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	<title>Guerra ibrida Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 04:12:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra ibrida Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Cina annuncia: possiamo tagliare i cavi sottomarini a 3.500 metri di profondità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 04:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La Cina avrebbe testato con successo un dispositivo in grado di tagliare cavi sottomarini posti a grande profondità</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-annuncia-possiamo-tagliare-i-cavi-sottomarini-a-3-500-metri-di-profondita.html">La Cina annuncia: possiamo tagliare i cavi sottomarini a 3.500 metri di profondità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/36bf328def79497fa2988a6dbf3e7171-2077328863-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Secondo quanto riportato originariamente dal quotidiano <em><a href="https://www.scmp.com/news/china/science/article/3350174/china-tests-submarine-cable-cutter-3500-metre-depth">South China Morning Post (SCMP)</a></em> lo scorso 15 aprile, la <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> avrebbe testato con successo un dispositivo capace di troncare strutture sottomarine come i cavi a profondità di migliaia di metri. Il dispositivo è stato testato a bordo di una nave da ricerche subacquee, la “<strong>Haiyang Dizhi 2</strong>” (“Geologia Marina 2”), che ha completato la prima missione in acque profonde l&#8217;11 aprile. La “Haiyang Dizhi 2” è stata costruita da <em>CCCC Fourth Harbor Engineering Co., Ltd</em>. della <em>China Communications Construction Company Limited</em>, ed è stata varata nell&#8217;aprile 2022. La nave misura 85 metri di lunghezza, 22 metri di larghezza e ha un pescaggio massimo di 8 metri, con un dislocamento di 7.224 tonnellate e un&#8217;autonomia di 12mila miglia nautiche. Funge anche da nave di supporto per la “Meng Xiang”, la prima nave di perforazione oceanica progettata autonomamente dalla RPC. La nave da ricerca è equipaggiata con una gru con compensazione attiva del beccheggio da 150 tonnellate, <strong>un verricello a fibra ottica da 10 chilometri</strong> e un verricello geologico per prelevamento di campioni nella colonna d&#8217;acqua. Il suo ponte di 730 metri quadrati e la piattaforma per elicotteri migliorano l&#8217;efficienza operativa e l&#8217;utilizzo delle altre attrezzature di bordo. </p>



<p>Il dispositivo testato, capace di operare <strong>sino a 3.500 metri di profondità</strong>, sarebbe un attuatore elettro-idrostatico (EHA – <em>Electro Hydrostatic Actuator</em>) che utilizza un sistema idraulico, un motore elettrico e un&#8217;unità di controllo integrati in un unico dispositivo, eliminando la necessità di lunghe e ingombranti tubazioni esterne per l&#8217;olio. Il dispositivo sarebbe stato ulteriormente rinforzato per resistere alla pressione e alla corrosione delle profondità marine, consentendo “operazioni meccaniche di precisione” a profondità molto ridotte. Un rapporto di settembre citato nell&#8217;articolo del <em>SCMP </em>osserva che questa tecnologia era già stata proposta <strong>“per il taglio di cavi sottomarini e per l&#8217;azionamento di benne per acque profonde”</strong>. Secondo quanto <a href="https://www.rid.it/shownews/8032/la-cina-minaccia-i-cavi-sottomarini">reso noto</a>, l&#8217;attuatore ha 2 ganasce oleodinamiche per agganciarsi al cavo, evitando che per reazione alla manovra di taglio il veicolo stesso inizi a ruotare e la potenza sviluppata sarebbe di oltre 1 kW.</p>



<p>Il dispositivo non nasce come strumento di attacco ai cavi sottomarini, ma per applicazioni nella riparazione e costruzione di oleodotti e gasdotti sottomarini: nel 2022 per riparare un oleodotto offshore, le squadre cinesi impiegarono cinque ore solo per effettuare un singolo taglio su una sezione di tubo danneggiato di 45 centimetri, e appena un anno dopo sistemi di produzione cinese erano in grado di tagliare tubi fino a 96 centimetri di diametro a una profondità di 600 metri, incluso un intervento in cui un tubo di 20 centimetri che fu tagliato in soli 20 minuti. Oggi, se quanto affermato dalla RPC corrisponde al vero, la profondità raggiungibile sarebbe di un ordine di grandezza superiore. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sui cavi la guerra ibrida moderna</h2>



