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	<title>irlanda Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 20 Nov 2024 10:02:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>irlanda Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Mare d&#8217;Irlanda: gasdotti, cavi dati, interconnettori elettrici e&#8230; una nave spia russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/mare-dirlanda-gasdotti-cavi-dati-interconnettori-elettrici-e-una-nave-spia-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 10:02:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
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		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="490" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar-600x368.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar-768x470.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p> Una nave spia russa è stata intercettata e scortata fuori da acque ricche di strutture sottomarine strategiche. La strategia  di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/mare-dirlanda-gasdotti-cavi-dati-interconnettori-elettrici-e-una-nave-spia-russa.html">Mare d&#8217;Irlanda: gasdotti, cavi dati, interconnettori elettrici e&#8230; una nave spia russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="490" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar-600x368.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Yantar-768x470.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Una<strong> nave spia russa</strong> è stata scortata fuori dal <strong>Mare d’Irlanda</strong> dopo essere transitata ripetutamente in un&#8217;area in cui sono state depositate condutture e cavi sottomarini critici per il sistema energetico e per Internet. Il timore, come sempre, è che Mosca stia tentando di condurre attività di spionaggio mentre saggia le capacità dell&#8217;Alleanza Atlantica e dei <a href="https://www.irishtimes.com/politics/2023/05/14/ireland-likely-to-join-nato-project-to-protect-undersea-cables/">suoi partner</a> in aria, in mare e nelle profondità che custodiscono proprio quelle infrastrutture critiche, essenziali per il transito dei dati e delle risorse energetiche che garantiscono la sicurezza e l&#8217;autonomia di uno Stato. Nell&#8217;area in questione sono presenti tre gasdotti, due interconnettori elettrici e otto cavi dati che collegano la Gran Bretagna e l&#8217;Irlanda.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una nave spia al largo dell&#8217;Isola di Man</strong></h2>



<p>La nave russa ritenuta sospetta &#8211; che è stata scortata fuori dalla<strong> Zona Economica Esclusiva</strong> dell&#8217;Irlanda dl vascello LÉ James Joyce &#8211; è la Yantar, una nave spia <em>Project 22010-class</em> considerata una <strong><a href="http://www.hisutton.com/Yantar.html">piattaforma d&#8217;intelligence</a> galleggiante</strong>.</p>



<p>Le navi d&#8217;intelligence come la Yantar e la sua gemella, l&#8217;Almaz, sono dotate di sistemi radar e sensori all&#8217;avanguardia e vengono impiegate come navi-madre per l&#8217;impiego di mini-sommergibili, compresi droni subacquei, che secondo gli americani sarebbero &#8220;i<em>n grado di tagliare i cavi a miglia sotto la superficie dell&#8217;oceano</em>&#8220;, come i classe Rus del Progetto 16810 e classe Konsul del Progetto 16811.</p>



<p>Queste unità sono essenziali per l&#8217;esplorazione dei fondali &#8211; ragione per cui la Yantar è stata sviluppata &#8211; ma soprattutto per condurre operazioni di <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/non-solo-bayesian-la-lunga-storia-dello-spionaggio-sotto-i-mari.html">spionaggio sottomarino</a></strong>. Per questa ultima non trascurabile ragione, il pattugliamento di un&#8217;area dove sono depositate condutture e cavi sottomarini critici per l&#8217;energia e internet poteva rappresentare un <strong>potenziale rischio</strong> per la sicurezza dell&#8217;Irlanda e dei suoi partner.</p>



<p>La <strong>Yantar era sotto il monitoraggio</strong> dei servizi navali e dalla difesa aerea di Norvegia, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna che, come riporta il <em>Guardian</em>, la sorvegliavano da quando &#8220;<em>accompagnava la nave da guerra russa Admiral Golovko attraverso la Manica</em>&#8220;. Dopo averla avvistata giovedì a Est di Dublino e a Sud-Ovest dell&#8217;Isola di Man, la Marina irlandese ha deciso di inviare il pattugliatore <strong>LÉ James Joyce</strong> per scortarla fuori dalla Zona Economica Esclusiva irlandese. Questo mentre i pattugliatori aerei della Royal Air Force britannica, tra cui un <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nato-deve-controllare-suoi-mari-programma-gli-aerei-sorveglianza.html">P-8 Poseidon</a>, e quelli dell&#8217;Irish Air Corps continuavano a <a href="https://www.rte.ie/news/primetime/2024/1115/1481145-russian-spy-ship-confirmed-to-be-operating-off-dublin-near-cables/">tracciare i suoi movimenti</a>.</p>



<p>La nave spia russa era stata avvistata in precedenza a Ovest di Cork, dove si trova un&#8217;<strong>altra serie di cavi critici</strong> che collegano l&#8217;Irlanda e alla Francia e garantiscono un&#8217;interconnessione transatlantica. Rispetto alla recente attività delle navi russe nei mari irlandesi va ricordato come &#8220;<em>ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, tutte le navi, comprese quelle di natura militare, sono autorizzate a transitare nelle acque territoriali degli Stati costieri in base al principio di passaggio inoffensivo</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo spionaggio russo nei fondali &#8220;occidentali&#8221;</strong></h2>



<p>L&#8217;attività spionistica russa nel dominio sottomarino continua a essere estremamente frequente, e inizia a interessare anche realtà come l&#8217;Irlanda, che non è uno stato membro della NATO ma sta seriamente considerando l&#8217;ipotesi di aderire formalmente all&#8217;<strong>Alleanza Atlantica</strong> per proteggere le infrastrutture sottomarine strategiche che trasmettono dati finanziari per un valore di miliardi di dollari e da cui dipende il suo rifornimento di gas.</p>



<p>Le infrastrutture strategiche sottomarine come quelle che collegano l&#8217;Irlanda devono necessariamente mettersi &#8220;al sicuro da attacchi di attori ostili&#8221;. Il <a href="https://it.insideover.com/guerra/sabotaggio-nord-stream-la-barca-del-mistero-e-i-complici-da-scoprire.html">sabotaggio del gasdotto Nord Stream</a> ha ricordato all&#8217;Europa quali e quanti rischi, oltre allo spionaggio, possono gravare sui fondali marini.</p>



<p>Secondo gli irlandesi, la presenza della Yantar dovrebbe essere vista come &#8220;<em>&#8230; l&#8217;ennesimo campanello d&#8217;allarme per ricordare all&#8217;Irlanda che deve rafforzare le sue capacità navali e approfondire i suoi partenariati di sicurezza marittima in Europa</em>&#8220;. Per l&#8217;Alleanza Atlantica, invece, si tratta solo dell&#8217;<strong>ennesima conferma</strong> che la Marina russa intende continuare a sondare, anche sfacciatamente, le difese dell&#8217;Europa occidentale per stilare analisi con <em>fini </em>e<em> obiettivi</em> che non vogliamo ipotizzare.</p>
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		<item>
