoria ucraina. Auguri.</p>



<p>     </p>
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		<title>Il problema non è Telegram, il problema siamo noi: perché non ci piace più essere liberi</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-problema-non-e-telegram-il-problema-siamo-noi-perche-non-ci-piace-piu-essere-liberi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1103" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Pavel-Durov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telegram" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Pavel-Durov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Pavel-Durov-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Pavel-Durov-1024x588.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Pavel-Durov-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Pavel-Durov-1536x882.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Pavel-Durov-600x345.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ciò che infastidisce è l'intransigenza di Pavel Durov nel difendere uno spazio di libertà aperto a tutti, buoni e cattivi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-problema-non-e-telegram-il-problema-siamo-noi-perche-non-ci-piace-piu-essere-liberi.html">Il problema non è Telegram, il problema siamo noi: perché non ci piace più essere liberi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>È &#8220;normale&#8221;, non provoca in noi alcuna riflessione il fatto che <strong>Pavel Durov</strong>, 41 anni, creatore insieme con il fratello Nikolaj prima del social russo VKontakte e poi di Telegram, sia sotto indagine in Francia (anche se in libertà vigilata) per complicità con la malavita organizzata, pedopornografia, truffa e traffico di stupefacenti (<a href="https://www.tribunal-de-paris.justice.fr/sites/default/files/2024-08/2024-08-26%20-%20CP%20TELEGRAM%20.pdf">si veda l&#8217;ordinanza del Tribunale di Parigi </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>qui</u></span></font>) e nello stesso tempo sia ricercato in Russia per &#8220;complicità con il terrorismo&#8221; (sarebbe usato dai servizi segreti ucraini per reclutare agenti e organizzare attentati), in entrambi i casi non per azioni da lui commesse ma per le attività che si svolgono (o si svolgerebbero) su Telegram? Ovverossia, è normale che una democrazia e un&#8217;autocrazia nutrano gli stessi timori nei confronti di uno strumento di comunicazione che ha per caratteristica statutaria la protezione dei dati degli utenti, chiunque essi siano? Se poi aggiungiamo al quadro anche l&#8217;esempio di una democrazia particolare come l&#8217;India, che Telegram l&#8217;ha bloccato a tempo indeterminato nel giugno scorso, la cosa diventa ancor più interessante. Restiamo sull&#8217;India: la ragione addotta per il blocco di Telegram è stata una presunta fuga di notizie sui test per l&#8217;ingresso alla facoltà di Medicina. Poche settimane dopo, le proteste degli studenti (2 milioni quelli interessati) contro gli esami truccati e i favoritismi (non di Telegram ma delle istituzioni indiane) hanno fatto nascere il <strong>Popolo degli scarafaggi </strong>che, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-problema-che-modi-non-si-aspettava-perche-lindia-non-sa-contenere-le-proteste-del-popolo-degli-scarafaggi.html">dopo un&#8217;intensa lotta,</a> ha ottenuto le dimissioni di <strong>Dharmendra Pradhan</strong>, il ministro dell&#8217;Istruzione. </p>



<p>È probabile che i problemi, per Telegram e per Durov, continueranno a crescere, perché la scusa della sicurezza nazionale è troppo comoda per non essere usata. <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/russia-la-grande-sfida-tra-max-e-telegram-sorveglianza-statale-vs-liberta-totale.html#google_vignette">Come scrivevamo in aprile</a>, già &#8220;31 Paesi hanno bloccato o limitato l&#8217;uso della app di messaggistica. E non si tratta solo di dittature o autocrazie. La Norvegia, per esempio, considera l’app una possibile <strong>minaccia alla sicurezza nazionale</strong> e nel marzo 2023 lo ha vietato a ministri, segretari di Stato e consiglieri politici sui dispositivi di lavoro. <strong>In Cina, Telegram è bloccato dal 2015.</strong> In Ucraina è stato sempre molto usato, anche dal presidente Zelensky, fino a quando si è scoperto che anche i russi lo impiegavano per i loro scopi, e allora sono partite le mozioni parlamentari per metterlo al bando, chiedendo che rimuovesse una serie di canali incriminati e aprisse un ufficio a Kiev. <strong>In Iran, invece, Telegram è bloccato dal 2018</strong>, dopo essere stato usato in modo massivo durante una delle ricorrenti ondate di proteste anti-regime&#8221;.</p>



<p><strong>Il problema con Telegram, dunque, è lo stesso che abbiamo con la libertà.</strong> Siamo felici che Telegram garantisca ai giovani iraniani la libertà di dissentire senza essere denunciati alle autorità (come Durov fece anche in Russia, nel 2014, prima di emigrare, negando la consegna dei dati personali degli utenti di VKontakte e in particolare <strong>quelli dei membri di un gruppo dedicato all&#8217;Euromaidan ucraino</strong>) o siamo preoccupati per il fatto che la app può essere usata per delinquere? Entrambe le cose, ovviamente.  Proprio come siamo felici di poter circolare liberamente la sera per le nostre città, senza incontrare posti di blocco o dover rispettare un coprifuoco, anche se corriamo il rischio di incontrare un delinquente ed essere rapinati.</p>



<p>Terroristi, spacciatori, pedofili, truffatori usano Telegram? Certo che sì. Ma usano anche i telefoni cellulari, le automobili, gli aerei, la stessa Internet. Nel Nord Italia si sente comunemente dire, quando vengono sparati fuochi d&#8217;artificio, che quello è il segnale degli spacciatori per far sapere che è arrivata la droga. Vero o no che sia, a nessuno è ancora venuto in mente di proibire i mortaretti. Il tema, dunque, non è l&#8217;eventuale utilizzo deviato di Telegram ma <strong>l&#8217;intransigenza di Durov nel voler difendere uno spazio di libertà totale aperto a chiunque nel bene e nel male.</strong> Aperto, tra l&#8217;altro, anche alle autorità di polizia e ai servizi di sicurezza che attivamente lo utilizzano e poi, attraverso la politica, lo demonizzano. È questo che, oggi, non si riesce più a tollerare. </p>



