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	<title>India Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 21 Jun 2026 08:25:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>India Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>India e Pakistan, tra la pace e la guerra le acque dell&#8217;Indo</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/india-e-pakistan-tra-la-pace-e-la-guerra-il-corso-delle-acque-dellindo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 04:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni India-Pakistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-600x444.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuova Delhi punta il dito contro Islamabad per il presunto supporto ai terroristi e si è ritirata dal Trattato sulle acque dell’Indo.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/india-e-pakistan-tra-la-pace-e-la-guerra-il-corso-delle-acque-dellindo.html">India e Pakistan, tra la pace e la guerra le acque dell&#8217;Indo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-600x444.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il Pakistan si adoperava con efficacia a mediare tra Iran e Stati Uniti, il suo vicino-nemico rilanciava con insistenza una minaccia evocata nei mesi precedenti, con il ministro dell’acqua indiano che dichiarava: <a href="https://www.dawn.com/news/2006754">«Nei prossimi anni non una sola goccia d’acqua andrà al Pakistan»</a>. Un vero e proprio ultimatum quello di C. R. Patil, che rilanciava lo scontro con Islamabad su un terreno che per oltre sessant’anni era rimasto inviolato nelle varie crisi fra le due potenze armate di testate atomiche: <strong>quello delle risorse idriche, che nel contesto della rivalità tra le due nazioni hanno una valenza esplosiva, nucleare appunto.</strong></p>



<p>Ma torniamo indietro di un anno, precisamente al 22 aprile 2025. Parliamo dell’<a href="https://it.insideover.com/politica/india-pakistan-venti-di-guerra-potenzialmente-termonucleare.html">attentato di Pahalgam</a> — il più letale contro civili indiani dalla strage di Mumbai del 2008 —, attribuito dalle autorità indiane al Fronte di Resistenza (TRF), <strong>un gruppo militante islamico che sostiene l’indipendenza di Jammu e Kashmir,</strong> regioni a maggioranza musulmana (il 70% della popolazione). Le responsabilità dell’attacco, tuttavia, restano avvolte da diverse zone d’ombra. Se per Nuova Delhi il coinvolgimento del TRF, e i suoi presunti legami con il Pakistan, non lasciano spazio a dubbi, il gruppo ha successivamente smentito la rivendicazione iniziale, <a href="https://thecradle.co/articles-id/30377">sostenendo</a> che il proprio canale di comunicazione fosse stato compromesso. Smentita importante perché normalmente rivendicavano le proprie azioni.</p>



<p>L’attentato era arrivato in un contesto di tensioni in aumento. Nel 2019 il governo di <strong>Narendra Modi </strong>aveva revocato l’autonomia alle suddette regioni e intensificato la repressione dei movimenti separatisti locali, molti dei quali hanno le loro basi oltre frontiera, in Pakistan. Nuova Delhi aveva puntato subito il dito contro Islamabad per il presunto supporto ai terroristi — accusa che il Pakistan nega con fermezza — e, come ritorsione, <strong>si era ritirata unilateralmente dal Trattato sulle acque dell’Indo</strong>, decisione che sarà revocata solo se il Pakistan <a href="https://www.mea.gov.in/speeches-statements?dtl/39442">«ripudierà in modo credibile e irrevocabile il suo sostegno al terrorismo transfrontaliero»</a>. Come accennato, tanti i dubbi sullo svolgimento dei fatti. Come osserva la rivista progressista indiana <a href="https://frontline.thehindu.com/columns/pahalgam-attack-nia-chargesheet-kashmir/article70896047.ece">Frontline</a>, a destare perplessità è soprattutto la rapidità con cui l’attentato è stato collegato a Islamabad. Ma la reazione di Modi è stato durissima: <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/india/water-and-blood-cannot-flow-together-pm-modi-signals-no-reversal-on-indus-waters-treaty-suspension/articleshow/121116091.cms">«Acqua e sangue non possono scorrere insieme»</a>.</p>



<p>La sospensione dell’accordo segna una svolta storica. Per 65 anni il trattato ha rappresentato un’eccezione diplomatica in un rapporto più che conflittuale, sopravvivendo alle guerre del 1965, del 1971 e del 1999, oltre che alle crisi ricorrenti fra le due potenze nucleari. Uno strappo, quello di Nuova Delhi, che ha <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/panic-pakistan-india-vows-cut-off-water-supply-over-kashmir-2025-04-27/">implicazioni</a> potenzialmente catastrofiche. In base all’accordo del 1960, le acque dell’Indo, del Chenab e del Jhelum, che dall’India scorrono verso il Pakistan, sono destinate in larga misura a Islamabad e rappresentano la spina dorsale del suo sistema agricolo: <strong>irrigano oltre 16 milioni di ettari di terreno, l’80% del totale nazionale. </strong>Una dipendenza tale che eventuali riduzioni prolungate dei flussi potrebbero mettere a rischio la sicurezza alimentare di decine di milioni di persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le minacce di Nuova Dehli</h2>



<p>Da un anno a questa parte, la questione dell’acqua rimane uno dei principali terreni di scontro fra i due Paesi e le loro relazioni sono precipitate a uno dei punti più bassi della loro travagliata storia. Finora, la sospensione dell’accordo non ha prodotto conseguenze immediate sui flussi dei grandi fiumi himalayani. <strong>Ridurre in modo significativo l’acqua destinata al Pakistan richiederebbe infatti anni di lavori infrastrutturali,</strong> dall’ampliamento dei bacini esistenti alla costruzione di nuovi sistemi di stoccaggio e deviazione.</p>



<p>Ma le minacce di Nuova Delhi hanno iniziato a prendere forma. Nel corso dell’ultimo anno il governo Modi ha accelerato una serie di iniziative sui fiumi del sistema dell’Indo: dall’espansione di alcuni impianti idroelettrici già esistenti ai nuovi progetti sul Chenab, fino ai piani per deviare parte delle acque verso il bacino del Beas. <strong>Secondo Islamabad, Nuova Delhi avrebbe già elaborato 17 progetti destinati a modificare l’equilibrio del sistema fluviale </strong>e a dotarsi degli strumenti di una <a href="https://www.dawn.com/news/2008889">«idro-egemonia»</a>. È anche per questo che il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avvertito che qualsiasi tentativo di alterare il flusso dei corsi d’acqua condivisi potrebbe essere considerato un <a href="https://www.pakistantoday.com.pk/2026/06/12/pakistan-warns-india-any-move-to-block-water-could-amount-to-an-act-of-war">«atto di guerra»</a>. Parole che testimoniano quanto la disputa idrica sia ormai uscita dall’ambito tecnico per entrare a pieno titolo nel lessico della sicurezza nazionale.</p>



<p>A rendere ancora più delicato il quadro è l’assenza di un meccanismo condiviso per risolvere le controversie. Da anni India e Pakistan si scontrano sugli strumenti arbitrali previsti dal trattato. Nuova Delhi non riconosce la competenza della Corte Permanente di Arbitrato dell’Aia, definita dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri indiano un organo <a href="https://www.msn.com/en-in/news/other/illegally-constituted-mea-rejects-pakistan-backed-court-of-arbitration-ruling-on-indus-waters-treaty/ar-AA23lOJS?gemSnapshotKey=GM4CF539CC-snapshot-6&amp;uxmode=ruby&amp;cvid=6a31880bdc4a4255b3c77ddc4411b473&amp;ei=18">«costituito illegalmente»</a>. Dopo la sospensione dell’accordo, anche gli ultimi argini istituzionali alla disputa appaiono ormai erosi, se non del tutto sterilizzati.</p>



<p>Sullo sfondo resta però un’altra preoccupazione per Islamabad. Come osserva l’ex rappresentante pakistana alle Nazioni Unite Maleeha Lodhi su <a href="https://www.dawn.com/news/2007952">Dawn</a>, la crisi dell’acqua s’inserisce in un contesto di crescente rivalità strategica. <strong>Quest’anno il governo Modi ha portato il bilancio della difesa a livelli record e accelerato diversi programmi missilistici. </strong>Mosse che, viste dal Pakistan, alimentano la percezione di un progressivo sbilanciamento dei rapporti di forza nell’Asia meridionale. Per il momento, nessuno dei due governi sembra interessato a una vera distensione. Il dialogo resta congelato e la fase del <a href="https://thediplomat.com/2025/06/no-war-no-peace-indias-limited-war-strategy-of-controlled-escalation/">«né guerra né pace»</a> rischia di diventare il nuovo equilibrio fra Nuova Delhi e Islamabad.</p>



<p></p>
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		<title>Putin a Nuova Delhi: fine definitiva dell&#8217;isolamento russo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-a-nuova-delhi-fine-definitiva-dellisolamento-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 01:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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<p>Le immagini che arrivano da Nuova Delhi sono piuttosto eloquenti: abbracci, strette di mano molto calorose, salve di cannone e cerimonie ufficiali. Per due giorni il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano Narendra Modi si sono visti, hanno cenato insieme, deposto corone di fiori al memoriale di Gandhi e infine letto, senza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-a-nuova-delhi-fine-definitiva-dellisolamento-russo.html">[...]</a></p>
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<p>Le immagini che arrivano da<strong> Nuova Delhi</strong> sono piuttosto eloquenti: abbracci, strette di mano molto calorose, salve di cannone e cerimonie ufficiali. Per due giorni il presidente russo <strong>Vladimir Putin </strong>e il primo ministro indiano <strong>Narendra Modi</strong> si sono visti, hanno cenato insieme, deposto corone di fiori al memoriale di Gandhi e infine letto, senza rispondere a domande, una lunga serie di dichiarazioni alla stampa.</p>



