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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Libano, punto e a capo: la tregua del 2024 come quella del 2006</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libano-punto-e-a-capo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 20:12:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328150844530_afb999c14d8c1ea12984ea56f14d16ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328150844530_afb999c14d8c1ea12984ea56f14d16ed.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328150844530_afb999c14d8c1ea12984ea56f14d16ed-600x430.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328150844530_afb999c14d8c1ea12984ea56f14d16ed-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328150844530_afb999c14d8c1ea12984ea56f14d16ed-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240328150844530_afb999c14d8c1ea12984ea56f14d16ed-768x550.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Mesi di conflitto, di devastazioni sui vari fronti, di vittime e di sfollati. Poi, nel giro di poche ore, tutto ritorna al punto di partenza o quasi. La storia del medio oriente è spesso caratterizzata da eventi precipitati troppo in fretta nei meandri della violenza, da cui ci si discosta quando è troppo tardi per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libano-punto-e-a-capo.html">[...]</a></p>
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<p>Mesi di <strong>conflitto</strong>, di <strong>devastazioni</strong> sui vari fronti, di <strong>vittime</strong> e di <strong>sfollati</strong>. Poi, nel giro di poche ore, tutto ritorna al punto di partenza o quasi. La storia del medio oriente è spesso caratterizzata da eventi precipitati troppo in fretta nei meandri della violenza, da cui ci si discosta quando è troppo tardi per comprendere che morte e distruzione per la verità non possono lasciare sul campo né vincitori e né vinti. É accaduto, ad esempio, nella guerra tra Iraq e Iran quando, dopo un milione di morti e otto anni di guerra, nessuno è riuscito a strappare all&#8217;avversario anche un solo metro di terra.</p>



<p>E così sembra accadere oggi in <strong>Libano</strong>. Il cessate il fuoco annunciato nelle scorse ore tra Israele e il gruppo filo sciita degli Hezbollah, è arrivato dopo mesi difficili e dopo molteplici devastazioni. Ed è stato siglato dopo che tutti gli attori in campo hanno capito che era meglio tornare al<strong> punto di partenza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un accordo che ricalca la tregua del 2006</h2>



<p>Andando a leggere infatti i dettagli dell&#8217;intesa, si nota come i punti nevralgici siano esattamente gli stessi che<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-tra-israele-ed-hezbollah-del-2006.html"> hanno sancito la tregua nel luglio del 2006</a>. In quel mese cioè dove Israele ed Hezbollah hanno dato vita a un breve ma, anche in quel caso, intenso e doloroso conflitto. Due gli elementi più importanti previsti dal documento siglato oggi e da quello firmato diciotto anni fa<strong>: il ritiro di Hezbollah più a nord</strong>, al di là del fiume Litani, il <strong>ritorno dell&#8217;esercito libanese</strong> nelle aree che dovrebbero essere abbandonate dai miliziani sciiti. </p>



<p>Poi, contestualmente, è stato previsto il ritiro delle forze israeliane dalle aree libanesi occupate in queste settimane di conflitto. Inoltre, così come chiesto dagli Stati Uniti, vi sarà l&#8217;impegno della comunità internazionale a <strong>rafforzare la missione Unifil</strong>. Anche questa una promessa che sa di vecchio: nel 2006, come sforzo per evitare nuovi contatti tra israeliani e sciiti libanesi, è stata archiviata Unifil I ed è stata avviata Unifil II, ossia la missione attuale finita nel mirino degli attori in campo nelle scorse settimane. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressione per ridare dignità istituzionale al Libano</h2>



<p>Per attuare vecchie e nuovi buoni propositi, le parti avranno due mesi di tempo a disposizione. Il cessate il fuoco infatti varrà per i prossimi 60 giorni. Al termine dei quali, anche in questo caso su richiesta di Washington (e in parte di Parigi), a Beirut occorrerà trovare la quadra a livello politico. Il Libano, in particolare, dovrà avere <strong>un nuovo presidente della Repubblica</strong>. Questo perché il Paese non ha un capo di Stato dall&#8217;ottobre del 2022, mese in cui è terminato il mandato di <strong>Michel Aoun</strong>. Da allora, il parlamento non è stato in grado di eleggere un successore, circostanza che ha disgregato ulteriormente un&#8217;impalcatura istituzionale già molto traballante. </p>



<p>La scommessa degli Usa, volta a dare rassicurazioni a Israele, è che con un quadro politico rinnovato si potrebbe far riavviare il processo di <strong>ricostruzione dello Stato libanese</strong>. Ricostruzione che, a sua volta, nelle speranze di Washington dovrebbe dare quella stabilità tale da obbligare Hezbollah a sottostare ai patti sottoscritti. </p>



<p>Soltanto il tempo dirà se la tregua reggerà o meno. Di certo, nel brevissimo periodo a tirare un maggiore sospiro di sollievo saranno gli abitanti di Beirut, oltre che del sud del Libano e del nord di Israele. Anche se in pochi, dopo mesi di bombe ed esplosioni, crederanno che tutto sia realmente finito. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Netanyahu silura Gallant: in Israele falchi senza più freni</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-silura-gallant-in-israele-falchi-senza-piu-freni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 18:52:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Likud]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via Yoav Gallant, dentro Israel Katz: Benjamin Netanyahu cambia il ministro della Difesa e manda un messaggio chiaro, ovvero che in Israele comandano i falchi politici e lo spazio d&#8217;azione per la componente delle forze armate più aperta a contenere le escalation belliche mediorientali si va restringendo sempre più. La notizia giunge come un fulmine &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-silura-gallant-in-israele-falchi-senza-piu-freni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/gallant-netanyahu-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via <strong>Yoav Gallant</strong>, dentro Israel Katz: <strong>Benjamin Netanyahu cambia il ministro della Difesa </strong>e manda un messaggio chiaro, ovvero che in Israele comandano i falchi politici e lo spazio d&#8217;azione per la componente delle forze armate più aperta a contenere le escalation belliche mediorientali si va restringendo sempre più.</p>



<p>La notizia giunge come un fulmine a ciel sereno sia per la natura improvvisa della cacciata di Gallant, dopo mesi di frizione, che per il nome del successore.</p>



<p>Gallant a lungo ha operato per ricordare a Bibi che in Israele il potere militare è tutto fuorché subordinato alle logiche di quello politico, specie nella sua versione ultranazionalista incarnata dalla coalizione di governo. Il titolare della Difesa aveva già subito un primo provvedimento&nbsp;di licenziamento nel 2023, dopo aver criticato la riforma della giustizia dell&#8217;ultradestra di governo, e a inizio 2024 si è scontrato con Netanyahu circa la volontà del primo ministro di portare <a href="https://www.true-news.it/politics/non-ordine-globale-geopolitica-guerre-infinite-alberto-pagani" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fino in fondo la&nbsp;<strong>guerra a Gaza</strong>.</a></p>