		<title>I falò dell&#8217;odio nell&#8217;Irlanda del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/bonfire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_2286569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_2286569.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_2286569-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_2286569-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_2286569-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ogni anno in Irlanda del Nord repubblicani irlandesi e unionisti britannici bruciano le bandiere avversarie in segno di protesta contro l’attuale suddivisione dell’Irlanda.</p>
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		<item>
		<title>Un&#8217;autobomba esplode a Derry E ora l&#8217;Irlanda del Nord ha paura</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 07:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[derry]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ira]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Un&#8217;autobomba esplode a Derry. E in Irlanda del Nord torna l&#8217;incubo delle violenze. Uno spettro che continua ad aleggiare in tutto il Regno Unito e che si pensava dovesse scomparire del tutto. Ma il caos sulla Brexit ha di nuovo reso &#8220;vivo&#8221; il ricordo di morti, arresti e attentati che hanno sconvolto l&#8217;Irlanda e la Gran Bretagna &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html">Un&#8217;autobomba esplode a Derry E ora l&#8217;Irlanda del Nord ha paura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190120133343_28233537-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Un&#8217;autobomba esplode a <strong>Derry</strong>. E in<strong> Irlanda del Nord</strong> torna l&#8217;incubo delle violenze. Uno spettro che continua ad aleggiare in tutto il Regno Unito e che si pensava dovesse scomparire del tutto. Ma il caos sulla <strong>Brexit</strong> ha di nuovo reso &#8220;vivo&#8221; il ricordo di morti, arresti e attentati che hanno sconvolto l&#8217;Irlanda e la Gran Bretagna per molti decenni.</p>
<p>La dinamica dell&#8217;attentato è stata questa. Due uomini hanno rubato un camioncino per il trasporto pizza intorno alle 18 di sabato. Poi, l&#8217;hanno lasciato alle 19:23 di fronte al <strong>tribunale</strong> di Derry, nel centro della città. Mezz&#8217;ora più tardi, intorno alle 20, i due uomini l&#8217;hanno fatto esplodere, in un&#8217;area fra l&#8217;altro piena di pub e negozi e con molti edifici pieni di persone, fra cui un centro anziani e un albergo. Poco prima della deflagrazione, una telefonata ha avvertito la polizia nord-irlandese. Ed è solo grazie a quella telefonata che si è evitata una tragedia che poteva trasformare il sabato sera di Derry (o Londonderry per gli unionisti) in una notte di sangue.</p>
<p></p>
<p>Ma questo non deve far credere a un ripensamento dei terroristi. In realtà,. il fatto di telefonare prima dello scoppio della bomba era una strategia usata già ai tempi dell&#8217;Ira, la<strong> Irish Republican Army</strong>. Durante i cosiddetti &#8220;troubles&#8221;, la polizia veniva avvertita prima della deflagrazione della bomba. Ed è per questo che gli investigatori dell&#8217;antiterrorismo britannico stanno mettendo gli occhi sulla formazione nota come &#8220;New Ira&#8221;, la fazione repubblicana che si è sempre opposta agli Accordi di pace del 1998.</p>
<p>La bomba non ha mietuto vittime. Ma la polizia non guarda con troppa serenità a quello che può avvenire in queste settimane.  Per gli investigatori, l&#8217;autobomba innescata per le vie di Derry era un <strong>&#8220;dispositivo grezzo&#8221;</strong> e l&#8217;attentato è stato &#8220;incredibilmente spericolato&#8221;. Tuttavia, secondo il vice capo della polizia, Mark Hamilton &#8220;è stato un chiaro tentativo di uccidere&#8221; e ha continuato dicendo che &#8220;le persone sono state evacuate giusto in tempo, ma la bomba è detonata mentre stavamo lasciando l&#8217;area&#8221;, sottolineando di aver avuto solo 10 minuti fra la telefonata di avvertimento e l&#8217;esplosione. &#8220;La Nuova Ira, come la maggior parte dei gruppi repubblicani dissidenti nell&#8217;Irlanda del Nord, è piccola, in gran parte non rappresentativa e determinata a riportare la gente indietro dove non vuole tornare&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p></p>
<p>Ma è chiaro che il campanello d&#8217;allarme è risuonato per tutta l&#8217;Irlanda del Nord, giungendo fino a Londra. Il terrorismo irlandese, che ha per decenni insanguinato la regione di Belfast, può tornare a colpire. E la Brexit, con le sue incertezze sul <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-irlanda-nord-confine/">confine fra Eire e Ulster</a>, rischia di essere una miccia per far riesplodere violenze che si pensava di aver sepolto definitivamente nella memoria del popolo irlandese e britannico.</p>
<p>Tutta la politica dell&#8217;Irlanda del Nord si è compattata <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.co.uk/news/uk-northern-ireland-46940667">per condannare l&#8217;attentato</a>. Il <strong>Sinn Féin</strong>, partito nazionalista irlandese, ha immediatamente dichiarato di dissociarsi da qualsiasi tipo di violenza, condannando il gesto. <strong>Arlene Foster</strong>, leader del Democratic unione party (Dup), partito unionista ultraconservatore nord-irlandese che partecipa alla maggioranza dell&#8217;esecutivo di Theresa May, ha invece parlato subito di un attentato terroristico. E anche il ministro degli Esteri della Repubblica di Irlanda, <strong>Simon Coveney</strong>, ha condannato &#8220;l&#8217;attacco terroristico con autobomba&#8221; affermando che &#8220;non c&#8217;è alcuna ragione o giustificazione possibile per tali atti di terrore, che cercano di far riprecipitare l&#8217;Irlanda del Nord nella violenza e nel conflitto&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Ma i rischi non sono pochi, e le città del confine iniziano a temere una nuova militarizzazione da parte di Londra. Nei giorni scorsi, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-irlanda-scozia-voto/">come scritto su questa testata</a>, è arrivato l&#8217;ordine da parte del governo di addestrare migliaia di poliziotti inglesi e scozzesi da inviare in Irlanda del Nord in caso di Brexit senza accordo. Una scelta strategica: si vuole evitare che in Irlanda del Nord siano inviati agenti nati e cresciuti nelle aree oggetto di violenza. E adesso il governo May sa che non può perdere tempo: l&#8217;Irlanda del Nord ribolle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/derry-bomba-attentato-irlanda.html">Un&#8217;autobomba esplode a Derry E ora l&#8217;Irlanda del Nord ha paura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Brexit infiamma l&#8217;Irlanda del Nord Torna l&#8217;incubo delle violenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda-nord-confine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 12:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="954" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298-1024x651.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>È sul confine dell&#8217;Irlanda del Nord che si gioca la partita decisiva per la Brexit. Il governo di Theresa May ha scelto, d&#8217;intesa con l&#8217;Unione europea, di prevedere una clausola di salvaguardia per il confine fra Eire e Ulster e per evitare il ritorno della frontiera fisica. È il cosiddetto backstop: ed è quello che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda-nord-confine.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda-nord-confine.html">Brexit infiamma l&#8217;Irlanda del Nord Torna l&#8217;incubo delle violenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="954" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/GETTY_20181114185112_27769298-1024x651.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>È sul confine dell&#8217;<strong>Irlanda del Nord</strong> che si gioca la partita decisiva per la <strong>Brexit</strong>. Il governo di <strong>Theresa May</strong> ha scelto, d&#8217;intesa con l&#8217;Unione europea, di prevedere una clausola di salvaguardia per il <strong>confine</strong> fra Eire e Ulster e per evitare il ritorno della frontiera fisica. È il cosiddetto <strong>backstop</strong>: ed è quello che agita i sonni degli unionisti del Dup, <strong>Democratic Union Party</strong>, che temono che questa sorta di differenziazione fra Irlanda del Nord e resto della Gran Bretagna sia il segno di un distacco dalla madrepatria.</p>