<p>La cosiddetta &#8220;sicurezza nazionale&#8221;, complici i conflitti follemente accesi (e accuratamente coltivati, dovremmo aggiungere) in Ucraina e in Medio Oriente, <strong>è diventata il più facile dei <em>passe-partout </em>per le peggiori operazioni politiche. </strong>Ad esempio serve per attaccare gli avversari politici e compiacere gli alleati più pesanti o più temuti: ne è un esempio perfetto la vergognosa richiesta di escludere la Spagna dal Trattato di Schengen a causa della crisi migratoria di Ceuta, che ha ragioni quasi zero se pensiamo all&#8217;Italia e sotto-zero se pensiamo alla Finlandia o alla Svezia, lontanissime dal teatro di una crisi che, peraltro, è stata chiaramente organizzata non per trasferire gente in Europa ma per colpire il Governo Sanchez.  </p>



<p>Alla fine, il vero bersaglio della &#8220;sicurezza nazionale&#8221; non è il presunto o reale nemico esterno ma il concretissimo nemico interno, ovvero tutti noi. <strong>La lotta agli Unni che stanno alle porte comincia sempre limitando la libertà dei cittadini che stanno dentro le porte. </strong>Come ben dimostra, per restare vicini a noi, la recente approvazione da parte del Parlamento Europeo (e, grazie a un trucco procedurale della presidente Roberta Metsola, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-si-del-parlamento-ue-tra-le-polemiche-introdotta-la-sorveglianza-di-massa.html#google_vignette">contro il voto della maggioranza degli europarlamentari</a>) di Chat Control 1.0. Come ha scritto su InsideOver Roberto Vivaldelli, &#8220;&#8230; Chat Control 1.0 è una deroga temporanea alle norme europee sulla privacy (ePrivacy) che consente a colossi come Meta e Google di effettuare scansioni volontarie delle comunicazioni private alla ricerca di materiale pedopornografico<a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/chatkontrolle-eu-parlament-streit-um-abstimmungsablauf-10185383" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://de.euronews.com/next/2026/07/10/chat-control-10-europaparlament-winkt-gesetz-durch-die-hintertur" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. La versione 2.0, attualmente in negoziazione, mira a rendere tale <strong>obbligo permanente e vincolante per tutti i fornitori di </strong><b>servizi</b>&#8220;. Di fatto, quindi, le comunicazioni private di 450 milioni di europei verranno scrutinate da entità a noi tutti sconosciute. In cerca di pedofili, dicono, e solo di quelli. Ci crediamo?</p>



<p>Di fronte a decisioni come questa (e altre ancora che <a href="https://it.insideover.com/autore/roberto-vivaldelli">sul nostro sito abbiamo puntualmente raccontato</a>) davvero ci vogliamo raccontare che il problema è Telegram? </p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-problema-non-e-telegram-il-problema-siamo-noi-perche-non-ci-piace-piu-essere-liberi.html">Il problema non è Telegram, il problema siamo noi: perché non ci piace più essere liberi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La &#8220;flotta ombra&#8221; russa e la Rotta dell&#8217;Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/la-flotta-ombra-russa-e-la-rotta-dellartico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/russia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/russia-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/russia-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/russia-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/russia-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/russia-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/russia-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le esigenze dell'economia di guerra spingono la Russia a sfruttare ancor più la rotta dell'Artico. Una preoccupazione anche per l'ambiente.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/la-flotta-ombra-russa-e-la-rotta-dellartico.html">La &#8220;flotta ombra&#8221; russa e la Rotta dell&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Secondo Bloomberg, i problemi del Stretto di Hormuz (guerra Usa-Israele-Iran) e dello Stretto di Babilonia el-Mandeb (Houthi yemeniti), che hanno reso assai più difficoltose le forniture di petrolio dal Medio Oriente, hanno spinto la Cina e altri Paesi asiatici ad aumentare le importazioni dalla Russia. Il che, a sua volta, <strong>ha spinto la Russia a utilizzare ancor più di prima la cosiddetta Rotta del Mare del Nord</strong>, ovvero la via d&#8217;acqua dell&#8217;Artico, navigabile dalla primavera all&#8217;autunno, che costituisce la &#8220;strada&#8221; più breve (il 40% in meno del passaggio attraverso il Mar Rosso) tra Europa e Asia. La settimana scorsa sono passate da lì 39 petroliere russe con 28,47 milioni di barili di petrolio. Da cinque settimane consecutive, scrive ancora Bloomberg, le esportazioni marittime russe hanno superato i 4 milioni di barili al giorno&#8230;</p>



<p>Un traffico che preoccupa molto la Fondazione Bellona, che da quarant&#8217;anni segue con particolare accanimento i problemi ambientali. Come si sa, <strong>la Russia vive, alla lettera, della vendita di gas e petrolio.</strong> Già nel 2024, ci dice Bellona, l&#8217;84% dei mercantili avviati lungo la Rotta del Mare del Nord trasportavano petrolio e gas liquefatto, a conferma della necessità russa di non interrompere quella vitale catena di guadagno&#8230;</p>



<p>A fine 2025, però, <strong>su circa 300 navi almeno un centinaio apparteneva alla &#8220;flotta ombra&#8221; russa,</strong> e una quarantina erano petroliere. E le navi della &#8220;flotta ombra&#8221; di solito sono vecchie, prive di assicurazioni e, soprattutto, non certificate per la navigazione tra i ghiacci&#8230;<br></p>



<p><strong>Con InsideRussia, la nostra newsletter, InsideOver cerca di fornire un&#8217;informazione nuova e non conformista sulla Russia, le sue azioni e i risvolti nei Paesi che la circondano. Se questo approccio ti convince, puoi ricevere la newsletter ogni giovedì in modo molto semplice: <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">diventa uno di noi, abbonati a InsideOver! </a></strong></p>
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		<title>Porti e navi, nel Mar Nero adesso colpiscono duro anche i russi. E scoppia la crisi del grano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/porti-e-navi-nel-mar-nero-adesso-colpiscono-duro-anche-i-russi-e-scoppia-la-crisi-del-grano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="odessa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> I russi reagiscono alla campagna ucraina contro le loro navi e bloccano il traffico mercantile da e per l'Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/porti-e-navi-nel-mar-nero-adesso-colpiscono-duro-anche-i-russi-e-scoppia-la-crisi-del-grano.html">Porti e navi, nel Mar Nero adesso colpiscono duro anche i russi. E scoppia la crisi del grano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="odessa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/odessa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella disattenzione generale, il ministro degli Esteri dell&#8217;Ucraina, <strong>Andriy Sibyga</strong>, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU &#8220;in risposta agli attacchi alla libertà di navigazione nel Mar Nero&#8221;, dopo giorni in cui nessuna nave mercantile è riuscita ad attraccare in uno dei tre porti delle regioni di Odessa e Mykolaev, un fatto che non si verificava dal 2023, cioè da quando la mediazione della Turchia portò alla creazione in quelle acque del cosiddetto &#8220;corridoio del grano&#8221;. Che cos&#8217;è dunque successo?</p>



