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	<title>Sistema Pantsir-S1 Archives - InsideOver</title>
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	<title>Sistema Pantsir-S1 Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il sistema di difesa aerea russo tiene ma ha tre punti deboli: elettronica, software e geografia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-di-difesa-aerea-russo-tiene-ma-ha-tre-punti-deboli-elettronica-software-e-geografia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 05:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Pantsir-S1]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-300]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-400]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-2048x1349.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dipendenza dall'estero per quanto riguarda componenti ad alta tecnologia, materie prime e altri materiali: le vulnerabilità della Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-di-difesa-aerea-russo-tiene-ma-ha-tre-punti-deboli-elettronica-software-e-geografia.html">Il sistema di difesa aerea russo tiene ma ha tre punti deboli: elettronica, software e geografia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-2048x1349.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha permesso di approfondire e aggiornare l&#8217;ecosistema Difesa della <strong>Russia </strong>grazie alle osservazioni provenienti dal campo di battaglia e dall&#8217;intero apparato militare/industriale russo, andato modificandosi durante il conflitto per adeguarsi alle necessità belliche.</p>



<p>Modalità di combattimento terrestre, aereo e perfino navale sono state spesso profondamente modificate in risposta alle esigenze del campo di battaglia, e parimenti il sistema industriale che supporta la Difesa, con annessa filiera logistica, è stato adeguato per sostenere il conflitto. </p>



<p>Il <strong>RUSI </strong>(Royal United Service Institute), istituto di ricerca britannico nel campo delle forze armate e della Difesa, ha recentemente pubblicato <a href="https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/research-papers/disrupting-russian-air-defence-production-reclaiming-sky">un dossier</a> sul sistema di difesa aerea integrata della Russia in cui, oltre ad analizzarne la struttura, <strong>ne individua le vulnerabilità</strong> alla luce di quasi quattro anni di conflitto e di relative sanzioni internazionali, <strong>evidenziando nel contempo le capacità di resilienza</strong> sviluppate per sostenerne l&#8217;architettura in modo efficace ed efficiente.</p>



<p>La difesa aerea russa odierna ha ereditato la convinzione sovietica della necessità di essere, oltre che <strong>multilivello </strong>per affrontare tutte le minacce aeree, diffusa, consistente e all&#8217;avanguardia per contrastare la superiorità aeronautica della NATO. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La difesa russa tiene, però&#8230;</h2>



<p>Per quanto riguarda la difesa <strong>antimissili balistici</strong>, al cuore del sistema di difesa aerea integrato (che da ora in avanti citeremo col suo acronimo anglosassone IADS), oltre a una rete di sensori (radar di allerta precoce e satelliti per il tracciamento dei missili), la Russia dispone attualmente di tre sistemi schierati principalmente a difesa di Mosca: i vettori A-135, A-235 (il primo con carica atomica il secondo con tecnologia <em>hit-to-kill</em>) guidati dal radar “Don-2N”, e l&#8217;S-500, sistema di difesa aerea mobile erede dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html">S-400</a> capace anche di intercettare satelliti in orbita bassa. </p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>difesa aerea strategica</strong>, ovvero quella a lungo raggio, le forze russe hanno in servizio <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-300.html">S-300</a>, S-350 (di portata inferiore), S-400 ed S-500 messi in rete e dipendenti da un&#8217;architettura radar incentrata sul nuovo “<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-aggiorna-la-propria-catena-radar-in-servizio-container.html">Container</a>”, un radar con capacità di scoperta “oltre l&#8217;orizzonte”. In aggiunta, vengono utilizzati aerei AWACS (tipo Beriev A-50) e radar mobili, come quelli delle batterie di missili già citati. Dal punto di vista <strong>tattico</strong> (considerabile come medio raggio), l&#8217;esercito russo può contare sul sistema mobile “Buk-M3”, osservato nel conflitto a seguito delle forze corazzate/meccanizzate impiegate in battaglia, e a protezione delle basi avanzate (ad esempio in Crimea). Per quanto riguarda il corto raggio, il perno della difesa aerea russa è il sistema “Tor-M2”, affiancato dal “Pantsir-S2” e da un numero considerevole di diversi tipi di MANPADS (missili spalleggiabili).</p>



