Un anno dopo l’ingresso delle forze armate israeliane nella striscia di Gaza, il bilancio è pesantissimo. Benchè i numeri ufficiali del Ministero della Salute palestinese abbiano stimato le morti in un numero che va dalle 40 mila alle 45 mila persone, alcuni mesi fa ci siamo occupati, in un articolo dal titolo: “Perchè i morti a Gaza possono essere anche cinque volte più di quelli dichiarati dai palestinesi” di analizzare tutte le variabili di cui i numeri ufficiali non tengono – o non possono tenere – conto.
Dal 7 ottobre 2023, dopo gli attentati di Hamas nei territori israeliani e l’immediata occupazione di Israele della Striscia, oggi di Gaza è rimasto ben poco. Con i dati forniti dal satellite europeo Copernicus, abbiamo costruito tre esplorazioni grafiche per mostrarvi come è cambiata Gaza in un anno.
I satelliti, un anno dopo
L’impegno di InsideOver
La posizione dei media in Italia sul conflitto di Gaza è stata molto dibattuta negli ultimi mesi. A un anno dall’ingresso delle truppe israeliane, abbiamo deciso di raccontarvi il nostro impegno nell’attuale conflitto in corso. Un impegno che ha cercato di distaccarsi dalla cronaca degli avvenimenti per costruire, giorno per giorno e approfondimento su approfondimento, un archivio multimediale che andasse a ricostruire tutto quello che è accaduto a milioni di palestinesi sfollati, esodati, feriti, morti che, in parte, ancora oggi sono in cammino per sfuggire all’eccidio strategico operato dal governo centrale di Israele.
Al contrario di una buona fetta della stampa italiana che ha giustificato l’operato del Governo israeliano, negli ultimi 12 mesi la redazione di Insideover si è impegnata nella creazione di un archivio digitale per cristallizzare le scelte politiche più sconcertanti del Governo israeliano.
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Nell’ultimo anno su Iinsideover.com abbiamo pubblicato 212 approfondimenti, coinvolgendo oltre 20 reporter nella ricostruzione sugli avvenimenti di Gaza. Parallelamente, abbiamo cercato di costruire sui social media un’informazione che posizionasse InsideOver tra i primi media italiani per numero di notizie condivise sul conflitto.
7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO – LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER
Nell’agosto 2024, la nostra redazione ha pubblicato un’analisi. Scopo dello studio è stato monitorare alcuni dei profili con più follower nel settore dell’informazione italiana, dimostrando, in esclusiva, il silenzio generale dell’informazione italiana su Gaza su Instagram, il social media più trafficato in termini di informazione consumata.
Vi riportiamo di seguito un estratto grafico della nostra analisi sui media italiani. L’estratto grafico è un confronto tra il feed Instagram di InsideOver (a sinistra) rispetto al feed Instagram di una nota pagina di informazione con 1.8 milioni di follower (a destra). I quadrati arancioni sono le notizie inerenti Gaza.

Dati, storie, approfondimenti e interviste
La nostra attenzione, durante l’anno passato, si è concentrata su decine di fonti fisiche e nel web, selezionate, per costruire uno scenario informativo che andasse a mostrare al nostro pubblico la reale situazione del conflitto in Gaza. Abbiamo condotto decine di interviste, raccolto dati e costruito dossier. Siamo stati tra i pochi media in Italia a raccontare più volte delle armi italiane che hanno contribuito alle morti in Gaza.
Subito dopo le prime notizie riguardo la polio in Gaza, quando Israele ha permesso le vaccinazioni, con una breve pausa umanitaria, Insideover ha pubblicato un approfondimento evidenziando che anche in quell’occasione gli interessi di Israele erano altri, e non di pace. A settembre 2024 siamo usciti con un approfondimento sul podcast di due ragazzi israeliani che hanno ospitato nel loro studio diversi personaggi della politica israeliana, auspicando ad una “soluzione finale per Gaza”.
Ci siamo occupati della situazione degli acquedotti e dei purificatori, geolocalizzando in esclusiva il bombardamento da parte di Israele su un’azienda palestinese che commerciava purificatori di acqua, dimostrando che in Gaza la disponibilità di acqua potabile, per colpa dei bombardamenti Israeliani, è prossima allo zero.
Di seguito una selezione di alcuni approfondimenti pubblicati negli scorsi mesi:
Le nostre fonti
Ad aprile 2024 abbiamo pubblicato un articolo dal titolo “40 bambini decapitati da Hamas, era un falso e si poteva saperlo”. Dopo una ricerca interna alla redazione, abbiamo scoperto che le fonti nei media italiani per le notizie sul conflitto palestinese non erano credibili.
Subito dopo l’invasione israeliana di Gaza del 7 ottobre, gran parte dei primi dieci media italiani per numero di lettori ha utilizzato come fonte per il 52.9% l’esercito israeliano, per l’11.8% ambasciatori israeliani, per il 29.4% media israeliani e solo per il 5.9% fonti indipendenti. In aggiunta abbiamo scoperto un altro dato allarmante: delle prime dieci testate italiane valutate “le più credibili” dal Digital News Report 2023 di Reuters Institute, almeno 7 hanno incluso informazioni non verificate nel raccontare dei “40 bambini decapitati da Hamas”.
In redazione, abbiamo sensibilizzato sull’utilizzo delle fonti operando diversi livelli di fact-checking su questioni delicate prima di pubblicare un approfondimento. I numeri di un anno di conflitto in Gaza sono pesantissimi, e si aggiugono a decenni di martirio nei territori palestinesi dati da una guerra che continua a mantenere una potenza di fuoco estremamente sbilanciata.
Negli ultimi giorni, con il conflitto che ha coinvolto il Libano, le aree a Est di Gaza e la Cisgiordania, l’impegno di InsideOver è nel fornire un’informazione quotidiana indipendente, libera e sicura costruita su fonti credibili.
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