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	<title>Francesca Salvatore Archives - InsideOver</title>
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	<title>Francesca Salvatore Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Grande Elettore: Papa Leone XIV ha votato per corrispondenza alle midterm</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 14:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religion]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1324" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261031151730168_00e1683502e2ce883dca6ae604308042.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261031151730168_00e1683502e2ce883dca6ae604308042.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261031151730168_00e1683502e2ce883dca6ae604308042-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261031151730168_00e1683502e2ce883dca6ae604308042-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261031151730168_00e1683502e2ce883dca6ae604308042-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261031151730168_00e1683502e2ce883dca6ae604308042-1536x1059.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261031151730168_00e1683502e2ce883dca6ae604308042-600x414.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Robert Francis Prevost ha inviato per corrispondenza la propria scheda elettorale in Illinois, lo Stato in cui è nato e dove risulta ancora iscritto nelle liste elettorali. La conferma è arrivata venerdì dalla Sala Stampa della Santa Sede, che ha rivendicato il valore della partecipazione democratica come diritto e dovere dei cittadini. Una stoccata a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-grande-elettore-papa-leone-xiv-ha-votato-per-corrispondenza-alle-midterm.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Robert Francis Prevost</strong> ha inviato per corrispondenza la propria scheda elettorale in <strong>Illinois</strong>, lo Stato in cui è nato e dove risulta ancora iscritto nelle liste elettorali. La conferma è arrivata venerdì dalla Sala Stampa della Santa Sede, che ha rivendicato il valore della partecipazione democratica come diritto e dovere dei cittadini. Una stoccata a Trump, una bizzarria, una rottura del protocollo o perfino una mossa inopportuna per il sovrano assoluto di uno Stato?</p>



<p>Non siamo davanti a un <em>endorsement</em> elettorale, ma a un atto di partecipazione civica che assume inevitabilmente una dimensione di <em>moral suasion</em>. Non perché il Papa abbia indicato chi votare, ma perché ha scelto di rendere pubblicamente riconoscibile un gesto politico, in un momento di fortissima polarizzazione americana. Tutto ha inizio venerdì 30 ottobre, quando la <a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-10/papa-leone-xiv-voto-midterm-stati-uniti-sala-stampa-santa-sede.html">Sala Stampa della Santa Sede ha confermato </a>che il Pontefice “ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago” e che ha esercitato “il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti, ogni volta che ne ha avuto la possibilità”, nella convinzione del diritto e dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici. </p>



<p>A far emergere la notizia era stato il <em><a href="https://chicago.suntimes.com/pope-leo-xiv/2026/10/30/vatican-pope-leo-voted-midterm-elections-mail-ballot-chicago">Chicago Sun-Times</a></em> che ha riportato giovedì che <em>Pope Leo</em>, originario di Chicago, risultava ancora iscritto nelle liste elettorali dell&#8217;Illinois e che aveva richiesto la scheda elettorale per corrispondenza tramite l&#8217;ufficio del cancelliere della <strong>contea di Will</strong>. Dai registri risulta che Prevost ha votato alle primarie repubblicane del 2012, 2014 e 2016, nonché alle elezioni generali del 2012, 2014, 2016, 2018 e 2024. Ha votato anche alle primarie democratiche del 2008 e del 2010. Non ha votato alle primarie dell&#8217;Illinois di marzo. In Illinois, gli elettori non sono tenuti a registrarsi per partito e possono scegliere il partito per cui votare alle primarie.</p>



<p>Da qui la necessita della precisazione. “Il Santo Padre – si legge nella nota della Sala Stampa &#8211; ha inoltre confermato che, durante gli anni in cui ha risieduto in Perù, ha esercitato il proprio diritto di voto ogni volta che ne ha avuto la possibilità. Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici”. Secondo la legislazione dell’Illinois chiunque può votare per posta se lo desidera, secondo il <strong>Uocava</strong> (<em>Uniformed and overseas citizens absentee voting act</em>), che permette il voto da parte di cittadini statunitensi residenti all’estero.</p>



<p>Il Pontefice non si è limitato a invitare gli americani a partecipare alla vita pubblica: esercita personalmente il diritto di voto. In questo modo ha trasformato un principio astratto in un comportamento concreto. Il messaggio non è tanto quale candidato scegliere, quanto il fatto che partecipare alle elezioni costituisca una responsabilità. Ma Prevost non è un elettore qualsiasi: è contemporaneamente una guida spirituale mondiale, un sovrano e un cittadino americano. La sua scelta rompe una consuetudine di riservatezza dei predecessori. <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/10/31/pope-leo-casts-early-midterms-vote-in-illinois-this-is-a-revolution_6768016_4.html">Come osserva lo storico del cattolicesimo Massimo Faggioli, intervistato da <em>Le Monde</em></a>, si tratta di una svolta che espone però il papato al <strong>rischio di appropriazioni partitiche</strong>. </p>



<p>La <strong>lettura anti-Trump</strong> è politicamente plausibile, ma richiede prudenza. I rapporti tra la Casa Bianca e Leone XIV sono stati segnati da divergenze pubbliche. Il Papa ha criticato le politiche migratorie dell&#8217;amministrazione, ha espresso posizioni contrarie alla guerra in Iran e ha contestato la legittimazione religiosa di alcune scelte politiche e militari. <strong>Donald Trump</strong>, a sua volta, ha attaccato pubblicamente il Pontefice. Il confronto ha assunto un significato particolare perché Leone XIV è il primo Papa americano: le sue parole non arrivano soltanto da Roma, ma anche da una figura che conosce direttamente la società statunitense.</p>



<p>Il voto può quindi essere interpretato come un segnale di autonomia morale rispetto alla Casa Bianca. Non va poi dimenticato che il Papa non ha annunciato spontaneamente il proprio voto attraverso un appello pubblico. Questo ridimensionerebbe l&#8217;ipotesi di un&#8217;operazione di comunicazione elettorale deliberatamente organizzata dalla Santa Sede. Resta tuttavia significativo che il Vaticano abbia scelto di confermare il voto e di accompagnarlo con una dichiarazione di principio sulla partecipazione democratica, anziché limitarsi a una risposta burocratica.</p>



<p>Ma, vi è da chiedersi, <em><strong>cui prodest</strong></em>? Un dato particolarmente interessante arriva proprio dall&#8217;Illinois. Il governatore democratico <strong>J. B. Pritzker</strong>, candidato alla rielezione contro il repubblicano <strong>Darren Bailey</strong>, ha già richiamato pubblicamente il voto del Papa sui social, utilizzandolo per incoraggiare la partecipazione degli elettori. Pritzker ha commentato sui social media il voto del Papa, scrivendo: &#8220;Se il Papa può votare direttamente dalla Città del Vaticano, potete farlo anche voi!&#8221;. I due hanno mostrato spesso una certa sintonia, soprattutto in occasione della visita del governatore in Vaticano lo scorso anno. Potrebbe essere questo un&#8217; indizio sulle intenzioni di voto di Prevost, l&#8217;elettore. </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="JUST IN: Pope Leo XIV Meets With Pritzker At The Vatican After Slamming Trump Treatment Of Migrants" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/R-nCkug3Ad4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_R-nCkug3Ad4");</script>
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<p>L&#8217;eventuale influenza del gesto va cercata soprattutto nell&#8217;<strong>elettorato cattolico statunitense</strong>, che non costituisce un blocco politico omogeneo. Da una parte ci sono gli <strong>elettori conservatori</strong>, sensibili alle posizioni della Chiesa su aborto, famiglia e bioetica e altre declinazioni delle <em>moral issues</em>. Dall&#8217;altra ci sono <strong>cattolici progressisti e moderati</strong> che attribuiscono particolare importanza alla giustizia sociale, alla tutela dei migranti, alla pace e alla riduzione delle disuguaglianze.</p>



<p>A beneficiare politicamente del voto di Papa Leone XIV potrebbero sì essere i democratici, ma sarebbe riduttivo interpretare la partecipazione del Pontefice come un implicito sostegno all’Asinello. La questione è più complessa e riguarda il rapporto tra appartenenza religiosa, orientamento politico e partecipazione democratica. Il gesto di Prevost potrebbe infatti parlare soprattutto a quella parte dell&#8217;elettorato cattolico che, pur non riconoscendosi necessariamente nelle posizioni progressiste, guarda con crescente preoccupazione ad alcune scelte dell&#8217;amministrazione Trump.</p>



<p><a href="https://www.pewresearch.org/short-reads/2026/10/13/religious-groups-differ-widely-in-their-2026-midterm-preferences/?utm_source=chatgpt.com">Un&#8217;indicazione arriva dall&#8217;ultimo sondaggio del Pew Research Center</a>, pubblicato il 13 ottobre, secondo cui <strong>l&#8217;elettorato cattolico americano appare sostanzialmente diviso</strong>: il 42% degli elettori cattolici registrati dichiara di preferire i democratici nelle elezioni per la Camera, contro il 39% favorevole ai repubblicani. Una frattura che diventa ancora più evidente osservando le differenze etniche. Tra i cattolici bianchi il 50% sostiene i repubblicani e il 32% i democratici, mentre tra i cattolici ispanici il rapporto si ribalta: 59% ai democratici e appena 19% ai repubblicani. </p>



<p>È soprattutto il Texas a offrire uno dei casi più interessanti. Nello Stato tradizionalmente repubblicano, la sfida per il Senato tra il procuratore generale conservatore <strong>Ken Paxton</strong> e il democratico <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/attenti-a-quel-texas-tra-caos-ai-seggi-e-sfide-interne-lo-stato-che-puo-ridisegnare-gli-equilibri-usa.html" type="post" id="507824">James Talarico</a></strong> ha assunto i contorni di uno scontro tra due differenti interpretazioni del <strong>cristianesimo</strong>. Paxton, esponente della destra trumpiana, ha costruito parte della propria narrazione politica sulla difesa dei valori cristiani contro la sinistra radicale. Talarico, seminarista presbiteriano, propone invece una lettura progressista della fede, fondata sulla solidarietà, sulla difesa degli emarginati e sulla separazione tra Stato e religione.</p>