<p>La guerra in Ucraina, e in particolare gli <strong>attacchi ucraini</strong> alle infrastrutture russe (raffinerie, porti, basi aeree e navali) ha generato la <strong>falsa percezione</strong> che le difese aeree russe siano inefficaci: il rapporto afferma, invece, che <strong>“le difese aeree russe hanno imposto notevoli limitazioni alle forze armate ucraine</strong>, hanno protetto l&#8217;esercito e l&#8217;industria russa dalla maggior parte dei tentativi di colpirli in profondità e sono migliorate sostanzialmente nel corso della guerra. La Russia ha anche evitato di utilizzare alcune parti dei suoi sistemi di difesa aerea che sono più preoccupanti per la NATO”. </p>



<p>Il dossier afferma però che “le difese aeree russe possono essere penetrate e distrutte. <strong>Non sono insormontabili</strong>, ma rappresentano un ostacolo importante per colpire efficacemente le forze e il territorio russo”, come hanno dimostrato le azioni ucraine tramite UAV one way a lungo raggio e missili da crociera/balistici a corto raggio. Quando l&#8217;ATACMS entrò per la prima volta in scena, ad esempio, il numero di intercettori S-400 che i russi hanno utilizzato per intercettarli era sproporzionato. Nel tempo, <strong>l&#8217;integrazione del sistema russo è migliorata</strong>, con un abbinamento molto più efficace degli intercettori appropriati ai bersagli.</p>



<p>Nonostante l&#8217;IADS russo sia robusto, la realtà ha dimostrato che comunque gli obiettivi non sono al sicuro per via della natura del Paese: <strong>in Russia ci sono molti obiettivi, e sono geograficamente dispersi</strong>, il che significa che non possono essere tutti difesi. L&#8217;Ucraina, nel tempo, è diventata piuttosto abile nell&#8217;attaccare obiettivi privi di difesa aerea e ha dato priorità a obiettivi in cui materiali infiammabili o sensibili hanno consentito a piccole quantità di munizioni con carichi utili limitati di causare danni a cascata. Questo ha provocato la reazione russa con la decisione di difendere i possibili obiettivi e, di conseguenza, ha determinato la difficoltà per l&#8217;Ucraina di colpirli: quando sono stati attaccati obiettivi più protetti, il tasso di successo complessivo è stato <strong>meno del 10%</strong>, e ancora meno è stato prodotto un effetto considerevole. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra di logoramento</h2>



<p>Gli attacchi riusciti su obiettivi rinforzati hanno spesso richiesto all&#8217;Ucraina di lanciare oltre 100 UAV per saturare le difese aeree e solo successivamente sparare missili da crociera o UAV più grandi per infliggere danni. Anche quando l&#8217;Ucraina ha utilizzato missili da crociera “Storm Shadow” o altre armi avanzate, i miglioramenti nell&#8217;adattamento della difesa aerea russa hanno fatto sì che spesso oltre il 50% di queste munizioni sia stato intercettato.</p>



<p>Queste percentuali hanno però avuto un peso considerevole nelle <strong>capacità di rifornimento</strong>, che sono state intaccate: Mosca sta subendo una campagna di attrito che ha faticato inizialmente a contenere con aumenti di produzione dei vettori più usati, sebbene abbia risparmiato i missili più performanti per mantenerli come deterrente verso le minacce aeree più complesse (bombardieri, caccia, missili balistici), per poi essere stata in grado di incrementarla. </p>



<p>Quindi è impossibile colpire l&#8217;ecosistema Difesa russo, in particolare quello per l&#8217;IADS? No. Il RUSI è molto chiaro in merito quando afferma che “le difese aeree russe utilizzano un&#8217;ampia gamma di <strong>componenti microelettronici di origine estera</strong> che la Russia ha faticato a produrre internamente, esponendola a rischi sistemici di interruzione della catena di approvvigionamento per sottocomponenti critici”. Come ad esempio per il radar dell&#8217;S-400, dove dal 2022 per alcune vitali componentistiche di calcolo si sono riscontrati ostacoli legati alla sua produzione. Gli equivalenti costruiti in Russia, dopo l&#8217;embargo e l&#8217;abbandono di fabbricanti stranieri di microcircuiti ad alta tecnologia, non hanno le stesse prestazioni, pertanto si stanno riscontrando perdite di efficacia. La conclusione del RUSI è che l&#8217;<strong>industria microelettronica russa è poco efficiente</strong>, dipende ancora da fornitori stranieri per chip più complessi, e che l&#8217;interruzione delle sue attività avrebbe un grave impatto sulla produzione di alcuni dei componenti più critici dei suoi sistemi di difesa aerea. Anche laddove la Russia produce la propria microelettronica, spesso essa dipende dalle <strong>importazioni di materiali</strong> e prodotti critici, anche dagli Stati Uniti. </p>