<p>Una scelta che serve sia a Londra che a Bruxelles per placare le ire di una parte importante della popolazione nord-irlandese, preoccupata per una Brexit senza accordo che rischia di colpire i rapporti fra le due parti dell&#8217;Isola di smeraldo, che dopo decenni di lotte sembrava aver ricucito le ferite.</p>
<p></p>
<p>La Brexit segna inevitabilmente un punto di svolta. E questa situazione, secondo molti, rischia di incendiare di nuovo gli animi irlandesi. L&#8217;Unione europea, con la fine della frontiera fisica fra Ulster ed Eire, aveva costituito una sorta di garanzia di pace, visto che il<strong> Regno Unito</strong> rimaneva ancorata alla sua moneta e alle sue leggi, ma l&#8217;Irlanda del Nord si era riallacciata alla Repubblica d&#8217;Irlanda riunendo dopo molti anni un&#8217;isola divisa. Adesso, con il <em>no-deal</em> alle porte e il 29 marzo che si avvicina ineluttabile, sono in molti a temere che le violenze del passato possano tornare ad agitare le notti d&#8217;Irlanda.</p>
<p>E proprio per questo, da Londra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-irlanda-scozia-voto/">hanno iniziato ad addestrare la polizia</a> (esclusivamente inglese e scozzese) per inviarla dalle parti di Belfast. Dovrebbero essere circa un migliaio le unità inviate in Ulster con l&#8217;avvicinamento della data di uscita dall&#8217;Unione europea. Ma da Londra continuano a dire che si tratta di una precauzione, non di una militarizzazione del confine.</p>
<p></p>
<p>Il problema è che questo backstop non piace a nessuno. Non piace agli unionisti, terrorizzati dall&#8217;idea che il confine vero fra Regno Unito e Unione europea sia solo quello dell&#8217;isola della Gran Bretagna, quasi a voler dire che l&#8217;Irlanda del Nord è un territorio a parte, diverso dalla madrepatria e legato più a Dublino che a Londra. Ma non piace neanche ai nazionalisti, ai repubblicani, a tutti coloro che non si piegano all&#8217;idea che Eire e Ulster siano due mondi nella stessa isola. Il<strong> Sinn Féin</strong> finge di disinteressarsi alla Brexit e al backstop, come quando si fanno eleggere come deputati britannici per poi non andare a Westminster. Ma in realtà sanno perfettamente che la questione del confine è uno dei nodi più importanti da sciogliere del ultimi decenni.</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/2019/01/17/esteri/a-belfast-torna-lincubo-della-frontiera-temiamo-lo-spettro-del-nazionalismo-ixormpIIANhOHwl3qe5jfJ/premium.html">Come spiega <em>La Stampa</em></a>, &#8220;Peter Shirlow, storico e direttore dell&#8217;Istituto di studi irlandesi di Liverpool, evidenzia che proprio la questione del backstop &#8216;rischia di dare fiato alla causa nazionalista&#8217;. Con l&#8217;<em>Irish Times</em> Peter Sheridan, già membro del Police service dell&#8217; Ulster, è stato più drastico: &#8216;Ci sono ancora estremisti pronti a <strong>far rinasce l&#8217;Ira</strong>, cercano solo una scusa&#8217;&#8221;. E il motivo è che ormai tutti in Irlanda del Nord e nei territori della Repubblica al confine, vivono come se la frontiera non esistesse. I transfrontalieri sono decine di migliaia. E sono molte le famiglie che vivono a cavallo di quel confine un tempo oggetto di violenze e controllato da polizia ed esercito. </p>
<p></p>
<p>Quel confine doveva scomparire, almeno questi erano gli accordi. Ma la Brexit sta cambiando tutto. E se il Dup è preoccupato di rimanere più parte dell&#8217;Irlanda che del Regno Unito con il backstop, i repubblicani temono di dover dire addio, e per sempre, ai sogni di un&#8217;Irlanda unita.</p>
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		<title>Brexit, Irlanda e Scozia premono Londra addestra migliaia di poliziotti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda-scozia-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 09:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="977" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Camera dei Comuni ha bocciato l&#8217;accordo fra Regno Unito e Unione europea sulla Brexit. E adesso, per Londra e Theresa May le cose non si mettono affatto bene. Il rifiuto dell&#8217;intesa da parte del Parlamento britannico getta ombre molto fosche sul futuro dell&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Ue. E l&#8217;ipotesi del &#8220;no-deal&#8221;, e cioè dell&#8217;uscita &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda-scozia-voto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="977" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La Camera dei Comuni <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/brexit-lora-verit-parlamento-vota-sullaccordo-lue-1629434.html">ha bocciato l&#8217;accordo</a> fra Regno Unito e Unione europea sulla <strong>Brexit</strong>. E adesso, per Londra e <strong>Theresa May</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-parlamento-boccia-accordo/">le cose non si mettono affatto bene</a>. Il rifiuto dell&#8217;intesa da parte del Parlamento britannico getta ombre molto fosche sul futuro dell&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Ue. E l&#8217;ipotesi del &#8220;no-deal&#8221;, e cioè dell&#8217;uscita senza accordo, diventa sempre più concreta.<strong> Jean-Claude Juncker</strong> e <strong>Michel Barnier</strong> hanno confermato, tra ieri sera e oggi, che lo spettro dell&#8217;uscita disordinata del Regno Unito è un&#8217;eventualità sempre più prossima. E anche nel governo May lo spettro del no-deal è agitato non più come uno spauracchio, ma come una possibilità con il popolo britannico potrebbe far presto i conti.</p>
<p>Il Regno Unito non è solo preoccupato per i risvolti economici e politici della vicenda, quanto per la situazione interna che rischia di far deflagrare <strong>conflitti</strong> sopiti da tempo. La Brexit sta segnando il presente britannico ma può soprattutto incidere in maniera sensibile sul futuro del Regno e sulla convivenza delle diverse nazioni che lo compongono, in particolare Irlanda del Nord e Scozia.</p>
<p>Il pericolo Irlanda</p>
<p>Il rischio, ribadito anche dalla May ieri nel suo accorato appello per il voto, è che l&#8217;uscita senza accordo possa pesare come un macigno sull&#8217;unità del Paese. E la questione non è da sottovalutare: e Londra lo sa benissimo. È stato proprio il regime di <strong>backstop</strong> per il confine fra Irlanda del Nord e Repubblica d&#8217;Irlanda a scatenare la rivolta dei conservatori e del partito unionista del Dup. E molti temono che in caso di<strong><em> no-deal</em> </strong>il confine irlandese possa di nuovo trasformarsi nella spina nel fianco del governo britannico.</p>
