Cresce la cooperazione militare tra Marocco e Israele. Negli ultimi anni, infatti, c’è stata un’accelerazione nei rapporti bilaterali tra i due Paesi, a maggior ragione dopo la normalizzazione delle relazioni diplomatiche nel 2020, mediata dagli Stati Uniti. Secondo un rapporto di Middle East Eye, alti ufficiali militari marocchini hanno avuto una serie di incontri con aziende di difesa israeliane, partecipando a riunioni strategiche e valutando l’acquisizione di tecnologie militari avanzate.
Incontri ad alto livello e accordi militari
Ad agosto 2025, una delegazione dell’alto comando dell’esercito marocchino è stata invitata in Israele dal dipartimento di ricerca e sviluppo del Ministero della Difesa israeliano. Durante la visita, aziende di punta come Israel Aerospace Industries (IAI), Sentrycs, D-Fend Solutions e Smart Shooter hanno presentato equipaggiamenti militari, tra cui droni e tecnologie anti-droni, a funzionari marocchini.
Tali incontri, organizzati sotto l’egida del SIBAT (la Direzione israeliana per la cooperazione internazionale), si inseriscono in una serie di scambi sempre più frequenti e trasparenti tra i due Paesi. A marzo, un’altra delegazione marocchina aveva visitato Israele per collaborare con Elbit Systems e Steadicopter, due aziende leader nel settore della difesa.
Pochi mesi dopo, una delegazione israeliana è stata accolta in Marocco per proseguire i colloqui. Inoltre, secondo il media marocchino Yabiladi, l’esercito di Rabat starebbe negoziando l’acquisto dei droni Harpy e Harop di IAI per un valore superiore ai 100 milioni di dollari. Parallelamente, sono stati avviati una serie di progetti di cooperazione industriale, come la costruzione di uno stabilimento di BlueBird Aero Systems a Rabat per la produzione di droni.
Un cambio di rotta nei fornitori di armi
Lo scorso febbraio, il Marocco ha scelto Elbit Systems come uno dei suoi principali fornitori di armi, scalzando la francese KNDS. Una decisione che segna un ulteriore consolidamento dei legami militari con Israele, che si affianca alla crescita del commercio bilaterale, passato da 58,3 milioni di dollari nel 2022 a 116,7 milioni nel 2023.
La partecipazione di Israele all’esercitazione militare African Lion in Marocco, lo scorso maggio, ha rappresentato un momento significativo della crescita di questi rapporti di cooperazione militare. A differenza dell’anno precedente, quando il coinvolgimento israeliano era stato tenuto nascosto per evitare proteste durante il conflitto a Gaza, quest’anno la presenza di soldati israeliani è stata resa pubblica.
La contrarietà dell’opinione pubblica
Tuttavia, le immagini di militari della Brigata Golani che sventolavano la bandiera israeliana durante l’esercitazione hanno scatenato un’ondata di indignazione online. Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, ha criticato aspramente l’episodio, definendolo una “violazione dell’obbligo internazionale di perseguire individui implicati in crimini atroci” e invitando Rabat a rispettare lo stato di diritto.
Nonostante il rafforzamento dei legami tra i governi, infatti, la popolazione marocchina sembra lontana dall’approvare questa cooperazione. Un sondaggio di Arab Barometer ha rilevato che il sostegno alla normalizzazione con Israele è crollato dal 31% nel 2022 al 13% tra il 2023 e il 2024. Abdelkader Abderrahmane, esperto di sicurezza nordafricana, ha sottolineato a Middle East Eye la netta distinzione tra il governo marocchino, guidato da Re Mohammed VI, e la popolazione, che continua a esprimere solidarietà al popolo palestinese.
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