<p>A rendere il quadro ancora più interessante è il progressivo deterioramento dei rapporti tra Trump e una parte dell&#8217;elettorato cattolico. Sempre secondo il Pew Research Center, l&#8217;approvazione del presidente tra i cattolici è scesa dal 47% dell&#8217;inizio del secondo mandato al 30% rilevato tra settembre e ottobre 2026. Tra i cattolici bianchi il consenso è passato dal 59% al 39%, mentre tra quelli ispanici è sceso dal 31% al 18%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-grande-elettore-papa-leone-xiv-ha-votato-per-corrispondenza-alle-midterm.html">Il Grande Elettore: Papa Leone XIV ha votato per corrispondenza alle midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quando il gioco si fa duro, Obama (ri)comincia a giocare. Ma la strategia dem&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quando-il-gioco-si-fa-duro-obama-ricomincia-a-giocare-ma-la-strategia-dem.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 05:51:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ex presidente degli Stati Uniti moltiplica gli attacchi alla Casa Bianca. Oltre 15 milioni di dollari raccolti e decine di spot elettorali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-il-gioco-si-fa-duro-obama-ricomincia-a-giocare-ma-la-strategia-dem.html">Quando il gioco si fa duro, Obama (ri)comincia a giocare. Ma la strategia dem&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261027231132580_3c861165a3e83817221d1ce563961acc-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Manca una manciata di giorni alle <strong>midterm</strong>: la posta in gioco alta, altissima. E i dem scatenano l&#8217;artiglieria pesante: <strong>Barack Obama</strong>. Lo schema è il solito: il pubblico che acclama, il mood da trascinatore di folle. Ma siamo nel 2026 e non nel 2008, purtroppo per i democratici. Tanto da chiedersi: ha ancora senso l&#8217;effetto-Obama se non sono più in grado di fornire un&#8217;offerta &#8220;alla Obama&#8221;?</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="President Obama at OH Rally to Support Dr. Amy Acton &amp; Sherrod Brown" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/xDNLvhCYp8U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_xDNLvhCYp8U");</script>
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<p>L&#8217;ex inquilino della Casa Bianca non è stato schierato a casaccio, ma dove poteva essere dirompente con un&#8217;attenta <strong>strategia geografica</strong>, ossia nelle competizioni in cui i democratici considerano particolarmente importante la mobilitazione dei propri sostenitori e il dialogo con gli elettori indipendenti. </p>



<p>24 ottobre, <strong>Cleveland, Ohio</strong>: l&#8217;ex presidente è sceso in campo a sostegno di <strong>Sherrod Brown</strong> e <strong>Amy Acton,</strong> partecipando al comizio al <em>Cleveland Public Auditorium</em>, sostenendo Brown nella sfida per il Senato contro il repubblicano Jon Husted e Acton nella corsa a governatore contro <strong>Vivek Ramaswamy</strong>. Medesimo giorno, <strong>Detroit, Michigan</strong>: Obama è al fianco di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">Abdul El-Sayed</a> </strong>e Jocelyn Benson. Davanti a migliaia di sostenitori alla <em>Cass Technical High School</em>, Obama ha sostenuto El-Sayed per il Senato contro Mike Rogers e Benson per la carica di governatrice contro John James. Poi ad Atlanta, Georgia, a sostegno di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-chi-e-jon-ossoff-il-giovane-senatore-che-vuole-riscrivere-il-futuro-dei-democratici.html">Jon Ossoff </a></strong>e Keisha Lance Bottoms in un evento che si inserisce nella mobilitazione per il voto anticipato in Georgia.</p>



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</div></figure>



<p>L&#8217;offensiva dell&#8217;ex presidente non si è limitata alle tradizionali questioni di politica interna. Nei suoi interventi in Ohio e Michigan, Obama ha costruito <strong>una critica complessiva all&#8217;amministrazione Trump</strong>, collegando politica estera, economia e tenuta delle istituzioni democratiche.</p>



<p>Uno dei passaggi più significativi ha riguardato l&#8217;<strong>Iran</strong>. Durante il comizio di Cleveland, <strong>Obama ha accusato Trump di aver trascinato gli Stati Uniti in una guerra non necessaria,</strong> contestando la strategia adottata dalla Casa Bianca nei confronti di Teheran. Secondo l&#8217;ex presidente, l&#8217;intervento militare ha contribuito ad aggravare l&#8217;instabilità internazionale, mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno aumentato le pressioni sull&#8217;economia globale. Nelle urne, si sa, gli americani sono raramente smossi dalla politica estera, ma a tutto c’è un limite: il conflitto con l&#8217;Iran non viene presentato soltanto come una questione geopolitica, ma anche come un fattore che può incidere sui prezzi e sul potere d&#8217;acquisto delle famiglie. Nel mirino sono finite anche le <strong>politiche commerciali</strong> di Trump. Obama ha ironizzato sui dazi imposti al <strong>Canada</strong>, uno dei principali partner economici degli Stati Uniti e un mercato strettamente integrato con l&#8217;industria automobilistica americana, particolarmente importante per gli elettori del Michigan.</p>



<p>Non sono mancati gli affondi al segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth</strong>, accusato dall&#8217;ex presidente di concentrarsi su questioni ideologiche e simboliche anziché sulle responsabilità strategiche del proprio incarico. Obama ha inoltre preso di mira le ristrutturazioni della Casa Bianca volute da Trump, utilizzandole come esempio della distanza che, a suo giudizio, separerebbe le priorità dell&#8217;amministrazione dalle difficoltà quotidiane dei cittadini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La battagli per i candidati</h2>



<p>A infiammare il comizio di Cleveland è stata anche la polemica intorno a <strong>Vivek Ramaswamy</strong>, candidato repubblicano alla carica di governatore dell&#8217;Ohio. Obama ha criticato duramente uno spot elettorale nel quale compare Donna Arthur, madre della candidata democratica Amy Acton, che contesta pubblicamente il racconto della figlia sulle violenze e sulle difficoltà vissute durante l&#8217;infanzia. <strong>Acton ha raccontato di aver subito abusi, trascuratezza e periodi di grave precarietà abitativa. </strong>La candidata ha dichiarato di non vedere la madre dal 1978, mentre il fratello ha sostenuto pubblicamente il suo racconto. Un attacco becero che ha scatenato le critiche all’interno dello stesso Gop, dove alcuni esponenti hanno chiesto il ritiro dello spot.</p>



<p>A Detroit, invece, Obama ha scelto di affrontare un&#8217;altra questione delicata: gli attacchi rivolti ad <strong>Abdul El-Sayed</strong>, candidato democratico al Senato, per le sue posizioni progressiste, il suo nome e la sua fede musulmana. L&#8217;ex presidente ha richiamato la propria esperienza politica, ricordando le false accuse sulla sua cittadinanza e sul luogo di nascita che avevano accompagnato le sue campagne presidenziali. Ha quindi difeso El-Sayed, sostenendo che le sue proposte in materia di salario minimo e assistenza sanitaria rientrano pienamente nella tradizione politica democratica. Il passaggio è significativo e furbo. El-Sayed aveva criticato in passato alcuni risultati della presidenza Obama, compresi i limiti dell&#8217;<strong>Affordable Care Act</strong>, la riforma sanitaria approvata nel 2010.</p>



<p>Il ritorno di Obama non si esaurisce nei comizi. Lo aveva dimostrato già quasi vent’anni fa: dietro la sua presenza pubblica si muove una macchina organizzativa che coinvolge i principali comitati elettorali democratici, le campagne locali e la raccolta fondi nazionale. L&#8217;ex presidente ha contribuito a raccogliere <strong>oltre 15 milioni di dollari</strong> per le competizioni di metà mandato attraverso eventi, comunicazioni e iniziative coordinate dai comitati democratici. La scelta democratica di investire così intensamente sulla figura di Obama trova una spiegazione anche nei dati sull&#8217;atteggiamento degli elettori. Secondo <a href="https://www.nbcnews.com/politics/2026-election/poll-voters-say-trump-hurt-economy-competitive-midterm-election-looms-rcna597868">un sondaggio <em>NBC News</em></a> condotto a metà settembre, il 43% degli intervistati ha dichiarato che sarebbe più propenso a votare per un candidato sostenuto da Obama, mentre il 37% ha affermato che un suo endorsement avrebbe l&#8217;effetto opposto.</p>



<p>Ma il progetto dem quale sarebbe? Non è dato saperlo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-il-gioco-si-fa-duro-obama-ricomincia-a-giocare-ma-la-strategia-dem.html">Quando il gioco si fa duro, Obama (ri)comincia a giocare. Ma la strategia dem&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump, sfiduciato dai farmers, prova con i miliardi a riconquistare il cuore del mondo MAGA</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-sfiduciato-dai-farmers-prova-con-i-miliardi-a-riconquistare-il-cuore-del-mondo-maga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:05:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>A meno di due settimane dalle elezioni di metà mandato, il presidente corre ai ripari con un nuovo piano di aiuti da 8 miliardi di dollari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-sfiduciato-dai-farmers-prova-con-i-miliardi-a-riconquistare-il-cuore-del-mondo-maga.html">Trump, sfiduciato dai farmers, prova con i miliardi a riconquistare il cuore del mondo MAGA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/istockphoto-1444770876-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>La pancia dell’America fa paura: oggi è con te, domani chissà. A meno di due settimane dalle <strong>midterm</strong>, il presidente corre ai ripari con nuovi aiuti economici. Ma nelle <strong>campagne americane</strong> cresce il malcontento, mentre i sondaggi registrano un forte deterioramento della sua popolarità. Il rischio per i repubblicani non è soltanto perdere voti: è che una parte dell&#8217;America profonda decida di non presentarsi alle urne.</p>



<p>Nell&#8217;America di Trump c&#8217;è una rivolta che non assomiglia a quelle delle grandi città. Si consuma nelle fattorie del Kansas, tra i campi di mais dell&#8217;Iowa, nei territori agricoli del Nebraska, dove il prezzo del carburante è diventato il termometro di una crisi economica che rischia di trasformarsi in una crisi di consenso. È qui, nella geografia più profonda dell&#8217;America repubblicana, che <strong>il presidente sta scoprendo quanto possa essere fragile il legame tra fedeltà politica e benessere economico. </strong>Gli agricoltori americani sono stati per anni tra i sostenitori più convinti del suo progetto politico. Hanno condiviso la promessa di riportare al centro della vita nazionale il lavoro produttivo, la difesa degli interessi americani e la battaglia contro le élite di Washington. Molti hanno accettato persino i sacrifici imposti dalle guerre commerciali, convinti che il protezionismo avrebbe restituito competitività all&#8217;economia nazionale.</p>



<p>Adesso, però, il conto comincia a diventare difficile da sostenere.</p>



<p>Il presidente sembra aver compreso la gravità del problema. Lunedì scorso, durante un comizio elettorale in Kansas, ha annunciato un nuovo <strong>programma federale da 8 miliardi di dollari</strong> per compensare gli agricoltori colpiti dall&#8217;impennata del <strong>prezzo del diesel</strong>. L&#8217;iniziativa, denominata <strong>Harvest Fuel Relief</strong>, si aggiunge ai <strong>12 miliardi</strong> già destinati al settore attraverso il <strong>Farmer Bridge Assistance</strong>.</p>



