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	<title>Franco Iacch Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Apr 2021 09:54:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Franco Iacch Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;allarme degli Usa sull&#8217;Italia spiegato (e il rischio terrorismo che non c&#8217;è)</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/warning-usa-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 09:53:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaticano San Pietro" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Poche ore fa, il Centers for disease control and prevention, o Cdc, del Dipartimento di Stato americano ha innalzato al massimo il Travel Advisory Levels per l&#8217;Italia. Per chi non ha dimestichezza con le procedure Tal, il &#8220;do not travel to Italy&#8221; e quel livello 4 potrebbero destare preoccupazione e dare adito a valutazioni errate. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/warning-usa-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vaticano San Pietro" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Citt%C3%A0-del-Vaticano-Cupola-San-Pietro-La-Presse-e1589299030444-1024x497.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Poche ore fa, il <em>Centers for disease control and prevention</em>, o Cdc, del Dipartimento di Stato americano ha innalzato al massimo il <a href="https://travel.state.gov/content/travel/en/traveladvisories/traveladvisories/italy-travel-advisory.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Travel Advisory Levels</strong> per l&#8217;Italia</a>. Per chi non ha dimestichezza con le procedure Tal, il &#8220;<em>do not travel to Italy</em>&#8221; e quel livello 4 potrebbero destare preoccupazione e dare adito a valutazioni errate. Facciamo chiarezza. Tra il 20 ed il 21 aprile scorso un centinaio di Paesi, Italia compresa, hanno ricevuto una <strong>variazione di livello</strong> dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. I <em>Travel advisory levels</em>, non vincolanti, si basano su <strong>otto indicatori di rischio</strong> elaborati dagli Stati Uniti. I <em>Travel advisory</em> descrivono i rischi e forniscono azioni chiare che i cittadini statunitensi dovrebbero intraprendere per garantire la loro sicurezza.</p>
<p>Leggiamo la frase del Dipartimento di Stato: &#8220;<em>Do not travel to Italy due to Covid-19. Exercise increased caution due to terrorism</em>&#8220;, che tradotto vuol dire: &#8220;Non viaggiare in Italia a causa del Covid-19. Esercitare maggiore cautela a causa del terrorismo&#8221;.</p>
<blockquote><p>L’innalzamento al Livello 4 è stato determinato dalla pandemia e da un imminente attacco terroristico in Italia?</p></blockquote>
<p>Anche in questo caso è opportuno conoscere le procedure Tal. La frase “<em>Do not travel to&#8230;</em>&#8221; è un <em>alert</em> standard di livello 4. L’innalzamento del Dipartimento di Stato, in questo caso determinato dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Covid-19</strong></a>, si basa sulla valutazione scientifica dei <em>Travel Health Notice</em> elaborati dal <em>Centers for disease control and prevention</em>. Il Cdc, infatti, “raccomanda caldamente ai cittadini statunitensi di riconsiderare tutti i viaggi all&#8217;estero e di rimandarli se possibile a causa della pandemia”. Si legge ancora sui <em>Travel health notice</em> del Cdc: “Consideriamo anche le strategie che altri Paesi hanno messo in atto per rispondere alla pandemia, comprese le restrizioni all&#8217;ingresso dei cittadini statunitensi. In questa situazione il nostro consiglio ai cittadini statunitensi è quello di non viaggiare per evitare di rimanere bloccati all&#8217;estero”.</p>
<p>Continuiamo con l’analisi del testo. Alla frase “<em>Do not travel to Italy due to Covid-19</em>” segue un punto messo non a caso poiché anche la punteggiatura è importante. Questo perché la frase successiva “<em>exercise increased caution due to&#8230;</em>” si riferisce ad un alert standard di Livello 2. Perché allora non inserire solo la pandemia? Anche in questo caso è opportuno fare riferimento alle procedure Tal.</p>
<p>Gli avvisi del Cdc si concentrano esclusivamente sui possibili <strong>rischi sanitari</strong> connessi ai viaggi dei cittadini statunitensi all’estero. Il Dipartimento di Stato, invece, elabora una serie più ampia di indicatori di rischio. In alcuni casi, come quello per l’Italia ad esempio, il livello di rischio del Cdc è differente da quello stimato dal Dipartimento di Stato.</p>
<p>La minaccia di un attentato è una costante nel tempo. Una minaccia senza scadenza. Il livello 4 innalzato dal Dipartimento di Stato si riferisce alla pandemia (<em>Do not travel to Italy due to Covid-19</em>), non ad un imminente attacco terroristico contro l’Italia, minaccia costante rimasta al livello 2.</p>
<h2>Travel Advisory: i quattro livelli di rischio</h2>
<p>Il Dipartimento di Stato suddivide i rischi in quattro livelli. Le condizioni in altri Paesi possono differire da quelle negli Stati Uniti e possono cambiare in qualsiasi momento.</p>
<ul>
<li>Livello 1: Precauzioni normali. C&#8217;è qualche rischio in qualsiasi viaggio internazionale</li>
<li>Livello 2: Esercitare maggiore attenzione. Il Dipartimento di Stato fornisce ulteriori consigli per i viaggiatori in queste aree nel Travel Advisory</li>
<li>Livello 3: Riconsiderare il viaggio. Il Dipartimento di Stato consiglia di evitare di viaggiare a causa dei gravi rischi per la sicurezza</li>
<li>Livello 4: Non viaggiare. È il livello di <em>alert</em> più alto a causa della maggiore probabilità di <strong>rischi per la vita</strong>. Durante un&#8217;emergenza, il governo degli Stati Uniti potrebbe avere una capacità molto limitata di fornire assistenza all’estero. Il Dipartimento di Stato consiglia ai cittadini statunitensi di non recarsi in quel Paese o di rientrare il prima possibile.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>La centrale nucleare galleggiante è in rotta verso la Siberia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/russia-rotta-la-centrale-nucleare-galleggiante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 10:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Siberia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La Academik Lomonosov, prima centrale nucleare galleggiante al mondo del Progetto 20870 ha lasciato il territorio di Baltiyskiy Zavod a San Pietroburgo ed è in rotta verso Murmansk, nell&#8217;estrema parte nord-occidentale della Russia. Nella base Atomflot di Murmansk, la FPU (Floating Power Unit) riceverà il prossimo autunno il combustibile nucleare prima di salpare verso la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-rotta-la-centrale-nucleare-galleggiante.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/pevek-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>La Academik Lomonosov, prima centrale nucleare galleggiante al mondo del Progetto 20870 ha lasciato il territorio di Baltiyskiy Zavod a San Pietroburgo ed è in rotta verso Murmansk, nell&#8217;estrema parte nord-occidentale della Russia. Nella base Atomflot di Murmansk, la FPU (Floating Power Unit) riceverà il prossimo autunno il combustibile nucleare prima di salpare verso la sua destinazione finale nel porto di Pevek, sul Mare della Siberia Orientale, popolato da centomila persone. Secondo la Rosatom Corporation, i quattro rimorchiatori della Rosmorrechflot sposteranno la FPU ad una velocità media (in condizioni favorevoli) di circa quattro nodi, poco più di quattro chilometri e mezzo all&#8217;ora. Intanto tutti i lavori di costruzione necessari per creare infrastrutture on-shore sono in corso a Pevek. Il molo, le strutture di ingegneria idraulica ed altri edifici fondamentali per l&#8217;ormeggio della FPU ed il funzionamento di una FNPP (floating nuclear power plants), saranno pronti per essere utilizzati all&#8217;arrivo della Akademik Lomonosov. Nell’estate del 2019 la prima unità del Progetto 20870 dovrebbe entrare in funzione sostituendo la centrale nucleare di Bilibino ed il TPP di Chaunskaya. Il Progetto 20870 nasce per garantire energia elettrica agli impianti industriali remoti, alle città portuali ed alle piattaforme offshore di gas e petrolio.</p>

<h2>Russia: Academik Lomonosov Progetto 20870</h2>
<p>Lunga 144.4 metri e larga trenta, la Akademik Lomonosov del Progetto 20870 è la prima unità mobile a bassa potenza della Russia progettata come centrale termica nucleare galleggiante da produrre in serie. Ogni unità trasporterà due reattori ad acqua pressurizzata: un KLT-40S (derivato dello standard KLT-40) ed un KLT-40M. Quest&#8217;ultimo alimenta le rompighiaccio russe a propulsione nucleare classe Taymyr. La centrale nucleare sarà in grado di generare fino a 70 MW di energia elettrica e 50 Gcal / h di energia termica durante il suo normale funzionamento. La Akademik Lomonosov è la prima unità mobile trasportabile a bassa potenza al mondo, progettata per le operazioni nelle aree dell&#8217;Estremo Nord ed Oriente russo. La classe Lomonosov dovrebbe essere formata da sette unità: una destinata a Pevek, una a Dudinka sulla penisola del Taymyr o Vilyuchinsk sulla penisola della Kamchatka e cinque a supporto delle attività off-shore della Gazprom nella regione artica e nell&#8217;area circostante. Qualora dovesse rivelarsi un successo, il Progetto 20870 potrebbe essere esportato. Secondo la Rosatom, Cina, Indonesia, Malesia, Algeria,  Namibia, Capo Verde ed Argentina avrebbero espresso interesse per le centrali nucleari galleggianti. L&#8217;energia nucleare annulla il preposizionamento di grandi quantità di carbone, petrolio o gas naturale, necessario per sostenere centrali elettriche alimentate a combustibili fossili.</p>