<p>Chiaramente però, l&#8217;EHA <strong>ha degli evidenti utilizzi offensivi</strong> essendo in grado di poter raggiungere e troncare i cavi di comunicazione dati sottomarini posizionati su fondali a grande profondità.Negli ultimi anni, i cavi sottomarini sono stati al centro di numerose troncature a dir poco controverse, con la Russia tra i principali sospettati per quanto riguarda i tagli effettuati nei mari dell&#8217;Europa del Nord: dal Baltico sino al <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/ancora-un-cavo-sottomarino-tagliato-al-largo-della-norvegia.html">Mar di Norvegia</a></strong>. All&#8217;inizio di questo mese, è emerso che la marina britannica aveva individuato tre sottomarini russi in prossimità di infrastrutture sottomarine vitali. </p>



<p>L&#8217;anno scorso alcuni cavi sottomarini erano stati tranciati nel <strong>Mar Rosso</strong>, facendo sospettare l&#8217;Iran, mentre più o meno nel biennio 2022/2024 <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-finlandia-lituania-e-la-guerra-dei-cavi-sottomarini.html">numerosi cavi sono stati troncati nel Mar Baltico</a></strong> sollevando sospetti sull&#8217;attività di unità navali civili collegate in qualche modo a Mosca. Anche la Repubblica Popolare è stata accusata di troncare cavi sottomarini per la comunicazione di dati nella zona intorno a Taiwan più di una volta, ma soprattutto ha ormai palesato la propria volontà di condurre questo tipo di attività che si pone nell&#8217;ambito della zona grigia dei conflitti.</p>



<p>Sappiamo infatti che nel 2020 un team di ingegneri dell&#8217;università Lishui di Zhejiang aveva sviluppato un “<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/brevetto-cinese-tagliare-i-cavi-sottomarini-2422438.html">dispositivo per tagliare cavi sottomarini di tipo a strascico</a></strong>”. In quel caso si trattava di un dispositivo a forma di ancora, con bordi seghettati e utilizzato per “arare” il fondale marino trainato da una nave: metodologia che risulta essere molto meno costosa dell&#8217;utilizzo di un ROV e parimenti efficace. La troncatura di un cavo di comunicazione posato sul fondale marino è un aspetto molto importante della <strong>guerra ibrida</strong> moderna: attraverso i cavi passa la gran parte dei dati globali (circa il 95%) pertanto disarticolare questa rete, o perfino distruggerla, significa avere la possibilità di gettare un Paese o un intero continente nel caos. </p>



<p>Più in generale tutte le infrastrutture sottomarine sono a rischio attacco “ibrido” in quanto per l&#8217;ambiente in cui si trovano sono generalmente al di fuori della copertura legislativa internazionale (a meno che non siano in acque territoriali) e soprattutto di difficile controllo e sorveglianza. <strong>Non si tratta solo di cavi di comunicazione, ma anche di condutture per il passaggio di gas o petrolio, energia elettrica o installazioni legate all&#8217;estrazione di idrocarburi. </strong>In futuro, con la necessità di avere sistemi di raffreddamento sempre più efficaci per i data center e i server dell&#8217;IA, le profondità marine saranno sempre più teatro di confronto tra attori globali e questo tipo di minaccia ibrida diventerà ancora più incisiva e debilitante nel contesto non solo delle operazioni militari ma della sicurezza di uno Stato.</p>



<p><strong>Sapevi che l&#8217;attacco alle infrastrutture sottomarine come i cavi di comunicazione afferisce alla guerra ibrida perché non è di facile attribuzione esattamente come un attacco nel campo cyber? Vuoi saperne di più sulla guerra ibrida e su come agisce nel nostro quotidiano? Vuoi sapere cosa possiamo fare per cercare di mitigarne gli effetti? Allora scarica il corso a pagamento di InsideOver sulla guerra ibrida</strong> <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/insideover-presenta-il-corso-online-sulla-guerra-ibrida.html"><em>cliccando qui</em></a>!</strong></p>