<p>Trump ha ottenuto il 69% dei voti nelle <strong>zone rurali</strong> nel due anni fa, ma un <a href="https://www.kff.org/public-opinion/kff-ap-rural-voters-survey/#9185b274-41e2-4921-b0eb-94714ed1bc0b--h-key-takeaways">sondaggio AP-KFF</a>, condotto ad agosto, ha rilevato che il 57% degli elettori rurali disapprova la sua gestione dell&#8217;economia. Un <a href="https://www.reuters.com/world/us/trumps-support-rural-america-slips-fuel-food-prices-climb-reutersipsos-poll-2026-06-14/">sondaggio Reuters/Ipsos</a>, condotto a giugno, aveva già rilevato un nuovo minimo storico per l&#8217;indice di gradimento di Trump tra gli americani delle zone rurali, sceso al 50%, con <strong>solo il 31% che approvava la sua gestione delle questioni economiche. </strong>Questi risultati emergono mentre i Democratici registrano risultati competitivi nei sondaggi in alcuni stati tradizionalmente repubblicani come Texas, Iowa e Kansas.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il diesel e il raccolto</h2>



<p>Per comprendere la portata del problema bisogna partire proprio dal <strong>Kansas</strong>, uno degli Stati simbolo dell&#8217;America conservatrice. Qui, dove il Partito democratico non conquista un seggio al Senato dal 1932, la campagna elettorale ha assunto contorni insolitamente competitivi. Il senatore repubblicano <strong>Roger Marshall</strong>, che nel 2020 aveva vinto con un margine superiore agli undici punti percentuali, si trova ad affrontare una sfida più difficile del previsto contro il democratico <strong>Adam Hamilton</strong>. È proprio per sostenere Marshall che Trump è arrivato in Kansas, scegliendo uno Stato normalmente considerato parte del patrimonio elettorale repubblicano. </p>



<p>Secondo i dati dell&#8217;<em>American Automobile Association</em>, il diesel ha raggiunto una media nazionale di circa 6,32 dollari al gallone, con un aumento di circa 2,70 dollari rispetto all&#8217;anno precedente. Per un automobilista significa spendere di più alla pompa. Per un&#8217;impresa agricola, invece, può significare compromettere la sostenibilità di un&#8217;intera stagione produttiva. Il diesel alimenta le macchine utilizzate per coltivare e raccogliere, ma è indispensabile anche per trasportare i prodotti verso i centri di stoccaggio, gli impianti di trasformazione e i mercati. <strong>Il suo rincaro si distribuisce lungo tutta la filiera, moltiplicando i costi di produzione e riducendo i margini di guadagno. </strong>A peggiorare la situazione è il fatto che la crisi energetica non arriva isolata. La guerra in Iran, iniziata a febbraio con l&#8217;intervento militare di Stati Uniti e Israele, ha contribuito a destabilizzare i <strong>mercati energetici</strong> internazionali. A questo si aggiungono le conseguenze del conflitto russo-ucraino e le tensioni commerciali provocate dai <strong>dazi</strong>.</p>



<p><a href="https://www.usda.gov/about-usda/news/press-releases/2026/10/19/trump-administration-announces-8-billion-harvest-fuel-relief-program">Harvest Fuel Relief</a> prevede 8 miliardi di dollari destinati a compensare almeno parzialmente l&#8217;aumento dei costi del diesel durante la stagione del raccolto. Secondo quanto comunicato dal Dipartimento dell&#8217;Agricoltura, i pagamenti saranno calcolati attraverso una formula che terrà conto delle superfici coltivate, dei costi, delle rese e delle stime dei prezzi agricoli. <strong>Ma c&#8217;è un dettaglio significativo nella tempistica</strong>: le informazioni operative sui pagamenti saranno comunicate a novembre, mentre l&#8217;erogazione degli aiuti è prevista per gennaio. <strong>Il provvedimento, quindi, viene annunciato prima delle elezioni, ma il denaro arriverà agli agricoltori soltanto dopo il voto. </strong>Secondo le stime del Dipartimento dell&#8217;Agricoltura, i trasferimenti governativi agli agricoltori nel 2026 dovrebbero raggiungere la cifra record di 47,4 miliardi di dollari, 19,5 miliardi in più rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p>Le associazioni dei produttori di mais, grano, cotone e sorgo hanno riconosciuto l&#8217;utilità degli aiuti, chiedendo contemporaneamente interventi strutturali. Altre organizzazioni hanno assunto posizioni decisamente più critiche. <strong>Farm Action</strong>, ad esempio, ha interpretato l&#8217;ennesimo salvataggio miliardario come il sintomo di un&#8217;economia agricola in difficoltà, sostenendo che il ricorso sistematico ai fondi pubblici non risolva le cause profonde della crisi. Ancora più esplicito <strong>Aaron Lehman</strong>, presidente dell&#8217;<strong>Iowa Farmers Union</strong>, che ha criticato le politiche dell&#8217;amministrazione per il loro contributo all&#8217;aumento dei costi di diesel e <strong>fertilizzanti</strong>, giudicando insufficiente un intervento emergenziale annunciato a ridosso delle elezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il boomerang della guerra commerciale</h2>



<p>Il punto politico è proprio questo: gli agricoltori possono accogliere favorevolmente gli aiuti senza per questo ritenere risolto il problema. E il fatto che un&#8217;amministrazione fortemente identificata con il libero mercato e la difesa della produzione nazionale debba ricorrere a trasferimenti pubblici di tale entità racconta quanto sia diventata complicata la situazione nelle campagne americane.</p>



<p>Dietro il malcontento degli agricoltori c&#8217;è una questione che attraversa tutta la politica economica trumpiana: la guerra commerciale. Per anni Trump ha presentato i dazi come lo strumento attraverso il quale restituire agli Stati Uniti la sovranità industriale e commerciale. <strong>L&#8217;obiettivo dichiarato era proteggere la produzione americana, </strong>ridurre la dipendenza dall&#8217;estero e costringere i partner internazionali a negoziare condizioni più favorevoli a Washington. Per l&#8217;agricoltura, tuttavia, il protezionismo presenta un problema strutturale. Gli Stati Uniti sono una grande <strong>potenza esportatrice di prodotti agricoli</strong> e una parte significativa della redditività del settore dipende dall&#8217;accesso ai mercati stranieri. La Cina rappresenta uno dei principali interlocutori commerciali, soprattutto per i produttori di <strong>soia</strong>, ma anche per quelli di <strong>sorgo </strong>e altri prodotti agricoli.</p>



<p>Il problema non riguarda soltanto il volume delle esportazioni. Riguarda anche la <strong>prevedibilità dei rapporti commerciali</strong>. Gli agricoltori pianificano investimenti, coltivazioni e acquisti di macchinari con largo anticipo. Un mercato che cambia rapidamente a causa delle decisioni politiche rende molto più difficile programmare le attività e valutare i rischi. A questo si aggiunge l&#8217;aumento dei costi dei fertilizzanti e delle attrezzature, che riduce ulteriormente la redditività.</p>



<p>Il problema politico di Trump non sembra essere, almeno sulla base di questi dati, il collasso della fedeltà del suo nucleo più radicale. Piuttosto, è l&#8217;indebolimento di quella <strong>coalizione più ampia</strong> che gli ha permesso di trasformare il <strong>movimento MAGA</strong> in una forza elettorale vincente. Una coalizione nella quale convivono conservatori tradizionali, piccoli imprenditori, agricoltori, lavoratori delle aree rurali ed elettori che hanno scelto Trump soprattutto per ragioni economiche.</p>



<p>Il problema, tuttavia, non consiste necessariamente nel trasferimento di questi voti ai Democratici. <strong>Il rischio più concreto è l&#8217;astensione.</strong> Ma il malessere delle campagne ora si inserisce in una crisi di consenso molto più ampia. Secondo il sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato il 19 ottobre, soltanto il 31% degli americani approva l&#8217;operato del presidente. Si tratta del livello più basso registrato dall&#8217;istituto durante entrambi i suoi mandati.</p>



<p><strong>E mancano 13 giorni alle midterm.</strong></p>
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		<title>Trump alza il tiro contro i giovani dem: il caso Omar diventa un banco di prova per le midterm</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-alza-il-tiro-contro-i-giovani-dem-il-caso-omar-diventa-un-banco-di-prova-per-le-midterm.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La perquisizione nell'abitazione della deputata somala riaccende lo scontro sull'uso politico delle agenzie federali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101410131922_ddff7b690e4c92ff200ac974465ade00-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La perquisizione nell&#8217;abitazione di <strong>Ilhan Omar</strong> a Washington potrebbe rappresentare qualcosa di più di un nuovo capitolo dello scontro tra <strong>Donald Trump</strong> e una delle sue più accese oppositrici. A meno di tre settimane dalle <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-ice-ai-seggi-la-sfida-del-voto-di-meta-mandato-tra-sicurezza-intimidazione-e-legge.html">midterm</a></strong>, l&#8217;intervento degli agenti federali nella casa della deputata del Minnesota ha riportato al centro del dibattito una questione destinata ad accompagnare l&#8217;ultima fase della campagna elettorale: <strong>fino a che punto lo scontro politico tra la Casa Bianca e l&#8217;opposizione può intrecciarsi con l&#8217;azione delle istituzioni investigative?</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.ansa.it/webimages/news_base/2026/10/12/79aebe795b060cba4cf93498b7c49f8b.webp" alt=""/></figure>



<p>L&#8217;operazione, condotta il 12 ottobre dagli agenti della <strong>Homeland Security Investigations </strong>nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine penale federale, è stata eseguita sulla base di un mandato autorizzato dall&#8217;autorità giudiziaria. Il Dipartimento di Giustizia non ha però chiarito ufficialmente la natura delle contestazioni né reso pubblici elementi che consentano di stabilire quali responsabilità siano eventualmente attribuite alla parlamentare. Gli agenti federali hanno fatto irruzione nell&#8217;abitazione della deputata alle prime luci dell&#8217;alba, <strong>trattenendosi per circa cinque ore</strong> alla ricerca di documenti compilati dal padre, oggi defunto, durante la sua infanzia. Omar ha denunciato l&#8217;operazione come un <strong>tentativo di intimidazione politica</strong>, accusando Trump di perseguitarla da un decennio attraverso accuse infondate e campagne diffamatorie. &#8220;Non riusciranno a mettermi a tacere&#8221;, ha assicurato.</p>