<h2>La militarizzazione dell’Artico</h2>
<p>Dal dicembre del 2012, Mosca ha avviato un’attività sistematica volta a rafforzare la propria presenza militare nella regione. Qualsiasi scenario nucleare riguarderà l’Artico (considerato il principale settore strategico aerospaziale), dal momento che è il percorso di volo più breve tra Usa e Russia. La militarizzazione dell’Artico, con la costruzione di nuove basi o il riutilizzo dei vecchi impianti sovietici, rimarrà una delle priorità della leadership russa nei prossimi anni. Entro il 2020, Mosca avrà in servizio attivo, tra il 70° e l’80° parallelo, dieci stazioni artiche di ricerca e salvataggio, sedici porti in grado di garantire assistenza logistica ai sottomarini strategici, tredici aeroporti e dieci stazioni radar di difesa aerea in grado di coprire la periferia artica di pertinenza.</p>
<p>Il Progetto 20870 potrebbe contribuire a fornire l&#8217;energia necessaria per basi permanenti o temporanee in aree remote o sulla superficie dell&#8217;acqua per periodi prolungati. Da rilevare che il Cremlino continua a sviluppare e schierare piccole centrali nucleari sottomarine a supporto della griglia di sensori nella regione artica. Mosca sostiene che la classe Lomonosov è a prova di disastri naturali e incidenti, tuttavia i dubbi riguardano la capacità dell&#8217;economia russa nel garantire la manutenzione ordinaria necessaria per mantenerla sicura. E&#8217; comunque innegabile che le centrali nucleari galleggianti potrebbero avere vaste applicazioni nelle aree costiere specialmente per le forze armate. Una centrale elettrica ad alta capacità, ma relativamente mobile potrebbe senza dubbio garantire l&#8217;energia necessaria per alimentare tutti i sistemi d&#8217;arma presenti e futuri della Russia. Il governo cinese prevede di commissionare la sua prima nave di ricerca con capacità nucleare, la Xuelong 2, nel 2019.</p>

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			</item>
		<item>
		<title>Il gruppo della Bandiera Bianca: ecco la nuova evoluzione dell&#8217;Isis</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gruppo-delle-bandiera-bianca-possibile-evoluzione-dellisis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 09:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="681" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/7481158_802.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/7481158_802.jpg 681w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/7481158_802-300x176.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 681px) 100vw, 681px" /></p>
<p>Il gruppo armato della Bandiera Bianca (White Flag) potrebbe diventare il successore regionale dell’Isis e trasformarsi nella terza iterazione terroristica di al Qaeda. Monitorato dalla agenzie di intelligence degli Stati Uniti, il gruppo armato (le prove fotografiche sono limitate a poche immagini diffuse sui social media) è attivo in Iraq dalla fine dello scorso anno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gruppo-delle-bandiera-bianca-possibile-evoluzione-dellisis.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="681" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/7481158_802.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/7481158_802.jpg 681w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/7481158_802-300x176.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 681px) 100vw, 681px" /></p><p>Il gruppo armato della <strong>Bandiera Bianca</strong> (White Flag) potrebbe diventare il successore regionale dell’<strong>Isis</strong> e trasformarsi nella terza iterazione terroristica di al Qaeda. Monitorato dalla agenzie di intelligence degli Stati Uniti, il gruppo armato (le prove fotografiche sono limitate a poche immagini diffuse sui social media) è attivo in Iraq dalla fine dello scorso anno nell’area nordoccidentale e centrale del Paese.</p>
<p>In base alle scarsissime informazioni disponibili, secondo gli Stati Uniti tra le fila della White Flag si troverebbero <strong>terroristi curdi</strong> ed ex combattenti dell’Isis guidati dall’ex commerciante curdo <strong>Assi Al-Qawali</strong> consacratosi alla causa jihadista.</p>
<p>Secondo il Pentagono, il gruppo armato avrebbe adottato l&#8217;ideologia jihadista dell’Isis sebbene non si escluda possa trattarsi di un gruppo di facciata per le fazioni irachene che si contendono il potere. Si ritiene che la White Flag non abbia (al momento) le capacità di condurre attacchi terroristici al di fuori del Paese: le stime parlano di circa mille unità in crescita. Tuttavia la vera natura della Bandiera Bianca (stendardo bianco con testa di leone nero) non è chiara: potrebbe rivelarsi un modello sperimentale per i piccoli gruppi terroristici indipendenti affiliati all’Isis. Potrebbe trattarsi di una nuova evoluzione del gruppo <strong>Ansar al Islam</strong> fondato nel 2011 da Faraj Ahmad Najm Al-Deen con le risorse di al Qaeda o una fazione curda intenta a contrastare le forze governative irachene nella parte settentrionale del paese. Un&#8217;altra teoria è che la Bandiera Bianca sia composta da ex membri del <strong>Partito Baath</strong> iracheno fedeli al defunto <strong>Saddam Hussein</strong>. Si dice che i baathisti operino nei campi di addestramento e si riorganizzino in unità armate. Potrebbe essere, infine, un sintomo della prossima frammentazione politica dell&#8217;Iraq. Il contesto è comunque florido per le nuove organizzazioni jihadiste come il gruppo estremista curdo chiamato Khubash. In ogni caso è sempre il ramo principale dell’Isis a rappresentare una potente forza di guerriglia con abbondanza di manodopera e risorse. L’organizzazione continua a stabilire punti d&#8217;appoggio nelle aree con popolazioni propense all&#8217;ideologia jihadista salafita.</p>
<p>L&#8217;evoluzione dell&#8217;Isis</p>
<p>L’Isis non si è mai posto l’obiettivo di istituire un&#8217;amministrazione duratura. Se la finalità fosse stata la cittadinanza, la strategia adottata sarebbe stata diversa. Certamente opposta alla scia di terrore che ha terrorizzato il Medio Oriente ed il Nord Africa e che ha provocato, inevitabilmente, l’intervento della comunità internazionale.</p>
<p>Il vero obiettivo dell’Isis era quello di testare un prototipo di guerra generazionale, un modello insurrezionale applicabile dinamico. Fin dal 2014 l&#8217;Isis ha pianificato la perdita dei suoi territori conquistati per concetti che richiamano chiaramente la tattica asimmetrica applicata ad una guerra lampo di conquista contro preponderanti forze nemiche (quindi l’incapacità di materiale di mantenere nel tempo i territori).</p>
<p>Per il terrorismo jihadista il territorio fisico in senso stretto è un’idea, mentre le sconfitte sono semplicemente prove per determinare la fede di un vero credente. La realizzazione delle aspirazioni ideologiche sono molto più importanti della gestione permanente di qualsiasi pezzo di terra.</p>
<p>Gli atti ritenuti controintutivi dall&#8217;Isis sono ingranaggi di una strategia guidata che privilegia la longevità concettuale alla presenza fisica. E’ altresì sbagliato, infine, considerare l’eliminazione fisica delle figure principali del movimento come essenziale per interrompere la profondità strategica digitale. La sfera di influenza della strategia del terrorismo è nel campo psicologico.</p>
<p>Da organizzazione ribelle a rete terroristica clandestina</p>
<p>Le organizzazioni insorgenti detengono e colpiscono un territorio, possono esercitare la sovranità su una popolazione, operano come forze armate strutturate sulla mobilitazione di massa. I terroristi non possiedono nessuna di queste caratteristiche (sebbene sia prevista l’illusione di una profondità).</p>
<p>La transizione da organizzazione ribelle con sede fissa a rete terroristica clandestina dispersa in tutto il globo si concluderà con la fine del corso materiale dell’organismo ciclico in Siria ed Iraq. Il risultato saranno azioni meno frequenti e più disperse. L&#8217;evoluzione della minaccia terroristica in Occidente è strettamente legata ai cambiamenti strategici dell’Isis in Medio Oriente e nel Nord Africa.</p>
<p>La narrativa Isis ha già ben delineato il ruolo dell’attuale generazione, destinata a non poter assistere al compimento delle profezie. L’Isis non ricostituirà le forze per riconquistare i territori perduti in Siria e Iraq (non è questo l’obiettivo di una forza irregolare), mentre assisteremo ad azioni ispirate al Dominio Rapido.</p>

<p>Tuttavia il vero ruolo dell’attuale generazione jihadista fedele all’Isis sarà quello di colpire sistematicamente l’Occidente con l’evoluzione dei lupi solitari in forza terroristica clandestina con un’entità meno centralizzata. La transizione ad organizzazione terroristica porterà l&#8217;Isis a concentrare le risorse sia per rafforzare le roccaforti esistenti in Libia, nella penisola del Sinai in Egitto, in Afghanistan e Yemen sia per tentare nuove ramificazioni nei territori (governati e non) propensi al Jihadismo salafita, dal Caucaso settentrionale all&#8217;Asia sudorientale.</p>