<p>Gallant nelle ultime settimane ha dovuto sobbarcare una serie di oneri crescenti con l&#8217;apertura del fronte libanese, l&#8217;aumento delle perdite a Gaza e lo scambio di colpi tra Israele e Iran. Di fronte a una guerra che ha visto Israele, dopo i massacri del 7 ottobre 2023, pagare un pesante tributo di sangue, il generale che guidava la Difesa israeliana ha sempre mantenuto un atteggiamento pragmatico. Gallant ha mai <strong>condotto</strong> il conflitto contro Hamas focalizzando l’attenzione dall’obiettivo di creare un cuscinetto di sicurezza per Israele. Non per ragioni umanitari, dato che l&#8217;Israel Defense Force non ha lesinato i raid contro civili e infrastrutture non militari a Gaza, ma per la prudenza <strong>da soldato</strong> che vede la guerra come un&#8217;attività destinata a raggiungere fini securitari. Da qui la sua avversione a coloro che, come gli esponenti messianici e ultranazionalisti del governo quali <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, proponevano di annettere allo Stato Ebraico la Striscia di Gaza nel dopoguerra.</p>



<p>Per vincere una guerra, la strategia richiede obiettivi chiari che tengano conto dei mezzi disponibili e dei risultati attesi. Yoav Gallant è un esempio di comandante con questo approccio rigoroso. 65 anni, una laurea in economia e un passato da boscaiolo in Alaska, ha forgiato il proprio carattere con varie esperienze prima di entrare nello <strong>Shayetet 13</strong>, il corpo d’élite della Marina israeliana. </p>



<p>Nel 2009, alla guida delle forze israeliane nel sud, ha diretto l’operazione “Piombo Fuso”, uno dei principali interventi contro Hamas, nemico che conosce a fondo. Dall’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, Gallant ha cercato di mediare tra la necessità di azioni militari realistiche e le forti pressioni per una risposta di ritorsione. Tuttavia, ha anche espresso critiche alla tendenza di Netanyahu a favorire divisioni interne tra i vertici della sicurezza, limitando il contatto diretto tra Gallant e figure chiave come il capo del Mossad, <strong>David Barnea, e il capo dello Shin Bet, Ronen Bar.</strong> Insomma, con la sua uscita dal governo Israele perde una voce distonia rispetto alla marea montante dei falchi millenaristi e messianici attivi su ogni fronte.</p>



<p>La nomina di Katz è un manifesto in tal senso. L&#8217;ex ministro degli Esteri è l&#8217;artefice della campagna politica di distacco tra Tel Aviv e la comunità internazionale. La stessa comunità a cui si è però appellato a marzo come organizzazione terroristica il corpo delle Guardie della Rivoluzione, i cosiddetti Pasdaran iraniani, pubblicando sui profili del ministero l&#8217;immagine di missili di <a href="https://www.google.com/amp/s/it.insideover.com/politica/missili-iraniani-sul-colosseo-la-provocazione-shock-del-ministro-degli-esteri-israeliano.html/amp">Teheran che piovevano sul Colosseo</a>. Deputato del Likud dal 1998, già ministro delle Finanze e coordinatore dell&#8217;intelligence nei precedenti governi di Netanyahu, fautore in passato degli insediamenti di coloni nel Golan occupato alla Siria, dell&#8217;annessione della Cisgiordania e della deportazione delle famiglie dei sospetti terroristi, di recente ha dichiarato il segretario generale dell&#8217;ONU <strong>Antonio Guterres </strong><em>persona non grata </em>in Israele. La sua nomina alla Difesa testimonia la presa totale di potere dei falchi nazionalisti sui militari pragmatici. Perpetrando, con la cacciata di Gallant, un trend che dagli Usa all&#8217;Ucraina vede in molti Paesi i soldati essere cauti e misurati, rispetto ai politici, sugli scenari bellici. Inviando lezioni di pragmatismo che spesso costano loro il posto solo per il fatto di conoscere, davvero, cosa siano la guerra e le morti. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Russia e stampa: il mandato di cattura contro gli inviati Rai è una farsa. A Gaza, invece&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-e-stampa-il-mandato-di-cattura-contro-gli-inviati-rai-e-una-farsa-a-gaza-invece.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 14:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-600x334.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-1024x570.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-1536x854.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pare dunque che Stefania Battistini e Stefano Traini, la giornalista e l&#8217;operatore Rai che il 6 agosto entrarono in Russia al seguito delle truppe ucraine impegnate nell&#8217;invasione della regione russa di Kursk, siano ricercati dalle autorità russe, che ne hanno pure chiesto l&#8217;estradizione. Il Tribunale Leninskij di Kursk ha infatti emesso nei loro confronti un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-stampa-il-mandato-di-cattura-contro-gli-inviati-rai-e-una-farsa-a-gaza-invece.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-stampa-il-mandato-di-cattura-contro-gli-inviati-rai-e-una-farsa-a-gaza-invece.html">Russia e stampa: il mandato di cattura contro gli inviati Rai è una farsa. A Gaza, invece&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-600x334.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-1024x570.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241008165451104_3f0acf12b295e581d55dce5093f9821e-1536x854.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pare dunque che <strong>Stefania Battistini e Stefano Traini</strong>, la giornalista e l&#8217;operatore Rai che il 6 agosto entrarono in Russia al seguito delle truppe ucraine impegnate nell&#8217;invasione della regione russa di Kursk, siano ricercati dalle autorità russe, che ne hanno pure chiesto l&#8217;estradizione. Il Tribunale Leninskij di Kursk ha infatti emesso  nei loro confronti <strong>un mandato di cattura per &#8220;attraversamento illegale del confine&#8221;</strong>.  E altrettanto è stato fatto, <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/la-russia-vuole-arrestare">dicono le cronache</a>, contro altri 14 giornalisti stranieri colpevoli dello stesso reato (che secondo il Codice penale russo può costare fino a 5 anni di carcere), ultimi della lista due francesi.</p>



<p>Ora, se non fosse un piccolo ma terribilmente serio retroscena in una tragedia orribile come la guerra tra Russia e Ucraina, ci sarebbe anche da mettersi a ridere. Come può un Paese come la Russia, in spregio a una serie di trattati da essa stessa firmati e internazionalmente riconosciuti (<strong>come minimo minimo gli Accordi di Belovezha del 1991 e il Memorandum di Budapest del 1994</strong>), invadere militarmente un altro Paese e poi adontarsi se, tra avanzate e ritirate, un manipolo di giornalisti passa il confine? Ripeto: se non ci fosse una guerra di mezzo sembrerebbe una barzelletta.</p>



<p>Una provocazione inaccettabile&#8221;, ha detto il sindacato dei giornalisti Rai. Ancora più forte la presa di posizione del ministro degli Esteri, e vice-premier, Antonio Tajani: &#8220;Il mandato d&#8217;arresto russo contro due giornalisti Rai è <strong>un&#8217;ulteriore forma di persecuzione nei confronti della libertà di stampa.</strong> Il Governo italiano sarà sempre schierato a difesa del diritto a una informazione indipendente&#8221;. Assolutamente giusto. Però&#8230;</p>