<p>Dietro il protocollo c’era un obiettivo abbastanza chiaro per entrambi: dimostrare che <a href="https://it.insideover.com/politica/india-cina-giappone-affari-e-commerci-la-russia-sempre-piu-al-centro-dellasia.html">il rapporto tra India e Russia</a> resta solido nonostante la guerra in Ucraina e le pressioni degli Stati Uniti, e trasformare questa vicinanza politica in qualcosa di più strutturato sul piano economico ed energetico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa si sono detti: niente “mega-accordi”, ma tantissimo commercio</h3>



<p>Il punto più concreto dell’incontro è stato <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/russias-putin-hold-summit-talks-with-indias-modi-delhi-2025-12-05/">l’annuncio</a> di un <strong>programma di cooperazione economica fino al 2030</strong>, con l’obiettivo di mantenere il livello degli scambi ben oltre i 60 miliardi di dollari l’anno e portarli fino a 100 miliardi.</p>



<p>Oggi il commercio tra i due paesi è fortemente sbilanciato: la Russia vende all’India quasi solo energia (petrolio, gas, carbone) e armi, mentre importa pochissimo. Per Mosca il greggio, come si sa, è un’entrata vitale: <strong>da sola l’India rappresenta circa il 20 per cento delle entrate energetiche russe</strong>.</p>



<p>Per New Delhi il quadro è più ambiguo. La guerra e le sanzioni hanno permesso di comprare energia a basso costo, utile per un’economia in rapida crescita e con un enorme mercato interno. Ma il conto estero è pesante e crea una dipendenza strutturale. Non a caso, una parte importante dei colloqui <a href="https://apnews.com/article/85e7605435edad8e141740ea9d84fb79">è stata dedicata</a> a trovare modi per <strong>aumentare le esportazioni indiane verso la Russia</strong> (farmaci, prodotti agricoli, macchinari) e utilizzare meglio le valute nazionali negli scambi, aggirando il dollaro.</p>



<p>Nel dettaglio, <a href="https://apnews.com/article/85e7605435edad8e141740ea9d84fb79?utm_source=chatgpt.com">sono stati firmati</a> accordi su cantieristica navale, fertilizzanti, energia nucleare civile, minerali critici e scambio di lavoratori qualificati,</p>



<p><strong>Non ci sono stati, invece, annunci spettacolari su nuovi sistemi d’arma</strong>, jet o missili: niente “mega accordi” sugli S-400 o sul caccia Su-57, di cui si parlava alla vigilia. Le questioni militari sono rimaste più sullo sfondo, concentrate su manutenzione, pezzi di ricambio e produzione locale di componenti russi in India.</p>



<p>Putin però ha confermato il lancio di un <strong>ufficio di Russia Today </strong>in India, sostenendo che il canale potrà offrire agli indiani “informazioni oggettive” su ciò che accade in Russia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mosca promette “forniture ininterrotte” di energia</h3>



<p>Uno dei passaggi più citati della conferenza stampa è stato quello in cui Putin <a href="https://m.economictimes.com/news/economy/foreign-trade/putin-modi-india-russia-uninterrupted-fuel-supply-energy-cooperation-bilateral-deal/articleshow/125785960.cms">ha promesso</a> <strong>“forniture ininterrotte di carburante”</strong> all’India. La formula è pensata per due pubblici diversi: rassicurare Delhi sul fatto che il petrolio russo continuerà ad arrivare nonostante le sanzioni americane, e mostrare agli osservatori che la Russia ha ancora clienti grandi e affidabili fuori dall’Occidente.</p>



<p>Modi, da parte sua, ha definito la <strong>sicurezza energetica</strong> “un pilastro forte e importante” del rapporto con Mosca, ricordando che la cooperazione nel nucleare civile va avanti da decenni e che la Russia sta contribuendo alla costruzione della più grande centrale nucleare indiana, il progetto considerato “di punta” dai due governi.</p>



<p>È un <strong>equilibrio delicato</strong>. Da un lato l’India deve alimentare una crescita che richiede enormi quantità di energia; dall’altro è sotto forte pressione degli Stati Uniti, che chiedono di ridurre gli acquisti di petrolio russo proprio mentre Washington ha alzato i dazi sulle importazioni indiane fino al 50 per cento, anche in risposta a quei flussi di greggio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’Ucraina</h3>



<p>Il tema più sensibile, almeno per il fronte euro-atlantico, era quello della guerra in Ucraina. Modi, davanti alle telecamere, ha tenuto una linea ormai consolidata, dicendo che l’India <strong>“fin dall’inizio sta dalla parte della pace”</strong>, che ha sempre sostenuto la ricerca di una “soluzione pacifica e duratura” e che è pronta a contribuire “anche in futuro” a qualsiasi percorso negoziale. Ha anche insistito sul fatto che l’India non è “neutrale”, ma schierata – appunto – con la pace.</p>



<p>Putin ha risposto dicendo che la Russia starebbe lavorando a una “soluzione pacifica” del conflitto, proprio mentre da Mosca arrivava l’ennesimo ultimatum: o l’Ucraina si ritira dalla regione del Donbas, oppure la Russia la conquisterà con la forza. La sua presenza in India serve anche a ricordare che eventuali trattative non passeranno solo per il canale Usa-Russia, ma dovranno tenere conto del ruolo di grandi potenze “non allineate” come Delhi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa cercano Putin e Modi</h3>



<p>Per il presidente russo, questo viaggio è un<strong> successo già solo dal punto di vista simbolico</strong>. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina i suoi spostamenti all’estero sono stati rari e geograficamente molto circoscritti, sostanzialmente alla Cina e ai paesi dell’Asia centrale. Essere ricevuto con tutti gli onori nella capitale di una democrazia da 1,4 miliardi di abitanti, membro del G20 e considerata un attore chiave del “Sud globale”, è un modo di mostrare che l’isolamento voluto dagli Stati Uniti ed dall’Europa ha dei limiti.</p>



<p>Sul piano materiale, la Russia ha bisogno di <strong>continuare a vendere energia </strong>a grandi compratori extra-occidentali, consolidare i legami militari con un cliente storico che utilizza da decenni armi e sistemi russi e trovare nuovi canali per importare tecnologia e componenti che le sanzioni occidentali hanno reso difficili da ottenere.</p>



<p>La visita a Nuova Delhi non risolve da sola nessuno di questi problemi, ma dice a partner e potenziali partner nel resto dell’Asia, in Africa e in America Latina che <strong>Mosca non è più un paria universale</strong>. E forse non lo è mai stato</p>



<p><strong>Per Modi, la partita è più complicata</strong>. L’India vuole restare un partner strategico per gli Stati Uniti (soprattutto in chiave anti-cinese) e allo stesso tempo non può permettersi di rompere con la Russia, da cui dipendono una quota importante del suo arsenale militare e una parte crescente della sua sicurezza energetica.</p>



<p>Già oggi Modi deve gestire la minaccia di nuove sanzioni o misure punitive statunitensi se i flussi di petrolio russo dovessero risalire oltre un certo livello. Da qui gli accordi commerciali con gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea, che al tempo stesso guardano con sospetto alla vicinanza tra Mosca e Pechino.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il messaggio all&#8217;Europa</h3>



<p>Ricevere Putin con tutti gli onori, ma senza annunciare nuovi sistemi d’arma clamorosi, è un modo per mantenere l’equilibrio: rafforzare il messaggio che India e Russia restano partner &#8220;speciali&#8221;, ma limitare gli elementi che potrebbero far scattare reazioni immediate da parte di Washington.</p>



<p>L’incontro di Nuova Delhi non è dunque un punto di svolta, ma è un buon esempio di come si stia muovendo una parte consistente del mondo di fronte alla guerra in Ucraina, mentre l&#8217;Europa è paralizzata e divisa: non con schieramenti netti pro o contro la Russia, ma con una <strong>politica di “multi-allineamento”</strong> in cui ogni paese cerca di massimizzare i propri benefici mantenendo aperti più canali possibile.</p>



<p>Per Mosca significa poter continuare a presentarsi come partner affidabile per chi rifiuta la linea occidentale delle sanzioni. Per Delhi significa ricordare agli Stati Uniti ed all’Europa che l’India non è un alleato subordinato, ma un attore autonomo che può sempre rivolgersi ad altri se non ottiene quello che vuole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-a-nuova-delhi-fine-definitiva-dellisolamento-russo.html">Putin a Nuova Delhi: fine definitiva dell&#8217;isolamento russo?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Afghanistan: il caos intorno a Bagram, l’ex base USA a cui guarda Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/afghanistan-il-caos-intorno-a-bagram-lex-base-usa-a-cui-guarda-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Zanabonni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 11:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Perchè Trump punta a riprendersi Bagram, la più grande base militare Afghana, e chi vorrebbe impedirglielo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/afghanistan-il-caos-intorno-a-bagram-lex-base-usa-a-cui-guarda-trump.html">Afghanistan: il caos intorno a Bagram, l’ex base USA a cui guarda Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-489116" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/vertice.mosca_.afghanistan.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"> Amir Khan Muttaqi, Ministro degli Esteri dell&#8217;Emirato Talebano dell&#8217;Afghanistan al  Moscow Format  di Mosca lo scorso 7 Ottobre. </figcaption></figure>