<p>Da tempo il presidente mette in discussione <strong>la legittimità della sua cittadinanza americana</strong>, rilanciando anche l&#8217;accusa, mai dimostrata, di aver sposato addirittura suo fratello. Nell&#8217;ultimo anno, inoltre, la deputata è tornata al centro degli attacchi repubblicani per uno scandalo di frodi ai danni dei programmi di assistenza sociale del Minnesota. Secondo gli investigatori federali, <strong>alcuni esponenti della comunità somala avrebbero ottenuto ingenti somme pubbliche fatturando servizi mai erogati. </strong>Non risultano, tuttavia, elementi che dimostrino un coinvolgimento personale di Omar in questo scandalo.</p>



<p>Tempismo perfetto, non c&#8217;è che dire, considerando che il Dipartimento di Giustizia segue tradizionalmente una prassi di cautela rispetto alle iniziative investigative pubbliche che possono interferire con una consultazione elettorale imminente. Il mandato giudiziario conferma l&#8217;esistenza di un procedimento, ma non risolve gli interrogativi sulle ragioni della sua esecuzione proprio in questa fase della campagna.</p>



<p>Per comprendere lo scontro tra la deputata, membro di spicco della cosiddetta “<strong>Squad</strong>”, bisogna tornare al 2018, quando Omar arrivò alla Camera dei Rappresentanti, diventando una delle prime due donne musulmane elette al Congresso e la prima rifugiata africana a ottenere un seggio. Nata in <strong>Somalia</strong> e naturalizzata americana nel 2000, è diventata rapidamente uno dei volti più riconoscibili della nuova sinistra democratica, soprattutto per le sue posizioni sull&#8217;immigrazione, sulla politica estera statunitense e sui diritti delle minoranze.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://thumb.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/64/Ilhan_Omar%2C_official_portrait%2C_116th_Congress.jpg/960px-Ilhan_Omar%2C_official_portrait%2C_116th_Congress.jpg?utm_source=it.wikipedia.org&amp;utm_campaign=index&amp;utm_content=thumbnail" alt="" style="width:589px;height:auto"/></figure>
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<p>La sua appartenenza al gruppo di parlamentari progressiste emerso durante il primo mandato di Trump, l&#8217;ha resa un bersaglio ricorrente degli attacchi repubblicani. Una contrapposizione che ha attraversato quasi un decennio, passando dalle polemiche sull&#8217;identità nazionale alle accuse relative alle sue posizioni su Israele, fino alle contestazioni riguardanti la storia migratoria della sua famiglia. Nei mesi scorsi, il vicepresidente <strong>JD Vance</strong> aveva pubblicamente accusato Omar di presunte irregolarità sui suoi documenti e sul suo ingresso nel Paese, <strong>senza presentare mai prove a sostegno delle proprie affermazioni. </strong>Aveva inoltre riferito di aver discusso con <strong>Stephen Miller,</strong> uno dei principali consiglieri della Casa Bianca, le possibili iniziative da intraprendere nei confronti della deputata. Pochi giorni prima dell&#8217;intervento federale, durante un comizio in Tennessee, Trump era tornato ad attaccare Omar, facendo riferimento alle sue origini somale e suggerendo che Vance e altri esponenti dell&#8217;amministrazione si stessero occupando del suo caso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://images.axios.com/Dove_MHpdnFvCa9aFxxJyOn2hqg=/0x0:3566x2006/1920x1080/2019/03/05/1551806597264.jpg?w=1920" alt=""/></figure>



<p>Questi attacchi al vetriolo nei confronti dei progressisti dem riflettono un certo nervosismo nel Gop man mano che il 3 novembre si avvicina. Dall&#8217;altro lato anche nei Democratici le acque sono agitate: le primarie democratiche hanno già mostrato segnali significativi. Ad agosto, sette deputati democratici uscenti sono stati sconfitti nelle rispettive primarie, cinque dei quali avevano raggiunto l&#8217;età pensionabile. In Colorado, la veterana Diana DeGette ha perso contro la ventinovenne socialista democratica Melat Kiros. In Connecticut, John Larson, 78 anni, è stato sconfitto dall&#8217;ex sindaco Luke Bronin. Episodi che mostrano come u<strong>na parte dell&#8217;elettorato democratico chieda un ricambio della classe dirigente</strong>, sebbene le ragioni delle singole sconfitte non siano riconducibili esclusivamente all&#8217;età o all&#8217;orientamento ideologico dei candidati.</p>



<p>In questo scenario, <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong> continua a rappresentare uno dei principali riferimenti della componente progressista. La deputata newyorkese sta utilizzando le midterm anche per consolidare la propria rete politica nazionale, sostenendo candidati che condividono parte della sua agenda economica e sociale. In Michigan, per esempio, ha appoggiato <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">Abdul El-Sayed</a></strong>, candidato democratico al Senato e possibile primo senatore musulmano degli Stati Uniti, sul quale i repubblicani hanno concentrato l&#8217;ennesima campagna diffamatoria. La competizione in Michigan è, infatti, un banco di prova per la capacità della sinistra democratica di parlare anche a <strong>elettori indipendenti e moderati</strong>. El-Sayed, dal canto suo, ha respinto la rappresentazione repubblicana delle proprie proposte come radicali, insistendo su sanità pubblica e difficoltà economiche delle famiglie.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5.jpg" alt=""/></figure>
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<p>Per Trump e i repubblicani, esponenti come questi incarnano una visione del Partito democratico che può essere contestata su immigrazione, identità nazionale, socialismo democratico e politica estera. Per una parte della base democratica, invece, quelle stesse figure rappresentano la disponibilità a confrontarsi direttamente con il presidente, senza affidarsi esclusivamente ai tradizionali strumenti della mediazione parlamentare.</p>



<p>Il contesto elettorale rende ora particolarmente delicata la vicenda Omar. <a href="https://www.pewresearch.org/politics/2026/10/08/with-americans-in-a-sour-mood-democratic-voters-are-more-engaged-in-midterms/">Secondo una rilevazione del Pew Research Center pubblicata l&#8217;8 ottobre</a>, il 44% degli elettori registrati esprimeva una preferenza per i democratici nelle elezioni nazionali della Camera, contro il 36% per i repubblicani: <strong>un vantaggio di otto punti percentuali </strong>che, pur non traducendosi automaticamente in seggi, fotografa il clima politico alla vigilia del voto. I democratici stanno inoltre ampliando la propria presenza elettorale in territori tradizionalmente repubblicani. I dem stanno tentando di rendere competitive decine di circoscrizioni controllate dal Grand Old Party, anche per costringere gli avversari a distribuire risorse finanziarie e organizzative su un territorio più vasto. Tra i fattori che alimentano questa strategia figurano le preoccupazioni per il costo della vita, gli effetti dei dazi e le conseguenze economiche della guerra con l&#8217;Iran.</p>



<p>Il sondaggio, inoltre, condotto tra il 28 settembre e il 4 ottobre, rileva inoltre che <strong>il tasso di approvazione di Trump si attesta ora al 30%, il più basso del suo secondo mandato</strong>. La maggior parte degli elettori (63%) considera Trump un fattore determinante nella scelta del candidato al Congresso, con una percentuale nettamente superiore (44%) che interpreta la propria scelta come un voto <em>contro </em>il presidente piuttosto che a suo favore (19%).</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-alza-il-tiro-contro-i-giovani-dem-il-caso-omar-diventa-un-banco-di-prova-per-le-midterm.html">Trump alza il tiro contro i giovani dem: il caso Omar diventa un banco di prova per le midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump chiude le porte agli osservatori internazionali: l&#8217;America rompe con l&#8217;OSCE</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-chiude-le-porte-agli-osservatori-internazionali-lamerica-rompe-con-losce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
		<category><![CDATA[Midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la prima volta in 24 anni Washington non invita gli osservatori alle elezioni di metà mandato. I precedenti di Russia e Bielorussia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-chiude-le-porte-agli-osservatori-internazionali-lamerica-rompe-con-losce.html">Trump chiude le porte agli osservatori internazionali: l&#8217;America rompe con l&#8217;OSCE</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211091033567_ae5e17f9be7a503140537d6d4aa8cd63-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti saranno un’eccezione per numerosi motivi. Fra i tanti, per la prima volta dal 2002, gli Stati Uniti non inviteranno gli <strong>osservatori dell&#8217;OSCE</strong> a monitorare un&#8217;elezione federale. La decisione interrompe una prassi consolidata e solleva una questione che va oltre il voto americano: quale credibilità può conservare la richiesta statunitense di trasparenza elettorale rivolta ad altri Paesi quando Washington rinuncia a sottoporsi allo stesso meccanismo di osservazione?</p>



<p>A poco meno di un mese dalle elezioni, gli Stati Uniti sono invischiati in diverse controversie che sollevano preoccupazioni sui diritti degli elettori. Il 25 settembre 2026, ad esempio, la Corte Suprema ha accolto un ricorso d&#8217;urgenza presentato dall&#8217;amministrazione Trump per ribaltare una sentenza che aveva temporaneamente impedito al governo di utilizzare la versione corrente del <strong>database SAVE </strong>(<em>Systematic Alien Verification for Entitlements</em>) del Dipartimento per la Sicurezza Interna per verificare la cittadinanza degli elettori. <strong>L&#8217;uso continuato del database potrebbe portare gli Stati a impedire ingiustamente a diverse persone di votare</strong>. L&#8217;affidamento a questa fonte incompleta ha già erroneamente segnalato alcune iscrizioni elettorali di <strong>cittadini naturalizzati</strong>, sottoponendole a ulteriori verifiche. In pratica, queste segnalazioni creano ostacoli all&#8217;accesso alle urne, poiché solo ad alcuni cittadini viene richiesto di adempiere agli oneri amministrativi e di fornire ulteriori prove di cittadinanza.</p>



<p>Per oltre vent&#8217;anni gli osservatori hanno monitorato le elezioni americane, verificato le procedure di voto e valutato il rispetto degli <strong>standard democratici</strong>. Questa volta, però, si resta fuori. L&#8217;amministrazione di <strong>Donald Trump</strong> ha virato verso una decisione che assume un significato politico ben più ampio della semplice rinuncia a una missione di osservazione elettorale. Perché a essere messo in discussione non è soltanto il ruolo dell&#8217;organizzazione, ma <strong>il principio stesso secondo cui anche le democrazie più consolidate accettano una valutazione internazionale indipendente. </strong>Il rifiuto arriva da un&#8217;amministrazione che ha già manifestato una profonda diffidenza verso numerosi organismi multilaterali, considerati spesso strumenti di ingerenza nelle prerogative degli Stati sovrani.</p>