<p>Però il problema, con i pronunciamenti basati sui principi e sulle regole, è che poi gli ingenui come me li vorrebbero vedere applicati in tutte le situazioni. Non sto a ricordare che i corrispondenti di guerra russi ci lasciano spesso la pelle. Proprio nella regione di Kursk, per esempio, il giornalista <strong>Evgenyj Poddubny</strong> è rimasto ferito nell&#8217;attacco di un drone ucraino alla sua auto. Ma vabbè, abbiamo deciso che i giornalisti russi non sono giornalisti, sono propagandisti, quindi lasciamo perdere.</p>



<p>Allora guardiamo altrove. Per esempio Gaza: <a href="https://www.ohchr.org/en/press-releases/2024/02/gaza-un-experts-condemn-killing-and-silencing-journalists">secondo le Nazioni Unite</a>, in un anno di guerra a Gaza sono stati uccisi 122 giornalisti. E dei 99 giornalisti morti al fronte nel 2023, <a href="https://cpj.org/reports/2024/02/israel-gaza-war-brings-2023-journalist-killings-to-devastating-high/">specifica il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ)</a>, ben 72 sono sono stati uccisi a Gaza. Il tutto mentre il Governo di Israele nega il passaggio alla stampa indipendente e anzi, come nel caso dell&#8217;ufficio di corrispondenza di Al Jazeera di Ramallah, chiuso d&#8217;imperio, cerca in ogni modo di tacitarla.</p>



<p>Non ci è parso di sentire molte proteste in proposito. Soprattutto dalle nostre parti, soprattutto <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-limpegno-di-insideover-per-informare-davvero-sulla-guerra-di-gaza.html">nello spento panorama mediatico</a> che ci circonda. Detto questo, caro Putin, giù le mani dai colleghi della Rai e da tutti gli altri colleghi. Continueremo, continueranno, a fare il giusto lavoro. Ti piaccia o, com&#8217;è probabile, non ti piaccia.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-e-stampa-il-mandato-di-cattura-contro-gli-inviati-rai-e-una-farsa-a-gaza-invece.html">Russia e stampa: il mandato di cattura contro gli inviati Rai è una farsa. A Gaza, invece&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Niente cittadinanza tedesca per chi nega l&#8217;esistenza di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/niente-cittadinanza-tedesca-per-chi-nega-lesistenza-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 12:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vuoi diventare cittadino tedesco? Devi dichiararti esplicitamente a favore dell&#8217;esistenza di Israele e del suo diritto alla soggettività internazionale. Le nuove regole a cui il governo di Olaf Scholz ha lavorato recepiscono la clausola del Lander della Sassonia-Anhalt a livello nazionale e, su iniziativa del Ministro dell&#8217;Interno Nancy Fraser, del partito socialdemocratico Spd di cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-cittadinanza-tedesca-per-chi-nega-lesistenza-di-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-cittadinanza-tedesca-per-chi-nega-lesistenza-di-israele.html">Niente cittadinanza tedesca per chi nega l&#8217;esistenza di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240705160859450_c0310391fe3c28561086549ff32549ab-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vuoi diventare cittadino tedesco? <strong>Devi dichiararti esplicitamente</strong> a favore dell&#8217;esistenza di Israele e del suo diritto alla soggettività internazionale. Le nuove regole a cui il <strong>governo di <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-lo-schianto-fragoroso-di-scholz-e-macron.html">Olaf Scholz</a></strong> ha lavorato recepiscono<a href="https://www.cnn.com/middleeast/live-news/israel-hamas-war-gaza-news-12-06-23#h_1bca7b2529f8e65d9b16378b59614c67"> <strong>la clausola del Lander della Sassonia-Anhalt</strong> a livello nazionale</a> e, su iniziativa del Ministro dell&#8217;Interno <strong>Nancy Fraser, del partito socialdemocratico Spd di cui fa parte anche il cancelliere,</strong> nel quiz sulla cittadinanza per i richiedenti potrà essere inserita anche più di una domanda sulla storia di Israele e la posizione del candidato sullo Stato Ebraico.</p>



<p>Non a caso una testata del mondo conservatore di Tel Aviv come il <em>Times of Israel</em> ha dato grande rilievo ai nuovi criteri, ricordando che &#8220;nel nuovo test di cittadinanza, che i candidati dovranno superare per <strong>acquisire la nazionalità tedesca,</strong> ai candidati potrebbe essere chiesto il nome del luogo di culto ebraico, l&#8217;anno di fondazione di Israele o il particolare<strong> obbligo storico della Germania nei suoi confronti&#8221;.</strong> Con, è il sottotesto, rischi di penalizzazioni nel test per chi manchi di <a href="https://www.ft.com/content/56e6182c-4c00-433f-a43d-57ad131781a6">rispondere nel modo più chiaro.</a></p>



<p>Il governo formato da Spd, <a href="https://it.insideover.com/schede/ambiente/chi-sono-i-verdi-tedeschi-germania.html">Verdi </a>e Liberali ha aperto alla <strong>richiesta dell&#8217;opposizione cristiano-democratica della Cdu</strong> di aggiungere questa prescrizione in una legge che pone due grandi elementi di novità nel quadro della legge tedesca sulla cittadinanza: <strong>si abbassa da otto a cinque anni</strong> il termine di residenza necessario per accedere alla cittadinanza e si elimina la vecchia clausola che <strong>imponeva ai candidati alla naturalizzazione</strong> di rinunciare a eventuali seconde cittadinanze. Per Scholz e Fraser è stato naturale, dunque, <strong>aggiungere quello che è ritenuto un presupposto valoriale</strong> e che dice molto del substrato di responsabilità che in Germania ancora aleggia, a ottant&#8217;anni di distanza, per la responsabilità di Berlino nell&#8217;Olocausto.</p>



<p>Il non detto di questa legge è presto intuibile: <strong>allargandosi le maglie della cittadinanza tedesca</strong>, il governo vuole mostrare al mondo, e innanzitutto a Tel Aviv, che nulla cambierà nell&#8217;atteggiamento del Paese verso lo Stato Ebraico, nei cui confronti la Germania percepisce un debito morale. E chiaramente la volontà della Germania è instradare la naturalizzazione dell&#8217;ampia <strong>comunità musulmana</strong> del Paese e rispondere, nei toni ritenuti ottimali, sia <strong>all&#8217;aumento dei crimini d&#8217;odio antisemiti che alla crescita di partiti di estrema destra</strong> come <strong>Alternative fur Deutschland</strong>.</p>



