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	<title>Guerra in Libano Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra in Libano Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Libano, dalla &#8220;Svizzera del Medio Oriente&#8221; al Paradiso Perduto</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/libano-dalla-svizzera-del-medio-oriente-al-paradiso-perduto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 14:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano proteste a Biblo" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-1024x499.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Beirut, 1960. Una splendida ragazza in un succinto bikini prende il sole a bordo piscina di un facoltoso hotel. Fantascienza? No, semplicemente un altro mondo. Si fatica molto a immaginare, in giorni come questi, un Libano differente da quello che la cronaca dipinge. Eppure, un tempo, seppur durato un baleno, questo angolo di mondo è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/libano-dalla-svizzera-del-medio-oriente-al-paradiso-perduto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano proteste a Biblo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-1024x499.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><strong>Beirut</strong>, 1960. Una splendida ragazza in un succinto bikini prende il sole a bordo piscina di un facoltoso hotel. Fantascienza? No, semplicemente un altro mondo. Si fatica molto a immaginare, in giorni come questi, un <strong>Libano</strong> differente da quello che la cronaca dipinge. Eppure, un tempo, seppur durato un baleno, questo angolo di mondo è stato una piccola grande oasi di libertà che ammiccava al jet set internazionale. Quando per il mondo intero Beirut e il Paese dei cedri erano rispettivamente la Parigi e la Svizzera del <strong>Medio Oriente</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.photorientalist.org/wp-content/uploads/2017/11/LBC0001-e1510706242356.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Prende il nome di Età dell&#8217;oro quel breve interludio tra gli anni Quaranta e i Settanta: dopo che il Libano ottenne l&#8217;indipendenza nel 1943, Beirut divenne la sua capitale e prosperò come centro intellettuale e finanziario, così come come destinazione turistica. Con la nazione nacque anche il <strong>patto fra le tre fedi libanesi</strong>: venne concordato che il presidente avrebbe dovuto essere un maronita, il primo ministro un musulmano sunnita e il presidente del parlamento un musulmano sciita.</p>



<p>Sulle spiagge del quartiere di <strong>Ain El Mreisseh</strong> aprirono hotel di lusso. Sulla vicina <strong>Rue de Phénicie</strong>, nacquero una serie di locali notturni frequentati da stelle del cinema, celebrità e miliardari. L&#8217;<strong>American University of Beirut </strong>fungeva da polo intellettuale per migliaia di giovanissimi intellettuali che aspiravano a guidare la regione. E ancora, le piste da sci di Farayya, il Baalbak Festival, l&#8217;intellettualismo dell&#8217;Horse Shoe Café, la vivacità della Cave du Roi, lo sfarzo di Hamra Street. Brigitte Bardot, Elizabeth Taylor e Richard Burton fecero di Beirut il loro <strong><em>buen retiro</em></strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.photorientalist.org/wp-content/uploads/2017/11/LBC0047a.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Negli anni Settanta, Beirut si affermò come il cuore finanziario, commerciale e turistico del Medio Oriente. Molte aziende operanti nell&#8217;area del Mediterraneo orientale, in Arabia Saudita e nei Paesi del Golfo scelsero la capitale libanese per stabilire le loro sedi, grazie a un&#8217;infrastruttura moderna, efficienti sistemi di comunicazione, istituzioni educative di alto livello e uno stile di vita occidentale. Ma Beirut non era solo un <strong>hub economico</strong>: il Libano, infatti, rivestiva anche un ruolo cruciale durante la Guerra Fredda, fungendo da punto di osservazione strategico per le <strong>agenzie di <em>intelligence</em></strong>, che monitoravano attentamente gli sviluppi geopolitici della regione. A completare questo quadro dinamico, il Paese offriva una cornice naturale straordinaria: dalle montagne innevate alle spiagge soleggiate, fino alla vibrante capitale, animata da una vita sociale ricca e una popolazione ospitale. Beirut era pronta ad accogliere visitatori da ogni parte del mondo, desiderosa di mostrare la sua apertura e il suo spirito imprenditoriale.</p>