<p>Nulla di particolarmente complicato. Dopo aver subito una lunga serie di attacchi contro i suoi mercantili e le sue petroliere (tanto da dichiarare &#8220;non sicure&#8221; le acque della propria zona di competenza economica esclusiva), la Russia ha deciso di rendere pan per focaccia e <strong>ha cominciato a lanciare droni e missili sui porti ucraini </strong>(quello di Odessa è colpito quasi ogni giorno) <strong>e anche sulle navi che verso quei porti stavano dirigendo.</strong> I risultati sono arrivati in fretta: Maersk, il gigante danese della logistica, ha deciso di sospendere le operazioni da e per l&#8217;Ucraina, e subito anche gli altri operatori hanno preso decisioni analoghe. Il ministro Sybiga, com&#8217;è giusto fare da parte ucraina, ha accusato la Russia di &#8220;tenere in ostaggio la sicurezza alimentare globale&#8230; Questo è terrorismo umanitario ed economico&#8230; Milioni di famiglie in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina dovranno affrontare un&#8217;impennata dei prezzi e la fame se questo terrorismo continua&#8221;. </p>



<p>È certo che il danno per gli ucraini è notevole, arrivando questo blocco proprio all&#8217;apice della stagione del raccolto. Altrettanto vero è che agli ucraini della &#8220;sicurezza alimentare globale&#8221; e delle famiglie in Africa importava poco quando, <strong>bombardando le navi russe nel canale Don-Azov, portarono al blocco del traffico mercantile e a un aumento immediato del 4% del prezzo del grano. </strong>Il risultato di questo colpi incrociati è il grano a quotazioni da record (vedi tabella sotto), fenomeno inevitabile visto che Russia e Ucraina sono due dei maggiori esportatori di grano al mondo. Le stime indicano che la produzione annua tipica di grano in Russia è di quasi 90 milioni di tonnellate metriche, mentre l&#8217;Ucraina produce quasi 30 milioni all&#8217;anno la Russia rappresenta circa il 10% (con circa 90 milioni di tonnellate prodotte l&#8217;anno), mentre l&#8217;Ucraina circa il 3% (circa 30 tonnellate) della produzione mondiale di grano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="567" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/grano-1024x567.webp" alt="" class="wp-image-524248" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/grano-1024x567.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/grano-300x166.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/grano-768x425.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/grano-600x332.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/grano.webp 1083w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Perché allora di tutto questo si parla così poco? Perché nessuno ricorda che tutto questo è già avvenuto? <strong>Nel 2022 la Russia impose un blocco ai porti che strangolò le esportazioni agricole del Paese</strong> (una delle più importanti fonti di reddito), contribuendo a far salire i prezzi globali dei prodotti alimentari di oltre il 60%. Poi, appunto, arrivò il corridoio marittimo nel Mar Nero e l&#8217;Ucraina ha potuto esportare oltre 168,9 milioni di tonnellate di merci attraverso di esso, tra cui oltre 100 milioni di tonnellate di cereali. E dunque?</p>



<p>Le ragioni di questo silenzio sono diverse. La crescente e prevalente preoccupazione per la crisi nello Stretto di Hormuz e in quello di Bab al Mandeb. Una sorta di abitudine al conflitto tra Russia e Ucraina e ai suoi colpi di scena: gli ucraini martellano la Crimea e le sue strutture civili, i russi rispondono colpendo le navi e così via, in una guerra che si trascina e, settimana dopo settimana, cancella un numero crescente di regole. E poi le esigenze della propaganda, che impone di trasmettere solo buone notizie sulla resistenza ucraina. </p>



<p>Alla fin fine, però, l&#8217;apparente distrazione delle grandi capitali europee schierate con Kiev, da Londra a Parigi a Berlino, sembra rispondere soprattutto a un criterio di prudenza o, forse, di importanza. L&#8217;Ucraina è stata in grado di impedire alla flotta russa di occupare le acque del Mar Nero ma non è in grado di impedire ai droni e ai missili russi di colpire i porti e le navi al largo. <strong>Potrebbe farlo la Nato, </strong>che già pattuglia regolarmente quei cieli. Intervenire nel Mar Nero per garantire la libertà di navigazione a favore dell&#8217;Ucraina, però, vorrebbe in pratica dire dichiarare guerra alla Russia. E questo è un passo che, palesemente, nessuno vuole fare.</p>



<p></p>
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		<title>Ucraina: se il drone russo ti aspetta alla pompa</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/ucraina-se-il-drone-russo-ti-aspetta-alla-pompa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 06:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1343" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ucraina-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ucraina-1024x716.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ucraina-768x537.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ucraina-1536x1074.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ucraina-600x420.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Secondo fonti ucraine, a oggi sarebbero circa 250 le stazioni di servizio colpite e distrutte dai droni russi.</p>
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<p>È stata molto osservata e studiata la campagna ucraina contro le infrastrutture energetiche della Russia, che ha portato a <strong>un calo del 20% nella raffinazione della benzina e del 40% nella produzione del diesel,</strong> prezioso anche per i macchinari agricoli. Poca attenzione, invece, è stata riservata agli attacchi che da mesi la Russia conduce, anche in questo caso con i droni, contro le stazioni di servizio dell&#8217;Ucraina, soprattutto in prossimità del fronte. Secondo fonti ucraine, a oggi sarebbero circa 250 le stazioni colpite e distrutte, anche se altre fonti ucraine tendono a ridimensionare la cifra&#8230;</p>



<p>Comunque sia, si capisce bene che <strong>non sono attacchi casuali ma collegati da un&#8217;unica strategia. La domanda è: quale? </strong>Colpire le pompe di benzina non produce certo lo stesso effetto di quando si danneggia una raffineria, e non interviene sul ciclo della produzione dei carburanti. Nemmeno ostacola le operazioni militari, non è che i carri armati si mettano in coda con le auto per fare il pieno. L&#8217;unica spiegazione veramente credibile è che, da parte dei russi, si tratti di una sorta di guerriglia psicologica per indebolire il morale degli ucraini&#8230;</p>



