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	<title>Proteste Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<title>Proteste Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché le proteste in Medio Oriente sono un problema per l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-le-proteste-in-medio-oriente-sono-un-problema-per-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 09:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano rivolte" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-1024x471.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le piazze di Baghdad, Beirut e Teheran da mesi o da poche settimane sono diventate campo di battaglia di una popolazione scontenta della propria classe politica e desiderosa di nuove riforme e migliori prospettive di vita. Manifestanti di tutte le età e delle diverse classi sociali si sono ritrovati sotto gli stessi slogan, senza leader, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-le-proteste-in-medio-oriente-sono-un-problema-per-liran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-le-proteste-in-medio-oriente-sono-un-problema-per-liran.html">Perché le proteste in Medio Oriente sono un problema per l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano rivolte" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-1024x471.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-size: 1rem;">Le piazze di Baghdad, Beirut e Teheran da mesi o da poche settimane sono diventate campo di battaglia di una popolazione scontenta della propria classe politica e desiderosa di nuove riforme e migliori prospettive di vita. Manifestanti di tutte le età e delle diverse classi sociali si sono ritrovati sotto gli stessi slogan, senza leader, senza più nulla da perdere, stanchi delle condizioni di vita che anni di mala politica e corruzione hanno imposto loro. Ma le proteste non hanno avuto un impatto solo sui Governi dei singoli Paesi, ma anche sull&#8217;espansione nella regione di un particolare Stato: l&#8217;Iran.</span></p>
<h2>Il caso dell&#8217;Iraq</h2>
<p>Lavoro, migliori condizioni di vita, fine del nepotismo e della corruzione sono le parole d&#8217;ordine che<a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-di-terze-parti-negli-scontri-in-iraq.html" target="_blank" rel="noopener"> risuonano nelle strade dell&#8217;Iraq</a>, con particolare intensità nel sud del Paese. Ma se il principale il nemico dei manifestanti è la classe politica dirigente, non sono mancate le critiche contro l&#8217;Iran e <strong>la sudditanza dell&#8217;attuale premier e di altri politici iracheni nei confronti di Teheran.</strong> A sottolineare la valenza delle accuse mosse dai manifestanti sono state alcune importanti <a href="https://it.insideover.com/politica/prima-fuga-di-notizie-dalliran-cosa-dicono-i-file-segreti-e-perche-sono-importanti.html" target="_blank" rel="noopener">rivelazioni che hanno messo in luce gli stretti legami tra la politica irachena e quella iraniana</a>. I documenti in realtà non hanno fatto altro che confermare ciò che era già noto a tutti, manifestanti <em>in primis,</em>ma la loro diffusione ha comunque contribuito a infiammare le proteste. Fin dalla caduta di Saddam Hussein e in misura maggiore dopo il ritiro delle truppe Usa nel 2011, l&#8217;Iran ha espanso notevolmente la sua influenza in Iraq, cooptando la classe politica e utilizzando tanto la lotta contro l&#8217;Isis quanto i timori della componente sciita di una futura guerra civile per incrementare il controllo nel Paese vicino. Le ultime proteste però destano non poca preoccupazione a Teheran: <strong>la caduta dell&#8217;attuale Governo guidato da Abdul Mahdi sarebbe un duro colpo per l&#8217;Iran</strong>, che era riuscito a mettere alla guida dell&#8217;Iraq un uomo vicino agli Ayatollah e la cui investitura aveva accontentato tanto il partito Fatah quanto quello guidato da <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-sadr-lex-signore-della-guerra-vinto-le-elezioni-iraq.html" target="_blank" rel="noopener">Moqtada al Sadr</a>, entrambe formazioni sciite irachene. Il ritorno alle urne ventilato dal leader del <em>Sadrist Movement</em> non sarebbe quindi visto con favore da Teheran, che rischia di trovarsi alla guida di Baghdad qualcuno meno ben disposto nei propri confronti.</p>
<h2>Il Libano di Hezbollah</h2>