<p>Se l’Occidente non riesce a prendere atto della transizione da organizzazione insurrezionale a rete terroristica, non sarà in grado di elaborare una efficace ed adeguata strategia. La propaganda è essenziale per la sopravvivenza dell’Isis sia come gruppo che come idea per coltivare quella profondità strategica digitale. È un meccanismo prezioso con il quale far valere l’acquiescenza nel suo proto-Stato ed un’arma penetrante con cui affermare la propria egemonia terroristica all’estero. Negli anni a venire, servirà come bandiera attorno alla quale i veri credenti del califfato si raduneranno, una volta perduti i territori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gruppo-delle-bandiera-bianca-possibile-evoluzione-dellisis.html">Il gruppo della Bandiera Bianca: ecco la nuova evoluzione dell&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Trump chiede 716 miliardi di dollari  per modernizzare l&#8217;esercito Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/42616-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 15:14:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il budget per la spesa militare richiesto dell&#8217;amministrazione Trump per l’anno fiscale 2019 ammonta a 716 miliardi di dollari. È questa la richiesta formulata nelle 116 pagine del Defense Budget Overview pubblicato poche ore fa dal Pentagono. Il Dipartimento della Difesa vuole più truppe, aerei e navi. Il Pentagono sostiene la modernizzazione della triade nucleare e richiede &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/42616-2.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/42616-2.html">Trump chiede 716 miliardi di dollari  per modernizzare l&#8217;esercito Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/GETTY_20170919124856_24348050-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il budget per la spesa militare richiesto dell&#8217;<strong>amministrazione Trump</strong> per l’anno fiscale 2019 ammonta a 716 miliardi di dollari. È questa la richiesta formulata nelle 116 pagine del Defense Budget Overview pubblicato poche ore fa dal <strong>Pentagono</strong>. Il Dipartimento della Difesa vuole più truppe, aerei e navi. Il Pentagono sostiene la modernizzazione della triade nucleare e richiede un aumento della spesa nel campo della ricerca e prototipazione. Fin dalle prime pagine del documento appare evidente che il budget proposta dall’amministrazione Trump è rivolto alle capacità di fascia alta per scoraggiare e dissuadere Russia e Cina.</p>
<p>&#8220;Gli Stati Uniti devono affrontare un ambiente internazionale sempre più pericoloso, caratterizzato dal riemergere di una grande competizione di potere con Cina e Russia. Dobbiamo contrastare l’emergere di nuove tecnologie pericolose, attori non statali potenziati e la proliferazione di armi di distruzione di massa. Il budget richiede le risorse necessarie per competere con le grandi potenze, scoraggiare i conflitti e vincere le guerre. La richiesta di bilancio persegue innovazione e riforme per sostenere il vantaggio militare dell&#8217;America e per tenere conto dei costi a lungo termine delle missioni all&#8217;estero. La proiezione decennale del budget prevede finanziamenti pari ad 1 trilione di dollari (un miliardo di miliardi) rispetto a quelle stimate dell&#8217;amministrazione precedente, migliorando drasticamente la capacità di combattimento della forza congiunta. La nuova strategia di sicurezza nazionale dell&#8217;amministrazione Trump sta dando priorità alla concorrenza strategica. Il Pentagono sta ricostruendo le sue capacità per affrontare le mutevoli forme di guerra”.</p>
<p>I legislatori devono ancora finalizzare il piano di spesa fiscale per il 2018 prima di discutere su come assegnare il denaro per il 2019.</p>
<p>Le richieste di Trump</p>
<p>Il capitolo di spesa richiesto per la sicurezza nazionale per l&#8217;anno fiscale 2019, compresi i programmi nucleari del Dipartimento dell&#8217;Energia e le attività connesse della Difesa presso l&#8217;FBI e le agenzie più piccole, ammonta a 716 miliardi di dollari. Il budget è così diviso:  617 miliardi di dollari per le operazioni di base del Dipartimento della Difesa, 69 miliardi per le  operazioni militari statunitensi in Afghanistan, Iraq, Siria ed Europa (Overseas Contingency Operations) e30 miliardi per modernizzare l&#8217;arsenale nucleare del Dipartimento dell&#8217;Energia. Il totale è del budget rischiesto è di 716 miliardi di dollari. La richiesta per l’anno fiscale 2019 rappresenta un aumento di 74 miliardi di dollari, pari ad una crescita reale del 10%, nel finanziamento del Dipartimento della Difesa rispetto agli importi precedentemente fissati.</p>

<p>Dopo che il Congresso avrà concluso i lavori sullo strumento finanziario 2018, potrà dedicarsi al nuovo bilancio fiscale ed avviare le procedure di autorizzazione e stanziamento. Un importante traguardo è stato raggiunto la scorsa settimana quando il Congresso ha alzato il tetto pervisto per il budget della difesa pari a 165 miliardi di dollari attraverso l&#8217;anno fiscale 2019 in base ad un accordo bipartisan. Ciò stabilisce un percorso chiaro contro i conflitti di spesa e l&#8217;instabilità del budget che hanno dominato il Congresso negli ultimi anni.  Sebbene la richiesta di budget consentirebbe l&#8217;acquisto annuale di sistemi d&#8217;arma di grosso valore, l&#8217;attenzione è rivolta alla formazione, manutenzione e modernizzazione delle attrezzature in servizio.</p>
<p>L&#8217;accordo sul bilancio della scorsa settimana ha eliminato i massimali di spesa previsti dalla legge del 2011 sul controllo del budget per l&#8217;anno fiscael 2018 e 2019. Il preedente tetto di spesa sarà reintrodotto nel 2020 a meno che non sia raggiunto un altro accordo. Lo sgravio della scorsa settimana rappresenta il quarto accordo di questo tipo da quando è stato approvato il Budget Control Act.  I limiti alla spesa discrezionale sono ora fissati a 716 miliardi per l&#8217;anno fiscale 2019 e 2020.</p>
<p>I principali programmi della Difesa Usa</p>
<p>Per l’anno fiscale 2019 Trump chiede un aumento del personale della Difesa pari a 25.900 unità. Tra questi 16600 soldati in servizio attivo (7.500 nella Marina, 1.100 nel Corpo dei Marine, 4.000 nell&#8217;Air Force e 4000 nell&#8217;esercito) e 3400 riservisti. Con l&#8217;aumento del personale l&#8217;Air Force raggiungerebbe 329.100 unità con un aumento dell&#8217;1 percento. La Marina raggiungerebbe le 335.400 unità pari ad un aumento del 2 percento. Il Corpo dei Marine crescerebbe fino a 186.100 unità, ovvero circa l&#8217;1%. L&#8217;esercito crescerebbe fino a 487.500 unità, ovvero una crescita di circa il 2 percento. Per i militare si propone un aumento dello stipendio pari al 2,6%. Si richiede inoltre l&#8217;acquisto di dieci nuove navi da guerra per la Marina e caccia per consentire all&#8217;Aeronautica di crescere dagli attuali 55 squadroni da combattimento a 58 entro i prossimi cinque anni. Nel suo ambizioso piano per una flotta da 355 navi, Trump chiede fondi per finanziare dieci unità. La US Navy è strutturata oggi su 280 unità, molte delle quali prossime alla fine del loro ciclo di vita utile. La Marina stima una flotta di 355 unità entro il 2050, con 326 unità operative nell&#8217;anno fiscale 2023.</p>
<p>7,4 miliardi per finanziare due nuovi sottomarini classe Virginia, 6 miliardi per tre cacciatorpediniere Arleigh Burke, 1,3 miliardi per una singolaNave da Combattimento Costiero del programma Littoral Combat Ship. 1,8 miliardi nel programma USS Gerald R. Ford per le nuove portaerei a propulsione nucleare della U.S. Navy.  Due nuove petroliere per la flotta (1,1 miliardi).</p>

<p>Nella richiesta al Congresso si chiedono 6,5 miliardi di dollari per l’European Deterrence Initiative. Appare evidente una costante traiettoria di crescita. Lo scorso anno la spesa per quella nota come European Reassurance Initiative era di 4,7 miliardi di dollari.</p>
<p>Trump ha elogiato il Super Hornet della Boeing che l&#8217;amministrazione Obama aveva cercato di eliminare gradualmente. Il piano Trump prevede l&#8217;aggiunta di 24 F / A-18E / F Super Hornet nell&#8217;anno fiscale 2019 da portare a 110 entro il 2023. L&#8217;amministrazione Obama aveva proposto di porre fine all&#8217;acquisizione della linea Hornet dal 2019. Il Pentagono chiede finanziamenti per 77 F-35 per l&#8217;anno fiscale 2019, tre in meno di quanto previsto nell&#8217;ultimo piano di Obama. Il piano Trump prevede 84 F-35 per il 2020 e 98 nel 2021. L&#8217;Air Force richiede un finanziamento di 16,8 miliardi fino al 2023 per il nuovo bombardiere B-21 costruito dalla Northrop Grumman. 30 miliardi per 15 piattaforme KC-46 per il rifornimento in volo e trasporto strategico, 1,3 miliardi per 60 elicotteri Apache AH-64E, 0,92 miliardi per sei elicotteri presidenziali VH-92. 64 nuovi Black Hawk (1,4 miliardi di dollari), sette nuovi V-22 Osprey (1,1 miliardi di dollari), tre nuovi droni MQ-4 per 900 mila dollari ed 1,6 miliardi per il programma della Sikorsky per il nuovo CH-53K King Stallion con l&#8217;acquisizione di otto nuovi elicotteri. Il piano quinquennale dell&#8217;Agenzia per la difesa missilistica stima una spesa di 46,7 miliardi fino al 2023, 13,7 miliardi in più dell&#8217;ultimo piano di Obama.</p>
<p>La spesa per la difesa missilistica aumenterebbe di circa il 25% rispetto alle previsioni per il 2019 dell&#8217;amministrazione Obama passando a 9,92 miliardi di dollari, 1,91 miliardi di dollari in più rispetto a quanto pianificato in precedenza. Per l&#8217;anno fiscale 2019 la richiesta della MDA è di 6,8 miliardi di dollari per la ricerca, compresi i programmi di difesa contro le armi ipersoniche in fase di sviluppo da parte di Cina e  Russia. Uno degli aumenti più consistenti è legato alle &#8220;attività di supporto alla missione&#8221;, che passano da 49,9 miliardi di dollari nel 2007 a 66,8 miliardi nel 2019.</p>
<p>Alcune voci nella richiesta di bilancio 2019</p>