<p>Erano i primi di settembre quando il presidente statunitense <strong>Donald Trump </strong>dichiarava di volersi riprendere la base afghana di Bagram, a Nord di Kabul, riconsegnata ai Talebani nel 2021- a suo dire- “per niente”. Adesso, dopo il perentorio rifiuto da parte dell’Emirato Afghano di riconsegnare la base, la questione pare aver attirato l’interesse dei vicini regionali, dal Pakistan all’India all’Iran, che sembrano intenzionati a schierarsi con Kabul.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il meeting di Mosca e le nuove posizioni dell’India</h2>



<p>Ci voleva Donald Trump per mettere d’accordo India e Pakistan, e non solo loro. I due Paesi fanno parte dei partecipanti al meeting Moscow Format, la cui settima edizione si è tenuta martedì scorso nella capitale russa. Tra i presenti lo stesso Afghanistan, argomento del vertice, insieme ai cinque Stati centrasiatici, l’Iran e la Cina. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/10/8/regional-powers-signal-objection-to-us-reclaiming-afghanistans-bagram-base">Come riporta Al-Jazeera</a>, i presenti “hanno espresso un raro fronte unito opponendosi ai tentativi stranieri di dispiegare &#8220;infrastrutture militari&#8221; nel Paese”, ribadendo “il loro incrollabile sostegno alla creazione dell&#8217;Afghanistan come Stato indipendente, unito e pacifico&#8221;. Il sostegno al nuovo Emirato talebano, almeno per alcuni, non è una novità: il Moscow Format dello scorso anno, infatti, già lasciava presagire alcune delle posizioni emerse in questa edizione.</p>



<p> La novità riguarda piuttosto il <a href="https://indianexpress.com/article/india/india-sides-with-taliban-pakistan-china-slams-trump-bid-to-take-over-bagram-base-10293919/">recente riposizionamento dell’India</a> di <strong>Narendra Modi</strong>, storicamente vicina agli Stati Uniti, che negli ultimi anni ha coltivato nuovi rapporti con i Talebani. L’India, che per vent’anni di “Guerra al Terrore” aveva sostenuto gli americani, pur non partecipando direttamente alle operazioni militari, <strong>oggi vive un momento di allontanamento da Washington</strong>, e si prepara ad ospitare la prima storica visita del Ministro degli Esteri talebano <strong>Amir Khan Muttaqi</strong>, che nei prossimi giorni incontrerà a Nuova Delhi la sua controparte indiana, <strong>Subrahmanyam Jaishankar</strong>. Quest’ultimo, la scorsa settimana, ha spiegato che <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/10/9/taliban-fm-begins-first-visit-by-senior-afghan-leader-to-india-since-2021">Muttaqi potrà recarsi in India</a> in visita diplomatica grazie all’intervento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha temporaneamente revocato il divieto di viaggio attivo nei suoi confronti dal 2021.</p>



<p>Tornando al vertice ospitato dalla Russia, <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/afghanistans-neighbors-signal-opposition-us-retaking-bagram-base-2025-10-08/">come riporta Reuters</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>In una dichiarazione congiunta diffusa martedì sera dal ministero degli Esteri russo, i dieci Paesi non hanno nominato esplicitamente gli Stati Uniti né la base di Bagram, ma sembravano criticare il piano di Trump per la base, appoggiando la posizione dei Talebani sulla questione.</p>
</blockquote>



<p>Non è stato necessario usare parole di sfida, né riferimenti espliciti per lasciar intendere che Bagram, per ora, non si tocca. Almeno finché Trump non dovesse spingersi oltre le dichiarazioni d’intenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è, e cosa è stata, Bagram</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/bagram.base_.kabul_-1024x720.jpg" alt="" class="wp-image-489118" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/bagram.base_.kabul_-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/bagram.base_.kabul_-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/bagram.base_.kabul_-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/bagram.base_.kabul_-1536x1080.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/bagram.base_.kabul_-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/bagram.base_.kabul_.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La base di Bagram fu costruita ben prima che iniziasse l’avvicendarsi di invasioni straniere che ha afflitto l’Afghanistan dal 1979 in poi. Precisamente negli anni Cinquanta, quando il governo afghano del tempo chiese all’alleato sovietico di stanziare i fondi necessari per quella che sarebbe diventata la principale base operativa dall’invasione sovietica al ritiro nell’89.</p>



<p>Con l’occupazione scatenata dagli eventi dell’11 settembre 2001, <strong>gli americani occuparono nuovamente Bagram, riconvertendone gli spazi fino a renderla un complesso enorme</strong>, all’interno del quale coesistevano <a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-57693593">fast food come Pizza Hut</a> per i militari e una prigione nota come la<a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/9/22/life-in-bagram-through-the-eyes-of-former-prisoners"> Guantanamo afghana</a>. Quel carcere, nato come soluzione provvisoria, messo in piedi in breve tempo dagli americani come struttura detentiva per i ribelli Talebani, sarebbe rimasto aperto per vent’anni, ospitando circa 5.000 prigionieri, molti dei quali avrebbero poi raccontato i maltrattamenti e le torture subite. Oggi Bagram è in mano ai Talebani, che ne sono rientrati in possesso dopo il <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-tomba-degli-imperi-e-la-lezione-agli-usa-cosa-ha-svelato-il-ritiro-dallafghanistan.html">ritiro americano, il 15 agosto del 2021</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa vuole Trump, e perché c’entra la Cina</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;è a un&#8217;ora di distanza da dove [la Cina] produce le sue armi nucleari&#8221;.</p>
</blockquote>



<p>Già alla fine dello scorso settembre Trump aveva indicato Bagram come obiettivo strategico per gli Stati Uniti, insistendo sulla sua vicinanza al confine cinese. <strong>La base dista infatti circa 800 km dal confine e circa 2.400 km dalla più vicina fabbrica di missili</strong>, situata nello stato dello Xinjiang. La risposta cinese non si era fatta attendere, e alle parole di Trump erano subito seguite quelle del portavoce del <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202509/1343984.shtml">Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian</a>, secondo cui “il futuro dell&#8217;Afghanistan dovrebbe essere deciso dal suo stesso popolo. Fomentare tensioni e creare scontri nella regione non sarà popolare&#8221;. La Cina ha poi ribadito la sua posizione a Mosca, martedì scorso.</p>



<p>Ci sono poi altri motivi per cui Trump vuole Bagram: dal ruolo che ha rivestivo durante i vent’anni di occupazione, all’evidente posizione vantaggiosa del suo aeroporto, il più grande del Paese, rara eccezione per un territorio come quello afghano, la cui naturale conformazione montuosa rende estremamente difficile mantenere il controllo sullo spazio aereo. La vicinanza con la Cina, tuttavia, almeno nelle sue parole, rimane la ragione principale.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/afghanistan-il-caos-intorno-a-bagram-lex-base-usa-a-cui-guarda-trump.html">Afghanistan: il caos intorno a Bagram, l’ex base USA a cui guarda Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il sale dell&#8217;India: l&#8217;oro bianco e gli operai-schiavi da 70 centesimi al giorno</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-sale-dellindia-loro-bianco-e-gli-operai-schiavi-da-70-centesimi-al-giorno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 08:38:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="276" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/india.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="india" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p> 50 Paesi comprano il sale dall'India, che viene estratto da operai che lavorano in condizioni di semischiavitù.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-sale-dellindia-loro-bianco-e-gli-operai-schiavi-da-70-centesimi-al-giorno.html">Il sale dell&#8217;India: l&#8217;oro bianco e gli operai-schiavi da 70 centesimi al giorno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="276" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/india.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="india" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>L’<a href="https://it.insideover.com/tag/india">India</a> è oggi il <strong>terzo esportatore mondiale di sale</strong>, con oltre <a href="https://substack.com/redirect/e1bcea64-72aa-4d7b-9a66-7c4ac7790bc8?j=eyJ1IjoiemhidiJ9.0suvbzHzZMagOohSoOkW7K8847gC1aPr_k11kNcpXGE">50 Paesi clienti</a> e un giro d’affari di circa<strong> 260 milioni di dollari l’anno</strong>. Ma dietro il successo economico si cela un prezzo altissimo: quello pagato dai 150mila lavoratori dei “salt-pan”, le distese di saline che punteggiano soprattutto il Gujarat e il Tamil Nadu.</p>



<p>Nel solo <strong>Gujarat</strong>, da cui proviene quasi l’87% del sale indiano, un chilo su dieci consumato nel mondo ha origine dal Rann di Kutch, un deserto salato che in estate raggiunge i 50 gradi. Qui, migliaia di <em>agariyas</em>, come vengono chiamati i lavoratori delle saline, <strong>affrontano condizioni estenuanti</strong>: la preparazione delle vasche, il pompaggio della salamoia e la raccolta di cristalli pesanti. Operazioni che lasciano segni permanenti: piedi piagati, vista compromessa, malattie renali croniche e disturbi cardiovascolari.</p>