<p>Nonostante il ritratto nostalgico corrisponda in parte a verità, non bisogna cadere nella trappola del &#8220;<strong>Paradiso Perduto</strong>&#8220;. Nell&#8217;ottobre del 1982, solo pochi mesi dopo l&#8217;invasione israeliana del Libano, <em>ARAMCO World Magazine </em>pubblicò un numero intitolato <em>Paradise Lost: A Eulogy for Lebanon</em>, pieno di articoli scritti da occidentali che avevano vissuto il Libano dell&#8217;era prebellica. Trasmettevano insieme la nostalgia per un&#8217;età dorata, lamentando il tramonto di un&#8217;epoca di innocenza, prosperità e abbondanza. Ma se ci si allontana dalle istantanee glamour di pochi, il quadro è stato ben diverso, foriero di <strong>miseria su larga scala</strong> per la maggior parte della popolazione, con solo una piccola minoranza che ha goduto i frutti degli anni &#8220;svizzeri&#8221;. Quando il Paese ottenne l&#8217;indipendenza nel 1943, circa <strong>30 famiglie </strong>lo regnavano: ventiquattro erano cristiane, quattro sunnite, una sciita e una drusa. I membri di questa ristretta Camelot si spartirono tra loro i monopoli di importazione del Paese ma soprattutto terreni, immobili, banche, porti, hotel, concessioni di tabacco, costruzioni, compagnie assicurative. Avevano politici in famiglia, alleanze d&#8217;acciaio con altre potenze tramite matrimoni o accordi commerciali. Entro gli anni Sessanta, quelle famiglie divennero almeno un centinaio, raggiungendo quota 800 all&#8217;inizio degli anni Settanta. Immigrazione, dinamiche economiche e conflitti hanno tutti contribuito a forzare le barriere del sistema. L&#8217;altra faccia degli anni Sessanta, infatti, non riguardò solo gli attori di Hollywood, ma incluse l&#8217;addestramento alla guerriglia in alcune parti del Paese.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.thoughtco.com/thmb/DeNOJCQO7HHq9xDKXmp20ois_kA=/1500x0/filters:no_upscale():max_bytes(150000):strip_icc():format(webp)/GettyImages-607440036-5922ffb03df78cf5faf99555.jpg" alt="" style="width:524px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Il 1975 segnò l&#8217;inizio del disastro, con lo scoppio della guerra civile, inizialmente un conflitto tra milizie cristiane e gruppi palestinesi alleati con fazioni musulmane libanesi. Questo primo scontro fu seguito da numerosi altri, tra fazioni l&#8217;un contro l&#8217;altra armate. Le <strong>potenze internazionali </strong>non rimasero a guardare: Stati Uniti, Russia e Siria furono coinvolti, mentre Israele invase il Paese due volte, arrivando a occupare Beirut nel 1982. Le conseguenze furono devastanti. Con la conclusione della guerra civile nel 1991, dopo 15 anni, una nuova élite venne accolta: ex <strong>signori della guerra</strong> e capi delle milizie, che durante il conflitto avevano consolidato un enorme potere, ora erano pronti a riscuotere. <strong>Il bilancio fu tragico</strong>: circa 150.000 morti e oltre 17.000 dispersi.</p>



<p>La realtà nel Libano post-guerra civile tese verso un radicamento e un <strong>rafforzamento delle alleanze settarie</strong>. La guerra civile aveva portato alla virtuale eliminazione di regioni multiconfessionali in cui la coesistenza era la norma. Lo sviluppo della Seconda Repubblica, inoltre, è rimasto strettamente legato ai confini esterni, in particolare a Israele e Siria. Un filo di speranza sembrò profilarsi nel 2005 con la &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-resta-della-rivolta-dei-cedri.html">Rivoluzione dei cedri</a>&#8220;, quando i giovani per giorni chiesero le dimissioni del premier Omar Karami, oltre all&#8217;uscita dal territorio del Libano delle truppe di Damasco. I pochi frutti che quel momento di gloria produsse morirono un anno dopo. L&#8217;ostilità tra Israele ed <strong>Hezbollah</strong>&#8211; che del Libano aveva ormai fatto casa e bottega- caratterizzata da scontri periodici proseguì negli anni successivi. Le tensioni divamparono nel luglio 2006, quando Hezbollah lanciò un&#8217;operazione armata contro Israele dal Libano meridionale, uccidendo diversi soldati israeliani e rapendone due. Ciò portò Israele a lanciare una grande offensiva militare contro Hezbollah che si concluse solo dopo che Israele, Hezbollah e il governo libanese accettarono la famigerata <strong>Risoluzione 1701 </strong>delle Nazioni Unite, così gravemente messa in discussione in queste settimane.</p>