<p>55,2 miliardi per aerei e sistemi correlati. 33,1 miliardi per la costruzione navale e sistemi marittimi. Per missili e munizioni si richiedono 20,7 miliardi di dollari. Per i sistemi di terra 15,9 miliardi, mentre 13,7 miliardi di dollari alla voce Scienza e tecnologia. 12 miliardi di dollari per i Programmi di difesa missilistica, 10 miliardi per i sistemi C4I :Command, Control, Computer, Communication, Intelligence, e 9,3 miliardi per i sistemi spaziali. 1,7 miliardi per la Difesa antimissile balistica Aegis (SM-3), 2,1 miliardi di dolari per la Ground-based Midcourse Defense, 1,1 miliardi per il THAAD ed 1,1 miliardi di dollari per 240 missili Patriot. 250 mila dollari richiesti per acquistare il Tailkit per le bombe nucleari B61-12 previste nel programma Life Extension Program. Il Pentagono chiede 9733 razzi per il Multiple Launch Rocket System, 43,594 JDAM, 15 mila APKWS, 6826 Small Diameter Bomb I e settemila missili Hellfire per una spesa complessiva pari a 3,7 miliardi di dollari. 2 miliardi di dollari da investire in veicoli tattici leggeri, 2,7 miliardi di dollari per modernizzare 135 carri aramti M-1 Abrams. 30 veicoli da combattimento anfibio (400 mila dollari) e  197 veicoli corazzati polivalenti (0,8 miliardi).</p>

<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-nostri-reporter-raccontano-violenze-sui-cristiani-nel-1493669.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42557 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/bannerino-occhi.jpg" alt="bannerino-occhi" width="745" height="100" /></a></p>
<p>Cristiani nel mirino: è questo il tema dell&#8217;incontro del<strong> 20 febbraio</strong> durante il quale Fausto Biloslavo e Gian Micalessin racconteranno la realtà drammatica di chi è perseguitato per la propria fede. L&#8217;incontro si terrà martedì 20 febbraio alle ore 17 in via Gaetano Negri 4. <strong>I posti sono limitati. Per partecipare potete scrivere a info@gliocchidellaguerra.it o chiamare il numero 028566445/028566308</strong></p>
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		<title>Nelle nuove opzioni nucleari un avvertimento dell&#8217;America</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/postura-strategica-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 10:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La Casa Bianca ha pubblicato la parte non classificata della Nuclear Post Review (NPR) 2018 che delinea la postura strategica alla base delle opzioni nucleari conferite al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 100 pagine in cui l’amministrazione Trump motiva lo sviluppo di nuove “armi nucleari a basso rendimento”. E’ ovviamente un’inversione di tendenza rispetto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/postura-strategica-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28249017939_e291f7faa8_k-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>La Casa Bianca ha pubblicato la parte non classificata della Nuclear Post Review (NPR) 2018 che delinea la postura strategica alla base delle opzioni nucleari conferite al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 100 pagine in cui l’amministrazione Trump motiva lo sviluppo di nuove “armi nucleari a basso rendimento”. E’ ovviamente un’inversione di tendenza rispetto alla Nuclear Post Review del Presidente Obama ed una rottura anche nei confronti delle precedenti amministrazioni repubblicane.</p>
<p>La dottrina sostiene pienamente i programmi di modernizzazione nucleare attualmente in corso e riafferma gli impegni nei confronti dei trattati di non proliferazione. L&#8217;NPR del 2010 ha sostanzialmente rimosso le armi tattiche dall’arsenale statunitense. Nella nuova dottrina, l&#8217;amministrazione Trump riporterà in inventario le armi nucleari a basso rendimento. “Poiché i nostri avversari utilizzerebbero le armi tattiche (è una percezione, non una conferma) in conflitti scalari isolati, abbiamo bisogno di ulteriori opzioni per colmare questo vuoto di credibilità immaginato”. Ovviamente chiunque può inventare uno scenario che richiede una nuova arma. Difficile è invece spiegare l&#8217;inefficacia delle capacità nucleari esistenti.</p>
<p>La postura strategica statunitense</p>
<p>La deterrenza statunitense si basa su un arsenale in grado di scongiurare qualsiasi ricorso al nucleare: è il concetto della Distruzione Mutua Assicurata. Non è concepito in linea teorica per essere utilizzato per prevenire o durante un attacco convenzionale o in presenza di impiego di armi chimiche e biologiche sul campo. Il principio di base di questa postura è che nessun avversario avrebbe alcuna ragionevole possibilità di azzerare l&#8217;intero arsenale nucleare americano e sfuggire ad un apocalittico attacco di rappresaglia. L’infallibilità del ruolo di Presidente degli Stati Uniti gli conferisce questa precisa capacità di discernimento. Come parte vitale della deterrenza nucleare Usa, Donald Trump può autorizzare senza la dichiarazione di guerra del Congresso un attacco preventivo (First Strike) e di rappresaglia (Second Strike) in risposta alla rilevazione di testate nucleari nemiche in volo o pericolo imminente per sopravvivenza stessa della nazione. In sintesi: non esiste limite al potenziale uso della forza nucleare.</p>
<p>La triade nucleare degli Stati Uniti</p>
<p>Si legge nella sezione <strong>The Triad: Present and Future</strong> della Nuclear Post Review 2018</p>
<p>“Gli Stati Uniti attualmente gestiscono 14 sottomarini classe Ohio. Questi ultimi saranno sostituiti dalla futura classe Columbia strutturata su dodici unità SSBN. La forza Icbm annovera 400 missili Minuteman III a singola testata schierati in silos sotterranei e dispersi in diversi stati. Gli Stati Uniti hanno iniziato il programma Ground-Based  Strategic  Deterrent che prevede la modernizzazione della linea Minuteman a partire dal 2029. La capacità nucleare dell’Air Force, infine, si basa su 46 bombardieri B-52H e 20 B-2A stealth. Gli Stati Uniti hanno avviato un programma per lo sviluppo del prossimo bombardiere di nuova generazione il B-21 Raider. Il Pentagono incorporerà nell’F-35 la Dual Capable Aircraft in sostituzione della flotta F-15E (2020/2022)”. La doppia capacità dell’F-35 è ritenuta essenziale nella nuova dottrina strategica.</p>
<p>La garanzia politica USA</p>
<p>Lo scopo finale delle armi nucleari è il medesimo elaborato alla fine degli anni ’40: scoraggiare un attacco armato contro gli Stati Uniti e proteggere i suoi alleati. Per definizione, “gli asset nucleri sono uno strumento per impedire l’aggressione di qualsiasi tipo contro gli interessi nazionali e vitali dell’America”. E’ il concetto della garanzia politica. E’ il medesimo che si applica, ad esempio, per la bomba nucleare tattica guidata B-61 in Europa. Le B-61 dovrebbero rappresentare un deterrente strategico ritenuto in grado di dissuadere anche gli stessi alleati dallo sviluppare armi nucleari fatte in casa. Vanno quindi intese come una garanzia politica degli Stati Uniti, che ne detengono la proprietà e la discrezionalità, a protezione dell’Europa. L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord è stata concepita per supportare logisticamente la presenza in Europa degli Stati Uniti. Parliamo di una strategia che proviene direttamente dalla guerra fredda. La responsabilità condivisa per le armi nucleari si basa sulla solidarietà degli alleati della Nato e l’unità di intenti a protezione dell’integrità territoriale.</p>
<p>Nella NPR 2018 si parla di integratori in riferimento alle armi tattiche. Come abbiamo più volte rilevato, il termine tattico è ambiguo e pericoloso poiché ogni arma nucleare impiegata è in realtà strategica. L’effetto di una resa tattica sarà sempre strategica. Se qualcuno attaccasse gli Stati Uniti con armi nucleari tattiche per definizione, la risposta sarebbe certamente strategica e non tattica. Il punto è che superando la linea, l’ultima volta nel 1945, la risposta sarà affidata alla rappresaglia termonucleare. E’ corretto dare le opportune definizioni.</p>
<p>Nel documento si spiega che “gli integratori miglioreranno la deterrenza”. Con il termine integratori ci si riferisce alle armi tattiche, le medesime (così come spiegato nella NPR) che utilizzerebbe la Russia nei conflitti regionali scalari.</p>
<p>Secondo i sostenitori della nuova Nuclear Post Review di Trump, in qualsiasi conflitto con la Russia sul fianco orientale della Nato, Mosca utilizzerebbe delle armi nucleari tattiche. I russi, secondo la visione statunitense, utilizzerebbero tali asset a potenza scalare puntando sulla riluttanza americana nell’impiegare la linea leggera e pesante Trident imbarcata sugli Ohio per un conflitto termonucleare che non avrebbe un domani.</p>
<p>“Correggere questa errata percezione russa è un imperativo strategico. Per affrontare queste sfide e preservare la stabilità della deterrenza, gli Stati Uniti miglioreranno la flessibilità delle opzioni. Le opzioni a basso rendimento sono importanti come deterrente nelle aggressioni regionali.  . Alzando la soglia nucleare i potenziali avversari non percepiranno alcun vantaggio nei conflitti scalari. Di conseguenza gli Stati Uniti manterranno la doppia capacità con l’F-35, lavorando con la Nato per migliorare la prontezza, la sopravvivenza e l&#8217;operatività della flotta DCA in Europa”.</p>
<p>Le armi nucleari non strategiche</p>