<p>L&#8217;Iraq non è l&#8217;unico vicino di casa sciita che agita il sonno degli Ayatollah. Anche in Libano le<a href="https://it.insideover.com/guerra/hezbollah-denuncia-le-interferenze-usa-in-libano.html" target="_blank" rel="noopener"> proteste continuano</a> senza sosta contro la classe politica e in questo caso siamo di fronte a manifestazioni che<strong> attraversano trasversalmente la società</strong> senza distinzione di classe e soprattutto di gruppi di appartenenza. Il Libano è uno dei Paesi mediorientali in cui la divisione settaria è maggiormente sentita, con una profonda influenza anche a livello di distribuzione del potere politico. Una delle richieste dei manifestanti però è proprio il superamento di questo modello settario per dare invece vita ad una società maggiormente omogenea e priva di divisioni così marcate. Una simile prospettiva non troverà mai l&#8217;appoggio né dell&#8217;Iran né tantomeno di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Hezbollah</strong></a>, che fin dall&#8217;inizio ha dimostrato più o meno apertamente la sua <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/11/lebanon-protesters-hezbollah-amal-supporters-clash-beirut-191125024849508.html" target="_blank" rel="noopener">disapprovazione nei confronti delle proteste</a> e non ha accettato le dimissioni del premier Hariri. A seguito delle ultime elezioni, il partito di Dio è riuscito ad ottenere un potere mai avuto prima, entrando a far parte della coalizione guidata da Hariri, e non ha alcuna intenzione di rinunciare ai Ministeri che gli sono stati affidati. Un rifiuto che trova d&#8217;accordo anche Teheran, che non può permettersi di allentare la presa sul Libano, soprattutto adesso che il potere dei suoi alleati iracheni vacilla.</p>
<h2>Le proteste in Iran</h2>
<p>Baghdad e Beirut non sono le uniche piazze a ribellarsi contro i proprio Governi e contro l&#8217;influenza iraniana. Il regime degli Ayatollah da alcune settimane deve fare i conti anche con il <strong>dissenso interno al suo stesso Paese</strong>, dopo il rincaro dei prezzi della benzina decisi dal premier Hassan Rouhani. A fronte di una diminuzione delle entrate derivanti dalla vendita di petrolio, il primo ministro ha scelto di innalzare il costo del greggio e usare i proventi per aiutare le fasce più povere della popolazione, seguendo così una precisa strategia: meglio inimicarsi le classi medio-alte, normalmente meno propense alle rivolte, che quelle meno abbienti, che potrebbero invece inscenare <a href="https://it.insideover.com/politica/obiettivi-e-rischi-della-strategia-iraniana-di-rincarare-i-prezzi-della-benzina.html" target="_blank" rel="noopener">proteste</a> simili a quelle che si stanno registrando in Iraq e Libano. Le attuali manifestazioni stanno tuttavia mettendo a dura prova il Governo iraniano, che non è tardato ad intervenire con la forza per reprimere i manifestanti, limitando anche l&#8217;accesso alla rete della popolazione e accusando ancora una volta gli Stati Uniti di essere dietro all&#8217;ondata di proteste che sta interessando non solo l&#8217;Iran, ma anche l&#8217;Iraq e il Libano.</p>
<h2>Il sogno della mezzaluna sciita</h2>
<p>Quando si parla dell&#8217;influenza iraniana in Medio Oriente ci si imbatte spesso nella &#8220;Mezzaluna sciita&#8221;, <strong>un&#8217;area che va dall&#8217;Iran fino al Libano passando per l&#8217;Iraq e la Siria</strong> e che permetterebbe a Teheran di espandere la propria presenza fino alle porte di Israele. Tale progetto è ovviamente ostacolato tanto dallo Stato ebraico, quanto dagli Stati Uniti, senza parlare degli altri Stati arabi a maggioranza sunnita che non vedono di buon occhio una simile espansione sciita nella regione.</p>
<p>È tuttavia in quest&#8217;ottica che può essere letto<strong> l&#8217;interesse dell&#8217;Iran verso Iraq, Libano e Siria e il timore avvertito da Teheran nei confronti delle proteste</strong> che stanno mettendo a repentaglio l&#8217;ordine politico vigente. Al momento, l&#8217;unico Paese in cui la presenza iraniana sembra meno contestata è la Siria, grazie alla vittoria di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener">Bashar al Assad</a> &#8211; o meglio della Russia &#8211;  nella <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">guerra che da otto anni</a> interessa il Paese e che ha permesso all&#8217;Iran di avere una presenza ancora più significativa a Damasco. La Siria però non è che un tassello nel più grande progetto della Mezzaluna sciita e Teheran non ha alcuna intenzione di rinunciare alla propria espansione regionale, soprattutto adesso che il ruolo degli Usa in Medio Oriente è meno assertivo che in passato. Non resta che vedere che piega prenderanno tanto le proteste in patria quanto quelle in Libano e Iraq e quanto il regime degli Ayatollah riuscirà e volgerle in proprio favore. O almeno a contenerne i danni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-le-proteste-in-medio-oriente-sono-un-problema-per-liran.html">Perché le proteste in Medio Oriente sono un problema per l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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