<p>Un&#8217;ipotesi valutata molto attentamente dai servizi di sicurezza britannici, a tal punto che l&#8217;esecutivo ha già dato ordine di addestrare<strong> un migliaio di poliziotti</strong> inglesi e scozzesi per un possibile dispiegamento in Irlanda del Nord in caso di Brexit senza accordo. Come riportato dal <em>Guardian</em>, la <strong>polizia nordirlandese</strong> (Psni) avrebbe già chiesto rinforzi per il timore di rivolte al confine, soprattutto se saranno ripristinati controlli doganali. Il <strong>National Police Chiefs&#8217; Council</strong> (Npcc), l&#8217;organo che coordina le varie forze di polizia britanniche, ha negato qualsiasi richiesta di rinforzo formale da parte dell&#8217;Irlanda del Nord. Ma l&#8217;Npcc ha anche ribadito che &#8220;le forze di polizia continuano a prepararsi per le possibili eventualità mentre si avvicina l&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Il rischio è che l&#8217;Irlanda del Nord possa effettivamente trasformarsi in un grave problema di ordine pubblico. I nazionalisti irlandesi sono terrorizzati dall&#8217;idea che possa tornare il <strong>confine fisico</strong> fra Eire e Ulster, ne va dei loro legami politici e culturali con Dublino, ma anche dei loro interessi economici. Il ritorno della frontiera segnerebbe anche la fine degli accordi economici fra le due parti dell&#8217;Irlanda. E a quel punto Belfast e Dublino sarebbero due città di Paesi <strong>senza alcun accordo commerciale</strong> vigente. </p>
<p>Dall&#8217;altra parte, gli unionisti hanno sempre temuto che il cosiddetto regime di backstop, cioè la clausola di salvaguardia per il confine, fosse in realtà l&#8217;anticamera di una differenziazione con la madrepatria britannica e un avvicinamento dell&#8217;Irlanda del Nord alla Repubblica d&#8217;Irlanda. Ed è per questo che il <strong>Dup</strong> ha votato contro l&#8217;accordo fra Unione europea e Regno Unito sulla Brexit. Differenti visioni del mondo e dell&#8217;Irlanda che adesso rischiano di scontrarsi di nuovo. E il pericolo di violenze c&#8217;è, nonostante la lontananza temporale dell&#8217;Ira e dei fenomeni terroristici.</p>
<p>La Scozia può tornare a fare pressioni</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo l&#8217;Irlanda del Nord. Se infatti i nordirlandesi, specie gli unionisti, avevano votato in massa per la Brexit, la Scozia è sempre stata particolarmente avversa all&#8217;ipotesi uscire dall&#8217;Unione europea. Edimburgo teme che l&#8217;uscita del Regno dall&#8217;Ue possa interrompere definitivamente i legami fra Scozia ed Europa e togliere ogni possibilità di dialogo con Bruxelles per ottenere maggiore autonomia rispetto a Londra.</p>
<p>A conferma di questa visione nettamente contraria alla Brexit e all&#8217;accordo presentato da Theresa May, sono arrivati <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.com/news/uk-scotland-scotland-politics-46863016">i voti dei parlamentari scozzesi</a>. Lo <strong>Scottish National Party</strong> ha votato in blocco contro l&#8217;intesa, idem i deputati laburisti scozzesi e i liberali. E anche fra i conservatori c&#8217;è stata qualche defezione. </p>
<p></p>
<p>Subito dopo la bocciatura da parte della Camera dei Comuni, <strong>Nicola Sturgeon</strong>, primo ministro scozzese, <a href="https://www.bbc.com/news/uk-scotland-scotland-politics-46869773">ha detto</a> che &#8220;l&#8217;unica opzione credibile&#8221; sia un altro referendum sulla Brexit. &#8220;Ciò che deve accadere ora è chiaro: in primo luogo, e con la massima urgenza, deve essere fermato l&#8217;orologio del processo dell&#8217;articolo 50. Questo è l&#8217;unico modo per evitare qualsiasi possibilità che il Regno Unito esca dall&#8217;Ue il 29 marzo senza un accordo&#8221;, ha detto Sturgeon. Che poi ha continuato: &#8220;Il governo ha avuto più di due anni e mezzo per realizzare un piano di Brexit realizzabile e ha completamente fallito nel farlo: l&#8217;idea che possa farlo ora in poche settimane è farsesca&#8221;.</p>
<p>Ma la premier scozzese ha espresso anche un altro concetto, in un altro tweet. Ed è questo ci che temono da Londra. La Sturgeon ha infatti scritto: &#8220;Sta diventando sempre più chiaro che gli interessi più ampi della Scozia saranno protetti solo con l&#8217;<strong>indipendenza</strong>&#8220;. Un messaggio chiaro sul fatto che i nazionalisti scozzese potrebbero iniziare di nuovo a premere.</p>
<p dir="ltr" lang="en">Off to London to meet with <a href="https://twitter.com/IanBlackfordMP?ref_src=twsrc%5Etfw">@IanBlackfordMP</a> and <a href="https://twitter.com/theSNP?ref_src=twsrc%5Etfw">@theSNP</a> MPs ahead of no confidence vote in Commons later. We want UK to stay in EU which is why we back a <a href="https://twitter.com/hashtag/PeoplesVote?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#PeoplesVote</a>. But it is becoming increasingly clear that Scotland’s wider interests will only be protected with independence.</p>
<p>— Nicola Sturgeon (@NicolaSturgeon) <a href="https://twitter.com/NicolaSturgeon/status/1085409331628175361?ref_src=twsrc%5Etfw">16 gennaio 2019</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
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		<title>Siria, arrivano gli irlandesi: saranno schierati nel Golan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-irlandesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 06:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Alture del Golan]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="842" height="561" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>Le truppe irlandesi tornano dopo quattro anni in territorio siriano, precisamente nel Golan. A darne notizia, il quotidiano irlandese The Journal, che cita fonti della Difesa di Dublino.  Una notizia che potrebbe apparire secondaria, ma che invece può avere un significato molto preciso per comprendere l&#8217;evoluzione del processo di stabilizzazione del Sud della Siria. Lì, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-irlandesi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-irlandesi.html">Siria, arrivano gli irlandesi: saranno schierati nel Golan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="842" height="561" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/Irish_Army_Ranger_Wing_Ford_Special_Recon_Vehicle_in_Chad_4109830420-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p><p>Le <strong>truppe irlandesi</strong> tornano dopo quattro anni in territorio siriano, precisamente nel <strong>Golan</strong>. A darne notizia, il quotidiano irlandese<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.thejournal.ie/irish-troops-golan-heights-4-4079897-Jun2018/"><em> The Journal</em></a>, che cita fonti della Difesa di Dublino. </p>
<p>Una notizia che potrebbe apparire secondaria, ma che invece può avere un significato molto preciso per comprendere l&#8217;evoluzione del processo di stabilizzazione del Sud della Siria. Lì, dove procede l&#8217;avanzata dell&#8217;esercito siriano per riconquistare le ultime sacche in mano ai ribelli.</p>
<p>I membri del 57esimo gruppo di fanteria delle <strong>Irish Defense Foces</strong> rientreranno nella parte siriana delle alture del Golan dopo che, nel 2014, furono trasferiti a <strong>Camp Ziouani</strong>, nella parte israeliana delle Alture. Si vocifera che il trasferimento possa avvenire già entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Il ministro della Difesa, Paul Kehoe, non ha ancora dato il suo semaforo verde. Il ministro aveva infatti informato il governo che dovevano ancora essere soddisfatti alcuni requisiti logistici, sanitari e soprattutto per l&#8217;accesso alle vie di entrata e di uscita dalla base di <strong>Camp Faouar</strong>. Ma sembra che sia tutto in dirittura d&#8217;arrivo.</p>