<p>Adottato questo punto di vista, si capisce meglio perché Vladimir Putin, qualche giorno fa, abbia dichiarato che, rispetto &#8220;agli atti terroristici del regime di Kiev la nostra risposta sarà sempre speculare&#8221;&#8230; <strong>È questa, a ben vedere, la vera escalation.</strong> Avremmo dovuto occuparci meno di improbabili (per fortuna!) scenari di guerra nucleare e un po&#8217; di più di ciò che accade ai civili che, come ci documenta l&#8217;Onu, in questo scontro muoiono sempre di più.</p>



<p><strong>Il dramma della guerra tra Russia e Ucraina non sta solo nelle pagine più importanti o negli eventi più clamorosi. Spesso si nasconde in aspetti solo all&#8217;apparenza secondari. Inside Russia, la newsletter dedicata alla Russia e ai Paesi vicini, cerca di esplorarli tutti. Non perdere l&#8217;occasione di riceverla puntuale ogni giovedì. versa è semplice: <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">basta abbonarsi a InsideOver.</a> Fallo subito!</strong></p>



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		<title>Zelensky ha scelto: tutto il potere ai militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 13:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vengono dai ranghi delle forze armate i personaggi di spicco della verticale di potere di Zelensky. Il ruolo di Budanov e Drapatiy. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 20 maggio del 2019, cioè da quando è entrato in carica come presidente dell&#8217;Ucraina, <strong>Volodymyr Zelensky </strong>ha cambiato sette ministri della Difesa, in pratica uno all&#8217;anno:. Due prima dell&#8217;invasione russa ma con la guerra nel Donbass in corso (Stepan Poltorak e Andrij Zahorodnyuk), uno a cavallo dell&#8217;invasione (Andrij Taran) e quattro dopo l&#8217;invasione (Oleksij Reznikov, Rustem Umerov, Denys Šmyhal e <strong>Mychajlo Fedorov</strong>), con la tendenza a farli durare sempre meno: due anni scarsi per Reznikov e Umerov, sette mesi per Šmyhal e Fedorov. Adesso c&#8217;è un ministro ad interim, il generale <strong>Yevheni Jmara</strong> (interessante, un militare dopo tutti civili, vorrà dire qualcosa?), vedremo quanto durerà. E nel frattempo, per non farsi mancare nulla, il presidente ha silurato anche due capi delle forze armate: il generale <strong>Valerij Zalužhnyj </strong>nel febbraio del 2024 e adesso il generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, che di Zalužhnyj era il vice e tanto collaborò perché fosse eliminato dal comando. Adesso è arrivato il terzo, il generale <strong>Mychajlo Drapatyj, </strong>43 anni, che combatte filorussi e russi dal 2014 ed è considerato un &#8220;fedoroviano&#8221;, ovvero un soldato aperto alle innovazioni. Di certo un ufficiale con il senso dell&#8217;onore: nel giugno dell&#8217;anno scorso si dimise dopo che un bombardamento russo aveva colpito un centro di addestramento delle truppe ucraine, per essere però subito reintegrato nei ranghi.  </p>



<p>Persino quella parte della stampa occidentale che prende per oro colato qualunque cosa dica o faccia Zelensky ha smesso di cercare un senso in tutti questi cambiamenti, che in effetti di senso non ne hanno, soprattutto per un Paese impegnato in una guerra che dura da quattro anni e mezzo (o dal 2014, secondo i punti di vista) e che, per di più, dichiara di essere sul punto di vincerla. Tanto più che, seguendo il proprio innato senso per gli umori del pubblico, Zelensky non manca di assecondare la piazza quando il resilientissimo popolo ucraino rifiuta di farsi prendere per il naso. Nel luglio scorso il presidente ritirò di corsa, di fronte alla protesta dei cartoni, la legge che pure aveva promosso per sterilizzare i poteri delle agenzie anti-corruzione (e gli scandali successivi, arrivati fino al suo braccio destro <strong>Andrij Jermak</strong>, hanno fatto capire quale fosse lo scenario). Adesso cerca di smorzare la rabbia dei suoi connazionali <strong>offrendo un incarico dopo l&#8217;altro all&#8217;ex ministro della Difesa, il giovanissimo Fedorov, </strong>considerato l&#8217;artefice massimo della fortunata campagna degli attacchi con droni alle infrastrutture energetiche russe, il quale a propria volta pretende di essere reintegrato nel precedente incarico. Sacrificare Fedorov per salvare Syrsky, considerati gli inconciliabili punti di vista dei due, era una scelta: privilegiare il presente, la resistenza nel Donbass, la cui conquista è l&#8217;obiettivo fondamentale del Cremlino, rispetto alla strategia efficace ma di lungo periodo rappresentata da Fedorov. Scelta discutibile ma precisa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo (limitato) dei civili</h2>



<p>Liquidare Fedorov (dopo Reznikov, Umerov e Šmyhal) per liquidare anche Syrsky sa, invece, di confusione, di speculazione politica, di navigazione a vista da basso impero. <strong>Permessa dal fatto che, oggi, Zelensky è infallibile, come scrivono i nostri giornali, ma intoccabile:</strong> al momento non ha rivali interni (né reali né potenziali) che aspirino a condurre la guerra al posto suo e in ogni caso l&#8217;Europa e gli Usa lo sostengono: come dicono a Bruxelles, è il condottiero che &#8220;combatte per noi&#8221;, il presidente che resiste da quattro anni e mezzo, insostituibile. Il che non vuol dire che sappia anche governare un Paese: come pensavano gli ucraini alla fine del 2021, appena prima dell&#8217;invasione russa, che gli concedevano uno stentato 37% di gradimento.</p>