<p>Uno <a href="https://www.thehindu.com/news/cities/Madurai/thoothukudi-salt-pan-workers-await-basic-amenities-and-welfare-board-implementation/article69996738.ece#goog_rewarded">studio</a> del 2023 ha documentato che oltre la metà degli operai di Thoothukudi, nello stato di Tamil Nadu, soffre di problemi visivi a causa del riflesso del sole sulle superfici bianche. Altri rischi derivano dalla <strong>disidratazione</strong>: le alte temperature fanno perdere fino a un litro d’acqua l’ora, mentre i lavoratori spesso portano con sé solo una bottiglia per l’intera giornata, senza possibilità di rifornirsi. L’impatto è devastante: infezioni urinarie diffuse, insufficienza renale progressiva e, nei casi peggiori, danni irreversibili.</p>



<p><strong>Il salario resta misero</strong>: tra 600 e 1.700 dollari l’anno, con <a href="https://www.humanrightsresearch.org/post/india-s-salt-pan-workers-face-punishing-conditions-to-fulfil-domestic-and-international-demand">testimonianze</a> di <strong>guadagni di appena 70 centesimi al giorno.</strong> Una paga che non permette nemmeno di affrontare le spese sanitarie, mentre i profitti si concentrano nelle mani dei grandi marchi come <a href="https://asia.nikkei.com/spotlight/big-in-asia/india-salt-workers-pay-brutal-health-cost-to-season-national-world-diets?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">Tata Salt</a>, ITC o Nirma, che dominano il mercato nazionale ed esportano in mezzo mondo.</p>



<p>Alle sofferenze fisiche si aggiunge <strong>l’isolamento sociale</strong>. Oltre il 50% dei lavoratori appartiene alle caste Dalit, tradizionalmente escluse dai lavori meglio retribuiti. La mancanza di alternative e <strong>le piaghe ai piedi impediscono agli operai di dedicarsi ad altre mansioni</strong>, come l’agricoltura durante la stagione delle piogge. Nel 2021, dopo mesi di proteste, lo Stato ha concesso un sussidio di 5.000 rupie (circa 58 dollari) nei mesi di inattività: un sostegno simbolico, che non compensa la precarietà.</p>



<p>Qualche<strong> timido passo avanti </strong>si è visto: in Gujarat è <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/city/ahmedabad/gujarat-government-trying-to-resolve-salt-pan-workers-issues-minister/articleshow/122327444.cms">stato introdotto</a> un servizio di furgoni mobili per fornire beni essenziali e assistenza sanitaria di base. In Tamil Nadu, un ordine governativo del 2023 ha promesso la creazione di un Welfare Board dedicato, simile a quello già operativo per i lavoratori edili, <strong>con misure su orari, acqua potabile e servizi igienici.</strong> Ma la riforma resta lettera morta.</p>



<p>Quali sono i principali paesi importatori? <strong>La Cina</strong>, con oltre un terzo della torta. E poi a grande distanza la <strong>Corea del Sud, il Giappone e l&#8217;Indonesia</strong>. L&#8217;Italia, nonostante il crescente fenomeno del cosiddetto &#8220;sale rosa dell&#8217;Himalaya&#8221;, non è praticamente pervenuta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-sale-dellindia-loro-bianco-e-gli-operai-schiavi-da-70-centesimi-al-giorno.html">Il sale dell&#8217;India: l&#8217;oro bianco e gli operai-schiavi da 70 centesimi al giorno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;intelligence francese conferma: il Pakistan ha abbattuto un Rafale indiano con armi cinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-francese-conferma-il-pakistan-ha-abbattuto-un-rafale-indiano-con-armi-cinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 04:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=468856</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="959" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq.jpeg 959w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px" /></p>
<p>Le informazioni diffuse dal Pakistan hanno trovato una conferma in un alto funzionario dell&#8217;intelligence francese. Nello scontro che è seguito ai raid condotti dall&#8217;India Air Force al confine con la regione del Kashmir controllata da Islamabad, un caccia di fabbricazione francese Dassault Rafale è stato abbattuto, si dice attraverso l&#8217;impiego di armi fornite dalla Cina. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-francese-conferma-il-pakistan-ha-abbattuto-un-rafale-indiano-con-armi-cinesi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-francese-conferma-il-pakistan-ha-abbattuto-un-rafale-indiano-con-armi-cinesi.html">L&#8217;intelligence francese conferma: il Pakistan ha abbattuto un Rafale indiano con armi cinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="959" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq.jpeg 959w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GqWoL_DXkAAo3Qq-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px" /></p>
<p>Le informazioni diffuse dal Pakistan hanno trovato una conferma in un alto funzionario dell&#8217;<strong>intelligence francese</strong>. Nello scontro che è seguito ai raid condotti dall&#8217;India Air Force al confine con la regione del Kashmir controllata da Islamabad, un caccia di fabbricazione francese <strong>Dassault Rafale</strong> è stato abbattuto, si dice attraverso l&#8217;impiego di armi fornite dalla Cina.</p>



<p>Non si è trattato di un&#8217;azione di propaganda, uno degli 8 <strong>caccia multiruolo</strong> Dassault Rafale della <strong>versione D</strong>h, biposto, è stato confermato delle immagini che riportano il numero di serie <strong>Bs-001</strong>, sulla deriva di ciò che resta del relitto localizzato nei pressi di Bathinda, base aerea do sono dislocati Rafale indiani. Oltre alla deriva con il numero di serie, sono stati localizzati e fotografati un serbatoio serbatoio supplementare attribuibile al caccia e un missile aria-aria&nbsp;<strong>Matra&nbsp;</strong>Mica ancora agganciato al suo lanciatore. Il &#8220;Mica&#8221; è un &#8220;<em>missile d&#8217;interception, de combat et d&#8217;auto-défense</em>&#8221; prodotto dal consorzio<strong> Mbda</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">CONFIRMED: Pakistan used Chinese long-range air-to-air missile PL-15E against India.<br><br>Parts of the missile fell in Hoshiarpur, Punjab, India. Photo (1st and 2nd) provided by Indian media.<br><br>The PL-15 has a range of 200-300 km for the domestic version and about 145 km for the… <a href="https://t.co/51YXEuFrAv">pic.twitter.com/51YXEuFrAv</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1920060569941422529?ref_src=twsrc%5Etfw">May 7, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ciò basterebbe a confermare, a grandi linee, il primo caso della storia in cui un caccia Dassault Rafale è stato abbattuto durante un&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/india-pakistan-la-guerra-e-anche-nei-cieli-il-duello-nei-cieli-del-kashmir-tra-escalation-e-propaganda.html">azione di combattimento</a>. Ma è stato proprio alto funzionario dell&#8217;intelligence francese, che è rimasto coperto dall&#8217;anonimato, a confermare alla <em>Cnn</em> l&#8217;abbattimento di un Rafale dell&#8217;Aeronautica Militare indiana da parte del Pakistan. La fonte ha anche aggiunto che autorità francesi stanno inoltre indagando sull&#8217;eventuale abbattimento di più di un Rafale da parte del Pakistan. La flotta dell&#8217;India ne contava 36 nella versione monoposto e biposto.</p>



<p>È ancora da confermare è quale tipo di arma abbia raggiunto e abbattuto il caccia indiano. Mentre alcune fonti sono convinte che il Rafale sia stato intercettato, tracciato e abbattuto attraverso l&#8217;impiego di un <strong>missile terra-aria</strong> a lungo raggio a guida radar semiattiva Hq-9 di fabbricazione cinese, altre propendo per l&#8217;ipotesi che vede coinvolto un caccia <strong>J-10</strong> della<strong> Pakistan Air Force </strong>, che avrebbe intercettato l&#8217;aggressore lanciando un<strong> missile aria-aria </strong>a lungo raggio a guida radar attiva Pl-15E che ha &#8220;centrato&#8221; il bersaglio. Alcuni detriti compatibili con un missile Pl-15 sarebbero stati rinvenuti e fotografati negli stessi territori del Punjab. n entrambi i casi, un sistema d&#8217;arma cinese avrebbe avuto la meglio nel confronto con un sistema d&#8217;arma francese in un&#8217;azione di combattimento.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A <a href="https://twitter.com/hashtag/Pakistan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Pakistan</a> Air Force J-10C fighter aircraft in full air-to-air combat loadout conducting aerial warfare operations during ongoing PAF full-scale exercises, held in all three regional theatre commands this week, late April 2025: <a href="https://t.co/qFxYvtwvbS">pic.twitter.com/qFxYvtwvbS</a></p>&mdash; The STRATCOM Bureau (@OSPSF) <a href="https://twitter.com/OSPSF/status/1917262761513607241?ref_src=twsrc%5Etfw">April 29, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La conferma di un simile scontro, oltre ad avere un valore sul piano dell’<strong>equilibrio militare regionale</strong> e sulla temuta <em>escalation</em>, non può fare altro che sollevare l&#8217;interesse degli analisti che possono valutare le <strong>capacità dei sistemi d&#8217;arma cinesi</strong> in azione.</p>