<p>Esiste anche una significativa dipendenza dalle forniture estere di <strong>materie prime</strong>, pertanto le importazioni di questi materiali potrebbero essere bloccate attraverso sanzioni economiche ad hoc. Inoltre, <strong>bisognerebbe sfruttare meglio la dipendenza del complesso militare/industriale russo da software di fabbricazione straniera</strong>, che è da tempo riconosciuta come una vulnerabilità informatica dallo Stato russo, che ha finanziato progetti per lo sviluppo di analoghi nazionali non all&#8217;altezza di quelli importati, al punto da ricercarli sul mercato attraverso triangolazioni con Paesi terzi. </p>



<p>Un&#8217;altra vulnerabilità, questa volta non dal punto di vista sanzionatorio, è data dalla “<strong>geografia</strong>” delle industrie della IADS russa: la maggior parte di esse sono composte da poli unici, ben individuabili, e quindi suscettibili di attacchi cinetici (oltre che cyber, aggiungiamo). Infine, per questi motivi, il RUSI sottolinea come l&#8217;esposizione dell&#8217;industria russa a interruzioni di produzione (o di produzione di materiale meno efficiente) potrebbe rendere la Russia un fornitore inaffidabile sul mercato estero in caso di crisi che imponga la richiesta di rifornimenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-di-difesa-aerea-russo-tiene-ma-ha-tre-punti-deboli-elettronica-software-e-geografia.html">Il sistema di difesa aerea russo tiene ma ha tre punti deboli: elettronica, software e geografia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Russia ha consegnato il secondo Pantsir-S1 alla Serbia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-russia-ha-consegnato-il-secondo-pantsir-s1-alla-serbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 15:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Pantsir-S1]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-400]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia missili (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750-1024x543.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il secondo dei sei componenti che vanno a costituire una batteria completa del sistema antiaereo russo Pantsir-S1 è stato consegnato alla Serbia nella giornata di domenica 23 febbraio. A riferirlo, oltre all&#8217;agenzia stampa Sputnik che ha citato fonti riservate che riportano anche dell&#8217;autorizzazione all&#8217;ingresso nello spazio aereo bulgaro da parte del velivolo da trasporto russo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-ha-consegnato-il-secondo-pantsir-s1-alla-serbia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-ha-consegnato-il-secondo-pantsir-s1-alla-serbia.html">La Russia ha consegnato il secondo Pantsir-S1 alla Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia missili (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Artiglieria-russa-La-Presse-e1582817301750-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>secondo</strong> dei sei componenti che vanno a costituire una batteria completa del sistema antiaereo russo <strong>Pantsir-S1</strong> è stato consegnato alla <strong>Serbia</strong> nella giornata di domenica 23 febbraio. A riferirlo, oltre all&#8217;<a href="https://www.agenzianova.com/a/5e56881b036333.42846771/2825294/2020-02-25/difesa-serbia-consegnato-da-russia-secondo-sistema-missilistico-pantsir-s1/linked" target="_blank" rel="noopener">agenzia stampa <em>Sputnik</em></a> che ha citato fonti riservate che riportano anche dell&#8217;autorizzazione all&#8217;ingresso nello spazio aereo bulgaro da parte del velivolo da trasporto russo (un Antonov An-124 Ruslan) con a bordo il secondo elemento del sistema Pantsir, è stato lo stesso <strong>presidente serbo Vucic</strong> durante un intervento alla televisione.</p>