<p>Questa legge va oltre ogni altro tentativo di rispondere a un debito morale verso Israele emerso negli anni scorsi in Europa. <strong>Ad esempio, durante il vecchio governo di Sebastian Kurz</strong> l&#8217;Austria ha aperto alla concessione della cittadinanza ai <strong>sopravvissuti dell&#8217;Olocausto,</strong> collegando dunque la risposta morale alla drammaticità del fatto storico. In questo caso, invece, si pone un problema politico chiave: collegare l&#8217;obbligo del riconoscimento di Israele come requisito per diventare tedeschi <em>ex lege</em> mentre buona parte del mondo è indignata per la <strong>condotta di Israele a Gaza</strong> nel conflitto che dura ormai da nove mesi amplifica quel <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-psicodramma-di-scholz-sulla-crisi-di-gaza.html"><strong>cortocircuito</strong> su cui spesso la politica tedesca è caduta di fronte alla guerra mediorientale.</a> Si scrive riconoscere il diritto di Israele a esistere, si legge sostegno chiaro e incondizionato a Tel Aviv: il tempismo per Berlino non è stato, certamente, dei migliori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-cittadinanza-tedesca-per-chi-nega-lesistenza-di-israele.html">Niente cittadinanza tedesca per chi nega l&#8217;esistenza di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gorelick: &#8220;La Russia non vuole una guerra tra Iran e Israele&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gorelick-la-russia-non-vuole-una-guerra-tra-iran-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuele Avilloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 08:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Intervista con il Prof. Robert Gorelick, capo centro della Central Intelligence Agency in Italia dal 2003 al 2008 </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gorelick-la-russia-non-vuole-una-guerra-tra-iran-e-israele.html">Gorelick: &#8220;La Russia non vuole una guerra tra Iran e Israele&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-600x291.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1024x497.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-768x373.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240420104147325_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_521259-1536x746.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scenario geopolitico è sempre più complesso e la temuta risposta di Israele nei confronti dell’Iran non si è fatta attendere. Il rischio di una guerra diretta esiste? Di questo, dei possibili scenari e delle altre crisi geopolitiche in corso ne abbiamo parlato con il Prof. Robert Gorelick (ex CIA), capo centro della Central Intelligence Agency in Italia dal 2003 al 2008 e già capo divisione della CIA a Washington, esperto in materia di intelligence che ha lavorato a stretto contatto con il Presidente degli Stati Uniti e vari Segretari di Stato.<strong></strong></p>



<p><strong>&#8211; Prof. Gorelick ci troviamo nel bel mezzo di grandi sfide geopolitiche,&nbsp;c&#8217;è il rischio concreto di una guerra diretta tra Israele e l&#8217;Iran?</strong></p>



<p>Il rischio di un&#8217;escalation è evidente, nonostante entrambi i paesi non abbiano interesse o voglia di vedere uno scontro diretto. La cosiddetta “guerra ombra” tra Iran e Israele si è intensificata il 7 ottobre. Che Teheran fosse a conoscenza o meno dei piani di Hamas in anticipo è meno rilevante del fatto che Hamas è una creazione della Repubblica islamica e non sarebbe in grado di effettuare attacchi contro Israele senza le armi e i fondi che riceve dall’Iran. È, di fatto, un braccio dell’IRGC iraniano. La guerra nel nord di Israele con Hezbollah, un altro rappresentante iraniano, ha obbligato Israele a evacuare oltre 60.000 dei suoi cittadini dal nord del paese e ha messo completamente fine a ogni parvenza di normalità nel nord. Gli Houthi nello Yemen hanno lanciato missili forniti dall’Iran contro Israele e le navi occidentali attraverso il Mar Rosso. Considerata questa triplice guerra contro Israele da parte di Teheran, è normale che Tel Aviv abbia risposto con un attacco all’edificio dell’IRGC, che fa parte del consolato iraniano, a Damasco.</p>



<p>Sebbene gli iraniani abbiano comunicato la loro intenzione di rispondere, il desiderio di limitare il conflitto ed evitare un’escalation, nessuno si aspettava una risposta così massiccia. Con oltre 300 droni e missili – in particolare missili balistici – è chiaro che l’Iran intendeva che alcuni di essi riuscissero a passare e a infliggere danni a Israele. La difesa israeliana è stata più efficace di quanto ci si aspettasse, ma nella logica del Medio Oriente Israele ritiene di dover rispondere per ristabilire la deterrenza nei confronti dell’Iran e degli altri nemici mediorientali.</p>



<p>Al momento di questa intervista, stiamo appena apprendendo che c’è stata una risposta israeliana nella zona di Isfahan. L’esatta natura della risposta non è ancora chiara, così come se questa sarà alla portata della risposta israeliana. Un attacco contro una fabbrica di munizioni, missili o droni a Isfahan avrebbe certamente senso e coinciderebbe con gli interessi occidentali nel limitare la fornitura di droni alla Russia nella sua guerra con l’Ucraina. È possibile che la risposta israeliana sia semplicemente quella di inviare il messaggio all’Iran che, nonostante il massiccio attacco iraniano contro Israele, che non ha causato alcun danno, Israele è in grado, con un attacco molto limitato, di infliggere danni alla Repubblica islamica.</p>



<p>La minaccia di un errore di calcolo (come l’iniziale errore di calcolo degli israeliani secondo cui l’Iran non avrebbe risposto al loro attacco a Damasco) è reale e potrebbe portare ad un’escalation. Ciò è particolarmente vero dato che sia il regime iraniano che il governo Netanyahu sono deboli e potrebbero cercare di mantenere il potere dimostrando forza contro un nemico esterno. In un senso più generale, l’attacco contro Israele da parte dell’Iran ha aperto la porta a futuri attacchi diretti da parte di entrambi i paesi, il che aumenta notevolmente il pericolo di futuri conflitti.</p>



<p><strong>&#8211; Il principale sostenitore dell&#8217;Iran, la Russia, sembrerebbe non aver mostrato entusiasmo dopo l&#8217;attacco da parte di Teheran, è davvero così?</strong></p>



<p>Il governo russo intrattiene da molti anni buoni rapporti sia con Tel Aviv che con Teheran. La guerra in Ucraina e la necessità di procurarsi armi e munizioni da fonti straniere (munizioni nordcoreane e droni iraniani) li ha spinti ad instaurare un rapporto più stretto con l’Iran. Tuttavia, la Russia non ha nessun interesse a vedere un conflitto aperto tra Iran e Israele, che potrebbe mettere a rischio la fornitura di armi dall’Iran. È del tutto possibile che il Cremlino, come la maggior parte dei paesi coinvolti, si aspettasse una risposta molto più limitata da parte dell’Iran rispetto all’attacco del 13 aprile.</p>



<p><strong>&#8211; relativamente all&#8217;attacco terroristico del 7 ottobre si è parlato di un fallimento dell&#8217;intelligence israeliana, che cosa non ha funzionato?</strong></p>