<p>Crisi del debito, elezioni controverse, tensioni regionali si abbattono sul Libano negli ultimi anni. Dapprima, la<strong> guerra civile siriana</strong>, iniziata nel marzo 2011, si estende in Libano con scontri tra musulmani sunniti e alawiti a Tripoli e Beirut. Poi, nel 2020, anno quanto mai carico di significati, il governo si dimette dopo mesi di proteste per il crollo del valore della moneta, a cui si aggiunge l&#8217;impatto del <em><strong>lockdown</strong></em> dovuto al <strong>Covid-19</strong>. Come se non bastasse, quasi a incorniciare questa decadenza progressiva, il 4 agosto del 2020, una <strong>massiccia esplosione chimica</strong> nel porto di Beirut mette a soqquadro la città. Il bilancio delle vittime sarà di 218 morti e circa 7000 feriti.</p>



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<p>In quelle ore terribili la poetessa libanese Nadia Tueni disse: &#8220;<em>Beirut è forse sei piedi sotto terra oggi, ma la capitale è morta mille volte ed è rinata mille volte</em>&#8220;. Le sue parole furono affisse ovunque, in giro per la città. Ma Beirut, ora, è più che sei piedi sotto terra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/libano-dalla-svizzera-del-medio-oriente-al-paradiso-perduto.html">Libano, dalla &#8220;Svizzera del Medio Oriente&#8221; al Paradiso Perduto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Meloni in Libano: una visita coraggiosa che deve produrre decisioni concrete</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/meloni-in-libano-una-visita-coraggiosa-che-deve-produrre-decisioni-concrete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 03:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-600x319.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-1536x816.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Meloni in Libano: una visita coraggiosa che non deve restare un caso isolato. Gli scenari della premier nel Paese dei Cedri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-in-libano-una-visita-coraggiosa-che-deve-produrre-decisioni-concrete.html">Meloni in Libano: una visita coraggiosa che deve produrre decisioni concrete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-600x319.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241017194022131_6349fb9776d4e08722d972a42e2ffce9-e1729186862253-1536x816.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La missione diplomatica di <strong>Giorgia Meloni</strong> in <strong>Libano</strong> si preannuncia come una visita politica importante e tutt&#8217;altro che scontata. Le cui ricadute dovranno però essere pesate in termini concreti. Meloni oggi toccherà Aqaba, in Giordania, dove incontrerà Re Abdallah II, importante interlocutore dell&#8217;<strong>Italia</strong> nella regione, per poi giungere a <strong>Beirut</strong> per incontrare il Primo Ministro libanese, <strong>Najib Mikati</strong>, e &nbsp;il Presidente dell&#8217;Assemblea nazionale del Paese dei Cedri, <strong>Nabih Berri.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La missione di Meloni in Libano</h2>



<p>Due tappe e tre incontri per un viaggio sicuramente coraggioso, che porterà la presidente del Consiglio in una città diventata a tutti gli effetti un <strong>teatro di guerra. Sarà la prima visita di un leader europeo e del G7 in Libano</strong> dall&#8217;inizio dell&#8217;escalation tra <strong>Israele e Hezbollah</strong>, culminata nell&#8217;invasione del Paese dei Cedri da parte dell&#8217;Israel Defense Force, e il primo viaggio di un <strong>capo del governo in carica nella storia repubblicana in un teatro bellico</strong> non controllato da forze legate ai Paesi della Nato o, in generale, occidentali. In cui, anzi, le <strong>truppe italiane <a href="https://it.insideover.com/guerra/unifil-si-ritiri-adesso-netanyahu-minaccia-anche-lonu.html">inquadrate nel contingente Unifil</a></strong>, che opera a Sud di Beirut insieme con i contingenti di alterazioni, sono state cannoneggiate più volte da Israele, che ha <strong>chiesto il ritiro dei caschi blu, ricevendo una risposta negativa</strong> e la netta reazione del Governo di Roma.</p>