<p>Se per un attimo smettiamo di pensare alle difficoltà della Russia e agli importanti successi dei droni ucraini, se astraiamo Zelensky dalla cornice dei summit internazionali dove tutti gli rendono merito, vediamo un presidente che annaspa e che cambia tutti per non cambiare se stesso. Fino alla situazione attuale, che lo vede consegnato mani e piedi ai militari. Lo è <strong>Kyrylo Budanov,</strong> capo dell&#8217;amministrazione presidenziale dopo essere stato capo dell&#8217;intelligence militare; lo è il nuovo ministro della Difesa Jmara (già capo delle operazioni speciali dei servizi segreti); e di certo il generale <strong>Drapatyj,</strong> suo comandante delle forze armate, avrà un&#8217;autonomia e un&#8217;influenza notevole, viste le circostanze della nomina e considerato lo spazio che la nuova leva degli ufficiali, cresciuta con le teorie della Nato e ormai ribelle alle pratiche degli ufficiali della vecchia scuola come Syrsky, cerca di conquistarsi. Se a questo aggiungiamo che il nuovo primo ministro è un tecnocrate senza spessore politico come <strong>Serhiy Koretsky</strong>, ex manager del settore energetico, che succede a un&#8217;altra anonima tecnocrate come <strong>Julija Svyrydenko</strong>, capiamo che il percorso si è compiuto e che ora l&#8217;Ucraina si regge sull&#8217;asse tra Zelensky (l&#8217;uomo dei contatti internazionali che portano denaro e armi) e i militari (che combattono e sacrificano la vita). I civili al governo sono l&#8217;intendenza o poco più.   </p>



<p> </p>
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		<title>Argentina-Spagna, una finale che il Mondiale delle porcherie politiche non si merita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/argentina-spagna-una-grande-finale-che-il-mondiale-delle-porcherie-politiche-non-si-merita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 13:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1372" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-600x429.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel Mondiale segnato dalle violente intrusioni della politica, l'ultimo atto si consuma all'ombra del protagonismo di Trump e Netanyahu. </p>
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<p>Chi scrive qui queste poche righe è dotato di forte spirito messianico. Nel senso che a ogni tocco di palla (o quasi) di Lionel Messi sente di aver assistito a una piccola (qualche volta non così piccola) manifestazione di quel <em>daimon </em>che, come ci hanno spiegato i filosofi greci, fa da tramite tra noi umani e il divino e si sforza di sollevarci un pochino da terra per avvicinarci al cielo. potete quindi immaginare come posso sentirmi ora che la definitiva consacrazione di Messi, ovvero la vittoria (sarebbe la seconda di fila) della Coppa del mondo di calcio rischia di prodursi nel mondiale più ripugnante di sempre, categoria finale di Coppa Davis in Cile nel 1976, Panatta e Bertolucci sugli scudi sotto gli occhi del generale <strong>Augusto Pinochet</strong>, o mondiale in Argentina nel 1978 con il generale <strong>Jorge Videla </strong>e la sua j<em>unta</em> al potere.</p>



<p>Che esagerato, diranno molti. L&#8217;ho pensato anch&#8217;io, e poi mi sono dato torto. Diamo un&#8217;occhiata ai protagonisti. Il padrone di casa, <strong>Donald Trump,</strong> è impegnato in una guerra di aggressione contro l&#8217;Iran che è cominciata, non dimentichiamolo, con la strage di oltre 200 ragazzine in una scuola ed è proseguita tra minacce di ridere al suolo il Paese, cancellarne la civiltà e altre amenità. E speriamo che nessuno si sia dimenticato che, per quanto ci faccia orrore il regime degli ayatollah, la scusa della bomba atomica in arrivo è appunto una scusa, tipo le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein ai tempi di George Bush, come testimoniato persino da dirigenti dell&#8217;intelligence Usa poi infatti costretti alle dimissioni. </p>



<p>Nella sua veste di leader del Paese ospitante, il buon Trump prima ha vietato l&#8217;ingresso a un arbitro somalo, <mark><strong>Omar Abdulkadir Artan</strong></mark>, selezionato per i Mondiali perché giudicato il miglior arbitro dell&#8217;intera Africa. Poi ha trovato il modo di umiliare squadre come Senegal e Uzbekistan, sospettate (chissà perché proprio loro) di trafficare droga e sottoposte a perquisizione da quei fenomeni dell&#8217;ICE, la polizia anti-immigrazione che in un anno e mezzo hanno ammazzato 9 persone in strada e ne hanno viste morire 34 nelle loro carceri. In corso di mondiale Trump ha trovato il tempo e la faccia di chiamare il presidente della Fifa (nome omen) <strong>Gianni </strong><b>Infantino</b> per ordinargli di revocare la giusta squalifica inflitta a un giocatore della nazionale Usa, vedi mai che bla competizione fosse troppo corretta. Infine, e proprio alla vigilia della finale Spagna-Argentina, Andrew Giuliani, capo della task force della Casa Bianca per la Fifa (ebbene sì, la Casa Bianca ha una task force per i rapporti con Infantino), ha buttato sul piatto il consenso presidenziale all&#8217;iniziativa dei giocatori argentini che, dopo la semifinale vinta contro l&#8217;Inghilterra, hanno esposto uno striscione con la scritta &#8220;Las Malvinas son Argentinas&#8221;, a sostegno delle pretese del Governo Milei. Un doppio illecito. Intanto perché la Falkland-Malvinas, per il diritto internazionale rappresentato dall&#8217;Onu, sono &#8220;<strong>territorio non autogovernato</strong>, senza riconoscere come definitiva né la posizione britannica né quella argentina&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/difesa/falkland-malvinas-una-disputa-che-non-muore-mai.html">come ha ben spiegato Andreas A. Chiarella stamattina in queste pagine, </a>e dunque l&#8217;iniziativa dei giocatori argentini è un puro sfoggio di propaganda politica. Pensate che cosa sarebbe successo se, invece di lasciare soli i tifosi della Bosnia a cantare &#8220;Palestina! Palestina!&#8221; per strada, una qualche squadra avesse esposto la bandiera della Palestina magari con la famosa scritta &#8220;From the River to the see&#8230;&#8221;&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tifo dello stragista</h2>