<p>Mentre il mondo osserva con apprensione la potenziale escalation che potrebbe portare con se <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-guerra-nucleare-tra-india-e-pakistan-sarebbe-lapocalisse-moderna.html">conseguenze devastanti</a> non solo per l&#8217;Asia ma per il mondo intero, il Pakistan avrebbe già risposto ai <em>raid</em> condotti dall&#8217;India su siti terroristici, aprendo il fuoco con &#8220;mortai e artiglieria di grosso calibro&#8221;  su  6 località del Jammu e Kashmir, e lanciando missili non identificati verso almeno <strong>15 obiettivi </strong>diversi nell&#8217;<strong>India settentrionale</strong> e <strong>occidentale</strong>. Stando a quanto riportato da Nuova Delhi, tutti i missili stati &#8220;<em>neutralizzati&#8221;</em> dai sistemi di difesa antiaerea. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lintelligence-francese-conferma-il-pakistan-ha-abbattuto-un-rafale-indiano-con-armi-cinesi.html">L&#8217;intelligence francese conferma: il Pakistan ha abbattuto un Rafale indiano con armi cinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>India-Pakistan, la guerra è anche nei cieli: il duello del Kashmir tra escalation e propaganda</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/india-pakistan-la-guerra-e-anche-nei-cieli-il-duello-nei-cieli-del-kashmir-tra-escalation-e-propaganda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 14:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia Rafale]]></category>
		<category><![CDATA[Dassault]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni India-Pakistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1880" height="1058" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg.webp 1880w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-600x338.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1880px) 100vw, 1880px" /></p>
<p>Nelle prime ore di questa notte, jet da combattimento appartenenti alle forza aeree dell&#8217;India hanno colpito diversi obiettivi prefissati, tutti considerati affiliati a organizzazioni terroristiche, in 9 diversi siti nella regione contesa del Kashmir, violando lo spazio aereo del Pakistan. A seguito dei raid previsti da quella che è stata codificata come Operazione Sindoor, si sarebbe acceso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/india-pakistan-la-guerra-e-anche-nei-cieli-il-duello-nei-cieli-del-kashmir-tra-escalation-e-propaganda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/india-pakistan-la-guerra-e-anche-nei-cieli-il-duello-nei-cieli-del-kashmir-tra-escalation-e-propaganda.html">India-Pakistan, la guerra è anche nei cieli: il duello del Kashmir tra escalation e propaganda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1880" height="1058" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg.webp 1880w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-600x338.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/J-10_PAKISTAN_DELIVERY.jpg-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1880px) 100vw, 1880px" /></p>
<p>Nelle prime ore di questa notte, jet da combattimento appartenenti alle<a href="https://it.insideover.com/guerra/india-allattacco-operazione-mirata-in-pakistan-dopo-gli-attentati.html"> forza aeree dell&#8217;<strong>India </strong></a>hanno colpito diversi obiettivi prefissati, tutti considerati affiliati a organizzazioni terroristiche, in 9 diversi siti nella<a href="https://edition.cnn.com/2025/05/06/asia/india-pakistan-kashmir-conflict-hnk-intl#:~:text=Pakistani%20military%20sources%20later%20said,and%20an%20SU%2D30%20fighter."> regione contesa</a> del <strong>Kashmir</strong>, violando lo spazio aereo del <strong>Pakistan</strong>. A seguito dei raid previsti da quella che è stata codificata come Operazione Sindoor, si sarebbe acceso un duello aereo che, secondo le fonti governative, avrebbe registrato <strong>perdite da entrambe le parti</strong>.</p>



<p>Il portavoce militare pakistano Ahmed Sharif Chaudhry ha affermato che almeno &#8220;<strong><a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/multiple-loud-explosions-heard-pakistani-kashmir-reuters-witness-2025-05-06/">due jet indiani</a></strong>&#8221; sarebbero stati abbattuti dal Pakistan, mentre fonti dell&#8217;Esercito pakistano hanno dichiarato di aver abbattuto addirittura &#8220;cinque jet indiani&#8221;, tra cui jet da combattimento di produzione francese Rafale, un <strong>MiG 29</strong> e forse un <strong>Sukhoi Su-30</strong>, entrambi caccia di fabbricazione russa. Il Press Information Bureau indiano ha <strong>smentito queste voci</strong>, incluse quelle di &#8220;<em>presunti attacchi alla base aerea di Srinagar</em>&#8220;.</p>



<p>Se l&#8217;informazione venisse invece confermata, sarebbe la prima volta in cui un<strong> jet da combattimento Rafale</strong>, caccia di 4ª generazione <em>plus</em> prodotto dall&#8217;azienda francese Dassault Aviation, viene abbattuto in un&#8217;azione di combattimento. Tuttavia, tra conferme e smentite, il rischio di un&#8217;<em>escalation</em> è reale quanto quello di trovarsi di fronte a un&#8217;<strong>azione di<a href="https://timesofindia.indiatimes.com/india/did-pakistan-shoot-down-rafale-jet-during-operation-sindoor-pib-fact-check-says-no/articleshow/120956785.cms"> propaganda</a></strong> mossa dai funzionari o dai &#8220;sostenitori&#8221; del governo di Islamabad, che ha definito gli attacchi di Nuova Delhi un chiaro <strong>atto di guerra</strong>, avvertendo che il Pakistan <strong>&#8220;</strong><em>darà una risposta adeguata</em>“ a quello che è stato definito dal primo ministro pakistano&nbsp;Shehbaz Sharif come &#8220;un astuto nemico che ha condotto attacchi codardi&#8221;. Sharif avrebbe già <a href="https://x.com/CMShehbaz/status/1919868061425008992">autorizzato le forze armate pakistane</a> a pianificare e attutare “<em>azioni corrispondent</em>i”.</p>



<p>Secondo quanto riportato sempre dalle fonti pakistane i media indiani riportati come &#8220;in preda alla frenesia&#8221;, hanno riportato la perdita di jet dell&#8217;Aeronautica Militare pakistana decollati per rispondere all&#8217;incursione indiana. &#8220;<em>Nessun aereo dell&#8217;Aeronautica Militare pakistana ha subito danni</em>&#8221; ha <a href="https://www.tbsnews.net/world/south-asia/pakistan-says-it-downed-2-indian-jets-retaliation-late-night-strikes-1135701">affermato la PTV</a>, ente televisivo pubblico del Pakistan, che questa notte ha diffuso una serie di messaggi e post annunciato che &#8220;<em>Tutti gli aerei dell&#8217;Aeronautica Militare pakistana sono al sicuro. Le forze armate pakistane stanno rispondendo in modo adeguato all&#8217;aggressione nemica</em>&#8220;.</p>



<p>Allontanandoci dalla propaganda dei due nemici esistenziali che può fare facile breccia in questa <strong>situazione estremamente delicata</strong> e in <strong>completa evoluzione</strong>, è interessante soffermare l&#8217;attenzione sulla combinazione di armi schierate sul campo e sulle potenze che le forniscono in virtù di accordi politici che prevedono quasi sempre un allineamento nella <strong>politica internazionale</strong>.</p>



<p>Come riporta il<em> New York Times</em>, l&#8217;ultimo scontro militare tra India e Pakistan riflette &#8220;<em>un più ampio cambiamento globale&#8221; </em>che coinvolge gli Stati Uniti e la Cina, che stanno <a href="https://www.nytimes.com/2025/05/07/world/asia/india-pakistan-weapons.html">approfondendo i loro legami</a> con le <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-guerra-nucleare-tra-india-e-pakistan-sarebbe-lapocalisse-moderna.html">due potenze nucleari</a> che si <strong>contrappongono</strong> nell&#8217;<strong>Asia meridionale</strong>.</p>



<p>L&#8217;India, definita una potenza storicamente &#8220;<em>non allineata</em>&#8220;, si è avvicinata agli <strong>Stati Uniti</strong> e ai suoi alleati, riducendo drasticamente la sua dipendenza dalle armi russe che hanno sempre riempito i suoi arsenali a favore di Usa, Francia e Israele; mentre il Pakistan è diventato un importante cliente dell&#8217;<strong>industria militare cinese</strong>. Circa l&#8217;80% delle armi acquisite dal Pakistan, sono<strong> Made in China</strong>, proprio come i jet da combattimento<strong> <a href="https://x.com/sentdefender/status/1920099306423439590?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1920099306423439590%7Ctwgr%5Effb220a9fd7b8b44a6b46dfb327998f9bb8d1687%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Ftheaviationist.com%2F2025%2F05%2F07%2Fdisinformation-and-chaos-india-pakistan-clash%2F">J-10C </a></strong>che, insieme agli <strong>F-16 </strong>di produzione statunitense acquisti negli anni passati da Islamabad, potrebbero essere entrati in azione questa notte nel &#8220;<em>duello</em>&#8221; che si sarebbe teoricamente consumato nei cieli del Kashmir.</p>
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		<title>India-Pakistan: venti di guerra, potenzialmente termonucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/india-pakistan-venti-di-guerra-potenzialmente-termonucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 07:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India-Pakistan: venti di guerra, potenzialmente termonucleare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-1024x511.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-1536x767.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scoppio di tensioni sul confine tra Pakistan e India mettono in bilico il futuro dell'intera regione e della stabilità globale</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/india-pakistan-venti-di-guerra-potenzialmente-termonucleare.html">India-Pakistan: venti di guerra, potenzialmente termonucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India-Pakistan: venti di guerra, potenzialmente termonucleare" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-1024x511.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/MODI-INDIA-1536x767.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altissima tensione tra India e Pakistan dopo l&#8217;attacco terroristico del 22 aprile, quando ignoti aggressori si sono infiltrati nella valle di Pahalgam, nel Kashmir, uccidendo 26 turisti indiani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi del Kashmir e Modi</h2>