<p>Ebbene, dopo il confronto politico a distanza, è arrivata l&#8217;ora della concretezza. E una prova importante per la diplomazia italiana che, in virtù della proiezione garantita da Unifil, del suo ruolo nel Mediterraneo e dell&#8217;interesse alla stabilità regionale, <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-un-anno-dopo-litalia-e-il-suo-governo-alla-prova-della-guerra-di-gaza.html">oltre che della <strong>sostanziale equidistanza</strong></a><strong> </strong>mostrata in un anno di <strong>guerra di Gaza, </strong>può e deve esprimere un <strong>ruolo costruttivo per il futuro del Libano. E dunque per quello del Medio Oriente</strong>. Sostenere le fragili istituzioni libanesi, garantire il rispetto della comunità internazionale, fissare linee rosse per Israele: queste devono essere le strategie politiche con cui l&#8217;Italia può positivamente <strong>mostrare bandiera in Libano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impegno per la stabilità e il futuro di Unifil</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, non è da sottovalutare il fatto che Meloni giunge in Libano da presidente di turno, uscente, del G7, in una fase critica seguita al rischio creato da Israele di incrinare i rapporti con uno dei Paesi dell&#8217;Europa occidentale maggiormente propensi a fare da <strong>pontiere nella regione</strong>. L&#8217;Italia può prendersi le proprie responsabilità nel Mediterraneo, in un quadrante geopolitico critico per gli interessi nazionali, tra rotte energetiche e commerciali e l&#8217;impegno a operare in contrasto a ogni escalation bellica e minaccia terroristica. <strong>Stabilità è la parola d&#8217;ordine</strong> e, in quest&#8217;ottica, per Meloni è innanzitutto importante esserci: <strong>incontrare le istituzioni libanesi significa legittimarle</strong>, significa dare loro respiro e permettere di contribuire a una almeno temporanea unità, mentre Benjamin Netanyahu soffia sul fuoco del conflitto settario e bombarda, assieme a Hezbollah, i civili del Paese.</p>



<p>Per difendere Unifil, l&#8217;impegno di Roma, la comunità internazionale e la sua azione è doveroso ricordare che quel Libano Stato sovrano, indicato come primo attuatore della <strong>Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, datata 2006, esiste ed è un attore reale</strong> e non vive solo sulla carta. Pena aprire la strada a quella &#8220;guerra di tutti contro tutti&#8221; che,<a href="https://it.insideover.com/guerra/senza-unifil-in-libano-si-rischia-la-guerra-di-tutti-contro-tutti-parla-il-generale-camporini.html"> come ha detto l&#8217;ex capo di Stato Maggiore <strong>Vincenzo Camporini,</strong> potrebbe </a>essere la conseguenza di un collasso della missione e di un disimpegno della comunità internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Consiglio Europeo, un&#8217;occasione mancata?</h2>



<p>La visita di Meloni è coraggiosa. E proprio per questo motivo sarebbe stato forse politicamente più pragmatico <strong>mettere il Libano e la sua stabilità, </strong>assieme al tema del conflitto mediorientale nel suo complesso, al centro della <strong>recente sessione del Consiglio Europeo.</strong> Meloni ha riunito invece i leader più duri contro l&#8217;immigrazione clandestina per dare a questo dossier, elettoralmente pregnante ma politicamente e strategicamente secondario, il ruolo centrale nel summit dei capi di Stato e di governo europei. Sarebbe stato auspicabile un asse con<a href="https://it.insideover.com/politica/macron-e-lo-scontro-con-netanyahu-dopo-lafrica-la-francia-non-puo-perdere-anche-il-libano.html"> <strong>Emmanuel Macron</strong></a><strong> e Pedro </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/tra-europa-e-mediterraneo-la-grande-strategia-di-pedro-sanchez.html"><strong>Sanchez</strong> per mettere</a> la <strong>Germania di Olaf Scholz</strong> e la presidente tedesca della Commissione Ue, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, di fronte alle responsabilità della loro eccessiva tolleranza nel sostegno a Israele.</p>



