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	<title>Marocco Archives - InsideOver</title>
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	<title>Marocco Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tangeri Med: il miracolo industriale del Marocco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 16:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927180815982_361c30a67c8d8aac9d08d16e760963ff-e1758989329378.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marocco" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927180815982_361c30a67c8d8aac9d08d16e760963ff-e1758989329378.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927180815982_361c30a67c8d8aac9d08d16e760963ff-e1758989329378-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927180815982_361c30a67c8d8aac9d08d16e760963ff-e1758989329378-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927180815982_361c30a67c8d8aac9d08d16e760963ff-e1758989329378-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927180815982_361c30a67c8d8aac9d08d16e760963ff-e1758989329378-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927180815982_361c30a67c8d8aac9d08d16e760963ff-e1758989329378-600x326.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Marocco, grazie alla strategia del porto di Tangeri Med e a investimenti, è diventato uno hub industriale globale.</p>
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<p>È il porto di <strong>Tangeri</strong>, affacciato sullo Stretto di Gibilterra, il simbolo più evidente della <a href="https://it.insideover.com/politica/sahel-cosi-il-marocco-erode-linfluenza-dellalgeria.html">trasformazione industriale</a> del Marocco. Il <strong>Tangeri Med</strong>, situato in realtà a 45 km dalla città di cui porta il nome, e in pochi anni è passato dall’essere una piattaforma regionale a un nodo globale delle catene di fornitura, capace di movimentare milioni di container e veicoli destinati a 180 destinazioni nel mondo. Grazie alla sua posizione strategica, come porta d’ingresso al continente africano e al tempo stesso vicinissima all’Europa, ha reso il Paese una calamita per gli investimenti esteri: circa 40 miliardi di dollari di investimenti in impianti nuovi di zecca dal 2020, che hanno alimentato la nascita di interi comparti industriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;auto guida la corsa agli investimenti</h2>



<p><strong>Il settore automotive guida la corsa.</strong> Con oltre mezzo milione di veicoli prodotti nel 2024, il Marocco è già il primo costruttore d’Africa e si prepara a raddoppiare la capacità produttiva a 1,5 milioni di unità entro il 2026. L&#8217;italiana <strong>Stellantis</strong> ha <a href="https://it.insideover.com/economia/stellantis-investe-in-marocco-e-ferma-termoli-dubbi-sul-futuro-del-piano-italia.html">annunciato</a> l’espansione dello stabilimento di Kenitra fino a 534.000 auto l’anno, facendo arrabbiare molti, tra cui <strong>la Lega e Carlo Calenda</strong>, che si sono detti sconcertati e hanno lamentato &#8220;l&#8217;ennesima presa per i fondelli&#8221;. Lì verranno prodotte la Fiat Topolino e la Citroën Ami, mentre Renault consolida i suoi impianti di Tangeri e Casablanca. Non si tratta più soltanto di utilitarie a basso costo: la filiera locale guarda all’elettrificazione, con modelli compatti e con un crescente contenuto di componenti prodotti sul posto, destinati a raggiungere il 75% entro il 2030.</p>



<p>L’integrazione del Marocco nelle catene globali non riguarda solo l’auto. <strong>L’industria aerospaziale</strong>, con oltre 140 imprese e 20.000 addetti, è passata dalla produzione di cablaggi a quella di componenti per motori, fornendo Airbus, Boeing e Safran. Anche la chimica e i fertilizzanti giocano un ruolo chiave: l&#8217;Ocp, gigante di Stato, punta a produrre 20 milioni di tonnellate di fertilizzanti entro il 2027, investendo in ammoniaca verde e desalinizzazione. Ocp controlla anche le riserve di fosfato del Marocco, che rappresentano il 70% delle riserve mondiali conosciute.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di Re Mohammed VI</h2>



<p>La strategia del regno, sotto la guida autoritaria di <strong>Mohammed VI</strong>, punta a ridurre la dipendenza dall’agricoltura (vulnerabile alla siccità) e a costruire un nuovo modello sovranità industriale, soprattutto dopo la grande paura pandemica di cinque anni fa. Oggi il 70% dei medicinali consumati nel Paese è di produzione locale, e le capacità vaccinali permettono di esportare in altri mercati africani.</p>



<p>Il capitolo energetico è altrettanto ambizioso. Progetti a <strong>Dakhla</strong> e <strong>Jorf Lasfar </strong>intendono trasformare il Marocco in hub di idrogeno verde e ammoniaca, mentre nuove zone industriali, finanziate dal programma Fondi II, integrano soluzioni di efficienza idrica e fonti rinnovabili.</p>



<p>Tutto questo si inserisce in una cornice geopolitica favorevole: il Marocco dispone di accordi di libero scambio con Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, e sfrutta il <strong>centro finanziario di Casablanc</strong>a come piattaforma per attrarre multinazionali interessate non solo al mercato marocchino, ma a un bacino di 1,4 miliardi di consumatori africani. </p>



<p>E se qualche analista aveva previsto la fine del <strong>riavvicinamento tra Marocco e Israele</strong>, avviato con<a href="https://it.insideover.com/guerra/mohammed-vi-del-marocco-compra-sempre-piu-armi-da-israele-ma-la-sua-gente-sta-con-la-palestina.html"> l’accordo tripartito</a> del 2020 mediato da Washington, a causa delle pressioni pro-pal durante la guerra di Gaza, quello che è successo è l&#8217;esatto opposto: Rabat vede nel Fronte Polisario un possibile <em>proxy</em> iraniano e considera vitale la cooperazione con Israele, specie in materia di intelligence e sicurezza. In pubblico, il governo marocchino tiene usa le parole che piacciono &#8211; appelli al cessate il fuoco e alla soluzione a due Stati &#8211; per tenersi buona l’opinione pubblica, ma dietro le quinte l’alleanza è più solida che mai. </p>