<p>La definizione che raggruppa “le armi nucleari non strategiche” è una reliquia della guerra fredda. In base al concetto scalare di un asset tattico, il suo impiego è teoricamente ritenuto isolato, limitato e proporzionale. Tuttavia ogni arma nucleare impiegata è strategica. Ciò è dovuto al crescente riconoscimento che qualunque utilizzo del nucleare avrebbe conseguenze strategiche. Ed è sotto la lente strategica che bisogna valutare il loro reale fine, cioè convincere l’avversario di non poter raggiungere i propri obiettivi pena una rappresaglia devastante. E’ questa la deterrenza, scopo primario delle armi nucleari negli arsenali degli Stati nazionali che li possiedono. Nell’aprile del 2009, l’ex presidente Barack Obama da Praga affermò che gli Stati Uniti avrebbero compiuto passi concreti per un mondo senza armi nucleari. Tuttavia Obama affermò anche che “fino a quando queste armi esiteranno gli Stati Uniti manterranno un arsenale in grado di dissuadere qualsiasi avversario e garantire la difesa degli alleati”. Il requisito primario della sicurezza nazionale statunitense è la protezione del proprio popolo, ma così come ha ricordato Obama, l’ombrello nucleare e convenzionale Usa si estende per oltre trenta stati in tutto il mondo. Il concetto di deterrenza estesa significa semplicemente che uno Stato fornirà la sicurezza ad secondo Stato paventando la ritorsione contro un terzo che potrebbe desiderare di attaccarlo. È un’estrapolazione logica della teoria della deterrenza. La deterrenza estesa impegna gli Stati Uniti ad entrare in guerra con un’altra grande potenza per proteggere uno Stato più vulnerabile. Quando gli Stati Uniti scelgono di garantire la deterrenza estesa ad un altro Stato, tale impegno include tutte le misure previste, comprese quelle nucleari.</p>
<p>La deterrenza è essenzialmente un’arma psicologica attiva sulle percezioni del potenziale avversario, ma perderebbe la sua efficacia senza una capacità credibile. I giudizi non possono essere determinati dalla moda, ma l’unica utilità positiva delle armi nucleari è il loro non impiego. Il concetto Dial-a-yield è puramente teorico e si basa sulla facilità di impiego a causa delle resa esplosiva relativamente piccola.</p>
<p>Trump avrà le testate a basso rendimento</p>
<p>Si legge nella NPR: “A breve gli Stati Uniti modificheranno un piccolo numero di testate SLBM per garantire un’opzione d’attacco a lungo termine. Svilupperemo inoltre un missile da crociera garantendo ulteriore diversità nelle piattaforme per capacità e sopravvivenza ed una preziosa copertura per i futuri scenari nucleari. La testata a basso rendimento Slbm garantirà un’opzione di risposta rapida. Con tale capacità contrasteremo ogni percezione errata di un gap sfruttabile nella deterrenza regionale. L’SLCM fornirà una capacità di risposta immediata nei contesti regionali. Il sistema SLCM per decenni ha contribuito alla deterrenza a protezione degli alleati in particolare in Asia. Inizieremo immediatamente gli sforzi per ripristinare questa capacità. La deterrenza invierà ai potenziali avversari un chiaro messaggio: il limitato impiego nucleare non offrirà alcun vantaggio sfruttabile”.</p>
<p>La NPR consta di diverse sezioni dedicate a Corea del Nord, Cina e l&#8217;Iran anche se l&#8217;obiettivo principale è chiaramente la Russia.</p>
<p>Confermato lo Status-6</p>
<p>Nella Nuclear Post Review (NPR) 2018 in merito alla Russia si legge testualmente: &#8220;Oltre a modernizzare i sistemi nucleari sovietici, la Russia sta sviluppando e dispiegando nuove testate nucleari e lanciatori. Ogni ramo della triade nucleare russa sta ricevendo numerosi aggiornamenti. Mosca sta inoltre sviluppando almeno due nuovi sistemi: un velivolo a planata ipersonica ed un nuovo siluro autonomo intercontinentale radioattivo a propulsione nucleare&#8221;.</p>
<p>Il Dipartimento della Difesa USA riconosce ufficialmente per la prima volta l&#8217;esistenza dell&#8217;Ocean Multipurpose System Status-6 soprannominato Kanyon dal Pentagono, siluro a propulsione nucleare con testata al cobalto. La Nuclear Post Review 2018 riafferma l&#8217;impegno degli Stati Uniti nei confronti della triade nucleare, ma non suggerisce alcun interesse per lo sviluppo degli AUV, Autonomous Underwater Vehicle, armati di testate nucleari.</p>
<p>La nuova Nuclear Posture Review rileva la diversità del programma nucleare russo ed il crescente numero di piattaforme che potrebbero essere equipaggiate con un carico utile nucleare o convenzionale, consentendo di espandere il loro arsenale senza violare il nuovo trattato START.</p>
<p>Lo Status-6</p>
<p>Lo Status-6, nome in codice Kanyon, sarebbe stato testato il 27 novembre del 2015 durante un’operazione segreta. Si tratterebbe di un&#8217;arma nucleare strategica in grado di contaminare i target economici delle coste nemiche come le aree di pesca ed i giacimenti di petrolio offshore. Il test dovrebbe essere stato eseguito da un sottomarino classe Sarov, progetto 20120. Il Progetto 20120, ispirato progetto PL 877B, implementa una propulsione radicalmente diversa da qualsiasi altro sottomarino in servizio. Alla propulsione diesel-elettrica standard è associato un reattore nucleare ausiliario designato VAU-6, evidentemente progettato per consentire al sottomarino tempi di immersione maggiori, grazie alla fonte di energia di backup. Il B-90 deriva chiaramente dalla classe Kilo, ma è un banco di prova sperimentale per sistemi d’arma e nuovi reattori. Lo Status-6 è stato progettato come sistema missilistico automatico di rappresaglia da piattaforme sottomarine senza equipaggio. Il Kanyon è concepito per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare creando delle zone radioattive morte a lungo termine. Costruito dal Rubin Design Bureau, il drone dovrebbe avere un&#8217;autonomia di 6.200 miglia, una velocità massima superiore a 56 nodi e sarebbe in grado di raggiungere una profondità di 3.280 piedi. Attualmente dovrebbero essere tre le piattaforme sottomarine progettato per lo Status-6. Il K-139 Belgorod Progetto 09852, evoluzione della classe Oscar II Progetto 949A, potrà trasportarne quattro. Il B-90 classe Sarov dovrebbe essere in grado di trasportarne due. Del sottomarino Khabarovsk, progetto 09851, simile alla classe Borei, non sappiamo quasi nulla. Gli Status-6 dormienti nelle profondità degli oceani, infine, saranno collegati a Perimeter, il sistema automatizzato russo per la rappresaglia termonucleare.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti adesso aggiornano la più potente arma non nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-aggiornano-la-piu-potente-arma-non-nucleare-inventario.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 09:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="880" height="558" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273.jpg 880w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273-768x487.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 880px) 100vw, 880px" /></p>
<p>La più grande arma non nucleare nell&#8217;arsenale dell&#8217;Aeronautica militare statunitense è stata aggiornata da Boeing. “Con l’aggiornamento Enhanced Threat Response IV, la GBU-57  incrementa le sue capacità di penetrare le strutture in calcestruzzo temprato, in particolare quelle sotterranee”. Conosciuta come Massive Ordnance Penetrator, la GBU-57 rientra nella categoria dei sistemi d’arma bunker buster, pensati cioè &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-aggiornano-la-piu-potente-arma-non-nucleare-inventario.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="880" height="558" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273.jpg 880w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1492111973-1492103534273-768x487.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 880px) 100vw, 880px" /></p><p>La più grande arma non nucleare nell&#8217;arsenale dell&#8217;Aeronautica militare statunitense è stata aggiornata da Boeing.</p>
<p>“Con l’aggiornamento Enhanced Threat Response IV, la GBU-57  incrementa le sue capacità di penetrare le strutture in calcestruzzo temprato, in particolare quelle sotterranee”. Conosciuta come Massive Ordnance Penetrator, la GBU-57 rientra nella categoria dei sistemi d’arma bunker buster, pensati cioè per penetrare nel terreno e distruggere le strutture corazzate come bunker e tunnel in profondità.</p>
<p>MOAB</p>
<p>Uno dei più potenti sistema d’arma convenzionali nell’inventario degli Stati Uniti, la GBU-43B da 9800 kg (8500 dei quali di esplosivo ad alto potenziale di composizione H6), è stata sganciata il 13 aprile scorso su un complesso di tunnel del gruppo Khorasan affiliato all’Isis, nella provincia di Achin, regione di Nangarhar, in Afghanistan. La GBU-43 / B Massive Ordnance Air Blast, MOAB, è stata lanciata da un MC-130 appartenente allo U.S. Air Force Special Operations Command. Il sistema non perforante GBU-43 a guida inerziale su correzioni di rotta GPS, si stabilizza grazie ad alette direzionali ed esplode poco prima di raggiungere il terreno. La GBU-43 / B non è un sistema d’arma penetrante: è una bomba convenzionale (non nucleare) ad alto rendimento, generalmente utilizzata contro obiettivi morbidi in spazi ristretti come grotte o canyon. Il suo utilizzo è legato alla capacità di disintegrare le infrastrutture sotterranee grazie alla sua resa esplosiva equivalente ad undici tonnellate di tritolo.</p>
<p>GBU-57A / B</p>
<p>La GBU-57A / B da 30 mila libbre (14 mila kg) è progettata per essere imbarcata sui bombardieri stealth B-2. Indipendentemente dal suo schieramento nel globo, il Massive Ordnance Penetrator (MOP) non è mai stato utilizzato in combattimento. La differenza sostanziale tra la GBU-57A / B e la GBU-43 / B è l’esplosivo al suo interno. Il sistema MOP è strutturato su un corpo in grado di penetrare fino a 60 metri nel terreno prima di far esplodere i suoi 2400 kg di alto esplosivo al suo interno. E’ quindi la sua struttura che permette alla GBU-57 di raggiungere quasi tutti gli obiettivi HDBTs o Hard and Deeply Buried Targets. Il Massive Ordnance Penetrator a guida GPS è stato progettato per eliminare il 25% degli obiettivi sotterranei e profondamente sepolti in tutto il mondo. Con l’aggiornamento Enhanced Threat Response IV la capacità di penetrazione nel terreno (probabilmente anche la resa esplosiva) è stata incrementata. Il B-2 Spirit può trasportare due MOP alla volta (in corso test sui B-52). Il Massive Ordnance Penetrator (MOP) GBU-57A / B è dieci volte più potente del sistema BLU-109 che sostituisce.</p>