<p>A dar man forte a Trump in visita dell&#8217;ultima partita è poi arrivato <strong>Benjamin Netanyahu,</strong> lo stragista (a Gaza, in Cisgiordania e in Libano, diciamo un 250 mila morti) inseguito dal mandato d&#8217;arresto della Corte penale internazionale, che sventola la maglia dell&#8217;Argentina abbracciato a Xavier Milei. Possiamo solo immaginare che cosa avrebbe detto quel ribelle anarchico e autodistruttivo di <strong>Diego Armando &#8220;el Diez&#8221; Maradona:</strong> lui la &#8220;mano de Dios&#8221; gliel&#8217;avrebbe probabilmente stampata in faccia, a quei due. Ma anche qui una logica c&#8217;è. Non solo perché Argentina e Israele, Netanyahu e Milei hanno firmato gli Accordi di Isacco, con l&#8217;idea di estendere all&#8217;America Latina il modello degli Accordi di Abramo dei Paesi del Golfo Persico. Ma soprattutto perché Bibi ed El Loco (ma i suoi sostenitori, ovviamente, preferiscono El Leon) sono compagni di merende della Casa Bianca in tutte le trame organizzate, dalla Colombia all&#8217;Honduras alla Bolivia, per rimettere al potere, nell&#8217;America Latina, governi di destra o estrema destra. <a href="https://it.insideover.com/autore/marianna-lentini">InsideOver ne ha parlato con dovizia di particolari negli articoli Marianna Lentini.</a>  </p>



<p>Pensate che c&#8217;è ancora qualcuno che teorizza che lo sport debba essere, anzi sia, estraneo alla politica. Un vero peccato che la politica la pensi diversamente. Per conferma <strong>chiedere ai 684 sportivi palestinesi uccisi a Gaza, ai 290 impianti distrutti dalle bombe</strong>, ai calciatori palestinesi che hanno subito amputazioni e ora organizzano partite con le stampelle, se non altro per ricordarci che sono ancora vivi. Oppure ai calciatori spagnoli, rappresentanti di una nazione che ha riconosciuto la Palestina come Stato e negato ai generali d Trump l&#8217;uso delle sue basi per andare a scaricare bombe sull&#8217;Iran. Glielo spiegate voi che tutti quegli interventi sono casuali, pure coincidenze e non tentativi di intimidire quei fifoni della Fifa o i troppi arbitri mediocri visti in azione?</p>



<p> E quindi che fare stasera? Seguire il cuore o la ragione? Aspettare a occhi sgranati la scintilla del <em>daimon</em> o invocare un po&#8217; di giustizia e sperare che il pallone, dopo averci tolto dai piedi il tentativo di far abusivamente avanzare la Nazionale Usa, ci liberi anche dai condizionamenti anti-Spagna? Torna alla mente una pagina immortale di grande cinema: <strong>Diego Abatantuono</strong> che urla &#8220;Zubizzarreta!!!!&#8221; durante <a href="https://youtu.be/4cabH1HFKMU?si=wK7jPotdM_CZeHDh">la mitica partita di pallone con i marocchini</a> di <em>Marrakesh Express.</em> Forse è l&#8217;età. Forse è solo il calcio.</p>



<p>  </p>
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		<title>Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-perche-zelensky-ha-scelto-il-vecchio-generale-syrsky-e-silurato-il-giovane-ministro-fedorov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 04:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia dei droni va bene. Ma a che cosa servirebbe se i russi dovessero conquistare il Donbass, dove ancora avanzano? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina, e non certo per causa sua, ha poche certezze. Una è il metodo di <strong>Volodymyr Zelensky </strong>per gestire il potere e mantenersi al centro di tutti i giochi, costi quel che costi. Adesso tutti commentano l&#8217;ultimo giro di giostra al governo: via dopo solo un anno la prima ministra <strong>Julija Svyrydenko</strong>, ottima tecnocrate (come ministra dello Sviluppo economico e del commercio trattò la questione delle terre rare con il ministro Usa del Tesoro, <strong>Scott Bessent,</strong> che la colmò di complimenti) ma figura politicamente inesistente; al suo posto <strong>Serhiy Koretskyi</strong>, 48 anni, un manager con una lunga carriera nelle aziende statali dell&#8217;energia (l&#8217;ultima Naftogaz, prima Ukrnafta e Ukrtatnafta); e per chiudere con il botto via il ministro della Difesa <strong>Mychajlo Fedorov,</strong> l&#8217;enfant prodige della politica ucraina, a 35 anni già due volte ministro e vice-premier. Con risvolti collaterali non proprio leggeri: il ministro degli Interni <strong>Ihor Klymenko</strong> che rifiuta di passare alla Difesa (non sono mica scemo, deve aver pensato) e Fedorov che non si rassegna a uscire di scena in silenzio e lancia messaggi alle migliaia di ucraini che sono scesi in piazza per protestare contro la sua rimozione. </p>



<p>Come dicevamo, è il metodo Zelensky. Quelli che adesso fanno gli occhioni stupiti dimenticano che nel 2019, appena eletto presidente, Zelensky nominò un governo di giovani tecnocrati guidato da da Oleksij Hončaruk, 35 anni, il più giovane premier nella storia del Paese, per licenziali tutti pochi mesi dopo, mettendo al posto di Hončaruk <strong>Denis Šmyhal</strong>, anche lui un manager del settore energetico, rimasto poi in carica fino al 2025. Dimenticano che, prima dell&#8217;invasione russa, Zelensky cambiò quattro ministri della Difesa e cinque ministri della Sanità (c&#8217;era il Covid), che di ministri della Difesa ne ha cambiati quattro in questi ultimi quattro anni (c&#8217;è la guerra), che i siluramenti illustri non si contano: da quello di <strong>Dmytro Razumkov, </strong>capo della sua campagna elettorale del 2019, poi presidente del Parlamento e infine spregevole paria, ai capi dell&#8217;SBU (servizio di sicurezza) <strong>Ivan Bakanov</strong> (suo amico d&#8217;infanzia, nominato a sorpresa dopo l&#8217;elezione) e <strong>Vasil Maljuk</strong>, fino al generale Valerij Zalužnyj, comandante in capo delle forze armate ucraine, nel 2024 dimissionato e mandato a svernare come finto ambasciatore a Londra.</p>



<p>La lista potrebbe essere molto più lunga e passare per procuratori generali, giudici della Corte costituzionale e pezzi grossi assortiti. Ma ci siamo capiti. Mentre invece bisogna intendersi un po&#8217; meglio su quest&#8217;ultima serie di cambi al vertice, che peraltro arriva poco dopo il repulisti realizzato dalle agenzie anti-corruzione che hanno spazzato via, con l&#8217;Operazione Midas, il folto gruppo di corrotti che estorcevano denaro agli appaltatori dell&#8217;agenzia statale Energoatom e che comprendevano amici cari di Zelensky, due ministri in carica, un ex vice-premier, diversi alti burocrati e soprattutto quell&#8217;<strong>Andrij Jermak</strong> che era il braccio destro (capo dell&#8217;amministrazione presidenziale) di Zelensky e l&#8217;uomo dei contatti con Washington, tanto da essere da molti considerato il &#8220;presidente ombra&#8221; dell&#8217;Ucraina. </p>