<p>Conosceremo la storia completa solo quando verrà istituita una commissione d’inchiesta dopo l’attuale guerra con Hamas, e quando quella commissione finirà il suo lavoro. Tuttavia, a questo punto possiamo certamente trarre alcune conclusioni preliminari. Il primo è la forza del controspionaggio di Hamas. Hamas è stata in grado di pianificare questa operazione e, soprattutto, la sua intenzione di portarla effettivamente a termine, e di mantenere tale conoscenza limitata solo a un gruppo molto ristretto di leader. Sembra che abbiano addirittura istituito un servizio parallelo di telefonia fissa tra i pochi alti funzionari che erano a conoscenza dell&#8217;operazione per evitare eventuali conversazioni tramite telefoni cellulari che potrebbero essere intercettate. Mentre molti osservatori hanno affermato che Israele ha fatto troppo affidamento sulla tecnologia, e questo è certamente vero per l’esercito (mitragliatrici automatiche distrutte dai droni nei primi momenti degli attacchi, una recinzione facilmente sfondabile, nodi di comunicazione distrutti ), sarei sorpreso se gli israeliani non avessero molte fonti umane a Gaza. Ciò è stato dimostrato dall’eccellente intelligence di cui dispongono gli israeliani nella loro guerra contro Hamas a Gaza e contro Hezbollah in Libano. Tuttavia, ancora una volta il controspionaggio di Hamas è stato probabilmente molto bravo a mantenere i propri piani e intenzioni in un gruppo molto ristretto di leader.</p>



<p>A questo punto immagino che il problema principale non sia tanto la raccolta di informazioni quanto l&#8217;analisi. Sappiamo che gli israeliani avevano il piano generale di Hamas circa un anno prima dell’attacco, e hanno anche osservato le prove pratiche. Tuttavia, gli alti funzionari dell’intelligence e i membri del governo erano così bloccati nella loro convinzione che Hamas non fosse capace di un simile attacco – e che fosse puramente aspirazionale – così come nell’idea che Hamas fosse più interessato a governare Gaza che ad attaccare, che non erano in grado di accettare ciò che ora è evidente: che Hamas aveva sia la capacità che l’intenzione di lanciare un attacco massiccio. Questo tipo di errore di calcolo dovuto ad una visione politica del mondo è un problema costante nel rapporto tra funzionari dell’intelligence e decisori politici. Ne sono stato testimone io stesso quando ho portato informazioni specifiche ad alcuni politici che si sono rifiutati di accettarle perché non si adattavano alle loro idee preconcette. Lo abbiamo visto anche in Israele nel 1973, quando avevano una fonte straordinaria al Cairo (il genero del presidente Nasser, Ashraf Marwan) ma non prestarono ascolto al suo avvertimento su un attacco imminente. Uno degli esempi più spettacolari di questo problema fu quando Stalin ignorò le eccellenti informazioni ricevute dalla rete di spionaggio sovietica a Berlino che lo avvertivano del piano tedesco di lanciare l’Operazione Barbarossa. Un errore che forse costerà milioni di vite.</p>



<p><strong>&#8211; lo scenario è più complesso rispetto alle crisi del passato? c&#8217;è la possibilità che la guerra ibrida, tra cui attacchi cibernetici e operazioni di influenza raggiungano livelli mai visti?</strong></p>



<p>Sembra che ogni anno porterà maggiori capacità di attacchi informatici. La disinformazione è sempre più un pericolo per la democrazia. Se pensiamo che secondo la Pew Foundation, il 43% degli utenti di TikTok dice che TikTok è l&#8217;unica fonte di notizie e il 30% degli americani si fidano di TikTok per le notizie, c&#8217;è un terreno molto fertile per facilmente diffondere disinformazione. Abbiamo visto l’efficace campagna di Hamas per convincere il mondo che il razzo della Jihad islamica che ha colpito il parcheggio dell’ospedale al Shifa era in realtà un attacco missilistico israeliano contro l’ospedale stesso, che ha causato enormi vittime. L’opinione pubblica mondiale ha svolto un ruolo molto potente in questo conflitto e le operazioni di influenza sono fondamentali nella manipolazione degli obiettivi in tutto il mondo.</p>



<p>L’Iran è uno degli attori più importanti nel mondo delle operazioni informatiche. Sebbene l’Iran abbia esitato prima di utilizzare questo metodo di attacco contro, ad esempio, le infrastrutture israeliane (per quanto ne sappiamo), questo potrebbe essere un terreno fertile sia per Israele che per l’Iran da utilizzare in futuri attacchi e risposte reciproche, dato che tali attacchi sono difficili da attribuire e quindi rispondere.</p>



<p><strong>&#8211; quali sono le attuali sfide dell&#8217;intelligence occidentale? e quelle dell&#8217;intelligence italiana?</strong></p>



<p>Le due maggiori sfide per l’intelligence in questi ultimi anni sono state il ritorno a una raccolta di informazioni più tradizionale e strategica piuttosto che l’enfasi esagerata sulle azioni segrete associate alla guerra al terrorismo, in particolare negli Stati Uniti, e in secondo luogo l’adattamento alla rivoluzione tecnologica. Il passaggio a una visione più strategica degli obiettivi di intelligence è stato raggiunto soprattutto nel mondo occidentale. Tuttavia, l’adattamento alle sfide poste dall’evoluzione della tecnologia sarà un problema costante anche in futuro.</p>



<p>L&#8217;intelligence non era cambiata molto nel corso dei secoli. Per centinaia di anni le spie potevano cambiare identità con la stessa facilità con cui cambiavano documenti e biglietti da visita e potevano eludere la sorveglianza con un travestimento. Con l’avvento e il costante miglioramento del riconoscimento facciale, della biometria, delle telecamere onnipresenti e di Internet, che riunisce tutte le informazioni disponibili nel mondo in tempo reale, le agenzie di intelligence devono ripensare la copertura, che è fondamentale per tutte le operazioni umane. Le spie ora devono essere persone vere con coperture reali che non cambieranno durante tutta la loro carriera. Ciò implica anche che le agenzie di intelligence dovranno pensare seriamente ai loro obiettivi a lungo termine per assumere il giusto tipo di agenti e creare coperture in base a tali obiettivi a lungo termine. Dovranno lavorare molto di più con il settore privato, non solo per comprendere queste sfide in continua evoluzione, ma per sviluppare i tipi di tecnologia di cui i servizi hanno bisogno sia per i raccoglitori di intelligence che per gli analisti. I servizi dovranno inoltre stabilire rapporti con il settore privato per svolgere efficacemente operazioni e raccogliere informazioni all’estero. In Italia dovremo fare più affidamento sugli studenti che escono dall’università o su persone che già lavorano nel settore privato e meno nel settore pubblico per reclutare nuovi funzionari che possano soddisfare i requisiti di raccolta di intelligence all’estero. Tutto ciò equivale a una rivoluzione senza precedenti per le agenzie di intelligence.</p>