<p>FOAB</p>
<p>L’Aviation Thermobaric Bomb of Increased Power o ATBIP della Russia infine, conosciuta anche come Father of All Bombs (FOAB). Sebbene fisicamente più piccola della GBU-43 / B, ha una resa esplosiva maggiore equivalente a circa 44 tonnellate di TNT, quattro volte maggiore l’ordigno statunitense sganciato lo scorso anno nella provincia di Nangarhar, nell&#8217;Afghanistan orientale. L&#8217;Aviation Thermobaric Bomb of Increased Power è un’ arma termobarica. Il principio di funzionamento delle munizioni termo-bariche si basa sull’esaltazione delle capacità dell’esplosivo ad alto potenziale attraverso la combustione aerobica identificata nel terzo evento di detonazione. L’Aviation Thermobaric Bomb of Increased Power disperde una nuvola di ossido di etilene e alluminio prima di detonare. L&#8217;ossido di etilene è un gas infiammabile e incolore. Si espande rapidamente al riscaldamento, causando incendi ed esplosioni. Di per se, l’esplosione termo-barica è particolarmente indicata contro bersagli in campo aperto, ma se la stessa esplosione avvenisse in un bunker, la sua potenza potrebbe anche decuplicarsi. Il sistema russo è ritenuto il più potente ordigno convenzionale esistente al mondo. Con la sua resa esplosiva di 44 tonnellate, il sistema d&#8217;arma russo si “avvicina” al rendimento di un&#8217;arma nucleare tattica. La testata americana W48 ad esempio aveva una resa esplosiva di 70-100 tonnellate. Non dovrebbe mai essere stata utilizzata nel corso di un conflitto.</p>
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		<title>Rapid Raptor, i caccia degli Stati Uniti  pronti a combattere ovunque in 24 ore</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/rapid-raptor-caccia-usa-pronti-combattere-ovunque-24-ore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 10:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1152" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040-1024x614.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In base alla definizione ufficiale dell’Air Force, il programma Rapid Raptor conferisce al Pentagono la possibilità di schierare rapidamente ed in qualsiasi base operativa attuale o futura nel mondo un pacchetto di quattro caccia di quinta generazione F-22 pronti al combattimento in 24 ore.  “Il pacchetto di implementazione prevede un velivolo C-17 Globemaster III per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/rapid-raptor-caccia-usa-pronti-combattere-ovunque-24-ore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1152" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/160508-F-DY859-040-1024x614.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In base alla definizione ufficiale dell’Air Force, il programma Rapid Raptor conferisce al Pentagono la possibilità di schierare rapidamente ed in qualsiasi base operativa attuale o futura nel mondo un pacchetto di quattro caccia di quinta generazione F-22 pronti al combattimento in 24 ore. </p>
<p>“Il pacchetto di implementazione prevede un velivolo C-17 Globemaster III per trasferire, rifornire e riarmare rapidamente quattro F-22 in ambienti non familiari ed austeri. La possibilità di schierare ovunque gli F-22 con supplemento di piloti aggiuntivi, manutenzione integrata, carburante e munizioni conferisce una flessibilità senza precedenti nella distribuzione delle piattaforme da combattimento di quinta generazione. I comandanti possono modellare i piani di risposta dell&#8217;avversario e consentire operazioni immediate di attacco primario. A prescindere da quanto siano tecnicamente avanzati, se gli F-22 fossero limitati alle soli basi note la loro capacità di attacco sarebbe limitata”.</p>
<p>Secondo l’Air Foirce il programma Rapid Raptor nasce come “una capacità di reazione immediata nell&#8217;attuale ambiente globale in rapido movimento”. Washington schiera regolarmente i Raptor nelle aree più calde del pianeta</p>
<p>Rapid Raptor, ovunque in 24 ore ma&#8230;</p>
<p>Il Pentagono vuole adesso rafforzare il concetto Rapid Raptor per garantire al comandante in capo quella capacità di attacco improvviso in caso di guerra in qualsiasi parte del mondo. L’F-22 è stato progettato per eccellere in situazioni estreme di combattimento aria-aria grazie ai suoi sistemi di difesa ed al profilo a bassa osservabilità. In qualsiasi scenario contro una potenza stabilita, al Rapor spetterebbe il compito di ingaggiare le minacce aeree nemiche di ultima generazione, creando quel corridoio aereo per le piattaforme di quarta generazione in ruolo arsenale volante. Uno dei principali limiti della configurazione a bassa osservabilità è determinato dal carico interno delle piattaforme di ultima generazione. La capacità di trasportare internamente i sistemi d’arma è prerogativa essenziale per un profilo stealth pulito. Numeri alla mano, il Pentagono non può di certo sperare di presidiare le aree sensibili del pianeta e riuscire allo stesso tempo a vincere una guerra con la Cina o la Russia con soli 60/70 Raptor (123 convertiti al combattimento, ma bisogna considerare gli altri teatri ed i caccia in manutenzione). Nella nuova dottrina al caccia di quinta generazione spetterebbe l’avanscoperta oltre il raggio visivo grazie all’avionica di ultima generazione. Una volta identificata la minaccia, il caccia collegato in rete con l’arsenale volante, trasferirebbe le informazioni di puntamento. L’Air Force spinge per avere in linea delle forze da combattimento integrate in grado di svolgere svariati compiti in una sola missione. Le piattaforme stealth che non avrebbero più la necessità di inficiare il profilo, continuerebbero a coordinare molteplici attacchi dagli arsenali volanti operativi nelle retrovie. Boeing propone all’Air Force una serie di modifiche per l’estensione della vita operativa degli F-15C che consentirebbero una migliore capacità di integrazione con le piattaforme di quinta generazione come l’ F-22 Raptor della Lockheed Martin. Il pacchetto F-15 2040C consentirebbe all’Eagle di raddoppiare il numero dei missili trasportati. Nello specifico, l’F-15 2040C potrà trasportare 16 missili aria-aria e sarà dotato del Talon HATE, una completa suite di comunicazione integrata con il Raptor. Il pacchetto comprende anche il radar attivo a scansione elettronica Raytheon APG-63 (v)3 ed i sistemi di guerra elettronica Eagle Passive/Active Warning Survivability System (EPAWSS).</p>
<p>Rapid Raptor è stato originariamente sviluppato dal Comando del Pacifico dell&#8217;Air Force per poi essere esteso a livello globale dall’ Air Combat Command. Come parte del concetto Rapid Raptor, gli F-22 dell&#8217;ACC sono stati inviati in Europa nel 2015 e nel 2016.</p>

<p>“L&#8217;uso del programma Rapid Raptor per l&#8217;Europa è per molti aspetti del tutto coerente con il più ampio atteggiamento europeo del Pentagono. Da molti anni il Dipartimento della Difesa e la NATO hanno posizionato forze orientate alla deterrenza in tutto il continente europeo, effettuando  numerose esercitazioni congiunte. Oltre ad essere un contrappeso alla postura russa, queste attività fanno parte di uno sforzo strategico atto a dimostrare la mobilità e la rapidità delle nostre forze. Se emergesse improvvisamente la necessità di attaccare una particolare parte del mondo, un piccolo contingente di F-22 sarebbe in grado di iniziare le operazioni entro 24 ore”.</p>
<p>I sensori della piattaforma di quinta generazione si sono rivelati determinanti per scovare i bersagli oltre il raggio visivo in Iraq, Siria e Afghanistan, anche se appare evidente che il Raptor non è stato progettato per ruoli contro-insurrezionali. In attesa delle piattaforme russe e cinesi, l’F-22 Raptor resta l’unico caccia di quinta generazione del pianeta. Soltanto 123 delle 186 piattaforme di quinta generazione costruite sono state convertite al combattimento. Il resto dei caccia sono classificati come macchine di inventario, destinati ad attività di test o fuori servizio. Ad oggi, considerando le minacce attuale ed i contesti dove è necessaria la presenza di una piattaforma di quinta generazione, l’Air Force avrebbe bisogno di almeno 382 Raptor. La questione è prettamente numerica: il primo caccia al mondo per cui è stato coniato il termine dominio aereo non può essere ovunque. Gli Stati Uniti dispongono di sei squadriglie operative di F-22, ma queste sono sottodimensionate rispetto alle altre unità combattenti.</p>
<p>Il più grande errore del Pentagono</p>
<p>“L’aver sospeso la produzione F-22 Raptor a soli 187 esemplari è stata una delle più stupide decisioni in materia di appalti militari degli ultimi decenni, ormai non lo nega più nessuno”. E’ quanto disse in audizione al Congresso, nel gennaio del 2016, l’ex Segretario dell&#8217;Air Force Deborah James. Il problema di fondo deriva da un errore di calcolo nel periodo successivo alla guerra fredda, quando il Dipartimento della Difesa si convinse che con la caduta dell’Unione Sovietica, non ci sarebbe stata alcuna minaccia aerea futura. Una valutazione del tutto errata, considerando oggi gli investimenti cinesi e russi nei caccia di nuova generazione. Almeno fino al 2025 la strategia dell’Air Force prevede l’impiego massiccio di F-15 e F-16 per i compiti di fascia bassa riservando agli F-22 le sole missioni di fascia “alta”. Per una questione prettametne numerica, Rapid Raptor va inteso come un chiaro messaggio politico. Il Raptor è ad oggi il miglior caccia del mondo, ma in un confronto su larga scala, pagherebbe caro il suo esiguo numero.</p>