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		<title>Romania e Azerbaigian, i  nuovi fronti della guerra ibrida</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/romania-e-azerbaigian-i-nuovi-fronti-della-guerra-ibrida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 04:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> La Romania e la cooperazione Nato, l'Azerbaigian e i droni comprati in Turchia:  Mediterraneo, Mar Nero e Caspio sono un unico scacchiere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/romania-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il 20 agosto la Romania ha fatto decollare caccia <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-progetto-scaf-tentenna-e-il-consorzio-eurofighter-aumenta-la-produzione-dei-typhoon.html">Eurofighter Typhoon</a></strong>, forniti dalla Germania, per monitorare il confine con l’Ucraina dopo l’ennesimo attacco con droni russi contro i porti sul Danubio. Non si sono registrate violazioni dello spazio aereo romeno, ma la mossa segnala l’altissimo livello di tensione. Bucarest, come Varsavia, <strong>teme lo “spillover” della guerra</strong>: basta un errore, un drone fuori rotta, per trasformare un conflitto regionale in una crisi NATO. La contea di Tulcea, già colpita più volte, è ormai una zona cuscinetto fragile tra guerra e pace.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-maxi-austerita-della-romania-riapre-le-ferite-politiche-di-bucarest.html">La Romania</a> rappresenta uno dei bastioni orientali dell’Alleanza Atlantica. Il ricorso a caccia alleati, già utilizzati a inizio agosto, dimostra la volontà di condividere il rischio tra partner europei e di inviare un segnale a Mosca: il confine non è lasciato scoperto. <strong>Per la NATO, la difesa dello spazio aereo romeno equivale alla difesa dell’intero fianco orientale</strong>, dal Baltico al Mar Nero. In questo senso, <strong>la postura di Bucarest è tanto militare quanto politica: </strong>rendere evidente che la guerra in Ucraina non potrà essere circoscritta senza garanzie di sicurezza anche per i vicini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Caspio e i droni navali azeri</h2>



<p>Lo stesso giorno, dall’altra parte del continente eurasiatico, l’Azerbaigian ha annunciato l’introduzione dei <strong>droni navali armati “Salvo”, costruiti in Turchia</strong>. È la prima volta che un Paese del Caspio schiera veicoli di superficie senza equipaggio per missioni di attacco. Un segnale potente, in un’area contesa tra Baku, Mosca e Teheran.</p>



<p>Il “Salvo” può raggiungere i 50 nodi, operare su oltre 500 km e lanciare missili guidati. In prospettiva, <strong>potrà essere adattato ad azioni suicide</strong>, come già visto nei droni marittimi ucraini contro la flotta russa del Mar Nero. L’Azerbaigian, reduce dalla vittoria in Nagorno-Karabakh e forte della partnership con Ankara, compie un salto tecnologico che potrebbe ridisegnare gli equilibri navali del Caspio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari economici e industriali</h2>



<p>Il doppio annuncio rivela anche la dimensione industriale della guerra contemporanea. In Romania, la presenza di caccia NATO conferma <strong>l’integrazione europea della difesa aerea</strong> e la dipendenza dalle industrie militari occidentali. In Azerbaigian, l’acquisizione di droni navali <strong>rafforza la cooperazione con l’industria turca</strong> (Dearsan, Aselsan, Roketsan), che consolida la sua posizione di fornitore emergente nei mercati non occidentali. Dietro queste mosse c’è la geoeconomia: chi controlla i flussi del Danubio e del Caspio controlla anche rotte energetiche, commerci e corridoi strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo geopolitico</h2>



<p>Per Bucarest, il rischio è di trovarsi trasformata in frontiera di guerra. Per Baku, l’opportunità è di diventare potenza navale regionale, sfruttando il vuoto di equilibrio nel Caspio. <strong>In entrambi i casi, la Russia rimane il convitato di pietra:</strong> sul Danubio con i suoi droni iraniani, nel Caspio con la sua marina, che guarda con sospetto all’ascesa tecnologica azera. Sul piano più ampio, la simultaneità degli eventi dimostra come la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente siano interconnesse: i droni, terrestri e navali, sono ormai strumenti universali di pressione politica, militare ed economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova guerra ibrida</h2>