<p><strong>Questi ultimi cambi, si diceva, hanno una logica. </strong>Che non sta certo in una presunta paura di Zelensky di perdere il potere. Oggi Zelensky è intoccabile: per gli ucraini, che lo considerano l&#8217;unico possibile leader della resistenza (finita quella, probabilmente lo spareranno sulla Luna); e per i Paesi che appoggiano l&#8217;Ucraina in chiave anti-russa. L&#8217;Unione Europea, poi, gli mangia in mano: un prestito di 90 miliardi euro pronta cassa, progetti comuni per costruire missili, la riduzione del diritto alla protezione per i rifugiati ucraini, bene accolti da noi se dicono di scappare davanti ai russi ma respinti e consegnati ai distretti militari se dicono che nn vogliono andare in guerra. I dieci punti sulla lotta alla corruzione, concordati nel gennaio 2025 con Marta Los, commissario Ue all&#8217;Allargamento? Di fatto dimenticati.</p>



<p>Il punto non sta qui. Sta, invece, nella situazione militare, che da noi viene raccontata come se fosse una telenovela di quarant&#8217;anni fa, tipo <em>La schiava Isaura</em> con il buono-buono, il cattivo-cattivissimo e la fanciulla innocente in mezzo. <strong>Ora è di moda dire che il giovane Fedorov ha rovesciato le sorti della guerra con la strategia dei droni e dei missili. </strong>È evidente che la nuova postura ucraina ha colpito duro sulle infrastrutture della Russia, che oggi raffina il 20% della benzina e il 40% del diesel in meno di prima. Ma Fedorov ha studiato management, non è uno stratega militare. La sua vera dote strategica sono i contatti con le aziende tecnologiche americane, a cominciare da Star Link di <strong>Elon Musk </strong>per finire con Palantir di <strong>Peter Thiel,</strong> che nell&#8217;offensiva dei droni sono decisive perché forniscono l&#8217;intelligence, la localizzazione dei bersagli, le rotte per i voli, la disposizione delle difese antiaeree russe, insomma tutto ciò che porta un missile o un drone sul bersaglio. Il resto è quasi solo meccanica.</p>



<p>Se Zelensky, a un certo punto della rissa tra Fedorov e il generale <strong>Aleksandr Syrsky,</strong> comandante delle forze armate ucraine dal siluramento di Zalushny, ha scelto Syrsky, militare cresciuto alla vecchia scuola sovietica, la ragione sta nel Donbass. Perché lì, a dispetto di quel che si legge da noi, i russi continuano ad avanzare e Zelensky ha bisogno che Syrsky continui a resistere, anche a costo di sacrificare molti uomini (vedi provvedimento sui rifugiati della Ue): a che ti serve far salire il prezzo della benzina in Russia se poi perdi la regione di Donetsk? E questa non è l&#8217;unica ragione se, dovendo proprio scegliere, Zelensky ha scelto il vecchio generale e non il giovane tecnocrate. Anche perché proprio questo gli chiede l&#8217;Europa: rallentare il più possibile i russi mentre Germania, Francia, Polonia e compagnia provvedono a rifornire i loro arsenali.</p>



<p>Seconda ragione: Syrsky è il perfetto rappresentante del mondo che gravita intorno al ministero della Difesa e che è fatto non solo dell&#8217;eroismo al fronte ma <strong>anche di ruberie, complicità, privilegi, cricche e camarille. </strong>Perché, altrimenti, diversi ministri della Difesa (per non parlare di grappoli di vice-ministri) si sarebbero avvicendati, sempre inseguiti dallo sgradevole profumo dello scandalo? È un mondo opaco su cui si sono riversati quasi di colpo centinaia di miliardi di aiuti finanziari e militari, una manna dal cielo che ha ovviamente scatenato fin troppi appetiti. Gli stessi americani, nel tempo, hanno inviato diverse missioni di controllo, dovendo alla fine concludere che non poche armi né pochi soldi erano spariti verso tasche sconosciute. <strong>Ma è anche il mondo che deve garantire la resistenza dell&#8217;Ucraina e con cui Zelensky non può permettersi di entrare in urto.</strong></p>



<p>Questo per Fedorov. Ma una ragione analoga, ovvero la situazione militare, ha regolato anche l&#8217;elevazione del manager dell&#8217;energia Koretskyj al rango di primo ministro. Della difficoltà della Russia abbiamo detto. Ma qualche settimana fa Vladimir Putin ha detto che la risposta della Russia ai colpi ucraini &#8220;sarà speculare&#8221;. E infatti i russi hanno cominciato a colpire, oltre a tutto ciò che già colpivano prima, le infrastrutture portuali e le navi mercantili ucraine (e guarda un po&#8217;, il prezzo del grano è su livelli record perché <a href="https://www.corriere.it/off-the-record-giuseppe-sarcina/26_luglio_17/cereali-russia-ucraina-italia-8d682f25-01a0-4f2f-86f0-dd43a48f1xlk.shtml">le forniture russe e ucraine scarseggiano)</a> e soprattutto <strong>stanno radendo al suolo decine e decine di stazioni di servizio in tutta l&#8217;Ucraina,</strong> per rendere almeno in parte la pariglia rispetto alle incursioni contro le loro raffinerie. Se a questo aggiungiamo gli ormai tradizionali bombardamenti sulle centrali elettriche, capiamo subito che o la Russia va al tappeto entro l&#8217;estate (ipotesi suggestiva ma non molto credibile) o per l&#8217;Ucraina quello 2026-2027 sarà un altro inverno di buio e freddo. E Korestskyj, che come top manager di Naftogaz ha gestito l&#8217;inverno scorso), può essere l&#8217;uomo giusto al posto giusto.</p>



<p>Ma le riflessioni su Fedorov e Korestkyj, se corrette, ci fanno capire un&#8217;altra cosa. Zelensky è troppo informato e intelligente per credere alla propaganda dei suoi spin doctor. Sa che le cose non vanno così bene come riesce a far scrivere ai media occidentali. che è durissima. E si premunisce.</p>