<p>Risultato: il governo è solido, e in soli cinque anni le esportazioni del regno sono cresciute di due terzi, nonostante la siccità abbia ridotto il peso dell’agricoltura. La sfida per Rabat sarà ora consolidare questi successi, evitando di restare ancorata al ruolo di piattaforma produttiva a basso costo e puntando invece su innovazione e valore aggiunto. Un&#8217;alternativa all&#8217;Asia per manifattura e tecnologie, mentre l&#8217;Occidente cerca modi per sganciarsi da Pechino, con la calma sociale garantita da furbizie e pugno di ferro.</p>



<p></p>
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		<title>Il terremoto e il silenzio del re: così il Marocco è finito sull&#8217;orlo del baratro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-terremoto-e-il-silenzio-del-re-cosi-il-marocco-e-finito-sullorlo-del-baratro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 08:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terremoto in Marocco e la gestione degli aiuti internazionali stanno richiamando l'attenzione sulla figura enigmatica del re Mohammed VI</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230914100001673_7215d58608b69f3a3910f978495a8b5a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <a href="https://www.nytimes.com/2023/09/11/world/africa/moroccan-king-quake.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">silenzio assordante</a> circonda il re del Marocco da quando la settimana scorsa il suo Paese è stato colpito dal violento <strong>terremoto </strong>che ha già fatto 2900 vittime. Mentre si scava ancora tra le macerie e di ora in ora si affievolisce la speranza di trovare superstiti, gli aiuti internazionali vengono selezionati in base alla provenienza e nessuna parola di conforto, a parte un grigio comunicato ufficiale, è stata pronunciata da <strong>Mohammed VI</strong>.&nbsp;</p>



<p>M6, come qui è soprannominato, ha compiuto 60 anni ad agosto e si trovava a Parigi, sua residenza semiufficiale, quando la calamità naturale ha colpito il <strong>Marocco</strong>. Ha impiegato quasi un giorno per fare rientro a palazzo e da allora ha mantenuto un profilo basso apparendo in un video senza audio trasmesso dalle tv nazionali e visitando un ospedale per donare sangue.&nbsp;</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Funzionari del regno si sono affrettati a rassicurare la popolazione che il sovrano sta guidando dalla prima ora la risposta all’emergenza. Di diverso avviso sarebbero altre fonti anonime secondo le quali vi sarebbe una vera e propria paralisi gestionale dovuta proprio all’inazione del re che, oltre ad essere l’uomo più ricco e potente del Paese, è a capo delle forze armate e “Comandante dei fedeli” per l&#8217;<strong>Islam</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il re del Marocco</h2>



<p>Salito al potere nel 1999, Mohammed VI ha subito indicato di voler affrontare le piaghe della povertà e dell’analfabetismo riconoscendo però in un’intervista alla rivista <em>Time </em>che “qualsiasi cosa io farò non sarà mai abbastanza per il Marocco”.&nbsp;In realtà durante il&nbsp;suo regno ha approvato importanti <strong>cambiamenti sociali </strong>seppur in un contesto conservatore. Ha rilasciato prigionieri politici, innalzato l’età per il matrimonio dai 15 ai 18 anni, introdotto la possibilità per la donna di chiedere il divorzio – rendendolo una procedura legale – e consentendo la poligamia qualora la prima moglie sia d&#8217;accordo.&nbsp;</p>



<p>L’ondata delle <strong>primavere arabe</strong> che nel nord Africa ha spazzato via i regimi di Tunisia, Egitto e Libia è stata inizialmente gestita con saggezza da M6 attraverso modifiche alla Costituzione e permettendo al partito islamico di governare dopo la vittoria alle elezioni. A seguito degli attentati terroristici del 2003 Rabat si è impegnata con efficacia nella <strong>lotta al terrorismo e all’Islam radicale</strong> contraddistinguendosi come alleata affidabile degli Stati Uniti. Nel 2020 ha anche riconosciuto Israele nel quadro degli accordi di Abramo. A partire dal 2016 il sovrano ha però avviato una politica più restrittiva nei confronti delle manifestazioni di protesta e rafforzato il controllo sui mezzi di informazione. Il Marocco è infatti al 144esimo posto nella classifica per la libertà di stampa secondo il <em>World Press Freedom Index</em>.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dov&#8217;è finito Mohammed VI</h2>



<p>Nel frattempo, il <strong>mistero sulla figura del re</strong>, il quale non ha mai partecipato ad una conferenza stampa né è stato intervistato in televisione, è andato crescendo. Si è parlato tanto dei suoi numerosi problemi di salute e della sua sempre più stretta vicinanza ad un giovane campione di arti marziali, Abubakr Abu Azaitar, e ai suoi due fratelli. Tali frequentazioni ambigue in un paese in cui l’omosessualità e i rapporti fuori dal matrimonio sono ancora considerati illegali avrebbe contribuito ad allargare la distanza tra il palazzo reale e la popolazione.&nbsp;</p>



<p>A seguito del terremoto del 2004 che fece più di 600 morti, in una circostanza simile a quella odierna, fu necessaria una visita di M6 ai villaggi devastati per mettere in moto la macchina dello stato. Questa volta un intervento di questo tipo potrebbe non bastare. Le dimensioni della catastrofe sono immani e il contesto sociale ed economico è peggiorato rispetto all’inizio del regno di Mohammed VI. Sul letto di morte il padre dell’attuale sovrano, Hassan II, augurò al figlio “una vita difficile per dimostrare il tuo valore”. In questa occasione<strong> il silenzio del re</strong> dimostra qualcos’altro. &nbsp;</p>
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