<p></p>
<p>Lo scopo della missione sarà quello proprio della <strong>missione Undof</strong> (<i>United Nations Disengagement Observer Force</i>) delle Nazioni Unite. Il 57esimo gruppo di fanteria irlandese controllerà tutta la zona di disimpegno fra le forze di Israele e quelle della Siria, ma avrà anche compiti di <strong>pattugliamento</strong> e scorta dei convogli umanitari. </p>
<p>Perché la notizia è un segnale importante</p>
<p>Il ritorno degli irlandesi a Camp Faouar a fine anno, <strong>può indicare due cose</strong>. O che entro la fine del 2018 le forze siriane avranno di nuovo preso il controllo dell&#8217;area che va da Daraa a <strong>Quenitra</strong>. Oppure che comunque l&#8217;offensiva avrà avuto termine, ma che sia stata bloccata. In ogni caso, sarà un&#8217;area sicura. Le forze sono state trasportate in territorio israeliano quando tutto sembrava perduto: l&#8217;area era diventata troppo pericolosa.</p>
<p>Ma adesso, con la possibilità di una riconquista da parte delle forze di <strong>Bashar al Assad</strong>, le forze della missione Onu possono ritornare. Questo potrebbe avere anche un&#8217;altra importante declinazione: che esiste un accordo per il ripristino dello <em>status quo ante</em> e per la fine di ogni possibile operazione di guerra nelle<strong> Alture del Golan</strong>.</p>
<p></p>
<p>Se arrivano le forze internazionali significa che gli scontri potrebbero terminare e che l&#8217;Onu si frappone come forza garante.</p>
<p>Altra conseguenza, è che si muovono le pedine per evitare che quell&#8217;area di confine torni a essere una possibile zona di conflitto fra Israele e Siria. Gli israeliani non vogliono che le forze di Hezbollah e gli iraniani siano nella regione vicina al confine con lo Stato ebraico. Per ottenere questo risultato, hanno bisogno di forze che si inseriscano come garanti.</p>
<p>Certo, se ci saranno di nuovo le forze Undof, è evidente che <strong>Israele non potrà colpire</strong>. Ma è anche altrettanto evidente che le forze dell&#8217;esercito siriano non potranno intervenire per riconquistare il Golan, obiettivo vociferato da più parti nella Difesa siriana e in quella israeliana. Le Alture, <strong>occupate</strong> da Israele da decenni, sono ancora una ferita aperta nel cuore siriano. Ma le esercitazioni continue nel Golan da parte delle forze israeliane sono state un segnale importante.</p>
<p>Un maggiore intervento dell&#8217;Onu può essere l&#8217;unica soluzione per evitare che si torni a combattere per l&#8217;area. Probabilmente è una soluzione che piace più all&#8217;Occidente che agli alleati della Siria. Damasco non può apprezzare la presenza internazionale all&#8217;interno di quello che ritiene essere suo territorio sovrano.</p>
<p></p>
<p>Ma la speranza è che, in qualunque caso, si possa evitare l&#8217;evoluzione di una nuova fase di guerra in quella regione. Soprattutto in un periodo di enormi tensioni fra Iran e Israele e con la <strong>Russia</strong> che sta facendo ogni sforzo per evitare che la sua strategia cada sotto i colpi delle tensioni fra Teheran e Tel Aviv.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Brexit, ecco il &#8220;Piano B&#8221; di Londra per la frontiera con l&#8217;Irlanda</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 07:18:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit.jpg 898w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit-300x234.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit-768x600.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Theresa May ha pronto un &#8220;Piano B&#8221; sulla Brexit per cercare di trovare una soluzione per la frontiera irlandese. L&#8217;idea della premier britannica è quella di rimanere all&#8217;interno dell&#8217;unione doganale fino alla fine del 2021, o forse anche oltre. In questo periodo di tempo, si cercherà di trovare un compromesso fra Irlanda e Regno Unito per superare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit.jpg 898w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit-300x234.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/1500282192-brexit-768x600.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p><strong>Theresa May</strong> ha pronto un &#8220;Piano B&#8221; sulla <strong>Brexit</strong> per cercare di trovare una soluzione per la frontiera irlandese.</p>
<p>L&#8217;idea della premier britannica è quella di rimanere<strong> all&#8217;interno dell&#8217;unione doganale fino alla fine del 2021</strong>, o forse anche oltre. In questo periodo di tempo, si cercherà di trovare un compromesso fra Irlanda e Regno Unito per superare quello che resta uno dei principali ostacoli alla Brexit: il confine irlandese.</p>
<p>La scelta del governo May non appare affatto semplice. Innanzitutto perché si tratta di una sconfitta. Aveva promesso una <em>hard Brexit</em> nel caso di mancato accordo. Mentre adesso appare più incline al dialogo proprio sull&#8217;unione doganale, uno dei capisaldi della propaganda a favore dell&#8217;uscita di Londra dall&#8217;Unione europea.</p>
<p>Se rimane nell&#8217;unione doganale, la Gran Bretagna non avrà possibilità di riconquistare la la sovranità desiderata con il voto del referendum del 23 giugno 2016. La piena libertà sul commercio è essenziale. Ma c&#8217;è un rischio che a Londra non vogliono correre. E cioè che senza concreti passi in avanti sulla questione irlandese, l&#8217;Ue ponga un ostacolo insormontabile e allunghi ancora di più i già complicati negoziati per l&#8217;uscita del Regno.</p>
<p>Cosa dice il documento di Londra</p>
<p>Nel documento pubblicato ieri dal governo britannico, si riconosce &#8220;la necessità di di proteggere l&#8217;Accordo di Belfast in tutte le sue parti, incluso il fatto che non ci sarà una frontiera fisica tra l&#8217;Irlanda del Nord e l&#8217;Irlanda, e nessuna infrastruttura fisica o controlli collegati&#8221;.</p>
<p>L&#8217;idea britannica nasce dal fatto che la proposta di Bruxelles era considerata del tutto inaccettabile. L&#8217;Ue aveva proposto al Regno l&#8217;allineamento normativo dell&#8217;Irlanda del Nord con il quadro normativo europeo. Per la Gran Bretagna, un discorso che avrebbe decretato l&#8217;inserimento di Belfast nella cornice giuridica comunitaria, di fatto creando un doppio standard normativo fra Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Decisione rifiutata anche da buona parte della popolazione nordirlandese tradizionalmente unionista.</p>
<p>&#8220;Accolgo positivamente la pubblicazione della proposta dl Regno Unito sugli aspetti doganali del <em>backstop</em> Irlanda-Irlanda del Nord&#8221; &#8211; ha scritto su twitter Michel Barnier, capo negoziatore per l&#8217;Unione europea nella questione Brexit. &#8220;La esamineremo con 3 domande: è una soluzione che funziona per evitare una frontiera fisica? Rispetta l&#8217;integrità del Mercato Interno e dell&#8217;unione doganale? È un  <em>backstop</em> per ogni evenienza?&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Dubbi che però non sembrano essere dissipati. Da parte di Dublino permangono le perplessità. Simon Coveney, ministro degli Esteri della Repubblica d&#8217;Irlanda, che dichiarato di ritenere &#8220;vitale&#8221; un accordo legalmente vincolante che sia per sempre &#8220;evitata una frontiera fisica&#8221;. </p>
<p>I dubbi su Theresa May e la Brexit</p>
<p>Su Theresa May si apre il dibattito. C&#8217;è chi dice che, grazie al suo lavoro diplomatico, sia riuscita a trovare un accordo che permetta di progredire nella Brexit. Ma c&#8217;è anche chi ritiene che questo cosiddetto  <em>backstop</em> sull&#8217;unione doganale di fatto rappresenti una sconfitta per i <em>brexiters</em> e per il suo governo.</p>