<p>Una manovra che avrebbe avuto più senso, in termini di grande politica, di un <strong>asse con Viktor Orban</strong>, che governa un&#8217;Ungheria lontanissima dal Mediterraneo, sugli hotspot esterni per i migranti. <strong>Ma il clima politico europeo, assai diviso su molti dossier</strong>, e l&#8217;oggettiva difficoltà di molti attori, come la Francia di Macron, nel trovare una linea precisa sul dossier Libano e sui rapporti con Israele contribuiscono a rendere difficile questo processo.</p>



<p> Del resto, Meloni avrà successo se saprà fare scuola. Se darà una linea politica chiara ad altri Paesi per mostrare, esplicitamente, il sostegno a Beirut e alla sua integrità territoriale. <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-sulla-palestina-sanchez-ha-vinto-la-sua-scommessa.html">La Spagna di Sanchez </a>ha illustrato le sue linee rosse a Israele riconoscendo la Palestina. L&#8217;Italia può farlo <strong>garantendo l&#8217;integrità territoriale libanese</strong>: sarebbe un messaggio dirompente, soprattutto perché lanciato da un Paese governato da una coalizione a guida conservatrice, sulla carta dunque ideologicamente vicina al Likud di Benjamin Netanyahu. Il quale spera nella vittoria di un altro conservatore, Donald Trump, alle elezioni presidenziali Usa per avere un sostanziale <strong>semaforo verde a un&#8217;ulteriore spinta militare in Medio Oriente</strong>. Meloni, in sostanza, dovrà dare inizio a un percorso e non fare della sua visita un caso isolato. In quest&#8217;ottica, il valore regionale della visita è garantito anche dall&#8217;incontro col re giordano, che consentirà a Meloni di avere informazioni di prima mano sulla continua e indelebile crisi di Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;esempio di Andreotti e Craxi</h2>



<p>L&#8217;Italia può agire costruttivamente: in passato, in Libano, ha già dimostrato di poterlo fare. Lo ha ricordato <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/ex-presidente-del-libano-gemayel-parla-di-andreotti">nel 2013 parlando con <em>Avvenire </em></a>l’ex presidente libanese Amin Gemayel in occasione della morte di <strong>Giulio Andreotti, ricordando i tempi in cui il Divo era ministro degli Esteri</strong>. Gemayel ricordò l&#8217;arrivo di Andreotti in Libano nel 1982, poco dopo la sua elezione a valle di un sanguinoso conflitto scatenato dalla brutale invasione israeliana: &#8220;Alla mia elezione, l’aeroporto di Beirut era ancora chiuso al traffico e Andreotti ha dovuto atterrare a Cipro, per raggiungere poi il Libano a bordo di un elicottero militare&#8221;. Un contesto che ricorda molto quello attuale. </p>



<p>Gemayel sottolineò poi come Andreotti e il futuro presidente del Consiglio <strong>Bettino </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html"><strong>Craxi</strong> </a>seppero vedere lucidamente il ruolo dell&#8217;Italia per pacificare Libano e Palestina: &#8220;L’Italia, grazie al duo<a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html"> Andreotti-</a>Craxi, si era mossa per creare le premesse alla normalizzazione del nostro Paese non solo favorendo la riconciliazione tra i libanesi, ma lavorando anche al riavvicinamento tra noi e i palestinesi&#8221;. Il tutto senza sacrificare i rapporti coi palestinesi. Essere ponte, ieri come oggi, è l&#8217;obiettivo italiano. Ponte per la stabilità nel Libano; ponte per una concordia che sembra lontana in Medio Oriente; ponte perché altri Paesi seguano l&#8217;esempio.</p>



<p>Certo, Andreotti e Craxi avrebbero pensato meno a barchini, barconi e scafisti alla vigilia di una visita tanto significativa. Ma il tempo di questi statisti è passato e, ad oggi, non tornerà: dunque ci limitiamo a constatare l&#8217;esistente e a segnalare il valore di un passaggio che l&#8217;Italia compie in anticipo rispetto al resto dell&#8217;Occidente. <strong>Meloni porta il peso di una grande responsabilità nella sua visita</strong>: e dai fatti concreti la giudicheremo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-in-libano-una-visita-coraggiosa-che-deve-produrre-decisioni-concrete.html">Meloni in Libano: una visita coraggiosa che deve produrre decisioni concrete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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