<p><a href="https://www.oscepa.org/en/news-a-media/press-releases/2026/odihr-and-osce-parliamentary-assembly-regret-the-absence-of-invitation-to-observe-u-s-mid-term-elections">La reazione dell&#8217;OSCE è arrivata il 23 settembre scorso </a>attraverso una dichiarazione congiunta dell&#8217;Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) e dell&#8217;Assemblea parlamentare dell&#8217;organizzazione. I due organismi hanno definito la scelta &#8220;deplorevole e incompatibile con gli impegni assunti dagli Stati partecipanti&#8221; attraverso il <strong>Documento di Copenaghen</strong> del 1990, che riconosce il contributo degli osservatori internazionali alla trasparenza dei processi elettorali. Dal 2002 l&#8217;OSCE ha monitorato dodici elezioni federali statunitensi, comprese sei consultazioni di metà mandato. Lo aveva fatto anche nel 2018, durante la prima presidenza Trump, e nel 2024, quando il <em>tycoon</em> ha conquistato nuovamente la Casa Bianca.</p>



<p>“Nel corso di oltre vent&#8217;anni, l&#8217;ODIHR ha instaurato un rapporto costruttivo con le autorità e le parti interessate al processo elettorale in tutti gli Stati Uniti, e ci dispiace non poter proseguire questa attività durante le prossime elezioni di medio termine”, ha dichiarato la direttrice dell&#8217;ODIHR, <strong>Maria Telalian</strong>. “L&#8217;osservazione elettorale non è un giudizio su un Paese o sulle sue istituzioni. Fornisce agli elettori, agli amministratori elettorali, ai candidati e al pubblico in generale una valutazione indipendente e obiettiva del processo elettorale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una lunga polemica</h2>



<p>La scelta si inserisce in una relazione già deteriorata tra Washington e l&#8217;OSCE, organizzazione della quale gli Stati Uniti sono membri e che riunisce 57 Stati partecipanti dell&#8217;Europa, dell&#8217;America settentrionale e dell&#8217;Asia centrale. Nel dicembre 2025, un alto funzionario del Dipartimento di Stato aveva addirittura prospettato la possibilità di <strong>un&#8217;uscita americana dall&#8217;organizzazione</strong> in assenza di riforme sostanziali. Tra le richieste figuravano una riduzione del bilancio, un ridimensionamento delle attività considerate invasive delle politiche nazionali e un diverso approccio al <strong>dialogo con la Russia</strong>. L&#8217;ambasciatore statunitense presso l&#8217;OSCE, <strong>Darrell Owens,</strong> ha successivamente sostenuto la necessità di riformare e ridefinire le priorità dell&#8217;organizzazione.</p>



<p>Le critiche più dure sono arrivate dalle organizzazioni per i diritti umani e dall&#8217;opposizione democratica. <a href="https://www.hrw.org/news/2026/09/25/us-trump-administration-rejects-external-election-observers">Human Rights Watch ha sottolineato la contraddizione</a> tra la posizione storicamente assunta dagli Stati Uniti nei confronti dei Paesi che rifiutano il monitoraggio internazionale e la scelta compiuta dall&#8217;attuale amministrazione. <a href="https://www.foreign.senate.gov/press/dem/release/ranking-member-shaheen-condemns-unprecedented-move-to-block-international-observers-from-us-midterm-elections">Il 6 ottobre, Jeanne Shaheen</a>, esponente democratica di riferimento della commissione Esteri del Senato, ha denunciato <strong>il rischio che la decisione comprometta ulteriormente la fiducia degli americani nel sistema elettorale</strong>. </p>



<p>La questione è particolarmente delicata in un Paese nel quale le accuse di brogli, le controversie sulle procedure di voto e il rapporto tra autorità federali e statali sono diventati elementi centrali del confronto politico. &#8220;Il governo statunitense critica da tempo la Russia e altri governi per aver eluso il controllo esterno sulle proprie elezioni&#8221;, ha dichiarato Philippe Bolopion , direttore esecutivo di Human Rights Watch. &#8220;Ora l&#8217;amministrazione Trump sta imitando questo comportamento&#8221;.</p>



<p>Negli ultimi anni, <strong>l&#8217;OSCE non è stata in grado di monitorare le elezioni in Bielorussia , Georgia e Tagikistan </strong>a causa del rifiuto di questi governi di partecipare tempestivamente alle procedure di monitoraggio e, nel caso della Russia, del rifiuto stesso di inviare un invito. Nel 2024, gli Stati Uniti hanno criticato aspramente la Russia per la sua mancata cooperazione, affermando che &#8220;per decenni, gli Stati Uniti hanno invitato gli osservatori dell&#8217;OSCE a valutare le nostre elezioni e hanno incoraggiato gli altri Stati partecipanti a fare lo stesso. Apprezziamo le valutazioni approfondite, professionali e imparziali degli osservatori dell&#8217;OSCE e prendiamo sul serio le loro raccomandazioni&#8221;. A quanto pare, ora non più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-chiude-le-porte-agli-osservatori-internazionali-lamerica-rompe-con-losce.html">Trump chiude le porte agli osservatori internazionali: l&#8217;America rompe con l&#8217;OSCE</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa, ICE ai seggi? La sfida del voto di metà mandato tra sicurezza, intimidazione e legge</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-ice-ai-seggi-la-sfida-del-voto-di-meta-mandato-tra-sicurezza-intimidazione-e-legge.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L'eventuale presenza dell'ICE durante le operazioni di voto non è gradita: ora gli Stati e le associazioni si stanno preparando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-ice-ai-seggi-la-sfida-del-voto-di-meta-mandato-tra-sicurezza-intimidazione-e-legge.html">Usa, ICE ai seggi? La sfida del voto di metà mandato tra sicurezza, intimidazione e legge</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123151757442_90b4c40538d42e97307852c1c52a77d3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A maggio, quando al presidente Trump è stato chiesto se avrebbe inviato truppe della Guardia Nazionale o agenti dell&#8217;ICE ai seggi elettorali durante le elezioni di metà mandato, ha risposto che avrebbe &#8220;fatto tutto il necessario per garantire elezioni oneste; dobbiamo avere elezioni oneste&#8221;. Un appuntamento elettorale militarizzato. Questo potrebbe essere, a detta di molti, l’aspetto delle prossime <strong>midterm</strong>. L&#8217;<strong>ICE </strong>potrebbe essere presente nei seggi elettorali per &#8220;dare seguito a minacce specifiche&#8221;. <strong>Steve Bannon</strong>, ex stratega capo del presidente, ha trascorso gran parte dell&#8217;anno sostenendo che l&#8217;amministrazione Trump avrebbe inviato le famigerate squadracce a &#8220;circondare i seggi&#8221; per impedire &#8220;un&#8217;altra&#8221; elezione truccata. </p>



<p>Se nel febbraio scorso, durante un briefing con i funzionari elettorali statali, Heather Honey, allora <em>deputy assistant secretary</em> del DHS per l&#8217;<em>Election Integrity,</em> aveva escluso la presenza dell&#8217;ICE ai seggi, il 1° settembre il segretario alla <em>Homeland Security </em>Markwayne Mullin ha dichiarato che gli agenti ICE potrebbero essere presenti presso un seggio se dovesse intervenire per una <strong>minaccia specifica</strong> o per eseguire un <strong>mandato d&#8217;arresto</strong>. Mullin ha contemporaneamente escluso l&#8217;idea di un pattugliamento ordinario dei seggi. La novità più significativa degli ultimi giorni è che <strong>diversi Stati stanno predisponendo protocolli nel caso in cui agenti federali si presentino effettivamente nei luoghi di voto.</strong> Non va poi dimenticato che a luglio, il Procuratore Generale <strong>Todd Blanche</strong>, interrogato al Senato sulla possibilità di agenti federali armati nei seggi, non ha escluso categoricamente lo scenario, limitandosi a dire che avrebbe seguito la legge.</p>



<p><strong>Ma quanto è reale questo pericolo? </strong>Ma soprattutto, cosa dicono i numeri? Facciamo due conti. <strong>L&#8217;ICE conta circa 22.000 agenti.</strong> I seggi si attestano sulle 5mila unità. Se il Dipartimento per la Sicurezza Interna tentasse di dislocare un singolo agente dell&#8217;ICE in ogni seggio elettorale, continuando a svolgere tutte le altre mansioni, coprirebbe circa il 25% dei seggi del Paese. Quasi tutti gli Stati, inoltre, ormai consentono il voto anticipato che può durare diverse settimane. Pattugliare questo aspetto è pressoché impossibile.</p>



<p>A questo si aggiunge l’altra peculiarità americana: alle midterm 2022 votò in anticipo il 47% degli elettori americani, mentre nel 2026 il 97% degli aventi diritto avrà accesso a una forma di voto anticipato. Un sondaggio nazionale di agosto indica inoltre che il 19% degli americani prevede di votare per posta o tramite <em>absentee ballot</em>. Lo spostamento dal giorno delle elezioni è più evidente per i <strong>cittadini naturalizzati</strong>, presunto bersaglio dell&#8217;ICE ai seggi. Nel 2024, i cittadini naturalizzati hanno votato per corrispondenza con quasi 8 punti percentuali sopra i cittadini nati negli Stati Uniti. Paradossalmente, se l&#8217;amministrazione mobilitasse l&#8217;ICE il giorno delle elezioni, quegli agenti si troverebbero ad affrontare in modo sproporzionato gli elettori&#8230; nati negli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come gli Stati si preparano</h2>



<p>Ma sopra ogni cosa esiste la legge. O almeno si spera. Se gli Stati Uniti sono assuefatti alla presenza armata, l’<strong>invadenza federale</strong> è mal digerita, soprattutto nel Sud. Il <a href="https://www.law.cornell.edu/uscode/text/18/592">titolo 18 del Codice degli Stati Uniti</a>, sezione 592, stabilisce che nessun funzionario federale può tenere &#8220;truppe o uomini armati&#8221; in un seggio elettorale, se non per respingere nemici armati. Lo stesso titolo vieta l&#8217;intimidazione degli elettori. Accanto a questo, <strong>le leggi statali vietano l&#8217;intimidazione degli elettori, classificandola come reato. </strong>Molti Stati vietano anche di portare armi da fuoco nei pressi dei seggi elettorali, delle urne per il voto o di altre strutture elettorali. Ma se tutto questo impianto di garanzie non bastasse, ci sarebbe il <em>common sense</em>… a bastare: <strong>eserciti di attivisti</strong> per la democrazia si scatenerebbe contro Washington. Le elezioni verrebbero rallentate da una valanga di denunce e ricorsi, e banalmente tutto questo potrebbe essere un motivo valido per <strong>estendere l&#8217;orario di apertura dei seggi elettorali</strong>. </p>