<p><strong>&#8211; con l&#8217;avvicinarsi delle prossime elezioni del Parlamento Europeo si è alzato il livello di allerta sulle possibili ingerenze straniere, a cosa e a chi dobbiamo stare attenti?&nbsp;</strong></p>



<p>Non c&#8217;è dubbio che attori stranieri siano già impegnati in operazioni di influenza in vista delle elezioni europee. È ovvio che tra le potenze straniere quella che ha il maggiore interesse per l’esito di quelle elezioni è la Russia, che vorrebbe vedere una nuova leadership europea meno impegnata nei confronti dell’Ucraina e più aperta alla revoca delle sanzioni contro la Russia. In generale, Mosca vuole rafforzare i partiti che sono in sintonia con la visione del mondo di Mosca.</p>



<p><strong>&#8211; Controspionaggio, minacce cyber e contrasto alle operazioni di influenza ma non solo, quali sono oggi i requisiti dei nuovi operatori di intelligence?&nbsp;</strong></p>



<p>Esistono molti tipi diversi di ufficiali dell&#8217;intelligence. C’è ovviamente un grande bisogno di esperti cyber che lavorino su operazioni cyber e proteggano l’Italia dagli attacchi informatici dei nostri avversari. Tuttavia, abbiamo anche bisogno di ufficiali che possano lavorare nel cyberspazio così come lavorerebbero in normali operazioni umane con obiettivi a cui non possiamo accedere nel mondo reale, come i terroristi nei piccoli villaggi del Medio Oriente. Abbiamo bisogno di analisti e funzionari operativi che comprendano le culture straniere e parlino lingue straniere. Studiare all&#8217;estero e apprendere una cultura e una lingua straniera è un&#8217;ottima preparazione per un ufficiale dell&#8217;intelligence. Dico sempre che l’intelligence – in particolare le operazioni umane, humint – si basa sull’immaginazione e sulla creatività. Tornando al fallimento dell’intelligence del 7 ottobre, dobbiamo sviluppare operativi e analisti che possano superare le idee preconcette, pensare a nuovi modi di impegnarsi nelle operazioni e a modi creativi per raggiungere gli obiettivi dell’intelligence e fornire il tipo di intelligence ciò sarà sempre più importante per i nostri decisori politici in futuro.&nbsp; La creatività e la fantasia non mancano mai in Italia!</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gorelick-la-russia-non-vuole-una-guerra-tra-iran-e-israele.html">Gorelick: &#8220;La Russia non vuole una guerra tra Iran e Israele&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così Israele e Iran si preparano allo scontro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-israele-e-iran-si-preparano-allo-scontro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 07:31:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240411102743742_be21299f63290942c63ba0f94151a7af.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240411102743742_be21299f63290942c63ba0f94151a7af.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240411102743742_be21299f63290942c63ba0f94151a7af-600x365.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240411102743742_be21299f63290942c63ba0f94151a7af-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240411102743742_be21299f63290942c63ba0f94151a7af-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240411102743742_be21299f63290942c63ba0f94151a7af-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240411102743742_be21299f63290942c63ba0f94151a7af-1536x934.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante la notte appena trascorsa, l&#8217;apertura di un nuovo fronte in medio oriente è sembrato imminente. Tutto è iniziato quando, nella tarda serata di mercoledì, fonti Usa hanno dichiarato a Bloomberg di aspettarsi l&#8217;inizio dell&#8217;attacco iraniano contro Israele nel giro di poche ore. Affermazioni non smentite da Washington e che anzi hanno trovato conferma nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-israele-e-iran-si-preparano-allo-scontro.html">[...]</a></p>
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<p>Durante la notte appena trascorsa, l&#8217;apertura di un nuovo fronte in medio oriente è sembrato imminente. Tutto è iniziato quando, nella tarda serata di mercoledì, fonti Usa hanno dichiarato a <em>Bloomberg</em> di aspettarsi l&#8217;inizio dell&#8217;<strong>attacco iraniano contro Israele </strong>nel giro di poche ore. Affermazioni non smentite da Washington e che anzi hanno trovato conferma nelle scelte di alcuni operatori statali ed economici impegnati nella regione. La compagnia aerea tedesca <strong>Lufthansa</strong>, ad esempio, ha annunciato poco prima della mezzanotte la cancellazione dei voli che prevedevano l&#8217;attraversamento dello spazio aereo iraniano. </p>



<p>Alla fine però, almeno per questa notte, l&#8217;attacco non è avvenuto. Ma nessuno si illude, in Israele come nello stesso Iran: la <strong>tensione</strong> è ancora molto alta e un attacco di Teheran è giudicato come molto probabile. Entrambi i Paesi si stanno preparando allo scontro ed entrambe le leadership sono consapevoli di un confronto diretto sempre più vicino. A dimostrarlo, tra le altre cose, anche le <strong>esercitazioni compiute a Cipro</strong> dall&#8217;aeronautica israeliana. Segno di come le forze dello Stato ebraico si stiano oramai preparando a ogni scenario possibile, compreso quello di raid da effettuare a chilometri di distanza dal proprio territorio. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Israeli Air Force reportedly conducted a Training Exercise this Week in Coordination with the U.S. Military and Cypriot National Guard over the Island of Cyprus, which Simulated a Retaliatory Air Operation against Iran if a Large-Scale Attack by Iran and Iranian-Backed Groups… <a href="https://t.co/QPQhKV1Tq0">pic.twitter.com/QPQhKV1Tq0</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1778283066412126461?ref_src=twsrc%5Etfw">April 11, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le esercitazioni israeliane a Cipro</h2>



<p>Mentre con le prime luci dell&#8217;alba l&#8217;intero medio oriente ha potuto tirare un parziale sospiro di sollievo, risvegliandosi senza le notizie di attacchi iraniani contro Israele, sui vari canali Osint è trapelata una notizia che fa pensare a un mero <strong>rinvio</strong> degli scenari peggiori. Si tratta, in particolare, dei resoconti emersi delle esercitazioni compiute dall&#8217;<strong>aeronautica </strong>dello Stato ebraico nello spazio aereo cipriota. Le esercitazioni nell&#8217;area non sono una novità e non rappresentano al contempo un qualcosa di meramente casuale: quando, nel corso degli ultimi anni, la tensione tra Iran e Israele ha raggiunto livelli di guardia molti alti, si è sempre parlato della possibilità di manovre dell&#8217;aeronautica di Tel Aviv vicino le coste cipriote. </p>



<p>Il perché è presto detto: si tratta di una zona dove Israele può esercitarsi senza grossi problemi e può misurare quindi senza patemi la <strong>capacità dei propri aerei di raggiungere scenari lontani</strong> e fronteggiare le minacce più gravi. Tra il 2006 e il 2008, agli albori della presidenza Ahmadinejad in Iran e dello scoppio della crisi del nucleare, più volte si è parlato della presenza di forze israeliane a Cipro. Raggiungere l&#8217;isola può dare l&#8217;idea ai vertici dell&#8217;aeronautica della prontezza di riflessi dei propri piloti e dell&#8217;affidabilità dei propri mezzi in caso di missioni da effettuare ben al di fuori del territorio israeliano. </p>