<p>Gli esperti giuridici, infatti, credono improbabile che questo accordo trovi il limite temporale nel 2021, come suggerito dal governo di Sua Maestà. E c&#8217;è chi crede che sia il preludio per una Brexit molto soft e senza reali prospettive di uscita definitiva dall&#8217;Unione europea.</p>
<p></p>
<p>Le pressioni su un ripensamento del governo britannico sono moltissime. Gli interessi finanziari e politici sul fatto che Londra non vada via dall&#8217;Unione europea sono sul piede di guerra. Ma da parte di May e del suo esecutivo c&#8217;è sempre stata totale sintonia con la volontà espressa dall&#8217;elettorato del Regno. </p>
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		<title>Quello strumento della Bce che fa tremare le banche italiane</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quello-strumento-della-bce-tremare-le-banche-italiane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2018 07:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Euro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1097" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1.jpg 1097w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1-1024x735.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1097px) 100vw, 1097px" /></p>
<p>La Bce, Banca centrale europea, è l’ente nel Vecchio Continente che più di ogni altro ha la responsabilità sull’andamento della politica monetaria. Nata nel 1998 la Bce ha come obiettivo principale della sua mission la “stabilità dei prezzi”, come scritto nero su bianco nel suo statuto. Stabilità dei prezzi e creazione della moneta, i due &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quello-strumento-della-bce-tremare-le-banche-italiane.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1097" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1.jpg 1097w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170512171718_23073090-1-1024x735.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1097px) 100vw, 1097px" /></p><p>La Bce, Banca centrale europea, è l’ente nel Vecchio Continente che più di ogni altro ha la responsabilità sull’andamento della politica monetaria. Nata nel 1998 la Bce ha come obiettivo principale della sua mission la “stabilità dei prezzi”, come scritto nero su bianco nel suo statuto.</p>
<p>Stabilità dei prezzi e creazione della moneta, i due principi dell&#8217;Eurotower</p>
<p>Un obiettivo che viene perseguito attraverso diversi strumenti di cui la <strong>Bce</strong> può servirsi. Uno su tutti, fondamentale, è la creazione stessa della moneta. Tra i 19 Stati aderenti all’<strong>Unione europea</strong> che hanno adottato l’euro, la Bce è l’unico istituto di credito che ha il potere legittimato di creare e immettere nel mercato gli euro. Questa operazione di emissione e di successiva immissione nel mercato europeo viene fatta dalla <strong>Bce</strong> attraverso operazioni finanziarie con gli Stati appartenenti all’<strong>area euro</strong> e i loro rispettivi istituti di credito. In pratica Stati, banche e da poco anche soggetti privati emettono obbligazioni (nel caso dello Stato sono conosciuti come Bot) che vengono acquistati dalla <strong>Bce</strong>.</p>
<p>L’istituto di Francoforte nell’atto di acquisto dei titoli immette così gli euro che circolano poi nelle economie nazionali. La Bce ha però nel suo statuto delle peculiarità che la discostano di molto da altri istituti di credito nazionali nel mondo. A differenza, per esempio, della Banca centrale giapponese o di quella che era una volta la <strong>Banca d’Italia</strong>, quando stava sotto il <strong>Ministero del Tesoro</strong>, la Bce non svolge la funzione di prestatrice di “ultima istanza”. Ovvero non è, o non dovrebbe essere, garante del debito pubblico degli Stati dell’area euro. Se quindi uno Stato tra i 19 si ritrovasse a rischio default a causa di un alto tasso d’interesse sui titoli di Stato, la Bce non è tenuta a comprare questi titoli per evitarne il fallimento.</p>
<p>La Bce esige disciplina dagli istituti europei</p>
<p>Questo per dire che la Banca con sede a Francoforte ha uno statuto basato essenzialmente sul rispetto di una certa disciplina economica da parte degli enti appartenenti. Lo stesso discorso vale infatti per le banche europee. Anche in questo caso la Bce ha sviluppato strumenti per proteggersi da eventuali insolvenze e disciplinare così gli istituti di credito. Uno di questi dispositivi è il <strong>Risk Control Framework</strong>. Si tratta di un aspetto poco conosciuto che tuttavia è già stato applicato dalla Banca centrale europea.</p>
<p>Si tratta nello specifico di uno strumento che permette alla Bce di negare credito a qualsiasi banca o rifiutare qualsiasi attività come garanzia qualora lo ritenga opportuno. <a href="https://www.ecb.europa.eu/paym/coll/risk/riskcontrol/html/index.en.html">Sul sito ufficiale</a> dell’<strong>Eurotower</strong> si legge così: “Il sistema euro può inoltre respingere attività, limitarne l’uso o applicare scarti di garanzia supplementari a beni presentati come garanzia nelle operazioni di credito da controparti specifiche. Il sistema euro può sospendere o escludere l&#8217;accesso delle controparti agli strumenti di politica monetaria sulla base di criteri prudenziali”.</p>
<p>Il Risk Control Framework che ha piegato Irlanda e Spagna </p>
<p>Ecco dunque quali sono i paletti posti dall’istituto guidato da Mario Draghi per l’elargizione del credito. Secondo <a href="https://www.forbes.com/sites/karlwhelan/2012/07/22/the-secret-tool-draghi-uses-to-run-europe/#3dd5bc5d61f0"><em>Forbes</em> </a>tale dispositivo sarebbe stato già messo in funzione due volte nella storia recente. La prima volta in Irlanda, alla fine del 2010. In quel caso le banche irlandesi, in un momento di profondo stress, non rispettavano le garanzie poste dalla Bce che avrebbe ritirato i finanziamenti a questi istituti, attuando così il Risk Control Framework.</p>
<p>In quel caso l’Irlanda “si salvò” accettando il pacchetto proposto dal Fondo monetario internazionale. Lo stesso strumento venne poi attuato in Spagna nel 2012. In quel caso fu la situazione di Bankia a far intervenire la Bce, non soddisfatta della proposta di ricapitalizzazione dell’istituto attraverso <strong>bond spagnoli</strong>. Come nell’analogo caso irlandese, la sola minaccia di utilizzo del Risk Control Framework ha fatto cambiare i piani del Governo spagnolo, seguendo così quanto invece dettato da Francoforte.</p>
<p>Quali sono i rischi per l&#8217;Italia</p>
<p>Ecco che ora questo strumento può diventare arbitro del futuro italiano. La situazione bancaria del Belpaese non è infatti così ottimale. La crisi del 2008 oltre a farsi sentire su Pil e occupazione è andata a colpire anche le banche, in un Paese che è fondato sul <strong>credito bancario</strong>. Come riportava <em><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-04-06/la-crisi-banche-italiane-spiegata-con-parole-semplici-un-profano-171001.shtml?uuid=AEKupq0">ilSole24Ore</a></em> è dal 2013 al 2015 che gli istituti di credito italiani hanno iniziato ad accumulare i cosiddetti <strong>Npl</strong>, ovvero non performing loans. Prestiti concessi che non rendono e che potrebbero facilmente trasformarsi in <strong>Utp</strong>, Unlikely to pay, ovvero crediti che difficilmente verranno restituiti.</p>
<p></p>