<p>Funzionari elettorali statali, dal Maine all&#8217;Oregon, stanno ora preparando procedure specifiche. In <strong>New Mexico</strong>, per esempio, la segretaria di Stato Maggie Toulouse Oliver ha spiegato che i funzionari locali verranno preparati a chiedere inizialmente agli agenti di lasciare l&#8217;area di voto e, se necessario, a coinvolgere lo sceriffo della contea e successivamente gli avvocati. In <strong>Michigan</strong>, invece, l’approccio sarà più <em>strong</em>: il vicesegretario di Stato ha dichiarato che l&#8217;ICE non avrà un ruolo nell&#8217;amministrazione delle elezioni e che un&#8217;attività dell&#8217;agenzia nei pressi di un seggio potrebbe essere considerata alla stregua di <strong>intimidazione degli elettori</strong>.</p>



<p>Qualcuno però sta cercano di correre ai ripari prima che la situazione sfugga di mano. Una cordata di associazioni, tra cui <strong>NAACP Legal Defense Fund, Common Cause, LULAC e UnidosUS</strong>, ha presentato una causa federale per impedire preventivamente che agenti federali armati, compreso l&#8217;ICE, vengano dispiegati nei luoghi di voto. L’iniziativa mira a proteggere gli elettori di tutto il Paese, in particolare gli elettori afroamericani, ispanici, asiatici e delle isole del Pacifico, gli immigrati e i cittadini naturalizzati, nonché gli elettori provenienti da famiglie con status misto, che temono di essere interrogati, arrestati, detenuti, sorvegliati o di subire l&#8217;uso della forza da parte di agenti federali mentre votano, si registrano o svolgono il loro ruolo di funzionari elettorali. Tutti abusi che violano, fra l’altro, anche la Sezione 11(b) del <strong>Voting Rights Act</strong>, che vieta l&#8217;intimidazione, le minacce e la coercizione nei confronti delle persone che votano o tentano di votare, nonché nei confronti di coloro che incoraggiano o assistono altri nel voto.</p>



<p>Basterà? Chissà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-ice-ai-seggi-la-sfida-del-voto-di-meta-mandato-tra-sicurezza-intimidazione-e-legge.html">Usa, ICE ai seggi? La sfida del voto di metà mandato tra sicurezza, intimidazione e legge</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è davvero americano? Trump riscrive il censimento degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-davvero-americano-trump-riscrive-il-censimento-degli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 05:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="390" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1-600x382.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p> La mossa, infatti, potrebbe cambiare significativamente la rappresentanza politica e i finanziamenti federali che ogni Stato riceve. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="390" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-470420060-612x612-1-600x382.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti, il crogiolo di Dio secondo Israel Zangwill, a 250 anni dalla loro fondazione stentano ancora a definire chi sia l&#8217;americano-tipo. Al netto delle disquisizioni sociologiche, inquadrare statisticamente gli americani è antica competenza del <em>Census</em>, soprattutto se in gioco ci sono gli esiti elettorali. A una manciata di settimane dalle <strong>midterm</strong>, l&#8217;Ufficio del Censimento americano <a href="https://thefederalregister.org/documents/2026-18481/decennial-census-of-the-population-of-americans-proposed-residence-criteria-and-proposed-regulations-for-demographic-que?utm_source=chatgpt.com">propone di aggiungere due nuove sezioni </a>al Codice dei Regolamenti Federali che disciplina il <strong>censimento decennale</strong>.</p>



<p>In primo luogo, propone di aggiungere una sezione che delinei i criteri di residenza utilizzati per <strong>identificare la &#8220;residenza abituale&#8221;</strong> di ciascuna persona, come necessario per determinare se e dove includerla nel censimento della popolazione in tutti gli Stati Uniti. In secondo luogo, l&#8217;Ufficio del Censimento propone di aggiungere una sezione che stabilisca standard e restrizioni per l&#8217;inclusione di determinate <strong>domande demografiche</strong> nel questionario.</p>



<p>Il primo aspetto riguarda chi viene conteggiato ai fini dell&#8217;<strong><em>apportionment</em></strong>, cioè della distribuzione dei seggi alla Camera dei rappresentanti tra gli Stati. La proposta stabilisce che saranno conteggiati gli stranieri che, al 1° aprile dell&#8217;anno censuario, siano cittadini statunitensi oppure <em><strong>lawful permanent residents</strong></em>, cioè titolari della green card. Gli altri cittadini stranieri, invece, non verrebbero conteggiati.</p>



<p>Questo significa che <strong>la modifica non riguarderebbe soltanto gli immigrati privi di status legale. </strong>Verrebbero esclusi anche, tra gli altri, lavoratori temporanei, studenti internazionali, rifugiati e richiedenti con status temporaneo o umanitario che non siano <em>lawful permanent residents</em>. È una differenza importante rispetto al sistema attuale nel quale tutte le persone con una <em>usual residence</em> negli Stati Uniti vengono incluse, cittadini e non cittadini, indipendentemente dallo status migratorio.</p>



<p>Ma veniamo alla seconda questione. Nel marzo 2024, l&#8217;<em>Office of Management and Budget</em> aveva approvato nuovi standard federali per le categorie <em>race</em> ed <em>ethnicity</em>. Il <em>Census Bureau</em> aveva dichiarato che stava preparando l&#8217;implementazione di questi nuovi standard proprio nel Census 2030. La revisione prevedeva, tra le altre cose, una domanda combinata <em>race/ethnicity </em>e una nuova categoria minima <em>Middle Eastern or North African</em> (MENA). Ora, il Census Bureau propone di stabilire per regolamento che nel questionario utilizzato per l&#8217;enumerazione non compaia alcuna domanda su etnia o orientamento sessuale. La disposizione proposta è molto precisa: queste domande sarebbero escluse da qualsiasi questionario. Il Bureau sostiene che eliminare queste domande <strong>ridurrebbe il carico per gli intervistati</strong> e i <strong>rischi legati alla riservatezza dei dati</strong>. La proposta sostiene inoltre che il censimento dovrebbe concentrarsi sulla sua funzione costituzionale fondamentale: contare la popolazione.</p>



<p>Si tratta al momento di una proposta regolamentare, non di una decisione definitiva. Il Federal Register ha aperto una fase di consultazione pubblica e il termine per presentare osservazioni è 13 ottobre 2026. Il documento è stato firmato l&#8217;8 settembre dal segretario al Commerce Howard Lutnick ed è stato pubblicato il 10 settembre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi fa comodo?</h2>



<p>Un’amministrazione che ha fatto dello smantellamento delle <strong>politiche DEI</strong> perché potrebbe giovarsi del non porre quesiti sull’etnia? Trump ha a lungo criticato il fatto che gli immigrati che vivono illegalmente negli Stati Uniti siano inclusi nel censimento, che viene utilizzato per determinare quanti seggi spettano a ciascuno stato alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e nei distretti legislativi statali. Nel suo primo mandato, Trump cercò di aggiungere una domanda sulla cittadinanza al censimento del 2020, ma fu bloccato dalla <strong>Corte Suprema</strong>, che stabilì che il governo federale aveva fornito una motivazione &#8220;pretestuosa&#8221;.</p>



<p>La mossa, infatti, potrebbe cambiare significativamente la rappresentanza politica e i finanziamenti federali che ogni Stato riceve. Questo sforzo potrebbe avere effetti devastanti, lasciando città e Stati con una popolazione immigrata relativamente elevata con aiuti federali e rappresentanza politica insufficienti. Una simulazione del <em>New York Times</em> ha rilevato che, applicando oggi la nuova metodologia, <a href="https://censuseasy.com/blog/trump-census-proposal-could-backfire-on-red-states"><strong>Texas</strong> e <strong>Florida</strong></a> potrebbero ottenere un seggio in meno rispetto a uno scenario nel quale venissero conteggiati tutti i residenti. </p>



<p>È un dato interessante perché sono entrambi Stati a maggioranza politica repubblicana. Il Texas, in particolare, ha circa <strong>1,7 milioni di immigrati privi di status legale</strong> secondo le stime. La <a href="https://www.pewresearch.org/short-reads/2020/07/24/how-removing-unauthorized-immigrants-from-census-statistics-could-affect-house-reapportionment/"><strong>California</strong> </a>è un altro Stato potenzialmente molto esposto. Una precedente analisi del <em>Pew Research Center,</em> realizzata nel 2020 sulla base delle stime allora disponibili, indicava che l&#8217;esclusione degli immigrati irregolari avrebbe fatto perdere alla California un seggio aggiuntivo rispetto alla perdita già prevista nello scenario ordinario. Florida e Texas avrebbero anch&#8217;essi perso un seggio rispetto allo scenario di conteggio completo.</p>



<p>Le simulazioni più recenti indicano, tra gli Stati che potrebbero beneficiare del cambiamento, <strong>Minnesota</strong> e <strong>Oregon</strong>. In una simulazione basata sulle stime FWD.us, entrambi potrebbero ottenere un seggio che altrimenti non avrebbero. Un&#8217;altra simulazione, utilizzando stime Pew, produce invece un risultato parzialmente diverso, con Minnesota e <strong>Ohio </strong>tra gli Stati che potrebbero beneficiare.</p>



<p>Tutto questo, al momento, non rischia alcun impatto sulle imminenti midterm. La proposta del Census Bureau, infatti, non cambierà il numero di deputati che gli Stati eleggeranno il 3 novembre 2026. L&#8217;<em>apportionment </em>sulla base del censimento 2030 avverrà dopo la pubblicazione dei nuovi dati, prevista entro il 2031. Il programma ufficiale del Census Bureau prevede infatti la consegna dei dati per il <em>redistricting</em> entro il 1° aprile 2031.</p>