<p>L&#8217;attacco sembra sia stato rivendicato dal <em>Resistance Front</em>, organizzazione che Nuova Dehli considera terrorista e che sostiene l&#8217;indipendenza di Jammu e Kashmir, regioni indiane al confine col Pakistan a maggioranza islamica, che da tempo danno problemi in tal senso al governo centrale.</p>



<p>Tanto che Narendra Modi nel 2019 ha deciso di tagliare il nodo gordiano con la spada, annullando l&#8217;autonomia di cui godevano tali regioni e inasprendo la repressione contro i movimenti autonomisti/ separatisti locali, tanti dei quali hanno la loro base operativa oltreconfine, in Pakistan, appunto.</p>



<p>Tra i due Paesi non corre buon sangue: l&#8217;India accusa il Pakistan di sostenere i movimenti indipendentisti, mentre il Pakistan accusa l&#8217;India di opprimere i popoli che vivono in Jemmu e Kashmir, che considerano fratelli in quanto islamici, come la popolazione pakistana.</p>



<p>Ma torniamo alla cronaca, che ha visto un crescendo di escalation, con l&#8217;India che ha subito accusato il Pakistan di supportare i terroristi e preso misure di ritorsione, prima fra tutte la sospensione del Trattato delle acque dell&#8217;Indo, stipulato nel &#8217;60, che stabilisce lo sfruttamento di quel corso d&#8217;acqua da parte delle due nazioni.</p>



<p>Una decisione di grande impatto, dal momento che oltre l&#8217;80% dei terreni agricoli pakistani dipende dalle acque dell&#8217;Indo, così che la sospensione del Trattato minaccia seriamente il settore agricolo del Paese e la sua già precaria sicurezza alimentare, se non nel breve, nel medio periodo.</p>



<p>Tanto che il Pakistan ha reagito in maniera durissima, sospendendo di fatto le relazioni tra i due Paesi, con il leader del partito popolare pakistano che ha <a href="https://www.geo.tv/latest/601864-our-water-or-your-blood-will-flow-in-indus-river-bilawal-tells-india" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a>: &#8220;L&#8217;Indo è nostro e rimarrà nostro: o scorrerà la nostra acqua, o scorrerà il loro sangue&#8221;. Il PPP è uno dei principali partiti del Paese, ma non è di per sé espressione del governo, dal momento che la nazione è di fatto governata dai militari. Ma la dichiarazione rende l&#8217;idea dell&#8217;escalation in atto.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.geo.tv/latest/601864-our-water-or-your-blood-will-flow-in-indus-river-bilawal-tells-india"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-GEONEWS-1024x622.jpg" alt="Our water or your blood will flow in Indus River, Bilawal tells India" class="wp-image-76116"/></a></figure>



<p>Alle decisioni politiche seguiranno quelle militari, dal momento che Modi ha dato pieno mandato all&#8217;esercito di agire. Il Pakistan allarma su un&#8217;imminente invasione, e qui è da vedere se la situazione resterà sotto controllo o andrà fuori registro. Se si tiene conto che i due Paesi hanno l&#8217;atomica, si può comprendere la portata dei rischi per il mondo intero.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://thecradle.co/articles/india-pakistan-standoff-who-is-fanning-nuclear-flames"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-CRADLE-1-1024x348.jpg" alt="India–Pakistan standoff: Who is fanning nuclear flames?" class="wp-image-76117"/></a></figure>



<p>Modi potrebbe non essere interessato all&#8217;escalation, ma, come scrive <a href="https://thecradle.co/articles/india-pakistan-standoff-who-is-fanning-nuclear-flames" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Cradle</a>, &#8220;sta affrontando un&#8217;enorme pressione perché adotti una posizione più dura&#8221;. Inviti alla moderazione, invece, da Trump (molto intelligente in tal senso il cenno di <a href="https://www.indianpunchline.com/india-should-tread-warily-on-battlefield/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Indianpunchline</a>) <a href="https://tass.com/politics/1950605" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dalla Russia</a>, storico alleato di Nuova Dehli (che a settembre-ottobre <a href="https://thediplomat.com/2025/04/putin-to-visit-india-for-first-time-since-start-of-ukraine-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attende la visita di Putin</a>) e <a href="https://www.dw.com/en/india-pakistan-tensions-us-china-urge-de-escalation/live-72370755" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dalla Cina</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.indianpunchline.com/india-should-tread-warily-on-battlefield/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-INDIAN-1-1024x345.jpg" alt="India should tread warily on battlefield " class="wp-image-76118"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina, convitato di pietra</h2>



<p>Lo scenario nel quale inquadrare l&#8217;escalation tra India e Pakistan è anzitutto l&#8217;annoso antagonismo tra Nuova Delhi e Pechino, che tale conflittualità inasprisce dati i legami tra quest&#8217;ultima e Islamabad, di fatto la più stretta alleanza statuita dalla Terra di Mezzo e un hub privilegiato della sua Via della Seta.</p>



<p>Ed è tale scenario da tenere presente prima di ogni altro quando si pongono domande su quanto sta accadendo. Riportiamo sempre da The Cradle: &#8220;Il Primo Ministro Modi aveva recentemente commentato&nbsp;<a href="https://thecradle.co/articles/Prime%20Minister%20Modi,%20in%20a%20rare%20moment%20of%20optimism,%20had%20recently%20commented%20on%20improving%20ties%20with%20China.%20However,%20the%20timing%20of%20the%20attack%20seems%20designed%20to%20derail%20those%20efforts.%20With%20the%20region%E2%80%99s%20stability%20at%20risk,%20the%20attack%20raises%20questions%20about%20who%20ultimately%20benefits%20from%20this%20escalating%20conflict.">il miglioramento dei rapporti</a>&nbsp;con Pechino: era la prima volta in cinque anni che uno statista indiano parlava positivamente della Cina. In un&#8217;intervista,&nbsp;<a href="https://www.bbc.com/news/articles/cj4nkxv4e4po">Modi</a> si era dichiarato ottimista sulle relazioni dell&#8217;India con il suo storico avversario e aveva sottolineato la necessità di un&#8217;ulteriore cooperazione tra Nuova Delhi e Pechino&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cj4nkxv4e4po"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-BBC-1024x542.jpg" alt="India-China relations: Modi's hope for a thaw amid uncertain geopolitics" class="wp-image-76120"/></a></figure>



<p>&#8220;La tempistica dell&#8217;attacco sembra studiata appositamente per vanificare tali sforzi. Con la stabilità della regione a rischio, l&#8217;attacco solleva interrogativi su chi, in ultima analisi, trarrà beneficio da questo conflitto in via di escalation&#8221;.</p>



<p>Modi aveva tentato già al tempo di avvicinare il suo Paese alla Cina, tentativo simboleggiato dai suoi <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/secolo-asiatico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontri</a> con Xi Jinping, ma lo scontro sul confine tibetano del giugno 2020 aveva incenerito tale possibilità. La crisi è rientrata, ma lo scontro Nuova Dehli-Islamabad può rinverdire quella nefasta rottura.</p>



<p>Né vanno dimenticati gli stretti rapporti tra Israele e India, come ricorda sempre The Cradle: &#8220;Sebbene non vi siano prove conclusive del dispiegamento di personale militare israeliano in Kashmir, il sostegno strategico di Tel Aviv all&#8217;India, in particolare nell&#8217;ambito della Difesa e della tecnologia militare, è stato ampiamente documentato. Con il rafforzamento delle sue capacità militari, l&#8217;India si è sempre più rivolta ad <a href="https://www.tabletmag.com/sections/israel-middle-east/articles/israel-love-affair-with-india">armi e sistemi di difesa di fabbricazione israeliana</a> , allineando ulteriormente i due Paesi su questioni chiave relativamente alla sicurezza&#8221;.</p>



<p>In tal senso, non va dimenticato che il Pakistan è stato forse il Paese islamico non arabo più prossimo a Gaza, tanto che lo scorso 13 aprile l&#8217;Assemblea nazionale ha adottato all&#8217;unanimità una risoluzione che condannava la &#8220;<a href="https://www.arabnews.com/nodo/2597009/pakistan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terribile ondata di atrocità</a>&#8221; perpetrata da Israele a Gaza, esprimeva solidarietà ai cittadini palestinesi e chiedeva un immediato cessate il fuoco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi sull&#8217;attacco</h2>