<p>Questa crisi bancaria ha portato poi al fallimento degli aumenti di capitale della Banca popolare di Vicenza, di Veneto banca e della <strong>Monte dei Paschi di Siena</strong>. Le prime due non esistono più, mentre Monte dei Paschi è riuscita infine a ricapitalizzarsi con l’intervento dello Stato (bail-in). Una manovra che tuttavia non è più accettata all’interno dell’area euro. È il bail out infatti ora a regolare il salvataggio di una banca, e quindi solo i suoi clienti e non più la comunità intera. Questo però significa che ad un’eventuale prossima crisi bancaria dovuta agli Npl, la Bce potrà attuare il famoso Risk Control Framework e quindi ritirare tutto il capitale presente in quell’istituto di credito. A meno che, ovviamente, il Paese non accetti le direttive di Francoforte per il salvataggio, come successe in Irlanda e Spagna. Il futuro economico, ma anche politico dell’Italia, passa dunque dall’Eurotower.</p>
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		<title>&#8220;Il tempo sta per scadere  Attenzione ai fanatismi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tempo-sta-scadere-attenzione-ai-fanatismi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 06:04:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273960.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273960.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273960-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>«E pensare che i rapporti tra Londra e Dublino non erano mai stati così buoni, in Irlanda regnava un&#8217;assoluta armonia. La potenza simbolica di un ritorno ai check point, alla separazione, rischia di catalizzare nicchie di nostalgici e di riaccendere il fanatismo. Chi non conosce la realtà e la Storia», dice Walsh, «ipotizza con superficialità &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tempo-sta-scadere-attenzione-ai-fanatismi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273960.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273960.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273960-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>«E pensare che i rapporti tra Londra e Dublino non erano mai stati così buoni, in Irlanda regnava un&#8217;assoluta armonia. La potenza simbolica di un ritorno ai check point, alla separazione, rischia di catalizzare nicchie di nostalgici e di riaccendere il fanatismo. Chi non conosce la realtà e la Storia», dice Walsh, «ipotizza con superficialità una soluzione di confine come quelli esistenti tra Svezia e Norvegia oppure tra Italia e Svizzera. In Irlanda non c&#8217;è alternativa al confine invisibile, qualsiasi altra soluzione è pericolosa». Infatti anche l&#8217;escamotage tecnologico appare utopico. L&#8217;idea di uno «smart border 2.0» dove i controlli possano avvenire senza barriere fisiche telecamere, check delle targhe incrociati con documenti fiscali preventivi &#8211; è tramontata quando si è capito che anche appunto tra Svezia e Norvegia, dove la tecnologia è ampiamente utilizzata, vi sono 14 punti di controllo fisico. «Qualsiasi passo indietro sarebbe pericoloso. Il confine che divideva le due parti dell&#8217;Irlanda è svanito gradualmente, prima con l&#8217;abolizione dei controlli doganali seguita all&#8217;ingresso della Gran Bretagna nella comunità europea, poi con l&#8217;implementazione del processo di pace, che ha rimosso i blocchi stradali armati e la sorveglianza elettronica in quella che era una delle frontiere più sensibili e militarizzate d&#8217;Europa. Il border era infatti anche una barriera psicologica e istituirla di nuovo, dopo aver faticato così tanto per abbatterla, riporterebbe in vita vecchi simbolismi e contrapposizioni identitarie». «In ogni caso &#8211; aggiunge Walsh &#8211; non è facile ritessere complessi accordi di free trade in pochi mesi».</p>
<p></p>
<p>Theresa May appare «intrappolata nel dossier irlandese», cerca di rassicurare Dublino, Belfast, Bruxelles e i custodi dell&#8217;ortodossia brexitaria. Ma trovare una soluzione che tenga conto di tutte le esigenze sembra impossibile. E, oltretutto, c&#8217;è poco tempo per provare a farlo: il Regno Unito, secondo gli accordi, uscirà ufficialmente dall&#8217;Ue nel marzo 2019, per poi iniziare un periodo di transizione che si concluderà definitivamente il 31 dicembre 2010. Per rispettare le scadenze, è necessario chiudere tutti i dossier, compreso quello irlandese, in tempo per il Consiglio europeo di giugno in modo da poter stipulare un accordo definitivo in ottobre, in tempo per il Consiglio europeo del prossimo giugno, in modo da poter stipulare un accordo definitivo in ottobre. L&#8217;accordo sarà poi sottoposto al Parlamento inglese, per l&#8217;approvazione. Per fare pressione sui recalcitranti, Theresa May diffonde l&#8217;idea secondo cui, qualora non passasse la ratifica, il Regno Unito sarebbe costretto a tuffarsi senza rete nei marosi della Brexit. E a quel punto il salto nel buio potrebbe diventerebbe un suicidio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tempo-sta-scadere-attenzione-ai-fanatismi.html">&#8220;Il tempo sta per scadere  Attenzione ai fanatismi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;incubo frontiera nell&#8217;Irlanda in pace Ora l&#8217;isola trema per il rebus Brexit</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/irlanda-effetto-brexit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 05:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>I camion della Guinness che s&#8217;incrociano di continuo lungo la circonvallazione di Castlewellan, centro del Nord Irlanda d&#8217;oltreconfine provenendo da Sud, sono la più simbolica rappresentazione del cortocircuito in cui è piombata l&#8217;isola con le trattative tra Bruxelles e Londra per la Brexit. Prima di arrivare nei pub di tutto il mondo, la mitica Guinness &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/irlanda-effetto-brexit.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/7273965-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>I camion della Guinness che s&#8217;incrociano di continuo lungo la circonvallazione di Castlewellan, centro del Nord Irlanda d&#8217;oltreconfine provenendo da Sud, sono la più simbolica rappresentazione del cortocircuito in cui è piombata l&#8217;isola con le trattative tra Bruxelles e Londra per la Brexit. Prima di arrivare nei pub di tutto il mondo, la mitica Guinness passa il confine due o tre volte. Prodotta a Dublino, spedita a Belfast per essere confezionata, rispedita a Sud e, da qui, di nuovo in Nord Irlanda per raggiungere poi il Regno Unito e il resto del globo. Nessuna barriera, dogana, rallentamento. I camion viaggiano come se l&#8217;isola non fosse divisa da quei 499 chilometri di soft border; che è poi ciò che viene «venduto» al turista appena arriva all&#8217;aeroporto di Dublino: la foto che vuole comunicare la forza e la bellezza di questa terra di smeraldo è di uno struggente paesaggio del Nord.</p>
<p>Tra le due realtà la provincia britannica e la Repubblica &#8211; nulla a ricordare un passato di odio, sangue, divisioni; l&#8217;unico filo spinato segna i pascoli per le pecore nella brughiera, da una parte e dall&#8217;altra. Come quando si arriva a Derry, entrando e uscendo in continuazione da un limite invisibile che attraversa fiumi, campi, fattorie (te ne accorgi solo dai cartelli, chilometri a Sud, miglia a Nord): la fattoria di David Crockett si estende per oltre 120 ettari su entrambi i lati. «Come sarà possibile sopravvivere per noi agricoltori se si tornerà, come vogliono gli ultras di una Brexit radicale, alla chiusura delle strade di confine, alle dogane e ai dazi, alla reitroduzione dei pattugliamenti armati e delle torri di guardia smantellate al termine della guerra civile?», si chiede David.</p>