<p></p>
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		<title>La guerra alle scorte: perché in Ucraina anche i depositi sanitari sono nel mirino dei russi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-alle-scorte-perche-in-ucraina-anche-i-depositi-sanitari-sono-nel-mirino-dei-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 05:05:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/soldati-ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/soldati-ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/soldati-ucraina.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dai grandi hub farmaceutici ai depositi dell’Oms, fino agli stabilimenti: gli attacchi mettono sotto pressione la catena sanitaria ucraina.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/soldati-ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/soldati-ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/soldati-ucraina.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siti militari, città, logistica: sono molteplici gli obiettivi degli attacchi russi nel mezzo della <strong>guerra in Ucraina</strong>. Ma in un conflitto di logoramento anche tutto ciò che permette di continuare a curare, rifornire e sopravvivere diventa un obiettivo. È quanto sta accadendo in Ucraina, dove negli ultimi mesi la rete dei <strong>depositi sanitari</strong> e umanitari è finita sempre più spesso sotto il fuoco russo. A essere investiti dagli attacchi sono anche i grandi nodi logistici nei quali vengono conservati medicinali, apparecchiature e materiale destinato agli ospedali e alle popolazioni delle zone più vicine al fronte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i0.wp.com/novaukraine.org/wp-content/uploads/2025/11/NU-warehouse-on-fire-Nov-2025.jpg?w=1000&amp;ssl=1" alt=""/></figure>



<p>Il 15 settembre <em>Reuters</em> ha intervistato <strong>Matthias Schmale</strong>, coordinatore umanitario ONU per l&#8217;Ucraina. Secondo Schmale, nel 2026 sono stati colpiti <strong><a href="https://www.reuters.com/world/europe/un-weighs-moving-ukraine-aid-supplies-underground-after-warehouse-hits-2026-09-15/">10 magazzini utilizzati dalle Nazioni Unite</a></strong>, con la distruzione di forniture per milioni di dollari. L&#8217;ONU sta quindi considerando soluzioni che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate eccezionali: spostare le scorte in bunker sotterranei, ritardare gli acquisti e l&#8217;ingresso delle merci in Ucraina fino a quando sono effettivamente necessarie e investire maggiormente nella protezione della logistica e del personale. </p>



<p>Tutto ciò genera costi che non erano stati previsti nel <strong>budget umanitario ONU da 2,3 miliardi di dollari per il 2026</strong>. A fine agosto, anche il governo ucraino ha modificato temporaneamente le <strong>regole sullo stoccaggio dei medicinali</strong>, consentendo alle aziende di utilizzare depositi aggiuntivi. La motivazione ufficiale è esplicita: disperdere le scorte su più siti per diminuire il rischio che un attacco contro un singolo deposito provochi la perdita simultanea di grandi quantità di medicinali.</p>



<p>L&#8217;<strong>OMS</strong> riferisce che tra luglio e inizio settembre <strong>tre suoi depositi</strong> in diverse regioni dell&#8217;Ucraina sono stati distrutti dagli attacchi aerei. A <strong>Dnipro</strong>, in particolare, un doppio attacco ha distrutto completamente il magazzino e causato la perdita di metà delle forniture mediche e delle attrezzature destinate a più di duecentomila persone nelle aree del fronte e difficilmente raggiungibili. Il 3 settembre scorso è stato poi distrutto <strong><a href="https://en.interfax.com.ua/news/general/">Biokon</a></strong>, nel distretto di Boryspil, uno dei principali depositi OMS nella <strong>regione di Kyiv</strong>.Un dato ancora più rilevante arriva dal presidente della commissione Sanità del Parlamento ucraino, <strong>Mykhailo Radutsky:</strong> secondo la sua ricostruzione, l&#8217;attacco ha completamente distrutto il complesso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://uimg.pravda.com.ua/buckets/upstatic/images/doc/2/2/905396/225323d590ff698624cc6fb65505d27f.jpeg?w=900&amp;q=90&amp;f=webp" alt=""/></figure>



<p>L&#8217;OMS documenta che nel 2025 gli attacchi contro l&#8217;assistenza sanitaria ucraina erano aumentati di quasi il 20% rispetto al 2024, mentre quelli contro i magazzini medici erano triplicati. Al 23 febbraio 2026 l&#8217;OMS aveva documentato almeno 2.881 attacchi contro la sanità dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione su vasta scala del 24 febbraio 2022. </p>



<p>Tra il 7 e l’8 settembre scorsi, secondo <em>Ukrainska Pravda</em>, due missili balistici hanno colpito un <strong>deposito di Optima-Pharm</strong>, uno dei maggiori distributori farmaceutici ucraini. La stessa struttura era già stata colpita nel 2025; Il 12-13 settembre è stato quindi interessato <strong>Universal Logistic</strong>, sempre nel distretto di Boryspil. La struttura disponeva di circa 21.000 metri quadrati di magazzini e serviva alcuni dei maggiori distributori farmaceutici del Paese. Gli allarmi aerei e gli attacchi avevano inoltre impedito ai fornitori di evacuare le merci. Il 14 settembre è stato colpito anche un deposito BaDM alla periferia di Odessa. E ancora, il 23 settembre è stato colpito lo <strong>stabilimento farmaceutico Darnytsia di Kyiv</strong>. Il 26 settembre lo stabilimento è stato colpito nuovamente. Il 28, per la terza volta in sei giorni. La società ha confermato l&#8217;attacco e l&#8217;assenza di vittime, chiedendo di non diffondere immagini o informazioni sui danni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://uimg.pravda.com.ua/buckets/upstatic/images/doc/7/8/909316/78627498d36baef2e4a3a5a420b66b06.jpeg?w=900&amp;q=90&amp;f=webp" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;attacco al deposito di Optima-Pharm</figcaption></figure>



<p>Un precedente rende ancora meglio la dimensione della posta in gioco: quando nel 2025 venne colpito un deposito di Optima-Pharm, le merci distrutte equivalevano a circa il 20% della scorta mensile di farmaci dell&#8217;intero Paese. Nonostante gli attacchi del mese scorso, <strong>Kiev non registra al momento una carenza sistemica</strong>: secondo lo <em>State Expert Centre </em>del ministero della Salute, le catene farmaceutiche dispongono mediamente di <strong>scorte per uno-due mesi</strong>. In alcune aree, tuttavia, la disponibilità di determinati prodotti è già scesa a <strong>due-tre settimane</strong>. È proprio la vulnerabilità dei grandi depositi ad aver imposto un cambio di modello: meno medicinali concentrati in giganteschi hub, partite più piccole, più siti di stoccaggio e una catena delle importazioni progressivamente decentralizzata.</p>



<p>Prima degli attacchi di settembre, il sistema farmaceutico ucraino funzionava anche grazie alla concentrazione di grandi quantità di medicinali in pochi hub logistici. Secondo i dati raccolti da <em><a href="https://www.pravda.com.ua/articles/2026/09/12/8053029/">Ukrainska Pravda</a></em>, nei grandi depositi i prodotti importati potevano rimanere stoccati per due o tre mesi. Il complesso Biokon, colpito il 3 settembre, custodiva da solo medicinali destinati a coprire almeno tre mesi di fabbisogno dei pazienti.</p>



<p>Tutto questo si abbatte come una scure non solo sulla possibilità di curare, ma anche sui <strong>prezzi di farmaci</strong> e terapie comuni. Una confezione di un farmaco per alleviare i sintomi del raffreddore e dell&#8217;influenza, che all&#8217;inizio di agosto costava 337 grivne in farmacia, ora viene venduta a 407 in un nuovo lotto. Tuttavia, la preoccupazione non riguarda solo il prezzo. La questione cruciale rimane se ci sarà una carenza di medicinali, soprattutto per i pazienti che ne hanno bisogno quotidianamente o che soffrono di gravi malattie croniche. Il Ministero della Salute, i distributori farmaceutici e le farmacie stesse rassicurano che al momento la maggior parte dei farmaci è disponibile. Ma la situazione potrebbe precipitare da un momento all&#8217;altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-alle-scorte-perche-in-ucraina-anche-i-depositi-sanitari-sono-nel-mirino-dei-russi.html">La guerra alle scorte: perché in Ucraina anche i depositi sanitari sono nel mirino dei russi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Christa Pike: trent’anni nel braccio della morte, lo stop un’ora prima dall’esecuzione, l&#8217;iniezione fallita</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/trentanni-nel-braccio-della-morte-poi-lo-stop-a-unora-dallesecuzione-il-caso-christa-pike-tiene-lamerica-col-fiato-sospeso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 21:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE.webp 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Condannata a morte nel 1996, Christa Pike doveva essere giustiziata in Tennessee. A un’ora dall’esecuzione, una corte ha fermato tutto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/trentanni-nel-braccio-della-morte-poi-lo-stop-a-unora-dallesecuzione-il-caso-christa-pike-tiene-lamerica-col-fiato-sospeso.html">Christa Pike: trent’anni nel braccio della morte, lo stop un’ora prima dall’esecuzione, l&#8217;iniezione fallita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE.webp 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/CHRISTA-PIKE-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Quando <strong>Christa Pike</strong> venne condannata a morte aveva solo 18 anni. Oggi, dopo 30 anni, avrebbe dovuto essere eseguita la sua sentenza, quando la mano dei boia è stata fermata a un’ora dall’iniezione letale. A circa un&#8217;ora dall&#8217;orario previsto, la Corte d&#8217;Appello federale del Sesto Circuito, con una decisione 2 a 1, <strong>ha fermato l&#8217;esecuzione</strong>. Poi, qualche ora dopo, il via libera alla procedura: la donna sopravvive a ben 2 iniezioni. Una scena da film dell&#8217;orrore: al momento non si conoscono le condizioni di salute della detenuta, né se sia ancora in vita.</p>



<p>Secondo le ricostruzioni della stampa americana, le autorità penitenziarie hanno somministrato a Pike due dosi di <strong>pentobarbital</strong>. La tenda che separava i testimoni dalla camera dell’esecuzione è stata abbassata ma quando è stata riaperta circa tre minuti dopo, Pike era ancora viva. La tenda è stata quindi richiusa; i giornalisti avrebbero continuato a sentire il rumore del suo respiro, prima che l’audio venisse interrotto e i testimoni allontanati. I suoi legali hanno successivamente confermato il fallimento dell’esecuzione e il trasferimento in ospedale. Secondo la loro versione, durante la procedura sarebbero emersi diversi problemi: difficoltà nell&#8217;accesso alle vene, rottura delle vene, possibile pentobarbital degradato, ma soprattutto mancanza di immediata assistenza medica d&#8217;emergenza.</p>