<p>Le mosse di Romania e Azerbaigian segnalano che il conflitto si estende, non tanto geograficamente quanto tecnologicamente. Il futuro delle guerre regionali non sarà fatto solo di carri armati o caccia, ma di droni sempre più autonomi, capaci di incidere sulle rotte commerciali, sugli equilibri navali e sulla stabilità politica dei Paesi. La NATO lo sa e rafforza il suo fianco. Ankara lo sa e sfrutta l’export di droni per guadagnare influenza. Mosca lo sa e continua ad alzare il livello della pressione. La lezione è chiara:<strong> il Mediterraneo, il Mar Nero e il Caspio sono ormai parti di un unico scacchiere</strong>, dove ogni nuova tecnologia rischia di cambiare le regole del gioco.</p>
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		<title>Nuova Caledonia: perché la Francia accusa Azerbaijan e Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guerra-ibrida-in-nuova-caledonia-perche-la-francia-accusa-azerbaijan-e-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 08:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia percepisce l&#8217;assedio politico di Azerbaijan e Turchia in Nuova Caledonia? Parigi e i suoi servizi segreti hanno da diverse settimane messo in guardia circa la presenza di una &#8220;manina&#8221; estera nel fomentare le proteste che stanno agitando la collettività d&#8217;oltremare del Pacifico, strategica per le corpose risorse di nichel e per la proiezione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-ibrida-in-nuova-caledonia-perche-la-francia-accusa-azerbaijan-e-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Francia</strong> percepisce l&#8217;assedio <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/nuova-caledonia-macron-e-lesercito-per-fermare-la-secessione.html">politico di <strong>Azerbaijan e Turchia</strong> in <strong>Nuova Caledonia?</strong></a> Parigi e i suoi servizi segreti hanno da diverse settimane messo in guardia circa la presenza di una &#8220;manina&#8221; estera nel <strong>fomentare le proteste che stanno agitando la collettività </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/dal-mar-rosso-alla-tensione-nel-pacifico-ecco-la-sfida-per-la-liberta-di-navigazione-dei-mari.html"><strong>d&#8217;oltremare del Pacifico</strong>,</a> strategica per le corpose risorse di nichel e per la <strong>proiezione oceanica dell&#8217;Esagono</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La mano azera (e turca) dietro le proteste nella periferia della Francia globale</h2>



<p>Hanno fatto scalpore le bandiere azere comparse a Noumea nella protesta dell&#8217;etnia <strong>kanaki</strong>, seguita alla modifica dei diritti di voto da parte dell&#8217;Assemblea Nazionale di Parigi, che ha rinfocolato il sentimento indipendentista neocaledoniano già messo alla prova in tre referendum (2018, 2020, 2021) che hanno confermato i legami con Parigi.</p>



<p>Il tema è <strong>la questione geopolitica, chiara, della centralizzazione delle periferie</strong>. Oggi divenuta una chiave di lettura della geopolitica globale. A cui si aggiunge la questione della conflittualità ibrida, <strong>dalle guerre cognitive a quelle propagandistiche,</strong> che interessa molti scenari politici e diplomatici planetari. <strong>Gerard Darmanin, ministro degli Interni transalpino</strong>, lo ha esplicitato: la Francia ipotizza che Baku possa aver fomentato le proteste in risposta alle scelte transalpine<a href="https://www.linkedin.com/posts/andrea-muratore-a269b9192_aderiamo-alla-corte-penale-internazionale-activity-7108154941633929217-p36r/?trk=public_profile_like_view&amp;originalSubdomain=it"> sull&#8217;<strong>Armenia e il Nagorno-Karabakh</strong>,</a> aggrediti l&#8217;autunno scorso da Baku mentre Parigi sosteneva una soluzione negoziata e la fine dell&#8217;arbitrio della dittatura di Ilham Alyiev sulla regione contesa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Caucaso alla Nuova Caledonia, &#8220;guerra ibrida&#8221; senza limiti</h2>



<p>Scenari, questi, che si inseriscono nella più ampia <strong>conflittualità a tutto campo tra Turchia e Francia</strong> per varie zone d&#8217;influenza: <a href="https://www.true-news.it/esclusiva-true/la-nuova-caledonia-e-una-polveriera-leredita-coloniale-francese-e-lo-strano-ruolo-dellazerbaijan">Baku è accusata perché vista come la <em>longa manus</em> di una Turchia </a>alleata della Francia nella Nato ma a essa intrinsecamente rivale. In uno scenario competitivo in cui dal Caucaso si arriva al Niger, <strong>dove l&#8217;arrivo di milizie turche</strong> al posto dei soldati francesi è dato per plausibile, si passa per il Corno d&#8217;Africa, ove la proiezione di Ankara è crescente, e ovviamente tutto culmina nei <strong>Balcani</strong>, in cui la penetrazione turca confligge con quella europea a trazione franco-tedesca per attrarre verso Bruxelles gli Stati in bilico non membri dell&#8217;Unione Europea, segnatamente Albania, Bosnia-Erzegovina e Serbia. Tanto che <a href="https://www.middleeasteye.net/news/french-report-blames-turkey-interference-new-caledonia-unrest">l&#8217;emittente francese <strong>Europe 1 è arrivata a paventare</strong> </a>esplicitamente il sostegno turco alle mosse destabilizzanti azere.</p>