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<p>Il ritorno di un confine fisico avrebbe ripercussioni enormi sul movimento di beni, persone (35mila i frontalieri che passano ogni giorno), sull&#8217;economia irlandese e più ancora nordirlandese, in particolare sul settore agricolo e alimentare. «Tutto il grano prodotto dall&#8217;Irlanda viene lavorato nel Nord», spiega l&#8217;allevatore, «mentre il 30 per cento del latte prodotto nel Nord è spedito in Irlanda per la produzione di latticini. Il 31 per cento dell&#8217;export nordirlandese va all&#8217;Irlanda e il 27 dell&#8217;import nordirlandese viene dall&#8217;Irlanda». Un milione di camion, come quelli della Guinness, 1,3 milioni di furgoni e 12 milioni di automobili transitano di qui ogni anno. Ora l&#8217;incubo è che questo diventi una sorta di «nuovo Vallo di Adriano», il limes tra Regno Unito e Unione europea. Una partita così cruciale che dal suo esito dipende l&#8217;entrata o meno in vigore della Brexit.</p>
<p>Sono passati vent&#8217;anni dagli accordi del Venerdì Santo che portarono alla fine dei Troubles, i «guai» come sono stati chiamati con eccessivo understatement tre decenni di conflitto in Nord Irlanda tra unionisti protestanti, propugnatori del legame con la Gran Bretagna (appoggiati dall&#8217;esercito di Sua Maestà), e nazionalisti cattolici in lotta armata per l&#8217;unificazione con la Repubblica irlandese: un odio che ha prodotto quasi quattromila morti. Quegli accordi di pace anglo-irlandesi sono stati un successo fino a diventare modello dalla Colombia a Cipro, dai Paesi Baschi alle Filippine. La violenza è via via diminuita, le relazioni tra unionisti e repubblicani, anche grazie ai massicci investimenti e ai progetti d&#8217;integrazione dell&#8217;Unione europea, hanno fatto passi da gigante, il confine che separava le sei contee del Nord è diventato invisibile. «La riconciliazione non era affatto garantita o imposta da quelle firme», ha detto all&#8217;Atlantic George Mitchell, allora inviato speciale di Washington e vero architetto degli accordi: «Erano contemplate due idee di futuro, gli obbiettivi politici delle due comunità erano entrambi validi, solo che dovevano essere percorsi in modo democratico e pacifico». Il confine potrebbe rimettere tutto in discussione.</p>
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<p>Un recente sondaggio di Sky News ha confermato che la metà cattolica dei nordirlandesi non ha amici protestanti e viceversa. Una spaccatura che resiste ed è rappresentata anche a livello politico: se infatti gli accordi prevedevano un governo di coalizione tra gli unionisti del Dup e i repubblicani del Sinn Fèin, dal 2017 il patto è saltato e Belfast non ha un esecutivo proprio nel momento più delicato, quando cioè la Brexit minaccia di far crollare un pilastro del Good Friday Agreement, i confini aperti in base a una garanzia sottoscritta a suo tempo dall&#8217;Unione europea e ribadita nelle 120 pagine con cui Bruxelles si dice determinata a voler mantenere il Nord Irlanda nell&#8217;unione doganale europea e tutta l&#8217;isola nell&#8217;«area comune» in modo da impedire il ritorno al confine fisico. Il testo prevede una continuità pan-irlandese distinta dalla Gran Bretagna per quanto riguarda le dogane, la circolazione dei beni, l&#8217;agricoltura, l&#8217;ambiente, l&#8217;iva, gli aiuti di Stato e il mercato dell&#8217;energia. Addirittura sono previsti controlli doganali sulle merci che entrano nell&#8217;Irlanda del Nord dalla Gran Bretagna.</p>
<p>Theresa May ha accusato l&#8217;Ue di voler smembrare il Regno, di fatto imponendo un confine marittimo con l&#8217;isola. «Questo non lo permetteremo mai», ha detto. E Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo ha replicato più o meno che o resta il confine aperto sancito dagli accordi del Venerdì Santo oppure salta la Brexit. Ma l&#8217;aspetto più inquietante è che i più determinati a ripristinare il confine sono gli unionisti del Dup, tra l&#8217;altro determinanti alleati della May a Westmister. «Qualsiasi ambiguità rispetto al legame del Nord Irlanda con il Regno Unito, per i protestanti del Dup vuol dire creare i presupposti per un&#8217;Irlanda unita. E questo risveglia vecchi fantasmi», dice al Giornale Katy Hayward, politologa alla Queen&#8217;s University di Belfast. «Ma l&#8217;ambiguità è insita negli accordi di vent&#8217;anni fa dove si contempla la possibilità di un&#8217;Irlanda unita se la maggioranza degli abitanti del Nord e della Repubblica lo decidessero con due referendum. Non dimentichiamo che il 56 per cento del Nord ha votato remain. Ecco perché dopo il fatidico 29 marzo 2019, quando la Gran Bretagna uscirà dalla Ue, potrebbe aprirsi anche un altro scenario, reso sempre più verosimile dai recenti sviluppi politici, economici e demografici, quello della riunificazione. Gli unionisti lo sanno, e non intendono permettere che si annacqui l&#8217;identità britannica in favore di una nazionalista. L&#8217;hard border è per loro argine psicologico vitale».</p>
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<p>Per i repubblicani cattolici il ripristino di un confine fisico significa invece riportare indietro l&#8217;orologio della Storia, una violazione delle legittime aspirazioni. E questo riaccende il fuoco identitario. Un&#8217;incertezza sul futuro che può alimentare antiche divisioni. A partire dal luogo simbolo degli anni di piombo in Nord Irlanda, la città dalla doppia drammatica identità, Derry/Londonderry. Nelle sue strade si consumò il Bloody Sunday il 30 gennaio 1972, quando l&#8217;esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti cattolici per i diritti civili uccidendone 14. Derry la chiamano i cattolici, Londonderry dicono i protestanti. La parte della città a ovest del fiume si considera Irish, la parte a est British. I murales sono ancora lì a ricordare, ad ammonire. «Londonderry still under siege, no surrender», Londonderry ancora sotto assedio, non si arrende. «I Troubles non sono finiti», dice John, 37 anni, «anche se non ci sono le bombe, i morti». La violenza settaria non ha in realtà mai del tutto abbandonato la piccola provincia britannica. Soltanto negli ultimi mesi molte famiglie cattoliche di Belfast sono state costrette a evacuare le loro case in seguito alle intimidazioni dei paramilitari lealisti, mentre a Derry e in altre località sono stati ritrovati e disinnescati gli ordigni rudimentali dei gruppi dissidenti contrari al processo di pace. Ma il tragico simbolo di una fiducia inter-comunitaria che ancora stenta a decollare sono i cosiddetti «muri della pace», le orwelliane barriere di cemento e lamiera erette negli anni Sessanta per prevenire le violenze e che continuano a separare molti quartieri. Nei giorni scorsi è uscita un&#8217;analisi dell&#8217;Esri, istituto indipendente di Dublino, secondo cui il ripristino della frontiera scuoterà le fondamenta del processo di pace. Anche per il venir meno dei fondi europei che nell&#8217;ultimo decennio hanno fatto nascere centinaia di progetti di riconciliazione. Ecco perché Bruxelles non intende diventare complice di un tragico ritorno al passato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/irlanda-effetto-brexit.html">L&#8217;incubo frontiera nell&#8217;Irlanda in pace Ora l&#8217;isola trema per il rebus Brexit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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