<p>Tutto comincia a <strong>Knoxville</strong>, Tennessee, nel gennaio 1995. Christa ha appena 18 anni ed è iscritta al Knoxville Job Corps Center, un programma federale di formazione professionale per recuperare ragazzi a rischio dispersione scolastica. Nello stesso centro studia Colleen Slemmer, 19 anni. Secondo la ricostruzione dell&#8217;accusa, Pike era convinta che Slemmer rappresentasse una minaccia alla sua relazione con il fidanzato Tadaryl Shipp, allora diciassettenne. Un intreccio da <em>teen drama</em> che presto si trasformerà in tragedia.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://assets3.cbsnewsstatic.com/hub/i/r/2025/10/02/42718e7e-111d-4952-8a68-4fb086272ed4/thumbnail/1240x1656/89018ddcbce259406660304c4593f58b/ap25274698404563.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il 12 gennaio 1995, Pike, Shipp e un&#8217;altra ragazza, Shadolla Peterson, conducono Slemmer in un bosco nei pressi del campus dell’Università del Tennessee. Secondo gli atti processuali, Slemmer viene picchiata e ferita ripetutamente con diverse armi, tra cui un taglierino; l&#8217;aggressione sarebbe durata tra mezz&#8217;ora e un&#8217;ora. Alla fine la ragazza muore per le sevizie subite. Sul corpo vengono incisi simboli, tra cui un <strong>pentagramma</strong>. Un dettaglio macabro diventa particolarmente importante nella successiva rappresentazione mediatica del caso: una parte del cranio della vittima viene asportata. Testimonianze raccolte al processo sostengono che <strong>Pike l&#8217;avesse conservata come una sorta di trofeo</strong>, vantandosene con i suoi compagni.</p>



<p>Il delitto si trasforma immediatamente in un caso mediatico, anche perché gli Stati Uniti stanno ancora facendo i conti con gli strascichi del cosiddetto &#8220;<strong><em>satanic panic</em></strong>&#8220;, l&#8217;ondata di paura verso presunti culti satanici sviluppatasi soprattutto negli anni Ottanta e Novanta. Il processo si chiude nel 1996 con un verdetto di colpevolezza. <strong>A vent&#8217;anni Christa entra nel braccio della morte</strong>, diventando all&#8217;epoca una delle più giovani donne condannate alla pena capitale negli Stati Uniti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-531122" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il caso riapre, come periodicamente accade negli Stati Uniti, <a href="https://it.insideover.com/politica/florida-la-fabbrica-della-morte-di-desantis-perche-il-governatore-accelera-sulle-esecuzioni.html">l’atavico dibattito sulla pena di morte</a>. Sebbene l&#8217;esecuzione sia stata sospesa, potrebbe comunque procedere nel corso della giornata poiché lo Stato ha chiesto rapidamente alla <strong>Corte Suprema </strong>degli Stati Uniti di annullare l&#8217;ordinanza emessa all&#8217;ultimo minuto dal tribunale distrettuale. <strong>Se ciò dovesse accadere, Pike diventerebbe l&#8217;unica donna giustiziata nel Tennessee negli ultimi 200 anni</strong>.</p>



<p>Concedendo la sospensione, la Corte d&#8217;Appello del Sesto Circuito degli Stati Uniti ha stabilito che una &#8220;breve&#8221; pausa nel procedimento di esecuzione era necessaria per risolvere le nuove rivendicazioni del team legale di Pike, il quale sostiene che i suoi avvocati nel processo penale iniziale non abbiano adeguatamente integrato nella loro difesa le sue numerose esperienze di <strong>abusi subiti durante l&#8217;infanzia</strong>, risultando pertanto inefficaci. </p>



<p>L’altra faccia di questa storia, infatti, è un’infanzia di violenze e abusi. I suoi avvocati hanno documentato una storia di abbandono, trascuratezza e <strong>gravi abusi sessuali durante l&#8217;infanzia</strong>. Dopo il delitto le vennero, inoltre, diagnosticati, tra le altre condizioni, <strong>disturbo bipolare</strong> e <strong>disturbo post-traumatico da stress</strong>. I legali hanno sostenuto che questi elementi non furono adeguatamente presentati alla giuria durante la fase in cui doveva decidere tra ergastolo e pena capitale. Pike non nega la sua colpevolezza, ma i suoi avvocati e sostenitori sostengono che la pena di morte non sia appropriata per un crimine commesso a quell&#8217;età da un&#8217;adolescente con una malattia mentale non curata, dopo un&#8217;infanzia segnata da brutali abusi sessuali e abbandono. </p>



<p>Negli ultimi mesi la difesa aveva moltiplicato i tentativi per ottenere la commutazione della pena in <strong>ergastolo</strong>. Anche esperti delle <strong>Nazioni Unite</strong> hanno chiesto che l&#8217;esecuzione venisse fermata, contestando tra l&#8217;altro gli effetti dei lunghissimi anni trascorsi in isolamento, che dovrebbero essere considerati a loro giudizio una forma di tortura illegale. Il governatore repubblicano del Tennessee Bill Lee, tuttavia, lunedì scorso ha <strong>respinto la richiesta di clemenza</strong>.</p>



<p>Adesso, in attesa di aggiornamenti sulla salute di Pike, il paradosso agghiacciante è servito: la donna dovrà essere stabilizzata e curate per tornare &#8220;sana&#8221; davanti al boia.</p>
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		<title>Usa: chi è Jon Ossoff, il giovane senatore che vuole riscrivere il futuro dei democratici</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-chi-e-jon-ossoff-il-giovane-senatore-che-vuole-riscrivere-il-futuro-dei-democratici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse, fra i dem, è nata una stella. A 39 anni, Jon Ossoff è al centro di una delle battaglie più osservate delle elezioni di midterm.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/usa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando i dem schierano un giovane senatore, le cose sembrano andare sempre per il verso giusto. Forse ancora troppo presto per dire se il fato bacerà <strong>Jon Ossoff</strong>, 39enne senatore della <strong>Georgia</strong>, al centro di una delle battaglie più osservate delle elezioni di <strong>midterm</strong>. <em>À la page</em>, spigliato, giornalista investigativo e documentarista, un’estetica vincente. Ma soprattutto un candidato che sta facendo qualcosa che praticamente nessun altro nel suo partito sembra in grado di fare: <strong>criticare con eleganza e in modo esaustivo l&#8217;amministrazione Trump.</strong> Una qualità che gli ha fatto guadagnare il sostegno di alcuni repubblicani. Un Fetterman al contrario? Probabilmente molto di più.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.ossoff.senate.gov/wp-content/uploads/2022/09/220418_DS_Riverdale_32.jpg" alt=""/></figure>



<p>Ma Ossoff, per costruire il suo cammino nel futuro dei dem, deve innanzitutto vincere le elezioni per il Senato a novembre: è ancora <strong>il senatore democratico in carica più vulnerabile</strong>, in uno Stato in bilico tra i due partiti che è diventato democratico nel 2020, ma che è rimasto in mano ai repubblicani a livello statale (e ha votato per Donald Trump nel 2024). Accanto a questo va ricordato che la Georgia è uno dei fantasmi di Trump: Ossoff lo sa ed è concentratissimo sulle prossime settimane.</p>



<p>Nato e cresciuto in Georgia, <strong>Ossoff ha saputo costruire un rapporto <em>bipartisan</em> al Senato</strong>, ottenendo risultati significativi per la Georgia, persino in un Congresso diviso. Nei suoi primi due anni di mandato, il senatore ha fatto approvare più leggi di qualsiasi altro senatore al primo mandato: protezione dei minori online, rafforzamento della sicurezza pubblica, oppioidi, diritti civili, salute mentale dei veterani, corruzione, un portfolio vastissimo da vantare nel prossimo biennio.</p>



<p>Ossoff, il primo senatore millennial, si è fatto conoscere per le sue domande dirette ai funzionari dell&#8217;amministrazione Trump durante le audizioni delle commissioni, tra cui uno scambio di battute diventato virale in cui incalzava <strong>Jay Clayton</strong>, il candidato di Trump alla direzione dell&#8217;intelligence nazionale, su chi avesse vinto le elezioni del 2020.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Sen. Ossoff Questions Director of National Intelligence Nominee Jay Clayton in Nomination Hearing" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/mISYmK7wheg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_mISYmK7wheg");</script>
</div></figure>



<p>Ma Ossoff deve la sua popolarità soprattutto alla sua attività investigativa su temi più tradizionali come gli abusi nel sistema di affidamento familiare, le condizioni delle carceri e la mortalità materna. Quanto basta a guadagnarsi consensi tra gli <strong>elettori indipendenti</strong> a causa del disagio che questi provano nei confronti del suo avversario repubblicano, il deputato <strong>Mike Collins</strong>.</p>



<p>Ma c’è un dettaglio personale che potrebbe fare la differenza. <strong>Ossoff</strong>, pur essendo di <strong>fede ebraica</strong>, ha anche cercato di sfruttare una spaccatura tra gli elettori ebrei in occasione del voto espresso in diverse occasioni per bloccare la vendita di determinate bombe, fucili e bulldozer all&#8217;esercito israeliano, citando la condotta del Primo Ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> nella guerra a Gaza. Ossoff ha votato contro misure simili in altre occasioni, sebbene ripeta che il suo sostegno a Israele sia incrollabile. Il giovane senatore discende da immigrati ebrei ashkenaziti fuggiti dai pogrom dell&#8217;Europa orientale ed è cresciuto a stretto contatto con familiari sopravvissuti alla Shoah.</p>



<p>Ma vediamo cosa dicono i sondaggi: nella media <a href="https://www.realclearpolling.com/polls/president/democratic-primary/2028/national">RealClearPolling</a> delle rilevazioni condotte tra il 19 luglio e il 21 settembre 2026, Ossoff raccoglie il <strong>9,1% delle preferenze </strong>per le ipotetiche <strong>primarie democratiche del 2028</strong>, poco al di sotto di Alexandria Ocasio-Cortez. Ma la domanda un&#8217;altra: cosa ne pensa di un&#8217;eventuale corsa per il 2028? Udite udite, il senatore ha ripetutamente affermato che non si candiderà a cariche superiori nel 2028, concentrandosi invece sullo stato della Georgia. Ciò non impedisce ad altri di sondare il terreno per lui. Lo scorso luglio alla domanda se il suo messaggio anticorruzione stesse avendo risonanza al di fuori dello Stato, aveva risposto perentorio: &#8220;Sono concentrato sulla Georgia e, come ho già detto, non ho alcun interesse a candidarmi alla presidenza nel 2028&#8221;. Ma in un Partito democratico in cerca d&#8217;autore e di una nuova narrazione, il suo nome ha già cominciato a circolare ben oltre Atlanta. E forse è proprio questo il punto: prima ancora di decidere se correre per la presidenza, Ossoff sta scoprendo cosa significhi essere considerato un possibile presidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-chi-e-jon-ossoff-il-giovane-senatore-che-vuole-riscrivere-il-futuro-dei-democratici.html">Usa: chi è Jon Ossoff, il giovane senatore che vuole riscrivere il futuro dei democratici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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