<p>La scorsa settimana, stando alle fonti interne alle stesse forze di sicurezza di Tel Aviv, almeno<strong> uno squadrone di aerei da combattimento</strong> è decollato da Israele per raggiungere Cipro. Il tutto con il supporto di <strong>navi cisterna </strong>per garantire il rifornimento e con l&#8217;assistenza e la collaborazione dell&#8217;aeronautica Usa e delle stesse forze cipriote. Nel corso delle esercitazioni, sono stati simulati scenari di crisi nel Mediterraneo, con gli aerei israeliani chiamati a colpire presunti obiettivi strategici proprio a Cipro. </p>



<p>Il fatto che esercitazioni del genere siano state effettuate nella settimana successiva al <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-bombarda-damasco-ma-il-messaggio-e-per-biden.html">raid israeliano a Damasco</a>, dove è stata colpita la sede del consolato iraniano, lascia presagire la volontà dello Stato ebraico si sta preparando ad affrontare ogni genere di scenario. Compreso quello di un bombardamento di obiettivi iraniani all&#8217;interno del territorio della Repubblica Islamica, da concepire come pronta risposta ad eventuali attacchi da parte delle forze di Teheran. Un quadro non così lontano dalla realtà: l&#8217;impressione è che i corridoi diplomatici siano sempre più stretti e gli spazi per la politica sempre più relegati in fondo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ultimi tentativi di mediazione</h2>



<p>Tuttavia molti attori regionali, e non solo, sono impegnati al momento nel provare una difficile quanto necessaria mediazione. Sempre nella serata di ieri, nel bel mezzo della tensione per un possibile imminente attacco di Teheran, sono emersi contatti tra gli <strong>Usa</strong> e la <strong>Turchia</strong> per provare a costruire una precaria ma importante ragnatela diplomatica. Ankara, in particolare, su spinta e richiesta di Washington, si sarebbe offerta come mediatrice tra le parti per raggiungere un accordo in extremis. I vertici della Repubblica Islamica, secondo quanto sottolineato da diverse testate israeliane, avrebbero rifiutato la mediazione turca. </p>



<p>Contatti sono in corso anche con gli attori del <strong>Golfo</strong>. Nella mattinata di mercoledì, i governi di<strong> Arabia Saudita, Qatar </strong>e <strong>Iraq</strong> hanno congiuntamente tenuto un incontro con inviati statunitensi. In questa occasione, Washington ha chiesto agli interlocutori di far recapitare all&#8217;Iran un preciso messaggio: evitare l&#8217;escalation per salvaguardare, tra le altre cose, le trattative in corso per un cessate il fuoco a Gaza. Il messaggio è stato poi trasmesso dai rappresentanti dei Paesi del Golfo al ministro degli Esteri di Teheran, <strong>Hossein Amirabdollahian</strong>, nel corso di un vertice tenuto da remoto poco prima della mezzanotte di ieri. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a>’s Foreign Minister Hossein Amirabdollahian has discussed bilateral and regional issues in separate phone conversation with his Saudi, Iraqi and Emirati counterparts on Wednesday night<a href="https://t.co/HVXFeoEANd">https://t.co/HVXFeoEANd</a> <a href="https://t.co/k1569wopEx">pic.twitter.com/k1569wopEx</a></p>&mdash; IRNA News Agency (@IrnaEnglish) <a href="https://twitter.com/IrnaEnglish/status/1778248507112980687?ref_src=twsrc%5Etfw">April 11, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Difficile al momento capire l&#8217;esito di quest&#8217;ultimo incontro, ma forse se l&#8217;Iran questa notte non ha attaccato è perché un flebile ma importante canale diplomatico è ancora aperto. La speranza di evitare l&#8217;escalation non è quindi del tutto tramontata ma, almeno per il momento, è più forte la consapevolezza che entrambe le parti in causa sono sempre più pronte ad avviare lo scontro diretto.</p>
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		<title>La dialettica Usa-Israele e i bambini di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-dialettica-usa-israele-e-i-bambini-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 17:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Unicef]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La dura reprimenda contro Netanyahu da parte del leader della maggioranza al Senato Usa, Chuck Schumer,&#160;ha&#160;toccato per la prima volta le corde&#160;del premier israeliano.&#160;Infatti, finché a criticarlo era il senile imperatore, che si è spinto a dire che non fa&#160;gli&#160;interessi&#160;di Israele,&#160;era un conto, altro è se a criticarlo è una figura come Schumer, da sempre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dialettica-usa-israele-e-i-bambini-di-gaza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dialettica-usa-israele-e-i-bambini-di-gaza.html">La dialettica Usa-Israele e i bambini di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240320175313466_cdcdf41fbfc6aff50ed6635d9549a13a-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La dura reprimenda contro Netanyahu da parte del  leader della maggioranza al Senato Usa, Chuck Schumer,&nbsp;ha&nbsp;toccato per la prima volta le corde&nbsp;del premier israeliano.&nbsp;Infatti, finché a criticarlo era il senile imperatore, che si è spinto a dire che non fa&nbsp;gli&nbsp;interessi&nbsp;di Israele,&nbsp;era un conto, altro è se a criticarlo è una figura come Schumer, da sempre falco pro-Israele e politico di riferimento dell’establishment americano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diatriba tra l’Imperatore e il re d’Israele</h2>



<p>Lo annota anche Thomas Friedman sul&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.nytimes.com%2F2024%2F03%2F19%2Fopinion%2Fchuck-schumer-israel.html&amp;data=05%7C02%7C%7Ce929cc49fa684204e56c08dc48fa99b8%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638465488360625967%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=3aSMdA4RnlQ%2B%2B19t8VGkreirU6mLsVIbp13XwFuuN%2BE%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>, spiegando che la dura presa di posizione di Schumer,&nbsp;peraltro&nbsp;elogiata&nbsp;pubblicamente&nbsp;da Biden, rivela un “cambiamento&nbsp;profondo&nbsp;della&nbsp;politica e della&nbsp;geopolitica americana verso il Medio oriente”.</p>



<p>In estrema sintesi, per Friedman il peccato originale e attuale di Netanyahu è quello di non prevedere, neanche all’orizzonte, uno Stato palestinese, una prospettiva che attutirebbe le attuali sofferenze dei palestinesi e rilancerebbe i legami tra Washintgon, Tel Aviv e i Paesi arabi, decisivi per il confronto con “Iran, Russia (e Cina)”.</p>



<p>In realtà, dubitiamo&nbsp;che i palestinesi possano sopportare meglio le sofferenze&nbsp;odierne&nbsp;se avessero la prospettiva di uno&nbsp;Stato.</p>