<p>Tale il quadro più ampio, vediamo i retroscena. Sempre da The Cradle: &#8220;Abdullah Khan, direttore generale del <em>Pakistan Institute for Conflict and Security Studies</em> (PICSS) di Islamabad, ha dichiarato&nbsp;<em>a The Cradle</em>&nbsp;che il gruppo militante&nbsp;<em><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/4/23/what-is-the-resistance-front-the-group-behind-the-deadly-kashmir-attack">The Resistance Front</a></em>, che l&#8217;India ritiene essere l&#8217;organizzatore dell&#8217;attacco, <strong>ha negato ogni coinvolgimento. Sostiene che la rivendicazione di responsabilità sia il risultato di un&#8217;intrusione informatica</strong> da parte delle agenzie di intelligence indiane&#8221;. Dubbio che può essere esteso ad altri Paesi.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/4/23/what-is-the-resistance-front-the-group-behind-the-deadly-kashmir-attack"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A6-ALJAZEERA-1024x303.jpg" alt="What is The Resistance Front, the group claiming the deadly Kashmir attack?" class="wp-image-76121"/></a></figure>



<p>Khan &#8220;afferma inoltre che è incredibile che <strong>l&#8217;organizzazione militante del Kashmir, inattiva da anni, si sia improvvisamente risvegliata e abbia portato a termine un&#8217;operazione di così alto profilo</strong> [&#8230;]. Così Khan: &#8220;Non riesco davvero a capire come le forze di resistenza del Kashmir possano avere il potenziale e la competenza per condurre un&#8217;operazione così sofisticata e precisa, in modo tanto disciplinato ed esperto&#8221;.</p>



<p>Khan aggiunge che tale livello militare lo hanno, invece, le milizie indipendentiste del Belucistan, protagoniste di <a href="https://www.nytimes.com/2025/03/11/world/asia/pakistan-balochistan-train-hijacking.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attentati molto sofisticati</a> in questa regione pakistana e che, secondo Islamabad, <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202401/1305842.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">godrebbero del supporto indiano</a>.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Con l&#8217;aumento delle tensioni tra India e Pakistan &#8211; conclude The Cradle &#8211; i veri beneficiari potrebbero non essere i paesi direttamente coinvolti, bensì le potenze esterne con interessi acquisiti nella regione. Gli Stati Uniti, Israele e altri attori globali trarranno profitto dal prolungamento dell&#8217;instabilità, sia attraverso un redditizio commercio di armi, sia sfruttando la crisi per promuovere i propri programmi strategici&#8221;.</p>



<p>&#8220;Il futuro dell&#8217;Asia meridionale è in bilico. Se la regione verrà spinta verso altri conflitti o se prevarrà la calma avrà conseguenze non solo sul destino del subcontinente, ma [&#8230;] anche sulla stabilità globale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/india-pakistan-venti-di-guerra-potenzialmente-termonucleare.html">India-Pakistan: venti di guerra, potenzialmente termonucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Italia e India, collaborazione sempre più stretta anche nella Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/italia-e-india-collaborazione-sempre-piu-stretta-anche-nella-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 01:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Firmato a Roma un memorandum d'intesa tra le industrie della Difesa italiane e quelle indiane. Si stringe l'intesa tra i due Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-e-india-collaborazione-sempre-piu-stretta-anche-nella-difesa.html">Italia e India, collaborazione sempre più stretta anche nella Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rapporti tra il nostro Paese e l&#8217;<strong>India</strong>, potenza in ascesa che guarda a Occidente, si fanno sempre più forti. Dopo la nomina dell&#8217;ambasciatore <strong>Francesco Maria Talò</strong> come inviato speciale per il progetto del Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), un&#8217;importante iniziativa per favorire l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/il-porto-di-trieste-al-bivio-tra-via-del-cotone-e-via-della-seta.html">espansione delle esportazioni</a> lungo la direttrice indo-mediterranea della Via del Cotone, giunge la notizia che la Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza e la Society of Indian Defence Manufacturers hanno firmato a Roma un<strong> memorandum d’intesa</strong> per rafforzare la cooperazione nel settore Difesa. L&#8217;obiettivo del <em>memorandum</em> è quello di rafforzare la <strong>collaborazione tra le industrie della difesa</strong> di<strong> Italia</strong> e India, e promuovere una partnership duratura che permetta di sviluppare iniziative comuni e condividere opportunità industriali nei rispettivi mercati. </p>



<p>La firma del documento d&#8217;intesa è avvenuta a margine dell’11° Comitato Bilaterale Italia–India, organizzato dalla Direzione Nazionale degli Armament presso Palazzo Guidoni a Roma, alla presenza del Defence Secretary indiano, <strong>Rajesh Kumar Singh</strong>, e dell’Ambasciatore dell’India in Italia, S.E. Hon’ble Vani Rao. Per l’Italia ha partecipato il Direttore Nazionale degli Armamenti vicario, la dott.ssa <strong>Luisa Riccardi</strong>. Il documento fa seguito alla considerazione delle <em>&#8220;dieci priorità strategiche di collaborazione tra Italia e India nel comparto Difesa</em>&#8221; già definite nell’Italy-India Joint Strategic Action Plan 2025–2029, sottoscritto in occasione del <strong>G20</strong> di Rio de Janeiro lo scorso novembre.</p>



<p>Tra i <strong>principali punti </strong>dell’accordo, come reso noto dalle fonti, vi è l’istituzione di un &#8220;<em>gruppo di lavoro congiunto</em>&#8221; che si riunirà annualmente per individuare le <strong>aree di cooperazione strategica</strong> su cui focalizzare l&#8217;impegno comune, avviare una <strong>stretta collaborazione</strong> tra i rispettivi Governi e contribuire a creare un ecosistema &#8220;<em>favorevole al commercio bilaterale</em>&#8220;, nonché facilitare il dialogo tra le imprese operanti nel settore. Questo dimostra ancora una volta come l&#8217;Italia sia un interlocutore apprezzato dal governo di New Delhi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove opportunità</h2>



<p>Oltre alla firma del memorandum, i rappresentanti della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza hanno svolto anche il ruolo di coordinatori per una serie di incontri <em>Business-to-Business</em> tra <strong>12 aziende italiane</strong> e altrettante controparti indiane. L&#8217;obiettivo, anche in questo caso, è stato quello di esplorare opportunità di collaborazione concrete nei <a href="https://formiche.net/2024/05/italia-india-intelligence-accordo-difesa/">settori più strategici</a> del comparto Difesa.</p>



<p>“<em>La firma del memorandum d’intesa con i rappresentanti della Society of Indian Defence Manufacturers rappresenta un passo significativo nel percorso di rafforzamento della cooperazione bilaterale nel settore della difesa e della sicurezza</em>&#8220;, ha dichiarato Carlo Festucci, Segretario Generale della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Ricordando come l&#8217;India sia per l&#8217;Italia <em>&#8220;un partner solido e affidabile&#8221;</em>.</p>



<p>La firma del memorandum rappresenta l&#8217;<strong>ennesima tappa</strong> fondamentale per rafforzare l’interoperabilità e la cooperazione internazionale nell’<strong>area Indo-pacifica</strong>, elementi imprescindibili per garantire pace, stabilità e prosperità. Dopo i progressi dell&#8217;iniziativa Imec, quindi, anche in materia di Difesa, Roma e Nuova Delhi procedono di comune intesa.</p>
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		<title>Pensato in Russia, prodotto in India, usato dall&#8217;Onu in Sud Sudan: è lo Sherp, va dappertutto</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/pensato-in-russia-prodotto-in-india-usato-dallonu-in-sud-sudan-e-lo-sherp-va-dappertutto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 09:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Sud Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-600x268.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-300x134.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-1024x457.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-768x342.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-1536x685.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Questo fuoristrada dal design futuristico è considerato inarrestabile su qualsiasi terreno. Ora l'Onu lo impiega nel Sud Sudan.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="856" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-600x268.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-300x134.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-1024x457.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-768x342.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-13-alle-17.29.09-1536x685.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Esercito indiano è pronto a schierare i suoi <strong>Atv Sherp</strong> nelle operazioni di pace che vengono condotte nel <strong>Sudan del Sud</strong>. Questi particolari veicoli fuoristrada dal design futuristico sono considerati “inarrestabili” e sembrano pronti per una “<em>missione su Marte</em>”, e l’<strong>Indian Army</strong> intende inviarli in Sudan per condurre operazioni su ogni terreno, contribuendo al mantenimento della pace presso la Missione delle Nazioni Unite nel Sudan del Sud (Unmiss). Questa decisione rappresenta un significativo passo in avanti per migliorare la mobilità in condizioni di terreno estremo, garantendo un supporto fondamentale alle <strong>forze di peacekeeping</strong>.</p>



<p>Progettati per un&#8217;adattabilità superiore e capacità anfibie senza pari, gli Atv Sherp sono ideali per gli ambienti e i terreni difficili che si possono incontrare nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html">Sudan del Sud</a>. Dove si dimostreranno una &#8220;<em>risorsa moltiplicatrice di forza</em>&#8220;, rafforzando le capacità di risposta rapida e migliorando la <strong>logistica ad alta mobilità</strong>, che estenderà la portata operativa delle forze di peacekeeping delle <strong>Nazioni Unite</strong>.</p>