<p>In quest&#8217;ottica <strong>la conflittualità politica</strong> si può scaricare in vario modo. <a href="https://eurasianet.org/azerbaijan-baku-denying-french-accusations-of-meddling-in-new-caledonia"><em>Eurasianet</em> ricorda come l&#8217;attenzione azera</a> sulle manovre neocaledoniane sia tutt&#8217;altro che nascosta: &#8220;il rancore dell&#8217;Azerbaigian per le  <a href="https://eurasianet.org/armenia-azerbaijan-macron-stirring-things-up-in-the-caucasus">relazioni speciali</a> franco-armene ha iniziato a ribollire nel 2023, durante la riconquista del Karabakh da parte di Baku. Il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev ha cercato di escludere la Francia dal  <a href="https://eurasianet.org/azerbaijan-looks-to-italy-for-political-backing-in-karabakh-peace-process">processo di pace</a> in corso nel Karabakh . Ha anche cercato di condizionare la Francia in altri modi: denunciando quello che ha descritto come  <a href="https://eurasianet.org/azerbaijani-president-targets-french-neocolonialism">neocolonialismo francese</a> e incoraggiando<strong> la creazione del “<a href="https://www.azernews.az/nation/211951.html">Gruppo di iniziativa di Baku</a> contro il colonialismo francese”</strong>. Il gruppo ha organizzato una <a href="https://www.aa.com.tr/en/world/baku-initiative-group-holds-int-l-conference-on-decolonization/3146710">conferenza</a> in Turchia a febbraio, intitolata  <em>Decolonization: Awakening of the Renaissance </em>, alla quale hanno partecipato politici dei territori francesi&#8221;.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, dal punto di vista di Baku e Ankara palesare l&#8217;attenzione per uno scenario e al contempo negare, come avviene, <strong>ogni ruolo</strong> equivale a un doppio bluff politico volto a condizionare Parigi, a proiettare potenza diplomatica e informativa, a ricordare nell&#8217;esplicita ammissione degli obiettivi politici come la moderna <strong>guerra ibrida si possa combattere, anche tra alleati, alla luce del sole</strong>, a colpi di dichiarazioni e manovre di disturbo. Come se la logica della conflittualità fosse ormai sdoganata, anche tra Paesi che è improbabile ipotizzare possano arrivare a un confronto diretto sulla base di scontri in teatri oggettivamente minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Periferie al centro</h2>



<p>Il dato strategico da osservare è sul tema della <strong>centralizzazione delle periferie e della possibilità di una destabilizzazione a tutto campo</strong> di contesti critici anche ad opera di attori regionali o locali a grande distanza dal proprio territorio, col dovuto potenziale di intelligence, influenza e potere economico. <strong>Tra le capitali rivali dell&#8217;Occidente, in particolare Mosca e Pechino</strong>, ci sarà chi avrà preso appunti in questa fase in cui ogni periferia, come già nel 2022 scriveva<a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-fredda-2-0-e-giunto-il-momento-delle-periferie.html"> con acume <strong>Emanuel Pietrobon su queste colonne</strong></a>, può esser trasformata in centro di un confronto destabilizzante. Vale per le manovre del blocco euroatlantico contro i suoi avversari (si pensi al tema dei diritti umani nella provincia cinese dello Xinjiang, periferia della periferia, usata come arma politica), vale anche sul fronte opposto. </p>



<p>Nei casi più radicali, notava Pietrobon, non fa differenza &#8220;che a destabilizzare una periferia sia il ponente oppure il levante, il fine è sempre il medesimo: si incendia l’edificio per inviare un monito all’intero quartiere, talvolta nella speranza-aspettativa che le fiamme avvolgano l’intero isolato&#8221;. In altri momenti &#8220;si appicca un rogo in cortile per costringere gli inquilini a uscire di casa, approfittando della loro distrazione per compiere azioni a sorpresa in perimetri lasciati senza guarnigione&#8221;. O per distrarre da altri teatri. In questo caso, fuor di metafora, <strong>costringere la Francia</strong> a guardare alla Nuova Caledonia significa ridurre la sua attenzione sull&#8217;Armenia (teatro d&#8217;interesse di Baku) o l&#8217;estero vicino turco (su cui Ankara si proietta). E mandare un messaggio circa la possibilità di ulteriori avventurismi geopolitici in zone di confronto: Parigi troverà rivali capaci di muoversi per colpirla ai fianchi. Ovvero alle periferie. Tutto alla luce del sole. Ma negando alla prova dei fatti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-ibrida-in-nuova-caledonia-perche-la-francia-accusa-azerbaijan-e-turchia.html">Nuova Caledonia: perché la Francia accusa Azerbaijan e Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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