<p>Il giorno successivo anche il ministro della Difesa ha confermato la notizia aggiungendo, <a href="https://www.aa.com.tr/en/europe/serbia-pantsir-s1-defense-system-serves-as-deterrent/1743805" target="_blank" rel="noopener">in un comunicato</a>, che &#8220;la Serbia ha rafforzato le sue capacità difensive e deterrenti&#8221;. Il contratto per l&#8217;acquisto dei Pantsir-S1 è stato stipulato lo scorso <a href="https://tass.com/defense/1110641" target="_blank" rel="noopener">24 ottobre</a> ed ufficializzato Alexander Mikheyev, presidente di Rosoboronexport, ad inizio novembre.</p>
<h2>Il Pantsir: il carapace di Mosca</h2>
<p>Il Pantsir-S1 (carapace in russo) è un sistema <strong>Ciws</strong> (Close-In Weapons System), o per la difesa di punto, presentato per la prima volta al Maks di Mosca nel 1995. Noto in occidente come SA-22 &#8220;Greyhound&#8221; e venduto ad<strong> </strong>Algeria, Brasile, Iran, Iraq, Giordania, Libia, Oman, Arabia Saudita, Slovenia, Siria, Eau e Vietnam è stato sviluppato per sostituire il sistema 2K22 Tunguska ed è entrato in servizio per la prima volta in Russia nel <strong>2003</strong>.</p>
<p>Il Pantsir è stato progettato per proteggere obiettivi civili e militari, forze di terra e per rinforzare le unità da difesa aerea responsabili per la protezione di truppe installazioni militari contro attacchi di precisione da parte di sistemi guidati a bassa e bassissima quota. Una batteria è composta, come già accennato, da sei veicoli lanciatori e un veicolo di ricarica ogni due lanciatori.</p>
<p>Il veicolo da combattimento è un <strong>camion Ural-5323 8&#215;8</strong> che trasporta l&#8217;armamento, i sensori, l&#8217;equipaggio e i sistemi di controllo. L&#8217;armamento è composto da sino a 12 missili superficie aria bistadio a propellente solido <strong>57E6 o 57E6-E</strong> con guida radio comandata. Il missile 57E6 ha una velocità massima di Mach 3 e un raggio d&#8217;azione massimo di 20 chilometri e un&#8217;altitudine raggiungibile massima di 10 per i bersagli più grandi, mentre può colpire un missile da crociera subsonico fino a una distanza di 12 chilometri e un&#8217;altitudine di sei.</p>
<p>Il Pantsir-S1 è anche dotato di una coppia di cannoni da 30 millimetri tipo <strong>2A38M-30</strong> con una cadenza di tiro di 5mila colpi al minuto e una capacità di ingaggio di bersagli posti a una distanza massima di 4 chilometri e a un&#8217;altitudine di 3.</p>
<p>Il sistema radar può ingaggiare un bersaglio con una Rcs (Radar Cross Section) di due metri quadri a una distanza compresa tra i 24 e i 28 chilometri mentre il raggio di scoperta è tra i 32 e i 36 chilometri. Il sistema di controllo del fuoco può colpire due bersagli simultaneamente e arrivare a ingaggiarne sino a 12 nel tempo di un minuto.</p>
<h2>La Serbia: un piede nell&#8217;Ue ma lo sguardo a Mosca</h2>
<p>Nonostante cerchi formalmente l’adesione all’Unione Europea, ma non alla Nato, Belgrado ha sempre mantenuto <a href="https://it.insideover.com/politica/slavic-brotherhood-2018-lesercitazione-dei-para-russia-serbia-bielorussia.html" target="_blank" rel="noopener">stretti legami politici ed economici con Mosca,</a> che a sua volta guarda al &#8220;fratello slavo&#8221; come ad un avamposto nel cuore dell&#8217;Europa per cercare, più che contrastare la minaccia della Nato, di avere un &#8220;posto di osservazione&#8221; privilegiato nel continente: i Balcani, del resto, sono ancora al centro degli interessi geopolitici internazionali da quando Pechino si è mossa in quell&#8217;area ed in quelle contigue nel quadro della Nuova Via della Seta.</p>
<p>Dal Pireo, ormai da considerarsi una base salda per la penetrazione commerciale cinese in Europa, le vie commerciali passano inevitabilmente per i Balcani e per i Paesi contigui, tra cui l&#8217;Italia, che come noto è da tempo nel mirino della Cina coi suoi porti e infrastrutture (pensiamo a Trieste o Vado Ligure).</p>