<p>Con tale&nbsp;dinamica,&nbsp;il cronista del Nyt sembra che auspichi per i palestinesi,&nbsp;<em>mutatis mutandis</em>,&nbsp;una prospettiva&nbsp;simile a quella&nbsp;che diede luogo alla nascita di Israele, eludendo, però, un particolare significativo, cioè&nbsp;che&nbsp;non furono i loro carnefici a offrire una patria agli ebrei,&nbsp;che avrebbero rigettato&nbsp;con disprezzo l’offerta.&nbsp;Uno Stato palestinese può e deve nascere su altre basi: non da una concessione pelosa generata da un eccidio, ma dal Diritto.</p>



<p>Al di là dell’annotazione a margine,&nbsp;l’articolo di Friedman ha il merito di chiarire la dialettica creatasi tra gli Usa e&nbsp;Israele.</p>



<p>Tale dialettica&nbsp;non riguarda solo l’insostenibilità del numero delle vittime, oggi 32mila,&nbsp;né le criticità che&nbsp;ciò&nbsp;pone alla rielezione di Biden o&nbsp;all’immagine internazionale&nbsp;degli Usa, ma qualcosa che ha a che vedere&nbsp;con&nbsp;la geopolitica dell’Impero “a lungo termine”.</p>



<p>Detto questo, l’aspra&nbsp;querelle&nbsp;tra Netanyahu e&nbsp;Biden&nbsp;era insostenibile,&nbsp;da cui la telefonata di lunedì tra i&nbsp;due&nbsp;leader per attenuarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se telefonando&#8230;</h2>



<p>Nella conversazione telefonica&nbsp;Biden ha&nbsp;rassicurato&nbsp;il suo interlocutore&nbsp;sul fatto&nbsp;che non sta lavorando per destituirlo,&nbsp;come auspicato da Schumer,&nbsp;ma allo stesso tempo ha ribadito che si oppone a un’operazione su vasta scala a Rafah.</p>



<p>Un niet secco, che però&nbsp;non sembra&nbsp;aver convinto&nbsp;Netanyahu&nbsp;a recedere,&nbsp;dal momento&nbsp;che in&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.timesofisrael.com%2Fnetanyahu-says-he-made-clear-to-biden-rafah-ground-op-crucial-to-destroying-hamas%2F&amp;data=05%7C02%7C%7Ce929cc49fa684204e56c08dc48fa99b8%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638465488360636892%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=OvjRPaGAvgNKN6i4SvACsuWBhbe0m1CNy%2FcMdofd1sA%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un incontro a porte chiuse</a>&nbsp;con la Commissione affari esteri ha ribadito la necessità di un’operazione di terra nel Nord della Striscia. Unica concessione alle pressioni del presidente Usa, più cosmetica che reale, una&nbsp;nuova sollecitudine per la sorte dei civili, ai quali si offriranno vie di fuga e aiuti (il&nbsp;recente&nbsp;passato non aiuta a&nbsp;dar credito a&nbsp;tali&nbsp;promesse).</p>



<p>Una delegazione israeliana è attesa negli States per&nbsp;concordare&nbsp;il proseguo della campagna militare&nbsp;e in questa sede dovrebbero essere posti limiti all’operazione&nbsp;di Rafah.&nbsp;Ma&nbsp;l’esito del confronto e&nbsp;le decisioni di Netanyahu restano imprevedibili.</p>



<p>Quanto a Gaza, il&nbsp;suo&nbsp;triste destino è manifesto,&nbsp;dove alle bombe si aggiungono&nbsp;la&nbsp;sete e la&nbsp;fame a causa delle feroci restrizioni&nbsp;imposte dalle forze&nbsp;israeliane,&nbsp;del recesso dei finanziamenti all’Unrwa da parte degli Usa&nbsp;etc.&nbsp;Di ieri la notizia,&nbsp;molto&nbsp;più che&nbsp;simbolica,&nbsp;dell’uccisione&nbsp;di&nbsp;Amjad Hathat,&nbsp;a&nbsp;capo della&nbsp;Commissione preposta alla distribuzione degli aiuti&nbsp;a&nbsp;Gaza…</p>



<h2 class="wp-block-heading">Di bambini e porti</h2>



<p>Intanto, i bambini muiono&nbsp;a frotte,&nbsp;di stenti e di fame, quando non sono bersaglio di bombe o proiettili più o meno vaganti. Tutto condensato dalle parole di&nbsp;Catherine Russell, direttrice esecutiva dell’UNICEF,&nbsp;la quale ha detto che&nbsp;il numero di&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.cbsnews.com%2Fnews%2Fcatherine-russell-unicef-executive-director-face-the-nation-transcript-03-17-2024%2F&amp;data=05%7C02%7C%7Ce929cc49fa684204e56c08dc48fa99b8%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638465488360645790%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=xORtl0B%2BJVJmDBRa0viGB5EycS4kEs8mS%2BbNTot%2FGU0%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bambini uccisi a Gaza,</a>&nbsp;13.000, “è un numero astronomico e terrificante. Altre migliaia sono feriti, di altri&nbsp;non riusciamo nemmeno a&nbsp;sapere&nbsp;dove siano, potrebbero essere&nbsp;bloccati&nbsp;sotto le macerie&nbsp;[&#8230;]&nbsp;non abbiamo visto questo&nbsp;tasso di morte tra i bambini in nessun altro conflitto al mondo”.</p>



<p>Urge un cessate il fuoco. Tutto il resto, il lancio di aiuti dall’alto, il fantomatico porto&nbsp;da costruire a Gaza&nbsp;per sbarcarne di più massivi, lo Stato palestinese,&nbsp;sono&nbsp;solo blandi&nbsp;palliativi. Peggio, una distrazione&nbsp;di massa&nbsp;dalla tragica realtà.</p>



<p>Peraltro, la costruzione del porto da parte degli States potrebbe nascondere un obiettivo altro da quello umanitario. Lo afferma su&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.aa.com.tr%2Fen%2Famericas%2Fus-port-plans-in-gaza-have-hidden-objectives-expert%2F3160210&amp;data=05%7C02%7C%7Ce929cc49fa684204e56c08dc48fa99b8%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C638465488360653636%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJWIjoiMC4wLjAwMDAiLCJQIjoiV2luMzIiLCJBTiI6Ik1haWwiLCJXVCI6Mn0%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=ZCU%2BN6BJj5FVkg7ZWfeSsE22LyzdYOhwguCofXFAGIE%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anadolu</a>&nbsp;Hisham Khreisat, un esperto&nbsp;di affari&nbsp;militari&nbsp;giordano,&nbsp;secondo il quale servirebbe per favorire&nbsp;“la migrazione volontaria [dei palestinesi] verso l&#8217;Europa”. Da cui l’entusiatica accettazione da parte del governo israeliano,&nbsp;che fin dall’inizio della campagna&nbsp;militare&nbsp;agognava a un esodo massivo dei palestinesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dialettica-usa-israele-e-i-bambini-di-gaza.html">La dialettica Usa-Israele e i bambini di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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