<p>Come rilevato tempo fa dal The National Interest &#8220;il concetto è semplice ed è storicamente ciclico. F-22 Raptor e F-15C  potrebbero massacrare orde di J-10 con estrema facilità, ma alla fine gli Stati Uniti saranno destinati alla sconfitta perché numericamente inferiori al caccia cinese a basso costo e messo in produzione di massa. E se anche tutte le ondate missilistiche dovessero andare a segno (sappiamo che probabilisticamente non sarà così), sarebbero delle perdite accettabili per i cinesi. I Raptor, invece, sono e resteranno 123. Senza considerare, infine, che in un ipotetico scontro, i cinesi potrebbero allearsi con i russi&#8221;.</p>
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		<title>Cambia la strategia di difesa Usa:  gli avversari? Cina e Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pubblicata-la-nuova-strategia-difesa-nazionale-del-pentagono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2018 09:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1334" height="737" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle.jpg 1334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-1024x566.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1334px) 100vw, 1334px" /></p>
<p>La nuova Strategia di Difesa Nazionale del Pentagono stabilisce un mondo in cui sarà la competizione tra grandi potenze piuttosto che l&#8217;antiterrorismo a guidare la struttura decisionale e la forza del Dipartimento. “L&#8217;erosione del vantaggio militare degli Stati Uniti nei confronti di Cina e Russia, se non affrontati, potrebbe compromettere la nostra capacità di dissuadere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/pubblicata-la-nuova-strategia-difesa-nazionale-del-pentagono.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1334" height="737" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle.jpg 1334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-1024x566.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1334px) 100vw, 1334px" /></p><p>La nuova Strategia di Difesa Nazionale del Pentagono stabilisce un mondo in cui sarà la competizione tra grandi potenze piuttosto che l&#8217;antiterrorismo a guidare la struttura decisionale e la forza del Dipartimento. “L&#8217;erosione del vantaggio militare degli Stati Uniti nei confronti di Cina e Russia, se non affrontati, potrebbe compromettere la nostra capacità di dissuadere l&#8217;aggressione”.</p>
<p>Il Segretario alla Difesa James Mattis ha presentato il primo documento sulla Strategia di Difesa degli Stati Uniti nell&#8217;ultimo decennio. Si tratta della prima revisione completa in un decennio ed il primo documento sulla Difesa dell&#8217;amministrazione Trump.</p>
<p>La Strategia di Difesa Nazionale</p>
<p>Lo scorso anno il Congresso degli Stati Uniti autorizzò una nuova National Defense Strategy da presentare ad un anno esatto dall&#8217;ezione presidenziale. La NDS sostituisce i precedenti documenti strategici ormai ritenuti obsoleti. Rappresenta la &#8220;visione di pace del Presidente Trump attraverso la forza&#8221;.</p>
<p>La Strategia di Difesa Nazionale è il secondo di tre documenti interdipendenti che guideranno la posizione strategica dell&#8217;America. Lo scorso dicembre il presidente Donald Trump ha svelato la sua Strategia di Sicurezza Nazionale. Quest’ultima delinea l&#8217;indirizzo generale della Casa Bianca sulla sicurezza nazionale. La National Defense Strategy elaborata dal Segretario alla Difesa si concentra sugli obiettivi del Pentagono all&#8217;interno della National Security Strategy. La National Military Strategy, infine, spiega come il Pentagono renderà fattibile la NDS.</p>
<p>Il documento sulla Strategia di Difesa Nazionale è classificato, ma il Pentagono ha pubblicato un riassunto di undici pagine. La versione integrale classificata del documento è di circa 50 pagine.  </p>
<p>&#8220;La visione americana del mondo&#8221;</p>
<p>“La concorrenza strategica interstatale, non il terrorismo, è ora la principale preoccupazione per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. La sfida centrale per la prosperità e la sicurezza degli Stati Uniti è il riemergere della concorrenza strategica a lungo termine, principalmente da Cina e Russia”.</p>
<p>Secondo Mattis, il documento “rappresenta la visione americana del mondo”.</p>
<p>“Ciò ha richiesto scelte difficili che abbiamo fatto basandoci su un precetto fondamentale: l&#8217;America può permettersi la sopravvivenza. La sfida centrale che deve affrontare il Dipartimento della Difesa è l&#8217;erosione del vantaggio militare nei confronti di Cina e Russia. Questa è una strategia che riconosce la realtà della competizione e l&#8217;importanza che solo le buone recinzioni fanno buoni vicini”</p>
<p>La nuova strategia tocca una serie di questioni comprese le operazioni in Afghanistan e la necessità di contrastare le nazioni canaglia come la Corea del Nord, ma pone l&#8217;accento sull&#8217;assicurare agli Stati Uniti il vantaggio sulle altre potenze mondiali. La Strategia di Difesa Nazionale di Trump si discosta dall&#8217;approccio dell&#8217;amministrazione Obama che poneva maggiore enfasi sul terrorismo. Tuttavia la National Defense Strategy di Trump non rappresenta un allontanamento dalla lotta al terrorismo, ma piuttosto un riconoscimento realistico che le operazioni antiterrorismo non finiranno presto.</p>
<p>“Continueremo a perseguire la campagna contro i terroristi, ma la grande competizione, non il terrorismo, è ora il principale obiettivo della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. Questa strategia è adatta per il nostro tempo. Dobbiamo fornire al popolo americano l&#8217;esercito necessario per proteggere il nostro stile di vita per consegnare alla prossima generazione quelle libertà di cui godiamo oggi”.</p>
<p>“Gli Stati Uniti provengono da un periodo di atrofia strategica. E’ necessario un investimento finanziario per sostenere l&#8217;esercito consumato da guerre apparentemente infinite”. Nel documento si affermano le tre priorità principali per gli Stati Uniti: rafforzare alleati e partner, aumentare la letalità dell’esercito e riformare le pratiche commerciali del Pentagono.</p>
<p>Il documento identifica tre teatri principali: l&#8217;Indo-Pacifico, l&#8217;Europa e il Medio Oriente.</p>

<p>“Ciò non significa che gli Stati Uniti stanno abbandonando aree come l&#8217;Africa o il Sud America, ma una messa a fuoco realistica delle risorse dove sono più necessarie”.</p>
<p>La strategia incoraggia anche il perseguimento di diverse opzioni che sono state a lungo considerate compresa la preparazione delle forze statunitensi nel combattere da basi più piccole e disperse, investendo in attrezzature robotizzate che agiscano in modo indipendente, modernizzando le armi nucleari e la difesa missilistica.</p>
<p>“Chi minaccerà la democrazia americana si ritroverà ad affrontare il giorno peggiore della sua esistenza. Lavorare con i nostri diplomatici, non combattere con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti”.  </p>
<p>Il documento si impegna a “dare priorità alle richieste per le attrezzature militari statunitensi, accelerando la vendita e la modernizzazione dei partner stranieri e la capacità di integrarsi con le forze USA&#8221;. La Strategia contiene una sezione dedicata alla riforma delle strutture aziendali del Dipartimento per portare il warfighter in modo più tempestivo.</p>
<p>“Il successo non va nel paese che sviluppa prima una nuova tecnologia, ma piuttosto a quello che meglio lo integra e adatta rapidamente al suo modo di combattere. Dobbiamo dare la priorità alla velocità di consegna, all’adattamento continuo ed a frequenti aggiornamenti modulari”.</p>
<p>Nella Strategia si rileva che “il Dipartimento cercherà di consolidare, eliminare o ristrutturare gli uffici per accelerare i processi”.</p>
<p>“Il Dipartimento rielaborerà i compromessi di progettazione nel processo delle acquisizioni e utilizzerà fornitori non tradizionali. La prototipazione e la sperimentazione dovrebbero essere utilizzate prima delle acquisizioni. L&#8217;elettronica ed i software delle piattaforme devono essere progettati per la sostituzione di routine invece che su configurazioni statiche che durano più di un decennio&#8221;. Oltre a ciò, il documento si impegna a “ottimizzare i processi in modo che le nuove aziende possano entrare facilmente nella base industriale della difesa e cercare di coltivare partnership internazionali per sfruttare e proteggere gli investimenti nelle capacità militari” . Tra le tecnologie prioritarie nel documento si parla di uno “sviluppo resiliente di reti ed ecosistemi di informazione su basi flessibili”.</p>

<p>Imperativo, infine, il preposizionamento delle scorte di munizioni per garantire l’efficacia della coda logistica, investendo in generale nell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p>Il nuovo documento non menziona il cambiamento climatico come una minaccia così come aveva ribadito l&#8217;amministrazione Obama.</p>
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		<title>Boeing, ecco il super jet  che viaggia a 6mila km all&#8217;ora</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/boeing-svela-il.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 09:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="593" height="443" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/k%C3%A8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/k%C3%A8.jpg 593w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/k%C3%A8-300x224.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /></p>