<p>La Serbia, che è cosciente della sua importanza strategica in questo gioco, per restare indipendente e slegata dalla Nato deve per forza guardare con più interesse alla Russia e parallelamente <strong>aumentare i fondi a bilancio per la Difesa</strong>. Dal 2016 le spese sono andate costantemente aumentando e l’anno scorso Belgrado ha speso 906 milioni di dollari, ovvero il 28,7% in più rispetto all’anno precedente, secondo l’Istituto Internazionale di Studi Strategici.</p>
<p>Questa somma di denaro, che per l&#8217;economia serba è alquanto ingente, è andata per la maggior parte in armamenti russi: oltre ai Pantsir sono stati acquistati, negli ultimi tre anni, cinque elicotteri Mi-17V-5, quattro elicotteri da combattimento Mi-35M. L&#8217;anno scorso ha ricevuto 30 veicoli corazzati da combattimento oltre ad altri 30 carri armati T-72 senza dimenticare i sei Mig-29 che le sono stati donati da Mosca.</p>
<h2>L&#8217;ombra delle sanzioni Usa</h2>
<p>Lo scorso 21 gennaio il presidente Vucic, mentre era al <a href="https://it.insideover.com/politica/quellintrigo-di-spie-russe-a-davos.html" target="_blank" rel="noopener">Forum Economico Mondiale di Davos</a>, ha dichiarato che la Serbia acquista armamenti perché non vuole essere &#8220;una facile preda&#8221;. Il leader serbo ha così risposto ai giornalisti &#8220;ci sono state delle osservazioni sul conto della Serbia, e quella maggiore è stata che ci stiamo armando e compriamo armi dalla Russia. La mia risposta è stata piuttosto forte e convincente. Ho detto che noi acquistiamo solo armi per la difesa e non mezzi offensivi, e neanche lontanamente quanto tutti gli altri acquistano mezzi offensivi&#8221;.</p>
<p>Difensivi o meno si tratta sempre di armamenti <em>made in Russia</em>, e da qualche tempo qualsiasi Stato che li compri finisce immediatamente nella lista nera del <strong>Dipartimento di Stato</strong> americano. Belgrado, più che per l&#8217;acquisto dei Pantsir, ci è finita per il forte interessamento dimostrato per il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener">sistema S-400</a>, ed infatti è già stata avvisata da Washington che potrebbe finire sotto la scure del <strong>Caatsa</strong> (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act), il provvedimento americano entrato in vigore nel 2017 che impone sanzioni a chiunque sia in affari con la Russia (ma anche con Iran e Corea del Nord) con particolare attenzione alla vendita di armi di ogni tipo.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-serbia-nel-mirino-delle-sanzioni-usa.html" target="_blank" rel="noopener">Lo scorso 8 novembre</a>, Thomas Zarzecki, inviato del Dipartimento di Stato americano alla guida della Task Force 231 che ha l’incarico di applicare sanzioni al settore Difesa della Russia e a tutti i Paesi che cooperano con esso, era stato in Serbia proprio per discutere coi rappresentati del governo di Belgrado della possibilità che il Paese possa ricadere sotto regime sanzionatorio.</p>
<p>Il problema maggiore per gli americani è sempre quello dell&#8217;S-400, considerato potenzialmente pericoloso per la sicurezza della Nato, ed è altamente probabile che in quella occasione se ne sia discusso e si sia giunti alla decisione di non applicare il Caatsa qualora Belgrado rinunci al sistema russo incriminato, permettendo nel contempo che vengano acquisiti i Pantsir che comunque non sono nella lista dei sistemi soggetti a sanzioni.</p>
<p>Del resto anche il rappresentante speciale per i Balcani della Casa Bianca, <strong>Matthew Palmer</strong>, era stato chiaro in quel periodo, avvisando Belgrado che in caso di acquisto degli S-400 la Serbia sarebbe incappata nelle sanzioni Usa come definito dal Caatsa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-ha-consegnato-il-secondo-pantsir-s1-alla-serbia.html">La Russia ha consegnato il secondo Pantsir-S1 alla Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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