<p>P.S.: ultimo scambio  tra Russia e Ucraina di corpi dei soldati caduti, il 16 luglio. All&#8217;Ucraina sono stati restituiti 501 corpi, alla Russia 31. </p>



<p></p>



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		<title>Venezuela, alla ricostruzione post-terremoto pensa Israele. Se vi pare normale&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venezuela-alla-ricostruzione-post-terremoto-pensa-israele-se-vi-pare-normale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 04:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1058" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56.jpg 1058w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-10-15-45-56-600x312.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1058px) 100vw, 1058px" /></p>
<p>Anche se le relazioni diplomatiche sono interrotte dal 2009, l'incarico di studiare il programma di ricostruzione è stato affidato a Israele. </p>
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<p>Chi porta aiuto a gente sfortunata è sempre benvenuto, è chiaro. Però <strong>la missione di Israele nel Venezuela colpito il 24 giugno da due scosse di terremoto di magnitudo 7,2 e 7,5,</strong> desta inevitabilmente qualche curiosità. Intanto, come succede che un Paese come Israele, che non ha relazioni diplomatiche col Venezuela dal 2009, cioè da quando Hugo Chavez le ruppe a causa dell&#8217;operazione israeliana Piombo Fuso a Gaza, si scopre di colpo così sensibile alle disgrazie di Caracas?  E com&#8217;è che l&#8217;improvvisa sensibilità produce una missione di 28 persone tra le quali 8 ingegneri, un manipolo di funzionari del ministero degli Esteri e diversi militari, tutti guidati dal generale di brigata <strong>Elad Edri</strong>, capo del Comando del Fronte interno di Israele? </p>



<p>Non solo: come mai la squadra israeliana, che all&#8217;inizio era stata inviata nelle aree più colpite dal doppio sisma, tra Caracas e lo Stato costiero di La Guaira, incaricata di valutare circa 1.300 edifici da recuperare o demolire, adesso ha ricevuto invece il compito di elaborare un piano organico per la ricostruzione ed è stata invitata (invito accolto) dalla presidente venezuelana <strong>Delcy Rodriguez</strong> a fermarsi altre due settimane, per lavorare al piano con più calma? Dopo tutto, gli israeliani negli ultimi tempi sembrano più bravi ad abbattere che a ricostruire. E battutacce a parte, e con il massimo rispetto per gli ingegneri inviati da Tel Aviv, Israele, pur trovandosi sulla faglia attiva sirio-africana che corre lungo la valle del Giordano (e attiva lo è davvero, l&#8217;ultimo sisma risale al 4 luglio scorso), non è il Giappone: l&#8217;ultimo terremoto davvero importante è stato quello del 1927, con 400 morti tra Gerusalemme e Hebron.</p>



<p>Davvero ci volevano gli israeliani per programmare la ricostruzione in Venezuela? Non ci potevano pensare gli americani, per dire, che <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-rubano-miliardi-al-venezuela-e-per-gli-aiuti-dopo-il-terremoto-mettono-quattro-soldi.html">tra beni venezuelani congelati e petrolio arraffato si sono presi miliardi e miliardi</a>, e poi hanno fatto il bel gesto di offrire 150 milioni di dollari per i soccorsi? O magari gli specialisti di Cile e Perù, Paesi purtroppo titolari di molti dei 200 devastanti terremoti che hanno colpito l&#8217;America Latina nel corso del Novecento?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alla conquista del continente</h2>



<p>No, ci volevano gli israeliani. Poiché non ci sembra di vedere una grande abbondanza di ragioni tecniche, o anche solo facilmente comprensibili, per questa scelta, dobbiamo pensare a qualcosa che va oltre l&#8217;orizzonte della tragedie venezuelana. Più precisamente, a quel progetto di riconquista dell&#8217;emisfero occidentale che è il nocciolo della cosiddetta Dottrina Donroe, ovvero la riedizione trumpiana della vecchia <a href="https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/che-cos-e-la-dottrina-monroe-a-cui-si-rifa-trump.html">Dottrina Monroe</a>, nata nel 1823 quando il presidente James Monroe tenne un celebre discorso al Congresso, in cui dichiarò che qualunque interferenza delle potenze europee negli affari dei Paesi dell’emisfero occidentale sarebbe stata considerata un atto ostile verso Washington. Marianna Lentini ha raccontato qui su InsideOver i capitoli più recenti di questa strategia: dagli Accordi di Isacco proposti dall&#8217;Argentina di <strong>Javier Milei</strong> per replicare gli Accordi di Abramo a suo tempo promossi in Medio Oriente da Donald Trump, all&#8217;Honduras Gate, con i progetti di Usa e Israele per destabilizzare i governi di <strong>Claudia Sheinbaum </strong>in Messico e Gustavo Petro in Colombia, <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">fino al Proyecto Jupiter per condizionare le elezioni in Colombia</a>, dove infatti le elezioni presidenziali sono finite con la vittoria di <strong>Abelardo de la Espriella</strong>, il candidato della destra che <a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-il-dandy-dalla-ricchezza-equivoca-che-vuole-riportare-la-colombia-nellorbita-usa.html">non solo vuole esplicitamente riportare il Paese nell&#8217;orbita degli Usa</a> ma ha anche elogiato il comportamento israeliano a Gaza.</p>



<p>Se a tutto questo aggiungiamo il provvedimento intitolato <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://armedservices.house.gov/uploadedfiles/fy27_ndaa_chairmans_mark_-_final.pdf">United States-Israel Defense Technology Cooperation Iniziative</a>, votato a larghissima maggioranza dalla Camera dei Rappresentati Usa per promuovere l&#8217;integrazione tra le forze armate israeliane e statunitensi, soprattutto per le tecnologie di guerra ibrida e cyber, <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html">di cui ha parlato qui Roberto Vivaldelli</a>, possiamo credere che esista un progetto di &#8220;riconquista&#8221; dell&#8217;America Latina che ha per motore la Casa Bianca  e come primo collaboratore il Governo di Israele. Quale miglior terreno del Venezuela, quindi, per il primo intervento diretto di Israele, con diplomatici e militari sul campo, in un Paese che Trump ha già trasformato in un satellite degli Stati Uniti?</p>



<p></p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-alla-ricostruzione-post-terremoto-pensa-israele-se-vi-pare-normale.html">Venezuela, alla ricostruzione post-terremoto pensa Israele. Se vi pare normale&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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