<p>Boeing ha rivelato i primi dettagli concettuali del nuovo velivolo ipersonico sperimentale propulso da un motore a ciclo combinato. Il concetto di motore a ciclo combinato aggira le limitazioni tradizionali di reattori, statoreattori e scramjet, che possono operare soltanto a diversi regimi di velocità. Il nuovo sistema propulsivo mira a risolvere questo problema utilizzando un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/boeing-svela-il.html">[...]</a></p>
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<p>Il programma Aurora: l’SR-72</p>
<p>Nel marzo del 2016 con un annuncio inaspettato, Lockheed Martin comunicò al mondo di aver maturato la tecnologia per realizzare la prima piattaforma ipersonica operativa del pianeta. Che le specifiche delle piattaforme di sesta generazione riguardassero espressamente la velocità ipersonica, era noto da tempo.</p>
<p>“La nostra configurazione aerodinamica è stabile in tutti i profili di volo: subsonico, transonico, supersonico ed ipersonico”. Leggendo tra le righe, Lockheed ammise di aver quindi ultimato lo sviluppo di una tecnologia, ancora sperimentale nel resto del mondo. Nello specifico, un profilo superiore a Mach 6 prevede l’implementazione di nuovi sistemi di protezione termica così come il disegno aerodinamico. Quest’ultimo, considerando l’assenza delle superfici mobili, è stato ottimizzato per ottenere la stabilità a diversi regimi di velocità.</p>

<p>Fino ad oggi, almeno nei processi di sviluppo noti, la piattaforma ipersonica veniva sganciata ad alta quota da una piattaforma di supporto. Ciò perché un velivolo ipersonico non potrebbe sfruttare le piste convenzionali per il decollo e l’atterraggio. L’SR-72, invece, avrebbe superato queste limitazioni. La Skunk Works, divisione per i progetti speciali della Lockheed, avrebbe consegnato un progetto finale in grado di raggiungere la Corea del Nord in 90 minuti, sorvolare l’intera penisola in due, effettuare rilevazioni ad altissima risoluzione e comportarsi come un velivolo standard, senza la necessità di un velivolo di lancio o di richiamo. Parliamo quindi di ricognizione persistente. Il dimostratore della Lockheed costerà meno di un miliardo di dollari ed avrà le dimensioni di un F-22 Raptor. Lockheed, in realtà, ha confermato che i prototipi degli SR-72 volano da tempo grazie a programmi classificati. E&#8217; anche conosciuto come Programma Aurora.</p>
<p>Oltre la tecnologia ipersonica</p>
<p>Un velivolo ipersonico operativo rappresenterebbe una nuova forma di deterrenza strategica. Tale capacità potrebbe essere ritenuta destabilizzante se un avversario statunitense decidesse di reagire preventivamente all&#8217;esistenza di un tale velivolo. Anche la necessità specifica non è chiara, visti i progressi nelle capacità di sorveglianza satellitare ed il B-21 Raider pianificato. Ci si chiede proprio il costo reale di una flotta operativa considerando le alternative esistenti. Per il dimostratore della Lockheed si parla di un investimento superiore al miliardo di dollari. È anche possibile che qualsiasi capacità ipersonica sviluppata possa essere prima incorporata in un nuovo tipo di missile a lungo raggio.</p>
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		<title>Il pericolo che viene delle auto-robot:  possono essere usate come armi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/40701-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2018 11:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720-768x548.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>I veicoli autonomi rischiano di essere trasformati in armi costringendo i governi di tutto il mondo a bloccare le automobili gestite da compagnie straniere. È questo il monito lanciato da Qi Lu, direttore del programma di guida autonoma di Baidu a margine del Consumer Electronics Show della scorsa settimana. “Le preoccupazioni per la sicurezza dovrebbero diventare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/40701-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/car-3075497_960_720-768x548.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>I veicoli autonomi rischiano di essere trasformati in armi costringendo i governi di tutto il mondo a bloccare le automobili gestite da compagnie straniere. È questo il monito lanciato da Qi Lu, direttore del programma di guida autonoma di Baidu a margine del Consumer Electronics Show della scorsa settimana.</p>
<p>“Le preoccupazioni per la sicurezza dovrebbero diventare un problema per i produttori di automobili e le aziende tecnologiche globali, compresi gli Stati Uniti e la Cina. Non ha nulla a che fare con un particolare governo, ma con la natura stessa del sistema automatizzato. Hai un oggetto che è in grado di muoversi da solo. E quell’oggetto è per definizione è un&#8217;arma”.</p>
<p>Baidu sta investendo molto in Apollo, il suo software open source per veicoli in grado di ricreare un ecosistema di guida autonomo. Da anni le industrie automobilistiche cercano di realizzare dei veicoli smart a guida autonoma, in grado cioè di processare le informazioni in tempo reale e prendere delle decisioni senza il supporto umano. L’obiettivo è quel famoso livello 5, ultimo stadio riconosciuto dalla Society of Automotive Engineers per le auto a guida autonoma. Nel livello 5 il conducente umano è totalmente escluso dal ciclo decisionale.</p>

<p>“I veicoli autonomi dovrebbero ridurre le vittime sulla strada, sia quelle causate accidentalmente che intenzionalmente come un atto di terrorismo. In futuro, i mezzi fino ad oggi utilizzati intenzionalmente per colpire i pedoni si arresteranno in presenza di umani sul loro percorso. Nonostante i travolgenti benefici della guida autonoma, non avranno alcun effetto senza quel necessario dialogo tra aziende, autorità di regolamentazione e politica. Il modo in cui garantiremo la sicurezza sarà un lungo viaggio”.</p>
<p>Apollo è stato progettato come una piattaforma aperta, un ecosistema di guida autonomo in grado di supportare le principali caratteristiche e funzioni di un veicolo autonomo. Un software come Apollo richiede un modello di governance unico per essere efficace.</p>
<p>I sei livelli di guida autonoma</p>
<p>La Society of Automotive Engineers, ente internazionale di normazione nel campo dell’industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica ha stabilito sei livelli di guida autonoma che si basano sul grado di partecipazione umana a bordo.</p>
<p>Al livello 0 (no Automation), il coinvolgimento umano è totale anche se coadiuvato da sistemi di allarme e rilevamento. Al livello 1 (Driver Assistance) il conducente umano è supportato da informazioni basilari sull’ambiente di guida come il controllo della velocità adattivo ed il mantenimento della corsia. Al livello 2 (Partial Automation) accelerazione, frenata e sterzata sono automatizzate: il coinvolgimento umano è legato al monitoraggio dell’ambiente di guida. Al livello 3 (Conditional Automation), guida e monitoraggio del veicolo sono totalmente automatizzati con conducente umano pronto a subentrare solo in caso di richiesta del sistema. Al livello 4 (High Automation), l’intelligenza artificiale gestisce ogni aspetto dell’ambiente di guida. L’intervento umano è necessario solo in particolari contesti come in caso di forte maltempo. Al livello 5 (full Automation), l’uomo a bordo è solo un passeggero. Il sistema di guida automatica è in grado di gestire tutte le situazioni, senza alcun tipo intervento umano.</p>
<p>Il rischio dei veicoli autonomi nell&#8217;era del terrorismo</p>
<p>Appare evidente che tutti i veicoli a guida autonoma dovranno essere protetti contro l’hacking ed evitare possano essere utilizzati in attacchi terroristici. L&#8217;FBI ha identificato questa nuova tecnologia come un game changer per le forze dell&#8217;ordine che presenta nuove sfide ed opportunità nella lotta alla criminalità ed al terrorismo. Il timore principale è che tali sistemi automatizzati possano essere dirottati da operatori in remoto così come avvenuto nel 2011, quando i ricercatori dell&#8217;Università di Washington e San Diego riuscirono ad hackerare le automobili in modalità wireless. La possibilità di pre-programmare un veicolo senza conducente per consegnare un pacchetto (ad esempio narcotici, armi o esplosivi) rimuove anche alcuni dei principali ostacoli al contrabbando di sostanze illecite sulla strada. Le auto senza conducente con esplosivo poi, potrebbero essere più vantaggiose di un&#8217;autobomba tradizionale. Tuttavia i veicoli autonomi offrono anche una serie di potenziali vantaggi per le forze di sicurezza. Le auto senza conducente non riguardano solo il veicolo stesso, ma i suoi sensori di bordo ed i sistemi di navigazione. Le comunicazioni potrebbero consentire di rilevare automaticamente le auto senza conducente che si comportano in modo anomalo, allertare i servizi di emergenza ed intervenire a distanza per arrestare il veicolo in modo sicuro. Più in generale, gli algoritmi di bordo potrebbero migliorare le tattiche di inseguimento oltre ad aumentare la capacità dei comandi di polizia di monitorare e coordinare più veicoli e ridurre i tempi di risposta. La proliferazione dei mezzi senza conducente, infine, potrebbe ridurre il terrorismo veicolare. Programmare un&#8217;auto senza conducente per svolgere tale compito potrebbe rivelarsi più difficile. Probabilmente sarebbero richieste abilità avanzate di hacking per scavalcare i sistemi all&#8217;interno di auto senza conducente, specificamente progettata per prevenire tali attacchi. Sarebbero necessarie abilità di hacking probabilmente superiori alle capacità della maggior parte dei singoli terroristi. L&#8217;industria automobilistica infine investirebbe enormi risorse per rendere i propri prodotti il ​​più sicuri possibile grazie a misure software anti-manomissione e scongiurare contraccolpi di immagine potenzialmente fatali.</p>
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