<p>Questo particolare dispiegamento mette dunque in mostra il serio <strong>impegno dell’India verso il programma Atmanirbhar Bharat</strong>, ed è segno delle crescenti capacità di difesa della nazione nello scenario globale, rafforzando la mobilità tattica e il contributo dell&#8217;India alla pace e alla <strong>sicurezza internazionale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇮🇳🛡 FOUR-WHEEL BEAST TO PEACEKEEP SOUTH SUDAN <br><br>The Indian Army is deploying indigenously developed Sherp All-Terrain Vehicles (ATVs) to support peacekeeping operations in South Sudan.<br><br>⛰🇸🇸 Designed for extreme terrains, the Sherp ATVs boast unmatched amphibious capabilities,… <a href="https://t.co/Wp40V8dqdN">pic.twitter.com/Wp40V8dqdN</a></p>&mdash; The Tradesman (@The_Tradesman1) <a href="https://twitter.com/The_Tradesman1/status/1900165061320335365?ref_src=twsrc%5Etfw">March 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;innovativo <em>All-Terrain Vehicle</em> promesso dall&#8217;Indian Army vanta prestazioni straordinarie e, sebbene sia stato ideato da una start-up russa, la Sherp, viene attualmente prodotto in India. I video diffusi in rete del mezzo con la livrea bianca delle <strong>Nazioni Unite</strong> dimostrano chiaramente le sue capacità: può infatti affrontare agevolmente vari tipi di terreno, inclusi fango, neve, ghiaccio e acqua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sfida alle condizioni più estreme</h2>



<p>Sebbene il costruttore non confermi ufficialmente il legame tra il nome “Sherp” e la figura dello sherpa, l’assonanza è di certo appropriata, vista la versatilità del veicolo, equipaggiato con<strong> quattro enormi ruote</strong> a &#8220;bassissima pressione&#8221; dal diametro di 1,6 metri. Secondo gli <a href="https://www.autotecnica.org/linarrestabile-sherp-atv/">esperti</a> questo Atv è in grado di muoversi anche in acqua a sei chilometri orari. Le dimensioni complessive sono di 3,40 metri di lunghezza, 2,52 metri di larghezza e 2,30 metri di altezza, con un peso di 1.300 chilogrammi. La cabina, omologata per due occupanti, è dotata anche di due panche nel vano posteriore, <strong>che permettono di trasportare fino a sei persone</strong>. Il veicolo presenta inoltre le tipiche caratteristiche dei veicoli utility &#8220;blindati&#8221;, progettati per resistere al tiro di armi automatiche leggere in caso di pericolo.</p>



<p>La motorizzazione è affidata a un motore diesel in grado di erogare la necessaria potenza su ogni terreno, con una velocità variabile da 1,5 a 45 km/h su terra e 6 km/h in acqua. L’autonomia, decisamente notevole, consente allo Sherp di percorrere tra 90 e 190 chilometri con il serbatoio base da 58 litri. Tra le sue caratteristiche spiccano le sospensioni pneumatiche e un sistema di alimentazione progettato per garantire l’afflusso di carburante anche in <strong>condizioni estreme</strong>. </p>



<p>Grazie alle sue straordinarie capacità, l’Atv Sherp rappresenta un asset strategico per le missioni internazionali di peacekeeping, simboleggiando l’impegno dell’India verso un futuro di stabilità e <strong>cooperazione globale</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/pensato-in-russia-prodotto-in-india-usato-dallonu-in-sud-sudan-e-lo-sherp-va-dappertutto.html">Pensato in Russia, prodotto in India, usato dall&#8217;Onu in Sud Sudan: è lo Sherp, va dappertutto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump-Modi, la prima intesa è sugli F-35. L&#8217;India come alleato chiave nell&#8217;Indo-pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-modi-la-prima-intesa-e-sugli-f-35-lindia-come-alleato-chiave-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 08:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante l'incontro fra Trump e il primo ministro indiano Modi si è concluso un importante accordo sui jet F-35 in dotazione a Nuova Delhi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-modi-la-prima-intesa-e-sugli-f-35-lindia-come-alleato-chiave-nellindo-pacifico.html">Trump-Modi, la prima intesa è sugli F-35. L&#8217;India come alleato chiave nell&#8217;Indo-pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250214153023405_8e37f0ba6e617e207cff0df8b09d5cf8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre gli occhi del mondo sono concentrati sull’apertura dei negoziati Usa-Russia attorno al nodo cruciale della questione ucraina, il primo ministro indiano Modi è volato alla casa Bianca per un incontro ufficiale con il presidente Trump. Al centro delle loro discussioni: i rapporti commerciali, fra cui il tema dei dazi e della cosiddetta Via del Cotone, ovvero il corridoio economico India-Golfo-Ue presentato nel settembre del 2023 e voluto dagli Stati Uniti di Biden per creare un sistema parallelo e concorrente alla Via della Seta cinese; e, soprattutto, rapporti e accordi militari, conclusi con una notizia di elevata rilevanza. L&#8217;<strong>India aumenterà di diversi miliardi</strong> la propria quota di acquisti militari dagli Stati Uniti e, fra questi, ci saranno anche<strong> i caccia stealth F-35</strong> di fabbricazione statunitense.</p>



<p>Quella che in conferenza stampa è stata definita dal ministro degli Esteri indiano Misri come un’ipotesi ancora “in fase di proposta”, è stata invece presentata da Trump come una solida certezza e un accordo già siglato, senza però entrare nei dettagli delle tempistiche di consegna degli armamenti. In ogni caso, le vendite militari all’estero, soprattutto quelle di tecnologie all’avanguardia come i jet F-35, possono richiedere diversi anni prima di essere implementate. La scelta di Nuova Delhi di aprire il proprio dispositivo militare alla matrice di fabbricazione statunitense, segue una tendenza in realtà già presente negli ultimi quindici anni. <strong>Dal 2008 infatti l’India ha fatto acquisti per 20 miliardi di dollari dall’industria militare Usa </strong>per il proprio settore della difesa.</p>



<p>Questo incremento è in realtà una grande opportunità anche e soprattutto per gli Stati Uniti, dal momento che si prevede che l’India, che è il più grande importatore di armamenti al mondo, <strong>nel prossimo decennio arrivi a spendere fino a 200 miliardi per la modernizzazione del proprio esercito </strong>e, così facendo, gli Usa potrebbero superare la Russia che da decenni è il primo fornitore militare di Nuova Delhi, ma che a causa del coinvolgimento nel conflitto militare in Ucraina ha visto contrarsi la propria capacità di esportazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;india come partner strategico degli Usa</h2>



<p>Ma è proprio su questa ambiguità strategica indiana fra Russia e Stati Uniti, che riflette anche lo schieramento internazionale di Modi volto ad affermare una diplomazia della neutralità in diversi contesti conflittuali fra cui anche quello ucraino, che potrebbe giocarsi una partita rilevante per il futuro geopolitico dell’India. <strong>Attualmente l’aeronautica indiana opera infatti il sistema di difesa antiaereo s-400 Triumph e caccia Mig-29K di produzione russa</strong>, e questo potrebbe via via diventare un terreno di frizione con Washington come accaduto in passato nel caso turco. </p>



<p>Negli ultimi anni, a far aumentare le tensioni fra Washington, Nato e Ankara, era stata <strong>la decisione del 2019 del Governo turco di acquistare il sistema di difesa missilistico di produzione russa S-400</strong>. In tutta risposta, in quell’occasione gli Usa avevano optato per sanzionare l’agenzia di approvvigionamento militare turca sulla base del <em>Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act </em>ed escludere Ankara dal programma Joint Strike Fighter F-35. A maggio del 2023, gli Usa premettero anche affinché la Turchia inviasse gli stessi sistemi antiaerei in Ucraina per sostenere la sua difesa dall’aggressione russa, ricevendo un secco no da parte di Erdogan. <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-turchia-molla-gli-s-400-russi-e-si-protegge-con-una-cupola-dacciaio-fatta-in-casa.html#google_vignette">La vicenda si è successivamente risolta negli ultimi mesi del 2024, con la decisione del governo turco di assecondare le pressioni statunitensi e rinunciare in via definitiva agli S-400 di fabbricazioni russa e rimpiazzarli con un sistema di difesa aerea nazionale noto come “Çelik Kubbe”</a>.</p>



<p>In continuità con quanto accaduto durante la presidenza Biden, <strong>l’India si conferma un partner chiave per la strategia indo-pacifica degli Stati Uniti, volta a ridimensionare la crescita economica e militare cinese</strong>. Ha delle tempistiche particolari anche l’annuncio indiano circa il recente accordo secondo cui nel 2025 Nuova Delhi si impegnerà ad onorare contratti di vendita missilistica per 200 milioni di dollari alle Filippine, solidificando un’intesa con Manila che la Cina, viste le continue e crescenti tensioni nel Mar cinese meridionale, non può che guardare con evidente sospetto.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-modi-la-prima-intesa-e-sugli-f-35-lindia-come-alleato-chiave-nellindo-pacifico.html">Trump-Modi, la prima intesa è sugli F-35. L&#8217;India come alleato chiave nell&#8217;Indo-pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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